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	<title>Covid-19 Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Rivolte in Senegal, cosa sta succedendo</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 07:44:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi Siamo qui per supportare Sonko, per uno Stato democratico, per l’uguaglianza e per il rispetto della legge, diciamo no alla violenza. – una giovane manifestante a Dakar &#8211; Guardo le immagini&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>di Veronica Tedeschi</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/158318799_2870029586600153_5630845746423705615_o-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15143" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/158318799_2870029586600153_5630845746423705615_o-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/158318799_2870029586600153_5630845746423705615_o-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/158318799_2870029586600153_5630845746423705615_o-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/158318799_2870029586600153_5630845746423705615_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><em>Siamo qui per supportare Sonko, per uno Stato democratico, per l’uguaglianza e per il rispetto della legge, diciamo no alla violenza. </em>– una giovane manifestante a Dakar &#8211;</p>



<p>Guardo le immagini delle rivolte a Dakar e la prima cosa che noto è l’impressionante numero di donne che, avvolte nelle loro gonne colorate, tiene in mano una specie di noce di cocco che solitamente trova il suo uso principale in cucina. Una rivolta per molti inaspettata, in uno dei Paesi “più democratici” del caldo continente del quale si sente parlare quasi sempre in accezione positiva.</p>



<p>In queste ultime ore in Senegal si stanno riversando in strada centinaia di persone per protestare contro l’incarcerazione di Sonkho, giovane leader dell’opposizione dell’attuale governo capitanato da Macky Sall. Violenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine hanno portato ad almeno 4 morti, decide di feriti e altrettanti arresti. La repressione, a seguito dell’avvicinamento dei manifestanti ai palazzi del potere, è stata molto forte con lancio di lacrimogeni e guerriglie, le principali arterie sono state bloccate e i giovani fermati.</p>



<p>Da dove nasce questa rabbia?</p>



<p>Ousmane Sonkho, ora incarcerato, è stato chiamato in tribunale per rispondere del reato di stupro che si è in breve tempo trasformato in incitamento alla rivolta. A questa proclamazione la situazione per le strade è degenerata, al grido “Libérer Sokho” centinaia di senegalesi hanno iniziato anche a saccheggiare alcuni centri commerciali legati alla Francia (Auchan) in segno di protesta contro l’attuale Governo che, secondo i giovani del Paese, è ancora molto legato alle dinamiche coloniali francesi. Il caso Sonkho, in realtà, è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, già pieno di frustrazione e rabbia, e ha riportato in piazza gli animi di giovani delusi e impoveriti a causa della crisi economica da Covid19.</p>



<p>Sonkho, figura centrale delle rivolte, è considerato un outsider perché non nasce come politico e, soprattutto, perché da subito ha denunciato il potere – ha anche scritto un libro contro il governo Macky Sall &#8211; . Molti giovani si rivedono in lui perché ritengono che sia una persona esterna agli ingarbugli politici e molto lontana ai principi coloniali francesi che invece vengono per lo più associati all’attuale presidente in carica.</p>



<p>Una rivolta contro il Governo, mai rispettoso dei principi democratici, per una situazione senza via d’uscita: un Paese che si è sempre sostenuto grazie alle tantissime economie informali e al turismo e che si è dovuto scontrare ad una improvvisa diminuzione dell’economia causata della recente crisi.</p>



<p>Ma chi sono i ragazzi scesi in piazza?</p>



<p>Molti sono sicuramente sostenitori politici di Sonkho – in Senegal è da sempre molto presente l’attivismo politico tra i giovani &#8211; ma tantissimi sono anche ragazzi apolitici, scesi in piazza perchè frustrati e colpiti duramente dalla crisi. Le rivolte sono ormai in quasi tutto il paese, comprese le banlieue fuori Dakar che, essendo molto ampie, sono più difficili da tenere sotto controllo.</p>



<p>Nei prossimi giorni seguiremo con attenzione gli sviluppi giudiziari della vicenda, il comportamento di Macky Sall e l’andamento delle rivolte.</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Arrestation de l&#039;opposant Ousmane Sonko : l’affaire qui enflamme le Sénégal" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/NMavUWefY1Y?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Coronavirus. Deceduti 259 medici di cui 15 medici di origine straniera. Chiediamo borse di studio per i figli.</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2020 08:31:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Coronavirus ,Foad Aodi (Amsi); Deceduti 259 medici di cui 15 medici di origine straniera (12 medici di famiglia ,2 odontoiatri ed un cardiologo),Chiediamo borse di studio per i figli. Amsi e UMEM ;nella seconda&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><em><strong>Coronavirus ,Foad Aodi (Amsi); Deceduti 259 medici di cui 15 medici di origine straniera (12 medici di famiglia ,2 odontoiatri ed un cardiologo),Chiediamo borse di studio per i figli.</strong></em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="804" height="804" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14902" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 804w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-3-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-3-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-3-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-3-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-3-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 804px) 100vw, 804px" /></figure>



<p><br>Amsi e UMEM ;nella seconda ondata sono deceduti 80 medici di cui Mohammad Alì Zaraket di origine libanese (Medico di medicina generale e odontoiatra) e  Kassem El Malak di origine palestinese (Odontoiatra) così l&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi ) ,Unione medica euromediterranea (UMEM) ,la comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) ed il Movimento internazionale interprofessionale Uniti per Unire esprimono condoglianze ai familiari dei 259 medici italiani di cui 15 medici di origine straniera (12 medici di famiglia ,2 odontoiatri ed un cardiologo ) e  ricordando che nella seconda ondata sono deceduti 80 medici di cui il dr.Mohammad Alì Zaraket di origine libanese , membro dell&#8217;Ufficio di presidenza Amsi e Coordinatore Organizzativo Co-mai -Medico di medicina generale e odontoiatra, e  Kassem El Malak di origine palestinese -Odontoiatra. Sono tutti colleghi deceduti mentre stavano garantendo il diritto alla salute di tutti senza distinzione, insieme a numerosi professionisti della sanità italiani e di origine straniera che hanno fatto il loro dovere fino alla fine e devono essere ricordati sempre come martiri del dovere. &#8220;Grazie alla preparazione e professionalità dei medici e professionisti della sanità italiani e di origine straniera ,La sanità italiana gode di un apprezzamento e fama mondiale ,ma purtroppo spesso sono stati lasciati da soli dalla politica, inascoltati ,indifesi e non valorizzati .Il SSN italiano ha bisogno di una svolta radicale e mettere al centro dell&#8217;attenzione i pazienti , i professionisti della sanità ,la meritocrazia, ,la solidarietà e l&#8217;umanizzazione, difendendo il diritto alla salute, del lavoro e dell&#8217;eguaglianza combattendo lo sfruttamento lavorativo, la fuga dei cervelli all&#8217;estero , la disorganizzazione e le barriere burocratiche. Noi, da sempre siamo impegnati a favore dell&#8217;Italia e degli italiani con responsabilità e serietà e continueremo a farlo .Facciamo un appello al governo italiano di tutelare di più i professionisti della sanità italiani e di origine straniera senza classificarli più in seria A e B ,di estendere la campagna di vaccinazione a tutti i professionisti della sanità sia nella sanità pubblica che privata senza distinzione, di sbloccare la situazione tragica dei medici specializzandi e giovani e di tutelare le fasce deboli compreso i migranti regolari e irregolari .Cosi dichiara Foad Aodi Presidente Amsi e Co-mai e Membro Registro Esperti Fnomceo che chiede inoltre di istituire borse di studio per gli orfani  dei martiri del dovere e sostegno alle loro famiglie , viste le numerose difficoltà che affrontano per la perdita dei loro cari (numerosi tra i medici di origine straniera deceduti sono stati sepolti nei loro Paesi d&#8217;origine). Proprio per questo, per il riconoscimento dell&#8217;operato prezioso del dr. Mohammad Alì Zaraket, gli Uffici di presidenza Co-mai ed Amsi hanno inserito nell&#8217;organigramma sua figlia, Dr.ssa Fatima Zaraket medico cardiologo e continuiamo il nostro sostegno ai familiari e figli. </p>
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		<title>Testimonianza da Lesbo, a cura del Naga</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2020 09:01:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Federica Dassoni, è un medico, volontaria del Naga e attualmente a Lesbo con l’associazione inglese Kitrinos che fornisce assistenza sanitaria soprattutto per malattie croniche nel campo di Moria andato a fuoco qualche giorno fa.&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong>Federica Dassoni, è un medico, volontaria del Naga e attualmente a Lesbo con l’associazione inglese Kitrinos che fornisce assistenza sanitaria soprattutto per malattie croniche nel campo di Moria andato a fuoco qualche giorno fa. </strong></p>



