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	<title>casa Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Rom e violazione dei diritti umani</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Aug 2025 09:29:32 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>Due comunicati importanti da Associazione 21 luglio</p>



<p></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Nella giornata del 25 luglio, si è assistito all’<strong>abbattimento di 5 abitazioni collocate all’interno del Parco della Magliana e abitate da 14 persone, tra cui 6 bambini</strong> che, senza poter neanche mettere in sicurezza i loro beni, sono stati costretti ad allontanarsi dall’area. Altre abitazioni sono in procinto di essere abbattute nei prossimi giorni.<strong> L’intervento è collocato all’interno del progetto, finanziato con due milioni di euro dal fondo giubilare, denominato “Manutenzione e rifunzionalizzazione del sistema di paratoie in zona Magliana – Marconi”</strong> e che vede come soggetto attuatore la Regione Lazio. L’area oggetto del progetto è abitata dal 2018 da una decina di famiglie (39 persone tra cui 19 minori), pienamente inserite nel tessuto sociale e sostenute in un percorso di inclusione dalla Parrocchia di San Gregorio Magno alla Magliana e dal Nuovo Comitato di Quartiere Magliana.<br>Già lo scorso 19 maggio l’assessore all’Ambiente del Municipio XI, Daniela Gentili, in un’intervista dai toni trionfalistici, aveva preannunciato la prossima bonifica dell’area da cose e persone. Ieri, lo sgombero parziale dell’insediamento con l’abbattimento delle prime 5 abitazioni tramite ruspe.<br>Per Associazione 21 luglio – che da tempo segue la comunità al fine di scongiurare lo sgombero -, la Parrocchia di San Gregorio Magno alla Magliana e il Nuovo Comitato di Quartiere Magliana siamo di fronte a una <strong>grave violazione dei diritti umani</strong>. Nello sgombero di ieri, infatti, non sono state riscontrate le garanzie procedurali previste dal <strong>Comitato Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali</strong>. L’azione, così come raccomandato dall’organismo internazionale, non è stata accompagnata da alcuna <strong>consultazione </strong>con gli interessati e dalla valutazione di <strong>adeguate alternative</strong> <strong>allo sgombero</strong>; non si è proceduto a un <strong>preavviso congruo e ragionevole alle persone coinvolte</strong>; non si è tenuto conto delle particolari condizioni atmosferiche. A causa dello sgombero, infine, le famiglie sono state rese ancora più vulnerabili.<br>Ad aggravare l’azione di forza, inoltre, il fatto che l’azione delle ruspe sia stata finanziata con i fondi del Giubileo della Speranza, il cui senso lo aveva illustrato Papa Francesco nella bolla di indizione del 9 maggio 2024 nel ricordare come spesso «incontriamo persone povere o impoverite ogni giorno e a volte possono essere nostre vicine di casa. Spesso non hanno un’abitazione, né il cibo adeguato per la giornata. Soffrono l’esclusione e l’indifferenza di tanti. È scandaloso […]. Non dimentichiamo: i poveri, quasi sempre, sono vittime, non colpevoli».<br>Secondo <strong>Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio</strong>: «La Regione Lazio, soggetto attuatore dell’intervento, ha il dovere di arrestare immediatamente questa <strong>azione di forza disumana, lesiva della dignità umana, profondamente ipocrita</strong>. Chiediamo l’arresto delle ruspe e il reperimento immediato di soluzione abitative per le cinque famiglie rimaste senza casa e che ora sono costrette a vagare prive di mezzi. Avvieremo nelle prossime ore procedure straordinarie, senza escludere di rivolgerci a corti internazionali, per denunciare l’accaduto e porre fine a ulteriori azioni che possano mettere a repentaglio l’incolumità delle famiglie rimaste, tra cui segnaliamo la presenza di neonati, persone con patologie anche gravi, donne in stato di gravidanza. Ricordiamo infine ai rappresentanti del Municipio XI – conclude Stasolla – che le azioni di “bonifica” riguardano la rimozione di “scarti materiali” e che, applicarlo alle persone – soprattutto quando prive di risorse &#8211; equivale a etichettarli come “scarti umani”. Tale esercizio semantico è da condannare perché pericoloso per le sue conseguenze che genera».<br>Associazione 21 luglio, la Parrocchia di San Gregorio Magno alla Magliana e il Nuovo Comitato di Quartiere Magliana continueranno a restare a fianco delle famiglie ancora presenti nell’area, vigileranno qualora ulteriormente vittime di violazioni dei diritti umani, sosterranno ogni azione promossa dalle istituzioni indirizzata ad offrire per loro soluzioni alternative dignitose.<br><br> <img width="570" src="https://ci3.googleusercontent.com/meips/ADKq_NZ2vZ1zzJTRw0Qyk9XReZes-m9ICp33sMUFjjiFmROafTkA3Vq66uBqsZvhG2qmcUGIw_oE9EzXvMvY9DbHRLKDvAQFkajbCNYDPD8Xd2tPWdCnB5VVSVab1G5uQiteL_l2xlt7H6KB4Wl8X1YKv8tA3Q=s0-d-e1-ft#https://8cr8p.img.ag.d.sendibm3.com/im/sh/aKZ4LXcWXSGr.jpg?u=7xwQLFBtniwQn8DbJi7KbfXe4tumLNk&utm_source=rss&utm_medium=rss"><img width="570" src="https://ci3.googleusercontent.com/meips/ADKq_NZv9gMA50boAi87J5atadRJyWh1-AdhdwkzVh13hSEPHKjkOGuY117EPvdlbIJZ0FDtJlmKJWQ3zbBBf3Pj4_K1WqmmFqn9jzHbw6xicF1-PDwibF1XkEW866ALIEE3F5bxh3cmRwVQ7-Cj35hnDGYsUQ=s0-d-e1-ft#https://8cr8p.img.ag.d.sendibm3.com/im/sh/eZPYXiejb1yW.jpg?u=7xwQLFBtniwQnF53SX4Vlp1juCekdy0&utm_source=rss&utm_medium=rss"><img width="570" src="https://ci3.googleusercontent.com/meips/ADKq_NZ1HOppgk3OWUEXH-X_ApCM9q3VvKu_tf5hekO9se9xCx4lqtKOkZtSy-LkLRHT8OsV9Rr1De_2J9I2iNeE790b856OX1dK5XJhygB5tH1lTSFRf5gZaWaIYLOcDcEu6g_kMXVvJm7fTkW3JfvA61IT0w=s0-d-e1-ft#https://8cr8p.img.ag.d.sendibm3.com/im/sh/jbnPUQzBlHYE.jpg?u=7xwQLFBtniwQnLwVbM1gvyVpjVOiwYG&utm_source=rss&utm_medium=rss"><img width="570" src="https://ci3.googleusercontent.com/meips/ADKq_NZ25LQoG8zagGsuN4_fXz50sgIRgDsynAhTpXjYSK1C9locIuKTpn0KzAVNKHDQJzKrL4jVS2-0MLQiAH-AdX5eVCnpN6zpa-j1SDqyfSof9DmQZQhtLSRaL9MGxz6cpBdSMGO4i7YdMDWv-AYt0-i35w=s0-d-e1-ft#https://8cr8p.img.ag.d.sendibm3.com/im/sh/5-UzYG-WGGCu.jpg?u=7xwQLFBtniwQnSnxkAys67zvYo8hF8W&utm_source=rss&utm_medium=rss"><img width="570" src="https://ci3.googleusercontent.com/meips/ADKq_NZ4ZqJOx7nIz9wm8fuvd5PGEhiyKrVJxtTFfYFOoHuyV6mzn1yALQnbXYJZwmZbUfE77EWP9nK9wpcy9RhqnfGvdEXsQBVXhV5QVpIg5zWhsXY9H3bkFXiKEcrRR_AscsPSLLUwK51xQ4lhUMEv_MnzIA=s0-d-e1-ft#https://8cr8p.img.ag.d.sendibm3.com/im/sh/PYwLPo9MV2qx.jpg?u=7xwQLFBtniwQnZfPszw3GHU1O6sfXim&utm_source=rss&utm_medium=rss"><a href="https://8cr8p.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeFuBmnf4oGF17tKxNEkW/Wp3Vn6dRpyNT?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>­<a href="https://8cr8p.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeG13EwU1zQOVDidhLXKm/BnyPb4lDkfUo?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>­<a href="https://8cr8p.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeGEm9E7wLkhTPNFBI8VI/tq6YCTPukdF_?