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	<title>frontiere Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Via libera della corte albanese all&#8217;accordo Italia-Albania</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 15:26:45 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="960" height="960" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17406" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></figure>



<p>&#8220;<em>Migranti, patto Italia-Albania: sì dalla Corte costituzionale albanese all’accordo.<br><br>Cinque giudici supremi su nove non si oppongono all’intesa Roma-Tirana sui centri temporanei di accoglienza. Ora l’ultimo passaggio parlamentare in Albania, poi l’implementazione dell’accordo.<br><br>la Corte costituzionale albanese vota a favore dell’accordo per la realizzazione dei centri di accoglienza dei migranti siglato dai governi italiano e albanese. A sostenerlo è una nota della Consulta che conferma così le anticipazioni del Corriere.<br><br><img alt="&#x1f538;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/15.0/1f538/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">La decisione<br>Secondo le fonti 5 giudici – su 9 – della Consulta locale hanno stabilito che l’intesa siglata a Roma dai premier Giorgia Meloni ed Edi Rama risulta «conforme» alla costituzione albanese. Dopo questo pronunciamento e un veloce passaggio parlamentare l’accordo potrà entrare in vigore.<br><br><img alt="&#x1f538;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/15.0/1f538/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Le motivazioni<br>«La Corte ha valutato che il “protocollo sulla migrazione” non stabilisce confini territoriali e neppure altera l’integrità territoriale della Repubblica d’Albania, pertanto non costituisce un accordo relativo al territorio dal punto di vista fisico», si legge nella nota ufficiale. E ancora: «La Corte ha valutato che nelle due zone in cui agisce il protocollo, si applica il diritto albanese, oltre al diritto italiano» e che «la Corte ha constatato che per i diritti e le libertà umane opera una giurisdizione duplice, il che significa che la giurisdizione italiana nelle due zone in questione non esclude la giurisdizione albanese». L’accordo, poi, «non crea nuovi diritti e libertà costituzionali e non impone restrizioni aggiuntive ai diritti e alle libertà umane esistenti, al di là di quanto previsto dall’ordinamento giuridico albanese».<br><br><img alt="&#x1f538;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/15.0/1f538/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Il patto<br>Lo scorso novembre Meloni e Rama hanno siglato l’intesa che prevede la realizzazione in Albania di due centri per l’identificazione e l’accoglienza dei migranti salvati nel Mediterraneo. La prima struttura, quella di «registrazione», secondo l’accordo dovrebbe sorgere al porto di Shëngjin, nel nord del Paese, mentre nell’entroterra dovrebbe essere costruito un centro di permanenza a Gjadër. Tirana si è offerta di accogliere fino a 3 mila migranti in attesa di sapere se possono mettere piede nel territorio italiano o devono essere rimpatriati, il tutto a spese di Roma. Il protocollo ha una validità di cinque anni, prorogabili automaticamente di altri cinque in assenza di rilievi da parte italiana o albanese.<br><br><img alt="&#x1f538;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/15.0/1f538/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Il ricorso<br>L’accordo era stato però fortemente osteggiato dall’opposizione albanese che, dopo aver raccolto le firme necessarie, aveva portato il patto Roma-Tirana alla Corte costituzionale. Il 13 dicembre scorso i giudici albanesi hanno ammesso il ricorso e lo scorso 18 gennaio hanno iniziato a esaminarlo. Due i punti da chiarire, in particolare: il presunto mancato rispetto della procedura di negoziazione e firma e la possibile violazione dei diritti umani.<br><br><img alt="&#x1f538;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/15.0/1f538/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Il voto<br>Negli ultimi giorni la Consulta ha poi ricevuto ulteriori documenti dalla parte ricorrente – oltre alle «memorie» difensive del governo – e dopo diverse ore di confronto, anche acceso, 5 giudici non muovono obiezioni all’accordo, gli altri 4 sì.&#8221;</em></p>
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		<title>6 febbraio. Giornata mondiale di lotta contro il regime di morte alle frontiere</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jan 2024 16:31:08 +0000</pubDate>
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<p>6 febbraio 2024 &#8211; Decimo anniversario</p>



