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	<title>CGIL Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>CGIL Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Anbamed. Notizie dal sud est del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2021 08:16:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A cura di Farid Adly I titoli Sudan:&#160;Continuano gli arresti di attivisti e leader sindacali. Attesa per la grande manifestazione di popolo di domani. Yemen:&#160;Raid aerei sauditi provocano una carneficina a Maarib. Tunisia:&#160;A Sfax&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>A cura di Farid Adly</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="641" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/proteste-sudan-ansa-1024x641.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15758" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/proteste-sudan-ansa-1024x641.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/proteste-sudan-ansa-300x188.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/proteste-sudan-ansa-768x481.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/proteste-sudan-ansa-1536x961.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/proteste-sudan-ansa-2048x1282.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>I titoli</strong></p>



<p><strong>Sudan:</strong>&nbsp;Continuano gli arresti di attivisti e leader sindacali. Attesa per la grande manifestazione di popolo di domani.</p>



<p><strong>Yemen:</strong>&nbsp;Raid aerei sauditi provocano una carneficina a Maarib.</p>



<p><strong>Tunisia:</strong>&nbsp;A Sfax il sindacato proclama uno sciopero del settore privato.</p>



<p><strong>Israele:</strong>&nbsp;Hacker colpiscono i server dell&#8217;esercito.</p>



<p><strong>Palestina Occupata:</strong> In sciopero della fame un attivista ricercato da Israele e detenuto a Nablus.</p>



<p><strong>Iraq:</strong>&nbsp;Iniziate iei sera le attività del Festival Internazionale di Babilonia.</p>



<p><strong>Le notizie</strong></p>



<p><strong>Sudan</strong></p>



<p>Le forze di polizia e l&#8217;esercito continuano ad arrestare gli attivisti che protestano nelle piazze, sfidando lo stato d&#8217;emergenza. Tra i fermati ci sono anche sindacalisti e dirigenti di partiti politici. I comitati di resistenza contro il golpe hanno indetto manifestazioni notturne in sfida ai decreti militari, in attesa della grande manifestazione di popolo che i sindacati e i partiti progressisti hanno organizzato per domani, sabato 30 ottobre, con la parola d&#8217;ordine: “Liberazione di tutti gli arrestati e passaggio dei poteri ai civili”.</p>



<p>Il settore pubblico ha dichiarato la disobbedienza civile, garantendo i servizi essenziali. L&#8217;aeroporto è stato riaperto ricorrendo a personale militare. Banche, distributori di carburanti e mercati principali rimangono ancora chiusi.</p>



<p>Secondo fonti giornalistiche è in corso una trattativa segreta tra il generale Burhan e il premier rimosso Hamdouk, con la mediazione dell&#8217;inviato dell&#8217;ONU a Khartoum. Hamdouk pone 3 condizioni: rilascio di tutti gli arrestati, la presidenza ai civili e il passaggio della gestione delle società economiche delle forze armate al ministero delle finanze. “I militari dovrebbero difendere i confini del paese e non fare politica”, ha detto un influente esponente del Comitato delle forze progressiste.</p>



<p>Il Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU ha emesso un comunicato che chiede il ristabilimento del governo civile e l&#8217;applicazione di tutti gli accordi della coabitazione del 2019 e di quelli di Juba con i movimenti autonomisti. Non c&#8217;è nessun riferimento alla condanna del colpo di Stato, per le reticenze di Russia e Cina, che considerano i fatti di Khartoum questioni interne.</p>



<p><strong>Yemen</strong></p>



<p>L&#8217;aeronautica saudita ha sostenuto di aver ucciso 95 miliziani Houthi nei bombardamenti contro le loro postazioni a Maarib. Secondo il comunicato sono stati compiuti 22 raids a sud e ad ovest della città. I ribelli Houhi sostengono di avanzare da tre lati verso la periferia. Un razzo ha distrutto una casa uccidendo 12 persone. L&#8217;offensiva dei ribelli va avanti da febbraio, ma l&#8217;andamento dei combattimenti dimostra l&#8217;equilibrio delle forze e nessuna delle due parti ha le possibilità per vincere questa battaglia. Il costo maggiore lo paga la popolazione civile. A causa dei bombardamenti 55 mila persone sono state sfollate dall&#8217;inizio dell&#8217;anno.</p>



<p><strong>Tunisia</strong></p>



<p>Il sindacato dei lavoratori UGTT ha indetto a Sfax un giorno di sciopero del settore privato ed una manifestazione. Si rivendica l&#8217;aumento dei salari concordato con la federazione dell&#8217;industria e dell&#8217;artigianato, firmato anche dal precedente governo, ma mai attuato. I rappresentanti padronali si sono schermiti dietro l&#8217;emergenza Covid e non hanno accettato l&#8217;apertura di un tavolo di trattativa con i sindacati. La risposta dei lavoratori è stata vigorosa.&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/watch/ugttsfaxofficiel/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">(Video della manifestazione dei lavoratori tunisini</a><a href="https://www.facebook.com/watch/ugttsfaxofficiel/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">)</a>.</p>



<p><strong>Israele</strong></p>



<p>Hacker sconosciuti che si nascondono dietro l&#8217;appellattivo “Bastone di Mosè” hanno colpito i server delle forze armate di Tel Aviv. Sono stati pubblicati nel darkweb migliaia di dati personali di soldati e ufficiali, oltre a quelli del ministro della difesa Gantz. L&#8217;azione di pirateria cibernetica viene presentata come una risposta alle minacce del Mossad israeliano contro i paesi solidali con la causa palestinese. Citano anche il governo del Sudafrica che avrebbe ricevuto palesi minacce di attacchi internet sul sistema bancario e commerciale. Secondo la stampa israeliana si tratterebbe di hacker iraniani, ma è soltanto una congettura per le ripetute azioni di sabotaggio contro siti nucleari, rete elettrica e sistema di distribuzione di carburanti iraniani.</p>



<p><strong>Palestina Occupata</strong></p>



<p>Un attivista di Jenin è ricercato dagli israeliani. Da 13 anni è agli arresti nelle carceri della polizia palestinese “per proteggerlo”. Gad Hmedian aveva partecipato, quando ancora era minorenne, alla resistenza di Jenin contro l&#8217;invasione (11 aprile 2000) dell&#8217;esercito israeliano, mandato dal governo Sharon, che aveva raso al suolo l&#8217;intera città. Per l&#8217;accordo tra ANP e Tel Aviv, del 2008, i ricercati dall&#8217;esercito di occupazione potevano consegnarsi alla polizia palestinese che avrebbe aperto una trattativa con la parte israeliana per un&#8217;amnistia. Sono 13 anni che Hmeidan è in carcere a Nablus, dimenticato dalle autorità di Ramallah. Ha compiuto uno sciopero della fame per 8 giorni e lo ha interrotto soltanto dopo le promesse da parte dello stesso presidente Mahmoud Abbas di mettere il suo caso in agenda.</p>



<p><strong>Iraq</strong></p>



<p>Sono iniziate ieri le attività artistiche del Festival Internazionale di Babilonia. Un programma di 5 giorni di concerti, balli, musica, arte e cinema. Molti i nomi della cultura irachena, araba ed internazionale. Gli eventi clou saranno ospitati nel teatro greco-romano. Il Festival è stato costituito nel 1987, ma dal 2003, data dell&#8217;invasione USA, è la prima volta che viene allestito. Nell&#8217;intenzione degli organizzatori e del governo di Baghdad, il Festival dovrebbe dare al mondo l&#8217;idea di stabilità del paese e soprattutto della sua ripresa culturale.</p>



<p><strong>DOCUMENTI</strong></p>



<p><strong>CONFEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL LAVORO</strong></p>



<p><strong>Area delle Politiche Europee e Internazionali</strong></p>



<p><strong>La CGIL condanna il colpo di stato militare operato in Sudan e chiede che tutti gli attivisti e leader sindacali e della società civile arrestati nei giorni scorsi siano immediatamente liberati.</strong></p>



<p><strong>La CGIL chiede che cessi immediatamente l&#8217;uso delle armi e della violenza, che prevalga la pace e sia presto ricostituito un percorso di conciliazione nazionale per la riaffermazione della democrazia. Particolarmente preoccupante la decisione da parte dei golpisti di sciogliere immediatamente tutte le organizzazioni sindacali del Paese, ancora una volta fra i primi destinatari di azioni repressive da parte di chi usa la violenza e la dittatura per mettere a tacere organizzazioni che rappresentano migliaia di lavoratrici e lavoratori.</strong></p>



<p><strong>La CGIL si unisce alla CSI Africa nella richiesta di una sessione straordinaria dell&#8217;Unione Africana affinché gli sforzi finora condotti dal governo di transizione non siano vanificati e in cui si discuta del deterioramento della democrazia in numerosi Paesi del continente.</strong></p>