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><th><strong>IL COMITATO EUROPEO ORDINA ALL&#8217;ITALIA DI ADOTTARE MISURE IMMEDIATE PER PROTEGGERE LE FAMIGLIE ROM SGOMBERATE&nbsp;</strong><strong>A GIUGLIANO, IN CAMPANIA</strong></th></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><img src="https://ci3.googleusercontent.com/meips/ADKq_NaNA5XDIWCledd6Cl9fYy6Khfjxrg6SK6MiYRnZ06KWCkOwSRyATA2sfSw_7jw8ujpeqPaErVrUWe_EDe2jr-LAyrpWSH8RyKXN6qugV9ITFp3U17x_8GPNMKL7Q4Cggmk4WW_xmvpizy2w13HmGaDunR8=s0-d-e1-ft#https://8cr8p.img.ag.d.sendibm3.com/im/sh/lBN4gS1hDXif.jpeg?u=7xwQLFBtniwQnF53SX4Vlp1juCekdy0&utm_source=rss&utm_medium=rss" width="410"></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Bruxelles &#8211; Roma, Il Centro Europeo per i Diritti dei Rom (ERRC) e l’Associazione 21 luglio accolgono con favore la decisione del <strong>Comitato Europeo dei Diritti Sociali (ECSR)</strong> di dichiarare ammissibile il reclamo collettivo contro l&#8217;Italia (N. 244/2025 Centro Europeo per i Diritti Rom (ERRC) v. Italia). In particolare, il Comitato ha accolto la richiesta di misure immediate necessarie per proteggere le famiglie rom dal rischio di rimanere senza casa e dai conseguenti pericoli per la loro salute a Giugliano, in Campania, in provincia di Napoli. Il reclamo, presentato l&#8217;11 marzo 2025, sostiene che i ripetuti sgomberi forzati subiti dalle famiglie rom in Italia, il persistente fallimento nel fornire un’abitazione alternativa adeguata e la continua e sistemica discriminazione subita dalle comunità rom violano l&#8217;Articolo 31 (diritto all&#8217;abitazione) e l&#8217;Articolo E (non discriminazione) della Carta Sociale Europea Revisionata. Al governo italiano è stato chiesto di fornire alle 120 famiglie insediate in via Carrafiello, a Giugliano, in Campania, <strong>un&#8217;accoglienza temporanea immediata, sicura e adeguata, con accesso ai servizi essenziali come acqua, sanità, riscaldamento, smaltimento dei rifiuti ed elettricità</strong>.  &#8220;Questa decisione dà un messaggio chiaro: le famiglie rom in Italia non possono essere lasciate in condizioni che mettono in pericolo le loro vite e violano i loro diritti. La politica italiana di &#8216;superare il sistema dei campi&#8217; – campi, che bisogna ricordare, spesso sono stati creati illegalmente dalle autorità &#8211; non deve significare lo sgombero indiscriminato delle famiglie rom e la violazione dei loro diritti e del loro  benessere. Accogliamo con favore la rapida azione del Comitato e sollecitiamo le autorità italiane a implementare queste misure senza indugi&#8221; ha detto <strong>Đorđe Jovanović, presidente dell&#8217;ERRC</strong>.  <br>Secondo <strong>Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio</strong>: &#8220;Adesso la palla passa alle autorità italiane, chiamate a dare una risposta reale e sostenibile alla drammatica condizione delle famiglie presenti nell’insediamento di via Carrafiello. Nelle prossime settimane presenteremo un dettagliato rapporto sulla condizione di queste comunità che potrà sicuramente rappresentare uno strumento prezioso per poter iniziare ad avviare sostenibili processi di inclusione abitativa”.  Il reclamo riguarda la situazione di circa <strong>550 individui rom</strong> che vivevano in un insediamento informale in via Carrafiello, a Giugliano in Campania, fino a quando un Tribunale ha ordinato il loro sgombero entro il 30 aprile 2025, senza che le autorità italiane avessero fornito adeguate garanzie o alloggi alternativi. Per evitare un ulteriore sgombero dalle loro abitazioni, la maggior parte delle famiglie si è trasferita, prima della scadenza, in un terreno vicino, dove le condizioni di vita sono ulteriormente peggiorate. I residenti, tra cui bambini e adulti con malattie croniche, vivono in tende e baracche senza accesso ad elettricità, servizi igienici, con limitato accesso all’acqua potabile, e sono esposti a seri rischi per la salute. Inoltre parte del terreno è situato nella “Terra dei Fuochi”, zona nota per essere contaminata da amianto, un materiale altamente pericoloso per la salute. Alcune famiglie hanno membri con diabete e malattie cardiovascolari, così come ci sono due bambini con tumori. Inoltre il trasferimento forzato ha costretto diversi bambini a interrompere la frequenza scolastica.  <br>Nel reclamo, l&#8217;ERRC, con il supporto dell’Associazione 21 luglio, ha fornito ulteriori informazioni sui precedenti sgomberi che queste famiglie rom hanno subito a Giugliano in Campania, così come sugli infruttuosi tentativi delle autorità comunali e prefettizie di fornire abitazioni alternative alle famiglie. Secondo le due organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti umani, la situazione delle famiglie rom a Giugliano in Campania, una comunità residente sul territorio da oltre 40 anni, <strong>esemplifica il continuo fallimento delle autorità italiane nel garantire pari accesso ad un&#8217;abitazione adeguata per i rom, aggravando l&#8217;assenza di una dimora fissa e perpetuando sistematicamente discriminazione e segregazione</strong>.   <br>Misure immediate ordinate dal Comitato Europeo dei Diritti Sociali  Il 2 luglio 2025 il Comitato ha stabilito che il reclamo presentato dall&#8217;ERRC (n. 244/2025) è ammissibile ai sensi della Carta Sociale Europea e ha ordinato al governo italiano di adottare misure urgenti per tutelare i diritti delle famiglie rom interessate. Il Comitato ha riscontrato che la situazione delle famiglie rom di Giugliano in Campania può causare danni gravi e irreparabili alla salute e alla dignità delle famiglie. È stato ordinato al governo italiano di fornire immediatamente un alloggio temporaneo sicuro e adeguato, con accesso a servizi essenziali come acqua, igiene, riscaldamento, smaltimento dei rifiuti e elettricità. L&#8217;Italia ha tempo fino al 15 settembre 2025 per presentare documenti scritti riguardo al merito del reclamo e per riferire in merito alle misure adottate per conformarsi a questa decisione. L&#8217;ERRC e l&#8217;Associazione 21 luglio continueranno a monitorare da vicino gli sviluppi e a lavorare a fianco della comunità rom di via Carrafiello per garantire che l&#8217;Italia rispetti la decisione del Comitato e compia i passi necessari verso soluzioni abitative durature e legali.   <br><br>Per ulteriori informazioni o per interviste contattare: <strong>Rosi Mangiacavallo</strong> Human Rights Monitor for Italy European Roma Rights Centre<br><a href="mailto:rosi.mangiacavallo@errc.org" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rosi.mangiacavallo@errc.org</a>+39 328 9420715 <br><br><strong>Carlo Stasolla</strong> Presidente Associazione 21 luglio ETS<a href="mailto:c.stasolla@21luglio.org" target="_blank" rel="noreferrer noopener">c.stasolla@21luglio.org</a>+39 320 0987154 </td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>La casa dalle finestre chiuse </title>
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		<pubDate>Tue, 20 May 2025 08:06:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  di Jorida Dervhisci Mobroci Aveva le persiane spalancate e il profumo del legno vivo, quella casa. Ci entrò un’estate, con il cuore pieno di futuro e il corpo stanco di cercare. Non era&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/jo-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/jo-1-1024x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18011" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/jo-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/jo-1-300x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/jo-1-150x150.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/jo-1-768x768.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/jo-1-80x80.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/jo-1-320x320.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p> <br></p>



