<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cassazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/cassazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/cassazione/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Aug 2019 14:03:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>Cassazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/cassazione/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Libertà e dignità a Mimmo Lucano &#8211; Appello del Comitato Undici Giugno</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/08/22/liberta-e-dignita-a-mimmo-lucano-appello-del-comitato-undici-giugno/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/08/22/liberta-e-dignita-a-mimmo-lucano-appello-del-comitato-undici-giugno/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Aug 2019 14:03:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[comitato]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[esilio]]></category>
		<category><![CDATA[garante]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Mimmo Lucano]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[padre]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[petizione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[Riace]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[saluto]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
		<category><![CDATA[umanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12935</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani divulga e firma, invitando tutti a farlo, la seguente petizione lanciata da Comitato 11 giugno ll.mo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ci appelliamo alla Sua conclamata sensibilità ed al Suo rispetto per&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/08/22/liberta-e-dignita-a-mimmo-lucano-appello-del-comitato-undici-giugno/">Libertà e dignità a Mimmo Lucano &#8211; Appello del Comitato Undici Giugno</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="477" height="268" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/GKrlevexrcYqHDf-800x450-noPad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12936" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/GKrlevexrcYqHDf-800x450-noPad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 477w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/GKrlevexrcYqHDf-800x450-noPad-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 477px) 100vw, 477px" /></figure></div>



<p> <strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>divulga e firma, invitando tutti  a farlo, la seguente petizione lanciata da Comitato 11 giugno</p>



<p>ll.mo <strong>Presidente</strong> della Repubblica, Sergio <strong>Mattarella</strong>,</p>



<p>ci appelliamo alla Sua conclamata sensibilità ed al Suo rispetto per i valori umani e per la dignità della persona e chiediamo il Suo urgente intervento in relazione alla nota vicenda politica e giudiziaria riguardante Domenico Lucano, Sindaco del Comune di Riace (RC) per tre mandati consecutivi, vicenda a Lei certamente nota.</p>



<p><strong>Dal 4 ottobre 2018</strong>, a seguito della richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri (RC),&nbsp;<strong>Domenico Lucano è stato sottoposto a misure cautelari restrittive della libertà personale</strong>, ovvero agli arresti domiciliari prima ed al&nbsp;<strong>divieto di dimora nel comune di Riace</strong>&nbsp;(RC) poi, misura quest&#8217;ultima ancora efficace.</p>



<p>Le ragioni dell&#8217;applicazione delle citate misure cautelari nei confronti di Domenico Lucano, accusato di essersi adoperato per favorire l&#8217;immigrazione clandestina attraverso la celebrazione di matrimoni fittizi (circostanza, peraltro, mai verificatasi) oltre che di aver proceduto ad affidamento diretto del servizio di raccolta di rifiuti a cooperative sociali (circostanza, nel caso di specie, ammessa dalla legge), venivano ricondotte al rischio di reiterazione dei reati contestati e di inquinamento probatorio in considerazione della carica di Sindaco che Domenico Lucano ha rivestito nel Comune di Riace fino allo scorso 26 maggio, data in cui i cittadini di Riace hanno eletto una nuova amministrazione comunale nella quale Domenico Lucano non ricopre alcuna carica pubblica, né amministrativa né politica.</p>



<p>Chiaro ed evidente risulta che oggi non vi è alcun motivo per ritenere che siano concrete ed attuali le motivazioni che hanno condotto all&#8217;applicazione delle citate misure cautelari.</p>



<p>A tutto quanto sopra si aggiunga che è pendente dinnanzi al Tribunale di Locri (RC) un processo a carico, tra gli altri, di Domenico Lucano, in cui verrà accertata la fondatezza delle accuse e rispetto al quale lo stesso ha sempre dichiarato piena fiducia nella magistratura.</p>



<p>Si aggiunga altresì che lo scorso mese di marzo 2019, a seguito del ricorso presentato dagli avvocati difensori di Lucano, si è pronunciata la&nbsp;<strong>Suprema&nbsp; Corte di Cassazione</strong>&nbsp;che &#8211; in buona sostanza &#8211;&nbsp;<strong>ha ritenuto insussistenti le ragioni che hanno portato all&#8217;applicazione della misura restrittiva della libertà personale.</strong></p>



<p>Alla luce di quanto sopra, ed in particolare della cessazione di ogni carica, di fatto, Domenico Lucano, cittadino incensurato, né, prima d&#8217;ora, neppure indagato per alcun tipo di reato, risulta oggetto di un esilio politico non giustificato da alcuna ragione giuridica.</p>



<p>Atteso che in questi giorni, l&#8217;<strong>anziano padre di Domenico Lucano, Roberto, 93enne, sta trascorrendo quelli che potrebbero essere i suoi ultimi giorni di vita</strong> visto il notevole <strong>aggravamento della propria situazione di salute</strong> (affetto da una grave forma di <strong>leucemia</strong> è stato colpito anche da un <strong>infarto</strong>) <strong>nella propria abitazione di Riace, ove il figlio, Domenico, non può recarsi neanche per una breve visita.<br></strong><br>In considerazione di tutto quanto sopra ci appelliamo alla Sua sensibilità ed ad un gesto umanitario, per dare la possibilità a Domenico Lucano ed al padre di potersi salutare con serenità dentro le mura della loro casa.<br>A tal fine <strong>chiediamo il Suo intervento</strong> affinché, con qualunque strumento a Sua disposizione e considerata la Sua posizione di Garante dei diritti costituzionali, <strong>si consenta a Domenico Lucano di poter tornare nel comune di Riace a far visita ed assistere il proprio anziano padre.</strong><br>Confidando in un sollecito ed urgente riscontro e ringraziando per l&#8217;attenzione, si inviano</p>



<p>Distinti saluti.<br>Comitato Undici Giugno </p>



<p></p>



<p><strong>Per firmare la petizione:  <br></strong><a href="https://www.change.org/p/presidente-della-repubblica-mattarella-liberta-e-dignita-a-mimmo-lucano-appello-del-comitato-undici-giugno?utm_content=bandit-starter_cl_share_content_it-it%3Av2&amp;recruited_by_id=33189600-c2b1-11e9-b5c3-f9835306c45a&amp;recruiter=993645843&amp;utm_source=share_petition&amp;utm_medium=copylink&amp;utm_campaign=share_petition&utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>https://www.change.org/p/presidente-della-repubblica-mattarella-liberta-e-dignita-a-mimmo-lucano-appello-del-comitato-undici-giugno?utm_content=bandit-starter_cl_share_content_it-it%3Av2&amp;recruited_by_id=33189600-c2b1-11e9-b5c3-f9835306c45a&amp;recruiter=993645843&amp;utm_source=share_petition&amp;utm_medium=copylink&amp;utm_campaign=share_petition&utm_source=rss&utm_medium=rss</strong></a><strong> </strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/08/22/liberta-e-dignita-a-mimmo-lucano-appello-del-comitato-undici-giugno/">Libertà e dignità a Mimmo Lucano &#8211; Appello del Comitato Undici Giugno</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/08/22/liberta-e-dignita-a-mimmo-lucano-appello-del-comitato-undici-giugno/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una morte dignitosa anche per i detenuti di &#8220;serie B&#8221;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/06/08/una-morte-dignitosa-anche-per-i-detenuti-di-serie-b/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/06/08/una-morte-dignitosa-anche-per-i-detenuti-di-serie-b/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jun 2017 07:18:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[41bis]]></category>
