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	<title>droghe Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Droghe, tra gli adolescenti è boom di psicofarmaci senza ricetta</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 10:29:10 +0000</pubDate>
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<p>(da vita.it)</p>



<p>Nel 2024 un giovane su quattro, tra i 15 e i 19 anni, ha fatto uso di una sostanza psicoattiva illegale. Cresce il numero dei morti per uso di cocaina/crack (80) e il consumo di psicofarmaci senza prescrizione medica tra i giovanissimi: nell&#8217;ultimo anno ne ha fatto uso il 12% dei 15-17enni. Trend in forte aumento per il gioco d’azzardo tra gli studenti. Ecco i dati della Relazione annuale al Parlamento 2025</p>



<p>di&nbsp;<a href="https://www.vita.it/autore/ilaria-dioguardi/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Ilaria Dioguardi</a></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2025/06/mohammed-sultan-farooqui-zo54kYyeRtQ-unsplash.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<p>Un quadro articolato del fenomeno delle tossicodipendenze in Italia. È ciò che emerge dalla&nbsp;<a href="https://www.politicheantidroga.gov.it/media/v5dlr0fu/relazione-al-parlamento-2025.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia 2025</a>, pubblicata in occasione del&nbsp;26 giugno, Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga. Da una parte, il consumo di sostanze psicotrope tra i giovani è leggermente diminuito, dall’altra si registra un&nbsp;<strong>aumento di morti attribuite all’uso di cocaina/crack</strong>, 80 nel 2024, e dell’<strong>uso di antidepressivi senza prescrizione tra i giovanissimi</strong>. Oltre un milione e 420mila ragazzi ha giocato d’azzardo nell’ultimo anno.</p>



<h3>910mila giovani hanno consumato droghe almeno una volta nella vita</h3>



<p>Nel 2024, il consumo di cannabinoidi è passato dal 22% al 21%, le Nuove sostanze psicoattive – Nps dal 6,4% al 5,8%, i cannabinoidi sintetici dal 4,6% al 3,5%, gli stimolanti dal 2,9% al 2,4%, la cocaina dal 2,2% all’1,8%, gli allucinogeni dal 2% all’1,2%, gli oppiacei sono rimasti stabili all’1,2%. Questo trend denota una diminuzione del consumo di sostanze più pericolose e complesse, a fronte di un uso ancora significativo della&nbsp;<strong>cannabis</strong>, che rimane la&nbsp;<strong>droga più diffusa tra i ragazzi</strong>.</p>



<p>Partendo dai dati rilevati tramite lo Studio Espad Italia 2024 che ha coinvolto 20.201 studenti tra i 15 e i 19 anni, si stima che&nbsp;<strong>nel 2024 quasi 910mila giovani tra 15 e 19 anni, pari al 37% della popolazione studentesca</strong>, abbia&nbsp;<strong>consumato una sostanza psicoattiva illegale almeno una volta nella vita</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>620mila studenti</strong>, sempre tra i 15 e i 19 anni (25%), ne abbia fatto&nbsp;<strong>uso nel corso dell’ultimo anno</strong>. Il consumo di queste sostanze è più comune tra i ragazzi (28%) rispetto alle ragazze (22%).</p>



<h3>Cannabis: consumo diffuso e formulazioni più potenti</h3>



<p><strong>La cannabis resta la sostanza psicoattiva più diffusa in Italia</strong>, con il 77% delle segnalazioni da parte delle forze di polizia per uso personale. Inoltre, è la sostanza primaria per il 13% degli utenti in carico presso i Servizi dipendenze patologiche – SerD. È significativo l’aumento della concentrazione di Thc (tetraidrocannabinolo) nei prodotti a base di hashish, la cui potenza è quadruplicata dal 2016 (dal 7% del 2016 al 29% del 2024), soprattutto nelle formulazioni di nuova generazione e nei liquidi utilizzati per le sigarette elettroniche.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Nel 2024, per la prima volta, il numero di decessi direttamente attribuiti alla cocaina/crack (80 casi) è risultato equivalente a quello legato all’assunzione di eroina/oppiacei (81 casi)</p></blockquote>



<h3>Cocaina, decessi in netto aumento</h3>



<p>La cocaina si conferma una delle sostanze con il maggiore impatto sanitario e sociale in Italia. Nel 2024, il 35% dei decessi direttamente accertati per intossicazione acuta letale è stato attribuito a questa sostanza, percentuale che risulta in aumento nel corso degli anni e che ha raggiunto l’anno scorso il suo massimo storico.&nbsp;<strong>Nel 2024, per la prima volta, il numero di decessi direttamente attribuiti alla cocaina/crack (80 casi) è risultato equivalente a quello legato all’assunzione di eroina/oppiacei (81 casi)</strong>. La cocaina è responsabile del 30% dei ricoveri ospedalieri legati a droghe (costante rispetto al 2023). Tra gli utenti in carico presso i SerD, il 23% fa uso di cocaina come sostanza primaria e il 3,3% di crack (cocaina base). Ancor più di alcol e tabacco, la cocaina è la sostanza più frequentemente associata al policonsumo.</p>