<p><strong>La CGIL esprime piena solidarietà al popolo e alle lavoratrici e ai lavoratori sudanesi, sostiene con forza ogni sforzo affinché continui il percorso verso la democratizzazione e ribadisce che è solo con il dialogo sociale e grazie al contributo di organizzazioni sindacali libere, autonome e indipendenti che sarà possibile ricostruire la democrazia e il Paese.</strong></p>



<p><strong>Roma, 27 Ottobre 2021</strong></p>
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		<title>La presenza degli stranieri nella scuola e nel lavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 07:11:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da retemigrazionilavoro.it) Focus Cgil Milano.Rubrica sul mercato del lavoro migrante in collaborazione con la Camera del Lavoro Metropolitana di Milano. a cura di Antonio Veronaresponsabile dipartimento Mercato del lavoro – Formazione e Ricerca di&#46;&#46;&#46;</p>
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<h1></h1>



<p>(da retemigrazionilavoro.it)</p>



<p><strong>Focus Cgil Milano.</strong>Rubrica sul mercato del lavoro migrante in collaborazione con la Camera del Lavoro Metropolitana di Milano.<br><br></p>



<p><strong>a cura di Antonio Verona<br></strong><em>responsabile dipartimento Mercato del lavoro – Formazione e Ricerca di Cgil Milano</em><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.cgil.milano.it/dipartimento/mercato-del-lavoro/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://www.cgil.milano.it/dipartimento/mercato-del-lavoro/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="450" height="287" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/lavoratore-immigrato12.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12778" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/lavoratore-immigrato12.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 450w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/lavoratore-immigrato12-300x191.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></figure>



<p>Nelle settimane che coincidono con la conclusione dell’anno scolastico, si rinnovano le speranze dei genitori, l’impegno degli studenti e l’aspettativa di tutti nell’attribuire alla scuola e ai suoi esiti parte fondamentale del riscatto sociale che orienta e anima l’investimento che ciascuno fa per sé e per la propria famiglia.</p>



<p>Forse è proprio questo il momento giusto per analizzare la presenza degli stranieri nella scuola e nel mondo del lavoro osservando, al tempo stesso, i criteri attraverso i quali gli studi possano condizionare l’attività lavorativa e fino a che punto l’istruzione riesca ad avere un ruolo nella crescita sociale dell’intera comunità nazionale e con quali caratteristiche.</p>



<p>Cominciamo con un’osservazione empirica.</p>



<p>E’ sufficiente andare all’uscita di una qualsiasi scuola milanese, ma il discorso può valere per tutti con proporzioni e cifre diverse, per sentire il suono dell’ultima campanella della giornata e vedere correre gruppi di ragazzi e ragazze di etnie diverse, mescolarsi tra loro, accomunati magari da un unico accento che spesso tradisce il linguaggio parlato in famiglia.</p>



<p>La stessa cosa può valere per i campus universitari, sebbene il dato sia massicciamente condizionato dai programmi “Erasmus”&nbsp; che,&nbsp; tuttavia, non smentisce&nbsp; l’affermarsi &nbsp;di una società cosmopolita che, a dispetto dei sovranismi di diverse marche, delinea i contorni di un diverso contesto sociale.</p>



<p>Serve capire se tutto questo sforzo, anche finanziario, messo in campo dalle famiglie e corrisposto dall’investimento pubblico destinato alla formazione e all’istruzione, trova il giusto riscontro nelle occasioni di lavoro che si proporranno in seguito.</p>



<p>La figura che segue, descrive l’evoluzione negli anni della presenza degli stranieri nel mondo del lavoro e con quale livello di preparazione</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.retemigrazionilavoro.it/wp-content/uploads/2019/06/grafico-1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-1341"/></figure>



<p>Va segnalato l’incremento degli stranieri occupati in Italia, ma questo lo sapevamo già; &nbsp;ci sorprende che ad aumentare siano soprattutto i laureati, mentre pressoché stazionari sono i diplomati e i lavoratori privi di formazione specifica.</p>



<p>Lo stesso dato suddiviso per genere offre uno spaccato interessante, poiché fa notare che l’incremento dei laureati riguarda soprattutto i maschi stranieri mentre le femmine offrono il contributo più significativo ad abbassare la media dei lavoratori privi di formazione</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.retemigrazionilavoro.it/wp-content/uploads/2019/06/grafico-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-1343"/></figure>



<p>Tornando agli ambienti scolastici, serve rilevare la corrispondenza tra le prospettive (e le aspettative) per gli studenti di oggi rispetto alla domanda di lavoro di domani, sapendo che oggi ci si trova di fronte a questo dato: l’incremento dell’istruzione liceale e tecnica, a spese della formazione e dell’istruzione professionale.</p>



<p>Forse l’aspirazione più significativa è rivolta ad un futuro accademico ed è un’ambizione ben riposta, dal momento che già si avvertono i primi esiti nella maggior presenza dei laureati tra i lavoratori occupati (Il dato assume valore a fronte del fatto che i laureati occupati in Italia rappresentano una quota di gran lunga inferiore nel confronto con la condizione degli altri paesi europei).</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.retemigrazionilavoro.it/wp-content/uploads/2019/06/grafico-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-1338"/></figure>



<p>Prima ancora di capire se la prospettiva degli stranieri sia quella di occupare posizioni importanti nel sistema produttiva che verrà, serve analizzare la struttura del sistema produttivo e i mutamenti che si&nbsp; stanno configurando quale esito della crisi iniziata nel 2008.</p>



<p>A Milano, più che altrove, si conferma un apparato produttivo orientato all’esportazione e, quindi, bisognoso di competenze capaci di favorire l’intermediazione tra culture, costumi e usi differenti (non si tratta solo di interpretariato, pur importante, ma di tutta quella gamma di attività e conoscenze che fanno capo al diffondersi dei diversi stili di vita e dei differenti modelli comportamentali.</p>



<p>Talvolta anche le diversità antropologiche possono segnare il successo o l’insuccesso dei prodotti: è emblematico, a questo riguardo, il rovinoso fallimento della campagna tentata in Cina da un noto marchio di moda, per aver frainteso il modello di bellezza diffuso in quel Paese).</p>



<p>Sarà superfluo ricordare che su questi terreni gli stranieri hanno molto da offrire, quello che ancora stenta a farsi strada è la consapevolezza di quanto le donne siano, tra gli stranieri, in possesso di quel talento naturale capace di creare relazioni e legami utili allo sviluppo delle reti internazionali della produzione e della commercializzazione.</p>