<p>di Jorida Dervhisci Mobroci </p>



<p></p>



<p>Aveva le persiane spalancate e il profumo del legno vivo, quella casa. Ci entrò un’estate, con il cuore pieno di futuro e il corpo stanco di cercare. Non era solo un luogo: era promessa. Una parete dopo l’altra, cominciò a sentirsi parte di qualcosa che avrebbe potuto chiamare famiglia.<br>Non era la casa perfetta. Le travi scricchiolavano, le stanze erano fredde in certi angoli, e c’era sempre una porta che faceva fatica a chiudersi. Ma lei non voleva perfezione. Voleva verità. E in quella verità aveva investito tutto: tempo, forza, pazienza. Aveva cucito tende con mani ferite. Aveva portato luce dove prima c’era polvere. Aveva creduto, senza chiedere niente in cambio, che sarebbe stato per sempre.<br>L’estate scaldava le pareti.I giorni sembravano dilatarsi tra le risate e i silenzi pieni di senso. Ogni mattino apriva le finestre, faceva entrare l’aria e pensava: sono a casa.<br>Poi, un giorno, qualcosa cambiò.Una finestra non si aprì più. Una voce non rispose. Le chiavi non giravano nella serratura come prima. E senza accorgersene, lei divenne ospite. Poi intrusa. Poi nessuno.<br>La casa cominciò a chiudersi, una stanza dopo l’altra. Prima il salone, poi la cucina, poi la camera dove sognavano. Le finestre, un tempo aperte alla luce, ora avevano le imposte sbarrate. E lei, che aveva dato tutto, restava fuori. Al freddo, sotto il sole.<br>Non era il legno a spezzarsi, ma le mani che avevano serrato le porte. Non era la casa a chiudersi, ma le anime oltre le sue mura che si erano allontanate. Non era la casa a tradire, ma chi aveva scelto di lasciare le finestre chiuse. Chi aveva girato la chiave, lasciando dentro solo il rumore dell’assenza. Così se ne andò. Con il cuore come una valigia troppo piena e la schiena curva di chi ha perso qualcosa che non può essere sostituito. Il primo rifugio fu un nido fragile, incapace di accogliere le sue tempeste interiori e i suoi silenzi profondi. Ma lei restò. Anche lì, anche se si sentiva fuori posto. Fece quello che ha sempre saputo fare: aggiustò. Riparò. Resistette.<br>E a poco a poco, quasi senza accorgersene, il sentiero la portò altrove. Dove l’aria era più ampia. Dove una casa nuova la stava aspettando. Non era la casa che aveva sognato un tempo, ma era più vera. Più grande -non per le stanze, ma per lo spazio che sapeva dare al cuore.<br>Lì, finalmente, cominciò a costruire. Non da sola. Una mano nuova accanto alla sua. E un giorno, una voce piccola ma luminosa: una bambina.<br>La famiglia che creò non nacque dal sogno, ma dalla scelta. Dalla lotta. Dalla verità. E adesso, quando guarda quella casa, con le finestre aperte e vive, sa che ogni mattone porta il segno di quello che ha superato.<br>Non è stato facile. Non lo è mai. Ma ora, finalmente, è casa davvero.</p>



<p>Content creator: Boris Maretto</p>
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		<title>SIRIA LIBERA: il nuovo capitolo di una terra millenaria</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 11:26:02 +0000</pubDate>
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<p>di Barbara Raccuglia </p>



<p>Da piazza Fontana, fino al Duomo a Milano, tutta stretta nel mio cappotto per il gelo, decido di andare a prendere la metropolitana, per fare ritorno verso casa.<br>&#8220;Casa&#8221;, che per il popolo siriano può essere stato, per molto tempo, sinonimo di perdita e di dolore, come mi ha confidato una ragazzina di 16 anni: &#8220;&#8230;è che finalmente sai, possiamo tornare a casa!&#8221;.<br>Dal mio cappuccio, intravedo bandiere in festa. Interrompo il mio tragitto e decido subito di cambiare percorso, attratta da musiche arabe&#8230;<br>Vedo volti felici, di donne e di uomini. Di bambini e di bambine.<br>Si abbracciano. Si baciano. Si stringono. Cantano e ballano, non curandosi dell&#8217;opacità del cielo.<br>Ho visto qualcuno piangere, con una rosa tra le dita e ho domandato perchè. Ho iniziato a fermare le persone &#8230;Cosa è successo ? Chi siete? Cosa state festeggiando?<br>&#8220;Siamo qui perchè abbiamo finito 50 anni di regime, 50 anni di torture, 50 anni di un partito solo&#8230;O voti quello o voti quello. Non avevamo la democrazia. Non potevamo esprimere i nostri consensi per dire che non vogliamo più quel presidente. Siamo qui per una rivoluzione pacifica, durata undici mesi., ma hanno cominciato a bombardar sul nostro Paese, per disperdere le manifestazioni&#8230;E adesso, finalmente, è arrivato il momento di gioire per tutta la popolazione siriana. Per tutte le religioni in Siria. La Siria è sempre stata religiosa e abbiamo sempre vissuto in pace. Vogliamo tornare a vivere in pace come abbiamo vissuto sempre. &#8220;Viva l&#8217;Italia e viva la Siria libera&#8221;: così mi ha risposto Yasser, un uomo siriano.</p>



