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	<title>condivisione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Cos&#8217;è il Ramadan</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 09:44:36 +0000</pubDate>
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<p><br></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p>Il primo di marzo è iniziato il Ramadan per i musulmani. Di che cosa si tratta? Secondo la tradizione islamica è il mese in cui Maometto ricevette la rivelazione del Corano &#8220;come guida per gli uomini di retta direzione e salvezza&#8221; (Sura II, v. 185). Il nome deriva dalla radice &#8220;ar-ramad&#8221;, ovvero “calore cocente”. Questo mese sacro prevede il digiuno fino al tramonto, ma anche preghiera, meditazione e autodisciplina. Nell&#8217;Islam è molto importante l&#8217;intenzione: la partecipazione al Ramadan deve dunque essere perpetrata con serietà e consapevolezza. L’obiettivo del fedele musulmano è crescere spiritualmente e avvicinarsi ad Allah. Il digiuno è un obbligo per tutti i musulmani praticanti adulti e sani che, dalle prime luci dell&#8217;alba fino al tramonto, non possono mangiare, bere, fumare e praticare sesso.<br>Il digiuno si interrompe al tramonto con un dattero o un bicchiere d&#8217;acqua e segue poi il passo serale, detto &#8220;iftar&#8221;.<br>L&#8217;esonero dal digiuno è previsto per donne incinte, viaggiatori, anziani e donne durante il ciclo mestruale. Il mancato digiuno si può recuperare durante l’anno.<br>Il digiuno (sawn) è solo uno dei cinque doveri della fede islamica. Gli altri sono la professione di fede (kalima), la recita quotidiana delle cinque preghiere (salat), l&#8217;elargizione delle elemosine (zakat) e il compimento, almeno una volta nella vita, del pellegrinaggio (hagg) a La Mecca (Arabia Saudita).<br>La mancata osservanza di questi precetti, nelle comunità più osservanti, può portare all&#8217;imputazione del reato di apostasia. Il Ramadan è il mese più sacro dei musulmani &#8211; che sono circa 1,6 miliardi in tutto il mondo &#8211; e il periodo dell&#8217;anno in cui si celebra è lo stesso in tutti i Paesi islamici.<br>Non cade sempre nello stesso periodo del calendario gregoriano, perché quello degli islamici è un calendario lunare (l&#8217;anno lunare dura circa 11 giorni meno di quello solare), e la numerazione dell&#8217;anno non coincide perché i musulmani iniziano a contare dal nostro 622 d. C., quando Maometto lascò la Mecca per recarsi a Medina.<br>Ci sono cibi che si possono mangiare quando cala il sole. Ogni Paese ha le sue tradizioni: per esempio, in Tunisia, Algeria e Marocco viene preparato un cous-cous solo con agnello (non il pollo o il montone) e aggiunta di uvetta; in Siria e in Giordania invece si mangiano i &#8220;katai&#8221;, dolci con ripieno di cocco, nocciole tritate e zucchero.<br>Durante il Ramadan si bevono succhi di frutta, e nei Paesi del Maghreb quello di liquirizia, che alza la pressione sanguigna, perché chi digiuna ce l&#8217;ha più bassa del solito.<br>Ovunque, il Ramadan è un momento di condivisione e di unione. È usanza invitare i propri vicini e amici a condividere tutti insieme il pranzo serale e a recitare particolari preghiere dette &#8220;tarawih&#8221;. Il Ramadan termina dopo 29 o 30 giorni con una festa chiamata &#8220;&#8216;id al-fitr&#8221;, ovvero &#8220;la piccola festa&#8221;, durante la quale, oltre ad un pasto rituale, si fanno offerte per i più poveri della comunità.<br>Buon Ramadan a tutti!</p>



<p><br>Si ringraziano Focus e National Geographic</p>
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		<title>Nel cuore dell’oscurità, la Luce</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Mar 2025 08:44:26 +0000</pubDate>
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<p></p>



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<p><br>di Jorida Dervishi Mbroci </p>



