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	<title>Commissione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Commissione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>L&#8217;hinterland di Milano e la lotta alla criminalità</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Apr 2023 07:34:02 +0000</pubDate>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Il prossimo 15 aprile alle ore 10.30 verrà inaugurato lo SPORTELLO SOLIDALE ANTIMAFIA “Davide Salluzzo”, fortemente voluto dal Comune di Corsico, da U.I.C.A.P.T.E., con il patrocinio dei Municipi di Assago, Buccinasco, Cesano Boscone, Cusago, Trezzano sul naviglio, Caritas Ambrosiana e Coop.</p>



<p>Saranno presnti: il Prefetto di Milano, Ranato Saccone; Simona Ronchi, Dirigente A.N.B.S.C., Stefano Martino Ventura, sindaco di Corsico, don Massimo Mapelli, Presidente U.C.A.P.T.E., Luigi cuomo, Presidente Associazione SOS Impresa, Maria Grazia Totti, Referente Ass. SOS Impresa Lombardia, Gianluca Vitali, Presidente Commissione Antimafia di Corsico.</p>



<p>L&#8217;inaugurazione dello sportello si terrà presso il Centro Sociale Falcone, Via G. Falcone, 5 – Corsico</p>



<p>Abbiamo avuto l&#8217;occasione di scambiare qualche parola con la ex sindaca del Comune di Corsico, in provincia di Milano, Maria Ferrucci, e con Gianluca Vitali, presidente della Commissione antimafia, sempre di Corsico che ringraziamo molto per la loro disponibilità.</p>



<p>Maria Ferrucci: bisogna considerare che il primo processo che ha portato alla sbarra più di 50 persone di Corsico è stato quello avviato in seguito all&#8217;arresto di Saverio Morabito nel 1993.</p>



<p>La vicenda, però, risale agli anni &#8217;80, perché poi il processo del &#8217;93 ha preso in considerazione reati commessi anche prima, dopo il racconto di Morabito, vicenda e racconto che sono stati riportati nel libro intitolato “Manager calibro 9. Vent&#8217;anni di malavita a Milano nel racconto del pentito Saverio Morabito” di Piero Colaprico e Luca fazzo e in cui si mette in evidenza come l&#8217;hinterland sia il centro del gruppo di mafiosi arrivati dalla Calabria, in particolare da Platì. I personaggi più grandi sono quelli che appartengono ai Sergi, ai Barbaro e ai Papalia. Queste sono le <em>&#8216;ndrine</em> più importanti e sicuramente inizialmente hanno come attività principale quella dei sequestri di persona e dello spaccio (negli anni &#8217;70 e &#8217;80); la nostra zona, infatti, in quel periodo aveva gli alberi pieni di siringhe conficcate&#8230; Negli anni &#8217;90 i cittadini non hanno ancora percezione di ciò che accade intorno a loro e nemmeno le istituzioni se si pensa che il prefetto, ancora nel 2010, diceva che la mafia sul territorio non c&#8217;era e, quindi, non vi era né da parte della società civile né da parte delle istituzioni la consapevolezza e la volontà di fare qualcosa.</p>



<p>Solo a partire dagli anni &#8217;90 (ricordiamo anche Tangentopoli, perchè tutto è collegato&#8230;) si iniziano a cogliere le connessioni tra criminalità, politica, economia, etc. E sicuramente la situazione cambia dopo il processo a seguito delle dichiarazioni di Morabito, ma vorrei anche aggiungere che una certa sensibilizzazione ai temi per la legalità è stata data dal libro/inchiesta di Roberto Saviano, “Gomorra”: oggi lo si considera in senso negativo (per i motivi che conosciamo, perchè gli argomenti sono stati manipolati a favore di un successo meramente commerciale, soprattutto da parte dello stesso autore), ma all&#8217;epoca ebbe un&#8217;importanza mediatica e culturale molto forte in quanto mise in luce una realtà che in molti, troppi tendevano a nascondere.</p>



<p>Proprio nel 2010 feci la proposta all&#8217;allora sindaco di Buccinasco, Loris Cereda, di istituire insieme un coordinamento sull&#8217;antimafia, in particolare per arginare i traffici della &#8216;ndrangheta, ma lui mi rispose ridendo, quasi deridendomi: “Ma guarda che la &#8216;ndrangheta non esiste”, disse. Cereda venne arrestato con l&#8217;accusa di corruzione.</p>



<p>Ma c&#8217;è di più.</p>



<p>Durante un consiglio comunale, alcune persone sono venute appositamente per intimidirmi nel momento in cui io ero ancora solo consigliera e stavo presentando una interpellanza sul “Festival dello stocco”. Perché questa manifestazione era stata organizzata con il coinvolgimento di persone poco pulite. Ho ricevuto, quindi, la “visita” di questi personaggi che hanno cominciato ad urlare di tutto e con il sindaco che non ha fatto una piega, cioè non mi ha neanche dato la propria solidarietà e non ha mai nominato la parola &#8216;ndrangheta in tutti e due i suoi interventi; questo per dirti che in un comune come Corsico c&#8217;è molto da fare perché, anche se si organizzano manifestazioni pubbliche, quando ci si trova davvero in situazioni delicate, non si fa o non si dice nulla di serio e di concreto per contrastare le azioni malavitose.</p>