<p>Tra gelo e bandiere, ubriaca di curiosità, vengo accompagnata da Souer, portavoce dell&#8217;associazione &#8220;Insieme per la Siria&#8221;: &#8220;noi siamo qui, insieme, per la liberazione della Siria, dopo 53 anni di dominio della famiglia di Assad, padre e figlio, che hanno distrutto il Paese e hanno fatto dieci milioni di sfollati. Un milione quasi, di vittime. Hanno aperto le prigioni ieri: migliaia di donne e bambini imprigionati ingiustamente. Noi stiamo festeggiando la Libertà. Questa è una rivoluzione che è iniziata nel 2011 e crediamo che oggi sia proprio una giornata storica per la Siria e per la liberazione da questo tiranno! &#8220;<br>Ieri una “cellula operativa per la liberazione di Damasco” ha dichiarato in televisione la liberazione della città di Damasco,  la caduta del tiranno Bashar al Assad, il rilascio di tutti i prigionieri, ingiustamente detenuti, nelle carceri del regime.<br>La liberazione della Siria: un processo lungo e complesso.<br>La questione della liberazione della Siria è uno dei capitoli più drammatici della storia recente del Medioriente. Il Paese è stato devastato da oltre un decennio di guerra civile, iniziata nel 2011 con proteste pacifiche contro il regime autoritario di Bashar al-Assad e come parte del più ampio movimento delle &#8220;Primavere Arabe&#8221;. La risposta repressiva del governo ha portato a una spirale di violenza, trasformando il conflitto in una guerra regionale e internazionale con l&#8217;intervento anche di potenze come Russia, Stati Uniti, Iran e Turchia.<br>La &#8220;liberazione&#8221; della Siria assume significati diversi a seconda delle prospettive politiche. Per il regime di Assad e i suoi alleati, la riconquista dei territori ribelli rappresenta una vittoria contro il terrorismo e una riaffermazione della sovranità nazionale. Tuttavia, per l&#8217;opposizione siriana e le popolazioni che hanno vissuto sotto il controllo del regime, il termine &#8220;liberazione&#8221; può suonare come un&#8217;ironia amara, dato che molte di queste aree sono state distrutte e i civili hanno subito gravi violazioni dei diritti umani.<br>Un altro aspetto cruciale è il ruolo delle forze curde nel nord-est del paese. Queste hanno combattuto l&#8217;ISIS con l&#8217;appoggio della coalizione internazionale, ma le loro aspirazioni di autonomia si scontrano con l&#8217;opposizione del governo centrale della Turchia. La liberazione delle aree sotto il controllo dell&#8217;ISIS è stata un successo importante, ma ha lasciato in sospeso il futuro politico della regione.<br>L&#8217;area appare frammentata; intere regioni, come Idlib, sono ancora controllate da forze ribelli, mentre l&#8217;influenza di attori esterni continua a complicare l&#8217;ipotesi di una soluzione duratura, ma la ricostruzione e il ritorno dei rifugiati, è oggi, una realtà possibile.<br>La Liberazione della Siria non può essere vista solo come un evento militare, ma come un processo che potrebbe portare alla rinascita di un Paese, senza dimenticare di tenere sempre in alto le bandiere della Pace.<br>A questo proposito, suggerisco la visione di un film: LE NUOTATRICI, disponibile su Netflix, della regista Sally El Hosaini.</p>



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<p>A seguire foto e video di testimonianze </p>



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<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="594" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto1-1-594x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="17814" data-full-url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-link="https://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=17814&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-17814" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto1-1-594x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 594w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto1-1-174x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 174w, 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		<title>Diritti dell’infanzia: il diritto all’alloggio ignorato dall’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2024 12:26:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione del 20 novembre, Giornata internazionale dei diritti dell&#8217;infanzia (Massimo Pasquini da Diogeneonline.info) Il 20 novembre è la data scelta per commemorare l’adozione della Dichiarazione dei diritti del fanciullo nel 1959 da parte dell’Assemblea&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h1>In occasione del 20 novembre, Giornata internazionale dei diritti dell&#8217;infanzia</h1>



<p>(<a href="https://diogeneonline.info/author/massimo-pasquini/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Massimo Pasquini</a> da Diogeneonline.info)</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://diogeneonline.info/wp-content/uploads/2024/11/2351360107_ff3ee2ea29_b.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img src="https://diogeneonline.info/wp-content/uploads/2024/11/2351360107_ff3ee2ea29_b-696x522.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" title=""/></a><figcaption>&#8220;Children playing&#8221; by michelhrv is licensed under CC BY-NC-ND 2.0.</figcaption></figure>



<p>Il 20 novembre è la data scelta per commemorare l’adozione della Dichiarazione dei diritti del fanciullo nel 1959 da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e, successivamente, della Convenzione di New York nel 1989.</p>



<p>In alcune città, per esempio il Comune di Roma, ha promosso iniziative nel fine settimana del 16 e 17 novembre.<br>Una data importante che dovrebbe segnare un avanzamento nell’attuazione ed esigibilità dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ma non è così per tutti i diritti.</p>



<p>Mentre, per esempio, sulla scuola, sul diritto alla mensa e al cibo sano e sull’aumento dell’offerta di asili nido, anche se il Governo ha recentemente dimezzato l’obiettivo derivato dai programmi del Pnrr, si vedono passi avanti e c’è attenzione nelle giornate sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, su altri temi si glissa, sia da parte di enti locali sia di associazioni che pure fanno dei diritti dei minori la loro missione.</p>



<p>Un tema, in particolare, non mi risulta sia oggetto di iniziative o di azioni di sensibilizzazione nei confronti dei governi locali e del governo nazionale.<br>Mi riferisco al diritto all’alloggio.</p>



<p>Nelle giornate dedicate ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, la questione del diritto all’alloggio letteralmente non esiste. Certo, alcuni parlano del sovraffollamento o della mancanza di allaccio ad alcuni servizi, quali acqua, gas, luce, ma anche in questi casi, che parlano di qualità dell’abitare, il tema del diritto all’accesso all’abitare resta sullo sfondo.</p>



<p>Eppure i dati sono chiari. Esiste una questione nazionale rilevante che viene dalla lettura dei dati Istat sulla povertà, dei comuni o del Ministero dell’interno, ma questi non sono oggetto né di confronto né, tanto meno, di proposte.</p>



<p>Alcuni dati ufficiali, anche recenti, che dovrebbero essere conosciuti, sarebbero di diritto dentro la Giornata che celebra i diritti dei minori.<br>Cito quelli più rilevanti.<br>L’Istat lo scorso 17 ottobre, circa un mese fa, comunicava che le famiglie in povertà assoluta erano aumentate di ben 48.000 unità nel 2023 rispetto al 2022.</p>



<p>Sempre Istat afferma che le famiglie con presenza di minori in povertà assoluta sono passate dal 27,1% al 31%, mentre tra quelle con minori in povertà assoluta ma proprietarie di immobili, sono passate dal 6,4% al 6,2%.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://diogeneonline.info/wp-content/uploads/2024/11/3689226709_e8736e3ed3_b.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://diogeneonline.info/wp-content/uploads/2024/11/3689226709_e8736e3ed3_b.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16489"/></a><figcaption>“child” by simaje is licensed under CC BY 2.0.</figcaption></figure>



<p>In totale, Istat afferma che sono 1,4 milioni i minori in condizione di povertà assoluta.<br>Altro dato interessante è quello relativo alle famiglie collocate nelle graduatorie. In mancanza di un Osservatorio casa, qui si deve andare di ipotesi.</p>



<p>In Italia, a seconda delle fonti, vi sarebbero tra le 320.000 e le 600.000 famiglie collocate nelle graduatorie per l’accesso a una casa popolare. Si tratta, è bene ricordarlo, di famiglie alle quali, per reddito, l’accesso al mercato è precluso e che possono solo sostenere un affitto a canone sociale.</p>