<p></p>



<p>Quello è stato il momento più difficile della mia vita, un abisso senza fine dove ogni respiro pesava come un macigno e il mondo, attorno a me, sembrava svanire nell’oscurità. A casa, non c’era più nulla che potesse sorprendermi, tranne la sagoma di un albero familiare che si proiettava sulla finestra, un’ombra silenziosa e invadente. Quella sera, il vento urlava come una presenza misteriosa, cullandomi in un canto che stava per sopraffarmi. Non pensavo più al futuro, all’estate che sarebbe arrivata, alla promessa dei giorni che avevano il sapore delle mani verdi che bussavano alla vita. Nulla aveva più senso.<br>Eppure, ogni volta che alzavo lo sguardo verso la finestra e gridavo al Signore, in cerca di un segno, pensavo al mattino che sarebbe venuto, a quella luce che immancabilmente avrebbe fatto capolino. Quando bevevo il mio caffè, unico conforto nelle ore buie, mi fermavo, assaporando ogni sorso come se fosse l’unico gesto che riuscivo a sentire come mio. Era lei, la mia compagna silenziosa, testimone muto dei giorni più oscuri. E mentre il profumo del caffè si mescolava alla luce che filtrava nella stanza, per un attimo, mi sentivo viva.<br>Ogni sera, prima di chiudere gli occhi, scrivevo tre cose che mi avevano fatto sentire bene, un piccolo rituale di resistenza. Scrivevo di una conversazione che mi aveva fatto sorridere, di un gesto gentile che mi aveva scaldato il cuore, di un dettaglio che avevo notato e che, in quel preciso momento, mi aveva offerto un barlume di bellezza. Nulla è più oscuro della prigione della solitudine, nulla svuota più l’anima di quel silenzio soffocante. Ma una cosa sapevo per certo: sarei andata avanti, avrei superato ogni ostacolo, varcato quella porta con la forza dell’anima e la grazia di Dio.<br>Mi sussurravo queste parole quella notte, nel buio, come un monologo che avrei voluto urlare a tutti, ma che ho deciso di scrivere, di fissare nella solitudine delle pagine. Come mi piacerebbe fuggire in un luogo diverso, lontano, in un mondo che non ho mai visto, che non somiglia a quello che conosco. Andare veloce, più veloce di quanto possa concepire, eppure, senza paura, solo il desiderio di spingermi oltre. Quella voglia è il mio scudo, la forza che mi protegge da ogni incertezza. E in mezzo a tutto ciò, una voce dolce mi sussurra all’orecchio, rassicurandomi: “Non avere paura. Stiamo viaggiando. Sta per accadere un cambiamento, un’infinità di possibilità. Chiudi gli occhi e lasciati guidare.”<br>E così, nell’oscurità più totale, dove il respiro sembra mancare, una luce si fa strada. Una luce che riempie ogni angolo di vita. È un mondo nuovo, il mio mondo nuovo. Un luogo dove le luci non sono mai troppo lontane, e dove ognuna di esse racconta una storia simile alla mia. Il cielo è un rosa delicato, le nuvole argentate danzano nel vento come amiche che non si incontrano da tempo. L’aria sa di dolci appena sfornati, di cose semplici e genuine, e gli alberi sono carichi di frutti dorati che brillano sotto il cielo. Qui non ci sono strade vuote, ma sentieri da scoprire, passi da imparare a compiere. E nella pace di questo posto, senza rumori, senza fretta, tutto ciò che senti è la bellezza di ogni attimo.<br>Mi fermo a respirare profondamente. Il tempo, che mi è sempre sfuggito, ora sembra cedere, dandomi il permesso di fermarmi. Il tempo mi accoglie come un vecchio amico, senza giudizio, senza fretta. È l’ossigeno di questa nuova vita, la linfa che scorre nelle mie vene. Il fiume, che scorre lento e profondo come un mistero antico, mi riflette con la sua superficie calma. Guardo e vedo il mio volto, il mio passato e il futuro che mi aspetta, un futuro che solo il tempo ha il potere di svelare. E in questo istante, capisco che il futuro non è scritto da chiunque. È scritto dal tempo, che non tradisce mai, che non chiede spiegazioni. Solo il tempo sa come raccontare la verità.<br>In questo mondo perfetto, tutto è in armonia, ogni essere umano è parte di un disegno più grande. Non ci sono distinzioni, né razze, né colori, né classi sociali. C’è solo bellezza. I fiumi ti parlano, le montagne ti offrono la loro saggezza, e anche i fiori, con il loro profumo, sembrano sorriderti. Ogni passo è un incontro con la vita, ogni respiro un dono. E quando la notte cala, quando le stelle iniziano a danzare, un senso di pace infinita mi avvolge. Il mondo si addormenta sotto la protezione di una luna che ci guarda con amore, e io sorrido, sapendo che ogni fine è solo l’inizio di qualcosa di nuovo.<br>E mentre mi lascio andare a questi pensieri, capisco che la vita è fatta di attimi. Ogni attimo, ogni emozione, ha il potere di trasformarsi in qualcosa di straordinario, se solo lo permettiamo. Le ferite del passato sono i mattoni della mia forza, e quando guardo al futuro, lo vedo pieno di colori, sogni e infinite possibilità. E con il cuore aperto e la mente pronta a scrivere il prossimo capitolo, so che ogni passo mi avvicina sempre più alla verità di chi sono e di chi voglio diventare.</p>
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		<title>&#8220;Raccontarsi (a modo mio)&#8221;. Laura</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Mar 2023 13:36:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Progetto a cura di Jorida Mbroçi Correva l’anno 1989 a Parma nasceva una bimba che si scoprirà poi essere una bimba straordinariamente NoLimits Ma cosa significa ? Ecco ve lo racconto…. Io sono Laura&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>Progetto a cura di Jorida Mbroçi</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/jo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="640" height="427" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/jo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16898" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/jo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/jo-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure>



<p>Correva l’anno 1989 a Parma nasceva una bimba che si scoprirà poi essere una bimba straordinariamente NoLimits</p>



