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	<title>cattolici Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Brasile: con Bolsonaro si prospetta un futuro funesto per popolazioni indigene</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 08:10:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;associazione per i diritti umani cattolica CIMI pubblica nuovi dati spaventosi (Prima della conferma di Bolsonaro Presidente) Per le popolazioni indigene del Brasile il 12 ottobre, giorno in cui in tutte le Americhe si celebra&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;associazione per i diritti umani cattolica CIMI pubblica nuovi dati<br />
spaventosi</p>
<p><em>(Prima della conferma di Bolsonaro Presidente)</em></p>
<p>Per le popolazioni indigene del Brasile il 12 ottobre, giorno in cui in tutte le Americhe si celebra l&#8217;arrivo di Cristoforo Colombo nel continente, è un giorno di lutto. In occasione della Giornata di Colombo e in vista del ballottaggio per le presidenziali in Brasile che vedono favorito il candidato del partito nazional-conservatore PSL (Partito<br />
Social-Liberale) Jair Bolsonaro, l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati<br />
(APM) vuole ricordare la situazione in cui versano i circa 305 popoli indigeni del paese sudamericano. Gli attacchi razzisti di Bolsonaro contro le minoranze del paese istigano alla discriminazione ed emarginazione della popolazione povera e indigena del Brasile. Le<br />
violazioni dei diritti territoriali degli indigeni brasiliani sono in aumento e non vi è alcun intervento dello stato per fermare e perseguire lo sfruttamento illegale delle risorse minerarie o il disboscamento illegale. I procedimenti per il riconoscimento dei territori<br />
tradizionali sono bloccati tant&#8217;è che durante il governo dell&#8217;attuale presidente Michel Temer nessun procedimento di riconoscimento è stato portato a termine.</p>
<p>La lobby agraria che si batte per gli interessi dei latifondisti e per un&#8217;agricoltura industriale è in crescita e guadagna sempre più consensi tra il ceto medio-alto. A farne le spese sono in primo luogo le comunità indigene i cui territori sono da tempo nel mirino dell&#8217;élite economica del paese per un loro sfruttamento economico. Ora le comunità indigene<br />
temono che la probabile vittoria di Bolsonaro, convinto sostenitore della lobby agraria, comporterà nuovi espropri e dislocamenti forzati delle loro comunità.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/6283818.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11618" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/6283818.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1000" height="541" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/6283818.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/6283818-300x162.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/6283818-768x415.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>I dati relativi al 2017 appena pubblicati dall&#8217;organizzazione per i diritti umani cattolica CIMI riportano un quadro spaventoso della situazione dei popoli indigeni in Brasile. Secondo questi dati, nel 2017 ci sono stati 128 casi di suicidio tra gli Indigeni, 110 persone sono state assassinate e 14 rappresentanti indigeni devono fare i conti con<br />
ripetute minacce di morte. La mancanza di assistenza sanitaria ha causato la morte di 702 bambini sotto i cinque anni.</p>
<p>Il candidato del PSL Jair Bolsonaro è stato il vincitore del primo turno delle elezioni presidenziali brasiliane e vista la percentuale di voti ottenuti ha buone probabilità di vincere il ballottaggio. Oltre a sostenere la lobby agraria, Bolsonaro è anche sostenitore della lobby delle armi e si è espresso in modo positivo sulla dittatura militare che<br />
dal 1962 al 1985 ha governato il paese. Bolsonaro sostiene la necessità di un governo autoritario, propone un ex-generale come suo vicepresidente e intende ricoprire importanti cariche del paese con altri esponenti militari. I suoi elettori sono perlopiù benestanti e<br />
bianchi. Bolsonaro trova consensi soprattutto tra i membri ultra-conservatori delle chiese evangeliche e pentecostali che costituiscono all&#8217;incirca il 20% della popolazione. Evidentemente le esternazioni razziste, omofobe e sessiste di Bolsonaro non costituiscono alcuna contraddizione con il messaggio di tolleranza insito nel<br />
cristianesimo. Al contrario, secondo la visione dei sostenitori di Bolsonaro le persone povere e socialmente svantaggiate sono tali per i peccati commessi. La povertà è allora una punizione di Dio dalla quale potranno redimersi solamente conducendo una vita virtuosa.</p>
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		<title>La legge sull’aborto è del 1978: a distanza di quasi quarant’anni dobbiamo riparlarne perché mancano ancora i diritti civili</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 08:35:39 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/untitled-1139.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9826" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/untitled-1139.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="299" height="168" /></a></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Valentina Tatti Tonni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La legge che regola insieme la tutela sociale della maternità con l’interruzione volontaria di gravidanza è regolata nel 1978 dalla legge numero 194 che ha in sé ventidue articoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY">I consultori o le strutture socio-sanitarie come gli ospedali, sono tenute a consigliare e supportare tutte quelle donne che vi si rivolgono, ma spesso non è così. Ogni donna ha dei diritti e il medico dovrebbe garantirne la loro attuazione, indipendentemente dalla propria ragione etica e morale. La presente legge riconosce alla donna la possibilità di abortire nell’articolo 4. “Entro i primi novanta giorni, la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito”.