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	<title>cambiamenti Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Conferenza sul clima COP26 a Glasgow I popoli indigeni chiedono giustizia climatica Bolzano</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2021 08:52:02 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="799" height="534" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/cop26.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15782" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/cop26.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 799w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/cop26-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/cop26-768x513.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></figure>



<p></p>



<p>Il punto di vista indigeno devono essere preso molto più in considerazione alla COP 26 a Glasgow, in Scozia. Questo è ciò che chiede l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) in vista della conferenza sul clima che inizia domenica prossima a Glascow. I popoli indigeni stanno già combattendo in prima linea contro il cambiamento climatico, per esempio resistendo al disboscamento illegale e all&#8217;agricoltura &#8220;taglia-e-brucia&#8221;. Allo stesso tempo, sono direttamente interessati<br>dalle conseguenze del cambiamento climatico a causa della loro connessione esistenziale con la natura e l&#8217;ambiente.</p>



<p>Da una prospettiva indigena, le precedenti conferenze sul clima sono state estremamente deludenti. Questo perché Stati come il Brasile o l&#8217;India, dove vivono molte popolazioni indigene, si concentrano più sulla loro crescita economica che sulla protezione del clima o delle parti più vulnerabili della loro popolazione. A causa della pandemia,<br>molti meno indigeni possono essere presenti a Glasgow rispetto alle conferenze precedenti. I paesi ricchi in particolare hanno quindi il dovere di cercare un dialogo diretto e di imparare dall&#8217;esperienza indigena.</p>



<p>In Brasile in particolare, il presidente Jair Bolsonaro sta portando avanti senza sosta la distruzione delle foreste e della natura.<br>Attraverso le sue politiche e la sua retorica, i criminali si sentono incoraggiati a invadere, sfruttare e bruciare i territori indigeni per l&#8217;agricoltura. Nel territorio degli Ashaninka, una compagnia di disboscamento sta attualmente costruendo una strada illegale attraverso la foresta pluviale e il relativo territorio indigeno &#8211; sia dal lato peruviano che da quello brasiliano. I diritti territoriali dei popoli indigeni sono la base per la protezione del loro ambiente. Gli Ashaninka hanno preso l&#8217;iniziativa per la foresta pluviale nello stato brasiliano di Acre anni fa e hanno ripiantato più di 2.000 giovani alberi sul loro territorio che erano stati distrutti dal disboscamento illegale. Tali iniziative possono essere un esempio internazionale. Oltre ai negoziati intergovernativi, sarebbe quindi un segnale forte se i politici europei avessero colloqui diretti con i popoli indigeni su questo argomento.</p>



<p>È tempo di agire &#8211; e i governi del mondo non devono solo decidere tra di loro cosa succederà al clima del mondo. La società civile, compresi i popoli indigeni, deve avere il diritto di discutere e decidere.<br>Sfortunatamente, la società civile per lo più non viene ascoltata. I popoli indigeni, che danno un grande contributo alla protezione dell&#8217;ambiente, sono lasciati fuori dalle decisioni. Questi veri ambientalisti devono essere finalmente ascoltati e presi in seria considerazione. Perché i governi che ricevono i finanziamenti contribuiscono più alla distruzione dell&#8217;ambiente che alla sua protezione.</p>



<p>Eliane Fernandes parteciperà alla conferenza sul clima a nome dell&#8217;APM e sarà sul posto dal 3 al 7 novembre. Il 6 novembre, l&#8217;APM organizza un evento nel padiglione tedesco insieme all&#8217;Alleanza Clima, la Fondazione per il clima, l&#8217;Alleanza per il clima (Klimabündnis) e Kindernothilfe.</p>



<p><br>Alle 15.00 inizierà il panel &#8220;Giustizia climatica &#8211; La prospettiva globale&#8221;. Voci da Madagascar, Perù, Brasile, Pakistan e Sudafrica presenteranno l&#8217;attivismo climatico globale. Il panel metterà in evidenza gli attuali impatti del cambiamento climatico e le strategie di successo contro di esso, e presenterà le visioni del futuro dei giovani attivisti. I due rappresentanti Ashaninka Francisco Piyãko (Brasile) e Berlin Diques Rios (Perù) parleranno a nome dell&#8217;APM. Uno streaming live<br>dell&#8217;evento sarà reso disponibile dal Ministero Federale dell&#8217;Ambiente tedesco su <a rel="noreferrer noopener" href="http://www.german-climatepavillion.de/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">www.german-climatepavillion.de?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</p>
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		<title>Senza confini. Una etnographic novel. Uno sguardo nuovo sul nomadismo contemporaneo</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Nov 2018 07:43:55 +0000</pubDate>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p><em>Senza confini</em> è una etnographic novel, edita da Milieu, che unisce la ricerca antropologica con il racconto scritto e disegnato, nata dall&#8217;esigenza di dare uno sguardo nuovo alle storie del nomadismo contemporaneo e all&#8217;esperienza vissuta dai migranti del nuovo millennio.</p>
