<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>emarginazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/emarginazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/emarginazione/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Mon, 11 Jul 2022 08:25:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>emarginazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/emarginazione/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Pride to be free</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/07/11/pride-to-be-free/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/07/11/pride-to-be-free/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2022 08:23:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#Milano]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[accettazione]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[corteo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[diversità]]></category>
		<category><![CDATA[emarginazione]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[LGBTQ+]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[persone]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizi]]></category>
		<category><![CDATA[Pride]]></category>
		<category><![CDATA[riconoscimento]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[stereotipi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16478</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Martina Foglia Finalmente posso dire di aver realizzato un mio sogno: sono una donna di 35 anni disabile motoria e ho partecipato al mio primo Pride. Quello che una volta veniva definito &#8220;Gay&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/07/11/pride-to-be-free/">Pride to be free</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/pride.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="497" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/pride-497x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16479" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/pride-497x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 497w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/pride-146x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 146w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/pride-768x1581.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/pride-746x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 746w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/pride.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 777w" sizes="(max-width: 497px) 100vw, 497px" /></a></figure>



<p>di Martina Foglia </p>



<p>Finalmente posso dire di aver realizzato un mio sogno: sono una donna di 35 anni disabile motoria e ho partecipato al mio primo Pride. Quello che una volta veniva definito &#8220;Gay Pride&#8221;, ora assume una connotazione più generale. Per anni la manifestazione ha sancito la rivendicazione dei diritti delle persone omosessuali appunto; andando avanti col tempo, la manifestazione ha raccolto le istanze di tutte quelle persone che si sentono emarginate e discriminate dalla società, come ad esempio le persone no binary le persone cisgender le persone bisessuali ed infine le persone queer (proprio in quest&#8217;ultimo termine vengono incluse anche le persone con disabilità), cioè persone diverse dai canoni standard estetici e sociali di una cultura egemone.<br>Ora basta tediarvi con informazioni tecniche&#8230; Entriamo nel vivo! La partenza del corteo era prevista alle ore 14 dalla Stazione Centrale di Milano, con arrivo all&#8217;Arco della Pace in serata, dove ad attendere il corteo, era previsto un concerto con vari artisti della scena musicale contemporanea. I partecipanti hanno potuto ballare e scatenarsi fino a notte fonda. Io, consapevole del caldo che faceva, mi sono attrezzata di tutto punto, con acqua, occhiali da sole, cappello, integratore per ricaricare le energie e, con una fame atavica perenne, anche un po&#8217; di frutta. Dato che in passato avevo visto spesso nei servizi al TG un clima di festa e di divertimento, anch&#8217;io avevo una sorta di agitazione &#8220;friccicarella&#8221; e voglia di scatenarmi come non mai; inoltre, ad attendermi, c&#8217;era il mio migliore amico attivista per la tutela dei diritti delle persone Lgbtq+. Eravamo un bel gruppetto di amici pronti a sfidare il caldo per le strade di Milano.<br>Quello che mi ha colpito di più è stato l&#8217;impatto positivo al limite del commovente con questa folla colorata che cantava e ballava a ritmo di musica, questo senso di libertà e di appartenenza si respirava in ogni angolo della città, non importava più da dove venivi come eri pettinato né tantomeno se andassi in giro con indosso solo un paio di boxer oppure se indossassi vestiti eccentrici. Il Pride è un evento che non ha nessuna regola. L&#8217;unica regola prevista è quella che ognuno deve sentirsi libero di essere ciò che vuole, di agire come vuole, finalmente ognuno può mostrare l&#8217;aspetto di sé che più ha tenuto nascosto fino a quel giorno, può mostrare una parte della propria anima che fino a quel giorno aveva represso per rispettare i cosiddetti canoni della società. Per qualche ora del giorno le regole vengono scardinate.<br>Ecco che non ci si stupisce se si vede un uomo sfilare in gonna o se si assiste ad un bacio saffico o qualcuno vestito con accostamenti di abiti e di colore improbabili: nessuno griderà allo scandalo nessuno verrà mai giudicato, come giusto che sia. Proprio per avallare ancora di più quanto vi ho raccontato, posso dire che anch&#8217;io ho provato un senso di libertà mai vissuto e ho svelato la parte della mia anima un po&#8217; più sexy, per buona parte della manifestazione ho deciso di togliere la maglietta e rimanere in reggiseno cosa che fino ad allora non avevo mai fatto. Questa manifestazione mi ha permesso di svelare la parte più donna che fino a quel momento avevo un po&#8217; nascosto: certo mi è capitato di indossare vestiti scollati che facevano trasparire le mie forme, ma mai di metterle in evidenza in maniera così disinibita e libera.<br>Ma quanto ho ballato!!! Fino a perdere la cognizione del tempo, calcolate che non sono arrivata neanche fino alla fine e non sapete quanto avrei voluto. La LIBERTÀ è il bene più prezioso che abbiamo non dobbiamo mai reprimerla e avere paura di mostrarla. Ovviamente non parlo della Libertà fisica ma di quella mentale, solo se ci sentiamo liberi di esprimerci fino in fondo possiamo gridare con orgoglio &#8220;Io esisto, ci sono anch&#8217;io!&#8221; Pride To Be Free.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/07/11/pride-to-be-free/">Pride to be free</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/07/11/pride-to-be-free/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“LibriLiberi”: Un amore</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/03/09/libriliberi-un-amore/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/03/09/libriliberi-un-amore/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Mar 2022 13:09:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[LibriLiberi]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[consiglidilettura]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[emarginazione]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[introspezione]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[narrazione]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[realtà]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ribellione]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[SaraMesa]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[spirito]]></category>
		<category><![CDATA[temi]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16166</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Sara Mesa è un&#8217;autrice spagnola pluripremiata ed è in libreria con il suo ultimo romanzo intitolato, semplicemente: Un amore (in Italia per La nuova frontiera). Ma di semplice c&#8217;è poco. La&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/03/09/libriliberi-un-amore/">“LibriLiberi”: Un amore</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/un-amore.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="536" height="803" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/un-amore.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16167" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/un-amore.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/un-amore-200x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w" sizes="(max-width: 536px) 100vw, 536px" /></a></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Sara Mesa è un&#8217;autrice spagnola pluripremiata ed è in libreria con il suo ultimo romanzo intitolato, semplicemente: <em>Un amore</em> (in Italia per La nuova frontiera). Ma di semplice c&#8217;è poco. La protagonista, Nat, svolge la professione di traduttrice e, in seguito ad un problema sopraggiunto nella sede dell&#8217;ultimo luogo di lavoro (un errore?, una sfida?, un atto di ribellione?) decide di trasferirsi in un piccolo paese, nell&#8217;entroterra rurale dove tutti si conoscono, ma non abbastanza a fondo per volersi bene o stimarsi. Le relazioni si basano su sguardi, parole accennate, rigidi sorrisi. E&#8217; difficile fare amicizia persino con un cane. Il padrone dell&#8217;abitazione in affitto di Nat è un uomo viscido e volgare; il vicino di casa (soprannominato “il tedesco”) ama dispensare consigli non richiesti, dando sfogo ai propri giudizi sui comportamenti altrui; le donne e gli uomini del quartiere affibiano alla nuova arrivata etichette che non le appartengono, senza sapere nulla di lei, del suo Passato, dei motivi che l&#8217;hanno fatta arrivare fino a lì. Durante tutta la lettura si respira un&#8217;aria tagliente e pesante allo steso tempo, quella dell&#8217;emarginazione, della colpa (spesso attribuita dall&#8217;esterno), di una mancata comunicazione: La giovane donna, spaesata e intimoraita all&#8217;inizio, prende coraggio per farsi conoscere almeno da qualcuno e incontra “lui”: un uomo taciturno, che le chiede se può avere un rapposrto sessuale con lei, un rapporto pulito, breve, asettico, meccanico. E Nat accetta. Non sa nemmeno lei il motivo: per solitudine, per sentirsi di nuovo donna, per dimostrare di essere ancora viva&#8230;Ma quel primo rapporto si trasforma in un&#8217;ossesione da parte di lei e in silente indifferenza da parte di lui fino a trasformarsi in unulla. Assolutamnete nulla.</p>