<p>Anche per questa ragione stride quel gap, che va superato velocemente, tra laureati maschi e laureate femmine. Non è solo una questione di genere ma una vera e propria esigenza sociale ed economica.</p>
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		<title>&#8220;Scritture al sociale&#8221;. Lavorare per morire o per vivere?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2018 09:25:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi &#160; La Festa del lavoro o dei lavoratori viene celebrata il 1º maggio di ogni anno in molti Paesi del mondo per ricordare la lotta dei lavoratori nel corso degli anni. Cos’è rimasto dei loro diritti,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi<span style="color: #222222;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/th-219.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10637" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/th-219.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="474" height="316" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/th-219.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 474w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/th-219-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 474px) 100vw, 474px" /></a></p>
<p><strong>La Festa del lavoro o dei lavoratori</strong> viene celebrata il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1%C2%BA_maggio?utm_source=rss&utm_medium=rss">1º maggio</a> di ogni anno in molti Paesi del mondo per ricordare la lotta dei lavoratori nel corso degli anni.<br />
Cos’è rimasto dei loro diritti, delle tutele ?</p>
<p>Articoli di cronaca già nei primi mesi di quest’anno riferiscono numeri terribilmente in crescita. Corrono sul web e sulle pagine dei giornali lasciandoci inebetiti e fermi, rispetto ad una realtà dove si lavora per morire e non per vivere.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/morti-sul-lavoro-2017.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10636" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/morti-sul-lavoro-2017.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="629" height="370" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/morti-sul-lavoro-2017.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 629w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/morti-sul-lavoro-2017-300x176.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 629px) 100vw, 629px" /></a></p>
<p>Sono 151 dall’inizio del 2018 (dato del 2 Aprile u.s.)</p>
<p>Ma non sono numeri. Sono VITE.<br />
Sono 151 famiglie senza più un marito, un papà, un figlio, un fratello, uno zio, una fidanzata, un amico.</p>
<p>Sono famiglie rimaste ferme con i loro ricordi, impotenti di fronte al silenzio e lasciate sole a naufragare nei meandri di una burocrazia che non riconoscerà loro, nella maggior parte dei casi, neanche un risarcimento equo.</p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Sono usciti salutando per andare al lavoro, al mattino, la sera o i in turni confidando nel loro rientro. Aspettando dalla vita un altro abbraccio, un bacio, un altro compleanno dei figli o un figlio da mettere al mondo. E’ impressionante il gelido furore che invade ogni abitazione, ogni stanza, ogni vita che si trova repentinamente a SUBIRE queste orribili tragedie.<br />
Le chiamano ‘morti bianche’ e troppo spesso non trovano condanne o iter di giustizia, restano dentro cartelline impolverate di qualche scrivania in attesa di ‘archiviazione’.</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"> <span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></span><span style="color: #252525;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>&#8220;Non è accettabile morire così&#8221;<br />
</b></span></span></span><span style="color: #252525;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Non in un Paese civile. Non in un Stato di diritti. Eppure accade ancora.</span></span></span><br />
L’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro, istituito nel 2009, raccoglie tutti i dati relativi agli infortuni mortali sul lavoro provenienti da diverse fonti, tra cui mass-media, comunicazioni di enti istituzionali o di associazioni del settore. Tutte le informazioni vengono analizzate dall’ufficio tecnico al fine di effettuare studi per capire le misure di sicurezza più idonee per prevenire le morti bianche.<br />
Riusciranno studi e percentuali a tradurre i numeri in Persone da tutelare?</p>
<p><span style="color: #3b3b3b;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><br />
Lo speriamo, lo vogliamo. Perché la sicurezza sul lavoro sia una certezza.</b></span></span></span><span style="color: #3b3b3b;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"></p>
<p></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></span><br />
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10635" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="655" height="394" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 655w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/1-300x180.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 655px) 100vw, 655px" /></a></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Il 1 MAGGIO</b></span></span></span></p>
<p>L’origine è relativa ad una manifestazione organizzata a New York il 5 Settembre del 1882, dall’ordine dei cavalieri del lavoro, una associazione nata nel 1869.</p>
<p>Di seguito la manifestazione ebbe una cadenza annuale ed è stato scelto il 1 Maggio per dare significato ai gravi incidenti accaduti nei primi giorni del mese di Maggio a Chicago durante uno sciopero fuori da una fabbrica dove la polizia chiamata per tenere in ordine la manifestazione sparò sui manifestanti. In Europa questa data è stata ufficializzata dai delegati socialisti.</p>
<p><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Nel 1890</b></span></span><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"> la rivista </span></span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_Rivendicazione?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>La Rivendicazione</i></span></span></a><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"> scriveva in un articolo:<br />
</span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;">«</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d&#8217;ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento</i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Tahoma, serif;"><span style="font-size: medium;">»</span></span></span></p>
<p>Dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1990?utm_source=rss&utm_medium=rss">1990</a> i sindacati confederali <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Confederazione_Generale_Italiana_del_Lavoro?utm_source=rss&utm_medium=rss">CGIL</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Confederazione_Italiana_Sindacati_Lavoratori?utm_source=rss&utm_medium=rss">CISL</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Italiana_del_Lavoro_(1950)?utm_source=rss&utm_medium=rss">UIL</a>, in collaborazione con il comune di Roma, organizzano un grande <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Concerto_del_Primo_Maggio?utm_source=rss&utm_medium=rss">concerto per celebrare il primo maggio</a>, rivolto soprattutto ai giovani: la manifestazione si tiene ancora oggi ogni anno a Roma in piazza di San Giovanni in Laterano, dal pomeriggio a notte fonda con la partecipazione di molti gruppi musicali e cantanti, ed è seguita da centinaia di migliaia di persone, oltre a essere trasmessa in diretta televisiva dalla Rai e altri canali Tv.</p>
<p><span style="color: #222222; font-family: Arial; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;"> </span></span></span></p>
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		<title>Rifugiati e lavoro: le buone pratiche</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2018 09:21:21 +0000</pubDate>
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<p>Lo scorso 24 febbraio si è svolto, a Milano, il convegno &#8220;Rifugiati e lavoro: le buone pratiche&#8221;, organizzato da Associazione Costituzione Beni Comuni, Camera del lavoro di Milano e Rete Scuole senza permesso.</p>
<p>Hanno partecipato Associazioni del Terzo Settore, Imprese, lstituzioni e Rifugiati sul tema del lavoro come strumento di autonomia economica e dignità per tutti.</p>
<p>Un convegno fondamentale, dopo una campagna elettorale fondata su false notizie e falsi allarmismi, in un Paese in cui sono sempre più frequenti episodi di violenza contro gli stranieri e dove dilaga un razzismo neanche più tanto strisciante, ma evidente.</p>
<p>Se siete interessati, come sicuramente sarà, a leggere e ad ascoltare gli interventi e le testimonianze, cliccate su questo link: <a href="https://facebook.us13.list-manage.com/track/click?u=957d9578e54fc673148298c8e&amp;id=2e38a7ebe6&amp;e=ac3ac34a86&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://facebook.us13.list-manage.com/track/click?u=957d9578e54fc673148298c8e&amp;id=2e38a7ebe6&amp;e=ac3ac34a86&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>#Cristianinmischea, Aodi: &#8220;La svolta scritta dagli oltre  3 milioni di partecipanti, musulmani (60%), cristiani e laici (40%) l&#8217;11 e 12.09&#8221;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/17/cristianinmischea-aodi-la-svolta-scritta-dagli-oltre-3-milioni-di-partecipanti-musulmani-60-cristiani-e-laici-40-l11-e-12-09/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2016 06:58:38 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><b><span style="font-size: x-large;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6911" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6911" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (534)" width="641" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 641w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534-300x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 641px) 100vw, 641px" /></a></span></b></div>
<div></div>
