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	<title>figlie Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Sono nata libera, ma anche oggi sono incatenata</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2020 10:37:21 +0000</pubDate>
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<p>di Xhulia Lamaj</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/19ac1bda-c63d-49d4-8f12-9eb3ff27b636-1024x768-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14849" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/19ac1bda-c63d-49d4-8f12-9eb3ff27b636-1024x768-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/19ac1bda-c63d-49d4-8f12-9eb3ff27b636-1024x768-1-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/19ac1bda-c63d-49d4-8f12-9eb3ff27b636-1024x768-1-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Oggi in Albania una percentuale alta  dei genitori pretendono di comportarsi con i loro bambini , come se fossero i loro padroni di vita. Sono guidati da idee conservatrici per tutela dei propri figli. Il loro consiglio sarebbe :” Fai come dico io” ; ogni cosa si fa per il loro bene. Ogni errore fatto viene coperto per il benessere e l’educazione dei figli. Il bambino nasce come una creatura innocente e ha bisogno di amore ,molto amore , per crescere con salute. È come quella piantina nuova che ha bisogno di cura, impegno per diventare un albero grande. Questo vuol dire molto sforzo, tempo e pazienza. Però non può dare ragione ai genitori se vogliono diventare tutori della loro vita. Il percorso che sceglieranno i propri bambini , sia femmina o maschio , è un loro diritto. Un cammino con alti e bassi , non ha importanza. L’importante è la fiducia nelle loro forze, per raggiungere il loro traguardo. La cosiddetta compassione si trasforma in debolezza della loro personalità. Questa debolezza benevola si presuppone continuerà anche dopo l’adolescenza , lasciando una debole educazione e raffigurazione sbagliata della libertà. Non puoi dire alla bambina o al bambino ; &#8211; Tu continuerai questa professione , perché so io qual è la giusta per te. No! Farà quello che vuole lui: studierà per la Facoltà che vuole, lavorerà dove si trova meglio perché è  diritto di ogni individuo quello di essere libero e indipendente per le decisioni che prenderà. Nella nostra società ognuno sta aprendo gli  occhi  e sta capendo che niente di male viene dalla formazione scolastica. Anni fa non si poteva pensare questa cosa , soprattutto nelle zone rurali. Le ragioni sono diverse. L’ Albania anche oggi è un posto povero, però la povertà non ha impedito agli albanesi di avere cultura e conoscenza. È la mentalità delle persone povere di conoscenza a far sì che  i giovani restino nell’ignoranza, soprattutto  le ragazze che  soffrono di più. Loro sono considerate deboli, quindi per i genitori è più facile sposarle in età piccola. Nella nostra società l’orgoglio e l’onore di un uomo dipende dal modo in cui si comportano le  femmine della loro famiglia, incapaci di controllare il comportamento sessuale, preferiscono darle al padrone, uomo futuro delle figlie. La ragazza da quando nasce deve stare zitta, obbediente, non esprimere i propri pensieri. Deve accettare ogni decisione di suo padre. Nei paesini lontani dalla città non si poteva sentire che la ragazza studiava in qualche università, che vivesse in un alloggio o casa in affitto. Solo il matrimonio simbolizzava il preludio alla felicità. I sogni , le speranze si spegnevano e si spengono anche oggi, vanno via con la rugiada del mattino, si sciolgono come la neve a maggio. E da qui inizia il grande calvario degli sforzi.</p>



<p>Lei si chiama Alma , ha 17  anni e adesso è diventata mamma, però sola. Il suo matrimonio con un uomo che non conosceva l’ha fatta scontrare con una realtà piena di sofferenze. Sposata senza volerlo, senza andare a scuola e casalinga. Alma si doveva arrendere all’ego maschilista del suo nuovo padrone di cui ha affrontato anche la violenza fisica da parte di suo marito. È finita in tribunale per poter avere richiesta di ordine di protezione e altri documenti. Dopo tanta burocrazia, Alma ha divorziato. Certe ragazze hanno il supporto dei propri genitori, certe no, per ragioni economiche. Alma prima calma, bella, silenziosa supportata dalla famiglia , sta lottando per se stessa. Anche se lavora in nero, sta cercando di uscire dal burrone dove l’hanno buttata. Come sempre in questi casi la colpevole è sempre la donna, lei ha la colpa perché ha alzato la voce, lei doveva sopportare suo marito, che anche se rientrava ubriaco, anche se la violentava può essere normale, perché chi ti ama ti colpisce, perché l’uomo affronta tutti i problemi di casa, lui deve lavorare e mantenere la famiglia , ed è normale arrabbiarsi e lo stress del giorno lo deve scaricare sul corpo della moglie. Questa è la logica di certe persone, che colpevolizzano le loro donne anche quando vengono ferite e addirittura ammazzate dai loro mariti, fratelli, padri. Un&#8217;altra brutta storia si è sentita in questi giorni: il fratello uccide sua sorella per proteggere la dignità della propria famiglia. Che patetico. Appena l’onore viene violato emerge la legge delle montagne  che non chiede come o perché, ma vuole essere solo rispettata.  