<p>La sensazione di inquietudine che attraversa le pagine si fa, via via, tristezza e desolazione. Cosa siamo diventati, dunque? Esseri fatti solo di corpi, incapaci di provare emozioni e sentimenti. Non solo in grado di rubare, di mentire, di uccidere , in alcuni casi, ma anche di omettere, escludere, tenere a distanza non per paura dell&#8217;Altro, ma proprio per indifferenza. Che è peggio.</p>



<p>Nat, nel periodo in cui si trova a La Escapa, credendo di fuggire da se stessa, lascia momentaneamente il suo lavoro come traduttrice, per poi re-incontrarlo perchè questo suo viaggio nell&#8217;anaffettività e nella violenza verbale, le fa capire(e lo capiamo anche noi) l&#8217;importanza delle parole. L&#8217;unico personaggio che dice la verità è una donna anziana, Roberta, considerata folle: si legge infatti: “Parla in maniera corretta, ordinata, con un vocabolario preciso e strutture complesse, ma quello che dice non ha nessun senso, c&#8217;è una crepa enorme tra la logica del linguaggio e quella della realtà”. Il romanzo è proprio un&#8217;analisi del linguaggio e della comunicazione odierna; a cui si aggiunge un discorso sull&#8217;Etica contemporanea. Interessanti, infine, anche le riflessioni sulla dicotomia tra Corpo e Spirito, sul silenzio e sull&#8217;Amore. Oggi, secondo la scrittrice, di amore ce n&#8217;è davvero poco e quello del titolo è forse proprio l&#8217;amore mancato e, quindi, ritrovato solo nella e per la scrittura.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/03/09/libriliberi-un-amore/">“LibriLiberi”: Un amore</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/03/09/libriliberi-un-amore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cittadini del mondo: la lotta all&#8217;emarginazione sociale</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/08/10/cittadini-del-mondo-la-lotta-allemarginazione-sociale/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/08/10/cittadini-del-mondo-la-lotta-allemarginazione-sociale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Aug 2021 06:40:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[emarginazione]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[poveri]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>
		<category><![CDATA[servizi]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sociologia]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15562</guid>

					<description><![CDATA[<p>A cura di Gloria Esperanza Monzali, Naomi Keisha Giancola (ricercatrici e neosociologhe) e Alessandro Lanza. Cittadini del mondo è un documentario ambientato nella meravigliosa città di Bologna. Il tema centrale di questo lungometraggio riguarda&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/08/10/cittadini-del-mondo-la-lotta-allemarginazione-sociale/">Cittadini del mondo: la lotta all&#8217;emarginazione sociale</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/docu-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15563" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/docu-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/docu-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/docu-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/docu.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A cura di Gloria Esperanza Monzali, Naomi Keisha Giancola (ricercatrici e neosociologhe) e Alessandro Lanza.</p>



<p><em><strong>Cittadini del mondo</strong></em> è un documentario ambientato nella meravigliosa città di Bologna.</p>



<p>Il tema centrale di questo lungometraggio riguarda l’incontro a scopo conoscitivo delle realtà di marginalità, di muto soccorso e di scambi reciproci tra le persone che compongono la società odierna.</p>



<p>Questo incontro interessa sia il meeting che è avvenuto tra noi ricercatrici e gli abitanti di questa città che sono a stretto contatto con alcune realtà sommerse del territorio, sia l’incontro inteso come proposito futuro tra chi vive in condizioni di fragilità e il resto della società civile.</p>



<p>Il monito di questo progetto è quello di garantire a tutti i cittadini pari opportunità attraverso un servizio di welfare sensibile e attento allo stato di necessità di ognuno di noi.</p>



<p>Queste realtà sommerse ci hanno messo in contatto con alcuni cittadini invisibili che restano, a causa delle loro fragilità, nascosti ai margini di questa società sempre di più e sempre troppo selettiva.</p>



<p>Essere cittadini è un diritto di ognuno di noi ed è un diritto che deve essere riconosciuto a tutti soprattutto deve essere salvaguardata la dignità di ciascuno di noi nel poter condurre un’esistenza terrena degna di poter essere considerata umana, se ancora ci vogliamo considerare tali.</p>



<p>L’umanità è costituita da tutte le nostre fragilità, dal fatto di poter essere fallibili, mortali e di avere un’intera vita per cercare di migliorare questo percorso senza dover sentire il peso del confronto con gli altri ma anzi riconoscendo negli altri un’occasione per poterci arricchire.</p>



<p>Attraverso questa ricerca siamo entrate in contatto con diverse realtà del territorio, come ad esempio la Caritas, che ci ha fornito una mappa attenta a questi fenomeni di marginalità diffusi su Bologna. Interessante in questo incontro è stato sapere, che le persone che hanno affrontato molte difficoltà durante la pandemia covid-19 era più orientata a richiedere un sostegno economico per poter pagare le bollette della luce o del gas piuttosto che domandare un sostegno al pagamento di farmaci o di visite sanitarie come ci si aspetterebbe in una situazione di emergenza sanitaria di portata internazionale che ha fatto da cornice a questo periodo di ricerca. Un altro incontro meraviglioso lo abbiamo avuto con Roberto Morgantini, fondatore delle Cucine Popolari a Bologna con sede in via Battiferro, 2.</p>



<p>È un’eccellente iniziativa che si occupa di fornire un luogo in cui condividere un momento di convivialità in cui viene servito il pranzo per i senzatetto. Oggi purtroppo a causa di questa emergenza sanitaria il servizio di distribuzione è diventato take-away, perdendo quel prezioso valore aggiunto della condivisione, del dialogo e dello scambio ma è sempre attivo e vigile ad accogliere chi un pasto non ha.</p>



<p>Inoltre, abbiamo incontrato Margherita Chiappa, la responsabile del Centro Beltrame, un mastodontico dormitorio che si trova sotto il ponte di S. Donato a Bologna.</p>



<p>Margherita ci ha dato l’incantevole opportunità di incontrare le persone che risiedono in questo dormitorio, persone davvero brillanti e straodinarie, alcune delle quali ci ha condiviso la propria storia di vita: Stefano, Anna, Max e un signore che ha deciso di restare anonimo.</p>



<p>Abbiamo per ultimo incontrato, tramite l’antica modalità del passaparola, diverse famiglie e persone. Laura Scaglianti è stata l’elemento chiave di connessione con queste persone fornendoci nomi e indirizzi di persone da raggiungere tra cui Miriam, Paola, Alina e molte altre ancora…</p>



<p>Questa ragazza è attivissima sul territorio in diversi progetti di solidarietà, molti dei quali sono dotati di un ingegno di altissima sensibilità e creatività. Ne riporto uno tanto per dare un’idea a voi carissimi e attentissimi lettori. Laura vive in una zona dove risiedono le case popolari dell’Acer in via Abba. In questa zona ci sono palazzi che hanno diversi piani e in cui abitano diverse famiglie con figli. Un giorno Laura ha visto un bambino farsi male e la mamma non aveva nulla per poterlo medicare. Così lei ha deciso di costruire all’interno del suo palazzo una cassetta pronto soccorso che si assicura sempre di rifornire.</p>



<p>Per concludere vogliamo invitarvi a venire a vedere il documentario nella speranza di poter sensibilizzare quante più persone possibili a ritagliare un momento della propria giornata da dedicare a chi è vicino a noi ma spesso in forma invisibile, perché diventi un impegno che faccia sempre più parte della nostra quotidianità aprendo le nostre vite a un incontro con l’altro che ci rafforzi il senso di identità sociale oggi sempre meno marcato.</p>



<p>Questo lungometraggio racchiude in sé tutte le storie di vita delle persone che abbiamo conosciuto lungo questo splendido cammino.</p>



