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	<title>estero Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Per il Venezuela, per la vera democrazia, per noi tutte/i</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Sep 2024 14:11:39 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="771" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-1024x771.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17726" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-1024x771.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-300x226.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-768x578.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-1536x1156.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Associazione Per i Diritti umani ieri pomeriggio, ha partecipato alla manifestazione organizzata da PlataformaUnitariaItalia </p>



<p>Per tutta l&#8217;estate ha seguito le elezioni nel Paese latinomaericano, elezioni che non sono ancora approdate ad un risultato certo e democratico, così come emerso dai voti della popolazione. A Milano, in piazza San Babila, tante persone si sono riunite per chiedere, a gran voce, che vengano dichiarati e presi in considerazione i veri numeri e non quelli diffusi dalla propaganda di regime. Molti i prigioniri politici, anche giovani; molte le proteste in Venezuela e all&#8217;estero; è ora che la libertà di espressione, così come Verità e Giustizia, si affermino lì, come in altri (troppi) Paesi nel mondo. A tale proposito, durante la manifestazione, Associazione Per i Diriti umani ha letto il seguente comunicato: </p>



<p>Dallo scorso 28 luglio Associazione Per i diritti umani ha seguito le vicende politiche in Venezuela, in occasione delle elezioni all&#8217;interno del Paese latinoamericano. Perchè dare spazio a un Paese così lontano dall&#8217;Italia che si trova addirittura in un altro continente? Perchè la nostra associazione e il nostro giornale online PERIDIRITTIUMANI.COM vogliono essere un osservatorio su ciò che accade in Italia e nel mondo in tema, appunto, di diritti umani e civili.</p>



<p>In Venezuela ormai da troppo tempo vige una dittatura e il regime di Maduro si ostina, ancora oggi, a negare di aver perso; Maduro e i suoi hanno perso perchè i cittadini informati, la maggioranza dei cittadini venezuelani dentro e fuori il Paese, ha votato per l&#8217;avversario Gonzales Urrutìa, un uomo coraggioso che lotta per i diritti di tutte e di tutti, cercando, così, di riformare il Paese in termini di democrazia, giustizia, sanità, economia, istruzione contro un regime che si appoggia, al contrario, alla corruzione e al narcotraffico.</p>



<p>Perchè parlare di tutto questo, in Italia? Perchè oggi manifestare a fianco del Venezuela e dei venezuelani? Perchè quello che accade lì, così come in Iran oppure in Cina o in Egitto, ci riguarda.</p>



<p>Oggi in Venezuela molti cittadini, intellettuali e non, sono prigionieri politici; oggi in Iran le donne e i dissidenti sono vittime di violenze di ogni tipo; ricordiamo i casi di Giulio Regeni e di Patrik Zaki in Egitto? E i cristiani perseguitati dal governo cinese? Molte sono le violazioni e le negazioni dei diritti umani: la libertà di espressione, ad esempio,si esercita tramite un articolo su un giornale, tramite una manifestazione pubblica, tramite un libro, tramite un pensiero espresso sui mass-media, tramite la stesura di una tesi universitaria, tramite un murale dipinto su un muro della città..: ognuno ha il diritto di esprimersi SENZA però ledere la libertà altrui, senza offendere le credenze altrui, senza violenza verbale o fisica. Negare la libertà di espressione, in ogni sua forma, significa imbavagliare il confronto pacifico, il dibattito serio, significa avere PAURA del contraddittorio; e, nel caso delle elezioni in Venezuela, negare la vittoria dell&#8217;opposizione significa tentare di mettere a tacere la voce della maggioranza informata e onesta: quante e quanti di noi, qui in Italia, si sentono informati e onesti? Quanti di noi donne e giovani, in Italia, vogliono esprimere le proprie opinioni su temi dei diritti civili e dei diritti umani, come le donne e i giovani in Iran? Quanti di noi, in Italia, vogliono poter muoversi liberamente tra i diversi Paesi europei ed extraeuropei, senza rischaire la propria vita sulle zattere della morte o senza viveri attraverso i deserti? Quanti di noi, in Italia, vogliono un lavoro pagato e tutelato in termini di sicurezza?<br>Parlare oggi pomeriggio e ogni giorno di diritti umani significa, da una parte, mettersi nei panni di chi NON ha diritti e rischia la vita, la galera o la tortura per affermarli di nuovo nel proprio Paese, e parlare oggi pomeriggio e tutti i giorni di diritti umani significa, dall&#8217;altra parte, capire quanto noi, che forse siamo nati nella parte del mondo un po&#8217; più consapevole, siamo privilegiati perchè viviamo in Paesi che sono Repubbliche democratiche; ma mai come in quest&#8217;epoca dobbiamo chiederci per quanto tempo ancora avremo la possibilità di usufruire di questi diritti civili e umani? E quanto tempo abbiamo impiegato per vederli affermati? E quanti ancora sono da affermare?</p>



<p>NON bisogna MAI dare per scontato un diritto acquisito! Dobbiamo continuare a stare all&#8217;erta e dobbiamo appoggiare le istanze di libertà, di giustizia e di democrazia che ci arrivano dai cittadini degli altri Paesi del mondo: non importa che lingua parliamo, di che colore sia la nostra pelle; non importa che fede professiamo o a quale genere apparteniamo, l&#8217;età che abbiamo: siamo tutte persone !!! Nessuno più deve subire alcun tipo di violenza: NO alla violenza di Stato, No alla violenza personale, No alla violenza psicologica, No a tutte le forme di violenza. Tutte le persone devono poter vivere in serenità e nel rispetto reciproco. Insegnamolo ai nostri bambini, insegnamolo ai nostri giovani perchè loro possono davvero cambiare le cose, loro che sono le future donne, i futuri uomini, i futuri cittadini con diritto di voto, i futuri professionisti che aiuteranno i cittadini comuni che, a loro volta, si aiuteranno a vicenda. Facciamo di noi una COMUNITA&#8217; UMANA. Grazie.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="576" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-576x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17727" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-576x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 576w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-169x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-768x1365.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-864x1536.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 864w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Lettera aperta al Consolato generale della Repubblica bolivariana del Venezuela a Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2024 12:19:04 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/04/10/lettera-aperta-al-consolato-generale-della-repubblica-bolivariana-del-venezuela-a-milano/">Lettera aperta al Consolato generale della Repubblica bolivariana del Venezuela a Milano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/bra.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="753" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/bra-1024x753.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17512" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/bra-1024x753.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/bra-300x221.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/bra-768x565.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/bra.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Venezuela attraversa da 25 anni uno dei periodi più difficili e bui della sua storia. Le notizie non sono mai state abbastanza forti per capire in profondità la crisi politica, sociale, economica ed umanitaria che attraversa il paese. Ad ottobre dell&#8217;anno scorso si è aperto uno spiraglio di luce in occasione delle elezioni primarie dell&#8217;opposizione che si sono svolte in Venezuela e in tutto il mondo e dove ha vinto la candidata Maria Corina Machado. Le elezioni presidenziali avrebbero dovute essere, secondo il calendario del Consiglio Nazionale Elettorale venezuelano (CNE) ad ottobre di quest&#8217;anno. Vista la forza che stava prendendo la candidata dell&#8217;opposizione, il governo del presidente Nicolas Maduro arbitrariamente ha anticipato di tre mesi le elezioni, scavalcando tutti le leggi. Ha proibito l&#8217;iscrizione della candidata Machado al CNE, ostacolando tutte le sue azioni in pro della democrazia e sta rallentando il processo di iscrizione al registro elettorale di tutti i venezuelani dentro e fuori dal Venezuela. La lettera seguente è stata scritta dai cittadini venezuelani residenti nel Nord Italia e inviata al Consolato Generale di Venezuela con sede a Milano, con l&#8217;obiettivo di chiedere al Console Generale che faccia partire il processo elettorale nel suddetto Consolato.<br></p>



<p></p>



<p>Console Generale del Venezuela a Milano. Sig. Giancarlo Di Martino.<br>Console Generale Aggiunto. Sig. Christians Eduardo Sánchez Oloyola.</p>