<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> ha intervistato gli autori, Andrea Staid (antropologo) e Francesca Cogni (videoartista, illustratrice).</p>
<p>Ecco, per voi, la prima parte dell&#8217;intervista. Risponde Andrea Staid, che ringraziamo sempre per la sua disponibilità e gentilezza. Domani pubblicheremo la seconda parte con le risposte di Francesca Cogni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_724363787924333.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-11660" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_724363787924333.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="456" height="169" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_724363787924333.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 851w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_724363787924333-300x111.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/received_724363787924333-768x284.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 456px) 100vw, 456px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come si può declinare il concetto di “confine”?</p>
<p>Il concetto di confine si può definire in due modi. Il primo, quello che preferisco, è quello di un confine labile, che si può scavalcare: il confine è sì diversità, ma anche possibilità.</p>
<p>Il confine, invece, su cui ci siamo focalizzati per la nostra etnographic novel è stato quello della Fortezza Europa, cioè il confine di quell&#8217;Occidente tanto sperato da persone che, per motivi differenti, cercano di raggiungere per cercare un Futuro migliore. Il confine, quindi, che divide il “noi” da “loro”. Abbiamo, però, voluto decostruire i vari ghetti che si creano all&#8217;interno delle parole “migranti”, “rifugiati” ad esempio: nel nostro libro ci sono anche persone occidentali, come Melissa in arte Drowning Dog-DDM la rapper nordamericana che migra per lavorare con la propria musica. La grande differenza consiste nell&#8217;avere o no un passaporto occidentale e nella classe di appartenenza, il conto in banca è sempre senza confini.</p>
<p>Alla luce delle testimonianze da voi raccolte, quali sono le difficoltà comuni alle persone soggette a un nomadismo forzato?. Anche perchè, in realtà, il nomadismo fa parte della Storia dell&#8217;umanità&#8230;</p>
<p>L&#8217;essere umano è nomade. Detto questo c&#8217;è una differenza fra un nomadismo ricercato e un nomadismo forzato. In generale noi abbiamo raccolto testimonianze di persone costrette a fuggire, tranne Melissa che, come dicevo, voleva arrivare in Europa per fare concerti con la sua musica, poi si è sposata ed è rimasta qui. Mohamed, invece, scappa perchè è un fotoreporter che parla di cose di cui, nel suo Paese, non deve parlare, ma in Europa cerca la libertà di farlo. Oppure c&#8217;è la storia di un uomo, incarcerato dal regime turco, punito per le sue idee che manifestava sul giornale; e poi la storia di Silver, che apre il nostro lavoro, che abbiamo incontrato nella periferia di Milano, presso Casa di Betania, che viene in Europa per vendere le sue opere di pittura, ma purtroppo viene “truffato” dal mercato del mondo dell’arte.</p>
<p>Alla fine, quindi, sono tutte storie di resistenza&#8230;</p>
<p>Sì, e c&#8217;è anche una doppia resitenza che riguarda le donne migranti che è anche una resistenza di genere perchè soffrono di un retaggio patriarcale all&#8217;interno delle strutture ospitanti e da parte, a volte, degli stessi attivisti. Accenno alla storia di Napuli: dopo una carovana, durata mesi, di rifugiati politici che marciavano in Germania per la tutela dei diritti, si ritrovano a Berlino e occupano la piazza Oranienpaltz, con la scuola annessa. Il giorno dello sgombero, Napuli sale su un albero su cui ha vissuto per cinque giorni e cinque notti. Napuli ci ha raccontato di essere nata nella foresta e che quell&#8217;albero l&#8217;abbia aiutata e sostenuta perché era riuscita a creare un rapporto primordiale con la pianta. L&#8217;ultimo giorno, mentre lei era ormai stremata, la Polizia ha ceduto. E Napuli è diventata un simbolo di quella lotta.</p>
<p>Come si rapportano, le persone da voi intervistate, alla ricerca dell&#8217;identità, altra questione importante per chi vive e porta dentro di sé l&#8217;appartenenza a mondi e culture differenti?</p>
<p>L&#8217;identità è posticcia e serve quando si ha paura. Le persone che abbiamo intervistato hanno identità in transito: stanno diventando qualcos&#8217;altro, ma hanno ben presente da dove arrivano. Questo è interessante perché porta proprio all&#8217;ibridazione culturale e alla creazione di nuovi soggetti politici meticci.</p>
<p>Perché la scelta di trattare argomenti di stretta attualità (migrazioni, razzismo) nella forma della graphic novel?</p>