<p>La loro vita, la nostra luce. Il loro destino, la nostra indignazione. Aprite le frontiere!<br>Giornata mondiale di lotta contro il regime di morte alle frontiere e per esigere verità, giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e per le loro famiglie.<br>Il 6 febbraio 2014, più di 200 persone, partite dalle coste marocchine, tentarono di raggiungere a nuoto la spiaggia di Tarajal, nell&#8217;enclave spagnola di Ceuta. Per evitare che arrivassero in “terra spagnola”, la Guardia Civil utilizzò strumenti antisommossa e anche i militari marocchini presenti non soccorsero le persone che stavano annegando davanti a loro. Quindici corpi furono ritrovati sul versante spagnolo, decine di altri scomparvero, i sopravvissuti furono respinti, alcuni morirono sul versante marocchino.<br>Sono passati dieci anni dal massacro di Tarajal.<br>Dieci anni durante i quali il numero dei morti e dei dispersi ha continuato ad aumentare, nel Mediterraneo e sulla rotta delle Canarie, all&#8217;interno dei confini interni dell&#8217;UE, sulla Manica, ai confini orientali, lungo la rotta dei Balcani, e ancora nel Deserto del Sahara e lungo qualsiasi altra traiettoria di mobilità. Il regime delle frontiere ha mostrato ancora una volta il suo volto cinico in maniera del tutto disinibita nel 2023, durante il naufragio di Cutro, quando nella notte del 25 febbraio morirono 94 persone e almeno altre 11 scomparvero a pochi metri dalle coste italiane, sotto lo sguardo impassibile di Frontex e delle autorità italiane, ancora il 14 giugno quando più di 600 persone scomparvero per sempre al largo di Pylos, in Grecia e come il 23 aprile 2022, quando un&#8217;imbarcazione con 90 persone a bordo affondò al largo delle coste libanesi.<br>Dieci anni durante i quali le associazioni, le famiglie e tutti coloro i quali si battono per il diritto alla mobilità per tutti e tutte hanno continuato a chiedere verità e giustizia per queste vittime, a evidenziare le responsabilità dirette e indirette del regime delle frontiere, a lavorare per dimostrare queste responsabilità e sostenere le famiglie e i propri cari nel doloroso percorso di<br>ricerca dei dispersi e di identificazione delle vittime.<br>In occasione del decimo anniversario del massacro di Tarajal, ribadiamo l&#8217;appello lanciato lo scorso anno, con l&#8217;auspicio che ancora più organizzazioni, associazioni, famiglie e attivisti si uniscano a questo processo delle CommemorAzioni decentrate che si svolgono ogni anno il 6 febbraio, affinché questa mobilitazione transnazionale diventi sempre più diffusa, sempre più visibile nello spazio pubblico e riesca a riunire sempre più persone.<br>Chiediamo a tutte le organizzazioni sociali e politiche, laiche e religiose, ai gruppi e collettivi di parenti delle vittime delle migrazioni, ai singoli cittadini e cittadine di tutti i Paesi del mondo di organizzare intorno al 6 febbraio iniziative di protesta e sensibilizzazione.<br>Vi invitiamo a utilizzare il logo riportato in alto, così come i vostri loghi, come elemento per evidenziare il collegamento tra tutte le diverse iniziative. Tutti gli eventi che si realizzeranno saranno pubblicati sul gruppo e sulla pagina Facebook “Commemor-Action”.</p>



<p><br>Per aderire all’appello potete scrivere a: globalcommemoraction@gmail.com<br>Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/330380128977418/?utm_source=rss&utm_medium=rss<br>Pagina Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=100076223537693&utm_source=rss&utm_medium=rss<br>Pagina delle precedenti CommemorAzioni: https://missingattheborders.org/news?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p><br>Migrare per vivere, non per morire! Sono persone, non numeri!</p>



<p>Libertà di movimento per tutti!</p>



<p>CHI SIAMO<br>Siamo parenti, amici e amiche di persone decedute, disperse e/o vittime di sparizioni forzate lungo le<br>frontiere di terra e di mare, in Europa, Africa e America.<br>Siamo persone sopravvissute al tentativo di attraversare le frontiere in cerca di un futuro migliore.<br>Siamo cittadini/e solidali che offrono aiuto alle persone immigrate durante il loro viaggio fornendo assistenza<br>medica, cibo, vestiario e sostegno quando si trovano in situazioni pericolose affinché il loro viaggio vada a<br>buon fine.<br>Siamo attivisti che hanno raccolto le voci di queste persone prima della loro scomparsa, che si impegnano a<br>identificare i corpi senza nome nelle zone di confine e che danno loro una sepoltura dignitosa.<br>Siamo una grande famiglia che non ha né confini né nazionalità, una grande famiglia che lotta contro i<br>regimi di morte imposti in tutte le frontiere del mondo e che lotta per affermare il diritto di migrare, la libertà di<br>circolazione e la giustizia globale per tutti e tutte.</p>



<p>COSA SONO LE COMMEMORAZIONI<br>Le CommemorAzioni mirano a rilanciare le richieste, a porre fine all’assenza di giustizia, a rendere omaggio<br>a tutte le vittime del regime delle frontiere pericoloso e immorale, a ricordare i loro nomi, di là dalle cifre<br>disumanizzanti che sono ben al di sotto della realtà, senza dimenticare le tante persone che sono<br>scomparse nell’anonimato.<br>Le CommemorAzioni sono eventi commemorativi delle persone migranti decedute, scomparse o vittime di<br>sparizione forzata durante il loro viaggio attraverso le frontiere del mondo.<br>Il percorso nasce dalla collaborazione tra familiari e amici delle persone scomparse, in particolare nel<br>Mediterraneo, e gli attivisti impegnati a raccogliere le loro testimonianze e amplificare le loro rivendicazioni.<br>Questa collaborazione si è consolidata e rafforzata attorno alla creazione della pagina web Missing at the<br>Borders (https://missingattheborders.org)?utm_source=rss&utm_medium=rss nata per dare voce alle famiglie dei migranti e un&#8217;opportunità per<br>far ascoltare le loro storie.<br>Le CommemorAzioni sono momenti commemorativi e di protesta allo stesso tempo che mirano a costruire<br>collettivamente processi che possano supportare le famiglie nelle loro richieste di verità e giustizia riguardo<br>al destino dei loro cari.</p>



