<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>competizione Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/competizione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/competizione/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Tue, 03 Sep 2024 07:41:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>competizione Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/competizione/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>&#8220;Buone notizie&#8221;. Don&#8217;t worry, be Happy: lo sport come diritto ACCESSIBILE per tutt*</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/03/buone-notizie-dont-worry-be-happy-lo-sport-come-diritto-accessibile-per-tutt/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/03/buone-notizie-dont-worry-be-happy-lo-sport-come-diritto-accessibile-per-tutt/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2024 07:39:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Buone Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#paraolimpiadi]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[abilità]]></category>
		<category><![CDATA[agonismo]]></category>
		<category><![CDATA[atleta]]></category>
		<category><![CDATA[atleti]]></category>
		<category><![CDATA[autodeterminazione]]></category>
		<category><![CDATA[competizione]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[gare]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[rubrica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[sportivi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17685</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Martina Foglia Come molti di voi sapranno in questi giorni si stanno svolgendo le Paralimpiadi a Parigi, una bellissima occasione per parlare di Diritto allo sport e di sport accessibile. Lo faremo attraverso&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/09/03/buone-notizie-dont-worry-be-happy-lo-sport-come-diritto-accessibile-per-tutt/">&#8220;Buone notizie&#8221;. Don&#8217;t worry, be Happy: lo sport come diritto ACCESSIBILE per tutt*</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>di Martina Foglia </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="429" height="430" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17686" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 429w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 429px) 100vw, 429px" /></a></figure></div>



<p></p>



<p>Come molti di voi sapranno in questi giorni si stanno svolgendo le Paralimpiadi a Parigi, una bellissima occasione per parlare di Diritto allo sport e di sport accessibile. Lo faremo attraverso questa testimonianza/intervista ad Allegra Magenta una ragazza con disabilità motoria acquisita che ha trovato nello sport accessibile un modo per autodeterminarsi e per accrescere l&#8217;autonomia continuando a seguire le proprie passioni.</p>



<p>Vuoi presentarti?<br>Mio papà ha scelto di chiamarmi Allegra dopo avermi visto nascere, pare che già ridessi molto e devo dire che è un nome che mi piace e che mi si addice. Nel mondo sportivo mi chiamano tutti &#8220;Happy&#8221; perché le straniere australiane e americane non riuscivano a pronunciare bene il mio nome. Ho da sempre praticato sport e avendo due fratelli maschi sono sempre stata molto competitiva e grazie allo sport paraolimpico, anche dopo un grave incidente, ho potuto riprovare l’adrenalina competitiva.</p>



<p>Come è nata la tua passione per lo sport?<br>È nata grazie alla possibilità avuta da piccola di provarne molti tra cui: nuoto, judo, tennis per poi innamorarmi del softball (baseball femminile) e poi post incidente: scherma e del tennistavolo.<br>Credo proprio di potermi appassionare di qualunque sport, ricordo che appena dopo il mio incidente potevo solo muovere la testa e con collare e corsetto in carrozzina mi sono allenata con la cerbottana ed ero felice.</p>



<p>C&#8217;è stato qualcuno (tra i familiari, o qualche associazione sportiva) che ti ha sostenuto in questa tua passione?<br>Nel mondo del softball sicuramente il BSC Legnano dove ho giocato e nel 2007 vinto con la mia squadra lo scudetto italiano, la Coppa Italia e la Coppa delle coppe. Post incidente sicuramente la società di scherma a Niguarda creata dalla maestra Carolina Gambirasio e poi la mia attuale società di tennistavolo Nerviano.</p>



<p>Ricordi il momento in cui hai deciso di fare sport a livello agonistico e quali sono state le motivazioni ?<br>Inizialmente hanno creduto in me e mi hanno selezionato gli allenatori di softball, ma già all ascuola elementare,quando praticavo judo, il mio maestro voleva farmi gareggiare perché notava lo spirito agonistico. Ammetto che per la mia ottica fare sport ha senso per prepararsi al meglio e poi gareggiare; solo in gara infatti si valuta il livello di preparazione fisica e mentale e ci si confronta con avversari: sia vincendo sia perdendo si impara e si cresce sempre.</p>