<p>I motivi principali sono tre. Il primo: io e Francesca ci siamo resi conto che i nostri lavori erano molto simili, ma affrontati con approcci differenti, per cui abbiamo pensato di ibridarli per creare qualcosa di originale, ed è nata la etnographic-novel, un&#8217;etnografia fatta con i disegni. Il secondo motivo: il disegno non mette paura come un registratore o una telecamera, ma crea complicità ed empatia. Il terzo: la grafica arriva a molte più persone, soprattutto ai giovani perché il testo, etnografico, viene comunicato con semplicità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Forum internazionale sulla salute: a Milano il prossimo 4 novembre</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Nov 2017 07:44:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; In occasione del prossimo Forum Internazionale sul diritto alla salute, che si terrà a Milano il 4 novembre e al cui appello aderisce anche Associazione per i Diritti umani,  iniziamo a pubblicare il&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/11/02/forum-internazionale-sulla-salute-a-milano-il-prossimo-4-novembre/">Forum internazionale sulla salute: a Milano il prossimo 4 novembre</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>In occasione del prossimo Forum Internazionale sul diritto alla salute, che si terrà a Milano il 4 novembre e al cui appello aderisce anche <strong><em>Associazione per i Diritti umani</em></strong>,  iniziamo a pubblicare il seguente articolo uscito sul <em>Il Manifesto</em> 29 ottobre. Di Vittorio Agnoletto ed Emilio Molinari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/logomd.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9720" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/logomd.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="378" height="100" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Il 4-5 novembre a Milano. </strong></em><em>Controvertice con esperti internazionali. Gli argomenti in discussione: cambiamenti climatici acqua, siccità e alluvioni.</em></p>
<p>Il 5 e il 6 novembre si svolgerà a Milano l’incontro dei ministri della salute del G7.</p>
<p>Gli argomenti in agenda sono: le conseguenze sulla salute dei cambiamenti climatici, al quale verranno dedicate 3,5 ore di discussione; la salute della donna e degli adolescenti 1,5 ore, e la resistenza antimicrobica 1 ora.</p>
<p>Tempi sufficienti, secondo i ministri, per arrivare ad una solenne dichiarazione finale su questioni la cui rilevanza è fondamentale per il futuro dell’umanità. Considerato che a quei tavoli siederanno i massimi responsabili dell’attuale modello di sviluppo è fin troppo facile immaginare che, al di là delle parole, vi sarà il vuoto.<span id="more-2322"></span></p>
<p>Decine di associazioni impegnate in difesa della salute a livello locale, nazionale e internazionale hanno costituito il comitato «Salute senza padroni e senza confini» e, insieme al Guel, gruppo parlamentare «Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica» e al gruppo consiliare «Milano in Comune», hanno organizzato a Milano due iniziative.</p>
<p>Sabato 4 novembre un «Forum internazionale per il diritto alla salute e l’accesso alle cure» (<a href="http://www.medicinademocratica.org/wp/?p=5219&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.medicinademocratica.org/wp/?p=5219&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>; <a href="https://www.facebook.com/events/299458030530298/?acontext=%7b&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.facebook.com/events/299458030530298/?acontext=%7b&utm_source=rss&utm_medium=rss</a> )</p>
<p>nel quale si confronteranno ricercatori, scienziati, medici, biologi di altissima professionalità con attivisti di tutto il mondo per individuare obiettivi condivisi sia dai movimenti sociali che da chi agisce in campo scientifico. Proprio da quest’ambito abbiamo ricevuto un’enorme disponibilità, come testimonia il programma, segno che la scienza, quando non è asservita al potere, giunge a conclusioni molto simili a quelle del movimento antiliberista.</p>
<p>Domenica 5 novembre si svolgerà un incontro tra i movimenti italiani attivi nella difesa della salute per organizzare insieme delle campagne nazionali.</p>
<p>I temi del Forum sono: «la disuguaglianza sociale come determinante di malattie», nel 2012 l’effetto Glasgow aveva dimostrato come il tasso di mortalità fosse strettamente correlato alle condizioni sociali della popolazione, l’Istituto Mario Negri ha documentato lo stesso fenomeno a Milano.</p>
<p>«L’accesso alle cure», il 50 % delle persone colpite dal virus Hiv nel mondo ne sono prive e l’accesso ai farmaci salvavita non è più garantito nemmeno nel mondo occidentale come testimonia la vicenda del Sofosbuvir per l’epatite C.</p>
<p>«La privatizzazione dei servizi sanitari» vera preda del mercato globale ma anche locale come dimostra, ad esempio, il tentativo della Regione Lombardia di sostituire, nell’assistenza a 3.350.000 cittadini con patologie croniche, il medico di famiglia con un gestore, società per lo più private finalizzate al profitto.</p>
<p>E infine «Le conseguenze sulla salute dei cambiamenti climatici». Amitav Gosh, noto romanziere bengalese, ha recentemente pubblicato un saggio: «La Grande Cecità», quella dei cambiamenti climatici. L’accusa è, alla letteratura mondiale, di essere centrata su l’umano e i suoi diritti, e di aver ignorato il «non umano», indifferente ai destini della terra, dell’acqua e dell’aria, relegati tutti nella letteratura di serie B: la fantascienza. Eppure di cambiamenti climatici ci si ammala e si muore; per l’Oms potrebbero provocare 12,6 milioni di decessi tra il 2030 e il 2050. 250.000 morti in più ogni anno: per malnutrizione, malaria, diarrea. 20.000 morti per colpi di calore nella sola Europa. A questi numeri andrebbero aggiunti i morti per la maggior concentrazione di inquinanti nell’atmosfera dovuti all’assenza di piogge: 500.000 deceduti in Europa, 90.000 in Italia e 9 milioni nel mondo.</p>