<p>Le dichiarazioni riportate fanno parte di un campione di persone selezionate come già riportato attraverso la modalità del passaparola e quindi non esaustivo rispetto le numerose problematiche presenti sul territorio.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/08/10/cittadini-del-mondo-la-lotta-allemarginazione-sociale/">Cittadini del mondo: la lotta all&#8217;emarginazione sociale</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/08/10/cittadini-del-mondo-la-lotta-allemarginazione-sociale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>#Iorestoacasa e loro restano nel campo. Appello per una città solidale</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/07/14/iorestoacasa-e-loro-restano-nel-campo-appello-per-una-citta-solidale/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/07/14/iorestoacasa-e-loro-restano-nel-campo-appello-per-una-citta-solidale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2021 08:58:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[abitanti]]></category>
		<category><![CDATA[baraccopoli]]></category>
		<category><![CDATA[campi]]></category>
		<category><![CDATA[campo]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[contagio]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[decreto]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[emarginazione]]></category>
		<category><![CDATA[igiene]]></category>
		<category><![CDATA[indagine]]></category>
		<category><![CDATA[isolamento]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[operatori]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[servizi]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15507</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani aderisce all&#8217;appello di Associazione 21 luglio e lo divulga. “Io resto a casa”, il decreto emanato lo scorso 9 marzo dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per fronteggiare l’emergenza&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/07/14/iorestoacasa-e-loro-restano-nel-campo-appello-per-una-citta-solidale/">#Iorestoacasa e loro restano nel campo. Appello per una città solidale</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> aderisce all&#8217;appello di Associazione 21 luglio e lo divulga.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="682" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15508" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/rom-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/rom-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>“<strong>Io resto a casa</strong>”, il decreto emanato lo scorso 9 marzo dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per fronteggiare l’emergenza da contagio Covid-19, ha giustamente imposto regole ferree all’intero Paese obbligando tutti, tra i vari provvedimenti, ad assumere atteggiamenti di responsabilità e ad uscire di casa solo per situazioni emergenziali o motivi di lavoro. A distanza di qualche giorno dall’entrata in vigore delle nuove norme,&nbsp;<strong>Associazione 21 luglio ha svolto un’indagine all’interno delle baraccopoli istituzionali della città di Roma</strong>&nbsp;riservate a famiglie di etnia rom, per capire come le norme contenute nel decreto possono impattare sulla vita di chi abita in emergenza abitativa. Nel rispetto delle restrizioni imposte dal Governo, i dati e le testimonianze sono state raccolte mediante interviste telefoniche svolte tra il 14 e il 17 marzo dai nostri operatori.</p>



<p>In alcune baraccopoli, dopo la pubblicazione del decreto del 9 marzo 2020 si sono intensificati i controlli della Polizia Locale già presente in maniera stabile all’ingresso degli insediamenti.&nbsp;<strong>In alcuni casi gli abitanti avvertono il peso di restrizioni</strong>&nbsp;che impongono l’uscita solo a piedi e dilazionata nel tempo o rispettosa della norma che impone il metro di distanza anche all’interno delle autovetture. In relazione al contagio sono in molti a sentirsi più protetti all’interno dell’insediamento che fuori, durante le uscite si equipaggiano di dispositivi autoprodotti poiché nulla è stato consegnato loro per contrastare il contagio. Non solo,&nbsp;<strong>in nessuna baraccopoli è stata segnalata la presenza di operatori sanitari</strong>&nbsp;disponibili per la distribuzione del materiale o fornire informazioni. Restano quindi le azioni raccomandate attraverso la tv e che sono praticabili, però, laddove le condizioni igieniche lo permettono o dove almeno c’è disponibilità di acqua corrente.</p>



<p>Le famiglie presenti nelle baraccopoli della Capitale non hanno più la possibilità di svolgere l’attività lavorativa e, con le risorse disponibili ad oggi, non potranno far fronte ai giorni che verranno: un aspetto se possibile ancora più tragico che ghettizza chi vive ai margini. Anche&nbsp;<strong>la solidarietà in tempi di contagio è relegata ad eccezioni sporadiche</strong>&nbsp;per paura del contatto fisico e bambini e anziani rischiano di non avere la sussistenza quotidiana. Ad aggravare un quadro già drammatico anche la sospensione dell’attività scolastica e l’impossibilità di utilizzare strumenti tecnologici indispensabili a seguire un’eventuale didattica a distanza pone i minori in età scolare in uno stato di grave isolamento in rapporto ai coetanei e agli insegnanti.</p>



<p>A dispetto di “Io resto a casa”, per chi vive in emergenza abitativa lo slogan giusto potrebbe essere&nbsp;<strong>“Io resto nel campo” ad indicare le conseguenze prodotte dal decreto di una maggiore emarginazione e segregazione</strong>&nbsp;rispetto a quella già vissuta quotidianamente. Ma cosa accadrebbe se in uno degli insediamenti venisse riscontrata anche una sola positività?</p>



<p><strong>Tutti gli abitanti sarebbero posti in quarantena?</strong> L’appello di Associazione 21 luglio alla sindaca di Roma Virginia Raggi e al prefetto di Roma Gerarda Pantalone affinchè: si individuino nelle baraccopoli romane situazioni di fragilità e si provveda a fornire beni di prima necessità <strong>garantendo condizioni igienico-sanitarie</strong> e accesso all’acqua potabile; si provveda a incrementare la rete di volontariato sociale all’interno delle baraccopoli; si disponga la presenza di personale sanitario che illustri strumentazioni e misure da adottare. Nell’appello viene infine chiesto di predisporre per tempo <strong>adeguati piani sanitari da adottare in caso di positività</strong> all’interno di una delle baraccopoli romane.</p>



<p><strong><em>Egregia Sindaca Virginia Raggi,</em></strong><br><strong><em>Egregio Prefetto Gerarda Pantalone,</em></strong></p>



<p><em>Vi scrivo per esprimervi profonda preoccupazione circa la condizione di salute di oltre 6000 persone che vivono in emergenza abitativa presso le&nbsp;baraccopoli monoetniche della Capitale in un momento di emergenza sanitaria che l’OMS ha dichiarato pandemia.</em></p>



<p><em>Vi chiedo di mappare all’interno degli insediamenti formali e informali le condizioni di maggiore fragilità con l’obiettivo di garantire, in particolare ai minori e agli anziani, la distribuzione beni di prima necessità; di garantire all’interno di ogni singolo insediamento condizioni igienico-sanitarie adeguate assicurando in primis l’accesso all’acqua potabile; di assicurare all’interno degli insediamenti la presenza di operatori sanitari e di mediatori culturali che possano provvedere ad illustrare le misure di prevenzione raccomandate dal decreto del 9 marzo 2020 e distribuire agli abitanti dispositivi di protezione individuali; di rinforzare e coordinare una rete di volontariato sociale al fine di monitorare in maniera capillare le condizioni igienico-sanitarie e la salute di quanti vivono nelle baraccopoli della Capitale; di predisporre per tempo, in caso di riscontro di una o più positività al Covid-19 all’interno degli insediamenti formali, un adeguato e tempestivo piano di intervento sanitario, al fine di evitare che la città arrivi impreparata a tale evento</em>.</p>



<p></p>



<p>Per firmare l&#8217;appello: <a href="https://www.21luglio.org/iorestoacasa-e-loro-restano-nel-campo/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.21luglio.org/iorestoacasa-e-loro-restano-nel-campo/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/07/14/iorestoacasa-e-loro-restano-nel-campo-appello-per-una-citta-solidale/">#Iorestoacasa e loro restano nel campo. Appello per una città solidale</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/07/14/iorestoacasa-e-loro-restano-nel-campo-appello-per-una-citta-solidale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rapporto Amnesty International 2020-2021. La situazione dei diritti umani nel mondo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/04/26/rapporto-amnesty-international-2020-2021-la-situazione-dei-diritti-umani-nel-mondo/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/04/26/rapporto-amnesty-international-2020-2021-la-situazione-dei-diritti-umani-nel-mondo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 09:19:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[AmnestyInternational]]></category>
		<category><![CDATA[assoiazione]]></category>
		<category><![CDATA[continenti]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[emarginazione]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[globale]]></category>
		<category><![CDATA[governance]]></category>
		<category><![CDATA[governi]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15249</guid>