<h3>79 nuove sostanze psicoattive</h3>



<p>Nel 2024, il Sistema nazionale di allerta rapida per le droghe (News-D) che ha gestito, in totale, 437 segnalazioni, ha identificato&nbsp;<strong>79 nuove sostanze psicoattive circolanti sul territorio nazionale</strong>. Il 32% delle segnalazioni dall’Italia ha interessato sostanze d’abuso classiche, già inserite nelle tabelle del Testo unico sugli stupefacenti. Malgrado il trend di consumo tra i giovani risulti in lieve calo rispetto al biennio precedente, l’uso di queste sostanze costituisce una minaccia persistente.</p>



<h3>Antidepressivi senza prescrizione, in crescita tra i giovanissimi</h3>



<p>Il consumo di sostanze psicoattive tra i giovani, rilevato tramite lo Studio Espad Italia 2024 e che ha coinvolto 20.201 studenti tra i 15 e i 19 anni provenienti dalle scuole secondarie di secondo grado di tutto il Paese, conferma un quadro complesso e multiforme, che include sostanze illegali quanto legali. Nel 2024, si stima che&nbsp;<strong>oltre 500mila studenti tra i 15 e i 18 anni non ancora compiuti&nbsp;</strong>abbiano fatto&nbsp;<strong>uso di tabacco</strong>, mentre&nbsp;<strong>quasi 360mila&nbsp;</strong>hanno riportato&nbsp;<strong>almeno un episodio di intossicazione alcolica durante l’anno</strong>. Entrambi questi fenomeni mostrano una maggior prevalenza tra le ragazze.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>510mila studenti di 15-19 anni hanno fatto uso di psicofarmaci senza prescrizione nel corso della vita, 180mila tra 15 e 17 anni ne hanno fatto uso solo nell’ultimo anno (il 12% del totale)</p></blockquote>



<p><strong>Dal 2021 si è registrato un incremento costante nel consumo di psicofarmaci senza prescrizione medica tra i giovani</strong>. Nel 2024, questa tendenza ha raggiunto i valori più alti di sempre: se la stima è di&nbsp;<strong>510mila studenti di 15-19 anni&nbsp;</strong>che&nbsp;<strong>hanno fatto uso di queste sostanze senza prescrizione nel corso della vita</strong>, nella fascia&nbsp;<strong>15-17 anni</strong>&nbsp;sarebbero&nbsp;<strong>180mila ad averne fatto uso solo nell’ultimo anno</strong>&nbsp;(<strong>il 12%&nbsp;</strong>del totale di quella fascia di età), con una prevalenza più che doppia tra le studentesse.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Circa un milione e 530mila ragazzi (il 62% degli studenti) ha giocato d’azzardo almeno una volta nella vita</p></blockquote>



<h3>Gioco d’azzardo e nuove dipendenze digitali: il dato più alto di sempre</h3>



<p>È in forte crescita la tendenza al gioco d’azzardo tra i giovani.&nbsp;<strong>Circa un milione e 530mila ragazzi (il 62% degli studenti) riferisce di aver giocato d’azzardo almeno una volta nella vita</strong>, mentre&nbsp;<strong>oltre un milione e 420mila ragazzi lo hanno fatto nell’ultimo anno</strong>, facendo registrare nel 2024 il dato più alto di sempre. Anche il mondo dei videogiochi rappresenta criticità per molti ragazzi: lo scorso anno più di 290mila studenti minorenni hanno mostrato comportamenti a rischio con i videogame, spesso associati a reazioni emotive forti quando era preclusa loro la possibilità di giocare. Per quanto riguarda l’uso di internet, nel 2024 oltre 320mila studenti hanno fatto un uso problematico del web.</p>



<p><em>Foto di&nbsp;<a href="https://unsplash.com/it/foto/uomo-in-camicia-a-righe-bianche-e-nere-che-fuma-zo54kYyeRtQ?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mohammed Sultan Farooqui</a>&nbsp;su&nbsp;<a href="https://unsplash.com/it/foto/uomo-in-camicia-a-righe-bianche-e-nere-che-fuma-zo54kYyeRtQ?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unsplash</a></em></p>
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		<title>“Mafie e crisi” è il nuovo dossier R.I.G.A.</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2021 08:49:16 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="212" height="300" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/mafie-e-crisi-cover-2020-212x300-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14991"/></figure>



<p>(Da liberainformazione.org)</p>



<p>Mafie e crisi sono strettamente collegate. Le crisi, infatti, rappresentano una ulteriore opportunità di espansione dell’economia criminale e mafiosa. Un collegamento che&nbsp;<em>Libera Bologna</em>&nbsp;ha approfondito insieme a&nbsp;<em>Libera Informazione</em>&nbsp;nel dossier “<strong>Mafie e crisi</strong>”, un lavoro collettivo presentato venerdì 11 dicembre a Bologna all’interno del Festival dell’Informazione Libera e dell’Impegno.</p>



<p>Il dossier è il quarto dei lavori di approfondimento di Libera Bologna e Libera Informazione all’interno della collana&nbsp;<em>R.I.G.A. – Report e Inchieste di Giornalismo Antimafia</em>: dossier e tasselli per creare un quadro complessivo del fenomeno mafioso a Bologna, in una città dove la consapevolezza del radicamento mafioso è ancora limitata.</p>