<p>Ma la vera tragedia del cambio climatico è l’acqua. Siccità e alluvioni agiscono pesantemente nel ridurne la sua disponibilità. Nel 2050 verrà a mancare il 50% del necessario e a farne le spese saranno i poveri della Terra, i 900 milioni di persone prive di acqua potabile. La corsa all’accaparramento delle terre fertili e degli invasi da parte delle multinazionali e dalla Cina e dall’Arabia saudita è da tempo iniziata e i mutamenti climatici l’accentueranno sempre più.</p>
<p>Le grandi dighe prolificano in Asia e in Africa con il loro seguito di profughi e di guerre e le multinazionali degli acquedotti Suez – Veolia – Thams Water – Rwe ecc.. premono con maggior forza per la privatizzazione dei rubinetti di tutto il mondo.</p>
<p>Le stime dell’alto commissario delle Nazioni Unite parlano di 79 guerre in corso per cause ambientali e appropriazione di risorse. Nella guerra del Kashmir (100.000 morti) ci sono le dighe sul fiume Indo e la concorrenza tra India, Pakistan, Cina. L’Egitto è una polveriera di 90 milioni di persone che vivono attorno al Nilo aggredito dalle dighe dell’Etiopia. La guerra in Siria avviene dopo 5 anni di siccità e di dighe turche sul Tigri. Le guerre ai kurdi hanno acqua e petrolio sullo sfondo. Nella contabilità mondiale 3 miliardi di persone sono considerati da «qualcuno»: insostenibili esuberi.</p>
<p>Beni comuni salute del pianeta e salute pubblica vanno insieme e vanno collocate in cima alle nostre priorità.</p>
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		<title>&#8220;Arte(e)Attualità&#8221;. Fino all&#8217;ultimo bambino</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Oct 2017 07:11:42 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: x-large;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/ang.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9626" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/ang.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="3018" height="2938" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/ang.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3018w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/ang-300x292.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/ang-768x748.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/ang-1024x997.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 3018px) 100vw, 3018px" /></a></b></span></span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: x-large;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/ang.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""> </a></b></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: serif;">Dal nuovo rapporto di Save the Children “Una fame da morire. Vecchie e nuove sfide nel contrasto alla malnutrizione” (si può leggere e scaricare qui <a href="https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/una-fame-da-morire?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/una-fame-da-morire?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>) emerge che ogni anno, circa 6 milioni di bambini muoiono prima di aver compito 5 anni per cause facilmente curabili e prevenibili: tra queste la malnutrizione, che rappresenta la concausa di circa la metà delle morti infantili a livello globale.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/entr.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9627" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/entr.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="3200" height="1665" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/entr.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/entr-300x156.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/entr-768x400.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/entr-1024x533.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 3200px) 100vw, 3200px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: serif;">Povertà, cambiamenti climatici e guerre hanno un ruolo decisivo nella diffusione della malnutrizione e per far provare le sensazioni e le sfide di chi li vive quotidianamente Save the Children, in collaborazione con Microsoft e con il patrocinio del Comune di Milano, ha ricreato, presso la Microsoft House di viale Pasubio, un percorso esperienziale che con il visore HoloLens permette di attraversare scenari di</span><span style="font-family: serif;"><b> </b></span><span style="font-family: serif;">realtà mista calandosi nella guerra in Siria, in uno slum indiano e nella siccità del Corno d’Africa.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: serif;">Ed ecco la presentazione della mostra di Luca Marucchi, formatore Edi e guida della mostra:</span></span></span></p>
<p><div style="width: 1920px;" class="wp-video"><!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('video');</script><![endif]-->