<p><br>Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Milano<br>Corso Europa, 5, 20122<br>Milano MI, Italia</p>



<p><br>Egregio Console Generale<br>Egregio Console Generale Aggiunto,<br>Ci rivolgiamo a voi in qualità di cittadini venezuelani residenti nel centro-nord Italia.<br>Secondo quanto stabilito nel calendario elettorale presidenziale 2024, pubblicato tramite la<br>Gazzetta Elettorale numero 1048 in data 05 marzo 2024, è stato comunicato che lo scorso<br>18 marzo sarebbe iniziato il processo di registrazione e aggiornamento dei dati per i<br>venezuelani residenti all&#8217;estero. Tuttavia, fino ad oggi, tale processo non è stato avviato,<br>privando così migliaia di venezuelani residenti in Italia del diritto fondamentale di voto.<br>Dal 2013, i venezuelani residenti in Italia sono impossibilitati a registrarsi per votare nei<br>processi elettorali in Venezuela, poiché i consolati e l&#8217;ambasciata mantengono chiusa la<br>procedura relativa alla ricezione dei documenti e al loro invio all&#8217;Ufficio Nazionale di<br>Registrazione Elettorale del Consiglio Nazionale Elettorale in Venezuela, violando gli articoli<br>24, 26 e 27 del Regolamento Generale della Legge Organica sui Processi Elettorali.<br>In base a quanto esposto precedentemente, si stanno violando anche i diritti umani e<br>costituzionali di tutti i venezuelani residenti in Italia, e nello specifico: l&#8217;articolo 63 della<br>Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, l&#8217;articolo 25 del Patto<br>Internazionale sui Diritti Civili e Politici, l&#8217;articolo 21 della Dichiarazione Universale dei Diritti<br>Umani.<br>Il rifiuto di aprire il registro elettorale rappresenta una chiara violazione dei principi<br>democratici e un atto di esclusione politica nei confronti dei cittadini che risiedono al di fuori<br>dei confini del Venezuela.</p>



<p><br>Pertanto:</p>



<p><br>1) Esigiamo che il Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a<br>Milano adotti immediatamente misure per agevolare la registrazione e<br>l&#8217;aggiornamento dei dati per i venezuelani residenti nel centro-nord Italia, nelle<br>regioni di sua competenza territoriale, ossia Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia,<br>Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d&#8217;Aosta, Veneto e Toscana.</p>



<p><br>2) Invitiamo a intraprendere tutte le azioni necessarie per garantire l’esercizio dei diritti<br>democratici da parte dei cittadini venezuelani all&#8217;estero. Le vostre posizioni come<br>Console Generale e Console Aggiunto vi obbligano a rispettare la Costituzione della<br>Repubblica Bolivariana del Venezuela al di là delle vostre preferenze personali e<br>politiche; pertanto, facciamo appello all’autorità che rappresentate.</p>



<p>3) Esigiamo il rispetto dei nostri diritti e suggeriamo che sia offerta l&#8217;opportunità a tutti i<br>cittadini venezuelani di partecipare al processo elettorale in modo libero ed equo,<br>indipendentemente dal luogo di residenza.</p>



<p><br>4) Chiediamo che formalmente siano recuperate le giornate perse finora per la<br>registrazione elettorale senza che venga alterato il periodo minimo di 1 mese,<br>stabilito originariamente dalle disposizioni del CNE.</p>



<p><br>5) Chiediamo che sia offerta l&#8217;opportunità a tutti i cittadini di recarsi al consolato durante<br>l&#8217;orario di lavoro del consolato e senza necessità di appuntamento. È impossibile<br>assistere migliaia di venezuelani residenti nel centro-nord Italia tramite appuntamenti,<br>quindi suggeriamo di organizzare il processo tramite code di cittadini e ordine di<br>arrivo.</p>



<p><br>6) Chiediamo la massima e necessaria celerità in tutto il processo senza ulteriori ritardi<br>rispetto a quelli già verificatisi. La contesa elettorale riguarda tutti i venezuelani senza<br>distinzioni politiche, religiose o di qualsiasi altra natura, come ben descritto dalla<br>nostra Costituzione.</p>



<p><br>È la giustizia che ci aspettiamo di ricevere a Milano, Italia, il secondo giorno del mese di<br>aprile dell&#8217;anno 2024.<br>Restiamo in attesa delle Vostre immediate azioni in merito.<br>Firmato:<br>Cittadini venezuelani residenti nel centro-nord Italia.</p>
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		<title>Comunicato stampa del Tavolo per la nonviolenza del Municipio3 di Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2022 08:53:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In Ucraina la tragedia della guerra sta seminando morte, distruzione e miseria. Le vittime sono sempre più numerose; i profughi, specialmente mamme, bambini e bambine, stanno chiedendo ospitalità in tutta Europa e in Russia&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/manifestazione-scala-ucraina-sala-instagram-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="640" height="360" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/manifestazione-scala-ucraina-sala-instagram-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16206" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/manifestazione-scala-ucraina-sala-instagram-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/manifestazione-scala-ucraina-sala-instagram-2-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure>



<p>In Ucraina la tragedia della guerra sta seminando morte, distruzione e miseria. Le vittime sono sempre più numerose; i profughi, specialmente mamme, bambini e bambine, stanno chiedendo ospitalità in tutta Europa e in Russia migliaia di pacifisti sono incarcerati.</p>



<p>Il Tavolo per la nonviolenza del Municipio 3 di Milano fa proprie le parole che il presidente Mattarella ha pronunciato subito dopo l’inizio delle operazioni militari “Noi non possiamo accettare che la&nbsp;follia della guerra&nbsp;distrugga quello che i popoli hanno realizzato in sette decenni di&nbsp;collaborazione e obiettivi comuni” e ribadisce l’art. 11 della nostra costituzione “L&#8217;Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.</p>



<p>Crediamo che i dissidi non si affrontino con le armi ma con il dialogo, la nonviolenza e la diplomazia.</p>



<p>Vogliamo continuare con le nostre azioni e le nostre scelte a costruire relazioni e rapporti mettendo in atto la metodologia della Nonviolenza, riportata nel nostro Statuto, che coniuga la coerenza interna del pensare, sentire e agire nella stessa direzione a un modo di relazionarsi basato sulla antica regola di condotta di base: &#8220;Tratta gli altri come vorresti essere trattatə&#8221;.</p>



<p>Nel condannare la guerra, ora e sempre, ribadiamo il nostro impegno a costruire quotidianamente pace, armonia e concordia tra le persone e i popoli della terra.</p>



<p>Anche Associazione Per i Diritti umani fa parte del Tavolo: supporta e divulga il comunicato.</p>
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		<title>Appello urgente al Presidente del Consiglio, on. Mario Draghi, al Ministro degli Esteri, on. Luigi Di Maio, alla Commissione esteri di Camera e Senato</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2021 08:07:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anche Associazione Per i Diritti umani firma e divulga il seguente appello. L’attacco aereo turco avvenuto il 17 agosto contro un ospedale a Shengal (Iraq nord occidentale, governatorato di Ninawa) ha provocato la morte&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Anche <strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> firma e divulga il seguente appello. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="512" height="279" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/Shengal.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15640" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/Shengal.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 512w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/Shengal-300x163.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></figure></div>



<p></p>



<p>L’attacco aereo turco avvenuto il 17 agosto contro un ospedale a Shengal (Iraq nord occidentale, governatorato di Ninawa) ha provocato la morte di otto persone e ne ha ferite altre quattro. L’ospedale serviva contemporaneamente popolazioni di diverse etnie e fedi religiose, yazide, arabe, cristiane. In questo ospedale, venivano curate madri, bambini, uomini e donne di Shengal. È stato bombardato non una, ma quattro volte. Le persone della zona circostante hanno rischiato la vita per recuperare i feriti e i caduti sotto le macerie. L’obiettivo dell’attacco erano i malati, i medici, il personale infermieristico, i combattenti delle YBS (unità di protezione del popolo) responsabili della sicurezza dell’ospedale, non ultimo le stesse strutture sanitarie ed ospedaliere rimaste miracolosamente in piedi dopo gli attacchi dell’Isis del 2014. Si è trattato di un vero e proprio crimine contro l’umanità passato sotto un incredibile e assordante silenzio.</p>



