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	<title>crimini Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Jenin, urgente bisogno di agire</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Aug 2023 08:42:14 +0000</pubDate>
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<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><a href="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2023/07/Jenin.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2023/07/Jenin-300x180.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-151530"/></a></figure></div>



<p><em>L’appello del Coordinamento Europeo delle Associazioni e Comitati per la Palestina (ECCP) con un video.</em></p>



<p>Gentile Ministro degli Affari Esteri,</p>



<p>Nella notte del 2 luglio l’esercito israeliano ha lanciato una offensiva in grande stile contro la città di Jenin e il suo campo profughi- con migliaia di soldati e centinaia di veicoli militari – accompagnata da attacchi da elicotteri e da droni. Fino ad ora si contano 10 morti e centinaia di feriti. Almeno 3000 persone sono state evacuate senza però avere un rifugio. Questa è la maggiore operazione in Cisgiordania degli ultimi 20 anni. Inoltre i soldati impediscono qualsiasi intervento sanitario. I giornalisti vengono presi di mira e viene loro negato l’accesso al campo. Sotto gli occhi del mondo viene perpetrato un altro enorme crimine di guerra.</p>



<p>La propaganda israeliana con grande nonchalance ha parlato di “azione contro terroristi e contro l’Iran” e dice che Israele non ha intenzione di “occupare” la città, come se Jenin, Gerusalemme est e tutti i Territori Palestinesi non fossero sotto occupazione dal 1967. Dovendo affrontare la violenza senza fine dell’occupazione, l’accelerazione della colonizzazione e il furto della terra, le regolari incursioni militari e la violenza in aumento dei coloni, e tutto ciò in totale assenza di protezione della popolazione da parte dell’autorità palestinese e della comunità internazionale, un numero sempre maggiore di giovani palestinesi sceglie di difendere le proprie famiglie e i propri quartieri con le armi.</p>



<p>La inazione della comunità internazionale pur nella brutale occupazione durata già 56 anni è in parte responsabile di avere spinto questi giovani palestinesi verso la resistenza armata. Tuttavia, per essere chiari, un popolo sotto occupazione ha il diritto di resistere all’occupazione anche con la lotta armata (protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Ginevra). E’ arrivato il momento che la comunità internazionale agisca per mettere uno stop alla sua non voluta complicità. Questa incursione nulla ha a che fare con il “controterrorismo” o con la “sicurezza” che Israele usa con retorica ingannevole per giustificare l’ingiustificabile. Anche se Israele come ogni paese ha diritto alla sicurezza. E’ assurdo rivendicare che la sicurezza di una potenza occupante con il più forte esercito della regione è minacciata da un popolo che resiste all’occupazione con mezzi rudimentali. Anche i Palestinesi hanno il diritto a sicurezza e protezione. E soprattutto le loro vite hanno poca importanza agli occhi del governo israeliano che è palesemente razzista e che implementa una politica di apartheid. Questa sanguinosa offensiva militare sembra proseguire senza una decisiva azione della comunità internazionale.</p>



<p>Quando una autorità responsabile non solo non protegge i civili sotto il suo controllo ma diventa responsabile di perpetrare gravi crimini, la comunità internazionale ha la responsabilità di proteggerli.</p>



<p>Chiediamo alla UE, ai suoi membri e agli altri paesi Europei di:</p>



<ul><li>Aumentare urgentemente la presenza diplomatica a Jenin per dimostrare che la comunità internazionale sta guardando<br>Provvedere protezione ai Palestinesi</li><li>Fare terminare il presente massacro e prevenire il suo annunciato sviluppo</li><li>Usare tutti i mezzi, compreso l’embargo di armi e sanzioni per far pressione sul governo Israeliano affinchè si comporti secondo le regole legali.</li></ul>



<p>Avete la responsabilità di evitare un altro crimine di stato come l’assalto violento senza precedenti al campo di Jenin nell’aprile 2002.</p>



<p>Paola Manduca</p>



<p>Presidente NWRG (New weapons research group)</p>



<p>Luisa Morgantini</p>



<p>Presidente AssopacePalestina</p>



<p>Alessandra Mecozzi</p>



<p>Presidente Cultura è Libertà</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-european-coordination-of-committees-and-associations-for-palestine wp-block-embed-european-coordination-of-committees-and-associations-for-palestine"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="EjSK7NYyv7"><a href="https://www.eccpalestine.org/jenin-urgente-bisogno-di-agire/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Jenin, urgente bisogno di agire!</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" title="&#8220;Jenin, urgente bisogno di agire!&#8221; &#8212; European Coordination of Committees and Associations for Palestine" src="https://www.eccpalestine.org/jenin-urgente-bisogno-di-agire/embed/#?secret=EjSK7NYyv7&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-secret="EjSK7NYyv7" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>
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		<title>10 dicembre, Giornata dei Diritti Umani: mobilitazione internazionale per Julian Assange</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2022 10:16:28 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>(da pressenza.it)</p>



<p>Il 10 dicembre si avvicina e in tutto il mondo si preparano eventi per chiedere la liberazione di Julian Assange, opporsi alla sua estradizione negli Stati Uniti e denunciare la gravissima violazione dei diritti umani di cui è vittima da anni. Come si ripete dovunque, non c’è in gioco solo la vita di un giornalista perseguitato per aver rivelato terribili crimini di guerra, ma anche la libertà di stampa e il nostro diritto di cittadini di essere informati sull’operato dei governi.</p>



<p>Come nel caso della&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2022/10/maratona-per-julian-assange-migliaia-di-persone-collegate-on-line-decine-di-eventi-e-molto-altro/?utm_source=rss&utm_medium=rss">maratona del 15 ottobre</a>, l’appello alla creatività degli attivisti ha dato luogo a eventi molto diversi tra loro, ma legati da un filo conduttore: la volontà non solo di protestare, ma anche di far sentire calore, gratitudine, vicinanza e solidarietà a un uomo prigioniero da anni in una minuscola cella. E con lui a tutti i prigionieri politici del mondo.</p>



<p>Proprio da questo nasce l’idea di Team Assange&nbsp;<strong>Sydney&nbsp;</strong>di aggiungere all’abituale presidio davanti all’ufficio del Primo Ministro australiano Anthony Albanese un momento per riflettere, meditare, pregare e mandare pensieri positivi di benessere, forza e libertà per Julian. Con lo stesso spirito a&nbsp;<strong>Londra&nbsp;</strong>il presidio di solidarietà davanti alla&nbsp;<strong>Prigione di Belmarsh</strong>&nbsp;si arricchirà con nastri gialli e 40 piccole lanterne di carta per illuminare l’oscurità ed esprimere calore e vicinanza ad Assange. Lanterne che verranno accese anche ad&nbsp;<strong>Amburgo.&nbsp;</strong>Al Parco di Studio e Riflessione di&nbsp;<strong>Attigliano</strong>&nbsp;si terrà una cerimonia di benessere per Assange e per tutti i prigionieri politici del mondo e a&nbsp;<strong>Trieste</strong>&nbsp;una fiaccolata.</p>



<p>A&nbsp;<strong>Manchester&nbsp;</strong>la vena artistica degli attivisti già manifestata il 15 ottobre si tradurrà in un’azione stradale nella centrale Market Street con musica e discorsi. Musica anche a&nbsp;<strong>Ulm</strong>, mentre a&nbsp;<strong>New York&nbsp;</strong>Countdown to Freedom e NYC Free Assange organizzeranno un presidio davanti al Consolato Britannico. A&nbsp;<strong>Tenochtitlan&nbsp;</strong>il presidio della Coalición Vida y Libertad Julian Assange davanti all’ambasciata del Regno Unito proseguirà con una marcia fino all’ambasciata degli USA. Una marcia si terrà anche a&nbsp;<strong>Norimberga</strong>&nbsp;e a&nbsp;<strong>Brisbane&nbsp;</strong>verranno organizzate assemblee.</p>