<video class="wp-video-shortcode" id="video-9625-1" width="1920" height="1080" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/stc.mp4?_=1&utm_source=rss&utm_medium=rss" /><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/stc.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/stc.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></video></div></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: serif;">Ingresso gratuito fino al 17 ottobre previa registrazione e prenotazione online a questo link: </span><a href="https://urldefense.proofpoint.com/v2/url?u=https-3A__na01.safelinks.protection.outlook.com_-3Furl-3Dhttps-253A-252F-252Fwww.savethechildren.it-252Fpartecipa-2Dall-2Devento-2Ddi-2Dfino-2Dall-2Dultimo-2Dbambino-26data-3D02-257C01-257CTiziana.Pollio-2540microsoft.com-257C65176055cffc4c74cd9808d50ef7f651-257C72f988bf86f141af91ab2d7cd011db47-257C1-257C0-257C636431380554824360-26sdata-3DsjUNubklxPYOlRmqsNjpSqfw6Pw9Cjvx3Iv50v0hBFY-253D-26reserved-3D0&amp;d=DwMFAw&amp;c=qwStF0e4-YFyvjCeML3ehA&amp;r=zJ9twzaY-6JaU486ebRaOA4QcOT1n4Zqe5c4uW0mx10&amp;m=l9PmgIOtvjugBmrtCc3CiprThXsbZ4_mZFhTfedS_Hg&amp;s=sNAWqrA_Q-EdDNxntWQhWeb99QjPrN4q9sSs5gCFn0M&amp;e=&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #00000a;"><span style="font-family: serif;">https://www.savethechildren.it/partecipa-all-evento-di-fino-all-ultimo-bambino?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
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		<title>Rassegna: Un Mondo di Diritti</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Sep 2017 07:39:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  Care amcihe e cari amici, Associazione per i Diritti Umani è lieta di annunciarvi il programma della prima parte della rassegna intitolata “Un Mondo di Diritti” ed è ancora più contenta di annunciare&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/09/25/rassegna-un-mondo-di-diritti/">Rassegna: Un Mondo di Diritti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><span style="font-size: x-large;"><b> </b></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: x-large;">Care amcihe e cari amici,</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-large;"><b>Associazione per i Diritti Umani</b></span><span style="font-size: x-large;"> è lieta di annunciarvi il programma della prima parte della rassegna intitolata “Un Mondo di Diritti” ed è ancora più contenta di annunciare la prossima apertura della libreria in cui si svolgerà: TEMPO RITROVATO LIBRI, Corso Garibaldi 17 (MM Lanza, Milano).</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-large;">Dal Medioriente, all&#8217;Africa nera; dall&#8217;America latina, alla ex Unione sovietica attraverso la proposta di saggi, graphic novel, racconti per capire cosa sta accadendo nel mondo: conoscere i cambiamenti, i rischi e le opportunità future, le condizioni di vita di popolazioni lontane da noi, ma così simili. Un viaggio letterario (e non solo!) nella nostra realtà, per approfondire i grandi temi del Presente e </span><span style="font-size: x-large;">cercare di costruire un Futuro più sereno per le nuove generazioni</span><span style="font-size: x-large;">. Come sempre gli incontri saranno alla presenza di esperti di materia, di attivisti e di giornalisti, con inserti video, fotografici e molto altro ancora.</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;"><span style="color: #000000;">Siete tutte/i invitate/i !!!</span> </span></p>
<p><span style="color: #ff0000; font-size: x-large;"><b>9 novembre, ore 19: IL PIANO ORIENTALE</b></span></p>
<div id="Sezione1" dir="LTR">
<table border="0" width="508" cellspacing="0" cellpadding="0">
<colgroup>
<col width="508" /></colgroup>
<tbody>
<tr>
<td width="508">
<blockquote><p><span style="font-size: x-large;">Musica e graphic novel per una coabitazione tra Medioriente e Occidente</span></p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/th-165.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9466" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/th-165.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="210" height="300" /></a></p></blockquote>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div id="Sezione2" dir="LTR">
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="font-size: x-large;"><b>23 novembre, ore 19:</b></span> <span style="font-size: x-large;"><b>MORIRE DI PACE</b></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-large;">L&#8217;eccidio dei Kindu nell&#8217;ex Congo belga e le responsabilità italiane, di ieri e di oggi<br />
</span></p>
</div>
<table border="0" width="441" cellspacing="0" cellpadding="0">
<colgroup>
<col width="441" /></colgroup>
<tbody>
<tr>
<td width="441">
<blockquote><p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/morire-di-pace-l-eccidio-di-kindu-nell-italia-del-miracolo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9465" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/morire-di-pace-l-eccidio-di-kindu-nell-italia-del-miracolo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="479" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/morire-di-pace-l-eccidio-di-kindu-nell-italia-del-miracolo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/morire-di-pace-l-eccidio-di-kindu-nell-italia-del-miracolo-188x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 188w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p></blockquote>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div id="Sezione4" dir="LTR">
