<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>corridoiumanitari Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/corridoiumanitari/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/corridoiumanitari/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Tue, 28 Nov 2023 11:40:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>corridoiumanitari Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/corridoiumanitari/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Bene la tregua; adesso il cessate il fuoco, aiuti sanitari e una conferenza per la pace</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/11/28/bene-la-tregua-adesso-il-cessate-il-fuoco-aiuti-sanitari-e-una-conferenza-per-la-pace/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/11/28/bene-la-tregua-adesso-il-cessate-il-fuoco-aiuti-sanitari-e-una-conferenza-per-la-pace/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2023 11:38:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[aiutiumanitari]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivisti]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[comunitainternazionale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[corridoiumanitari]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[palestinesi]]></category>
		<category><![CDATA[patologie]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[trattative]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17297</guid>

					<description><![CDATA[<p>Così l&#8217;associazione Medici di origine straniera in Italia(AMSI) ,la Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai), l&#8217;Unione medica euromediterranea (UMEM), il Movimento internazionale interprofessionale Uniti per Unire e le comunità ed associazioni aderenti presenti&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/11/28/bene-la-tregua-adesso-il-cessate-il-fuoco-aiuti-sanitari-e-una-conferenza-per-la-pace/">Bene la tregua; adesso il cessate il fuoco, aiuti sanitari e una conferenza per la pace</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/ga.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="512" height="384" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/ga.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17298" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/ga.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 512w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/ga-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></a></figure></div>



<p>Così l&#8217;associazione Medici di origine straniera in Italia(AMSI) ,la Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai), l&#8217;Unione medica euromediterranea (UMEM), il Movimento internazionale interprofessionale Uniti per Unire e le comunità ed associazioni aderenti presenti in 120 Paesi, hanno accolto l&#8217;accordo di tregua tra palestinesi e israeliani, auspicando adesso si possa arrivare ad un accordo totale per il cessate il fuoco con aiuti sanitari ed umanitari immediati per curare e salvare i feriti, bambini e donne. </p>



<p>In questa situazione sanitaria oltre ad aumentare i camion di aiuti sanitari giornalieri servono numerosi ospedali mobili nelle zone con alta concentrazione di feriti per curare quelli più gravi (già in arrivo alcuni aiuti dai Paesi arabi). Servono medici anestesisti, ortopedici, medici d&#8217;urgenza, ginecologi, pediatri, chirurghi, cardiologi, nefrologi, pneumologi e infermieri specialisti, numerosi psicologi per bambini e donne per l&#8217;aumento del 60% di stati di ansia, fobie, panico e depressione.</p>



<p>&#8220;Continuiamo a seguire la situazione sanitaria e umanitaria con i nostri professionisti della sanità locali dell&#8217;UMEM&#8221;. Ecco quello che ci riferiscono: sono rimasti solo 9 ospedali su 35 che lavorano parzialmente e c&#8217;e&#8217; un altissimo numero di feriti in attesa di cure ed interventi in chirurgia generale, ortopedia, chirurgia pediatrica e chirurgia plastica oltre i 45 mila bambini che soffrono di disturbi gastrointestinali e diarrea ,70 mila pazienti con patologie dell&#8217;apparato respiratorio di cui anche di natura batterica e virale, 51 mila donne in gravidanza senza assistenza di ginecologi; manca l&#8217;assistenza ai pazienti cronici (più di 400 mila pazienti), pazienti in dialisi (più di 3500 pazienti ) e in attesa di interventi chirurgi anche i pazienti oncologi (più di 10 mila). Sono morti più di 210 professionisti della sanità e numerosi hanno avuto un crollo fisico e psicologico. Un medico a Gaza ha chiuso il suo studio privato e ha effettuato 12 interventi in 24 ore nell&#8217;ospedale. </p>



<p>Ringraziamo tutti i Paesi , le organizzazioni  gli ,i professionisti e le associazioni sanitarie  che in questi giorni hanno dato la loro disponibilità per gli aiuti sanitari e umanitari aderendo al nostro appello per i corridoi sanitari; l&#8217;Italia per la sua disponibilità tempestiva sia mettendo a disposizione la Nave Vulcano sia per curare i feriti negli ospedali italiani; l&#8217;esercito bianco italiano e internazionale, le associazioni sanitarie che hanno aderito al nostro appello (più di 1250 professionisti della sanità ed associazioni e i professionisti da numerosi Paesi ) e la Fnomceo e la Fimmg  per il loro appello a favore dei medici e professionisti internazionali.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/11/28/bene-la-tregua-adesso-il-cessate-il-fuoco-aiuti-sanitari-e-una-conferenza-per-la-pace/">Bene la tregua; adesso il cessate il fuoco, aiuti sanitari e una conferenza per la pace</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/11/28/bene-la-tregua-adesso-il-cessate-il-fuoco-aiuti-sanitari-e-una-conferenza-per-la-pace/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Allarme urgente: aumentano le morti in mare, bloccate le navi delle ONG – Gli Stati Membri dell’Unione Europea devono interrompere immediatamente l’ostacolo agli sforzi di ricerca e soccorso della flotta civile nel Mediterraneo centrale</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/09/07/allarme-urgente-aumentano-le-morti-in-mare-bloccate-le-navi-delle-ong-gli-stati-membri-dellunione-europea-devono-interrompere-immediatamente-lostacolo-agli-sforzi-di-rice/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/09/07/allarme-urgente-aumentano-le-morti-in-mare-bloccate-le-navi-delle-ong-gli-stati-membri-dellunione-europea-devono-interrompere-immediatamente-lostacolo-agli-sforzi-di-rice/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2023 08:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza]]></category>
		<category><![CDATA[assistenzaumanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[attivisti]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[convenzioneinternazionale]]></category>
		<category><![CDATA[corridoiumanitari]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[dirittomarittimo]]></category>
		<category><![CDATA[flottacivile]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[naufragi]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[porti]]></category>
		<category><![CDATA[soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[Stati]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17144</guid>

					<description><![CDATA[<p>Anche Associazione Per i Diritti umani forma e divulga il seguente appello: Nel giugno 2023, circa 600 persone hanno perso la vita nell’ennesimo naufragio evitabile al largo delle coste greche. Come società civile siamo&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/09/07/allarme-urgente-aumentano-le-morti-in-mare-bloccate-le-navi-delle-ong-gli-stati-membri-dellunione-europea-devono-interrompere-immediatamente-lostacolo-agli-sforzi-di-rice/">Allarme urgente: aumentano le morti in mare, bloccate le navi delle ONG – Gli Stati Membri dell’Unione Europea devono interrompere immediatamente l’ostacolo agli sforzi di ricerca e soccorso della flotta civile nel Mediterraneo centrale</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/AlarmeUrgente_Web.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="553" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/AlarmeUrgente_Web-1024x553.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17145" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/AlarmeUrgente_Web-1024x553.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/AlarmeUrgente_Web-300x162.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/AlarmeUrgente_Web-768x415.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/AlarmeUrgente_Web-1536x829.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/AlarmeUrgente_Web.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Anche <strong>Associazione Per i Diritti umani</strong> forma e divulga il seguente appello: </p>



<p></p>



<p>Nel giugno 2023, circa 600 persone hanno perso la vita nell’ennesimo naufragio evitabile al largo delle coste greche. Come società civile siamo sconvolti dalle morti prevenibili che si verificano ogni anno nel Mediterraneo centrale.&nbsp;<strong>Mentre ogni singola nave è urgentemente necessaria per prevenire la crescente perdita di vite umane sulla rotta migratoria più mortale del mondo, gli Stati membri dell’UE – Italia in testa – ostacolano attivamente gli sforzi di ricerca e soccorso civili.</strong></p>



