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	<title>deboli Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Riapertura delle RSA</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2021 09:24:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A cura di ANCHISE &#8211; Comitato nazionale famiglie RSA &#8211; RSD &#8211; SANITA&#8217; All’indomani del provvedimento ministeriale che stabilisce la riapertura delle RSA (9 maggio 2021), il Comitato Nazionale Anchise esprime vivo rammarico per&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>A cura di ANCHISE &#8211; Comitato nazionale famiglie RSA &#8211; RSD &#8211; SANITA&#8217;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="298" height="169" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/RSA.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15321"/></figure></div>



<p>All’indomani del provvedimento ministeriale che stabilisce la riapertura delle RSA (9 maggio 2021), il Comitato Nazionale Anchise esprime vivo rammarico per il colpevole ritardo con cui il Ministero della Sanità interviene e serie perplessità sulle modalità concrete della riapertura.<br>Mentre i mezzi stampa gridano al miracolo, veniamo raggiunti dalla protesta di centinaia di privati<br>cittadini &#8211; i familiari di chi è di fatto sotto sequestro da 15 mesi all’interno delle RSA &#8211; che hanno<br>subito colto i punti salienti dell’ordinanza.</p>



<p><br>1) Ad un’attenta lettura non sfugge che, ancora una volta, viene attribuita assoluta<br>discrezionalità ai Direttori Sanitari delle strutture in merito al come, quando e se<br>consentire le visite nelle strutture.</p>



<p><br>2) Poiché molti dei parenti non sono ancora stati vaccinati, ci si dovrà sobbarcare il<br>costo del tampone molecolare ogni volta che sarà consentito visitare il proprio<br>congiunto (o del test anticorpale, se in passato positivi al Covid19), venendosi con<br>ciò a creare un’ odiosa discriminazione in relazione alle disponibilità economiche<br>individuali. E’ vergognoso che non si sia pensato a questo, dotando le ASL o le stesse<br>strutture di quantitativi di tamponi e test necessari e sufficienti a garantire l’espletamento di<br>una necessità primaria, vitale e chiaramente non più procrastinabile, quale il<br>ricongiungimento parentale.</p>



<p><br>3) Dovendo le visite – il che appare scontato – svolgersi in spazi dedicati e adeguati, con<br>impiego di personale ad hoc con funzione di vigilanza, poiché il dicastero della Sanità e il<br>governo non hanno previsto aiuti di nessun tipo alle strutture, le visite, dopo un lasso<br>di tempo interminabile di allontanamento coatto trai più stretti congiunti, saranno ancora<br>una volta crudelmente centellinate per mere esigenze organizzative. In altri termini,<br>saranno consentite di rado e per poco tempo, con grave nocumento in particolare di quanti,<br>affetti da demenza o Alzheimer, non potranno di fatto apprezzare la presenza dei loro cari.</p>



<p><br>4) L&#8217;ordinanza nulla dice quanto alle numerosissime strutture private non convenzionate<br>diffuse sul territorio, che restano terra di nessuno anche in costanza di pandemia.</p>



<p><br>Una cosa è certa, il Ministro si è preoccupato di specificare bene che le strutture possono<br>adesso aprire le porte ai nuovi ospiti, reintegrando i posti vacanti a beneficio delle casse. Forse<br>ignora che questo sta avvenendo già da molto tempo, stante il beneplacito delle ASL.<br>E&#8217; dal novembre 2020 che con svariate iniziative ci siamo adoperati per favorire la riapertura<br>delle RSA, da quando cioè lo stesso Speranza ha emanato una circolare che la prevedeva a<br>partire da quel momento. Una circolare che è al dunque rimasta lettera morta, senza che<br>alcuno dal dicastero della Sanità abbia doverosamente vigilato, verificando lo stato dell&#8217;arte ed<br>intervenendo presso Regioni e ASL (cosa che a noi cittadini appare assai ipocrita, molto più<br>che inspiegabile).<br>Ci rendiamo conto in queste ore che la guardia va tenuta ancora molto alta, perché non ci pare<br>di avere raggiunto gli obiettivi sperati e siamo consapevoli che ne fanno le spese ancora e<br>sempre i più deboli.</p>
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		<title>Infermiera accanto ai più deboli e il diritto alla cura</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 09:02:56 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1024" height="693" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee-1-1024x693.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13930" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee-1-300x203.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee-1-768x520.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>medical doctor comforting senior patient</figcaption></figure></div>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>pubblica, oggi per voi, il video con Marie Claire Gegera, infermiera e responsabile APS in Burundi, che ci ha raccontato della sua esperienza, insieme al suo staff, con gli anziani in tempi di Covid-19. </p>



<p></p>



<p>Vi aspettiamo per la prossima diretta streaming: mercoledì 29 aprile, alle ore 15 con il Prof. Foad Aodi</p>



<p>Grazie!</p>



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		<title>Il virus non discrimina, i governi sì. Con Paolo Pobbiati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 07:31:35 +0000</pubDate>
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<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="559" height="373" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/yyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13902" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/yyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 559w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/yyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 559px) 100vw, 559px" /></figure></div>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> oggi pubblica l&#8217;intervento di Paolo Pobbiati che ha gentilmente partecipato alla rassegna di streaming dal titolo &#8220;Perchè occuparsi di diritti umani. Oggi più che mai&#8221;.</p>



<p>Parole importanti, notizie, riflessioni&#8230;</p>



<p>Grazie! </p>



<p></p>



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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/04/22/il-virus-non-discrimina-i-governi-si-con-paolo-pobbiati/">Il virus non discrimina, i governi sì. Con Paolo Pobbiati</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>Collaborazione con C.I.D.U. e iniziative in streaming: &#8220;Perchè occuparsi di diritti umani. Oggi più che mai&#8221;.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 07:35:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Milano, 26 marzo 2020 Associazione Per i Diritti umani è lieta di annunciare la collaborazione con C.I.D.U. (Comitato Interministeriale per i Diritti Umani) Il CIDU è stato istituito nel 1978 come organo che le&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="638" height="359" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/dichiarazione-universale-dei-diritti-delluomo-1-638.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13785" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/dichiarazione-universale-dei-diritti-delluomo-1-638.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 638w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/dichiarazione-universale-dei-diritti-delluomo-1-638-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></figure></div>



<p>Milano, 26 marzo 2020</p>



<p></p>



<p><em><strong>Associazione Per i Diritti umani
</strong></em>è lieta di annunciare la collaborazione con C.I.D.U.
(Comitato Interministeriale per i Diritti Umani) 
</p>