<p><strong>Ecco la sua testimonianza</strong>. (www.naga.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG-20200915-WA0036-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14637" width="484" height="645" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG-20200915-WA0036-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG-20200915-WA0036-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG-20200915-WA0036-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG-20200915-WA0036.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 484px) 100vw, 484px" /></figure>



<p><strong>Da quanto sei arrivata a Lesbo?</strong><br>Sono arrivata il 29 agosto, ho fatto una settimana di quarantena e ho poi iniziato a lavorare nel nostro ambulatorio, ma il terzo giorno c’è stato l’incendio. È stato un grande caos, deciderecome agire e coordinarsi è stato molto complicato. Il nostro ambulatorio nel campo è bruciato e quindi ora operiamo all’interno di strutture di altre realtà presenti.  <br> <br><strong>Che situazione hai trovato, prima e dopo l’incendio?</strong><br>Nel campo c’erano tra le 11.000 e le 12.000 persone, ho appena fatto in tempo a vedere tutto il campo che era diviso in diversi settori. Nelle prime strutture costruite ci stavano i minori non accompagnati e le donne sole per le quali il campo non era assolutamente un posto sicuro. Poi c’erano zone gestite da grandi associazioni internazionali e l’ultima parte chiamata “La giungla” dove si erano messe spontaneamente le persone che non riuscivano ad entrare nelle altre aree. Il campo era stato inizialmente pensato per 3.000 persone, in dei momenti sono arrivate ad essere 20.000.<br> <br><strong>Da dove arrivano le persone presenti?</strong><br>In grandissima maggioranza da Afghanistan, Siria e Iran. E c’è anche un gruppo di congolesi e di altri paesi francofoni. Ci sono persone che sono qui da anni e altre appena arrivate. E ci sono tanti bambini, cammino e incontro una marea di bambini che vivono in mezzo alla strada. Una cosa allucinante.</p>