Come può una società cosi sviluppata far accadere queste cose? Signori dovete stare con i piedi per terra: non capite che cosa state facendo? Chi siete voi per giudicare? Lo sviluppo di un paese si vede quando una donna ha voce in famiglia e nella società. “ Una storia  sentita è, o fratello , la miseria che ti resta nella gola e ti prende dentro la tristezza.” Questo versetto di Migjeni descrive bene la tristezza delle storie che appartengono a molte donne. Le madri, timide e silenziose, percepiscono la tristezza fin dalla nascita delle loro figlie femmine, insieme al loro latte benedetto e alla paura imposta… Le crescono educandole  ad avere paura dei  loro padri, ad avere paura dal loro compagno di classe perché è un uomo forte ecc.. Puoi chiamare una paura &#8220;concezione precoce&#8221; che senza volere si eredita di generazione in  generazione . In ogni tempo, in ogni situazione si è vista nella Storia , scritta o no , l’intelligenza , la forza e la potenza della donna, e non solo in Albania. Lì dove il coraggio era più grande, lì ha trionfato. Una delle tante è Ina . Adesso la sua vita naviga in libertà. Ina, una donna semplice, però piena di valori d’anima che le hanno dato l&#8217; impulso di uscire dalla prigione della famiglia , con pazienza e coraggio e che può diventare un esempio per molte donne, ragazze, ovunque siano. Le catene  delle persone devono spezzarsi perché i genitori non sono padroni del bambino, l’uomo non è padrone della donna. Nessuno può imporre alla donna quello che non vuole. La vita ti insegna più dei libri , a volte e si possono affrontare tutte queste cose , il disprezzo si può tollerare anche se ti fa male, la povertà si tollera anche se il corpo soffre , però la negazione  della parola , le catene invisibili della schiavitù nessuno sono è più duri da affrontare. Un cuore libero, un occhio sorridente che conosce  il valore della libertà , non si può barattare con nessuna moneta, d&#8217;oro o d&#8217; argento. </p>
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		<title>Donne Romene in Italia. Diritti e rappresentanza</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2020 09:53:21 +0000</pubDate>
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<p>Oggi, 8 maggio, alle ore 18.30 <strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>propone la diretta streaming sul suo canale Youtube con <strong>SILVIA DUMITRACHE</strong>, Presidente di A.D.R.I., <strong>Associazione Donne Romene in Italia</strong> che ci parlerà dei diritti delle donne (madri, mogli, figlie) che lasciano il proprio Paese d&#8217;origine per recarsi all&#8217;estero in cerca di un <em>lavoro </em>per mantenere se stesse e la propria <em>famiglia </em>lontana.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14007" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Abbia spostato l&#8217;orario degli incontri per permettere a più persone di seguire le dirette. A più tardi! </p>



<p></p>
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		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Come carta di riso &#8211; Il Progetto</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 07:43:28 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="575" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/Come-carta-di-riso-IL-PROGETTO-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13634" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/Come-carta-di-riso-IL-PROGETTO-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/Come-carta-di-riso-IL-PROGETTO-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/Come-carta-di-riso-IL-PROGETTO-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/Come-carta-di-riso-IL-PROGETTO.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1242w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Sono emozionata e orgogliosa di invitarvi alla mostra <strong>&#8220;Come carta di riso &#8211; il Progetto&#8221;</strong>, un percorso tra parole e immagini per condividere le emozioni e i vissuti in un contesto importante come quello del Progetto Aisha con cui siamo felici di collaborare. Progetto Aisha, infatti, è un&#8217;associazione di contrasto e di supporto alle donne vittime di violenza. </p>



<p>Durante l&#8217;inaugurazione &#8211; che si terrà sabato 29 febbraio, alle ore 16.30 &#8211; verrà presentato il laboratorio dal titolo:            <strong>LA NOSTRA SORELLANZA, </strong>rivolto alle donne di ogni età, nazionalità, professioniste e non, di qualunque religione, a tutte coloro, quindi, che sentano l&#8217;esigenza di mettersi in gioco, di  esprimersi tramite la Poesia, il pensiero libero. Uno spazio aperto dove ritrovarsi come donne, moglie, madri, figlie, sorelle, amiche&#8230;E dove trovare un gruppo, una rete di accoglienza e compartecipazione. </p>



<p>Vi aspettiamo !!!</p>



<p></p>
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		<title>“LibriLiberi”. Un mare viola scuro</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Nov 2019 08:23:06 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="343" height="500" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/51iH0hnumL.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13296" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/51iH0hnumL.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 343w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/51iH0hnumL-206x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 206w" sizes="(max-width: 343px) 100vw, 343px" /></figure></div>



<p>di
Alessandra Montesanto 
</p>



<p>Un
esordio nella letteratura per la giornalista Ayanta Barilli, membro
di una nota famiglia di artisti e persone della Cultura
italiana. Ma non sono le vicende professionali quelle raccontate nel
romanzo <em>Un mare viola
scuro</em> (edito da Dea
Planeta), bensì quelle personalissime di quattro generazioni di
donne: la bisnonna Elvira, la nonna Angela, la madre Caterina e, in
parte, la stessa Ayanta. 