<p><span style="color: #ff0000; font-size: x-large;"><b>30 novembre, ore 19:</b> </span><span style="font-size: x-large;"><b><span style="color: #ff0000;">VIVA la REVOLUCION</span><br />
</b></span></p>
</div>
<div id="Sezione5" dir="LTR">
<table border="0" width="362" cellspacing="0" cellpadding="0">
<colgroup>
<col width="362" /></colgroup>
<tbody>
<tr>
<td width="362">
<blockquote><p><span style="font-size: x-large;">Il secolo delle utopie (mancate?) in America latina</span></p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/viva-la-revolucion.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9464" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/viva-la-revolucion.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="477" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/viva-la-revolucion.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/viva-la-revolucion-189x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 189w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p></blockquote>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div id="Sezione6" dir="LTR">
<p><span style="font-size: x-large;"><b><span style="color: #ff0000;">14 dicembre, ore 19: FALCE SENZA MARTELLO</span><br />
</b></span></p>
</div>
<div id="Sezione7" dir="LTR">
<table border="0" width="393" cellspacing="0" cellpadding="0">
<colgroup>
<col width="393" /></colgroup>
<tbody>
<tr>
<td width="393">
<blockquote><p><span style="font-size: x-large;">Autori russi contemporanei e il loro sguardo sul Passato</span></p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/falcesenzamartello-182x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9463" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/falcesenzamartello-182x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="182" height="300" /></a></p></blockquote>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p><span style="font-size: x-large;">Tutti gli incontri si terranno presso: TEMPO RITROVATO LIBRI Corso Garibaldi, 17 (MM Lanza, Milano)</span></p>
<p><span style="font-size: x-large;">A cura di: Associazione per i Diritti Umani</span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-size: x-large;">www.peridirittiumani.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></p>
<p><span style="font-size: x-large;">Ingresso libero</span></p>
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		<title>Trump alla fine decide:  U.S.A.  fuori dall&#8217;Accordo di Parigi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jun 2017 13:15:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  di Alfonso Navarra &#8211; Osservatorio per l&#8217;attuazione dell&#8217;accordo globale di Parigi sul clima (www.ilsolediparigi.it) &#160; Non era un esito scontato. Dopo averci tenuto sulle spine dal G7 di Taormina, il presidente degli USA&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong>di Alfonso Navarra &#8211; Osservatorio per l&#8217;attuazione dell&#8217;accordo globale di Parigi sul clima</strong></p>
<p><strong>(www.ilsolediparigi.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non era un esito scontato. Dopo averci tenuto sulle spine dal G7 di Taormina, il presidente degli USA Donald Trump alla fine, all&#8217;insegna dell'&#8221;America first!&#8221;,  si è deciso ed ha deciso male. Ha ufficializzato, nonostante forti pareri contrari all&#8217;interno della sua stessa Amministrazione (la figlia Ivanka, Rex Tillerson&#8230;), scavalcando il Congresso, che recederà dall&#8217;Accordo di Parigi sul clima globale. (Teniamo presente che gli Stati Uniti non hanno ancora ratificato Kyoto 1992 di cui Parigi 2015 si presenta come uno sviluppo!). Ignora i moniti  sempre più allarmanti della comunità scientifica liquidati nei tweet e nei comizi come &#8220;bufale inventate dai cinesi&#8221; e mette a rischio le speranze dell&#8217;Umanità di uscire con (relativamente) poche ammaccature dalla gavissima crisi ambientale che  un effetto serra sempre più acuto porta con sé.</p>
<p>(Per dettagli sulla notizia: <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/oltreradio/2017/05/31/clima-trump-ritira-gli-stati-uniti-dallaccordo-di-parigi_02e97b4c-5212-43d8-8b0f-334fcc759970.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/oltreradio/2017/05/31/clima-trump-ritira-gli-stati-uniti-dallaccordo-di-parigi_02e97b4c-5212-43d8-8b0f-334fcc759970.html&amp;source=gmail&amp;ust=1496754377625000&amp;usg=AFQjCNEVpj-RjbPm-S7xbVbf-BYW2p-Z4A&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/oltreradio/2017/05/31/clima-trump-ritira-gli-stati-uniti-dallaccordo-di-parigi_02e97b4c-5212-43d8-8b0f-334fcc759970.html?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>)</p>
<p>La decisione, che colloca gli USA sulla stessa posizione recalcitrante di Siria e Nicaragua, va a terremotare un processo diplomatico pluriennale che alla COP 21 di Parigi aveva registrato l&#8217;unanimità sul documento finale,  ma ancora insufficiente a contenere l&#8217;aumento di temperatura entro i limiti indicati dalla comunità scientifica internazionale.  (Si stima la capacità di contenimento degli impegni volontari degli Stati a 3,5° C, mentre l&#8217;obiettivo sarebbe di 2° C, &#8220;preferibilmente&#8221; 1,5 per non fare finire sott&#8217;acqua interi Stati).</p>