					<description><![CDATA[<p>Introduzione di Agnés Callamard Il&#160;Rapporto 2020-2021&#160;di Amnesty International documenta la situazione dei diritti umani in 149 paesi durante il 2020 e fornisce analisi globali e regionali. Il volume descrive le principali preoccupazioni e richieste&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/04/26/rapporto-amnesty-international-2020-2021-la-situazione-dei-diritti-umani-nel-mondo/">Rapporto Amnesty International 2020-2021. La situazione dei diritti umani nel mondo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1></h1>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="500" height="706" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/copertina-Rapporto-2020-2021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15250" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/copertina-Rapporto-2020-2021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/copertina-Rapporto-2020-2021-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>



<p>Introduzione di Agnés Callamard</p>



<p>Il&nbsp;<em>Rapporto 2020-2021</em>&nbsp;di Amnesty International documenta la situazione dei diritti umani in 149 paesi durante il 2020 e fornisce analisi globali e regionali. Il volume descrive le principali preoccupazioni e richieste dell’organizzazione nei confronti di governi e altri attori. È una lettura fondamentale per chi prende decisioni politiche, per gli attivisti e per chiunque sia interessato ai diritti umani.</p>



<p>Durante il 2020, il mondo è stato scosso dal Covid-19. La pandemia e le misure prese per contrastarla hanno avuto conseguenze per tutti ma hanno anche messo in forte risalto, e in alcuni casi aggravato, le disuguaglianze e gli abusi sistematici esistenti. I lockdown e le quarantene hanno colpito in modo sproporzionato i gruppi marginalizzati, gli anziani e le persone che vivono nell’indigenza. Anche se prosegue la tendenza a criminalizzare la violenza di genere nel diritto interno, le denunce di violenza contro le donne sono aumentate. Molti governi hanno represso il dissenso, talvolta usando come pretesto le misure per controllare il Covid-19. Hanno fatto uso eccessivo della forza per sopprimere le proteste contro la brutalità della polizia e la discriminazione. Hanno messo a tacere le critiche di difensori dei diritti umani e oppositori con nuove limitazioni alla libertà d’espressione e il ricorso alla sorveglianza.</p>



<p>Il sistema di governance globale è stato messo a dura prova, anche a causa degli attacchi di potenti governi alle istituzioni multilaterali. Tuttavia, i leader mondiali avranno l’opportunità di plasmare un futuro post-pandemia più giusto, se metteranno i diritti umani alla base delle misure per la ripresa e la cooperazione internazionale.</p>



<p></p>



<p>Per leggere il rapporto: <a href="https://www.amnesty.it/rapporti-annuali/rapporto-2020-2021/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.amnesty.it/rapporti-annuali/rapporto-2020-2021/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/04/26/rapporto-amnesty-international-2020-2021-la-situazione-dei-diritti-umani-nel-mondo/">Rapporto Amnesty International 2020-2021. La situazione dei diritti umani nel mondo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/04/26/rapporto-amnesty-international-2020-2021-la-situazione-dei-diritti-umani-nel-mondo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Marzo por Marielle Franco</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/03/13/marzo-por-marielle-franco/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/03/13/marzo-por-marielle-franco/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2021 08:57:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#MarielleFranco #Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[campagna]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[emarginati]]></category>
		<category><![CDATA[emarginazione]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[latinoamerica]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[malavita]]></category>
		<category><![CDATA[milizie]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[ricchi]]></category>
		<category><![CDATA[Rio De Janeiro]]></category>
		<category><![CDATA[simbolo]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15152</guid>

					<description><![CDATA[<p>Anche Associazione Per i Diritti umani, MediAttiviste/i e Pressenza, si unisce alla campagna &#8220;Marzo por Marielle Franco&#8221;. Sono passati già 3 anni da quella drammatica notte del 14 marzo 2018 in cui Marielle Francisco&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/03/13/marzo-por-marielle-franco/">Marzo por Marielle Franco</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Anche <strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong>, MediAttiviste/i e Pressenza, si unisce alla campagna &#8220;Marzo por Marielle Franco&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="541" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/Marielle-Franco-1024x541.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15153" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/Marielle-Franco-1024x541.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/Marielle-Franco-300x159.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/Marielle-Franco-768x406.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/Marielle-Franco-1536x812.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/Marielle-Franco.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Sono passati già 3 anni da quella drammatica notte del 14 marzo 2018 in cui Marielle Francisco Da Silva, per tutti Marielle Franco, perse la vita insieme al suo autista Anderson Gomez, nella città che l’aveva vista nascere 39 anni prima: Rio De Janeiro.</p>



<p>La notizia fece il giro del mondo arrivando anche qui in Italia, inaspettata e feroce, come i nove colpi di arma da fuoco che l’avevano stroncata. La sua uccisione ferisce il mondo intero non solo per la brutalità dell’atto in sé, ma ancor più per il significato che riveste: la palese volontà di mettere a tacere chi denuncia il malaffare cercando di cambiare la realtà esistente.</p>



<p>Perché Marielle era diventata un simbolo per i diritti umani, portando anche la voce delle emarginate e degli emarginati negli scranni della politica. Era donna, madre, nera, lesbica, socialista, proveniente da una favela e aveva a lungo militato contro la legittimazione delle milizie armate nelle zone urbane, marginali, proprio perché abbandonate dallo Stato, rendendo in questo modo i loro abitanti vittime sia dell’assenza del medesimo, che della violenza della polizia e delle milizie armate.</p>



<p>Come attivista prima e consigliera comunale poi, quale Presidente della Commissione per la difesa delle donne e membro della Commissione incaricata di monitorare l’azione della polizia federale di Rio De Janeiro, aveva ripetutamente denunciato gli abusi della polizia e le violazioni dei diritti umani nella città di Rio. Nel fare questo Marielle raccoglieva una lunga tradizione di lotta delle donne nere della classe popolare, riuscendo però a ispirare e coinvolgere anche i bianchi e le bianche delle classi più abbienti, in un Paese in cui la separazione in base alla classe sociale e al colore della pelle è ancora molto forte.</p>



<p>Marielle era riuscita infatti a incarnare la più universale delle lotte: quella degli oppressi contro gli oppressori e proprio per questo la sua azione aveva valicato e travolto i confini del suo Paese.</p>



<p>La Redazione di Pressenza Italia, unitamente ai MediAttivisti/e, da sempre impegnata a dare voce a quanti normalmente non ce l’hanno, per la diffusione di una cultura dell’inclusione, della nonviolenza e del rispetto dei diritti umani, non può che raccogliere questa preziosa eredità e chiedere che i mandanti della brutale uccisione di Marielle Franco vengano finalmente assicurati alla giustizia per mezzo di un giusto processo.</p>



<p>È necessario lanciare un forte segnale di discontinuità con il passato, facendo in modo che tutti abbiano il diritto di levare la propria voce. Lo dobbiamo a Marielle, alla sua famiglia e a tutte le persone che nel mondo intero credevano e continuano a credere nell’ideale che lei rappresenta.</p>



<p>Come leggiamo nei cartelli che la ricordano: Marielle e la sua lotta sono presenti oggi più che mai. Perché la sua lotta è quella di ognuna e ognuno di noi.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/03/13/marzo-por-marielle-franco/">Marzo por Marielle Franco</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/03/13/marzo-por-marielle-franco/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>UNICEF: un’Organizzazione Multidisciplinare﻿</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/05/17/unicef-unorganizzazione-multidisciplinare%ef%bb%bf/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/05/17/unicef-unorganizzazione-multidisciplinare%ef%bb%bf/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2019 08:25:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[emarginazione]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[governi]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[malnutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[popolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sfide]]></category>
		<category><![CDATA[Unicef]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12518</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli Dal 2015 sono coordinatrice e responsabile del gruppo giovani del Comitato di UNICEF di Verona (“YoUnicef”) e da quel momento in poi ho iniziato a sostenere e supportare i valori, gli&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/05/17/unicef-unorganizzazione-multidisciplinare%ef%bb%bf/">UNICEF: un’Organizzazione Multidisciplinare﻿</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p> di Nicole Fraccaroli</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="988" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/untitled-Unicef-Verona-1024x988.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12519" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/untitled-Unicef-Verona-1024x988.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/untitled-Unicef-Verona-300x290.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/untitled-Unicef-Verona-768x741.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/untitled-Unicef-Verona.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1091w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Dal
2015 sono coordinatrice e responsabile del gruppo giovani del
Comitato di UNICEF di Verona (“YoUnicef”) e da quel momento in
poi ho iniziato a sostenere e supportare i valori, gli obiettivi e le
sfide di cui UNICEF si fa portavoce.</p>