<p>So che ti sei cimentata in più di uno sport, puoi raccontare le tue scelte?<br>Prima di tutto ho scelto la scherma perché durante il mio ricovero presso l’Unità spinale di Niguarda c’era la possibilità di provare e già da ricoverata andavo a curiosare in palestra. Dopo cinque anni ho capito che, anche se molto affascinante e divertente, è anche tanto asimmetrico dato che gli affondi vengono fatti lateralmente e per il mio fisico iniziava ad essere faticoso e sconsigliato. La seconda e per ora definitiva scelta è andata sul tennistavolo: è uno sport più corretto per il mio fisico (lesione midollare alta e amputazione al braccio destro) e mi permette di allenarmi più ore e performare con più facilità e poi si può gareggiare nel campionato dei normodotati perchè le regole e i materiali sono gli stessi: quindi la sfida è ancora più stimolante!</p>



<p>Che rapporto hai con la competizione?<br>Di dipendenza direi. Mi piace essenzialmente la sensazione di mettermi alla prova e imparare e quindi conoscere meglio il mio corpo e la mia mente per migliorarmi.</p>



<p>Puoi raccontarci cosa ti ha portato a partecipare alle Olimpiadi di Rio come volontaria?<br>È stata un’esperienza unica, sono molto felice di aver partecipato anche perché credo che fossi l’unica volontaria con disabilità che ha attraversato l’oceano per fare servizio all’interno del villaggio olimpico. Sembrava di essere in un sogno ogni giorno. Lo consiglio a chiunque di fare domanda e provare questa esperienza; inoltre farlo in Brasile con lo spirito carioca è stato esaltante! Tra le esperienze più belle.</p>



<p>Cosa ricordi di quella meravigliosa esperienza, che emozioni e sensazioni hai provato e cosa ti ha insegnato?</p>



<p>Ricordo con i cuoricini agli occhi il gruppo di volontari con cui ho lavorato composto da una cinese, un americano, un inglese, un brasiliano e il responsabile dello Zimbabwe. Insomma un&#8217;esperienza internazionale e tanto stimolante.</p>



<p>Quale è secondo te il valore più importante che lo sport trasmette?</p>



<p>Rispetto nei confronti di avversari, arbitri,  e delle regole del gioco.</p>



<p>Il tuo motto? Se ne hai uno&#8230;</p>



<p>Beh, &#8220;Don’t worry be Happy&#8221; mi piace molto ed è coerente con il mio soprannome da atleta.</p>



<p>Cosa ti aspetti per il tuo futuro sportivo?</p>



<p>Di trovare il modo di allenarmi in modo costante, fare più gare possibili e mettere un po’ di soldi da parte per poter iscrivermi a tanti tornei internazionali e scalare il ranking mondiale. Il mio sogno è sicuramente quello di esserci come atleta italiana nelle prossime paraolimpiadi.</p>



<p>Quest&#8217; intervista ci dimostra che, credendo nelle proprie capacità, con costanza e determinazione, si può trovare sempre un&#8217;alternativa, una possibilità per continuare a coltivare le proprie aspirazioni!</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="640" height="640" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17687" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/09/03/buone-notizie-dont-worry-be-happy-lo-sport-come-diritto-accessibile-per-tutt/">&#8220;Buone notizie&#8221;. Don&#8217;t worry, be Happy: lo sport come diritto ACCESSIBILE per tutt*</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/03/buone-notizie-dont-worry-be-happy-lo-sport-come-diritto-accessibile-per-tutt/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Report ISPI: work in progress, the end of a world, part II</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/03/20/report-ispi-work-in-progress-the-end-of-a-world-part-ii/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/03/20/report-ispi-work-in-progress-the-end-of-a-world-part-ii/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 06:57:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[america latina]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamentoclimatico]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[competizione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[esperti]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[inglese]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[ISPI]]></category>
		<category><![CDATA[Medioriente]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[politiche]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[risosrse]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=13759</guid>