<p>Il CIDU è stato istituito nel 1978
come organo che le Nazioni Unite definiscono ‘National Mechanism
for Reporting and Follow-up’ ed è oggi considerato una ‘best
practice’ a livello internazionale.</p>



<p>In questo momento storico è più che
mai importante monitorare la tutela dei diritti umani e civili. Molte
le categorie di persone e le popolazioni che già soffrivano prima
del divulgarsi della pandemia per guerre, fame, discriminazioni
politiche e religiose, cambiamenti climatici, ingiustizia economica.
Oggi la loro situazione è ancora più grave, sono ancora più in
pericolo. Ma anche chi vive e viveva in una condizione privilegiata
si trova a fare i conti con la paura e la perdita. 
</p>



<p>Ecco, quindi, che <em><strong>Associazione
Per i Diritti umani </strong></em>ritiene importante continuare
nell&#8217;impegno per la sensibilizzazione e per una corretta informazione
per porre ulteriori basi di buone pratiche e per rendere più attiva
la cittadinanza nel creare un Futuro migliore per tutte e per tutti. 
</p>



<p><em><strong>Associazione Per i Diritti umani </strong></em>e CIDU propongono un programma di videoconferenze, in diretta sul canale YOUTUBE dell&#8217;associazione stessa <a href="https://www.youtube.com/c/AssociazioneperiDirittiUmani?utm_source=rss&utm_medium=rss">(https://www.youtube.com/c/AssociazioneperiDirittiUmani)?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> alla presenza di vari professionisti (giornalisti, avvocati, attivisti, scrittori, medici) che parleranno di un diritto umano e civile, legati all&#8217;attualità.</p>



<p>Comunichiamo, quindi, il calendario
delle prime tre conferenze:</p>



<p><strong>Lunedì 30 marzo, ore 15 GIUSEPPE
ACCONCIA, giornalista. Coronavirus in Africa e in Medioriente</strong></p>



<p><strong>Venerdì 3 aprile, ore 15 MATTEO
VAIRO, responsabile di comunità di accoglienza. Donne vittime di
tratta, paura e accoglienza. </strong>
</p>



<p><strong>Lunedì 6 aprile, ore 15.30
VALENTINA DI PRISCO, attivista. La tutela della salute in Venezuela e
in America latina.</strong></p>



<p><strong>A breve sul nostro sito
</strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>www.peridirittiumani.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</strong></a><strong>
e sui nostri canali social potrete trovare il programma delle nuove
conferenze che si terranno da metà aprile e nei mesi sucessivi.</strong></p>



<p><strong>Per ulteriori informazioni:
</strong><a href="mailto:info@peridirittiumani.com"><strong>info@peridirittiumani.com</strong></a><strong>
/recapito telefonico: +39 333.56.17.914</strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/03/27/collaborazione-con-c-i-d-u-e-iniziative-in-streaming-perche-occuparsi-di-diritti-umani-oggi-piu-che-mai/">Collaborazione con C.I.D.U. e iniziative in streaming: &#8220;Perchè occuparsi di diritti umani. Oggi più che mai&#8221;.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>Lettera aperta congiunta sulle preoccupazioni relative all&#8217;aumento globale del discorso d&#8217;odio</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/10/01/lettera-aperta-congiunta-sulle-preoccupazioni-relative-allaumento-globale-del-discorso-dodio/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 07:09:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L Firmato da 26 mandati, vedi elenco sotto Siamo allarmati dal recente aumento dei messaggi odiosi e dall&#8217;istigazione alla discriminazione e all&#8217;odio contro i migranti, i gruppi minoritari e vari gruppi etnici, nonché i&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L</strong></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="960" height="640" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/no-hate.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13060" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/no-hate.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/no-hate-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/no-hate-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p></p>



<p><em>Firmato da 26 mandati, vedi elenco sotto</em></p>



<p>Siamo allarmati dal recente aumento dei messaggi odiosi e dall&#8217;istigazione alla discriminazione e all&#8217;odio contro i migranti, i gruppi minoritari e vari gruppi etnici, nonché i difensori dei loro diritti, in numerosi paesi.&nbsp;I discorsi di odio, sia online che offline, hanno esacerbato le tensioni sociali e razziali, incitando attacchi con conseguenze mortali in tutto il mondo.&nbsp;È diventato mainstream nei sistemi politici di tutto il mondo e minaccia i valori democratici, la stabilità sociale e la pace.&nbsp;Le idee alimentate dall&#8217;odio e il patrocinio accentuano il discorso pubblico e indeboliscono il tessuto sociale dei paesi.</p>



<p>Attraverso la legge e i principi internazionali sui diritti umani, gli Stati si sono impegnati a combattere la discriminazione razziale, la violenza razzializzata e la xenofobia.&nbsp;Questi standard internazionali sui diritti umani garantiscono l&#8217;uguaglianza e i diritti di non discriminazione e impongono agli Stati di agire con forza contro i discorsi razzisti e xenofobi e di vietare la difesa dell&#8217;odio nazionale, razziale o religioso che costituisce istigazione alla discriminazione, all&#8217;ostilità o alla violenza.</p>



<p>Siamo seriamente preoccupati che leader, alti funzionari governativi, politici e altre figure di spicco diffondano la paura del pubblico contro i migranti o quelli visti come &#8220;gli altri&#8221;, per il proprio vantaggio politico. La demonizzazione di interi gruppi di persone come pericolosi o inferiori non è nuova nella storia umana; ha portato a tragedie catastrofiche in passato. In tutto il mondo, osserviamo che personaggi pubblici stanno tentando di alimentare le tensioni etniche e la violenza diffondendo discorsi d&#8217;odio contro i vulnerabili. Tale retorica mira a disumanizzare i gruppi di minoranza e altre persone interessate e, nel caso dei migranti, promuove un discorso discriminatorio su chi &#8220;merita&#8221; di far parte di una comunità. </p>



<p>Inoltre,</p>



<p>la retorica dell&#8217;odio deve essere contrastata, poiché ha conseguenze sulla vita reale. Gli studi hanno stabilito una correlazione tra l&#8217;esposizione al discorso d&#8217;odio e il numero di crimini d&#8217;odio commessi. Per frenare gli attacchi xenofobi ai migranti e prevenire l&#8217;incitamento alla discriminazione, all&#8217;odio, all&#8217;ostilità e alla violenza contro altri gruppi emarginati, chiediamo ai funzionari pubblici e ai politici, nonché ai media, di assumersi la loro responsabilità collettiva di promuovere società tolleranti e inclusive. Per raggiungere questo obiettivo, devono astenersi da qualsiasi patrocinio di odio nazionale, razziale o religioso che costituisce istigazione alla discriminazione, all&#8217;ostilità o alla violenza. Dovrebbero anche denunciare rapidamente coloro che incitano all&#8217;odio contro i migranti, le minoranze o altri gruppi vulnerabili.</p>



