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	<title>coppie Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Diritto al Rispetto della Vita Privata e Familiare nella Corte Costituzionale della Repubblica Italiana e nella Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Aug 2019 08:06:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>D Un Approccio Comparato basato sul Caso delle Unioni Omosessuali. di Nicole Fraccaroli Animata dalla volontà di identificare come l&#8217;unione omosessuale sia regolata, percepita e supportata da due diversi sistemi giuridici, nel seguente documento&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="635" height="425" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/immagine-ECtHR.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12913" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/immagine-ECtHR.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 635w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/immagine-ECtHR-300x201.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 635px) 100vw, 635px" /></figure>



<p><strong>D</strong></p>



<p><strong>Un Approccio Comparato basato sul Caso delle Unioni Omosessuali.</strong></p>



<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<p>Animata dalla volontà di
identificare come l&#8217;unione omosessuale sia regolata, percepita e
supportata da due diversi sistemi giuridici, nel seguente documento
di ricerca contemplo da una parte la sentenza della Corte
Costituzionale Italiana che si occupa di tale sfida e dall&#8217;altra, la
Corte Europea dei Diritti Umani  nel caso Oliari e altri c. Italia,
la cui sentenza riguardava tre coppie omosessuali che secondo la
legislazione italiana non avevano la possibilità di sposarsi o
entrare in nessun altro tipo di unione civile. 
</p>



<p><br>Sulla base della
legislazione italiana, le coppie sposate sono le uniche ad avere
diritto a formare una famiglia; infatti, in base all&#8217;articolo 29
della Costituzione Italiana &#8220;La Repubblica riconosce i diritti
della famiglia come una società naturale fondata sul matrimonio. Il
matrimonio si fonda sull&#8217;eguaglianza morale e legale dei coniugi
entro i limiti stabiliti dalla legge per assicurare l&#8217;unità
familiare.&#8221; L&#8217;articolo 29 è solitamente considerato come una
trave sostenuta da quattro colonne: il principio di solidarietà,
quello personalista, e il principio di uguaglianza e autonomia.
Stando alla Costituzione, non può esserci famiglia se questa non è
basata sul matrimonio tra uomo e donna e l&#8217;antropologia Cristiana ha
fortemente influito nella costruzione di tale visione. Il diritto
alla famiglia è significativamente presente nel codice civile
attraverso il primo libro dal titolo &#8220;Delle persone e della
famiglia&#8221;, che si riferisce all&#8217;organizzazione del matrimonio e
ai diritti e doveri dell&#8217;uomo e della donna, marito e moglie.</p>



<p>Considerando invece la
Convenzione Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo e delle Libertà
Fondamentali in ambito del diritto al rispetto della vita privata e
familiare; la vita privata è un concetto ampio, incapace di una
definizione esaustiva e può &#8220;abbracciare molteplici aspetti
dell&#8217;identità fisica e sociale della persona&#8221;. Attraverso la
sua giurisprudenza, la Corte Europea ha fornito indicazioni sul
significato e sulla portata della vita privata ai fini dell&#8217;articolo
8 ed è evidente che la giurisprudenza si è mossa in linea con gli
sviluppi sociali e tecnologici. La nozione di vita privata non è
limitata alla vita personale di un individuo; ma essa anche comprende
il diritto di stabilire relazioni con altri esseri umani. La corte ha
affermato che elementi quali l&#8217;identificazione di genere, il nome,
l&#8217;orientamento sessuale e la vita sessuale sono elementi importanti
della sfera personale tutelati dall&#8217;articolo 8. L&#8217;ingrediente
essenziale della vita familiare è il diritto di vivere insieme in
modo che le relazioni familiari possano svilupparsi normalmente e i
membri della famiglia possano godere della reciproca compagnia. I
diritti umani non rappresentano un discorso finito, concluso e la
CEDU è uno strumento vivente, interpretato alla luce delle
situazioni attuali. Di conseguenza, una coppia omosessuale che vive
in una relazione stabile rientra nella nozione di vita familiare,
così come nella vita privata, allo stesso modo delle coppie
eterosessuali. Questo principio è stato inizialmente enunciato nel
caso di Schalk e Kopf c. Austria, dove la corte ha ritenuto
artificioso sostenere che una coppia omosessuale non potesse godere
della vita familiare ai sensi dell&#8217;articolo 8.</p>