					<description><![CDATA[<p>WORK IN PROGRESSTHE END OF A WORLD, PART II A world has ended. It was the world we once knew,&#160;the liberal world of Western hegemony that emerged&#160;in the aftermath of WW2 and that we&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/03/20/report-ispi-work-in-progress-the-end-of-a-world-part-ii/">Report ISPI: work in progress, the end of a world, part II</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="714" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/yyyyyyyyyyyyyyyy-1024x714.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13760" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/yyyyyyyyyyyyyyyy-1024x714.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/yyyyyyyyyyyyyyyy-300x209.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/yyyyyyyyyyyyyyyy-768x535.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/yyyyyyyyyyyyyyyy.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td><strong>WORK IN PROGRESS</strong><strong>THE END OF A WORLD, PART II</strong></td></tr><tr><td>A world has ended. It was the world we once knew,&nbsp;the liberal world of Western hegemony that emerged&nbsp;in the aftermath of WW2 and that we thought had triumphed when the Cold War finished.&nbsp;Today, we live in a period of transition to a new world,&nbsp;the shape of which we cannot yet clearly discern.&nbsp;Ours is an age of ‘work in progress’, of the gradual construction of a yet undefined international order.&nbsp;<br>ISPI’s 2020 Report is an attempt to decipher this incompletely formed world by exploring three questions. Who are the key actors working on the construction of the new international order? In what areas are they working,&nbsp;or rather competing and collaborating? And what shape does this competition and collaboration assume on the regional chessboards of Asia, the Middle East, Africa&nbsp;and Latin America?&nbsp;</td></tr><tr><td><a href="https://ispo.maillist-manage.eu/click.zc?od=2f2e831ae0e14bcd35d9ef6160d214074&amp;repDgs=166050cc3ed11ba&amp;linkDgs=166050cc3e7a2ae&amp;mrd=166050cc3ebf758&amp;m=1&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Download the Report</a></td></tr><tr><td>    <br><strong>Introduction<br></strong><em>Alessandro Colombo, Paolo Magri<br></em><br><br><strong>Part I – The Stakes</strong><br><br><br><strong>1. The Decline of the Liberal Order and the Rise of China</strong><br><em>Alessandro Colombo<br></em><br><strong>2. Multilateralism Between Crisis and Revival</strong><br><em>Andrea Locatelli<br></em><strong><br>3. The Economic and Financial World: Globalising or Fragmenting?</strong><br><em>Franco Bruni, Lucia Tajoli<br></em><br><strong>Cyberspace and Great Powers Competition</strong><br><em>Fabio Rugge</em><br><br><strong>4. Competition in the “Global Commons” (Sea, Air, and Outer Space)</strong><br><em>Emidio Diodato<br></em><br><strong>5. The Hunt for the Strategic Resources<br></strong><em>Ugo Tramballi</em><br><br><strong>Energy and International Politics</strong><br><em>Alberto Clô</em><br><br><strong>Water, Climate Change, and Conflict</strong><br><em>Emanuele Fantini</em><br><br><br><strong>Part II – The Playing Fields<br></strong><br><strong>6. Asia<br></strong><br><em>Guido Samarani<br></em><br><strong>7. Africa</strong><br><em>Giovanni Carbone<br></em><br><strong>8. Latin America</strong><br><em>Loris Zanatta<br></em><br><strong>9. Middle East</strong><br><em>Armando Sanguini<br></em><br><strong>Part III – The Players<br></strong><br><strong>10. The United States and China: An Inevitable Conflict?<br></strong><em>Mario Del Pero<br></em><br><strong>11. Russia Between US and China: An Inconvenient Third Power?</strong><br><em>Aldo Ferrari<br></em><br><strong>12. The European Union and the Arduous Search for a “Geopolitical” Role</strong><br><em>Sonia Lucarelli<br></em><br><strong>“G Zero”, Italy and National Interest</strong><br><em>Giampiero Massolo</em> </td></tr></tbody></table>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/03/20/report-ispi-work-in-progress-the-end-of-a-world-part-ii/">Report ISPI: work in progress, the end of a world, part II</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/03/20/report-ispi-work-in-progress-the-end-of-a-world-part-ii/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Corpi e dispositivi di Potere nelle democrazie contemporanee</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/05/24/corpi-e-dispositivi-di-potere-nelle-democrazie-contemporanee/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/05/24/corpi-e-dispositivi-di-potere-nelle-democrazie-contemporanee/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2019 08:06:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[antropologi]]></category>
		<category><![CDATA[antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[biopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[colonialismo]]></category>
		<category><![CDATA[competizione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[corpi]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[merce]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[neoliberismo]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[RIFestival]]></category>
		<category><![CDATA[ruolo]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[uguaglianza]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12545</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi vogliamo riportare alcune considerazioni dei Prof. Laura Bazzicalupo e Manlio Iofrida sul tema: “Corpi e dispositivi del Potere nelle democrazie contemporanee”, conferenza che ha arricchito il programma del Ri-Festival di Bologna (11-1 aprile&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/05/24/corpi-e-dispositivi-di-potere-nelle-democrazie-contemporanee/">Corpi e dispositivi di Potere nelle democrazie contemporanee</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="1024" height="866" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/20190518_102416-1024x866.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="12546" data-link="http://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=12546&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-12546" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/20190518_102416-1024x866.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/20190518_102416-300x254.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/20190518_102416-768x650.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul>