<p>Gianluca Vitali: sono attualmente Presidente della Commissione antimafia. Ricordo che Corsico, purtroppo, è uno dei capoluoghi della &#8216;ndrangheta, insediatasi al Nord d&#8217;Italia, in Lombardia. Il nostro municipio non aveva mai istituito una commissione antimafia, invece nel 2020, quando sono andato in consiglio comunale, ho chiesto e voluto la Presidenza perchè credo che sia uno strumento istituzionale importantissimo. Dovrebbe essercene una in ogni Comune perchè si possono fare una serie di azioni che noi stiamo provando a mettere in atto sia sulla gestione dei beni confiscati &#8211; che è uno dei temi fondamentali secondo me nella lotta &#8211; sia anche nella diffusione della cultura, ovvero: nel fare eventi, andare nelle scuole, sensibilizzare in qualunque modo.</p>



<p>Ci stiamo impegnando tantissimo ed è molto utile il lavoro in rete: persone, istituzioni, associazioni, etc. Stiamo facendo un&#8217;attività molto importante per questa zona che sta diventando anche un po&#8217; un punto di riferimento in tutta la provincia di Milano. Stiamo cercando infatti, anche se a fatica, di coordinare i municipi con le Province, sulla falsa riga di ciò che è stato fatto a livello nazionale (tra le Commissioni antimafia regionali) perchè è importante trattare il tema in maniera organica. La criminalità organizzata è molto ben organizzata e per contrastarla dobbiamo farlo anche tutte e tutti noi.</p>
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		<title>&#8220;Raccontarsi (a modo mio): l&#8217;evento</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2022 09:38:41 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Loc-giusta-.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Loc-giusta--724x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Loc-giusta--724x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Loc-giusta--212x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Loc-giusta--768x1086.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Loc-giusta--1086x1536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Loc-giusta-.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1414w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Associazione Per i Diritti umani è fiera di invitarvi all&#8217;evento relativo al progetto Raccontarsi (a modo mio)&#8221; a cura della nostra collaboratrice Jorida Mbroçi (Dervishi):</p>



<p></p>



<p><strong>domenica 9 ottobre &#8211; ore 1630 &#8211; presso la Casa dei diritti di Milano</strong> (Via Edmondo De Amicis, 10, MM2, fermata Sant&#8217;Ambrogio)</p>



<p></p>



<p>Verranno raccontate storie di persone italiane e straniere; testimonianze di riscatto, di rinascita, di lotta con l&#8217;intento di dialogare con il pubblico per far emergere le parti più nobili dell&#8217;umanità, i princìpi positivi, la solidarietà che dovrebbe accompagnare ogni percorso di vita. Giovani e meno giovani, persone differenti per nazionalità, formazione, genere, personalità, diverse, ma uniche arricchiranno un pomeriggio all&#8217;insegna della riflessione, dell&#8217;allegria, del confronto. </p>



<p></p>



<p>Vi aspettiamo ! </p>



<p></p>



<p>Con il patrocinio della Commissione Pari opportunità e diritti civili del Comune di Milano; <strong>ringraziando Diana De Marchi, consigliera e presidente della commissione. </strong></p>
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		<title>Lo &#8220;Ius Scholae&#8221;: è la prova del 9 per tutte le forze politiche </title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2022 08:48:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Amsi ,Co-mai e il Movimento Uniti per Unire: dopo tante delusioni ,annunci e promesse del passato questa volta le forze politiche non avranno scusanti Che cosa è la nuova proposta con lo Ius Scholae?&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/ius-scholae.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="735" height="416" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/ius-scholae.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16448" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/ius-scholae.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 735w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/ius-scholae-300x170.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></a></figure>



<h2><em>Amsi ,Co-mai e il Movimento Uniti per Unire: dopo tante delusioni ,annunci e promesse del passato questa volta le forze politiche non avranno scusanti</em></h2>



<p><strong>Che cosa è la nuova proposta con lo Ius Scholae</strong>? <em>La cittadinanza italiana può essere acquisita dal minore straniero nato in Italia o che vi ha fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età. Il minore deve risiedere legalmente in Italia e deve aver frequentato regolarmente, nel territorio nazionale, per almeno cinque anni, uno o più cicli scolastici presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale idonei al conseguimento di una qualifica professionale. Nel caso in cui la frequenza riguardi la scuola primaria, è altresì necessaria la conclusione positiva del corso. Il requisito della minore età si considera riferito al momento della presentazione dell&#8217;istanza o della richiesta da parte di uno dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale. La misura è stata modificata durante l&#8217;esame in commissione: è stata aggiunta la condizione della conclusione &#8220;positiva&#8221; dei 5 anni di elementari per ottenere la cittadinanza. Approvato anche l&#8217;emendamento che introduce la possibilità di considerare anche percorsi di formazione professionale per acquisire il diritto. È stato eliminato il requisito che imponeva che la richiesta fosse presentata da entrambi i genitori (quindi in linea teorica ora è sufficiente che uno dei due inoltri la domanda). Altra novità importante dopo i lavori della Commissione è l&#8217;eliminazione dal testo del requisito della residenza in Italia &#8220;ininterrotta&#8221;.&#8221;</em></p>



<p><em>Negli ultimi 13 anni abbiamo assistito a tanti annunci, promesse e proposte per quanto riguarda la riforma della cittadinanza italiana senza mai vedere realizzare una di queste proposte. 15 anni fa abbiamo iniziato a proporre di abbreviare il periodo della pratica della cittadinanza italiana a 5 anni e di promuovere cittadinanza per i figli dei migranti dopo un ciclo scolastico. Ci auspichiamo che questa volta le forze politiche abbiano il coraggio di andare avanti fino in fondo e impegnarsi in modo trasparente, senza finalità politiche e elettorali con lo scopo di prepararsi alla prossima campagna elettorale, come è successo in passato. Noi siamo stati tra le prime associazioni convocate dal presidente Giuseppe Brescia (Presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera e Relatore del provvedimento) per avanzare le nostre proposte a riguardo. Il Presidente Brescia è stato molto disponibile ad ascoltare tutte le nostre proposte e criticità. Abbiamo ribadito come sempre, tramite il nostro manifesto #BuonaImmigrazione basato sull&#8217;immigrazione programmata e sul rispetto del principio &#8220;Diritti e Doveri&#8221;, l&#8217;importanza della riforma della cittadinanza italiana e il coinvolgimento di tutti i migranti padri ,madri ,figli e nipoti visto che stiamo arrivati ormai alla terza e quarta generazione, come proponiamo ormai da anni con i nostri movimenti. Per essere un cittadino italiano bisogna amare l&#8217;Italia e avere il senso dell&#8217;appartenenza e il coinvolgimento alla vita quotidiana rispettando legge, abitudini culturali e religiose.</em></p>