<p>Ad oggi Aurora, Open Arms e Sea-Eye 4, tre navi civili completamente equipaggiate per la ricerca e il soccorso (SAR), non possono operare in mare. I tre provvedimenti di fermo, emessi dalle autorità italiane in meno di 48 ore, si aggiungono alla significativa casistica di ostruzione amministrativa che le ONG SAR hanno dovuto affrontare quest’anno.&nbsp;<strong>Dall’inizio del 2023, ci sono stati otto casi di fermo di navi ONG in Italia.</strong>&nbsp;Alle navi civili di ricerca e soccorso Aurora, Geo Barents, Louise Michel, Mare*Go, Open Arms e Sea-Eye 4 è stato impedito di uscire in mare per 20 giorni, sulla base di regolamenti illegittimi. Sia Aurora che Sea-Eye 4 sono state trattenute per la seconda volta quest’anno. Questi fermi hanno tenuto lontane le navi delle ONG SAR per un totale di 160 giorni, nei quali avrebbero potuto essere impiegate per salvare persone da imbarcazioni in difficoltà e per prevenire i naufragi che si verificano quotidianamente nel Mediterraneo centrale.</p>



<p><strong>L’accanimento amministrativo si basa su una recente legge [1] dello Stato membro dell’UE, l’Italia, che aumenta i requisiti per le navi delle ONG che svolgono attività di ricerca e soccorso</strong>&nbsp;e introduce sanzioni in caso di inosservanza. Le nuove misure fanno parte di una lunga storia di criminalizzazione e ostruzione delle attività di ricerca e soccorso civili in Italia. Applicando la legge, le autorità italiane ordinano alle navi SAR di dirigersi verso un porto assegnato immediatamente dopo un soccorso – anche in situazioni in cui vi siano casi aperti di imbarcazioni in difficoltà nelle vicinanze della nave ONG. Ciò significa che&nbsp;<strong>la nuova legge nazionale fa pressione sui capitani della flotta civile affinché disobbediscano al diritto marittimo internazionale e all’obbligo di soccorso.</strong>&nbsp;Le autorità italiane stanno quindi di fatto limitando le operazioni di soccorso, in contrasto con l’obbligo legale internazionale di soccorso.</p>



<p><strong>La legislazione è aggravata dalla prassi del Governo italiano di assegnare “porti lontani”</strong>, imponendo alle navi ONG di sbarcare le persone soccorse in porti distanti fino a 1.600 km e a 5 giorni di navigazione dal luogo del soccorso. Secondo il diritto internazionale, lo sbarco delle persone soccorse in un luogo sicuro dovrebbe avvenire “non appena ragionevolmente possibile”, con “la minima deviazione dal viaggio della nave” e il tempo che i soccorsi trascorrono a bordo dovrebbe essere ridotto al minimo [2]. Tuttavia&nbsp;<strong>dal dicembre 2022, in più di 60 casi le autorità italiane hanno assegnato alle navi ONG un porto eccessivamente e inutilmente distante.</strong>&nbsp;Inoltre, le autorità italiane hanno recentemente dato ripetutamente istruzioni alle navi delle ONG di richiedere un posto sicuro in Tunisia per le persone soccorse in mare. Con una grave mancanza di protezione per i richiedenti asilo e nel mezzo di un’ondata di violenza contro le popolazioni migranti,&nbsp;<strong>la Tunisia non può essere considerata un luogo sicuro</strong>. Sbarcare le persone soccorse sulle sue coste sarebbe una violazione del diritto internazionale.</p>



<p><strong>Le ONG che non si sono conformate alle richieste illegittime delle autorità italiane sono state multate fino a 10.000 euro e le loro imbarcazioni sono state trattenute per 20 giorni.</strong>&nbsp;Tutte le ONG che svolgono attività di ricerca e soccorso in mare rischiano ora ulteriori multe e fermi. Secondo la legge italiana, il ripetersi di inadempienze porterà al sequestro delle imbarcazioni, con la conseguente cessazione definitiva delle attività.</p>



<p><strong>La detenzione e il possibile sequestro delle navi delle ONG e l’assegnazione di porti lontani limitano le navi nelle loro operazioni di soccorso.</strong>&nbsp;Sappiamo dalle restrizioni imposte dal Governo greco alle ONG di ricerca e soccorso nel settembre 2021, che le ostruzioni striscianti che si verificano ora in Italia finiranno per ridurre il numero delle navi di soccorso civili attive e di conseguenza l’aumento di perdite di vite umane nel Mediterraneo.</p>



<p><strong>Come organizzazioni non governative</strong>, associazioni e iniziative che si battono per l’accesso alla protezione e al rispetto dei diritti fondamentali delle persone in movimento,&nbsp;<strong>siamo stati testimoni della micidiale politica di chiusura e deterrenza dell’UE.</strong>&nbsp;Questa politica non porta ad un minor numero di persone che cercano di attraversare, ma a maggior sofferenza e morte. Mentre l’Italia – sostenuta dalla maggioranza silenziosa degli Stati membri dell’UE – ha messo in atto queste misure restrittive, il numero di naufragi mortali è aumentato drammaticamente, rendendo l’anno 2023 già uno dei più letali degli ultimi anni.&nbsp;<strong>L’aumento dei naufragi rende ancora più evidente l’urgenza di ulteriori mezzi per la ricerca e soccorso.</strong></p>



<p>Pertanto lanciamo un appello urgente all’UE e ai suoi Stati membri:<strong>&nbsp;se l’ostruzione dell’assistenza umanitaria in mare continua, potremmo assistere entro la fine dell’anno ad una drastica riduzione o addirittura all’assenza di navi di soccorso civile in mare.</strong>&nbsp;Le conseguenze saranno ancora più letali, poiché la grave limitazione degli sforzi di soccorso civile non fermerà i tentativi di attraversamento delle persone.<strong>&nbsp;Chiediamo quindi all’UE e ai suoi Stati membri di agire con urgenza e di fermare il blocco illegittimo delle navi del soccorso civile in Italia. Tutte le navi SAR devono essere rilasciate immediatamente e le multe previste dalla legge devono essere annullate.</strong>&nbsp;<strong>La legge italiana che limita le attività di ricerca e soccorso delle ONG nel Mediterraneo centrale deve essere revocata immediatamente</strong>&nbsp;e al suo posto deve essere applicato il diritto marittimo internazionale e l’osservazione dei diritti umani come quadro di riferimento per tutti gli attori in mare. La Commissione europea deve contrastare la crescente violazione dei principi fondamentali dello Stato di diritto da parte dei suoi Stati membri alle frontiere esterne dell’UE. Inoltre,&nbsp;<strong>gli Stati dell’UE devono creare corridoi legali e sicuri per evitare che le persone siano costrette ad imbarcarsi su navi non idonee alla traversata.</strong></p>



<p><em>[1] Decreto legge n. 1/2023, modificato dalla legge n. 15 del 24 febbraio 2023.</em></p>



<p><em>[2] Emendamenti del 2004 alla Convenzione internazionale sulla ricerca e il salvataggio in mare (1979), risoluzione MSC.155(78) dell’IMO, 3.1.9; risoluzione MSC.167(78) dell’IMO, 2004, 6.8.</em></p>