<p>E&#8217; molto importante tenere presente che, ai sensi dell&#8217;art. 28 dell&#8217;accordo di Parigi (il testo lo si trova, sul sito del Ministero dell&#8217;ambuiente, al seguente link in traduzione italiana: <a href="http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/cop21/ACCORDO%20DI%20PARIGI%20Traduzione%20non%20ufficiale.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/cop21/ACCORDO%2520DI%2520PARIGI%2520Traduzione%2520non%2520ufficiale.pdf&amp;source=gmail&amp;ust=1496754377625000&amp;usg=AFQjCNFtcwRnjmNONbM8nz_syu9xWmvZ4g&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/cop21/ACCORDO%20DI%20PARIGI%20Traduzione%20non%20ufficiale.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> ), per il ritiro effettivo degli USA ci vorranno 4 anni di tempo, quindi &#8211; salvo ripensamenti &#8211; esso avverrà il 4 novembre 2020, nel pieno della campagna elettorale per la presidenza.</p>
<p>La UE e la Cina hanno subito protestato e proclamato di voler andare avanti comunque senza che il Patto sia toccato: ma resta da vedere quanto pesi la retorica che copre  la sostanziale mancanza di una volontà politica condivisa per agire collettivamente, in modo immediato e drastico.</p>
<p>Dal dispaccio ANSA citato possiamo leggere della nota congiunta di Merkel, Macron e Gentiloni:  &#8220;<em>L&#8217;Accordo di Parigi rimane una pietra angolare della cooperazione tra i nostri paesi per affrontare efficacemente e tempestivamente i cambiamenti climatici e per attuare gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell&#8217;Agenda del 2030. Crediamo fermamente che l&#8217;accordo di Parigi non possa essere rinegoziato, in quanto strumento vitale per il nostro pianeta, le società e le economie. Siamo convinti che l&#8217;attuazione dell&#8217;accordo di Parigi offra grandi opportunità economiche per la prosperità e la crescita nei nostri paesi e su scala globale</em>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/th45B6LNVU.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8908" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/th45B6LNVU.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="212" height="210" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/th45B6LNVU.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/th45B6LNVU-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si è già accennato a Siria e Nicaragua, ma dopo gli USA possiamo temere che altri  dei 195 paesi firmatari si tirino indietro.  Tra le realtà importanti, dobbiamo puntare i riflettori in particolare sulla tentennante Russia, che potrebbe anche essa ripensarci insieme all&#8217;India. Attualmente l&#8217;accordo di Parigi è ratificato da 147 Stati tra i quali l&#8217;Italia, che ha sfornato di recente, con il governo Gentiloni, una Strategia energetica nazionale (SEN), che &#8211; praticamente lo ignora.</p>
<p>Sempre dal citato dispaccio ANSA riportiamo i seguenti dati sulle emissioni di CO2, parametro con cui si valuta l&#8217;effetto serra: &#8221; <em>Gli Stati Uniti sono il secondo produttore mondiale di gas serra, con il 15% delle emissioni globali (dati 2015). Il primo produttore è la Cina, con il 29%. Nel 2015 le emissioni cinesi sono calate dello 0,7% e nel 2016 di un altro 0,5%. Nei dieci anni precedenti, la produzione di gas climalteranti del Dragone aumentavano in media del 5% ogni anno. Il calo è dovuto alla chiusura di centrali a carbone e all&#8217;apertura di centrali nucleari, rinnovabili e a gas. La Cina, priva di petrolio e avvelenata dal carbone, ha convenienza a puntare su eolico e fotovoltaico e sta investendo in questi settori in modo massiccio. Gli Usa nel 2015 avevano tagliato le emissioni del 2,6% e nel 2016 dell&#8217;1,7%, grazie a notevoli investimenti sulle rinnovabili, favoriti dall&#8217;amministrazione Obama. Il terzo produttore mondiale di gas serra è l&#8217;Unione europea, con il 10%. Negli ultimi vent&#8217;anni le sue emissioni sono scese costantemente, grazie al ruolo delle rinnovabili, ma nel 2015 sono salite dell&#8217;1,4%. I problemi vengono dall&#8217;India, che contribuisce per il 6,3% alle emissioni globali e nel 2015 ha aumentato la sua produzione di gas serra del 5,2%</em>&#8220;.</p>
<p>Il problema, per il tycoon diventato presidente, è non comprendere che in gioco c&#8217;è molto di più dei lavoratori americani nel settore fossile e carbonifero, c&#8217;è la Madre Terra con tutti i suoi abitanti umani e non umani. L&#8217;unica strada efficace per rispondere alla sfida sarebbe quella di abbandonare immediatamente, cioé massimo entro 30 anni, i combustibili fossili, tagliare loro i sussidi pubblici, imporre una carbon tax, procedere alla conversione ecologica di produzione e consumi, come auspicato, tra gli altri, da Papa Bergoglio.</p>
<p>Un dato della situazione su cui riflettere è che la gran parte dell&#8217;industria americana, comprese le multinazionali energetiche, non intende seguire la logica di Trump. Lo si evince da un appello (evidentemente iascoltato) apparso per diversi giorni sui più importanti giornali americani. Ecco quanto hanno firmato non solo i giganti della Silicon Valley, ma tutti i top manager dell&#8217;economia statunitense, inclusi quelli della EXXON (da cui proviene il Segretario di Stato Rex Tillerson). &#8220;<em>Stiamo investendo nelle tecnologie innovative che possono aiutarci a conquistare una transizione verso l&#8217;energia pulita. E proprio in virtù di questo passaggio, il Governo deve supportarci</em>&#8220;.</p>