<p>Dopo aver scritto di&nbsp;<a href="http://www.liberabologna.it/dossier/bologna-crocevia-dei-traffici-di-droga/?utm_source=rss&utm_medium=rss">narcotraffico e droghe</a>, di&nbsp;<a href="http://www.liberabologna.it/dossier/caporalato-emiliano/?utm_source=rss&utm_medium=rss">caporalato</a>&nbsp;e di&nbsp;<a href="http://www.liberabologna.it/corruzione-sepolta/?utm_source=rss&utm_medium=rss">corruzione</a>, l’associazione ha deciso di affrontare, in questo anno particolare, un tema più complesso, che parte dall’<strong>emergenza sanitaria</strong>&nbsp;per arrivare ad analizzare le&nbsp;<strong>crisi economica</strong>,&nbsp;<strong>sociale</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>culturale</strong>, fino a quella&nbsp;<strong>ambientale</strong>.</p>



<p>Il nuovo dossier dell’associazione affronta la tematica “Mafie e crisi” a partire dall’ultima&nbsp;<strong>crisi sanitaria</strong>&nbsp;causata dalla pandemia di Covid-19, analizzando le infiltrazioni e gli affari delle mafie, per collegarsi poi all’emergenza economica e sociale anch’essa in corso, con un’analisi dei cambiamenti delle mafie durante il lockdown, dei casi di corruzione, dell’infiltrazione nella ricostruzione economica.</p>



<p>Il collegamento successivo è con il rapporto tra infiltrazioni mafiose e criminali ed&nbsp;<strong>emergenza sociale</strong>, con un ragionamento sulla necessità di politiche sociali più forti, con esempi di casi e dati su Bologna. C’è, poi, l’approfondimento di un’altra crisi: quella&nbsp;<strong>ambientale</strong>, con un’analisi di casi specifici sul territorio emiliano – dalla ricostruzione post terremoto all’inchiesta sulla commercializzazione della ‘ndrangheta di ghiaia e sabbia del Po – e un ragionamento sulla crisi climatica e sul legame tra giustizia sociale e giustizia ambientale.</p>



<p>Il dossier chiude con un capitolo sui&nbsp;<strong>modelli per una ripartenza giusta</strong>, come le fabbriche recuperate dai lavoratori e dalle lavoratrici. Modelli positivi che ci danno&nbsp;l’idea di una battaglia da portare avanti che tiene conto del rispetto dei diritti, umani, dei lavoratori e delle lavoratrici, dell’ambiente e del territorio che viviamo.</p>



<p>Con i contributi di Lorenzo Frigerio, Ilvo Diamanti per Libera contro le mafie, la criminologa Anna Sergi, l’ex questore Piero Innocenti, il professore Alberto Vannucci, l’assessore Marco Lombardo, il ricercatore Michele Riccardi, il portavoce della Rete dei Numeri Pari Giuseppe De Marzo, il segretario della FIOM Bologna Michele Bulgarelli, il presidente dell’associazione Approdi Diego Manduri, la presidente di Arci Bologna Rossella Vigneri, i giornalisti Paolo Bonacini e Giulia Paltrinieri, il presidente della Cooperativa Gazzotti 18 Andrea Signoretti, Michele D’Alena di Fondazione Innovazione Urbana, Damiano Avellino di Fairbnb e Marianna Mea di Goodland – è scaricabile dal sito di Libera Bologna.</p>



<h3><strong>Scarica il dossier:&nbsp;<a href="http://www.liberainformazione.org/wp-content/uploads/2020/12/R.I.G.A.-Mafie-e-crisi.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">R.I.G.A.-Mafie-e-crisi</a></strong></h3>
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		<title>XI Libro bianco coi numeri del proibizionismo: ci costa 20 miliardi di euro, rallenta la giustizia e riempie le carceri</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 07:00:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>XI LIBRO BIANCO COI NUMERI DEL PROIBIZIONISMO: CI COSTA 20 MILIARDI DI EURO RALLENTA LA GIUSTIZIA E RIEMPIE LE CARCERI Ass. Luca Coscioni: “Controllo del fenomeno tutela la salute e porta benefici socio-economici e&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="705" height="470" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/legalitaaaaaaaa-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14384" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/legalitaaaaaaaa-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 705w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/legalitaaaaaaaa-1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 705px) 100vw, 705px" /></figure></div>



<p><strong>XI LIBRO BIANCO COI NUMERI DEL PROIBIZIONISMO: CI COSTA 20 MILIARDI DI EURO RALLENTA LA GIUSTIZIA E RIEMPIE LE CARCERI</strong></p>



<p><strong>Ass. Luca Coscioni: “Controllo del fenomeno tutela la salute e porta benefici socio-economici e scientifici”</strong></p>



<p>Il 25 giugno anche l’Associazione Luca Coscioni partecipa alla presentazione dell’XI Libro Bianco sulle Droghe pubblicato in occasione della Giornata Mondiale contro il Narcotraffico. Il volume è principalmente dedicato al Carcere ai tempi del Coronavirus.</p>