</p>



<p>L&#8217;autrice
vive a Madrid, ma le sue radici affondano nel territorio di Padova,
Roma e Tellaro, in Liguria. Un luogo avvia la narrazione e gli eventi
&#8211; specifici, dolorosi, straordinari &#8211; che hanno segnato le esistenze
delle protagoniste: si tratta di Colorno, un paese della bassa
parmense in cui, alla fine dell&#8217; 800 e per i primi decenni del &#8216;900,
era ancora attivo un manicomio. Qui viene rinchiusa Elvira, colpita
dal “morbo” dell&#8217;eccentricità e dalla solitudine, come molte
donne, oggi come ieri. E poi Angela, generata dalla disperazione, che
cresce segnata ancora dalla morte prematura del marito e della
figlia, nella turbolenza di anni difficili per la guerra, per la
miseria, per la necessità che distruggono i corpi e le anime, ma che
scrive un diario in cui raccoglie la storia della famiglia, filtrata
dalla lente dei propri ricordi, veri o falsi che siano. Caterina,
educata all&#8217;odio verso gli uomini, ammalata di ansia di approvazione
e successivamente ammalata di cancro. E Ayanta&#8230;L&#8217;ultima delle
figure femminili, capace di ricostruire il mosaico delle proprie
antenate, come un&#8217;abile detective, facendo appello agli scritti di
mani antiche, alle fotografie ingiallite, alle testimonianze fumose,
alle ricerche sepolte negli archivi. In grado, infine, di svelare la
parte più ardua, quella sua stessa infanzia, marchiata &#8211; ancora una
volta &#8211; dalle violenze e dai sensi di colpa, sempre perpetuati da
uomini aggressivi, ignoranti e prepotenti e taciute da donne
sottomesse, impaurite e ricattate anche da una società retrograda e
patriarcale.</p>



<p>Una
narrazione tutta al femminile, in cui le parole sulla carta
intrecciano Passato e Presente, dove i corpi parlano, prima
sussurrando, poi  sempre più chiaramente per far emergere quelle
memorie tenute celate dal velo (im)pietoso dell&#8217;ipocrisia borghese,
con il risultato di indurirsi nei cuori di chi le ha vissute. 
</p>



<p>Ma la
scrittrice compie un atto di coraggio, per se stessa e per le
generazioni future, in particolare per sua figlia: libera le
verità,anche durissime, per capirle e elaborarle, dissolvendo,
finalmente, la sofferenza nel cielo aperto di un Futuro diverso.</p>
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		<title>“LibriLiberi”: L&#8217;isola delle anime</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2019 08:02:06 +0000</pubDate>
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/9788854518636_0_0_626_75-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12444" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/9788854518636_0_0_626_75-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="403" height="626" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/9788854518636_0_0_626_75-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 403w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/9788854518636_0_0_626_75-1-193x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 193w" sizes="(max-width: 403px) 100vw, 403px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">di Alessandra Montesanto</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Kristina annega i suoi stessi figli; Elli morde, graffia, grida; e poi Sigrid, un&#8217;infermiera che perde il fidanzato in guerra, mette alla luce una bambina e accudisce per tutta la vita altre donne, folli o semplicemente tristi.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>L&#8217;isola delle anime</i></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> (uscito in Italia con Neri Pozza) di Johanna </span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Holmström</span></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> è un romanzo che narra un intreccio potente e poetico di storie al femminile; donne giovani destinate ad invecchiare anzitempo su un&#8217;isola, lontane, quindi, dalle famiglie di origine, dagli amori, dalla società, così come sono lontane dalla realtà che si scolora, col tempo, in ricordi, aspettative, attese.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Nulla, per loro sarà come hanno desiderato; ogni esistenza verrà interrotta dall&#8217;internamento &#8211; in una casa di correzione prima e in un istituto di contenimento poi, in Finlandia &#8211; perché le loro emozioni, le loro sofferenze, sono state trascurate e hanno finito per debordare in stanchezza o furia cieche, incapaci di mantenere stretto e saldo il filo con il Reale, così difficile, soprattutto per l&#8217;altra metà del cielo tra la fine dell&#8217;800 e i primi decenni del &#8216;900. Impossibile ribellarsi, se non tramite atti estremi, spesso inconsapevoli per provare, però, sensi di colpa, rimpianti e rimorsi che non fanno altro che attanagliare, come ragnatele, le anime già compromesse delle protagoniste. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Madri, in particolare: madri anaffettive, quelle “sane”. Madri di-sperate, quelle malate. Madri sostitutive, come Sigrid. Amori in grado di nascere anche in situazioni di coercizione, per necessità di calore e di sostegno. Il mondo del femminino, con tutta la grazia e la dolcezza nonostante la rabbia e la paura, perché gli uomini rappresentano la Legge, la Guerra, l&#8217;Autorità; le donne, invece, possono togliere la Vita, ma restano in grado di restituirla, in quel ciclo eterno che accompagna i nostri giorni, i mesi, gli anni e che ricorda quanto sia importante il Perdono, per l&#8217;umanità intera. </span></p>
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		<title>&#8220;Scritture al sociale&#8221;. La parte lesa</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Nov 2017 14:41:40 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/VIOLENZA-9.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9809" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/VIOLENZA-9.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="558" height="335" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/VIOLENZA-9.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 558w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/VIOLENZA-9-300x180.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 558px) 100vw, 558px" /></a></p>