<p>Ma cosa significa ? Ecco ve lo racconto….</p>



<p>Io sono Laura</p>



<p>La mia storia straordinariamante nolimits inizia quando alla mia nascita si scopre che ho malformazione genetica con conseguenti problemi motori, e per questo dall’ età di 3 anni conduco la mia vita assieme al mio fedele compagno PIPPO, in realtà è un tutore che indosso tutto il giorno tutti i giorni e che mi permette di svolgere ogni attività quotidiana. Detta cosi sembra semplice ma in realtà poi semplice non lo è !. Dopo la mia nascita è iniziato un cammino che come hanno definito i medici sarà lungo e difficile, fatto nei primi anni di vita di fisioterapia quotidiana, ospedali e ospedali, interventi su interventi e tanto impegno da parte della mia famiglia. Ma questo cammino non è stato solo questo ! è stato un cammino fatto di obbiettivi e tanta forza, forza che nasceva proprio dal primo obbiettivo che i miei genitori si erano prefissati per me: MIA FIGLIA DEVE ESSERE IL PIU’ POSSIBILE AUTONOMA!. Assieme a tutto questo nel mio percorso si sono susseguite tutte le tappe di ogni bambino e come tale nonostante le difficoltà all’ età di tre anni è arrivato il momento del mio inserimento nella scuola materna, qui l’incontro con la mia maestra Adriana: per me non una semplice maestra, ma molto di più ! direi il simbolo della mia infanzia, è stata infatti la prima persona dopo la mia famiglia che non si è soffermata all’ aspetto esterno ma ha visto attraverso i miei occhi piccoli e furbi tanta forza e potenzialità.</p>



<p>Negli anni questa forza veniva sempre più a galla e alimentava in me tanto coraggio, il coraggio che mi ha permesso di raggiungere ogni traguardo che mi si poneva di fronte, questo per dire che tutta la mia vita è stata sempre un susseguirsi di traguardi. Il primo traguardo ? proprio all’ asilo: Quando Adriana si era prefissata per me di riuscire a farmi svolgere qualunque attività con i miei piccoli compagni, dai giochi , alle scale, e persino il ponte mobile dello scivolo, questo si che fu un traguardo non solo perché inaspettatamente nonostante le difficoltà motorie ci riuscì, ma anche perché fu la prima attività condivisa con i miei coetanei.</p>



<p>Gli anni passano l’asilo finisce si chiude un capitolo meraviglioso e se ne apre uno un po’ meno ! LA SCUOLA !!</p>



<p>Qui cominciano i problemi, non tanto legati alla mie difficoltà fisiche quanto piuttosto ai pregiudizi che le persone hanno nei confronti della disabilità, è con questi che da qui in poi ho dovuto e devo ancora lottare !! ma nonostante questo la scuola mi ha lasciato anche qualcosa di bello! in particolare alle superiori, dove ho fatto la prima scelta e ho seguito la mia passione per gli animali, in particolare i cavalli e ho scelto agraria.</p>



<p>I cavalli una passione un po’ folle vista la mia disabilità, come del resto tante cose di me , ma è grazie a questa mia passione se per diverso tempo sono riuscita a fuggire alla realtà e ritrovarmi in momenti dove tutto sembrava possibile. I cavalli non sono stati e non sono la mia unica passione, l’altro sport del cuore è il nuoto.</p>



<p>A questo sport mi sono avvicinata per dovere nei riguardi della mia salute, la fisioterapia da piccola è il nuoto da grande, ma ben presto è diventato parte di me!. In merito ci sarebbe tanto da dire…. Se inizialmente era solo un dovere negli anni grazie all’ incontro con la mia istruttrice Katia, che come Adriana tanto aveva percepito dal mio sguardo, ho iniziato un percorso per imparare a nuotare, all’ inizio pareva impossibile, giorno dopo giorno vedendo i miei progressi ad un certo punto Katia, forse per gioco, mi propose di partecipare ad una gara studentesca e da li, come dico spesso, il germe dell’agonismo non mi ha più lasciato.</p>



<p>Le gare sono state e sono un tassello molto importante di me, il motivo ? Semplice ! in acqua riesco ad esprimere ciò che a parole non mi riesce bene, riesco ad esprimere la forza che mi contraddistingue ma che negli anni forse per le diverse difficoltà che ho dovuto affrontare si è nascosta dentro di me. Il nuoto mi ha regalato tanto, mi ha aiutato a crescere mi ha permesso di togliermi diverse soddisfazioni, TANTE DIREI !! l’ ultima due anni fa ! Quando sono stata inserita in una squadra di normodotati, dopo diversi anni in squadre di persone con disabilità.</p>



<p>Questa la mia grande vittoria!!</p>



<p>Il bello dello sport, è che ti permette nonostante le difficoltà di dimostrare che si hanno anche delle abilità, per questo credo che ad oggi lo sport è forse l’unico mezzo ancora capace di sconfiggere certe barriere. Come si può capire da questo racconto sono sempre stata e sono ancora oggi una sognatrice .. Il sogno di questa bimba cresciuta ?? Dopo le superiori ? Continuare a studiare e intraprendere la carriera universitaria.</p>