<p>Oggi
vogliamo riportare alcune considerazioni dei Prof. Laura Bazzicalupo
e Manlio Iofrida sul tema: “Corpi e dispositivi del Potere nelle
democrazie contemporanee”, conferenza che ha arricchito il
programma del Ri-Festival di Bologna (11-1 aprile 2019) organizzato
dalla Rete degli Universitari. 
</p>



<p><strong>Laura
Bazzicalupo</strong></p>



<p>Il
corpo è qualcosa di ambivalente; noi siamo il nostro corpo, è una
nostra proprietà. E&#8217; l&#8217;elemento più differenziale possibile, è il
luogo della differenza. Il bambino lo usa senza consapevolezza, gli
adulti invece hanno un corpo: noi abbiamo un corpo perchè siamo
inseriti in una cultura che esercita un potere di governo. Agamben
dieva che il potere politico si è sempre espresso sui corpi e
diventa, così, <em>bios</em>,
vita governata, non più pura. 
</p>



<p>La
biopolitica coincide con la modernità liberale e democratica dove
entra un altro livello di Potere che è quello del capitalismo:
l&#8217;Economia è il Potere che oggi dà forma alla vita. Questo Potere
si esercita per incentivare la produttività, la potenza del corpo
del governato. Il governato viene riempito di saperi per per produrre
di più, il plusvalore perchè guai a noi se non c&#8217;è crescita! Il
corpo, quindi, va migliorato secondo leggi che sanno come ottimizzare
le sue potenzialità. Si viene a creare una relazione di Potere
(padre-figlio, insegnante-studente,datore di lavoro-operaio, etc.) in
cui qualcuno sa di essere agìto secondo un principio di verità
naturale secondo il corpo stesso e qui entrano di prepotenza la
Biologia e l&#8217;Economia che raccontano entrambe come si produce la
potenza del vivente; queste due scienze entrano nell&#8217;ottica della
governabilità del vivente. Il medico, ad esempio, offre
quell&#8217;insieme di saperi che rende l&#8217;individuo governabile perchè,
oggi, il corpo è fatto oggetto di Potere. Si cerca, inoltre, di
dividere gli individui in base a gruppi dove i sani sono le persone
produttive e gli insani quelle escluse. 
</p>