<p><strong>ONG FIRMATARIE DELL’APPELLO</strong></p>



<p><strong>Frist signatories:</strong></p>



<p>CompassCollective</p>



<p>EMERGENCY</p>



<p>iuventa-crew</p>



<p>Louise Michel</p>



<p>Maldusa</p>



<p>MARE*GO – Zusammenland gUG</p>



<p>Médecins Sans Frontières</p>



<p>MEDITERRANEA Saving Humans</p>



<p>Mission Lifeline</p>



<p>Open Arms</p>



<p>ResQ – People Saving People</p>



<p>RESQSHIP</p>



<p>r42-SailAndRescue</p>



<p>Sea-Eye e. V.</p>



<p>Sea-Punks</p>



<p>Sea-Watch e.V.</p>



<p>SMH –&nbsp;Salvamento Marítimo Humanitario</p>



<p>SOS Humanity</p>



<p>SOS Mediterranee</p>



<p><strong>Second signatories:</strong></p>



<p>United4Rescue</p>



<p>Alarm Phone</p>



<p>borderline-europe</p>



<p>PRO ASYL</p>



<p>Statewatch<br>Seebrücke&nbsp;</p>



<p>Human Rights at Sea&nbsp;</p>



<p>Lighthouse Relief</p>



<p>aditus foundation</p>



<p>I Have Rights.&nbsp;</p>



<p>La Cimade</p>



<p>Channel Info Project from l’Auberge des Migrants</p>



<p>Progetto Mem.Med</p>



<p>LasciateCIEntrare</p>



<p>Melitea</p>



<p>Convenzione per i diritti nel Mediterraneo</p>



<p>Abolish Frontex Roma</p>



<p>Stop Border Violence&nbsp;</p>



<p>Asmara’s World</p>



<p>Gisti (Groupe d’information et de soutien des immigré·e·s)</p>



<p>Seebrücke Frankfurt am Main</p>



<p>Pasaje Seguro Cantabria</p>



<p>Medici del Mondo</p>



<p>Alarme Phone Sahara</p>



<p>Are You Syrious?</p>



<p>migration-control.Info Projekt</p>



<p>Lungo la Rotta Balcanica&nbsp;</p>



<p>Migreurop</p>



<p>ASGI Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione</p>



<p>Ärzte der Welt e.V. / Médecins du Monde Germany</p>



<p>#LeaveNoOneBehind</p>



<p>Europasilo</p>



<p>Associazione Don Vincenzo Matrangolo E.T.S.&nbsp;</p>



<p>MoCi A.p.s.&nbsp;</p>



<p>Recosol (Rete delle comunità solidali)&nbsp;</p>



<p>Boza Fii ( Benn Kaddu – Benn Yoon )</p>



<p>Europe Must Act</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/09/07/allarme-urgente-aumentano-le-morti-in-mare-bloccate-le-navi-delle-ong-gli-stati-membri-dellunione-europea-devono-interrompere-immediatamente-lostacolo-agli-sforzi-di-rice/">Allarme urgente: aumentano le morti in mare, bloccate le navi delle ONG – Gli Stati Membri dell’Unione Europea devono interrompere immediatamente l’ostacolo agli sforzi di ricerca e soccorso della flotta civile nel Mediterraneo centrale</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/09/07/allarme-urgente-aumentano-le-morti-in-mare-bloccate-le-navi-delle-ong-gli-stati-membri-dellunione-europea-devono-interrompere-immediatamente-lostacolo-agli-sforzi-di-rice/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Restoring family links</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/06/28/restoring-family-links-2/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/06/28/restoring-family-links-2/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2022 09:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[corridoiumanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Crocerossa]]></category>
		<category><![CDATA[curda]]></category>
		<category><![CDATA[curdi]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Guinea]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Iraq]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[nave]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[persone]]></category>
		<category><![CDATA[Restoringfamilylink]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[riconoscimento]]></category>
		<category><![CDATA[societàcivile]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16437</guid>

					<description><![CDATA[<p>Chiediamo una vostra collaborazione per una ricerca delle seguenti persone:, nell&#8217;ambito del progetto Restoring Family Links che chiede supporto per le persone migranti scomparse: Sara Ibrahim nata il 28/04/21997 a Sulaymaniyah, Iraq (Origine etnica&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/06/28/restoring-family-links-2/">Restoring family links</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/res.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="730" height="487" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/res.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16438" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/res.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 730w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/res-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 730px) 100vw, 730px" /></a></figure>



<p>Chiediamo una vostra collaborazione per una ricerca delle seguenti persone:, nell&#8217;ambito del progetto Restoring Family Links che chiede supporto per le persone migranti scomparse:</p>



<p><strong>Sara Ibrahim nata il 28/04/21997 a Sulaymaniyah, Iraq (Origine etnica Kurda)</strong> il cui ultimo contatto è avvenuto il 19/09/2018 nel tentativo di attraversare l&#8217;Egeo e raggiungere l&#8217;Italia con il compagno. </p>



<p><strong>Hemn Hamza Abdullah</strong> di cui si sono perse le tracce il 13.04.2018 durante il viaggio di fuga dall&#8217;Iraq.</p>



<p><strong>Signor Omar KONATE nato il 01/01/1988 a Kankan, Guinea</strong></p>



<p><strong>Signora Manké CONDE nata il 01/01/2005, Guinea<br></strong>Nel 2016 hanno lasciato la Guinea e sono arrivati in Libia nell&#8217;aprile 2019. Una settimana dopo il loro arrivo, si sono si sono separati. Il 17 o 18 aprile la persona che li ricerca e che viaggiava con loro è partita con una nave per l&#8217;Italia. Da quel giorno non ha più avuto notizie dei ricercati.</p>



<p><strong>Clabs Masehe nato il 2/4/92, Pakistan</strong><br>il suo ultimo contatto è avvenuto il 21/011/2017 nel tentativo di lasciare la Turchia e raggiungere l&#8217;Italia.</p>



<p>Purtroppo non disponiamo di fotografie per il riconoscimento. </p>



<p>Progetto della Croce Rossa Internazionale. </p>



<p>Per informazioni e segnalazioni: <a href="https://www.icrc.org/en/what-we-do/restoring-family-links?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.icrc.org/en/what-we-do/restoring-family-links?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/06/28/restoring-family-links-2/">Restoring family links</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/06/28/restoring-family-links-2/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guerra Russia-Ucraina: l&#8217;appello delle Ong italiane</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/03/07/guerra-russia-ucraina-lappello-delle-ong-italiane/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/03/07/guerra-russia-ucraina-lappello-delle-ong-italiane/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2022 13:35:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#informazione]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[confine]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[corridoiumanitari]]></category>
		<category><![CDATA[crisiumanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[diplomazia]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Link2007]]></category>
		<category><![CDATA[militare]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[organizzazion]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[sfollamento]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16162</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le Organizzazioni non governative che compongono la rete LINK2007, riaffermano con un comunicato congiunto la necessità di mettere in atto ogni sforzo per il ritorno al dialogo politico necessario per risolvere la crisi in Ucraina. Il comunicato di LINK2007 Di fronte&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/03/07/guerra-russia-ucraina-lappello-delle-ong-italiane/">Guerra Russia-Ucraina: l&#8217;appello delle Ong italiane</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bandiera-ucraina-aspect-ratio-720-687.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1007" height="960" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bandiera-ucraina-aspect-ratio-720-687.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16163" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bandiera-ucraina-aspect-ratio-720-687.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1007w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bandiera-ucraina-aspect-ratio-720-687-300x286.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/bandiera-ucraina-aspect-ratio-720-687-768x732.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1007px) 100vw, 1007px" /></a></figure>



<p>Le <strong>Organizzazioni non governative</strong> che compongono la rete <em><a href="http://www.link2007.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">LINK2007</a></em>, riaffermano con un comunicato congiunto la necessità di <strong>mettere in atto ogni sforzo</strong> per il <strong>ritorno al dialogo politico</strong> necessario per risolvere la crisi in Ucraina.</p>