<p>Anche in questo caso ho scelto secondo le mie passioni tralasciando quello che il mondo intorno reputava più adatto a me, cosi mi iscrivo al corso di laurea triennale del dipartimento di Medicina Veterinaria di Parma data la mia passione per gli animali, di certo non una scelta convenzionale per una ragazza con disabilità. Se dovessi descrivere questo percorso direi semplicemente un percorso “a montagne russe”: se da un lato i diversi esami da sostenere e la consapevolezza di ciò che io volevo raggiungere, ossia la laurea e un lavoro diverso da quello che la società immagina persona con disabilità, mi facevano volare alto, dall’ altro ci sono state diverse persone che più e più volte hanno messo in dubbio la mia riuscita facendomi ritornare giù proprio come nelle montagne russe. Ma nonostante il percorso difficile ancora una volta non smesso di credere nei miei sogni e anche questa volta arrivo al mio obbiettivo, ed ecco arrivare il 18 FEBBRAIO 2016… anche io sono diventata dottoressa, una DOTTORESSA UN PO’ SPECIALE !. Descrivere a parole il valore di quel giorno è quasi impossibile, un misto di incredulità ed una gioia immensa, a volte ancora oggi se ci ripenso mi sembra ancora impossibile che si sia avverato. Posso affermare con assoluta certezza, che quel giorno rappresenta per me la prima volta in cui al di fuori di una piscina io sia riuscita a dimostrare le mie capacità al resto del mondo. La gioia provata quel giorno non posso dire sia la stesso sentimento che ricordo nei due anni successivi, decisamente NO!, infatti dopo la laurea inizia il calvario (come lo chiamo io) della ricerca del lavoro.</p>



<p>Due anni in cui ancora una volta mi sono trovata divisa tra quello che erano i miei obbiettivi con la realtà: ero assolutamente determinata a voler trovare un posto di lavoro nell’ ambito della sicurezza alimentare, dati i miei studi universitari, cosi come ero altrettanto convinta che nonostante le difficoltà motorie sarei stata in grado di svolgere il lavoro, in fondo era solo questione di organizzazione, magari con qualche variabile pensavo io. La realtà che mi sono trovata di fronte in quei due anni purtroppo era ben diversa; una realtà in cui il personale di vari uffici di collocamento sia dedicati alle persone con disabilità che uffici di collocamento generici, (le ho provate tutte), appena leggevano il curriculum trovavano incompatibile la mia condizione con l’ambito lavorativo che cercavo, e senza mezzi termini a volte, mi dicevano <em>“ cara mia farai molta a fatica a trovare ciò che vuoi forse dovresti ripensare al tuo lavoro ideale”. </em>In quelle parole capì subito il grande problema che mi apprestavo a fronteggiare, tra l’altro presente ancora oggi nella nostra società ossia: considerare la disabilità come un ostacolo e fonte di problemi piuttosto che come potenziale risorsa, unitamente al grande luogo comune che vede la persona con disabilità solo in grado di lavorare soltanto dietro una scrivania e rispondere solo al telefono. Tutto questo scenario è stato assai difficile da sopportare e soprattutto mantenere la lucidità sul mio obbiettivo ma grazie alla mia grande voglia di riscatto e con il supporto dei miei genitori sono riuscita a non mollare, ed ecco finalmente che a Novembre 2017 vengo contatta dall’ ufficio di collocamento dedicato alle persone con disabilità del Comune di Parma per un colloquio di lavoro, ma non uno qualunque proprio quello desiderato da sempre e per un gioco del destino nell’azienda a cui da sempre aspiravo, quasi stentavo a crederci, invece era proprio cosi!.</p>



<p>So passati 5 anni da quel 8 Gennaio 2018 e nell’ incredulità del mondo del lavoro posso dire finalmente che dopo tante fatiche e difficoltà oggi sorrido ogni giorno pensando al mio passato e guardando al presente che mi vede membro di un team di controllo qualità alimentare.</p>



<p>Questa è un po’ in breve la mia storia, una semplice testimonianza che spero assieme ad altre serva alla società d’oggi per rendersi conto di quanto ancora c’è da fare per noi persone con disabilità per non farci sentire diversi ma diversamente unici come tutti.</p>
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		<title>Inviti a teatro per le nostre lettrici e i nostri lettori</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2022 16:00:53 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/elfopuccini-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="941" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/elfopuccini-941x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16686" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/elfopuccini-941x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 941w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/elfopuccini-276x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 276w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/elfopuccini-768x836.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/elfopuccini-1411x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1411w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/elfopuccini-1881x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1881w" sizes="(max-width: 941px) 100vw, 941px" /></a></figure>



<p>Grazie al Teatro Elfo-Puccini di Milano che ha accettato una convenzione con associazione Per i Diritti umani, vi proponiamo alcuni spettacoli ad un costo promozionale.</p>



