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	<title>confisca Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Il bene confiscato diventa un progetto di housing sociale</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 06:55:04 +0000</pubDate>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Dal 20 al 23 ottobre scorso si è svolto, a Milano, il “Festival dei beni confiscati alla mafia”; una manifestazione importante per capire e far conoscere la diffusione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. La possiamo vedere in due modi, questa diffusione: il bicchiere mezzo vuoto riguarda la presenza della mafia sul nostro territorio. Il bicchiere mezzo pieno riguarda il fatto che lo Stato vince spesso e proprio questi beni confiscati sono la dimostrazione di una vittoria.</p>



<p>La legge dei beni confiscati nasce nel 1982, dopo l&#8217;omicidio del Generale Dalla Chiesa e dopo la morte di Pio La Torre, nel mese di settembre; il Parlamento approva questa proposta di legge che prevedeva l&#8217;introduzione nel codice penale del reato di associazione mafiosa secondo cui la mafia viene affrontata non più come una serie di singoli reati (furto, estorsione, spaccio), ma come qualcosa con la propria identità, per cui l&#8217;associazione mafiosa in sé diventa un reato. Inoltre, viene proposto e poi introdotto il sequestro e la confisca dei beni perchè la mafia si combatte non solo con la repressione, con gli arresti, ma anche colpendola nel patrimonio. Come funziona questa legge? Una persona indiziata di associazione mafiosa, indiziata non condannata, che abbia un patrimonio di cui non può dimostrare la liceità di acquisizione rischia la confisca; la confisca non aspetta la conclusione del processo penale, ma può essere fatta qualora una persona sia indiziata e al tempo stesso abbia un patrimonio incompatibile col suo reddito, ovvero un nullatenente, uno che ha un reddito basso di fronte a un patrimonio ingiustificabile può perdere il patrimonio grazie a questo meccanismo. Una legge rivoluzionaria che adesso all&#8217;estero stanno osservando per cercare di riprodurla.</p>



<p>Dall&#8217; 82 al &#8217;96, in quei 14 anni sono stati sequestrati 1200 beni. Un magistrato del pool antimafia, insieme a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello, aggiunge alla legge di confisca anche la possibilità di riassegnare i beni per una finalità sociale. Contemporaneamente sul territorio italiano nasce <em>Libera </em>con Don Ciotti, grazie a una raccolta di firme straordinaria per sostenere questa legge firmata anche dall&#8217;allora deputato Piersanti Mattarella. Dal 1996, quindi, i beni confiscati possono anche essere riconsegnati alla società per finalità sociali e da allora ad oggi c&#8217;è stata un&#8217;impennata: i beni confiscati sono 36.000 in Italia di cui 135 i beni confiscati attualmente in carico direttamente al Comune di Milano; qualcuno è stato messo in affitto perché non c&#8217;erano le condizioni per assegnarli come housing sociale gratuito.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16681" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Nella zona di Milano nord-est, in Via Mosso al numero civico 4, una traversa di Via Padova &#8211; una delle aree più multiculturali e vivaci della città &#8211; c&#8217;è un bene confiscato che da molto tempo si trova in condizioni di abbandono anche perché è un bene che richiedeva un certo investimento per sistemarlo. Il Municipio milanese ha colto al volo un&#8217;opportunità che è arrivata l&#8217;anno scorso grazie ai fondi europei del PNRR e lo ha candidato per una ristrutturazione che sarà terminata entro, se non prima, il 2026; diventerà un condominio con alloggi per 25 persone, in particolare famiglie con minori che vivono in una condizione di emergenza abitativa; piccole stanze, componibili e modulari realizzate in base alla composizione del nucleo e delle sue esigenze, per avere una risposta all&#8217;emergenza abitativa. Proprio di fronte all&#8217;edificio si erge un punto di comunità che è nato da alcuni mesi, un luogo di socializzazione, di promozione culturale, di inserimento lavorativo, di presa in carico, anche del bisogno e averlo così vicino può essere un punto di riferimento anche per chi andrà a vivere lì e viceversa.</p>



<p>La ristrutturazione dell&#8217;abitato di Via Mosso è un investimento abbastanza importante perché prevede oltre un milione di euro; la struttura è composta da tre corpi di fabbrica, cioè quello principale, che è a tre piani e poi i due corpi più piccoli che diventeranno locali di servizio. L&#8217;idea è quella di riqualificare tutto nell&#8217;insieme, ovviamente in modo attento anche riguardo alla parte estetica e ambientale (ad esempio con l&#8217;uso del fotovoltaico): si cercherà di offrire un luogo di accoglienza dignitoso per persone che vivono in una condizione difficile anche con con minori a carico così che quello che è stato il frutto di un crimine adesso diventa invece qualcosa che risponde a una missione sociale. Interessante anche ricordare che, sulla facciata dell&#8217;immobile che si vede da Via Padova è stato dipinto, anni fa, un murales realizzato con vernice che assorbe lo smog: ciò significa che, seppur in una condizione di abbandono, c&#8217;era già l&#8217;interesse da parte dei cittadini e degli abitanti del quartiere di dare un segnale di attenzione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16682" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Sempre rimanendo in zona Via Padova, c&#8217;è un altro spazio derivante da un bene confiscato: il <em>Belnet</em> (“Bello pulito” in dialetto