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	<title>etnie Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Dopo l’attacco di Israele: ricerca di colpevoli in Iran – Si temono repressioni contro le minoranze</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2025 10:34:37 +0000</pubDate>
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<p>Dopo i continui attacchi e contrattacchi tra Israele e Iran, l’Associazione per i popoli minacciati (APM/GfbV) avverte che l’escalation militare potrebbe portare a una massiccia ondata di repressione da parte del regime islamista di Teheran contro il movimento per la democrazia e la libertà dei popoli dell’Iran. Dopo gli attacchi, in Iran ci si chiede come sia stato possibile che Israele abbia condotto diverse operazioni nel Paese per prepararsi. Nella ricerca dei colpevoli, i mullah non cercheranno tra le proprie fila, ma tra le minoranze etniche e religiose del Paese.</p>



<p>Da decenni i membri della comunità religiosa bahá’í, i convertiti al cristianesimo e i curdi sono considerati dal regime dei mullah come complici di Israele. Ora potrebbero essere soprattutto i curdi a essere ritenuti responsabili del fatto che Israele sia riuscito a operare attivamente anche in Iran. L’APM teme che nei prossimi giorni l’Iran arresti o giustizi altri curdi. Sono probabili anche nuovi attacchi al pacifico Kurdistan iracheno confinante.</p>



<p>Gruppi sciiti radicali, nazionalisti turchi e islamisti sfruttano gli attacchi per seminare odio contro Israele. Affermano che Israele potrebbe attaccare la Turchia come prossimo obiettivo. Anche se gli sciiti radicali e i sunniti sono nemici tra loro, sono uniti dall’odio comune verso gli ebrei, i curdi e i valori universali come la democrazia e i diritti umani. I governanti iraniani aspirano alla creazione di un grande impero persiano di stampo sciita, mentre la Turchia mira alla fondazione di un impero turco-ottomano di stampo sunnita. I curdi e altre minoranze come i beluci in Iran, gli alawiti/aleviti in Turchia e Siria e i drusi in Siria sono considerati un ostacolo alle aspirazioni di grande potenza persiano-sciite e turco-sunnite. Ora potrebbero diventare bersaglio di attacchi.</p>



<p>Nel frattempo, si levano voci che chiedono un cambio di regime in Iran. La grande maggioranza della popolazione iraniana desidera un ordine democratico diverso, ma non la sostituzione di una dittatura con un’altra, come è successo in Siria. I gruppi etnici non persiani e non sciiti aspirano alla libertà nazionale, linguistica, culturale e, soprattutto, alla completa libertà di credo e di opinione. Ciò è possibile solo in un sistema federale. Molte donne iraniane non vogliono che i mullah impongano loro come vestirsi.</p>



<p>L’Iran è uno Stato multietnico in cui vivono numerosi gruppi etnici come persiani, azeri, curdi, arabi, baluci, turkmeni, armeni e assiri, nonché comunità religiose come sciiti, sunniti, bahá’í, cristiani, zoroastriani, ebrei, ahl-e haqq e dervisci sufi. A differenza della Turchia, le loro aree di insediamento spesso portano ufficialmente il nome etnico del gruppo etnico che vi abita.</p>
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		<title>La grande festa di DiversInsieme</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2024 17:04:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A cura di Marta Edaelli Sabato 4 maggio 2024 presso la Biblioteca Chiesa Rossa in piazza Abbiategrasso, a Milano, si è svolto il nostro &#8220;Diversinsieme&#8221;, una festa che valorizza la diversitá. Il tempo per&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17538" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/8-2048x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>A cura di Marta Edaelli</p>



<p>Sabato 4 maggio 2024 presso la Biblioteca Chiesa Rossa in piazza Abbiategrasso, a Milano, si è svolto il nostro &#8220;Diversinsieme&#8221;, una festa che valorizza la diversitá. Il tempo per fortuna è stato clemente e le associazioni hanno potuto stare fuori con i loro banchetti per l&#8217;intera giornata. Le varie realtà  hanno avuto la possibilità di farsi conoscere e di condividere esperienze e momenti di spensieratezza. Le ringraziamo tutte: &#8220;Abbatti le Barriere &#8221; , &#8220;Tecnologicamente insuperabili &#8221; , &#8221; Famiglie Disabili Lombarde&#8221; , &#8220;Movimento Kethane&#8221; e &#8220;Beon&#8221;; quest&#8217;ultima realtà dalle 15.00  fino a sera si è impegnata a fare dimostrazioni di gaming inclusivo con i nostri pc, monitor e dispositivi accessibili, facendo provare a tutti i passanti i controller che consentivano di giocare con corpo, mani, espressioni del viso e movimento degli occhi con l&#8217;obiettivo di far divertire tutte le persone intervenute all&#8217;evento e dimostrare che, grazie alla tecnologia, chiunque può fare qualsiasi cosa, senza barriere e senza difficoltà.</p>



<p>In mattinata, l&#8217;attività di Bioenergetica di Alessandra Callegari, ha dato la possibilità ai partecipanti di aprirsi gli uni agli altri, in un&#8217;atmosfera comprensiva e calorosa.</p>



<p>Il pomeriggio è incominciato all&#8217;insegna della musica con il gruppo &#8220;Gli Eretici&#8221; di Gabriele Catania che, come un paio di anni fa, hanno rielaborato le &#8220;canzoni &#8211; poesie&#8221; di Fabrizio De Andrè.</p>



<p>Un ottimo riscontro ha avuto il laboratorio di Self Collage, cosí come la presentazione del libro &#8220;Il circo delle meraviglie&#8221; di Silvia Lisena. La presentazione è stata accompagnata da intermezzi musicali con la bella voce di Giorgia Menegesso. Abbiamo chiuso, tornando un po&#8217; bambini, con la fiaba &#8220;Gli occhi del drago&#8221; raccontata attraverso il teatro Kamishibai da Rita Lucreziano e Laura Boscaini.</p>



<p>Ecco alcune impressioni e foto:<br><br></p>



<p><em>&#8220;Tutti molto bravi, ma i momenti che mi sono piaciuti di più sono stati : Bioenergetica e la band Faberimente e alla cantante Sabrina Minervini che, attraverso la musica di De Andrè, tratta il tema della&nbsp; salute mentale, tema troppo spesso trascurato e che dovrebbe essere trattato molto di più.&nbsp;</em> <em>Merita una citazione , inoltre, a mio parere, l&#8217;associazione &#8220;Tecnologicamente insuperabili&#8221;,  perchè nonostante io non abbia una disabilità motoria grave, mi sta aiutando a trovare soluzioni tecnologie per diventare autonoma in quanto ho una limitazione nell&#8217; uso della parte destra del corpo, in particolare della mano&#8221;</em></p>



<p><em>Marta</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Sabato 4 maggio ho avuto il piacere di partecipare all&#8217;iniziativa Diversinsieme organizzata dalla Associazione Per i Diritti Umani presso la Biblioteca Chiesa Rossa, a Milano.</em></p>



<p>Questa è stata l&#8217;<em>occasione per me di incontrare persone bellissime che si sono messe in gioco condividendo esperienze, confrontandosi sulle &#8220;sfumature emotive”, facendo qualche piccola pratica di bioenergetica…</em></p>



<p><em>Perché la bioenergetica? Perché è una disciplina che sottolinea l’importanza di “sentire” ciò che avviene dentro di noi &#8211; sensazioni, percezioni, emozioni &#8211; mentre facciamo attività corporea e in particolare ci invita a “fermarci”.</em> <em>Fermarci per sentire come stiamo respirando, oppure quanto stiamo comodi nella posizione (in piedi o da seduti) che stiamo tenendo&#8230;Oppure com&#8217;è guardare negli occhi per qualche secondo una persona sconosciuta, tenendola per mano.</em></p>



<p><em>Quanto alle “sfumature emotive”, sono le gradazioni di intensità diversa dalle emozioni che proviamo nelle varie situazioni della vita: paura, tristezza, rabbia, gioia, vergogna… E che non siamo abituati a identificare, nominare, riconoscere, accettare.Le piccole esperienze corporee di contatto con noi stessi e con gli altri, nelle due ore che abbiamo trascorso insieme, ci hanno permesso di scoprire il meraviglioso universo che siamo e quanto sono preziose le relazioni che possiamo creare nel mondo, aprendoci all’incontro con le nostre differenze e unicità.</em></p>



<p><em>Un grande grazie a Barbara Raccuglia e Filippo Cinquemani che mi hanno coinvolto in questa giornata e complimenti a tutti coloro che si prodigano nell’associazione!&#8221;</em></p>



<p><em>Alessandra C.</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Un successo, evento organizzato da persone con disabilità e da chi le sostiene che mostra all&#8217;opera LA FORZA DELLA VITA.</em> <em>Impossibile non guardare con ammirazione gli OBIETTIVI, i SUCCESSI e il CORAGGIO che infondono!&#8221;</em></p>



<p><em>Antonella</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Ho apprezzato moltissimo il lavoro di Barbara perché tramite l&#8217;arte e la fantasia ci ha permesso di rappresentare diversi aspetti personali e della società; ho apprezzato anche la presentazione del libro di Silvia così come l&#8217;arrangiamento musicale degli Eretici sulla canzone &#8220;Korakane&#8221; reinterpretata da Sabrina dove il testo parlava di autodeterminazione e difficoltà personali. Credo che questi siano il fulcro di quello che Diversinsieme offre, permettendo a diverse minoranze di autorappresentarsi, autodeterminarsi ma soprattutto di farlo insieme ad altre minoranze in un contesto di comunità collettiva e di intersezionalità</em>&#8220;.</p>



<p><em>Ervin</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;È stata una giornata ricca di emozioni, di reciprocità, un piccolo tassello per la costruzione di un mondo davvero inclusivo.</em> <em>Il momento più bello è stato il laboratorio di Self collage, una tecnica che ho scoperto proprio a Diversinsieme e che fa scoprire le nostre abilità nascoste&#8221;</em>.</p>



<p><em>Laura</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Ho partecipato al laboratorio di Self&nbsp; collage, raccontando un po&#8217; di me e del mio stato d&#8217;animo che ritengo importante in questi ultimi mesi&#8230;È stato bello perché oltre a svagarmi e liberare la mente attraverso il gioco con le parole, con le frasi e con le immagini che dovevo scegliere e incastrare per dare un filo logico al mio racconto, il risultato finale è diventata una dichiarazione d&#8217;amore per la mia fidanzata; anch&#8217;essa partecipando al laboratorio fece altrettanto. Ci siamo divertiti.&#8221;</em></p>



