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	<title>dl Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>&#8220;Luoghi idonei&#8221; a violare la dignità e deportazioni a mani legate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2021 08:12:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da nocpr.it) &#8220;LUOGHI IDONEI&#8221; A VIOLARE LA DIGNITA&#8217; E DEPORTAZIONI A MANI LEGATE E&#8217; stato reso pubblico sul sito del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale il &#8220;Rapporto tematico sulle&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>(da nocpr.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="945" height="937" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/luo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15779" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/luo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 945w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/luo-300x297.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/luo-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/luo-768x761.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/luo-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w" sizes="(max-width: 945px) 100vw, 945px" /></figure>



<p></p>



<p>&#8220;LUOGHI IDONEI&#8221; A VIOLARE LA DIGNITA&#8217; E DEPORTAZIONI A MANI LEGATE</p>



<p>E&#8217; stato reso pubblico sul sito del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale il &#8220;Rapporto tematico sulle visite alle strutture diverse e idonee utilizzate dall&#8217;autorità di pubblica sicurezza per il trattenimento della persona straniera ai sensi dell&#8217;articolo 13, comma 5 bis TUI&#8221;.<br><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f447;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t4f/1/16/1f447.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><br><a href="https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/gnpl/it/dettaglio_contenuto.page?contentId=CNG12254&amp;modelId=10019&amp;fbclid=IwAR1fBhIq6dYxeMpbM2rtbq_NIZtw_NQmHqOiPLvkUvr-JZSmMfOtV_-pHsU&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/&#8230;/dettagl&#8230;?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f4a5;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t40/1/16/1f4a5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Perché sì, se esiste in Italia, per chi viene trovato privo del permesso di soggiorno, qualcosa di peggio che i CPR, allora sono i &#8220;luoghi idonei&#8221;: luoghi &#8220;dematerializzati&#8221;, in cui allo stato qualcuno decide discrezionalmente che essi possano essere rinchiusi, in alternativa al CPR. Luoghi in totale balia delle forze dell&#8217;ordine e senza controllo e possibilità di monitoraggio, perché neppure si sa dove siano.&nbsp;<img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f4a5;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t40/1/16/1f4a5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Sono stati introdotti dal c.d. &#8220;decreto sicurezza Salvini&#8221; che anche su questo punto non è stato modificato dalla attuale ministra.</p>



<p>Il Garante ne ha visitati in tre questure diverse (Parma, Bologna e Trieste), ed il risultato è quel che si temeva, che in sintesi vi riportiamo di seguito.</p>



<p>A questo rapporto ha risposto il Ministero dell&#8217;Interno con una relazione che trovate alla stessa pagina, con rassicurazioni di circostanza, approfittando anche per rispondere a (meglio dire &#8220;cercare di giustificare senza riuscirci&#8221;, se non &#8220;ammettere&#8221;) i rilievi di altro rapporto del Garante relativo alle criticità emerse nel corso delle operazioni di rimpatrio, per l&#8217;abuso delle modalità coercitive (si ricorda che oltretutto si tratta di persone che non hanno commesso reati).</p>



<p>Anche di questa risposta riportiamo più avanti i punti salienti.</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f534;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t6e/1/16/1f534.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">&nbsp;I &#8220;non luoghi&#8221;, i porti franchi dal diritto, i posti dove si fa eccezione ai diritti fondamentali, sono molti più di quelli che si possa pensare (oltre ai &#8220;luoghi idonei&#8221;: hotspot, navi quarantena, zone sterili degli aeroporti) ed i CPR ne costituiscono solo &#8220;la punta dell&#8217;iceberg&#8221;, la parte più evidente, benché restino inaccessibili.<img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f4a5;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t40/1/16/1f4a5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">E&#8217; una questione di inammissibili &#8220;deroghe&#8221; sui diritti umani che riguarda tutte e tutti e non solo le persone migranti!</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f536;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t70/1/16/1f536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">&nbsp;IL RAPPORTO DEL GARANTE SUI &#8220;LUOGHI IDONEI&#8221;</p>



<p>&#8220;La possibilità di utilizzare «strutture diverse [dai Centri di cui all’articolo 14] e idonee nella<br>disponibilità dell&#8217;Autorità di pubblica sicurezza e locali idonei presso l’ufficio di frontiera interessato» per trattenere temporaneamente lo straniero espulso destinatario di un provvedimento di accompagnamento alla frontiera è stata introdotta con il decreto-legge 4 ottobre 2018 n. 1131.</p>



<p>Fin da subito il Garante nazionale, con il parere espresso nell’ambito dell’iter di conversione dell’atto governativo, ha rilevato che la fattispecie detentiva sollevava numerosi profili di criticità relativi, in particolare, all’assenza esplicita di una disciplina delle condizioni di trattenimento e alla formulazione eccessivamente generica della norma, che oltre a non individuare in maniera puntuale i nuovi luoghi di privazione della libertà, rinvia a una vaga nozione di ‘idoneità’ per la loro determinazione. (&#8230;)</p>