<p><br>Prendo in
considerazione la sentenza della Corte Costituzionale Italiana n.138
dell’aprile 2010, poiché i rimedi interni della causa Oliari e
altri c. Italia sono stati esauriti sulla base di tale decisione. 
<br>In questa sentenza la Corte ha esaminato le disposizioni del
Codice Civile che disciplinano il matrimonio, in seguito alle
referenze di due tribunali (di Venezia e Trento) interrogati da
alcune coppie omosessuali in seguito al rifiuto da parte
dell&#8217;ufficiale civile di pubblicare avviso della loro intenzione di
sposarsi. Dal momento che i tribunali portano affermazioni simili, li
considero congiuntamente. <br>I giudici del rinvio hanno sollevato
una questione di costituzionalità degli articoli relativi alla
famiglia all&#8217;interno del codice civile con riferimento agli articoli
2, 3, 29 e 117 della Costituzione, in quanto non consentirebbero alle
persone dello stesso sesso di contrarre matrimonio. I giudici del
rinvio riconoscono che il matrimonio ai sensi della legge italiana &#8220;è
inequivocabilmente centrato sul fatto che i coniugi sono di sesso
diverso&#8221;; ma si riferiscono anche agli argomenti dei ricorrenti,
i quali hanno sottolineato che la legge italiana non contiene un
concetto di matrimonio, né un divieto espresso sul matrimonio tra
persone dello stesso sesso. D&#8217;altra parte, i tribunali riconoscono
che non è possibile ignorare la rapida trasformazione della società
e dei costumi negli ultimi decenni, che hanno visto la fine del
monopolio detenuto dal modello della famiglia tradizionale e la
nascita spontanea parallela di diverse forme di convivenza che
necessitano di protezione. Di conseguenza, tale richiesta di
protezione richiede un&#8217;attenzione particolare alla compatibilità
dell&#8217;interpretazione tradizionale (all&#8217;interno del codice civile) con
i principi costituzionali.</p>



<p>Un primo principio è
quello sancito dall&#8217;articolo 2 della Costituzione che riconosce i
diritti inviolabili degli uomini e secondo i due tribunali questo
concetto non riguarda solo la sfera individuale, ma in particolare
quella sociale come espressione della personalità dell&#8217;individuo. I
tribunali sostengono poi che, dal momento che il diritto di contrarre
matrimonio è un elemento essenziale dell&#8217;espressione della dignità
umana, ai sensi dell&#8217;articolo 3 della Costituzione il cui obiettivo è
quello di proibire differenze irragionevoli nel trattamento, esso
stesso deve essere garantito a tutti e non può essere soggetto a
discriminazione, con conseguente obbligo per lo Stato di intervenire
nei casi in cui il suo esercizio sia ostacolato. In relazione
all&#8217;articolo 29, i giudici sostengono che il significato della
disposizione non sia quello di considerare la famiglia come un
&#8220;diritto naturale&#8221;, ma piuttosto di affermare la precedente
esistenza e autonomia della famiglia rispetto allo Stato. I tribunali
si riferiscono infine all&#8217;articolo 117 della Costituzione, che impone
al legislatore di rispettare i limiti derivanti dal diritto
comunitario e dagli obblighi di diritto internazionale; ricordando a
tale riguardo gli articoli 8, 12 e 14 della CEDU. 
</p>



<p>La Corte Costituzionale
dichiara infondati tutti i principi costituzionali evocati dai
tribunali, ad eccezione dell&#8217;Articolo 2, riconoscendo che &#8220;Questo
concetto deve includere le unioni omosessuali, intese come la
coabitazione stabile di due individui dello stesso sesso, a cui viene
concesso il diritto fondamentale di scegliere liberamente la propria
situazione di coppia e di ottenerne il riconoscimento legale insieme
ai diritti e doveri associati &#8220;. Questa è un&#8217;ipotesi
fondamentale presa dalla Corte Costituzionale in quanto dichiara che
due persone dello stesso sesso sono investite dalla Costituzione
Italiana con un diritto fondamentale di ottenere il riconoscimento
giuridico dei diritti e dei doveri relativi alla loro unione. <br>La
corte ritiene che l&#8217;aspirazione a questo riconoscimento non possa
essere raggiunta solo rendendo le unioni omosessuali equivalenti al
matrimonio. Ne consegue che spetta al Parlamento determinare le forme
di garanzia e riconoscimento delle unioni menzionate; poiché in
realtà comporterebbe l&#8217;inclusione di una nuova figura nel quadro
normativo del Codice Civile. 
</p>



