<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>chiesa Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/chiesa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/chiesa/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 Aug 2023 09:12:14 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>chiesa Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/chiesa/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Daniela Di Carlo: inclusività nel messaggio dei valdesi</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/08/16/daniela-di-carlo-inclusivita-nel-messaggio-dei-valdesi/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/08/16/daniela-di-carlo-inclusivita-nel-messaggio-dei-valdesi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Aug 2023 09:09:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[culto]]></category>
		<category><![CDATA[diritticivili]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[LGBTQ+]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[paritadigenere]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Valdesi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17111</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani Questo articolo nasce dal desiderio di proporre un ciclo di interviste agli esponenti di diverse religioni con uno sguardo curioso verso ciò che non si conosce: il mio sguardo, il vostro&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/08/16/daniela-di-carlo-inclusivita-nel-messaggio-dei-valdesi/">Daniela Di Carlo: inclusività nel messaggio dei valdesi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/danieladicar.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="526" height="526" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/danieladicar.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17112" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/danieladicar.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 526w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/danieladicar-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/danieladicar-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/danieladicar-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/danieladicar-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 526px) 100vw, 526px" /></a><figcaption> </figcaption></figure>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Questo articolo nasce dal desiderio di proporre un ciclo di interviste agli esponenti di diverse religioni con uno sguardo curioso verso ciò che non si conosce: il mio sguardo, il vostro sguardo.</p>



<p>Inizio così questa scoperta: con l&#8217;intervista a Daniela Di Carlo, pastora della chiesa valdese. Quando la contatto inizia col complimentarsi con me per essermi dichiarato agnostico, ma aperto alla conoscenza&#8230;Entriamo, quindi, subito nel vivo della nostra chiacchierata.</p>



<p><strong>Quali sono i princìpi fondanti della vostra religione?</strong></p>



<p>Una delle cose fondamentali è la Bibbia, da non leggere, però, in maniera letterale. L&#8217;approccio ai testi sacri deve essere critico, considerando che i costumi cambiano. Ad esempio, in Levitico è scritto che la donna non deve avvicinarsi al sacro, ma oggi ciò sarebbe anacronistico.</p>



<p>Il messaggio di accoglienza e amore nel nuovo testamento è ciò che veramente conta. La Chiesa non deve discriminare, ma essere inclusiva.</p>



<p>Il rapporto con Dio, per noi valdesi, è diretto e non ha alcun mediatore.&nbsp;</p>



<p>Ognuno decide per se stesso anche se la fede è rappresentata come qualcosa di plurale. Un esempio di questo sono la lettura collettiva e le decisioni. L&#8217;organo decisionale è il Sinodo (80 laici e 80 pastori), diviso a sua volta in Distretto e Assemblee Locali. Esiste anche un organo di controllo su chi decide chiamato &#8220;Commissione d&#8217;Esame&#8221;.</p>



<p><strong>Ci puoi parlare brevemente della storia della Chiesa Valdese?</strong></p>



<p>Come movimento nasce nel 1070 per  volontà di Valdo, un mercante di Lione che si fece tradurre alcune parti del Vangelo. L&#8217;intenzione era quella di leggere i testi sacri e di contribuire al rinnovamento della Chiesa. </p>



<p>Nel 1184 la predicazione porta alla scomunica e a persecuzioni fino al 1848. L&#8217;inquisizione fa vittime anche tra i valdesi; vengono, per esempio, ricattolicizzati bambini già alfabetizzati.  Nel 1532, i valdesi aderirono alla riforma protestante diventando una Chiesa riformata. Proprio in epoca medioevale, le valli valdesi (Val Pellice, Val Chisone e Val Germanasca) furono un  rifugio per i fedeli perseguitati. Solo nel 1848, la Chiesa vede riconosciuti pieni diritti civili e politici.</p>



<p><strong>L&#8217;8&#215;1000 alla vostra Chiesa non viene destinato al</strong> <strong>culto, perchè questa scelta?</strong></p>



<p>Crediamo alla separazione tra Stato e Chiesa. Lo Stato si deve occupare del Bene comune, per questo destiniamo l&#8217;8&#215;1000 a progetti sociali, quali: la ricerca scientifica oppure progetti di sostegno alle persone con disabilità ed LGBTQ+. </p>



<p><strong>I Valdesi celebrano anche le unioni omosessuali. Come mai questa scelta in controtendenza con altre confessioni?</strong></p>



<p>Alcune persone vengono allontanate dalla Chiesa di appartenenza con frasi tipo “non fai parte dei progetti di Dio”. Dal 1980, ad Agape, centro ecumenico valdese, esistono i campi che si chiamano &#8220;Fede e omosessualità&#8221;. Questi campi sono stati costituiti proprio pensando al messaggio d&#8217;inclusività della nostra Chiesa. Il pastore e il direttore di Agape, Eugenio  Rivoir e Ferruccio Castellano, hanno portato la Chiese protestanti e Cattoliche ad interrogarsi sulle questioni di genere. </p>



<p>Dal 2010 i valdesi benedicono le unioni omosessuali e recentemente c&#8217;è stato il battesimo di un bambino di due papà.</p>



<p>Ringrazio Daniela per la disponibilità e alla prossima intervista!</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/08/16/daniela-di-carlo-inclusivita-nel-messaggio-dei-valdesi/">Daniela Di Carlo: inclusività nel messaggio dei valdesi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/08/16/daniela-di-carlo-inclusivita-nel-messaggio-dei-valdesi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Africa omofoba: Uganda, Kenya e gli altri</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/05/30/stay-human-africa-africa-omofoba-uganda-kenya-e-gli-altri/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/05/30/stay-human-africa-africa-omofoba-uganda-kenya-e-gli-altri/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2023 07:40:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Stay Human Africa]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Kenya]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbtqa+]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[protezioneinternazionale]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[tribù]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Uganda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16990</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani A marzo scorso in Uganda è stata presentata una legge ANTI-LGBTI che conferma l&#8217;ergastolo a chi pratica l&#8217;omosessualità liberamente, aumenta di 10 anni la pena per tentata condotta omosessuale e introduce&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/05/30/stay-human-africa-africa-omofoba-uganda-kenya-e-gli-altri/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Africa omofoba: Uganda, Kenya e gli altri</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/gay-in-uganda.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/gay-in-uganda-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16991" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/gay-in-uganda-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/gay-in-uganda-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/gay-in-uganda-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/gay-in-uganda-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/gay-in-uganda.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p>A marzo scorso in Uganda è stata presentata una legge ANTI-LGBTI che conferma l&#8217;ergastolo a chi pratica l&#8217;omosessualità liberamente, aumenta di 10 anni la pena per tentata condotta omosessuale e introduce la pena di morte per “Omosessualità aggravata”. L&#8217;aggravante riguarda comportamento recidivo, i sieropositivi e chi intrattiene relazioni omosessuali con minorenni e persone con<br>disabilità, negando a quest&#8217;ultimi la capacità di consentire a un rapporto sessuale. Alex Onzima, sottosegretario del governo ugandese, ha definito l&#8217;omosessualità peggio di un tumore maligno.<br>L&#8217;omosessualità è criminalizzata in più della metà dei 54 paesi africani. In Kenya la condotta omosessuale può portare fino a 14 anni di carcere, ma c&#8217;è chi spinge per l&#8217;ergastolo.<br>Il ministro dell&#8217;istruzione della Tanzania, Ezekiel Machogu, ha annunciato l&#8217;istituzione di un comitato, con a capo un arcivescovo della Chiesa Anglicana, per contrastare l&#8217;infiltrazione di una fantomatica agenda LGBTQ+.<br>Il caso della Tanzania ci porta a chiederci se sia stato proprio il colonialismo europeo a rendere l&#8217;Africa un continente omofobo.<br>Effettivamente, prima dell&#8217;epoca coloniale, molte culture tradizionali erano tolleranti nei confronti delle diverse sessualità.<br>Nella numerosa tribù ugandese Ganda, venivano attribuiti titoli maschili a certe donne dei clan che non svolgevano le mansioni tipiche delle appartenenti al loro sesso.<br>Possiamo affermare, più in generale, che esistono prove etnografiche dell&#8217;esistenza di relazioni omosessuali nell&#8217;Africa precoloniale.<br>Le leggi contro la sodomia in Africa hanno avuto terreno fertile grazie al Cristianesimo. La cultura africana è stata dipinta come primitiva e demoniaca dai missionari delle chiese occidentali.<br>Abbiamo, quindi, “esportato” l&#8217;eteronormatività nel continente africano.<br>Negli ultimi decenni, gruppi di evangelisti cristiani hanno contribuito a condannare l&#8217;attivismo in favore dei diritti umani e anche di quelli LGBT.<br>Oggi, nella maggior parte dei paesi dell&#8217;UE, chi vuole fare domanda di protezione internazionale sulla base del proprio orientamento sessuale deve produrre le prove di un comportamento persecutorio a suo danno, anche se il paese d&#8217;origine criminalizza l&#8217;omosessualità.<br>Nonostante il tragico quadro appena descritto, un diciannovenne gay ugandese si è detto disposto ad essere arrestato pur di essere quello che è, posizioni come questa ci portano a riflettere sul valore sociale e politico del coming out non solo nel continente africano. Nel nostro paese, non mancano quelli che considerano l&#8217;essere effemminati e che riducono l&#8217;orientamento sessuale ad una semplice<br>“questione di letto”, così, giusto per ricordare che l&#8217;omofobia non abbiamo inventata per sentirci discriminati.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/05/30/stay-human-africa-africa-omofoba-uganda-kenya-e-gli-altri/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Africa omofoba: Uganda, Kenya e gli altri</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/05/30/stay-human-africa-africa-omofoba-uganda-kenya-e-gli-altri/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Papa Francesco in Canada (24-30 luglio)</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/07/26/papa-francesco-in-canada-24-30-luglio/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/07/26/papa-francesco-in-canada-24-30-luglio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 07:42:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#papaFrancesco]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Canada]]></category>
		<category><![CDATA[Cattolicesimo]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[oppressione]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>
		<category><![CDATA[pontefice]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16496</guid>