<p><br> <strong>Dove si sono spostate le persone dopo l’incendio?</strong><br>Le persone si sono messe ai lati della strada e la polizia ha messo dei blocchi per non farli uscire, ha creato un’area circoscritta dalla quale le persone non possono uscire né altre possono entrare. Sono quindi rimasti tutti, non li lasciano uscire né possono lasciare l’isola. Non possono andare via, ma nessuno ha offerto soluzioni alternative e il campo non c’è più.Si sono così accampati nel parcheggio di un supermercato e ai lati della strada. Ci sono delle tende e, alcuni, hanno fatto delle specie di capanne con mezzi di fortuna come canne, fogliame, rami di bambù. Anche i bambini sono accampati, ci sono anche neonati. Di tutto. Ci sono delle persone che sono riuscite a scappare, ma la polizia pattuglia la zona e vengono riportate in quest’area circoscritta.<br> <br><strong>Che situazione hai trovato dopo l’incendio?</strong><br>Le tende e le capanne erano tutte bruciate, erano rimaste le strutture in lamiera. Il primo problema è stato il cibo e l’acqua. Inizialmente ci sono stati problemi nella distribuzione. Ora ci sono file di ore e ore per avere del cibo.<br> <br><strong>Che sensazioni hai avuto?</strong><br>La cosa che più ti fa star male è incontrare i bambini che giocano e vedere dove vivono ai lati della strada. È veramente straziante. Soprattutto quando vedi quelli piccoli, appena nati o di pochi mesi. Ma in generale tutti i bambini vivono in queste condizioni veramente allucinanti, non vanno a scuola e non c’è nessuna prospettiva. I Paesi europei non accolgono nessuno di loro, salvo 400 minori non accompagnati che sono già stati redistribuiti in varie nazioni.  Stanno costruendo un nuovo campo con 1000 tende, ma ovviamente sono molti di più.<br> <br><strong>Quali sono le richieste più frequenti in termini sanitari?</strong><br>Le richieste più frequenti sono attacchi di panico legati sia alla situazione in cui vivono qui sommata a quello che hanno vissuto nei Paesi di origine e ai viaggi che hanno affrontato. Il panico è anche dovuto agli attacchi della polizia con i gas lacrimogeni e anche a causa della presenza di gruppi di estrema destra che cercano di attaccare le persone. Sono state attaccate anche delle donne: io ho visto una donna in preda ad una crisi di panico proprio perché era stata attaccata, credo, dalla polizia. E ne vediamo tutti i giorni.Come associazione incontriamo poi soprattutto pazienti con malattie croniche come diabete, pressione alta, malattie della tiroide, persone che hanno bisogno di prendere medicine quotidianamente. Dopo l’incendio non ce l’hanno più. Come dermatologa vedo tante banali infezioni batteriche della pelle, molto frequenti nei bambini.<br> <br><strong>Com’è gestita la questione coronavirus?</strong><br>Prima dell’incendio avevano cominciato a fare i test, dopo quattro giorni che ero qui hanno trovato il primo caso. Hanno iniziato a fare tamponi, circa 2000 e hanno trovato 35 positivi. C’è stato l’incendio e le persone che erano in isolamento sono uscite e non si sa dove siano. Alcuni sono stati rintracciati, ma una minoranza. Considerate che tutt’ora non si sa se ci sono stati dei morti per l’incendio. La cosa non è stata ancora appurata.<br> <br><strong>Per concludere, trovi delle similitudini o sensazioni simili tra i tuoi lunedì all’ambulatorio del Naga e il tuo lavoro a Lesbo?</strong><br>Il Naga è un lavoro molto più normale, siamo un ambulatorio di base, la sua normalità è proprio la sua forza. E seppur a volte con difficoltà, dal Naga possiamo rimandare i pazienti agli ospedali per esami di approfondimento o altro. Qui non si possono fare esami di nessun tipo. Ora anche il nostro ecografo è bruciato. Quindi niente esami, niente ospedali le persone vengono prese negli ospedali solo quando stanno per morire e si creano delle situazioni gravissime. Per esempio le persone con l’HIV non hanno accesso ai farmaci, oggi c’era un signore con un tumore che è gestito da un ambulatorio mobile… Situazioni che gridano vendetta.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/09/19/testimonianza-da-lesbo-a-cura-del-naga/">Testimonianza da Lesbo, a cura del Naga</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>Moria. Appello per un&#8217;evacuazione urgente e un cambiamento radicale delle politiche europee</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/09/16/moria-appello-per-unevacuazione-urgente-e-un-cambiamento-radicale-delle-politiche-europee/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 08:22:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(www.asgi.it) Associazione Per i Diritti umani ha firmato l&#8217;appello e invita a fare altrettanto. Moria, appello per un&#8217;evacuazione urgente e un cambiamento radicale delle politiche europee&#160;Durante la notte tra l’8 e il 9 settembre&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> ha firmato l&#8217;appello e invita a fare altrettanto. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Instagram-Header-1024x1024-1-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14629" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Instagram-Header-1024x1024-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Instagram-Header-1024x1024-1-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Instagram-Header-1024x1024-1-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Instagram-Header-1024x1024-1-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Instagram-Header-1024x1024-1-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Instagram-Header-1024x1024-1-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/p03lhHKxeqLE_NdqPxvj9GYfZ5188CqswbqltjyZPxwG9O6dNxyJ7_IGLVVtXGF6QMUdgpjmzyKJJdi3GGMNOC4w11murdMdLUs2kVh92TYSCbcglU8ssxgyY-Fb9dQM3wuJrO9VCjHeZXS5imoQvobZInFi4xVBq0Kd7H7kN7diuUgULYXTuqxj9kHlLCQTs9ehsjMtZsDZvpuVN4bsW5Jzo_UyHJKjxRJouuj9Y8tYRusaJvUJl8FYyrXX3tSu1Nv6jyAU4-I5VIp2g5a0inSqrY-VNzG4XVP55LgSrw?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Moria, appello per un&#8217;evacuazione urgente e un cambiamento radicale delle politiche europee</strong></a>&nbsp;Durante la notte tra l’8 e il 9 settembre un incendio ha distrutto l&#8217;hotspot di Moria, sull’isola di Lesbo, in Grecia, lasciando circa 13 mila persone – tra cui oltre 4 mila bambini – senza acqua, cibo, protezione.&nbsp;Insieme ad oltre 200 associazioni e organizzazioni internazionali e a diversi europarlamentari chiediamo ai leader europei che vengano prese urgenti decisioni per porre fine agli abusi sistematici dei diritti umani ai confini e negli Stati membri dell’Unione europea.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</td></tr><tr><td>&nbsp;</td></tr><tr><td>&nbsp;<a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/ib3KlaklGeoJ43UHT1ZEqzqa0-RRx57QR8z2VLi0qlKvsXV_Z4QBuN1h0bJBgaph-PstTbxawKHavAKbQyEvWiu7Uop3bq1-Z1T_RBdKpfMPN42x31JGST20teIaAVUJ8JXD9tjczMQk9GY1C9hFWUDZt7VFkHzmTUoijtMzHtvsxsOxzQ?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Firma la petizione</a>&nbsp;</td></tr><tr><td><img loading="lazy" width="20" height="38" alt="" src="https://ci5.googleusercontent.com/proxy/IlyS0NSgn10J8NvZbw8VLb1hQlSUEUklygsjOJjm3i1beEgu5NgbTXOI1RawXKp6dfSRJtHsGekNwKheGyc4xgdXrPxLgw_AiDhRjUBEOW8IMHIyGl4eAy7DjPPXA5phXYBfzeGjM6O4sThOXtl9ZR2mAMbiW8tJORjD_Tg-nbSqjScS2N2wlXcGc1meoyQ3jITbtX6GjJfcKjQHJ5tS4Tnr9klO7KkiurZFCmkNqwnjpuS6Ro7x-zk_xlod4-xWVPH5bHLIBldKsrQ5YHmLjdiR-eqGV9k1I4EhOefTokoarocn-GSMjePirT0qIYlekSVfvLAuUUKdngoOh92ojTd0WyEeLI6Jj9LOYC4zqC0muIndssLDvxnotFlZGL6vK-EE1oDAHVRgj65Sc3JOqcWrbgEW1i8nPt7e8LTDkes-BXM=s0-d-e1-ft#http://2iwat.img.a.d.sendibm1.com/im/1506285/15fd9f264001efa0668072cabf04073d203e1c628b776e87506daf3661b832d6.gif?e=IXsCx9pBKe5gJEWkwxrQti-AaWI3mEKeW9DAzAISGHvVncCOG09-nxtGpSOXLs5t-LVLilPb_VP-SCx8ezoMO3qUSgJcq4H1JVsM0dXF8A7lRTZHGDAT8gAzbr4q7swBmAgy9D5SixJ0XEP5zIoKvrslo8VDAZTU56FVOoqikasXA6k-Ptg7D32BSwc&utm_source=rss&utm_medium=rss"></td></tr><tr><td><strong>Moria, come siamo arrivati qui</strong></td></tr><tr><td>&nbsp;&#8220;<em>La stagione politica autunnale a Bruxelles è iniziata da dove si era interrotta: quando arriverà il Patto? In che modo&nbsp; il COVID influisce su tutto? Poi l&#8217;incendio di Moria ha colpito come una tonnellata di mattoni, per ricordare a tutti che l&#8217;attenzione deve essere rivolta anche alle crisi umanitarie di lunga durata che derivano dalle politiche europee</em>.&#8221;&nbsp;Catherine Woollard, Director of the European Council on Refugees and Exiles (ECRE)&nbsp;<a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/UBQB1XjS8-Phaeq1tzhUXN0l_vZz88VxWA1cs6lwPFoyFq7KdHfG54XUsuS4cKkJfsw-cHTEhT4HUCIcYKDR_0bzHLR66QNyOkbTuGfCVyHpwyetoiUiv1cyaQy_B-vmEpSgufZw7UrDUTHbAYiPypInVWD6ijVjPF22E9Zm8GMxsEePBCsa3fSMRYHrLdmvCmAEZnzJU_v_a5vnLst-9J6GflY?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nell&#8217;editoriale dell&#8217; 11 settembre 2020</a>&nbsp;Non si è trattato di un evento inaspettato.&nbsp;&nbsp;Nel 2015, l’Unione europea ha introdotto l’approccio hotspot, che ha imposto all’Italia e alla Grecia la gestione di migranti e rifugiati arrivati sulle loro coste. A marzo 2016, l’Ue ha firmato un trattato con la Turchia, per &#8220;arginare nuovi arrivi&#8221;. Senza sorpresa però queste disposizioni hanno trasformato le isole greche in carceri a cielo aperto e hanno aggravato la catastrofe umanitaria ai confini greci.Lesbo e gli altri Hotspot dell’Ue sulle isole dell’Egeo hanno raggiunto il punto di rottura molto tempo fa.&nbsp;Questi campi gravemente sovraffollati&nbsp; sono caratterizzati da condizioni di vita stentate e da una grave mancanza di servizi igienico-sanitari adeguati o strutture igieniche, ancor più grave alla luce dell’incremento dei rischi per la salute dovuti al Covid-197.&nbsp;&nbsp;La situazione negli altri hotspot greci è altrettanto insostenibile e&nbsp;<strong>numerosi avvertimenti sono rimasti inascoltati per oltre quattro anni.</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</td></tr><tr><td><a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/JiJByfOIDhK5uVmNa41JOVPiAnMsDLQ25Pp86cfb-kUnxlWbiGeT8BGwE813Cp0hdikg4GLrLPK2FCuMAm5roH5bagjtevf7CwQAC_4zCrjlUoKFvUPiNlixxJSG6zqKwReOV9MUwSyy1FRxhlg5Gkgg2RecrD9RMNtEeD_st5zBnK8fDxbV_C2C5UW-BOaPmKbsttoLrE5x_leuAVQoli0eptimaSeIfdlp8Lg?