<p>Ma
il corpo è naturalmente anarchico, resiste al potere. Dalla fine
degli anni&#8217; 60 &#8211; quando si esce dalla fabbrica per arrivare al
post-fordismo &#8211; il corpo, unificato e docile, inizia a reclamare le
differenze e nascono i primi movimenti, le manifestazioni
(femminismo, identità), ma successivamente il neoliberalismo
ricomincia a fare leva sul corpo, considerandolo capitale umano e
investe su quello all&#8217;interno di una società sempre più
competitiva.</p>



<p><strong>Manlio
Iofrida</strong></p>



<p>Usciamo
da una fase post-industriale e post-moderna che ha corrisposto a una
visione (tra la fine degli anni &#8217;70 e gli anni &#8217;80) in cui il Potere
è affermato come linguaggio-merce con una smaterializzazione del
mondo, in cui tutto è, appunto, linguaggio e in cui la società
diventa trasparente (Vattimo) e il mondo ha vinto il limite, la
materia.</p>



<p>Con
il Neoliberismo in atto oggi, con la crisi economica ed ecologica, si
delinea l&#8217;idea di progresso, di sviluppo. Il problema è che l&#8217;idea
di sviluppo illimitato non esiste e torna la questione della
vita-terra-corpo che si dimostrano resistenti allo sviluppo
illimitato e ciò significa che non tutto è riducibile al
linguistico, alla comunicazione.</p>



<p>Gioco,
flessibilità, libertà di essere: su questo si basa l&#8217;azione del
nuovo Potere di tipo neoliberista, ma la Natura e il mondo hanno un
limite. Io appartengo all&#8217;ambiente (l&#8217;inerenza di Merlot-Ponty) e qui
c&#8217;è una logica precisa per cui i soggetto cura se stesso in
relazione ad altri soggetti: quello che sto facendo appartiene a un
“noi” e mi trascende. 
</p>



<p>Nel
capitalismo moderno, invece, come si inseriscono i concetti di
“uguaglianza” e di “libertà”? Andrebbero riformulati in
chiave ecologica. La libertà moderna è un principio di volontà
infinito, illimitato, mentre la libertà ecologica è una libertà di
essere inerente a un mondo che deve essere rispettato e la Natura è
il dispositivo che seleziona ciò che è umano e ciò che non lo è.
Per Fucault non c&#8217;è il desiderio affermativo perchè non muove da
individui-soggetti. Per lui non c&#8217;è un luogo del non-governo; io
piego la forza che mi investe. Deleuze pensa un livello impersonale
della produttività, affermando che siamo assoggettati ad un
determinato ruolo e che dobbiamo liberarci dai codici per arrivare
come singolarità all&#8217;interno di una corrente di produttività (e di
Potere) che esce dalla fabbrica, dove i mezzi sono immediatamente nel
sociale. Ma questo è ancora un Mito perchè continuano ad esistere i
lavori servili, il lavoro di fabbrica, lo schiavismo, il lavoro
dipendente, precario, etc.</p>



<p><strong>Laura
Bazzicalupo</strong></p>



<p>Oggi
il Potere non è più esercitato SULLA vita, ma NELLA vita, ma nello
stesso tempo, sollecita le forze del governato: coloro che si
ribellano, lo fanno basandosi sugli stessi criteri del Potere. Il
Colonialismo ha imposto una cultura che ha finito per forgiare, per
costruire una resistenza e c&#8217;è resistenza anche quando è passiva,
quando si prepara il cambiamento. Siamo tutti assoggettati, ma ognuno
ha le potenzialità per mettere in atto il cambiamento.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/05/24/corpi-e-dispositivi-di-potere-nelle-democrazie-contemporanee/">Corpi e dispositivi di Potere nelle democrazie contemporanee</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/05/24/corpi-e-dispositivi-di-potere-nelle-democrazie-contemporanee/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