<p>Il documento (vedi APPROFONDIMENTO) descrive come <strong>i costi del proibizionismo</strong> siano da quantificare in mancate entrate per lo Stato in virtù della gestione del settore da parte della criminalità organizzata &#8211; che includendo l’indotto potrebbero sfiorare i <strong>18-20 miliardi</strong>, ma anche con le risorse umane ed economiche relative all&#8217;amministrazione della giustizia &#8211; i tribunali sono ingolfati da cause di minima importanza e oltre <strong>il 36% dei detenuti,</strong> molti dei quali con problemi di dipendenza, è in carcere per reati connessi alle droghe.</p>



<p>“<em>In Italia e nel mondo non si vedono segni di contenimento della presenza degli stupefacenti”</em> ha dichiarato l’avvocato <strong>Filomena Gallo, segretario dell’Associazione</strong> <em>“</em><em>dopo quasi 60 anni di proibizione quel che va riformato radicalmente è l’impianto generale del ‘controllo’ “</em></p>



<p><strong>Marco Perduca</strong>, che per l’Associazione coordinato <strong>Legalizziamo.it</strong> ha ricordato che <em>“Dopo anni di promesse è arrivato il momento che il Parlamento si assuma le responsabilità di definire quali nuove regole possano consentire un consumo consapevole (almeno) della cannabis legalizzandone produzione, consumo e commercio, cancellando, tra le altre cose, anche le pesanti sanzioni per la detenzione delle altre sostanze proibite.”</em></p>



<p>“<em>Divieti e proibizioni impongono stigmi e generano discriminazioni a chi consuma, anche saltuariamente quanto proibito, e chi vuole far ricerca per i fini medico-scientifici previsti dalla legge. Il potenziale medico degli stupefacenti continua a esser sperimentato con successo, perché l’Italia vuole rimanere indietro?”</em> Ha concluso l’avvocato <strong>Gallo.</strong> “<em>La proposta di legge Legalizziamo! Presentata alla Camera nel 2016 e di nuovo consegnata al Presidente Fico l’anno scorso assiema&nbsp; Radicali italiani e decine di altre associazioni”</em> incalza <strong>Perduca</strong> <em>“propone un modello di regolamentazione sostenibile &#8211; i tempi e numeri per legalizzare ci sarebbero Movimento 5 Stelle e PD si assumano le loro responsabilità!”</em></p>



<p>Il 26 giugno, dalle ore 15, si terrà un webinar on line di presentazione del Libro Bianco con iscrizione obbligatoria ma gratuita a questo indirizzo: https://register.gotowebinar.com/register/6062862554304999947?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>Il Libro Bianco, disponibile in versione cartacea in tutte le librerie e i rivenditori on line, sarà consultabile sul sito di Fuoriluogo, <a href="http://www.fuoriluogo.it/librobianco?utm_source=rss&utm_medium=rss"><u>www</u><u>.</u><u>f</u><u>u</u><u>o</u><u>r</u><u>i</u><u>l</u><u>u</u><u>o</u><u>g</u><u>o</u><u>.</u><u>i</u><u>t</u><u>/</u><u>l</u><u>i</u><u>b</u><u>r</u><u>o</u><u>b</u><u>i</u><u>a</u><u>n</u><u>co</u>.</a></p>



<ul><li><strong>APPROFONDIMENTO &#8211; LE DROGHE E LA REPRESSIONE. I dati in pillole</strong></li></ul>



<p>Dopo 30 anni di applicazione, i devastanti effetti penali del Testo Unico sulle sostanze stupefacenti Jervolino-Vassalli (l&#8217;art. 73 in particolare) non possono essere più considerati &#8220;effetti collaterali&#8221;. La legge sulle droghe continua a essere il principale veicolo di ingresso nel sistema della giustizia italiana e nelle carceri.</p>



<p><strong>LA LEGGE SULLE DROGHE È IL VOLANO DELLE POLITICHE REPRESSIVE E CARCERARIE. SENZA DETENUTI PER ART. 73, O SENZA TOSSICODIPENDENTI NON SI AVREBBE SOVRAFFOLLAMENTO NELLE CARCERI</strong></p>



<p><strong>La legislazione sulle droghe e l’uso che ne viene fatto sono decisivi nella determinazione dei saldi della repressione penale</strong>: la decarcerizzazione passa attraverso la decriminalizzazione delle condotte legate alla circolazione delle sostanze stupefacenti così come le politiche di tolleranza zero e di controllo sociale coattivo si fondano sulla loro criminalizzazione. Basti pensare che <strong>in assenza di detenuti per art. 73. o di quelli dichiarati tossicodipendenti, non vi sarebbe il problema del sovraffollamento carcerario</strong>, come indicato dalle simulazioni prodotte. Dopo 30 anni di applicazione non possiamo più considerare questi come effetti collaterali della legislazione antidroga, ma come effetti evidentemente voluti.</p>



<p><strong>IL 30% DEI DETENUTI ENTRA IN CARCERE PER UN ARTICOLO DI UNA LEGGE</strong></p>



<p><strong>13.677 dei 46.201 ingressi in carcere</strong> nel 2019 sono stati causati da imputazioni o condanne sulla base dell’art. 73 del Testo unico. <strong>Si tratta del 29,60% degli ingressi in carcere</strong>: si consolida l&#8217;inversione del trend discendente attivo dal 2012 a seguito della sentenza Torreggiani della CEDU e dall’adozione di politiche deflattive della popolazione detenuta.</p>