					<description><![CDATA[<p>Canada, richieste di risarcimento per i bambini indigeni costretti neicollegi &#8211; &#8220;La Chiesa cattolica ha pesanti colpe&#8221; Papa Francesco deve garantire che le famiglie indigene in Canada siano risarcite per le sofferenze inflitte ai&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/07/26/papa-francesco-in-canada-24-30-luglio/">Papa Francesco in Canada (24-30 luglio)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><br>Canada, richieste di risarcimento per i bambini indigeni costretti nei<br>collegi &#8211; &#8220;La Chiesa cattolica ha pesanti colpe&#8221;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/papa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="806" height="460" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/papa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16497" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/papa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 806w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/papa-300x171.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/papa-768x438.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 806px) 100vw, 806px" /></a></figure>



<p>Papa Francesco deve garantire che le famiglie indigene in Canada siano risarcite per le sofferenze inflitte ai loro figli nei collegi. È quanto<br>chiede l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) al Pontefice, che domenica inizierà un “viaggio di penitenza” di sei giorni in Canada. Le scuse personali ai sopravvissuti delle cosiddette scuole residenziali sono benvenute, ma non sono affatto sufficienti a compensare la grave colpa della Chiesa cattolica per la morte e la traumatizzazione di tanti bambini indigeni. È necessario anche un risarcimento finanziario concreto, come già avviene per le vittime di abusi da parte della Chiesa cattolica in Europa.</p>



<p>Tra la metà del XIX secolo e il 1996, in Canada più di 150.000 bambini sono stati strappati alle loro famiglie e mandati in collegi. Più di<br>3.200 alunni non sono sopravvissuti agli abusi e alle violenze sessuali.<br>Il 70% delle 130 scuole era gestito dalla Chiesa cattolica.</p>



<p>Quello che è successo allora è orribile: i bambini piccoli sono stati sistematicamente separati dai loro genitori, sono cresciuti in case<br>senza amore, sono stati picchiati, abusati e torturati psicologicamente con la motivazione che dovevano essere assimilati. I bambini che non sopravvivevano a questa situazione venivano di solito sepolti in tombe senza nome, senza che i loro genitori ne fossero informati. La Chiesa cattolica deve essere accusata per aver giocato un ruolo di primo piano in tutto questo e di aver sostenuto il sistema statale di oppressione delle First Nations, dei Metis e degli Inuit. Ora ci deve essere un risarcimento anche da parte della Chiesa.</p>



<p>Le popolazioni indigene soffrono ancora oggi per il trauma inflitto loro nelle scuole residenziali. Non c’è ancora un accesso libero ai documenti della chiesa su queste scuole residenziali per i sopravvissuti, i genitori e i parenti. È quasi impossibile per loro saperne di più sulla sorte dei loro figli morti o anche sui nomi dei responsabili. E infine i responsabili ancora in vita di questi crimini devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni!</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/07/26/papa-francesco-in-canada-24-30-luglio/">Papa Francesco in Canada (24-30 luglio)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/07/26/papa-francesco-in-canada-24-30-luglio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Nicaragua: Il clero golpista secondo Daniel Ortega</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/08/16/america-latina-diritti-negati-nicaragua-il-clero-golpista-secondo-daniel-ortega/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/08/16/america-latina-diritti-negati-nicaragua-il-clero-golpista-secondo-daniel-ortega/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Aug 2019 08:45:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[America latina: i diritti negati]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Americalatina]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[civile]]></category>
		<category><![CDATA[clero]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[dissidenti]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Managua]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Nicaragua]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[odio]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[Ortega]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[paramilitari]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzioni]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12918</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi I rappresentanti della chiesa nicaraguense in quasi un anno e mezzo sono diventati le colonne vertebrali degli oppositori del regime di Daniel Ortega. In questo piccolo e martoriato paese dell’America Centrale,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/08/16/america-latina-diritti-negati-nicaragua-il-clero-golpista-secondo-daniel-ortega/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Nicaragua: Il clero golpista secondo Daniel Ortega</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Tini Codazzi</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="600" height="400" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/clero-manifestando.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12919" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/clero-manifestando.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/clero-manifestando-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p>I rappresentanti della chiesa nicaraguense in quasi un anno e mezzo sono diventati le colonne vertebrali degli oppositori del regime di Daniel Ortega. In questo piccolo e martoriato paese dell’America Centrale, le croci, le tonache, i rosari e le preghiere hanno preso il posto delle armi, dello slogan politico, delle pietre e delle bandiere, diventando un fronte di difesa alquanto inconsueto per l’America Latina. Popolazione civile e chiesa hanno formato un solo corpo, come dovrebbe essere sempre in questi casi, dove l’interesse è l’integrità della persona e non la politica o il potere. Ad aprile del 2018 le braccia del clero nicaraguense si sono aperte per aiutare i feriti, le famiglie dei desaparecidos, i prigionieri politici, insomma il popolo che stava diventando vittima della repressione a mano del regime. La riforma sulle tasse e sulle nuove pensioni fu la ciliegina sulla torta per far scattare l’insurrezione civile nel paese.<a href="#sdfootnote1sym"><sup>1</sup></a> Dall’alto dei pulpiti delle loro chiese i preti denunciarono la situazione, le violazioni dei diritti umani che stavano ferendo a morte il territorio nicaraguense. Manifestarono nelle strade insieme alla popolazione, raccontarono le miserie e le violenze attraverso i Social Network, protessero donne, bambini, studenti tra le mura delle loro chiese e perciò generarono l’odio nei rappresentanti del governo e dei paramilitari di Ortega.  La chiesa era diventata un problema, altroché gli studenti. Il Cardinale Brenes, arcivescovo di Managua, il Vescovo Silvio José Báez e il sacerdote Juan José Ortiz sono diventati in pochissimo tempo tre simboli, tre golpisti secondo Ortega, tre perseguitati del regime di Managua. Ma non solo loro, la chiesa nicaraguense rappresentata da tanti vescovi, sacerdoti e preti è compatta nella lotta per i diritti umani e nel messaggio di pace che Ortega vorrebbe far tacere.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="225" height="225" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/silvio-Jose-Baez.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12920" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/silvio-Jose-Baez.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/silvio-Jose-Baez-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/silvio-Jose-Baez-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></figure></div>



<p>In una intervista al giornale cattolico
<em>Alfa y Omega</em>, Padre Ortiz ha dichiarato: “Eravamo nella
Cattedrale di Managua durante una giornata di preghiera e ci hanno
avvertito che c’erano molte probabilità che succedesse un massacro
a Masaya (…) abbiamo visto diverse convogli di gruppi paramilitari
che si dirigevano là, quando siamo arrivati la gente si
inginocchiava e ringraziava Dio per la presenza dei vescovi e
sacerdoti, a questo punto i paramilitari si sono dovuti ritirare”.
Purtroppo il massacro a Masaya c’è stato poco dopo. <a href="#sdfootnote2sym"><sup>2</sup></a></p>