<p>Una forma di protesta che si ripeterà in molti luoghi è quella del flash mob “Bring your chair”: la vedremo, organizzata in molti casi da Free&nbsp;Assange&nbsp;Wave, a&nbsp;<strong>Barcellona, Girona</strong>,&nbsp;<strong>Mar del Plata, Parigi, Vienna, Colonia, Bruxelles, Namur, Adelaide, Magnetic Island, Viseu, Reggio Emilia&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Perugia</strong>, in alcune città, come&nbsp;<strong>Como</strong>,&nbsp;<strong>Milano e Roma</strong>, nella versione Stand4Truth.</p>



<p>E sempre a&nbsp;<strong>Roma</strong>, davanti all’ambasciata del Regno Unito a Porta Pia, gli attivisti di Free Assange Italia costruiranno una pila di scatole-regalo natalizie, leggendo al microfono le relative etichette, ognuna delle quali menzionerà una&nbsp;rivelazione di WikiLeaks e il corrispondente diritto umano che è stato così tutelato, come ringraziamento ad Assange per aver difeso i nostri diritti. A&nbsp;<strong>Reggio Emilia</strong>&nbsp;il flash mob sarà seguito da un incontro con vari interventi e uno spazio politico-musicale.</p>



<p>La&nbsp;<a href="https://www.24hassange.org/it/iniziative/?utm_source=rss&utm_medium=rss">mappa</a>&nbsp;delle iniziative, in continuo aggiornamento, si può consultare nel sito&nbsp;<a href="https://www.24hassange.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.24hassange.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>&nbsp;ed è aperta fino all’ultimo a nuove segnalazioni scrivendo alla mail&nbsp;<a href="mailto:24hAssange@proton.me">24hAssange@proton.me</a>. Al momento sono previsti eventi in Italia, Spagna, Francia, Belgio, Germania, Austria, Portogallo, Regno Unito, Messico, Argentina, Stati Uniti e Australia.</p>



<p>Come si era detto il 15 ottobre, le iniziative per Julian Assange continuano e continueranno. Solo la pressione dell’opinione pubblica mondiale potrà ottenere la sua liberazione.</p>
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		<title>I Diritti Umani soffocati dalla Cina</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 07:57:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli Con il presidente Xi Jinping al timone, il governo cinese ha raddoppiato la repressione all&#8217;interno e all&#8217;esterno del Paese nel 2021. La sua politica di &#8220;tolleranza zero&#8221; nei confronti del Covid-19&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/PIC.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="705" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/PIC-1024x705.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16695" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/PIC-1024x705.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/PIC-300x207.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/PIC-768x529.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/PIC-1536x1058.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/PIC.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>FILE PHOTO: Ethnic Uighur demonstrators take part in a protest against China, in Istanbul, Turkey October 1, 2020. REUTERS/Murad Sezer/File Photo</figcaption></figure>



<p></p>



<p>di Nicole Fraccaroli </p>



<p>Con il presidente Xi Jinping al timone, il governo cinese ha raddoppiato la repressione all&#8217;interno e all&#8217;esterno del Paese nel 2021. La sua politica di &#8220;tolleranza zero&#8221; nei confronti del Covid-19 ha rafforzato la mano delle autorità, che hanno imposto politiche dure in nome dell&#8217;opinione pubblica a favore della salute del Paese.<br>Il governo cinese ha spinto per valori più conservatori nel 2021, riducendo lo spazio per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) e delle donne, questioni precedentemente considerate meno delicate. Pechino è diventata meno tollerante alle critiche degli imprenditori privati. A luglio 2021, i tribunali hanno condannato a 18 anni Sun Dawu, un magnate agricolo<br>sostenitore degli attivisti per i diritti umani, per crimini vaghi, dopo aver emesso una condanna altrettanto dura a Ren Zhiqiang, uno schietto magnate del settore immobiliare.<br>L&#8217;ultima promessa di Xi di affrontare la disuguaglianza e offrire una &#8220;prosperità comune&#8221; suona vuota mentre il suo governo soffoca le voci di base. Dopo l&#8217;auto-immolazione di un autista di camion per le consegne a gennaio, il governo ha rafforzato i controlli normativi per proteggere i lavoratori, ma allo stesso tempo ha anche represso il loro attivismo. La disuguaglianza in rapida espansione della Cina ha portato alcuni giovani a sostenere una forma di resistenza passiva nota come &#8220;tang ping&#8221; &#8211; rinuncia al consumo e lavoro umiliante &#8211; un concetto che il governo ha condannato e censurato.<br>Le autorità di Pechino e Hong Kong si sono mosse in modo aggressivo per revocare i diritti a Hong<br>Kong.<br>Attivisti pro-democrazia sono stati arbitrariamente arrestati e detenuti. A gennaio 2021, le autorità hanno arrestato 53 politici per &#8220;sovversione&#8221; per il loro coinvolgimento in un sondaggio dell&#8217;opinione pubblica del luglio 2020. A settembre, tre membri del gruppo Student Politicism sono stati arrestati per “cospirazione per incitare alla sovversione” per aver consegnato del cibo ai manifestanti incarcerati. La gente comune è stata arrestata per disprezzo pubblico, ad esempio per aver esposto bandiere con lo slogan di protesta bandito del 2019, &#8220;Reclaim Hong Kong, Revolution of Our Times&#8221;.<br>Per la prima volta la polizia ha censurato Internet bloccando i siti web. Nel gennaio 2021, la polizia ha ordinato ai fornitori di servizi Internet di bloccare l&#8217;accesso a HKChronicles.com, un sito Web che documenta gli abusi della polizia ma che aveva anche rivelato informazioni personali sugli agenti di polizia. A giugno, una società di hosting israeliana ha rimosso il sito web di un&#8217;iniziativa<br>per l&#8217;esilio di Hong Kong, la Carta di Hong Kong del 2021, su richiesta della polizia di Hong Kong, sebbene abbia ripristinato il sito a seguito di una protesta internazionale.<br>La libertà accademica è peggiorata. Le amministrazioni universitarie sono state ostili nei confronti dei sindacati studenteschi per tutto il 2021, mentre un certo numero di accademici è stato licenziato o i loro contratti non sono stati rinnovati a causa delle loro opinioni a favore della democrazia.</p>



<p>A questo straziante scenario di continue violazioni di diritti umani e libertà fondamentali, altri dettagli supportati da testimonianze e prove si aggiungono alla sanguinosa lista: la Cina è stata accusata di aver commesso crimini contro l&#8217;umanità e forse genocidio contro la popolazione uigura e altri gruppi etnici per lo più musulmani nella regione nord-occidentale dello Xinjiang.</p>



<p>I gruppi per i diritti umani ritengono che la Cina abbia detenuto più di un milione di uiguri contro la loro volontà negli ultimi anni in una vasta rete di quelli che lo stato chiama &#8220;campi di rieducazione&#8221; e condannato centinaia di migliaia di persone a pene detentive.<br>Una serie di documenti e rapporti della polizia ottenuti dalla BBC nel 2022 ha rivelato dettagli sull&#8217;uso da parte della Cina di questi campi e descritto l&#8217;uso quotidiano di ufficiali armati e l&#8217;esistenza di una politica di “sparare per uccidere” contro coloro che cercano di scappare.<br>Gli Stati Uniti sono tra i diversi paesi ad aver precedentemente accusato la Cina di aver commesso un genocidio nello Xinjiang. I principali gruppi per i diritti umani, come Amnesty International e Human Rights Watch, hanno pubblicato rapporti che accusano la Cina di crimini contro l&#8217;umanità.<br>La Cina nega tutte le accuse di violazioni dei diritti umani nello Xinjiang. Il governo cinese &#8211; parlando dopo che sono stati pubblicati i dettagli degli archivi della polizia dello Xinjiang &#8211; ha affermato che la pace e la prosperità portate nello Xinjiang come risultato delle sue misure antiterrorismo sono state la migliore risposta a &#8220;ogni sorta di bugie&#8221;.</p>