<p>UNICEF
è stato creato subito dopo la fine della seconda guerra mondiale con
il titolo di “Fondo di Emergenza Internazionale per l&#8217;Infanzia
delle Nazioni Unite”. La nascita di UNICEF l&#8217;11 dicembre 1946 era
tutt&#8217;altro che scontata. Ci vollero alcuni mesi perché la nuova
Agenzia delle Nazioni Unite si organizzasse, ma nel gennaio 1947
Maurice Pate, che era stato nominato direttore esecutivo, aveva
aperto un ufficio a Washington. 
</p>



<p>I
primi programmi UNICEF si sono concentrati sulla fornitura di latte
in polvere e sulla creazione di programmi di alimentazione. A metà
del 1948, la nuova organizzazione forniva razioni per 4,5 milioni di
bambini per mangiare un pasto quotidiano in 30.000 località in 12
paesi. Oltre ai bisogni nutrizionali, UNICEF ha prestato soccorso ai
bisogni di salute di madri e bambini, compresa la vaccinazione contro
il tifo e la tubercolosi. Nel 1950, l&#8217;emergenza postbellica in Europa
era quasi finita e gli uffici di UNICEF stavano chiudendo. La domanda
sollevata verteva sulla chiusura di tutte le operazioni di UNICEF. La
posizione dei principali donatori era a favore della sua cessazione,
idea supportata dalle quattro agenzie specializzate permanenti delle
Nazioni Unite: l’Organizzazione Internazionale del Lavoro,
l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura,
l’Organizzazione per l’Educazione, la Scienza e la Cultura e
l’Organizzazione Mondiale per la Salute. Ad ogni modo, UNICEF è
sopravvissuto. UNICEF ha avuto un sostegno dalla Commissione sociale
dell&#8217;Assemblea Generale, che ha affermato nel 1950 che &#8220;UNICEF è
stato uno dei risultati più promettenti dell&#8217;ONU e che ha esteso
l&#8217;influenza dell&#8217;organizzazione contribuendo efficacemente al
miglioramento del situazione dei bambini nel mondo&#8221;. Anche i
paesi in via di sviluppo hanno sostenuto UNICEF e ciò che ha davvero
fatto la differenza per il futuro dell&#8217;organizzazione è stato il
discorso tenuto da Ahmed Bokhari, rappresentante permanente del
Pakistan presso l&#8217;ONU e poeta. Notoriamente, ha definito una
&#8220;illusione&#8221; l&#8217;idea che l&#8217;emergenza per i bambini del mondo
fosse finita. Inizialmente la vita di UNICEF è stata estesa per soli
tre anni, ma dopo un&#8217;ulteriore dimostrazione della sua efficacia,
l&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha accettato all&#8217;unanimità
l&#8217;estensione indefinita della vita temporanea di UNICEF.</p>



<p>Gli
sviluppi nell&#8217;Agenzia Specializzata nei suoi primi 25 anni sono
passati da un pesante coinvolgimento in soccorsi di emergenza, al
sostegno di campagne di massa contro malattie come tifo, tubercolosi,
malaria e azioni per combattere la malnutrizione infantile. Gran
parte degli sforzi di soccorso di emergenza erano stati costruiti
sulla fornitura di latte in polvere, giustificata dalla convinzione
che la malnutrizione fosse il risultato della mancanza di proteine
​​nella dieta. Un cambiamento fondamentale nel modo di pensare si
è verificato negli anni &#8217;70 quando è diventato chiaro che tale
malnutrizione era dovuta a inadeguatezze generali della dieta.</p>



<p>UNICEF
è diventato più consapevole del fatto che i bisogni dei bambini
venivano relegati in diversi settori sociali e spesso emarginati nel
processo di pianificazione dello sviluppo nazionale. Pertanto, nel
1964, UNICEF invitò un gruppo di illustri economisti e
pianificatori, ministri e esperti di benessere infantile ad una
tavola rotonda a Bellaggio, presso il Rockefeller Conference Centre
sul Lago di Como. La tavola rotonda di Bellaggio è stata definita
l&#8217;incontro più importante dei primi 17 anni di UNICEF: ha innescato
il passaggio da un&#8217;agenzia umanitaria per i bambini a un&#8217;agenzia di
sviluppo a tutti gli effetti, interessata ai bambini in tutti gli
aspetti della vita. Ha anche segnato un cambiamento nella sua
posizione all&#8217;interno delle Nazioni Unite: UNICEF è stata
riconosciuta dall&#8217;ONU come un&#8217;organizzazione professionale a pieno
titolo. 
</p>



<p>Per
quanto riguarda la salute, UNICEF ha iniziato a pensare in modo ampio
e fondamentale. Le linee guida sono state fornite da uno studio
congiunto con l&#8217;Organizzazione Mondiale per la Salute relativo ad
approcci alternativi per soddisfare i bisogni sanitari di base delle
popolazioni nei paesi in via di sviluppo. L’area di interesse e
supporto si è dunque indirizzata su aree di servizi di base come
istruzione, salute, nutrizione, acqua e servizi igienico-sanitari.</p>



<p>L&#8217;innovazione
è al centro della capacità di UNICEF di ottenere risultati. Il
Global Innovation Center aiuta a scalare soluzioni collaudate, mentre
un fondo dedicato all&#8217;innovazione fornisce risorse finanziarie a
progetti promettenti in fase iniziale. Un esempio di nuove soluzioni
è rappresentato dalla cosiddetta &#8220;scatola magica&#8221;. Si
tratta di una piattaforma di condivisione dei dati collaborativa resa
possibile grazie ai contributi di partner del settore privato come
Telefonica, Google e Amadeus, che condividono i loro dati e le loro
competenze per il bene pubblico. Sfruttando i dati in tempo reale
generati dal settore privato, UNICEF può ottenere approfondimenti
critici sui bisogni delle popolazioni vulnerabili e prendere
decisioni più informate su come investire le proprie risorse per
rispondere a catastrofi, epidemie e altre sfide. La prima versione di
questa piattaforma è stata creata durante la crisi di Ebola del 2014
in Africa occidentale e una seconda versione sviluppata con Google in
risposta all&#8217;epidemia di Zika nel 2015. 
</p>



<p>Dalla
metà degli anni &#8217;80, UNICEF è stato coinvolto nella Convenzione sui
Diritti dell&#8217;Infanzia.  Prima il coinvolgimento di UNICEF nella sua
formulazione, quindi il supporto per l&#8217;adozione del testo e
successivamente la ratifica e infine, il contributo alla definizione
di ciò che era e si intende un approccio all&#8217;implementazione basato
sui diritti, un processo che continua oggi come parte fondamentale
del supporto del programma di UNICEF. Una priorità è quindi
diventata quella di rafforzare le capacità dei governi e della
società civile a valutare e analizzare la situazione dei bambini e
delle donne in relazione agli strumenti legali sui diritti umani.
UNICEF ha iniziato anche ad avere un ruolo nella formulazione delle
richieste da parte dei bambini e delle donne emarginate, e attraverso
la mobilitazione sociale e la sensibilizzazione, si propone di
richiamare l&#8217;attenzione sui loro diritti.</p>



<p>Trovo
difficile valutare quantitativamente, o anche qualitativamente, il
contributo diretto di UNICEF al raggiungimento di tutti questi
progressi nel corso degli anni. Ciononostante, UNICEF è stato uno
degli attori principali nei paesi e a livello internazionale, e in
particolare attraverso il sostegno, la mobilitazione, il monitoraggio
e il sostegno finanziario paese per paese.</p>