<p>Il processo delle CommemorAzioni si compone di due eventi:<br>COMMEMORAZIONI DECENTRATE e GRANDI COMMEMORAZIONI</p>



<p>Abbiamo scelto la data del 6 febbraio, giorno del massacro di Tarajal, come data simbolica per organizzare<br>ogni anno delle CommemorAzioni decentrate in tutti i paesi del mondo, per unificare tutte le lotte che molte<br>organizzazioni conducono ogni giorno con l’obiettivo di denunciare la violenza del massacro di Tarajal, dei<br>regimi delle frontiere del mondo e per chiedere verità, giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e<br>per le loro famiglie.<br>Nel febbraio 2020, attivisti e famiglie si sono riuniti a Oujda, in Marocco, per organizzare la prima Grande<br>CommemorAzione e il 6 settembre 2022 a Zarzis, in Tunisia, per realizzare la seconda, al fine di continuare<br>il processo di costruzione della rete internazionale di parenti dei migranti morti, dispersi o vittime di sparizioni<br>forzate e di continuare la lotta per il diritto alla libertà di circolazione per tutti. Le Grandi CommemorAzioni si<br>svolgono ogni due anni, il 6 settembre, giorno in cui si ricorda il naufragio del 2012 avvenuto a pochi<br>chilometri da Lampedusa in cui scomparvero in mare oltre 50 persone.</p>
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		<title>ll diritto d’asilo. Report 2023. Liberi di scegliere se migrare o restare?</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 11:53:18 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/asilo.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="661" height="943" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/asilo.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17332" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/asilo.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 661w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/asilo-210x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 210w" sizes="(max-width: 661px) 100vw, 661px" /></a></figure>



<p>Con l’edizione del 2023 la Fondazione Migrantes arriva alla settima edizione del rapporto dedicato al mondo dei richiedenti asilo e dei rifugiati. Un lavoro scritto da un’equipe di autrici ed autori che si lasciano “toccare e interrogare” dalle sofferenze e dalle contraddizioni che le persone in fuga nel mondo raccontano o portano scritte nei loro volti e nei loro corpi. Anche quest’anno un simile sguardo è cruciale per leggere dati, norme, politiche e storie di un’Unione europea e un’Italia che non solo stanno erodendo il diritto d’asilo, ma stanno addirittura tentando di smantellarne i capisaldi.</p>



<p>In questo quadro di pesanti violazioni dei diritti umani e delle convenzioni internazionali, ogni strumento sembra valido per perseguire lo scopo di escludere e per contrarre lo spazio della protezione internazionale e dei diritti di richiedenti asilo e rifugiati: dagli accordi tra Paesi a prassi discutibili, sia nella gestione alle frontiere che fuori dalle questure, che nell’accesso ad accoglienze sempre più precarie e prive di servizi essenziali, quali l’orientamento legale, il supporto psicologico e la mediazione linguistica. E tutto ciò avviene in un quadro in cui le guerre e altre crisi hanno portato il numero delle persone in fuga nel mondo al più elevato livello di sempre – oltre i 110 milioni di persone in fuga nel mondo – benché siano sempre pochi in proporzione i migranti che cercano ottengono protezione in Europa e in Italia.</p>



<p>Non rinuncia questo volume a proporre in ogni settore – dall’ambito più legale a quello più sociale ed etico – possibili modalità per uscire dall’impasse, prendendo ancora una volta spunto dalle parole di papa Francesco proposte per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR) del 2023 Liberi di scegliere se migrare o restare: parole che rappresentano l’orizzonte di senso in cui si riuscirebbero a risolvere molte delle questioni poste dall’attuale scenario, ma che necessitano con urgenza di azioni concrete per ridare dignità a chi è in fuga e cerca protezione che al momento – anziché essere libero di pensare se migrare o restare – si trova sempre più spesso “intrappolato” e “trattenuto”.</p>



<p>L’augurio è che questo volume possa anche quest’anno aiutare a costruire un sapere fondato rispetto a chi è in fuga, a chi arriva a chiedere protezione nel nostro continente e nel nostro Paese, che ci aiuti a restare o ritornare “umani”, capaci di costruire finalmente quelle azioni concrete che ci facciano togliere il punto interrogativo che abbiamo inserito nel sottotitolo – liberi di pensare se migrare o restare?</p>