<p>Si considera ora la
sentenza della Corte Europea, relativa alla causa Oliari e altri c.
Italia presentata nel 2015, sulla sola base delle presunte violazioni
dell&#8217;articolo 8 della CEDU.</p>



<p>La valutazione di tale
Corte rinvia innanzitutto ad alcuni principi generali. Infatti,
mentre lo scopo essenziale dell&#8217;articolo 8 è di proteggere gli
individui da interferenze arbitrarie da parte delle autorità
pubbliche; lo stesso può anche imporre allo Stato determinati
obblighi positivi e assicurare il rispetto della vita privata o
familiare anche nella sfera delle relazioni tra individui. La Corte
chiarisce che per valutare gli obblighi positivi degli Stati è
importante fare alcune considerazioni: il giusto equilibrio che
dev’essere raggiunto tra gli interessi concorrenti dell&#8217;individuo e
della comunità nel suo complesso; l&#8217;impatto di una situazione in cui
vi è discordanza tra realtà sociale e legge e, il margine di
apprezzamento concesso agli Stati. In secondo luogo, la Corte applica
tali principi al caso in questione, prendendo atto della situazione
dei ricorrenti all&#8217;interno del sistema nazionale italiano. Si accorge
così che lo stato attuale dei richiedenti nel contesto giuridico
interno può essere considerato solo un&#8217;unione di fatto, e che può
essere regolata da alcuni accordi contrattuali privati ​​di
portata limitata che non soddisfano alcune esigenze fondamentali
della regolamentazione e protezione di una relazione stabile e
impegnata.</p>



<p>Ciò è dimostrato dal
fatto che tali contratti sono aperti a chiunque conviva,
indipendentemente dal fatto che siano o meno una coppia. È
interessante notare che la Corte ha anche affermato ulteriormente che
l&#8217;esistenza di un&#8217;unione stabile è indipendente dalla convivenza. La
Corte ritiene che, in assenza di matrimonio, le coppie dello stesso
sesso abbiano interesse ad ottenere l&#8217;opzione di entrare in una forma
di unione civile, poiché questo sarebbe il modo più appropriato per
il loro rapporto di essere legalmente riconosciuto e per essere
protetto in modo pertinente. Il governo italiano non è riuscito a
mettere in luce gli interessi della comunità nel suo complesso,
poiché è stato negato che l&#8217;assenza di un quadro giuridico
specifico che garantisse il riconoscimento omosessuale tentasse di
proteggere il concetto tradizionale di famiglia, o la morale della
società. Oltre a quanto sopra, è rilevante anche il movimento verso
il riconoscimento legale delle coppie omosessuali che ha continuato a
svilupparsi rapidamente in Europa. In particolare apprezzo
l&#8217;essenziale affermazione della Corte secondo la quale, nel caso di
specie, il margine di apprezzamento non dovrebbe essere più ampio,
poiché non riguarda i diritti supplementari che potrebbero derivare
da tale unione, ma riguarda un bisogno generale di riconoscimento e
protezione legale. <br>Di fatto, in assenza di un interesse
comunitario prevalente da parte del governo italiano, contro il quale
bilanciare gli interessi dei ricorrenti, e alla luce delle
conclusioni dei tribunali nazionali sulla questione che è rimasta
inascoltata (si avverte che I tribunali italiani effettuano
accertamenti sulla questione caso per caso); la Corte constata che il
governo italiano ha oltrepassato il margine di apprezzamento e non ha
adempiuto all&#8217;obbligo positivo di garantire che i richiedenti
dispongano di un quadro giuridico specifico che preveda il
riconoscimento e la protezione della loro unione omosessuale.</p>



<p>L&#8217;unione omosessuale è
stata trattata, attraverso i due risultati, non in una maniera
completamente opposta, ma in un modo rappresentativo, di un sistema
domestico ancora ostaggio di disposizioni che incorporano idee
tradizionali, e di un sistema giuridico maggiormente disposto ad
espandere i diritti umani alle nuove situazioni attuali.</p>