meneghino) dove prima c&#8217;era una lavanderia che nascondeva una storia di traffici e di usura e che è stato assegnato a una cooperativa; oggi viene utilizzato dal quartiere per tantissime attività di socializzazione e di inclusione. E&#8217; anche vero però che, ad esempio, nella zona di Lecco &#8211; alta Brianza, in Lombardia &#8211; i beni confiscati vengono raccontati come un monumento di una cosa che “c&#8217;era una volta”, ora non più; non è affatto così, purtroppo. La mafia c&#8217;è ancora, ha cambiato modalità, ma esiste. E si può sconfiggere, ma un dato certo è che durante i mesi della pandemia sono stati registrati ben 14.000 passaggi societari, acquisizioni di quote societarie, dato assolutamente anomalo per una fase di fermo assoluto di tutto: il dato rappresenta l&#8217;acquisizione a buon mercato di società da parte della mafia che usa tali acquisizioni per avere accesso a contributi statali.</p>



<p>Il festival serve proprio a raccontare la presenza e la forza delle mafie, anche se non mettono le bombe, anche se non fanno più le stragi, ma agiscono diversamente e in maniera più subdola. Ma, ripetiamo, si può e si deve sconfiggere. E la confisca è uno degli strumenti più importanti ed efficaci dello Stato.</p>
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		<title>Oggi, sabato 14 settembre, inaugurazione secondo centro antiviolenza Marie Anne Erize</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Sep 2019 07:04:51 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/09/14/oggi-sabato-14-settembre-inaugurazione-secondo-centro-antiviolenza-marie-anne-erize/">Oggi, sabato 14 settembre, inaugurazione secondo centro antiviolenza Marie Anne Erize</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<p><strong class="">stefania catallo</strong>roma, Italia</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://assets.change.org/photos/7/jo/ln/ByJOlNJcFuZsBDt-800x450-noPad.jpg?1568090066&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<p></p>



<p>Duecento metri quadrati di libertà per le donne vittime di violenze, oltre che per i ragazzi e le ragazze omosessuali cacciati di casa: è questo lo spazio che il Tribunale di Sorveglianza per le Misure Speciali ha affidato al centro antiviolenza Marie Anne Erize di Roma.</p>



<p>L&#8217;assegnazione dell&#8217;immobile – una villa confiscata alla criminalità organizzata, situata a Lunghezza, nel quadrante est di Roma – conferma che il miglior utilizzo dei patrimoni sottoposti a sequestro è l&#8217;uso sociale. Ne sono esempio altre attività che sono iniziate nei luoghi sottratti alla mafia e che ora sono occupati da laboratori o cooperative formate da persone in stato di fragilità.</p>



<p>“Quando siamo entrate nella villa, pur rendendoci conto delle sue potenzialità, ci siamo chieste: e adesso come faremo ad arredarla? Chi ci darà il denaro necessario?” ha dichiarato Stefania Catallo, presidente del centro antiviolenza. “Invece, grazie ad un passaparola, abbiamo ricevuto ogni cosa potesse servirci: dalle sedie ai letti alle posate. La solidarietà è stata enorme e per noi che siamo autofinanziate, è stata salvifica. “</p>



<p>La villa è diventata inoltre un laboratorio artistico, grazie alle opere realizzate da alcuni tra i maggiori street artist italiani: Aloha, Chimpa e Tina Loiodice hanno decorati alcuni ambienti della casa, dando vita a una struttura unica dove le donne “possano trovare un&#8217;oasi di pace e bellezza, nella quale riprogettare la loro vita” , ha dichiarato Catallo.</p>



<p>La nuova struttura ospiterà anche una parte della Biblioteca Marie Anne Erize, già presente nella sede operativa del centro situata alla Romanina, e una sartoria solidale.</p>



<p>L&#8217;inaugurazione è prevista per sabato 14 settembre e sarà organizzata come un open day, nel quale si potrà partecipare a laboratori sulla violenza di genere, sulle emozioni e sulla genitorialità, condotti dalle professioniste della struttura.</p>



<p>L&#8217;attore teatrale Emilio Spataro darà vita ad una performance molto intensa: “Il femminicida e la crisalide”, interpretando due personaggi diametralmente opposti e, purtroppo, attuali.</p>



<p>L&#8217;inaugurazione avrà come madrine Carla Cucchiarelli e Antonella Armentano, giornaliste del TG Lazio, e Alessandra Barletta, giornalista de Il Manifesto. I tassisti dell&#8217;associazione Tutti Taxi per Amore porteranno aiuti per le donne e i ragazzi ospiti della casa; è prevista inoltre la presenza dei magistrati che si sono occupati dell&#8217;assegnazione dell&#8217;immobile.</p>



<p>A partire dalle 17, l&#8217;accesso alla struttura sarà riservato e su invito; i giornalisti che volessero partecipare possono accreditarsi attraverso la mail: scuolaerize@libero.it</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<p>Per continuare a firmare la petizione:  <br><a href="https://www.change.org/p/ignazio-marino-salviamo-il-centro-antiviolenza-di-tor-bella-monaca/u/25052138?cs_tk=AhEzzWNvV_35Atthe10AAXicyyvNyQEABF8BvIFaBMNuT4WpM1a4xXykXVI%3D&amp;utm_campaign=af0d9819f894472eb6be791032343a3d&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=petition_update&amp;utm_term=cs&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.change.org/p/ignazio-marino-salviamo-il-centro-antiviolenza-di-tor-bella-monaca/u/25052138?cs_tk=AhEzzWNvV_35Atthe10AAXicyyvNyQEABF8BvIFaBMNuT4WpM1a4xXykXVI%3D&amp;utm_campaign=af0d9819f894472eb6be791032343a3d&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=petition_update&amp;utm_term=cs&utm_source=rss&utm_medium=rss</a> </p>