<p><strong>DOWNLOAD</strong><br>•&nbsp;<a href="https://www.migrantes.it/wp-content/uploads/sites/50/2023/12/Sintesi-DD2023.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Sintesi Report Diritto d&#8217;Asilo 2023</a></p>
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		<title>Arrivi a Lampedusa: Solidarietà e resistenza di fronte alla crisi dell’accoglienza in Europa!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Sep 2023 12:15:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/lampedusa-settembre-2023-1024x678-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="678" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/lampedusa-settembre-2023-1024x678-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17168" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/lampedusa-settembre-2023-1024x678-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/lampedusa-settembre-2023-1024x678-1-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/lampedusa-settembre-2023-1024x678-1-768x509.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Associazione Per i Diritti umani sottoscrive e divulga il seguente appello: </p>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>In seguito all’arrivo di un numero record di persone in movimento a Lampedusa, la società civile esprime la sua profonda preoccupazione per la risposta degli Stati europei in materia di sicurezza, per la crisi dell’accoglienza e ribadisce la sua solidarietà alle persone in movimento che arrivano in Europa.</em>&nbsp;</p></blockquote>



<p>Oltre 5.000 persone e 112 imbarcazioni: è questo il numero di arrivi registrati sull’isola italiana di Lampedusa martedì 12 settembre. Le imbarcazioni, la maggior parte delle quali arrivate autonomamente, provenivano dalla Tunisia o dalla Libia. In totale, dall’inizio dell’anno sono giunte sulle coste italiane oltre 118.500 persone, quasi il doppio rispetto alle 64.529 registrate nello stesso periodo del 2022<a href="https://www.asgi.it/primo-piano/arrivi-a-lampedusa-solidarieta-e-resistenza-di-fronte-alla-crisi-dellaccoglienza-in-europa/?fbclid=IwAR0SaO0U24cXJ8MCpP1XYulL-NRh7MHtAxnYs7Beiw_uiARkGBq5i3lAuH8&amp;utm_source=brevo&amp;utm_campaign=ASGI%20PASS&amp;utm_medium=email#easy-footnote-bottom-1-52967&utm_source=rss&utm_medium=rss"><sup>1</sup></a>. L’accumulo di numeri non ci deve far dimenticare che, dietro ogni numero, c’è un essere umano, una storia individuale e che le persone continuano a perdere la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa.</p>



<p>Sebbene Lampedusa sia da lungo tempo una destinazione per le imbarcazioni di centinaia di persone che cercano rifugio in Europa, le strutture di accoglienza dell’isola sono carenti. Martedì, il salvataggio caotico di un’imbarcazione ha causato la morte di un bambino di 5 mesi, caduto in acqua e immediatamente annegato, mentre decine di imbarcazioni continuavano ad attraccare nel porto commerciale. Per diverse ore, centinaia di persone sono rimaste bloccate sul molo, senza acqua né cibo, prima di essere trasferite nell’hotspot di Lampedusa.</p>



<p>L’hotspot, un centro di primo filtro dove le persone appena arrivate vengono tenute lontane e separate dalla popolazione locale e pre-identificate prima di essere trasferite sulla terraferma, con i suoi 389 posti, non ha alcuna capacità di accogliere dignitosamente le persone che arrivano quotidianamente sull’isola. Da martedì, il personale del centro è stato completamente sopraffatto dalla presenza di 6.000 persone. Alla Croce Rossa e al personale di altre organizzazioni è stato impedito di entrare nella struttura per “motivi di sicurezza”.</p>



<p>Giovedì mattina, molte persone hanno iniziato a fuggire dall’hotspot saltando le recinzioni a causa della situazione disumana che si stava vivendo. Nel frattempo, di fronte all’incapacità delle autorità italiane di fornire un’accoglienza dignitosa, la solidarietà locale ha preso il sopravvento. Molti abitanti si sono mobilitati per organizzare distribuzioni di cibo per coloro che si sono rifugiati in città<a href="https://www.asgi.it/primo-piano/arrivi-a-lampedusa-solidarieta-e-resistenza-di-fronte-alla-crisi-dellaccoglienza-in-europa/?fbclid=IwAR0SaO0U24cXJ8MCpP1XYulL-NRh7MHtAxnYs7Beiw_uiARkGBq5i3lAuH8&amp;utm_source=brevo&amp;utm_campaign=ASGI%20PASS&amp;utm_medium=email#easy-footnote-bottom-2-52967&utm_source=rss&utm_medium=rss"><sup>2</sup></a>[.</p>