<p>Ipotizzando che almeno il 30% delle famiglie nelle graduatorie vedano la presenza di minori, stima probabilmente per difetto, possiamo dire che almeno tra i 96.000 e 180.000 minori con le loro famiglie attendono che il diritto all’alloggio venga loro garantito dall’edilizia residenziale pubblica. Esattamente l’offerta che manca in Italia e che non viene compresa nelle politiche abitative di Governo, Regioni e Comuni.</p>



<p>Infine, c’è la questione sfratti e minori, forse quella più dolorosa e vergognosa.<br>In Italia, mediamente ogni anno assistiamo a un numero di sentenze di sfratto tra le 30.000 e le 40.000. Così come si verificano esecuzioni di sfratto intorno alle 30.000. Nel 2023 abbiamo assistito a una riduzione, ma non a un’inversione di tendenza.</p>



<p>Prendendo solo in considerazione le esecuzioni di sfratto e considerando che in questo caso le famiglie con minori siano il 30%-50%, anche in questo caso, per difetto, avremmo che ogni anno tra i 10.000 e i 15.000 minori vengono sfrattati con forza pubblica senza avere mai non dico un alloggio alternativo, ma una qualche forma di assistenza adeguata.</p>



<p>Nei rari casi di intervento sociale da parte dei comuni, si offre un’assistenza a tempo determinato alla madre e al minore, ma non al padre, fatto vietato dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia.</p>



<p>I minori in questo caso non entrano solo nel vortice della precarietà abitativa, ma rischiano di abbandonare i percorsi scolastici e di subire ricadute sulla salute o psicologiche, basti pensare alle possibili conseguenze sui minori con disabilità.</p>



<p>Attenzione, stiamo parlando di violazioni sistematiche di diritti costituzionali e di diritti sanciti nella Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che l’Italia ha firmato e ratificato.</p>



<p>Perché questo tema non è nell’agenda politica nazionale e locale e non riesce a entrare tra le iniziative della Giornata del 20 novembre?<br>E perché l’Italia ratifica convenzioni internazionali o sancisce diritti costituzionali che poi non attua?</p>



<p>Perché di questi temi, se non ne parlasse Diogeneonline, non ne parlerebbe nessuno?</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://diogeneonline.info/wp-content/uploads/2024/11/3632612221_9d5ceb8390.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://diogeneonline.info/wp-content/uploads/2024/11/3632612221_9d5ceb8390.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16490"/></a><figcaption>“Young girl does daily chores” by World Bank Photo Collection is licensed under CC BY-NC-ND 2.0.</figcaption></figure>
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		<title>Verso un nuovo sistema di welfare: il Manifesto del Forum Terzo Settore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2024 12:52:04 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/forum.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1023" height="550" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/forum.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17418" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/forum.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1023w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/forum-300x161.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/forum-768x413.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1023px) 100vw, 1023px" /></a></figure>



<p>L’attuale sistema di welfare in Italia risulta essere frammentato e non in grado di garantire la presa in carico tempestiva, globale e continuativa di chi si trova in condizioni di fragilità, marginalità o è a rischio esclusione sociale. È un sistema che non riesce a promuovere quella coesione sociale imprescindibile per superare le diseguaglianze e contrastare le crescenti forme di povertà, oltre che per affrontare le emergenze sanitarie, economiche e sociali. E che deve, quindi, essere progressivamente sostituito da un modello inclusivo basato sul riconoscimento dei diritti.</p>



<p><a href="https://www.forumterzosettore.it/files/2023/02/Manifesto-Welfare.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">“Verso un nuovo sistema di welfare”</a>&nbsp;è il documento del Forum Terzo settore che intende, attraverso questa riflessione, offrire il proprio contributo per l’apertura di un dibattito volto alla realizzazione di un nuovo sistema di welfare per il nostro Paese, che si fondi su tre valori fondamentali:</p>



<p>1.&nbsp;<strong>Prossimità</strong>, intesa non solo come vicinanza fisica alle persone ma come capacità di rilevare e rispondere in modo puntuale ai loro effettivi bisogni<br>2.&nbsp;<strong>Universalismo</strong>, ovvero garanzia del diritto alla presa in carico della persona, a prescindere dal luogo in cui vive<br>3.<strong>&nbsp;Inclusività</strong>, per assicurare a tutti pari opportunità e uguali diritti, promuovendo coesione sociale e sviluppando reti di relazioni.</p>



<p><a href="https://www.forumterzosettore.it/files/2023/02/Manifesto-Welfare.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Qui il Manifesto “Verso un nuovo sistema di Welfare”</a></p>



<p><a href="https://www.forumterzosettore.it/files/2023/01/Abstract.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abstract del Manifesto </a></p>
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		<title>2 agosto: commemoriamo il Samudaripen, il genocidio nazifascista dei rom e dei sinti</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Aug 2023 08:19:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Ervin Bajrami Nella notte tra il 2 e il 3 agosto del &#8217;44  più di 500.000 persone periranno nelle camere a gas di Aushwitz Birkenau. In Polonia, il 2 agosto scorso, con Dikh&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/si.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/si-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17103" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/si-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/si-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/si.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 810w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Ervin Bajrami</p>



<p></p>



<p>Nella notte tra il 2 e il 3 agosto del &#8217;44  più di 500.000 persone periranno nelle camere a gas di Aushwitz Birkenau.</p>



<p>In Polonia, il 2 agosto scorso, con <em>Dikh He Na Bister</em> &nbsp;&#8211; Roma Genocide Remembrance &#8211; sono presenti più di 200 ragazze e ragazzi da 22 paesi diversi dell&#8217;Europa proprio per dire Dikh he na bister: &#8220;guarda e non dimenticare&#8221;.</p>



<p>Al rientro dal viaggio, il nostro amico attivista Ervin Bajrami ha deciso di fare alcune riflessioni importanti, che vi riportiamo, sulla situazione delle persone rom e sinte in Italia.</p>



<p><br>Casa: la questione casa e abitare sicuramente rimane una delle problematiche più grandi da affrontare in quanto ci ritroviamo con campi istituzionali creati ad hoc per le persone rifugiate dai Balcani (sistema adottato come unico) e che, ad oggi, ha portato alla terza generazione di ragazze e ragazzi che conoscono solo ed esclusivamente quel modo di abitare e non sono in grado di autodeterminarsi o hanno timore di lasciare quel sistema in quanto il mondo fuori non è dei migliori; anzi,  la propaganda politica a loro sfavore non ha fatto altro che incrementare la paura di uscire e ritrovarsi lontano dalla comunità. Ogni giorno assistiamo a sgomberi dai campi ma senza una soluzione alternativa e di conseguenza trasformiamo posti ritenuti &nbsp;&#8220;sicuri&#8221; (almeno per la comunità che si ritrova assieme) in gruppi di persone che, invece, si ritrovano in mezzo alla strada.&nbsp;</p>



<p><br>Lavoro: chi vive nel campo e ha la residenza all&#8217;interno di quest&#8217;ultimo fa una fatica enorme a trovare un posto di lavoro in quanto il campo è associato direttamente alla criminalità; quest&#8217;ultima esiste in questi ambiti, ma è una conseguenza che parte dal sistema -abitare in primis e sfocia in micro crimini dovuti alla mancanza di lavoro e diventa un&#8217;esigenza per sopravvivere creando, così, un cerchio infinito di causa/effetto.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="433" height="960" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17104" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 433w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ro-135x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 135w" sizes="(max-width: 433px) 100vw, 433px" /></a></figure></div>