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		<title>«Un passo avanti del Parlamento Europeo contro mafia e criminalità organizzata»</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jan 2018 08:19:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>    La Commissione Parlamentare Libertà civili, Giustizia e Affari Interni (LIBE) ha adottato il progetto di relazione &#8220; sulla proposta di regolamento relativo al riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e di confisca &#8221;&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9321" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="162" /></a></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>La Commissione Parlamentare Libertà civili, Giustizia e Affari Interni (LIBE) ha adottato il progetto di relazione &#8220;</em> <em>sulla proposta di regolamento relativo al riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e di confisca &#8221; (Relatore Nathalie Griesbeck &#8211; ALDE). Questo voto dà inizio ai negoziati inter-istituzionali sul testo di legge nei prossimi mesi.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Dopo il voto Barbara Spinelli, in qualità di Relatore ombra per il Gruppo GUE/NGL, ha dichiarato:</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«In qualità di Relatore ombra ho votato in favore di questa Relazione. Si tratta di un importante passo avanti contro la criminalità organizzata e le mafie, italiane od estere, che ormai operano in più Stati Membri contemporaneamente. La confisca dei beni derivanti da attività criminose mira a prevenire e combattere la criminalità organizzata e a fornire fondi aggiuntivi da investire in attività di contrasto o in altre iniziative di prevenzione della criminalità, oltre che a risarcire le vittime.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La proposta di Regolamento, presentata dalla Commissione il 21 dicembre 2016, si basa sulla vigente normativa dell’UE in materia di reciproco riconoscimento dei provvedimenti di congelamento e di confisca e tiene conto del fatto che gli Stati membri hanno sviluppato nuove forme di congelamento e di confisca dei beni di origine criminosa (come la confisca estesa, la confisca nei confronti di terzi e la confisca non basata sulla condanna penale). La proposta mira a migliorare l’esecuzione transfrontaliera dei provvedimenti di congelamento e di confisca. Insieme, i due strumenti dovrebbero contribuire al recupero effettivo dei beni nell’Unione europea.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-8734 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="270" height="216" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 603w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/unione_europea1-300x240.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 270px) 100vw, 270px" /></a></p>
<p>Come relatore ombra ho contribuito alla bozza di relazione del Parlamento europeo con emendamenti volti a migliorare la proposta della Commissione per quanto riguarda il rispetto dei diritti fondamentali e le garanzie procedurali, oltre che il riutilizzo sociale dei beni confiscati e congelati, e anche per quanto concerne il risarcimento delle vittime, delle loro famiglie e delle imprese cadute nelle mani della criminalità organizzata. Sono inoltre stati adottati miei emendamenti che esigono le più ampie garanzie giuridiche per ogni tipo di confisca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Importante a mio avviso un emendamento comune a vari gruppi politici &#8211; fra cui il mio &#8211; che aggiunge ai motivi di non riconoscimento e di non esecuzione del provvedimento di confisca situazioni in cui vi sono seri motivi per ritenere che l&#8217;esecuzione di un provvedimento di confisca sarebbe incompatibile con gli obblighi dello Stato di esecuzione a norma della Carta dei diritti fondamentali e dell&#8217;articolo 6 del Trattato sull&#8217;Unione europea (Carta dei diritti e Convenzione europea sui diritti umani)”.</p>
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		<title>Touroperator: diario di Vite dal mare di Sicilia</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Apr 2017 06:16:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Touroperator. Diario di Vite dal Mare di Sicilia Ricordate, ricordate sempre, che tutti noi, e tu ed io in particolare, discendiamo da immigrati Franklin D. Roosevelt Essere l’unica persona autorizzata a prelevare gli scafi&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/16998214_427670070908444_2790907453823476573_n.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8494" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/16998214_427670070908444_2790907453823476573_n.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="720" height="270" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/16998214_427670070908444_2790907453823476573_n.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/16998214_427670070908444_2790907453823476573_n-300x113.