<p><em>Costa</em></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Per quanto mi riguarda questa edizione di DiversInsieme è stata caratterizzata dalla condivisione di momenti molto intensi che mi hanno permesso di apprezzare e stimare nuove persone.</em> <em>L&#8217;evento, quest&#8217;anno, è stato caratterizzato da una parola: emozione! Abbiamo aperto il nostro evento parlando di come gestirle con il laboratorio di bioenergia.</em> <em>Di emozioni in questa edizione ne ho vissute tante: la gioia nel vedere che tutti abbiamo fatto la nostra parte, un bellissimo lavoro di squadra, tanta commozione nel vedere negli occhi di ognuno la voglia di realizzare qualcosa di bello e qualcosa di nuovo, la soddisfazione e l&#8217;orgoglio di esserci riusciti!.</em></p>



<p><em>Ognuno dei partecipanti ha portato il proprio vissuto attraverso la musica, la scrittura la creatività.Tutte le persone presenti quest&#8217;anno mi hanno dato l&#8217;impressione di voler condividere e riflettere insieme a noi. Ho respirato aria di famiglia, di unità, di gioia!</em> <em>Un altro aspetto molto importante per me è stata la completa accessibilità della location, l&#8217;ampiezza degli spazi sia esterni sia interni che mi ha permesso di muovermi in completa autonomia con la carrozzina elettrica. Ho provato un grande senso di libertà e mi sono sentita indipendente&#8221;</em>.</p>



<p><em>&#8220;Share the love&#8221;</em></p>



<p><em>Martina</em></p>



<p><em>Sabato 4 Maggio ho partecipato con grande gioia alla terza edizione di DiversInsieme.<br>Ho avuto modo di riflettere molto ascoltando la presentazione del romanzo “Il circo delle meraviglie” di Silvia Lisena che tratta temi molto importanti e attuali.<br>Ho anche avuto l’occasione di ascoltare la splendida voce di Giorgia Meneghesso che ha cantato alcune canzoni live arrivando dritta al cuore.<br>I banchetti presenti erano tutti meravigliosi, un plauso speciale va alla mia amica Martina Foglia che come sempre grazie alla sua arte si è superata e ha fatto conoscere al pubblico presente molti dei suoi fantastici lavori fatti interamente a mano.<br>Consiglio a tutti di partecipare a questo evento che tratta la diversità come una risorsa per un mondo migli</em>ore.</p>



<p><em>Federica</em></p>



<p></p>



<p></p>



<p><em>&#8220;Grazie a</em><em> Diversinsieme </em><em>per avermi invitata anche quest&#8217;anno! Una giornata all&#8217;insegna dell&#8217;inclusione e della diversità come risorsa per un mondo più allegro e colorato&#8221;</em></p>



<p><em>Silvia</em></p>



<p>Sono la responsabile dell&#8217;Associazione Per i Diritti umani da molti anni, ma da qualche tempo hanno deciso di collaborare Filippo, Martina, Barbara, Anna, Marta, Antonella, Jorida, e poi Raffale, Sabrina e via via si stanno avvicinando altre persone, aiutandoci a realizzare eventi e attività sempre più coinvolgenti per la cittadinanza. Ringrazio anche quest&#8217;anno Laura Ricchina, addette e addetti della Biblioteca chiesa rossa per l&#8217;opportunità di organizzare DivercInsieme all&#8217;interno e all&#8217;aperto per condividere parole, musica, immagini, storie, abbracci, sorrisi&#8230;Per fare COMUNITA&#8217;. </p>



<p>I &#8220;miei ragazzi&#8221; e le &#8220;mie ragazze&#8221;, che ho citato nelle righe precedenti, sono la mia forza: sono le persone che hanno compreso i miei ideali e hanno deciso di portarli avanti, che si impegnano per una società giusta, che danno senso, ogni giorno, alla mia vita e, speriamo, anche a quella di altre/i perchè con il loro enusiamo, il loro impegno, la loro creatività, contagiano e permettono a molti di esprimersi, di esserci, di farsi avanti, di dialogare, di VIVERE intensamente. Non finirò mai di ringraziarle/i per essere nel mio percorso, del sostegno, della condivisione delle idee che riguardano il Bene comune e anche dell&#8217;amore che mi dimostrano continuamente.</p>



<p>Sono spinosa, ma mi conoscono e sanno&#8230;</p>



<p>Alessandra </p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17541" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17542" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17543" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="2000" height="1125" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17544" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/6.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="771" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-1024x771.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17545" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-1024x771.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-300x226.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-768x578.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7-1536x1157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/7.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2040w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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		<title>Superare la discriminazione di Rom e Sinti. I toolkit per insegnanti, assistenti sociali e decisori politici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 10:44:33 +0000</pubDate>
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<h1></h1>



<p></p>



<p>Combattere gli stereotipi e i pregiudizi attraverso la conoscenza della Storia, ma anche degli elementi culturali che caratterizzano rom e sinti. È questo il modo in cui è possibile superare le discriminazioni istituzionali verso queste persone.</p>



<p>Per questo&nbsp;<em>Associazione 21 Luglio</em>,&nbsp;<em>Sucar Drom</em>,&nbsp;<em>Università di Firenze</em>&nbsp;e&nbsp;<em>Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili</em>&nbsp;hanno lavorato e pubblicato tre toolkit rivolti a insegnanti, assistenti sociali e decisori politici.</p>



<p>La pubblicazione di questi materiali rientra nell’ambito del progetto RemAgainstDisc (Reinforcing historical memory of the Porrajmos to combating discrimination), finanziato dal&nbsp;<em>Citizens, Equality, Rights and Values Programme dell’Unione Europea</em>. Dopo aver proceduto ad una fase di ricerca relativa allo sterminio di rom e sinti e aver fatto confluire questi materiali nel rinnovato museo virtuale “Dall’antiziganismo al genocidio”, con questi toolkit si passa dalla memoria storica all’azione.</p>



<p><strong>INSEGNANTI</strong></p>



<p>Promuovere la comprensione di come il pregiudizio in atto nei confronti di Rom e sinti affondi le sue radici nel trattamento storico riservato loro dalle dittature nazista e fascista, ma anche nei primi anni della Repubblica, attraverso ad esempio l’istituzione delle classi speciali “Lacio Drom” serve ad aumentare la conoscenza di quel periodo per superare i pregiudizi odierni. Promuovere politiche scolastiche che affrontino le discriminazioni istituzionali consente così di favorire il successo scolastico degli studenti.</p>



<p>Scarica il toolkit in&nbsp;<a href="https://www.21luglio.org/2018/wp-content/uploads/2023/05/Toolkit-insegnanti-ITA-1.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">italiano</a>&nbsp;e in&nbsp;<a href="https://www.21luglio.org/2018/wp-content/uploads/2023/05/Toolkit-insegnanti-EN-1.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">inglese</a></p>



<p><strong>ASSISTENTI SOCIALI</strong></p>



<p>Fornire un’adeguata conoscenza di come i pregiudizi attuali derivino dal periodo delle dittature nazi-fasciste, in in particolare sull’inadeguatezza delle madri rom; fare in modo che questa ricostruzione storica, accompagnata da una maggiore conoscenza di alcuni elementi culturali, possa entrare nel merito della valutazione fatta da questi professionisti sul benessere dei bambini rom e sinti.</p>



<p>Scarica il toolkit in&nbsp;<a href="https://www.21luglio.org/2018/wp-content/uploads/2023/04/Booklet-per-assistenti-sociali-ITA-1.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">italiano</a>&nbsp;e in&nbsp;<a href="https://www.21luglio.org/2018/wp-content/uploads/2023/04/Booklet-social-workers-EN-1.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">inglese</a></p>



<p><strong>DECISORI POLITICI</strong></p>



<p>Sensibilizzare su come i mega-campi presenti in alcune città italiane rispondano ai principi di concentrazione e di esclusione praticati durante il nazifascismo. Offrire soluzioni per promuovere una diversa politica abitativa e garantire il diritto alla casa delle persone rom e sinti.</p>



<p>Scarica il toolkit in&nbsp;<a href="https://www.21luglio.org/2018/wp-content/uploads/2023/04/Booklet-decisori-politici-ITA-1.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">italiano</a>&nbsp;e in&nbsp;<a href="https://www.21luglio.org/2018/wp-content/uploads/2023/04/Booklet-decision-makers-EN-1.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">inglese</a></p>
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		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Per non dimenticare e non ripetere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Aug 2023 10:05:38 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/esterno-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/esterno-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17082" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/esterno-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/esterno-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/esterno-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/esterno-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/esterno-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto </p>



<p></p>



<p>Contro ogni sterile negazionismo e per comprendere fino in fondo l&#8217;importanza della Memoria, oggi vogliamo parlarvi di una sezione del museo Polin di Varsavia &#8211; premiato come Miglior Museo d&#8217;Europa nel 2016 &#8211; nato nell&#8217;area dove sorgeva il ghetto durante l&#8217;occupazione tedesca e  che raccoglie, in maniera originale e interattiva, la storia degli ebrei polacchi dal 500 d.C. ai nostri giorni. ma la sezione che ci riguarda è quella riservata alla Shoà o all&#8217;Olocausto. Non sono sinonimi, però, questi due lemmi: il primo, infatti, si riferisce al genocidio degli ebrei: etimologicamente significa &#8220;distruzione, catastrofe&#8221; senza considerare, quindi, il concetto di &#8220;sacrificio&#8221;. Il termine &#8220;olocausto&#8221;, invece, si riferisce allo sterminio di tutte le etnie e indica un&#8217;offerta, più o meno gradita, ad una qualche divinità, offerta basata sull&#8217;atto di bruciare totalmente la vittima sacrificale. Non vogliamo dimenticare un&#8217;altra parola: &#8220;porrajmos&#8221; che si riferisce, in particolare, allo sterminio delle comunità rom e dei sinti durante il nazifascismo che, letteralmente, significa &#8220;grande divoramento&#8221;. </p>