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>La storia che portò alla 194</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Quella legge non fu immediata, ma fu il risultato di grandi mobilitazioni di piazza che vedeva schierarsi da una parte il Partito Radicale con i democratici e le femministe a favore, dall’altra l’ala conservatrice e cattolica contraria. Non fu neanche un dibattito sereno, perché infatti la contesa durò vari anni prima che ci fosse un testo da presentare e firmare in Parlamento (e che i Radicali, infine, non promossero). Prima dell’approvazione della legge 194, l’aborto era disciplinato dal codice penale. Erano previste limitazioni alla libertà personale, quindi con ricorso a detenzione in carcere, sia per chi procurava un aborto su una donna consenziente sia che lei non lo fosse e sia che fosse lei stessa a procurarselo, come accaduto in molti casi nefasti. Inasprite le pene per procurata morte e diminuite se invece si cercava di salvare l’onore proprio o del congiunto. La legge allora abrogò questi articoli e ne destituì il reato.</p>
<p align="JUSTIFY">Tre anni prima, nel 1975, i riflettori erano puntati tutti sul dibattito, soprattutto dopo l’arresto di tre esponenti chiave. L’allora segretario del Partito Radicale Gianfranco Spadaccia, la segretaria del Centro di Informazione sulla Sterilizzazione e sull’Aborto (CISA) Adele Faccio e la militante radicale Emma Bonino, per aver praticato l’aborto ed essersi, senza alcun latitare, autodenunciati alla polizia.</p>
<p align="JUSTIFY">L’Italia in quel periodo stava affrontando oltreché gli anni di piombo con le vicende stragiste del terrorismo, anche mobilitazioni sociali importanti come lo era stata la legge sul divorzio, supportata da correnti sempre più vicine alla gente come il femminismo. Quel movimento di scoperta e conoscenza dell’essere donna, in lotta contro quel secondo sesso di cui aveva scritto Simone De Beauvoir, un’Altra minore e senza opportunità di fianco all’oramai stanco stereotipo dell’uomo vero. La rivoluzione culturale e sessuale dunque era in atto e la campagna abortista continuò, nonostante i dubbi sollevati dai più conservatori che tanto amaramente avevano già dovuto accettare e deliberare sul divorzio qualche anno prima.</p>
<p align="JUSTIFY">Iniziativa molto importante resa possibile dalla CISA fu quella di contrastare anche l’aborto clandestino istituendo i primi consultori in Italia (a Firenze nel ’75 ne fu inserito uno all’interno del partito) e mettendo a disposizione di chi ne avesse necessità dei voli charter verso Paesi come Inghilterra e Olanda che lo praticavano, grazie alle convenzioni ottenute con prezzi contenuti e interventi medici più accurati. Nel febbraio dello stesso anno Marco Pannella insieme all’allora direttore della rivista L’Espresso Livio Zanetti presentarono alla Corte di Cassazione richiesta di referendum abrogativo di quegli articoli del codice penale che ritenevano l’aborto un reato, iniziando così la raccolta delle firme necessarie. Ne arrivarono settecentomila, forti anche di una sentenza della Corte Costituzionale di ritenere possibile la pratica dell’aborto “per motivi molto gravi”, aggirando così gli invalicabili limiti morali.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/th-193.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9827" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/th-193.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="302" height="206" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/th-193.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 302w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/th-193-300x205.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 302px) 100vw, 302px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Difatti, una legge che non regola</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">La legge sull’aborto dovrebbe rientrare nel diritto alla salute della donna garantito dalla Carta Sociale Europea, riveduta rispetto a quella iniziale del 1965 ed entrata in vigore lo stesso anno in cui anche il nostro paese l’ha recepita nel suo ordinamento interno, ossia nel 1999. Linearità di obiettivi che evidentemente non ha suscitato la stessa accettazione nell’opinione pubblica quanto nel personale medico. Infatti, i dati al 2016 mostravano l’aumento dei cosiddetti obiettori di coscienza che rifiutavano, salvo casi indispensabili per cui non ci si poteva tirare indietro per salvare la vita umana, di praticare l’aborto per ragioni o credenze proprie. Lo Stato non potendo obbligare l’obiettore a praticarlo, dovrà rimediare procurando alla struttura nuovo personale disposto a farlo, tramutando la pratica in qualcosa di eccezionale, quasi estorto.</p>
<p align="JUSTIFY">Gli obiettori di coscienza, per quanto vadano contro la legge fisica di uno Stato di diritto, ne sono immuni poiché obbediscono ad un’altra legge, talvolta spirituale, alla quale sottoscrivono l’anima. Nella credenza totale di stare tutelando prima la vita umana anziché lo Stato, si ritengono nel giusto, anche se negano il presupposto della scelta alla persona che sono convinti di tutelare. E’ infatti la presente legge numero 194 che li esonera senza colpa, facendone così proliferare in massa: in Italia in alcune regioni come Molise o Basilicata, è quasi impossibile, secondo i dati del 2016, praticare l’aborto. Oltre ai singoli obiettori esistono anche associazioni che promuovono la credenza in favore della vita umana, ritenendo che l’aborto significhi omicidio. Una di queste è la Pro Life, una Onlus che “opera in difesa dei bambini, della vita dal concepimento alla morte naturale, che sostiene la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna” come si legge nel loro sito. Accanto alla Pro Life, troviamo la cosiddetta Pro Choice, quella persona o associazione che al contrario è ed era dichiaratamente a favore dell’aborto.