<p>Padre Ortiz ha vissuto nella propria pelle le aggressioni dei paramilitari. Il 10 luglio del 2018 era insieme all’arcivescovo e ad atri preti nella Basilica di San Sebastián e sono stati aggrediti verbalmente e fisicamente. Insulti, botte e accuse di occultamento di armamento e terroristi all’interno della basilica. Molti sacerdoti sono stati vittime di assedio, spionaggio (il regime aveva sotto controllo i loro telefoni), minacce e gravi violazioni dei loro diritti. Il clero nicaraguense era diventato il nemico numero 1 di Ortega. Padre Ortiz adesso è in Spagna.  </p>



<p>Il Vescovo Silvio José Báez è stato
uno dei più attivi nella difesa della pace e della democrazia. Ad
aprile del 2019 è stato chiamato a Roma dal Vaticano per un lungo
periodo perché correvano voci ufficiali che sarebbe stato vittima di
un tentativo di attentato. 
</p>



<p>Da aprile 2018 fino a gennaio 2019 ci sono state più di 700 casi di aggressioni contro la stampa, più di 300 morti, anche se alcune ONG radicate nel paese parlano di più di 500; più di 700 prigionieri politici. Come in Venezuela, il fenomeno delle porte girevoli, nel caso dei prigionieri è una prassi. Il regime libera un certo numero di prigionieri e ne fa un caso chiamando la stampa, ma dietro, nascosto nell’oscurità, ne imprigiona ingiustamente altrettanto numero di persone.  </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="624" height="385" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/Baez-e-arcivescovo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12921" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/Baez-e-arcivescovo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 624w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/Baez-e-arcivescovo-300x185.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 624px) 100vw, 624px" /></figure></div>



<p>Anche se l’opinione pubblica e la
stampa sono in silenzio, i problemi continuano: aggressioni a
studenti e manifestanti, repressioni selvagge nelle manifestazioni
studentesche, negoziati tra regime e oppositori per risolvere la
crisi che vanno e vengono per il semplice fatto che il regime non ha
nessun interesse a lasciare il potere alla democrazia. L’ultima
impasse è perché il regime non ha voluto accettare osservatori
internazionali durante i negoziati. In Nicaragua, lo stato continua
con riluttanza un polemico processo di scarcerazione dei detenuti che
parteciparono alle manifestazioni. L’opposizione, guidata da
<em>Alianza Cívica por la Justicia y la Democracia</em> ha deciso di
non continuare i negoziati fino a quando il governo non rispetti gli
accordi già firmati il 29 marzo, cioè la liberazione definitiva dei
prigionieri politici e il ripristino delle garanzie e dei diritti
fondamentali: diritti a manifestare, censura alla stampa,
persecuzioni, ecc. 
</p>



<p>Il ruolo della chiesa in Nicaragua è
stato ed è ancora fondamentale per ottenere la libertà democratica
nel paese. 
</p>



<p><a href="#sdfootnote1anc">1</a><sup></sup>
	Per maggiore informazione leggere l’articolo Nicaragua in fiamme:
	<a href="https://www.peridirittiumani.com/2018/04/22/nicaragua-in-fiamme/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.peridirittiumani.com/2018/04/22/nicaragua-in-fiamme/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>
	<a href="#sdfootnote2anc">2</a><sup></sup>
	Per approfondire leggere l’articolo La Mattanza di Masaya:</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-per-i-diritti-umani"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="QNpZNZXCWz"><a href="http://www.peridirittiumani.com/2018/06/23/nicaragua-la-mattanza-di-masaya/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Nicaragua. La mattanza di Masaya</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="http://www.peridirittiumani.com/2018/06/23/nicaragua-la-mattanza-di-masaya/embed/#?secret=QNpZNZXCWz&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-secret="QNpZNZXCWz" width="500" height="282" title="&#8220;Nicaragua. La mattanza di Masaya&#8221; &#8212; Per I Diritti Umani" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/08/16/america-latina-diritti-negati-nicaragua-il-clero-golpista-secondo-daniel-ortega/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Nicaragua: Il clero golpista secondo Daniel Ortega</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/08/16/america-latina-diritti-negati-nicaragua-il-clero-golpista-secondo-daniel-ortega/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;importanza dei corridoi umanitari</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/12/28/limportanza-dei-corridoi-umanitari/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/12/28/limportanza-dei-corridoi-umanitari/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Dec 2018 09:10:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivista]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[controlli]]></category>
		<category><![CDATA[corridoi umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterranean Hope]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[norme]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
		<category><![CDATA[richiedenti asilo]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[Sant'Egidio]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Yemen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11870</guid>