<p>UNICEF
ha usato la sua legittimità come organizzazione delle Nazioni Unite
e la sua leadership per parlare e rivendicare apertamente i diritti
dei minori, e per stabilire priorità finalizzate a soddisfare i loro
bisogni. Tutto questo sviluppando e ampliando le sue funzioni, i suoi
interventi e affinando le sue capacità nel corso degli anni, in modo
tale da non rimanere in silenzio ma agire nel nome dei diritti umani
dei minori. 
</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/05/17/unicef-unorganizzazione-multidisciplinare%ef%bb%bf/">UNICEF: un’Organizzazione Multidisciplinare﻿</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/05/17/unicef-unorganizzazione-multidisciplinare%ef%bb%bf/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Povertà in attesa: il rapporto della Caritas</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/10/18/poverta-in-attesa-il-rapporto-della-caritas/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/10/18/poverta-in-attesa-il-rapporto-della-caritas/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Oct 2018 06:31:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[caritas]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[disagio]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[emarginazione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[indagine]]></category>
		<category><![CDATA[indigenti]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[poveri]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
		<category><![CDATA[reddito]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[uguaglianza]]></category>
		<category><![CDATA[ultimi]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11508</guid>

					<description><![CDATA[<p>Povertà in attesa, questo il titolo dell&#8217;ultimo rapporto della Caritas sul tema della povertà in Italia. Secondo l&#8217;indagine, il numero dei poveri assoluti supera i 5 milioni e continua ad aumentare. La causa principale&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/10/18/poverta-in-attesa-il-rapporto-della-caritas/">Povertà in attesa: il rapporto della Caritas</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/img800-caritas-in-italia-un-esercito-di-poveri-in-attesa-139250.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11509" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/img800-caritas-in-italia-un-esercito-di-poveri-in-attesa-139250.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="800" height="464" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/img800-caritas-in-italia-un-esercito-di-poveri-in-attesa-139250.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/img800-caritas-in-italia-un-esercito-di-poveri-in-attesa-139250-300x174.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/img800-caritas-in-italia-un-esercito-di-poveri-in-attesa-139250-768x445.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>Povertà in attesa, </i>questo il titolo dell&#8217;ultimo rapporto della Caritas sul tema della povertà in Italia.<i> </i>Secondo l&#8217;indagine, il numero dei poveri assoluti supera i 5 milioni e continua ad aumentare. La causa principale è la crisi economico-lavorativa che porta, come cosenguenze, all&#8217;isolamento sociale, alla fragilità e alla paura per il Futuro. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il titolo del rapporto deriva dal fatto che esiste un numero molto alto di persone indigenti che “non sembra trovare risposte e le cui storie si connotano per un&#8217;allarmante cronicizzazione e multidimensionalità dei bisogni”, si legge nel testo.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Le “storie”, appunto: non numeri o dati statistici. Ma dietro a ogni numero, ci sono individui – donne e uomini – con un Passato, un Presente e che sperano in Futuro migliore, forse con figli da mantenere, genitori da accudire. Esistenze. Cuori. Anime. Menti. Corpi. Non numeri.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>&#8220;Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia&#8221; e il 5° &#8220;Rapporto sulle politiche contro la povertà in Italia&#8221;, con l&#8217;intento di offrire uno strumento aggiornato di studio ed approfondimento, nonché per stimolare l’azione delle istituzioni civili, e per questo analizza in particolare l’attuazione in Italia del Reddito di Inclusione (REI). </i></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Qui una </span><strong><a href="http://www.caritasitaliana.it/pls/caritasitaliana/v3_s2ew_consultazione.redir_allegati_doc?p_id_pagina=7847&amp;p_id_allegato=6062&amp;p_url_rimando=/caritasitaliana/allegati/7847/Poverta%20in%20Attesa_Sintesi.pdf&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">sintesi del Rapporto</a></strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> e </span><strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><a href="http://www.caritasitaliana.it/pls/caritasitaliana/v3_s2ew_consultazione.redir_allegati_doc?p_id_pagina=7847&amp;p_id_allegato=6063&amp;p_url_rimando=/caritasitaliana/allegati/7847/Infografica%206.pdf&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">un&#8217;infografica</a>.</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Video di approfondimento:</span></p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=yMAbvsY04mE&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0" target="_blank" rel="noopener">Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione CON IL SUD e impresa sociale Con i bambini</a></p>
<p><a href="https://youtu.be/pudAYlDPyEM?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-1" target="_blank" rel="noopener">Federica De Lauso, Ufficio Studi Caritas Italiana</a></p>
<p><a href="https://youtu.be/ENe9GKmsVH4?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-2" target="_blank" rel="noopener">Gianmario Gazzi, Consiglio Nazionale Ordine Assistenti sociali</a></p>
<p><a href="https://youtu.be/-qvexUu-WIU?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-3" target="_blank" rel="noopener">Lorenzo Lusignoli, Dipartimento politiche sociali e sanitarie della Cisl</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/10/18/poverta-in-attesa-il-rapporto-della-caritas/">Povertà in attesa: il rapporto della Caritas</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/10/18/poverta-in-attesa-il-rapporto-della-caritas/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Milano dei senzatetto raccontata con una foto al giorno per tutto febbraio per Progetto Arca</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/02/03/la-milano-dei-senzatetto-raccontata-con-una-foto-al-giorno-per-tutto-febbraio-per-progetto-arca/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/02/03/la-milano-dei-senzatetto-raccontata-con-una-foto-al-giorno-per-tutto-febbraio-per-progetto-arca/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2018 07:32:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Arca]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[emarginazione]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[richiedenti asilo]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[senzatetto]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[volonatri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=10092</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una foto e una storia di 5 minuti al giorno per raccontare attraverso un ritratto il qui e l’ora di una Milano nascosta, difficile da intercettare, che abita la città ma la vive in silenzio, incontrando&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/02/03/la-milano-dei-senzatetto-raccontata-con-una-foto-al-giorno-per-tutto-febbraio-per-progetto-arca/">La Milano dei senzatetto raccontata con una foto al giorno per tutto febbraio per Progetto Arca</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una foto e una storia di 5 minuti</strong> <strong>al giorno </strong>per raccontare attraverso un ritratto il qui e l’ora di una Milano nascosta, difficile da intercettare, che abita la città ma la vive in silenzio, incontrando di rado lo sguardo dell’altro.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Umani-a-Milano_Progetto-Arca_Manifesto-720x1008.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-10093" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Umani-a-Milano_Progetto-Arca_Manifesto-720x1008.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="436" height="611" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Umani-a-Milano_Progetto-Arca_Manifesto-720x1008.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Umani-a-Milano_Progetto-Arca_Manifesto-720x1008-214x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 214w" sizes="(max-width: 436px) 100vw, 436px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per un mese</strong>, la <a href="https://www.facebook.com/umaniamilano/?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/umaniamilano/&amp;source=gmail&amp;ust=1517586345390000&amp;usg=AFQjCNGR1bA1HclNxEGIzcuEXnfs-N9rDw&utm_source=rss&utm_medium=rss">pagina Facebook “<strong>Umani a Milano”</strong></a><strong> , </strong>ideata dall’autore e scrittore <strong>Stefano D’Andrea</strong>, racconterà il mondo sommesso delle <strong>persone senza dimora</strong> che popolano il capoluogo lombardo. Un racconto metropolitano realizzato grazie alla collaborazione di <strong>Fondazione Progetto Arca</strong>, da oltre 20 anni a fianco delle persone senzatetto e in grave stato di indigenza.</p>
<p>I protagonisti degli scatti, infatti, sono alcuni degli <strong>ospiti </strong>che la onlus assiste all’interno dei suoi <strong>centri di accoglienza</strong>. Ma non solo: i loro ritratti si alterneranno sulla pagina con quelli di chi ogni giorno lavora all’interno delle strutture di assistenza e ricovero: <strong>psicologi, assistenti sociali, cuochi, medici, infermieri, mediatori linguistici</strong>. Tutti ritratti intensi, in cui gli occhi sono ben evidenti, associati a brevi didascalie con nomi di fantasia ma stralci di vita vera.</p>
<p>Così Stefano D’Andrea spiega la collaborazione con Progetto Arca “Un’amica mi ha chiesto se volevo fare del bene facendo qualcosa che sapevo fare, io ho detto sì. Così mi sono trovato a raccontare un pezzo di città che si fa fatica a incontrare. Un’avventura che arricchisce Umani a Milano, il cui scopo è proprio quello di ridurre le distanze, spezzare il vuoto che c’è tra le persone che si incrociano sui marciapiedi ogni giorno. Si ha meno paura degli altri se ci hai parlato”.</p>
<p>Umani a Milano è un <strong>progetto di storytelling </strong>che va avanti dal 2014 ininterrottamente su Facebook ed è diventato anche un libro. La pagina è una sorta di specchio che riflette Milano attraverso il suo popolo: un “umano” al giorno incontrato per caso per strada a cui si chiede un ritratto e un brevissimo racconto di che cosa sta facendo lì in quel momento.</p>
<p>Il progetto, nato da un’idea di Stefano D’Andrea su ispirazione dell’opera Humans of New York del fotografo Brandon Stanton, prosegue anche grazie alla collaborazione di un <strong>gruppo di giovani fotografi</strong>.</p>
<p><strong>Fondazione Progetto Arca onlus</strong> nasce a Milano nel 1994 per portare un aiuto concreto a coloro che si trovano in stato di grave povertà ed emarginazione. Al centro delle sue attività ci sono persone senza dimora, famiglie indigenti, persone con problemi di dipendenza, rifugiati e richiedenti asilo. Accoglie i più deboli e sostiene chi soffre nei momenti di crisi e disperazione. Con i suoi operatori, educatori e volontari, ascolta senza pregiudizio i bisogni di ogni persona in difficoltà, per accompagnarla in un percorso di recupero e di reinserimento sociale. La Fondazione opera principalmente a Milano, Torino, Roma e Napoli. Nell’ultimo anno ha assistito 80.000 persone, distribuito oltre 2 milioni di pasti e offerto più di 600.000 notti al riparo. Ad oggi Progetto Arca gestisce complessivamente 21 centri di accoglienza e 62 appartamenti per l’integrazione, situati per lo più a Milano e in Lombardia. Qui nel 2016 sono stati ospitate 30.030 persone (senza fissa dimora e migranti richiedenti asilo).</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/02/03/la-milano-dei-senzatetto-raccontata-con-una-foto-al-giorno-per-tutto-febbraio-per-progetto-arca/">La Milano dei senzatetto raccontata con una foto al giorno per tutto febbraio per Progetto Arca</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/02/03/la-milano-dei-senzatetto-raccontata-con-una-foto-al-giorno-per-tutto-febbraio-per-progetto-arca/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>RISEWISE: ricollocazione lavorativa per donne disabili</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/27/risewise-ricollocazione-lavorativa-per-donne-disabili/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/27/risewise-ricollocazione-lavorativa-per-donne-disabili/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2016 11:53:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[barriere]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[disability]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[diversità]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[emarginazione]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[femminilità]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[fondi]]></category>
		<category><![CDATA[gender]]></category>
		<category><![CDATA[genere]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[handicap]]></category>
		<category><![CDATA[Human rights]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[job]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[life]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[problemi]]></category>
		<category><![CDATA[produttiva]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[uguaglianza]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[Women]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=7011</guid>