<p><b>25 Novembre giornata internazionale contro la violenza alle donne</b>. Sono quelle dalle ferite indelebili che non hanno capito in tempo <b>e non hanno avuto più tempo</b>.<br />
Vittime che includono nel dolore madri, padri, figlie, sorelle, fratelli, amici. Sono innocenti. <b>Perché per morire di violenza occorre essere innocenti</b><br />
E donne sparite nonostante siano ancora presenti. Assenti loro malgrado.<br />
Molte le donne che hanno spiegato, promosso, comunicato e scritto, facendo cultura e promozione; libri, opere di comunicazione, mostre fotografiche e molto altro ancora per invitare tutti noi a farci domande.<br />
Tra i nomi di rilievo:<br />
<b>Simone De Beauvoir ne “Il secondo sesso”</b> edito nel 1949 e arrivato in Italia solo nel 1961. Una delle opere fondamentali del movimento femminista. Quasi in modo scientifico spiega l’assurdità delle disparità tra uomo e donna, invitandole a riconoscere il proprio valore.</p>
<p><b>Elena Gianini Belotti “Dalla parte delle bambine”</b> edito da Feltrinelli nel 1973, un saggio dedicato al condizionamento precoce della donna. Un libro per capire, comprendere.. “<i><b>Se le aspettative dei genitori riguardo ai propri figli sono così diverse a seconda del loro sesso, è inevitabile che essi reagiscano ai loro richiami di conseguenza</b></i><i>”.</i></p>
<p><b>Elina Chauvet, nota artista messicana </b>ha dedicato<b> “scarpette rosse</b>”, arte per il sociale per promuovere il cambiamento inteso come partecipazione concreata e virtuale contro il femminicidio. La prima a comunicare attraverso un’invasione di scarpe rosse il fenomeno nel 2009.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/stupro-manifesto-675.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9810" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/stupro-manifesto-675.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="675" height="275" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/stupro-manifesto-675.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 675w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/stupro-manifesto-675-300x122.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 675px) 100vw, 675px" /></a></p>
<p><b>Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker “Con la scusa dell’amore”</b>, edito da Longanesi nel 2013, qui l’accento al femminicidio che non è riconosciuto come un problema di ordine pubblico ma culturale alimentato dalla discriminazione.</p>
<p><b>Loredana Lipperini “Ancora dalla parte delle bambine”</b> edito da Feltrinelli nel 2014, riprende il tema della pioniera Elena Gianini Belotti sull’educazione nell’infanzia, troppo spesso alimentata nelle bambine attraverso stereotipi. Lo fa con maestria e una lucida visione delle origini e sulle evoluzioni nel tempo.</p>
<p><b>Serena Dandini “Ferite a morte”</b>, edito da Rizzoli nel 2014. L’autrice si chiede e ci chiede <b>“E se le vittime potessero parlare?”</b> Così l’autrice prova a dare voce a chi non ha potuto per restituire il coraggio di lottare a chi ancora può farcela in una formula motivazionale attenta e scrupolosa.</p>
<p><b>Sara Magnoli, “Se il freddo fa rumore”</b> edito da Damster Edizioni nel 2017, narrativa in giallo in un contesto di provincia. L’autrice affronta all’interno della trama, <b>la violenza psicologica</b>, troppo spesso dimenticata. <b>“</b><i><b>Forse, se lui l’avesse picchiata, Serena avrebbe avuto il coraggio di denunciarlo. Forse. Ma così, chi le avrebbe mai creduto? Come fai ad andare al pronto soccorso, o alla polizia, e dire: “Ha preso a botte la mia anima?” </b></i></p>
<p>L’accento ed il fermo immagine restano sulla pelle di chi ha subito. Di chi non c’è più e di chi è rimasto vivo e ferito in modo permanente. Urla la pelle di chi ha subito, rimasto ad assistere senza poter fare nulla dentro insani giorni a polverizzare il passato e il futuro.<br />
Che fare? Ricostruire identità, autostima, coscienze. L’educazione ai sentimenti, nella crescita e la manifestazione della tenerezza come caratteristica umana imprescindibile. Famiglia, scuola, educatori, contesti di condivisione. Affinché nessuna donna sia più la ‘parte lesa’.</p>
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		<title>&#8220;Scritture al sociale&#8221;. PROPOSTE INDECENTI, a mia figlia direi&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Oct 2017 08:24:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi In questi giorni, attrici americane e italiane, rivendicano molestie subite da un personaggio importante del cinema Hollywoodiano a causa della loro ‘sudditanza’ professionale. Una realtà aberrante che troviamo anche nella vita&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/10/18/scritture-al-sociale-proposte-indecenti-a-mia-figlia-direi/">&#8220;Scritture al sociale&#8221;. PROPOSTE INDECENTI, a mia figlia direi&#8230;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/American_Beauty.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9646" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/American_Beauty.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1920" height="818" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/American_Beauty.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/American_Beauty-300x128.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/American_Beauty-768x327.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/American_Beauty-1024x436.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></a></p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;">In questi giorni, attrici americane e italiane, rivendicano molestie subite da un personaggio importante del cinema Hollywoodiano a causa della loro ‘sudditanza’ professionale. Una realtà aberrante che troviamo anche nella vita di ogni giorno. Condannabile, deprecabile, che mette alla gogna qualsiasi persona si sia permessa prima di pensare e poi di esercitare addirittura violenza, marchiandosi per sempre del peggiore atto infamante che si possa fare. </span></span></p>