<p>Il giorno prima, la Turchia aveva bombardato il centro di Shengal poco prima della visita del primo ministro iracheno, Mustafa al Kadhimi, che avrebbe incontrato rappresentanti dell’amministrazione autonoma yazida. Nell’attacco, sono stati uccisi il comandante delle YBS, Said Hesen, suo fratello e un altro combattente YBS, mentre tre civili sono rimasti feriti. Si è trattato di un chiaro avvertimento all’Iraq, da parte di Erdogan, affinchè venga lasciata mano libera su questa regione strategica.</p>



<p>Tutto questo avviene nel 7° anniversario dell’attacco genocida dello Stato islamico contro la popolazione kurdo yazida in nord Iraq. Ricordiamo che allora più di 5 mila persone indifese sono state trucidate e uccise dall’Isis, un numero pari, se non superiore, di donne e ragazze sono diventate “prede” di guerra dei miliziani islamisti che le hanno stuprate e vendute come schiave sessuali sui mercati di Raqqa e di Mosul, mentre i ragazzini sono stati arruolati e indottrinati dai miliziani come bambini – soldato. Un’enorme massa di persone è stata costretta alla fuga dalla propria terra: queste le tragiche esperienze vissute dal popolo yazida e questi numeri sarebbero ben maggiori se non fossero intervenuti in aiuto a quel popolo, il Pkk kurdo di Turchia e le unità di protezione del popolo siriane , Ypg e Ypj, che hanno creato un corridoio umanitario grazie al quale centinaia di migliaia di civili yazidi hanno potuto mettersi in salvo.</p>



<p>Oggi, sono ancora 2.871 le persone scomparse a Shengal. Mentre si scavano le fosse comuni disseminate su tutta l’area e si recuperano i resti dei corpi, tornano alla spicciolata le ragazze dal campo profughi di al-Hol, in Siria, mescolate alle “mogli del Califfato” o dalle abitazioni di chi le ha rinchiuse e adesso le rivende ai loro famigliari per migliaia di dollari. La ricostruzione poggia sugli sforzi di Ong e associazioni, italiane e straniere, che recuperano scuole, cliniche e servizi per le famiglie che cominciano a far ritorno alle loro case.</p>



<p>Nel 2018, un’attivista yazida, Nadia Murad, fu insignita del Premio Nobel per la pace, dopo essere stata rapita e resa schiava sessuale dai miliziani dell’Isis. Ma il mondo sembra essersi scordato velocemente dei massacri e delle sofferenze della comunità yazida di Shengal.</p>



<p>Oggi, nel silenzio dei media, è in corso una nuova guerra in Iraq, contro la comunità yazida, contro il vicino Campo di Makhmour e sui monti Qandil, ad opera dell’esercito turco che ha occupato parti del territorio iracheno installando proprie postazioni militari.</p>



<p>Fermiamoli, prima che sia troppo tardi, l’esempio dell’ Afghanistan sta lì ad insegnarcelo!</p>



<p>Noi firmatari del presente appello, chiediamo che:</p>



<ol><li>Sul solco delle indicazioni delle Nazioni Unite, che indicano ufficialmente quello compiuto dall’Isis a Shengal come “genocidio”, anche l’Italia riconosca il genocidio del popolo yazida, così come già fatto dai Parlamenti di Belgio ed Olanda.</li><li>Venga riconosciuta dal nostro Parlamento l’Amministrazione autonoma di Shengal.</li><li>Si condanni la Turchia per i massacri già compiuti a Shengal e si applichi finalmente la Legge 185/90 contro la vendita di armi alla Turchia come Paese belligerante che viola apertamente i diritti umani.</li></ol>



<p>Sottoscrivono il presente appello:</p>



<p>Gian Giacomo Migone – già presidente Commissione Esteri Senato (1994 – 2001) – Torino</p>



<p>Alessandra Mecozzi – presidente associazione Cultura è Libertà – Roma</p>



<p>Maurizio Acerbo – Segretario nazionale PRC &#8211; Roma</p>



<p>Salvatore Palidda – docente universitario, saggista – Genova</p>



<p>Marco Rovelli – scrittore e cantante &#8211; Livorno</p>



<p>Livio Pepino – presidente Volere la luna &#8211; Torino</p>



<p>Giorgio Riolo – Rete Alternative – Milano</p>



<p>Manfredi Lo Sauro – ARCI Firenze &#8211; Firenze</p>



<p>Carmine Malinconico – Giuristi Democratici – Nola</p>



<p>Angelo Cutolo – Giuristi Democratici – Nola</p>



<p>Paolino Fusco – Giuristi Democratici – Nola</p>



<p>Umberto Saetta – Giuristi Democratici – Nola</p>



<p>Sabatino Dioguardi – Giuristi Democratici – Nola</p>



<p>Antonio Olivieri – copresidente Associazione Verso il Kurdistan – Sale (Al)</p>



<p>Loprete Maria Antonia – disoccupata – Sale (Al)</p>



<p>Angela Dogliotti – Sereno Regis &#8211; Torino</p>



<p>Adriano Bracone – Anpi – Voghera</p>



<p>Rita Campioni – Anpi – Voghera</p>



<p>Massimo Gallina – vicepresidente Anpi – Vigevano</p>



<p>Laura Sestini – giornalista – Livorno</p>



<p>Nelly Bocchi – farmacista – Fidenza</p>



<p>Marco Gaibazzi – ingegnere – Fidenza</p>



<p>Sara Soldi – biologa – Fidenza</p>



<p>Nevina Traverso – pensionata – Novi Ligure</p>



<p>Anna Maria Bruni – attrice e regista teatrale Spazio Libero asp – Roma</p>



<p>Sergio Coronica – pensionato – Bologna</p>



<p>Francesco Saverio Calabresi – psichiatra – Montepulciano</p>



<p>Milena Nebbia – giornalista – Vicenza</p>



<p>Alessio Di Florio – giornalista, attivista ambientalista pacifista – Abruzzo</p>



<p>Daniele Barbieri – giornalista – Imola</p>



<p>Giorgio Barbarini – immunologo del S. Matteo di Pavia, consigliere comunale – Voghera</p>