		<category><![CDATA[avvicati]]></category>
		<category><![CDATA[boss]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[domiciliari]]></category>
		<category><![CDATA[giuridico]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[parenti]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[penitenziario]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[prigione]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sistema]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[stragi]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[vignetta]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=8948</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le pronunciazioni della Cassazione, nei giorni scorsi, hanno scatenato un dibattito molto partecipato. Che un boss, sotto regime di 41 bis, possa essere mandato ai domiciliari perché molto malato, non ci sembra possibile. Ci&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/06/08/una-morte-dignitosa-anche-per-i-detenuti-di-serie-b/">Una morte dignitosa anche per i detenuti di &#8220;serie B&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le pronunciazioni della Cassazione, nei giorni scorsi, hanno scatenato un dibattito molto partecipato.</p>
<p>Che un boss, sotto regime di 41 bis, possa essere mandato ai domiciliari perché molto malato, non ci sembra possibile.</p>
<p>Ci pare possibile, invece, garantire la morte dignitosa anche a un detenuto come un Riina, ma in una struttura carceraria per rispetto delle sentenze di ergastoli plurimi a cui è stato condannato, per rispetto dei parenti delle vittime delle stragi da lui volute e fatte compiere.</p>
<p>La Giustizia non è vendetta. Ma deve essere certa.</p>
<p>Per non parlare, poi, di tutti gli altri detenuti, ammassati negli istituti penitenziari, spesso senza validi motivi, come i migranti, sbattuti dentro per reati amministrativi: dove sono per loro le tutele e le garanzie sanitarie o giuridiche? Ma di questo ci occuperemo presto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco per voi la vignetta delle sempre grande La Carruski!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1030.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8949" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1030.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="466" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1030.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 466w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1030-218x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 218w" sizes="(max-width: 466px) 100vw, 466px" /></a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/06/08/una-morte-dignitosa-anche-per-i-detenuti-di-serie-b/">Una morte dignitosa anche per i detenuti di &#8220;serie B&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/06/08/una-morte-dignitosa-anche-per-i-detenuti-di-serie-b/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Non mi faccio &#8220;Capaci&#8221;&#8230;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/06/06/non-mi-faccio-capaci/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/06/06/non-mi-faccio-capaci/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2017 11:15:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[avvocati]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[codice]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Don Ciotti]]></category>
		<category><![CDATA[ergastolo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[malavita]]></category>
		<category><![CDATA[minacce]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[penitenziari]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[pm]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[Riina]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sistema]]></category>
		<category><![CDATA[stragi]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=8932</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi (Iogiocopulito.it) un&#8217;altra &#8220;nostra&#8221; brava collaboratrice che per noi cura la rubrica &#8220;Scritture al sociale&#8221; &#160; Mi si consenta il quasi gioco di parole, in una polemica arrivata come un uragano, paragonabile&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/06/06/non-mi-faccio-capaci/">Non mi faccio &#8220;Capaci&#8221;&#8230;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi (Iogiocopulito.it) un&#8217;altra &#8220;nostra&#8221; brava collaboratrice che per noi cura la rubrica &#8220;Scritture al sociale&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi si consenta il quasi gioco di parole, in una polemica arrivata come un uragano, paragonabile ad un <strong>attentato terroristico della legalità</strong>:<br />
<em><strong>“La possibilità di ‘cure adeguate al proprio domicilio per Totò Riina, malato terminale</strong>“</em>.<br />
Nella definizione <em>“<strong>PER NON DIMENTICARE</strong>“</em> facciamo riferimento alle vittime, in questo caso, è necessario <strong>NON DIMENTICARE chi è Totò Riina</strong>. E non c’è <strong>‘pietas</strong>‘ che tenga…basterebbe anche solo il piccolo <strong><em>‘Matteo’,</em> il bambino sciolto nell’acido</strong>. Ma per chi ha la memoria corta o crede nel diritto per chi NON HA PIU’ DIRITTI, la voce strozzata di notizie come queste, possono far scrollare le ultime speranze di un Italia che voglia e possa restare garante della legalità.<br />
Senza dimenticare TUTTI i detenuti, ai quali non è stato e non sarà riservato l’esercitare la stessa richiesta. (e anche qui l’elenco è lungo)</p>
<p><strong>Chi è Totò Riina</strong></p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17045" src="http://www.iogiocopulito.it/wp-content/uploads/2017/06/riina.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="646" height="528" /></p>
<p>Nel <strong>1992</strong> venne condannato in contumacia all’ergastolo insieme con il boss <strong>Francesco Madonia</strong> per l’omicidio del capitano Emanuele Basile. Nell’ottobre del <strong>1993</strong> subisce la seconda condanna all’ergastolo, come mandante dell’omicidio del boss Vincenzo Puccio. Nel <strong>1994</strong>, altro ergastolo per l’omicidio di tre pentiti e quello di un cognato di <strong>Tommaso Buscetta</strong>. Nel 1995, nel processo per l’omicidio del tenente colonnello <strong>Giuseppe Russo</strong>, Riina venne condannato all’ergastolo insieme con <strong>Bernardo Provenzano</strong>, <strong>Michele Greco</strong> e <strong>Leoluca Bagarella</strong>; lo stesso anno, nel processo per gli omicidi dei commissari Beppe Montana e Ninni Cassarà, venne pure condannato all’ergastolo insieme con Michele Greco, Bernardo Brusca, Francesco Madonia e Bernardo Provenzano, a cui seguì il processo per gli omicidi di Piersanti Mattarella, Pio La Torre e Michele Reina, nel quale gli viene inflitto un ulteriore ergastolo insieme con Michele Greco, Bernardo Brusca, Bernardo Provenzano, Giuseppe Calò, Francesco Madonia e Nenè Geraci. Nel <strong>1996 </strong>Riina venne nuovamente condannato all’ergastolo per l’omicidio del giudice Antonino Scopelliti insieme con i boss Giuseppe Calò, Francesco Madonia, Giuseppe Giacomo Gambino, Giuseppe Lucchese, Bernardo Brusca, Salvatore Montalto, Salvatore Buscemi, Nenè Geraci e Pietro Aglieri. Sempre nel 1995, nel processo per l’omicidio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, del capo della mobile Boris Giuliano, e del professor Paolo Giaccone, Riina venne condannato all’ergastolo insieme con Bernardo Provenzano, Giuseppe Calò, Bernardo Brusca, Francesco Madonia, Nenè Geraci e Francesco Spadaro. Nel <strong>1997</strong>, nel processo per la strage di Capaci in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e la scorta (Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo), Riina venne condannato all’ergastolo insieme con i boss Pietro Aglieri, Bernardo Brusca, Giuseppe Calò, Raffaele Ganci, Nenè Geraci, Benedetto Spera, Nitto Santapaola, Bernardo Provenzano, Salvatore Montalto, Giuseppe Graviano e Matteo Motisi. Lo stesso anno, nel processo per l’omicidio del giudice Cesare Terranova, Riina ricevette un altro ergastolo insieme con Michele Greco, Bernardo Brusca, Giuseppe Calò, Nenè Geraci, Francesco Madonia e Bernardo Provenzano. Nel <strong>1998</strong> Riina <strong>venne condannato all’ergastolo</strong> insieme con il boss Mariano Agate per l’omicidio del giudice Giangiacomo Ciaccio Montalto. Nel 1999, viene condannato all’ergastolo come mandante per la <strong>strage di via D’Amelio</strong>, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque dei suoi uomini di scorta (Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina). Insieme con lui vengono condannati alla stessa pena i boss Pietro Aglieri, Salvatore Biondino, Carlo Greco, Giuseppe Graviano, Gaetano Scotto e Francesco Tagliavia.</p>