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/untitled-1138.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9828" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/untitled-1138.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="352" height="176" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/untitled-1138.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 352w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/untitled-1138-300x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 352px) 100vw, 352px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Ultimi episodi di cronaca: Don Pieri, Emma Bonino e il Concilio Vaticano del ‘65</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Negli anni sono nate moltissime associazioni contrarie, ma è la Pro Life che, in seguito all’aspro botta e risposta avvenuto nelle ultime settimane tra la radicale Emma Bonino e il prete bolognese don Pieri, ad aver affisso in molte zone di Roma manifesti raffiguranti una pinza vicino ad un feto all’interno dell’utero materno, immagine crude accompagnata da una frase ancora più esplicita “6 milioni di morti” causati, secondo i promotori della campagna, proprio dalla legge sull’aborto.</p>
<p align="JUSTIFY">Don Pieri, il parroco bolognese, scrisse una decina di giorni fa su Facebook una frase provocatoria, dimenticando per un attimo di non avere alcun potere di giudizio: “Ha più morti innocenti sulla coscienza Totò Riina o Emma Bonino?”, provocando appunto una serie di polemiche a catena che infine giunsero domenica 19 novembre sulle pagine del Resto del Carlino. Il parroco che tuttora insegna nella facoltà teologica dell’Università dell’Emilia-Romagna, sicuro delle sue idee, ha anche risposto ai commenti che gli sono arrivati, ammonendo che “moralmente non c’è differenza”. Nello scrivere quest’ultima frase, don Pieri rievoca il II Concilio Vaticano con la sua Gaudium et spes, ossia la quarta costituzione apostolica conciliare promulgata da Papa Paolo VI nel 1965, quindi ben prima che venisse proposta e accettata la legge sull’aborto.</p>
<p align="JUSTIFY">L’obiettivo del Vaticano allora era quello di avvicinarsi alla cultura contemporanea, cercando di separare l’idea che se qualcosa non rientrava nella morale cristiana allora non poteva essere la volontà di Dio. E’ interessante leggere infatti quanto fosse avveduto il pensiero della Chiesa nei confronti delle nuove scoperte dell’uomo, l’intelligenza, la creatività, analizzava altresì in maniera molto lucida i problemi che affliggevano la Terra, non tralasciando il senso di libertà che ogni singolo individuo doveva poter avere. Di questo don Pieri non faceva cenno perché nell’articolo 27 del presente II Concilio, dopo aver parlato di bene comune, libertà e rispetto, leggeva l’unica cosa che gli interessava per la causa: l’aborto insieme al genocidio e all’eutanasia (che oggi sappiamo avere significati differenti dal crimine) è considerato parimenti come “tutto ciò che è contro la vita stessa”, azioni che se praticate ledono l’onore del Creatore. La contraddizione qui sembra celarsi dietro il rispetto per la libertà individuale e il rispetto per le scoperte scientifiche dell’essere umano, cui si faceva riferimento nel proemio. La scienza e il diritto infatti sono d’accordo nel ritenere che il feto non è un individuo, diventerà un bambino solo dopo aver respirato fuori dal grembo materno la prima volta.</p>
<p align="JUSTIFY">Tuttavia il discorso tende ancora ad inasprirsi a distanza di quasi quarant’anni dalla sottoscrizione di quella legge, perché si confonde la genesi con i diritti civili, non ammettendo che ci possa essere confronto e rispetto reciproco, anziché negazione. Come ha detto Emma Bonino “la libertà prende forma con i diritti”, ma di quali diritti stiamo parlando se ci viene negata la libertà civile di scegliere con cognizione, in quale misura ci sono stati concessi dei diritti che poi possono essere ritirati perché ritenuti, qualora la regolazione della norma giuridica non risulti efficace, contrari alla volontà divina. Sembra quasi che obiettare contro il diritto alla scelta individuale cauteli la collettività, come se dopo tutto la vera obiezione non fosse di coscienza ma di libertà.</p>
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		<title>Il silenzio pieno di significato di Padre Paolo Dall&#8217;Oglio</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jul 2017 06:40:05 +0000</pubDate>
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<p>Padre Paolo Dall’Oglio, il costruttore di ponti contro l&#8217;odio, le disuguaglianze, per la pace e il dialogo, anche religioso. La notte tra il 28 e il 29 luglio di quattro anni, fa , nel 2013, Padre Paolo è stato rapito. Non hanno mai rivendicato il suo sequestro.</p>
<p>“Quest’anno l’Adha, la festa del sacrificio alla fine del pellegrinaggio abramitico, cade pochi giorni prima di Natale. Da secoli i vicini di casa cristiani e musulmani si rendono vicendevolmente visita per le feste cogliendo l’occasione per riconciliarsi quando necessario. Perché non farlo anche in Italia? Magari con una telefonata prima: “Pronto? Parlo con il signor Mohammad? Volevo augurarle buona festa. Ha parenti al pellegrinaggio? Dio glieli riporti tutti a casa in buona salute&#8230;”. Parole scritte da Padre Paolo Dall&#8217;Oglio verso la fine dell&#8217;anno 2007 per dare il buon esempio, l&#8217;esempio di buone e semplici pratiche di rispetto e di convivenza.</p>