<p>È
fondamentale riconoscere che la Corte Costituzionale Italiana non ha
respinto la questione della costituzionalità negando ulteriori
cambiamenti, ma sostenendo che tale cambiamento debba essere
innescato dal Parlamento sulla base dell&#8217;articolo 2 della
Costituzione che deve includere le unioni omosessuali. <br>Dall&#8217;altra
parte, la Corte europea non si è limitata a rivendicare la necessità
del riconoscimento giuridico e della protezione delle unioni
omosessuali, ma parla in termini di un obbligo positivo statale
derivante dall&#8217;articolo 8; e questo ha influenzato l&#8217;interpretazione
estensiva dei diritti umani nell&#8217;ordinamento italiano, come risultato
dell&#8217;adozione della Legge Cirinnà (n118, del 25 Maggio 2016) che
attualmente prevede le unioni civili tra persone dello stesso sesso.
<br><br>
</p>
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		<title>Promozione teatrale per i nostri lettori: TIMELOSS</title>
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		<pubDate>Fri, 05 May 2017 07:33:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; PROMOZIONE per i nostri lettori: un biglietto a 10 euro e un altro a 15 euro. &#160; Per prenotare, scrivete a: promozione.teatro@triennale.org Indicando il vostro nominativo, il giorno e che siete lettori&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>PROMOZIONE per i nostri lettori: un biglietto a 10 euro e un altro a 15 euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per prenotare, scrivete a: <a href="mailto:promozione.teatro@triennale.org" target="_blank"><span style="color: #1155cc;">promozione.teatro@triennale.<wbr /></span>org</a></p>
<p>Indicando il vostro nominativo, il giorno e che siete lettori del sito di Ass. Per i Diritti umani</p>
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/&amp;amp</noscript></p>
<p>Una narrazione poetica e intima, dove i protagonisti sono schiacciati dall’incapacità di agire, di liberarsi dai vincoli dalla realtà che ci circonda.</p>
<p>Timeloss<em> rivolge lo sguardo, in modo sottile e raro, all’amore e all’intimità.</em><br />
“The Huffington Post”</p>
<p><em>Timeloss</em> è un viaggio nella memoria di una relazione, di un percorso artistico, di un Paese. Nel 2001 il regista iraniano Amir Reza Koohestani crea <em>Dance On Glasses</em>, spettacolo autobiografico che racconta la fine di una storia d’amore e l’impossibilità di rialzarsi per lottare. Il lavoro ottiene uno straordinario successo, facendo conoscere Koohestani in tutto il mondo. Dodici anni dopo, il regista guarda nuovamente a <em>Dance on Glasses</em>, che diviene il pretesto per una riflessione sullo scorrere del tempo e sul rapporto tra finzione e realtà.</p>
<p>I due attori in scena si trovano a dover doppiare una loro performance di molti anni prima, per una versione DVD dello spettacolo. Ma l’operazione risulta più complessa del previsto: un divario troppo profondo separa passato e presente. Su questa frattura si sviluppa <em>Timeloss</em>, che sovrappone diversi piani temporali e narrativi. L’espediente del dialogo da doppiare lascia spazio alle riflessioni degli attori, che si interrogano su quello che erano e che sono diventati, sulle loro vite e, indirettamente, sui cambiamenti della situazione politica iraniana.</p>
<p>Una narrazione poetica e intima, in cui i protagonisti di allora come quelli di oggi sono schiacciati dall’incapacità di agire, di liberarsi dai vincoli dalla realtà che ci circonda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Amir Reza Koohestani</strong> (Shiraz, Iran, 1978), dopo gli studi in cinematografia e una breve esperienza come attore, scrive il suo primo testo, <em>And The Day Never Came</em> (1999), mai rappresentato, e <em>The Murmuring Tales</em> (2000), acclamato della critica al Fadjr International Theatre Festival a Teheran. Con il suo terzo spettacolo, <em>Dance On Glasses</em> (2001), ottiene la notorietà internazionale. Anche gli spettacoli successivi, <em>Recent Experiences</em> (2003), <em>Amid the Clouds</em> (2005), <em>Dry Blood &amp; Fresh Vegetables</em> (2007) e <em>Quartet: A Journey North</em> (2008), vengono rappresentati con grande successo in Europa. Nel 2006 crea <em>Einzelzimmer</em> e nel 2009 <em>Des utopies?</em>, in collaborazione con Oriza Hirata e Sylvain Maurice. Nel 2009 debutta con <em>Where Were You on January 8</em><em><sup>th</sup></em><em>? </em>e nel 2011 lavora a un adattamento di <em>Ivanov</em> di Checov. Nel 2012 il film <em>Modest Reception</em>, scritto con l’attore e regista Mani Haghighi, riceve il Netpac Award alla Berlinale. Sempre nel 2012 crea la performance <em>The Fourth Wall</em>, adattamento da Tim Crouch. Nel 2013 il Festival Actoral di Marsiglia gli commissiona un nuovo lavoro, <em>Timeloss</em>, messo in scena con grande successo in Europa e negli Stati Uniti. Tra il 2014 e il 2015 scrive <em>Hearing</em>, sua ultima produzione.<br />