<p>Di seguito l&#8217;elenco degli spettacoli; cliccando sui link, trovate le informazioni su ciascuna rappresentazione.</p>



<p><a href="https://www.elfo.org/spettacoli/2022-2023/alla-greca-promozione-convenzionati.htm?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.elfo.org/spettacoli/2022-2023/alla-greca-promozione-convenzionati.htm?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><a href="https://www.elfo.org/spettacoli/2022-2023/kaddish-promozione-convenzionati.htm?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.elfo.org/spettacoli/2022-2023/kaddish-promozione-convenzionati.htm?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><a href="https://www.elfo.org/spettacoli/2022-2023/la-lingua-langue-promozione-convenzionati.htm?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.elfo.org/spettacoli/2022-2023/la-lingua-langue-promozione-convenzionati.htm?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><a href="https://www.elfo.org/spettacoli/2022-2023/hybris-promozione-convenzionati.htm?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.elfo.org/spettacoli/2022-2023/hybris-promozione-convenzionati.htm?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p></p>



<p>Le presenti promozioni sono riservate agli iscritti/soci del vostro gruppo. Sono valide anche per gli accompagnatori.</p>



<p>I biglietti sono acquistabili <strong>online tramite i link sottostanti.</strong><br>Per richiedere assistenza sugli acquisti potete scrivere una mail a biglietteria@elfo.org</p>



<p></p>



<p>ASSOCIAZIONE PER I DIRITTI UMANI PROMUOVE LA CULTURA! </p>
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		<title>DIVERCITYNSIEME: mille modi esistere!</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2022 08:13:17 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/dive.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="640" height="480" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/dive.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16212" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/dive.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/dive-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani </p>



<p>Cos&#8217;è la diversità? Qualcosa di positivo o qualcosa che fa paura? Entrambe le definizioni potrebbero essere corrette, starete pensando. Questo articolo, in ogni caso, non si propone di voler fornire delle spiegazioni a riguardo. Vuole semplicemente promuovere un evento che ha l&#8217;obiettivo di raccontare storie di persone diverse, anzi uniche. Non pensate a conferenze con esperti del campo o simili&#8230;Provate invece ad immaginare una full immersion nel mondo della cosiddetta &#8220;diversità&#8221;.</p>



<p>Per stimolare la vostra immaginazione ho deciso di anticiparvi, solo in parte, qualcosa dell&#8217;evento dal titolo <strong>“DiverCitynsieme: siamo tuttə diversi, siamo tuttə uguali&#8230;.per una Milano più inclusiva”</strong>.</p>



<p>Siamo riusciti a trovare come location la <strong>Bibilioteca di Chiesa Rossa in Piazza Abbiategrasso</strong>. Questo luogo già ospita annualmente il Festival delle Abilità, meglio di così&#8230; Il <strong>10 aprile</strong> è la data che abbiamo scelto, non potevamo di certo farlo in inverno, e in estate&#8230;beh l&#8217;estate è piena di tanti eventi e non volevamo mettere in difficoltà nessuno, mettiamola così. Come potete vedere sul calendario, sarà di domenica e di pomeriggio (dalle 14 alle 18), così non avete scuse né per il giorno e né per l&#8217;orario. Perchè dovreste venire a questo evento? Perchè si respirerà aria di divertimento, di arte e soprattutto vi sentirete accolti, o almeno questo è il nostro intento.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/div.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="526" height="275" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/div.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16213" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/div.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 526w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/div-300x157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 526px) 100vw, 526px" /></a></figure>



<p>Dopo questa lunga premessa, passo a descrivervi, nel concreto, i contenuti dell&#8217;iniziativa.</p>



<p>Nella prima parte, ci saranno i cosiddetti <strong>Libri Parlanti</strong>, ovvero persone che hanno deciso di condividere la loro storia con gli altri perchè c&#8217;è ancora chi crede nell&#8217;incontro e non nello scontro e i “nostri Libri” voglio darci proprio dimostrazione di questo.<strong> Persone Lgbt, con disabilità, caregivers, rom ed ex tossicodipenti </strong>che vogliono ricordarci quanto la vita può essere dura, ma anche bella allo stesso tempo.</p>



<p>Avremo anche ben due momenti musicali. Uno con <strong>l&#8217;Allegromoderato InBand</strong>, composto esclusivamente da persone con disabilità e l&#8217;altro è un progetto portato avanti dal dott. Catania che ha il titolo <strong>“FaberInMente”</strong>. I protagonisti di “FaberInMente” hanno un disagio mentale e raccontano la loro storia, rielaborando brani di Fabrizio De Andrè.</p>



<p>Non solo musica: Martina Foglia e Fabio Ferrara dell&#8217;<strong>Atelier Spazio Vita</strong> ci mostreranno i loro quadri, insieme a quelli di altri artisti che hanno affrontato il tema della diversità attraverso l&#8217;immagine e il colore.</p>