<p><span style="color: #1d2129;">“</span><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;"><i>Non accettare avrebbe potuto rovinarle, non permettere più di lavorare in ambiti importanti, tenerle fuori dalle produzioni del cinema made in Usa</i></span></span><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;">”. </span></span></p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;"><br />
<span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;"><b>A mia figlia direi</b></span></span><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;">, “incontrerai nella vita uomini che penseranno di comprarti. Proveranno a farlo con regali, un lavoro, una macchina, un appartamento,<span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;"> promettendo di realizzare un tuo sogno. In un sorriso sornione ti sarà chiesto di scegliere e di farlo in fretta perché una occasione così, secondo loro, non ti capiterà più…</span></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;"><b>TU INVECE SCEGLI, figlia mia</b></span></span><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;">. Scegli di non assomigliare a nessuno, scegli di contare su di te, sulla materia grigia e sulla quantità di neuroni che possiedi, anche quando ben sistemati su un corpo piacevole, perché le gambe, vorrei le usassi per scappare velocemente da persone che ti faranno un’offerta, chiedendoti un compromesso.<br />
Percorri strade illuminate senza nostalgia e rimpianti, anche quando altri saranno arrivati prima di te nel posto per il quale ti stai adoperando.<br />
Non calpestare, non ti piegare, non tentennare. </span></span></p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;">Da sempre esistono donne e uomini che hanno detto ‘NO’ in cambio di favori, lavori, incarichi, appalti, fama e lussi, fieri delle loro risposte, date con garbo quando possibile e secchi rifiuti. </span></span></p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;">Sappi, perché devi saperlo che potrai subire ricatti, mobbing, turni massacranti di lavoro, essere confinata in mansioni non giuste o non riuscire mai a realizzare quello che desideri.<br />
Sappi anche che sarai in buona compagnia perché ci saranno donne come te, che non cederanno neanche per sfamare i loro figli. E’ già accaduto, sono quelle che si sono strette intorno a chi le ama davvero e sono andate avanti.<br />
Senza gioielli, senza proclami, senza una business-class, ma sono vive davvero.</span></span></p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;">Chi vìola, annienta, brama e prova ad uccidere ogni cellula cresciuta dentro l’amore e la lealtà che ti ha nutrito ogni giorno della tua vita.<br />
Ridi di loro. Opponiti, denunciali. Hanno infierito, offeso senza lasciare scelta, soffocando, annientando, uccidendo.</p>
<p>Gli onnipotenti e i violenti sono solo involucri privi di ogni remota umanità, nascosti dentro giacche e camicie stirate per bene e t shirt audaci di muscoli usati male.</span></span></p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;">Menti bastarde, viscidi esseri senza merito di classificazione.</span></span></p>
<p><span style="color: #1d2129;"><span style="font-size: large;">Tu, figlia mia, conta sulle tue forze, ama, sogna, vivi.<br />
E fa che una ‘proposta indecente’ non sia mai un do ut des, ma un amore che ti riempia la vita.</span></span></p>
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		<title>Un presidio a MILANO per dire BASTA ALLA VIOLENZA SULLE DONNE !</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2016 08:50:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il prossimo 26/27 novembre si svolgeranno le  giornate  NI UNA MENOS &#8211; NON UNA DI MENO per contrastare la violenza sulle donne. &#160; &#160; L&#8217;ASSOCIAZIONE PER I DIRITTI UMANI con ALFOMBRA ROJAS ha deciso&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo 26/27 novembre si svolgeranno le  giornate  NI UNA MENOS &#8211; NON UNA DI MENO per contrastare la violenza sulle donne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-621.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7299" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-621.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-621" width="441" height="168" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-621.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 441w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-621-300x114.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 441px) 100vw, 441px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&#8217;ASSOCIAZIONE PER I DIRITTI UMANI</strong> con <strong>ALFOMBRA ROJAS</strong> ha deciso di organizzare un PRESIDIO, una volta al mese di SABATO,  in una piazza centrale della città di Milano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/peridirittiumani_logodef_vector-03-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-7091 alignleft" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/peridirittiumani_logodef_vector-03-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="peridirittiumani_logodef_vector-03" width="288" height="131" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/peridirittiumani_logodef_vector-03-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3258w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/peridirittiumani_logodef_vector-03-1-300x137.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/peridirittiumani_logodef_vector-03-1-768x350.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/peridirittiumani_logodef_vector-03-1-1024x466.