I suoi lavori, portati in scena dalla compagnia Mehr Theatre Group, danno vita a un teatro lontano da quello tradizionale iraniano e si caratterizzano per una regia e una recitazione influenzate dallo stile cinematografico.</p>
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		<title>&#8220;America latina: i diritti negati&#8221;: Altro che fertility day!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2016 07:09:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Mayra Landaverde &#160; Cosa potevamo aspettarci in un Paese dove uno degli ex presidenti del PAN ( Partido Accion Nacional), Vicente Fox Quesada, ha costruito e poi vinto le elezioni usando una bandiera&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;">di Mayra Landaverde</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-554.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-7006" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7006" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-554.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (554)" width="949" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-554.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 949w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-554-300x203.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-554-768x519.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 949px) 100vw, 949px" /></a></p>
<p><span style="font-size: large;">Cosa potevamo aspettarci in un Paese dove uno degli ex presidenti del PAN ( Partido Accion Nacional), Vicente Fox Quesada, ha costruito e poi vinto le elezioni usando una bandiera messicana con l’immagine della Virgen de Guadalupe. Da allora, sono passati 16 anni e il Messico è ancora il secondo Paese con più cattolici al mondo. E va bene così. Il cattolicesimo non è un problema. Il problema è quando i messicani e le messicane fanno fatica a capire cos’è lo Stato e cos’è la Chiesa. Grande problema. Il mio popolo è condannato a votare sempre dei candidati del tutto incompetenti e corrotti come il nostro attuale presidente Ernesto Pena Nieto del PRI (Partido Revolucionario Institucional) che, nonostante appartenga al partito che ci ha mal governati per più di settant’anni, è molto credente. Un bravo ragazzo cattolico ( certo, è anche divorziato e risposato con una donna che facendo l’attrice per Televisa appariva nuda un giorno sì e uno no, ma questo non lo diciamo a nessuno).</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Anni fa quando Pena Nieto era ancora candidato alle presidenziali, si è azzardato a “scrivere” un libro tutto suo.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">La presentazione ebbe luogo alla FIL (Feria Internacional del Libro) a Guadalajara nel centro del Paese. Un giornalista spagnolo chiese al candidato tre libri che gli avessero cambiato la vita.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">La sua risposta è stata : La Bibbia…</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Ma è meglio vedere il resto della risposta eccovi un link:</span></p>
<p><span style="font-size: large;"><a href="https://youtu.be/C3NKGfoTACg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0">https://youtu.be/C3NKGfoTACg?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></span></p>
<p><span style="font-size: large;">Ogni volta che mi sento un po’ giù di morale mi riguardo il video. Dicono che </span></p>
<p><span style="font-size: large;">ridere intensamente faccia bene.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Ridere per non piangere. Abbiamo un presidente eletto democraticamente </span><span style="font-size: large;">( permettetemi qualche dubbio. Forte dubbio) che l’unico libro che più o meno ha sfogliato sia stata la Bibbia.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Il 24 settembre a Città del Messico si è tenuta una seconda affollatissima manifestazione omofoba. La Marcha por la Familia, cui hanno partecipato più di 400,000 persone. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Le parole sulla manifestazione di Juan Dabdoub Giacoman, Presidente del Consiglio messicano della famiglia, purtroppo professore in diverse università nazionali, grande omofobo, di un’ignoranza senza limiti:</span></p>