<p><strong>34,80% DEI DETENUTI È IN CARCERE PER LA LEGGE SULLE DROGHE.</strong></p>



<p><strong>Sugli oltre 60.000 detenuti presenti in carcere al 31 dicembre 2019 ben 14.475 lo erano a causa del solo art.73</strong> del Testo unico (sostanzialmente per detenzione a fini di spaccio, <strong>23,82%</strong>). <strong>Altri 5.709 in associazione con l&#8217;art. 74 </strong>(associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, <strong>9,39%</strong>), <strong>solo 963 esclusivamente per l&#8217;art.74 (1,58%)</strong>. Questi ultimi rimangono sostanzialmente stabili. Nel complesso vi è una impercettibile diminuzione dello 0,67%.</p>



<p><strong>OLTRE IL 36% DI CHI ENTRA IN CARCERE USA DROGHE. SI ASSESTA LA PRESENZA AI MASSIMI STORICI DALLA FINI-GIOVANARDI</strong></p>



<p><strong>Resta ai livelli più alti degli ultimi 15anni la presenza di detenuti definiti &#8220;tossicodipendenti&#8221;: sono 16.934, il 27,87% del totale. </strong>Questa presenza, che resta maggiore anche rispetto al picco post applicazione della Fini-Giovanardi (27,57% nel 2007), è alimentata dal continuo ingresso in carcere di persone &#8220;tossicodipendenti&#8221;. Nel 2019 questi sono stati il <strong>36,45% degli ingressi nel circuito penitenziario,in aumento costante e preoccupante da 4 anni.</strong></p>



<h1><strong>LE CONSEGUENZE SULLA GIUSTIZIA</strong></h1>



<p><strong>OLTRE 200.000 FASCICOLI NEI TRIBUNALI. </strong><strong>1 </strong><strong>SU 2 PORTA AD UNA CONDANNA. PER REATI CONTRO LA PERSONA O IL PATRIMONIO IL RAPPORTO È </strong><strong>1 </strong><strong>A 10</strong></p>



<p>Le persone coinvolte in procedimenti penali pendenti per violazione dell’articolo 73 e 74 sono rispettivamente 175.788 e 42.067. È un dato che, pur in leggera diminuzione, si allinea agli anni bui della Fini-Giovanardi. Da notare come secondo una ricerca che pubblichiamo negli approfondimenti, <strong>mentre quasi 1 procedimento su 2 per droghe termina con una condanna, questo rapporto diventa 1 su 10 per i reati contro la persona o il patrimonio.</strong></p>



<h1><strong>LE MISURE ALTERNATIVE</strong></h1>



<h3>AUMENTANO LE MISURE ALTERNATIVE, CHE PERÒ APPAIONO AMPLIARE L&#8217;AREA DEL CONTROLLO</h3>



<p>Continuano ad aumentare le misure alternative, fatto positivo in sé, ma che nasconde anche una tendenza che fa pensare che siano diventate una alternativa alla libertà invece che alla detenzione. Consentendo così di ampliare l&#8217;area del controllo.</p>



<h1><strong>LE SEGNALAZIONI E LE SANZIONI AMMINISTRATIVE PER IL CONSUMO DI DROGHE ILLEGALI</strong></h1>



<h3>CONTINUA AD AUMENTARE LA REPRESSIONE DEL CONSUMO: SU QUASI 44.000 SEGNALAZIONI (+6,67%) SOLO 202 RICHIESTE DI PROGRAMMA TERAPEUTICO.</h3>



<p><strong>1.312.180 SEGNALAZIONI DAL 1990. QUASI UN MILIONE PER CANNABIS (73,28%) Non si ferma il trend in aumento delle persone segnalate al Prefetto per consumo di sostanze illecite: 41.744 nel 2019</strong>. Le segnalazioni sono quasi 44.000, <strong>+6,67%</strong>. <strong>Più di 4000 sono</strong> <strong>minorenni</strong>. Diminuiscono leggermente le <strong>sanzioni: sono state 14.322 nel 2019. Queste vengono</strong> <strong>comminate in un terzo dei casi </strong>mentre risulta irrilevante la vocazione “terapeutica” della segnalazione al Prefetto: <strong>solo 202 sono state sollecitate a presentare un programma di trattamento socio-sanitario</strong>; nel 2007 erano 3.008. <strong>La repressione colpisce principalmente persone che usano cannabis (77,95%)</strong>, seguono a distanza cocaina (15,63%) e eroina (4,62%) e, in maniera irrilevante, le altre sostanze. <strong>Dal 1990 1.312.180 persone sono state segnalate per possesso di sostanze stupefacenti ad uso personale</strong>; di queste quasi un milione (73,28%) per derivati della cannabis.)</p>



<h1><strong>L&#8217;ATTIVITÀ DI REPRESSIONE DELLE FORZE DELL&#8217;ORDINE</strong></h1>



<h3>LA CANNABIS È AL CENTRO DELL&#8217;AZIONE DELLE FORZE DELL&#8217;ORDINE. CON LA FINI GIOVANARDI È VISTOSAMENTE CALATA L&#8217;ATTIVITÀ DI CONTRASTO A COCAINA E EROINA</h3>