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 288px) 100vw, 288px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/13435432_1222695444417315_1739254858206781429_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-7300" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/13435432_1222695444417315_1739254858206781429_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="13435432_1222695444417315_1739254858206781429_n" width="297" height="110" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/13435432_1222695444417315_1739254858206781429_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 851w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/13435432_1222695444417315_1739254858206781429_n-300x111.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/13435432_1222695444417315_1739254858206781429_n-768x284.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 297px) 100vw, 297px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="CENTER"><span style="color: #cc3300;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-large;"><b>BASTA VIOLENZA SULLE DONNE !</b></span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #cc3300;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-large;"><b>BASTA VIOLENCIA CONTRA LA MUJER</b></span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #cc3300;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-large;"><b>BASTA VIOLENCE AGAINST WOMEN</b></span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #cc3300;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-large;"><b>BASTA VIOLENCE CONTRE LES FEMMES</b></span></span></span></p>
<p align="CENTER">
<p align="CENTER"><span style="color: #ff0000;"><em><span style="font-size: medium;"><u>per denunciare le violenze fisiche e psicologiche nei confronti delle donne</u></span></em></span></p>
<p align="CENTER">
<p align="LEFT"><b>Siete tutti invitati al primo presidio!</b></p>
<p align="LEFT">
<p align="CENTER"><span style="color: #990099;"><span style="font-size: large;"><b>SABATO 12 NOVEMBRE</b></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #990099;"><span style="font-size: large;"><b>ore 17.30</b></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #990099;"><span style="font-size: large;"><b>PIAZZA DEI MERCANTI a MILANO</b></span></span></p>
<p align="CENTER">
<p align="CENTER">
<p align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><b>Ad ogni presidio:</b></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><b>Ascolteremo le storie di tutte coloro che vorranno condividerle.</b></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><b>Daremo voce a chi non ne ha avuta.</b></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><b>Denunceremo soprusi e violenze nei vari settori della società e all&#8217;interno delle famiglie.</b></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><b>Chiederemo più tutele e leggi adeguate per lo stalking e il femminicidio.</b></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><b>Chiederemo maggiori aiuti psicologici e servizi alle istituzioni e agli enti preposti.</b></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><b>Affermeremo i diritti delle donne, ragazze e bambine ad una vita serena e piena.</b></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><b>&#8230;Ascolteremo e daremo agli uomini che vorranno condividere con noi questo percorso!</b></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="color: #339966;">CHI VOLESSE PARTECIPARE per condividere un racconto, una storia, fare una denuncia, etc: può, se crede, scrivere alla mail: peridirittiumani@gmail.com </span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><b>Condividete e partecipiamo numerose/i !!!</b></span></p>
<p align="CENTER">
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		<title>DDL sul cyberbullismo: una sfida partita dal 2013</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/08/31/ddl-sul-cyberbullismo-una-sfida-partita-dal-2013/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Aug 2016 09:04:43 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/th-76.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6723" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6723" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/th-76.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (76)" width="239" height="155" /></a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;Associazione per i Diritti umani ha chiesto alla senatrice PD Elena Ferrara un articolo sulla legge riguardante il cyberbullismo. Eccolo, per voi! Ringraziamo tantissimo Elena Ferrara per questo suo contributo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Elena Ferrara</p>
<p>La morte di Carolina Picchio, prima vittima acclarata di cyberbullismo, fu un fatto tragico, che scosse tutta la comunità e l’opinione pubblica. Un episodio che spinse il padre Paolo Picchio ad impegnarsi per raccogliere il messaggio lasciato dalla figlia: “le parole fanno più male delle botte”. Proprio Carolina, allora 14enne, nella sua lettera d’addio il 5 gennaio 2013, auspicò che più nessuno potesse subire ciò che aveva coinvolto lei. Il web, d’altronde non ha coscienza. Dobbiamo essere noi, in quanto comunità, a costruirla assieme. Da oltre tre anni, dunque, è partita una sfida che mi ha vista in prima linea, anche in quanto insegnante di musica di Carolina durante l’intero triennio della secondaria di primo grado frequentata ad Oleggio. Non appena eletta in Senato ho portato la tematica all’attenzione della Commissione Diritti Umani ottenendo dal Presidente Luigi Manconi un incarico di referente condiviso con il senatore Mazzoni per un’apposita indagine conoscitiva sul fenomeno del cyberbullismo che in quel momento non era certo percepito come lo è attualmente.</p>
<p>Il disegno di legge</p>