<p>Il sentimento anti-Han e separatista è cresciuto nello Xinjiang dagli anni &#8217;90, a volte sfociando in violenza. Nel 2009 circa 200 persone sono morte negli scontri nello Xinjiang, che i cinesi hanno attribuito agli uiguri e al loro intento di volere un proprio stato. Ma negli ultimi anni una massiccia repressione della sicurezza ha represso il dissenso.<br>Lo Xinjiang è ora coperto da una pervasiva rete di sorveglianza, tra cui polizia, posti di blocco e telecamere che scansionano qualsiasi cosa, dalle targhe ai singoli volti. Secondo Human Rights Watch, la polizia utilizza anche un&#8217;app mobile per monitorare il comportamento delle persone, ad esempio quanta elettricità stanno consumando e quanto spesso usano la porta d&#8217;ingresso del “campo di rieducazione”.<br>Dal 2017, quando il presidente Xi Jinping ha emesso un ordine in cui si affermava che tutte le religioni in Cina dovrebbero essere di orientamento cinese, ci sono state ulteriori repressioni. Gli attivisti affermano che la Cina stia cercando di sradicare la cultura uigura.<br>Diversi paesi, oltre agli Stati Uniti, come Regno Unito, Canada e Paesi Bassi hanno accusato la Cina di aver commesso un genocidio &#8211; definito dalla convenzione internazionale come &#8220;l&#8217;intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso&#8221;.<br>Le dichiarazioni seguono i rapporti secondo cui, oltre a internare gli uiguri nei campi, la Cina ha sterilizzato con la forza le donne uigure per reprimere la popolazione, separando i bambini dalle madri.<br>Ci sono circa 12 milioni di uiguri, per lo più musulmani, che vivono nello Xinjiang, che è ufficialmente conosciuta come la regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR).<br>Gli uiguri parlano la propria lingua, che è simile al turco, e si considerano culturalmente ed etnicamente vicini alle nazioni dell&#8217;Asia centrale. Costituiscono meno della metà della popolazione dello Xinjiang.<br>Lo Xinjiang è una regione prevalentemente desertica e produce circa un quinto del cotone mondiale.<br>Nel dicembre 2020, una ricerca monitorata dalla BBC ha mostrato che fino a mezzo milione di persone erano costrette a raccogliere cotone nello Xinjiang. Ci sono prove che confermato la costruzione di nuove fabbriche all&#8217;interno dei campi di rieducazione.<br>La regione è anche ricca di petrolio e gas naturale e per la sua vicinanza all&#8217;Asia centrale e all&#8217;Europa è vista da Pechino come un importante collegamento commerciale.<br>All&#8217;inizio del XX secolo, gli uiguri dichiararono brevemente l&#8217;indipendenza per la regione, ma nel 1949 fu portata sotto il completo controllo del nuovo governo comunista cinese.</p>



<p>Un comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite nel 2018 ha affermato di avere documentazioni credibili secondo cui la Cina<br>tratteneva fino a un milione di persone in &#8220;centri antiestremismo&#8221; nello Xinjiang.<br>La Cina nega tutte le accuse di violazioni dei diritti umani nello Xinjiang. In risposta agli archivi della polizia dello Xinjiang, il portavoce del ministero degli Esteri cinese ha detto alla BBC che i documenti erano &#8220;l&#8217;ultimo esempio di voci anti-cinesi che cercano di diffamare la Cina&#8221;. Ha inoltre affermato che lo Xinjiang gode di stabilità e prosperità e che i residenti vivono una vita felice e<br>realizzata.<br>La Cina afferma che la repressione nello Xinjiang è necessaria per prevenire il terrorismo e sradicare l&#8217;estremismo islamista e guarda ai campi come ad uno strumento efficace per rieducare i detenuti nella sua lotta contro il terrorismo.<br>Insiste inoltre sul fatto che i militanti uiguri stiano conducendo una violenta campagna per uno stato indipendente pianificando attentati, sabotaggi e disordini civici.</p>



<p>Un rapporto tanto atteso dall&#8217;Ufficio dell&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR) in quella che la Cina chiama la regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR) ha concluso, il 31 agosto 2022, che &#8220;gravi violazioni dei diritti umani&#8221; sono state commesse e perpetrate contro gli uiguri e &#8220;altre comunità”.<br>Il rapporto pubblicato sulla scia della visita dell&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Michelle Bachelet a maggio 2022, afferma che &#8220;le accuse di tortura o maltrattamenti, inclusi trattamenti medici forzati e condizioni avverse di detenzione, sono credibili, così come le accuse di singoli episodi di violenza sessuale e di genere”.<br>L’OHCHR ha affermato che l&#8217;entità delle detenzioni arbitrarie contro uiguri e altri, nel contesto di &#8220;restrizioni e privazione più in generale dei diritti fondamentali, goduti individualmente e collettivamente, possono costituire crimini internazionali, in particolare crimini contro l&#8217;umanità&#8221;.<br>Inoltre, il rapporto afferma che le politiche del governo cinese nella regione hanno &#8220;oltrepassato i confini&#8221;, separando le famiglie, &#8220;recidendo&#8221; i contatti, producendo &#8220;schemi di intimidazioni e minacce&#8221; contro la più ampia diaspora uigura che ha parlato delle condizioni in casa.<br>L&#8217;OHCHR ha affermato che il governo cinese &#8220;ha il dovere principale di garantire che tutte le leggi e le politiche siano conformi al diritto internazionale sui diritti umani e di indagare tempestivamente su eventuali accuse di violazione dei diritti umani, di garantire la responsabilità degli autori e di fornire riparazione alle vittime.”<br>Il rapporto invita la Cina a intraprendere una revisione legale completa delle sue politiche di sicurezza nazionale e antiterrorismo in XUAR, &#8220;per garantire la loro piena conformità con il diritto internazionale vincolante sui diritti umani&#8221; e abrogare tutte le leggi che non rispettano gli standard internazionali. Il rapporto in questione chiede inoltre una pronta indagine da parte del governo sulle<br>presunte violazioni dei diritti umani nei campi e in altre strutture di detenzione, “comprese le accuse di tortura, violenza sessuale, maltrattamenti, cure mediche forzate, così come i lavori forzati e le denunce di decessi in custodia. &#8220;</p>



<p>Purtroppo non ci sarebbe grande stupore qualora la Cina decidesse di non implementare queste raccomandazioni e di proseguire invece con la sanguinosa politica: questo rappresenta uno scenario che si è ripetuto svariate volte in diversi contesti coinvolgendo diversi Paesi responsabili. Seppur non un caso diverso dagli altri, esso non deve diventare la norma né la realtà. Se la Cina non è in<br>grado, o manca di volontà, per proteggere coloro che si trovano sotto la sua giurisdizione, è dunque un dovere della Comunità Internazionale intervenire per garantire il rispetto dei diritti umani e prevenirne serie violazioni.</p>
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		<title>24h per Assange</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2022 08:19:57 +0000</pubDate>
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<p>Associazione Per i Diritti umani aderisce e divulga.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/assange.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="782" height="765" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/assange.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16612"/></a></figure>



<p><em>Pressenza promuove, insieme alle numerose realtà in continuo aggiornamento che leggete in calce, una maratona di 24 ore per la libertà di Julian Assange. Qui sotto l’invito/appello. Partecipate numerosi.</em></p>



<p>Julian Assange è un uomo, un giornalista che ha rivelato i crimini e i criminali delle guerre in Afghanistan e in Iraq degli Stati Uniti.</p>



<p>Julian Assange per questo è stato punito, è stato ingiustamente incarcerato e imbavagliato, gli è stato impedito di fare informazione. Mentre i crimini e i criminali sono impuniti e assolti.</p>



<p>Julian Assange rischia di essere estradato negli Stati Uniti e condannato a morte con 175 anni di carcere.</p>



<p>Julian Assange ha due figli piccoli e ha accanto una compagna e avvocata, Stella Assange, che continua a lottare.</p>



<p>Julian Assange è il simbolo di tutti i giornalisti, le giornaliste, le voci libere che con lui possono essere messe a tacere.</p>



<p>Julian Assange rappresenta un modello di mondo nuovo e migliore dove l’ingiustizia va condannata e i diritti umani difesi.</p>



<p>Sono sempre più numerose le iniziative per la libertà di Assange e per impedirne la pericolosa estradizione negli USA.</p>