					<description><![CDATA[<p>A cura di Alessandra Montesanto Intervista a Francesco Piobbichi, attivista per Mediterranean Hope sull&#8217;ultimo corridoio umanitario, partito dal Libano a fine novembre 2018. Vuoi parlarci dei corridoi umanitari con Mediterranean Hope? Siamo partiti dal&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/12/28/limportanza-dei-corridoi-umanitari/">L&#8217;importanza dei corridoi umanitari</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/L_arrivo_del_29_agosto_2017_dei_profughi_siriani_con_i_corridoi_umanitari_0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11871" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/L_arrivo_del_29_agosto_2017_dei_profughi_siriani_con_i_corridoi_umanitari_0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="901" height="600" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/L_arrivo_del_29_agosto_2017_dei_profughi_siriani_con_i_corridoi_umanitari_0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 901w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/L_arrivo_del_29_agosto_2017_dei_profughi_siriani_con_i_corridoi_umanitari_0-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/L_arrivo_del_29_agosto_2017_dei_profughi_siriani_con_i_corridoi_umanitari_0-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 901px) 100vw, 901px" /></a></p>
<p>A cura di Alessandra Montesanto</p>
<p>Intervista a Francesco Piobbichi, attivista per Mediterranean Hope sull&#8217;ultimo corridoio umanitario, partito dal Libano a fine novembre 2018.</p>
<p>Vuoi parlarci dei corridoi umanitari con Mediterranean Hope?</p>
<p>Siamo partiti dal Libano con il progetto Mediterranean Hope &#8211; che lavora insieme alla comunità di Sant&#8217;Egidio &#8211; il 30 novembre e siamo arrivati a Roma; con noi c&#8217;era un&#8217; ottantina di persone di varia estrazione sociale, provenienti dalla Siria e una donna yemenita, di religioni diverse. Considerando quest&#8217;ultimo corridoio umanitario abbiamo portato in Italia 393 persone e, negli ultimi tre anni, in tutto 1400 persone perchè è stato rinnovato il protocollo con il governo italiano. A queste persone se ne vanno ad aggiungere altre 500 che stiamo portando in Francia, più altre che sono arrivate ad Andorra. La conferenza episcopale ha aperto un altro corridoio umanitario in Etiopia per altre 500 persone.</p>
<p>Collaborate con le istituzioni dei Paesi di provenienza di queste persone?</p>
<p>Dobbiamo avere per forza rapporti con le istituzioni locali perchè i corridoi umanitari sono una via legale e quindi bisogna stare dentro le regole di ogni nazione, ognuna delle quali ha la propria normativa rispetto alla questione dei Visti.</p>
<p>Per quanto riguarda il lavoro che facciamo con le autorità libanesi, si tratta di avere una lista di persone che le autorità controlla per vedere se le persone hanno avuto problemi con la giustizia; se le autorità libanesi ritengono che questi individui possano lasciare il Libano, concedono il Visto. Il Visto viene concesso dall&#8217;ambasciata italiana dopo che la stessa lista di persone viene controllata dal Ministero dell&#8217;Interno e degli Affari esteri. Quindi avvengono due controlli da parte di due nazioni.</p>
<p>Come procede il percorso delle persone che arrivano in Italia?</p>
<p>Vengono improntate in ambasciata con il sistema Eurodac e quindi inizia una procedura piuttosto stringente per quanto riguarda i controlli. Questo ci permette di affermare che il tema dei corridoi umanitari sia un tema che si lega a quello della sicurezza perchè, a differenza delle persone che purtroppo arrivano in mare rischiando la vita, noi garantiamo una possibilità di controlli sicuri. Anche il processo di resettlement risponde a questo tipo di esigenza: la differenza tra i corridoi umanitari e il resettlement è che il secondo concede lo status di rifugiato direttamente in Libano, mentre il corridoio permette di ottenere lo status di richiedenti asilo quando la persona arriva in Italia. Con il Visto umanitario la persona può chiedere la protezione internazionale appena arriva all&#8217;aeroporto italiano.</p>
<p>Le persone che avete portato in Italia con quest&#8217;ultimo corridoio umanitario dove sono collocate?</p>
<p>Sono collocate nella rete di accoglienza della comunità di Sant&#8217;Egidio che è una rete diffusa: famiglie, centri di accoglienza e varie altre fome diversificate nel territorio preposto. Il servizio di accoglienza dura un tempo limitato durante il quale le persone vengono seguite dal punto di vista legale, viene dato loro un alloggio e del cibo, un piccolo pocket money e si cerca anche di trovare lavoro per poi avviarne l&#8217;inclusione.</p>
<p>Qual è la situazione in Francia?</p>
<p>I due sistemi sono un po&#8217; diversi: il sistema di accoglienza in Francia è molto più strutturato. Una volta arrivati in Francia, le persone accolte hanno più strumenti per integrarsi. La Francia ha procedure più definite e, rispetto ai numeri che noi abbiamo, la Francia accoglie un numero minore di persone che vengono distribuite tra le Chiese protestanti e la Chiesa cattolica.</p>
<p>Non puoi dirci nulla sulla signora yemenita?</p>
<p>Non posso perchè le persone che noi portiamo sono richiedenti asilo e dobbiamo garantire loro un certo grado di riservatezza. Secondo noi la signora ha tutti i requisiti per chiedere la protezione internazionale in Italia.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/12/28/limportanza-dei-corridoi-umanitari/">L&#8217;importanza dei corridoi umanitari</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/12/28/limportanza-dei-corridoi-umanitari/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Brasile: con Bolsonaro si prospetta un futuro funesto per popolazioni indigene</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/11/07/brasile-con-bolsonaro-si-prospetta-un-futuro-funesto-per-popolazioni-indigene/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/11/07/brasile-con-bolsonaro-si-prospetta-un-futuro-funesto-per-popolazioni-indigene/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 08:10:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[America latina: i diritti negati]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Americalatina]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Bolsonaro]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[brasiliani]]></category>
		<category><![CDATA[cattolici]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[conservatori]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[indigeni]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[lobby]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[risorse]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento]]></category>
		<category><![CDATA[Temer]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[violazioni]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11617</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;associazione per i diritti umani cattolica CIMI pubblica nuovi dati spaventosi (Prima della conferma di Bolsonaro Presidente) Per le popolazioni indigene del Brasile il 12 ottobre, giorno in cui in tutte le Americhe si celebra&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/11/07/brasile-con-bolsonaro-si-prospetta-un-futuro-funesto-per-popolazioni-indigene/">Brasile: con Bolsonaro si prospetta un futuro funesto per popolazioni indigene</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;associazione per i diritti umani cattolica CIMI pubblica nuovi dati<br />
spaventosi</p>
<p><em>(Prima della conferma di Bolsonaro Presidente)</em></p>
<p>Per le popolazioni indigene del Brasile il 12 ottobre, giorno in cui in tutte le Americhe si celebra l&#8217;arrivo di Cristoforo Colombo nel continente, è un giorno di lutto. In occasione della Giornata di Colombo e in vista del ballottaggio per le presidenziali in Brasile che vedono favorito il candidato del partito nazional-conservatore PSL (Partito<br />
Social-Liberale) Jair Bolsonaro, l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati<br />
(APM) vuole ricordare la situazione in cui versano i circa 305 popoli indigeni del paese sudamericano. Gli attacchi razzisti di Bolsonaro contro le minoranze del paese istigano alla discriminazione ed emarginazione della popolazione povera e indigena del Brasile. Le<br />
violazioni dei diritti territoriali degli indigeni brasiliani sono in aumento e non vi è alcun intervento dello stato per fermare e perseguire lo sfruttamento illegale delle risorse minerarie o il disboscamento illegale. I procedimenti per il riconoscimento dei territori<br />
tradizionali sono bloccati tant&#8217;è che durante il governo dell&#8217;attuale presidente Michel Temer nessun procedimento di riconoscimento è stato portato a termine.</p>
<p>La lobby agraria che si batte per gli interessi dei latifondisti e per un&#8217;agricoltura industriale è in crescita e guadagna sempre più consensi tra il ceto medio-alto. A farne le spese sono in primo luogo le comunità indigene i cui territori sono da tempo nel mirino dell&#8217;élite economica del paese per un loro sfruttamento economico. Ora le comunità indigene<br />
temono che la probabile vittoria di Bolsonaro, convinto sostenitore della lobby agraria, comporterà nuovi espropri e dislocamenti forzati delle loro comunità.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/6283818.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11618" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/6283818.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1000" height="541" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/6283818.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/6283818-300x162.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/6283818-768x415.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>I dati relativi al 2017 appena pubblicati dall&#8217;organizzazione per i diritti umani cattolica CIMI riportano un quadro spaventoso della situazione dei popoli indigeni in Brasile. Secondo questi dati, nel 2017 ci sono stati 128 casi di suicidio tra gli Indigeni, 110 persone sono state assassinate e 14 rappresentanti indigeni devono fare i conti con<br />