<p>Nel <strong>2000</strong> subisce <strong>un’ulteriore condanna all’ergastolo</strong> insieme con Giuseppe Graviano, Leoluca Bagarella e Bernardo Provenzano per l’attentato in Via dei Georgofili, in cui persero la vita 5 persone e subirono enormi danni musei e chiese, oltre che per gli attentati di Milano e Roma. Nel <strong>2002</strong>, per l’omicidio del giudice in pensione Alberto Giacomelli, Riina venne condannato all’ergastolo come mandante; lo stesso anno la Corte d’Assise di Caltanissetta condannò Riina all’ergastolo per l’omicidio del giudice Rocco Chinnici insieme con i boss Bernardo Provenzano, Raffaele Ganci, Antonino Madonia, Salvatore Buscemi, Nenè Geraci, Giuseppe Calò, Francesco Madonia, Salvatore e Giuseppe Montalto, Stefano Ganci e Vincenzo Galatolo; sempre lo stesso anno, Riina venne condannato nuovamente all’ergastolo insieme con il boss Vincenzo Virga per la strage di Pizzolungo, in cui persero la vita Barbara Rizzo e i suoi figli Salvatore e Giuseppe Asta, gemelli di 6 anni.</p>
<p>Nel <strong>2009</strong> Riina ricevette<strong> un altro ergastolo</strong> insieme con Bernardo Provenzano per la<strong> strage di viale Lazio</strong>. Nel febbraio 2010, ancora un ergastolo per Riina, che insieme con i boss Giuseppe Madonia, Gaetano Leonardo e Giacomo Sollami, decise nel 1983 l’omicidio di Giovanni Mungiovino, politico della DC che si era opposto alla mafia corleonese, Giuseppe Cammarata, scomparso nel 1989 e Salvatore Saitta, ucciso nel 1992. Il 10 giugno <strong>2011 </strong>viene assolto, per “incompletezza della prova” (ex art. 530 c.p.p.), dalla Corte d’Assise di Palermo per l’omicidio il 16 settembre 1970 del giornalista Mauro De Mauro. Il 26 gennaio <strong>2012</strong> gli viene inflitta una condanna all’ergastolo da parte della Corte di Assise di Milano perché ritenuto il mandante dell’omicidio di Alfio Trovato del 2 maggio 1992 avvenuto in via Palmanova a Milano. Il 14 aprile <strong>2015</strong> viene assolto dalla Corte d’Assise di Firenze dall’accusa di essere stato il mandante della Strage del Rapido 904 del 23 dicembre 1984 per mancanza di prove; il pubblico ministero aveva richiesto l’ergastolo per Riina che era l’unico imputato. Nel 1992 erano stati condannati Pippo Calò, Guido Cercola, Franco Di Agostino e l’artificiere tedesco Friedrich Schaudinn.</p>
<p><strong>Proprio mentre era sottoposto a regime di 41-bis, il 24 maggio 1994 </strong>durante una pausa del processo di primo grado a Reggio Calabria per l’uccisione del giudice Antonino Scopelliti fu raggiunto dal capo-redattore della Gazzetta del Sud Paolo Pollichieni, al quale rilasciò dichiarazioni minacciose contro il procuratore Giancarlo Caselli e altri rappresentanti delle istituzioni, lamentandosi delle severe condizioni imposte dal carcere duro. L’intervento di Riina causò l’apertura di un provvedimento disciplinare da parte del Consiglio Superiore della Magistratura contro il pubblico ministero Salvatore Boemi, accusato di non aver vigilato sul detenuto. Dopo pochi mesi dalle dichiarazioni del boss corleonese il<strong> regime di 41-bis</strong> (allora valido per soli tre anni, decorsi i quali decadeva la sua applicabilità) è stato rafforzato mediante vari interventi legislativi volti a renderlo prorogabile di anno in anno.</p>
<p>Nella <strong>primavera del 2003</strong> subisce un intervento chirurgico per problemi cardiaci, e nel maggio dello stesso anno viene ricoverato nell’ospedale di Ascoli Piceno per un infarto. Sempre nel 2003, a settembre, viene nuovamente ricoverato per problemi cardiaci. Il 22 maggio 2004, nell’udienza del processo di Firenze per la <strong>strage di via dei Georgofili</strong>, accusa il <strong>coinvolgimento dei servizi segreti nelle stragi di Capaci e via d’Amelio</strong>, e riferisce dei contatti fra l’allora colonnello Mario Mori e Vito Ciancimino, attraverso il figlio di lui Massimo al tempo non convocato in dibattimento. Trasferito nel carcere milanese di Opera, viene nuovamente ricoverato nel 2006 all’ospedale San Paolo di Milano, sempre per problemi cardiaci. Nel novembre 2013 trapela la notizia di minacce da parte di Riina nei confronti del magistrato Antonino Di Matteo, il pm che aveva retto l’accusa in numerosi procedimenti penali a suo carico. Il 4 marzo 2014 viene nuovamente ricoverato. Il 31 agosto 2014 i giornali riferiscono che nel novembre dell’anno prima<strong> Riina avrebbe rivolto minacce anche nei confronti di Don Luigi Ciotti</strong>. (da allora sotto scorta per ben due ‘condanne a morte’ da parte di Totò Riina…</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17046" src="http://www.iogiocopulito.it/wp-content/uploads/2017/06/Don-Luigi-Ciotti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1400" height="933" /></p>
<p>Le parole di <strong> Don Luigi Ciotti<br />
(sotto scorta da anni per essere stato <em>‘condannato a morte’</em> da Totò Riina…)</strong></p>
<p><em><strong>“Il diritto a morire dignitosamente vale per ogni persona detenuta</strong>, in accordo a quella più ampia umanizzazione della pena che contrassegna la civiltà di un Paese, come ci ricorda la Costituzione. <strong>Non fa eccezione Toto Riina</strong>, al quale è giusto assicurare tutte le cure necessarie in carcere e, se occorre, in ospedale, affinché la detenzione non aggravi le sue condizioni di salute. Sull’ipotesi , avanzata dalla Cassazione , di una mutazione della pena detentiva in arresti domiciliari, sono certo che il Tribunale di Bologna valuterà con saggezza e piena cognizione di causa, tenendo conto di tutti i fattori in gioco. Perché certo c’è una persona malata, al quale lo Stato deve riservare un adeguato trattamento terapeutico a prescindere dai crimini commessi e dalla presenza o meno,  che in questo caso non c’è stata, di una presa di coscienza, di un percorso di ravvedimento e di conversione.</em></p>
<p><em><strong>Ma c’è anche una vicenda di violenza, di stragi e di sangue che ha causato tante vittime e il dolore insanabile dei loro famigliari. Molti di loro ho avuto la fortuna di conoscerli, e di apprezzarne il coraggio e la fermezza d’animo, la ricerca di verità e la speranza incrollabile nella giustizia, il rispetto per le istituzioni e la volontà di trasformare il dolore in impegno, in contributo alla costruzione di una società più giusta. </strong>C’è dunque un diritto del singolo, che va salvaguardato. Ma c’è anche una più ampia logica di giustizia di cui non si possono dimenticare le profonde e indiscutibili ragioni”.</em> <strong>Luigi Ciotti</strong></p>