<p>Nelle sale progettate da due architetti finlandesi, il percorso inizia in penombra e si snoda tra fotografie di vari formati, scritte, elenchi di nomi, cartine geografiche, ma anche voci riprodotte, filmati, installazioni. La luce, mano a mano che la seconda Guerra mondiale volge al termine e con essa la tragedia per le minoranze, si schiarisce per andare incontro alla speranza, ma la speranza è flebile ed è per questo che consideriamo un bene ogni momento e ogni azione per riportare alla memoria il passato, per tramandarlo alle nuove generazioni, per non porre di nuovo le basi che hanno fatto sì che alcuni popoli o individui perdessero la propria umanità. </p>



<p>Leggiamo, ascoltiamo le testimonianza e facciamole nostre. Per non dimenticare e non ripetere. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17083" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Separazione e isolamento, repressione, vivere all&#8217;ombra della morte, deportazioni. </p>



<p>Subito dopo la Liberazione gli ebrei si registrano per ricevere aiuto e lasciare una traccia. &#8220;Sono vivo, esisto&#8221;. all&#8217;inizio si identificano su normali pezzi di carta, ma presto il Comitato centrale degli ebrei in Polonia (CKZP) introduce moduli di registrazione per standardizzare il processo. Sono circa 200.000 gli ebrei registrati.</p>



<p>Il 90% della comunità ebraica in Polonia morì nell&#8217;Olocausto. I tedeschi e i loro alleati uccisero 6.000.000 di ebrei in tutta Europa. il museo POLIN è stato eretto nel cuore dell&#8217;ex quartiere ebraico, trasformato in ghetto durante la Seconda Guerra Mondiale. </p>



<p>Almeno il 10% degli ebrei sopravvissuti non si è registrato presso i comitati ebraici per varie ragioni, inclusi i traumi della guerra e l&#8217;antisemitismo del dopoguerra. Alcuni credevano che la nazionalità non avrebbe avuto importanza nel nuovo sistema, altri non si sentivano ebrei. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17084" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="879" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-879x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17085" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-879x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 879w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-258x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 258w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-768x894.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1319x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1319w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1759x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1759w" sizes="(max-width: 879px) 100vw, 879px" /></a></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="916" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-916x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17086" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-916x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 916w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-268x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 268w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-768x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-1374x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1374w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-1832x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1832w" sizes="(max-width: 916px) 100vw, 916px" /></a></figure>



<p>Nel ghetto sovraffollato ogni appartamento era pieno zeppo di occupanti. dopo le deportazioni rimasero solo 60.000 ebrei. Wladyslaw Szlengel ha scritto una poesia sul vuoto che lo circondava. e&#8217; stato ispirato da una nota &#8211; un elenco dei tanti inquilini che un tempo avevano vissuto insieme in un appartamento ora vuoto &#8211; nascosta dietro al suo campanello.  </p>



<p></p>



<p>L&#8217;Azione continua&#8230;Due o tre uomini delle SS si presentano dove la polizia sta conducendo il rastrellamento, terrorizzando la popolazione con le loro urla, le fruste e le sparatorie. Le persone vengono uccise. </p>



<p>&#8220;Tutto si svolge ad un ritmo vertiginoso, sempre più veloce. Presto tutti i residenti saranno in piedi nel cortile, la selezione è finita. Non c&#8217;è tempo per tornare indietro, non c&#8217;è tempo per un&#8217;ultima occhiata in giro, non c&#8217;è tempo per eventuali ultime parole. anche se il tempo giusto per i funerali è lento e dignitoso, non ti è permesso camminare lentamente. Qui devi correre&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="945" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-945x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17087" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-945x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 945w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-277x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 277w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-768x833.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-1417x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1417w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-1889x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1889w" sizes="(max-width: 945px) 100vw, 945px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17088" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Aleksandra Sotowiejczyk-Guter (nata nel 1917), ghetto di Varsavia. &#8220;Da quando ho iniziato a portare con me il veleno, non sento più il mio cuore battere forte al suono degli stivali chiodati. Sento questo ansioso desiderio di vita, di libertà, di sole. un desiderio di poter attraversare la strada senza una toppa sulla schiena o sul petto, un desiderio per il tempo in cui ero pulita, quando avevo il mio letto. Un desiderio in cui ero un essere umano&#8221;. </p>



<p>Durante la Pasqua ebraica, gli ebrei religiosi erano alle prese con un dilemma morale: mangiare il pane o morire di fame. Chaim A. Kaplan, scrittore, insegnante e autore di libri di testo, ha scritto dettagli sulla vita religiosa nel ghetto. Dal 1933 al 1942 tenne un diario in ebraico e riuscì a trasferire le sue annotazioni fino all&#8217;agosto &#8217;42: &#8220;Gli operai muoiono di fame; mi rivolgo alle autorità per il diritto di acquistare cibo&#8230;&#8221;. Anche Emanuel Ringelblum teneva un diario in yddish e il 22 novembre 1940 fondò un archivio clandestino &#8220;Oyneg Shabes (Joy of Shabbath), così chiamato perchè la squadra si riuniva segretamente il sabato. Rischiando la vita, il team ha raccolto ogni brandello di prova: dagli avvisi ufficiali tedeschi e gli annunci dello Judenrat ai giornali clandestini, dalle tessere annonarie, involucri di caramelle, biglietti del tram agli inviti ad eventi, rapporti e studi su questioni sociali e mediche. hanno accumulato diari, lettere, saggi di bambini, resoconti di rifugiati e opere letterarie. Si trattava di espressioni fedeli di ciò che gli ebrei polacchi hanno vissuto, pensato e sofferto. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17094" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17099" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-2048x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>&#8220;Siamo chiusi dietro a un doppio muro: dietro un muro di mattoni i nostri corpi, dietro un muro di silenzio fa&#8217; tacere le nostre anime&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-9" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="694" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-1024x694.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17092" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-1024x694.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-300x203.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-768x521.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-1536x1042.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-2048x1389.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-10" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17097" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p> &#8220;Quello che non si può gridare al mondo, seppelliremo nel terreno. Vorrei vivere per vedere il momento in cui questo grande tesoro potrà essere scavato, Una delle strade vicine è già bloccata. Gli stati d&#8217;animo sono terribili. Ci aspettiamo il peggio&#8230;&#8221; </p>



<p></p>



<p>I tedeschi sfruttavano gli ebrei come forza lavoro a buon mercato o gratuita. All&#8217;inizio ricevevano un salario molto basso e un piatto di zuppa. Spesso un lavoratore tornava a a casa contuso e sanguinante. Alcuni furono mandati nei campi di lavoro dove vissero in condizioni spaventose. </p>



<p>&#8220;Le porte sono davvero chiuse ora? Sì, lo sono. Chiuse sull&#8217;orda, sulla massa densa di persone all&#8217;interno. Attraverso piccole aperture in alto possiamo vedere teste e mani che iniziano ad agitarsi&#8230;.quando il treno parte&#8230;&#8221;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-11" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="749" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-749x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17095" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-749x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 749w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-219x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 219w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-768x1050.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1123x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1123w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1498x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1498w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1872w" sizes="(max-width: 749px) 100vw, 749px" /></a></figure>



<p>Sebbene inizialmente la maggior parte degli ebrei preferisse l&#8217;occupazione sovietica a quella tedesca, non passò molto tempo che la mano pesante dei sovietici li schiacciasse. Dal febbraio 1940 al giugno 1941, i sovietici effettuarono quattro azioni di deportazione e reinsediarono circa 320.000 polacchi, inclusi 80.000 ebrei, a est, principalmente in Kazakistan e in Siberia. La maggior parte di loro morì di fame e per le dure condizioni di lavoro forzato.  </p>



<p>Dicevamo&#8230;la speranza: a volte può essere controproducente, soprattutto se guardiamo all&#8217;attualità. Ma noi vogliamo continuare a credere e a lottare per un mondo giusto e libero. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-12" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17096" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Il Sudan e la persistente crisi umanitaria nel Darfur</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Mar 2023 09:33:21 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p class="has-text-align-right"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Darfur.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="735" height="416" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Darfur.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16890" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Darfur.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 735w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Darfur-300x170.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Il Sudan, uno dei paesi più grandi dell&#8217;Africa, si trova attualmente in una fase di transizione politica e sociale molto delicata. Dopo decenni di regime autoritario sotto l&#8217;ex presidente Omar al-Bashir, il paese ha attraversato una rivoluzione pacifica nel 2019 che ha portato alla caduta del regime e all&#8217;insediamento di un governo di transizione.</p>



<p>Tuttavia, nonostante i progressi, il Sudan continua ad affrontare molte sfide, tra cui conflitti etnici e politici, crisi economiche, violazioni dei diritti umani e pandemia di COVID-19.</p>



<p>Uno dei problemi più gravi che affligge il paese è il conflitto nella regione del Darfur.</p>



<p>Il Darfur è una regione situata nella parte occidentale del Sudan, in Africa, che ha visto una lunga serie di conflitti e violenze negli ultimi decenni. La situazione attuale in Darfur è ancora caratterizzata da violenze, tensioni etniche e crisi umanitarie, nonostante gli sforzi internazionali per risolvere la situazione.</p>



<p>La crisi nel Darfur ha avuto inizio nel 2003, quando alcune tribù africane iniziarono a ribellarsi contro il governo sudanese, che era guidato dalla maggioranza araba. Il conflitto ha causato la morte di migliaia di persone e costretto milioni di persone a fuggire dalle loro case.</p>



<p>Le violenze e le tensioni etniche continuano a causare morti e feriti tra la popolazione civile, e molte persone sono costrette a vivere in campi profughi, senza accesso adeguato a cibo, acqua e cure mediche.</p>



<p>Le organizzazioni umanitarie che operano nella regione cercano di fornire assistenza e supporto ai profughi, ma la situazione rimane critica. Inoltre, la presenza di gruppi armati e di bande criminali rende difficile l&#8217;accesso alle zone più remote e vulnerabili dell&#8217;area.</p>



<p>Nonostante gli accordi di pace firmati nel 2020, i combattimenti tra le forze governative e i ribelli continuano in alcune parti della regione.</p>



<p>Inoltre, il Sudan sta attraversando una grave crisi economica, con una forte inflazione e una scarsa disponibilità di beni di prima necessità come il pane. Il governo di transizione sta lavorando per affrontare la situazione, ma la strada da percorrere è ancora lunga.</p>



<p>La pandemia di COVID-19 ha anche colpito duramente il paese, con un aumento dei casi e dei decessi negli ultimi mesi. La campagna di vaccinazione è stata lanciata solo di recente, ma la disponibilità di vaccini è limitata.</p>