<p>Da una analisi retrospettiva dei dati della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga si nota come la sostanza al centro dell&#8217;azione delle Forze dell&#8217;Ordine sia la cannabis. Sia per numero di operazioni, che per sequestri e persone segnalate all&#8217;attività giudiziaria. Da notare come nel periodo in cui era vigente la Fini-Giovanardi, che equiparava tutte le sostanze ai fini delle sanzioni, si sia divaricata la forbice fra operazioni con oggetto cannabis (in continuo aumento) e operazioni contro cocaina e eroina. Per quest&#8217;ultima il calo del numero delle operazioni continua anche negli ultimi anni.</p>



<h1><strong>LE VIOLAZIONI DELL’ART. 187 DEL CODICE DELLA STRADA</strong></h1>



<h3>IL 96.80% DEGLI INCIDENTI NON C&#8217;ENTRA NULLA CON LE DROGHE. SOLO LO 0,27% DEI CONDUCENTI È RISULTATO POSITIVO DURANTE I CONTROLLI NOTTURNI DEI CARABINIERI DURANTE I WEEK END</h3>



<p>Restano significativi i dati rispetto alle violazioni dell’art. 187 del Codice della Strada, ovvero guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti. I dati disponibili sono piuttosto disomogenei, per cui di difficile interpretazione, come confermato dalla stessa ISTAT. Nel corso dei controlli nelle notti dei week end da parte dei carabinieri le violazioni accertate rappresentano lo 0,27% dei controllati. Rispetto alle positività accertate a seguito di incidente questa percentuale sale, al 3,20% nel corso dei primi 10 mesi del 2019. Ricordando che spesso la positività al test non è prova di guida in stato alterato (in particolare per la cannabis), possiamo affermare che l&#8217;uso di droghe non è certamente la causa principale di incidenti in Italia.</p>



<h1><strong>GLI ALTRI CONTENUTI: CONSUMI E CARCERE DURANTE IL LOCKDOWN</strong></h1>



<h3>DURANTE IL <em>LOCKDOWN</em> I CONSUMATORI HANNO DIMOSTRATO CAPACITÀ DI AUTOREGOLAZIONE E IL MERCATO ILLEGALE FLESSIBILITÀ E RESILIENZA. I SERVIZI HANNO SAPUTO ADATTARSI SOLO A MACCHIA DI LEOPARDO ALLA NUOVA SITUAZIONE</h3>



<p>Quest&#8217;anno il Libro Bianco pone grande attenzione alla situazione dei consumi di sostanze e delle <strong>carceri durante la crisi Covid-19</strong>. In particolare rispetto ai consumi si presentano in anteprima i primi risultati di <strong>3 ricerche sui consumi di droghe durante il </strong><em><strong>lockdown </strong></em>che hanno messo in luce <strong>una significativa capacità di controllo dei consumatori</strong>, che hanno adottato strategie di fronteggiamento dell’emergenza, di adeguamento alle mutate condizioni di vita e di consumo, di minimizzazione dei rischi. Si è inoltre verificata la <strong>flessibilità e resilienza del mercato illegale delle droghe</strong>, che è rimasto vivace e mai si è interrotto. Mentre i Servizi pubblici hanno saputo, anche se ancora una volta a macchia di leopardo, adeguarsi alla situazione adattando le terapie farmacologiche, gli strumenti di Riduzione del Danno, di consulenza e informazione online sulle sostanze.</p>