<p>Inoltre, diverse organizzazioni stanno denunciando la crisi politica in Tunisia e l’emergenza umanitaria nella città di Sfax, da cui parte la maggior parte dei barconi per l’Italia. In questo momento circa 500 persone dormono in piazza Beb Jebli, senza quasi nessun accesso a cibo e assistenza medica<a href="https://www.asgi.it/primo-piano/arrivi-a-lampedusa-solidarieta-e-resistenza-di-fronte-alla-crisi-dellaccoglienza-in-europa/?fbclid=IwAR0SaO0U24cXJ8MCpP1XYulL-NRh7MHtAxnYs7Beiw_uiARkGBq5i3lAuH8&amp;utm_source=brevo&amp;utm_campaign=ASGI%20PASS&amp;utm_medium=email#easy-footnote-bottom-3-52967&utm_source=rss&utm_medium=rss"><sup>3</sup></a>. La maggior parte è stata costretta a fuggire da Sudan, Etiopia, Somalia, Ciad, Eritrea o Niger. Dopo le dichiarazioni razziste del presidente della Tunisia, Kais Saied, molti migranti sono stati espulsi dalle loro case e dai loro posti di lavoro<a href="https://www.asgi.it/primo-piano/arrivi-a-lampedusa-solidarieta-e-resistenza-di-fronte-alla-crisi-dellaccoglienza-in-europa/?fbclid=IwAR0SaO0U24cXJ8MCpP1XYulL-NRh7MHtAxnYs7Beiw_uiARkGBq5i3lAuH8&amp;utm_source=brevo&amp;utm_campaign=ASGI%20PASS&amp;utm_medium=email#easy-footnote-bottom-4-52967&utm_source=rss&utm_medium=rss"><sup>4</sup></a>. Altri sono stati deportati nel deserto, dove alcuni sono morti di sete.</p>



<p>Mentre queste deportazioni di massa sono in corso e la situazione a Sfax continua a deteriorarsi, l’UE ha concordato tre mesi fa un nuovo accordo sulla migrazione con il governo tunisino, al fine di cooperare “in modo più efficace sulla migrazione”, sulla gestione delle frontiere e sulle misure “anti-contrabbando”, con una dotazione di oltre 100 milioni di euro. L’UE ha accettato questo nuovo accordo con piena consapevolezza delle atrocità compiute dal governo tunisino, compresi gli attacchi perpetrati dalle guardie costiere tunisine alle imbarcazioni dei migranti<a href="https://www.asgi.it/primo-piano/arrivi-a-lampedusa-solidarieta-e-resistenza-di-fronte-alla-crisi-dellaccoglienza-in-europa/?fbclid=IwAR0SaO0U24cXJ8MCpP1XYulL-NRh7MHtAxnYs7Beiw_uiARkGBq5i3lAuH8&amp;utm_source=brevo&amp;utm_campaign=ASGI%20PASS&amp;utm_medium=email#easy-footnote-bottom-5-52967&utm_source=rss&utm_medium=rss"><sup>5</sup></a>.</p>



<p>Nel frattempo, osserviamo con preoccupazione come i diversi governi europei stiano chiudendo le porte e non rispettino le leggi sull’asilo e i più elementari diritti umani. Mentre il ministro degli Interni francese ha annunciato l’intenzione di rafforzare i controlli alla frontiera italiana, anche diversi altri Stati membri dell’UE hanno dichiarato di voler chiudere le porte. Ad agosto, le autorità tedesche hanno deciso di interrompere i processi di selezione dei richiedenti asilo che arrivano in Germania dall’Italia nell’ambito del “meccanismo di solidarietà volontaria”<a href="https://www.asgi.it/primo-piano/arrivi-a-lampedusa-solidarieta-e-resistenza-di-fronte-alla-crisi-dellaccoglienza-in-europa/?fbclid=IwAR0SaO0U24cXJ8MCpP1XYulL-NRh7MHtAxnYs7Beiw_uiARkGBq5i3lAuH8&amp;utm_source=brevo&amp;utm_campaign=ASGI%20PASS&amp;utm_medium=email#easy-footnote-bottom-6-52967&utm_source=rss&utm_medium=rss"><sup>6</sup></a>.</p>



<p>Invitata domenica a Lampedusa dalla primo ministro Meloni, la presidente della Commissione europea Von der Leyen ha annunciato un piano d’azione in 10 punti che conferma questa risposta securitaria<a href="https://www.asgi.it/primo-piano/arrivi-a-lampedusa-solidarieta-e-resistenza-di-fronte-alla-crisi-dellaccoglienza-in-europa/?fbclid=IwAR0SaO0U24cXJ8MCpP1XYulL-NRh7MHtAxnYs7Beiw_uiARkGBq5i3lAuH8&amp;utm_source=brevo&amp;utm_campaign=ASGI%20PASS&amp;utm_medium=email#easy-footnote-bottom-7-52967&utm_source=rss&utm_medium=rss"><sup>7</sup></a>. Rafforzare i controlli in mare a discapito dell’obbligo di soccorso, aumentare il ritmo delle espulsioni ed intensificare il processo di esternalizzazione delle frontiere… tutte vecchie ricette che l’Unione europea attua da decenni e che si sono rivelate fallimentari, oltre ad aggravare la crisi della solidarietà e la situazione delle persone in movimento.</p>



<p>Le organizzazioni sottoscritte chiedono un’Europa aperta e accogliente e sollecitano gli Stati membri dell’UE a fornire percorsi sicuri e legali e condizioni di accoglienza dignitose. Chiediamo che vengano presi provvedimenti urgenti a Lampedusa e che vengano rispettate le leggi internazionali che tutelano il diritto d’asilo. Siamo sconvolti dalle continue morti in mare causate dalle politiche di frontiera dell’UE e ribadiamo la nostra solidarietà alle persone in movimento!</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2>Firmatari</h2>