<div>A distanza di un giorno dall&#8217;evento #cristianinmoschea che si è svolto l&#8217;11 e il 12 di settembre in tutta Italia, gli sportelli delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), promotrici dell&#8217;iniziativa assieme al Movimento Internazionale Uniti per Unire hanno continuato a raccogliere dati e analisi significativi che testimoniano il grande successo popolare, di partecipazione e adesione all&#8217;appello lanciato a Papa Francesco da parte di Foad Aodi. Non solo moschee ma anche case, piazze, stadi e luoghi pubblici hanno accolto infatti uno scambio di auguri internazionale alla ricorrenza della festività islamica dell&#8217;Eid Al Adha (12 settembre).</div>
<div>Le Co-mai e Uniti per Unire, confermando le statistiche divulgate nei giorni scorsi aggiungono: su 3 milioni di partecipanti il 60% sono musulmani ed arabi; i cristiani, i laici  e i fedeli delle altre religioni il 40%.</div>
<div> 700 mila cittadini hanno partecipato  l&#8217;11.09 pomeriggio  agli incontri nelle moschee, presso le strutture sportive e nelle case dove  musulmani, cristiani e laici hanno organizzato più di 3500  cene insieme  in coincidenza con la giornata di digiuno (un giorno prima della festa del Eid).</div>
<div>In due milioni e trecentomila hanno partecipato alla festa dell&#8217;Eid il giorno a seguire, il 12.09, e si sono scambiati gli auguri dopo la preghiera dei musulmani, dalle ore 08.30 sino alle 13:00 presso moschee, luoghi pubblici, impianti sportivi e piazze.</div>
<div>Oltre un milione e 400  italiani, cittadini di origine straniera, autorità, cristiani e laici  hanno partecipato alle iniziative dell&#8217;11 e 12.09 insieme ai musulmani con numerose adesioni comunicate l&#8217;11.09 che si sono aggiunte a quelle delle 2000 comunità e associazioni, Università e sindacati internazionali.</div>
<div>All&#8217;iniziativa dell&#8217;11.09 ha partecipato un gran numero di donne musulmane, cristiane, arabe, italiane e di origine straniera.</div>
<div>Le Regioni che hanno riscontrato una maggiore partecipazione sono quelle a  seguire:</div>
<div>Lazio; Puglia; Emilia Romagna; Umbria; Piemonte; Sicilia: Campagna; Veneto; Liguria; Lombardia; Marche; Abruzzo.</div>
<div>&#8220;Ringraziamo tutti per il loro contributo che ci ha consentito di scrivere questa nuova pagina di svolta italiana a favore della buona convivenza che passa con il dialogo porta a porta e con l&#8217;unione e la valorizzazione delle buone pratiche per l&#8217;integrazione&#8221;. Dichiara  Aodi che si appella al Ministro dell&#8217;Interno Alfano per rafforzare l&#8217;unità tra le associazioni e comunità musulmane di origine straniera istituendo  un comitato scientifico composto di esperti internazionali nel dialogo inter-religioso nell&#8217;integrazione  per raccogliere e valutare tutte le proposte che le comunità ed associazioni vogliono avanzare senza distinzioni. La proposta nasce dalle frequenti discussioni sorte nella  consulta islamica del Ministero degli Interni che dal primo giorno della sua istituzione  &#8211; secondo Aodi &#8211; &#8220;avrebbero contribuitole divisioni tra le varie comunità musulmane, tra le &#8220;accreditate&#8221; e le &#8220;non accreditate&#8221; senza portare proposte concrete e condivise da tutti gli animi e rappresentative dei musulmani in Italia&#8221;.</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-533.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6910" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6910" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-533.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (533)" width="562" height="435" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-533.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 562w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-533-300x232.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 562px) 100vw, 562px" /></a></div>
<div></div>
<div>&#8220;Siamo fieri del successo della nostra iniziativa, una prova concreta che possiamo abbattere insieme il muro del silenzio, dell&#8217;indifferenza, dell&#8217;ambiguità e della confusione, aprendo una pagina nuova di rinascimento inter-religioso&#8221;: così, a seguito dell&#8217;incontro di ieri presso la Moschea di Al Fath di Roma, in V. della Magliana 76, Foad Aodi, Presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e del Movimento Internazionale &#8220;Uniti per Unire&#8221; ha esternato oggi, 12 settembre, il suo sincero ringraziamento al gran numero di  Moschee, Centri culturali e Associazioni arabi e musulmani, Università e sindacati italiani e di origine straniera che hanno risposto positivamente all&#8217;appello #Cristianinmoschea, lanciato da Co-mai e Uniti per Unire per le due giornate dell&#8217;11 e del 12 di settembre.</p>
<div>&#8220;Contemporaneamente al nostro incontro in moschea &#8211; ha aggiunto Aodi &#8211; tante altre moschee nel Lazio e nelle diverse Regioni d&#8217;Italia hanno organizzato incontri e visite aperte ai visitatori di tutte le fedi. Inoltre, ieri sera, nell&#8217;occasione della chiusura del giorno del digiuno che precede la giornata della Festività dell&#8217;Eid, hanno avuto corso migliaia di cene porta a porta, organizzate dagli esponenti delle Comunità, Associazioni, dalle moschee e dagli Imam aderenti. Per la prima volta, la comunità civile è stata coinvolta in maniera spontanea, diretta e costruttiva dal popolo per far crollare qualsiasi diffidenza e la così detta &#8220;paura&#8221; nei confronti del vicino di casa di origine straniera&#8221;.</div>
<div>A sottolineare i principi di trasparenza e concretezza con i quali si è svolto il doppio appuntamento dell&#8217;11 e dl 12, Aodi riporta le statistiche raccolte dalle Co-mai: &#8220;Le adesioni da parte di confederazioni, federazioni, istituti, università, sindacati, associazioni, comunità arabe, musulmane e internazionali sono state oltre 2000; il 95% delle associazioni e comunità del mondo arabo hanno aderito; il 93% di associazioni e comunità del mondo musulmano ci ha sostenuto, così come il 93% di comunità e associazioni di origine straniera. Ad oggi, secondo la nostra ricerca condotta a livello provinciale, regionale  e nazionale durante il mese di agosto, ci sono oltre due milioni di musulmani in Italia, 14000 centri ed associazioni musulmani. Di questi 1400, 1200 ci hanno sostenuto. L&#8217;unica risposta ufficiale di mancata adesione &#8211; precisa Aodi &#8211; è stata quella della Grande Moschea. Risposta che non ci è stata comunicata direttamente, ma attraverso la stampa associati ad offese ed attacchi infondati agli organizzatori. Sebbene profondamente indignati assieme a tutti i rappresentanti delle Comunità e Associazioni arabi, musulmani e di origine straniera, questa notizia non ci ha scoraggiati, anzi, ci ha stimolato ulteriormente ad organizzare incontri e cene porta a porta con tutti quanti ne hanno compreso l&#8217;importanza&#8221;. All&#8217;interno della piccola Moschea di Al Fath, lo scambio di un messaggio di pace ha coinvolto ieri il Segretario Generale della Uil Carmelo Barbagallo, una delegazione della CGL, l&#8217;Ambasciatrice di Malta in Italia Vanessa Frazier, il Presidente Onorario di Avis Roma e tanti altri presidenti di Associazioni, Comunità e Ong arabe, straniere e internazionali.</div>
<div>L&#8217;invito al dialogo ha visto una grande risposta di partecipazione sia nelle moschee che nelle piazze anche oggi 12 settembre. Secondo quanto riportato da Aodi, infatti, le Comunità e le Associazioni con un&#8217;adesione di oltre il 95%, si sono organizzate per la prima volta nella storia su tutto il territorio nazionale per festeggiare la Festività dell&#8217;Eid Al Adha insieme ai cristiani, ai laici, ai cittadini di origine straniera e ai rappresentanti delle Istituzioni negli spazi pubblici delle numerose città,  da  Nord a Sud d&#8217;Italia (a Torino presso il parco di Dora; a Como in Piazza D&#8217;Armi;  a Mestre al Varco di San Giuliano; a Corciano, Perugia, in moschea con i rappresentanti delle Croce Rossa e delle Istituzioni; a Napoli presso Piazza Garibaldi; a Bari presso il padiglione della Fiera del Levante con il patrocinio del Comune della città, a Catania nel centro sportivo in V. Zurria, a Milazzo sul lungomare Garibaldi). Quest&#8217;anno, inoltre, seguendo la scia della giornata di apertura delle moschee dell&#8217;11 di settembre, numerosi Imam hanno deciso di accogliere i visitatori delle diverse religioni e laici per lo scambio di auguri dopo la preghiera dell&#8217;Eid al Adha. A Roma, lo scambio è avvenuto oltre che nelle moschee anche in  tre luoghi pubblici: Largo Preneste, Torpignattara e Piazza Vittorio.</div>
<div>&#8220;Ha vinto l&#8217;Italia, hanno vinto gli italiani di tutte le religioni e di tutte le provenienze, i cristiani, i musulmani e i laici che credono nell&#8217;apertura e non nella chiusura. Abbiamo abbattuto  il muro della paura, del pregiudizio e delle strumentalizzazioni politiche&#8221;, commenta Aodi. &#8220;Oggi &#8211; aggiunge &#8211; dalla grande Moschea di Roma dove mi sono recato a pregare con amici esponenti delle Comunità, rispetto agli anni scorsi l&#8217;affluenza dei musulmani si è ridotta, in particolare per quanto riguarda le Comunità arabe, questo è per noi un grande dispiacere &#8230;&#8221;.</div>
<div>Dopo lo scambio di auguri, le Comunità arabe, musulmane e bengalesi aderenti all&#8217;appello #Cristianinmoschea annunciano che invieranno un comitato nelle zone colpite dal terremoto per portare  cibo e aiuti in segno di solidarietà, proseguendo il sostegno dell&#8217;Associazione dei medici di origine straniera in Italia (AMSI), delle Co-mai e Uniti per Unire ai terremotati, come già dimostrato un giorno dopo il terremoto attraverso più di 1000 donazioni di sangue e con l&#8217;aiuto fornito alle vittime dai numerosi medici di origine straniera in collaborazione con l&#8217;Avis.</div>
<div></div>
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<div></div>
</div>
<div><span style="font-size: large;"> </span></div>