<p>Si fa diretto riferimento alle strutture diverse e idonee utilizzabili dall’Autorità di Pubblica<br>sicurezza per il trattenimento del cittadino straniero fino all’udienza di convalida, ma le considerazioni espresse sono<br>ugualmente riferibili, ove compatibili, ai locali idonei presso l&#8217;Ufficio di frontiera ove, sempre ai sensi dell’articolo 13, comma 5-bis T.U. Imm., la persona straniera può essere trattenuta sino all&#8217;esecuzione dell&#8217;effettivo allontanamento e<br>comunque non oltre le quarantotto ore successive all&#8217;udienza di convalida. (&#8230;)</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">I locali individuati dalle Questure di Parma e Bologna consistono in due ampie stanze situate al pianterreno simili tra loro e sotto molteplici aspetti non conformi alla normativa e agli standard di settore. (&#8230;)</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Gli ambienti sono completamente vuoti e come unico elemento di arredo hanno una panca in muratura (Parma) o metallo (Bologna) lungo una delle pareti, che funge sia da seduta che da giaciglio per il riposo notturno. Anche solo valutando tale aspetto, appare difficile considerare tali locali come rispondenti ad «adeguati requisiti igienico-sanitari e abitativi», anche in considerazione dello stato di ammaloramento e di<br>sporcizia delle pareti. Fatte salve le coperte, nessun ulteriore materiale, come effetti letterecci e materasso, viene fornito per il pernottamento. Tale parametro deve, peraltro, essere considerato anche a tutela delle persone fermate a fini identificativi nei casi in cui siano costrette a trascorrere la notte in Questura.</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Risultano, altresì, completamente assenti tavoli e sedute per la consumazione dei pasti; i bagni (privi di doccia) sono esterni, fruibili pertanto solo con l’intervento del personale di Polizia.</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Un ulteriore disallineamento dagli standard internazionali è rappresentato dall’assenza di un pulsante di chiamata azionabile dall’interno per eventuali necessità.</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">I locali sono, tuttavia, videosorvegliati sia attraverso telecamere interne ai locali, sia tramite una telecamera posta in corridoio. Nei locali della Questura di Bologna, inoltre, le persone sono sottoposte a una continua sorveglianza a vista<br>da parte del personale situato nel locale adiacente: le stanze hanno infatti una parete a vetro che consente una visione completa dell’ambiente da parte di chi si trovi nella sala di controllo contigua posta tra le due stanze. Nel caso di contestuale utilizzo dei due locali disponibili, una simile configurazione determina, pertanto, una violazione della privacy delle persone trattenute, particolarmente grave nel caso di permanenza di cittadini stranieri di sesso diverso, che possono vedersi attraverso le pareti divisorie in vetro.</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Secondo quanto riferito, la capienza massima per stanza è pari a due persone, ma dalla disamina dei registri è emersa in qualche caso la presenza complessiva contemporanea, tra i due locali, di cinque persone.</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Nello specifico, a Parma e Bologna particolarmente critica è apparsa la prassi di trattenere all’ingresso il telefono personale della persona interessata. All’interno dei locali di trattenimento il cittadino straniero non<br>ha pertanto alcuna possibilità di esercizio della libertà di corrispondenza telefonica con l’esterno prevista dalla legge. A Bologna è stato assicurato che, in caso di richiesta, il dispositivo personale viene riconsegnato per il temporaneo utilizzo, anche se, come è stato fatto notare nel corso della visita, la mancanza di una specifica informativa rispetto a tale possibilità ne vanifica di fatto l’esercizio. (&#8230;)</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Trattandosi di stanze multifunzionali, utilizzate sia in caso di fermo identificativo che di esecuzione di<br>espulsione, non tutte le collocazioni sono sottoposte a convalida dell’Autorità giudiziaria..<br>Anche nell’ipotesi di trattenimento a fini espulsivi il vaglio dell’Autorità giudiziaria nel corso delle visite è risultato, tuttavia, talvolta omesso (&#8230;) Quand’anche presente, comunque, il vaglio del Giudice della convalida negli atti consultati è apparso essenzialmente ristretto a un’attività meramente cartolare, priva di iniziativa istruttoria. (&#8230; )I casi esaminati rilevano come lo strumento sia utilizzato con estrema flessibilità dall’Autorità di Pubblica Sicurezza per rispondere a esigenze restrittive determinate da necessità di carattere organizzativo e come talvolta il coinvolgimento dell’Autorità giudiziaria sia particolarmente carente. (&#8230;)&#8221;<br><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f447;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t4f/1/16/1f447.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><br><a href="https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/gnpl/resources/cms/documents/7bee01431139e97f902fe931e0fdb355.pdf?fbclid=IwAR3MRILplwfbMvj9Jmg6ib9uIMnEn2pSDrk-k8DRx_i1hFDlgiw9tkFlpCM&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/&#8230;/7bee014&#8230;?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Un nostro commento sul dl Zan</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2021 14:22:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un commento di Andrea de Chiara sul dl Zan. Diffondiamo la vera informazione, non quella che vogliono farci credere. Perchè è stato affossato?</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="735" height="416" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/zanzan-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15769" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/zanzan-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 735w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/zanzan-1-300x170.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></figure>



<p>Un commento di Andrea de Chiara sul dl Zan. Diffondiamo la vera informazione, non quella che vogliono farci credere.</p>



<p>Perchè è stato affossato?</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Perché il DDLZAN é stato affossato? Ecco il mio punto di vista" width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/pAdyHvp8hmU?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>L&#8217;aborto è finalmente legale, sicuro e gratuito in Argentina</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2020 10:57:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Julia Martín Arévalo Il disegno di legge è passato al Senato questa mattina con 38 voti a favore, 29 contrari e un&#8217;astensione Foto: Europa Press Oggi, 30 dicembre, a un giorno di distanza dall&#8217;addio&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Julia Martín Arévalo</p>



<p><strong>Il disegno di legge è passato al Senato questa mattina con 38 voti a favore, 29 contrari e un&#8217;astensione</strong></p>



<p>Foto: Europa Press</p>



<p>Oggi, 30 dicembre, a un giorno di distanza dall&#8217;addio al peggiore anno della nostra storia recente, possiamo finalmente festeggiare che anche il 2020 passerà alla storia per qualcosa di positivo: l&#8217;Argentina ha legalizzato l&#8217;aborto.</p>



<p>La moltitudine di persone riunite in Piazza del Congresso è esplosa di gioia nelle prime ore del mattino di questo martedì quando hanno scoperto il risultato del Senato. Tra applausi e abbracci hanno salutato la legge del 1921 che fino ad oggi considerava l&#8217;aborto un reato, salvo in caso di stupro o di rischio per la vita della madre.</p>



<p>La norma, già approvata dalla Camera dei Rappresentanti lo scorso 11 dicembre, rappresenta un cambiamento importante rispetto alla precedente: l&#8217;interruzione di gravidanza sarà garantita fino alla 14a settimana di gestazione anche se il medico si dichiara obiettore di coscienza; e potrà essere effettuata in modo legale, sicuro e gratuito. Inoltre, stabilisce un limite di tempo di 10 giorni tra la richiesta della donna e la procedura da eseguire, per evitare manovre da parte dei medici che potrebbero ritardare l&#8217;aborto fino alla sua esecuzione.</p>



<p>La chiave del successo di questa legge, già tentata di essere approvata nel 2018 e fallita al Senato, è stato il sostegno del presidente Alberto Fernández che sostiene che &#8220;la criminalizzazione dell&#8217;aborto non è servita a nulla, ha permesso che l&#8217;aborto avvenisse clandestinamente solo in numeri preoccupanti&#8221;. Secondo i dati del Ministero della Salute argentino, si stima che ogni anno vengano praticati circa 400.000 aborti clandestini, molti dei quali si complicano fino a causare, in alcuni casi, la morte della madre. La necessità di porre fine a queste cifre è stato uno degli argomenti più forti a favore del dibattito per la legalizzazione dell&#8217;aborto.</p>



<p>Altrettanto fondamentale è stata la pressione legislativa e mediatica della marea verde di sostegno alla depenalizzazione dell&#8217;aborto. Per il movimento femminista argentino, noto per essere uno dei più pionieri e veterani del continente, quello di oggi è stato un trionfo storico, frutto di anni di lotta.</p>