<p>Evitava le dottrine, si serviva della parola e del cuore per portare avanti il suo messaggio (e non solo, anche il suo progetto concreto) di armonia tra le confessioni, tra cittadini, fedeli e non in quella Siria martoriata, devastata dall&#8217;indifferenza (o forse no, dalla volontà) della comunità internazionale, ma anche fuori da quel Paese che oggi, forse, non potrebbe più riconoscere perchè non c&#8217;è più.</p>
<p>Dopo essersi espresso a favore del piano di pace dell’inviato dell’Onu Kofi Annan, il religioso è stato espulso proprio dalla Siria nel 2012, ma ha deciso di rientravi per il popolo siriano, per i popoli sottomessi ad una tirrania feroce e ad una violenza cieca e barbara. E da allora, da quattro lunghi anni, non si hanno notizie di un Uomo, di un intellettuale, oltre che di un servitore di Dio, il cui spessore fa sentire ancora di più il vuoto della sua mancanza, ma un vuoto che sarà sempre pieno di quei valori positivi che devono tornare a governare il mondo.</p>
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		<title>#Cristianinmoschea, all&#8217;esecutivo uomini e donne di tutti i Paesi e le religioni con il sostegno di migliaia di organizzazioni aderenti unite a favore del dialogo&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 07:30:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Svoltosi il 22 dicembre a Roma l&#8217;evento #ANataleRegalaDialogo promosso da Co-mai, dal Movimento &#8220;Uniti per Unire&#8221; e il Comitato #Cristianinmoschea; centinaia di messaggi di solidarietà e di pace arrivati da tutta Italia Roma&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-705.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7808" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-705.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="855" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-705.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 855w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-705-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-705-768x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 855px) 100vw, 855px" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Svoltosi il 22 dicembre a Roma l&#8217;evento #ANataleRegalaDialogo promosso da Co-mai, dal Movimento &#8220;Uniti per Unire&#8221; e il Comitato #Cristianinmoschea; centinaia di messaggi di solidarietà e di pace arrivati da tutta Italia</strong></p>
<p><strong>Roma  23 dicembre 2016 &#8211;</strong>  Con un  appello alla pace e alla  solidarietà rivolto alle vittime degli attacchi del terrorismo, si è aperto ieri, 22 dicembre a Roma, l&#8217;evento<strong>#ANataleRegalaDialogo</strong>, promosso dalle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e dal Movimento Internazionale Uniti per Unire in collaborazione con il Comitato #Cristianinmoschea: presso il teatro Palco delle Valli di Roma, Imam, rappresentanti del mondo cattolico, delle Ambasciate, delle Istituzioni, delle Ong e delle Comunità italiane e di origine straniera,  hanno portato i loro messaggi a favore del dialogo interreligioso, per leggerli e condividerli con i partecipanti.</p>
<p>&#8220;Malgrado le circostanze dolorose e di terrore che molti Paesi stanno vivendo, rimane nostra fervida speranza che attraverso la nostra unità, il nostro impegno e il dialogo segneremo un passo a favore della pace&#8221;: lo scrive in un messaggio  l&#8217;Ambasciatore della Repubblica di Algeria in Italia, S. E. Abdelhamid Senouci Bereksi,  esprimendo i suoi auguri per il Natale e l&#8217;anno nuovo e il suo sostegno  alla pregressa iniziativa internazionale #Cristaninmoschea.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-704.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7809" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-704.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="855" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-704.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 855w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-704-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-704-768x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 855px) 100vw, 855px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il  Prof. Foad Aodi, Presidente delle Co-mai e di Uniti per Unire, a seguito di una lunga consultazione, annuncia ufficialmente l&#8217;istituzione della Confederazione internazionale ed inter religiosa che comprende le diverse organizzazioni, associazioni, comunità, Università, Centri islamici, sindacati e tutti i diversi attori che hanno aderito l&#8217;11 settembre all&#8217;evento storico #Cristianinmoschea. L&#8217;esecutivo dell&#8217;Ufficio di Presidenza  sarà così composto:</p>
<p><strong>Fondatore e Portavoce</strong> Foad Aodi; al <strong>Segretariato  Generale </strong>Nader Addak, Imam della Moschea di Trieste; Sami Salem, Imam della Moschea Al Fath di Roma; Sharif Lorenzini, Portavoce del Consiglio Supremo dell&#8217;Islam in Italia (Csi) e Presidente della Comunità Islamica d&#8217;Italia (Cidi); Umberto Puato, Presidente di CulturAmbiente; Jean Claude Calisesi, Consigliere Consolare per i francesi in Italia, Santa Sede, San Marino e Malta  e Laura Frustaci Presidente di Rise Onlus; al<strong> Coordinamento organizzativo</strong> Amir Yones, Presidente della Comunità egiziana a Torino; Dr. Ivo Pulcini, Presidente dell&#8217;Associazione &#8220;Tutti per un cuore&#8230; un cuore per tutti Onlus&#8221;; Federica Battafarano, Portavoce di Uniti per Unire; Dr. Fabio Massimo Abenavoli, Presidente di Emergenza Sorrisi Onlus e dell&#8217;Associazione Amicizia Italia &#8211; Iraq; Mounia Allali, Presidente del Forum delle Donne Marocchine in Italia; Kamel Belatouche, Presidente della Comunità Algerina in Italia; Najriss Azgagh (Marocco, Co-mai); Ali Muhaya, Portavoce della Comunità libica in Italia; Mohammed Khalili, Presidente della Comunità Giordana in Italia; Mohammed Alì Zaraket (Libano), Coordinatore Esecutivo delle Co-mai; Ivone Ramzi, (Egitto), Vice Presidente di Rise Onlus; Ensaf Simone Goppner (Tunsia, Co-mai); Ammiraglio Enrico La Rosa, Presidente dell&#8217;Associazione culturale Omega; Gazy Azam, Comunità drusa in Italia. Fanno parte dell&#8217;<strong>Ufficio di Presidenza di diritto </strong> in qualità di consiglieri i rappresentanti delle diverse realtà aderenti alla Confederazione.</p>