<h3>Il comunicato di LINK2007</h3>



<p>Di fronte alla decisione di puntare tutto sulle alleanze militari e sulla minaccia dell’uso delle armi lasciando all’azione diplomatica e politica un ruolo marginale e tardivo, fino all’indebita occupazione armata di territori appartenenti ad uno stato indipendente, la rete di Ong&nbsp;<strong>LINK 2007 riafferma la necessità di mettere in atto ogni sforzo per il ritorno al dialogo politico</strong>, anche di fronte ad una realtà che sembra renderlo ormai impossibile.</p>



<p>La guerra colpisce soprattutto le popolazioni ed in particolare le persone più deboli, con distruzioni, morti, ferite, sopraffazioni, sfollamenti, alimentando al contempo odi e rancori che rimangono a lungo indelebili.</p>



<p>L’abbiamo visto e vissuto direttamente in questi ultimi decenni in tante aree di conflitto armato e di guerra dove milioni di persone sono stati colpite e dove nulla è stato risolto, abbandonando intere popolazioni al loro triste destino.</p>



<p><strong>Le Ong di LINK 2007 e tante altre Ong sono state e continuano ad essere al loro fianco</strong>, portando continuamente quel messaggio di pace che è stato loro negato.</p>



<p>La guerra, possiamo affermarlo con la certezza di quanto abbiamo vissuto, non risolve mai nulla.</p>



<p>È stata impressionante la cecità dei decisori politici che, pur sapendolo, vi hanno ricorso negli anni passati, come foglia di fico che nascondeva in realtà l’incapacità di affrontare i problemi con il dialogo e la costante e tenace azione diplomatica, nella comprensione reciproca delle ragioni altrui.</p>



<p>Da tempo&nbsp;<strong>Ong di LINK sono operative in Ucraina e continueranno la loro azione di presenza solidale e umanitaria anche in questo difficile contesto</strong>, a fianco di organizzazioni della società civile e delle popolazioni più bisognose.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/03/07/guerra-russia-ucraina-lappello-delle-ong-italiane/">Guerra Russia-Ucraina: l&#8217;appello delle Ong italiane</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/03/07/guerra-russia-ucraina-lappello-delle-ong-italiane/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ucraina, Stilli (Ong italiane): “Governo arma Kiev e ci taglia i fondi”</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/03/05/ucraina-stilli-ong-italiane-governo-arma-kiev-e-ci-taglia-i-fondi/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/03/05/ucraina-stilli-ong-italiane-governo-arma-kiev-e-ci-taglia-i-fondi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2022 09:03:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[accordo]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[corridoiumanitari]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[fondi]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[negoziati]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni]]></category>
		<category><![CDATA[SilviaStilli]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16159</guid>

					<description><![CDATA[<p>(da dire.it) di Alessandra Fabbretti La portavoce: &#8220;Fondi a Zelensky sottratti alle risorse del fondo per l&#8217;Aiuto pubblico allo sviluppo&#8221;Condividi su facebook&#160;Condividi su twitter&#160;Condividi su whatsapp&#160;Condividi su email&#160;Condividi su print ROMA – “Un governo&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/03/05/ucraina-stilli-ong-italiane-governo-arma-kiev-e-ci-taglia-i-fondi/">Ucraina, Stilli (Ong italiane): “Governo arma Kiev e ci taglia i fondi”</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1></h1>



<p>(da dire.it)</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.dire.it/wp-content/uploads/2022/03/202203020300871022601-e1646248450767.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="carro_armato_ucraina_leopoli"/></figure>



<p>di Alessandra Fabbretti </p>



<p></p>



<p>La portavoce: &#8220;Fondi a Zelensky sottratti alle risorse del fondo per l&#8217;Aiuto pubblico allo sviluppo&#8221;Condividi su facebook&nbsp;Condividi su twitter&nbsp;Condividi su whatsapp&nbsp;Condividi su email&nbsp;Condividi su print</p>



<p>ROMA – “Un governo che deve affrontare una guerra può occuparsi anche di fare&nbsp;<strong>assistenza umanitaria</strong>&nbsp;per la popolazione? No, e infatti in Ucraina&nbsp;<strong>le persone in questi giorni vengono aiutate dalle ong locali e internazionali,</strong>&nbsp;tra cui tante italiane che operano anche in Polonia o Moldavia. Nonostante ciò,&nbsp;<strong>il nostro governo ha stanziato 110 milioni di euro in aiuti umanitari da destinare non a loro, che sono presenti sul terreno, bensì all’esecutivo di Kiev</strong>&nbsp;che in questo momento non si capisce neanche dove sia e quanto margine di manovra abbia”.&nbsp;<strong>Silvia Stilli</strong>&nbsp;è la portavoce dell’<strong>Associazione delle ong italiane (Aoi)</strong>&nbsp;e per l’agenzia Dire commenta l’annuncio del governo italiano sullo<a href="https://www.dire.it/03-03-2022/712531-ucraina-con-leuropean-peace-facility-cresce-il-supporto-militare-europeo/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;stanziamento di 110 milioni di euro in “budget support” per l’Ucraina.</a>&nbsp;Per la responsabile, tale decisione presenta vari aspetti critici: “Primo, si tratta di<strong>&nbsp;denaro dato direttamente per le esigenze del governo ucraino, non vincolato a specifiche emergenze.&nbsp;</strong>Inoltre è stato preso dal fondo per<strong>&nbsp;l’Aiuto pubblico allo sviluppo</strong>“, in pratica il denaro che l’Italia accorda al ministero degli Esteri per finanziare gli interventi di cooperazione delle ong nei Paesi terzi.</p>



<p><strong>LEGGI ANCHE:&nbsp;<a href="https://www.dire.it/04-03-2022/712959-ucraina-loppositore-russo-di-putin-gozman-quanti-errori-usa-sulla-sicurezza-europea/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ucraina, l’oppositore russo Gozman: “Quanti errori Usa sulla sicurezza europea”</a></strong></p>



<p>Tale fondo, calcola Stilli, “con le integrazioni della legge di bilancio dovrebbe arrivare a 300 milioni di euro, ma devono essere ancora inseriti e per ora siamo a 240 milioni. È già una cifra contenuta rispetto alla mole di interventi che andrebbero fatti all’estero, e noi, per raggiungerla, ci siamo dovuti battere a lungo. Ora, circa la metà viene decurtata e assegnata a un governo che affronta una guerra, e che sarà quindi libero di impiegarla come meglio crede”.</p>



<p><strong>Riducendo il fondo all’Aiuto pubblico</strong>, avverte Stilli, “<strong>ne risentiranno quelle organizzazioni umanitarie che operano in gravi contesti umanitari e di crisi come l’Etiopia, la Siria, lo Yemen oppure il Mali o il Nige</strong>r”, ossia i Paesi da cui parte la maggior parte dei profughi che bussano alle porte dell’Europa. Secondo, dice la portavoce, “il governo italiano ha preso questa decisione senza neanche consultare noi che rappresentantiamo il terzo settore”. Stilli avverte: “Il Terzo settore parteciperà a un incontro con Andrea Orlando al ministero per il Lavoro e le politiche sociali solo oggi pomeriggio”.</p>



<p>Terzo, ma non meno importante, i<strong>l tema delle armi all’Ucraina.</strong>&nbsp;“<strong>Se da un lato si negano fondi alle ong presenti in Ucraina dall’altro si aumentano gli armamenti al Paese</strong>” lamenta Stilli. “Naturalmente riconosciamo il diritto inalienabile di un popolo di difendersi. Ma bisogna allora dire con chiarezza che l’Italia ha deciso di prendere le distanze dalla sua Costituzione – che all’articolo 11 ripudia la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti – e dal ruolo delle Nazioni Unite”.</p>