<p>Nel volume si trovano quindi spunti e riflessioni rispetto alla <strong>riforma delle politiche sulle droghe in ambito nazionale ed internazionale</strong>, e approfondimenti specifici sul <strong>carcere</strong>, sui <strong>reati minori </strong>sulle droghe e sulla <strong>riforma dei servizi </strong>in un&#8217;ottica di decriminalizzazione dell&#8217;uso delle sostanze.</p>
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		<title>L&#8217;infanzia è negata, secondo il Rapporto Cesvi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2018 17:03:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto &#160; E&#8217; stato presentato, lo scorso 5 giugno, l&#8217; &#8220;Indice regionale sul maltrattamento all’Infanzia” di Cesvi. La pubblicazione annuale monitora l’attuazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti nel nostro Paese,&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E&#8217; stato presentato, lo scorso 5 giugno, l&#8217; <strong>&#8220;Indice regionale sul maltrattamento all’Infanzia”</strong> di Cesvi.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/download-25.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-10960 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/download-25.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="225" height="224" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/download-25.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/download-25-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/download-25-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/download-25-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><br />
</a></p>
<p>La pubblicazione annuale monitora <strong>l’attuazione dei<a href="https://www.cesvi.org/il-nostro-lavoro/cesvi-in-italia/lotta-al-maltrattamento-infantile/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener"> diritti dei bambini</a> e degli adolescenti nel nostro Paese</strong>, anche quando le istituzioni non sono sempre riuscite a mantenere i diritti dell’infanzia al centro dell’agenda politica.</p>
<p><strong>Dal Rapporto si evince che </strong>c&#8217; è una disparità tra regione e regione, con una problematica maggiore, purtroppo, per il Sud Italia. Il Sud, inoltre, riceve anche meno aiuti finanziari da parte dello Stato per il sostegno da parte dei servizi sociali. Per ogni singola regione  sono stati calcolati i fattori di rischio, l’analisi del contesto, delle politiche e dei servizi sul territorio e sono state esaminate sei capacita’: quella della  cura di se’ e di altri,  di vivere una vita sana (fumo materno, uso di droga da parte dei genitori, abuso di alcolici),  di vivere una vita sicura (violenza domestica), di acquisire conoscenza e sapere (livello di istruzione dei genitori), la capacita’ di lavorare, la capacita’ di accedere alle risorse e ai servizi.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/RGR_1399-755x491.jpg.pagespeed.ce_.nqjhfXT-EU.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10962" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/RGR_1399-755x491.jpg.pagespeed.ce_.nqjhfXT-EU.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="755" height="491" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/RGR_1399-755x491.jpg.pagespeed.ce_.nqjhfXT-EU.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 755w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/RGR_1399-755x491.jpg.pagespeed.ce_.nqjhfXT-EU-300x195.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 755px) 100vw, 755px" /></a></p>
<p>Più del 60% di ragazze e ragazzi under 14 ha vissuto episodi di violenza in casa. L’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia, presentato nell’ambito della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi <strong>#LiberiTutti</strong>, in collaborazione con il Dipartimento delle Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, considera e mette a confronto, per i bambini maltrattati e per gli adulti maltrattanti, due livelli di analisi relativi ai fattori di rischio e ai servizi offerti sul territorio. Il maltrattamento sui bambini e’ la conseguenza ultima di una situazione di disagio che coinvolge le figure genitoriali e il contesto ambientale e sociale nel quale i bambini vivono (l’elevato livello di poverta’, il basso livello di istruzione dei genitori, il consumo di alcol e di droghe da parte dei genitori, la disoccupazione o lo svantaggio socioeconomico).</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/VW5D3514-755x491.jpg.pagespeed.ce_.IbVm-zypZB.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10963" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/VW5D3514-755x491.jpg.pagespeed.ce_.IbVm-zypZB.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="755" height="491" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/VW5D3514-755x491.jpg.pagespeed.ce_.IbVm-zypZB.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 755w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/VW5D3514-755x491.jpg.pagespeed.ce_.IbVm-zypZB-300x195.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 755px) 100vw, 755px" /></a></p>
<p>I servizi sociali sono piu’ presenti nelle regioni in cui ci sono meno rischi: secondo il Rapporto, la Sicilia (insieme a Calabria, Campania, Puglia, Lazio, Basilicata, Molise e Abruzzo) si trova nel segmento delle regioni “ad alta criticita’”; la Sardegna si qualifica come regione con un buon livello di risposta a un’alta criticita’; le regioni del Nord si trovano nella fascia delle regioni in cui la situazione è migliore (come Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Veneto, Liguria e Piemonte) e dove si riscontra anche un alto livello nell’offerta dei servizi pubblici.</p>
<p>“Considerata la rilevanza delle differenze territoriali – ha dichiarato Daniela Bernacchi, CEO&amp;General Manager Cesvi – e’ auspicabile il varo di politiche di prevenzione e cura in un confronto Stato-Regioni specificamente dedicato al maltrattamento dei bambini, oltre alla creazione di un sistema informativo sul fenomeno fondato su strumenti di monitoraggio e di rilevazione puntuale dei dati. Prosegue Bernacchi: &#8220;&#8230; Vogliamo riportare l’attenzione su una serie di misure da adottare, tra cui la necessita’ di dare vita a una Legge Quadro Nazionale sul maltrattamento dell’Infanzia creando strumenti normativi e amministrativi che facilitino la costruzione di politiche intergenerazionali di prevenzione del maltrattamento dei minori. A cio’ si aggiunge l’importanza di destinare risorse specifiche alla prevenzione e alla cura di questo fenomeno e di migliorare l’efficacia e l’efficienza della distribuzione delle risorse gia’ esistenti”.</p>