<p>Questa notizia, in un Paese così rilevante come l&#8217;Argentina, costituisce un importante precedente per il continente latino-americano, dove finora l&#8217;aborto era legale solo in Uruguay, Cuba, Guyana, Guyana Francese, Porto Rico e parte del Messico.</p>
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		<title>Orgoglio LGBTQA e la legge sull&#8217;omotransfobia</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2020 08:11:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Si è da poco concluso il mese dedicato ai temi che riguardano i diritti LGBTQA e Associazione Per i Diritti umani ne ha parlato con Filippo Cinquemani, attivista, che ringrazia molto.&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="641" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/pride-2020-1-1024x641.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14348" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/pride-2020-1-1024x641.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/pride-2020-1-300x188.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/pride-2020-1-768x481.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/pride-2020-1-1536x961.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/pride-2020-1-2048x1282.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Si è da poco concluso il mese dedicato ai temi che riguardano i diritti LGBTQA e <strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> ne ha parlato con Filippo Cinquemani, attivista, che ringrazia molto. Ecco l&#8217;intervista: </p>



<p>Giugno è il mese dell”orgoglio” Lgbt: cosa rappresenta, per te, un pride?</p>



<p>Il Pride per me è soprattutto un&#8217;occasione di festa. Lo vivo come la festa della libera espressione e questa definizione trovo che sia ogni anno più calzante. Nel corso degli anni la manifestazione si è modificata. Oggi l&#8217;aspetto più folkloristico, che pur ha la sua importanza, ha ceduto il posto alla dimensione più strettamente sociale. Ci sono nuove soggettività che scendono in piazza con la volontà di far sentire la propria voce. Lo scorso anno, in vari pride sono intervenuti dal palco persone con disabilità per esempio. C&#8217;è da aggiungere che oggi il pride non è solo parata ma una settimana intera di eventi per la sensibilizzazione riguardo le tematiche LGBTQIA+. Colgo l&#8217;occasione per invitare ad assistere alla prossima parata tutti quelli che non hanno avuto mai modo di assistervi, perché solo così si può capire cos&#8217;è davvero un pride e ci si può rendere conto che ci si può anche emozionare.</p>



<p>L&#8217;acronimo dei diritti diventa sempre più lungo (Lgbtqa&#8230;), ma non può risultare fuorviante e complesso per chi non è ancora sensibilizzato sui questi temi?</p>



<p>Diciamo che è l&#8217;essere umano ad essere complesso. Alla battaglia di gay, lesbiche e trans si sono aggiunte nuove soggettività che hanno bisogno di sostegno in quanto anch&#8217;esse minoranze. Penso agli asessuali e agli intersessuali che grazie anche alle nuove conquiste sociali, sono a marciare ai Pride. Purtroppo restistono degli atteggiamenti che mirano, invece, all&#8217;esclusione sociale anche all&#8217;interno della comunità omosessuale. In questi casi mi sembra di assistere a delle &#8220;guerre tra poveri&#8221;. Fare parte di una minoranza dovrebbe, invece, rendere più sensibili nei confronti di coloro che affrontano una situazione simile se non più difficile.</p>



<p>Cosa ne pensi del disegno di legge sull&#8217;omofobia recentemente depositato alla Camera?</p>



<p>Finalmente dopo 25 anni si sta arrivando a qualcosa di concreto. Rischia fino a 4 anni chi<br>istiga alla violenza omofobica. Personalmente credo che la violenza omofobica esiste perché c&#8217;è una cultura che la incoraggia. Una cultura che sostiene ancora che i gay sono malati e l’omosessualità si può curare, che le donne trans non sono donne e che le famiglie con due mamme o due papà non sono vere famiglie. Questi concetti passano in nome della libertà d&#8217;opinione.</p>



<p>Dal 19 al 27 giugno anche Milano sarà coinvolta nella Pride Week, che si svolge in modalità online. Hai seguito alcuni incontri interessanti? Ce ne vuoi parlare?</p>



<p>Da gay e disabile mi ha colpito molto l&#8217;intervista fatta ad Anna Senatore sulla figura dell&#8217;assistente sessuale. È stato anche bello vedere come la comunità LGBTQIA+ non si sia persa d&#8217;animo nonostante l&#8217;emergenza covid. Oltre alle Pride Week Online, a settembre ci sarà il consueto appuntamento con il Mix di Milano, festival del cinema gay, lesbico e queer culture.<br></p>



<p>Puoi darci qualche informazione sul Rainbow Social Fund?</p>



<p>Si tratta di un fondo si solidarietà alimentato da una campagna di foundraising. Nasce per aiutare le persone LGBTQIA+ che sono in difficoltà anche a causa della pandemia. Due sono i progetti importanti legati a questo fondo finora: uno riguarda il garantire un contesto abitativo dignitoso e protetto a chi è nel bisogno. L&#8217;altro progetto riguarda un fondo di Mutuo soccorso pensato dal comune per aiutare le attività commerciali e non. So che sono in programma altre iniziative di questo tipo.</p>



<p></p>
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		<title>Siamo qui &#8211; Sanatoria subito</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 07:30:03 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="540" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/106393751_734809137090595_5086546322730684415_o-1024x540.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14313" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/106393751_734809137090595_5086546322730684415_o-1024x540.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/106393751_734809137090595_5086546322730684415_o-300x158.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/106393751_734809137090595_5086546322730684415_o-768x405.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/106393751_734809137090595_5086546322730684415_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>Di seguito il comunicato della Campagna nazionale&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/siamoquisanatoriasubito/?__tn__=K-R&amp;eid=ARDSUUJZdz3BclKOvhzGxboAgYEBUdlFCT0IbL5TUWhDsXZPq-JPCZohoaSB4Vyxgdtp-HejfJG9xEhc&amp;fref=mentions&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARDrRLhRoxA-nTTUFw0eIF7aUlnXBglgFlyvB2lPiRG7p2tpdVYFfZZj8LiTJ6LAnya0FseBOVukik1sDoAVXOlhs_5RNbgIs8Fap-HcFlXAy7jh-nGjZHl1bA9p-YpXE-rfVsQ_ytcoaFgzaF0SZEgdCSiLUOFJ-JmmdJ6YopEWIwSvf-GcT4l161YrIQD3Kv6XKWauNyVeIT1sZtJAqQnnH6iiqs_frnOA9SnWmaI5PH9MQxbWOfeTVfNVKZ-TpSXSW2gyi5PpPJfgooEhkwgAeLjhuj718lPkNWJLmxkAE7yaDBX8POqOwLIt18_PzucfYK0p9hGarkpcXUXTkoo&utm_source=rss&utm_medium=rss">Siamo qui &#8211; Sanatoria subito</a> sostenuta anche da <strong><em>Associazione Per i Diritti umani.</em></strong></p>