<p>Dal lavoro svolto in Commissione Diritti Umani è nato un disegno di legge a prevenzione e contrasto del cyberbullismo, di cui sono prima firmataria, già approvato all’unanimità in Senato. Il ddl non è contro la Rete, ma pone le basi per costruire un nuovo principio di cittadinanza digitale. La proposta di legge, infatti, non ha carattere repressivo, bensì educativo e inclusivo. Il mio impegno è stato quello di partire dalle scuole e soprattutto dai ragazzi in tutto il territorio nazionale forte del contributo di tutti i soggetti preposti, a partire dal MIUR, dalla Polizia postale, dai Garanti privacy e Infanzia e adolescenza, dalle associazioni che lavorano da anni sul campo, di Agicom e dalle stesse aziende new media. Proprio queste ultime, per la prima volta e in maniera decisa, hanno dato tutto il proprio supporto: un impegno che risulta fondamentale per l’attuazione del disegno di legge. In tutti gli incontri con gli esperti, le procure minorili, autorità garanti e rappresentanti istituzionali e terzo settore è sempre emersa la necessità di mettere a sistema una formazione continua a partire dalla scuola e di riorganizzare le tante attività educative che ho riscontrato in oltre 70 incontri sui territori. “Aiutiamo i nostri ragazzi a non farsi del male tra loro e a capire che Internet è luogo di umanità, prima ancora che comunità. Un luogo che genera emozioni vere, anche nelle amicizie virtuali. Sarà infatti non tanto la scienza, ma l’etica ad insegnarci ad usare bene la tecnologia ed essere cittadini in una società immateriale”. La gravità del fenomeno che dal 2013 ha registrato altri episodi di suicidio ed ha aperto una breccia sul sommerso, richiede la massima urgenza al Parlamento. Il Senato approva, dopo un iter in prima commissione, relatore Francesco Palermo, il 20 maggio 2015 all’unanimità il ddl 1261.</p>
<p>Le azioni del MIUR</p>
<p>Va evidenziato che nell’aprile del 2015 il Ministero Istruzione, Università e Ricerca ha emanato le Linee di orientamento di prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo ed ha anticipato alcune azioni previste dalla norma in attesa della sua definitiva approvazione. Anche in collegamento con attività respiro europeo il Miur da diversi anni ha costituito il Safer Internet Centre e progettato Generazioni connesse con azioni di prevenzione, di sostegno alle vittime e di indagine sul fenomeno. Senza dimenticare che nel luglio del 2015 la legge di riforma della scuola ha introdotto al comma 7 la lettera h) sviluppo delle competenze digitali degli studenti, con</p>
<p>particolare riguardo al pensiero computazionale, all&#8217;utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media nonché alla produzione e ai legami con il mondo del lavoro;</p>
<p>Nell’ottobre del 2015, inoltre, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano, primo ospedale d’Italia per bambini dopo la riforma di Regione Lombardia, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per attivare il primo “presidio operativo nazionale” per arginare i fenomeni illegali sul web. Un centro a coordinamento di una rete nazionale per trattare i casi in una logica di prossimità. Un passaggio importante a tutela delle persone in età evolutiva che tenta di dare una risposta alle continue sollecitazioni che giungono dai territori, inserendosi in un contesto di attenzione crescente delle Istituzioni per la promozione di un uso sicuro e consapevole del web da parte dei minori. I dati che il Centro porta all’attenzione sono confermano il costante aumento del disagio che colpisce bulli e vittime, così come crescono le denunce. Un centro che aspetta di partire e che vede il coinvolgimento attivo di Paolo Picchio: la nuova struttura, infatti, sarà intitolata proprio a Carolina.</p>
<p>I dati più recenti relativi al fenomeno:</p>
<p>·       Circa 4 ragazzi su 10 sono connessi oltre 6 ore al giorno. (i numeri di <a href="http://skuola.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Skuola.net</a> per Generazioni Connesse, il Safer Internet Centre italiano)</p>
<p>·       Il 6% degli adolescenti e pre-adolescenti è vittima di cyberbullismo (ma è evidente che vi sia ancora tanto sommerso). Di questi l’11% ha tentato il suicidio; il 50% pratica autolesionismo o ha pensato al suicidio; il 77% si dichiara depresso o triste. (la ricerca di <a href="http://skuola.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Skuola.net</a>)</p>
<p>·       Secondo il 77% dei presidi ritiene che “Internet è l’ambiente dove più frequentemente si verificano casi di bullismo”; l’89% ritiene che sia “più difficile da intercettare rispetto al bullismo tradizionale” del quale risulterebbe “anche più doloroso”. Infine il 93% dei presidi ritiene che “l’esempio dei genitori influenzi molto i cyberbulli”. Non solo: l’81% dei presidi ritiene che i genitori minimizzino il problema del bullismo digitale. (la ricerca del Censis in collaborazione con la Polizia Postale)</p>
<p>·       Il 95% dei ragazzi possiede uno smartphone. (lo studio dell’Università di Firenze e <a href="http://skuola.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Skuola.net</a> per il Safer Internet Centre)</p>
<p>·       Il 98% dei ragazzi ha almeno un social network. L’83% degli adolescenti conosce un under 13 che ha aperto un profilo Facebook. Il 35% si dà appuntamento con qualcuno conosciuto sul web. 452.000 ragazzi (12%), contemporaneamente, non hanno accesso alla Rete. (i dati dallo studio Ipsos per Save The Children)</p>
<p>·       Il 13% dei ragazzi dichiara di aver inviato foto intime. (indagine del centro CREMIT dell’Università Cattolica di Milano)</p>
<p>·       Il 50% ha ricevuto immagini sessualmente esplicite da amici (studio Pepita Onlus)</p>
<p>·       L’85% dei ragazzi vuole corsi a scuola sull’uso dei social network (ricerca <a href="http://skuola.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Skuola.net</a> per la Polizia di Stato)</p>
<p>·       Il 25% dei ragazzi pratica vamping, ovvero ha l’abitudine di restare svegli la notte a chattare e navigare su internet. (i numeri di Telefono Azzurro e Doxa Kids)</p>
<p>I contenuti del ddl 1261</p>
<p>Il testo di legge approvato in Senato è rivolto ai minori, ovvero ai soggetti in età evolutiva e ha come finalità la tutela della loro dignità sia in qualità di vittime sia responsabili. Ecco i punti salienti:</p>