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></td></tr><tr><td>&nbsp;<em>“Quello che è stato fatto in Grecia è la messa a punto e la sperimentazione di un sistema normativo che ha come obiettivo quello di rivoluzionare il diritto d’asilo, permettendo una riduzione dei diritti storicamente riconosciuti ai richiedenti asilo.Alla Grecia si è chiesto di forzare alcune normative o di emanare alcuni istituti e renderli sistemici per sperimentarli”</em>&nbsp;<strong>Avevamo visitato il campo di Moria&nbsp;<a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/2GZeN6wmx0PIkVeOSWyFe5JMhhFir54MMnvzYVB6cC2HldXdVKo36kKkmQSMMVG5Us4m3ck-9PSigB7CfLpsY19P_8fX9THvB9RufDAMhzfc_42cjNTYiSB7OE2x3VDfk6cMpfLmCu_9t6yj4Tf3EP_gSf2zTWjFP9E1W_DJM_ITLcuoouzMfAAkGswW8TXX6XWFaNihPeP1bF42PgR1mx6J8gsGpyKt_rf9Ru8Mtb_nLCIBscxE_g_qRgjY8HDYJpUsd1wBLbx5g4tw5ZnfVLucT7dl?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una prima volta nel giugno 2016</a>, pochi mesi dopo la firma tra l&#8217;Europa e la Turchia e&nbsp;<a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/BjBPMNW5_3UXYgS6r2cZ5A94YMD7E_TaIYdnwJoiRZ1GJKOJfPx1vM4B3RR7qRCPT6lxEeet7lXaiY0ey4n4STPnR3QezzifxGSlFUjAFlFEWUYKxww5VxhNVBFCgAJYe4HxWvzk5EqeGgkKI0W-szTHeiR0Kse_YaJWBncWiRSaqPaz2DZOYhQBGPb9kR8-v5glD9D_zE_UvK_D6C05pyFPEp8XZWLxBUtO_XTOWt_r43f2grskAOs-hEBXa_ZlZA?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">successivamente nel 2017</a>.</strong>&nbsp;Da Atene alle isole di Lesbo, passando per Chios e Samos,<a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/xiEqRqf77G0kRl-XM7S5chm7KI8PLpVOviVanusTK6dtARFBxYcn00bqV0c6vV8aFGm9qzVpqUn3_KK9b8BC620tSc00kxwIaomAO4f3vF21oyTv4X84k7WIBS7ACPoAar7CyTu2TFucApz-7Etj80LB14QHT_omSpd0jdhNMgihHiGlaeDzgeIhrqF_BuhD9XYCtcN30F0Avg?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;i nostri sopralluoghi ai centri di registrazione e identificazione&nbsp;</a>presenti sul territorio greco avevano messo in luce&nbsp;<strong>la dimensione di laboratorio che aveva assunto la Grecia per la sperimentazione e il perfezionamento delle più recenti politiche europee</strong>&nbsp;in materia di gestione dei flussi migratori e il cui fine, col tempo sempre più esplicito, era quello di ridurre drasticamente gli arrivi nello spazio europeo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</td></tr><tr><td><img width="590" alt="" src="https://ci3.googleusercontent.com/proxy/Hqb8AZcYgsEsmYS_Dfbrb1l0Sh6SROZFTWgodYhMDk7aCH3wjZAFmBd993vBpawzLcaBEUfFZzJzVSvr5xhlP9aeYrkduDZOhfJiHXoGOQbrxcZZ_g_WYjq18aLq6jZt6lLm5dT8XvJ3rTHPdhn-WbofW9rinDSJjWZYhULtlTuEDhUJ5PEcMQEAMAu_M3Bno_NQXKhTFfbt_UY6x7EAPyFHRtmawkuN3HO0yrJfvZ_wQgDLgdrvAGWAsfKj3yD41Zyu-z9VFslWr42qIPcLzMbR8mF2Y4JIXgzzIu34f_24rKniukiehk0uTW36uqjRiy2LVaj557GZU3Fue2RyBbKHlvcgIrm8YOvZpJEquEPX98wrHeW0OFoKGRr0hqgWEYgEHdbS0RKmM_gjVG9Gix4fhd_UGAH2ZV1UPE_hXpId2wDNgNLXsGas2iVFgU-68YMhvyZaIBFpPubCBH6PHeQCPjrRQoHt5ArQNuub=s0-d-e1-ft#http://2iwat.img.a.d.sendibm1.com/im/1506285/aab352752880c70208b91676a9fc0cc1fb87cae765cbeae26802df222c56abc8.png?e=msvVa89rAjCpkKdKm1tPZ2GP4TbvvkFi9UJzskaOpMjCcFwEMjYUHBsb_010e42ylz3UyHQxw9CFHtc3qpt9fvPyVmIJ_rAZ5_9tSj6p-t7M55sgQouv2eM3VG2jiagB-jlEloRA4um8TBxNpK4Z469FXWTA8kZaX1Ao4Scgqz4ag5_PyNs9r2b3hcwNBK0JiXE_p12s0VMQcXydHCZYWN4hO2oPQUeKlKyqbw&utm_source=rss&utm_medium=rss"></td></tr><tr><td>&nbsp;In Italia, con le associazioni che fanno parte del Tavolo Asilo&nbsp;<a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/5pJY5X45WmdCieGbZPjfEGbH6MlNuvTtnljUxhq_VHIfKe48BEXCO5IE6DhxVU6V_d0znnZiHiidB-sbrSxuf2MTApcEzY6rUULPolTx1djRMsPcuyoT-JZtRJpVqR6QbKy8bCjOSWJmRKQqiIdsSCakhJgKLxPC_p-xxdaS6AoVfSBwrLp4307EpKuvBT1X4p0EIBhERrYVMgZFrkuW17idzIJVvMEEtpN22d6B_BfaMJkmX9XE?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbiamo denunciato l&#8217;illegalità dell&#8217;Accordo UE-Turchia&nbsp;</a>chiedendo all&#8217;UNHCR di non partecipare alle operazioni di valutazione di massa dell&#8217; inammissibilità delle domande di protezione internazionale avanzate in Grecia dai richiedenti giunti dalla Turchia e al&nbsp;Parlamento italiano di sottoporre a ratifica l&#8217;accordo UE-Turchia che riteniamo contrario al diritto europeo, alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, all’art. 10, 3° co., della Costituzione italiana e più in generale ai principi fondamentali della nostra civiltà giuridica e della nostra tradizione democratica.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</td></tr><tr><td><a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/xeYg4pda_AiUvID5EWJW5wJFu_LPwbmeX3EU5OWpYckIylTquSrgf-ZdqRijqAVsMHDMPzQvZGmucY7p6cowV6Xfpe8azpe82YMuEnFdpuVpqeF5xdngX5RfGTKAM3AEZ0vhOuJLoX7g3JoacBKi3RMqZ8kwJqrl3U3_20s_CFsh6vf7afofZz-fFFl9XsZSv7PLL03NVoh9udnzdR5I0mUz0pk-Xa1yI3LeWbB-ExxaGqHw_Q26INaOgVM?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></td></tr><tr><td>&nbsp;<a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/LJ4FZ83g6Q4sw52vHZ1_W_1JRu6wa3erOCCi8pU0jWRkIH1_3VpXaekw0zBm0FZl8cOEsY5JOxg8Ih0B2kLmlBjFPHdCRBl8-tTClGYdznCDo22lvI0-_Hkbv4MgPlDcYXaiqeFksBR_uysi3mfXnFyH4vfuMicCavhDHSJ20hrrYXRJKd9XknZ-r_x2enxFFhegsYVOnLLJXBZ5R3h6WBDL_q6FrnunhfcQAIz3VrhYBWh7_uxhqTuh3kI?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Insieme ad altre organizzazioni in difesa dei diritti umani a marzo 2020</a>&nbsp; ci siamo uniti per presentare denuncia contro la Grecia e l’Unione europea alla luce dei numerosi fatti di violenza e per le violazioni dei diritti delle persone migranti e dei rifugiati in fuga dalla Turchia, in costante crescita.&#8221;Documenteremo le violazioni dei diritti dei migranti e dei rifugiati e denunceremo i responsabili. Supporteremo anche gli attivisti, sempre più criminalizzati per la loro solidarietà ai migranti.&#8221;&nbsp;&nbsp;</td></tr><tr><td><img loading="lazy" width="20" height="38" alt="" src="https://ci3.googleusercontent.com/proxy/sHsL3MueMo8dFIYDqSjBzYHl1kd-Sb1l3cRjYhoszLYN3UqupzG7acaflwNx5SR3EqkL-6zvQuk2s_gfDXpCArmv4FKxgmenwuGuQenfztUhdz6dXfF3XfnGrI4o7yiSs54o20vFvbAPjTdTNceAvKbKsRv0yEb8gHi5tcPesnXOjKI-cU-nfrjFxRM7iegRRxFdlPKVNcGwU5OS6IVhQU4rrtKjxD7opfJiKbrxoXiy59rz0sG_9IFyKV8nMFNBi2gwrZw9FuXnzwqVAfuFvXe4Bw7I-xo8zNDUa1eam2C3kTCExFACGZc8LbWe-47VznoCzM_2Ff7cxmLZD7VvXdAlwza8s8rsBqj2llthLH1jx0uh6dfliXNPXxaSbOjXkkb0JbGbxfLffzNJ9ZpHI_og0IaXt87S0TGgnwBsYmxAjHQ=s0-d-e1-ft#http://2iwat.img.a.d.sendibm1.com/im/1506285/15fd9f264001efa0668072cabf04073d203e1c628b776e87506daf3661b832d6.gif?e=odoUkdwLbczUW3O3_GXtul7oVdsgXXaFDHOTsprjKYgsGnCsA4eow-NQ3IvMdfXOqUfaHY9YVZg8-tJR_4nb51rGM1Dy3eiKDsbSBXPwjIzI7R02e1jHh-T1bNS-giclmDNVhTHAk2TwgJJTCVzsWVv4xKmLKg3wmZc3u7gz7ynX18gq15ZcXj7FwbY&utm_source=rss&utm_medium=rss"></td></tr><tr><td><img width="578" alt="" src="https://ci6.googleusercontent.com/proxy/2Ps9BZrdCFNyUQxROtSYZLSl0o3XHEeL2oiM37c-SJCnrf7ZfoqnsZpgFOTZdmAd3tpPyvhMCQ7WlkKmnB71scJotxRRR6NXozzvzzjm3MjhZ5nq6XB40gW54i6hi3bToEbrnihWmczKbjWHidsUX0YHZg_qDT61oMtpfPzl7NpWS6Z0JRcK4DHPl7IfwaA8IpLE3_OWngl3CAbaXl90nw2emYqIYPDq3eL_0wfIjRFCc9kwlVcADWvv-52shO8tT8TJAzdOt44plqYhjJECiEYmmUBEb66IFBBxqtyHmrE_iaynsk2IAAXbT6K0k5MO1GPAtrhBVDGOQuwPXOfURn0bF_46EhtYZYtpFGkNfSHTeaTrlOK7_VYBuuNf38Khqv1YzS7tsJPPNA-LyQTFI6z0WoCEAHWUoYdJdzIDD5cjTLTOn3ZTrcVaAT_CoffuYKkAYmJpbw1Ap_jg1F_584twU6SNt8fAvblpFE2T=s0-d-e1-ft#http://2iwat.img.a.d.sendibm1.com/im/1506285/67c05942ff2004b8ef841e625316ed580c1f438ac7deede80752c9e786f8ad4b.jpg?e=Xg8fP6Ev26prFaDjKSpeipDGUqwjC9p_Sa88qVU5_Cu1cBml_VLt552KP_wIx3ykRz-Va-7V4VVSKoQnCnkloxVh6gBDH_ZGWDxJW1LfliCJVwYaSNaL42gGpGhyN0FgqPyvBh1F4oaiyZlyBddQ7xceXq8IJt9XP4CaALhEHcqFk24TOkTYws6CqSjb1D0lVVne2f33Den0--W0nzcoTuTTMc7wGGVm6oxjpw&utm_source=rss&utm_medium=rss"></td></tr><tr><td>&nbsp;<strong>Gli ultimi eventi dimostrano ancora una volta il fallimento degli hotspot come approccio predefinito alla gestione della migrazione.</strong>&nbsp;<a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/mA_ke6cat6_mu2wsCUR4t7grNK6a3ciYdkWQCjRHe7Qvxzn2Hgy341_8zNPSVKbZBIAjdXLvGVSFnitOx5n1Dy7Us1HkZ3BYZST6cOPfJyQ0sjACDTafak_hpYlMfX4_c8_KGXMIWQRrNlUVW8UIr8YmjwTjTOl_DTmNwfBsBGlOUDEX9vO0ld_X-7aoyMHIYTEsoFcnyc-38qOB_xplsRbm0oKcvVnFPWAxLF1rtuTmTPr1asUJLjw1WzPgtYbf2USugZ9hJTY?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Assieme ad oltre 70 Organizzazioni di tutta Europa</a>&nbsp; l&#8217;11 settembre 2020 abbiamo promosso un appello alle autorità dell&#8217;Unione europea in cui:&nbsp;&nbsp;&#8211; &nbsp;<strong>chiediamo&nbsp;al Parlamento europeo</strong>&nbsp;di indagare sul ruolo che l’Ue e gli Stati membri hanno avuto nella fallimentare gestione di Moria;&nbsp;&#8211;&nbsp;<strong>esortiamo la Commissione europea, la Presidenza tedesca del Consiglio dell’UE e gli Stati membri</strong>&nbsp;a considerare le orribili immagini dell’incendio di Moria come una prova inequivocabile del tragico costo umano di un sistema di asilo e migrazione dell’Ue basato su politiche di contenimento e deterrenza;&nbsp;&#8211;&nbsp;<strong>raccomandiamo vivamente alla Commissione europea&nbsp;</strong>di tenere conto di questi eventi&nbsp;<strong>in vista del nuovo patto su migrazione e asilo</strong>&nbsp; per garantire che queste stesse politiche non siano alla base delle proposta estremamente preoccupante dei “centri di elaborazione” alle frontiere europee.&nbsp;&nbsp;</td></tr><tr><td><strong>&#8220;È fondamentale che il nuovo Patto europeo rappresenti un nuovo inizio e non una replica degli errori del passato.&#8221;</strong></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>La pandemia Covid-19 minaccia i bambini nei conflitti armati</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2020 07:47:04 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="563" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/cq5dam.thumbnail.cropped.1000.563.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14589" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/cq5dam.thumbnail.cropped.1000.563.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1000w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/cq5dam.thumbnail.cropped.1000.563-300x169.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/cq5dam.thumbnail.cropped.1000.563-768x432.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Di Nicole Fraccaroli</p>