<p><em>Nella stessa misura i cittadini e i professionisti di origine straniera ed i loro figli hanno il diritto di sentirsi cittadini di serie A e rispettare i loro diritti visto che rispettano i loro doveri. Questa volta sicuramente è la prova del 9 per tutte le forze politiche sia pro che contro la proposta per vedere effettivamente l&#8217;impegno politico di ogni partito. Gli esiti negativi delle proposte e gli annunci del passato hanno creato molta delusione ed illusione tra i cittadini di origine straniera ed i loro figli in Italia. Inoltre, questa delusione ha contribuito a modificare le percentuali di appartenenza e fiducia verso i partiti italiani sia a sinistra che a destra e al centro. </em></p>



<p><em>Per questo, avvertiamo tutti i partiti italiani di non giocare e strumentalizzare sulla pelle dei migranti e dei loro figli, per fini politici ed elettorali ,anche perché&#8217; i cittadini e i professionisti di origine straniera sono molto maturi e intelligenti a capire la vera realtà e la sincerità delle forze politiche per questo le forze politiche questa volta non avranno scusanti<strong>. Così<em><strong> dichiara il Presidente dell&#8217;Amsi (Associazione medici di origine straniera in Italia) e Co-mai (Comunità del mondo arabo in Italia), già 4 volte consigliere Omceo di Roma </strong></em></strong></em></p>
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		<title>La conferenza sul futuro dell&#8217;Europa: concluso l&#8217;esperimento democratico dell&#8217;Unione europea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2022 07:51:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Maddalena Formica Il 9 maggio 2022 si è conclusa a Strasburgo la Conferenza sul futuro dell’Europa, dopo un anno esatto dalla sua inaugurazione. Questa nuova iniziativa congiunta del Parlamento, del Consiglio e della&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16380" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Maddalena Formica</p>



<p></p>



<p>Il 9 maggio 2022 si è conclusa a Strasburgo la Conferenza sul futuro dell’Europa, dopo un anno esatto dalla sua inaugurazione.</p>



<p>Questa nuova iniziativa congiunta del Parlamento, del Consiglio e della Commissione dell’Unione europea è stata pensata per rispondere al desiderio più volte espresso dai cittadini europei di essere maggiormente coinvolti nel processo decisionale dell’Unione.</p>



<p>A partire da maggio 2021, infatti, quattro panel di cittadini provenienti da ogni Paese membro, composti ciascuno da duecento persone, si sono periodicamente incontrati per discutere di alcune tematiche europee, dalla democrazia alla salute, dalla migrazione all’istruzione.</p>



<p>Nel corso di questi incontri, a cui sono succeduti poi anche dibattiti con le stesse istituzioni europee, i panel di cittadini hanno discusso e elaborato delle idee per il futuro dell’Europa, idee sfociate poi in quarantanove proposte di obiettivi e misure concrete da rispettare e attuare nei prossimi anni.</p>



<p>La possibilità di fare sentire la propria voce non è stata in realtà garantita solamente agli ottocento membri dei quattro panel, ma a tutti i cittadini degli Stati membri.</p>



<p>Ciò è stato possibile in particolare attraverso l’organizzazione di eventi nazionali e transazionali, oltre che per mezzo della creazione di un panel ad hoc nell’ambito di ciascun singolo Stato. Ogni cittadino ha inoltre avuto la possibilità di presentare le proprie idee e proposte sulla piattaforma digitale dedicata alla Conferenza, oltre che di interagire con altri cittadini attraverso la stessa. L’insieme di queste proposte, nazionali e online, è stato infine discusso durante i dibattiti tra cittadini e tra cittadini e rappresentanti delle istituzioni.</p>



<p>Se però le attività della Conferenza sono state apprezzate sia dalle istituzioni che dai cittadini, al momento, ora che questo innovativo “esperimento democratico” si è concluso, numerose perplessità sorgono circa il destino di queste proposte.</p>



<p>Il Parlamento, il Consiglio e la Commissione dovranno infatti decidere nei prossimi mesi come ciascuna di queste istituzioni possa rendere effettivi i risultati della Conferenza e prepararsi per organizzare un incontro nell’autunno 2022 per aggiornare i cittadini su quanto fatto fino ad allora.</p>



<p>Già il Parlamento europeo ha avanzato l’ipotesi di percorrere la strada della riforma dei Trattati istitutivi dell’Unione per potere integrare le proposte nel diritto comunitario, modificando dunque quest’ultimo nei suoi testi fondamentali. Se la possibilità di avviare questa procedura è stata accennata anche dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e dal Presidente francese Emmanuel Macron, diversi Stati si sono però mostrati reticenti a eventuali riforme.</p>