<p>Afrique-Europe-Interact</p>



<p>Alarme Phone Sahara (APS)</p>



<p>Alarme Phone Sahara – Mali</p>



<p>Alternative Espaces Citoyen – Niger</p>



<p>Anafé (association nationale d’assistance aux frontières pour les personnes étrangères)</p>



<p>Another Europe is Possible</p>



<p>ARCOM – association des réfugiés et communautés migrantes au Maroc</p>



<p>Are You Syrious?</p>



<p>Associazione studi giuridici sull’immigrazione (ASGI)&nbsp;</p>



<p>Association AFRIQUE INTELLIGENCE</p>



<p>Association Beity</p>



<p>Association d’aide des Migrants en Situation Vulnérable (AMSV) Oujda / Maroc</p>



<p>Association des Etudiants et Stagiaires Africains en Tunisie (AESAT)</p>



<p>Association Féministe Tanit</p>



<p>Association Lina Ben Mhenni</p>



<p>Association de solidarité avec les travailleurS/euses immigré.es (ASTI) des Ulis / France</p>



<p>Association pour la promotion du droit à la différence (ADD)</p>



<p>Association pour les Migrants-AMI, Nîmes, France</p>



<p>Association Sentiers-Massarib</p>



<p>Association Tunisienne de défense des libertés individuelles (ADLI)</p>



<p>Association Tunisienne pour les droits et les libertés (ADL)</p>



<p>Aswat Nissa</p>



<p>Avocats Sans Frontières (ASF)</p>



<p>Association Damj&nbsp;</p>



<p>BELREFUGEES, Plateforme Citoyenne / Belgium</p>



<p>borderline-europe- Menschenrechte ohne Grenzen</p>



<p>Boza Fii – Sénégal&nbsp;</p>



<p>CCFD-Terre Solidaire&nbsp;</p>



<p>CGTM Mauritanie</p>



<p>Chkoun Collective</p>



<p>Coalition des Associations Humanitaires de Médenine</p>



<p>Collectif Droit de Rester, Lausanne</p>



<p>Comité de Vigilance pour la Démocratie en Tunisie – Belgique</p>



<p>Comité pour le respect des libertés et des droits de l’homme en Tunisie (CRLDHT)</p>



<p>CompassCollective</p>



<p>Connexion</p>



<p>Damj l’association tunisienne de la justice et légalité</p>



<p>DZ Fraternité</p>



<p>Emmaüs Europe</p>



<p>European Alternatives&nbsp;</p>



<p>Fédération des tunIsiens citoyens des deux rives (FTCR)&nbsp;</p>



<p>Groupe de Recherche et d’Actions sur les Migrations (GRAM), Bamako / Mali</p>



<p>Groupe d’information et de soutien des immigré.e.s (Gisti)</p>



<p>iuventa-crew</p>



<p>Jeunesse Nigérienne au service du Développement Durable (JNSDD) – Agadez / Niger</p>



<p>Komitee für Grundrechte und Demokratie e.V.</p>



<p>La Cimade&nbsp;</p>



<p>La coalition tunisienne contre la peine de la mort</p>



<p>LasciateCIEntrare&nbsp;</p>



<p>Ligue Algérienne pour la Défense des Droits de l’Homme (LADDH)</p>



<p>Ligue des droits de l’Homme (LDH) – France</p>



<p>Ligue tunisienne des droits de l’homme (LTDH)</p>



<p>Maldusa</p>



<p>medico international&nbsp;</p>



<p>MEDITERRANEA Saving Humans</p>



<p>Mem.med:mémoire Méditerranée&nbsp;</p>



<p>Migrants’ Rights Network</p>



<p>migration-control.info project</p>



<p>Migreurop</p>



<p>MV Louise Michel</p>



<p>Paris d’Exil</p>



<p>Pro-Asyl</p>



<p>Push-Back Alarm Austria</p>



<p>r42-SailAndRescue</p>



<p>Refugees in Libya&nbsp;</p>



<p>Refugees in Tunisia&nbsp;</p>



<p>ResQ – People Saving People&nbsp;</p>



<p>RESQSHIP</p>



<p>Salvamento Marítimo Humanitario (SMH)</p>



<p>Sea-Watch</p>



<p>Seebrücke – Schafft sichere Häfen&nbsp;</p>



<p>Solidarité sans frontières (Sosf)&nbsp;&nbsp;</p>



<p>SOS Balkanroute</p>



<p>SOS Humanity</p>



<p>Statewatch</p>



<p>Tunisian Forum for Social and Economic Rights (FTDES)&nbsp;</p>



<p>Union des travailleurs immigrés tunisiens (UTIT)</p>



<p>United4Rescue&nbsp;</p>



<p>Vivre Ensemble |&nbsp;<a href="https://asile.ch/?utm_source=rss&utm_medium=rss">asile.ch</a></p>