ripetute minacce di morte. La mancanza di assistenza sanitaria ha causato la morte di 702 bambini sotto i cinque anni.</p>
<p>Il candidato del PSL Jair Bolsonaro è stato il vincitore del primo turno delle elezioni presidenziali brasiliane e vista la percentuale di voti ottenuti ha buone probabilità di vincere il ballottaggio. Oltre a sostenere la lobby agraria, Bolsonaro è anche sostenitore della lobby delle armi e si è espresso in modo positivo sulla dittatura militare che<br />
dal 1962 al 1985 ha governato il paese. Bolsonaro sostiene la necessità di un governo autoritario, propone un ex-generale come suo vicepresidente e intende ricoprire importanti cariche del paese con altri esponenti militari. I suoi elettori sono perlopiù benestanti e<br />
bianchi. Bolsonaro trova consensi soprattutto tra i membri ultra-conservatori delle chiese evangeliche e pentecostali che costituiscono all&#8217;incirca il 20% della popolazione. Evidentemente le esternazioni razziste, omofobe e sessiste di Bolsonaro non costituiscono alcuna contraddizione con il messaggio di tolleranza insito nel<br />
cristianesimo. Al contrario, secondo la visione dei sostenitori di Bolsonaro le persone povere e socialmente svantaggiate sono tali per i peccati commessi. La povertà è allora una punizione di Dio dalla quale potranno redimersi solamente conducendo una vita virtuosa.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/11/07/brasile-con-bolsonaro-si-prospetta-un-futuro-funesto-per-popolazioni-indigene/">Brasile: con Bolsonaro si prospetta un futuro funesto per popolazioni indigene</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/11/07/brasile-con-bolsonaro-si-prospetta-un-futuro-funesto-per-popolazioni-indigene/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una santa collera!</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/06/25/una-santa-collera/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/06/25/una-santa-collera/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jun 2018 08:29:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[AlexZanotelli]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cinque Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[disobbedienza]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[ingiustizia]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[leggi]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[ministro]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[navi]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[pacchia]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[poveri]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[sacerdote]]></category>
		<category><![CDATA[scafisti]]></category>
		<category><![CDATA[soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[trattati]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Ungheria]]></category>
		<category><![CDATA[xenofobia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=10896</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; di Alex  Zanotelli L’onda nera del razzismo e della xenofobia che sta dilagando in Europa, dall’Ungheria all’Austria, dalla Polonia alla Slovenia travolge oggi anche il nostro paese. Il volto più noto di questo&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/06/25/una-santa-collera/">Una santa collera!</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/zanotelli-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10897" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/zanotelli-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1000" height="581" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/zanotelli-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/zanotelli-2-300x174.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/zanotelli-2-768x446.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Alex  Zanotelli</p>
<p>L’onda nera del razzismo e della xenofobia che sta dilagando in Europa, dall’Ungheria all’Austria, dalla Polonia alla Slovenia travolge oggi anche il nostro paese. Il volto più noto di questo razzismo nostrano è certamente Salvini, segretario della Lega e oggi Ministro degli Interni nel nuovo governo giallo-verde. (Non dimentichiamoci che Salvini è consigliato da Bannon, ex-consigliere di Trump e portabandiere dell’ultra destra sovranista mondiale!). E in queste prime settimane di governo giallo-verde, Salvini ha subito rivelato la sua strategia politica con degli slogan che fanno paura. “E’ finita la <u>pacchia</u> dei migranti”, i clandestini devono fare le valigie, se ne <u>devono andare”, “ </u>nessun<u> vice-scafista </u>deve attraccare nei porti italiani”, “<u>siamo sotto attacco</u> e chiediamo alla NATO di difendersi dai <u>migranti </u>e <u>terroristi,”</u> “l’Italia non può essere il <u>campo profughi</u> <u>d’Europa.” </u>Pesante l’attacco contro la Tunisia come paese “ <u>esportatore di galeotti</u>.” La politica leghista vuole creare “più <u>centri di espulsione”</u> per sbarazzarsi di 500.000 irregolari rimandandoli ai loro paesi. Pesanti le parole del Ministro degli Interni contro il sindaco Mimmo Lucano che ha fatto rifiorire il paese di Riace (Calabria) accogliendo migranti: “ <u>E’ lo zero</u>!” Altrettanto dura la politica del Ministro degli Interni contro i Rom :vuole smantellare i loro campi con le ruspe e attuare quanto concordato nel “contratto” di governo : ”l’obbligo della frequenza scolastica, <u>pena la perdita della responsabilità e potestà genitoriale.” </u> Siamo alle Leggi speciali per i Rom? Inoltre egli promette il <u>pugno duro</u> per la sicurezza e il decoro urbano, a spese dei senza fissa dimora, dei poveri, degli ultimi. E il Segretario della Lega è passato subito dalle parole ai fatti con il rifiuto alla nave “Acquarius”, che portava oltre 600 migranti, di attraccare ai porti italiani. Un atto vergognoso giocato sulla pelle dei poveri, ma anche illegale perché viola la nostra Costituzione e i trattati internazionali firmati dall’Italia “sulla ricerca e salvataggio marittimo”.</p>
<p>E’ ormai Salvini che impazza a tutto campo, mentre i Cinque Stelle sono già prigionieri del campo di forza della Lega che ha sempre più consensi alla base e riceve gli elogi di Bannon e di Marine Le Pen e del gruppo di Visegrad. Dobbiamo riconoscerlo: siamo davanti a un “razzismo di Stato” preparato in questo ventennio da leggi come la Turco-Napolitano, la Bossi-Fini, i decreti Maroni , la <u>realpolitik </u>di Minniti e da un crescente razzismo degli italiani. E’ un fenomeno questo che ci interpella tutti: società civile, cittadinanza attiva, movimenti popolari, chiese, comunità cristiane.</p>
<p>Come missionario mi appello per primo alla Chiesa italiana perché faccia un serio esame di coscienza cercando di capire quanto i cristiani abbiano contribuito a questo disastro. E’ mai possibile che le nostre comunità abbiano dimenticato quelle parole così chiare di Gesù:” Ero affamato….,ero assetato…, ero forestiero….e<u> non</u> mi avete accolto”? Non è forse questo il momento più opportuno per aprire le nostre comunità ad accogliere coloro che sono minacciati di espulsione? A che cosa servono i conventi o le case religiose se non ad accogliere coloro che la società opulenta non vuole? Dovrebbe farci pensare che negli USA tante chiese e comunità cristiane si siano dichiarate “sanctuary”, luoghi di rifugio per coloro che Trump (altro razzista!) ha deciso di deportare ai loro paesi dove rischiano la vita!</p>
<p>Non è forse il momento in cui lanciare il “<i><b>Sanctuary movement</b></i>” anche in Italia per salvare tanti migranti da morte sicura? E’ mai possibile che negli USA lo <u>stato</u> della California si sia dichiarato “santuario” per gli irregolari che Trump vuole espellere e in Italia nessuna <u>comunità cristiana</u> ancora abbia fatto un tale passo? Mi appello alla cittadinanza attiva di questo paese perché in fretta crei gli anticorpi per reagire al fascio-leghismo nostrano.</p>
<p>E’ fondamentale imbroccare seriamente la strada della <u>disobbedienza civile</u> per tutte quelle leggi che disumanizzano i nostri fratelli e disumanizzano anche noi.</p>
<p>“Una legge che degrada la personalità umana è <u>ingiusta”</u>&#8211; così scriveva dal carcere di Birmingham, Martin Luther King. “ I primi cristiani si rallegravano per essere considerati degni di soffrire per quello in cui credevano- scriveva sempre dal carcere Martin Luther King. Allora la chiesa non era un semplice <u>termometro</u> che misurava le idee e i principi dell’opinione pubblica: era un <u>termostato </u> che trasformava il costume della società. Quando i primi cristiani entravano in una città, le autorità si allarmavano e subito cercavano di imprigionare i cristiani perché “disturbavano l’ordine pubblico” ed erano “agitatori venuti da fuori”. Ma i cristiani non cedettero , chiamati ad obbedire a Dio e non agli uomini”. E’ questo lo spirito che deve ritornare ad animare le comunità cristiane per poter sconfiggere, insieme a tanti uomini di buona volontà, l’onda nera del razzismo e xenofobia che ci sta travolgendo. Dobbiamo farlo insieme, credenti e laici, memori di quanto afferma il danese Kaj Munk, pastore luterano anti-nazista, ucciso come un cane nel 1944:”Quello che a noi manca è una <u><b>Santa collera</b></u><b>!</b></p>
<p>Napoli,15 giugno 2018</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/06/25/una-santa-collera/">Una santa collera!</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/06/25/una-santa-collera/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cina:  l’omicidio della Signora He Chengrong, una dirigente di CAG (La Chiesa di Dio Onnipotente)</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/01/18/cina-lomicidio-della-signora-he-chengrong-una-dirigente-di-cag-la-chiesa-di-dio-onnipotente/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/01/18/cina-lomicidio-della-signora-he-chengrong-una-dirigente-di-cag-la-chiesa-di-dio-onnipotente/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2018 08:28:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[cinesi]]></category>