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></b></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Touroperator. Diario di Vite dal Mare di Sicilia</b></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Ricordate, ricordate sempre, che tutti noi, </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>e tu ed io in particolare, </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>discendiamo da immigrati</i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Franklin D. Roosevelt</span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #0a0a0a;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Essere l’unica persona </i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #0a0a0a;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>autorizzata a prelevare gli scafi </i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #0a0a0a;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>nel cimitero delle barche di Lampedusa </i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #0a0a0a;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>mi dà la possibilità di realizzare opere </i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #0a0a0a;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>fortemente simboliche</i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #0a0a0a;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Massimo Sansavini</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">A settembre 2015 per la prima e unica volta il Tribunale di Agrigento autorizza un artista, appunto Massimo Sansavini, a prelevare e poi utilizzare oggetti personali e fasciame degli scafi dei migranti sottoposti a confisca e custoditi presso l’ex base americana Lorian a Lampedusa. Queste opere sono ora diventate una mostra “Touroperator. Diario di Vite dal Mare di Sicilia” visitabile alla Fondazione Dino Zoli di Forlì fino al 12 maggio.</p>
<p align="JUSTIFY">Questo percorso espositivo nasce per raccontare le migrazioni, per diventare didattica per le scuole e per tessere relazioni con i migranti di seconda generazione, è arricchito da immagini, video e pannelli informativi; inoltre domenica 2 aprile e domenica 9 Aprile sono previste visite-gioco per i più piccoli.</p>
<p align="JUSTIFY">La mostra è a ingresso gratuito su prenotazione</p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="en-US">Tel. 0543 755770</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="en-US">Email <a href="mailto:info@fondazionedinozoli.com">info@fondazionedinozoli.com</a></span></p>
<p lang="en-US" align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/60467-02_MassimoSansavini_30SETTEMBRE2013.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8495" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/60467-02_MassimoSansavini_30SETTEMBRE2013.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="600" height="450" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/60467-02_MassimoSansavini_30SETTEMBRE2013.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/60467-02_MassimoSansavini_30SETTEMBRE2013-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
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		<title>Festival dei Beni confiscati alle mafie: la casa rifugio per i giovani omosessuali</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Apr 2017 11:41:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso week end si è tenuta l&#8217;ultima edizione del Festival dei Beni confiscati alle mafie e, nell&#8217;occasione, l&#8217;assessore di Milano alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, ha annunciato l&#8217;apertura della prima casa rifugio per&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso week end si è tenuta l&#8217;ultima edizione del Festival dei Beni confiscati alle mafie e, nell&#8217;occasione, l&#8217;assessore di Milano alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, ha annunciato l&#8217;apertura della prima casa rifugio per persone omosessuali</p>
<div id="Sezione2" dir="LTR"> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/beni-confiscati.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8429" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/beni-confiscati.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="640" height="480" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/beni-confiscati.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/beni-confiscati-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></div>
<div id="Sezione3" dir="LTR">
<p align="JUSTIFY">Sarà la prima <strong>casa-rifugio di Milano</strong> per ragazze e ragazzi vivono la loro condizione con disagio perché rifiutati e non accettati dalla famiglia o dalla gente o perché discriminati e isolati per il loro orientamento sessuale.</p>
<p align="JUSTIFY">La casa-rifugio sorgerà in un appartamento confiscato alla mafia in via Sommacampagna, zona Maciachini, con la collaborazione dei centri antiviolenza e l’associazionismo Lgbt e si collocherà nelle rete degli alloggi dedicati alle vittime di violenza, fisica o psicologica, già attiva sul territorio cittadino e regionale. Il progetto, avviato l’anno scorso dalla giunta Pisapia, si inserisce nel piano di<strong> </strong><strong>conversione delle</strong> <strong>163 unità immobiliari</strong> – tra appartamenti, negozi, cantine e box – confiscate e gestite da Palazzo Marino.”</p>
<p align="JUSTIFY">Il secondo nuovo progetto riguarda le famiglie che hanno a carico un parente affetto da Alzheimer che vedranno aperta l&#8217;accoglienza in un&#8217;abitazione di Via Varesina.</p>
<p align="JUSTIFY">Dal Male della criminalità al Bene per i cittadini&#8230;Ma i percorsi sono ancora tanti e riguardano molte, troppe categorie di persone svantaggiate. Speriamo che il Municipio della metropoli continui sempre più in questa direzione. L&#8217;assessore, a questo proposito, ha affermato che entro l&#8217;anno si arriverà a 200 beni riqualificati e ridestinati per il Bene comune.</p>
</div>
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		<title>DDL sul caporalato: il commento di Marco Omizzolo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2016 09:12:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri il Senato italiano ha approvato il ddl per contrastare il caporalato  (http://www.diritto.it/docs/5091127-ddl-caporalato-nuovo-disegno-di-legge-approvato-in-senato?source=1&#38;tipo=news) e l&#8217;Associazione per i Diritti umani ha chiesto un commento a MARCO OMIZZOLO, da tempo impegnato sul tema e autore, con Pina Sodano,  del&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="_d97"></div>