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		<title>Parlare di lavoro: l&#8217;ultimo libro di Angelo Ferracuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Aug 2016 06:17:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; Addio. Il romanzo della fine del lavoro, il libro di Angelo Ferracuti, edito da Chairelettere. L&#8217;Associazione per i Diritti umani ha intervistato l&#8217;autore e lo ringrazia moltissimo. &#160; Vuole raccontarci come si&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/9788861906532.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6502" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6502" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/9788861906532.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="9788861906532" width="300" height="450" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/9788861906532.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/9788861906532-200x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Addio. Il romanzo della fine del lavoro, il libro di Angelo Ferracuti, edito da Chairelettere.</p>
<p>L&#8217;Associazione per i Diritti umani ha intervistato l&#8217;autore e lo ringrazia moltissimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vuole raccontarci come si è svolta la sua ricerca per la stesura di questo libro?</p>
<p align="JUSTIFY">Quando decido di ambientare un mio reportage in un territorio geografico, la prima cosa che faccio è quella di tornarci molte volte, una specie di esplorazione etnografica. Cerco lentamente di mettere a fuoco la situazione che mi interessa ma dentro un contesto più ampio, soprattutto temporale. Quindi per capire la crisi, la sofferenza di Carbonia e del Sulcis-iglesiente, l’effetto domino determinato dalla fine del lavoro e della civiltà mineraria prima, ho dovuto anche connettermi con un sentire, una sensibilità unica che ho trovato in questa terra pieno di fascino, e per questo ho letto molti libri, visto film, documentari, ascoltato canzoni, guardato molti reportage fotografici come quello bellissimo di Catellani. Sono partito da una scaletta di massima che poi è cambiata infinite volte, perché poi a volte la realtà mente e bisogna interpretarla, cercare fonti autorevoli e oneste, cercare con passione e rigore di avvicinarsi il più possibile alla verità storica, al sedimentato antropologico.</p>
<p align="JUSTIFY">Qual era il senso degli scioperi nel Passato e perché oggi si assiste ad una certa mancanza di azione partecipata?<b> </b></p>
<p align="JUSTIFY">Nel Sulcis, dove proprio perché c’era molto lavoro si è creata la prima comunità multiregionale italiana, si è venuta a creare una delle classi operaie più forte e coese d’Europa, prima per ribellarsi alla schiavitù di una condizione terribile, poi per reclamare diritti soprattutto rispetto alla sicurezza sul lavoro e alla dignità della persona. Non dimentichiamoci che proprio dopo l’eccidio di Buggerru del 1904 fu proclamato il primo sciopero generale nazionale. Oggi ciò che resta di quella classe operaia è ancora coesa e forte, ma non ha più un partito di riferimento, un movimento di lavoratori internazionale, la sua forza politica è stata indebolita da processi generali complessi. Ma nonostante la crisi terribile, nonostante le difficoltà di incidere, anche per la lontananza geografica, questi operai che sono l’anello debole di questa crisi, continuano a resistere e lottare, stanno dentro e fuori le fabbriche, organizzano manifestazioni di protesta. Purtroppo inascoltati dalla politica.</p>
<p align="JUSTIFY">Quale la differenza tra povertà e impoverimento e quali categorie di persone vengono coinvolte?</p>
<p align="JUSTIFY">Questa è una delle contraddizioni che stiamo vivendo, e anche un po’ una guerra tra poveri usata strumentalmente da politici razzisti come Salvini, cioè tra strati della popolazione italiana che perdono status, e migranti che scappano da guerre, epidemie, e chiedono asilo. Da una parte gli occidentali impoveriti, dall’altra i poveri assoluti, che non hanno niente, e anche le contraddizioni legate al consumismo, cioè al fatto di consumare beni assolutamente superflui. Nella zona interessata dal mio libro i più colpiti sono i cinquantenni, le donne, che debbono il più delle volte farsi carico del peso economico e morale della famiglia, e i giovani che non riescono a progettare un’esistenza. La sopravvivenza economica paradossalmente avviene grazie ai pensionati, agli ex minatori.</p>
<p align="JUSTIFY">Vuole commentare per noi la condanna di Carlo De Benedetti per le malattie e le morti per l&#8217;amianto in fabbrica?</p>
<p align="JUSTIFY">E’ la dimostrazione che non esiste e non è mai esistito un capitalismo buono. A parte quell’anomalia che è stata l’Olivetti di Ivrea, quella di Volponi e Fortini, Musatti e Gallino. Ma in Italia, appunto, è stata una e per questo ha creato una mitologia.</p>
<p>A suo parere, il job act favorisce l&#8217;inserimento dei giovani nel mercato del lavoro ed è utile per equilibrare la sperequazione sociale?</p>
<p align="JUSTIFY">Non è il job act, peraltro iniquo, a creare lavoro, perché il lavoro non c’è per questioni legate proprio al modello capitalistico e alla globalizzazione, alle tante delocalizzazioni che hanno creato anche in Italia desertificazione industriale e disoccupazione, a partire dal caso Fiat, azienda simbolo del capitalismo assistito all’italiana. La legge ha precarizzato ulteriormente, ha dato in mano ai padroni maggiore potere nei confronti dei dipendenti, non ha creato nuovi posti di lavoro, ma in parlamento è stata votata anche dall’ex segretario generale della CGIL Epifani e dall’ex dirigente della Fiom Cesare Damiano, mentre in Francia la protesta ha infiammato le piazze. Quindi mi pare evidente che c’è una problema italiano, e non è solo un problema politico ma soprattutto culturale.</p>
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		<title>Il progetto Ekotonos: attivo nella Casa Circondariale S. Vittore di Milano dal 1992</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2016 07:40:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Relazione attività 2015 &#160; A cura di Licia Rosselli che l&#8217;Associazione per i Diritti umani ringrazia. Le iniziative del progetto Ekotonos, orientate dalla logica dell’empowerment, intendono contribuire alla tutela della dignità delle persone in&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Relazione attività 2015</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di Licia Rosselli che l&#8217;Associazione per i Diritti umani ringrazia.</p>
<h2 align="LEFT"></h2>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/th86QLIEKQ-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6414" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-6414 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/th86QLIEKQ-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th86QLIEKQ" width="300" height="153" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Le iniziative del progetto Ekotonos, orientate dalla logica dell’empowerment, intendono contribuire alla tutela della dignità delle persone in esecuzione penale carceraria. Per Ekotonos è fondamentale che le varie attività progettate e realizzate abbiano come co-protagonisti gli stessi detenuti, di cui promuovere la responsabilizzazione attraverso tutte le forme possibili di auto e mutuo aiuto. Le organizzazioni che condividono il progetto sono per la loro parte impegnate nella costruzione partecipata della relazione d’aiuto fuori da schemi asimmetrici che rischiano di riservare ai destinatari un ruolo sostanzialmente passivo, laddove, per il progetto, sono irrinunciabili i modelli di “operatori pari” che esigono ruoli attivi e responsabili da parte di tutti i soggetti.</p>
<p align="JUSTIFY">Le associazioni in rete nel progetto operano principalmente al Terzo Reparto Maschile e al Reparto Femminile, alcune sia come Ekotonos sia come singola associazione gestiscono anche attività in altri reparti.</p>
<p align="JUSTIFY">Il progetto si coordina attraverso le riunioni mensili dell’Area di Programmazione che si tengono a San Vittore (ad esse partecipano sia i volontari sia i referenti dei detenuti e delle detenute dal cui impegno dipendono in larga misura il lavoro e il calendario dei Centri Per l’Autoassistenza maschile e femminile &#8211; C.P.A.).</p>
<p align="JUSTIFY">Le Associazioni, con la propria identità culturale e le proprie risorse umane si fanno carico delle coordinate progettuali e organizzative di Ekotonos, assicurano una significativa presenza a San Vittore in ciascun giorno della settimana, realizzando nell’arco dell’anno, con le modalità proprie delle specifiche attività, diverse migliaia di contatti.</p>
<p align="JUSTIFY">È il modo in cui Ekotonos si interroga e agisce per tentare di corrispondere alle continue trasformazioni di un sistema carcerario connotato in termini di “detenzione sociale”: soprattutto in una casa circondariale caratterizzata da permanenze brevi, grande turn over, con una spiccata presenza di migranti, di affetti da varie dipendenze, di soggetti marginali, di portatori di problemi di salute.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/thQENYWRTX.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6413" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-6413 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/thQENYWRTX.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="thQENYWRTX" width="299" height="299" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/thQENYWRTX.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 299w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/thQENYWRTX-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/thQENYWRTX-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/thQENYWRTX-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 299px) 100vw, 299px" /><br />
</a></p>
<p align="JUSTIFY">
<p class="western" align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>CGIL Milano </b></span></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Ufficio Politiche Social</b></span></span><span style="font-family: Verdana, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>i</b></span></span></span></p>