<p>“I bambini continuano a essere colpiti in modo sproporzionato da gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. La pandemia COVID-19 ha ulteriormente accresciuto la necessità di proteggerli in situazioni di emergenza”, ha dichiarato il 23 giugno 2020 il Rappresentante permanente italiano presso le Nazioni Unite, l&#8217;Ambasciatore Mariangela Zappia, durante un dibattito aperto del Consiglio di Sicurezza sui bambini nei conflitti armati.</p>



<p>IL QUADRO INTERNAZIONALE DEI DIRITTI UMANI</p>



<p>Le Nazioni Unite hanno stabilito uno standard comune sui diritti umani con l&#8217;adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948. Sebbene la Dichiarazione non sia legalmente vincolante, la sua accettazione a livello mondiale conferisce un grande peso morale al principio saliente che tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla nazionalità, dal luogo di residenza, dal sesso, dall&#8217;origine nazionale o etnica, dal colore, dalla religione, dalla lingua o da qualsiasi altro status, devono essere trattati allo stesso modo, con rispetto e dignità. Da allora, le Nazioni Unite hanno adottato molti trattati e accordi internazionali sui diritti umani in forma legalmente vincolante, inclusa la Convenzione sui Diritti dell&#8217;Infanzia e Adolescenza.</p>



<p>Quest&#8217;ultima Convenzione offre una visione del bambino come individuo e come membro di una famiglia e di una comunità, con diritti e responsabilità adeguati alla sua età e al suo stadio di sviluppo. Il Protocollo Opzionale alla Convenzione sui Diritti dell&#8217;Infanzia sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati mira a proteggere i bambini dal reclutamento e dall&#8217;uso nelle ostilità, e attualmente 170 paesi lo hanno ratificato.</p>



<p>Oltre a questi strumenti specifici, ulteriori mezzi legali sono rilevanti per garantire, proteggere e attuare i diritti dei bambini, come il patto internazionale sui diritti civili e politici; il patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali; la convenzione contro la tortura e altri crudeli, disumani trattamenti o pene degradanti; la convenzione internazionale sull&#8217;eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e la convenzione sull&#8217;eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne. Questo quadro è importante per promuovere e realizzare i diritti dei bambini perché la Convenzione sui Diritti dell&#8217;Infanzia, insieme ai suoi diritti e doveri, ne fa parte. Infine, la IV Convenzione di Ginevra del 1949, relativa alla protezione delle persone civili in tempo di guerra, e il Primo Protocollo aggiuntivo, relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali, sanciscono disposizioni che riconoscono una protezione speciale ai bambini in tempo di conflitto armato.</p>



<p>CRISI DEI DIRITTI DEI BAMBINI</p>



<p>Le scuole sono sempre più viste come risorse strategiche in situazioni di conflitto plurimo e potrebbero essere strumentalizzate come parte delle ostilità. In particolare, la Rappresentante Speciale del Segretario Generale per i Bambini ed i Conflitti Armati, Virginia Gamba, ci ricorda che garantire la protezione delle scuole e dell&#8217;istruzione mentre il mondo affronta la pandemia COVID-19 è di eccezionale rilevanza. La stessa Rappresentante Speciale incoraggia le parti in conflitto a intraprendere tutte le azioni necessarie e appropriate per salvaguardare le scuole e il diritto all&#8217;istruzione dagli attacchi e per impedire l&#8217;uso militare dei posti di insegnamento. È evidente che gli attacchi contro scuole e ospedali, nonché contro operatori dell&#8217;istruzione e della sanità, rappresentano una grave violazione contro i bambini nei conflitti armati, in linea con la risoluzione del Consiglio di Sicurezza numero 1998 adottata nel 2011.</p>