		<category><![CDATA[crimine]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[culto]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=10044</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani ringrazia Cheng per questo articolo e per le immagini. &#160; Quando il PCC dice: “Estirperemo la Chiesa di Dio Onnipotente come un tumore”. Se io fossi un membro della&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/01/18/cina-lomicidio-della-signora-he-chengrong-una-dirigente-di-cag-la-chiesa-di-dio-onnipotente/">Cina:  l’omicidio della Signora He Chengrong, una dirigente di CAG (La Chiesa di Dio Onnipotente)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Associazione per i Diritti umani </b>ringrazia Cheng per questo articolo e per le immagini.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/26754950_309335469577056_4305786_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10045" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/26754950_309335469577056_4305786_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="497" height="280" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/26754950_309335469577056_4305786_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 497w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/26754950_309335469577056_4305786_n-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 497px) 100vw, 497px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando il PCC dice: “Estirperemo la Chiesa di Dio Onnipotente come un tumore”.</p>
<p>Se io fossi un membro della Chiesa di Dio Onnipotente, avrei paura di essere perseguitato in Cina? La risposta è ovvia. Ma anche il sistema legale è chiaro: secondo l’articolo 300 del Codice Penale cinese: se fai parte di uno “xie jiao”, poi andrai in prigione.</p>
<p>E c’è una lista degli “Xie Jiao”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una prima lista è stata istituita nel 1995, poi di nuovo nel 2000 e così via. La Chiesa di Dio Onnipotente è sulla lista ed è stata sempre sulle liste dal 1995. Quindi, questa è la posizione della legge cinese, ora anche della pratica cinese. La legge cinese dice che se fai parte della Chiesa di Dio Onnipotente, andrai in prigione. Quindi, la persecuzione è scritta nella legge. Quindi, dovrebbe essere chiaro che se sei un vero membro della Chiesa di Dio Onnipotente in Cina, evidentemente, avrai un fondato timore di persecuzione.</p>
<p><b>Prova di reato penale perpetuato dal governo cinese che perseguitò a morte HE CHENGRONG, una dirigente della CAG (Chiesa di Dio Onnipotente)</b></p>
<p>Nel gennaio 2013, HE CHENGRONG, una dirigente della CAG locale di Aksu, nello Xinjiang, fu arrestata segretamente, assassinata e persino sezionata in modo crudele da parte del governo cinese. I mezzi che il governo cinese impiegò erano estremamente terrificanti e atroci.</p>
<p>Nel momento in cui fu uccisa, la vittima, HE CHENGRONG, aveva solo 44 anni. Prima di morire, era uno dei dirigenti di una Chiesa di Dio Onnipotente locale di Aksu, nel distretto dello Xinjiang, e viveva a Shengyuan Yiqu. Di seguito, sono riportati i fatti ed i particolari del suo arresto segreto e assassinio crudele.</p>
<p><b>Rintracciamento e localizzazione tramite telefonate &amp; inseguimento e intercettazione lungo la strada</b></p>
<p>Secondo vari informatori, HE CHENGRONG, una dirigente della CAG locale di Aksu, fu rintracciata e localizzata dalla polizia tramite le sue telefonate. Il 21 dicembre 2012, intorno alle 13:00, fu arrestata mentre si recava in Chiesa, perché non riuscì a sfuggire all’inseguimento e intercettazione della polizia. La polizia le confiscò CN¥ 700 in contanti, due schede TF, alcuni materiali evangelici e tutti i suoi effetti personali. Attraverso il monitoraggio delle sue telefonate, la polizia seppe che CHENGRONG avrebbe incontrato altri due cristiani a Yingfeng Bridge, come aveva pianificato, così la scortò fino al luogo dell’appuntamento per arrestare quei due cristiani ma, in qualche modo, essi non si presentarono. Infine, la polizia la scortò alla Squadra di sicurezza nazionale dell’Ufficio di pubblica sicurezza di Aksu.</p>
<p><b>Tortura a morte della vittima e sezionamento della salma per insabbiare il reato</b></p>
<p>Dopo l’incarcerazione di HE CHENGRONG, suo marito si rivolse al personale dell’Ufficio di pubblica sicurezza locale, per richiedere aiuto. Dietro suggerimento della polizia, egli pagò CN¥ 30.000 e decisero di scarcerare HE CHENGRONG entro quattro o cinque giorni. Il 9 gennaio 2013, intorno alle 12:00, inaspettatamente, tre poliziotti della Squadra di sicurezza nazionale dell’Ufficio di pubblica sicurezza di Aksu vennero a informare la famiglia di HE che era morta di infarto miocardico dopo un tentativo fallito di soccorso, quando fu ricoverata all’Ospedale del popolo Nongyishi di Aksu, la sera dell’8 gennaio. Dopo aver sentito le cattive notizie, sua sorella maggiore fu estremamente straziata dal dolore. Richiese immediatamente alla polizia di ricevere le cartelle cliniche di HE in ospedale, ma la polizia non gliele diede. Poi la famiglia di HE chiese di vedere il suo cadavere, ma la polizia lo rifiutò, li distrasse e disse loro di aspettare un avviso. Quindi, la sua famiglia interrogò la polizia, cercando di controllare la propria indignazione e agonia: “Perché non avete informato la famiglia della paziente quando ha ricevuto il primo soccorso, né ci avete permesso di dare un’occhiata ora alla salma?” Tuttavia, la polizia li ingannò con una scusa che “erano a corto di tempo”.</p>
<p>La famiglia di HE non aveva altra scelta che quella di aspettare. Non videro il suo cadavere fino al 10 gennaio, alle 16:00. Non appena videro per la prima volta la salma, rimasero scioccati dall’aspetto orribile della defunta. Il corpo era una massa di lividi, tra cui lividi di circa 2 cm di larghezza dietro le orecchie e segni verticali grandi quanto un dito su entrambi i lati del collo. Vi erano graffi tumefatti su tutta la schiena. Era difficile trovare un pezzo di pelle largo quanto il palmo di una mano di un colore normale e anche le sue braccia erano una massa di lividi. La metà inferiore del suo corpo era così gonfia che le sue gambe sembravano due pagnotte di spessore doppio rispetto alle gambe normali. Non avevano la più pallida idea di quali strumenti di tortura fossero stati impiegati dalla polizia cinese. “Cosa aveva causato quei lividi?” La famiglia di HE interrogò la polizia in agonia e indignazione. La polizia eluse la domanda e disse: “Non è altro che il livor mortis”. La famiglia di HE li contraddisse immediatamente: “Di solito, tale livor mortis non si verifica sui cadaveri, anche se sono stati conservati per un paio di giorni, vero?” E la polizia rimase senza parole. È cosa risaputa delle autopsie che il livor mortis di solito avviene quando il sangue si deposita gradualmente nelle parti inferiori del corpo per azione della gravità, e i vasi sanguigni si dilatano fino a causare la stasi ematica, quando la circolazione del sangue si arresta dopo la morte. HE CHENGRONG era in posizione supina, il livor mortis sarebbe dovuto apparire sulla schiena, sulla nuca e sui fianchi in strati. Tuttavia, secondo le cicatrici di HE descritte dalla sua famiglia, la polizia mentiva, ovviamente, perché c’erano lividi in strati nella parte posteriore delle orecchie, su entrambi i lati del collo, così come sulle braccia, e le gambe di HE erano stranamente gonfie. Di conseguenza, la famiglia di HE era più convinta che fosse stata torturata a morte dalla polizia. Inoltre, HE aveva sofferto di gastrite, ma non aveva mai avuto malattie cardiache, per non parlare dell’infarto miocardico. Se avesse sofferto di queste malattie, il carcere non l’avrebbe mai accettata al momento della detenzione, per una semplice questione di buonsenso. Inoltre, la polizia non poteva fornire alla famiglia di HE il referto diagnostico quando la portarono in ospedale per il primo soccorso. Tutto ciò dimostrava che HE era stata picchiata e torturata a morte dalla polizia.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/26754906_309335476243722_1639155563_n.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10046" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/26754906_309335476243722_1639155563_n.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="602" height="280" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/26754906_309335476243722_1639155563_n.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 602w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/26754906_309335476243722_1639155563_n-300x140.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 602px) 100vw, 602px" /></a></p>
<p>Secondo quanto rivelato da una cristiana che era detenuta in carcere nella cella accanto a quella di HE, lei vide con i propri occhi che la polizia cinese picchiò HE fino allo svenimento, poi la risvegliò con acqua fredda. La notte in cui HE CHENGRONG morì, l’informatrice la sentì gemere in agonia per tutta la notte. Poteva percepire che HE soffriva un grande dolore e provava a gridare, ma non ci riusciva. Nelle prime ore del mattino seguente, sentì qualcuno nella cella di HE che gridò: “Aiuto! Aiuto! Sta morendo!”. Un’altra criminale, che allora aveva 45 anni di età, ex impiegata di banca, condivideva la cella con HE CHENGRONG. Rivelò successivamente che la polizia della Squadra di sicurezza nazionale aveva preso a pugni e a calci, e schiaffeggiato HE CHENGRONG durante l’interrogatorio, per ottenere da lei informazioni preziose. Le avevano impedito di dormire per tutto il giorno e l’avevano costretta a ingerire olio al peperoncino. Ecco perché la riportavano alla sua cella su una barella dopo ogni interrogatorio. Durante l’ultimo interrogatorio, HE CHENGRONG fu di nuovo costretta a ingerire olio al peperoncino, che faceva soffrire il suo stomaco per lo stimolo. Si sentiva così a disagio da non poter ingoiare nulla. Yue’er Nisha, una donna guardia carceraria uigura, ignorò la spiegazione di HE e affermò che si trattava di un digiuno intenzionale. Così, ammanettò i piedi di HE per punirla, impedendole di andare in bagno. Inoltre, ordinò ad altri criminali di sesso maschile di legare HE su un grande letto e inserire con la forza un tubo di cuoio nel suo esofago per farle ingerire liquidi. Indipendentemente da quanto fossero bollenti i liquidi, i criminali di sesso maschile riempirono il tubo con essi. Intorno alle 20:00 di quella stessa sera, HE CHENGRONG ebbe una febbre così alta che era incontinente, priva di sensi e sul punto di morire. Anche se le guardie ricevettero diversi rapporti in merito, li ignorarono. Dettero un’occhiata allo schermo di sorveglianza e dissero che HE stava fingendo di stare male. HE CHENGRONG non fu ricoverata in ospedale fino all’8 gennaio, intorno alle 2:00, la mattina seguente, ma morì dopo un tentativo fallito di soccorso. Ciò nonostante, la polizia ancora la rimproverava di “fingersi morta”. I testimoni e i fatti sufficienti provano che la polizia torturò HE CHENGRONG durante l’interrogatorio!</p>