<p>Infine, il Sudan sta affrontando anche sfide interne legate alla transizione politica. Il governo di transizione ha l&#8217;obiettivo di guidare il Paese verso elezioni democratiche, ma ci sono preoccupazioni riguardo alla capacità del governo di garantire un processo elettorale libero e giusto.</p>



<p>In generale, la situazione in Sudan è ancora molto delicata e richiede l&#8217;impegno e il sostegno della comunità internazionale per affrontare le sfide e consolidare la transizione verso una democrazia stabile e pacifica.</p>



<p>Voglio terminare questo articolo con le parole di un giovane rifugiato sudanese: &#8221; La cosa più difficile per chi come me è rifugiato in Italia è far conoscere il dramma che vivono i nostri popoli. Non possiamo permetterci di cedere al dolore, di chiuderci in noi stessi, di considerarci vittime di un’ingiustizia.` Se facciamo così, offendiamo la memoria di chi non ce l’ha fatta&#8221;. Continua: “Un letto, un pasto caldo, un luogo da chiamare casa e in cui riprendersi dalle fatiche del viaggio e dagli orrori della guerra per tanti di noi non c’è. E anche se così l’integrazione diventa un sogno più che un progetto noi non dobbiamo arrenderci.&#8221;</p>



<p><a href="https://www.redattoresociale.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.redattoresociale.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> per le parole del rifugiato.</p>



<p><a href="https://www.notiziegeopolitiche.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.notiziegeopolitiche.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> per l&#8217;immagine.</p>
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		<title>&#8220;Stay human: Africa&#8221;. Nigeria: fuori l’inglese dalle elementari e dentro le lingue locali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 14:36:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da nigrizia.it) Il Ministro dell’educazione nigeriano ha annunciato un piano per sostituire l’inglese con le lingue locali nelle scuole primarie. La sfida di dover includere più di 600 lingue Il ministro dell’educazione della Nigeria&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>(da nigrizia.it)</p>



<p></p>



<p>Il Ministro dell’educazione nigeriano ha annunciato un piano per sostituire l’inglese con le lingue locali nelle scuole primarie. La sfida di dover includere più di 600 lingue </p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.nigrizia.it/wp-content/uploads/sites/2/2022/12/galleria-foto_3x2-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<p>Il ministro dell’educazione della Nigeria Adamu Adamu&nbsp;ha annunciato ieri una nuova politica scolastica che prevede la sostituzione dell’inglese con&nbsp;<a href="https://www.aljazeera.com/news/2022/12/1/nigeria-junior-schools-to-teach-in-mother-tongues-not-english?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la lingua locale&nbsp;</a>nelle scuole primarie, per i primi 6 anni di insegnamento.&nbsp;</p>



<p>Secondo il piano denominato “National Language Policy” (Politica di lingua nazionale) l’inglese – l’unica lingua ufficiale del paese –&nbsp; sarà introdotto solo a partire dai gradi successivi di istruzione.&nbsp;</p>



<p>La decisione è stata motivata dal ministro stesso come una misura per facilitare l’apprendimento.&nbsp;«I bambini imparano meglio nella loro lingua locale»&nbsp;ha dichiarato Adamu.&nbsp;L’altra motivazione principale consiste nel preservare la ricchezza e varietà linguistica del paese.&nbsp;</p>



<p>Il piano è in vigore già da oggi, ma per vederlo messo in pratica bisognerà attendere la formazione degli insegnanti, e soprattutto, la preparazione del materiale didattico in lingue diverse dall’inglese.&nbsp;</p>



<p>Scontata quanto centrale è la prima domanda a riguardo: quante lingue verranno prese in considerazione?&nbsp;</p>



<p>In Nigeria, ce ne sono tre di dominanti: lo hausa, lo yoruba e l’igbo che, secondo stime non ufficiali, sono utilizzate da circa il 60% della popolazione.&nbsp;&nbsp;Ma queste tre rientrano in altrettanti macro-gruppi linguistici presenti nel paese, in cui si contano più di 600 lingue.&nbsp;</p>



<p>Non è noto, quante di esse verranno incluse nell’insegnamento pubblico.&nbsp;Per ora, il Ministro ha solo affermato che le scuole adotteranno la lingua prevalente nella comunità in cui si trovano.</p>



<p>Per dare un’idea della frammentazione linguistica del paese, è interessante guardare ai numeri, per quanto non ufficiali e approssimativi possono essere.&nbsp;</p>



<p>Secondo le stime più accreditate, la seconda lingua più diffusa nel paese (la prima rimane l’inglese) non è neanche una delle tre principali. Ma è l’inglese&nbsp;<em>pidgin</em>.&nbsp;</p>



<p>Quest’ultimo è il frutto del miscuglio tra inglese e lingue locali ed è parlata da circa 75 milioni di persone, perlomeno da quanto riportato dalla<a href="https://www.bbc.com/news/world-africa-38000387?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;BBC</a>&nbsp;nel 2016; numero da rivedere al rialzo data la crescita della popolazione nigeriana negli ultimi anni.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Gli amanti dell’<em>afrobeats</em>&nbsp;(il pop nigeriano sdoganato a livello mondiale) lo avranno già sentito, dato che i testi delle canzoni sono perlopiù in pidgin.&nbsp;</p>



<p>L’Hausa sarebbe invece utilizzato da circa 50 milioni di persone, lo Yoruba e l’Igbo da più di 20 milioni.&nbsp;</p>



<p>Tornando al disegno di legge: la sua tempistica e la stessa fattibilità non sono affatto scontate, soprattutto vista la crisi&nbsp;<a href="https://www.nigrizia.it/notizia/nigeria-quanto-manca-al-collasso?utm_source=rss&utm_medium=rss">economica</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.nigrizia.it/notizia/nigeria-insicurezza-situazione-fuori-controllo?utm_source=rss&utm_medium=rss">securitaria</a>&nbsp;che agita il paese da qualche anno. Senza dimenticare le elezioni&nbsp;<a href="https://www.nigrizia.it/notizia/nigeria-elezioni-a-febbraio-aumenta-la-violenza-politica?utm_source=rss&utm_medium=rss">presidenziali</a>&nbsp;del febbraio 2023, che potrebbe portare al governo una maggioranza ostile a questa riforma.&nbsp;</p>



<p>Di certo c’è che si entra in un argomento classico di dibattito, che risale ai tempi in cui il colonialismo britannico impose l’inglese come lingua franca per la Nigeria, accorpando gruppi etnici e linguistici estremamente differenti l’uno dall’altro.&nbsp;</p>



<p>Insegnare in una lingua locale potrebbe riparare a quel torto di omologazione culturale? O rischierebbe di minare ulteriormente la coesione sociale del paese più popoloso d’Africa?&nbsp;(RV)</p>
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		<title>S.O.S. per il presente e futuro dell’Afghanistan</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2022 09:03:18 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/afghanistan-1.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/afghanistan-1-1024x683.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16199" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/afghanistan-1-1024x683.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/afghanistan-1-300x200.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/afghanistan-1-768x512.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/afghanistan-1-1536x1024.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/afghanistan-1-2048x1365.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<p></p>



<p>Dopo l&#8217;acquisizione del paese da parte dei talebani ad agosto del 2021, il prolungato conflitto in Afghanistan ha improvvisamente lasciato il posto a un&#8217;accelerazione della crisi umanitaria e a severe violazioni dei diritti umani.</p>



<p>I talebani hanno immediatamente respinto i progressi in materia di diritti delle donne e la libertà dei media, tra i risultati più importanti dello sforzo di ricostruzione post-2001.</p>



<p>La maggior parte delle scuole secondarie femminili sono state chiuse e alle donne è stato vietato di lavorare nella maggior parte dei settori governativi e in molte altre aree. I talebani hanno picchiato e arrestato i giornalisti; molti organi di stampa hanno chiuso o ridotto drasticamente i loro servizi, in parte perché molti giornalisti erano fuggiti dal paese. Il nuovo gabinetto talebano non include donne e ministri al di fuori dei ranghi talebani.</p>



<p>In molte città i talebani hanno cercato, minacciato e talvolta arrestato o giustiziato ex membri delle Forze di Sicurezza Nazionali Afgane (ANSF), funzionari dell&#8217;ex governo o loro familiari.</p>



<p>La vittoria dei talebani ha spinto l&#8217;Afghanistan dalla crisi umanitaria alla catastrofe, con milioni di afgani che devono affrontare una grave insicurezza alimentare a causa della perdita di reddito, della carenza di denaro e dell&#8217;aumento dei costi alimentari. Nei sei mesi precedenti l&#8217;acquisizione talebana, i combattimenti tra le forze governative ei talebani hanno causato un forte aumento delle vittime civili a causa di ordigni esplosivi improvvisati (IED), mortai e attacchi aerei. Lo Stato Islamico della provincia di Khorasan (il ramo afghano dello Stato islamico, noto come ISKP) ha effettuato attacchi a scuole e moschee, molti dei quali hanno preso di mira la minoranza Hazara sciita.</p>



<p>Le Nazioni Unite hanno riferito che le forze talebane sono state responsabili per quasi il 40% delle morti e dei feriti tra i civili nei primi sei mesi del 2021, sebbene molti incidenti non siano stati reclamati. Donne e bambini costituivano quasi la metà di tutte le vittime civili. Gli attacchi dell&#8217;ISKP includevano omicidi e una serie di attentati mortali.</p>



<p>Le forze talebane in diverse province hanno compiuto omicidi per rappresaglia di dozzine di ex funzionari e personale delle forze di sicurezza. Dopo che i talebani hanno preso il controllo del Malistan, Ghazni, a metà luglio, hanno ucciso almeno 19 membri del personale delle forze di sicurezza sotto la loro custodia, insieme a un certo numero di civili. L&#8217;avanzata delle forze talebane ha ucciso almeno 44 ex membri delle forze di sicurezza a Kandahar dopo che i talebani avevano catturato Spin Boldak a luglio. Tutti si erano arresi ai talebani. Ci sono state notizie credibili di detenzioni e uccisioni in altre province oltre che a Kabul.</p>



<p><br>Sia le forze di sicurezza del governo talebano che quelle del governo afghano sono state responsabili dell&#8217;uccisione e del ferimento di civili in attacchi indiscriminati con mortai e razzi, e le vittime civili degli attacchi aerei delle ex forze governative sono più che raddoppiate nella prima metà del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020.</p>