<p>Ti invitiamo a partecipare a un’iniziativa grandiosa che possa far conoscere il suo caso in tutto il pianeta: 24 ore non stop dove giornalisti, attivisti, artisti, persone di cultura manifesteranno in tutto il pianeta per la libertà di Julian. Il 15 Ottobre sul Pianeta Terra.</p>



<p>Aderisci a:&nbsp;<a href="mailto:24hAssange@proton.me" target="_blank" rel="noreferrer noopener">24hAssange@proton.me</a></p>



<p>Prossimamente attivo il sito web<a href="http://www.24hassange.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss"> http://www.24hassange.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> in varie lingue.</p>



<p></p>



<p>Qui promotori e adesioni in continuo aggiornamento:</p>



<p><strong>Comitato promotore</strong></p>



<p><em>Organizzazioni e testate:</em></p>



<p>Amnesty International</p>



<p>Articolo21</p>



<p>Atlante delle guerre</p>



<p>Free Assange Italia</p>



<p>Italia che Cambia</p>



<p>Left</p>



<p>Media Alliance</p>



<p>Pressenza</p>



<p>Terra Nuova</p>



<p>transform! Italia</p>



<p>Sostenitori di Julian Assange</p>



<p>Sovranità Popolare</p>



<p>Unimondo</p>



<p>Ecomapuche</p>



<p><em>Persone:</em></p>



<p>Daniela Bezzi</p>



<p>Maurizio del Bufalo, Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli</p>



<p>Renato Giuseppe Napoli (EarthProtector-StopEcocide)<br>Maurizio Torti</p>



<p>Dale Zaccaria</p>



<p><strong>Adesioni alla campagna</strong></p>



<p><em>Organizzazioni e testate:</em></p>



<p>La Comunità per lo Sviluppo Umano</p>



<p>PeaceLink</p>



<p><em>Persone:</em></p>



<p>Maurizio Acerbo</p>



<p>Cecilia Capanna</p>



<p>Marco Cappato (associazione Luca Coscioni)</p>



<p>Geraldina Colotti</p>



<p>Pietro Folena</p>



<p>Alessandro Hellmann (autore)</p>



<p>Lazzaro Pappagallo</p>



<p>Stefania Maurizi</p>



<p>Vincenzo Vita</p>
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		<title>La lenta morte dei Rohingya</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2022 08:15:23 +0000</pubDate>
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<p><br>Myanmar, quinto anniversario del genocidio dei Rohingya (25 agosto)</p>



<p></p>



<p>Poiché l’attenzione del mondo si è concentrata sulla guerra di Putin contro l’Ucraina, la situazione catastrofica del Myanmar è stata<br>completamente dimenticata. In occasione del quinto anniversario del genocidio dei Rohingya, il 25 agosto, l’Associazione per i Popoli<br>Minacciati (APM) riguardo ai Rohingya ha dichiarato che la comunità internazionale e le Nazioni Unite stanno fallendo su tutta la linea. I<br>singoli Stati stanno cercando di mitigare la catastrofe umanitaria, ma difficilmente hanno accesso alle persone colpite. Alcuni progetti hanno già dovuto interrompere il loro lavoro.<br>Dalle crudeli “azioni di pulizia” contro i Rohingya di cinque anni fa, la loro condizione non è praticamente cambiata. 130.000 Rohingya<br>deportati e sfollati si trovano ancora in campi all’aperto dove le dure condizioni di vita, deliberatamente imposte, alimentano la situazione di disastro umanitario. Manca tutto: alloggi, cibo, servizi igienici e cure mediche sono inadeguati. I tassi di malattia e di mortalità sono in aumento. La sopravvivenza a lungo termine dei residenti dei campi non è garantita. La loro libertà di movimento continua a essere massicciamente limitata, gli arresti sono aumentati significativamente nell’ultimo anno e il regime militare continua a negare con veemenza l’esistenza dei Rohingya come gruppo etno-religioso. La situazione nello Stato di Rakhine (Arakan) del Myanmar è terribile. Rimangono inoltre esclusi dal governo ombra, il Governo di Unità Nazionale (NUG), mentre altri gruppi etnici vi sono rappresentati. Rimane impossibile per le centinaia di migliaia di rifugiati tornare a casa.<br>“Non si può negare una parte di responsabilità della comunità internazionale nella catastrofe dei diritti umani in Myanmar”, afferma<br>anche la dott.ssa Ambia Perveen, presidente del Consiglio europeo dei Rohingya (ERC). “Non c’è alcuna risposta ai crimini contro l’umanità e alle violazioni del diritto internazionale umanitario”. L’inflazione e la pandemia di Coronavirus, entrambe esacerbate dal colpo di Stato militare, hanno lasciato l’economia e le reti di sicurezza sociale a pezzi. Più di 3 milioni di persone nel Paese dipendono dagli aiuti umanitari. L’accesso ad essa è deliberatamente ostacolato dall’esercito attraverso ostacoli burocratici e bloccato del tutto in alcune parti del Paese.<br>La comunità internazionale non deve permettere che questa tragedia accada! Le armi e i beni a doppio uso non devono più raggiungere la giunta militare. Oltre ad aumentare gli aiuti umanitari, la comunità internazionale deve sostenere pienamente il lavoro della Corte internazionale di giustizia e della Corte penale internazionale e, in conformità con il principio del diritto internazionale, aprire processi contro i responsabili. I contatti con il NUG devono avere come condizione che anche i Rohingya siano considerati nel governo. Infine, il Bangladesh, l’Indonesia, l’India e la Thailandia devono essere sostenuti e aiutati a migliorare la situazione dei rifugiati del Myanmar.</p>
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		<title>Srebrenica: città sinonimo di un fallimento e di una nuova promessa di responsabilità di fronte a severe violazioni dei diritti umani</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2022 07:54:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli Il nome Srebrenica è diventato sinonimo di quei giorni bui del luglio 1995 quando, nella prima area di sicurezza dichiarata dalle Nazioni Unite, migliaia di uomini e donne furono sistematicamente assassinati&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/07/13/srebrenica-citta-sinonimo-di-un-fallimento-e-di-una-nuova-promessa-di-responsabilita-di-fronte-a-severe-violazioni-dei-diritti-umani/">Srebrenica: città sinonimo di un fallimento e di una nuova promessa di responsabilità di fronte a severe violazioni dei diritti umani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<p>di Nicole Fraccaroli </p>



<p></p>



<p>Il nome Srebrenica è diventato sinonimo di quei giorni bui del luglio 1995 quando, nella prima area di sicurezza dichiarata dalle Nazioni Unite, migliaia di uomini e donne furono sistematicamente assassinati e sepolti in fosse comuni. Le vittime, che erano musulmane, sono state assassinate a causa della loro identità. Questa è stata la peggiore atrocità sul suolo europeo dopo la seconda guerra mondiale.</p>



<p>Nel luglio 1995, circa 8.000 musulmani, uomini, donne, ragazzi e ragazze, sono stati uccisi a Srebrenica, una città della Bosnia ed Erzegovina nell&#8217;Europa sudorientale, dalle forze serbo-bosniache guidate dal comandante Ratko Mladić. Questi omicidi furono successivamente classificati come crimine di genocidio dai tribunali internazionali che indagarono sul massacro.</p>



<p>La disintegrazione della Jugoslavia nel 1991 ha gettato nel caos l&#8217;Europa sudorientale e centrale e ha portato a violente guerre interetniche nella regione negli anni successivi. In molti modi, le violenze perpetrate contro bosniaci o musulmani bosniaci durante il massacro di Srebrenica sono state il risultato di tale conflitto regionale. Secondo alcuni ricercatori, questo massacro è stata la peggiore atrocità contro i civili in Europa dall&#8217;Olocausto.</p>