<p>Rino Bertocchi – pensionato – Casale Monferrato</p>



<p>Daniela Carpentieri – disoccupata – Casale Monferrato</p>



<p>Mirella De Gregorio – pensionata – Milano</p>



<p>Filippo Incorvaia – libero professionista – Vercelli</p>



<p>Corbelletti Antonio – presidente ANPI – Voghera</p>



<p>Paolo Palazzo – pensionato – Genova</p>



<p>Bice Parodi – pensionata – Genova</p>



<p>Giovanni Vassallo – bancario – Imperia</p>



<p>Rosa Virtu – educatrice – Roma</p>



<p>Laura Marcheselli – ex insegnante – Firenze</p>



<p>Massimo Torelli – Firenze Città Aperta – Firenze</p>



<p>Angelo Gaggione – giornalista – Milano</p>



<p>Letizia Debetto – Viareggio</p>



<p>Raffaele Della Corte – docente – Ascoli Piceno</p>



<p>Ilaria Gabbani – insegnante – Parigi</p>



<p>Coscione Giuseppe – professore in pensione – Genova</p>



<p>Maria Caterina Cifatte – architetto in pensione – Genova</p>



<p>Gara Riondino – grafica</p>



<p>Caterina Bischetti – assistente amministrativa – Carrara</p>



<p>Elio Cadoppi – Cavriago (Re)</p>



<p>Giuseppe Tadolini – medico – Ravenna</p>



<p>Angela Fontana – architetto – Correggio (Re)</p>



<p>Mirca Garuti – attivista – Modena</p>



<p>Flavio Novara – attivista – Modena</p>



<p>Angelo Baracca – già professore di fisica – Firenze</p>



<p>Norma Bertullacelli – pensionata – Genova</p>



<p>Aurelio Juri – Capodistria (Slovenia)</p>



<p>Eraldo Benvenuti – impiegato ASL – Castelletto M.to (Al)</p>



<p>Gian Paolo Marcucci – pensionato – Lucca</p>



<p>Vincenzo Miliucci – Cobas – Roma</p>



<p>Elio Pagani – pensionato – Venegono Inferiore (Va)</p>



<p>Claudio Lombardi – Ass.ne Amicizia italo-palestinese – Firenze</p>



<p>Ennio Cabiddu – Ass.ne Sardegna Pulita – Sardegna</p>



<p>Patrizia Sterpetti – pres. Wilpf Italia &#8211; Roma</p>



<p>Antonia Sami – Wilpf Italia – Roma</p>



<p>Mirella Cravanzola – Pax Cristi – Torino</p>



<p>Maria Enrica Pennello – pensionata – Torino</p>



<p>Anna Maria Ori – storica – Carpi</p>



<p>Luigi Piccioni – docente universitario – Pisa</p>



<p>Giuseppe Bruzzone – ex obiettore di coscienza – Milano</p>



<p>Franco Zunino – presidente ARCI – Savona</p>



<p>Giuliana Ortolan – Donne in Nero – Novara</p>



<p>Amalia Navoni – Comitato Acqua Pubblica – Milano</p>



<p>Giovanni Caruso – pensionato, già medico – Torino</p>



<p>Pietro Lombardo – medico chirurgo – Torino</p>



<p>Milena Valli – Sondrio</p>



<p>Francesca Muzio – pensionata – Bracciano</p>



<p>Emanuela Fontana – Medico Psichiatra – Torino</p>



<p>Elisa Frediani – Lucca</p>



<p>Rosangela Pesenti – Attivista femminista UDI – Cortenuova (Bg)</p>



<p>Aldo Zanchetta – Gragnano (Lucca)</p>



<p>Brunella Zanchetta – Gragnano (Lucca)</p>



<p>Salvatore Rao – operatore sociale – Ivrea</p>



<p>Laura Quagliuolo – Rete Jin e CISDA – Milano</p>



<p>Paolo Fontanelli – pensionato – Udine</p>



<p>Gancia Giovanni Paolo – medico – San Genesio e Uniti (Pv)</p>



<p>Campedelli Alberto</p>



<p>Erica Tacci – disoccupata – Mulazzo</p>



<p>Pagani Loretta – tecnico sanitario – Bagnacavallo (Ra)</p>



<p>Anna Maria Dallocchio – insegnante in pensione – Zibido San Giacomo (Mi)</p>



<p>Matteo Giacomazzi – infermiere e coordinatore didattico – Roma</p>



<p>Dmitrij Palagi – Consigliere comunale “Sinistra Progetto Comune” – Firenze</p>



<p>Antonella Bundu – Consigliere comunale “Sinistra Progetto Comune” – Firenze</p>



<p>Fabio Clerici – Rete Kurdistan – Chiari (Bs)</p>



<p>Edgardo Rossi – insegnante – Alessandria</p>



<p>Vittorio Pallotti – Pres. Onorario CDMPI (Centro Documentazione Manifesto Pacifista Internazionale) – Bologna</p>



<p>Renata Rambaldi – libera professionista – Milano</p>



<p>Francesco Paolella – pensionato – Milano</p>



<p>Mario Abrigoni – presidente sez. ANPI &#8211; S. Martino Trovacò (Pv)</p>



<p>Rosalba Geraci – ANPI S. Martino Trovacò – S. Martino Siccomario</p>



<p>Alda Rizzo – ANPI S. Martino Trovacò – S. Martino Siccomario (Pv)</p>



<p>Rosanna Carrera – ANPI S. Martino Trovacò – Trovacò Siccomario</p>



<p>Icilio Marraffini – ANPI S. Martino Trovacò – S. Martino Siccomario</p>



<p>Eugenia Marchesi – ANPI S. Martino Trovacò &#8211; Pavia</p>



<p>Claudia Bella – ANPI S. Martino Trovacò – Pavia</p>



<p>Enrico Ficara – ANPI S. Martino Trovacò – Pavia</p>



<p>Simona Ficara – ANPI S. Martino Trovacò – Pavia</p>



<p>Giglia Bitassi – pensionata – Bologna</p>



<p>Daniele Stefani – sindacalista – Spilamberto (Mo)</p>



<p>Carla Gagliardini – insegnante L2 italiano agli stranieri – Casale Monferrato</p>



<p>Bruno Pesce – attivista AFEVA contro l’amianto – Mirabello Monferrato</p>



<p>Paride Maccioni – pensionato – Portboset (Aosta)</p>



<p>Gabriella Milan – casalinga – Giarole (Al)</p>



<p>Marco Calgaro – medico – Novara</p>



<p>Vladimiro Lionello – medico – Vigevano</p>



<p>Gaia Pedrolli – insegnante – Firenze</p>



<p>Daniela Musumeci – già docente di filosofia e storia &#8211; Palermo</p>



<p>Massimiliano Voza – cardiologo, attivista internazionalista, consigliere comunale – Santomenna</p>



<p>Donatella Cortellini – Bologna</p>



<p>Paolo Zammori – insegnante, ex sindaco di Filattiera (MS)</p>



<p>Chiara Mucci – Fisioterapista – Firenze</p>



<p>Fernando Grassi – insegnante a riposo – Palermo</p>



<p>Pierangelo Monti – Mir (Movimento internazionale della Riconciliazione) –</p>



<p>Renato Franzitta – Lab. “Andrea Ballarò” – Palermo</p>



<p>Claudio Tamagnini – Coltivatore bio in Sicilia, rappr. ISM per l’Italia – Alcamo (Tr)</p>



<p>Marcella Saddi – impiegata – Cagliari</p>



<p>Antonino Fava – avvocato – Torino</p>



<p>Claudia Berton – scrittrice, insegnante in pensione – Veronaù</p>



<p>Roberto Guarchi – già candidato sindaco di Vigevano – Vigevano</p>



<p>Francesca Tarchiani – bibliotecaria – Firenze</p>



<p>Enrico Leonessi – bibliotecario – Firenze</p>



<p>Vincenzo Gulì – psicologo &#8211; Palermo</p>



<p>Mirca Leccese –– ex insegnante &#8211; Grugliasco (To)</p>



<p>Maria Grazia Vespa – ex bancaria– Torino</p>



<p>Teresa Modafferi – Cobas Scuola – Catania</p>



<p>Alfonso Di Stefano – Rete antirazzista catanese – Catania</p>



<p>Laura Radice – operaia – Vigevano</p>



<p>Luciano Ingraldo – Palermo</p>



<p>Francesca Torre – impiegata postale – Firenze</p>



<p>Sabina Gambacciani – Firenze</p>



<p>Simonetta Pozza – consulente – Ivrea</p>



<p>Paola Stefania Caforio – insegnante – Pisa</p>



<p>Moreno Biagioni – Comitato “Fermiamo la guerra” – Firenze</p>



<p>Flavio Guidi – Cobas scuola/Sinistra anticapitalista – Brescia</p>



<p>Annunziata Manna – medico – Fano</p>



<p>Lucia Giusti – tesoriere Ass.ne Verso il Kurdistan – Alessandria</p>



<p>Sonia Calame Rosset – co-pres. Ass.ne Verso il Kurdistan – Pozzolo Formigaro (Al)</p>