<p>Non si tratta di una richiesta di ulteriori restrizioni alla libertà di espressione, che è sotto attacco in tutto il mondo;&nbsp;chiediamo esattamente il contrario, la promozione della libera espressione.&nbsp;La libertà di espressione serve come strumento vitale per contrastare i discorsi di odio, eppure quegli stessi personaggi pubblici che schierano la retorica odiosa spesso cercano di limitare i diritti individuali di parlare e rispondere e difendere se stessi e le loro idee.&nbsp;È di fondamentale importanza che gli Stati assicurino che il test in tre parti per le restrizioni alla libertà di espressione &#8211; legalità, proporzionalità e necessità &#8211; si applichi anche ai casi di incitamento all&#8217;odio.&nbsp;Siamo preoccupati per l&#8217;abuso di &#8220;discorsi di odio&#8221; come termine per minare il dissenso legittimo e sollecitare gli Stati ad affrontare i problemi fondamentali affrontati dalla legge sui diritti umani promuovendo nel contempo i diritti alla privacy, alla cultura, alla non discriminazione,&nbsp;protesta pubblica e assemblea pacifica, partecipazione pubblica, libertà di religione e credo e libertà di opinione e di espressione.&nbsp;Li esortiamo a seguire gli standard adottati nel piano d&#8217;azione di Rabat e a partecipare attivamente al processo di Istanbul per contrastare l&#8217;intolleranza che vediamo in tutto il mondo.</p>



<p>Chiediamo agli Stati di raddoppiare gli sforzi per rendere responsabili coloro che hanno incitato o perpetrato la violenza contro i migranti e altri gruppi vulnerabili.&nbsp;Le società di social media e tradizionali dovrebbero esercitare la dovuta diligenza per garantire che non forniscano piattaforme per il discorso dell&#8217;odio e per l&#8217;incitamento all&#8217;odio e alla violenza.&nbsp;Gli Stati dovrebbero lavorare attivamente verso politiche che garantiscano i diritti alla parità, alla non discriminazione e alla libertà di espressione, nonché il diritto a vivere una vita libera dalla violenza attraverso la promozione della tolleranza, della diversità e delle opinioni pluralistiche;&nbsp;questi sono il centro di società pluralistiche e democratiche.&nbsp;Riteniamo che questi sforzi aiuteranno a rendere i paesi più sicuri e promuoveranno le società inclusive e pacifiche in cui tutti vorremmo e meriteremmo di vivere.</p>



<p><strong>Firmato da:</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale sui diritti umani dei migranti, Felipe González Morales;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale sulla promozione e la tutela del diritto alla libertà di opinione e di espressione, David Kaye;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il Relatore speciale per la libertà di religione o di credo, Ahmed Shaheed;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sulle forme contemporanee di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e intolleranza, sig.ra E. Tendayi Achiume;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale per le questioni relative alle minoranze, Fernand de Varennes;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale sulla situazione dei difensori dei diritti umani, Michel Forst;</strong></p>



<p><strong>&#8211; l&#8217;esperto indipendente sulla protezione contro la violenza e la discriminazione basata sull&#8217;orientamento sessuale e l&#8217;identità di genere, Victor Madrigal-Borloz;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sulla violenza contro le donne, le sue cause e conseguenze, Dubravka Simonovic;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sulla tratta di persone, in particolare donne e bambini, Maria Grazia Giammarinaro;</strong></p>



<p><strong>&#8211; l&#8217;esperto indipendente per la promozione di un ordine internazionale democratico ed equo, Livingstone Sewanyana;</strong></p>



<p><strong>&#8211; l&#8217;esperto indipendente in materia di diritti umani e solidarietà internazionale, sig. Obiora C. Okafor;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il Relatore speciale per la promozione della verità, della giustizia, della riparazione e delle garanzie di non ripetizione, Fabian Salvioli;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale sull&#8217;estrema povertà e diritti umani, Philip Alston;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale per esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, sig.ra Agnes Callamard;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale per la promozione e la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali nella lotta al terrorismo, sig.ra Fionnuala Ní Aoláin;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sulle forme contemporanee di schiavitù, comprese le sue cause e conseguenze, la signora Urmila Bhoola;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sui diritti delle persone con disabilità, Catalina Devandas Aguilar;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il gruppo di lavoro sulla discriminazione delle donne e delle ragazze;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il gruppo di lavoro sulla questione dei diritti umani e delle società transnazionali e altre imprese;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il gruppo di lavoro di esperti sulle persone di origine africana;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani in Cambogia, Rhona Smith;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica islamica dell&#8217;Iran, Javaid Rehman;</strong></p>



<p><strong>&#8211; l&#8217;esperto indipendente sulla situazione dei diritti umani in Mali, sig. Alioune Tine;</strong></p>



<p><strong>&#8211; la relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani in Myanmar, Yanghee Lee;</strong></p>



<p><strong>&#8211; il relatore speciale sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese occupato dal 1967, sig. Michael Lynk;</strong></p>



<p><strong>&#8211; l&#8217;esperto indipendente sulla situazione dei diritti umani in Somalia, sig. Bahame Tom Mukirya Nyanduga</strong></p>