<p>(da Meltingpot Europa)</p>



<p>&#8220;Il 1° giugno ha preso ufficialmente il via la procedura per l’emersione/regolarizzazione dei migranti presenti sul territorio nazionale. Se ad una prima lettura del decreto legge avevamo espresso un parere estremamente negativo, ora, dopo giorni di sportelli informativi e di osservatorio sulle procedure, possiamo dire con estrema certezza che le norme approvate sono un inganno per le migliaia di migranti in attesa della possibilità di emergere dalla condizione di annullamento civile e sociale in cui sono costrett*. Non solo lasceranno migliaia di persone senza permesso di soggiorno e senza diritti, ma produrranno discriminazioni, indurranno i migranti che hanno già un posto di lavoro ad abbandonarlo con il miraggio di regolarizzarsi nei limitati settori economici previsti dal decreto legge, alimenteranno le speculazioni ed i raggiri ai danni di migranti costrett* a cercare contratti di lavoro che vengono fatti pagare anche 8.000 euro!</p>



<p>Questo è il pessimo prodotto della scelta governativa che invece di affrontare il problema nella sua interezza e dal punto di vista primario dei diritti e delle garanzie, ha deciso di muoversi solo per provare a soddisfare le immediate esigenze del sistema economico e produttivo.</p>



<p>Fin dall’inizio dell’emergenza Covid-19 con la Campagna “Siamo qui – Sanatoria Subito!” abbiamo sostenuto che l’urgenza da affrontare era un’altra, quella dei diritti e della dignità delle persone, quella delle condizioni materiali di esistenza di chi è costretto all’invisibilità, a vivere senza alcuna prospettiva se non quella dello sfruttamento schiavistico, dei ricatti, della privazione della libertà per il solo fatto di non avere i documenti in regola.</p>



<p>Come se non bastasse, mentre le procedure sono già in corso, vengono volutamente mantenute nell’incertezza parti della normativa confuse e ambigue, che consentiranno interpretazione restrittive e arbitrarie da parte degli uffici preposti alla gestione e decisione delle pratiche.</p>



<p>Dobbiamo far emergere la nostra critica con forza, non possiamo limitarci ai commenti negativi restando immobili.</p>



<p>Per queste ragioni promuoviamo dal 18 al 27 giugno, nel quadro delle mobilitazioni per una sanatoria reale promosse dai Sans Papiers a livello europeo, una settimana di mobilitazioni territoriali che preparino e convergano in un appuntamento nazionale proprio nei giorni in cui la Camera discuterà la conversione del decreto in legge.</p>



<p>Facciamo appello a tutte le realtà sociali che hanno aderito all’appello di marzo per una sanatoria generalizzata e a tutt* coloro che in questi giorni sono sces* nelle piazze antirazziste a dare vita a manifestazioni, presidi, assemblee sotto le prefetture: sveliamo insieme questa sanatoria truffa messa in campo sulla pelle di migliaia di migranti!</p>



<p>Diamoci appuntamento venerdì 26 giugno a Roma alle 14 per andare a dire direttamente al governo che vogliamo spezzare le catene dell’irregolarità che tengono in ostaggio la vita e i corpi di migliaia di migranti!</p>



<p>Vogliamo che la possibilità di regolarizzarsi sia gratuita, estesa a tutti i settori lavorativi e prolungata oltre il 15 luglio. Vogliamo per tutt* coloro che si trovano sprovvisti di titolo di soggiorno o che abbiano il permesso scaduto anche prima del 31 ottobre del 2019, oppure che siano titolari di un permesso precario (come ad esempio i richiedenti asilo), occupati o in cerca di lavoro, il rilascio di un permesso di soggiorno di almeno per un anno, rinnovabile e convertibile in altro titolo di soggiorno, che veda come unico requisito la presenza in Italia.</p>



<p>Info: sanatoriasubito@gmail.com</p>



<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>



<p>LA PIATTAFORMA RIVENDICATIVA DELLA CAMPAGNA “SIAMO QUI &#8211; SANATORIA SUBITO”</p>



<p>1<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />. Estensione delle procedure di emersione/regolarizzazione a tutti i settori lavorativi.</p>



<p>2.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />In presenza di un rapporto di lavoro già regolarmente instaurato, anche se di natura stagionale, convertibilità del permesso di soggiorno per richiesta di asilo o, comunque, del permesso di soggiorno temporaneo che consente di svolgere attività lavorativa, in permesso di soggiorno per motivi di lavoro.</p>



<p>3.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />&nbsp;In assenza di un rapporto di lavoro in essere, convertibilità del permesso di soggiorno per richiesta di asilo o, comunque, del permesso di soggiorno temporaneo già detenuto, in permesso di soggiorno per attesa occupazione secondo le modalità previste dall’art.22, co.11, del D.lgs. n.286/1998. In assenza di una pregressa titolarità del permesso di soggiorno, il cittadino straniero formula istanza di rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo che consente lo svolgimento di attività lavorativa. Alla scadenza del permesso di soggiorno temporaneo, il cittadino straniero che abbia instaurato un rapporto di lavoro può convertire il permesso di soggiorno temporaneo in permesso di soggiorno per lavoro. Qualora il cittadino straniero abbia svolto attività lavorativa, ma il relativo contratto sia cessato può richiedere un permesso di soggiorno per attesa occupazione secondo le modalità previste dall’art.22, co.11, del D.lgs. n.286/1998.</p>



<p>4.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />Il richiedente asilo che scelga di accedere alle procedure di emersione/regolarizzazione, in esito all’espletamento della procedura formula istanza di conversione del permesso di soggiorno per richiesta di asilo nel permesso di soggiorno a cui avrebbe diritto. Qualora per qualsiasi ragione la conversione non abbia luogo è automaticamente ripristinato il permesso di soggiorno per richiesta di asilo di cui era titolare.</p>



<p>5.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />La presenza sul territorio nazionale utile all’accesso alle procedure è quella antecedente all’entrata in vigore del Decreto Legge. Il requisito della presenza in Italia può essere autocertificato ai sensi di legge. In ogni caso, il requisito della presenza in Italia può essere provato attraverso riscontri documentali che, indipendentemente dalla natura e dalla provenienza, siano idonei a confermare il fatto della presenza sul territorio nazionale.</p>



<p>6.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />Abrogazione delle differenziazioni nell’accesso alle procedure basate sull’intervenuta scadenza o meno del titolo di soggiorno già detenuto. Dove permanga il riferimento alla scadenza del titolo di soggiorno, tale scadenza dovrà essere riferita al periodo antecedente all’entrata in vigore del D.L. In ogni caso il richiamo alla scadenza dovrà intendersi come riferita all’originaria scadenza del permesso di soggiorno, a prescindere dalle eventuali proroghe disposte in conseguenza all’emergenza Covid-19.</p>



<p>7.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />Abrogazione del contributo forfettario per gli oneri di procedura.</p>



<p>8.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />Ai fini delle procedure di emersione/regolarizzazione dove non fosse da subito nella disponibilità dell’interessato il passaporto in corso di validità o documento equipollente, l’identità personale del cittadino straniero viene accertata e documentata, attraverso l’esibizione del passaporto scaduto o di altri documenti di identità in possesso del cittadino straniero, compreso il titolo di viaggio eventualmente già conseguito, unitamente alla documentazione comprovante l’intervenuta richiesta di rilascio o di rinnovo del passaporto.</p>