<p>La guerra in Bosnia, avvenuta tra il 1992 e il 1995, ha visto un periodo di sfollamento e pulizia etnica dei musulmani bosniaci e dei croati bosniaci da parte dell&#8217;esercito serbo-bosniaco e delle forze paramilitari. Durante la guerra, il massacro di Srebrenica iniziò l&#8217;11 luglio 1995 quando il comandante Ratko Mladić occupò la città di Srebrenica. Migliaia di famiglie musulmane bosniache hanno cercato rifugio presso il Dutchbat, un battaglione olandese delle forze delle Nazioni Unite che era stato schierato in seguito agli sconvolgimenti durante la guerra in Bosnia, credendo che l&#8217;area sotto il loro controllo fosse una zona sicura.</p>



<p>Tale missione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite guidata dai Paesi Bassi non è riuscita a fermare questi omicidi e molti musulmani bosniaci avevano cercato rifugio credendo che fosse una zona protetta. Alcuni esperti affermano che i fallimenti di questa missione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite siano stati così severi da non proteggere i musulmani bosniaci con la conseguenza di aver consegnato attivamente ragazzi e uomini alle forze serbo-bosniache sapendo che sarebbero stati uccisi. Questa zona sicura in seguito cadde sotto il controllo delle forze serbo-bosniache dopo la resa delle forze olandesi. Si ritiene che gli 8.000 musulmani uccisi durante questo massacro siano stati assassinati entro due settimane dall&#8217;inizio dell&#8217;occupazione di Srebrenica.</p>



<p>Non sono stati solo i bambini, i ragazzi e gli uomini a subire atrocità e uccisioni. Il massacro ha visto anche diffusi crimini contro le donne, in cui ragazze e donne sono state vittime di violenze e stupri. Nelle loro testimonianze all&#8217;indomani del massacro, le vittime, comprese ragazze e donne, hanno affermato di non aver ricevuto alcuna protezione, nonostante le forze armate abbiano assistito alle violenze perpetrate davanti a loro. Ci sono state anche testimonianze in cui i sopravvissuti hanno raccontato come le forze serbo-bosniache avessero costretto i musulmani bosniaci a scavarsi le proprie tombe. A 27 anni dal massacro, i corpi delle vittime continuano a essere trovati in fosse comuni.</p>



<p>Il Tribunale Penale Internazionale per l&#8217;ex Jugoslavia (Tribunale Internazionale <em>ad hoc</em>) che ha indagato sui crimini di guerra avvenuti durante il conflitto nei Balcani negli anni &#8217;90, ha rilevato che l&#8217;esercito serbo-bosniaco ha compiuto sforzi per rimuovere i corpi da queste fosse comuni in altri siti nel tentativo di nascondere la portata dei crimini e degli omicidi. Questa rimozione dei corpi ha reso difficile l&#8217;identificazione delle vittime e le indagini del tribunale hanno dimostrato che in molti casi le parti del corpo della stessa vittima sono state trovate in tombe diverse. Il tribunale ha inoltre stabilito come questo sia un indicatore del fatto che le uccisioni dei musulmani bosniaci siano state premeditate e ampiamente pianificate.</p>



<p>Nel 1995, il Tribunale Penale Internazionale <em>ad hoc</em> ha incriminato Ratko Mladić e Radovan Karadžić, presidente della Republika Srpska, per crimini di guerra contro i musulmani bosniaci a Srebrenica. Successivamente, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ha presentato il suo rapporto sul massacro di Srebrenica nel 1999 riconoscendo i fallimenti delle Nazioni Unite nel prevenire il massacro e ha affermato come &#8220;la tragedia di Srebrenica perseguiterà per sempre la storia delle Nazioni Unite&#8221;.</p>



<p>Per i Paesi Bassi, i fallimenti del Dutchblat e le notizie sulla partecipazione delle truppe alle violenze perpetrate contro i serbi bosniaci hanno portato a un&#8217;indagine del governo nel 1996. Un rapporto pubblicato sette anni dopo ha riconosciuto i fallimenti di questa missione di mantenimento della pace e il governo olandese ha ammesso una certa responsabilità per l’incapacità di proteggere le vittime durante il massacro.</p>



<p>Nel marzo 2003, la Bosnia ed Erzegovina ha avviato le proprie indagini sul massacro di Srebrenica, basandosi pesantemente sulle conclusioni del Tribunale Penale Internazionale per l&#8217;ex Jugoslavia, concluse l&#8217;anno successivo, con il governo che ha ammesso la commissione di crimini contro i musulmani bosniaci. Alcuni nazionalisti nel paese non si sono mostrati d&#8217;accordo con i risultati di queste indagini. Le scuse ufficiali per il massacro sono state successivamente rilasciate dal governo.</p>



<p>Dieci anni dopo il massacro, nel 2005, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato ufficialmente una risoluzione riconoscendo il genocidio di Srebrenica. Nel marzo 2016 Radovan Karadžić, ex presidente della Republika Srpska, è stato dichiarato colpevole dal Tribunale Penale Internazionale per l&#8217;ex Jugoslavia di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l&#8217;umanità ed è stato condannato a 40 anni di reclusione. Un anno dopo, nel novembre 2017, Ratko Mladić è stato riconosciuto colpevole di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l&#8217;umanità e condannato all&#8217;ergastolo.</p>



<p>Nel luglio del 1995, Srebrenica è diventata davvero il centro dell&#8217;universo, e la comunità internazionale deve ricordare i crimini contro l&#8217;umanità e di genocidio che ha permesso che accadessero a causa del suo abietto fallimento di impedirli.</p>



<p>Nel 2005, durante il World Summit&nbsp;delle Nazioni Unite, si è stabilito il concetto della “Responsibility to protect” (R2P) ossia il principio per cui si deve intervenire in difesa dei diritti umani fondamentali e per evitare che qualsiasi Stato possa commettere gravi violazioni contro la popolazione. La responsabilità di proteggere andava ad inserirsi nel&nbsp;contesto della protezione dei diritti umani che si era cominciato a delineare&nbsp;nel 1948 con la Convenzione per la prevenzione e repressione del delitto di genocidio e, nel 1949, con le quattro convenzioni di Ginevra.</p>



<p>Questo principio, divenuto centrale nei dibattiti dalla fine della seconda guerra mondiale, soprattutto con il sopraggiungere di nuovi conflitti interni ai singoli Stati e con le tragedie del Rwanda e nei Balcani negli anni ’90,&nbsp;trovò la sua prima formulazione ufficiale nel 2001, nel report della Commissione Internazionale sull’Intervento e Sovranità dello Stato.&nbsp;</p>



<p>Per quanto riguarda le azioni pratiche&nbsp;,il principio della R2P è stato richiamato svariate volte: nel 2006 per il Darfur, nel 2011 per la Libia, Costa d’Avorio, Sud Sudan e Yemen e nel 2013 per il Kenya. Gli ostacoli che ancora limitano le capacità della comunità internazionale ad assolvere alle sue responsabilità di protezione e prevenzione di severe violazioni rimangono palesemente visibili da altrettanti esempi e contesti.</p>



<p>La comunità internazionale ha imparato dai suoi errori, ma non può permettersi di imparare ad un ritmo lento…. Perché le violazioni e gli abusi perpetrati contro le popolazioni civili del mondo non sono rallentati né si sono fermati. Il momento storico in cui viviamo vede un aumento delle violazioni perpetrate contro i civili di diversi Paesi in situazioni di grave povertà, instabilità, conflitti armati interni e esterni.</p>



<p>La comunità internazionale ha fatto una promessa, tanto morale quanto attualmente incorporata nel diritto vincolante e consuetudinario.</p>
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		<title>Lettera aperta della madre di Julian Assange al mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2022 07:52:02 +0000</pubDate>
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<p>Julian Assange è stato estradato. La ministra dell’interno britannica, Priti Patel, ha approvato l’estradizione di Julian Assange negli Stati Uniti. Il fondatore di Wikileaks potrà fare appello, ma se la decisione fosse confermata dovrebbe affrontare un processo per spionaggio e, probabilmente, il carcere a vita.</p>



<p>La sua colpa è di aver contribuito a rendere pubblica una serie di&nbsp;<a href="https://www.theguardian.com/world/2010/apr/05/wikileaks-us-army-iraq-attack?utm_source=rss&utm_medium=rss">crimini commessi</a>&nbsp;dai militari statunitensi e dai loro alleati in Afghanistan e in Iraq.</p>