<p>La famiglia di HE immediatamente scattò delle fotografie e girò video del cadavere di HE CHENGRONG. La polizia di Xinjiang fotografò tutti i componenti della famiglia di HE presenti, per uno scopo specifico: temevano che la famiglia di HE avesse il controllo delle prove a proprio vantaggio. La polizia distrasse la famiglia di HE, dichiarando: “Vi sarà data una soluzione soddisfacente”. Mandarono a casa arbitrariamente la famiglia di HE e permisero solo al suo terzo cognato di rimanere. La cosa più atroce fu che, intorno alle 18:00 di quella sera stessa, senza ottenere il consenso da parte della famiglia di HE, la polizia dello Xinjiang inviò un medico legale all’agenzia di pompe funebri per aprire la calotta cranica di HE CHENGRONG per estrarre il cervello, e per sezionare il suo addome, in modo da rimuovere cuore, polmoni, stomaco, fegato e parte degli intestini, con la scusa di eseguire un’“ispezione della causa di morte”. Come rivelò il terzo cognato di HE, fu davvero una scena crudele, sanguinosa e terrificante. Zhao Youpeng, il vice capo dell’Ufficio di pubblica sicurezza di Aksu, di 54 anni di età, era in quel momento presente sulla scena.</p>
<p><b>Negazione ostinata dei crimini davanti alle prove e tentativo di minimizzare la colpa con le minacce</b></p>
<p>Per paura che la famiglia di HE ottenesse più prove dal suo cadavere, la polizia rifiutò le loro richieste di rivedere il corpo da quando l’avevano visto per l’ultima volta, il 10 gennaio. Zhao era responsabile delle conseguenze della morte di HE. Si unì al Tribunale intermedio del popolo di Aksu, alla Procura del popolo di Aksu, alla Squadra di sicurezza nazionale di Aksu e ai medici legali, per cercare una spiegazione per la morte di HE. Zhao Youpeng sferrò il primo colpo dichiarando: “La fede in Dio Onnipotente di HE CHENGRONG va contro il Partito e la società. È una criminale politica per la sua convinzione legata alla politica”. “HE CHENGRONG crede solo in Dio. Che crimine ha commesso? Perché l’avete picchiata a morte? Perché non avete informato la sua famiglia quando si è ammalata?”. La seconda sorella maggiore di HE CHENGRONG pianse e rispose a tono. Tuttavia, Zhao eluse la domanda e disse che HE CHENGRONG morì di malattie, e ciò non aveva niente a che fare con la polizia. Quello che disse suscitò l’indignazione di più di 20 componenti della famiglia di HE. Interrogarono la polizia in gruppi, “Che crimine ha commesso HE CHENGRONG? In che politica era coinvolta? Perché l’avete picchiata a morte?”. Zhao disse: “Non l’abbiamo picchiata. È morta di infarto miocardico”. “Dal momento che la polizia non l’ha picchiata, allora perché non avete il coraggio di farci rivedere il suo cadavere? Sapete cosa avete fatto. Avete dichiarato di non averla picchiata, allora avete il coraggio di giurare di non averla mai picchiata o costretta con la forza?”. La seconda sorella maggiore di HE dubitava della risposta di Zhao. Zhao Youpeng rimase senza parole a causa dell’interrogatorio dalla famiglia di HE. Anche se, in quel momento, vi erano -10 °C all’esterno, scorreva il sudore sulla sua fronte dalle basette, ed egli estrasse il fazzoletto per asciugarselo, e persino sfuggì e cercò di scappare. La sorella di HE CHENGRONG notò il tentativo e s’inginocchiò per afferrare i suoi pantaloni e chiedere giustizia per sua sorella. Zhao le pizzicò le mani con forza, poi si divincolò e fuggì via. Non avendo risolto alcun problema, Zhao Youpeng schierò la polizia armata quello stesso pomeriggio, sostenendo duramente ancora una volta che la morte non aveva nulla a che fare con la polizia. Estrasse una parte del referto medico e chiese alla famiglia di HE di firmarlo, indicando che HE CHENGRONG era morta di embolia polmonare. Tuttavia, la famiglia di HE rifiutò di farlo. Richiesero alla polizia di leggere ad alta voce il contenuto del referto medico in pubblico e ne reclamarono anche una copia. La polizia rifiutò le loro richieste. Zhao afferrò il referto per evitare che la famiglia di HE lo rivedesse. La polizia prima disse che HE morì di infarto miocardico e poi che morì di embolia polmonare. Le loro comunicazioni si contraddicevano. La frettolosità e il disordine della polizia aiutò la gente a non farsi ingannare dal loro tentativo di produrre una falsa convinzione per mascherare il loro comportamento malvagio. Successivamente, la famiglia di HE CHENGRONG patteggiò con la polizia di Aksu e volle chiedere giustizia per lei diverse volte, ma la polizia si sottrasse alle sue responsabilità o respinse la famiglia di HE. La polizia schierò persino una squadra armata nel caso in cui la famiglia di HE avesse continuato a “creare guai”. Una volta che si presentò davanti alla polizia, la famiglia di HE fu minacciata di reclusione. In seguito, il marito di HE CHENGRONG fu scortato alla stazione di polizia. Zhao Youpeng lo minacciò e disse: &#8220;Non è stata la morte di una criminale politica? Perché stai facendo tutta questa confusione? Sii furbo! Siamo a Xinjiang qui!”. “Non risponderemo per questo. È morta di malattie”. Poi, Zhao costrinse il marito di HE a firmare per confessare che HE morì di malattie. Tuttavia, il marito di HE si rifiutò di firmare una tale confessione, anche se la polizia lo aveva intimorito per qualche ora.</p>
<p>Il 5 febbraio 2013, la polizia di Aksu fece cremare il cadavere di HE CHENGRONG con la forza, nel Crematorio di Xidaqiao. La famiglia di HE non riuscì a vedere il cadavere di HE prima di 2 o 3 ore di attesa, all’esterno del crematorio. La polizia scoprì il lenzuolo sopra il cadavere di HE e permise alla sua famiglia di dare una rapida occhiata al suo viso, poi portò via frettolosamente il suo cadavere per la cremazione. I familiari di HE aveva discusso con la polizia molte volte, ma si sentivano molto deboli e impotenti nel chiedere giustizia per HE CHENGRONG.</p>
<p>Non avendo commesso nulla di illegale, HE CHENGRONG, l’ex dirigente della CAG, fu arrestata e brutalmente torturata a morte per la sua fede in Dio. Di conseguenza, alla fine morì nelle mani sanguinose del governo cinese. Aveva solo 44 anni quando fu assassinata.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/01/18/cina-lomicidio-della-signora-he-chengrong-una-dirigente-di-cag-la-chiesa-di-dio-onnipotente/">Cina:  l’omicidio della Signora He Chengrong, una dirigente di CAG (La Chiesa di Dio Onnipotente)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/01/18/cina-lomicidio-della-signora-he-chengrong-una-dirigente-di-cag-la-chiesa-di-dio-onnipotente/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Minoranze cristiane perseguitate in Cina: il caso della Chiesa di Dio onnipotente</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/01/06/minoranze-cristiane-perseguitate-in-cina-il-caso-della-chiesa-di-dio-onnipotente/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/01/06/minoranze-cristiane-perseguitate-in-cina-il-caso-della-chiesa-di-dio-onnipotente/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jan 2018 10:49:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[cinesi]]></category>
		<category><![CDATA[comunista]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[culto]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[minoranze]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[partito]]></category>
		<category><![CDATA[PCC]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzioni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[prigione]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
		<category><![CDATA[rimpatrio]]></category>
		<category><![CDATA[tribunali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=9992</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani riceve e pubblica il testo seguente e ringrazia Cheng  per tutto il materiale che ci sta inviando sul tema delle persecuzioni nei confronti delle minoranze religiose in Cina. &#160;&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/01/06/minoranze-cristiane-perseguitate-in-cina-il-caso-della-chiesa-di-dio-onnipotente/">Minoranze cristiane perseguitate in Cina: il caso della Chiesa di Dio onnipotente</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> riceve e pubblica il testo seguente e ringrazia Cheng  per tutto il materiale che ci sta inviando sul tema delle persecuzioni nei confronti delle minoranze religiose in Cina.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/26696495_307333466443923_1990928681_n-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10000" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/26696495_307333466443923_1990928681_n-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="576" height="280" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/26696495_307333466443923_1990928681_n-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 576w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/26696495_307333466443923_1990928681_n-1-300x146.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Negli ultimi tre anni più di 1.000 cristiani cinesi cercano protezione internazionale in Italia. Ma L’Italia dà asilo solo al 10 per cento dei profughi religiosi cinesi.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/26753972_307333469777256_1638643330_n-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10001" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/26753972_307333469777256_1638643330_n-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="604" height="280" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/26753972_307333469777256_1638643330_n-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 604w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/26753972_307333469777256_1638643330_n-1-300x139.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 604px) 100vw, 604px" /></a><br />