<p>Ultimo, ma non per importanza, lo shooting fotografico dal titolo<strong> “Volti di una società plurale”</strong> a cura di Pietro Arrigoni e un<strong> breve laboratorio di scrittura creativa</strong> con la “nostra” Vice-Presidente Alessandra Montesanto.</p>



<p>I ringraziamenti finali vanno proprio ad Alessandra e a <strong>“Per i diritti umani”</strong> che hanno permesso a questo evento di diventare realtà.</p>



<p>Un evento che, almeno idealmente, è piaciuto molto al <strong>Municipio 5 </strong>e alle associazioni che ci hanno concesso il patrocinio e in alcuni casi, anche supportato quali:<strong> Agedo Como-Lecco, Arcigay Milano e Unar</strong>.</p>



<p>Che dire ora manca la parte più importante, tutti noi, ovvero i presenti! Ci vediamo il 10 aprile!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bom-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16214" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bom-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bom-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bom-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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		<title>Promozione teatrale per i nostri lettori. Moby Dick alla prova di Orson Welles</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2021 11:19:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per le nostre lettrici e i nostri lettori il prezzo del biglietto è di 16,50 (invece di 33,00) Tute le info per prenotare sono in calce. 11 gennaio &#62; 6 febbraio &#124; sala Shakespeare&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong>Per le nostre lettrici e i nostri lettori il prezzo del biglietto è di 16,50 (invece di 33,00) </strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Moby_Dick_DeCapitani_DiGenio_phMarcellaFoccardi0337-1024x683.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15899" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Moby_Dick_DeCapitani_DiGenio_phMarcellaFoccardi0337-1024x683.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Moby_Dick_DeCapitani_DiGenio_phMarcellaFoccardi0337-300x200.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Moby_Dick_DeCapitani_DiGenio_phMarcellaFoccardi0337-768x512.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/Moby_Dick_DeCapitani_DiGenio_phMarcellaFoccardi0337.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Tute le info per prenotare sono in calce. </p>



<p><strong>11 gennaio &gt; 6 febbraio | sala Shakespeare</strong></p>



<p><strong>Moby Dick alla prova</strong><br>di Orson Welles</p>



<p>adattato – prevalentemente in versi sciolti – dal romanzo di Herman Melville<br>traduzione Cristina Viti</p>



<p>uno spettacolo di Elio De Capitani</p>



<p>costumi Ferdinando Bruni</p>



<p>musiche dal vivo Mario Arcari, direzione del coro Francesca Breschi</p>



<p>maschere Marco Bonadei, luci Michele Ceglia, suono Gianfranco Turco</p>



<p>con Elio De Capitani</p>



<p>e Cristina Crippa, Angelo Di Genio, Marco Bonadei, Enzo Curcurù, Alessandro Lussiana, Massimo Somaglino, Michele Costabile, Giulia Viana, Vincenzo Zampa, Mario Arcari</p>



<p>una coproduzione Teatro dell’Elfo e Teatro Stabile di Torino &#8211; Teatro Nazionale</p>



<p><em>prima nazionale</em></p>



<p><em><strong>Lo spettacolo è dedicato alla memoria di Gigi Dall&#8217;Aglio.</strong></em></p>



<p>Elio De Capitani porta in scena un testo teatrale finora sconosciuto ai nostri palcoscenici, <em>Moby Dick alla prova, </em>scritto (oltre che diretto e interpretato) da Orson Welles. Questa nuova produzione (che vede collaborare il Teatro dell’Elfo e il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, dopo il bel successo messo a segno con <em>Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte</em>) è stata allestita e messa in prova nell’inverno 2020/21, ma non ha potuto essere presentata al pubblico. Il lavoro arriva a compimento nella stagione ‘21/22, con il debutto in prima nazionale l’11 gennaio sul palcoscenico dell’Elfo Puccini di Milano e le repliche al Teatro Carignano di Torino (8/20 febbraio).</p>



<p><strong>NOTE DEL REGISTA</strong><strong>: </strong><strong>Welles e Melville.</strong></p>



<p>Una duratura e magnifica ossessione quella di Welles per <em>Moby-Dick</em>. E finalmente il 16 giugno 1955, al Duke of York’s Theatre di Londra, va in scena per lottare personalmente con le sue balene bianche: Melville, il palco vuoto e la sala piena di spettatori. È un successo strepitoso per Welles: «questo spettacolo è l’ultima pura gioia che il teatro mi abbia dato».</p>



<p>Eppure al pubblico non dà né mare, né balene né navi. Solo un palco vuoto, una compagnia di attori, se stesso in tre ruoli: è Achab, ma è anche Re Lear ed è un impresario teatrale che convince la sua compagnia ad allontanarsi da Shakespeare e a seguirlo in una nuova avventura. Soprattutto al pubblico dà il suo testo, su cui ha lavorato per mesi, trovando appunto una via indiretta per affrontare la sfida di mettere in scena il romanzo: passare per <em>Re Lear</em>, lo spettacolo che la compagnia sta recitando ogni sera, che getta un ponte tra Melville e Shakespeare, scivolando dall’ostinazione di Lear che la vita, atroce maestra, infine redimerà all’ostinazione irredimibile, fino all’ultimo istante, del capitano Achab.</p>