<p>Ha fatto luce sugli abusi inflitti ai prigionieri di Guantanamo e ha rivelato che più di 150 persone innocenti sono state detenute per anni senza un’accusa. Ha pubblicato il video dei soldati americani che a bordo di un elicottero sparavano a un gruppo di civili iracheni disarmati uccidendone quindici, tra cui un fotografo della Reuters e il suo assistente.</p>



<p>Oggi pubblichiamo la lettera aperta della madre di Assange al mondo. (da wordnews.it)</p>



<p><br>“Non sopporto che non si muova nulla di fronte a tanta ingiustizia.<br>&#8220;Cinquant&#8217;anni fa, quando ho partorito per la prima volta come giovane madre, pensavo che non ci potesse essere dolore più grande, ma l&#8217;ho dimenticato presto quando ho tenuto tra le mie braccia il mio bellissimo bambino. L&#8217;ho chiamato Julian.<br>Ora mi rendo conto che mi sbagliavo. C&#8217;è un dolore più grande.<br>Il dolore incessante di essere la madre di un giornalista premiato, che ha avuto il coraggio di pubblicare la verità sui crimini governativi di alto livello e sulla corruzione.<br>Il dolore di vedere mio figlio, che ha cercato di pubblicare verità importanti, macchiato a livello mondiale.<br>Il dolore di vedere mio figlio, che ha rischiato la vita per denunciare l&#8217;ingiustizia, incastrato e privato del diritto a un processo equo, ancora e ancora.<br>Il dolore di vedere un figlio sano deteriorarsi lentamente, perché gli è stata negata l&#8217;assistenza medica e sanitaria adeguata in anni e anni di carcere.<br>L&#8217;angoscia di vedere mio figlio sottoposto a crudeli torture psicologiche, nel tentativo di spezzare il suo immenso spirito.<br>L&#8217;incubo costante che venga estradato negli Stati Uniti e poi trascorrere il resto dei suoi giorni sepolto vivo in totale isolamento.<br>La paura costante che la CIA possa realizzare i suoi piani per ucciderlo.<br>L&#8217;ondata di tristezza quando ho visto il suo fragile corpo cadere esausto per un mini ictus nell&#8217;ultima udienza a causa dello stress cronico.<br>Molte persone sono rimaste traumatizzate nel vedere una superpotenza vendicativa che usa le sue risorse illimitate per intimidire e distruggere un individuo indifeso.<br>Voglio ringraziare tutti i cittadini onesti e solidali che protestano globalmente contro la brutale persecuzione politica subita da Julian.<br>Per favore continuate ad alzare la voce ai vostri politici fino a quando non sentirete solo questo.<br>La sua vita è nelle sue mani&#8221;.<br></p>



<p><br>Christine Ann Assange</p>
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		<title>Il Mese del Pride: tra promesse e traguardi ancora da raggiungere</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2022 07:26:30 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/06/13/il-mese-del-pride-tra-promesse-e-traguardi-ancora-da-raggiungere/">Il Mese del Pride: tra promesse e traguardi ancora da raggiungere</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<p></p>



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<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<p></p>



<p>Ogni anno, durante il mese di giugno, la comunità LGBT+ festeggia in diversi modi. In tutto il mondo, durante questo mese si tengono vari eventi per riconoscere l&#8217;influenza che le persone LGBT+ hanno avuto in tutto il mondo. Perché è stato scelto giugno? Perché è quando si sono verificati gli Stonewall Riots (“<em>disordini</em>”), nel 1969.</p>



<p>I disordini sono stati provocati da un raid che ha avuto luogo durante la mattina presto, allo Stonewall Inn nel Greenwich Village, a Manhattan. La comunità LGBT+ ha tenuto una serie di manifestazioni spontanee per protestare contro il raid e per chiedere l&#8217;istituzione di luoghi in cui gay e lesbiche potessero recarsi ed essere aperti sul loro orientamento sessuale. In tali luoghi non ci dovrebbero essere timori di essere arrestati. Le rivolte sono servite da catalizzatore per i diritti delle persone LGBT+ e in 6 mesi si sono formati due gruppi di attivisti gay a New York. Negli anni trascorsi dall&#8217;evento, sono state formate molte organizzazioni per i diritti dei gay. Non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo.</p>



<p>Chi ha iniziato la celebrazione di giugno? Conosciuta come la &#8220;Mother of Pride&#8221;, è stata Brenda Howard a coordinare la prima marcia LGBT Pride. Oltre a suscitare l&#8217;idea per una settimana di eventi intorno al Pride Day. Questi eventi si sono poi trasformati nelle celebrazioni LGBT annuali che si tengono ogni giugno.</p>



<p>Che cos’è LGBT o Gay Pride? È un movimento che celebra la diversità sessuale. Per le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) è un modo per protestare contro la discriminazione e la violenza. Promuove la loro dignità, la parità di diritti, l&#8217;autoaffermazione ed è un modo per aumentare la consapevolezza della società sui problemi che devono affrontare.</p>



<p>Oltre ad essere una celebrazione lunga un mese, il mese del Pride è anche un&#8217;opportunità per protestare pacificamente e aumentare la consapevolezza politica sulle questioni attuali che la comunità deve affrontare. Le sfilate sono una caratteristica importante del mese del Pride e ci sono molte feste di strada, eventi della comunità, letture di poesie, discorsi in pubblico, festival di strada e sessioni educative, tutti coperti dai media mainstream e che attirano milioni di partecipanti.</p>



<p>La New York Pride Parade è una delle sfilate più grandi e famose che si siano svolte, con circa 500.000 persone che vi partecipavano quando ha raggiunto il suo 25° anniversario.</p>



<p>Il Pride Month è così importante perché segna l&#8217;inizio di un enorme cambiamento all&#8217;interno della comunità LGBT+, così come le più ampie implicazioni sociali. Sebbene permangano atteggiamenti e ingiustizie, abbiamo fatto molta strada dai disordini del 1969 e perseverando in questa lunga tradizione continuiamo a sensibilizzare, migliorare gli atteggiamenti della società e incoraggiare l&#8217;inclusività.</p>



<p>Negli Stati Uniti d’America questa ricorrenza è particolarmente sentita e celebrata in numerosi angoli del Paese.</p>



<p>Come lo stesso Presidente Americano Biden ha dichiarato recentemente, oggi i diritti degli americani LGBTQI+ sono sotto attacco incessante. I membri della comunità LGBTQI+, in particolare le persone di colore e le persone trans, continuano a subire discriminazioni e sforzi persistenti e crudeli per minare i loro diritti umani. Negli Stati Uniti è stato introdotta e approvata una seria e pericolosa legislazione anti-LGBTQI+, che prende di mira i bambini transgender e i loro genitori e interferisce con il loro accesso all&#8217;assistenza sanitaria. Questi attacchi inconcepibili hanno lasciato innumerevoli famiglie LGBTQI+ nella paura e nel dolore. Tutto ciò è stato particolarmente difficile per i giovani LGBTQI+, il 45% dei quali ha seriamente considerato di tentare il suicidio nell&#8217;ultimo anno, una realtà devastante.</p>



<p>Il mese del Pride è cominciato, ma l’Italia non ha ancora una legge efficiente che permetta di prevenire e contrastare concretamente la discriminazione e violenza contro la comunità Lgbtqia+, misoginia e abilismo.</p>



<p>I dati esistenti dimostrano l’urgenza di riforme legislative: solo nel 2020 l’Osservatorio del Ministero dell’Interno per la Sicurezza Contro gli Stati Discriminatori (Oscad) ha comunicato all’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa di aver registrato 1111 crimini o discorsi d’odio. Di questi, 71 “per orientamento sessuale-identità di genere”, tra cui 1 caso di omicidio, 19 aggressioni fisiche, 28 di incitamento alla violenza; 192 “per disabilità”, di cui 1 omicidio, 44 aggressioni fisiche, 9 casi di violenza sessuale, 6 di incitamento alla violenza.</p>