La Chiesa di Dio Onnipotente (CAG dall’inglese Church of Almighty God) conosciuta anche come Lampo da Levante (Eastern light in inglese), è stata una delle Chiese Familiari più perseguitate dal governo comunista cinese. Dalla sua fondazione nel 1991, la Chiesa di Dio Onnipotente ha continuato a dover sopportare repressione e persecuzione da parte del governo. Nel 1995, il PCC tira fuori accuse inventate come “frode in nome della religione, Qigong” e “deificazione dei propri leader” per condannare la CAG come un “culto malvagio” e perseguitare i suoi membri. Stando a statistiche indicative, nei due brevi anni tra il 2011 e il 2013, il numero di cristiani della Chiesa di Dio Onnipotente arrestati illegalmente, detenuti o condannati dal Partito comunista cinese arrivano a 380,380 persone, di cui 43,640 soffrirono varie torture per ordine delle cosiddette “Kangaroo Courts”, tribunali o assemblee che ignorano la legge nel giudicare gli imputati. 13 persone furono torturate fino alla morte. Al momento ci sono 44 casi ben documentati di cristiani della Chiesa di Dio Onnipotente uccisi dal Partito Comunista (per i dettagli, vedere “Breve storia della persecuzione della Chiesa di Dio Onnipotente da parte del PCC”). Nel 2017 la repressione sulla Chiesa di Dio Onnipotente continua ad aumentare di intensità.<br />
<a href="http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.cesnur.org%2F2017%2Fappeal_ngo.htm&amp;h=ATNPRo-_-i09_FObKfilx45uJ6413h2uBQPPfizrTAwx8DqRpSx5Zgf_kQsjtCC789v6b7qRY-G1OILW93i0H-_jb1KPJFqn5Tkfvoz70j4MARWSWdZLBg5fzNGrPCz6LQ1hAHBRiA&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="nofollow">http://www.cesnur.org/2017/appeal_ngo.htm?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br />
<a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DPBLntE73IbQ%26index%3D5%26list%3DPLQ-3AaUPiVqECw_tieR8UUCHk-ry62oO7&amp;h=ATNPRo-_-i09_FObKfilx45uJ6413h2uBQPPfizrTAwx8DqRpSx5Zgf_kQsjtCC789v6b7qRY-G1OILW93i0H-_jb1KPJFqn5Tkfvoz70j4MARWSWdZLBg5fzNGrPCz6LQ1hAHBRiA&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="nofollow">https://www.youtube.com/watch?v=PBLntE73IbQ&amp;index=5&amp;list=PLQ-3AaUPiVqECw_tieR8UUCHk-ry62oO7&utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br />
<a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DSc4bCKsouG4&amp;h=ATNPRo-_-i09_FObKfilx45uJ6413h2uBQPPfizrTAwx8DqRpSx5Zgf_kQsjtCC789v6b7qRY-G1OILW93i0H-_jb1KPJFqn5Tkfvoz70j4MARWSWdZLBg5fzNGrPCz6LQ1hAHBRiA&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="nofollow">https://www.youtube.com/watch?v=Sc4bCKsouG4&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>I cristiani della Chiesa di Dio Onnipotente non riuscirono a ottenere protezione internazionale in Italia, la maggior parte delle richieste è rigettata e rischiavano di essere rimpatriati in Cina. Dobbiamo cercare l&#8217;aiuto dei media e delle organizzazioni per i diritti umani. L&#8217;anno scorso, un uomo e una donna cristiani avevano cercato protezione internazionale, ed è stato molto triste che la Polizia di Milano abbia forzato il rimpatrio.<br />
Da allora, abbiamo perso qualsiasi informazione su di loro.<br />
Sinceramente speriamo che Per i Diritti Umani sia in grado di fare attenzione e di presentare una notizia sulla nostra situazione e di sostenerci nei media perché questa è una categoria del lavoro sui diritti umani.</p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/PBLntE73IbQ?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" gesture="media" allow="encrypted-media" allowfullscreen></iframe></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/01/06/minoranze-cristiane-perseguitate-in-cina-il-caso-della-chiesa-di-dio-onnipotente/">Minoranze cristiane perseguitate in Cina: il caso della Chiesa di Dio onnipotente</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/01/06/minoranze-cristiane-perseguitate-in-cina-il-caso-della-chiesa-di-dio-onnipotente/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;America latina: diritti negati&#8221;: Malati chi?</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/05/23/america-latina-diritti-negati-malati-chi/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/05/23/america-latina-diritti-negati-malati-chi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2017 06:11:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[America latina: i diritti negati]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[america latina]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[centro]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Ecuador]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[lesbiche]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Pride]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[sudamerica]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=8790</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Mayra Landaverde   Dal 17 al 25 giugno si terrà il Milano Pride. Speriamo che come ogni anno sia una grande festa e un’occasione di rivendicazione dei diritti di tutte e tutti. Manifestazioni&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/05/23/america-latina-diritti-negati-malati-chi/">&#8220;America latina: diritti negati&#8221;: Malati chi?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Mayra Landaverde</p>
<p><span style="font-size: large;"> </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Dal 17 al 25 giugno si terrà il Milano Pride. Speriamo che come ogni anno sia una grande festa e un’occasione di rivendicazione dei diritti di tutte e tutti.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Manifestazioni di questo tipo si tengono in tutto il mondo, anche in America latina, dove l’omotransfobia ha un tasso altissimo nella popolazione.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Dal sito ufficiale di Milano Pride:</span></p>
<p>“<span style="font-size: large;">Il Milano Pride è prima di tutto la manifestazione dell’orgoglio delle persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, asessuali, intersessuali e queer: una straordinaria festa di libertà…”</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Si, è una manifestazione di orgoglio. Dovremmo dirglielo forte e chiaro alle persone che nel continente americano hanno fondato cliniche che “curano” l’omosessualità.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">La maggior parte di questi posti sono gestiti da chiese evangeliche che hanno diretto contatto con quelle congregazioni che negli Stati uniti non possono più offrire i “loro servizi di terapia”. Negli USA è vietato dalla legge, semplicemente perché l’omosessualità non è una malattia.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Probabilmente anche in Ecuador, in Messico, Chile, Colombia sarà vietato dalla legge e, ufficialmente, l’omosessualità non sarà più vista come una perversione, come una malattia. La verità è che gran parte della popolazione non la vede così. Di solito sono gli stessi parenti a cercare queste cliniche e portare con la forza figli gay, figlie lesbiche.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-988.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-8791 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/untitled-988.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="275" height="183" /></a></p>
<p><span style="font-size: large;">Siamo ancora una società che crede ciecamente in ciò che detta la religione , senza mettere mai nessun argomento in discussione. Nonostante i grandi passi in avanti che si sono fatti. In città del Messico per esempio, il matrimonio egualitario è legale.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">L’omosessualità non si cura, perché non c’è niente da curare. Punto. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Paola Concha è stata vittima di abusi per più di un anno in una di queste cliniche in Ecuador. </span></p>
<p>“L<span style="font-size: large;">’ 8 Dicembre 2006 sono arrivati a casa mia , mi hanno costretto ad andare con loro, mi hanno messo in una roulotte e portata in un centro &#8216;terapeutico&#8217;. Quando sono arrivata ero già stata ammanettata e picchiata. Mi hanno legato le mani per mesi. Mi hanno lasciata senza cibo giorni. Mi hanno ammanettata in un bagno sporco che usavano più di 60 persone.” Tutto questo per “curarla”. Ma lei non era malata, e ora è un’attivista che lotta contro questo tipo di posti.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Nel 2011 in Ecuador sono state chiuse oltre 30 cliniche di questo tipo, tutte legate a chiese.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Il vescovo di Saltillo, regione del nord del Messico, Raul Vera ha dichiarato in una intervista :</span></p>
<p>“ <span style="font-size: large;">Bisogna essere fuori di testa per pensare che gli omosessuali sono dei viziosi e sono condannati. I veri malati sono gli omofobici”</span></p>
<p><span style="font-size: large;">La fotografa ecuadoregna Paola Paredes ha ricreato degli episodi che raccontano le stesse vittime che purtroppo hanno passato del tempo in questi centri. Il suo lavoro lo trovate qui: </span></p>
<p><a href="https://www.paolaparedes.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-size: large;">https://www.paolaparedes.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></p>
<p><span style="font-size: large;">L’omofobia è la vera malattia da debellare .</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/05/23/america-latina-diritti-negati-malati-chi/">&#8220;America latina: diritti negati&#8221;: Malati chi?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/05/23/america-latina-diritti-negati-malati-chi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