<p><br>Scuola: l&#8217;istruzione è un altro tassello importante in quanto moltissimi bambini rom e sinti amano la scuola e vorrebbero un futuro che da sogno si trasforma in realtà, ma il sistema delle scuola <em>lacho drom</em>, che ha lasciato dietro di sé analfabeti, viene ancora usato come metodo e lo stigma verso i bambini rom e sinti non fa che alimentare la paura e l&#8217;abbandono come conseguenza.</p>



<p><br>Politica: la situazione politica non è favorevole al cambiamento in quanto anzitutto le persone rom e sinti non sono riconosciute come minoranza e nemmeno le atrocità del nazifascismo sono riconosciute e questo non permette ai nostri giovani di riconoscersi in un&#8217;identità storica e culturale precisa e di conseguenza o si nascondono per avere una possibilità nella vita oppure nasce l&#8217;odio interiorizzato verso la comunità maggioritaria, dovuto non solo alla narrazione sbagliata ma soprattutto perché quest&#8217;ultima è l&#8217;unica narrazione accessibile nel periodo scolastico. Non dimentichiamoci che lo stigma e i pregiudizi sono anche il pane quotidiano della politica per sviare la nazione da discorsi importanti oppure per creare un nemico contro il quale combattere (es: borseggiatrici).</p>



<p><br>Situazione Sociale: la situazione sociale è la conseguenza di tutte le altre categorie, quindi drammatica. Soluzione: parliamoci, parliamo con le persone interessate prima di prendere qualsiasi tipo di decisione. Iniziamo dal riconoscimento per poi trovare un sistema-abitare che vada bene per tutti e affinché questo accada, viste le differenze, è necessaria una legge quadro in base alla quale ogni Comune si adatta parlando con la comunità rom o sinta. Il sistema scolastico potrebbe introdurre anche la Memoria delle persone rom e sinte così come la Cultura e la Storia per far sì che i nostri ragazzi possano arricchirsi di nozioni positive anziché di odio. Creiamo legami, ponti, comunichiamo per comprendere le reali necessità senza adottare un sistema paternalistico che dall&#8217;alto ci dice come e quando dovremmo attuare le diverse proposte per poi scoprire che non vanno bene, sprecando risorse, energia e bene comune con di fatto un nonnulla in mano e un iter che ricomincia da zero. Chi né paga le conseguenze? Chi subisce passivamente tutto ciò, ogni volta? Torniamo a fare politica partendo dal basso, cercando di ascoltare e comprendere senza giudizi e pregiudizi i bisogni reali delle persone, torniamo ad essere comunità, allargata, con le proprie differenze, ma come ben abbiamo compreso in questi ultimi anni non vi è ricchezza più grande delle diversità e del suo contributo per diventare migliori come persone, come comunità e come Stato.</p>



<p></p>



<p>Se volete sostenere un progetto interessante riguardo al tema, cliccate qui:<a href=" https://www.produzionidalbasso.com/project/il-genocidio-dei-rom-e-la-scoperta-della-propria-identita/?fbclid=PAAaaQWcT8BQfJB4mO7RjbDWsc3aenSobWpS3-YCNCq2XVKR_DjvnaRcL2blw&utm_source=rss&utm_medium=rss"> https://www.produzionidalbasso.com/project/il-genocidio-dei-rom-e-la-scoperta-della-propria-identita/?fbclid=PAAaaQWcT8BQfJB4mO7RjbDWsc3aenSobWpS3-YCNCq2XVKR_DjvnaRcL2blw&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p></p>
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		<title>Appello: non sulla nostra pelle. Casa, lavoro, diritti e documenti per tutte e tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 11:13:00 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/cutro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="775" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/cutro-1024x775.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16923" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/cutro-1024x775.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/cutro-300x227.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/cutro-768x581.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/cutro-1536x1163.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/cutro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1781w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>o</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Associazione Per i Diritti umani firma e divulga il seguente appello di Movimento Migranti.</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>NON SULLA NOSTRA PELLECASA, LAVORO, DIRITTI E DOCUMENTI PER TUTTE E TUTTI</td></tr><tr><td>Siamo quelli che sono sopravvissuti al Mediterraneo e alla Rotta Balcanica, che scappano da fame, guerre, catastrofi ecologiche, dal saccheggio delle nostre terre, dagli effetti delle vostre politiche neocoloniali e delle vostre multinazionali. Siamo i vostri braccianti, i vostri operai, i vostri badanti, i vostri facchini, i vostri negozianti.<br>Siamo la vostra ricchezza!<br>Siamo quelli che dormono nei ghetti dei campi, che dormono per strada, che non trovano casa, che pagano affitti stellari. <br>Guardati dall’alto in basso, trattati in modo razzista. Siamo le donne, anche noi lavoratrici e costruttrici di questo paese, che ai vostri occhi appaiono solo come corpi da abusare, sfruttare, violentare. Siamo le madri, le sorelle, le figlie anche di questo paese.<br>Siamo quelli che non hanno i documenti, che non accedono al sistema sanitario, che si infortunano di più, che muoiono di più. Quelli che non hanno rappresentanza politica, che non possono votare, quelli di cui parlano male al bar e al tg, carne da campagna elettorale.Non siamo animali, non siamo criminali, non vogliamo farvi pena: siamo solo in cerca di una vita migliore, siamo lavoratrici e lavoratori.<br>Come avete fatto voi. Come fate voi quando ancora oggi emigrate perché questo paese non assicura un futuro decente a nessuno. Abbiamo visto morire a Cutro tanti come noi. 91 persone, tanti bambini, a dieci metri dalla costa, per la criminale scelta di non intervenire. Abbiamo provato rabbia, dolore. Perché era prevedibile, era evitabile. Cutro rappresenta il fallimento delle politiche migratorie italiane ed europee degli ultimi trent’anni. Si prova a fermare gli sbarchi pagando criminali libici, appaltando ai campi di concentramento la gestione della frontiera, cercando di impedire alle ONG di salvare vite.<br>Ma tutto questo non serve.  È venuto il momento di dire basta a tutto questo. Siamo cinque milioni. Abbiamo una forza incredibile. Molti di noi sono in Italia già da anni, lottano, studiano, si organizzano, ottengono piccole e grandi vittorie. <br>È tempo di mettere insieme le comunità sul territorio, la rete di associazioni, di sindacati, di organizzazioni politiche che vogliono una gestione diversa delle frontiere e delle migrazioni. Abbiamo un’emergenza: impedire al Governo Meloni di varare l’ennesimo decreto assassino, che toglie la “protezione speciale”, uno dei canali fondamentali per chi scappa dai conflitti e dalla fame, e va creare ancora più clandestinità e guerra fra poveri. <br>Ma da questa emergenza vogliamo partire per rivendicare tutto quello che spetta alle classi popolari che in questi anni di crisi si sono impoverite mentre ricchi, speculatori e multinazionali si sono arricchiti sulle nostre spalle.<br>Vogliamo una mobilitazione che metta al centro i diritti di tutte e tutti quelli che oggi vengono esclusi. Perché, anche se ci vogliono dividere, noi abbiamo tutti gli stessi problemi di casa, salario, lavoro, servizi sociali, trasporti, scuola e sanità. Uniti possiamo essere una forza! <br><br><strong>FIRMA L&#8217;APPELLO: </strong><a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScjsyeINeyserWtze3BhWNVJMivsy4HaHpxqT0mwbvOILBczQ/viewform?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScjsyeINeyserWtze3BhWNVJMivsy4HaHpxqT0mwbvOILBczQ/viewform?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>&#8220;Raccontarsi (a modo mio)&#8221;. Nubia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Aug 2022 09:27:49 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/jo-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/jo-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16543" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/jo-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/jo-1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/jo-1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/jo-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>A cura di Jorida Dervishi</p>