<p>Nelle settimane successive all&#8217;acquisizione del potere dei talebani, le autorità talebane hanno annunciato un flusso costante di politiche e regolamenti che annullano i diritti delle donne e delle ragazze. Queste includono misure che limitano gravemente l&#8217;accesso al lavoro e all&#8217;istruzione e limitano il diritto a riunirsi pacificamente. I talebani hanno anche cercato donne di alto profilo e hanno negato loro la libertà di movimento fuori dalle loro case.</p>



<p>I talebani hanno affermato di sostenere l&#8217;istruzione per ragazze e donne, ma il 18 settembre hanno ordinato la riapertura delle scuole secondarie solo per i ragazzi. Successivamente alcune scuole secondarie femminili hanno riaperto in alcune province, ma da ottobre la stragrande maggioranza è rimasta chiusa. Il 29 agosto, il ministro <em>ad interim</em> dell&#8217;istruzione superiore ha annunciato che ragazze e donne potevano partecipare all&#8217;istruzione superiore ma non potevano studiare con ragazzi e uomini. La mancanza di insegnanti donne, soprattutto nell&#8217;istruzione superiore, probabilmente significa che questa politica porterà alla negazione <em>de facto</em> dell&#8217;accesso all&#8217;istruzione per molte ragazze e donne.</p>



<p>A settembre, i talebani hanno eliminato il ministero degli Affari femminili e ne hanno riadattato l&#8217;edificio come Ministero per la propagazione delle virtù, un&#8217;istituzione incaricata di far rispettare le regole sul comportamento dei cittadini, compreso il modo in cui le donne si vestono e quando o se le donne possono spostarsi fuori casa senza essere accompagnate da un parente maschio. I centri di accoglienza che erano stati istituiti per le donne in fuga dalla violenza sono stati chiusi e alcune delle donne che vi abitavano sono state trasferite in carceri femminili.</p>



<p>Dopo l&#8217;acquisizione del potere dei talebani, quasi il 70 per cento di tutti i media afgani ha chiuso e altri operavano sotto minaccia e autocensura. A settembre, le autorità talebane hanno imposto restrizioni di ampia portata ai media e alla libertà di parola, che includono divieti di &#8220;insultare figure nazionali&#8221;. Il 7 settembre, le forze di sicurezza talebane hanno arrestato due giornalisti del media Etilaat-e Roz e li hanno picchiati duramente in custodia prima di rilasciarli. I giornalisti avevano seguito le proteste delle donne a Kabul. I talebani hanno arrestato almeno 32 giornalisti dopo aver preso il potere a Kabul.</p>



<p>Il 27 settembre, il pubblico ministero della Corte Penale Internazionale ha presentato ricorso ai giudici della corte chiedendo l&#8217;autorizzazione a riprendere un&#8217;indagine in Afghanistan a seguito del crollo dell&#8217;ex governo afghano. Il pubblico ministero Karim Khan ha affermato, tuttavia, che la sua indagine si concentrerà solo sui crimini presumibilmente commessi dai talebani e dallo Stato islamico e non privilegerà altri aspetti dell&#8217;indagine, vale a dire i presunti crimini commessi dalle forze dell&#8217;ex governo afghano e dall&#8217;esercito statunitense e dal personale della CIA.</p>



<p>Il governo talebano non era stato formalmente riconosciuto. A settembre l&#8217;UE ha fissato cinque parametri di riferimento per l&#8217;impegno con il governo talebano, tra cui il rispetto dei diritti umani, in particolare quelli delle donne e delle ragazze, e l&#8217;istituzione di un governo inclusivo e rappresentativo.</p>



<p>Nel gennaio 2022 i talebani afghani hanno avviato i primi colloqui in Europa.</p>



<p>Prima dei colloqui, diplomatici occidentali si sono incontrati con attiviste per i diritti delle donne e difensori dei diritti umani afgani per ascoltare dalla società civile in Afghanistan e dalla diaspora afgana le loro richieste e la valutazione dell&#8217;attuale situazione sul campo.</p>



<p>Le Nazioni Unite sono riuscite a fornire una certa liquidità e hanno permesso all&#8217;amministrazione talebana di pagare le importazioni, compresa l&#8217;elettricità. Ma le Nazioni Unite hanno avvertito che ben 1 milione di bambini afghani rischiano di morire di fame e la maggior parte dei 38 milioni di persone del paese vive al di sotto della soglia di povertà.</p>



<p>Di fronte alla richiesta di fondi da parte dei talebani, è probabile che le potenze occidentali mettano i diritti delle donne e delle ragazze in Afghanistan in cima alla loro agenda, insieme alla ricorrente richiesta dell&#8217;Occidente che l&#8217;amministrazione talebana condivida il potere con i gruppi etnici e religiosi minoritari dell&#8217;Afghanistan.</p>



<p>Numerose organizzazioni e realtà continuano ad oggi a supportare i civili in Afghanistan, e persistono i determinati sforzi a far valere e prevaricare la giustizia, la pace, la sicurezza e il rispetto per i diritti umani di tutti e tutte senza discriminazioni.</p>



<p>Nell&#8217;ambito degli sforzi per garantire che tutte le ragazze e i ragazzi in età scolare in Afghanistan vadano a scuola e imparino, l&#8217;UNICEF e i partner stanno fornendo un sostegno in denaro di emergenza a tutti gli insegnanti dell&#8217;istruzione pubblica per i mesi di gennaio e febbraio.</p>



<p>Il pagamento finanziato dall&#8217;UE, pari all&#8217;equivalente di 100 dollari al mese per insegnante, maschio e femmina, andrà a beneficio di circa 194.000 insegnanti delle scuole pubbliche a livello nazionale in riconoscimento del loro ruolo cruciale nell&#8217;istruzione di milioni di bambini in Afghanistan.</p>



<p>Come è prassi comune per l&#8217;UNICEF in altri paesi, è in corso un solido processo di monitoraggio. Ciò include la verifica dell&#8217;identità e della frequenza degli insegnanti delle scuole pubbliche; creare una strategia di pagamento agile; ideare un meccanismo di monitoraggio e reclamo post-distribuzione e coinvolgere un&#8217;agenzia di monitoraggio di terze parti ufficiale per verificare in modo indipendente i risultati.</p>



<p>Le scuole sono più che strutture dove i bambini imparano; sono uno spazio sicuro che protegge i bambini dai pericoli fisici che li circondano, inclusi abusi e sfruttamento, e che può offrire loro il necessario supporto psicosociale.</p>



<p>L’attivismo e impegno di UNICEF si uniscono a quelli di altri attori statali e non, Afgani e internazionali, che fanno della solidarietà e cooperazione dei veri e propri valori fondamentali per proteggere il popolo afghano. Questo perché la popolazione non deve semplicemente sopravvivere, ma ha il diritto di vivere in piena dignità umana e vedersi garantito il proprio presente e futuro.</p>
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		<title>Siria settentrionale: a due anni dall&#8217;invasione turca (9 ottobre)</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2021 06:28:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La diversità etnica e religiosa della regione è stata distrutta Quasi tutti i membri delle minoranze etniche e religiose hanno lasciato la città della Siria del Nord di Serekaniye (in arabo Ras al Ain)&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><br>La diversità etnica e religiosa della regione è stata distrutta</p>



<p> Quasi tutti i membri delle minoranze etniche e religiose hanno lasciato la città della Siria del Nord di Serekaniye (in arabo Ras al Ain) e i villaggi circostanti. Secondo l&#8217;Associazione per i popoli minacciati<br>(APM), la Turchia ha raggiunto questo obiettivo due anni dopo il suo attacco alla regione il 9 ottobre 2019 in violazione del diritto internazionale. Tutte le famiglie yezidi e cristiano-ortodosse sono dovute fuggire dalla violenza dell&#8217;esercito turco e dei suoi alleati islamisti, e le donne senza velo non sono più visibili nella vita<br>pubblica. Il presidente turco Erdogan ha creato situazioni di fatto nel Nord della Siria che stanno diventando sempre più difficili da invertire con ogni giorno di occupazione in più. La diversità etnica e religiosa<br>della regione è stata distrutta per il momento. Difficilmente questa diversità potrà mai ritornare come lo era prima dell&#8217;invasione. Secondo i dati dell&#8217;APM, fino all&#8217;invasione di due anni fa, 1.000 famiglie yazidi, 60 siriane ortodosse, 20 armene cattoliche e cinque armene ortodosse vivevano a Serekaniye e nei villaggi circostanti.</p>



<p>Poiché la Turchia non ha sentito quasi nessuna opposizione internazionale in quella che ha cinicamente chiamato &#8220;Operazione Fonte di Pace&#8221;, si sente addirittura incoraggiata nel suo comportamento<br>aggressivo. Erdogan ha imparato durante questa operazione che può farla franca a livello internazionale. La speranza che il nuovo presidente degli Stati Uniti Biden tornasse sulla scena mondiale e richiamasse<br>all&#8217;ordine il loro alleato della Nato non si è realizzata. La nuova leadership di Washington ha altre priorità di politica estera. Erdogan non deve temere nemmeno le critiche dell&#8217;Europa, finché può ricattare l&#8217;UE con i rifugiati siriani.</p>



<p>Mentre centinaia di migliaia di sfollati curdi, arabi, assiro/aramaici, armeni, cristiani e yezidi vivono ancora nelle tende nella provincia di Al Hasakeh nel nord-est della Siria o hanno già lasciato il paese per l&#8217;Europa, la Turchia sta consolidando la sua posizione nei territori occupati insediandovi musulmani sunniti radicali. Ora la Turchia sta mettendo gli occhi sul resto della provincia di Al Hasakeh. La Turchia vuole anche conquistare quest&#8217;ultima parte multietnica e multireligiosa della Siria e sfollare di nuovo centinaia di migliaia di persone. Per questo motivo sta già usando come un&#8217;arma l&#8217;acqua potabile, le cui fonti si trovano a Serekaniye, che oggi è occupata, trattenendola deliberatamente. Più di 200.000 persone sono rimaste senza acqua potabile nella provincia. Secondo statistiche non ufficiali, circa 120.000 persone di fede cristiana vivevano nella provincia di Al Hasakeh fino all&#8217;inizio della guerra civile siriana.</p>