<p>&#8220;Questo Comitato, divenuto una Confederazione internazionale e interreligiosa, rappresenta un&#8217;unione concreta a favore del dialogo contro il terrorismo, per abbattere insieme i muri della paura e del pregiudizio&#8221;, dichiara Aodi. &#8220;Ringraziamo la Grande Moschea e tutte le Moschee, i centri e le associazioni  islamici  in Italia &#8211; aggiunge &#8211; ma anche le diverse associazioni cattoliche o laiche per l&#8217;impegno che sostengono da anni a favore del dialogo interreligioso. Ringrazio in modo particolare il Prof. Omar Camilletti per la sua preziosa partecipazione e per il suo messaggio di pace&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-703.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7810" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-703.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1140" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-703.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1140w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-703-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-703-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-703-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1140px) 100vw, 1140px" /></a></p>
<p>Anche l&#8217;Imam della Moschea di Trieste Nader Addak è intervenuto esprimendo la sua preghiera di Natale a nome di tutti i musulmani d&#8217;Italia: &#8220;Nel giorno in cui i nostri fratelli cristiani ricordano la miracolosa nascita del Messaggero di Dio Altissimo, Gesù Cristo, figlio di Maria (cui un&#8217;intera sura del Corano è dedicata), uniamoci a loro nella comune preghiera: perché la misericordia di Dio abiti nei nostri cuori, rendendoci uomini e donne di pace, nelle nostre famiglie, nel nostro ambiente di lavoro e nelle nostre comunità di appartenenza, nella società italiana di cui tutti insieme facciamo parte&#8221;.</p>
<p>Seguono le letture  di solo alcuni dei numerosi messaggi scritti dai partecipanti o dagli aderenti che seguono #ANataleRegalaDialogo a distanza, tra i quali: Susanna Camusso, Segretario nazionale di CGL; Carmelo Barbagallo, Segretario nazionale di Uil; Salvatore Martinez, Presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo (Rns); Mons. Giancarlo Perego, Direttore Generale della Fondazione Migrantes, Ugo Melchionda, Presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS; il Centro Culturale Islamico di Cremona; il Centro Mecca Interculturale di Torino;  Ing. Giuseppe Rotunno, Segretario Generale del Comitato di Collegamento di Cattolici per una Civiltà dell&#8217;Amore con il Sacerdote libanese Abdu (messaggio di Luigi De Salvia di Religions for peace &#8211; Sezione Italiana); Ride _ Rete Italiana del Dialogo Euromediterraneo (trasmesso dal Ministro plenipotenziario Enrico Granara, Coordinatore delle Attività multilaterali per il Mediterraneo e per il Medio Oriente presso il MAE); Mounia Allali, Presidente del Forum delle Donne Marocchine in Italia; Giuseppe Papaleo, Presidente di IASEM &#8211; Istituto di Alti Studi Euro Mediterranei; Dr. Daniele Di Clemente (messaggio di Medicus Christi) e  Dr. Gabriele Ratini, Presidente di Forum International Press (messaggio dell&#8217;Università Anglo Cattolica UniSanPaolo) .</p>
<p>La serata è stata allietata  dalle performance della cantante Erika Arata accompagnata alla chitarra da Enrico Arata (Gruppo RoundAbout), del sassofonista Andrea Donini e dalle letture di Najriss Azgagh e dell&#8217;attrice teatrale Gabriela Corini.</p>
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		<title>&#8220;#ANataleRegalaDialogo con un messaggio interculturale e Interreligioso contro il terrorismo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2016 09:39:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>    Prosegue la missione del Comitato #Cristianinmoschea: promossa il 22.12 a Roma una nuova iniziativa per  il dialogo e la buona convivenza  insieme a esponenti religiosi, Associazioni e Comunità italiane e di origine&#46;&#46;&#46;</p>
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<div><b><span style="font-size: large;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6911" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (534)" width="641" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 641w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534-300x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 641px) 100vw, 641px" /></a></span></b></div>
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<div><b><span style="color: #000000; font-family: trebuchet ms, sans-serif; font-size: large;"> </span></b></div>
<div>Prosegue la missione del Comitato #Cristianinmoschea: promossa il 22.12 a Roma una nuova iniziativa per  il dialogo e la buona convivenza  insieme a esponenti religiosi, Associazioni e Comunità italiane e di origine straniera.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>&#8220;Le Comunità del Mondo Arabo in Italia condannano fermamente gli attentati terroristici che si sono verificati in Egitto,  in Somalia e  in Nigeria. Siamo con tutte le vittime di questi atti di terrore e con i nostri fratelli cristiani e copti che vivono nei Paesi arabi&#8221;. Con queste parole, il Presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e del Movimento internazionale e inter-professionale &#8220;Uniti per Unire&#8221;, commenta quella che è stata in Paesi diversi una stessa domenica di sangue. Una bomba è esplosa, infatti, al Cairo nelle vicinanze della Cattedrale cristiano copta di San Marco provocando 25 morti e 69 feriti; l&#8217;esplosione di un camion bomba in Somalia al porto di Mogadiscio rivendicata dai militanti islamici di al Shabaab ha portato a  29 morti; in Nigeria 2 bambine si sono fatte esplodere in un mercato a Nord- Est del Paese ferendo 17 persone.</div>