<p>Una <strong>richiesta va allo Stato</strong>: la precisa applicazione di LEGGI a GARANTIRE tutele e per quanto sta accadendo in questi giorni, lasciare inciso nella nostra storia,  la parola GIUSTIZIA da abbinare ad  una COSA VERA che non ci faccia pensare mai più a <em><strong>‘COSA NOSTRA’</strong></em>…</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/06/06/non-mi-faccio-capaci/">Non mi faccio &#8220;Capaci&#8221;&#8230;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/06/06/non-mi-faccio-capaci/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Associazione 21 luglio e Naga presentano un esposto contro Mario Giordano e Maurizio Belpietro per un articolo riferito ai rom. L’Ordine dei Giornalisti sanziona entrambi con la censura.</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/06/01/associazione-21-luglio-e-naga-presentano-un-esposto-contro-mario-giordano-e-maurizio-belpietro-per-un-articolo-riferito-ai-rom-lordine-dei-giornalisti-sanziona-entrambi-con-la-censura/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/06/01/associazione-21-luglio-e-naga-presentano-un-esposto-contro-mario-giordano-e-maurizio-belpietro-per-un-articolo-riferito-ai-rom-lordine-dei-giornalisti-sanziona-entrambi-con-la-censura/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 07:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[avvocati]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[civile]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[crimine]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[etnia]]></category>
		<category><![CDATA[facoltà]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[insulti]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[Naga]]></category>
		<category><![CDATA[ordine]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[sgomberi]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sociologia]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
		<category><![CDATA[verità Boldrini]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[xenofobia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=6062</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio di Disciplina Territoriale dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, riunito nella seduta del 18 aprile 2016 in riferimento alla posizione del direttore di “Libero” Maurizio Belpietro e del giornalista Mario Giordano, ha sanzionato&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/06/01/associazione-21-luglio-e-naga-presentano-un-esposto-contro-mario-giordano-e-maurizio-belpietro-per-un-articolo-riferito-ai-rom-lordine-dei-giornalisti-sanziona-entrambi-con-la-censura/">Associazione 21 luglio e Naga presentano un esposto contro Mario Giordano e Maurizio Belpietro per un articolo riferito ai rom. L’Ordine dei Giornalisti sanziona entrambi con la censura.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5540" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5540" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="popolo-rom" width="700" height="525" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><br />
<b></b></p>
<div>
<p>Il Consiglio di Disciplina Territoriale dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, riunito nella seduta del 18 aprile 2016 in riferimento alla posizione del direttore di “Libero” <b>Maurizio Belpietro</b> e del giornalista <b>Mario Giordano</b>, ha sanzionato entrambi con la <b>censura</b>, misura disciplinare utilizzata quando un giornalista si rende autore di abusi o mancanze di grave entità.</p>
<p>Nel dicembre scorso <b>Associazione 21 luglio</b> e <b><a title="Naga" href="http://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od=11287eca62f386&amp;repDgs=11ef547ad49a007e&amp;linkDgs=11ef547ad499f6fd&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://zc1.maillist-manage.com/click.zc?od%3D11287eca62f386%26repDgs%3D11ef547ad49a007e%26linkDgs%3D11ef547ad499f6fd&amp;source=gmail&amp;ust=1464853866739000&amp;usg=AFQjCNHb0ttfBp7FiL2gVSytSwkoGm8NeQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">Naga</a></b> avevano presentato un esposto avente per oggetto l’articolo a firma di Mario Giordano dal titolo “<b>Ci teniamo i killer rom, premiamo i ladri</b>”, apparso sul quotidiano “Libero”, l’8 novembre 2015. Nel corpo dell’articolo l’autore, riportando un evento criminoso scriveva: «<i>massacrate da due rom</i>» per poi aggiungere: «<i>Facciamoci massacrare. Facciamoci ammazzare. Aspettiamo che tocchi a noi. Aspettiamo il nostro turno. Aspettiamo una sera che l’orrore bussa alla porta della nostra casa travestita da rom. Mi raccomando dite rom (…) e non zingari che altrimenti la Boldrini s’indigna. Anche quando vi stanno uccidendo a suon di botte, mentre vi frantumano i denti e le mascelle, mentre vi mandano al creatore per portarvi via la miseria accumulata nel salvadanaio con una vita di sacrifici, ricordatevelo bene: si dice rom</i>».</p>
<p>Nell’esposto, presentato all’<b>Ordine dei Giornalisti della Lombardia</b>, le organizzazioni avevano denunciato l’intento xenofobo dell’articolo nel quale, partendo da un fatto di cronaca nera, si tendeva a criminalizzare un’intera etnia. Si faceva inoltre presente come solo sul quotidiano diretto da Maurizio Belpietro gli autori del reato venivano definiti come “rom”, mentre nelle altre testate che avevano trattato lo stesso episodio, non si era scritto che gli autori del reato appartenessero a tale etnia.</p>
<p>La diffusione di tali articoli – si legge nell’esposto &#8211; «ancor più non suffragati da dati certi e inequivocabili, trasmette un’immagine stereotipata e criminosa di un intero gruppo di persone senza distinzioni di sorta ed è lesiva della dignità delle persone rom». Nel testo le organizzazioni avevano fatto riferimento alla giurisprudenza della <b>Corte di Cassazione</b> che aveva disposto le tre condizioni in presenza delle quali il diritto di stampa è da ritenersi legittimo: l’utilità sociale dell’informazione, la verità, la forma civile dell’esposizione dei fatti e della loro valutazione. Proprio su quest’ultimo punto la Corte di Cassazione aveva stabilito che «la forma della critica non è civile, non soltanto quando è eccedente rispetto allo scopo informativo da conseguire o difetta di serenità e di obiettività o, comunque, calpesta quel minimo di dignità cui ogni persona ha sempre diritto, ma anche quando non è improntata a leale chiarezza».</p>
<p>Il Consiglio di Disciplina Territoriale dell’Ordine dei Giornalisti, accogliendo pienamente le istanze delle due organizzazioni, nella decisione presa il 20 aprile scorso, ha ravvisato come Mario Giordano abbia elaborato nell’articolo «<b>un pensiero critico che come tale sarebbe del tutto legittimo se non avesse connotazione xenofoba e razzista. Il linguaggio utilizzato molto drammatico, e i toni decisamente forti, enfatizzano ulteriormente la repulsa per quel genere di persone: i rom e gli zingari, gente che vive nel delitto e che non andrebbe tollerata</b>» e, ravvisata la responsabilità del giornalista, ha ritenuto come sanzione adeguata la censura. Anche il direttore del quotidiano “Libero”, per il quale le due organizzazioni avevano chiesto di valutare l’omesso controllo, è stato condannato alla medesima sanzione.</p>
<p>Associazione 21 luglio e Naga esprimono profonda soddisfazione per l’esemplare sanzione che <b>potrebbe rappresentare un precedente importante</b> volto a scoraggiare tra gli addetti all&#8217;informazione linguaggi con forti accenti razzisti e xenofobi.</p>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/06/01/associazione-21-luglio-e-naga-presentano-un-esposto-contro-mario-giordano-e-maurizio-belpietro-per-un-articolo-riferito-ai-rom-lordine-dei-giornalisti-sanziona-entrambi-con-la-censura/">Associazione 21 luglio e Naga presentano un esposto contro Mario Giordano e Maurizio Belpietro per un articolo riferito ai rom. L’Ordine dei Giornalisti sanziona entrambi con la censura.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/06/01/associazione-21-luglio-e-naga-presentano-un-esposto-contro-mario-giordano-e-maurizio-belpietro-per-un-articolo-riferito-ai-rom-lordine-dei-giornalisti-sanziona-entrambi-con-la-censura/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Unioni civili: il dibattito, la società italiana</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/01/24/unioni-civili-il-dibattito-la-societa-italiana/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/01/24/unioni-civili-il-dibattito-la-societa-italiana/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2016 09:22:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[adozione]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[cattolici]]></category>