<p>Gli sfollati di Serekaniye per l&#8217;8 ottobre lanciano la campagna:#2YearsSereKaniyeStopErdogan sui social media.</p>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. I conflitti africani visti dai media</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2021 06:40:44 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="682" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/soldati-1024x682.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15207" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/soldati-1024x682.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/soldati-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/soldati-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/soldati.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>di Veronica Tedeschi</p>



<p>Quelle in Africa sono guerre ben radicate nel territorio, che vedono il loro percorso tutto concentrato in uno o due Stati. Questa è una caratteristica di molti dei conflitti aperti ancora oggi nel caldo continente. Nel 2019 si calcolavano nel continente africano 23 dispute e crisi non violente (al posto di 25 nel 2018), 45 crisi violente (al posto di 46), 8 guerre limitate (al posto di 9) e 5 guerre al posto di 6. Queste ultime sono: quella della Repubblica Democratica del Congo – terrorismo e ribellione in Ituri e conflitto contro i MaiMai, una milizia etnica-, quella contro i Boko Haram in Nigeria, Camerun, Niger e Ciad e infine l’annoso conflitto in Somalia. I numeri dei conflitti, si può bene vedere, non aumentano o diminuiscono di grandi cifre, rimangono per lo più stabili negli anni, guerre perpetuate e ben radicate. Prendiamo come esempio la guerra nel Sahel, in crisi dall’inizio degli anni Sessanta. Qui le questioni principali ruotano intorno alla questione nomade e al secessionismo tuareg, mai davvero affrontati in radice ma solo in termini di spartizione del potere.</p>



<p>Dalla fine della Guerra Fredda i protagonisti dei conflitti africani hanno lasciato formare nelle convinzioni degli europei esclusivamente guerre su base etnica. Ciò è parso loro più facile piuttosto che affrontare la questione contradittoria della proprietà fondiaria della terra e dell’indissolubile legame “terra-identità” prevalente in ambito rurale. Si preferisce, dunque, usare la logica etnica di “sangue-razza” fissata dal colonizzatore e facilmente decifrabile, piuttosto che quella tradizionale africana, più mobile legata alle dinamiche dei ceti sociali molto difficile da rappresentare.</p>



<p>I conflitti africani acquisiscono la loro dimensione mediatica – e politica – grazie a forme di spettacolarizzazione orchestrate e gestite da fuori. Ciò comporta la loro consacrazione come conflitti internazionali e non oscuri massacri locali. Ma le cose non sono sempre come appaiono. Ad esempio, una vicenda bellica che ricevette una significativa attenzione internazionale, specialmente nel mondo angolofono, fu il raid del 15 aprile 2016 a Gambela, in Etiopia con il massacro di duecento pastori nuer, il rapimento di un centinaio dei loro figli e il furto di oltre duemila capi di bestiame da parte di aggressori appartenenti ad un altro gruppo di pastori, i murle del Sud Sudan. Un attacco molto simile si è svolto più recentemente nel marzo 2020 con oltre mille morti. Si tratta di episodi di un grave conflitto locale, legato a rivalità per la terra e per i pascoli che assume significato solo in quell’area. Al contrario, movimenti ribelli meno noti al grande pubblico come quelli che vediamo in Congo non costituiscono un conflitto locale ma nazionale – l’ambizione è quella di prendere la capitale Brazaville -. Una dinamica mediatica particolare che mette in risalto conflitti locali piuttosto che grandi rivoluzioni nazionali.</p>



<p>Ultimo punto che vorrei trattare è l’inserimento in tali conflitti di elementi diversi non attinenti a quest’ultimo come i traffici illegali e la criminalità organizzata. Una delle formule di sopravvivenza degli Stati africani è legata alla resilienza delle rete criminali, alle quali possono connettersi poteri centrali fragili che non controllano l’intero territorio nazionale. Questa disgregazione delle reti criminali, molto più evidente in Africa piuttosto che in Europa, ha consentito a molti stati di non soccombere a tali dinamiche.</p>



<p>La breve sintesi di questo articolo, che prende spunto dal libro di Mario Giro “Guerre nere”, mette in risalto l’errore dei media internazionali nel fare focus su complicati conflitti africani, nei quali le radici delle dispute risalgono a questioni locali irrisolte da decenni. Un monito per i tanti giornalisti e una riflessioni per i lettori.</p>
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		<title>Rapporto ISMU sulle migrazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2021 08:01:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fondazione ISMU stima che al 1° gennaio 2020 gli stranieri presenti[1]&#160;in Italia siano&#160;5.923.000&#160;su una popolazione di 59.641.488 residenti (poco meno di uno straniero ogni 10 abitanti). Tra i presenti, i residenti sono circa 5&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="350" height="500" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/210127_ISMU_Rapporto_2020_Cover_RGB1-scaled-350x500-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15200" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/210127_ISMU_Rapporto_2020_Cover_RGB1-scaled-350x500-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 350w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/210127_ISMU_Rapporto_2020_Cover_RGB1-scaled-350x500-1-210x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 210w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></figure></div>



<p>Fondazione ISMU stima che al 1° gennaio 2020 gli stranieri presenti<a href="https://www.ismu.org/xxvi-rapporto-ismu-sulle-migrazioni-2020-comunicato-stampa-23-2-2021/#_ftn1?utm_source=rss&utm_medium=rss">[1]</a>&nbsp;in Italia siano&nbsp;<strong>5.923.000&nbsp;</strong>su una popolazione di 59.641.488 residenti (poco meno di uno straniero ogni 10 abitanti). Tra i presenti, i residenti sono circa 5 milioni (l’85%), i regolari non iscritti in anagrafe sono 366mila, mentre gli irregolari sono poco più di mezzo milione (517mila, -8,0%, rispetto alla stessa data del 2019). Rispetto alla stessa data del 2019, il numero di stranieri presenti è sostanzialmente invariato con un calo pari a -0,7%. Nel 2020, l’anno segnato dallo scoppio della pandemia Covid-19, si registra un aumento degli sbarchi (34mila), dopo due anni di diminuzione (23mila nel 2018 e 11mila nel 2019). Calano invece le richieste d’asilo che nel 2020 sono state 28mila (contro le 43.783 del 2019). Nonostante la ripresa degli sbarchi, il fenomeno migratorio nel nostro paese mostra i segnali di una fase di relativa stagnazione. Tale tendenza potrà verosimilmente accentuarsi anche a seguito della crisi economica che il post-pandemia porterà con sé, rallentando gli arrivi e incentivando la mobilità degli stranieri e naturalizzati verso altri paesi. In prospettiva una riduzione della consistenza numerica è attesa anche per quanto riguarda la componente irregolare, su cui agiranno sia gli effetti della sanatoria intervenuta nel corso di quest’anno, sia l’eventuale riduzione della forza trainante di un mercato del lavoro che quasi certamente faticherà a recuperare le posizioni, già non brillanti, dell’epoca pre-Covid.</p>



<p>Sono questi alcuni dei principali dati del&nbsp;<strong>XXVI Rapporto sulle migrazioni 2020</strong>, elaborato da Fondazione ISMU&nbsp;<strong>(Iniziative e Studi sulla Multietnicità)</strong>&nbsp;che viene presentato oggi 23 febbraio dalle 11.00 alle 12.30&nbsp;&nbsp;<strong>in diretta sul canale&nbsp;</strong><a href="https://www.youtube.com/user/FondazioneIsmu?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>YouTube</strong></a>&nbsp;e&nbsp;<strong>sulla pagina&nbsp;</strong><a href="https://www.facebook.com/fondazioneismu?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Facebook</strong></a>&nbsp;di Fondazione ISMU.</p>



<p>Alla presentazione, realizzata in collaborazione con la Fondazione Cariplo e con la Rappresentanza a Milano della Commissione Europea, e moderata da&nbsp;<strong>Nicola Pasini</strong>, Fondazione ISMU, partecipano in ordine di intervento:&nbsp;<strong>Mariella Enoc</strong>, Presidente di Fondazione ISMU;&nbsp;<strong>Giovanni Fosti</strong>, Presidente di Fondazione Cariplo;&nbsp;<strong>Patrick Doelle,&nbsp;</strong>Rappresentanza in Italia della Commissione europea;&nbsp;<strong>Vincenzo Cesareo</strong>, Segretario Generale di Fondazione ISMU;&nbsp;<strong>Livia Ortensi</strong>, Responsabile Settore Statistica di Fondazione ISMU;&nbsp;<strong>Laura Zanfrini</strong>, Responsabile Settore Economia e Lavoro di Fondazione ISMU;&nbsp;<strong>Paola Barretta</strong>&nbsp;ricercatrice dell’Osservatorio di Pavia;&nbsp;<strong>Giovanni Giulio Valtolina</strong><em>,&nbsp;</em>Responsabile Settore Famiglia e Minori e Religioni di Fondazione ISMU;&nbsp;<strong>Venanzio Postiglione,</strong>&nbsp;Vicedirettore del&nbsp;<em>Corriere della Sera.&nbsp;</em>A chiusura del convegno&nbsp;<strong>Luca Merotta</strong>, Fondazione ISMU, intervista&nbsp;<strong>Piero Sunzini</strong>, Direttore di Tamat Ong.</p>



<p><strong>1) MIGRAZIONI IN ITALIA<a href="https://www.ismu.org/xxvi-rapporto-ismu-sulle-migrazioni-2020-comunicato-stampa-23-2-2021/#_ftn2?utm_source=rss&utm_medium=rss">[2]</a></strong></p>



<p><strong>L’immigrazione al 1° gennaio 2020.</strong>&nbsp;Fondazione ISMU stima che al 1° gennaio 2020 gli stranieri presenti in Italia siano 5.923.000 su una popolazione di 59.641.488 residenti (poco meno di uno straniero ogni 10 abitanti). &nbsp;Tra i presenti, i residenti sono circa 5 milioni (l’85%), i regolari non iscritti in anagrafe sono 366mila, mentre gli irregolari sono poco più di mezzo milione (517mila). Rispetto alla stessa data del 2019, la variazione degli stranieri presenti è stata del -0,7%. Tra i residenti stranieri i maschi rappresentano il 48,2% del totale e le femmine il 51,8% (tra la popolazione italiana le donne sono il 51,2% del totale), i minorenni il 20,2% (sono il 14,8% di quelli di cittadinanza italiana) e gli ultrasessantacinquenni sono il 4,9% (contro il 24,9% tra gli italiani).</p>