<div>In risposta a questi attentati,  che &#8211;  sottolinea Aodi &#8211;  sono &#8220;espressione di una guerra contro le religioni e non tra le religioni e che sembrano voler spezzare vite, idee e speranza&#8221;, i rappresentanti delle Comunità e delle Associazioni di origine straniera, arabe, musulmane, cristiane, religiose o laiche in Italia che hanno aderito all&#8217;evento #Cristianinmoshea, si riuniscono il 22 dicembre a Roma presso il Teatro Palco delle Valli (V. Valsavaranche n.87) dalle ore 18.00 attorno ad un albero di Natale per esprimere il loro messaggio di auguri e di pace. I messaggi scritti dai partecipanti all&#8217;iniziativa&#8221; #<wbr />ANataleRegalaDialogo&#8221;, targata Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e Movimento &#8220;Uniti per Unire&#8221;, già promotrici di #Crsistianinmoschea, saranno inseriti all&#8217;interno di una grande cesta e saranno letti dagli aderenti nel corso della serata. L&#8217;obiettivo è quello di dare seguito al dialogo &#8220;porta a porta&#8221; contro il terrorismo nella forza dell&#8217;unione e della buona convivenza tra le culture e le religioni.</div>
<div>&#8220;Andiamo avanti nella consapevolezza che ciascuno di noi può essere un portatore di pace&#8221;, dichiara Aodi. &#8220;Abbiamo condiviso a settembre una Festività musulmana con tutte le religioni e adesso &#8211; prosegue &#8211; vogliamo fare del Natale un momento di riflessione, di incontro e di amore. Il 22 dicembre diamo spazio alla lettura dei messaggi espressi liberamente dai partecipanti, in un clima di armonia e di rispetto reciproco. Questo il nostro invito e il nostro più grande augurio&#8221;.</div>
<div>Tra i numerosi membri del Comitato #Cristianinmoschea, Adel Amer, Presidente della Comunità Egiziana in Italia commenta: &#8220;Ringraziamo le Co-mai che sono attente alle nostre problematiche e promuovono iniziative come questa. Riguardo a tutto quello che accade in Medio Oriente &#8211; aggiunge &#8211; confermiamo la nostra condanna al terrorismo cieco e esprimiamo solidarietà nei confronti di  tutte le vittime.  Questi atti non ci scoraggiano; saremmo sempre vigili, attenti e combatteremo sempre il terrorismo&#8221;.</div>
<div>L&#8217;Ing. Giuseppe Rotunno, Segretario Nazionale del Comitato di Collegamento di Cattolici per una Civiltà dell&#8217;Amore, la Onlus che ha promosso il Piano europeo di Microimprese in Africa e M.O. nella  Preghiera per la Pace dello Spirito d’ Assisi, il  27 ottobre 2016, con il coinvolgimento dei rappresentanti delle diverse religioni e Co-mai, ribadisce il suo messaggio di pace: &#8220;In occasioni come questa possiamo dare un forte segnale: che il bene vince  sul male. Ciascuno nel suo piccolo può fare qualcosa per la pace,  e l&#8217;unione di queste forze è sempre stata vincente su ogni guerra e su ogni violenza. Con la nostra Organizzazione riprendiamo <wbr />dall’Europa un piano di lavoro che favorisce l&#8217;occupazione e lo sviluppo economico creato dalle micro-imprese dell&#8217;Europa, dell&#8217;Africa e del Medio Oriente per portare la pace nel nostro Mediterraneo, affinché da un mare di morte torni ad essere un mare di civiltà, della civiltà dell&#8217;Amore del Padre di tutti&#8221;.</div>
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		<title>Un sacerdote coraggioso divide la pittura, promuove l’unità﻿﻿﻿﻿</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2016 07:51:35 +0000</pubDate>
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<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-658.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7442" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-658.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-658" width="704" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-658.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 704w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-658-300x273.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 704px) 100vw, 704px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Negli ultimi anni, alcune persone e alcuni gruppi all’interno e all’esterno dall’Iran hanno sollevato il tema dei diritti umani, della giustizia, della cultura dell’inclusione nel Paese. Anche se a questo coro si stanno unendo sempre più voci, è ancora raro vedere un sostegno espresso dalla classe ecclesiastica dell’Iran. Pertanto, quando un membro del clero dell’Iran parla a sostegno dei diritti dei cittadini e delle minoranze, ciò infonde speranza in moltissimi cuori.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Detto questo, l’ayatollah Abdol-Hamid Masoumi-Tehrani, un sacerdote di alto rango in Iran, che è anche calligrafo e artista, si distingue per il suo impegno pubblico verso l’unità. I suoi contributi all’armonia sociale in Iran hanno attirato l’attenzione e il consenso da molte parti del mondo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Recentemente l’ayatollah Tehrani ha dipinto una nuova opera che ha diviso in otto parti corrispondenti a otto gruppi religiosi del Paese. Ha dedicato queste parti del dipinto agli zoroastriani, agli ebrei, ai cristiani, ai mandei, agli iarsaniani, ai baha’i e ai musulmani sunniti e sciiti, considerandoli tutti «aspetti essenziali della cultura nazionale dell’Iran e serbatoi spirituali e religiosi dell’intera regione».</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">«La nostra identità nazionale sarebbe incompleta senza ciascuno di loro», scrive in una dichiarazione sul suo sito Web.