<div>Ieri il Senato italiano ha approvato il ddl per contrastare il caporalato  <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/th-74.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6480" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/th-74.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (74)" width="232" height="150" /></a>(<a href="http://www.diritto.it/docs/5091127-ddl-caporalato-nuovo-disegno-di-legge-approvato-in-senato?source=1&amp;tipo=news&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.diritto.it/docs/5091127-ddl-caporalato-nuovo-disegno-di-legge-approvato-in-senato?source=1&amp;tipo=news&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>) e l&#8217;Associazione per i Diritti umani ha chiesto un commento a MARCO OMIZZOLO, da tempo impegnato sul tema e autore, con Pina Sodano,  del saggio  &#8220;Migranti e territori. Lavoro, diritti, accoglienza&#8221; (Edizioni Ediesse).</div>
<div class="_d97"></div>
<div class="_d97"></div>
<div class="_d97"> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/9788823019454.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6481" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-6481 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/9788823019454.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="9788823019454" width="156" height="240" /></a></div>
<div class="_d97"></div>
<div>E’ una bella soddisfazione l’approvazione da parte del Senato del disegno di legge contro il grave sfruttamento dei lavoratori in agricoltura e contro il caporalato. Si tratta di un provvedimento importante atteso da quanti da anni combattono contro una piaga vergognosa e sempre più diffusa. In Migrazione, insieme alla Flai CGIL, alla rete Coltiviamo Diritti e alle molte associazioni e organizzazioni impegnate su questo fronte esprimono la speranza che il testo passi presto anche alla Camera e venga adeguatamente sostenuto attraverso appropriati finanziamenti e norme conseguenti.. La nuova legge dovrebbe attivare, come afferma anche la rete Coltiviamo Diritti, strumenti più efficaci nel contrasto allo sfruttamento colpendo i patrimoni con la confisca e punire gli enti o aziende che si avvalgono dei caporali per reclutare mano d’opera in nero oltre a rafforzare la Rete del lavoro agricolo di qualità. Si tratta di un primo passo importante verso il ripristino delle condizioni minime di civiltà in quei luoghi di lavoro dove viene prodotto il cibo che arriva sulla tavola di tutti i cittadini. Ora trafficanti, padroni, caporali e sfruttatori saranno meno sicuri dei loro traffici e che si va consolidando un impegno per la giustizia e la legalità che va nella direzione giusta.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>La cooperativa “Giovani in vita” ottiene l&#8217;attenzione delle istituzioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2015 04:55:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In merito alla notizia sulle minacce da parte della mafia nei confronti della Cooperativa “Giovani in vita” (leggi precedente nostro post), pubblichiamo il seguente comunicato: Il Vice Presidente della Regione Calabria Antonio Viscomi, insieme&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In merito alla notizia sulle minacce da parte della mafia nei confronti della Cooperativa “Giovani in vita” (leggi precedente nostro post), pubblichiamo il seguente comunicato: </p>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Il Vice Presidente<br />
della Regione Calabria Antonio Viscomi, insieme all’Assessore alle<br />
Politiche Sociali Federica Roccisano, oggi 31/08/2015 a Sinopoli a<br />
manifestare solidarietà alla Coop. Soc. Giovani in Vita</b></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ad attirare l’attenzione delle<br />
Istituzioni sono state le ultime vicende che hanno interessato la<br />
Cooperativa Sociale Giovani in Vita diretta da Domenico Luppino:
</div>
<p></p>
<ul>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
in data 11 agosto presso i terreni<br />
 sequestrati alla Famiglia Oliveri e ricadenti in agro del comune di<br />
 Anoia, la Cooperativa ha subito il furto di un mezzo agricolo<br />
 depositato all’interno di un capannone;</div>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
il 19 agosto incendiati alcuni<br />
 alberi di ulivo di proprietà del direttore generale Domenico<br />
 Luppino;</div>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
in data 25 agosto, di nuovo presso<br />
 i terreni di Anoia, ennesimo atto intimidatorio con esplicita<br />
 minaccia di morte nei confronti del direttore generale Domenico<br />
 Luppino.</div>
</li>
</li>
</li>
</ul>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L’incontro di oggi, presso la sede<br />
della Cooperativa, ha posto in evidenza le difficoltà oggettive<br />
della Cooperativa nell’operare in un contesto non facile.<br />
Ricordiamo, infatti, che la cooperativa opera su territori confiscati<br />
alla ‘ndrangheta.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
I rappresentanti istituzionali Viscomi<br />
e Roccisano hanno espresso la loro vicinanza al direttore e ad alcuni<br />
dei collaboratori presenti riconoscendo il valore etico e sociale<br />
dell’operato di Giovani in Vita; hanno inoltre mostrato interesse e<br />
disponibilità a valutare le possibili iniziative volte a tutelare<br />
chi opera su terreni confiscati alla ‘ndrangheta.