<p>Il <em>blank verse</em> – per noi splendidamente tradotto dalla poetessa Cristina Viti, milanese di nascita ma londinese d’adozione – restituisce con forza d’immagini la prosa del romanzo, trasformando rapidamente l’iniziale entrare e uscire dal personaggio, che il capocomico Welles e i suoi attori fanno come ogni compagnia in prova, in una travolgente e intensa rappresentazione dello scontro, titanico e insensato, tra uomo e natura.</p>



<p>Oltre alla traduzione, un secondo potente motore di questa nostra versione del capolavoro di Welles (la prima in Italia) è una ciurma d’attori più che pronti alla sfida: un cast che salda le eccellenze artistiche di tre generazioni dell’ensemble dell’Elfo, nel quale anche molti dei giovani hanno un curriculum ricco di prestigiosi premi; in pieno lockdown, con la vita ferma fuori dalle mura del teatro, in una bolla all’Elfo Puccini di Milano, gli attori, i musicisti e le maestranze hanno trovato l’assoluta concentrazione nella difficoltà del momento e le prove sono diventate un ritiro totalizzante.</p>



<p>Terzo importante elemento dello spettacolo è la musica, che abita intensamente e dal vivo la scena (sia nel canto che strumentale), portentosa magia generatrice di emozioni profonde.</p>



<p>Ed è stato così che il capodoglio bianco ha preso anche la nostra vita. Da quando abbiamo iniziato a portare sulla scena il <em>Moby Dick alla prova</em> di Orson Welles, la duplice natura del grande mammifero marino ci tormenta.</p>



<p>ACHAB <em>Ma io, in quella bestia, io vedo forza oltraggiosa, imperscrutabile malvagità; è questo, questo imperscrutabile che io più odio, e che il capodoglio bianco ne sia agente o mandante sarà quell’odio che io gli infliggerò!</em></p>



<p><em>Non mi parlate di infamia o di bestemmia: io colpirei anche il sole se lui osasse insultarmi!</em></p>



<p>Il controcanto a quest’odio iperumano è un brano che abbiamo ritrovato nel cuore del romanzo di Melville e che si è posato nel cuore nostra versione scenica:</p>



<p><em>Dicono che spesso, da che più feroce e spietata si è fatta la caccia, le balene in enormi branchi solchino gli oceani per darsi l’un l’altra protezione e assistenza. […] se vi inoltrerete fino al cuore del branco dove giungono attutiti il clamore e lo spumeggiare delle onde, lì la distesa del mare vi apparirà come una levigata tela di raso […] Lì femmine e cuccioli giocano innocenti, pieni di gioia e senza timore o diffidenza alcuna. E se il vostro sguardo si spinge giù, giù, in quella trasparente profondità, lì in quelle caverne d’acqua vi appariranno le sagome delle balene che danno il latte e di quelle prossime a partorire. E come i neonati umani quando poppano puntano il loro sguardo tranquillo e fisso lontano dal seno, come se si nutrissero ancora di qualche loro memoria ultraterrena, così i piccoli di quelle balene vi guarderanno, ma non voi veramente, come se al loro occhio tranquillo voi non foste che un pezzetto di alga nel golfo.</em></p>



<p>Achab, come Kurtz in <em>Cuore di tenebra</em>, per devastare la natura, soggioga i suoi simili e ne fa strumento del suo odio, con estrema facilità.</p>



<p>ACHAB <em>Compito agevole, dopotutto… La mia unica ruota dentata sa mettere in moto i loro diversi meccanismi… ed eccoli tutti in moto…</em></p>



<p>Vitalismo rapace, prepotentemente – ma non esclusivamente – occidentale, che rappresenta quella parte d’umanità che ci porta al disastro, al gorgo mortale che inghiotte la Pequod. Siamo alla sesta estinzione di massa, siamo al riscaldamento globale, siamo sull’orlo del baratro e continuiamo a correre. Generando odiatori meno mitici ma altrettanto ferali di Achab. Riascoltando le cronache del G8 di Genova venti anni dopo, impressiona la follia repressiva che offese i corpi, segnò le menti e colpì le idee di quell’imponente movimento trasversale che aveva, semplicemente, a cuore il destino del pianeta e dei popoli.</p>



<p>Diciamolo: <em>Moby-Dick</em> parla di noi, oggi. Ne parla come solo l’arte sa fare. Cogliendo il respiro dei secoli – tra passato e futuro – nel respiro di ogni istante della nostra vita.</p>