<p>In tutto il mondo il 91% dei bambini iscritti a scuola ne è stato gravemente colpito: per oltre 1,5 miliardi di bambini in 182 paesi l&#8217;istruzione si è interrotta parzialmente o completamente durante la pandemia. Da un lato, l&#8217;esclusione dalla scuola indebolisce le aspirazioni future per i bambini; d&#8217;altro canto, i rischi legati alla protezione dei minori colpiti dalla guerra e dalla violenza aumentano con la chiusura delle scuole. È un dato di fatto, i bambini hanno maggiori probabilità di essere soggetti a violenze e abusi; essere trascurati a casa; essere reclutati da gruppi armati; subire matrimoni precoci, gravidanze adolescenziali, lavoro minorile e anche successivo mancato rientro a scuola. Inoltre, le ragazze affrontano ostacoli alla frequenza scolastica superiori rispetto ai ragazzi e affrontano livelli più elevati di violenza domestica e di genere. Di conseguenza, le ragazze hanno una doppia probabilità di finire la scuola e di non tornarci mai più.</p>



<p><br>BAMBINI IN YEMEN E SIRIA IN PERICOLO</p>



<p>&#8220;Una pericolosa combinazione di conflitto, difficoltà economiche, scarsità di cibo e un sistema sanitario fatiscente ha spinto milioni di bambini nello Yemen sull&#8217;orlo del baratro e la crisi del COVID-19 potrebbe peggiorare le cose&#8221;, ha detto Sherin Varkey, Rappresentante in carica dell&#8217;UNICEF in Yemen. Sempre più bambini rischiano di diventare gravemente malnutriti e necessitano di cure urgenti. Il debole sistema sanitario e infrastrutturale dello Yemen sta lottando per affrontare il coronavirus e, di conseguenza, a causa della profonda carenza di fondi per gli aiuti umanitari, milioni di bambini potrebbero finire &#8220;sull&#8217;orlo della fame&#8221;. Il rapporto dell&#8217;UNICEF mostra chiaramente che lo scarso accesso all&#8217;acqua e ai servizi igienico-sanitari sta favorendo la diffusione del COVID-19 e circa 9,58 milioni di bambini non hanno accesso sufficiente ad acqua potabile, servizi igienici o igiene; con le scuole chiuse, 7,8 milioni di bambini non hanno accesso all&#8217;istruzione e la diffusa assenza dalla classe ha portato 3.467 bambini ad essere reclutati e sfruttati dalle forze armate.</p>



<p>L&#8217;UNICEF sta lavorando con l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità e le autorità dello Yemen per fornire aiuti ai bambini in disperato bisogno, compresa la fornitura di acqua potabile, servizi igienici e sostegno all&#8217;istruzione; la soppressione della trasmissione del Covid-19 con messaggi di prevenzione attraverso TV, radio e social media e il trasporto-distribuzione di provviste per la pandemia. D&#8217;altra parte, gli accordi tra le forze di sicurezza governative e le Nazioni Unite per porre fine al reclutamento e all&#8217;uso dei bambini possono includere, la prevenzione, la criminalizzazione e il perseguimento giuridico dell&#8217;uso dei bambini da parte delle forze armate, e la nomina di specialisti per la protezione dei bambini e il rafforzamento della nascita di sistemi di registrazione.</p>



<p>La recente guerra che ha visto i bambini coinvolti in Siria è stata la più brutale. I risultati di un recente sondaggio condotto da Gallup International / ORB International e diretto a persone in Siria, Giordania e Libano ci informano chiaramente che i bambini pagano il prezzo più alto in questo conflitto. Più della metà delle persone intervistate ha affermato di avere almeno un figlio che non va a scuola, e in effetti l&#8217;istruzione è stata identificata come la sfida più grande per le famiglie in Siria, seguita dalla povertà, dall&#8217;accesso all&#8217;assistenza sanitaria e alla cura degli orfani. Ora, con COVID-19 che impedisce la continuazione dell&#8217;istruzione in alcuni centri supportati dall&#8217;UNICEF e spazi a misura di bambino, sono necessari finanziamenti in larga scala.</p>



<p>L&#8217;UNICEF e i suoi partner sono costantemente presenti in Siria per proteggere i bambini attraverso l&#8217;affidamento, l&#8217;accesso all&#8217;istruzione e al sostegno psicosociale, la fornitura di assistenza umanitaria fondamentale e di un kit per l&#8217;igiene che includa l&#8217;acqua potabile e il trattamento della malnutrizione. In particolare, con l&#8217;obiettivo di ottenere un accesso equo all&#8217;acqua potabile, l&#8217;UNICEF lavora allo sviluppo di un mercato e di un gruppo di perforatori professionisti a basso costo in grado di fornire acqua potabile alle comunità povere ed emarginate. Tale sforzo fa parte di un programma dell&#8217;UNICEF noto come WASH.</p>



<p>António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, suggerisce che il COVID-19 si sta rapidamente trasformando in una &#8220;crisi dei diritti dell&#8217;infanzia più ampia&#8221; dal momento in cui è fortemente in gioco il diritto del bambino alla sicurezza, sancito nella Convenzione sui Diritti dell&#8217;Infanzia.</p>



<p>Per concludere, la pandemia COVID-19 non è solo una crisi sanitaria e socioeconomica globale; si tratta in particolare di una massiccia crisi dell&#8217;istruzione con esiti estremamente gravi, specialmente per i bambini vulnerabili colpiti da conflitti armati, sfollamenti forzati e crisi prolungate.</p>
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		<title>Covid-19. &#8220;Urge rispettare tutti i consigli medici: No ai litigi e spettacoli politicizzati tra esperti in Tv&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2020 07:36:51 +0000</pubDate>
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<p>Covid-19 &#8220;Urge rispettare tutti i consigli medici: No ai litigi e spettacoli politicizzati tra esperti in Tv&#8221;.</p>



<p>Così l&#8217;Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e l&#8217;unione  medica euro mediterranea (UMEM) con il nostro Movimento  Uniti per Unire (UxU) avvertono che ormai non si può sbagliare più decisioni, programmazione e prevenzione nei confronti del Coronavirus. Tutti devono essere responsabili nelle loro decisioni: governo, politici ,società civile per arrivare al più presto a zero contagi prima dell&#8217;inizio dell&#8217;inverno.</p>



<p>&#8220;Purtroppo tante volte siamo stati inascoltati e censurati in Italia ,al contrario nei vari paesi Euro Mediterranei e 72 paesi dove siamo presenti con i nostri rappresentanti locali che divulgano i nostri consigli e proposte che  sono state accolte in tempo; apertura dei confini graduali ,tamponi rapidi ai confini, avere un PCR delle ultime 72 ore per chi desidera rientrare nei paesi di origine e per i turisti,i migranti rappresentano circa il 6% dei contagiati dall&#8217;inizio dell&#8217;epidemia&#8221; così dichiara Foad Aodi &#8211; presidente Amsi e UMEM e Membro del registro esperti e del Gdl Salute Globale Fnomceo &#8211; che lancia il suo appello al Governo italiano di coinvolgere di più i professionisti della sanità , gli albi professionali e le associazioni di categoria per avere più informazione e proposte riguardo la battaglia contro il Coronavirus nei prossimi mesi. Non è consentito più sbagliare, non è più consentito guerre tra esperti in TV e guerre tra i membri del CTS che non hanno rassicurato l&#8217;opinione pubblica e sono nati due partiti in Italia (Pro e Contro le Mascherine e le chiusure) per colpa di queste guerre sterili e mediatiche e consigli e decisioni sbagliate e non tempestive.Da gennaio siamo impegnati all&#8217;estero con TV e giornali (più di 1000 interviste, confronti e citazioni)e non abbiamo mai assistito a spettacoli e confronti politicizzati come quelli visti in Italia per colpa dei litigi tra  esperti e virologi, conclude Aodi.</p>



<p>Riproponiamo oggi il video di approfondimento realizzato con il Prof. Aodi durante il lockdown per l&#8217;iniziativa &#8220;Perchè occuparsi di diritti umani. Oggi più che mai&#8221; organizzata da <strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong>.  Dedicate un po&#8217; del vostro tempo per ascoltare le sue parole&#8230;</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Coronavirus nel mondo. Prevenzione – diagnosi, statistiche – cura" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/UQwD4uW8XH0?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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<p></p>
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		<title>Coronavirus: il 40% nel mondo dei contagi sono d&#8217;importazione ,il problema non sono solo i migranti irregolari che sono il 2% del totale</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/07/31/coronavirus-il-40-nel-mondo-dei-contagi-sono-dimportazione-il-problema-non-sono-solo-i-migranti-irregolari-che-sono-il-2-del-totale/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2020 07:11:55 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="800" height="400" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/Libia-migranti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14467" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/Libia-migranti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/Libia-migranti-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/Libia-migranti-768x384.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>AT SEA &#8211; JUNE 8: Migrants aboard HMS Bulwark having been rescued by Royal Marines, following their attempt to reach Italy on by boat from Libya, on June 8, 2015 in transit to Catania, Sicily. The Royal Navy has reportedly rescued 1200 migrants in the Mediterranean in the last 12 hours. (Photo by Rowan Griffiths &#8211; Pool /Gety Images)</figcaption></figure></div>