<p>La versione francese della lettera è disponibile&nbsp;<a href="https://www.ohchr.org/Documents/Issues/SRMigrants/OpenLetter_HateSpeech_final_French.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a>&nbsp;.</p>
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		<title>Rapporto OXFAM: cresce il divario tra ricchi e poveri</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2019 07:52:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2018: 26 ultramiliardari possedevano la stessa ricchezza della metà più povera del pianeta. A dirlo è il nuovo rapporto Oxfam 2019 pubblicato alla vigilia del meeting annuale del Forum economico mondiale di Davos.&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/poveri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12050" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/poveri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2272" height="1704" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/poveri.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2272w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/poveri-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/poveri-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/poveri-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 2272px) 100vw, 2272px" /></a></p>
<p>Nel 2018: 26 ultramiliardari possedevano la stessa ricchezza della metà più povera del pianeta. A dirlo è il nuovo <span lang="zxx"><a href="https://www.oxfam.org/en/pressroom/pressreleases/2019-01-18/billionaire-fortunes-grew-25-billion-day-last-year-poorest-saw?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">rapporto Oxfam 2019</a> </span>pubblicato alla vigilia del meeting annuale del <span lang="zxx"><a href="https://tg24.sky.it/economia/2019/01/19/davos-2019-temi-ospiti.html?utm_source=rss&utm_medium=rss">Forum economico mondiale di Davos</a></span>. Anche l&#8217;Italia è in linea con i dati globali: il 20% più ricco dei nostri connazionali possedeva, nello stesso periodo, circa il 72% dell&#8217;intera ricchezza nazionale. L&#8217;aumento della povertà estrema, secondo Oxfam, colpisce, prima di tutto, i contesti più vulnerabili del nostro pianeta, uno su tutti l&#8217;Africa subsahariana.</p>
<p>Il sistema fiscale: pesa di più sulle categorie più povere della società tassando i redditi da lavoro e consumo. Le imposte sul patrimonio, come quelle immobiliari, fondiarie o di successione hanno subito, infatti, una riduzione &#8211; o sono state eliminato del tutto &#8211; in molti paesi ricchi e vengono a malapena rese operanti nei paesi in via di sviluppo. L&#8217;imposizione fiscale a carico dei percettori di redditi più elevati e delle grandi imprese si è significativamente ridotta negli ultimi decenni. Secondo l&#8217;Oxfam, se I&#8217;1% dei più ricchi pagasse appena lo 0,5% in più in imposte sul proprio patrimonio, si avrebbero risorse sufficienti per mandare a scuola 262 milioni di bambini e salvare la vita a 100 milioni di persone nel prossimo decennio.</p>
<p>Un tema importante affontato nel Rapporto Oxfam riguarda la disuguaglianza di genere. A livello globale, infatti, gli uomini possiedono oggi il 50% in più della ricchezza netta delle donne e controllano oltre l&#8217;86% delle aziende. Il divario retributivo di genere è pari al 23% in favore degli uomini. In più, in questo dato non si tiene conto del contributo gratuito delle donne al lavoro di cura. &#8221;Le persone in tutto il mondo sono arrabbiate e frustrate – spiega Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne di Oxfam Italia &#8211; Ma i governi possono apportare cambiamenti reali per la vita delle persone assicurandosi che le grandi aziende e le persone più ricche paghino la loro giusta quota di tasse, e che il ricavato venga investito in sistemi sanitari e di istruzione a cui tutti i cittadini possano accedere gratuitamente. A cominciare dai milioni di donne e ragazze che ne sono tagliate fuori. I governi possono ancora costruire un futuro migliore per tutti, non solo per pochi privilegiati. È una loro responsabilità&#8221;.</p>
<p>A livello globale, i servizi sanitari sono sistematicamente sottofinanziati o esternalizzati ad attori privati. La conseguenza è che i più poveri rischiano di venirne spesso esclusi. In molti Paesi una sanità di qualità sono diventate un lusso che solo i più ricchi possono permettersi. Ogni giorno 10 mila persone nel mondo muoiono perché non possono permettersi le cure mediche. Uguale situazione per quanto riguarda l&#8217;istruzione.</p>
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		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Zerocalcare. Scavare fossi &#8211; Nutrire coccodrilli</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/02/02/arteattualita-zerocalcare-scavare-fossi-nutrire-coccodrilli/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Feb 2019 07:33:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Per qualcuno, ma non per noi, Zerocalcare è un artista controverso. Zerocalcare &#8211; alias Michele Rech &#8211; porta la &#8220;sua&#8221; mostra a Roma, al MAXXI, fino al 10 marzo 2019. &#8220;Sua&#8221;&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/20190118_172532.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12008" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/20190118_172532.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="3456" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/20190118_172532.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/20190118_172532-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/20190118_172532-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/20190118_172532-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a></p>
<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>Per qualcuno, ma non per noi, Zerocalcare è un artista controverso. Zerocalcare &#8211; alias Michele Rech &#8211; porta la &#8220;sua&#8221; mostra a Roma, al MAXXI, fino al 10 marzo 2019. &#8220;Sua&#8221; perché è un&#8217;antologia interessante e godibilissima del percorso artistico iniziato nel 2001, con autoproduzioni ambientate nel quartiere di Rebibbia e continuato fino a <em>Macerie prime sei mesi dopo</em>, del 2018.</p>
<p>Famose sono le sue graphic <em>La Profezia dell&#8217;armadillo</em>, <em>Kobane calling</em>, <em>Dimentica il mio nome </em>(veri e propri casi editoriali), ma nell&#8217;exursus  professionale troviamo fanzine, manifesti, locandine per i centri sociali, strisce di fumetti sempre più argute, storie su quotidiani e settimanali, tutto esposto nella mostra &#8220;Scavare fossati &#8211; Nutrire coccodrilli&#8221;,  con tanti materiali divisi nelle sezioni: Pop, Lotte e resistenze, Nonreportage, Tribù.</p>