<p>Pagina ufficiale della Conferenza: <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/priorities/conferenza-sul-futuro-dell-europa?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/priorities/conferenza-sul-futuro-dell-europa?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Piattaforma online della Conferenza: <a href="https://futureu.europa.eu/?locale=it&amp;pk_source=website&amp;pk_medium=link&amp;pk_campaign=europarl&amp;pk_content=headlines_editorial&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://futureu.europa.eu/?locale=it&amp;pk_source=website&amp;pk_medium=link&amp;pk_campaign=europarl&amp;pk_content=headlines_editorial&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Pagina dedicata agli eventi in Italia: <a href="https://futureu.europa.eu/pages/italy?locale=it&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://futureu.europa.eu/pages/italy?locale=it&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Sdegno dal mondo arabo per il comportamento inaccettabile e vergognoso nei confronti della von der Leyen</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2021 06:52:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Co-mai ,Amsi e Umem; mai più offese alle donne. Erdogan e Charles Michel chiedete scusa. Lanciamo il &#8220;Osservatorio #NoMaschilismo&#8221; contro le donne che non ha né colore né cultura e religione ma figlio dell&#8217;ignoranza personale. L&#8217;incidente&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="538" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/ursula-von-der-leyen-erdogan-1024x538.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15214" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/ursula-von-der-leyen-erdogan-1024x538.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/ursula-von-der-leyen-erdogan-300x158.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/ursula-von-der-leyen-erdogan-768x403.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/ursula-von-der-leyen-erdogan.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Co-mai ,Amsi e Umem; mai più offese alle donne. Erdogan e Charles Michel chiedete scusa. Lanciamo il &#8220;Osservatorio #NoMaschilismo&#8221; contro le donne che non ha né colore né cultura e religione ma figlio dell&#8217;ignoranza personale.</p>



<p>L&#8217;incidente di protocollo, ribattezzato &#8220;sofagate&#8221;, durante la visita dei leader Ue in Turchia diventa un caso diplomatico. Martedì il presidente turco <strong>Erdogan </strong>ha prima lasciato in piedi poi fatto accomodare su un divano la presidente della Commissione europea, <strong>Ursula von der Leyen</strong>, mentre lui e il presidente del Consiglio Ue, <strong>Charles Michel,</strong> prendevano posto su due poltrone con le rispettive bandiere alle spalle.</p>



<p>Per questa volta la Commissione “ha preferito dare priorità alle questioni di sostanza rispetto al protocollo”, ma assicura che “saranno presi contatti di tutte le parti coinvolte perché non si ripeta in futuro“. La visita di Ursula von der Leyen e Charles Michel ad Ankara, dove hanno incontrato il presidente Recep Tayyip Erdoğan al palazzo presidenziale, è diventato un caso diplomatico; il comportamento dell’organizzazione turca al palazzo presidenziale dove è avvenuto l’incontro, che ha fatto trovare solo due sedie, una per il capo di Stato e l’altra per il presidente del Consiglio Ue, lasciando la presidente della commissione europea in disparte, ha imbarazzato il mondo, lasciando “sorpresa” la Von der Leyen, come ha spiegato il portavoce di Palazzo Berlaymont.</p>



<p>&#8220;Abbiamo aspettato 24 ore per esprimere il nostro sdegno da una parte e la solidarietà alla <strong>von der Leyen</strong> dall&#8217;altra parte sperando che arrivassero le scuse di Erdogan e Charles Michel. Purtroppo nessuno dei due ha preso una posizione forte contro questo comportamento inaccettabile sia durante (Era doveroso da parte di Michel ribellarsi subito durante la visita e non giustificarsi nel rispetto del protocollo) che dopo l&#8217;accaduto che ha registrato una gravissima mancanza di rispetto verso le donne nel mondo. Chiediamo adesso che facciano le loro scuse pubbliche e non si ripeta più e purtroppo il maschilismo sta espandendo nel mondo contro le donne e non ha colore ,religioni e culture ma una ignoranza personale .Cosi Dichiara il Presidente <strong>Foad Aodi</strong> a nome della Comunità del mondo arabo in Italia<strong>(Co-mai) </strong>,l&#8217;associazione medici di origine straniera <strong>(AMSI)</strong> ,Unione medica euro mediterranea<strong> (UMEM)</strong> e il movimento internazionale transculturale interprofessionale <strong>Uniti per Unire che</strong> annuncia oltre il dipartimento contro la violenza sulle donne lanciamo il &#8220;Osservatorio <strong>#NoMaschilismo&#8221; </strong>contro le donne nel mondo del Movimento Uniti per Unire insieme alle associazioni e comunità aderenti  per ribadire il rispetto reciproco ,il rispetto dei diritti e doveri e nessuno può parlare o comportarsi in modo  scorretto a nome nostra offendendo le donne, le culture e le religioni.</p>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. La rielezione di Roch Kaborè in Burkina Faso</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2020 09:17:47 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="660" height="438" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/6a00e54f0b1990883401bb08979ebe970d.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14873" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/6a00e54f0b1990883401bb08979ebe970d.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 660w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/6a00e54f0b1990883401bb08979ebe970d-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></figure>



<p>di Veronica Tedeschi</p>



<p><em>«In un’elezione c’è sempre un vincitore e delle persone che perdono. Questo, però, non deve dissuaderci dal fatto che siamo tutti burkinabé e che tutti, insieme, dobbiamo costruire un Burkina Faso migliore».</em></p>



<p>In Burkina Faso le scuole sono chiuse, non per il Coronavirus ma per la violenza. Un paese stremato da terrorismo e povertà che, negli ultimi cinque anni ha imboccato la strada del caos. Gli attacchi da parte dei gruppi jihadisti si sono moltiplicati quasi uno al giorno: oltre 1200 morti, più di un milione di sfollati, intere parti del Paese sfuggite all’autorità.</p>



<p>Polizia ed esercito non sono in grado di arrestare le violenze nel paese ma, nonostante questo, la corsa alla Presidenza si è svolta in modo più o meno tranquillo.</p>