<p>Susanna Sinigaglia – pubblicista – Milano</p>



<p>Marcello Gidoni – pensionato – Ancona</p>



<p>Rosanna Barzan – Centro documentazione pace – Ivrea</p>



<p>Laura Marcheselli – ex insegnante – Firenze</p>



<p>Alfonso Augugliaro – medico in pensione – Messina</p>



<p>Arturo Salerni – avvocato, Ass.ne Progetto Diritti – Roma</p>



<p>Mario Angelelli – avvocato, Ass.ne Progetto Diritti – Roma</p>



<p>Stefano Mannironi – avvocato – Nuoro</p>



<p>Andrea Randi – chimico – Pozzolo Formigaro (Al)</p>



<p>Lodesani Claudio – pensionato – Sassuolo</p>



<p>Francesca Malerba – studentessa – Valenzano (Ba)</p>



<p>Girani Giovanni – pensionato – Castelnuovo Scrivia (Al)</p>



<p>Luciana Origgi – pensionata – Voghera (Pv)</p>



<p>Guido Busolo – Verona</p>



<p>Stefania Sinigaglia – già consulente di cooperazione int. – Ancona</p>



<p>Valentina Trabucchi – osteopata – Milano</p>



<p>Sabatino Saggese – pensionato – Tortona</p>



<p>Francesca Pastore – studentessa – Bergamo</p>



<p>Elisa Maggi – Centro di solidarietà internazionalista Alta Maremma – Riotorto (Piombino)</p>



<p>Vania Zavatti – dirigente veterinario – Modena</p>



<p>Enrico Suffritti – pensionato – Valsamoggia (Bo)</p>



<p>Germano Modena – impiegato – Cuneo</p>



<p>Campanella Sergio – libero professionista – Siracusa</p>



<p>Barbara Grandi – ginecologa – San Gimignano</p>



<p>Nicoletta Vogogna – insegnante in pensione – Alessandria</p>



<p>Pier Luigi Cavalchini – docente formatore – Alessandria</p>



<p>Anna Pacchiani – impiegata – Nembro (Bg)</p>



<p>Massimo Vecchi – impiegato – Nembro (Bg)</p>



<p>Marcella Saddi – impiegata – Cagliari</p>



<p>Elisa Marini – docente in quiescenza – Campo San Martino (Pd)</p>



<p>Teresa Cavallini – insegnante – Roma</p>



<p>Paolo Roncati – Associazione VIK – Alessandria</p>



<p>Renato Kovacic – Associazione VIK &#8211; Alessandria</p>
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		<title>Trattenuti a Malpensa e respinti 19 cittadini dominicani regolarmente soggiornanti in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2020 07:59:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da www.asgi.it) ASGI e&#160;ARCI&#160;inviano una lettera al garante e ai ministeri degli Esteri e dell’Interno. Fermati all’aeroporto e respinti dopo 4 giorni senza alcun intervento del tribunale. Tra loro anche alcuni minori. Alcuni cittadini&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>(da www.asgi.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2019/05/canva_aereo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-33466"/></figure>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><strong>ASGI e&nbsp;<a href="https://www.arci.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ARCI</a>&nbsp;inviano una lettera al garante e ai ministeri degli Esteri e dell’Interno</strong>. Fermati all’aeroporto e respinti dopo 4 giorni senza alcun intervento del tribunale. Tra loro anche alcuni minori.</p></blockquote>



<p>Alcuni cittadini dominicani regolarmente soggiornanti in Italia, arrivati il 20 luglio 2020 all’aeroporto di Milano Malpensa a bordo di un volo organizzato dal Ministero degli Affari Esteri, sono stati fermati all’arrivo nella zona di transito e, a seguito di notifica di provvedimenti di respingimento immediato,&nbsp;sono stati imbarcati su un volo che li ha riportati nelle Repubblica Dominicana.</p>



<p>Secondo quanto riferito dalle testimonianze raccolte da Mercedes Frias che ha poi contattato le due associazioni, i passeggeri provenienti da Santo Domingo<strong>&nbsp;sono stati suddivisi in gruppi a seconda della nazionalità</strong>; ai passeggeri aventi la cittadinanza italiana è stato immediatamente consentito l’ingresso in Italia, mentre gli altri sono stati fatti attendere nell’area partenze dell’aeroporto.</p>



<p>Il giorno 21 luglio, le autorità di frontiera hanno consentito ai passeggeri familiari di cittadini italiani di lasciare l’aeroporto mentre le persone rimaste, aventi la cittadinanza dominicana ma residenti in Italia,&nbsp;<strong>sono stati trattenuti de facto in aeroporto in attesa del primo volo utile per il rinvio eseguito&nbsp; per 19 di loro il successivo 23 luglio</strong>. Nonostante le richieste avanzate anche dagli interessati non è stato effettuato<strong>&nbsp;nessun tipo di accertamento sanitario</strong>.</p>



<p>Secondo quanto riportato nei provvedimenti di respingimento notificati alle persone interessate, quanto accaduto ha avuto seguito in base a quanto disposto dall<strong>’Ordinanza del Ministero della Salute del 16 luglio 2020</strong>&nbsp;(preceduta da un’ordinanza analoga del 9 luglio e successivamente trasposta nel DPCM 7 agosto 2020) che, all’art. 1, dispone un divieto di ingresso nel territorio dello Stato nei confronti di coloro che, nei quattordici giorni precedenti abbiano soggiornato e transitato in uno dei 16 Paesi compresi nella lista di cui al comma 1 del medesimo articolo, tra i quali la Repubblica Dominicana; secondo la medesima ordinanza, tale divieto di ingresso non vale per i cittadini dell’Unione europea e i loro familiari residenti in Italia prima del 9 luglio. Nessuna eccezione è invece prevista per i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti e residenti in Italia.</p>



<p>Secondo le associazioni ARCI e ASGI, che hanno inviato&nbsp;<a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2020/08/2020_8_7_Segnalazione-Garante-respingimento-trattenimento-dominicani.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>una segnalazione al garante nazionale per le persone private della libertà</strong></a>, ai dubbi circa la legittimità delle disposizioni sopra citate, si aggiunge la preoccupazione per le&nbsp;<strong>condizioni materiali cui sono state soggette le persone coinvolte&nbsp;</strong>dal respingimento alla frontiera aeroportuale di Milano Malpensa.</p>



<p>Costrette inizialmente a dormire sulle sedie della sala di attesa posta nell’area partenze dell’aeroporto, senza alcuna informazione da parte delle autorità competenti se non relativamente alla necessità di attendere il primo volo utile per il rinvio in Repubblica Dominicana, dopo un giorno sono state condotte presso gli appositi locali di attesa, sistemate su brandine da campo, in condizioni di promiscuità tra uomini, donne e minori, senza alcuna possibilità di uscire e sotto stretta sorveglianza da parte delle autorità di frontiera.</p>



<p>Ancora una volta&nbsp;<strong>il trattenimento de facto e il successivo respingimento sono avvenuti senza l’intervento di un Giudice</strong>, a seguito di notifica di un provvedimento da parte delle autorità di frontiera.</p>



<p>“<em>Queste segnalazioni mettono in luce alcune insopportabili conseguenze della più recente normativa emergenziale in vigore, in particolare quella che incide sui diritti dei titolari di regolare permesso di soggiorno ovvero di altro titolo di ingresso ma attualmente nei loro Paesi d’origine</em>” affermano ASGI e ARCI nella <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2020/08/2020_8_21_lettera-ministeri-reigresso-covid.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>lettera inviata ai ministeri degli Esteri e dell’Interno</strong></a> in cui hanno richiesto con urgenza che vengano attivate <strong>le necessarie garanzie</strong> che dovrebbero essere poste in essere nei confronti di tutti i cittadini stranieri che hanno residenza e dimora abituale in Italia, anche al fine di evitare il ripetersi di analoghe circostanze.</p>