<p>Beh, i temi di Zerocalcare ci riguardano da vicino: precariato lavorativo, disuguaglianze sociali, ingiustizie, battaglie per i diritti fondamentali, lotta ai neofascismi. Emerge una forte e chiara chiamata alla RESPONSABILITA&#8217; CIVILE (e alla disobbedienza) in questi tempi bui e contorti, dove l&#8217;umanità sguazza nell&#8217;indifferenza o nei revisionismi: l&#8217;ironia e l&#8217;autoironia, il sarcasmo, la forza di chi combatte ogni giorno sono molto presenti in ogni riga, in ogni tratto, in ogni colore dei lavori dell&#8217;artista. Un artista con la testa e i piedi ben piantati nella realtà.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/20190118_164328-e1549017777997.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12009" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/20190118_164328-e1549017777997.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="3456" height="4608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/20190118_164328-e1549017777997.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3456w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/20190118_164328-e1549017777997-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/20190118_164328-e1549017777997-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 3456px) 100vw, 3456px" /></a><a 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		<title>Chiusura del CARA di Castelnuovo Di Porto gestita in modo disumano, sbrigativo e caotico &#8211; COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 08:08:47 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/foto-castelnuovo-di-porto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12005" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/foto-castelnuovo-di-porto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="438" height="246" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/foto-castelnuovo-di-porto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 438w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/foto-castelnuovo-di-porto-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 438px) 100vw, 438px" /></a></p>
<p><b>Associazione Per i Diritti umani </b>firma e divulga il seguente comunicato:</p>
<p>31 gennaio 2019: La settimana scorsa abbiamo assistito con sgomento ad una vera deportazione dei migranti dal CARA di Castelnuovo Di Porto, che era il secondo centro per rifugiati e richiedenti asilo in ordine di grandezza, subito dopo quello di Isola Capo Rizzuto.</p>
<p>Contestiamo le modalità e i tempi dello sgombero che è avvenuto a nostro avviso in modo disumano, sbrigativo e caotico. Ci chiediamo se siano state rispettate tutte le norme nazionali, la Costituzione italiana e le norme internazionali in termini di diritti umani.</p>
<p>La decisione del ministro dell&#8217;Interno di mandare l&#8217;esercito per sgomberare il centro che rappresentava una positiva esperienza di integrazione locale, sembra far più parte di una strategia per smantellare il sistema di inclusione che, seppur con alcune difficoltà, funziona. Abbiamo invece bisogno di misure ponderate, rispettose dei diritti delle persone e delle attività di chi ha agito per una vera inclusione. Insicurezza, caos, disorientamento e violazione dei diritti dei migranti sono invece il risultato di questa scelta.</p>
<p>Appare evidente che la modalità scelta per condurre questa operazione rientri in uno scenario propagandistico per soddisfare le promesse elettorali invece di creare azioni sinergiche, ponderate e concordate con gli enti locali efficaci per persone che si trovano già in condizioni di vulnerabilità.</p>
<p>Ribadiamo che non siamo in guerra e non vi è alcuna necessità di agire in emergenza; si tratta di esseri umani, con sentimenti e legami affettivi, legami lavorativi, amicizie; non sono bestie.</p>
<p>Un esempio è la drammatica Storia di Mouna Alì: 24enne somala con la protezione umanitaria che ha perso il diritto ad una tutela dopo il decreto sicurezza; solo grazie alla generosità del sindaco di Castelnuovo Di Porto, Riccardo Travaglini, Mouna non finirà, per ora, sulla strada.</p>
<p>Crudeltà gratuita è riservata ai bambini che da un giorno all’altro devono abbandonare scuola, amici, insegnanti e qualsiasi legame che finalmente li faceva sentire accolti. Questi bambini e queste famiglie hanno già subito diversi traumi; non hanno bisogno di altre tragedie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non si può continuare con misure disumane, frettolose non rispettose dei diritti umani; chiediamo che non vi siano altre azioni simili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nostra solidarietà va alla citta di Castelnuovo Di Porto, al suo sindaco Riccardo Travaglini e a tutti i cittadini che si sono attivati in modo straordinario per aiutare gli ex ospiti della struttura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I nostri pensieri vanno anche ai 120 operatori che rischiano di perdere l’occupazione a causa di questa operazione.</p>
<p><b>Firmato: </b></p>
<p>REDANI (Rete della Diaspora Africana Nera in Italia)</p>
<p>Movimento Cara Italia</p>
<p>Articolo 21</p>
<p>Città Futura, Frosinone</p>
<p>Kellam Onlus</p>
<p>Movimento Degli Africani</p>
<p>Associazione Speranza Italia</p>
<p>National Union of Nigeria Associations in Italy (N.U.N.A.I.)</p>
<p>Nigerians in Diaspora Organization &#8211; Italy</p>
<p>Associazione per i Diritti Umani</p>
<p>Alleanza dei Romeni in Italia</p>
<p>Balobeshayi</p>
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		<title>LETTERA A SALVINI DI UN&#8217;IMMIGRATA AFRICANA: «LA FACCIA CATTIVA LA DEDICHI AI POTENTI CHE OCCUPANO CASA MIA»</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jan 2019 08:33:27 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>È diretta e senza mediazioni la lettera aperta di una donna africana al ministro dell&#8217;Interno. &#8220;Se avessi potuto scegliere, avrei fatto volentieri a meno della sua ospitalità&#8221;. (da raiwadunia.com)</strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/donne-migranti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11931" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/donne-migranti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="720" height="405" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/donne-migranti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/donne-migranti-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></em></strong></p>
<p>«Ho visto la sua faccia ieri al telegiornale. Dipinta dei colori della rabbia. La sua voce ,poi, aveva il sapore amarissimo del fiele. Ha detto che per noi che siamo qui nella vostra terra è finita la pacchia. Ci ha accusati di vivere nel lusso, rubando il pane alla gente del suo paese. <strong>Ancora una volta ho provato i morsi atroci della paura…</strong><br />
Chi sono? Non le dirò il mio nome. I nomi, per lei, contano poco. Niente. <strong>Sono una di quelli che lei chiama con disprezzo “clandestini”.</strong><br />
Vengo da un paese, la Nigeria, dove ben pochi fanno la pacchia e sono tutti amici vostri. Lo dico subito. Non sono una vittima del terrorismo di Boko Haram. Nella mia regione, il Delta del Niger non sono arrivati. Sono una profuga economica, come dite voi, una di quelle persone che non hanno alcun diritto di venire in Italia e in Europa.<br />