					<description><![CDATA[<p>RISEWISE RISE Woman with disabilities In Social Engagement Progetto quadriennale europeo dell’Università di Genova per l’inclusione lavorativa e sociale femminile Horizon 2020 – Grant Agreement No. 690847   Può una donna disabile essere indipendente&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/09/27/risewise-ricollocazione-lavorativa-per-donne-disabili/">RISEWISE: ricollocazione lavorativa per donne disabili</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/14232005_174884846278834_5008588227516347273_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-7012" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-7012" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/14232005_174884846278834_5008588227516347273_o-1024x385.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="14232005_174884846278834_5008588227516347273_o" width="720" height="271" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/14232005_174884846278834_5008588227516347273_o-1024x385.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/14232005_174884846278834_5008588227516347273_o-300x113.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/14232005_174884846278834_5008588227516347273_o-768x288.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #cc0099;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><span lang="en-US"><b>RISEWISE</b></span></span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #cc0099;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><span lang="en-US"><b>RISE Woman with disabilities In Social Engagement</b></span></span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;"><b>Progetto quadriennale europeo dell’Università di Genova per l’inclusione lavorativa e sociale femminile</b></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: small;"><i><b>Horizon 2020 – Grant Agreement No. 690847</b></i></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Può una donna disabile essere indipendente e avere le stesse possibilità di un uomo?</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> A questo il progetto scientifico RISEWISE vuol rispondere, cercando soluzioni positive a interrogativi ancora aperti. Si tratta di un</span></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> progetto dell’</span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Università di Genova </b></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">della durata quadriennale e che prende il via dal 1 settembre. Coordinatrice e Responsabile scientifica la </span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Dott.ssa Cinzia Leone</b></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">. Collaborano 5 Università straniere e 8 tra ONG e Aziende nazionali e internazionali, tra cui Aism.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Risewise è un </span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>progetto unico mai sperimentato</b></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> prima e finanziato con fondi europei in ambito Horizon 2020, (circa 2 milioni di euro). Si tratta di una sfida alla società contemporanea allo scopo di cambiare le pratiche di </span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>inclusione sociale</b></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">rendere disponibile anche a donne con disabilità una &#8220;vita normale&#8221;, fatta di lavoro, istruzione e famiglia. Perché tra i tanti fattori che rendono difficile l’integrazione, la disabilità è quello trasversale più radicato e persistente.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Dal momento che gli studi medici, sociali e antropologici sull’handicap in maniera organica sono relativamente recenti e molto spesso non fanno distinzione precisa di genere, uno degli scopi fondamentali del progetto è anche quello di sviluppare nuove competenze in grado di migliorare l’integrazione sociale e in generale la vita delle donne con disabilità, secondo una </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>prospettiva di genere</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> che promuova un </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>pieno godimento dei diritti e dell&#8217;uguaglianza</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> di ogni persona nel rispetto della differenza. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Purtroppo, infatti, ancora agli inizi degli anni Novanta, il corpo femminile è stato preso in considerazione solo se in condizioni di salute ottimali. Nel 1991, per esempio, la sociologa femminista canadese Sharon Dale Stone scriveva nella monografia &#8220;Femminismo e Corpo&#8221;: </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Nessuna malattia, nessuna imperfezione potrebbe essere accettata se la donna non può nasconderle o annullarle (&#8230;) Nella nostra cultura, le donne imparano che il loro valore risiede nell’attrattiva del loro corpo. Un corpo non attraente, malato, disabile, vecchio deve essere emarginato.</i></span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">La disabilità inoltre è stata ed è spesso considerata come un problema di salute individuale da risolvere con cure mediche, ma qualora l&#8217;intervento medico non abbia successo, devono essere previsti un’alternativa e un approccio diverso per permettere inclusione e occupazione. Secondo infatti il “modello sociale” introdotto da Paul Hunt, fondatore dello studio critico sulla disabilità, i vecchi stereotipi dei portatori di handicap visti come dipendenti, passivi, inferiori e malati, vanno superati, insieme agli standard errati in base ai quali la società decide chi è abile e chi no. I disabili quindi devono diventare protagonisti attivi delle scelte che li riguardano e della vita sociale. Non è infatti il modello medico quello che deve essere adottato, ma è il valore sociale di ogni persona a dover essere preso in considerazione. </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>In Italia i disabili sono tra i 3 e i 4 milioni</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> (a seconda dei dati Istat o Censis &#8211; 2015), rappresentando una percentuale fra il 5% e il 6,7% della popolazione italiana, il numero sulle </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>donne disabili</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> in Italia risale </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>al 2008</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">, quando erano stimate essere </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>circa 1.700.000</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Partendo da questi presupposti, il progetto scientifico RISEWISE affronta ogni aspetto della disabilità attraverso </span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">un </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>approccio olistico interdisciplinare</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">: sociologia, psicologia, informatica, diritto, ingegneria e politica, con riferimento al quadro normativo esistente e al sostegno delle attuali tecnologie assistive, sono gli ambiti coinvolti. L&#8217;obiettivo è anche quello di </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>influenzare la politica pubblica</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> verso le donne e le donne con disabilità. Questa proposta di progetto è stata sviluppata con riferimento allo studio sostenuto dal programma comunitario Horizon 2020 (2007-2013), con un chiaro riferimento ai diversi documenti in cui l&#8217;Europa ha individuato e specificato ciò che è ancora &#8220;da fare per permettere alle donne con disabilità di godere dei loro diritti e libertà fondamentali.&#8221;</span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Il progetto che inizia è all’avanguardia per quanto riguarda donne, ricerca e disabilità: un’occasione importante per l’Università e anche per me, per fare ricerca e aiutare in un campo dove c’è tanto bisogno e molto disinteresse</i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> – spiega la responsabile scientifica </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cinzia</b></span></span></span> <span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Leone </b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>le</i></span></span></span> <span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>donne e i ricercatori coinvolti nell’attività di ricerca, anche uomini, faranno visite presso le Università </i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="text-decoration: line-through;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>o</i></span></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><i> e le Piccole e Medie Imprese che partecipano al progetto tra Italia, Austria, Svezia, Spagna e Portogallo, implementeranno best practice e apporteranno possibili migliorie per la loro vita sociale, lavorativa e familiare.