<p>Scene di vita quotidiana di persone LGBT in Italia oggi: episodi di odio, spesso accompagnati dalla minaccia o dalla violenza vera e propria, che rimangono sotto la soglia della visibilità.&nbsp;</p>



<p>Una realtà che combacia con le informazioni che arrivano dalle varie associazioni LGBT sparse per l’Italia e che rilevano in tempo reale la situazione.</p>



<p>Sembra dunque essere un clima omo e transfobico quello che contraddistingue l’Italia, un Paese dove il 32% degli intervistati dall’<a href="https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/infographics_2019_lgbti_final.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Eurobarometro</a>&nbsp;(l’ultima edizione è del 2019) si dice in “totale disaccordo” con la frase «Gay, lesbiche, bisessuali dovrebbero avere gli stessi diritti degli eterosessuali», contro una media del 24% dell’Unione Europea.</p>



<p>La maggior parte dei Paesi membri dell’Unione Europea&nbsp;ha una legislazione che estende i crimini d’odio all’omotransfobia. Se l’Unione Europea&nbsp;ha iniziato a parlarne già dagli anni 2000, è stato nel 2010 che il comitato dei ministri ha espresso&nbsp;la prima raccomandazione&nbsp;che chiedeva di adottare misure legislative per il contrasto ai crimini d’odio a causa sia “dell’orientamento sessuale” che “dell’identità di genere”.&nbsp;</p>



<p>L’Italia però sta ancora aspettando. Attualmente il nostro Paese non ha legiferato in materia, insieme ad altri 7 Paesi tra cui Bulgaria&nbsp;e&nbsp;Repubblica Ceca.</p>



<p>È importante ricordare che il concetto di&nbsp;identità di genere, non solo era già nella raccomandazione dell’Unione Europea del 2010, ma è anche nella&nbsp;Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne ratificata dal&nbsp;Parlamento italiano&nbsp;nel 2013 ove si parla esplicitamente di tutela delle vittime dalle discriminazioni sulla base, tra le altre cose, di sesso e identità di genere.</p>



<p>Questo mese è dunque importante per ricordarci quanta strada sia stata percorsa fino ad oggi e quanti ostacoli siano stati superati; ma il mese del Pride ci dimostra soprattutto che non c’è libertà fino a quando tutte le persone si possono sentire veramente libere di essere chi desiderano essere, senza ripercussioni o conseguenze. Il mese del Pride è l’esempio di quanti passi debbano essere ancora percorsi, scritti e accettati.</p>
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		<title>Shireen Abu Akleh: reporter per Al Jazeera uccisa dalle forze israeliane</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2022 09:23:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Di Nicole Fraccaroli Le forze israeliane hanno ucciso a colpi di arma da fuoco la giornalista di Al Jazeera Shireen Abu Akleh nella Cisgiordania occupata, secondo testimoni e il Ministero della Salute palestinese. Abu&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>Di Nicole Fraccaroli</p>



<p></p>



<p>Le forze israeliane hanno ucciso a colpi di arma da fuoco la giornalista di Al Jazeera Shireen Abu Akleh nella Cisgiordania occupata, secondo testimoni e il Ministero della Salute palestinese.</p>



<p>Abu Akleh, corrispondente televisiva di lunga data di Al Jazeera Arabic, è stato uccisa mercoledì 11 maggio mentre seguiva i raid dell&#8217;esercito israeliano nella città di Jenin, nella Cisgiordania settentrionale occupata dalle forze israeliane.</p>



<p>Abu Akleh indossava un giubbotto da stampa ed era in piedi con altri giornalisti quando è stata uccisa.</p>



<p>Anche un altro giornalista di Al Jazeera, Ali al-Samoudi, è stato ferito da un proiettile alla schiena sulla scena, e ora è in condizioni stabili.</p>



<p>Il capo del dipartimento di medicina dell&#8217;Università al-Najah di Nablus ha confermato che Abu Akleh è stata colpita alla testa. Ha detto che il suo corpo è stato trasferito per un&#8217;autopsia sulla base di un ordine del pubblico ministero.</p>



<p>Al-Samoudi e altri giornalisti presenti sulla scena hanno affermato che non c&#8217;erano combattenti palestinesi presenti quando i giornalisti sono stati uccisi, contestando direttamente una dichiarazione israeliana che fa invece riferimento alla possibilità che si trattasse di un colpo da fuoco palestinese.</p>



<p><br>&#8220;Stavamo per filmare l&#8217;operazione dell&#8217;esercito israeliano e all&#8217;improvviso ci hanno sparato senza chiederci di andarcene o interrompere le riprese&#8221;, ha detto al-Samoudi. &#8220;Il primo proiettile ha colpito me e il secondo proiettile ha colpito Shireen&#8230; non c&#8217;era alcuna resistenza militare palestinese sulla scena&#8221;.</p>



<p>Shatha Hanaysha, una giornalista locale che era in piedi accanto ad Abu Akleh quando le hanno sparato, ha anche detto ad Al Jazeera che non c&#8217;erano stati scontri tra i combattenti palestinesi e l&#8217;esercito israeliano. Ha inoltre riferito che il gruppo di giornalisti era stato preso di mira direttamente. Questa azione rappresenterebbe una grave violazione dei diritti umani e una ferma violazione del diritto umanitario il quale riconosce i giornalisti non come dei target militari ma bensì come dei civili, e in quanto tali devono essere protetti e non possono essere oggetto di attacchi diretti.</p>



<p>&#8220;Eravamo quattro giornalisti, indossavamo tutti giubbotti, tutti indossavamo caschi&#8221;, ha detto Hanaysha. “L&#8217;esercito di occupazione [israeliano] non ha smesso di sparare anche dopo che è crollata. Non potevo nemmeno allungare il braccio per tirarla su a causa dei colpi sparati. L&#8217;esercito è stato irremovibile nello sparare per uccidere&#8221;. I dettagli dell&#8217;omicidio di Abu Akleh stanno ancora emergendo, ma i video dell&#8217;incidente mostrano che è stata colpita alla testa, come ha riferito Nida Ibrahim di Al Jazeera.</p>



<p>Abu Akleh, che aveva la doppia cittadinanza palestinese-americana, è stata una dei primi corrispondenti sul campo di Al Jazeera, entrando a far parte della rete nel 1997. Il dolore e l’amarezza hanno riempito gli uffici di Al Jazeera nel centro di Ramallah mentre la notizia si è diffusa rapidamente e decine di colleghi, colleghi giornalisti, amici e personalità palestinesi si sono addolorati profondamente, inclusi i politici palestinesi Hanan Ashrawi e Khalida Jarrar.</p>



<p>Shireen era una giornalista molto amata, una dei più esperti della regione; sempre un volto noto ai tanti grandi eventi di cronaca che scoppiano nel territorio. Una generazione di palestinesi è cresciuta vedendola sui loro schermi televisivi, una delle più famose reporter donne che si occupano del conflitto.</p>



<p>La presidenza palestinese ha condannato l&#8217;omicidio, affermando in una dichiarazione di ritenere responsabile l&#8217;occupazione israeliana.</p>



<p>Tutti i testimoni presenti sulla scena del crimine assicurano che sia stato un cecchino israeliano ad aver commesso il crimine in modo deliberato. Yair Lapid, il ministro degli Esteri israeliano, ha affermato che Tel Aviv sta offrendo una &#8220;indagine patologica congiunta&#8221; sulla &#8220;triste morte&#8221; di Abu Akleh. Ha aggiunto che “i giornalisti devono essere protetti nelle zone di conflitto”.</p>



<p>L&#8217;esercito israeliano ha affermato che i suoi soldati erano stati attaccati con pesanti colpi di arma da fuoco ed esplosivi mentre operavano a Jenin, e che hanno risposto al fuoco. Inoltre, l’esercito ha aggiunto che sta anch’esso &#8220;indagando sull&#8217;evento&#8221;.</p>