		<category><![CDATA[child]]></category>
		<category><![CDATA[Cirinnà]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[etero]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[family day]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[Maroni]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[omosessuali]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[unioni civili]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=5137</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Associazione per i Diritti Umani ha chiesto un commento di Alessandra Bernaroli sul disegno di legge sulle unioni civili attualmente al centro del dibattito della politica e della società. Ringraziamo moltissimo Alessandra Bernaroli per&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/01/24/unioni-civili-il-dibattito-la-societa-italiana/">Unioni civili: il dibattito, la società italiana</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/th-14.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5138" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5138" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/th-14.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (14)" width="299" height="212" /></a></p>
<p>L’Associazione per i Diritti Umani ha chiesto un commento di Alessandra Bernaroli sul disegno di legge sulle unioni civili attualmente al centro del dibattito della politica e della società.</p>
<p>Ringraziamo moltissimo Alessandra Bernaroli per la disponibilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Signora Bernaroli, è un piacere riaverla qui dopo più di un anno, quando ancora era incerta la sorte del suo matrimonio eterosessuale, poi divenuto dello stesso sesso dopo il suo percorso di trasformazione da uomo a donna.</p>
<p>Grazie, ho accettato volentieri il vostro invito e penso che anche lo spazio che mi dedicaste allora sia stato utile per vincere la mia battaglia.<br />
Attualmente, dopo la sentenza della Cassazione che nell’aprile 2015 ha deciso sul destino del mio matrimonio precedente la mia transizione, è importante ricordare che esiste in Italia un matrimonio tra due persone dello stesso sesso.</p>
<p>Scusi, forse non abbiamo compreso bene. In questo periodo si discute in Parlamento sulle unioni civili e lei sta dicendo che in realtà in Italia esiste già il matrimonio egualitario?</p>
<p>Sì, potrebbe sembrare assurdo, ma è così!</p>
<p>Provo a spiegare meglio la questione: la sentenza cui ho accennato prima ha stabilito che il nostro matrimonio potrà restare in essere così com’è fino a che in Italia non ci sarà una legge che regolamenti le famiglie composte da persone dello stesso sesso.<br />
Il nostro caso era particolare, certo; non era il caso di una coppia omosessuale, bensì quello di una coppia che inizialmente era eterosessuale e regolarmente sposata, in cui è avvenuto un cambio di sesso di uno dei coniugi senza che sia stato chiesto il divorzio. Quindi il matrimonio era preesistente: ecco la ragione di questa decisione che mi sento di definire storica.</p>
<p>Certo, ricordiamo la sua storia. Se abbiamo compreso bene, quindi, questa legge sulle unioni civili potrebbe in qualche modo “declassare” il suo matrimonio. Eppure non ci pare di aver letto alcun riferimento al suo caso nel pur intenso dibattito di questi ultimi mesi.</p>
<p>Sì, è così. Se fosse approvata la legge in discussione, io rischierei un declassamento, anche se si riaprirebbero i presupposti per una nuova battaglia giuridica. Sinceramente, ne farei volentieri a meno.<br />
Il punto della questione secondo me è un altro, invece, e l’avete giustamente evidenziato. Come mai non si è mai parlato di questo matrimonio dello stesso sesso già esistente?<br />
Davvero non saprei, posso solo formulare delle ipotesi. Non penso sia stata una dimenticanza, anzi; la nostra battaglia ha rappresentato una vera spina nel fianco per i settori più oscurantisti della nostra società e, tra l’altro, vi è l’articolo 7 della proposta Cirinnà specificamente dedicato al mio caso.<br />
Questa proposta è stata presentata quale innovatrice e foriera di un grande progresso. Come sarebbe stato possibile elogiare questa legge a tal punto, se si fosse reso palese, rendendo nota l’esistenza del mio caso, che tale progetto rappresentava invece un regresso rispetto alla più avanzata posizione già esistente nella società italiana?</p>
<p>Quello che dice è interessante, ma non dobbiamo dimenticare che, a parte il caso del suo matrimonio, ad oggi in Italia non è prevista alcuna tutela per le coppie same sex. Non pensa quindi che questa legge possa rappresentare un passo avanti, seppur non il migliore possibile?</p>
<p>Ad oggi l’Italia è oramai l’unico Paese di cultura occidentale privo di tutele per le coppie gay. È facile, in queste condizioni, essere portati a pensare che qualsiasi cosa sia comunque meglio del vuoto normativo, ma forse, pensandoci bene, non è detto che sia così.<br />
Anzitutto l’assenza di leggi lascia il campo libero per le azioni e le rivendicazioni; si può impostare liberamente la strategia. Ad esempio, la strategia giuridica sui matrimoni same sex, intrapresa oramai una decina di anni addietro, ha portato a numerose sentenze che hanno modificato i presupposti della situazione ed hanno fatto si che oggi il Parlamento sia in qualche modo obbligato a discutere (ma non ad approvare) una proposta di legge su questo tema. Per contro in certi Paesi esistono divieti espliciti su questo tema; divieti che non si possono superare facilmente.<br />
L’aspetto peggiore di questa situazione è che ci si muove e si dibatte alla ricerca di improbabili compromessi. Ma io mi chiedo: com’è possibile che si possa anche solo pensare di trattare i diritti civili come se si stesse facendo una trattativa commerciale? La dignità ed il rispetto o ci sono oppure no, non possono darsi per metà.<br />
Questi temi non ammettono compromessi: o si concedono diritti pieni o si sta scrivendo la discriminazione.</p>
<p>Quindi, per ipotesi, se in Italia passasse una proposta minimale, davvero al ribasso, una proposta che offrisse poche tutele e soprattutto una minore dignità alle coppie gay, quali potrebbero essere i vantaggi e gli svantaggi?</p>
<p>Mi risulta difficile parlare di questo senza avere a disposizione un testo di legge preciso e definito che, ad oggi, manca. Occorrerebbe in primis verificare i diritti fiscali, successori, sui figli, sulle adozioni, sul nome, sulla comunione dei beni, sullo status, ecc.<br />
Vantaggi incerti e tutti da dimostrare, quando si pretende di creare ex novo un istituto che sia per forza differente, e non di poco, da quello matrimoniale. Almeno questo pare essere il modo di procedere in cui si sta muovendo la politica.<br />
Gli svantaggi, invece, quelli sì che sarebbero certi. Il peggiore di tutti sarebbe quello di vedere sancita da una legge dello Stato una condizione di “minorità”, di inferiore dignità, scritta nero su bianco in una legge della Repubblica.<br />
Occorre riflettere bene su questo punto: se esistesse una legge di tal fatta, chiunque sarebbe autorizzato a pensare alle persone gay come ad una categoria in qualche modo un po’ inferiore alle persone etero, perlomeno nella vita di coppia. La persona omosessuale sarebbe sì titolare di dignità, ma non di una dignità piena, bensì limitata e di certo inferiore a quella della persona eterosessuale. Tutto ciò sarebbe dimostrato dall’impossibilità di costituire una famiglia a pieno titolo, riconosciuta dallo Stato nella sua forma più alta, quella del matrimonio.<br />
Purtroppo in Italia la discussione ha pretesto di confinare la famiglia LGBTI nei confini dell’articolo 2 della Costituzione, laddove si parla di formazioni sociali.<br />
Questo è un errore molto grave. Il riferimento giusto non può che essere l’articolo 3, laddove si parla di non discriminazione anche in ragione del sesso; in tal modo la nostra Repubblica viene meno al suo dovere di garantire l’eguaglianza, vittima di un condizionamento culturale di matrice religiosa.<br />