<p>LA LETTERA: <a href="https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/kYEV72_nHgrGHZ5FN3Gn9orDgCDtaH_vT46aRVpve68TUFf2jK7lvHPzNVGkxgIH3YVb8_U_cvX6OiNXOInk6FYrYth15qhbuRwCOITqjfuieSICp4iWuXgsQ-8GTctnPhiH0l5WZphM10EcEhaGaypKBwWrxPux49fx3kPkIoihJwXJMziD9tzemHmNgVFXrc6QDkQwyhqHNUkuSkdFzNALgX5cYukx1syFjQy9NUYvRkbtQtbQ2K4Ap0QogmbQafZpdjDmXx0?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://2iwat.r.a.d.sendibm1.com/mk/cl/f/kYEV72_nHgrGHZ5FN3Gn9orDgCDtaH_vT46aRVpve68TUFf2jK7lvHPzNVGkxgIH3YVb8_U_cvX6OiNXOInk6FYrYth15qhbuRwCOITqjfuieSICp4iWuXgsQ-8GTctnPhiH0l5WZphM10EcEhaGaypKBwWrxPux49fx3kPkIoihJwXJMziD9tzemHmNgVFXrc6QDkQwyhqHNUkuSkdFzNALgX5cYukx1syFjQy9NUYvRkbtQtbQ2K4Ap0QogmbQafZpdjDmXx0?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Foto di&nbsp;<strong><a href="https://www.pexels.com/it-it/@andiravsanjani?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels&utm_source=rss&utm_medium=rss">Nur Andi Ravsanjani Gusma</a></strong>&nbsp;da&nbsp;<strong><a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/aereo-aeroplano-aviazione-cielo-1465904/?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels&utm_source=rss&utm_medium=rss">Pexels</a></strong></p>
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		<title>Avvocati turchi detenuti: nuove infamie di Erdogan</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 06:27:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da labottegadelbarbieri.org) Intervista di Farid Adly (*) all’avvocata Ceren Uysal del Comitato Avvocati Progressisti che coordina la campagna di solidarietà con i detenuti in Turchia Prima di tutto, come sono le condizioni di salute&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>(da labottegadelbarbieri.org)</p>



<p>Intervista di Farid Adly (*) all’avvocata Ceren Uysal del Comitato Avvocati Progressisti che coordina la campagna di solidarietà con i detenuti in Turchia</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="http://www.labottegadelbarbieri.org/?attachment_id=99095&utm_source=rss&utm_medium=rss"><img src="http://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2020/08/avvcataCerenUysal-Turchia-200x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-99095"/></a></figure>



<p><strong>Prima di tutto, come sono le condizioni di salute dell’avvocato Aytaç Ünsal?</strong><br>«Aytaç si trova in una situazione molto critica. La sua salute sta peggiorando dopo il trasferimento in ospedale. I colleghi che lo hanno potuto visitare hanno riferito questo. E non è una sorpresa perché ora non ha la possibilità di accedere all’aria aperta, non ha il diritto di lasciare la stanza. Le luci sono illuminate per tutto il giorno e la notte. Non riesce quindi a dormire in una condizione confortevole. Le guardie fanno colazione, pranzo e cena davanti alla sua stanza e gli odori del cibo gli provocano problemi.<br>Secondo un parere medico, l’igiene non è presa in considerazione in quell’ospedale. Molte persone entrano contemporaneamente e alcune non usano maschere. È stato riferito che non ci sono finestre nella stanza. C’è un sistema che fa girare la stessa aria all’interno della camera per la ventilazione; anche il personale curante dichiara di soffrire del mal di testa durante la permanenza nel reparto. Le caratteristiche di ventilazione rappresentano un rischio di contaminazione nelle condizioni di un ospedale che potrebbe ospitare altri malati colpiti da malattie infettive o quando vengono ammessi anche altri comportamenti antigienici.<br>Pertanto siamo molto preoccupati per la sua salute e la sua vita. Queste condizioni ospedaliere lo stanno influenzando negativamente. Essere sempre sotto la minaccia dell’alimentazione forzata, per esempio, lo sta influenzando psicologicamente».</p>



<p><br><strong>Cos’ è successo ai 4 attivisti che sono stati arrestati il giorno del funerale di Ebru Timtik (**)?</strong><br>«Sono in realtà cinque arrestati mentre aspettavano di prelevare il feretro di Ebru dall’Istituto di medicina legale (<em>Per portarlo alla sede del sindacato da dove sarebbe dovuta partire la cerimonia funebre, ma la polizia non ha autorizzato e il feretro è stato portato in una moschea, per una cerimonia alla quale sono stati ammessi soltanto i parenti e alcuni avvocati. NdR</em>). Sono stati tutti rilasciati».</p>



<p><br><strong>Il ministro dell’Interno turco ha minacciato di denunciare alla magistratura il sindacato degli avvocati per aver issato, sulla facciata della sede, una gigantografia di Ebru. Cos’è successo dopo?</strong><br>«Prima di tutto, non solo il ministro dell’Interno ma anche quello della Giustizia… entrambi hanno fatto quasi la stessa dichiarazione. Hanno definito Ebru una terrorista e, naturalmente, hanno affermato che l’associazione forense sostiene il terrorismo.<br>Ci sono questioni molto significative che devono essere ricordate:<br>1- Il procedimento per il quale è stata condannata Ebru è ancora aperto! Non c’è una decisione definitiva sul caso ed è ancora davanti alla Corte Suprema. Pertanto le dichiarazioni di questi due ministri costituiscono una violazione della presunzione di innocenza;<br></p>



<p>2- Ma c’è anche un aspetto di mancanza di rispetto. Se sei d’accordo o no, anche se si tratta di un tuo avversario, questa persona è morta! E loro sono stati irresponsabili perché, come ministri di un Paese, non hanno adempiuto a una norma molto semplice e basilare. Sono dichiarazioni irrispettose e irresponsabili.<br>3- Il punto peggiore è l’obiettivo di queste affermazioni. Prima di tutto, vogliono prendere di mira l’Associazione degli avvocati di Istanbul (e sanno che Ebru era un membro del sodalizio forense, quindi avere la foto di Ebru lì è assolutamente  normale e doveroso). In secondo luogo, vogliono fare pressione sulla Corte Suprema. E’ un chiaro intervento politico! E questo è un crimine».</p>



<p><br><strong>Ci sono problemi di tua sicurezza personale in caso di ritorno in Turchia?</strong><br>«Attualmente non vivo in Turchia. Sono partita da lì dopo lo stato di emergenza e negli ultimi 4 anni non sono più tornata. Pertanto non ho preoccupazioni personali. Tuttavia sono molto preoccupata per Aytac, ovviamente. Ma anche per i colleghi della mia associazione, Progressive Lawyers Association (l’Associazione Avvocati Progressisti). A loro potrebbe succedere di tutto… Quello turco è un governo autoritario, le autorità di polizia non hanno problemi a usare le menzogne o a provocare le persone con le loro accuse false. Cercano di mettere a tacere tutta la società con la forza. Il potere politico interviene sulle competenze della magistratura. Arrestare le persone avversarie, per loro, è un gioco da ragazzi… I miei colleghi stanno operando professionalmente con questo rischio permanente».</p>



<p><br><strong>Ci sono speranze che il potere giudiziario possa cambiare atteggiamento in merito alla causa dei 18 avvocati?</strong><br>«Le violazioni in questo procedimento sono molto chiare. Posso affermare che il caso potrebbe essere un argomento di studio nelle università, come esempio delle violazioni dei diritti degli imputati. Gli studenti possono osservare i risultati dell’arbitrio e la mancanza di una magistratura indipendente. Voglio ricordare che il Consiglio forense europeo (CCBE), un gruppo di organizzazioni legali internazionali, ha scritto un rapporto dettagliato su questo caso e ha discusso tutte le violazioni. Pertanto, se la Corte Suprema avrà il coraggio di agire come un “vero tribunale”, con indipendenza dal potere politico, dovrà decidere contro la sentenza del tribunale di primo grado. Lo sapremo tra qualche settimana, immagino. Ma se il tribunale deciderà di approvare la sentenza di primo grado, questa sarà una nuova vergogna per la storia giudiziaria in Turchia.<br>Le violazioni, in questo procedimento, non sono le eccezioni ma la regola; il processo è stato condotto contro tutti i princìpi internazionali e nazionali. Ad esempio, gli avvocati di fiducia non hanno potuto utilizzare il loro diritto alla difesa! Tutta la sentenza è basata su delle testimonianze raccolte dagli inquirenti fra persone che erano in attesa di giudizio o reclusi da lungo tempo, che si aspettavano premi. Perciò testimoniavano contro chiunque per “salvarsi”. Non c’era una sola prova nel fascicolo del procedimento a supporto delle testimonianze. Quindi la sentenza di condanna non è stata presa in base all’analisi dei fatti, ma solo a seguito di motivazioni politiche. Puoi crederci. Dopo la prima udienza, infatti, gli imputati (i 18 avvocati) sono stati tutti rilasciati. E i giudici che li hanno rilasciati hanno sottolineato che sono avvocati e non hanno bisogno di essere detenuti. 10 ore dopo hanno cambiato la propria opinione senza nessuna valutazione di nuove prove. In quelle 10 ore non è successo niente, tranne una pressione politica sul tribunale. Due giorni dopo tutti quei giudici sono stati rimossi dai loro incarichi o sostituiti e sono stati nominati i cosiddetti nuovi giudici! I componenti di questo nuovo collegio hanno agito come ufficiali di governo e hanno concluso il caso in sole altre due udienze, senza applicare alcuna regola o rispettare alcun diritto alla difesa».</p>