<p class="western" align="LEFT"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><b>AREA LAVORO</b></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><b>Maschile Terzo Reparto saletta Ekotonos Sotterraneo (n° 17 a sinistra)</b></span></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><b>Mercoledì pomeriggio &#8211; Dalle ore 13,15 alle ore 15,15</b></span></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><b>GRUPPO D’INFORMAZIONE SUI DIRITTI DI CITTADINANZA E SUL LAVORO </b></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;">Informazioni e riflessioni sul mercato del lavoro e la legislazione, s’indicano i servizi di orientamento al lavoro, dove rivolgersi per le pratiche relative alla previdenza, le vertenze di lavoro. Obiettivo è quello di aumentare le competenze delle persone detenute che possono in questo modo trovare un incoraggiamento verso la progettazione di un percorso d’inserimento lavorativo, già durante la detenzione, tenendo presente la loro condizione (anche pregressa) di dipendenza da sostanze. </span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;">Nel 2015 si sono sperimentati cicli di 4/5 incontri con piccoli gruppi (detenuti che dimostrino l’interesse e assicurino la presenza per tutto il percorso) sull’orientamento e la preparazione del curriculum vitae.</span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;">Qualora sia richiesta, è prevista una consulenza specifica sulle buste paga dei lavoranti da parte del responsabile dell’Ufficio Politiche Sociali.</span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><i>Angela Mereghetti e su particolari argomenti Licia Roselli </i></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><i>Contatti ad incontro: circa 5/7detenuti, talvolta si ripresentano successivamente</i></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><i>Totale contatti anno 2015: circa 300</i></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><i>Monte ore mensile circa 8/10 ore con i detenuti</i></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><i>Monte ore mensile per attività esterne 15 ore (Area Programmazione, Attività di coordinamento CPA Maschile, contatti con altri volontari e servizi del territorio, ecc)</i></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><b>Sezione Femminile, saletta CPA </b></span></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><b>Lunedì pomeriggio &#8211; Dalle ore 13,15 alle ore 15,15</b></span></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><b>GRUPPO D’INFORMAZIONE SUI DIRITTI DI CITTADINANZA, SUL LAVORO E SULLE TEMATICHE DI GENERE</b></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;">Informazioni e riflessioni sul mercato del lavoro e relativa legislazione, s’indicano i servizi di orientamento al lavoro, dove rivolgersi per le pratiche relative alla previdenza, le vertenze di lavoro, con particolare riferimento alle tematiche e alla legislazione specifica donne/lavoro e alle tematiche di genere. L’obiettivo di questi incontri è quello di aumentare le competenze delle donne detenute che possono avviare un percorso di rivisitazione di vita/lavoro, già durante la detenzione, con piena consapevolezza delle loro potenzialità e desideri. Nel 2015 si sono sperimentati cicli di 4/5 incontri con piccoli gruppi (detenute che dimostrino l’interesse e assicurino la presenza per tutto il percorso) sull’orientamento e la preparazione del curriculum vitae.</span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;">Collegamento con il laboratorio Artistico del mercoledì, tenuto da alcune Donne Volontarie della CGIL di Milano.</span></span></p>
<p class="western" align="LEFT"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><i>Angela Mereghetti e su particolari argomenti Licia Roselli </i></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><i>Angela Mereghetti Vice Referente esterna C.P.A. Femminile</i></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><i>Contatti ad incontro: circa 5 detenute, alcune si ripresentano successivamente.</i></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><i>Totale contatti anno 2015: circa 200</i></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><i>Monte ore mensile circa 8 ore con le detenute</i></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><i>Monte ore mensile per attività esterne 10 ore (Area Programmazione, attività di coordinamento C.P.A. Femminile, contatti con altri volontari e servizi del territorio, ecc).</i></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/th86QLIEKQ-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6414" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""> </a></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/th87SVPHNW.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6417" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-6417 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/th87SVPHNW.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th87SVPHNW" width="300" height="199" /></a></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><b>Maschile Terzo Reparto, saletta Ekotonos Sotterraneo (n° 17 a sinistra)</b></span></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><b>Lunedì mattina Dalle ore 10,30 alle ore 13,00</b></span></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><b>GRUPPO SULLA RESPONSABILITA’ SOCIALE</b></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;">Formatosi a Giugno 2015, da detenuti di vari reparti oltre che del Terzo che hanno partecipato al progetto di lettura Farheneit.</span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;">Il Gruppo si è interrogato sulla Responsabilità Sociale d’impresa e su come favorire e individuare occasioni di lavoro e di formazione fuori e dentro San Vittore. Su richiesta dei partecipanti invita persone esperte in questi argomenti.</span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;">Attualmente si occupa di monitorare un processo di Formazione tra pari presso la Legatoria del Terzo Reparto e futuri sviluppi di produzione/espansione della stessa. Inoltre sta contattando Cooperative Sociali esterne/interne su come progettare e proporre percorsi alternativi al carcere di persone detenute di San Vittore.</span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;">Nel frattempo sta studiando progetti di reinserimento lavorativo all’esterno. Quali una rivendita di pane e dolciumi e sulla raccolta differenziata a San Vittore, con possibilità di lavoro anche per il fuori.</span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;">Il Gruppo ha una connotazione di presenze prevalentemente stabili di circa 10/15 persone.</span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><i>Licia Roselli (anche</i></span></span><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"> referente esterna Progetto Ekotonos Terzo Reparto) </span></span><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><i>Laura Gaggini</i></span></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><i>Monte ore mensile circa 8/10 ore con i detenuti</i></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;"><i>Monte ore mensile per attività esterne 15 ore (Area Programmazione, Attività di coordinamento CPA Maschile, contatti con altri volontari e servizi del territorio, ecc)</i></span></span></p>
<p class="western" align="LEFT"><span style="font-family: Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size: small;">Licia Roselli Monte ore mensile per attività di Referente esterna CPA Maschile circa 12 ore</span></span></p>
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		<title>Convegno: sfruttamento dei Sikh nei campi agricoli italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2016 10:43:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ISGI-CNR e In Migrazione MARTEDI 28 GIUGNO ALLE ORE 15.30 PRESSO IL CNR &#8211; AULA TAURINI, IN VIA DEI TAURINI 19 &#8211; ROMA LO SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI STRANIERI NELLE CAMPAGNE ITALIANE. IL CASO DELLA&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/b0673b8ecdf1e338e82be021f78de5c0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6058" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6058" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/b0673b8ecdf1e338e82be021f78de5c0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="b0673b8ecdf1e338e82be021f78de5c0" width="640" height="425" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/b0673b8ecdf1e338e82be021f78de5c0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/b0673b8ecdf1e338e82be021f78de5c0-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: x-large;"><b>ISGI-CNR e In Migrazione</b></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;">MARTEDI 28 GIUGNO ALLE ORE 15.30</span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;">PRESSO IL CNR &#8211; AULA TAURINI, IN VIA DEI TAURINI 19 &#8211; ROMA</span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #943634;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: x-large;"><b>LO SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI STRANIERI NELLE CAMPAGNE ITALIANE. IL CASO DELLA COMUNITÀ SIKH IN PROVINCIA DI LATINA</b></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;"><u>Partecipano</u></span></span><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;">:</span></span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Fabio Marcelli</b></span></span></span><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;">, </span></span></span><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;"><i>dirigente di ricerca ISGI-CNR e coordinatore del gruppo di lavoro su “Migrazioni e sviluppo” del nuovo Progetto migrazioni CNR</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Marco Omizzolo</b></span></span></span><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;">, </span></span></span><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;"><i>presidente</i></span></span></span> <span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;"><i>In Migrazione e sociologo</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Antonio Bevere</b></span></span></span><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;">,</span></span></span><b> </b><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;"><i>direttore di “Critica del diritto”</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Jean Renee Bilongo</b></span></span></span><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;">, </span></span></span><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;"><i>coordinamento immigrazione/ FLAI-CGIL</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Davide Mattiello</b></span></span></span><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;">, </span></span></span><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;"><i>deputato e memb</i></span></span></span><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;"><i>ro Commissione Parlamentare Antimafia</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Enrico Pugliese</b></span></span></span><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;">, </span></span></span><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;"><i>sociologo</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Gurmukh Singh</b></span></span></span><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;">, </span></span></span><span style="color: #1a1a1a;"><span style="font-family: Bookman Old Style, serif;"><span style="font-size: large;"><i>Comunità Sikh pontina</i></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E un breve video per voi:</p>