<p><strong>Irregolari.&nbsp;</strong>La dinamica dell’irregolarità registra un’inversione di tendenza: se al 1° gennaio 2019 le persone prive di un valido titolo di soggiorno stimate da ISMU erano 562mila, al 1° gennaio 2020 queste scendono a 517mila (-8,0%). Un cambiamento che si è verificato prima del provvedimento di regolarizzazione del 2020 e seppur in presenza di una nuova normativa sull’asilo che ha accresciuto la platea degli esclusi.</p>



<p><strong>Effetto Covid su richiedenti asilo, permessi di soggiorno e sbarchi.&nbsp;</strong>Le restrizioni alla mobilità causate dalla pandemia hanno influito sugli spostamenti finalizzati alla richiesta di asilo o protezione umanitaria che avvengono attraverso le frontiere aeroportuali. Durante il 2020 le richieste d’asilo in Italia sono state 28mila (contro le 43.783 del 2019). In totale negli ultimi dieci anni le richieste d’asilo sono state 608.225. In calo anche il numero di nuovi permessi di soggiorno: nei primi 6 mesi del 2020 (ultimi dai disponibili) sono stati concessi a cittadini non comunitari circa 43mila nuovi permessi di soggiorno, meno della metà del primo semestre 2019. Le riduzioni più consistenti sono avvenute nei mesi di aprile (-93,4%) e maggio (-86,7%) 2020. Nel 2019 sono stati rilasciati 177.254 nuovi permessi di soggiorno, il 26,8% in meno rispetto al 2018. Il calo maggiore ha riguardato le concessioni per richiesta di asilo, passate da 51mila nel 2018 a 27mila nel 2019 (-47,4%). Al 1° gennaio 2020 si contano in totale 3 milioni e 616mila cittadini non comunitari con un permesso di soggiorno, di cui i lungosoggiornati costituiscono il 63,1%. Passando agli ingressi via mare i dati sono in controtendenza rispetto a quelli della mobilità generale: le persone sbarcate in Italia nel 2020 sono state 34mila, in aumento dopo due anni di diminuzione (23mila nel 2018 e 11mila nel 2019). Tra gli altri canali di ingresso che alimentano potenzialmente le richieste di asilo c’è quello degli arrivi irregolari via terra che dall’inizio dell’anno al 26 novembre 2020 sono stati 5.032 (nel 79% dei casi provenienti dalla Slovenia).</p>



<p><strong>Gli esiti delle richieste d’asilo.&nbsp;</strong>Per quanto riguarda gli esiti delle richieste di asilo, questi mostrano nel 2020 una flessione dei dinieghi (76%) rispetto al 2019 (81%), ma comunque superiore agli anni che hanno preceduto l’abolizione della protezione umanitaria.</p>



<p><strong>Provenienze: il 22,7% dei residenti stranieri proviene dalla Romania.&nbsp;</strong>Per quanto riguarda le provenienze degli stranieri residenti al 1° gennaio 2020 il gruppo nazionale più numeroso continua a essere quello dei rumeni, anche dopo le rettifiche post censuarie (un milione e 146mila residenti, il 22,7% del totale degli stranieri residenti in Italia). Seguono circa 422mila&nbsp;<strong>albanes</strong>i (8,4%) e 414mila&nbsp;<strong>marocchini&nbsp;</strong>(8,2%). Al quarto posto si collocano i&nbsp;<strong>cinesi</strong>&nbsp;con quasi 289mila unità (5,7% del totale stranieri in Italia), poi gli&nbsp;<strong>ucraini</strong>&nbsp;con quasi 229mila unità, i&nbsp;<strong>filippini&nbsp;</strong>(quasi 158mila), gli&nbsp;<strong>indiani&nbsp;</strong>(poco più di 153mila), i&nbsp;<strong>bangladeshi</strong>&nbsp;(quasi 139mila), gli&nbsp;<strong>egiziani&nbsp;</strong>(circa 128mila) e i&nbsp;<strong>pakistani</strong>&nbsp;(meno di 122mila). Le prime tre nazionalità rappresentano da sole quasi il 39,3% del fenomeno migratorio complessivo, mentre in totale le prime dieci raggiungono il 63,5%.</p>



<p><strong>I presenti nelle strutture di accoglienza.&nbsp;</strong>In Italia al 31 dicembre 2020 risultavano accolte in strutture di accoglienza (negli hotspot, nei SIPROIMI – Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e minori stranieri non accompagnati – e nei centri di accoglienza straordinari) 80mila migranti, in netta diminuzione rispetto agli anni precedenti. La Lombardia è la Regione che al 31 dicembre 2020 ospita il maggior numero di migranti, 10.494 (13% sul totale), seguita da Emilia Romagna (8.392) e Lazio (7.491).</p>



<p><strong>Acquisizioni di cittadinanza.&nbsp;</strong>Nel 2019 le acquisizioni di cittadinanza sono state 127mila, in lieve ripresa dopo il calo registrato nel 2018.</p>



<p><strong>Minori stranieri non accompagnati</strong>. Negli ultimi cinque anni la quota di minori stranieri non accompagnati (msna) sul totale degli sbarcati è stata sempre superiore alla media decennale, oscillando fra il 13,2% e il 15,1%.</p>



<p>Sul fronte dell’accoglienza dei minori stranieri soli, al 31 dicembre 2020 risultavano presenti e censiti nelle strutture di accoglienza italiane 7.080 msna, in grande maggioranza maschi (96,4%) e soprattutto giovani quasi-adulti (il 67% di loro ha 17 anni).</p>



<h5>2) IL LAVORO</h5>



<p><strong>Immigrati e mercato del lavoro in Italia.&nbsp;</strong>Nel 2019 gli occupati stranieri hanno superato i 2 milioni e mezzo, su una popolazione in età da lavoro di oltre 4 milioni. I dati ripresi da varie fonti istituzionali e commentati all’interno del XXVI Rapporto ISMU ci dicono che gli stranieri rappresentano il 10,4% della popolazione in età attiva, l’11,2% delle forze di lavoro, il 10,7% degli occupati e ben il 15,6% dei disoccupati totali. Nel 2019 il tasso di occupazione degli stranieri è del 61% e subisce una lieve flessione, a causa dell’andamento negativo di quello femminile. Il tasso di disoccupazione è del 13,8% (contro il 9,5% degli italiani), con punte più alte tra la componente femminile (16,3%) e i giovani extracomunitari (24%).</p>



<p><strong>Giovani e donne sono i gruppi più svantaggiati.</strong>&nbsp;Nonostante i progressi nella partecipazione degli stranieri al sistema scolastico e accademico, oltre 9 giovani lavoratori extracomunitari su 10 svolgono un lavoro a bassa qualifica e bassa retribuzione. Dati che confermano il fenomeno dello svantaggio strutturale dei giovani immigrati di prima e seconda generazione, svantaggio che rappresenta una delle principali criticità per la convivenza interetnica in Italia e in Europa. A tale fenomeno si sovrappone anche una&nbsp;<strong>questione femminile</strong>, che emerge dall’analisi dei dati relativi ai NEET (Not in Education, Employment or Training, ovvero i giovani che non studiano né lavorano) che per le giovani donne straniere si spiega soprattutto col loro precoce coinvolgimento nel lavoro di cura dei propri familiari: il 23,1% delle extracomunitarie con meno di 24 anni dichiara di doversi prendere cura dei figli o di altri familiari, contro il 4,1% delle italiane.</p>



<p><strong>L’impatto della pandemia e scenari post Covid-19.</strong>&nbsp;L’emergenza determinata dal Covid-19 ha posto in evidenza l’elevata percentuale dei migranti tra i key-workers, impegnati nella produzione dei servizi essenziali, quali la filiera agroalimentare, il settore sanitario e della cura, la logistica. In particolare è emersa la dipendenza dei sistemi di produzione alimentare dei paesi sviluppati dai lavoratori immigrati. Inoltre la crisi sanitaria ha avuto l’effetto non soltanto di rivelare la precarietà e la vulnerabilità dei migranti sul mercato del lavoro, ma anche di rafforzarle.</p>



<p>Su questo quadro si è innestata la regolarizzazione che ha portato in totale a 207.542 domande di emersione, di cui 176.848 per lavoro domestico e assistenza alla persona e 30.694 per lavoro nel settore primario (agricoltura e pesca): un esito importante ma in grado di incidere solo in parte sul problema dell’irregolarità dei rapporti di impiego. Pur senza toglierle il merito di aver permesso l’emersione di migliaia di lavoratori irregolari, questa regolarizzazione ha una volta di più ribadito la distanza tra la legge e la realtà.</p>



<p>La “scoperta” del ruolo chiave che il lavoro immigrato svolge in determinati comparti essenziali rende improrogabile mettere finalmente a tema il&nbsp;<strong>ridisegno delle politiche migratorie</strong>&nbsp;secondo un approccio pragmatico alla questione che ne depotenzi la strumentalizzazione politico-ideologica. Una esigenza che&nbsp;<strong>vedrà Fondazione ISMU impegnata nella formulazione di indicazioni e proposte capaci di iscrivere la gestione dell’immigrazione entro le linee strategiche per la crescita e lo sviluppo dell’Italia</strong>, andando oltre l’approccio “miope” all’immigrazione che l’ha fino ad oggi caratterizzata.</p>



<p><strong>3)&nbsp;</strong><strong>GLI ALUNNI STRANIERI E IL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO</strong></p>



<p><strong>DAD e studenti stranieri.&nbsp;</strong>Nel 2020 la chiusura delle scuole a causa dell’emergenza sanitaria e l’introduzione della Didattica a Distanza (DAD) “forzata” hanno cambiato le vite di milioni di studenti, genitori e insegnanti. Anche se non sono ancora disponibili i dati più completi sugli effetti della DAD, si cominciano a stimare i costi economici e sociali del Covid anche in termini di peggioramento degli apprendimenti degli allievi (sia italiani, sia stranieri), soprattutto quelli più svantaggiati a causa di un accesso limitato a internet e/o per la mancanza del supporto genitoriale. Secondo una survey che ha coinvolto oltre 3.700 insegnanti nel mese di giugno 2020 (INDIRE), i figli di famiglie migranti sono uno fra i gruppi più esclusi dalla DAD.</p>