<p>Inizio da lontano. Arrivai in Italia dall&#8217;Ecuador nel 2003: una scelta difficile, visto che di là avevo un figlio di tre anni e mezzo e un&#8217;attività che per vari motivi andò in fallimento. Per tale fallimento avevo accumulato un debito di quasi 15.000 euro, sostenuto da una ipoteca della fattoria di mia mamma. A un certo punto mi trovai di fronte a un bivio: decidere se perdere la proprietà o venire in Italia, dov&#8217;erano da qualche anno i miei due fratelli, e provare a pagare.<br>Fu una scelta sofferta: da una parte non volevo separarmi da mio figlio, ma dall&#8217;altra parte non volevo che mia madre perdesse la fattoria per le mie decisioni sbagliate, così scelsi di partire con il cuore a pezzi, sconfitta nell&#8217;anima e con un senso di fallimento addosso indescrivibile.<br>Una volta in Italia, non sapendo neanche l&#8217;italiano tranne due o tre parole, cominciai a lavorare con una signora facoltosa, che abitava da sola nel centro di Milano e che aveva bisogno di un supporto dopo una caduta in casa. Il figlio, disperato, cercava una ragazza affidabile che accompagnasse la madre di notte, così si era rivolto a mio fratello, che godeva della stima di questa signora. Mio fratello, sapendo che ero arrivata da poco e conoscendo la mia urgenza di guadagnar,&nbsp; suggerì me, dicendo anzitutto che ero disponibile ma che non parlavo bene l&#8217;italiano. Il figlio, fidandosi di mio fratello, accettò. Il giorno dopo mi&nbsp; presentai al domicilio della signora, intimidita e spaventata, consapevole di non parlare l&#8217;italiano e di non aver mai fatto quel tipo di lavoro. Ragionando, mi&nbsp; dissi in fin dei conti che avrei dovuto soltanto accompagnarla di notte, non ero pagata male e poi i soldi mi servivano per pagare i miei debiti in Ecuador.<br>Così conobbi la signora L.C., una piccola donna di ottant&#8217;anni, fragile e con gli occhi di ghiaccio, che mi guardava della testa ai piedi. Sicuramente le piacqui, perché diede l&#8217;ok al figlio, nonostante non riuscisse a comunicare.<br>Ero felicissima di cominciare questa esperienza, dopo qualche mese, la lontananza con mio figlio si faceva sentire in maniera pesante, provocando in me tanta angoscia: qualche volta piangevo senza che lei capisse perché.<br>Con il suo aiuto il mio italiano migliorava di giorno in giorno e riuscivo a esprimermi sempre meglio. All&#8217;ennesima richiesta del perché della mia tristezza, mi confidai con lei, raccontando la mia storia, nonostante conoscesse la sua fama di donna molto fredda.<br>Rimasi senza parole quando lei, dopo aver ascoltato tutto il mio racconto, chiamò il figlio mettendolo al corrente della mia storia e della sua decisione di aiutarmi con un prestito bancario. Evidentemente, per loro la cifra non era così ingente come per me, considerando che in Ecuador uno stipendio medio si aggira intorno ai 200 euro al mese.<br>Dopo qualche giorno l&#8217;accompagnai in banca. Lei chiese un colloquio con il capoagenzia, che&nbsp; venne con grande sollecitudine invitandola ad accomodarsi in ufficio. Io rimasi fuori pregando dentro di me che accettasse la richiesta di lei. Dalla porta lasciata semichiusa assistetti alla loro conversazione: il mio italiano non era perfetto, però già capivo abbastanza bene la lingua.<br>La signora gli disse che voleva aiutarmi, lui fece invece di tutto per convincerla a non farlo, dicendole che c&#8217;erano stati molti altri suoi clienti rimasti truffati dai badanti che si facevano prestare dei soldi e poi sparivano. Lui aveva paura che sarebbe successo la stessa cosa anche a lei.<br>Capivo il suo discorso e capivo pure la sua paura che io fossi fra quelle persone, in fin dei conti lui non mi conosceva.<br>Apprezzai tanto l&#8217;enorme fiducia che la signora aveva in me, perché ai dubbi posti dal capoagenzia, lei rispose che se non avesse accettato la sua richiesta si sarebbe semplicemente rivolta a un&#8217;altra banca.<br>Lui vide nella signora una forte determinazione, per cui fu praticamente costretto ad accettare la&nbsp;richiesta, concedendomi il finanziamento che pagai alla banca in due anni.<br>Due giorni dopo, il prestito fu approvato e inviato direttamente in Ecuador a mia madre, la quale&nbsp; poté finalmente sanare la situazione della fattoria e almeno stare più tranquilla.<br>Rimasi con la signora L.C. anche dopo i due anni. Purtroppo, dopo quasi un anno, il figlio morì di infarto; a quel punto la nuora decise di ricoverarla in una casa di riposo, dove morì dopo due anni circa. La andai a trovare fino alla fine dei sui giorni; prima mi riconosceva, poi pian piano la sua memoria&nbsp; iniziava&nbsp; ad abbandonarla, fino a non riconoscermi più.<br>A distanza di anni ricordo il suo volto e la sue parole: &#8216;Ricordati, che nel momento del bisogno capirai chi ti vuole bene&#8217;&#8230; In effetti lei mi ha voluto bene.<br>Lei, senza saperlo, mi ha insegnato una grande lezione: l&#8217;importanza di essere corretti a prescindere dagli altri. Le buone azioni prima o poi tornano indietro e io ne sono la prova. Nel mio percorso di vita tengo ben presente le sue parole.<br>Nel frattempo mi sono sposata con una persona meravigliosa, sono riuscita a portare mio figlio con me, ho avuto un seconda figlia e posso dire di essere una persona realizzata, perché ho una famiglia che adoro, un lavoro che mi dà tanto e posso dire a gran voce che l&#8217;Italia è casa mia!!&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p></p>



<p>Il progetto &#8220;Raccontarsi a modo mio&#8221;, a cura di Jorida Dervishi, sarà presentato pubblicamente a Milano, il 9 ottobre, presso la Casa dei diritti. </p>
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		<title>Brucia il ghetto di Campobello di Mazara. Omar è morto, basta ghetti, basta sfruttamento.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2021 06:59:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani divulga l&#8217;appello per sostenere Campobello di Mazara e l&#8217;accesso alle case popolari. Il fatto accaduto si riferisce allo scorso 30 settembre 2021. Non ci sono parole che possono esprimere&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="770" height="578" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/Incendio-nel-campo-dei-migranti-Omar-e-morto-basta-ghetti_articleimage.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15669" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/Incendio-nel-campo-dei-migranti-Omar-e-morto-basta-ghetti_articleimage.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 770w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/Incendio-nel-campo-dei-migranti-Omar-e-morto-basta-ghetti_articleimage-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/Incendio-nel-campo-dei-migranti-Omar-e-morto-basta-ghetti_articleimage-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></figure>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>divulga l&#8217;appello per sostenere Campobello di Mazara e l&#8217;accesso alle case popolari. Il fatto accaduto si riferisce allo scorso 30 settembre 2021.</p>