È del tutto evidente che questo stato di cose legittimerebbe atteggiamenti omofobi e discriminatori; le persone potrebbero pensare che in fondo, se una persona ha una dignità limitata, si può forse tollerare, ma non addirittura considerare degna dello stesso rispetto.</p>
<p>Non è forse una visione troppo pessimistica la sua? In fondo non i tutti i Paesi di cultura occidentale è già presente il matrimonio egualitario.</p>
<p>Può darsi che io veda troppo nero, ma i Paesi in cui non vi è ancora il matrimonio gay hanno visto le leggi sulle unioni civili approvate molti lustri addietro, in un’epoca diversa, quando il riconoscimento di questi diritti sembrava un’utopia. Alcuni di questi Paesi hanno continuato sulla via del progresso ed hanno approvato i matrimoni same sex, ma altri non hanno ancora intrapreso questa strada. Questo ci fa capire come non ci sia un automatismo ed un’unica direzione nei percorsi, mentre è molto più importante la fase iniziale.<br />
Purtroppo la storia non si muove sempre in direzione del progresso. Oggi partiamo da un dato acquisito che è l’esistenza del matrimonio egualitario in numerosi Paesi ed è a questo che occorre ispirarsi.</p>
<p>Quindi che scenari futuri le paiono più plausibili?</p>
<p>Ho sentito le opinioni di chi pensa di poter partire da un testo sulle unioni civili estendendone poi gli effetti e le capacità di tutela fino a trasformarlo in un matrimonio, seppur con nome diverso, grazie al lavoro delle Corti nazionali ed europee.<br />
Io non sono così certa che si possa facilmente ottenere questo risultato. Riguardo alle Corti europee, spesso hanno dimostrato di non voler forzare troppo la mano ai singoli Paesi, limitandosi ad esercitare più una sorta di “moral suasion” anziché imporre decisioni vincolanti. Le Corti italiane, poi, anche in mancanza di una normativa hanno preferito lasciare prive di tutele le coppie pur di non scavalcare il legislatore; è palese che se ci fosse una norma, seppur non del tutto soddisfacente, avrebbero tutte le giustificazioni per evitare accuratamente di compiere balzi in avanti.<br />
L’esempio della Germania, a cui spesso si fa riferimento, è in questo caso lampante. La normativa sulle unioni civili, pur modificata dopo le precise e numerose indicazioni delle Corti nazionali, non è ancora sovrapponibile al matrimonio.<br />
Trovo davvero assurdo il ragionamento di chi afferma che senza una norma non sarebbe possibile chiedere tutele, mentre con una legge seppur minimale si aprirebbero le porte ai ricorsi. A parte il fatto che, se fosse confermato questo ipocrita approccio delle Corti, non si potrebbe certo fare affidamento sulle stesse in nessun modo, contraddice tale impostazione il recente esempio della Corte Suprema USA, laddove in mancanza di una legge generale ha stabilito che i diritti civili vanno tutelati subito ed appieno, senza attendere gli incerti esiti del Legislatore.</p>
<p>Il rischio, in alternativa, sarebbe però quello di continuare a rimanere senza tutele.</p>
<p>Momentaneamente senza tutele, ma pieni di speranza e di energia positiva utili per pretendere un cambiamento equo, giusto e rispettoso.<br />
Sono convinta che la propria dignità e la propria autostima valgano più di un’elemosina, qual è questa proposta che io considero irricevibile.</p>
<p>Si sente spesso dire che il vero problema sono le adozioni del figlio del partner.</p>
<p>Penso che la questione delle adozioni sia un falso problema.<br />
Sono convinta che sia stato un errore strategico, non so se voluto o meno, inserire esplicitamente questo tema parlando del matrimonio egualitario. Forse si pensava di dare più forza alle adozioni appoggiandole al matrimonio, ma il risultato è stato quello di indebolire entrambe le opzioni con il risultato che ci troviamo ora ad avere una forma di unioni civili al ribasso e la stepchild adoption (che non è un’adozione piena) con ipotesi di ulteriori peggioramenti verso strambe ipotesi di affidi rafforzati.<br />
A mio avviso non è stata una buona idea, anzi piuttosto egoistica, quella di tenere il matrimonio in ostaggio delle adozioni, senza peraltro avvedersi che si stanno creando “figli di un dio minore”, con meno diritti di chi accede all’adozione piena. Si sono messe davanti a tutto singole questioni di vita quotidiana familiare, svendendo i principi. La dignità in cambio di trenta denari.<br />
A ben pensare si rappresenta come innovativa una proposta che riporta indietro gli orologi a quando vi era distinzione tra figli legittimi e naturali.<br />
I temi sono distinti e andrebbero trattati in modo distinto. Le adozioni hanno già una loro specifica disciplina e li occorrerebbe lavorare, sempre nell’ottica di tutela del minore.<br />
Per inciso, parlando di figli e di adozioni, si palesano molteplici esigenze.<br />
Si potrebbe anzitutto analizzare la questione in termini di pretesa della filiazione come diritto soggettivo costitutivo della famiglia (di una delle tante modalità in cui si può determinare la famiglia); non so se questo punto di vista possa essere criticato in quanto foriero di replicare la famiglia eterosessuale, però merita senz’altro un’analisi.<br />
Vi può anche essere il desiderio del singolo ad avere un figlio, sia per dare continuità alla sua genealogia, sia a volte in un malinteso senso di “clonazione”, quasi un anelito di immortalità.<br />
Sono tutti temi interessanti e da analizzare, temi che però ci portano lontano dal matrimonio, fino a strade inesplorate che riguardano il futuro della società, a come si faranno i bambini e di chi saranno figli. Nuove forme e tecnologie di fecondità e di nascita, nuove modalità di interazione e crescita dei figli che disegneranno il futuro della società.<br />
Temi forse troppo complessi per una modesta proposta sulle unioni civili. Temi che intersecano altre discipline, dalle adozioni alla procreazione assistita.</p>
<p>Proprio sul tema della maternità surrogata si è levato un ampio dissenso trasversale.</p>
<p>Sì, senz’altro questo tema è stato cavalcato in modo strumentale.<br />
In Italia esiste già il divieto di ricorrere alla maternità surrogata. È pur vero che è un divieto facilmente aggirabile andando all’estero in Paesi dove questa pratica è legale. Questa è solo una delle tante questioni che ogni giorno ci propone la globalizzazione e l’apertura delle frontiere.<br />
Resta il fatto che quando il bambino nasce, siamo di fronte ad una nuova realtà che merita piena tutela. Diversa sarebbe la posizione dei genitori e lì si potrebbero prevedere forme di disincentivo e sanzioni. È chiaro che in questa prospettiva la questione si trasformerebbe in un boomerang per le coppie gay desiderose di avere figli.<br />
In aggiunta vale dire che questo fenomeno merita un approfondimento serio, perché coinvolge il corpo e la libertà delle donne. Occorre far sì che sia sempre tutelata la libertà di scelta di chi decide di donare il proprio corpo; servono forme di garanzia non solo per evitare situazioni di vero e proprio sfruttamento e riduzione in schiavitù, ma occorre anche essere certi che la donna non sia spinta da considerazioni puramente economiche.<br />
Si potrebbe pensare pertanto a forme di co-responsabilizzazione della madre surrogata, fors’anche studiate a livello internazionale, in modo da limitare l’offerta di tale pratica solo a chi veramente desidera farlo per spirito altruistico.</p>
<p>Quindi, secondo lei, sul tavolo della discussione dovrebbe rimanere semplicemente il tema delle unioni civili privato del riferimento alla cosiddetta “stepchild adoption”, essendo escluso il matrimonio per problemi di costituzionalità?</p>
<p>Sì, come detto in questa prima fase io avrei tralasciato il tema dei figli, atteso che le coppie esistenti possono già trovare una buona tutela presso le Corti ordinarie.<br />
Riguardo ai presunti problemi di costituzionalità, anche qui penso si tratti di un falso problema.<br />
In realtà sarebbe ben possibile per il Parlamento modificare il codice civile e, se proprio si ritenesse (ma non se ne vede la necessità), anche la Costituzione.<br />