<p>La portavoce inquadra il sostegno militare italiano nella più ampia decisione dell’Ue di attivare per la prima volta l’<a href="https://www.dire.it/03-03-2022/712531-ucraina-con-leuropean-peace-facility-cresce-il-supporto-militare-europeo/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">European Peace Facility (Epf)</a>&nbsp;per fornire all’esercito ucraino armi ed equipaggiamenti. L’Epf è dotato di un fondo di 5,7 miliardi e in questi giorni la Commissione ha proposto agli Stati Ue di mobilitare 500 milioni per Kiev, pari a un decimo del budget complessivo.</p>



<p>LEGGI ANCHE:&nbsp;<a href="https://www.dire.it/03-03-2022/712531-ucraina-con-leuropean-peace-facility-cresce-il-supporto-militare-europeo/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Con l’European Peace Facility cresce il supporto militare Ue all’Ucraina</a></p>



<p>“<strong>L’Italia si è lasciata trascinare da una Ue debole e schizofrenica che tenta di assumere un ruolo a livello internazionale,</strong>&nbsp;commettendo un doppio errore strategico:<strong>&nbsp;agisce senza l’appoggio della Nato</strong>, che stimola ma non interviene, e<strong>&nbsp;decide senza consultare le Nazioni Unite.</strong>&nbsp;La&nbsp;<a href="https://www.dire.it/02-03-2022/712432-ucraina-lassemblea-generale-onu-condanna-laggressione-della-russia/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">risoluzione di condanna dell’operazione russa</a>&nbsp;in Ucraina attraverso l’Assemblea generale dell’Onu è arrivata dopo”. Anche sul piano delle sanzioni, “sono arrivate in modo tentennante e poi, come stiamo continuando a vedere, non stanno fermando l’offensiva di Mosca”.</p>



<p><strong>Per Stilli, la soluzione per l’Ucraina resta la diplomazia</strong>. “Bisogna recuperare il ruolo delle Nazioni Unite sul piano dei negoziati” dice. “Senza, si perdono spazi di manovra e a rimetterci è la popolazione, come abbiamo visto ieri:<a href="https://www.dire.it/03-03-2022/712480-ucraina-slittati-a-oggi-i-colloqui-con-mosca-corte-penale-internazionale-apre-inchiesta-su-crimini-di-guerra/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;la Russia ha annunciato in modo unilaterale i corridoi umanitari</a>. Ora dobbiamo impegnarci per ottenere da Mosca che almeno le agenzie Onu possano monitorare i corridoi ed essere pienamente operative sul territorio assieme alle ong già presenti”.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/03/05/ucraina-stilli-ong-italiane-governo-arma-kiev-e-ci-taglia-i-fondi/">Ucraina, Stilli (Ong italiane): “Governo arma Kiev e ci taglia i fondi”</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/03/05/ucraina-stilli-ong-italiane-governo-arma-kiev-e-ci-taglia-i-fondi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rapporto giornaliero dell&#8217;OSCE. Missione speciale Ucraina</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/02/26/rapporto-giornaliero-dellosce-missione-speciale-ucraina/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/02/26/rapporto-giornaliero-dellosce-missione-speciale-ucraina/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Feb 2022 12:37:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[corridoiumanitari]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[disarmo]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Europaorientale]]></category>
		<category><![CDATA[evacuazione]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[missionespeciale]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio]]></category>
		<category><![CDATA[nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[OSCE]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[pattuglie]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
		<category><![CDATA[risorese]]></category>
		<category><![CDATA[romania]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16146</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sulla base delle informazioni fornite dai gruppi di monitoraggio alle&#160;17:00 del 24 febbraio 2022&#160;.&#160;Tutti gli orari sono nell&#8217;ora dell&#8217;Europa orientale. Dalla sera del 24 febbraio e per tutto il periodo di riferimento, la Missione&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/02/26/rapporto-giornaliero-dellosce-missione-speciale-ucraina/">Rapporto giornaliero dell&#8217;OSCE. Missione speciale Ucraina</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/512977.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="620" height="336" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/512977.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16147" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/512977.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/512977-300x163.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></a></figure></div>



<p></p>



<p>Sulla base delle informazioni fornite dai gruppi di monitoraggio alle&nbsp;17:00 del 24 febbraio 2022&nbsp;.&nbsp;Tutti gli orari sono nell&#8217;ora dell&#8217;Europa orientale.</p>



<ul><li>Dalla sera del 24 febbraio e per tutto il periodo di riferimento, la Missione ha sentito esplosioni multiple, compreso il fuoco di un sistema di lancio multiplo di razzi, vicino a Shchastia e nelle vicinanze delle città di Kherson, Donetsk, Kharkiv e Kiev.</li><li>La Missione ha ascoltato aerei che sorvolavano le città di Ivano-Frankivsk e Kiev.&nbsp;Ha sentito due elicotteri sorvolare la città di Donetsk.</li><li>La SMM ha osservato lunghe code ai valichi di frontiera con Ungheria, Polonia e Romania.</li><li>La Missione ha avviato le attività di evacuazione a seguito della decisione di evacuare tutti i membri della Missione Internazionale (IMM) presa il 24 febbraio.</li></ul>



<p><a href="https://www.osce.org/files/2022-02-25%20Daily%20Report_ENG.pdf?itok=36745&utm_source=rss&utm_medium=rss">Scarica il rapporto completo (PDF)</a></p>



<p>La Missione speciale di monitoraggio dell&#8217;OSCE in Ucraina (SMM) è stata dispiegata il 21 marzo 2014, a seguito di una richiesta all&#8217;OSCE da parte del governo ucraino e di una decisione consensuale di tutti i 57 Stati partecipanti all&#8217;OSCE. La SMM è una missione civile disarmata, presente sul campo 24 ore su 24, 7 giorni su 7 in tutte le regioni dell&#8217;Ucraina. I suoi compiti principali sono osservare e riferire in modo imparziale e obiettivo sulla situazione in Ucraina; e per facilitare il dialogo tra tutte le parti coinvolte nella crisi.</p>



<p>Con dozzine di pattuglie OSCE SMM che escono ogni giorno in tutta l&#8217;Ucraina, molte in aree ad alto rischio a est, On Patrol offre una visione straordinaria non solo del lavoro della più grande missione OSCE sul terreno, ma anche degli uomini e delle donne che servire essa e la più ampia causa della pace, ma anche in alcune delle persone e delle questioni che definiscono l&#8217;Ucraina e la crisi che sta attraversando. </p>



<p>Le leader di comunità e le funzionarie di monitoraggio dell&#8217;OSCE SMM costruiscono ponti tra le persone, servendo la causa di una pace sostenibile in modi spesso invisibili ma concreti e significativi. Leggi le loro storie di resilienza e speranza.  <a href="https://www.osce.org/stories/women-on-the-contact-line?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.osce.org/stories/women-on-the-contact-line?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/02/26/rapporto-giornaliero-dellosce-missione-speciale-ucraina/">Rapporto giornaliero dell&#8217;OSCE. Missione speciale Ucraina</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/02/26/rapporto-giornaliero-dellosce-missione-speciale-ucraina/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Appello #SalviamogliAfghanidaitalebani</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/09/15/appello-salviamogliafghanidaitalebani/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/09/15/appello-salviamogliafghanidaitalebani/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 08:08:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[comunitàinternazionale]]></category>
		<category><![CDATA[corridoiumanitari]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Oms]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[talebani]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15619</guid>