<p>Il 22 novembre in Burkina Faso si sono tenute le elezioni presidenziali, tra contestazioni e violenze, soprattutto in relazione al fatto che più di 400.000 persone non hanno potuto votare a causa dello smarrimento dei loro documenti conseguente ai numerosi attacchi terroristici che stanno interessando il paese in questi ultimi mesi. Queste elezioni, tanto acclamate dal popolo, avevano lo scopo di metter fine agli attentati di matrice terroristica che hanno portato ad un gran numero di sfollati e ad un’instabilità economica e politica. I candidati alla presidenza erano l’ex Ministro delle Finanze Zéprin Diabré, Eddie Komboigo e il presidente uscente Kaborè che ha avuto la meglio vincendo nuovamente.</p>



<p>Altri cinque anni di presidenza, per far ripartire il paese e produrre quel tanto agognato sviluppo e cambiamento che la “terra degli uomini retti” da troppo tempo reclama.</p>



<p>Gli avversari di Kaboré hanno contestato la validità dei risultati (Kaborè vince con quasi il 58%) e denunciato brogli, ma la commissione elettorale ha respinto le accuse e una missione di osservatori internazionali ha dichiarato che le elezioni si sono svolte correttamente. Roch Kaboré, che era stato eletto per il primo mandato nel 2015, ha basato la sua campagna elettorale sull’aver reso gratuita l’assistenza sanitaria a tutti i bambini sotto i 5 anni e sull’aver asfaltato alcune delle strade che attraversano il paese.</p>



<p><em>Il presidente pigro</em>, così viene chiamato, ha anche la grande caratteristica di essere un riconciliatore da sempre aperto nell’aiutare il suo paese con impegno e interesse. Il terrorismo, però, si sa, usa armi scorrette che anche un buon presidente (che negli anni bui del regime di Compaorè tirò fuori la forza dei burkinabè) non riesce a contrastare.</p>



<p>Kaboré non si smentisce, continua a promettere «consultazioni permanenti per costruire un Burkina Faso migliore. Metterò tutto il mio impegno affinché in una consultazione permanente si possa lavorare insieme per la pace e lo sviluppo del nostro Paese».</p>



<p>I burkinabè hanno riassegnato la loro fiducia e speranza in quest’uomo che ha davanti a sé cinque anni per risollevare il paese e contrastare il terrorismo, buon lavoro!</p>
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		<title>Le parole della Presidente della commissione Pari Opportunità del Comune di Milano, Diana De Marchi</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2020 08:14:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani propone, oggi, l&#8217;incontro con Diana De Marchi &#8211; che ringrazia &#8211; insegnante e Presidente della Commissione Pari Opportunità presso il Municipio di Milano. Per ascoltare gli interventi dei professionisti,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> propone, oggi, l&#8217;incontro con Diana De Marchi &#8211; che ringrazia &#8211; insegnante e Presidente della Commissione Pari Opportunità presso il Municipio di Milano. </p>



<p>Per ascoltare gli interventi dei professionisti, cliccare sul quadrante che vi interessa. Grazie sempre per l&#8217;interesse.</p>



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		<title>Perchè occuparsi di diritti umani, oggi più che mai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2020 08:18:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Care amiche e cari amici, vi ricordiamo i prossimi streaming organizzati da Associazione Per i Diritti umani, con il sostegno del C.I.D.U. VideoDirette sul canale Youtube dell&#8217;associazione (a cui potete iscrivervi) e poi ripostate&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1021" height="606" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppp.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13858" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppp.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1021w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppp-300x178.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppp-768x456.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1021px) 100vw, 1021px" /></figure></div>



<p>Care amiche e cari amici,</p>



<p>vi ricordiamo i prossimi streaming organizzati da <strong><em>Associazione Per i Diritti umani, </em></strong>con il sostegno del C.I.D.U.</p>



<p>VideoDirette sul canale Youtube dell&#8217;associazione (a cui potete iscrivervi) e poi ripostate qui e su tutti i nostri canali social. Potete scoprire quelle già effettuate, nei giorni scorsi, con alcuni professionisti su temi di stretta attualità!</p>



<p>Per garantire una corretta informazione, per rimanere aggiornati sulla situazione in Italia e nel mondo, per monitorare la tutela dei diritti fondamentali di tutte e di tutti.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/flyer-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13857" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/flyer-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/flyer-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/flyer-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/flyer.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>
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		<title>Il Diritto Internazionale Umanitario e dei Diritti Umani: un approccio variegato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jul 2019 07:28:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli Il seguente documento di ricerca è stato realizzato in nome dell&#8217;interesse dell&#8217;autore per studiare meglio le caratteristiche dell&#8217;intreccio insito tra il Diritto Internazionale Umanitario (IHL) e dei Diritti Umani (IHRL). I&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/07/23/il-diritto-internazionale-umanitario-e-dei-diritti-umani-un-approccio-variegato/">Il Diritto Internazionale Umanitario e dei Diritti Umani: un approccio variegato</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="330" height="153" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/int.-law.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12799" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/int.-law.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 330w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/int.-law-300x139.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 330px) 100vw, 330px" /></figure></div>



<p>Il
seguente documento di ricerca è stato realizzato in nome
dell&#8217;interesse dell&#8217;autore per studiare meglio le caratteristiche
dell&#8217;intreccio insito tra il Diritto Internazionale Umanitario (IHL)
e dei Diritti Umani (IHRL).</p>



<p>I
diritti umani sono per lo più riconosciuti per essere di
applicabilità universale indipendentemente dal &#8220;dove&#8221; e
&#8220;chi&#8221;; mentre il diritto umanitario è un corpo di norme
applicabili e progettate per una particolare circostanza, quella dei
conflitti armati. Tuttavia, c&#8217;è un punto in cui le due discipline si
incontrano, non si fondono, ma interagiscono e producono un approccio
variegato e interessante.</p>