</div>
<p></p>
<div style="line-height: 115%; margin-bottom: 0.35cm; orphans: 2; widows: 2;">
<p>Finalmente una risposta da parte delle Istituzioni che hanno il<br />
<b>Dovere</b> di sostenere attivamente, e non solo formalmente, tutte<br />
quelle realtà tanto positive quanto fragili che affondano le proprie<br />
radici in un contesto che da sempre tende ad isolarle.</div>
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			</item>
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		<title>Beni confiscati alle mafie: un viaggio per il diritto alla vita e per la tutela della legalità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2013 06:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Coppola]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[beni confiscati]]></category>
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		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La villa di Tano Badalamenti a Cinisi.la reggia di &#8220;Sandokan&#8221; Schiavone a Casal di Principe, l&#8217;enclave dei Casamonica nella periferia romana, perfino una residenza principesca a Beverly Hills, proprietà di Michele Zaza, &#8216;o Pazzo,&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/Per-il-nostro-bene_Coppola-Ramoni_piatto-142x208.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/Per-il-nostro-bene_Coppola-Ramoni_piatto-142x208.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La villa<br />
di Tano Badalamenti a Cinisi.la reggia di &#8220;Sandokan&#8221;<br />
Schiavone a Casal di Principe, l&#8217;enclave dei Casamonica nella<br />
periferia romana, perfino una residenza principesca a Beverly Hills,<br />
proprietà di Michele Zaza, &#8216;o Pazzo, re del contrabbando. E poi<br />
cascine di &#8216;ndrangheta in Piemonte, tenute in Toscana, castelli,<br />
alberghi, discoteche, campi di calcio, maneggi: uscito da qualche<br />
mese per Chiarelettere, “<i>Per<br />
il nostro bene. La nuova guerra di liberazione. Viaggio nell&#8217;Italia<br />
dei beni confiscati</i>”  &#8211; un saggio scritto da Alessandra Coppola e<br />
Ilaria Ramoni &#8211; è un<br />
reportage tra le fortezze espugnate a quella mafia che ha fatto la<br />
storia, e che ancora soffoca il Paese. Questo libro racconta<br />
cos&#8217;erano e cosa sono diventate.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Tra<br />
ostacoli di ogni tipo, terreni occupati, edifici distrutti, una<br />
legislazione carente, amministratori pavidi, funzionari di banca che<br />
concedono mutui ai clan per aiutarli a &#8220;salvare&#8221; il<br />
patrimonio: un terzo delle case sottratte ai mafiosi e non assegnate<br />
è gravato da ipoteche, inutilizzabile. Per non parlare delle<br />
aziende, quasi tutte, che nel passaggio dalla criminalità<br />
organizzata allo Stato falliscono. C&#8217;è un&#8217;Agenzia nazionale che<br />
gestisce e destina i beni sequestrati e confiscati: trenta dipendenti<br />
in tutto, zero risorse, rischia lo stallo. Ma questo libro racconta<br />
anche le vicende di tante persone che, con intelligenza,<br />
determinazione e onestà,  hanno tentato di far rinascere la vita<br />
sulle macerie di morte, ricatti e minacce.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
rivolto alcune domande ad una delle autrici, l&#8217;avvocato Ilaria Ramoni, che<br />
ringraziamo di cuore per questo importante racconto che ci anticipa<br />
l&#8217;inchiesta riportata nel saggio.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quando è<br />
partita la vostra inchiesta? E perchè avete sentito l&#8217;urgenza di<br />
raccontare questo viaggio nell&#8217;architettura che ha segnato la<br />
presenza mafiosa su tutto il territorio italiano (e non solo)?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
lavoro sul campo è durato circa un anno e mezzo. Io da molti anni mi<br />
occupavo di beni confiscati a diverso titolo, sia come avvocato che<br />
come referente di Libera, e sentivo forte l’esigenza di raccontare<br />
cosa funziona e cosa non funziona nel procedimento di confisca e di<br />
riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Strumento<br />
potentissimo di contrasto alla criminalità organizzata ma non<br />
sfruttato appieno. L’incontro con Alessandra, giornalista del<br />
Corriere della Sera, ha segnato però la svolta perché ha voluto<br />
raccogliere quella che ritengo essere una vera e propria sfida,<br />
ovvero quella di scrivere di tematiche particolarmente complicate in<br />
modo narrativo ma scientificamente corretto. L’aspetto maggiormente<br />
innovativo di questo libro è infatti proprio questo, la narrazione,<br />
il racconto del nostro viaggio. E questo è decisamente merito di<br />
Alessandra.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Potete<br />
fare alcuni esempi di edifici che hanno, finalmente, subìto una<br />
trasformazione: da edifici della criminalità a spazi pubblici, utili<br />
per il bene comune? E chi sono le persone che hanno reso possibile<br />
questo “miracolo”?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Di<br />
esempi ce ne sono diversi. Il primo però è sicuramente quello<br />
relativo all’esperienza di Libera Terra con riferimento ai terreni<br />
confiscati. Qui i ragazzi delle cooperative sono stati veramente<br />
capaci di trasformare il bene confiscato in una opportunità di<br />
lavoro e di riscatto per tutto il territorio. Ed ora, vino e pasta<br />