					<description><![CDATA[<p>Anche Associazione Per i Diritti umani sottoscrive l&#8217;appello e lo divulga &#8220;E&#8217; una fase tragica quella che sta avvenendo nel mondo , con una crisi sanitaria mondiale ed umanitaria in numerosi Paesi, ora aggravata&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/09/15/appello-salviamogliafghanidaitalebani/">Appello #SalviamogliAfghanidaitalebani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Anche <strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>sottoscrive l&#8217;appello e lo divulga</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="640" height="360" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/Afghanistan-gennaro-migliore-italia-viva-foto-Ansa-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15620" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/Afghanistan-gennaro-migliore-italia-viva-foto-Ansa-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/Afghanistan-gennaro-migliore-italia-viva-foto-Ansa-2-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p><em><br></em>&#8220;E&#8217; una fase tragica quella che sta avvenendo nel mondo , con una crisi sanitaria mondiale ed umanitaria in numerosi Paesi, ora aggravata in questi giorni dalla questione Afghanistan, dove la civiltà ha subito la #SconfittadelSecolo. </p>



<p>Riteniamo che non si possa lasciare solo il popolo afgano, soprattutto le donne e i bambini, nonché i professionisti della sanità, minacciati dai talebani ogni giorno. È necessario proseguire nei corridoi sanitari e coinvolgere tutti i Paesi confinanti con l&#8217;Afghanistan a lavorare con i Paesi europei alla tutela della popolazione afgana, colpita ora anche dalla pandemia covid -19. Ci risulta infatti che si stiano triplicando i contagi nelle ultime tre settimane (i numeri ufficiali sono sottostimati;  mancano tamponi e lavoratori e medici esperti in pandemia covid-19). Sono aumenti i decessi da covid -19. Mancano medicinali salvavita di base, i parti sono perlopiù a rischio&#8221;. <em><strong>Così dichiara Foad Aodi presidente Amsi e UMEM e membro commissione salute globale della Fnomceo, che lancia un nuovo</strong></em><strong><em> Appello congiunto del 31.08.2021 #SalviamogliAfghanidaitalebani</em></strong>: &#8220;Chiediamo :</p>



<p>-Corridoi sanitari e umanitari</p>



<p>-Medici ,infermieri specialisti in emergenza</p>



<p>-Medici e infermieri per combattere il coronavirus </p>



<p>-Ospedali mobili per assistere i profughi ai confini </p>



<p>-Tutelare i professionisti della sanità e in particolare le donne </p>



<p>-Più tamponi e vaccini per intensificare la prevenzione sia in Afghanistan che nei campi per i rifugiati</p>



<p>-Una cabina di regia sanitaria con OMS , Europa, Paesi confinanti e con esperti di salute globale </p>



<p>-Sostegno da parte degli albi professionali e sindacati sanitari per sostenere i rifugiati che arrivano in Europa</p>



<p> -#VittoriadelSecolo nella solidarietà, accoglienza e rispetto dei diritti umani</p>



<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/09/15/appello-salviamogliafghanidaitalebani/">Appello #SalviamogliAfghanidaitalebani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/09/15/appello-salviamogliafghanidaitalebani/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Salvate Zafira Ghafari</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/08/24/salvate-zafira-ghafari/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/08/24/salvate-zafira-ghafari/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2021 07:23:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[#ZafiraGhafari]]></category>
		<category><![CDATA[aereoporti]]></category>
		<category><![CDATA[Afghane]]></category>
		<category><![CDATA[afghani]]></category>
		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunitainternazionale]]></category>
		<category><![CDATA[corridoiumanitari]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[FoadAodi]]></category>
		<category><![CDATA[fuga]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[talebani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15592</guid>

					<description><![CDATA[<p>*Appello congiunto al Governo Italiano,Foad Aodi e Antonella Miriello Salvate Zafira Ghafari* Anche Associazione Per i Diritti umani sostiene e divulga l&#8217;appello. Zafira Ghafari, nessuna notizia dalla sindaca donna più giovane dell’Afghanistan.Pesa già come&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/08/24/salvate-zafira-ghafari/">Salvate Zafira Ghafari</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>*Appello congiunto al Governo Italiano,Foad Aodi e Antonella Miriello Salvate Zafira Ghafari*</p>



<p>Anche <strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>sostiene e divulga l&#8217;appello.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="219" height="230" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/Zafira.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15593"/></figure></div>



<p><br>Zafira Ghafari, nessuna notizia dalla sindaca donna più giovane dell’Afghanistan.<br>Pesa già come un macigno il silenzio di Zafira Ghafari, la sindaca di 28 anni, la più giovane dell’Afghanistan che aveva affidato le sue paure al sito britannico iNews:<br>“Sono qui seduta ad aspettare con mio marito e con la mia famiglia che vengano a prendermi (i taleban, ndr). Non c’è nessuno che possa aiutarci. E verranno, per persone come me, e mi uccideranno. Non posso lasciare la mia famiglia. E comunque, dove andrei?” Un ultimo contatto Whatsapp nella serata di domenica e poi silenzio.<br>Zafira, già sfuggita a tre attentati, donna, istruita, fedele al Presidente Ghani teme di essere un bersaglio eppure “non ho più paura di morire”.&#8221; Con European Women For Human Rights e il Dipartimento #DonneUnite, che ha lanciato l’appello per le #DonneAfghane; lanciamo un nuovo  grido d&#8217;allarme al Governo Italiano chiedendo di salvare Zafira Ghafari, un simbolo del coraggio e della solidarietà delle donne afghane. Occorre muoversi immediatamente, è già troppo tardi”.<br>Foad Aodi presidente Amsi (Associazione medici di origine straniera in Italia) e Co-mai(Comunità del mondo arabo in Italia) e membro registro esperti della Fnomceo, ricorda che  gli afghani sono costretti a nascondersi nelle case e nelle montagne e segnala che   molti stanno affollando l&#8217;aeroporto, seguendo  le notizie trasmesse su Facebook, che indicano di andare verso  gli aerei americani e canadesi pronti a salvarli: &#8220;Aprite realmente un canale umanitario, altrimenti cadranno tutti in mano dei talebani! Cercate Zafira, fermate questo orrore!”.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/08/24/salvate-zafira-ghafari/">Salvate Zafira Ghafari</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/08/24/salvate-zafira-ghafari/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un appello di donne afghane di diverse nazionalità</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/08/23/un-appello-di-donne-afghane-di-diverse-nazionalita/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/08/23/un-appello-di-donne-afghane-di-diverse-nazionalita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Aug 2021 06:59:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Afghane]]></category>
		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[corridoiumanitari]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[etnia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[hazara]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[talebani]]></category>
		<category><![CDATA[Trentino]]></category>
		<category><![CDATA[violazioni]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15589</guid>

					<description><![CDATA[<p>Afghanistan: &#8220;Non abbandonateci!&#8221; &#8220;Non abbandonateci!&#8221;: un appello che risuona dai tempi del primo sanguinoso dominio talebano di 20 anni fa. Un appello che è stato ascoltato in Alto Adige. Le donne della SVP hanno&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/08/23/un-appello-di-donne-afghane-di-diverse-nazionalita/">Un appello di donne afghane di diverse nazionalità</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="660" height="368" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/donne-afghane.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15590" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/donne-afghane.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 660w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/donne-afghane-300x167.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></figure>



<p></p>



<p>Afghanistan: &#8220;Non abbandonateci!&#8221;<br></p>



<p>&#8220;Non abbandonateci!&#8221;: un appello che risuona dai tempi del primo sanguinoso dominio talebano di 20 anni fa. Un appello che è stato ascoltato in Alto Adige. Le donne della SVP hanno raccolto donazioni per l&#8217;ONG Shuhada guidata dall&#8217;attivista per i diritti delle donne Sima Samar. A quel tempo, Margit Bergmann, un&#8217;insegnante di Bolzano, era impegnata con l&#8217;organizzazione svizzera Omid di Evelina Colavita per raccogliere fondi per scuole. In questo modo sono state finanziate scuole per ragazze afghane in esilio in Pakistan. Un aiuto, ormai spesso citato, ma fatto davvero sul terreno.</p>