Lo conosce il Delta del Niger? Non credo. <strong>Eppure ogni volta che lei sale in macchina può farlo grazie a noi. Una parte della benzina che usa viene da lì.</strong><br />
Io vivevo alla periferia di Port Harkourt, la capitale dello Stato del Delta del Niger. Una delle capitali petrolifere del mondo. Vivevo con mia madre e i miei fratelli in una baracca e alla sera per avere un po’ di luce usavamo le candele. Noi come la grande maggioranza di chi vive lì.</p>
<p><strong>È dura vivere dalle mie parti. Molto dura. Un inferno se sei una ragazza</strong>. Ed io ero una ragazza. Tutto è a pagamento. Tutto. Se non hai soldi non vai a scuola e non puoi curarti. Gli ospedali e le scuole pubbliche non funzionano. E persino lì, comunque, se vuoi far finta di studiare o di curarti, devi pagare. E come fai a pagare se di lavoro non ce ne è? La fame, la miseria, la disperazione e l’ assenza di futuro, sono nostre compagne quotidiane.<br />
La vedo già storcere il muso. È pronto a dire che non sono fatti suoi, vero?<br />
<strong>Sono fatti suoi, invece</strong>.<br />
Il mio paese, la regione in cui vivo, dovrebbe essere ricchissima visto che siamo tra i maggiori produttori di petrolio al mondo. E invece no. Quel petrolio arricchisce poche famiglie di politici corrotti, riempie le vostre banche del frutto delle loro ruberie, mantiene in vita le vostre economie e le vostre aziende.<br />
Il mio paese è stato preda di più colpi di stato. Al potere sono sempre andati, caso strano, personaggi obbedienti ai voleri delle grandi compagnie petrolifere del suo mondo, anche del suo paese. Avete potuto, così, pagare un prezzo bassissimo per il tanto che portavate via. E quello che portavate via era la nostra vita.<br />
Lo avete fatto con protervia e ferocia. <strong>La vostra civiltà e i vostri diritti umani hanno inquinato e distrutto la vita nel Delta del Niger e impiccato i nostri uomini migliori.</strong> Si ricorda Ken Saro Wiwa? Era un giovane poeta che chiedeva giustizia per noi. Lo avete fatto penzolare da una forca…<br />
Le vostre aziende, in lotta tra loro, hanno alimentato la corruzione più estrema. Avete comprato ministri e funzionari pubblici pur di prendervi una fetta della nostra ricchezza.<br />
L’ Eni, l’ Agip, quelle di certo le conosce. Sono accusate di aver versato cifre da paura in questo sporco gioco. Con quei soldi noi avremmo potuto avere scuole e ospedali. A casa, la sera, non avrei avuto bisogno di una candela…<br />
<strong>Sarei rimasta lì, a casa mia, nella mia terra.</strong><br />
Avrei fatto a meno della pacchia di attraversare un deserto. Di essere derubata dai soldati di ogni frontiera e dai trafficanti. Di essere violentata tante volte durante il viaggio. Avrei volentieri fatto a meno delle prigioni libiche, delle notti passate in piedi perché non c’ era posto per dormire, dell’ acqua sporca e del pane secco che ti davano, degli stupri continui cui mi hanno costretta, delle urla strazianti di chi veniva torturato.<br />
Avrei fatto a meno della vostra ospitalità. <strong>Nel suo paese tante ragazze come me hanno come solo destino la prostituzione</strong>. Lo sapete. E non fate niente contro la nostra schiavitù anzi la usate per placare la vostra bestialità. Io sono riuscita a sfuggire a questo orrore, ma sono stata schiava nei vostri campi. Ho raccolto i vostri pomodori, le vostre mele, i vostri aranci in cambio di pochi spiccioli e tante umiliazioni.<br />
Ancora una volta, la pacchia l’ avete fatta voi. Sulla nostra pelle. Sulle nostre vite. Sui nostri poveri sogni di una vita appena migliore.<br />
Vedo che non ho mai pronunciato il suo nome. Me ne scuso, ma mi mette paura. Quella per l’ ingiustizia di chi sa far la faccia dura contro i deboli, ma sa sorridere sempre ai potenti.<br />
<strong>Vuole che torniamo a casa? Parli ai suoi potenti</strong>, a quelli degli altri paesi che occupano di fatto casa mia in una guerra velenosa e mai dichiarata. Se ha un po’ di dignità e di coraggio, la faccia brutta la faccia a loro».</p>
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		<title>Il discorso di Domenico (Mimmo) LUCANO a Milano, 30 ottobre 2018</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2018 08:17:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 30 ottobre, Domenico Lucano è stato ospite presso la Sala Alessi del Municipio di Milano: una sala gremita di folla, attenta e partecipe. Ecco il suo intervento. E qui potete ascoltare le&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 30 ottobre, <span style="color: #ff0000;">Domenico Lucano</span> è stato ospite presso la Sala Alessi del Municipio di Milano: una sala gremita di folla, attenta e partecipe.</p>
<p>Ecco il suo intervento.</p>
<p>E qui potete ascoltare le parole di tutti gli altri relatori:</p>
<p><a href="https://facebook.us13.list-manage.com/track/click?u=957d9578e54fc673148298c8e&amp;id=865825e0e8&amp;e=74a956fe1c&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://facebook.us13.list-manage.com/track/click?u=957d9578e54fc673148298c8e&amp;id=865825e0e8&amp;e=74a956fe1c&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>Sono emozionato, non immaginavo un abbraccio così pieno di calore, non so come ringraziarvi, sicuramente sono momenti che resteranno indelebili nel ricordo.  Voglio ringraziarvi uno per uno, il sindaco, il consigliere e tutte le persone presenti. Grazie, prima di tutto per l&#8217;affetto, per questo abbraccio di umanità, certamente voi volete sapere, conoscere, capire. Sicuramente non avrei mai immaginato che un piccolo comune di 1500/1600 abitanti, sarebbe stato al centro di un evento così coinvolgente a Milano, una delle capitali europee.<br />
Questo però ci dà una responsabilità, una gratificazione e la consapevolezza di non essere soli e che spesso la propaganda non corrisponde alla realtà. In questi ultimi periodi, la propaganda e alcuni sondaggi sembrano fatti apposta per dire che si deve insistere sulla disumanizzazione della società. La consapevolezza più grande che ho quando in questi ultimi periodi dove, nel bene e nel male siamo diventati &#8220;famosi&#8221; e non era certamente questo uno dei nostri obiettivi, tutto è capitato in maniera così casuale una cosa dietro l&#8217;altra, è la grande fame di umanità. Non è vero che dobbiamo assistere in maniera passiva ad accettare che questa società ci porti verso la barbarie, verso la disumanizzazione, allora noi non siamo altro che na piccola cosa, una piccola storia che trasmette questo messaggio che noi tutti vogliamo il rispetto dei diritti umani, della dignità degli essere umani. Al di là delle diversità, delle provenienze al di là di tutto ogni essere umano è un panorama che non ha uguali, ognuno, ogni persona singolarmente.<br />