<p>Watch the Med Alarm Phone&nbsp;</p>



<p>Welcome to Europe network&nbsp;</p>



<p>Zusammenland gUG/ MARE*GO</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2>Note:</h2>



<ol><li>Reuters,&nbsp;<a href="https://www.reuters.com/world/europe/italys-lampedusa-island-hit-with-record-migrant-arrivals-2023-09-12/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“Italy’s Lampedusa island hit with record migrant arrivals”</a>, 12 septembre 2023.<a href="https://www.asgi.it/primo-piano/arrivi-a-lampedusa-solidarieta-e-resistenza-di-fronte-alla-crisi-dellaccoglienza-in-europa/?fbclid=IwAR0SaO0U24cXJ8MCpP1XYulL-NRh7MHtAxnYs7Beiw_uiARkGBq5i3lAuH8&amp;utm_source=brevo&amp;utm_campaign=ASGI%20PASS&amp;utm_medium=email#easy-footnote-1-52967&utm_source=rss&utm_medium=rss"></a></li><li>Maldusa, “<a href="https://www.maldusa.org/l/lampedusas-hotspot-system-from-failure-to-nonexistence/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lampedusa’s Hotspot System: From Failure to Nonexistence</a>”, 14 septembre 2023<a href="https://www.asgi.it/primo-piano/arrivi-a-lampedusa-solidarieta-e-resistenza-di-fronte-alla-crisi-dellaccoglienza-in-europa/?fbclid=IwAR0SaO0U24cXJ8MCpP1XYulL-NRh7MHtAxnYs7Beiw_uiARkGBq5i3lAuH8&amp;utm_source=brevo&amp;utm_campaign=ASGI%20PASS&amp;utm_medium=email#easy-footnote-2-52967&utm_source=rss&utm_medium=rss"></a></li><li>Déclaration “<a href="https://euromedrights.org/publication/urgence-humanitaire-au-gouvernorat-de-sfax-la-societe-civile-tire-la-sonnette-dalarme-face-a-une-situation-inacceptable/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Urgence humanitaire au Gouvernorat de Sfax : la société civile tire la sonnette d’alarme face à une situation inacceptable</a>”,&nbsp;14 septembre 2023.<a href="https://www.asgi.it/primo-piano/arrivi-a-lampedusa-solidarieta-e-resistenza-di-fronte-alla-crisi-dellaccoglienza-in-europa/?fbclid=IwAR0SaO0U24cXJ8MCpP1XYulL-NRh7MHtAxnYs7Beiw_uiARkGBq5i3lAuH8&amp;utm_source=brevo&amp;utm_campaign=ASGI%20PASS&amp;utm_medium=email#easy-footnote-3-52967&utm_source=rss&utm_medium=rss"></a></li><li>Migration-control.info-project, “<a href="https://migration-control.info/en/blog/mass-deportations-and-eu-externalisation-in-tunisia-overview-press-review-and-critics/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mass deportations and EU externalisation in Tunisia: Press Review and Critics</a>“, 2 août 2023.<a href="https://www.asgi.it/primo-piano/arrivi-a-lampedusa-solidarieta-e-resistenza-di-fronte-alla-crisi-dellaccoglienza-in-europa/?fbclid=IwAR0SaO0U24cXJ8MCpP1XYulL-NRh7MHtAxnYs7Beiw_uiARkGBq5i3lAuH8&amp;utm_source=brevo&amp;utm_campaign=ASGI%20PASS&amp;utm_medium=email#easy-footnote-4-52967&utm_source=rss&utm_medium=rss"></a></li><li>Alarm Phone, “<a href="https://alarmphone.org/en/2022/12/19/deadly-policies-in-the-mediterranean/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Deadly policies in the Mediterranean: Stop the shipwrecks caused off the coast of Tunisia</a>“, December 19, 2022.<a href="https://www.asgi.it/primo-piano/arrivi-a-lampedusa-solidarieta-e-resistenza-di-fronte-alla-crisi-dellaccoglienza-in-europa/?fbclid=IwAR0SaO0U24cXJ8MCpP1XYulL-NRh7MHtAxnYs7Beiw_uiARkGBq5i3lAuH8&amp;utm_source=brevo&amp;utm_campaign=ASGI%20PASS&amp;utm_medium=email#easy-footnote-5-52967&utm_source=rss&utm_medium=rss"></a></li><li>La Repubblica, “<a href="https://www.repubblica.it/cronaca/2023/09/12/news/migranti_da_berlino_stop_ad_accoglienza_dei_richiedenti_asilo_dallitalia-414254801/?ref=RHLF-BG-I414254188-P2-S1-T1&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Migranti, da Berlino stop ad accoglienza dei richiedenti asilo dall’Italia</a>“, 12 septembre 2023.<a href="https://www.asgi.it/primo-piano/arrivi-a-lampedusa-solidarieta-e-resistenza-di-fronte-alla-crisi-dellaccoglienza-in-europa/?fbclid=IwAR0SaO0U24cXJ8MCpP1XYulL-NRh7MHtAxnYs7Beiw_uiARkGBq5i3lAuH8&amp;utm_source=brevo&amp;utm_campaign=ASGI%20PASS&amp;utm_medium=email#easy-footnote-6-52967&utm_source=rss&utm_medium=rss"></a></li><li>Commissione europea, “<a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/statement_23_4502?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Press statement by President von der Leyen with Italian Prime Minister Meloni in Lampedusa</a>“, 17 settembre 2023<a href="https://www.asgi.it/primo-piano/arrivi-a-lampedusa-solidarieta-e-resistenza-di-fronte-alla-crisi-dellaccoglienza-in-europa/?fbclid=IwAR0SaO0U24cXJ8MCpP1XYulL-NRh7MHtAxnYs7Beiw_uiARkGBq5i3lAuH8&amp;utm_source=brevo&amp;utm_campaign=ASGI%20PASS&amp;utm_medium=email#easy-footnote-7-52967&utm_source=rss&utm_medium=rss"></a></li></ol>