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		<title>#Nonmelaspaccigiusta: la campagna sulle droghe non è finita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2015 04:28:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cari tutti, oggi vi mettiamo al corrente della campagna #Nonmelaspaccigiusta organizzata da Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili (CILD) e da altre associazioni, come Antigone,sul tema delle droghe. A seguito del comunicato, pubblichiamo una&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
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Cari tutti,</div>
<p></p>
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oggi vi mettiamo al corrente della<br />
campagna #Nonmelaspaccigiusta organizzata da Coalizione Italiana<br />
Libertà e Diritti civili (CILD) e da altre associazioni, come<br />
Antigone,sul tema delle droghe.
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A seguito del comunicato,<br />
pubblichiamo una dichiarazione di Patrizio Gonnella &#8211;  Presidente<br />
dell&#8217;Associazione Antigone &#8211; che ha rilasciato all&#8217;Associazione per i<br />
Diritti umani. Lo ringraziamo molto.
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<h3 class="western">
Nel mese di aprile 2016 le Nazioni Unite<br />
dedicheranno una sessione speciale dell’assemblea generale al tema<br />
delle droghe (Ungass). È l’occasione per mettere definitivamente<br />
in soffitta la war on drugs.</h3>
<p></p>
<h2 class="western">
Il nostro messaggio alle istituzioni</h2>
<p>
<strong>Le droghe sono un fenomeno complesso che riguarda milioni<br />
di persone solo in Italia.</strong><br /><strong>È necessaria una<br />
risposta di tipo multi-disciplinare: sociale, culturale, medica.</strong></p>
<p>Non si può delegare tutto alla giustizia criminale e<br />
all’incarcerazione di massa.</p>
<p>L’Italia è stata in prima linea nella guerra alle droghe con<br />
una legislazione ideologica, punitiva, repressiva. La legge<br />
Fini-Giovanardi, in parte abrogata dalla Corte Costituzionale, va del<br />
tutto superata. Essa si fondava sulla logica della proibizione<br />
assoluta, della repressione, della carcerazione diffusa.</p>
<p>Ci vuole un cambio di paradigma puntando su altre parole chiave,<br />
ovvero prevenzione, riduzione del danno, decriminalizzazione,<br />
depenalizzazione e legalizzazione.</p>
<p><strong>Il Governo italiano non ha ancora fatto sapere quale sarà<br />
la sua posizione in attesa di Ungass 2016 e quando convocherà la<br />
conferenza nazionale sulle droghe.</strong></p>
<p>Noi chiediamo al Presidente del Consiglio dei Ministri di dare un<br />
segnale di cambiamento nella direzione del superamento della war on<br />
drugs e di spingere l’intera Unione Europea in questa direzione.</p>
<p>Gli chiediamo anche di annunciare la data della conferenza<br />
nazionale sulle droghe, indispensabile per un dibattito pubblico su<br />
un tema tanto cruciale.</p>
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Per saperne di più:<br />
<u><a href="http://nonmelaspaccigiusta.it/legale/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://nonmelaspaccigiusta.it/legale/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></div>
<p><strong><br />
</strong></p>
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<strong>INTERVENTO DI PATRIZIO GONNELLA</strong></div>
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Era il 17 luglio 1971, quando<br />
l’allora presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon, dichiarò<br />
quella che è conosciuta globalmente come la “war on drugs”.<br />
Davanti al congresso Nixon disse che il consumo di droga aveva<br />
assunto la dimensione di una emergenza nazionale e chiese a Capitol<br />
Hill uno stanziamento iniziale di 84 milioni di dollari per assumere<br />
misure di emergenza. Dopo 40 anni e miliardi di dollari spesi per<br />
combatterla nelle strade nei tribunali e con incarcerazioni di massa,<br />
la guerra alla droga è persa. Molti stati se ne sono accorti e<br />
iniziano a cambiare le proprio politiche. Anche le Nazioni Unite lo<br />
hanno capito e per la primavera del 2016 hanno convocato una sessione<br />
speciale dell’Assemblea Generale su questo tema. Sarà l’occasione<br />
per un cambiamento profondo a livello globale e sarà un’occasione<br />
senza precedenti anche per l’Italia per far sentire una nuova voce<br />
e avere peso in queste scelte. Per favorire questo cambiamento è<br />
però necessaria un’opinione informata. Cosa hanno comportato le<br />
politiche proibizioniste e repressive in Italia? Quanti sanno che dal<br />
2006 al 2014 circa 250.000 persone sono entrate in carcere, per una<br />
spesa per lo Stato di oltre 1 miliardo di euro l’anno, senza<br />
contare i soldi spesi per forze dell’ordine e tribunali. E quanti<br />
sanno che se la cannabis fosse legale l’Italia guadagnerebbe tra i<br />
7 e i 13 miliardi di euro ogni biennio grazie alla tassazione. Quanti<br />
conoscono i reali effetti delle droghe<br />
(cannabis-cocaina-anfetamine-ecc.) e quanti il confronto tra cannabis<br />
e alcool, due sostanze psicoattive, una illegale e l’altra no? E<br />
ancora, in quanti sanno quali sono le sanzioni previste per l’uso<br />
personale, se l’uso di gruppo è ammesso o punito, cosa accade se<br />
si viene fermati mentre si è alla guida dopo aver utilizzato<br />
sostanze? Con #NonMeLaSpacciGiusta la Coalizione Italiana Libertà e<br />
Diritti civili (CILD) punta proprio a questo: ad informare per<br />
favorire un dibattito non ideologico, aperto ai dati e alla voci di<br />
tutti. Il progetto si avvale della competenza di ONG, medici,<br />
avvocati, giornalisti scientifici e propone un sito con numerosi<br />
materiali per fornire una base di conoscenza che informi il dibattito<br />
politico e mediatico. Le droghe non sono da trattare tutte allo<br />
stesso modo: in maniera disinformata, ideologica e approssimativa. Le<br />
droghe sono una diversa dall’altra. È necessario informare<br />
correttamente circa i rischi dell’uso e dell’abuso. Il tema<br />
riguarda la salute psico-fisica delle persone, i loro stili di vita,<br />
la libertà di scelta, l’educazione. Considerarla solo di rilevanza<br />
giudiziaria significa fare un favore immenso alle mafie e a chi è<br />
capace di guadagnare ingenti somme di denaro dal mercato nero. I<br />
nostri ragazzi vanno educati, sostenuti, protetti, informati. Non<br />
serve perseguitarli e incarcerarli. Il cambiamento inizia da<br />
un’opinione informata. Contro chi non ce la spaccia giusta.</div>
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