<p>“ <span style="font-size: large;">Questa manifestazione e quella del 10 settembre sono due date storiche per il Messico. Sono un risveglio esemplare per il Paese.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">E’ una marcia per esprimere ai politici e leader del Paese ciò che la società messicana in realtà sta cercando, non quello che l&#8217;ideologia di genere e il movimento LGBT internazionale sta promuovendo”</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Mario Romo presidente della Rete Famiglia ricorda inoltre alla manifestazione dei cittadini (le cittadine non lo sappiamo, lui si esprime sempre al maschile) che esistono due raccolte firme: una già depositata al Senato della Repubblica con 250.000 firme e l’altra dove più di 30,000 persone si sono presentate davanti al Congresso, 50 deputati federali hanno aderito a queste iniziative per “proteggere la famiglia naturale e il matrimonio fra uomo e donna”.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Il Messico sta facendo dei passi giganteschi. Indietro però.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Invito  tutte le coppie omosessuali ad andare a Città del Messico, dove il matrimonio egualitario è legale a sposarsi là e a darsi un grande bacio preferibilmente davanti a queste persone per offrire non uno spettacolo, bensì una dimostrazione d’affetto e profondo amore che a mio parere è quello che manca loro. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">Vedete, noi qui abbiamo il fertility day ma anche là non scherzano!</span></p>
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		<title>Condanna all&#8217;Italia per le unioni omosessuali</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2015 04:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; L&#8217;Articolo 8 della Convenzione dei Diritti umani parla di “diritto al rispetto della vita familiare e privata”: l&#8217;Italia è stata condannata, dalla Corte europea dei diritti umani, proprio per la violazione di&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<img loading="lazy" border="0" height="192" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/07/cb4277bc441c3ad52720e4eda0a8e93c.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="320" /></p>
<p>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;Articolo<br />
8 della Convenzione dei Diritti umani parla di “diritto al rispetto<br />
della vita familiare e privata”: l&#8217;Italia è stata condannata,<br />
dalla Corte europea dei diritti umani, proprio per la violazione di<br />
questo articolo. La violazione riguarda tre coppie omosessuali.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Una<br />
coppia vive a Trento, una a Milano e la terza a Lissone (in provincia<br />
del capoluogo lombardo); le persone convivono da anni e avevano<br />
chiesto alle proprie municipalità di fare le pubblicazioni per<br />
celebrare il matrimonio, ma la loro proposta è stata rifiutata.<br />
Enrico Oliari – presidente di Gaylib (Associazione dei gay liberali<br />
e di centrodestra) – ha fatto ricorso a Strasburgo e, nei giorni<br />
scorsi, è arrivata la sentenza.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
abbiamo sentito dai telegiornali, la presidente della Camera,Laura<br />
Boldrini, ha commentato così la decisione della Corte: “Ora<br />
bisogna agire. Il Parlamento non può più rinviare, deve esprimersi<br />
chiaramente su un tema così centrale. Farò tutto quanto è nelle<br />
mie facoltà perchè ciò avvenga. Non possiamo continuare ad essere<br />
un Paese malato di disuguaglianza, economica prima di tutto, ma anche<br />
sociale”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nella<br />
nota della Corte europea dei diritti umani – che non è un<br />
organismo della Ue – si legge: “La Corte ha considerato che la<br />
tutela legale attualmente disponibile in Italia per le coppie<br />
omosessuali non solo fallisce nel provvedere ai bisogni chiave di una<br />
coppia impegnata in una relazione stabile, ma non è nemmeno<br />
sufficientemente affidabile” e dunque: “un&#8217;unione civile o una<br />
partnership registrata sarebbe il modo più adeguato per riconoscere<br />
legalmente le coppie dello stesso sesso”. Ma non si limita a<br />
questo: Strasburgo ha stabilito che lo Stato italiano dovrà versare<br />
a ognuno dei concorrenti la somma di 5 mila euro per danni morali.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Anche il<br />
Parlamento europeo di recente si era espresso sul tema: a giugno ha<br />
approvato una relazione in cui si chiede di riconoscere i diritti<br />
alle famiglie composte da persone dello stesso genere, ma solo 27<br />
Stati su 47, tra gli Stati membri, hanno una legislazione adeguata.
</div>
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		<title>La Birianza dice NO all&#8217;omofobia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2014 04:04:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come gather ’round peopleWherever you roamAnd admit that the watersAround you have grownAnd accept it that soonYoùll be drenched to the bone.If your time to youIs worth savin’Then you better start swimmin’Or yoùll sink&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/10/25/la-birianza-dice-no-allomofobia/">La Birianza dice NO all&#8217;omofobia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/10/10-25-26_meladai-01.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/10/10-25-26_meladai-01.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="167" width="320" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>