<p><a href="https://www.produzionidalbasso.com/project/the-harvest-storie-di-nuovo-caporalato-agricolo-in-italia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.produzionidalbasso.com/project/the-harvest-storie-di-nuovo-caporalato-agricolo-in-italia/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La legge del mercato: un nuovo film dalla Francia riflette sulla crisi del lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2015 06:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia è uscito con il titolo La legge del mercato, il titolo anglofono è The measure of a man e quello internazionale recita A simple man: tutti titoli adatti per descrivere, in poche&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://4.bp.blogspot.com/-MAsZ61GOx1o/VkWStX0nAsI/AAAAAAAADiY/mhgnS2K-VgI/s1600/imm%2B%25283%2529.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="400" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/11/imm28329.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="280" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
Italia è uscito con il titolo <i>La<br />
legge del mercato, </i>il<br />
titolo anglofono<i> è<br />
The measure of a man </i>e<br />
quello internazionale recita <i>A<br />
simple man</i>:<br />
tutti titoli adatti per descrivere, in poche parole, quello che sarà<br />
il contenuto dell&#8217;ultimo lavoro di Stèphane Brizé grazie al quale<br />
Vincent Lindon ha vinto il premio per la migliore interpretazione<br />
maschile all&#8217;ultima edizione del festival di Cannes. Lindon è qui<br />
Thierry Taugordeau, un uomo sulla cinquantina, sposato e con un<br />
figlio disabile. L&#8217;attore presta il suo volto e il suo sguardo ad una<br />
persona che procede per inerzia, che ha perso il lavoro presso<br />
un&#8217;impresa in cui ha svolto l&#8217;attività per venticinque anni, ha poi<br />
frequentato molti corsi di formazione, ma non riesce a ricollocarsi<br />
nel mondo professionale. Fino a che, un giorno finalmente, trova un<br />
impiego come addetto alla sicurezza in un supermercato. Accetta,<br />
anche se si tratta di fare un passo indietro di carriera, ma il<br />
problema non sarà questo: il vero problema si porrà nel momento in<br />
cui Thierry dovrà denunciare i suoi stessi colleghi oppure le<br />
persone che non hanno abbastanza denaro per pagare i prodotti che<br />
vorrebbero acquistare.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Lo<br />
spettatore entra lentamente nella vita del protagonista e nella<br />
società capitalistica: la  quotidianità  di Thierry si va a<br />
scontrare con la crisi economica che colpisce, in maniera indistinta,<br />
giovani e meno giovani, professionisti e operai. Una lentezza quasi<br />
agonizzante che si allinea alla freddezza delle inquadrature, delle<br />
luci e dei paesaggi, tipici di quelle aree metropolitane in cui la<br />
povertà si sta divulgando, portando via sogni, sicurezze e voglia di<br />
vivere.</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Grigio<br />
è il volto di Thierry, grigi i volti delle altre persone, tutti<br />
attori non professionisti per ricreare sullo schermo la<br />
verosomiglianza delle situazioni che si vogliono denunciare; i luoghi<br />
fisici sono spesso strade in cui l&#8217;uomo cerca un lavoro, le agenzia<br />
di collocamento, il supermercato, tutti “non-luoghi” come li<br />
definisce Marc Augè, ovvero luoghi di transito dove gli individui<br />
camminano, si spostano in cerca di qualcosa oppure dove trascinano la<br />
propria esistenza senza creare legami affettivi profondi. Nemmeno in<br />
famiglia, Thierry può garantire la propria presenza, o per lo meno<br />
una presenza serena: prima perchè è rimasto senza sostentamento e<br />
poi perchè si trova a dover affrontare un dilemma etico molto grave.</p>
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
dilemma è, ovviamente, posto anche al pubblico: cosa faremmo al<br />
posto di Thierry di fronte a una persona povera che ruba la merce al<br />
supermercato? Come dire a un nostro collega che verrà lincenziato,<br />
quando sappiamo bene cosa significhi rimanere senza un posto?
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;empatia<br />
e l&#8217;dentificazione sono meccanismi che dovrebbero scattare grazie<br />
all&#8217;Arte cinematografica: e forse il regista ha usato il proprio<br />
mezzo per far riflettere sulla tragedia che molti, troppi stanno<br />
vivendo sulla priopria pelle, anche se i proclama dei governi<br />
raccontano una storia molto diversa. Nel film viene rappresentata la<br />
solidarietà tra poveri e la guerra tra poveri e, al di sopra di<br />
tutti, il Mercato, il Denaro, le nuove divinità a cui siamo<br />
costretti ad immolarci anche a scapito della nostra dignità: le<br />
telecamere sono appostate ovunque, spiano e registrano ogni parola e<br />
ogni movimento, estensione di un Potere occulto, strisciante e<br />
imperante. Niente più tempo libero, svaghi, giochi: tutto è ridotto<br />
alla sfida, all&#8217;eliminazione, alla concorrenza. Perchè in questo<br />
tipo di società non c&#8217;è più spazio per le relazioni dirette, per i<br />
sentimenti e neanche per la salute. Una persona è davvero soltanto<br />
considerata come “capitale umano”, per citare un film di Paolo<br />
Virzì, e non c&#8217;è bisogno di scomodare teorie marxiste o di<br />
ricordare Chaplin: basta guardarsi intorno.
</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
finale della pellicola rimane aperto perchè siamo nel pieno della<br />
crisi, perchè ancora non è migliorato nulla e, perchè, forse<br />
nessuno di noi ha la risposta giusta alla domanda: sarei vittima o<br />
carnefice?
</div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<iframe loading="lazy" width="320" height="266" class="YOUTUBE-iframe-video" data-thumbnail-src="https://i.ytimg.com/vi/Re0ESPT17wU/0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" src="https://www.youtube.com/embed/Re0ESPT17wU?feature=player_embedded&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Non è tempo di annunci: le proposte #possibili sul caporalato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2015 05:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Marco Omizzolo&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; (anche su www.possibile.it) Tutti ora hanno scoperto che nelle nostre campagne esiste il caporalato. E tutti avanzano proposte risolutive del problema con una disinvoltura che lascia esterrefatti. Eppure il problema è&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione3">
<p> di Marco Omizzolo&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; (anche su <a href="http://www.possibile.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.possibile.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>)</p>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://2.bp.blogspot.com/-v_HHwCBaZE8/Vfpo7Y5REvI/AAAAAAAADNE/G6OvCvg4NXc/s1600/1295443231134caporalato.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="240" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/09/1295443231134caporalato.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="320" /></a></div>
<p></p>
<p> <strong>Tutti ora hanno scoperto che nelle nostre campagne esiste<br />
 il caporalato</strong>. E tutti avanzano proposte risolutive del<br />
 problema con una <strong>disinvoltura</strong> che lascia<br />
 esterrefatti. Eppure il problema è noto da anni. La <strong>Flai-CGIL</strong><br />
 da tempo pubblica un dossier dal titolo <i>Agromafie e caporalato<br />
 </i>con il quale fotografa il fenomeno dello sfruttamento e della<br />
 riduzione in schiavitù di migliaia di lavoratrici e lavoratori<br />
 agricoli, soprattutto migranti, denuncia il ricatto sessuale<br />
 praticato in alcune aree del paese, in particolare in Sicilia, e<br />
 raccoglie testimonianze <strong>anche nel Nord Italia</strong> dove<br />
 ugualmente vige la regola della prevaricazione del più forte sul<br />
 più debole. Il Nord Italia non è infatti esente dal fenomeno. Area<br />
 dove la Lega è particolarmente forte, sostenuta anche da quei<br />
 padroni che la sera urlano contro gli immigrati, ansiosi di<br />
 accendere ruspe e falò, mentre la mattina raccolgono, coi loro<br />
 furgoni, braccianti indiani, africani e italiani per farli lavorare<br />
 nel loro campo a tre euro l’ora.</p>
<p> La pubblicistica in materia ha ormai raggiunto un livello di<br />
 analisi senza dubbio rilevante. I dossier di <strong>Medici senza<br />
 Frontiere</strong>, di <strong>Amnesty</strong>, della cooperativa<br />
 <strong>In Migrazione</strong>, di <strong>Medu</strong> o di<br />
 <strong>Filierasporca</strong> e non solo, hanno denunciato le<br />
 condizioni di lavoro e di salute di migliaia di braccianti in Italia<br />
 e le responsabilità di un sistema che comprende molti attori<br />
 (<i>Migranti e territori</i>, Ediesse editore). Si consideri che <strong>il<br />
 primo dossier di Medici senza frontiere è del 2005</strong> e certo<br />
 all’epoca la politica non è intervenuta nel merito del problema<br />