<p>A venti anni di distanza, in seguito alla liberazione dell&#8217;Afghanistan dai Talebani, gli islamisti sono tornati. Gli aiuti di allora e i 20 anni di ricostruzione sono stati vani. Questo rende ancora più utile e umano l&#8217;aiuto delle due province autonome dell&#8217;Alto Adige e del Trentino. I Verdi fanno bene a esprimersi a favore dell&#8217;accoglienza di ragazze e donne. Sono tra le prime vittime della nuova-vecchia dittatura talebana.</p>



<p>Nel 1999, prima della caduta dei Talebani, Hanifa Nawed aveva informato il pubblico europeo sulle violazioni dei diritti umani del regime di terrore dei Talebani su invito dell&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati. All&#8217;epoca, nell&#8217;Afghanistan controllato dai Talebani era in vigore una radicale apartheid di genere: le donne potevano uscire di casa solo se accompagnate da un parente maschio. Erano costrette a indossare il tipico burqa afghano su tutto il corpo. Se le loro caviglie<br>erano visibili, venivano punite. Non erano autorizzate a svolgere alcuna professione. Le ragazze non potevano andare a scuola, non potevano completare alcuna formazione. Anche l&#8217;assistenza medica per le donne è stata fortemente limitata dai Talebani.</p>



<p>Soprattutto nei centri urbani, il burqa è diventato uno strumento dei talebani per umiliare le donne istruite e in parte già emancipate. Il burqa è diventato un simbolo visibile della sottomissione e della disparità di trattamento delle donne. La violenza contro le donne, gli abusi, gli stupri, erano all&#8217;ordine del giorno. Hanifa Nawed aveva accusato di saccenteria gli europei che avevano dichiarato l&#8217;Islam radicale come parte dell&#8217;identità culturale dell&#8217;Afghanistan.</p>



<p>L&#8217;esperto di Afghanistan Michael Pohly aveva descritto i Talebani, sponsorizzati dal Pakistan e un tempo dagli USA, come islamofascisti. I Talebani, la maggior parte dei quali appartengono al gruppo etnico di maggioranza pashtun, combattono non solo le donne ma anche le altre nazionalità come gli Hazara o i Tagiki. Ancora uno sguardo indietro:<br>&#8220;Nell&#8217;ottobre 1998, i Talebani decretarono che tutti i non musulmani in Afghanistan dovevano indossare un pezzo di stoffa gialla come segno distintivo. Particolarmente colpite da questo regolamento discriminatorio sono le circa 50 famiglie indù che vivono ancora principalmente a Kandahar nel sud dell&#8217;Afghanistan, la roccaforte dei Talebani, parlano correntemente il pashto e hanno passaporti afghani.<br>Alla vigilia dell&#8217;invasione sovietica, si stima che in Afghanistan vivessero ancora 20.000 Indù e 15.000 Sikh, i cui antenati si erano stabiliti lì nel XVII secolo&#8221;, scriveva Andreas Selmeci sulla rivista dell&#8217;APM &#8220;pogrom&#8221; nel 1999.</p>



<p>In una conferenza stampa, i Talebani hanno annunciato che avrebbero rispettato le donne. Ma strettamente all&#8217;interno delle linee guida dell&#8217;Islam. Non è una buona prospettiva per le ragazze e le donne. Ecco perché sosteniamo la mozione dei Verdi per non abbandonare le donne in Afghanistan. L&#8217;Alto Adige e il Trentino dovrebbero avere il coraggio di<br>accogliere ragazze e donne afghane e offrire loro una nuova casa.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/08/23/un-appello-di-donne-afghane-di-diverse-nazionalita/">Un appello di donne afghane di diverse nazionalità</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/08/23/un-appello-di-donne-afghane-di-diverse-nazionalita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>E che ne sai tu di un migrante?</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/09/e-che-ne-sai-tu-di-un-migrante/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/09/e-che-ne-sai-tu-di-un-migrante/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2020 09:29:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[circolazione]]></category>
		<category><![CDATA[confini]]></category>
		<category><![CDATA[corridoiumanitari]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[espulsioni]]></category>
		<category><![CDATA[frontiere]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[irregolari]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizi]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14880</guid>

					<description><![CDATA[<p>O forse sì… di Jorida Dervishi Un migrante è prima di tutto una persona nomade, vive quello che gli altri non conoscono, la parte che si incontra di nuovo, quella sconosciuta, vive la diversità.&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/12/09/e-che-ne-sai-tu-di-un-migrante/">E che ne sai tu di un migrante?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2></h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/IMG-20181113-WA0003.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14881" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/IMG-20181113-WA0003.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/IMG-20181113-WA0003-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/IMG-20181113-WA0003-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>O forse sì…</p>



<p>di Jorida Dervishi</p>



<p>Un migrante è prima di tutto una persona nomade, vive quello che gli altri non conoscono, la parte che si incontra di nuovo, quella sconosciuta, vive la diversità. Ci saranno momenti faticosi ma&nbsp;<strong>chi è nomade vede il mondo in&nbsp;un continuo cambiamento, non si nasconde dietro le sicurezze,</strong>&nbsp;lui cerca di condividere i suoi pezzi di viaggio con i suoi compagni spendendo anni e chilometri.</p>



<p>Per molte persone oggi l’unico modo per trovare la salvezza è fuggire dalle proprie terre attraversando la frontiera definita da un muro. Anche se dentro di sé loro portano solo il cielo stellato come un confine, e&nbsp;<strong>la diversità come il loro territorio</strong>. Chi è nomade ascolta, guarda, prende nota, disegna il destino che il mare ha racchiuso in sé e che dopo forse porterà il suo racconto o la sua tragedia; come fosse un portavoce o un testimone chiave di questa realtà vissuta. Ma il viaggio continua perché i migranti scappano dalle guerre, affrontano sbarramenti del mare, del deserto, quelli degli uomini, hanno rischiato di morire, hanno visto morire, ma il viaggio continua…</p>



<p>Sono i desideri, le speranze, i ricordi, che diventano un timbro dell’umanità, del destino, della propria identità, della dignità. In quel momento, lui (un migrante o un’altra persona) capirà che la&nbsp;<strong>STORIA UMANA è fatta da tante storie,&nbsp;</strong>piccoli pezzi raccolti lungo il viaggio, le piccole storie di molte persone come lui che hanno lottato per vincere, sono stati sbattuti a terra per rialzarsi.</p>



<p>Beh, certo, l’apertura dei confini avrebbe potuto far sì che tutte le persone potessero muoversi liberamente, stessa cosa anche per le merci, tranne però quella merce che ha un aspetto diverso dalle altre. Sapevamo che l’Europa è il posto dei soldi, della grana, della speranza. Non sapevamo fosse anche il territorio dove EXPO è una montagna così alta che non fa passare persone come noi. Troppo cara per le nostre possibilità, troppo alta e luccicante per i vostri gusti. Sapevamo che l’Europa sarebbe stata una strada difficile da percorrere, ma tutte queste tonnellate di pregiudizi, d’umiliazione sono troppe anche per noi. Sapevamo che l’Europa e le sue istituzioni si basano sul mercato libero ma non potevamo immaginare la servitù della gleba. Senza nemmeno la testa alta. Sapevamo che lo slogan recita: “<strong>Tutti liberi, nutrire il pianeta con dignità&nbsp;</strong>“, ma i nostri ettari mi sa che fanno parte di un altro pianeta.</p>