La verità è che manca la volontà politica di fare questo passo e si sta semplicemente cercando di dare un contentino risicato da poter poi spendere politicamente; al contempo l’obiettivo è rispondere ai pur blandi rilievi della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo offrendo davvero il “minimo sindacale”.</p>
<p>Come giudica il dibattito che si è sviluppato su questa questione?</p>
<p>Il dibattito è stato davvero intenso ed ha offerto spunti interessanti. Di sicuro non si era mai arrivati a tal punto nella società italiana e spero di aver potuto offrire anch’io un piccolo contributo positivo.<br />
Questa tensione mediatica ha però messo in luce tutti i limiti ed i difetti della politica e della società italiana.<br />
Quello che si è visto è stata davvero la manifestazione di un enorme regresso culturale e, penso, anche morale. Si è manifestata l’assenza di contenuti positivi, di spirito critico, di capacità di analisi e confronto.<br />
Si è reso palese l’arroccamento su posizioni ideologiche, forse neppure interiormente del tutto condivise, magari al solo fine di trarne un piccolo beneficio in campo politico. Più che un sano conservatorismo, una politica della propria poltrona, insomma.<br />
In questo sfacelo mi è sembrato di poter cogliere gli effetti di un certo tipo di multiculturalismo. Questo termine spesso evoca scontri tra culture inconciliabili del Nord e del Sud del mondo; qui invece vediamo lo scontro tra una morale cattolica, paladina dell’obiezione di coscienza, ed una cultura laica e razionale, aperta al confronto. In mezzo c’è purtroppo anche la posizione di chi, indifferente agli interessi della società, segue la convenienza.<br />
Mi pare di poter affermare che abbiamo la prova dell’inconciliabilità degli approcci; il tutto viene purtroppo complicato dal pragmatico ed amorale atteggiamento dell’opportunismo politico. Manca una visione inclusiva orientata alla tutela delle minoranze.</p>
<p>Come si potrebbe uscire da questo stallo? Quale sarà il destino di questa proposta?</p>
<p>Davvero non lo so, ma non sono soddisfatta.<br />
Sinceramente spero che la legge non venga approvata, perché fino a che non sarà riconosciuta pari dignità in ragione del sesso, come dice l’articolo 3 della nostra Costituzione, vorrà dire che in Italia vi è ancora discriminazione, una discriminazione che trova appigli e giustificazione nella religione.<br />
Solo il matrimonio egualitario è la soluzione giusta.<br />
Guardando al modo di agire della politica, mi sono convinta che su certe questioni occorrerebbe davvero un giudizio superiore di razionalità. Le proposte dovrebbero passare un vaglio di consistenza logica e le obiezioni e le modifiche dovrebbero essere motivate e valutate razionalmente. Solo così si potrebbero evitare compromessi mossi da pregiudizi e corruzione.</p>
<p>Non per insistere, ma in coscienza ci può confermare che la sua contrarietà a questa proposta non sia motivata dal fatto che lei e sua moglie siete le uniche persone in Italia che subirebbero una “diminutio” di diritti a seguito dell’approvazione di questa legge? Può garantire che la sua contrarietà non sia motivata da un calcolo personale?</p>
<p>In tutta sincerità, è logico che non mi possa piacere questa proposta perché vedrei svanire il mio matrimonio dopo anni di vittoriose battaglie; mi pare però di aver dimostrato di non temere di affrontare battaglie di civiltà senza guardare all’interesse personale.<br />
È vero che io lotto in primis per il mio matrimonio, come ho sempre fatto, ma la mia critica, come ho cercato di spiegare, non è motivata da ragioni personali (per me, in fondo, è sempre aperta la via dei tribunali italiani ed europei), bensì dalla consapevolezza che una norma come quella oggi sul tavolo può portare solo ad un arretramento di quella che è la collocazione delle persone LGBTI nell’ambito della società civile.<br />
Come detto, il mio unico timore è quello di veder bruciare le speranze future di riscatto a causa dell’insipienza e della vanità di pochi.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/01/24/unioni-civili-il-dibattito-la-societa-italiana/">Unioni civili: il dibattito, la società italiana</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/01/24/unioni-civili-il-dibattito-la-societa-italiana/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo Stato indifferente: la Corte Europea ha riconosciuto all’Italia una grave violazione del diritto alla tutela della vita privata e familiare dei propri cittadini</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2015/08/05/lo-stato-indifferente-la-corte-europea/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2015/08/05/lo-stato-indifferente-la-corte-europea/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2015 04:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[avvocati]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[omosessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Rodotà]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
		<category><![CDATA[Strasburgo]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[unioni civili]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2015/08/05/lo-stato-indifferente-la-corte-europea/</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Stefano Rodotà (da La Repubblica 22.07.2015) La decisione della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo sui diritti da riconoscere alle unioni tra persone dello stesso sesso, che già suscita polemiche, era prevedibile per chi&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/08/05/lo-stato-indifferente-la-corte-europea/">Lo Stato indifferente: la Corte Europea ha riconosciuto all’Italia una grave violazione del diritto alla tutela della vita privata e familiare dei propri cittadini</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
di<br />
Stefano Rodotà  (da<br />
La Repubblica 22.07.2015)</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
decisione della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo sui diritti da<br />
riconoscere alle unioni tra persone dello stesso sesso, che già<br />
suscita polemiche, era prevedibile per chi conosce la giurisprudenza<br />
di quella Corte, la sua evoluzione, le novità introdotte proprio in<br />
questa materia anche dalla Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione<br />
europea.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Interviene<br />
in un momento in cui la discussione si è fatta sempre più accesa<br />
dopo l&#8217;annuncio del Presidente del Consiglio di arrivare prima delle<br />
ferie parlamentari all&#8217;approvazione, almeno da parte di una delle<br />
Camere, cli una legge in materia. Siamo di fronte ad un invito<br />
esplicito al legislatore italiano, con indicazioni importanti e che<br />
non possono essere trascurate. I giudici di Strasburgo hanno<br />
esplicitamente ricordato le loro precedenti decisioni sul<br />
riconoscimento delle unioni civili, sì che nessun potrà dirsi colto<br />
cli sorpresa o invocare la necessità di un adeguato tempo di<br />
riflessione. Su questo punto la sentenza è chiarissima.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
I<br />
silenzi del Governo, la totale disattenzione di fronte agli espliciti<br />
inviti rivolti nel 2010 dalla Corte costituzionale e nel 2012 dalla<br />
Corte di Cassazione, l&#8217;assoluta inazione del Parlamento hanno<br />
determinato una grave violazione del diritto alla tutela della vita<br />
privata e familiare, riconosciuto dall&#8217;articolo 8 della Convenzione<br />
europea dei diritti dell&#8217;uomo. E qui le parole dei giudici cli<br />
Strasburgo si fanno sferzanti. L&#8217;assoluto disinteresse di Governo e<br />
Parlamento per il gran lavoro fatto dalla magistratura italiana ha<br />
finito con il rappresentare una sua inammissibile delegittimazione,<br />
compromettendo il rispetto e l&#8217;effettività delle decisioni<br />
giudiziarie (a proposito: la somma indifferenza di Governo e<br />
Parlamento per l&#8217;elezione di tre giudici della Corte costituzionale<br />
non è forse già diventata una forma di delegittimazione di questa<br />
fondamentale e scomoda istituzione di garanzia?).