</i></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Il Kick-off Meeting (meeting di inaugurazione) del progetto si terrà il</span></span></span><b> </b><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">prossimo </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>22 e 23 settembre a Roma</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> all’</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>European Space </b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">in Via IV Novembre 149. Insieme ai rappresentanti dell’Università di Genova, </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>dott.ssa Cinzia Leone e i Proff. Gianni Vercelli</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cristina Candito</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">, parteciperanno i Coordinatori delle Università e delle società coinvolte di Brescia oltre che da </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Spagna, Portogallo, Svezia e Turchia. </b></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>ASPETTI OGGETTO DI ANALISI</b></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;">• </span><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Analisi delle barriere</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> che affrontano le donne disabili nella vita di tutti i giorni </span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;">• <span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Ricerca di </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>una nuova metodologia per l&#8217;integrazione</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> nei diversi ambienti di vita (casa, lavoro, società, istruzione, assistenza sanitaria, intrattenimento ) </span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;">• <span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Individuazione delle </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>migliori pratiche</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> per un nuovo approccio alla disabilità e per diffondere i risultati anche attraverso i responsabili delle politiche sociali (a livello locale e comunitario) </span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;">• <span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Pianificazione delle </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>attività di sensibilizzazione e formazione</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> delle persone attraverso lo scambio di personale e la condivisione di conoscenze ed esperienze.</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;">• </span><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Promozione dei risultati</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> e loro attuazione nel prossimo futuro in Europa, fissando collaborazioni e obiettivi a lungo termine.</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>APPROCCIO METODOLOGICO </b></span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Aspetto molto importante è che la ricerca sarà effettuata da parte di persone che sono in </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>distacco intersettoriale</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> presso istituzioni di altri Paesi. E queste saranno per la maggior parte donne disabili che lavorano nelle istituzioni partner. La diversità di culture, lingue e condizioni socio-economiche sarà un elemento molto utile per fare un confronto metodologico e condividere le esperienze al fine di giungere all’applicazione dei nuove pratiche inclusive. L’aspetto innovativo di RISEWISE consiste proprio nella </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>partecipazione attiva delle donne</b></span></span></span> <span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>disabili</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> insieme agli scienziati e al personale coinvolti. Le persone che si sposteranno agiranno in qualità di osservatori e porteranno loro conoscenze ed esperienze. La metodologia prevede mezzi per documentare le osservazioni in modo sistematico, e la condivisione di queste osservazioni in un repository comune. </span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>FASI PROGETTUALI </b></span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">1. la </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>formazione</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">, che sarà effettuata a più livelli per facilitare le attività durante distacchi. L&#8217;esperienza collettiva in forma di un insieme di metodi per l&#8217;integrazione </span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">2. i </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>casi di studio</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">: per migliorare la conoscenza e la definizione di buone pratiche, ma anche per una politica consolidata da attuare nella società, al fine di potenziare la vita delle donne con disabilità.</span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">3. una </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>rete di collaborazione</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">, che permetterà ad ogni partecipante di contribuire alla valorizzazione degli altri in modo diretto ed efficace.</span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">4. la </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>promozione del progetto</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> rappresenterà uno strumento immediato, ma anche di lunga durata, per promuovere la condivisione delle conoscenze e la sostenibilità dei risultati </span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">5. le </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>attività di sensibilizzazione</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> e diffusione: tutti i partner saranno impegnati nel coinvolgimento del pubblico</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>RICADUTE POSITIVE</b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #212121;">• </span><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Le donne disabili</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> avranno l&#8217;opportunità di lavorare in un altro ambiente, in altri paesi e settori, saranno considerate come i colleghi maschi. Vedranno realizzarsi il loro potenziale. Potranno anche imparare dalla metodologia per osservare, riferire, analizzare e implementare nuovi metodi per la ricerca sociale e per l&#8217;integrazione e l&#8217;inclusione. Questa esperienza aprirà nuove opportunità per lo </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sviluppo della carriera</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">, non solo per le nuove conoscenze acquisite, ma anche perché dimostrerà che sono in grado di essere protagoniste nella ricerca e nell&#8217;innovazione in un contesto internazionale e multi-settoriale. </span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #212121;">• </span><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>I ricercatori</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> potranno </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>confrontarsi con una nuova metodologia</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">, che integra diversi metodi e ha nuove prospettive di attuazione. Avranno la possibilità di lavorare su due livelli, quello individuale, grazie al periodo di distaccamento, e quello collettivo, grazie nell&#8217;analisi e al consolidamento di conoscenze ed esperienze, acquisendo nuove abilità sull&#8217;applicazione dei metodi di ricerca sociale e di integrazione, su base multi-culturale.</span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #212121;">• </span><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Gli specialisti di assistenza sanitaria</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">, che di solito si concentrano sul singolo caso per il trattamento, godranno di una prospettiva più ampia. La loro collaborazione sarà fondamentale per </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>l&#8217;identificazione di nuovi metodi e tecniche</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> per lo sviluppo di progetti futuri. La loro integrazione in team multidisciplinari sarà un&#8217;opportunità per migliorare la loro carriera.</span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #212121;">• </span><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>I ricercatori e gli ingegneri ICT</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> avranno la possibilità di interagire meglio con le donne disabili, comprendendone di più i bisogni e potendo così </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sviluppare in modo mirato le tecnologie </b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">di assistenza. </span></span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #212121;">• </span><span style="font-family: Courier New, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Gli assistenti sociali e i politici</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> avranno l’occasione per la definizione di obiettivi chiari, stabilendo le priorità dei bisogni della collettività, e una migliore conoscenza delle soluzioni esistenti realizzabili. Questo permetterà di offrire </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>proposte concrete e piani d&#8217;azione</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> per lo sviluppo nelle loro organizzazioni. Individualmente, il know-how acquisito attraverso la condivisione delle conoscenze li arricchirà con nuovi metodi e competenze. </span></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;"><b>RIFERIMENTI E CONTATTI</b></span></p>
<p>FACEBOOK: <a href="https://www.facebook.com/progettorisewise/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.facebook.com/progettorisewise/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>Sito FUNKA: <a href="http://www.funka.com/en/our-assignments/research-and-innovation/archive---research-projects/EU-project-on-women-with-disabilities/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.funka.com/en/our-assignments/research-and-innovation/archive&#8212;research-projects/EU-project-on-women-with-disabilities/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Responsabile Scientifica del progetto RISEWISE</b></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;">Cinzia Leone</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;"><span lang="en-US">Cell3292104398</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;"><span lang="en-US">Mail: cinzia.leone@unige.it</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Addetta Stampa</b></span></p>
<p>Medea Garrone</p>
<p>Cell.349.4545253</p>
<p>mede.garrone77@gmail.com</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/09/27/risewise-ricollocazione-lavorativa-per-donne-disabili/">RISEWISE: ricollocazione lavorativa per donne disabili</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/27/risewise-ricollocazione-lavorativa-per-donne-disabili/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