<p>Questi
due rami del diritto internazionale sono di primaria importanza, ma
l&#8217;autore ne comprende meglio la praticità una volta essere stati
analizzati come interrelati e provocati dalle disposizioni e dai
principi fondamentali dell&#8217;altro. L&#8217;autore riconosce il loro valore
aggiunto purché questi corpi siano osservati alla luce della
complementarità: distinti ma sovrapposti.</p>



<p>Per
dare voce alla loro forza, di seguito vi è un evidente ricorso a
diversi casi-studio pratici e considerazioni legali, che
simultaneamente hanno permesso di sfidare la domanda di ricerca.</p>



<p>&#8220;La
legge sui diritti umani è incentrata sulla concessione di diritti
all&#8217;individuo, mentre il diritto umanitario si concentra
sull&#8217;imposizione diretta di obblighi nei confronti dell&#8217;individuo&#8221;.
&nbsp;Questa opinione secondo la quale il diritto internazionale
umanitario riguardi gli obblighi e la legge internazionale sui
diritti umani verta sui diritti, è ancora ampiamente usata come
argomento contro la loro complementarità. Lo studio di René Provost
sul rapporto tra i due rami del diritto internazionale, nel suo libro
&#8220;International Human Rights and Humanitarian Law&#8221;, dedica
un&#8217;ampia parte alla differenza tra diritti umani e obblighi
umanitari. Secondo lui la principale differenza sta nella capacità
procedurale di rivendicare i diritti in contrasto con gli obblighi
degli Stati di agire in determinati modi. Allo stesso tempo, questa
affermazione non può essere utilizzata per affermare che
l&#8217;applicazione complementare tra i due rami nei conflitti armati è
completamente impossibile.</p>



<p>In
realtà, i diritti umani sono diritti individuali che sono
rispecchiati dall&#8217;obbligo degli Stati di rispettare, proteggere e
soddisfare i diritti umani nei confronti delle persone sotto la loro
giurisdizione. E, proprio come i diritti umani non riguardano solo i
&#8220;diritti&#8221;, il diritto umanitario non concerne solo gli
&#8220;obblighi&#8221;.</p>



<p>La
definizione del diritto umanitario come obbligo degli Stati nei
trattati umanitari riflette innanzitutto la storia della legge:
quando il diritto internazionale umanitario è stato codificato 150
anni fa, dal primo tentativo di assicurare le preoccupazioni
umanitarie, l&#8217;unica struttura disponibile era quella del diritto
internazionale così come era in vigore. Mentre l&#8217;IHL &#8220;tradizionale&#8221;
conteneva diritti e doveri inter-statali, l&#8217;IHL contemporaneo
riconosce anche i diritti individuali. 
</p>



<p>La
parte seguente intende analizzare alcune disposizioni giuridiche al
fine di dimostrare il possibile parallelismo che può essere
tracciato tra i due rami. I risultati sono rappresentativi di un
grado di complementarità, che non risulta in una fusione, ma assume
piuttosto la forma di un&#8217;applicazione inclusiva l&#8217;uno dell&#8217;altro.
Questo è ciò che l&#8217;autore definisce: un approccio variegato.</p>



<p>Ma
prima verrà mostrato, sfruttando alcuni casi chiave, che tale
apertura è stata riconosciuta a livello internazionale. Difatti,
l&#8217;applicabilità parallela di IHL e IHRL
è diventata recentemente parte dell&#8217;ortodossia legale nel diritto
internazionale. 
</p>



<p>In
modo evidente, il Tribunale Internazionale per l&#8217;Ex Jugoslavia ha
riconosciuto anche la complementarità tra i due rami del diritto
interessato; partendo dal presupposto che, a causa della somiglianza
dei due corpi giuridici, &#8220;in termini di obiettivi, valori e
terminologia&#8221;, il ricorso al diritto dei diritti umani &#8220;è
generalmente un&#8217;assistenza gradita per determinare il contenuto del
diritto internazionale consuetudinario nel campo del diritto
umanitario”. Inoltre, numerosi tribunali per i diritti umani hanno
rivendicato la giurisdizione sui conflitti armati. La decisione della
Commissione Interamericana sui diritti umani nel caso Abella è
significativa. La Commissione ha infatti riconosciuto la competenza
per applicare il diritto umanitario e ha osservato che &#8220;le
disposizioni del diritto internazionale convenzionale e
consuetudinario generalmente offrono alle vittime di conflitti armati
tutele più specifiche di quelle generali nella Convenzione Americana
e in altri strumenti sui diritti umani&#8221;. 
</p>



<p>I
fautori dell&#8217;idea di complementarità dei diritti umani e del diritto
umanitario sostengono che i due sono, come osservato attraverso il
caso precedente, distinti ma sovrapposti. È per esempio il punto di
vista applicato dal Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite
e dal Comitato Internazionale della Croce Rossa. La complementarità
è un approccio variegato e le opinioni a riguardo divergono.
Ovviamente si rifiuta la posizione separatista, ma non viene
sostenuta nemmeno la fusione di IHL e IHRL. Ciò implica
semplicemente il parallelismo tra i diritti umani e il diritto
umanitario come due categorie di norme applicabili, ma isolate che
non sono interessate al risultato della loro co-applicazione e non
sono orientate verso sforzi di reciproco sostegno. In contrasto con
il principio di <em>lex specialis</em>,
l&#8217;approccio di complementarità mira a raggiungere una coerenza
sistemica alla luce dei principi di base condivisi.</p>