prodotti in Sicilia, Calabria, Puglia e non solo vengono addirittura<br />
esportati all’estero e quindi possiamo trovarli sulle tavole di<br />
tutto il mondo. Quello che per Pio La Torre era forse solo un sogno<br />
ora è realtà concreta.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Poi ci<br />
sono gli esempi di Cascina Caccia in Piemonte, bene confiscato alla<br />
‘ndrangheta dei Belfiore e dedicato al magistrato che uccisero,<br />
dove ora si produce miele e torrone ed è diventato un vero e proprio<br />
spazio aperto alla collettività dove si coltiva la prossimità e la<br />
vicinanza tra le persone. Anche a Milano un appartamento confiscato<br />
all’ndrangheta ora è sede di un centro residenziale per anziani<br />
indigenti gestito direttamente dal Comune di Milano. Sono solo alcune<br />
delle esperienze magnifiche che il nostro Paese ha saputo mettere in<br />
campo cogliendo al massimo le opportunità offerte dalla legge<br />
Rognoni-La Torre e dalla legge 109 del 96 che permette il riutilizzo<br />
sociale dei beni confiscati. Ma c’è ancora tantissimo da fare<br />
perché purtroppo le esperienze fallite o in qualche modo bloccate<br />
sono veramente ancora troppe.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
libro parlate della villa di Tano Badalamenti, a Cinisi, il paese di<br />
Peppino Impastato: Impastato, i giudici Falcone e Borsellino, il<br />
giornalista Giancarlo Siani, il generale Dalla Chiesa, Don Puglisi e,<br />
purtroppo, molti altri sono stati uccisi perchè volevano riaffermare<br />
la giustizia e la legalità, ma anche perchè sono stati lasciati<br />
soli: c&#8217;è il rischio che questo accada ancora?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Purtroppo<br />
il rischio c’è sempre così come c’è ancora il rischio che<br />
siano proprio gli amici che dovrebbero sostenerti a lasciarti solo<br />
per primi. Spesso i personalismi e le invidie fanno molto in questo<br />
processo di graduale isolamento e abbandono su cui poi le mafie<br />
trovano terreno fertile.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Credo<br />
però che rispetto a quegli anni qualcosa sia cambiato in meglio. C’è<br />
una società civile maggiormente attenta che ha meno paura di<br />
schierarsi a tutela di chi la criminalità la combatte tutti i<br />
giorni. E questo anche grazie ad antecedenti storici come quello dei<br />
lenzuoli bianchi a Palermo, dell’associazionismo anticamorra a<br />
Napoli, di studenti ed insegnanti da sempre in prima linea.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
istituizoni che soluzioni propongono, oggi, in tema di lotta alla<br />
mafia e di confisca dei beni?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
soluzioni proposte sono ancora di carattere troppo emergenziale e<br />
troppo poco strutturale. Abbiamo una buona legislazione antimafia a<br />
cui però dobbiamo dare gambe e risorse per essere veramente<br />
efficiente ed efficace. La cartina torna sola di tutto questo è<br />
proprio l’Agenzia nazionale per i beni confiscati. Organismo unico<br />
fortemente voluto da tutti gli operatori del settore e istituito nel<br />
marzo del 2010 ma che dopo una forte spinta politica iniziale ad oggi<br />
rischia la paralisi. Nonostante tutti sono convinti che sia una<br />
ottima esperienza da mantenere e potenziare perché potrebbe segnare<br />
la svolta nella lotta alla criminalità organizzata nel nostro Paese,<br />
ad oggi si avverte una preoccupante e perdurante mancanza di risorse<br />
e, forse, al di là delle parole, anche una scarsa volontà politica<br />
di farla funzionare.</div>
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			</item>
		<item>
		<title>10 proposte concrete per dichiarare illegale la povertà!</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/11/09/10-proposte-concrete-per-dichiarare/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2013 09:50:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come Associazione per i Diritti Umani vogliamo sostenere la campagna “Miseria ladra” promossa dal Gruppo Abele e da Libera di cui riportiamo il progetto e gli intenti già pubblicati sul sito di Libera. Nell&#8217;ambito&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/11/09/10-proposte-concrete-per-dichiarare/">10 proposte concrete per dichiarare illegale la povertà!</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/11/torino.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/11/torino.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="320" width="226" /></a></div>
<div style="font-weight: normal;">
</div>
<div style="font-weight: normal;">
Come<br />
Associazione per i Diritti Umani vogliamo sostenere la campagna<br />
“Miseria ladra” promossa dal Gruppo Abele e da Libera di cui<br />
riportiamo il progetto e gli intenti già pubblicati sul sito di<br />
Libera. </p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nell&#8217;ambito<br />
della campagna, per il prossimo 18 novembre, è previsto un incontro<br />
a Torino, alla <i>Fabbrica delle &#8220;e&#8221;  </i>alle<br />
ore 21.00,  con Luigi Ciotti, Marcelo Barros e Giuseppe De<br />
Marzo</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
nostro paese vive una condizione di impoverimento materiale e<br />
culturale insostenibile ed inaccettabile. I numeri più asettici<br />