<p><strong><em><br>Amsi ,UMEM e UXU : bene controllare tutti i provenienti dai Paesi in cui l&#8217;epidemia è in fase acuta, ma urge intensificare anche gli accordi bilaterali.</em></strong></p>



<p>Così l&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia <strong>(Amsi)</strong> ,Comunità del mondo arabo in Italia <strong>(Co-mai)</strong> e l&#8217;Unione Medica Euro Mediterranea<strong> (Umem) </strong>presentano le loro statistiche riguardo il Coronavirus nel mondo e in Italia grazie alla collaborazione dei nostri rappresentanti in 72 paesi e le numerose ricerche e studi internazionali con esperti in materia.</p>



<p> Il  40% dei contagiati nel mondo sono d&#8217;importazione, persone provenienti da Paesi in cui l&#8217;epidemia è in fase acuta</p>



<p>l’85% dei contagiati sono concentrati in circa 10 Paesi </p>



<p> i motivi dell’ aumento dei contagiati a giugno sono: contagi d&#8217;importazione, mancanza di rispetto delle tre regole importanti (mascherine, distanziamento sociale ed igiene )</p>



<p>aumento del numero dei guariti e curati a casa grazie al protocollo terapia a domicilio in particolare i primi 5 giorni consigliato da UMEM e Amsi in 72 Paesi è aumentata l&#8217;immigrazione irregolare a giugno verso la Libia e l&#8217;Europa, ma sono circa il 2% dei contagiati in Europa</p>



<p>i migranti regolari e irregolari contagiati dall&#8217;inizio della crisi in Italia sono il 6% del totale ,in Europa sono l&#8217;8% dei contagiati .</p>



<p><em>&#8220;Sono statistiche che ci invitano tutti a non abbassare la guardia e continuare a rispettare le tre regole importanti e controllare bene tutti i confini (aeroporti ,pullman, auto ,treni e mare ) per combattere il Coronavirus d&#8217;importazione senza distinzione in particolare nelle regioni dove c’è maggiore mobilità e dove si sono registrati contagi e focolai come il Lazio ,Veneto , Lombardia ,Puglia ,Trento ,Piemonte Liguria ,Sicilia ,Calabria ,Basilicata ed Emilia Romagna . Sicuramente va combattuta anche l&#8217;immigrazione irregolare che è in aumento nel mese di giugno e vanno tutelati diritti umani e universali in particolare in Libia e aiutare i Paesi di origine nelle loro battaglie contro l&#8217;immigrazione irregolare con progetti concreti di cooperazione internazionale in loco e far rispettare gli accordi bilaterali. </em></p>



<p><em>Ribadiamo le nostre proposte e richieste urgenti al Governo Italiano:</em></p>



<p>Tessera prevenzione Covid 19 per i migranti irregolari in tutte le regioni</p>



<p>aumentare i controlli sanitari nei centri dei migranti in Italia</p>



<p>controllare tutti i provenienti dai Paesi a rischio sia migranti che turisti</p>



<p>coinvolgere di più i medici e i professionisti della sanità ed i medici di famiglia e i pediatri di origine straniera e italiani per intensificare la prevenzione e superare la difficoltà linguistica e paura di rivolgersi alle strutture pubbliche per non essere denunciati </p>



<p>sostenere la Tunisia in questo momento difficile che sta provocando una maggiore immigrazione verso l&#8217;Italia ,Francia ed i Paesi europei</p>



<p>aver un ruolo più incisivo in Libia a favore dei diritti umani e evitare tragedie e uccisioni dei migranti nei CPR come è successo ultimamente e succede da sempre con il silenzio di tutti</p>



<p>rivedere il sostegno ,il finanziamento e il rispetto dei diritti umani e universali della Guardia costiera libica .</p>
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		<title>&#8220;L’imprenditoria sociale giovanile e l’Agenda 2030”</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2020 07:15:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nazioni Unite: pubblicato il Rapporto Mondiale della Gioventù 2020. Il Dipartimento degli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite ha adottato in data 2 luglio il&#160;Rapporto Mondiale della Gioventù 2020 &#8211; “L’imprenditoria sociale giovanile&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/07/21/limprenditoria-sociale-giovanile-e-lagenda-2030/">&#8220;L’imprenditoria sociale giovanile e l’Agenda 2030”</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/20200710_104921-1-1024x706.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14434" width="768" height="529" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/20200710_104921-1-1024x706.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/20200710_104921-1-300x207.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/20200710_104921-1-768x530.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/20200710_104921-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure></div>



<h1>Nazioni Unite: pubblicato il Rapporto Mondiale della Gioventù 2020.</h1>



<p>Il Dipartimento degli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite ha adottato in data 2 luglio il<a href="https://unipd-centrodirittiumani.it/public/docs/Rapporto_sulla_gioventu_2020.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;Rapporto Mondiale della Gioventù 2020 &#8211; “L’imprenditoria sociale giovanile e l’Agenda 2030”.</a>&nbsp;Questo ha come obiettivo quello di abbattere gli ostacoli che rendono difficile l’accesso dei giovani all&#8217;imprenditoria sociale di successo, contribuendo di conseguenza allo sviluppo sostenibile e ad affrontare gli effetti socio economici negativi del COVID-19.&nbsp;</p>



<p>A causa della disoccupazione giovanile crescente nel mondo, aggravata in seguito all&#8217;emergenza sanitaria, il Rapporto esorta i governi ad adottare le misure necessarie per garantire l’accesso alla formazione, al supporto tecnico, alle reti e ai sistemi finanziari fondamentali per avviare un’impresa sociale giovanile.</p>



<p>Il Rapporto evidenzia come l’imprenditoria sociale possa essere un mezzo importante per migliorare l’inclusione sociale dei gruppi vulnerabili e per assicurare ai giovani un sostentamento economico, contribuendo allo stesso tempo alla concretizzazione degli <strong>Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile.</strong></p>



<p></p>



<p>Per approfondimenti: </p>



<p><a href="http://www.unric.org/it/agenda-2030?utm_source=rss&utm_medium=rss">Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile</a></p>



<p><a href="https://www.un.org/development/desa/en/news/social/2020-world-youth-report.html?utm_source=rss&utm_medium=rss">Nuove opportunità imprenditoriali per i giovani potrebbero ridurre la disoccupazione e portare benefici sociali</a></p>



<p></p>
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		<title>Covid-19 tra gli Indigeni dell&#8217;Amazzonia. I contagi tra le tribù mostrano un crescente pericolo</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2020 16:18:39 +0000</pubDate>
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<p>Marcia delle donne indigene in Brasile come resistenza alla politica repressiva di Bolsonaro. Foto: Eliane Fernandes / GfbV</p>



<p>Sei indigeni del popolo Nahua, tribù recentemente contattata, sono stati trovati infettati dal coronavirus. Vivevano in isolamento volontario nella parte peruviana del bacino amazzonico. Il contatto con le comunità più isolate è sempre associato a un alto rischio per loro. Già durante il loro ultimo contatto con il mondo esterno, più di 30 anni fa, sono state trasmesse malattie convenzionali, motivo per cui sono morti molti Nahua. Durante l&#8217;attuale pandemia, è più che irresponsabile cercare il contatto con i popoli isolati o addirittura forzarlo.</p>



<p>Purtroppo i popoli in isolamento e autosufficienti sono ripetutamente &#8220;visitati&#8221; contro la loro volontà. Gli invasori illegali entrano nei loro territori per tagliare legno o cercare l&#8217;oro. Gli evangelici che vengono a fare missione portano anche il Covid-19 e altre malattie. E poi ci sono sempre trasmissioni di malattie da parte di personale medico infetto che dovrebbe essere lì per aiutare. Ma la cosa più utile per questi indigeni è lasciarli decidere da soli sui loro contatti e proteggere la loro terra dagli invasori.</p>