<p>Elio De Capitani, 20 luglio 2021</p>



<p><strong>TEATRO ELFO PUCCINI, sala Shakespeare, </strong>corso Buenos Aires 33, Milano– Durata: 2 ore 20 – Mart/sab. ore 20.30; dom. ore 16.00 – Prezzi: intero € 33 / rid. giovani e anziani €17,50 / online da € 16,50 &#8211; Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – <a href="mailto:biglietteria@elfo.org">biglietteria@elfo.org</a></p>
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		<title>&#8220;Dialogo con gli studenti&#8221;.  Mirko</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2020 06:43:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Iniziamo il nostro viaggio con gli studenti con l&#8217;iniziativa &#8220;Dialogo con gli studenti&#8221; a cura di Jorida Dervishi Consapevoli del nostro ruolo per il futuro delle nuove generazioni, abbiamo deciso di intraprendere questo nuovo&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>Iniziamo il nostro viaggio con gli studenti  con l&#8217;iniziativa &#8220;Dialogo con gli studenti&#8221; a cura di Jorida Dervishi</p>



<p>Consapevoli del nostro ruolo per il futuro delle nuove generazioni, abbiamo deciso di intraprendere questo nuovo percorso di condivisione e comprensione. Faranno parte di questa iniziativa studentesse e studenti universitari e non solo, presenti con testi e video.&nbsp;</p>



<p>Questo progetto ha come scopo quello di capire le esigenze e le aspettative delle ragazze e dei ragazzi perchè sono loro il nostro futuro e non si può costruire un mondo migliore senza entrare in relazione con la nuova generazione.&nbsp;</p>



<p>Chi sono gli studenti fuori dalle aule?&nbsp;</p>



<p>Cosa ne pensano della nostra società?</p>



<p>Come possiamo aiutarli a realizzare i loro sogni?</p>



<p> Oggi vi proponiamo la storia di Mirko,  uno studente musicista che vi abbiamo presentato qualche tempo fa. Eccola per voi.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="blob:https://www.peridirittiumani.com/d1319ac4-0e5c-43b1-8645-a49b74793e34?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<p></p>
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		<title>Donne vittime di tratta e l&#8217;importanza dell&#8217;accoglienza</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2020 07:36:01 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="740" height="530" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/Vittime-della-tratta-il-sistema-nazionale-di-protezione-e-a-rischio_articleimage.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13826" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/Vittime-della-tratta-il-sistema-nazionale-di-protezione-e-a-rischio_articleimage.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 740w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/Vittime-della-tratta-il-sistema-nazionale-di-protezione-e-a-rischio_articleimage-300x215.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></figure></div>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>propone una serie di streaming sul proprio canale Youtube con professionisti esperti e operatori sui temi dei diritti umani e di attualità.</p>



<p>Ecco, per voi, l&#8217;incontro con Matteo Vairo, responsabile di comunità di accoglienza. Della comunità di San Benedetto al Porto, che ci parla del lavoro con le donne vittime di tratta, di accoglienza, di psicopedagogia in un&#8217;ottica spirituale e interculturale. Ai tempi di una pandemia globale. </p>



<p>(Per seguire lo streaming è sufficiente cliccare sui quadranti che vi interessano).</p>



<p>Vi aspettiamo per la diretta di lunedì alle 15.30 !</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/fCgIuAPfA-Q?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Come carta di riso &#8211; Il progetto</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2020 09:25:34 +0000</pubDate>
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<p>La mostra &#8220;Come carta di riso &#8211; Il progetto&#8221; e la presentazione del laboratorio &#8220;La nostra sorellanza&#8221; si terranno giovedì 5 marzo, alle ore 19 . In collaborazione con Progetto Aisha. </p>



<p>Perchè noi siamo ottimisti e fiduciosi. Perchè speriamo che sblocchino la situazione&#8230;</p>



<p>Vi aspettiamo, è più importante che mai partecipare e rimettere in circolo la vita! Grazie! </p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1024" height="570" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/A-4-1-1024x570.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13673" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/A-4-1-1024x570.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/A-4-1-300x167.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/A-4-1-768x428.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/A-4-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1293w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>
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		<title>Poesie in musica: serata al Samarkand di Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jan 2020 10:54:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Moka con &#8220;Un tempo assente&#8221; e Alessandra Montesanto con &#8220;Come carta di riso&#8221; vi invitano ad una serata tra Poesia e Musica, corredata da un&#8217;ottima cena afghana! Vi aspettiamo a braccia aperte  per conoscerci&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align:center">Moka con &#8220;Un tempo assente&#8221; e Alessandra Montesanto con &#8220;Come carta di riso&#8221; </p>



<p style="text-align:center"><strong>vi invitano </strong></p>



<p style="text-align:center">ad una serata tra Poesia e Musica, corredata da un&#8217;ottima cena afghana! </p>



<p style="text-align:center">Vi aspettiamo a braccia aperte  per conoscerci e condividere buon cibo e Cultura. </p>



<p><strong>Prenotate il vostro tavolo</strong> e staremo in compagnia delle autrici, di Beppe Deiana (attore), di Alberto Musetti (musicista), di Amin Wahidi (poeta e regista)&#8230;Una nuova, bella occasione per parlare, ridere, riflettere, conoscerci.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/7-febbraio-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13501" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/7-febbraio-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/7-febbraio-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/7-febbraio-768x1086.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/7-febbraio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1132w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure></div>



<p></p>



<p></p>



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