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Le parti della sua pittura simboleggiano la frammentazione delle varie popolazioni che compongono la cittadinanza dell’Iran, una frammentazione che egli attribuisce al fanatismo religioso e a pretese di accesso privilegiato alla verità.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Spiegando il simbolismo delle divisioni del suo quadro, egli afferma: «Come il corpo politico della società umana soffre a causa di estraniamenti e separazioni, allo stesso modo ogni sezione di quest’opera sarebbe incompleta se non fosse accompagnata dalle altre sezioni. Questo pezzo è completo solo quando si mettono assieme tutte le parti».</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">In passato, l’ayatollah Tehrani ha fatto altri gesti di riconciliazione e di fraternità verso le minoranze religiose. Nell’aprile 2014, ad esempio, ha donato ai baha’i del mondo una riproduzione calligrafica di un versetto sacro tratto dagli scritti baha’i. Il suo gesto ha riconosciuto la persecuzione contro la minoranza religiosa più grande dell’Iran e nello stesso tempo ha auspicato che ai baha’i dell’Iran sia riconosciuto un legittimo posto accanto ai loro concittadini, nel lavoro per la prosperità e la felicità del Paese.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">I coraggiosi gesti di questo membro del clero iraniano hanno colpito molte persone dentro e fuori i confini del Paese e hanno ispirato alcuni suoi colleghi di altre confessioni musulmane, nonché di altre religioni del mondo, a offrire il proprio sostegno alle sue azioni per la pacifica convivenza religiosa.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Con questo ultimo gesto, l’ayatollah Tehrani coglie il desiderio di molti dei suoi concittadini che auspicano «un futuro in cui questa terra non appartenga solo a una certa religione, classe, etnia, o ideologia, ma appartenga a tutti gli iraniani, senza alcuna discriminazione».</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Articolo originale in inglese: <a href="http://news.bahai.org/story/1135?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://news.bahai.org/story/1135?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> </span></p>
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		<title>Figli rubati. L&#8217;Italia, la Chiesa e i desaparecidos</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2016 09:13:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il video dell&#8217;incontro che l&#8217;Associazione per i Diritti umani ha organizzato con il giornalista Federico Tulli sul libro/inchiesta FIGLI RUBATI. L&#8217;ITALIA, LA CHIESA e i DESAPARECIDOS (L&#8217;asino d&#8217;oro edizioni) &#160; &#160; &#160; &#160; L&#8217;indagine&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il video dell&#8217;incontro che l&#8217;Associazione per i Diritti umani ha organizzato con il giornalista Federico Tulli sul libro/inchiesta FIGLI RUBATI. L&#8217;ITALIA, LA CHIESA e i DESAPARECIDOS (L&#8217;asino d&#8217;oro edizioni)</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;indagine dell&#8217;autore parte da Milano. Qui vivono i parenti di una ragazza scomparsa nel 1977, e ritrovata in maniera rocambolesca nel 2014, i cui nonni dopo aver saputo della sua nascita avvenuta in uno dei lager di Buenos Aires si rivolsero senza successo anche a Jorge Mario Bergoglio allora capo dei gesuiti argentini. Il legame tra i sopravvissuti al Condor e il nostro Paese è fortissimo e ancora attuale. Lo evidenziò per primo il presidente della Repubblica Sandro Pertini nel messaggio di fine anno nel 1982 quando denunciò il furto di neonati in America Latina anche da parte di famiglie italiane partite appositamente dal nostro Paese. Una denuncia choc rimasta incredibilmente inascoltata fino a oggi. Tuttavia c&#8217;è chi non si è mai arreso all&#8217;inerzia delle istituzioni preposte a indagare. Secondo Estela Carlotto, presidente delle Abuelas di Plaza de Mayo, che dopo 36 anni di ricerche ha ritrovato in Argentina il nipote Guido, almeno 70 “figli rubati” vivono in Italia senza conoscere la propria storia e non si riesce a trovarli. Perché, come ricostruisce Tulli, le ali del Condor sono ancora aperte.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Federico Tulli: &#8220;Figli rubati. L&#8217;Italia, la Chiesa e i desaparecidos&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2016 07:36:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mancano pochi giorni a questo incontro! Vi aspettiamo numerosi! &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mancano pochi giorni a questo incontro!</p>
<p>Vi aspettiamo numerosi!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ASL RMF e Comune di Civitavecchia per l&#8217;adesione a #Cristianinmoschea: si rafforza l&#8217;alleanza per sanità, cultura, religione ed istruzione</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2016 07:32:46 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: large;">Si è svolto  recentemente presso il Palazzo del Pincio di Roma l&#8217;incontro tra fra il sindaco del Comune di Civitavecchia Antonio Cozzolino, il vicesindaco Daniela Lucernoni e Foad Aodi,  Presidente del Movimento Internazionale &#8220;Uniti per Unire&#8221;e Focal Point in Italia per l&#8217;integrazione per l&#8217;Alleanza delle Civiltà (UNAoC): al centro dell&#8217;interesse l&#8217;iniziativa &#8220;cristiani in moschea&#8221; promossa da Uniti per Unire e dalle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai)  e pienamente condivisa dal Comune di Civitavecchia.