Come gather ’round<br />
people<br />Wherever you roam<br />And admit that the waters<br />Around<br />
you have grown<br />And accept it that soon<br />Yoùll be drenched to<br />
the bone.<br />If your time to you<br />Is worth savin’<br />Then you<br />
better start swimmin’<br />Or yoùll sink like a stone<br />For the<br />
times they are a-changin’.<br />[BOB DYLAN]</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Si<br />
intitola “NoStrano Festival” ed è la prima manifestazione<br />
culturale gay-friendly che si svolge in Brianza. Due giorni, il 24 e<br />
il 25 ottobre 2014, per sensibilizzare la cittadinanza e le<br />
istituzioni sul tema dei diritti LGBT.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Presentazioni,<br />
film, dibattiti e anche laboratori per bambini animeranno le<br />
giornate. Segnaliamo la proiezione del film <i>Lei<br />
disse sì</i>, la storia di due<br />
giovani donne, Ingrid e Lorenza, il loro amore e il loro matrimonio<br />
in Svezia; l&#8217;incontro con Francesca Vecchioni sul tema famiglie e<br />
religione; l&#8217;approfondimento sull&#8217;omosessaulità in Medioriente. E<br />
poi anche la musica con l&#8217;Indie Pride che vede molti artisti riuniti<br />
per dire NO all&#8217;omofobia e la presentazione del progetto “Le cose<br />
cambiano” che, sul sito degli ideatori, viene anticpato così:<br />
“Crescere non è semplice. Molti adolescenti affrontano<br />
quotidianamente episodi di bullismo e discriminazione. In particolare<br />
gli adolescenti gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, che spesso<br />
nascondono la propria sessualità per paura di essere isolati. Senza<br />
confrontarsi con adulti apertamente gay, non possono immaginare come<br />
sarà il loro futuro. Il progetto<strong><br />
Le Cose Cambiano</strong> ha lo<br />
scopo di ricordare ai teenager LGBT che non sono soli, e che le cose<br />
per loro cambieranno, in positivo.</p>
<p>Siamo convinti che lo<br />
strumento più potente di comprensione ed educazione, nonché il<br />
migliore antidoto contro l’isolamento, sia la narrazione; che <strong>le<br />
storie possano fare bene sia a chi le racconta, sia a chi le ascolta.</strong><br />
Il nostro sito raccoglie le <u><a href="http://lecosecambiano.org/video/?utm_source=rss&utm_medium=rss">testimonianze</a></u><br />
di chiunque voglia condividere il proprio vissuto per metterlo a<br />
disposizione di chi si sta confrontando con la scoperta di sé, per<br />
contribuire a creare un&#8217;enciclopedia di desideri e speranze, un<br />
contenitore di proposte, un posto dove raccontare la propria<br />
esperienza in prima persona, anche per dimostrare che <strong>metterci<br />
la faccia è possibile.</strong><br /><strong>Ti<br />
invitiamo perciò a <a href="http://lecosecambiano.org/caricavideo/?utm_source=rss&utm_medium=rss">raccontarti<br />
in un video</a></strong>:&nbsp;come<br />
sono cambiate le cose per te? Sei sempre stato felice e orgoglioso di<br />
essere gay, lesbica, bisessuale o transessuale, o c&#8217;è stato un<br />
momento in cui hai avuto paura e ti sei sentito solo, incompreso,<br />
discriminato? Condividi la tua esperienza, racconta a tutte le<br />
persone che stanno attraversando un momento difficile che le cose<br />
cambiano, e che esiste un lieto fine per la loro storia!</p>
<p>Se<br />
anche tu hai vissuto un periodo difficile, se hai sperimentato la<br />
solitudine e l&#8217;isolamento, se hai subito manifestazioni di bullismo,<br />
prova a spiegare cosa ti ha aiutato a superare le difficoltà, come<br />
le cose sono cambiate e migliorate per te. Se la tua esperienza è<br />
positiva – se oggi sei un adulto omosessuale felice e sereno –<br />
condividerla è ancora più importante.<br />Raccontaci come speri che<br />
le cose cambino in Italia per le persone e le coppie gay, e cosa<br />
pensi sia necessario fare per cambiarle”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Saranno<br />
presenti le associazioni del territorio.
</div>
<p></p>
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<p></p>
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Per il<br />
programma completo del festival, potete andare sul sito:<br />
<u><a href="http://www.meladailabrianza.blogspot.in/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.meladailabrianza.blogspot.in?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></div>
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L&#8217;appuntamento<br />
è al Bloom, Via Curiel 39, Mezzago (MB). Tel. 039-623853</div>
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