dell&#8217;ISTAT ci informano che, nel 2012, 9 milioni e 563mila persone<br />
pari al 15,8% della popolazione sono in condizione di povertà<br />
relativa, con una disponibilità di 506 euro mensili (erano 8,173<br />
milioni nel 2011 pari al 13,8% della popolazione). In condizione di<br />
povertà assoluta si trovano invece 4 milioni 814mila persone, pari<br />
al 7,9% della popolazione italiana (nel 2011 erano 3,415 milioni pari<br />
al 5,2% della popolazione). Parliamo di quasi un italiano su quattro<br />
costretto a vivere in una condizione in cui la dignità umana viene<br />
calpestata. Il 32,3% di chi ha meno di 18 anni è a rischio povertà.<br />
723 mila minorenni italiani vivono già in condizione di povertà<br />
assoluta. È questo un dato intollerabile che dovrebbe farci<br />
indignare tutti e tutte. La diseguaglianza continua a crescere, con<br />
differenze territoriali che ripropongono la questione meridionale<br />
come uno dei temi sui quali intervenire urgentemente. Il sud infatti<br />
risulta drammaticamente più colpito ed impoverito dalla crisi. La<br />
disoccupazione nazionale oltre il 12%, al sud è nettamente<br />
superiore. Tra i 15/24 anni che cercano lavoro nel mezzogiorno, la<br />
disoccupazione è superiore al 41%. Le famiglie italiane si sono<br />
enormemente impoverite. Oltre il 60% delle famiglie ha ridotto la<br />
quantità e la qualità della propria spesa alimentare, mentre<br />
aumentano i casi di disoccupati e anziani costretti a rubare per<br />
mangiare. Oltre due milioni sono i cosiddetti Neet, giovani così<br />
scoraggiati dalla situazione che non studiano, non cercano più<br />
lavoro e non sono nemmeno coinvolti in attività formative. Aumentano<br />
enormemente la precarietà e lo sfruttamento sul lavoro, sino a<br />
raggiungere pratiche di neoschiavismo nei confronti dei lavoratori<br />
migranti e non, sia al sud che al nord del paese. Si rafforza il<br />
controllo dei clan malavitosi su molte attività economiche in<br />
crisi,costrette a &#8220;rivolgersi&#8221; ai prestiti dei mafiosi.<br />
Così come sono in drammatica crescita i crimini contro l&#8217;ambiente.<br />
Sono oltre 93 al giorno quelli denunciati che certificano l&#8217;aumento<br />
dell&#8217;impatto e dell&#8217;influenza delle ecomafie e che distruggono la<br />
nostra vera ricchezza: territori, beni comuni e biodiversità.<br />La<br />
ricchezza si è spostata dal lavoro alla rendita finanziaria. La<br />
situazione risulta aggravata dalle attuali politiche in campo.<br />
Delocalizzazioni,dismissioni, privatizzazioni, austerità e vincoli<br />
di bilancio,riforme di welfare e pensioni, azzeramento dei fondi per<br />
il sociale e tagli nei settori dove maggiore è la domanda di servizi<br />
pubblici e sociali, hanno aggravato ulteriormente la crisi.<br />
Disuguaglianza e ingiustizia sociale ed ambientale stanno mettendo in<br />
crisi la nostra democrazia. Una società diseguale, che coniuga<br />
svantaggio economico con la mancanza di opportunità, che precarizza<br />
i diritti degli esclusi, che difende i privilegi e la concentrazioni<br />
della ricchezza nelle mani di pochi, attenta alla coesione sociale e<br />
incrementa la sfiducia istituzionale, affossa il principio di<br />
rappresentatività e scoraggia la partecipazione. I dati e la<br />
situazione di crisi politica fotografano una &#8220;guerra&#8221; dove<br />
la povertà materiale e culturale èla peggiore delle malattie, in<br />
senso sociale, economico, ambientale e sanitario.
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&#8220;La<br />
costruzione dell&#8217;uguaglianza e della giustizia sociale è compito<br />
della politica nel senso più vasto del termine: quella formale di<br />
chi amministra equella informale chi ci chiama in causa tutti come<br />
cittadini responsabili. La povertà dovrebbe essere illegale nel<br />
nostro paese. La crisi per molti è una condanna, per altri è<br />
un&#8217;occasione. Le mafie hanno trovato inedite sponde nella società<br />
dell&#8217;io, nel suo diffuso analfabetismo etico. Oggi sempre più<br />
evidenti i favoriindiretti alle mafie che sono forti in una società<br />
diseguale e culturalmente depressa e con una politica debole.&#8221;<br />
sostiene don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele e di Libera.<br />
<br />La Costituzione ci impegna in tal senso a fare ognuno la sua<br />
parte. La lotta alla povertà va ripensata in termini di<br />
interdipendenza tra le persone,le specie e all&#8217;interno degli<br />
equilibri naturali dei nostri ecosistemi. Possiamo da subito portare<br />
avanti azioni di contrasto dal basso alla povertà. Il Gruppo Abele e<br />
Libera promuovono la campagna&#8221;Miseria Ladra&#8221; con tutte<br />
quelle realtà sociali, sindacali,studentesche, comitati,<br />
associazioni, movimenti, giornali e singoli cittadini/e, intenzionati<br />
a portare avanti le proposte contenute nel documento. Proposte<br />
concrete che da subito possono rispondere alla crisi materiale e<br />
culturale, rafforzare la partecipazione e rivitalizzare la nostra<br />
democrazia.&nbsp;</div>
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Le dieci proposte per combattere la povertà si possono leggere sul sito di Libera, www.libera.it?utm_source=rss&utm_medium=rss </div>
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&nbsp;
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