<p>9.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />I procedimenti sospesi nei confronti del cittadino straniero vengono archiviati sia in conseguenza al rilascio del permesso di soggiorno, sia nel caso in cui le procedure attivate non giungano a termini per cause indipendenti dalla volontà e dalle condotte dell’interessato.</p>



<p>10.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />&nbsp;Qualora nel corso dell’espletamento della procedura finalizzata all’emersione di rapporti di lavoro già in essere, emergano motivi ostativi riconducibili alla figura del datore di lavoro, la procedura viene archiviata con il contestuale rilascio al lavoratore di un permesso di soggiorno per attesa occupazione disciplinato ai sensi dell’art.22, co.11, del D.lgs. n.286/1998.</p>



<p>11.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />&nbsp;In esito alle modifiche apportate in sede di conversione del D.L. è necessario prevedere l’apertura di una nuova finestra temporale al fine di consentire la presentazione delle istanze precedentemente precluse o, comunque, non presentate per scadenza dei termini.&#8221;</p>
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		<title>Agromafie e agroreati: approvato il disegno legge sui reati agroalimentari</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2020 08:23:41 +0000</pubDate>
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<p>di Cecilia Grillo</p>



<p>Il 19 aprile 2020 il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta unanime del ministro della Giustizia Bonafede e del ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Bellanova, il disegno di legge denominato “<em>Nuove norme in materia di reati agroalimentari</em>”, composto da 14 articoli, che interviene sul Codice penale e sulle leggi complementari in materia.</p>



<p>Come spiega la DNA, la Direzione Nazionale Antimafia, in una sua Relazione, “il legame delle mafie con l’agricoltura ha radici antiche, di natura storico-culturale, legato alla nascita stessa del fenomeno mafioso, per larga parte originatosi proprio nelle campagne. Per questo motivo da sempre tra le altre cause di ritardato sviluppo, l&#8217;agricoltura meridionale sconta anche quello delle infiltrazioni di stampo mafioso. Tale fenomeno oggi interessa l&#8217;intero territorio nazionale, attesa la capacità delle mafie (Cosa Nostra, Camorra, ‘Ndrangheta) operanti ormai in forma di impresa, di espandersi verso il Nord Italia seguendo le direttrici logistiche del trasporto e del commercio dei prodotti agricoli”.</p>



<p>Il Disegno Legge di riforma della disciplina dei reati agroalimentari recepisce quanto elaborato dalla Commissione ministeriale nominata con d.m. 20 aprile 2015 e composta dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando e presieduta dall’ex magistrato Giancarlo Caselli.</p>



<p>Nella relazione alla presentazione del Disegno Legge viene sottolineato come “prospettiva ultima della proposta di riforma, come ha evidenziato Caselli, è quella di arrivare a un’etichetta narrante comprensibile e trasparente, che faccia capire ai consumatori cosa c’è davvero dentro quello che ci viene venduto come cibo o come bevanda […] è la creazione di un diritto penale della vita quotidiana capace di accompagnare il consumatore ‘finale’ fino allo scaffale degli alimenti, rafforzandone la fiducia”.</p>



<p>Tra le novità principali previste dal Disegno Legge in primo luogo si deve menzionare l’introduzione del reato di agropirateria che punisce la vendita di prodotti alimentari accompagnati da falsi segni distintivi o contraffatti e che comprende, <em>inter alia</em>, tutte quelle fattispecie di contraffazione di marchi, etichette e procedure di produzione, il reato di “produzione, importazione, esportazione, commercio, trasporto, vendita o distribuzione di alimenti pericolosi o contraffatti”, nonché la “contraffazione di alimenti a denominazione protetta”.</p>



<p>Vengono introdotti dal Disegno Legge anche i reati di “disastro sanitario” (che punisce avvelenamento, contaminazione o corruzione di acque o sostanze) e l’“omesso ritiro di sostanze alimentari pericolose” dal mercato e vengono identificati i profili di responsabilità delle persone giuridiche, definendo le condizioni di esonero delle società dalle ipotesi di responsabilità amministrativa di impresa.</p>



<p>Fra le innovazioni previste dal Disegno Legge è prevista inoltre la revisione del reato di frode &#8211; in passato connesso alla consegna materiale del prodotto &#8211; che ricomprenderà anche le attività realizzate durante le fasi di produzione precedenti, ad esempio il ricorso a segni distintivi con indicazioni false e ingannevoli, saranno così sanzionate le ipotesi di falso prodotto biologico e di falsa indicazione d’origine.</p>



<p>Uno dei casi maggiormente rappresentativi è quello della vendita dell’olio d’oliva: accade spesso che bottiglie con etichette che rimandano all’italianità del prodotto contengano olio di importazione.</p>



<p>Il Disegno Legge interviene principalmente rispetto alla tutela della salute pubblica, delimitando la categoria dei reati di pericolo contro la salute e al contrasto delle frodi in commercio di prodotti alimentari in modo da tutelare la lealtà commerciale.</p>



<p>L’ex ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, aveva dichiarato, in relazione ai fondamentali passi in avanti per la lotta ai reati agroalimentari, che “con l’approvazione del disegno di legge, frutto del lavoro della Commissione guidata dal Presidente Giancarlo Caselli con il ministro Andrea Orlando, l’Italia propone un modello nuovo di contrasto al crimine in questo settore strategico. L’agropirateria diventa reato, le frodi commesse dalle organizzazioni mafiose vengono punite più duramente, la tutela della salute dei consumatori si rafforza. Dopo la legge contro il caporalato, serve una svolta per la massima legalità nella filiera del cibo.”</p>



<p>Secondo quanto riportato dalla Coldiretti, “almeno un prodotto su tre del settore agroalimentare importato in Italia viene trasformato nel nostro Paese e poi venduto sul nostro mercato interno e all’estero con il marchio <em>Made in Italy</em>”.</p>



<p>A tal riguardo, la Ministra Bellanova in una nota diffusa dal Mipaaf specifica come “il falso <em>made in Italy</em> costa al nostro Paese 100 miliardi di euro l’anno, contro i circa 42 di <em>export</em> dei prodotti autentici. Un vero e proprio furto di identità che danneggia i nostri produttori, mina la salute dei consumatori, ingannandoli, rischia di incrinare la reputazione del Paese. Con questo testo, che prende le mosse da una proposta della Commissione Caselli,&nbsp;si garantisce l’effettiva tutela dei prodotti alimentari, si rielabora il sistema delle sanzioni, si amplia la sfera delle tutele”.</p>