<p></p>



<p>Non ci sono parole che possono esprimere la rabbia e il dolore per quanto successo stanotte.</p>



<p>È morto bruciato vivo mentre dormiva nella sua baracca Omar, un ragazzo di circa trent’anni.</p>



<p>Questo è un morto ammazzato dall’incuria e dallo sfruttamento.</p>



<p>Domenica durante Magal abbiamo chiesto, ancora una volta come braccianti organizzati nella casa del mutuo soccorso, più acqua, la rimozione immediata dell’immondizia, lavoro giusto e accesso alle case!</p>



<p>A trattare le persone come tali, tutto questo non sarebbe successo ancora una volta.</p>



<p>Le fiamme iniziano prima della mezzanotte, i soccorsi tardano ad arrivare, non c’è acqua sufficiente per domare o arrestare il fuoco.</p>



<p>Tutti hanno perso i loro risparmi, i loro documenti, i loro vestiti in alcuni casi la pazienza.</p>



<p>Molti sono scappati, molti non andranno a lavorare, molti comunque sono già andati, in ogni caso il paese oggi si accorgerà di quanto siano fondamentali queste persone per l’economia locale.</p>



<p><strong>Lanciamo una raccolta immediata di beni di prima necessità, sacchi a pelo, vestiti a Fontane D’oro a Campobello di Mazara.</strong></p>



<p><strong>Chiediamo un sostegno economico per sostenere le spese di emergenza per chi ha perso tutto.</strong></p>



<p><strong>Chiediamo l’impegno immediato della prefettura per permettere l’accesso alle case!</strong></p>



<p>Mai più ghetti- Vogliamo le case</p>



<p>Mai più sfruttamento- Vogliamo un lavoro giusto</p>



<p>SOSTIENI I BRACCIANTI DI CAMPOBELLO DI MAZARA</p>



<p>&#8211; Gofundme:&nbsp;<a href="https://gofund.me/fd127a0b?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://gofund.me/fd127a0b?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>&#8211; Donazione diretta:</p>



<p>Fuorimercato</p>



<p>Iban: IT79D 0838633 910000000470387</p>



<p>Banca credito cooperativo di Binasco, filiale di Trezzano s/N</p>



<p>Causale: SOS BRACCIANTI DI CAMPOBELLO DI MAZARA</p>
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		<title>Siglato un protocollo d’intesa volto alla prevenzione e al contrasto di ogni tipo di discriminazione nel settore immobiliare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2021 06:32:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri, 30 giugno 2021, stato siglato a Roma presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il protocollo d’intesa tra Triantafillos Loukarelis, Direttore dell’Unar l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Unar) e Gian&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/protocollo-unar-fiaip.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15481" width="461" height="370" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/protocollo-unar-fiaip.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/protocollo-unar-fiaip-300x241.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/protocollo-unar-fiaip-768x617.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 461px) 100vw, 461px" /></figure>



<p>Ieri, 30 giugno 2021, stato siglato a Roma presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il protocollo d’intesa tra <strong>Triantafillos Loukarelis</strong>, Direttore dell’Unar l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri (<strong>Unar</strong>) e <strong>Gian Battista Baccarini</strong> – Presidente della Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali (<strong>Fiaip</strong>) volto alla prevenzione e al contrasto di ogni tipo di discriminazione nel settore immobiliare.</p>



<p>L’accordo, di durata triennale, prevede la realizzazione congiunta di iniziative di formazione, informazione e sensibilizzazione, rivolte agli&nbsp;<strong>agenti immobiliari</strong>, finalizzate ad una migliore conoscenza degli strumenti normativi e di tutela, e l’emersione dei fenomeni di&nbsp;<strong>discriminazione&nbsp;</strong>legati alle procedure di&nbsp;<strong>compravendita&nbsp;</strong>o&nbsp;<strong>locazione di immobili</strong>.</p>



<p>In particolare, Unar e Fiaip, oltre ad istituire un tavolo tecnico di coordinamento, si sono impegnati a:</p>



<ul><li>definire e promuovere annualmente attività congiunte di sensibilizzazione sui temi dell’antidiscriminazione con particolare riferimento al settore immobiliare;</li><li>collaborare a iniziative finalizzate a una migliore conoscenza da parte degli agenti immobiliari e dei cittadini degli strumenti normativi e delle strategie di contrasto e prevenzione delle situazioni di discriminazione;</li><li>realizzare momenti di formazione e aggiornamento rivolti agli agenti immobiliari iscritti alla FIAIP</li><li>realizzare campagne di sensibilizzazione e informazione volte alla prevenzione dei comportamenti xenofobi e discriminatori e alla promozione della consapevolezza sui diritti;</li></ul>



<p>“Mai più dinieghi discriminatori per chi rivendica il diritto ad avere una casa per sé e per la propria famiglia – dichiara&nbsp;<strong>Triantafillos Loukarelis</strong>&nbsp;–direttore dell’UNAR<strong>.</strong></p>



<p>Troppo spesso in questi anni abbiamo appreso di proprietari di casa che non hanno guardato all’affidabilità della persona, ma alla sua origine etnica, al colore della sua pelle, all’orientamento sessuale o all’identità di genere. Questo protocollo che sottoscriviamo insieme alla Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, è in grado di fare la differenza, arginando ogni tipo di razzismo e stereotipo, evitando così l’umiliazione di persone che chiedono di vedere riconosciuto un diritto. Le attività congiunte di formazione e di sensibilizzazione – continua&nbsp;<strong>Loukarelis&nbsp;</strong>– forniranno gli strumenti per consentire il rispetto della legalità e della parità di trattamento. Nessuna agenzia immobiliare o agente dovranno assecondare pratiche discriminatorie in futuro. Questo è il nostro auspicio comune e lavoreremo per renderlo realtà.”</p>



<p>“Fare cultura per prevenire le discriminazioni, sensibilizzare le agenzie immobiliari e migliorare i rapporti culturali in questa materia nel Real Estate – dichiara&nbsp;<strong>Gian Battista Baccarini,</strong>&nbsp;Presidente Nazionale&nbsp;<strong>Fiaip</strong>&nbsp;– è sempre più importante. Con l’accordo, siglato oggi che insiste sullo specifico campo della parità di trattamento nella compravendita o locazione degli immobili, si effettua in Italia un altro passo importante per la tutela e la pari dignità delle vittime di ogni tipo di discriminazione, sia essa legata alla razza e/o origine etnica, alla religione, all’età, alla disabilità, all’orientamento sessuale o all’identità di genere delle persone”.</p>



<p>In allegato il protocollo d’intesa.</p>



<p><a target="_blank" href="http://www.unar.it/wp-content/uploads/2021/06/Protocollo-UNAR-FIAIP-30-GIUGNO-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener">Protocollo UNAR-FIAIP 30 GIUGNO 2021</a></p>
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