<p>Gli uffici di Al Jazeera nella Striscia di Gaza, in un edificio che ospitava anche l&#8217;Associated Press, sono stati bombardati dalle forze israeliane durante un&#8217;offensiva un anno fa, e giornalisti palestinesi e internazionali affermano di essere stati regolarmente presi di mira dalle forze israeliane nella Cisgiordania occupata e Gerusalemme est occupata.</p>



<p>In una dichiarazione di Al Jazeera si legge: &#8220;In un palese omicidio, violando le leggi e le norme internazionali, le forze di occupazione israeliane hanno assassinato a sangue freddo la corrispondente di Al Jazeera in Palestina, Shireen Abu Aqla, prendendola di mira con il fuoco vivo questa mattina&#8230; mentre conduceva il suo dovere giornalistico&#8221;. La rete ha invitato la comunità internazionale a ritenere il governo e l&#8217;esercito israeliani responsabili per &#8220;l&#8217;uccisione intenzionale&#8221; di un giornalista.</p>



<p>Il Qatar, che finanzia Al Jazeera, ha affermato di considerare l&#8217;uccisione un &#8220;crimine efferato e una flagrante violazione del diritto internazionale umanitario e una palese violazione della libertà dei media e di espressione&#8221;.</p>



<p>Il presidente dell&#8217;Autorità Palestinese Mahmoud Abbas ha condannato l&#8217;uccisione di Abu Aqla e ha affermato che questo faceva &#8220;parte della politica dell&#8217;occupazione [israeliana] di prendere di mira i giornalisti per oscurare la verità e commettere crimini in silenzio&#8221;.</p>



<p>Il portavoce del dipartimento di Stato americano Ned Price ha affermato di avere &#8220;il cuore spezzato” e condanna fermamente l&#8217;uccisione di Abu Aqla. Ha inoltre raccomandato di condurre un’indagine immediata e approfondita, affinché i responsabili vengano puniti, e ha definito la morte della giornalista “un affronto alla libertà dei media ovunque”.</p>



<p>Numerosi sono i messaggi di solidarietà, amore e supporto che sono stati dedicati a Shireen. Tra questi, ci sono le parole di Fadi Quran un attivista del gruppo di campagna Avaaz: &#8220;Shireen era una giornalista coraggiosa, gentile e di alta integrità che io e milioni di palestinesi siamo cresciuti guardando e ascoltando&#8221;.</p>
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		<title>Manifestazione a sostegno degli Hazara in Afghanistan</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 08:57:33 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="680" height="680" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16337" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 680w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/stop-Hazara-Genocide-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></a></figure>



<p>Associazione Per i Diritti umani sostiene e divulga il seguente comunicato: </p>



<p>MANIFESTAZIONE A SOSTEGNO DEGLI HAZARA IN AFGHANISTAN</p>



<p><br>L’Associazione Nawroz e le altre associazioni suelencate invitano alla massima partecipazione.<br>Si invitano la stampa, i media e il giornalismo indipendente a raggiungere l’iniziativa dalle ore 9<br>alle ore 13 Sabato 30/04/2022 in Piazza della Repubblica a Roma.</p>



<p><br>Gli attivisti e le attiviste saranno disponibili a rilasciare interviste e testimonianze.<br>Le Associazioni esprimono solidarietà alle famiglie delle vittime dei recenti attentati contro la scuola<br>Abdurahim Shahid High School di Kabul e dei luoghi di culto nel Nord del Paese.</p>



<p><br>Denunciamo pubblicamente la violenza di questi attacchi, perpetrati principalmente contro la<br>comunità Hazara del paese.</p>



<p><br>Scendiamo in piazza Sabato 30 Aprile a Roma in piazza della Repubblica dalle 9 am per accendere i<br>riflettori mediatici sulle violazioni dei diritti umani commesse ai danni degli Hazara dalle autorità dei<br>talebani e da altri gruppi fondamentalisti.</p>



<p><br>Diamo voce alla comunità Hazara oppressa e perseguitata all’interno del paese.<br>Chiediamo con questo comunicato la massima adesione possibile a tutte le associazioni,<br>organizzazioni della società civile, attivisti, giornalisti e singoli cittadini.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/locandina-manifestazione-a-Roma-il-30-aprile-2022.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="723" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/locandina-manifestazione-a-Roma-il-30-aprile-2022-1024x723.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16336" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/locandina-manifestazione-a-Roma-il-30-aprile-2022-1024x723.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/locandina-manifestazione-a-Roma-il-30-aprile-2022-300x212.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/locandina-manifestazione-a-Roma-il-30-aprile-2022-768x542.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/locandina-manifestazione-a-Roma-il-30-aprile-2022.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>COMUNICATO DELLA DIASPORA HAZARA E DELLE ORGANIZZAZIONI CIVICHE<br>HAZARA IN ITALIA SUGLI ATTENTATI ALLA ABDUR RAHIM SHAHEED HIGH<br>SCHOOL DEL QUARTIERE HAZARA NELLA ZONA OVEST DI KABUL</p>



<p><br>Oggi, 19 aprile 2022 due esplosioni avvenute di fronte ai cancelli della Abdur Rahim Shaheed<br>High School di Dashte Barchi, quartiere Hazara della zona Ovest di Kabul, hanno provocato la<br>morte ed il ferimento di decine di studenti. Lo stesso giorno, una bomba a mano è esplosa nel<br>centro educativo Mumtaz. Questi attacchi coordinati non sono altro che l’ennesimo atto<br>terroristico nei confronti dei luoghi dell’educazione e della formazione degli Hazara, che sono<br>diventati target di questi attacchi ormai da anni. L’8 maggio del 2021, le esplosioni avvennero di<br>fronte ai cancelli della Syed-o-Shuhada Girl School, sempre nella zona Ovest di Kabul,<br>uccisero almeno 85 studentesse e provocarono il ferimento di oltre 150. Secondo diverse fonti<br>indipendenti, negli ultimi cinque anni più di 35 attentati terroristici hanno provocato centinaia di<br>vittime e preso di mira sistematicamente i luoghi di aggregazione sociale degli Hazara: scuole,<br>centri educativi, edifici sportivi, reparti di maternità degli ospedali, moschee, matrimoni. Il<br>Regime Talebano, che detiene il potere de facto in Afghanistan, ha da sempre perpetrato<br>violazioni di diritti umani contr gli Hazara, per questo aspettarsi che i Talebani difendano la vita<br>degli Hazara è futile. La Diaspora Hazara e le associazioni civiche di Hazara in Italia condannano<br>fermamente gli attacchi ai centri di formazione degli Hazara e chiedono alle organizzazioni per i<br>Diritti Umani e alla comunità internazionale di monitorare la situazione in Afghanistan da vicino.<br>Nello specifico, esortiamo la comunità internazionale a adottare tali misure:</p>



<ul><li>Nell’assenza di un governo legittimo e riconosciuto a livello internazionale in<br>Afghanistan, chiediamo che la comunità internazionale, le Nazioni Unite, e le altre<br>organizzazioni internazionali, prendano atto e facciano attenzione agli attacchi mirati<br>verso gli Hazara e adottino misure per salvaguardare le loro vite.</li><li>Il Genocidio Hazara in Afghanistan inizia più di un secolo fa, nel 1890. La comunità<br>internazionale, le Nazioni Unite, e le altre organizzazioni internazionali, riconoscano<br>ufficialmente il genocidio Hazara in Afghanistan.</li><li>Gli ispettori speciali per i Diritti Umani in Afghanistan dovrebbero cercare le prove del<br>genocidio Hazara tutt’oggi in atto e presentarle agli organismi competenti come la Corte<br>Penale Internazionale.</li><li>Esortiamo gli organismi per i Diritti Umani e le organizzazioni presenti in Italia ad alzare<br>la voce contro la violazione dei diritti umani degli Hazara da parte dei Talebani,<br>dell’Islamic State of Khoran (IS-K), e altre entità terroristiche che operano nella regione.</li><li>Esortiamo la Repubblica Italiana ad utilizzare le sue risorse diplomatiche nelle Nazioni<br>Unite, nei forum internazionali e nelle relazioni bilaterali con altri paesi per salvaguardare<br>la vita e i diritti umani degli Hazara in Afghanistan.</li></ul>
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