<p>Tale disegno legge è di notevole importanza per la tutela della salute pubblica e della qualità del sistema di produzione italiano di una delle filiere produttive più redditizie e rappresentative d’Italia in quanto “le agromafie non solo si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocano l’imprenditoria onesta, ma compromettono in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio<em> Made in Italy</em>”.</p>
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		<title>Coronavirus,Foad Aodi (Amsi): grazie a Conte e Sileri per aver inserito la possibilità di reclutamento di medici stranieri nel decreto Cura Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2020 09:25:17 +0000</pubDate>
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<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="480" height="294" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/AMSI-05_0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13770" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/AMSI-05_0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 480w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/AMSI-05_0-300x184.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure></div>



<p><em>Cosi l&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia&nbsp;<strong>(Amsi)</strong>&nbsp;e L&#8217;Unione Medica Euro Mediterranea (<strong>UMEM)</strong>&nbsp;ringraziano il Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e il Vice Ministro della Salute Pierpaolo Sileri per aver inserito come proposto da Amsi &nbsp;e UMEM tramite il Presidente Foad Aodi direttamente al Vice Ministro della Salute Sileri con il quale era in contatto continuo.</em><br><em>È &nbsp;stato inserito come segue nell&#8217;art. 13 &#8211; Deroga delle norme in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie.1. Per la durata dell&#8217;emergenza epidemiologica da COVID-19, in deroga agli articoli 49 e 50 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999 n. 394 e successive modificazioni, e alle disposizioni di cui al decreto legislativo 6 novembre 2007 n. 206 e successive modificazioni, è consentito l&#8217;esercizio temporaneo di qualifiche professionali sanitarie ai professionisti che intendono esercitare sul territorio nazionale una professione sanitaria conseguita all&#8217;estero regolata da specifiche direttive dell&#8217;Unione europea. Gli interessati presentano istanza corredata di un certificato di iscrizione all&#8217;albo del Paese di provenienza alle regioni e Province autonome, che possono procedere al reclutamento temporaneo di tali professionisti ai sensi degli articoli 1 e 2 del decreto legge 9 marzo 2020, n. 14.</em></p>



<p><em>&#8220;È &nbsp;un passaggio importante ,insieme a quello per &nbsp;i medici neolaureati,per poter reclutare più medici possibili e affrontare questa gravissima emergenza da &nbsp;Coronavirus che sta registrando un altissimo numero di contagiati,morti &nbsp;tra di loro anche medici e professionisti della sanità. facciamo le nostre condoglianze ai familiari di tutti i deceduti cittadini e professionisti della sanità italiani e di origine straniera (ci sono 4 morti di cui un medico di origine siriana) a nome dell&#8217;Amsi e Umem così&nbsp;<strong>dichiara il Presidente Amsi e UMEM Foad Aodi nonchè membro del Registro Esperi Fnomceo&nbsp;</strong>che lancia il suo appello a tutti i medici e infermieri italiani e di origine straniera iscritti agli ordini professionali&nbsp; o in fase di riconoscimento dei loro titoli che sono disponibili a dare il loro contributo nei vari ospedali dove ci sono richieste, di comunicarcelo. Dobbiamo continuare tutti uniti per salvare la salute di chi soffre o in difficoltà e sostenere la nostra preziosa sanità italiana e il SSN compreso quello lombardo del quale condividiamo l&#8217;appello.</em></p>
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		<title>Regione Piemonte: la proposta del disegno di legge dell&#8217;assessore Ricca preoccupa Associazione 21 luglio perchè viola i diritti umani</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Nov 2019 04:09:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  “Norme in materia di regolamentazione del nomadismo e di contrasto all’abusivismo”. È questo il titolo della proposta del disegno di legge presentato nella giornata di lunedì 28 ottobre da Fabrizio Ricca, assessore alla sicurezza della&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="560" height="315" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/unnamed.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13223" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/unnamed.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/unnamed-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>  “Norme in materia di regolamentazione del nomadismo e di contrasto all’abusivismo”. È questo il titolo della proposta del disegno di legge presentato nella giornata di lunedì 28 ottobre da <strong>Fabrizio Ricca, assessore alla sicurezza della Regione Piemonte</strong>. Un documento che ricalca un’altra proposta di legge presentata dal gruppo Lega nel 2015 (n.122) e licenziata con voto contrario il 29 giugno nel 2017 dal Consiglio regionale del Piemonte.<br><strong>Associazione 21 luglio ha inviato una lettera al presidente della Regione Piemonte</strong> per esprimere preoccupazione e per chiedere di vigilare attentamente sulla proposta del disegno di legge che, se approvato, comporterebbe una violazione dei diritti umani ponendosi in contrasto con gli obblighi costituzionali, con le norme comunitarie e internazionali.</p>



<p><strong>Le motivazioni di Associazione 21 luglio</strong></p>



<p>La proposta del disegno di legge, secondo Associazione 21 luglio, più che “regolamentare il nomadismo”&nbsp;<strong>nasconde la volontà di adottare una legge ad hoc per soggetti e gruppi di persone individuate su base etnica</strong>, identificate come rom. Tra i vari punti contenuti nel testo (che possono essere approfonditi nel link in basso) Associazione 21 luglio esprime preoccupazione per l’installazione in dette “<strong>aree di transito</strong>” di impianti di videosorveglianza, ricordando tra l’altro che l’Autorità garante per la protezione dei dati personali ha stabilito che «un soggetto pubblico può effettuare attività di videosorveglianza solo per funzioni istituzionali di cui sia realmente titolare in base all’ordinamento di riferimento. Diversamente, il trattamento non è lecito». Tra le criticità evidenziate compaiono, inoltre, i requisiti di accesso alle aree come la provenienza del reddito e l’idoneità morale dei soggetti che ne fanno richiesta. Perplessità viene espressa anche per i principi che potrebbero portare alla revoca dell’autorizzazione e al permanere nelle “aree di transito”.</p>



<p>Nel documento presentato dall’assessore Ricca viene ripresa nuovamente l’idea della creazione di un “<strong>Osservatorio regionale</strong>” sul monitoraggio dei flussi e il “contrasto all’abusivismo” con la presenza di «tre componenti delle Forze dell’ordine, di concerto con le Prefetture». Associazione 21 luglio evidenzia come la Corte Costituzionale abbia più volte ribadito che le forme di collaborazione e di coordinamento coinvolgenti compiti ed attribuzioni di organi dello Stato non possono essere disciplinate unilateralmente dall’attività legislativa regionale essendo necessaria la loro previsione da parte della legge statale o da parte di accordi tra i soggetti istituzionali coinvolti.</p>



<p>«La proposta del disegno di legge si pone in netto contrasto con normative comunitarie e internazionali e rappresenta, di fatto, una violazione dei diritti umani – dichiara Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio -.&nbsp;<strong>Chiediamo che l’azione politica sia rispettosa delle norme</strong>, degli articoli della Costituzione e dei diritti individuali di ognuno e su questo continueremo a vigilare».</p>