Io non ho fatto altro che rimanere normale. La cosa più sconvolgente è che non c&#8217;è bisogno di nulla per fare quello che ho fatto io. Le cose sono capitate quando non ero nemmeno sindaco, più di vent&#8217;anni fa &#8230;uno sbarco, la spiaggia, l&#8217;arrivo delle persone in fuga dalle guerre per un sogno di liberazione, di pace, persone che non possono nemmeno parlare la loro lingua perché sono arrestate dalla polizia turca, persone che vogliono capire come immaginare un futuro possibile fatto soprattutto di pace. Così nasce la storia di Riace, la mattina all&#8217;alba un veliero, la spiaggia, le case abbandonate  del centro storico perché i nostri concittadini hanno intrapreso oltre oceano lasciando vuoto in questo modo tutto il centro storico. Case abbondonate, io non ero sindaco e mi ricordo che non avevamo nemmeno la possibilità economica per ripristinare gli impianti elettrici delle case, per fare i contratti con l&#8217;Enel, abbiamo allora comprato le candele di cera e alla sera si vedeva questa luce fioca che usciva dalle case che di nuovo erano tornate a vivere. Gli emigrati avevano abbandonato queste case e nuovi emigranti erano arrivati, è un disegno circolare del destino, poco cambia se hanno il volto più scuro o se si vestono in maniera differente, sono uguali sono esseri umani allo stesso livello. Questo è stato un processo fantastico, Riace appartiene alle cosiddette aree interne della Calabria che hanno vissuto questi processi di spopolamento, di declino demografico, di abbandono, di rassegnazione sociale, di condizionamenti da parte della criminalità organizzata la cui voce è quella che più si sente e spesso lo stato è complice di questo. Complice di questo silenzio, di questo far sentire un unica voce. Mano a mano che la storia ha cominciato a strutturarsi, con la presenza sempre più numerosa, perché nel 2001avevamo aderito a quel programma che si chiamava programma nazionale asilo e con Riace che stava sempre più diventando una società multietnica, addirittura interessava i cosiddetti turisti solidali. Turisti che non erano mai venuti per i bronzi di Riace, queste due state della Magna Grecia che sono state ritrovate nel nostro mare molti anni fa e che dovevano far decollare il turismo sul modello di Rimini, Riccione ma che così non è stato perché i bronzi sono nel museo di Reggio Calabria, ora venivano per la società multietnica che Riace stava diventando. Per la curiosità di capire come mai un piccolo comune che non ha nulla per mandare avanti la propria comunità si apre comunque all&#8217;accoglienza in maniera spontanea, questo ha incuriosito chi ha fame di umanità, chi vuole un mondo fatto senza barriere, di un mondo in cui tutte le persone hanno gli stessi  diritti, gli stessi doveri. Non ci vuole molto e addirittura la presenza di queste persone ha contribuito a far rinascere Riace. Voi dovete considerare che la popolazione di Riace è come quella di un quartiere di Milano, siamo 1500 abitanti e addirittura nella parte del centro storico dove anch&#8217;io abito, abitavo perché adesso non posso andare a Riace, siamo 600 abitanti giusto 300 cittadini riacesi autoctoni così ci chiamiamo-io vorrei una società dove nessuno si può dire autoctono- e 300 cittadini immigrati che provengono da almeno venti nazionalità. Abbiamo fatto l&#8217;asilo nido multietnico, ovviamente abbiamo anche i progetti di supporto SPRAR, i progetti con  le prefetture, poi un ambulatorio medico in un periodo in cui la sanità è un problema molto sentito in Calabria, ma credo in tutta Italia è nato un ambulatorio medico gratuito che è servito per i rifugiati ma anche per le persone del luogo. Abbiamo recuperato la scuola, la pluriclasse che abbiamo è una cosa fantastica, quando venivano a visitare quest&#8217;esperienza aprivamo la porta per entrare in quest&#8217;aula e c&#8217;era una sensazione incredibile come se si fosse aperta una finestra sul mondo. Bambini di tutte le nazionalità e tra di loro non c&#8217;è mai nessun pregiudizio per il colore della pelle, non lo avvertono siamo. Sono veramente convinto che l&#8217;accoglienza si riconduce all&#8217;essenza stessa della calabresità, permettetemi questa considerazione perché il mio amico antropologo dice che l&#8217;antropologia dei luoghi è fondamentale, è questo che ha permesso che questo fenomeno nascesse in una maniera spontanea. A Riace poteva esserci questa storia perché c&#8217;è anche la fierezza d&#8217;incontrare un&#8217;altra persona, non lo dico in senso retorico o come luogo comune, l&#8217;accoglienza è un contro con un altro essere umano come te e io credo che ognuno deve essere fiero quando incontra un&#8217;altra persona, non avere pregiudizi o secondi fini. Quando succede invece il contrario, quando l&#8217;incontro diventa un problema, suscita paura allora io dico che probabilmente c&#8217;è un disturbo del comportamento, si ha paura di sé stessi. Vi pare una cosa normale disprezzare gli esseri umani?  Provare odio per il colore della pelle? Essere razzisti, essere fascisti non è una cosa normale se dobbiamo dire le cose come stanno, ed è incredibile il consenso che invece hanno. Siamo sempre stati abituati e con questo faccio riferimento al mio pensiero politico a essere minoranza elettorali tuttavia come anima, come pensiero non lo siamo.<br />
A Riace è capitato che il partito a cui sono stato più legato come ideali che si chiamava Democrazia Proletaria prese alle elezioni solo due voti, uno era il mio e nessuno avrebbe allora immaginato che io sarei diventato sindaco di Riace. Anche come sindaco non ho fatto altro che essere coerente con i miei ideali, il sogno di una società che rincorriamo, magari che non realizzeremo però questo sogno ci serve sempre per continuare a camminare, a rincorrerlo e nel rincorrerlo ci sono le cose che ti danno spinta, coraggio. Queste sono le cose che motivazioni miei interiori ma anche del territorio che hanno fatto nascere questo paese accogliente nella Calabria Ionica. In questa serata così come in altri miei interventi pubblici relativamente agli aspetti giudiziari di questi ultimi due anni e quindi non iniziati con questo governo ma anche prima, non voglio che far passare l&#8217;idea di essere dei perseguitati politici, per nulla. E&#8217; giusto che la magistratura faccia il suo lavoro, qualsiasi persona può avere sbagliato o non rispettato la legge e io sono contento che la magistratura vada fino in fondo per portare chiarezza  e per definire da quale parte sta la giustizia. Guardate però che spesso la giustizia è spesso una cosa molto più profonda mentre la legalità  è legata invece, almeno alcune volte, a mantenere un privilegio e allora capitano le cose più impensabili.<br />
Sono stato arrestato per aver affidato la gestione della raccolta differenziata a due cooperative sociali del luogo, una si chiama Aquilone l&#8217;altra Ecoriace. Aquilone è formata dalle persone più deboli di Riace e con due ragazzi rifugiati un ragazzo del Benin e l&#8217;altro Daniel del Ghana e il sistema porta a porta aveva favorito la nascita di un rapporto molto bello tra loro e i cittadini. Io definisco il nostro sistema di raccolta una democrazia ecologica, dove tutti, anche le persone più anziane del luogo venivano istruite attraverso i colori delle buste.<br />