<p>Ci
sono esempi sufficienti che dimostrano la praticabilità di questo
approccio.</p>



<p>Il
diritto ad un equo e giusto processo viene regolato e riconosciuto
sia dai diritti umani sia dal diritto umanitario. Ad esempio, questi
diritti sono incorporati nell&#8217;articolo 14 del Trattato Internazionale
sui Diritti Civili e Politici (ICCPR), negli articoli 105 e 106 della
terza convenzione di Ginevra (sul trattamento dei prigionieri di
guerra) e nell&#8217;articolo 75 del primo protocollo aggiuntivo. Nel campo
dei diritti umani ciò che è evidenziato è l&#8217;uguaglianza delle
persone davanti alle corti e ai tribunali; mentre nell&#8217;area del
diritto umanitario vengono enfatizzati i doveri nei confronti dei
prigionieri di guerra. 
</p>



<p>Il
divieto di tortura, per esempio, richiede l&#8217;analisi incrociata di IHL
e IHRL; in effetti, in questo campo, l&#8217;IHRL funge efficacemente da
guida interpretativa degli aspetti rilevanti del diritto umanitario.
Comprensibilmente, in diversi casi il Tribunale Internazionale per
l&#8217;Ex Jugoslavia ha eseguito un&#8217;analisi comparata dei due corpi di
legge per chiarire il contenuto del divieto di tortura, a causa della
mancanza di tale definizione nel diritto internazionale umanitario.
La definizione di tortura ai sensi della Convenzione delle Nazioni
Unite del 1984 contro la tortura; la Dichiarazione delle Nazioni
Unite del 1975 contro la tortura o la Convenzione Interamericana
degli Stati Uniti contro la tortura, sono rappresentative del diritto
internazionale consuetudinario. 
</p>



<p>Il
nesso stretto e la crescente convergenza dei diritti culturali in IHL
e IHRL emergono per quanto riguarda la protezione del patrimonio
culturale nel corso di conflitti armati. In particolare, è stato
sostenuto che un&#8217;analisi delle rispettive norme del diritto
internazionale umanitario, ad esempio all&#8217;articolo 53 del primo
protocollo aggiuntivo di Ginevra (per il miglioramento delle
condizioni dei feriti e dei malati delle Forze armate sul campo) e
all&#8217;articolo 16 del secondo protocollo aggiuntivo (per il
miglioramento delle condizioni dei feriti, dei malati e dei naufraghi
delle Forze armate sul mare) relativo alla protezione dei beni
culturali e dei luoghi di culto, dimostra che tale protezione non è
solo garantita a rappresentazioni materiali del patrimonio culturale,
ma è intesa a garantire il godimento e l&#8217;accesso al patrimonio
culturale come diritto umano. D&#8217;altra parte, il diritto a prendere
parte alla vita culturale, come ad esempio nell&#8217;articolo 15 del Patto
Internazionale sui Diritti Economici-Sociali-Culturali (ICESCR), non
implica unicamente il dovere di preservare la proprietà culturale,
ma anche il divieto della loro volontaria distruzione con l’uso
della forza. 
</p>



<p>
Diventa
visibile il cosiddetto approccio variegato: da una parte i due ambiti
di diritto internazionale si incontrano, ma dall&#8217;altra parte lo fanno
a prescindere da ogni sforzo reciproco di sostegno. 
</p>



<p>Lo
scopo ultimo delle due aree del diritto internazionale può essere la
protezione dell&#8217;individuo, ma sono fatti per raggiungere questo
obiettivo in modi diversi. Ed è proprio per questa ultima ragione
che, secondo l&#8217;autore, una fusione tra le disposizioni dei due corpi
non è possibile.</p>