<p><a href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=02d565702e&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">LA LETTERA DI ASSOCIAZIONE 21 LUGLIO</a></p>
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		<title>Contro i CPR, i decreti Salvini e per un cambiamento reale</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Sep 2019 07:46:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lettera aperta alle organizzazioni degli immigrati, all’Associazionismo antirazzista, al movimento delle donne, ai Collettivi degli studenti, alle organizzazioni sindacali, ai centri sociali, alle organizzazioni politiche, alle singole persone: COSTRUIAMO INSIEME MOBILITAZIONI NELLA SETTIMANA DEL&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Lettera aperta alle organizzazioni degli immigrati, all’Associazionismo antirazzista, al movimento delle donne, ai Collettivi degli studenti, alle organizzazioni sindacali, ai centri sociali, alle organizzazioni politiche, alle singole persone:</p>



<p>COSTRUIAMO INSIEME MOBILITAZIONI NELLA SETTIMANA DEL 3 OTTOBRE VERSO IL CORTEO DEL 12 OTTOBRE CONTRO I CPR, I DECRETI SALVINI E PER UN CAMBIAMENTO REALE: GIUSTIZIA SOCIALE, GIUSTIZIA CLIMATICA, DIRITTI PER TUTTE E TUTTI.</p>



<p>Abbiamo assistito allo svuotamento del diritto di asilo, all’introduzione di pericolose eccezioni al principio di non colpevolezza, all’introduzione di una cittadinanza italiana di serie B revocabile per certi reati, allo sdoganamento della compressione della libertà di circolazione come sanzione, alla disinvolta sottrazione della libertà personale pure in assenza di un comportamento penalmente rilevante. E per rendere formalmente lecito questo processo di erosione progressiva dei principi democratici e costituzionali, la tecnica adottata è stata lo svuotare di giustizia la legge e il rendere illegale il giusto, introducendo pesanti deterrenti ad ogni forma di dissenso e dissuadendo atti di solidarietà, fino a giungere al punto, con il Decreto Sicurezza Bis, di criminalizzare anche le azioni umanitarie di soccorso in mare. Sappiamo però che a tutto questo si accompagna una visione securitaria della società che non ci appartiene e che, oltre ad essere imposta generando artificiosamente insicurezza con bieca propaganda dai toni sempre peggiori e a base di fake news, ha bisogno di repressione e uso della forza per essere mantenuta. È questo all’origine delle normative che permettono di agevolare ulteriormente la repressione delle proteste di piazza, in un Paese come il nostro che già annovera clamorosi esempi di atroci abusi anche in tale campo. Si usa la paura dell’uomo nero per permettere che il saccheggio dei nostri diritti prosegua indisturbato. È sotto gli occhi di tutti e tutte coloro che ogni giorno agiscono, nel proprio ambito e con le proprie pratiche, per cercare di costruire una società più giusta e più sostenibile. Chi lotta per il diritto alla casa, chi per avere o riavere quei diritti sul lavoro che sono stati progressivamente smantellati, chi ha scelto l’ambito del volontariato o della solidarietà per dare il proprio contributo, chi difende l’ambiente, chi i servizi pubblici (trasporti, sanità, scuola e non solo), chi lotta contro il patriarcato in tutte le sue forme: crediamo di essere tutti e tutte sulla stessa barca e che sia giunto il momento di convergere e rafforzarci reciprocamente. Lo dimostrano le tante assemblee aperte a realtà differenti che si stanno promuovendo in giro per l’Italia e l’Europa: esiste conflitto in questo paese e dobbiamo renderlo palese. Ecco perché come Rete Mai Più lager – No ai CPR abbiamo scelto di ampliare il nostro scopo iniziale – impedire la riapertura del CPR in via Corelli a Milano (senza che sia sostituito da strutture analoghe in altre città lombarde) e pretendere la chiusura di quelli già esistenti &#8211; e di occuparci anche della promozione della difesa dei diritti e delle libertà inviolabili di tutte e tutti. Per questo lanciamo un corteo diretto verso quello che, in via Corelli, dovrebbe tornare ad essere, con il nuovo nome di “CPR”, un luogo di tortura, umiliazione e privazione della libertà personale di persone colpevoli solo di non avere un documento: il CPR è l’icona di tutto ciò che vogliamo abbattere. E, congiuntamente, i decreti Salvini devono essere abrogati, i CPR devono essere chiusi, non devono aprire mentre i porti e gli aeroporti sì, occorre interrompere immediatamente qualsiasi relazione e/o supporto ai torturatori libici, occorre ridare risorse all’istruzione, alla sanità, al welfare, alla ricerca, alla tutela della sicurezza sul lavoro, alla lotta all’evasione e alla criminalità organizzata, alla salvaguardia del territorio e del clima. Occorre farla finita con la guerra alle persone povere, senza distinzione, in questa, di provenienza e nazionalità, occorre non solo presidiare i diritti conquistati da tutte e tutti con guerre e lotte negli ultimi decenni, o quel che di tali diritti ancora rimane, ma rivendicarne di nuovi e con più forza. Vogliamo un’immediata e radicale inversione di rotta. La demolizione legalizzata delle conquiste di decenni, dalla Carta Costituzionale in poi è sotto gli occhi di tutte e tutti, e non ci basta oggi pensare che qualcuno abbia “arginato” una deriva che somigliava troppo ai regimi liberticidi dai quali proprio quella Carta si era proposta di rendere indenne il Paese. Ecco perché sentiamo ancora il bisogno di mobilitazione. E vorremmo avere accanto a noi tutte e tutti coloro che sentono questo bisogno. Per questo non solo vi invitiamo a venire in piazza con noi il 12 ottobre, ma vi chiediamo anche di costruire eventi di avvicinamento al corteo nella settimana del 3 ottobre, quando cadrà l’anniversario del naufragio al largo di Lampedusa che aveva apparentemente risvegliato coscienze che si sono poi riassopite di fronte ai tanti, troppi, eventi simili accaduti successivamente. Vi chiediamo di agire con le vostre pratiche, le vostre parole d’ordine, le vostre disponibilità, per creare anche piccole iniziative ma che si possano ritrovare sotto l’hastag #oltreiconfini verso il #12ottobre per andare anche noi oltre i confini delle nostre stesse lotte e collocarle tutte in un ambito che è più collettivo: quelle per la giustizia sociale, ambientale di genere, anticapitalista, antirazzista, antipatriarcale. Comunicateci le vostre iniziative alla mail noaicpr@gmail.com, e aderite al nostro appello che potete trovare qui. Costruiamo insieme una piazza colorata, ricca di differenze ma unita negli obiettivi. Ci vediamo in piazza il 12 ottobre. </p>
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		<title>[CALL FOR PAPER] ‘A tutto campo’: ricerche, intrecci, riflessioni su sport e criminalità</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2019 06:57:00 +0000</pubDate>
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<p>Ci sembra un&#8217;ottima iniziativa, questa proposta da associazione Antigone Onlus !</p>