<p><br><strong>Cosa possono fare le organizzazioni della difesa dei diritti umani all’estero in sostegno della vostra causa?</strong><br>«Gli attivisti internazionali per i diritti umani e la comunità legale di diversi Paesi hanno fatto molto! Abbiamo organizzato un gran numero di campagne efficaci. Oggi tutti gli avvocati europei sono a conoscenza della situazione in Turchia. Non solo quelli europei, ma abbiamo anche ricevuto sostegno da tutto il mondo, da Haiti, Tunisia, Palestina, Canada, Stati Uniti, India, Sud Africa, Messico… Continueremo a lavorare insieme. Tutti questi tristi avvenimenti hanno dimostrato qualcosa: il principio del giusto processo è uno dei più significativi per cui dobbiamo lottare! La mancanza di un giusto processo significa arbitrio, ingiustizia e, nel nostro caso, anche omicidio! Questo dovrà essere il nostro punto focale! Combattere per un processo equo, non solo per Ebru e Aytac … Non solo per gli avvocati turchi/curdi ma per tutte le persone che soffrono per la mancanza di un processo equo, in tutto il mondo! Ho accettato questo obiettivo di lotta come l’ultimo desiderio di Ebru e invito tutti a sostenere questa sua volontà».</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><a href="http://www.labottegadelbarbieri.org/?attachment_id=99086&utm_source=rss&utm_medium=rss"><img src="http://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2020/08/Turchia-Erdoganmacellaio-300x153.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-99086"/></a></figure>



<p><a href="http://www.labottegadelbarbieri.org/?attachment_id=99083&utm_source=rss&utm_medium=rss"></a><br>NEL SILENZIO QUASI GENERALE DEI MEDIA ITALIANI vale segnalare l’articolo di Pier Virgilio Dastoli:&nbsp;<a href="http://www.strisciarossa.it/morte-di-ebru-timtik-un-omicidio-di-stato?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.strisciarossa.it/morte-di-ebru-timtik-un-omicidio-di-stato?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>&nbsp;e un editoriale:&nbsp;<a href="https://www.ildubbio.news/2020/08/28/la-morte-di-ebru-e-stata-dunque-una-morte-voluta-voluta-da-erdogan/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.ildubbio.news/2020/08/28/la-morte-di-ebru-e-stata-dunque-una-morte-voluta-voluta-da-erdogan/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>&nbsp;</p>
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		<title>Migrazioni e famiglie transnazionali</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2020 11:04:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco per voi il video del webinar &#8220;Migrazioni e famiglie transnazionali&#8221; organizzato da Associazione Donne Romene in Italia (A.D.R.I.) e Associazione Per i Diritti umani, in occasione della Giornata Internazionale della Famiglia. Tema importante&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ecco per voi il video del webinar &#8220;<strong>Migrazioni e famiglie transnazionali</strong>&#8221; organizzato da <strong>Associazione Donne Romene in Italia (A.D.R.I.) e Associazione Per i Diritti umani</strong>, in occasione della Giornata Internazionale della Famiglia.</p>



<p>Tema importante che ha coinvolto ospiti di rilievo (che ringraziamo) e altri argomenti di stretta attualità: migrazioni, figli sospesi, diritti delle <strong>donne</strong>, l &#8216;importanza delle <em>reti sociali, la responsabilità della politica, la riorganizzazione del welfare.</em></p>



<p>Buon ascolto!</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Webinar: Migrazioni e famiglie transnazionali" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/oMPPj7qMPMM?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="679" height="960" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/97927985_2700582626716695_7846302240678608896_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14055" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/97927985_2700582626716695_7846302240678608896_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 679w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/97927985_2700582626716695_7846302240678608896_o-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w" sizes="(max-width: 679px) 100vw, 679px" /></figure>
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		<title>Associazione Per i diritti umani e Mondo Internazionale: al via una nuova partnership﻿</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 09:15:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una collaborazione nata con l’intento di unire competenze ed esperienze, per far sì che si possano perfezionare sinergie ed implementare progetti innovativi e flessibili. L Mondo Internazionale nasce dall’esigenza di valorizzare le capacità e&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>Una collaborazione nata con l’intento di unire competenze ed esperienze, per far sì che si possano perfezionare sinergie ed implementare progetti innovativi e flessibili.  </p>



<p> <em>L</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="320" height="132" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggg.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13944" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggg.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggg-300x124.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure></div>



<p><em><strong>Mondo Internazionale</strong></em><em> nasce dall’esigenza di valorizzare le capacità e le competenze dei giovani che, attraverso una visione innovativa del mondo, sono in grado di dare un contributo al miglioramento della nostra società.  </em></p>



<p><em>Dal 2017 Mondo Internazionale si impegna come associazione senza scopo di lucro per generare una comunità internazionale unita da un obiettivo: <strong>&#8220;costruire positivo&#8221;</strong></em><em>.</em></p>



<p>
<em>Attraverso
l</em><em>’</em><em>avvio
di nuove collaborazioni e sedi all</em><em>’</em><em>estero,
Mondo Internazionale ambisce a garantire una replicazione del proprio
modello di sviluppo personale raggiungibile da tutti e che possa
investire sul capitale più fruttuoso che esista: quello umano,
creando un forte impatto sociale.</em></p>



<p>
<em>La
crescente volont</em><em>à&nbsp;</em><em>di
promuovere gli interessi, le passioni e le proposte degli associati,
ha portato alla creazione di tre divisioni: Mondo Internazionale
Academy, Mondo Internazionale Hub e Mondo Internazionale G.E.O.,
ognuna con un focus specifico.</em></p>



<p>
<em>Academy:
si è sviluppata nell&#8217;ambito della formazione, dell</em><em>’</em><em>istruzione
e dell</em><em>’</em><em>informazione
per la collettivit</em><em>à</em><em>,
i membri dell</em><em>’</em><em>Associazione
stessa e per enti terzi.</em></p>



<p>
<em>HUB:
dedicata ad approfondire i temi dell</em><em>’</em><em>innovazione
e della sostenibilit</em><em>à
</em><em>sociale
ed ambientale.</em></p>



<p>
<em>G.E.O.:
dedicata all</em><em>’</em><em>analisi
geo-strategica, la Divisione G.E.O. si sviluppa su attivit</em><em>à
</em><em>di
ricerca ed innovazione, grazie ad un metodo d</em><em>’</em><em>analisi
integrato e trasversale, cercando di presentare un panorama
dettagliato e completo dei possibili scenari e sviluppi
internazionali.</em></p>
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		<title>Razzismo. Aodi: &#8220;Aumentano le aggressioni contro medici stranieri&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2019 07:59:54 +0000</pubDate>
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<h1></h1>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="600" height="315" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/2154_aodi.jpg_1575881923.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13355" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/2154_aodi.jpg_1575881923.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/2154_aodi.jpg_1575881923-300x158.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p>Il dipartimento della gioventù e seconda generazione dell&#8217;Associazioni medici di origine straniera in Italia (Amsi), che rappresenta i professionisti della sanità giovani di origine straniera, di cui circa 5000 medici under 35, si rivolge al Ministro della Salute&nbsp;<strong>Roberto Speranza</strong>&nbsp;ringraziandolo per l&#8217;impegno a favore di tutti i professioni della sanità in Italia, per l&#8217;aumento delle borse di specializzazione, il miglioramento del trattamento economico dei medici per combattere lo sfruttamento e il sotto pagamento&nbsp; impedendo cosi la loro fuga all&#8217;estero.</p>