La contestazione che ha portato al mio arresto riguardava il fatto che avremmo fatto un affidamento diretto, tuttavia non è stato tanto questo quanto il fatto che le due cooperative non fossero iscritte all&#8217;albo regionale delle cooperative e cosa paradossale, ribadita anche dal mio avvocato, quest&#8217;albo di fatto non c&#8217;è. Una cosa assurda mentre l&#8217;altro reato che mi è stato contestato è il favoreggiamento all&#8217;immigrazione clandestina. Su questo punto vorrei aprire una parentesi sulle responsabilità politiche, si è detto che avrei fatto matrimoni mentre in realtà ne ho fatto solo uno e preciso che siè trattato di un matrimonio regolarissimo tra una ragazza nigeriana e una persone di Riace, quando mi hanno intercettato io stavo scherzando di altre cose e invece mi hanno preso alla lettera.<br />
Voglio ritornare alle responsabilità politiche perché in quel periodo il governo e  il ministro degli interni allora in carica era impegnatissimo in Libia con i capi clan di un paese senza governo e che non rispetta i diritti umani a fare contratti. Vi assicuro che a Riace c&#8217;è una percezione molto alta di quello che succede fuori proprio perché il numero dei rifugiati è altissimo e ci chiedevano che cosa stesse succedendo all&#8217;Italia: &#8220;ci stanno chiudendo nei campi di concentramento, non ci portano da mangiare, ci lasciano morire. Ma il governo si proccupava solo di dire che il numero delle persone che sbarcavano in Italia era diminuito e questo probabilmente con il fine di intercettare il consenso elettorale. Questi sono crimini contro l&#8217;umanità! Io ho fatto un matrimonio ma ricordiamoci che in quel periodo veniva sospeso il diritto di appello, riducendo così da tre a due i gradi di giudizio per i richiedenti asilo violentando il diritto costituzionale perché non è corretto fare differenze tra esseri umani. Tantissime ragazze nigeriano i cui ricorsi contro il diniego delle commissioni avevano avuto esito negativo, stavano cercando  tutti i modi per non ritornare nuovamente nei bassifondi da cui provenivano. Fanno questi viaggi per cambiare la loro vita, si impegnano anche economicamente e a volte finiscono sulla strada.<br />
Voglio ricordare in particolare una di queste ragazze, lei non aveva pensato di trovare qualcuno da sposare per poter ottenere il permesso di soggiorno, si è rassegnata e così dopo due anni di permanenza a Riace all&#8217;interno di un progetto CAS, in silenzio lei è venuta in municipio il 22 dicembre del 2017 perché voleva rinnovare la carta d&#8217;identità che aveva perso e io come sindaco in base alla legge sono anche il responsabile dell&#8217;ufficio amministrativo del comune perché è un comune sotto i 3000 abitanti, e quella carta d&#8217;identità glielo fatta io subito, senza esitazioni e sono orgoglioso di avergliela fatta.<br />
Questa ragazza doppia diniegata (nel frattempo il progetto CAS era stato chiuso perché da due anni non ci stavano pagando, ci stavano creando delle condizioni invivibili e i rapporti con le istituzioni superiori stranamente erano tutti diventati oppressivi per Riace), trova come unica soluzione ai suoi problemi il lager di San Ferdinando, nella piana di Gioia Tauro dove si vive in capanne, senz&#8217;acqua, senza luce, senza servizi igienico sanitari. La sera del 28 gennaio del 2018 assieme a una sua amica accende un fuoco per riscaldarsi dal freddo e la capanna brucia e Becky muore, bruciata viva nell&#8217;inferno si San Ferdinando. Le autorità sono arrivate solo giorni dopo per fare la passerella ma Becky ha pagato con la propria vita, era venuta da noi per vivere, per immaginare un futuro migliore e invece ha trovato la morte. Allora io sono veramente orgoglioso di averle fatto la sua ultima carta d&#8217;identità, un carta a cui lei teneva tanto perché come tutti gli esseri umani anche lei voleva un documento per essere riconosciuta nella sua dignità umana.<br />
Quella carta d&#8217;identità non si è bruciata, l&#8217;hanno raccolta e su quella carta c&#8217;era la mia firma!<br />
Il clima di odio, che è il prodotto di quest&#8217;ultimo governo, addirittura di legittima difesa che ha portato nella Piana di Gioia Tauro, dominata da alcune famiglia mafiose che controllano tutto l ciclo del lavoro attraverso il caporalato e dove se qualcuno protesta viene seppellito anche vivo dove si vive senza diritti , all&#8217;uccisione di un ragazzo Soumayla Sacko diventato sindacalista proprio per difendere le persone di colore. L&#8217;ha ammazzato questo clima di odio, lui stava rubando delle stupidaggini.<br />
Vi ho voluto raccontare queste cose perchè in quel periodo sono nate le storie dei matrimoni e mi hanno arrestato anche per questo.<br />
Meglio aver cercato in qualche modo di ver salvato anche una sola persona da questi drammi piuttosto che aver contribuito a quello che aveva fatto sia il governo precedente che quello attuale.<br />
Vi ho spigato da un punto di vista giudiziario questa storia anche perché Riace oggi si sta indebolendo, molte persone se ne stanno andando via e spero che si riesca a continuare perché questa piccola comunità era ormai organizzata in un modo che questo intreccio, questa mescolanza di persone, era diventata l&#8217;elemento di richiamo anche per il turismo solidale che noi abbiamo definito turismo dell&#8217;accoglienza. Non sono vere tutte queste storie di invasione, di emergenza che vengono raccontate. L&#8217;emergenza c&#8217;è ma è dentro di noi perché non abbiamo più la capacità di sentire, stiamo perdendo la sensibilità umana.<br />
Quando il cuore diventa arido quella è la vera emergenza, quando le persone ci danno fastidio, quando prevale ciò che io definisco &#8220;sindrome da fastidio dagli esseri umani&#8221; è la fine della società. Nella realtà di questa piccolo comune, questa piccola comunità situata in una delle aree più  difficili d&#8217;Italia, quando arrivano le persone scalze, disperate dopo questi lunghi viaggi e ci sono stati tantissimi sbarchi sulla spiaggia di Riace, incontrano altre persone disperate come siamo noi e invece di gridare, in altre parti d&#8217;Italia con possibilità a volte più alte delle nostre ci sono state rivolte della popolazione locale per accogliere solo otto rifugiati, e questo ha fatto nascere un&#8217;idea di riscatto sociale, economico ma soprattutto di riscatto umano.<br />
E se questo è stato possibile a Riace questo significa che è possibile ovunque e questo, come diceva prima il consigliere comunale, a chi fa paura?  Perché un ministro del governo si interessa così tanto di un piccolo comune, di un sindaco diventato sindaco quasi per caso, perché non vuole che parliamo quando ci invitano nelle occasioni pubbliche, in tv perché non vogliono mandare inonda una fiction girata a Riace? Non ci vuole molto per capirlo, semplicemente perché questo messaggio non deve essere divulgato, non deve arrivare perché dimostra che un&#8217;altra umanità è possibile!</p>
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