<p>– Definizione del fenomeno del cyberbullismo: non è di per sé un reato, ma tali atteggiamenti si configurano in casi di stalking, minacce, diffamazione, molestie, diffusione materiale pedo pornografico, furto d’identità, che, invece, violano la normativa e sono perseguibili anche penalmente.</p>
<p>– Rimozione contenuti offensivi dalla rete e dai social: previa segnalazione il materiale lesivo sarà direttamente rimosso dai gestori, intesi come prestatori di servizi della società dell’informazione, l’indicazione potrà pervenire direttamente dagli utenti dai quattordici anni in su, al di sotto di questa età sarà necessario il coinvolgimento da parte di un genitore.</p>
<p>– Segnalazione al garante della privacy: qualora entro le 24 ore successive al ricevimento dell’istanza il gestore non provvedesse alla rimozione si prevede l’intervento del Garante della Privacy il quale entro 48 ore dal ricevimento dell’atto ha facoltà di intervento.</p>
<p>– Procedura di ammonimento: in caso di reati compiuti da minorenni con età superiore ai 14 anni nei confronti di un altro minorenne è prevista applicazione procedura di ammonimento. Il Questore convoca il minore unitamente ad almeno un genitore. La sanzione in assenza di reiterazione cessa di avere conseguenze al compimento della maggiore età, nella logica di educare e responsabilizzare i giovani che anche solo inconsapevolmente si rendono attori di comportamenti penalmente perseguibili.</p>
<p>– Un referente per ogni autonomia scolastica: corsi di formazione per personale scolastico che dovranno garantire l’acquisizione di idonee competenze nell’ambito di azioni preventive a sostegno del minore.</p>
<p>– Educazione continua: l’educazione all’uso consapevole della rete trova continuità nel piano dell’offerta formativa in ogni ordine di scuola.</p>
<p>– Risorse formazione Polizia postale: nell’ambito di ciascun programma operativo nazionale sono stanziate idonee risorse alla formazione del personale specializzato alla tutela dei minori sul web. I fondi certi per la Polizia Postale sono per l’aggiornamento ai docenti, nella chiave di individuare un referente cyberbullismo per ogni autonomia scolastica e dare luogo alla formazione continua dedicata agli studenti.</p>
<p>– Tavolo interministeriale permanente: costituzione di un tavolo tecnico per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno. Il tavolo coordinato dal Miur include i Ministeri dell’Interno, Lavoro e Politiche sociali, Giustizia, Sviluppo Economico e della Salute; Anci, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Garante Privacy, Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione media e minori, organizzazioni già coinvolte nel programma nazionale del Safer Internet Centre, nonché una rappresentanza delle associazioni studentesche e dei genitori.</p>
<p>– Marchio di qualità: adozione di un marchio da riconoscere ai fornitori di servizi di comunicazione aderenti ai progetti elaborati dal tavolo interministeriale.</p>
<p>In questo momento la norma è alla Camera (A.C. 3139) ed è stata abbinata ad altre proposte di legge già depositate. Nel passaggio in commissioni congiunte II e XII ha subito pesanti modifiche e, con la ripresa dei lavori parlamentari, si aprirà la discussione in aula.</p>
<p>Nel testo emendato si riscontrano elementi migliorativi e un aggiornamento rispetto alle norme nel frattempo intervenute soprattutto in ambito di riforma della scuola.</p>
<p>Senza volermi addentrare in dettagli temo però che si sia aperta una frattura rispetto allo spirito originario della norma che era incentrata sui minori e non aveva carattere sanzionatorio né di censura nei confronti del web. Il ricorso all’aggravante di pena con modifica dell’art. 612/b del Codice penale rappresenta in tal senso un’incoerenza che spero possa essere sanata nella prosecuzione della discussione.</p>
<p>Il problema nel frattempo si fa sempre più urgente e la politica è chiamata a dare la miglior risposta. In queste ultime settimane è intervenuto anche Papa Francesco che ha voluto incontrare il padre di Carolina Picchio<span style="color: #646464;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;">.</span></span></span> Il Santo Padre più volte si è interessato ai temi della sicurezza in Rete: “internet è un dono di Dio, in grado di offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti. Ma se da un lato la Rete – continua il Papa – con nuovi servizi e strumenti tecnologici dovrebbe semplificare e migliorare la qualità della vita, talvolta distoglie l’attenzione da quello che è veramente importante”. Alla Messa del Giubileo dei ragazzi Francesco lo ha ricordato nuovamente, sottolineando l’importanza delle emozioni e di come nessuno strumento possa sostituire il valore dell’empatia: “La vostra felicità non ha prezzo e non si commercia; non è un’app che si scarica sul telefonino: nemmeno la versione più aggiornata potrà aiutarvi a diventare liberi e grandi nell’amore”</p>
<p>Non abbiamo bisogno di reati che ci sono già, ma di interventi educativi per i nostri ragazzi perché possano accrescere la propria inclusione digitale!</p>
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		<title>Ricordando il recente passato in Perù per ripensare il Presente</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2016 07:25:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri, sabato 30 luglio, le ragazze e le donne di Alfombra Roja si sono trovate in Piazza dei Mercanti a Milano per ricordare le donne vittime di sterilizzazione forzata negli anni&#8217;90 in Perù: un&#8217;occasione,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, sabato 30 luglio, le ragazze e le donne di Alfombra Roja si sono trovate in Piazza dei Mercanti a Milano per ricordare le donne vittime di sterilizzazione forzata negli anni&#8217;90 in Perù: un&#8217;occasione, questa, per attirare l&#8217;attenzione su tutte le donne vittime di violenza.</p>
<p>EccoVi un breve video:</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/rpw-PnMMAzA?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
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