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
decisione della Corte non può essere facilmente aggirata, ed è bene<br />
ricordare che essa è stata presa all&#8217;unanimità. Si dice e si<br />
ribadisce che siamo di fronte a diritti dal cui effettivo<br />
riconoscimento dipendono l&#8217;identità, la dignità sociale, la vita<br />
stessa delle persone. In questi casi, la Corte lo sottolinea più<br />
volte, il margine di discrezionalità del legislatore è ristretto.<br />
Alle unioni stabili tra persone dello stesso sesso deve essere<br />
assicurato un riconoscimento effettivo attraverso una &#8220;solenne<br />
istituzione giuridica&#8221;, unioni civili riconosciute o<br />
partnerships registrate, che le sottraggano alla casualità e alla<br />
inaffidabilità che caratterizzano oggi la situazione italiana.<br />
L&#8217;esistenza non può essere affidata all&#8217;incertezza o a semplici<br />
patti privati o a regole limitate agli aspetti patrimoniali del<br />
rapporto. Siamo di fronte ad un &#8220;dovere positivo&#8221;, che lo<br />
Stato deve integralmente rispettare, soprattutto perché solo così<br />
può essere cancellata una inammissibile discriminazione, fondata<br />
com&#8217;è solo sull&#8217;orientamento sessuale.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nelle<br />
argomentazioni dei giudici di Strasburgo si coglie una particolare<br />
attenzione per lo scarto crescente, e sempre più evidente, tra<br />
dinamiche della realtà sociale e immobilità del diritto. La Corte<br />
mette in evidenza che la maggioranza dei paesi aderenti al Consiglio<br />
d&#8217;Europa, 23 su 47, hanno già disciplinato in forme adeguate unioni<br />
tra le persone dello stesso segno, segno di una tendenza da<br />
considerare ormai irreversibile. Così l&#8217;inaccettabilità della<br />
situazione italiana diviene particolarmente evidente, il suo<br />
protrarsi nel tempo è giudicato inammissibile, e questo spiega anche<br />
la ragione per la quale alle coppie ricorrenti è stato riconosciuto<br />
il diritto ad un risarcimento del danno che dovrà essere pagato<br />
dallo Stato italiano. Nella sentenza viene anche citato un sondaggio<br />
dal quale risulta che la maggioranza degli italiani è favorevole ad<br />
una legge che riconosca le unioni tra persone dello stesso sesso.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ma i<br />
tempi non sono propizi né alle discussioni ragionate, né alla<br />
consapevolezza della centralità del riconoscimento dei diritti<br />
fondamentali. Già si sono manifestate reazioni scomposte, con<br />
insolenze nei confronti dei giudici di Strasburgo che dimostrano ir<br />
assenza di una cultura delle garanzie. Non consideriamole<br />
manifestazioni folkloristiche, come troppe volte si è fatto in<br />
passato, favorendo così la regressione culturale e politica. Ma più<br />
preoccupanti devono essere considerati i tentativi di svuotare<br />
dall&#8217;interno la riforma in discussione al Senato, nei quali si<br />
riflette anche una rinnovata pretesa di valutare le leggi in primo<br />
luogo secondo la morale cattolica, e non alla luce dei diritti delle<br />
persone. La buona politica, se c&#8217;è ancora, può trovare in questa<br />
sentenza di Strasburgo un forte sostegno. Il passo avanti, che la<br />
sentenza impone, è significativo. Ma non è destinato a chiudere<br />
definitivamente la questione.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dal<br />
mondo LGBT viene sempre più perentoria la richiesta di un<br />
riconoscimento anche alle coppie di persone dello stesso sesso del<br />
diritto a contrarre matrimonio. Di questo bisognerà discutere,<br />
soprattutto dopo la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti<br />
che ha imboccato decisamente questa strada. La Corte di Strasburgo ci<br />
ha ricordato che qui la discrezionalità del legislatore nazionale è<br />
più larga, perché solo 9 nazioni su 47 hanno accettato questa<br />
linea. Ma si può prevedere che questi numeri cambieranno presto, sì<br />
che le corti dovranno prendere atto della crescita di questo<br />
consenso.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E ai<br />
nostrani polemisti bisognerà pur ricordare che l&#8217;Italia ha firmato,<br />
e il Parlamento ha votato, la Carta dei diritti fondamentali<br />
dell&#8217;Unione europea, il cui articolo 9 ha cancellato il requisito<br />
della diversità di sesso per tutte le forme giuridiche di<br />
costruzione di una famiglia.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/08/05/lo-stato-indifferente-la-corte-europea/">Lo Stato indifferente: la Corte Europea ha riconosciuto all’Italia una grave violazione del diritto alla tutela della vita privata e familiare dei propri cittadini</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2015/08/05/lo-stato-indifferente-la-corte-europea/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Servizio civile aperto anche agli stranieri</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2015/07/13/il-servizio-civile-aperto-anche-agli/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2015/07/13/il-servizio-civile-aperto-anche-agli/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2015 04:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[decreto]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[servizio civile]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
		<category><![CDATA[uguaglianza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2015/07/13/il-servizio-civile-aperto-anche-agli/</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Corte Costituzionale italiana nella giornata del 25 giugno si è espressa dichiarando illegittimo l’art. 3 comma 1 del decreto legislativo del 2002 in materia di servizio civile con cui si limitava l&#8217;accesso al&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/07/13/il-servizio-civile-aperto-anche-agli/">Il Servizio civile aperto anche agli stranieri</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
La<br />
<strong>Corte Costituzionale</strong><br />
italiana nella giornata del <strong>25<br />
giugno</strong> si è espressa<br />
dichiarando illegittimo l’<strong>art.<br />
3 comma 1</strong> del decreto<br />
legislativo del 2002 in materia di servizio civile con cui si<br />
limitava l&#8217;accesso al servizio ai soli cittadini italiani.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
La<br />
vicenda a favore dell’inclusione dei giovani stranieri residenti in<br />
Italia aveva preso avvio oltre tre anni fa quando un giovane<br />
pakistano si era visto rifiutare la partecipazione al servizio civile<br />
per mancanza del requisito della cittadinanza italiana. Sollevata la<br />
questione di fronte al Tribunale di Milano e alla Corte d’Appello<br />
di Milano, il giudizio è poi proseguito e la Corte di Cassazione, a<br />
Sezioni Unite, ha posto la questione di costituzionalità della norma<br />
per contrasto con il principio di uguaglianza.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
Dopo<br />
la recente <strong>sentenza<br />
119/15</strong>, con cui la<br />
Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del <strong>decreto<br />
legislativo 77/02</strong><br />
(articolo 3, comma 1), tutti i giovani stranieri regolarmente<br />
soggiornanti hanno diritto di accedere alle selezioni per il servizio<br />
civile. Nel testo si legge: &#8220;L’esclusione dei cittadini<br />
stranieri dalla possibilità di prestare il servizio civile<br />
nazionale, impedendo loro di concorrere a realizzare progetti di<br />
utilità sociale e, di conseguenza, di sviluppare il valore del<br />
servizio a favore del bene comune, comporta dunque un’ingiustificata<br />
limitazione al pieno sviluppo della persona e all’integrazione<br />
nella comunità di accoglienza&#8221;.</div>
<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/07/13/il-servizio-civile-aperto-anche-agli/">Il Servizio civile aperto anche agli stranieri</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2015/07/13/il-servizio-civile-aperto-anche-agli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Cassazione, i figli per le coppie omosessuali e i diritti dei minori</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/01/12/la-cassazione-i-figli-per-le-coppie/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2013/01/12/la-cassazione-i-figli-per-le-coppie/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2013 07:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[coppie omosessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Corte d'Appello]]></category>
		<category><![CDATA[diritto dei minori]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[immigrato]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[musulmano]]></category>
		<category><![CDATA[omossessualità]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2013/01/12/la-cassazione-i-figli-per-le-coppie/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Forse a molti la notizia non sarà gradita. La questione, in Italia, è ancora controversa. Ma ieri la Cassazione ha accordato la possibilità, alle coppie omosessuali, di crescere i figli purchè non sia rischioso&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/01/12/la-cassazione-i-figli-per-le-coppie/">La Cassazione, i figli per le coppie omosessuali e i diritti dei minori</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
Forse a molti la notizia non sarà gradita. La questione, in Italia, è ancora controversa. Ma ieri la Cassazione ha accordato la possibilità, alle coppie omosessuali, di crescere i figli purchè non sia rischioso per lo sviluppo del minore.<br />
I giudici hanno respinto il ricorso di un immigrato musulmano che, a Brescia, voleva contestare la decisione con la quale la Corte d&#8217;Appello &#8211; il 26 luglio 2011 &#8211; aveva affidato il figlio minore alla sua ex compagna, ora convivente con un&#8217;altra donna. Secondo l&#8217;uomo, era dannoso che il minore fosse educato in un contesto omosessuale, considerando anche che la fede islamica non ammette l&#8217;omosessualità.<br />
La Corte d&#8217;Appello aveva ricordato all&#8217;immigrato di essersi comportato in maniera violenta nei confronti dell&#8217;ex convivente e di essersi sottratto agli incontri protetti con il figlio, dimostrando di non voler recuperare le funzioni genitoriali.&nbsp;<br />
Ma la decisione più importante riguarda, come detto all&#8217;inizio, la possibilità per le coppie omosessuali di crescere un figlio. La Cassazione ha dichiarato che chi contesta questa possibilità &#8220;senza certezze scientifiche dà per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto familiare&#8221;. Viene, perciò, abbattuto il pregiudizio che sia dannoso per l&#8217;equilibrio del minore il fatto di &#8220;vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale&#8221;.</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/01/12/la-cassazione-i-figli-per-le-coppie/">La Cassazione, i figli per le coppie omosessuali e i diritti dei minori</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2013/01/12/la-cassazione-i-figli-per-le-coppie/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