<p>Nondimeno,
come è stato mostrato, questa differenza non preclude una
costruttiva impollinazione incrociata a livello dei loro quadri
normativi: sempre più tribunali penali internazionali e corti di
diritti umani si riferiscono al diritto umanitario; così come l’IHL
ha acquisito negli anni un gusto più umano. Ciò consente al Diritto
Internazionale Umanitario e dei Diritti Umani di colmare lacune,
mentre coesistono temporalmente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Terminata la Campagna Welcoming Europe: per un&#8217;Europa che accoglie. Un&#8217;azione civile e politica</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/03/05/e-terminata-la-campagna-welcoming-europe-per-uneuropa-che-accoglie-unazione-civile-e-politica/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2019 06:27:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è da poco conclusa la campagna Welcoming Europe. L&#8217;evento di chiusura del 20 febbraio scorso è stato partecipato e interessante nei contenuti. Per chi volesse vederlo è disponibile su radio radicale: https://goo.gl/BknbYc Riproponiamo, di&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/LOGO-WE-2018-16.04.2018.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-12167" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/LOGO-WE-2018-16.04.2018.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="283" height="287" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/LOGO-WE-2018-16.04.2018.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 822w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/LOGO-WE-2018-16.04.2018-296x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 296w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/LOGO-WE-2018-16.04.2018-768x779.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 283px) 100vw, 283px" /></a></div>
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<div>Si è da poco conclusa la campagna Welcoming Europe.</div>
<div>L&#8217;evento di chiusura del 20 febbraio scorso è stato partecipato e interessante nei contenuti.</div>
<div>Per chi volesse vederlo è disponibile su radio radicale: <a href="https://goo.gl/BknbYc?fbclid=IwAR2RpPzZdrTZPduysWPeZ480RhW-gpWJzGpWQd7_jn6isjJ1fFJxuFilDwU&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://goo.gl/BknbYc?fbclid%3DIwAR2RpPzZdrTZPduysWPeZ480RhW-gpWJzGpWQd7_jn6isjJ1fFJxuFilDwU&amp;source=gmail&amp;ust=1551791216557000&amp;usg=AFQjCNEzWlkdqzSadMZIoJjxLlbLyaaFLQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://goo.gl/?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr />BknbYc</a></div>
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<div>Riproponiamo, di seguito, le proposte della Campagna:</div>
<div></div>
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<div>
<p>Decriminalizzare la solidarietà, creare passaggi sicuri per i rifugiati, proteggere le vittime di abusi. Sono i tre obiettivi dell<b>‘Iniziativa dei cittadini europei</b> (ICE) “Welcoming Europe – Per un’Europa che accoglie”. Servono <strong>un milione di firme in 12 mesi</strong> in almeno 7 paesi membri.</p>
<h3></h3>
<h4><strong>1. </strong>Salvare vite non è reato – Vogliamo decriminalizzare la solidarietà</h4>
<p>In ben 12 paesi dell’Unione Europea distribuire alimenti e bevande, dare un passaggio, comprare un biglietto o ospitare un migrante sono comportamenti per cui è possibile ricevere una multa o addirittura essere arrestati dalle autorità. Punire questi comportamenti significa punire l’aiuto umanitario e riconoscere il reato di solidarietà</p>
<p>Nessuno dovrebbe essere perseguito o multato per aver offerto aiuto, assistenza o un rifugio a scopo umanitario. Il fine dei governi è quello di <strong>scoraggiare i volontari dal fornire aiuto umanitario</strong> e servizi di prima assistenza a coloro che hanno bisogno poiché credono che l’aiuto volontario possa costituire un fattore di attrazione per i flussi migratori.</p>
<p><strong>Vogliamo che la Commissione fermi quei governi che stanno criminalizzando i volontari</strong>. I cittadini europei dovrebbero essere in grado di offrire aiuti umanitari e assistenza a tutte le persone bisognose, indipendentemente dal loro status, senza timore di sanzioni o azioni penali. <strong>Vogliamo che la Commissione Europea modifichi in questo senso l’attuale direttiva dell’UE sul favoreggiamento</strong> (2002/90 /CE).</p>
<p><strong>#lumanitànonsiarresta</strong></p>
<p><strong>2. Liberi di accogliere i rifugiati – Vogliamo creare passaggi sicuri</strong></p>
<p>I migranti sfruttati spesso non sporgono denuncia perché corrono il rischio di essere arrestati, detenuti e rimpatriati a causa della loro condizione irregolare e perché incontrano difficoltà nel fornire delle prove e ricevere effettivamente un risarcimento e spesso non hanno accesso all’assistenza legale.</p>
<p>Vogliamo vie sicure di ingresso complementari e addizionali ai programmi nazionali di resettlement e, in questo senso, la società civile può offrire un contributo rilevante. Le sponsorship private, inoltre, hanno un ruolo importante nel facilitare l’integrazione dei rifugiati appena arrivati nei territori grazie al sostegno e alla mobilitazione delle comunità, di gruppi religiosi, di organizzazioni non governative, di aziende private e di famiglie di rifugiati reinsediati.</p>
<p>Chiediamo alla Commissione Europea di modificare il Regolamento Ue 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio e attivare un nuovo programma di finanziamento nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) per sostenere i programmi di sponsorship privata della società civile affinché sempre più cittadini e associazioni possano essere</p>
<p><strong>#liberidiaccogliere.</strong></p>
<p><strong>3. I diritti umani sono inviolabili – Vogliamo proteggere le vittime di abusi</strong></p>
<p>Molti migranti sono vittime di sfruttamento lavorativo, abusi o violazioni dei diritti umani, in particolare alle frontiere, ma trovano grandi difficoltà nell’accesso alla giustizia. Eppure tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione, devono essere tutelate.</p>
<p>Vogliamo proteggere tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione, e garantire giustizia alle vittime di sfruttamento lavorativo e di violazioni dei diritti umani.</p>
<p><strong>Chiediamo protezione per tutte le persone, indipendentemente dal loro status e garanzie di accesso alla giustizia</strong>. Vogliamo introdurre in tutti gli Stati membri meccanismi che permettano alle vittime di presentare ricorsi e sporgere denunce in modo sicuro, dando piena attuazione a quanto previsto nella normativa UE (le direttive 2009/52/CE; 2012/29/UE; 2011/36/UE; 2004/81/CE del Consiglio/CE) e dalle legislazioni nazionali. Chiediamo tutele nel caso di violazioni dei diritti fondamentali alle frontiere compiute da parte della Agenzia Europea della Guardia di Frontiera e Costiera, dei corpi militari impiegati nel controllo alle frontiere da parte dei singoli Stati membri e soprattutto delle forze dei paesi terzi sostenuti dall’UE o dai singoli Stati membri. Qualora non sia garantito un meccanismo adeguato di tutela, la Commissione Europea o il singolo Stato membro devono sospendere il supporto finanziario e tecnico fornito.</p>
<p>Chiediamo alla Commissione di mettere mano a una nuova legislazione per portare a compimento l’introduzione di <strong>canali di accesso per lavoro a livello europeo</strong>, colmare le lacune nel quadro giuridico dell’UE sulla migrazione legale e <strong>regolamentare i settori che riguardano i lavoratori non altamente qualificati</strong>.</p>
<p>Scarica il <a href="http://www.radicali.it/wp-content/uploads/2018/03/ECI-Testo_proposta_registrata_Commissione_Europea.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>testo della proposta registrata presso la Commissione Europea</strong></a></p>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/03/05/e-terminata-la-campagna-welcoming-europe-per-uneuropa-che-accoglie-unazione-civile-e-politica/">Terminata la Campagna Welcoming Europe: per un&#8217;Europa che accoglie. Un&#8217;azione civile e politica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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