<p>Un gruppo di lavoro per la protezione delle tribù isolate e recentemente contattate nella pandemia si riunisce per la prima volta in Brasile questo venerdì per discutere sul da farsi. È probabile che verrà presa la decisione di fornire l&#8217;accesso alle aree indigene con punti di controllo dove si possa essere testati per l&#8217;infezione. Molte comunità indigene hanno preso questa misura mesi fa. Il governo li ha duramente criticati per questo e sta cercando di fermare le misure di protezione. Almeno 20 indigeni, che in realtà sono isolati, hanno finora contratto il Covid-19 in Brasile.</p>



<p>Ci sono almeno 110 popolazioni indigene volontariamente isolate in tutto il mondo. La maggior parte di loro vive nel bacino amazzonico, tra Bolivia, Brasile e Perù. Hanno scelto l&#8217;isolamento soprattutto a causa di brutte esperienze di violenza e malattie infettive. I furti di terreni, il sovrasfruttamento delle materie prime nei loro territori e la distruzione ambientale ad essi associata ne minacciano l&#8217;esistenza.</p>
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		<title>&#8220;Imprese e diritti umani&#8221; Covid-19, diritti umani ed imprese: la strada da seguire</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2020 07:57:17 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/CGTN_charts_the_progress_of_COVID-19_over_the_past_months-1-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14310" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/CGTN_charts_the_progress_of_COVID-19_over_the_past_months-1-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/CGTN_charts_the_progress_of_COVID-19_over_the_past_months-1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/CGTN_charts_the_progress_of_COVID-19_over_the_past_months-1-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/CGTN_charts_the_progress_of_COVID-19_over_the_past_months-1-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/CGTN_charts_the_progress_of_COVID-19_over_the_past_months-1-2048x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>di Fabiana Brigante</p>



<p>Le implicazioni della diffusione pandemica da Covid-19 sui diritti umani sono state accuratamente documentate: numerose organizzazioni e membri della società civile hanno messo in luce l’incapacità di molti governi di proteggere i propri cittadini, così come è stato registrato il fallimento di un numero considerevole di imprese che non hanno rispettato i Principi Guida delle Nazioni Unite su Imprese e Diritti Umani.</p>



<p>In un precedente articolo della rubrica (disponibile <a href="https://www.peridirittiumani.com/2020/05/24/imprese-e-diritti-umani-covid-19-raccomandazioni-per-la-tutela-dei-diritti-dei-lavoratori/?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a>) si era parlato dei comportamenti che le imprese avrebbero dovuto adottare al fine per proteggere la salute ed i diritti dei propri dipendenti. Tuttavia, nel corso degli ultimi mesi numerose sono state le azioni legali intraprese contro alcune imprese per non aver adottato le necessarie misure di sicurezza, violando così l’obbligo di diligenza nei confronti dei propri lavoratori, obbligo – lo ricordiamo – enunciato nel Secondo Pilastro dei Principi Guida ONU. È questo il caso della azienda americana <em>Walmart</em>, citata in giudizio dai familiari di un dipendente deceduto dopo aver contratto il Covid-19. I ricorrenti hanno allegato la condotta negligente dell’azienda che non avrebbe adottato la dovuta diligenza nel sanificare i luoghi di lavoro e non si sarebbe adoperata per fornire ai propri dipendenti dispositivi di protezione individuale. Nell’occhio del ciclone sono finite anche <em>McDonalds</em> e <em>Celebrity Cruises</em>, contro cui i ricorrenti hanno presentato doglianze simili; in un ricorso presentato al Tribunale dello Stato dell’Illinois, i dipendenti di <em>McDonalds</em> hanno accusato l’azienda non solo di non aver fornito loro adeguati strumenti di protezione, ma anche di non aver informato il personale che un dipendente era risultato positivo all’infezione da Covid-19, esponendo così tutti al rischio del contagio.</p>



<p>Allo stesso modo, si sono verificate consistenti rimostranze in tutti il mondo di lavoratori che si sono visti trattenere i salari per lavori già eseguiti, o che hanno perso il posto di lavoro. È quanto è accaduto a Gazipur, in Bangladesh, tra le altre, dove operai della azienda tessile <em>Tech Tex Company Ltd</em> hanno scioperato per ottenere gli stipendi che non erano stati corrisposti. Nel Lesotho, oltre 50.000 lavoratori hanno scioperato per ottenere le indennità che era stata loro promessa a seguito di un accordo tra governo e sindacati. In Cambogia, il primo ministro Samdech Techo Hun Sen ha dichiarato la sospensione delle operazioni di circa 256 fabbriche di abbigliamento, calzature e articoli da viaggio, con ingenti conseguenze sulla vita di oltre 130.000 lavoratori.</p>



<p>Il quadro che risulta alla luce degli avvenimenti degli ultimi mesi è che gli attuali meccanismi di <em>governance</em> si sono rivelati insufficienti a proteggere adeguatamente i diritti dei lavoratori in tutte le operazioni commerciali e nelle catene di approvvigionamento. Anche i paesi con i sistemi giuridici più completi non hanno saputo offrire tutela alle categorie più vulnerabili. Strumenti di cd. <em>soft law </em>come i Principi Guida ONU – sebbene importanti – non sono stati in grado di colmare il vuoto normativo. La crisi causata dalla diffusione del Covid-19 ha dimostrato ancora una volta l’urgenza di creare meccanismi efficaci, giuridicamente vincolanti e incentrati sui diritti che impediscano in primo luogo che si verifichino violazioni dei diritti umani e che possano garantire alle vittime l’accesso a rimedi effettivi.</p>



<p>E se da un lato il Parlamento Europeo nella sua Risoluzione sull’azione combinata dell’Unione Europea per combattere la pandemia e le sue conseguenze ha sottolineato l’importanza della <em>due diligence</em> delle imprese nel rispetto dei diritti umani e diritti ambientali per prevenire e mitigare rischi futuri, dall’altro alcuni paesi hanno concentrato i propri sforzi per sollevare le imprese da possibili responsabilità legali. È quanto è avvenuto negli Stati Uniti, dove i governatori del North Carolina, Oklahoma, Utah e del Wyoming hanno firmato delle leggi che garantiscono l’immunità delle imprese per le cause relative al Covid-19.</p>



<p>Eppure, come è stato rimarcato dal gruppo di lavoro delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, le conseguenze economiche della pandemia hanno dimostrato l’urgenza di garantire maggiori tutele per gli individui. I tre pilastri dei Principi guida – “Proteggi, rispetta e rimedia” – sottolineano la necessità di mettere le persone al centro degli interessi degli attori commerciali. Le risposte alla pandemia e alla crisi economica non dovrebbero di certo tradursi in una flessione degli standard dei diritti umani.</p>



<p>Il secondo pilastro dei Principi guida riguarda la responsabilità delle imprese di rispettare i diritti umani; tale dovere per le imprese esiste indipendentemente dalle azioni che siano o meno intraprese dai governi. Le imprese dovranno dunque adottare la dovuta diligenza per prevenire o mitigare i rischi sui diritti umani che potrebbero derivare dalla situazione esistente sui propri lavoratori ed utenti. Ciò include, ad esempio, l’esistenza di misure preventive per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori nonché il congedo retribuito per malattia; in ogni caso, è importante che in questo processo si registri la partecipazione attiva dei soggetti coinvolti, come lavoratori e sindacati, sia nella fase di valutazione dei rischi che nella successiva fase di integrazione delle valutazioni nelle politiche aziendali.</p>



<p>Un elemento centrale e spesso dimenticato riguarda la necessità di assicurare alla vittime anche solo potenziali di violazioni dei diritti fondamentali l’accesso a meccanismi di rimedio, sia legali che interni all’impresa. Affermare l’esistenza di determinati diritti senza tuttavia consentire l&#8217;accesso a un ricorso effettivo in caso di abuso provocherebbe infatti una inevitabile frustrazione degli stessi. Consentire l’accesso ai rimedi non ha senso solo oggi per una migliore risposta alla crisi attuale, ma è anche fondamentale per prevenire future violazioni dei diritti umani.</p>



<p>Gli Stati e gli attori privati devono sfruttare questo momento per non tornare al <em>business-as-usual</em>, ma per forgiare una nuova normalità basata sugli standard forniti dai Principi Guida.</p>
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