<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/calcio_ipm_bari-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="12685" data-link="http://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=12685&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-12685" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/calcio_ipm_bari-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/calcio_ipm_bari-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/calcio_ipm_bari-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/calcio_ipm_bari.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul>



<p>Guardare allo sport, alla sua organizzazione, ai fenomeni che a vario titolo intersecano questo ambito di vita sociale, ha l’indubbio vantaggio di vedere all’opera, potremmo dire quasi in laboratorio, le dinamiche che in senso più generale attraversano la società. Nella forma moderna di sport che si è istituzionalizzata nel Novecento, è possibile distinguere nettamente gli stessi processi che hanno contraddistinto la società fordista e tardo fordista: secolarizzazione, eguaglianza (in senso almeno formale), specializzazione, razionalizzazione, organizzazione burocratica, quantificazione e mito della performance (Gutmann, 1978). Lo sport rappresenta in questo senso un’arena di comportamenti, strutture e relazioni tale da costituire un’occasione unica per studiare la complessità della vita sociale. Scelte individuali o organizzative, dinamiche di gruppo, decisioni, legami sociali, processi di socializzazione, comportamenti devianti, subculture, sono alcune delle questioni che possono costituire il focus di analisi sociologica dello sport (Frey &amp; Eitzen, 1991). Come fenomeno prodotto dalla fase matura della modernità, lo sport rappresenta un campo (Bourdieu, 1979), un ambito sociale dotato di forti strutture di senso e di significato, un fatto sociale totale Russo (2004), le cui implicazioni vanno dalla sfera giuridica, a quella medica, a quella economica, da quella politica a quella scientifica.</p>



<p><br>È proprio nell’intersecarsi di queste diverse sfere, delle diverse logiche che ne caratterizzano il funzionamento che si intende stimolare l’attenzione degli studiosi. Se, come abbiamo visto, lo sport è un microcosmo sociale, in alcune situazioni, esso si presenta come una “palestra” dove sperimentare orientamenti normativi e pratiche da diffondere poi in ambiti diversi di vita sociale.&nbsp;<br>Come primo esempio della messa in opera di pratiche di controllo estese poi in senso generale, possiamo richiamare le vicende riguardanti l’introduzione nel 1989 nel nostro ordinamento del c.d. DASPO, un dispositivo di controllo, limitativo della libertà personale con l’obiettivo di contrastare il fenomeno della violenza negli stadi. In questo caso le curve hanno rappresentato una sorta di laboratorio di sperimentazione di forme di repressione che troveranno poi applicazione in altri ambiti della vita sociale. Con il decreto Minniti del 2017, infatti, sono introdotte nel nostro ordinamento due figure giuridiche modellate sul DASPO sportivo: il c.d. DASPO urbano e l’arresto in flagranza differita, quest’ultimo introdotto già nel 2010 negli stadi. Misure controverse e criticate già nella loro applicazione al campo sportivo, che, tuttavia, permettono di veicolare un messaggio potente ed efficace in termini di governo e controllo del territorio, diversificando tra persone “per bene” e persone “per male”.&nbsp;<br>Un altro ambito che mostra la porosità dei confini e le contaminazioni tra mondo sportivo e società è quello che concerne il consumo di sostanze tra gli atleti. Anche se la logica strettamente proibizionistica ha mostrato tutte le sue debolezze nel regolamentare un fenomeno così diffuso socialmente come quello del consumo di sostanze psicoattive, è con la medesima logica che il legislatore nel 2000 interviene nel campo sportivo per cercare di contrastare l’utilizzo di sostanze dopanti tra gli atleti (Altopiedi, 2008).&nbsp;<br>Fenomeni corruttivi hanno riguardato a più riprese il mondo dello sport professionistico e non solo. Si tratta di comportamenti che coprono un ampio spettro di condotte: dalla corruzione legata agli appalti per la costruzione degli impianti sportivi, alla truffa, alle frodi sportive, al c.d. doping amministrativo, ecc. Sempre a titolo d’esempio, possiamo ricordare il ruolo giocato dalla criminalità organizzata in diversi ambiti del “contenitore” sportivo. Si pensi alle infiltrazioni mafiose all’interno delle tifoserie, in particolare nel tifo organizzato delle curve negli stadi; o al mondo delle scommesse clandestine (non soltanto con riferimento alla disciplina calcistica).&nbsp;<br>Un altro tema che merita certamente un’attenta riflessione è la questione del razzismo in ambito sportivo: Ad esempio: come vengono perseguiti gli episodi di razzismo (si pensi ai cori razzisti negli stadi)? Quali strumenti giuridici sono usati per contrastare e/o punire questo fenomeno? Chi viene perseguito? E, per converso: il mondo dello sport offre degli esempi di integrazione “concreta” che vanno oltre le saltuarie campagne antirazziste promosse dalle istituzioni sportive (si pensi alla campagna della UEFA in occasione delle coppe europee di calcio)?</p>



<p>Il numero monografico della rivista vuole riflettere a tutto campo sui temi su delineati, con contributi di riflessioni teorica e descrizioni di ricerche sul campo, verificando il senso delle politiche di intervento adottate e la loro effettività.</p>



<p>Gli abstract e gli articoli in Italiano, inglese, francese o spagnolo vanno inviati in formato .doc al seguente indirizzo:&nbsp;<a href="mailto:rivista@associazioneantigone.it">rivista@associazioneantigone.it</a>&nbsp;e in cc agli indirizzi mail dei curatori del volume&nbsp;<a href="mailto:rosalba.altopiedi@uniupo.it">rosalba.altopiedi@uniupo.it</a><a href="mailto:massimiliano.verga@unimib.it">massimiliano.verga@unimib.it</a></p>



<p>Si prega di allegare all&#8217;abstract il nome dell&#8217;autore, un indirizzo mail, e una breve nota biografica con indicazione dell’affiliazione.</p>



<p>Si prega di prendere visione della sezione “Invia un articolo a questo indirizzo&nbsp;<a href="http://www.osservatorioantigone.it/rivista/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=50&amp;Itemid=57&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.osservatorioantigone.it/rivista/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=50&amp;Itemid=&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>&nbsp;per conoscere i dettagli della procedura di referaggio e delle norme editoriali per la redazione degli articoli.</p>



<p>Scadenza invio abstract: 15/06/2019&nbsp;<br>Scadenza invio articoli: 15/09/2019</p>



<p>[<a href="https://www.antigone.it/upload2/uploads/docs/Callrivistaantigonesport.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">CALL FOR PAPER: ING/FRA</a>]<br></p>
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