<p><strong>Ogni 100 alunni 10 sono stranieri.&nbsp;</strong>Passando all’analisi degli ultimi dati disponibili relativi all’anno scolastico 2018/2019 si registra che gli alunni con cittadinanza non italiana (CNI) hanno superato le&nbsp;<strong>850mila</strong>&nbsp;unità (+16% rispetto all’ a.s. 2017/2018), pari al 10% del totale degli iscritti nelle scuole italiane.&nbsp;<strong>Quindi è stata raggiunta la soglia simbolica dei 10 alunni con background migratorio ogni 100</strong>. Come già evidenziato in precedenti rapporti lo scenario delle scuole multiculturali italiane è entrato da diversi anni in una fase di stasi, caratterizzata da un&nbsp;<strong>netto rallentamento del trend di crescita</strong>.</p>



<p><strong>Provenienze: rumeni, albanesi, marocchini e cinesi sono sempre in cima alla classifica.</strong>&nbsp;Nell’a.s. 2018/19 gli alunni di origine rumena si confermano al primo posto (157.470, il 18,3% degli alunni CNI), seguiti dagli albanesi (118.085, il 13,6%), dai marocchini (105.057, 12,2%) e dai cinesi (55.070, 6,4%).</p>



<p><strong>Alunni stranieri nati in Italia raddoppiati negli ultimi 10 anni.</strong>&nbsp;Negli ultimi 10 anni è raddoppiata la quota dei nati in Italia che, nell’a.s. 2018/19, supera le 550mila presenze (pari al 64,5% dei CNI) e da 6 anni scolastici consecutivi costituisce la maggioranza degli alunni stranieri. A livello di provenienze, Cina, Marocco e Albania sono i primi tre paesi per numerosità delle seconde generazioni.</p>



<p><strong>La Campania supera la Sicilia come prima regione del Sud per numero di alunni stranieri.&nbsp;</strong>La Lombardia è, da sempre, la prima regione per numero di alunni stranieri raggiungendo quasi le 218mila presenze nel 2018/19 (15,5% sul totale degli alunni del sistema scolastico lombardo), seguita da Emilia-Romagna (oltre 100mila, pari al 16,4% sul totale degli alunni del sistema scolastico presenti in questa regione), Veneto (circa 94mila), Lazio e Piemonte (79-78mila), Toscana (71mila). La Campania supera la Sicilia come prima regione del Sud per numero assoluto di alunni con background migratorio, oltre ad essere al primo posto per la crescita in termini percentuali nell’ultimo triennio (+15,2%).</p>



<p><strong>I tre quarti delle scuole hanno fino al 30% di alunni con background migratorio.&nbsp;</strong>Nell’a.s. 2018/19 le scuole non coinvolte nel fenomeno migratorio continuano a diminuire nel tempo (sono 10.211, pari al 18,3% del totale delle scuole italiane, contro il 26,1% dell’a.s 2008/2009). Cresce invece il numero delle scuole con percentuali fino al 30% di alunni con origine immigrata (oltre i ¾ delle scuole del territorio nazionale). Aumenta anche la presenza di scuole con oltre il 30% di alunni stranieri, quasi triplicate nell’ultimo decennio, che sono complessivamente 3.574, il 6,5% delle scuole italiane.</p>



<p><strong>Il 30% degli studenti CNI è in ritardo scolastico.</strong>&nbsp;Attualmente il ritardo scolastico è un fenomeno che riguarda il 9% degli studenti italiani e il 30% dei non italiani. Sebbene la quota di studenti con background migratorio in ritardo si sia ridotta di oltre 10 punti percentuali in un decennio, essa rimane ancora molto elevata e stabile negli ultimi anni, in particolare nelle secondarie di secondo grado in cui il 57% dei CNI è in ritardo di uno o più anni.</p>



<p><strong>Il 32,3% dei ragazzi stranieri tra i 18 e i 24 anni abbandona gli studi, contro l’11,3% degli autoctoni</strong>. Per quanto riguarda gli ELET (<em>Early Leaving from Education and</em>&nbsp;<em>Training)</em>, ovvero la percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che non è in possesso di un titolo di istruzione secondaria superiore o di una qualifica professionale e che non è inserita in percorsi scolastico-formativi, in circa un decennio si è verificata una riduzione percentuale di questo gruppo sia fra gli italiani sia fra gli stranieri. Tuttavia, nel 2019, gli ELET nati all’estero sono il 32,3% dei 18-24enni stranieri (il 22,2% nella media UE28), ovvero il triplo degli autoctoni, che si fermano all’11,3%.</p>



<p><strong>Scelte scolastiche: nei licei aumenta la presenza degli alunni stranieri.</strong>&nbsp;Negli ultimi 10 anni è aumentata la presenza dei CNI nei licei e parallelamente è diminuita quella negli istituti professionali.&nbsp;<strong>Nell’a.s. 2018/19 i</strong><strong>&nbsp;liceali arrivano a rappresentare il 30% degli iscritti CNI del secondo ciclo</strong>, con quasi 60mila presenze nei licei italiani.</p>



<p><strong>Scenari futuri.&nbsp;</strong>I dati degli ultimi anni fanno prevedere una r<strong>iduzione progressiva della popolazione scolastica di origine immigrata</strong>, dovuta in parte anche alle acquisizioni di cittadinanza, presumibilmente accelerata anche dagli effetti di medio-lungo termine del Coronavirus sull’abbandono degli studi, di cui si rilevano già tracce in alcune analisi di contesti locali. Un documento dell’USR Lombardia (2020) all’avvio del nuovo a.s. 2020/21, ad esempio, attesta un calo drastico nella quota di studenti stranieri presenti nelle scuole lombarde e, soprattutto milanesi, con una forte diminuzione dell’11%.</p>



<p><strong>4) MEDIA, POLITICA E IMMIGRAZIONE</strong></p>



<p><strong>Immigrazione, media e dibattito politico.</strong>&nbsp;Nel XXVI rapporto sulle migrazioni, ISMU dedica un focus di approfondimento alla relazione tra immigrazione, media e politica con l’obiettivo di capire&nbsp;<strong>se e come l’emergenza sanitaria abbia determinato un cambiamento nel racconto della migrazione</strong>. Attraverso un’analisi dei dati rilevati dall’Osservatorio di Pavia sui telegiornali di prima serata, sulle principali trasmissioni televisive di infotainment e sulle principali testate nazionali e locali,&nbsp;<strong>Fondazione ISMU fa rilevare come&nbsp;</strong><strong>l’emergenza sanitaria abbia modificato l’agenda dei media tradizionali e la visibilità dell’immigrazione abbia avuto un calo significativo</strong>. I Tg italiani nei primi nove mesi del 2020 hanno infatti dedicato all’immigrazione il 6% dei servizi, contro il 10,4% del 2019 (anno record). Stesso trend si riscontra per la stampa: l’immigrazione non fa più notizia sulle prime pagine (da marzo a giugno, la media è stata di circa 10 titoli a testata in un mese, contro i 30 nel 2019).</p>



<p><strong>I media non danno sufficiente spazio alle voci dei migranti.&nbsp;</strong>Nei primi 9 mesi del 2020, migranti e rifugiati, nei 7 notiziari generalisti, hanno avuto voce solo nel 7% dei servizi, mentre gli esponenti politici e istituzionali italiani sono intervenuti nel 33% dei servizi televisivi sull’immigrazione.</p>



<p><strong>Quanto pesa la politica nelle notizie sull’immigrazione.</strong>&nbsp;I dati rilevati confermano che, anche se nel 2020 l’immigrazione non è stata al centro del dibattito mediatico e politico come del 2019, essa rimane comunque – complici il decreto rilancio e le elezioni regionali – un tema polarizzante e fortemente divisivo. Tra gennaio e settembre 2020, la politica nelle notizie sull’immigrazione è presente nel 25-30% dei casi, nei sette principali Tg di prima serata.&nbsp;<strong>Un tema quello dell’immigrazione che sembra essere in cima alle priorità più dei politici</strong>&nbsp;– soprattutto per motivi di consenso –&nbsp;<strong>che dei cittadini, afflitti da ben altri problemi</strong>: secondo un’indagine Ipsos-IUSSES 2020, infatti, i principali motivi di preoccupazione per gli italiani sono l’occupazione e l’economia (78%), mentre l’immigrazione preoccupa solo il 14% degli intervistati.</p>



<p><strong>Il XXVI Rapporto sulle migrazioni 2020 di Fondazione ISMU tratta anche altre tematiche di attualità: razzismo e discriminazione ai tempi della pandemia; i rifugiati e l’azione umanitaria; Unione europea, Africa e migrazioni, le novità legislative. Anche in questa edizione è riservato uno sguardo all’Europa, in particolare alle nuove prospettive per le politiche migratorie europee (opinione pubblica e budget dell’Unione) e all’evoluzione del quadro normativo.</strong></p>



<p><strong>Il XXVI Rapporto sulle migrazioni 2020 di Fondazione ISMU è scaricabile a fine presentazione al seguente link:</strong>&nbsp;<a href="https://www.ismu.org/presentazione-xxvi-rapporto-sulle-migrazioni-2020/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>www.ismu.org/presentazione-xxvi-rapporto-sulle-migrazioni-2020/.?utm_source=rss&utm_medium=rss</strong></a></p>



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<p><a href="https://www.ismu.org/xxvi-rapporto-ismu-sulle-migrazioni-2020-comunicato-stampa-23-2-2021/#_ftnref1?utm_source=rss&utm_medium=rss">[1]</a>&nbsp;Alcuni dati riportati nel comunicato stampa differiscono da quelli pubblicati nel XXVI Rapporto sulle migrazioni 2020. I dati del comunicato infatti sono stati aggiornati in base alle recenti revisioni post-censuarie.</p>



<p><a href="https://www.ismu.org/xxvi-rapporto-ismu-sulle-migrazioni-2020-comunicato-stampa-23-2-2021/#_ftnref2?utm_source=rss&utm_medium=rss">[2]</a>&nbsp;Vedi nota precedente.<a href="https://ismu.us10.list-manage.com/track/click?u=c2c09dbb08ae465f3f8029440&amp;id=573dc476fd&amp;e=29af0f9793&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://ismu.us10.list-manage.com/track/click?u=c2c09dbb08ae465f3f8029440&amp;id=573dc476fd&amp;e=29af0f9793&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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