<p>Ancora una volta Europa ci stupisce. E, naturalmente, non per qualcosa di bello. Certo, da un lato siamo affascinati da questo sviluppo europeo, per le attività culturali, per l’ urbanizzazione delle città, per i resort lussuosi, e noi dove ci sediamo? Chi non possiede un passaporto potente se ne stia fuori per favore, facile no? E se il proprietario di questo passaporto possedesse delle idee, dei pensieri, è dei sentimenti? Invece chi&nbsp;<strong>non ha nessun documento viene chiamato clandestino</strong>. Per voi quelli che sbarcano e rubano i lavori precari, invece per me essi sono persone ,&nbsp;<strong>essere umani&nbsp;</strong>che il destino ha portato a navigare dentro nella freddezza di una notte sotto la luna di un amaro mare. Loro “<strong>il clan” dei loro famigliari</strong>, perché il loro futuro ė legato alle storie precedenti dei loro parenti, loro saranno i testimoni di quelle storie in un altro futuro. Sicuramente loro,<strong>&nbsp;i clandestini hanno anche un nome,</strong>&nbsp;qualcuno si chiama Mohamed, qualcun altro Rabin, Zenad, Moharem, Abdellah, si, decisamente avranno anche dei figli, mariti e moglie.</p>



<p>L’allarme per l’immigrazione clandestina coinvolge quasi tutti i Paesi dell’Unione; e ciascuno risponde a proprio modo, in base alle proprie leggi nazionali. Per comprendere le dimensioni del fenomeno e valutarne le conseguenze è opportuno&nbsp;<strong>considerarlo nella sua globalità.</strong>&nbsp;Bisogna ricordare che oltre ai clandestini vi sono almeno<strong>&nbsp;tre tipi di immigrazione controllata all’interno dell’UE:</strong>&nbsp;quello dei lavoratori stranieri con regolare permesso di soggiorno; quello di coloro che chiedono l’ammissione per il “ricongiungimento familiare”; e quello dei rifugiati che chiedono asilo politico. Secondo le stime delle principali organizzazioni internazionali, attualmente nel mondo vi sono almeno 140 milioni di individui che hanno abbandonato la loro patria per un altro Paese. Un quinto di loro si trova in Europa, un quarto ha scelto l’America. Il fenomeno migratorio è diretto soprattutto verso il mondo industrializzato, mentre la base di partenza è costituita in modo precipuo dai Paesi in via di sviluppo. Il primo Paese europeo per numero d’immigrati è la Germania con circa 12 milioni; l’Italia è quarta con circa 6.1 milioni presenze. Per quanto riguarda la nazionalità degli immigrati si può osservare che i turchi sono oltre 2 milioni e mezzo; il 70% di loro approda in Germania; dalle repubbliche della ex Jugoslavia sono arrivati circa un milione e 800 mila individui, in gran parte rifugiati di guerra, la Germania ne ha accolti 350 mila; i marocchini sono un milione e 100 mila, gli algerini circa 560 mila e i polacchi 410 mila. Per quanto riguarda l’Italia solo uno su tre emigranti proviene da un Paese Comunitario; la stragrande maggioranza arriva dai Paesi dell’Est e da quelli balcanici. Gli africani sforano il 30%; in testa ci sono i marocchini, seguiti dai tunisini, dai senegalesi, dagli egiziani, dai somali e dagli etiopici. La presenza straniera in Italia è assai variegata e frazionata, è un intreccio di culture, di religioni e costumi diversi. Per tutte le nazioni ospitanti si pongono enormi problemi di convivenza e di inserimento degli stranieri nei rispettivi tessuti locali.&nbsp;<strong>L’accoglimento delle masse dei profughi viene sottoposto a valutazioni di opportunità politica e di solidarietà internazionale, l’immigrazione regolare risponde a criteri prevalentemente economici.&nbsp;</strong>Essa non viene scoraggiata, ma in molti casi è favorita dai Paesi dell’Unione poiché è assorbita dal mercato del lavoro, senza contare che spesso gli stranieri extracomunitari suppliscono ad una carenza di manodopera in attività particolarmente faticose e poco remunerative.</p>



<p>Allora mi chiedo… Come possiamo definire quest’Europa d’oggi? Un’Europa di cui tutti parlano, sperano, pianificano, discutono… Un’Europa di cui si è ferocemente cimentato ogni centimetro quadro di territorio che prova a lenire i sensi di colpa con un’opera simbolica e affascinante, ma in fin dei conti abbastanza vuota.</p>



<p><strong>Ogni vita è una vita</strong>.</p>



<p>Io capisco la rabbia ma non capisco perché&nbsp;<strong>la paura debba venire usata per fare propaganda</strong>&nbsp;elettorale. Per ora l’Europa è Solo&nbsp;<strong>un unità</strong>&nbsp;dei stati membri&nbsp;<strong>ma senza un’idea chiara</strong>&nbsp;dove vuole arrivare. Invece noi , i migranti vogliamo essere semplicemente liberi di scegliere, e questo che vi fa paura?</p>



<p>Noi che abbiamo avuto il coraggio di vivere, affrontare, lottare contro le burocrazie, scrivere storie… Forse non siamo ancora riusciti a combattere le politiche o una mentalità che alcune volte non riesce ad andare oltre&nbsp;<strong>le mura costruite nel tempo</strong>. Come diceva Platone, la realtà è stata sempre letta attraverso le immagini ; e da Platone in poi, i filosofi hanno cercato di ridurre questa dipendenza dalle immagini indirizzando le menti verso il pensiero astratto.</p>



<p><strong><em>Chi</em></strong>&nbsp;sono i migranti, qual è l’immagine attraverso la quale riusciremo a percepire la loro esistenza?</p>



<p><strong>Complessi di legami</strong>&nbsp;interpersonali che collegano migranti, migranti precedenti e non migranti, nelle aree di origine attraverso i vincoli di sangue, amicizia, opinioni simili, l’origine in comune, il paese di provenienza. (MASSEY)</p>



<ol><li>Migranti come vittime: migrazioni come espulsioni, migranti come rifugiati de facto.</li><li>Migranti come strumenti: spostamenti funzionali alla ricerca di un lavoro.</li><li>Migranti come soggetti: migranti che hanno scelto di lasciare il proprio paese basandosi su una decisione ben ragionata.</li></ol>



<p>Le tre immagini fanno capire quanto sia&nbsp;<strong>difficile riscoprire se stessi,</strong>&nbsp;in quanto sei costretto a non avere un posto ben preciso dove vivere, e affrontare la discriminazione, quando senti in giro la frase “<strong>tu non sei di qua, quindi tu non appartieni a questo paese”.</strong></p>



<p>Potresti sentirti disorientato, come se fossi uscito dal nulla, come se tu non facessi parte di niente. Potresti pensare di non avere il diritto di cantare un inno nazionale, di celebrare una festa, o di avere un’opinione su quello che sta succedendo nel paese.&nbsp;<strong>Migrare significa muoversi e che ogni persona, fisicamente o spiritualmente, è migrante.</strong>&nbsp;La cosa più importante è&nbsp;<strong>costruire un’umanità universale</strong>&nbsp;ovunque noi siamo. Penso che i migranti e i rifugiati hanno messo la prima pietra a questa costruzione che oggi possiamo lavorare per la consulenza e l’agevolazione dei processi di integrazione degli umani, che proprio come me e te cercano un mondo migliore.</p>



<p><em>Loro sono l’immagine di questa realtà, avvicinatevi, non abbiate paura!</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/12/09/e-che-ne-sai-tu-di-un-migrante/">E che ne sai tu di un migrante?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/12/09/e-che-ne-sai-tu-di-un-migrante/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