<p>(Sul Financial Times possiamo leggere &#8211; pagando &#8211; l&#8217;appello sotto il titolo di &#8220;Exxon urges Trump to keep US in Paris climate accord&#8221; : <a href="https://www.ft.com/content/acf309b0-13b3-11e7-80f4-13e067d5072c?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.ft.com/content/acf309b0-13b3-11e7-80f4-13e067d5072c&amp;source=gmail&amp;ust=1496754377625000&amp;usg=AFQjCNFdmXzTENyIH2BUHkNGiRsuJnEOQQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.ft.com/content/acf309b0-13b3-11e7-80f4-13e067d5072c?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/thUOGG5MLW.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8909" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/thUOGG5MLW.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Da &#8220;Repubblica on line&#8221;, in un pezzo firmato da Raffaella Scudieri&#8221;, apprendiamo di defezioni importanti dallo staff di Trump per protesta. Si cita  Lloyd Blankfein, il CEO della Goldmnan Sachs, che per l&#8217;occasione ha twittato per la prima volta in vita sua: &#8220;<em>La decisione di oggi è un ostacolo per l&#8217;ambiente e per la posizione della leadership americana</em>&#8220;. E il suo dissenso non è poco, visto che in molti si sono sempre riferiti all&#8217;amministrazione Trump con l&#8217;appellativo &#8220;Government Sachs”, dato il  numero impressionante di personaggi sbarcati da quella banca alla Casa Bianca.</p>
<p>(Si vada su:<a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2017/06/02/news/usa_l_industria_americana_fa_muro_contro_trump_e_nuove_alleanze_crescono-167033013/?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.repubblica.it/ambiente/2017/06/02/news/usa_l_industria_americana_fa_muro_contro_trump_e_nuove_alleanze_crescono-167033013/&amp;source=gmail&amp;ust=1496754377625000&amp;usg=AFQjCNHC0NCkoeixaDuGOxLxR0W9XlEIOA&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.repubblica.it/ambiente/2017/06/02/news/usa_l_industria_americana_fa_muro_contro_trump_e_nuove_alleanze_crescono-167033013/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>)</p>
<p>Fabrizio Tonello riflette su il Manifesto del 2 giugno 2017, nell&#8217;articolo intitolato: &#8220;Energia, la scelta del tycoon&#8221;, su quanto la decisione di Trump di recedere da Parigi possa riflettere una divisione strategica in corso nel &#8220;capitalismo USA&#8221;, che così prospetta: &#8220;<em>La coalizione del «vecchio» (finanza, petrolio, armamenti) o quella del «nuovo» (energie rinnovabili, sharing economy)?</em>&#8221;</p>
<p>Il commentatore avanza la seguente ipotesi: &#8220;<em>I due modelli possono, in realtà, convivere benissimo: negli otto anni di amministrazione Obama le banche non si sono impoverite, i petrolieri hanno continuato a fare profitti, i mercanti di cannoni hanno esportato più di quanto non facessero con Bush e Clinton. Trump sembra però voler accelerare nel ripristinare il dominio di Wall Street e del Pentagono e difendere gli immensi investimenti dell’industria petrolifera e carbonifera, che rifiutano di essere svalutati da una transizione verso le energie rinnovabili</em>&#8220;.</p>
<p>Concludo questo articolo con un riferimento alla COP 23, la Conferenza ONU delle parti che si terrà a  Bonn il prossimo novembre (per la precisione, dal 6 al 17 novembre); la quale &#8211; riprendendo il filo del lavoro della COP 22 del Marocco, a sua volta proseguimento della COP 21 di Parigi (quella, appunto, dell&#8217;accordo) &#8211; è intervenuta con il suo presidente, il fijiano Frank Bainimarama, a biasimare Trump e a ricordare che oggi non si può scherzare col fuoco climatico . &#8220;<em>Quale presidente della imminente COP23, ribadisco che farò tutto il possibile per continuare a creare una grande coalizione che accelererà lo slancio che non si è interrotto dopo l&#8217;accordo di Parigi. La coalizione comprenderà in una sinergia ancor più collaborativa  i governi, la società civile, il settore privato e milioni di uomini e donne ordinari di questo mondo. Sono anche convinto che il governo degli Stati Uniti ritornerà alla nostra lotta perché la prova scientifica del cambiamento climatico creato dall&#8217;uomo è ben fondata e compresa. Il problema è squadernato e gli impatti sono evidenti: l&#8217;umanità non può ignorare questi fatti se non a suo rischio e  pericolo</em>&#8220;.</p>
<p>(La dichiarazione completa si può leggere in inglese alla URL: <a href="https://cop23.com.fj/statement-fijian-prime-minister-incoming-president-cop23/?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://cop23.com.fj/statement-fijian-prime-minister-incoming-president-cop23/&amp;source=gmail&amp;ust=1496754377625000&amp;usg=AFQjCNGgfLCULTOiVkhZkjstqHLceK2ymA&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://cop23.com.fj/statement-fijian-prime-minister-incoming-president-cop23/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>)</p>
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