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">A fare da ponte tra il Prof. Aodi e l&#8217;amministrazione comunale di Civitavecchia é stato il Direttore Generale della Asl Roma 4, Dott. Giuseppe Quintavalle, che in qualità di segretario generale del Movimento internazionale, transculturale inter-professionale &#8220;Uniti per Unire&#8221; ha dimostrato la sua apertura e disponibilità a sensibilizzare i cittadini italiani e stranieri ad instaurare un dialogo di fratellanza, tolleranza e solidarietà: &#8220;Mai come negli ultimi tempi si sente la necessità di informare quante più persone possibile, sull&#8217;importanza del rispetto delle diversità culturali per una condivisione pacifica della quotidianità. La lotta al terrorismo &#8211; aggiunge il Dr. Quintavalle &#8211; deve partire dentro ognuno di noi, che informato e consapevole può comprendere a pieno che nessuna religione impone la morte, e che questa piaga che sta terrorizzando il mondo intero, non è figlia di alcuna corrente religiosa, ma del fanatismo, dell&#8217;ignoranza e della sete di potere. Sono lieto di essere qui oggi per questo importante passo. Attraverso la conoscenza l&#8217;uno dell&#8217;altro e il rispetto per la diversità si gettano le prime fondamenta per un mondo volto alla pace. Tramite il movimento &#8220;Uniti per Unire&#8221; e le numerose associazioni e comunità aderenti  impegnati in modo costante e costruttivo si potrà intraprendere ed intensificare un percorso di valorizzazione dell&#8217;idea di laicità come fattore comune tra le diverse sensibilità religiose e differenti realtà culturali&#8221;.</span></div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-568.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-7114" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7114" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-568.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (568)" width="361" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-568.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 361w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-568-169x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w" sizes="(max-width: 361px) 100vw, 361px" /></a></div>
<div></div>
<div><span style="font-size: large;">&#8220;Sono molto soddisfatto dell&#8217;incontro che ho avuto con il Prof. Foad Aodi e ringrazio il dott. Quintavalle per essersi fatto da tramite &#8211; afferma il Sindaco Antonio Cozzolino &#8211; sono convinto che per la città questo patto di amicizia possa essere un valore aggiunto per elevare culturalmente il nostro territorio. Grazie alla collaborazione con il movimento &#8220;Uniti per Unire&#8221; potremo promuovere la valorizzazione dell&#8217;idea della laicità per un civile confronto fra le diverse popolazioni in un contesto di multiculturalità sempre più diffuso nel mondo attuale. In tempi complicati come quelli di oggi dare segnali di aggregazione e trovare fattori comuni è importante per costruire dinamiche di pace che le istituzioni hanno il dovere di diffondere&#8221;.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Da parte sua, il Prof. Aodi commenta: &#8220;A nome del Movimento Internazionale &#8220;Uniti per Unire&#8221;, dell&#8217;Associazione dei Medici di Origine straniera in Italia (AMSI) e delle Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) ringrazio il Comune di Civitavecchia e la Asl Rm F, i primi ad aver aperto con coraggio un poliambulatorio per gli stranieri in Italia, nel 2002, e il primo servizio per la circoncisione, 3 anni fa, a Civitavecchia, in collaborazione con l&#8217;Associazione dei Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI). E&#8217; nata così, già da allora  l&#8217;alleanza  proficua sui temi  Sanità, cultura, religione ed istruzione a favore dell&#8217;assistenza sanitaria e il dialogo tra le civiltà; un&#8217;alleanza che sta dimostrando tutta la sua importanza. Esterno  al Sindaco Cozzolino e alla ASL RMF i miei sinceri ringraziamenti per aver aderito all&#8217;iniziativa #Cristianinmoschea e per aver ribadito l&#8217;intenzione di proseguire nel gemellaggio promosso in passato con la Città palestinese Baka Al karbia- Israele.  #Cristianinmoschea ha coinvolto con successo i principali attori della società civile, i diversi rappresentanti del mondo istituzionale, socio-sanitario  e accademico, islamico e cattolico, le comunita&#8217; arabe e di origine straniera. Tutti si sono uniti nel rispetto interreligioso e nel principio della laicità che &#8211;  come riscontriamo in questi giorni &#8211; è uno strumento di unione e non di divisione&#8221;.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">L&#8217;iniziativa &#8220;Cristiani in moschea&#8221; promossa da Aodi, prevede infatti la valorizzazione del impegno e dell&#8217;apertura costante delle moschee d&#8217;Italia ai cristiani, laici e membri di altre religioni, per intensificare la conoscenza e il dialogo con la comunità islamica, attraverso il momento di maggior condivisione: l&#8217;incontro per la preghiera.  Perché &#8211; come sostiene Aodi &#8211; &#8220;un messaggio di pace, di auguri per un futuro migliore e di solidarietà per le vittime del terrorismo, può contribuire a costruire un&#8217;Italia senza pregiudizi e strumentalizzazioni politiche&#8221; .</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Il Presidente di Uniti per Unire ringrazia infine gli oltre 2000 aderenti a  #Cristianinmoschea tra  confederazioni, federazioni, associazioni, comunità, università  e Ong.  &#8220;Ogni giorno arrivano adesioni e risposte positive a questa iniziativa e progetto. Per questo motivo &#8211; sostiene Aodi &#8211; vogliamo istituire il comitato #Cristianinmoschea e speriamo di incontrare presto gli esponenti di tutte le religioni per proseguire insieme nel cammino del rinascimento del dialogo e del rispetto  interreligioso,  dando voce anche ai  laici delle diverse culture e religioni, nel rispetto dei ruoli istituzionali e religiosi e senza alcun carattere politico&#8221;.</span></div>
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		<title>Figli rubati: l&#8217;Italia, la Chiesa e i desaparecidos</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2016 07:53:50 +0000</pubDate>
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