 come poteva e doveva fare. I servizi di <strong>Fabrizio Gatti in<br />
 Puglia</strong> già nel 2006 raccontavano l’inferno delle nostre<br />
 campagne, dove si vive per lavorare e a volte si muore nel silenzio<br />
 generale. Accade ancora oggi. Appena qualche giorno fa la notizia di<br />
 un lavoratore migrante morto nelle campagne pugliesi di Rignano<br />
 Garganico, caduto in uno dei 57 cassoni di pomodori che aveva<br />
 raccolto durante il giorno. La vittima, originaria del Mali, aveva<br />
 circa trent’anni e <strong>del cadavere per ora non c’è<br />
 traccia</strong>, forse occultato dai caporali o dai padroni.<br />
 Recentemente la sociologa <strong>Fiammetta Fanizza</strong> su La<br />
 Gazzetta del Mezzogiorno si è correttamente domandata <strong>dove<br />
 siano l’Inps, la Guardia di Finanza e gli ispettori del lavoro</strong>.<br />
 Ha ragione Fanizza quando afferma che esiste una catena di<br />
 caporalato che ha completamente occupato uno spazio di mercato. Ed è<br />
 per questo che il complesso delle responsabilità e complicità <strong>va<br />
 molto oltre i soli padroni, sfruttatori e trafficanti di uomini e di<br />
 donne ma coinvolge esponenti politici, impiegati e funzionari<br />
 pubblici, liberi professionisti, in particolare avvocati, consulenti<br />
 del lavoro, ragionieri e commercialisti, insieme alla Grande<br />
 Distribuzione Organizzata</strong>, troppo poco chiamata in causa.&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://1.bp.blogspot.com/-nVusgfyfEFY/VfppDgHH0_I/AAAAAAAADNM/jQ8ai_sQ9DU/s1600/caporalato.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="240" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/09/caporalato.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="320" /></a></div>
<p></p>
<p> Le norme avanzate da tutti i governi nel corso degli anni hanno<br />
 avvantaggiato il sistema dello sfruttamento, sino a renderlo<br />
 vincente sul mercato locale e internazionale. Si sono continuati a<br />
 dare <strong>finanziamenti pubblici ad aziende amministrate da<br />
 truffatori, mafiosi e sfruttatori</strong>, <strong>si è eluso il<br />
 problema del caporalato</strong> nonostante la relativa legge,<br />
 impedendo che essa incidesse sui patrimoni dei padroni e delle<br />
 aziende, si è agevolata la Grande Distribuzione Organizzata<br />
 nascondendone la centralità, sinonimo di responsabilità diretta,<br />
 nel sistema di produzione agricolo e di sfruttamento della relativa<br />
 manodopera. <strong>I governi hanno attentamente evitato di<br />
 attaccare padroni e caporali</strong>, e con le loro riforme hanno<br />
 reso più difficile l’accesso alla giustizia da parte dei<br />
 lavoratori vittime di questo sistema, delle associazioni e<br />
 sindacati. La giustizia spesso non funziona e a farne le spese,<br />
 ancora una volta, sono i più deboli e i più fragili. In provincia<br />
 di Latina la coop. In Migrazione, ad esempio, ha aiutato un<br />
 bracciante indiano a presentare denuncia nei confronti del suo<br />
 datore di lavoro che per ben tre anni gli riconosceva appena 300<br />
 euro al mese per dieci ore di lavoro al giorno, sabato e domenica<br />
 compresi. Sono trascorsi due anni e ancora si deve tenere la prima<br />
 udienza. E nel frattempo quel lavoratore si è trasferito in altra<br />
 regione, peraltro insieme ai due testimoni che faticosamente aveva<br />
 cercato e trovato. È un caso banale ma eloquente. È quello che<br />
 capita quando lo Stato abdica ai suoi doveri ed è attento solo a<br />
 difendere imprenditori a prescindere dalle modalità della loro<br />
 condotta imprenditoriale (etica ed economica) e dal funzionamento<br />
 delle proprie strutture, soprattutto di quelle periferiche. Ora si<br />
 apprende che il governo avrebbe dichiarato guerra al caporalato. Non<br />
 può che essere un bene se ai proclami seguiranno atti concreti.</p>
<p> È tempo dunque di agire ma bisogna farlo con cognizione di<br />
 causa, evitando scivoloni clamorosi come quello di chi avanza, come<br />
 recentemente proposto da <strong>Roberto Saviano</strong>, modelli<br />
 impresentabili e improponibili come quello <strong>californiano</strong>,<br />
 in realtà fondato sullo sfruttamento dei migranti, soprattutto<br />
 messicani, e sul caporalato. Un sistema figlio della<br />
 ristrutturazione post-fordista dei sistemi produttivi, come afferma<br />
 la sociologa Alessandra Corrado, e della trasformazione dei rapporti<br />
 sociali. Nel modello californiano, solo per informare Saviano, il<br />
 ricorso al lavoro immigrato si configura come una “necessità<br />
 strutturale”, come afferma lo studioso Berlan sin dal 2002, in cui<br />
 i lavoratori devono essere disponibili quando richiesto dalle<br />
 esigenze della produzione, che non sono programmabili in quanto<br />
 mutevoli nel tempo e soggetti a variabili non determinabili. Insomma<br />
 si lavora secondo le necessità proprie della produzione con salari<br />
 che variano di conseguenza. Una produzione flessibile che rende<br />
 precario e sfruttato il lavoratore. <strong>Un modello da tenere<br />
 lontano da questo paese</strong>.</p>
<p> Esistono però alcune proposte dalle quali partire per un<br />
 ragionamento nel merito e qualificato. Proposte già avanzate e<br />
 pubblicate, per esempio nel volume <a href="http://www.possibile.com/expo-della-dignita/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong><i>Expo<br />
 della dignità</i></strong><strong> di Catone e Boschini</strong><u><br />
 </u></a>(Novecento editore).</p>
<p> <strong>La prima è di natura politica e prevede di stare al<br />
 fianco dei lavoratori</strong>, di chi vive ogni giorno sul proprio<br />
 corpo lo sfruttamento, ovunque esso si manifesti, e reagire contro i<br />
 responsabili (non solo i padroni e i caporali ma anche i molti<br />
 consulenti del capitale) con una determinazione nuova, ad oggi<br />
 ancora solo annunciata.</p>
<p> Secondo poi, sebbene il reato penale di “intermediazione<br />
 illecita e sfruttamento del lavoro” del 2011 sia una vittoria<br />
 storica fondamentale, esso <strong>colpisce i “caporali” e non i<br />
 datori di lavoro responsabili dello sfruttamento.</strong> Il<br />
 “caporalato” è solo una delle forme dello sfruttamento<br />
 lavorativo; questo strumento normativo deve essere migliorato. Senza<br />
 questo cambio di prospettiva, <strong>si rischia di arrestare un<br />
 caporale (italiano o straniero) per sostituirlo con uno nuovo, a<br />
 vantaggio di imprese che violano i diritti umani insieme a quelli<br />
 dei lavoratori</strong>. Questa proposta forse vedrebbe la netta<br />
 opposizione di molte categorie datoriali, attente a difendere il<br />
 made in Italy nelle nostre piazze ma meno i diritti dei lavoratori<br />
 alle loro dipendenze, ma qualcuno in questa battaglia bisognerà<br />
 pure con determinazione convincere o scontentare. E ancora, il<br />
 Decreto legislativo n.109 del 16 luglio 2012 ha introdotto alcune<br />
 aggravanti al crimine di impiego di lavoratori migranti irregolari,<br />
 tra cui il caso di “condizioni lavorative di particolare<br />
 sfruttamento”, e la sanzione accessoria del pagamento del costo di<br />
 rimpatrio. In realtà, <strong>la Legge ha omesso di adottare alcune<br />
 misure non penali contro i datori di lavoro raccomandate dall’Unione<br />
 Europea</strong>, tra cui l’esclusione dai sussidi pubblici,<br />
 inclusi i finanziamenti europei, l’esclusione dalla partecipazione<br />
 ad appalti pubblici, la chiusura degli stabilimenti o ritiro delle<br />
 licenze e l’imposizione dell’obbligo del pagamento delle<br />
 retribuzioni arretrate ai lavoratori migranti irregolari. <strong>Tali<br />
 mancanze mettono in discussione il reale effetto protettivo della<br />
 Legge italiana</strong> sui diritti dei lavoratori migranti<br />
 irregolari, e oggi ne paghiamo le conseguenze.</p>
<p> Un’altra proposta potrebbe riguardare la <strong>promozione di<br />
 un DDL sul mercato del lavoro agricolo</strong>, affinché possa<br />
 essere gestito in modo pubblico e trasparente, e mediante il<br />
 coinvolgimento dell’Inps fare incontrare in tempi brevi e in modo<br />
 efficace domanda e offerta. Una proposta di buon senso che il<br />
 Ministro Poletti potrebbe fare sua.</p>
<p> Sarebbe utile anche il pieno ed effettivo recepimento nella<br />
 legislazione nazionale delle disposizioni in materia di <strong>parità<br />
 di trattamento sia relativamente all’accesso alle prestazioni<br />
 assistenziali che a quelle alla sicurezza sociale</strong> e la<br />
 cancellazione definitiva della <strong>Bossi-Fini</strong> è poi di<br />
 fondamentale importanza.</p>
<p> Infine, importante sarebbe la <strong>riconduzione del reato di<br />
 caporalato nel 416bis</strong>. L’associazione mafiosa è evidente<br />
 nel momento in cui le modalità di reclutamento e sfruttamento dei<br />
 lavoratori ne comportano la subordinazione attraverso atti violenti,<br />
 minacce, percosse continue, reiterate e non contrastate. <strong>La<br />
 politica deve rispondere presto a questa sfida assumendosi una<br />
 responsabilità storica senza precedenti</strong>. Sarà ora la<br />
 volta buona? L’eventuale fallimento dell’occasione che in queste<br />
 ore pare aprirsi può comportare una grande reazione civile del<br />
 mondo del lavoro; una mobilitazione che manifesti tutta<br />
 l’indignazione di chi ogni giorno è costretto a trascinare sui<br />
 campi agricoli le catene di questa nuova forma di schiavitù.<br />
 Proposte insomma che un governo attento dovrebbe cogliere, come dice<br />
 di voler fare, e sulle quali si potrebbe avviare una riflessione<br />
 qualificata e ampia. <strong>Perché si liberi questo paese dal<br />
 giogo della schiavitù, dello sfruttamento e delle mafie, e sia resa<br />
 giustizia a quei lavoratori e lavoratrici morte nei campi agricoli<br />
 per aver obbedito al loro caporale o padrone</strong>. Per loro<br />
 dovremmo agire quanto prima, andando ben oltre i proclami e gli<br />
 annunci.</p>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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