<p>Sono tutte problematiche già sollevate e denunciate dall&#8217;Amsi nei vari convegni e nell&#8217;ultimo congresso del 30.11 oltre che negli incontri istituzionali avuti negli ultimi 5 anni nelle statistiche Amsi in collaborazione con il movimento internazionale&nbsp;<strong>Uniti per Unire</strong>&nbsp;e dell&#8217;Unione Medica Euro Mediterranea (<strong>UMEM</strong>).</p>



<p><em>&#8220;I nostri medici e professionisti giovani, nella loro riunione del dipartimento gioventù, hanno espresso da una parte molta soddisfazione per gli sforzi che sta affrontando il <strong>Ministero della Salute</strong> con il Ministro Roberto Speranza, il vice ministro <strong>Pierpaolo Sileri</strong> e la Sottosegretaria <strong>Sandra Zampa</strong> per le varie problematiche della sanità di oggi (carenza medici, fuga dei cervelli, trattamento economico, borse di specializzazione e le aggressioni nei confronti dei professionisti della sanità), ma non nascondono il loro rammarico per non aver trovato ad oggi né proposte né soluzioni riguardo l&#8217;obbligo della cittadinanza per poter sostenere i concorsi pubblici per i medici stranieri e affrontare le discriminazioni e <strong>aggressioni razziste</strong> nei confronti del medici e professionisti stranieri che sono in aumento negli ultimi 3 anni del 35%, con più di 300 segnalazioni nel 2019 all&#8217;Amsi da tutte le regioni (in particolare, Veneto, Lombardia e Trentino), come chiede la nostra associazione a livello nazionale in un momento di grande carenza di specialisti e circa 4000 medici lasciano l&#8217;Italia ogni anno per una meta migliore dal punto di vista economico, per la ricerca, attività scientifica e per le condizioni burocratiche che tante volte soffocano l&#8217;attività professionale e la serenità degli stessi medici italiani e di origine straniera. Questi ultimi hanno in più problematiche da affrontare: il permesso di soggiorno, certificazione di lingua italiana C1 come costo e tempi per produrla come è successo quest&#8217;anno con 1000 medici giovani stranieri per accedere ai concorsi di specializzazione&#8221;</em>, così dichiara il presidente dell&#8217;Amsi e Membro del Gruppo Salute Globale Fnomceo <strong>Foad Aodi</strong>.</p>
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		<title>La complessa questione (dimenticata) del Kashmir</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2019 08:22:29 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0023.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12060" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0023.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="900" height="1600" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0023.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0023-169x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0023-768x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0023-576x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 576w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Testo e immagini di Laura Notaro</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 5 febbraio si celebra in Pakistan la giornata mondiale di solidarietà con il popolo Kashmiri, il cui territorio Jammu e Kashmir dal 1947 si trova sotto il controllo dell’India e del suo esercito. Un popolo che da decenni è oppresso, perseguitato, privato dei suoi diritti fondamentali.</p>
<p>Il territorio settentrionale dello Jammu e del Kashmir è quella regione stretta tra India, Pakistan e Cina. India e Pakistan ne amministrano ciascuno una parte. Il Pakistan dal 1990 ha fissato il 5 febbraio come giornata nazionale per esprimere il proprio supporto alla popolazione dei territori occupati dall’India, e per denunciare le violenze e i soprusi dell’esercito indiano sulla popolazione Kashmiri.</p>
<p>In Pakistan, il Primo Ministro Imran Khan e il Presidente Arif Alvi hanno rinnovato in questa giornata l’appoggio ai ribelli kashmiri della parte di territorio sotto il controllo indiano.</p>
<p>A Milano, la giornata è stata celebrata domenica 3 febbraio in Piazza Castello, non lontano dal Consolato indiano, in un presidio organizzato dal “Movimento per il Kashmir &#8211; Italia”, di Brescia, e che ha visto la partecipazione delle comunità pakistane dalla Lombardia e da altre parti d’Italia.</p>
<p>Sul palco allestito per l’occasione, diversi interventi di esponenti di associazioni a favore dell’indipendenza del Kashmir, pacifisti, cittadini solidali con la causa, sia italiani sia pakistani e anche di altre nazionalità. Le comunità presenti a Milano in piazza domenica, uomini, donne e giovanissimi, denunciano i soprusi e le violenze dell’esercito indiano sulla popolazione Kashmiri, mostrano le foto di atti violenti su civili inermi e invocano l’applicazione delle risoluzioni dell’ONU sull’autodeterminazione del Kashmir. Gli slogan proclamati a più riprese richiamano alla pace, alla libertà del Kashmir, e incitano l’India al ritiro dell’esercito.</p>
<p>La questione del Kashmir è estremamente complessa, origina dai tempi della partizione tra India e Pakistan nel 1947. La giornata del 5 febbraio, oltre a esprimere la solidarietà verso i separatisti Kashmiri che vivono in una delle zone più militarizzate del mondo, rappresenta per il Pakistan l’occasione per ricordare le vittime delle tre guerre combattute contro l’India nella regione &#8211; nel 1947, 1965 e nel 1999.</p>
<p>Sebbene dal 1948 vi sia la risoluzione dell’ONU a favore dell’autodeterminazione del popolo Kashmiri, per l’autonomia e l’indipendenza sia da India sia da Pakistan, di fatto nulla è stato attuato concretamente &#8211; anche se il Pakistan ha riconosciuto l’autonomia del Kashmir.</p>
<p>Stando ai rapporti pubblicati dagli osservatori dell’Onu e da Human Rights Watch, la responsabilità per le violazioni dei diritti umani nella parte di Kashmir controllata dall’India riguarderebbe da una parte l’esercito indiano, dall’altra i militanti ribelli dei movimenti indipendentisti. Nel mezzo, a pagare le conseguenze e il prezzo di questa contesa, i civili, donne e bambini in particolare, poiché molti degli uomini sono in esilio, emigrati, o in clandestinità.</p>
<p>La causa del popolo Kashmiri solleva l’urgenza di affrontare la disputa sul piano internazionale e soprattutto attraverso il dialogo, deponendo le armi, da parte di tutti. Non è una questione meramente locale, come denuncia il Presidente del Movimento per il Kashmir Italia, Tanveer Arshad, “ma riguarda tutti noi, perché si tratta di diritti universali violati, di sofferenze inflitte a civili inermi, indifesi”.</p>
<p>La questione dei territori contesi del Kashmir riguarda una popolazione di circa 12 milioni di abitanti. Nonostante la giornata del 5 febbraio, in cui inoltre delegazioni da più Paesi si recano a Ginevra presso la sede dell’ONU per sollecitare un intervento, le sorti del popolo Kashmiri non sembrano all’ordine del giorno della comunità internazionale.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0015.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12062" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0015.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="900" height="1600" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0015.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0015-169x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0015-768x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0015-576x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 576w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0016.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12063" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0016.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="900" height="1600" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0016.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0016-169x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0016-768x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0016-576x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 576w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0017.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12064" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0017.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="900" height="1600" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0017.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0017-169x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0017-768x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0017-576x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 576w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0018.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12065" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0018.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="900" height="1600" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0018.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0018-169x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0018-768x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0018-576x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 576w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0020.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12066" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0020.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="900" height="1600" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0020.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0020-169x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0020-768x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190207-WA0020-576x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 576w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></p>
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