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		<title>Trieste. La piazza del mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Sep 2023 09:59:18 +0000</pubDate>
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<p>Pubblichiamo una parte dell&#8217;importante reportage di Luca Greco che ringraziamo molto per aver deciso di condividere con Associazione Per i Diritti umani alcune sue immagini e le sue riflessioni. Reportage che documenta le condizioni dei migranti che provengono dalla rotta balcanica e che vengono aiutati da Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi, fondatori dell&#8217;associazione &#8220;Linea d&#8217;ombra&#8221;; reportage che si fa denuncia e testimonianza diretta della violazione dei diritti umani per i migranti. Facciamo che diventi un appello per la politica e per ognuno di noi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17137" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>La piazza del mondo ti accoglie appena esci dalla stazione ferroviaria di Trieste.<br>E subito ti colpisce.<br>Colpisce per gli sguardi di chi la abita e per l&#8217;indifferenza di chi ci passa accanto e non ci entra.<br>E come se tutt&#8217;attorno fosse circondata da un muro invisibile. E dentro ci sono loro: decine e decine di giovani uomini con il viso stravolto ed i piedi distrutti. Che in silenzio aspettano: ci sono infermiere che curano le loro ferite mentre altri volontari distribuiscono tagliandi per avere cibo, scarpe e coperte. Ben sapendo che cibo, scarpe e coperte non basteranno per tutti.<br>Alcuni ingannano l&#8217;attesa giocando con un pallone. Altri pregano o provano a chiamare casa. Altri ancora cuciono i nomi di chi non c&#8217;è più in quello che qui viene chiamato il &#8220;lenzuolo della memoria&#8221;.<br>E poi arriva Mohamed, un bimbo afgano di 9 anni che quasi riesce più a muoversi. Ha appena attraversato il confine camminando. Tanta parte della piazza si precipita e lo circonda, cercando di farlo ridere per distrarlo dal dolore delle piaghe ai piedi.<br>Ma come si possono curare le ferite dell&#8217;anima?<br>La Piazza del Mondo comincia a riempirsi nel tardo pomeriggio, quando il sole comincia a calare. Gli abitanti della piazza hanno ormai acquisito l&#8217;arte dell&#8217;attesa. Si aspetta che vengano distribuiti i biglietti per la cena e quelli per i vestiti, si aspetta l&#8217;arrivo delle infermiere a cui mostrare le piaghe e le ferite, si aspetta l&#8217;arrivo di qualcuno con cui scambiare due parole. Si aspetta che il tempo passi o si trasformi. Si aspetta l&#8217;arrivo di qualcosa di nuovo. Si aspettano, ad esempio, gli scout.<br>Che proprio oggi, con il loro carico di energie e curiosità, sono arrivati. A giocare, a distribuire il cibo, a ricamare i nomi di chi non c&#8217;è più, ad ascoltare le storie di chi ha attraversato i Balcani a piedi ed a raccontare di come, anche loro spesso a piedi, sono arrivati a Trieste. Ventenni che accolgono loro coetanei. E così gli scout hanno riempito la piazza. Di vita e di risate.<br>In tutto questo, affamate ed impaurite, le persone continuano ad arrivare. E la piazza continua ad accogliere.<br>La Piazza del Mondo è una piazza partigiana.<br>Gian Andrea Franchi – fondatore assieme alla moglie Lorena Fornasir di &#8220;Linea d&#8217;ombra” – in proposito ha le idee chiarissime: la loro azione, il prendersi cura dell&#8217;altro, è un atto politico, non semplice volontariato. Curare i migranti, nutrirli e vestirli per consentire loro di riprendere il cammino, ovunque vogliano andare, è una critica diretta e frontale alla politica migratoria italiana ed europea. Laddove gli Stati costruiscono muri, loro gettano ponti. Restituiscono dignità ed umanità a chi, per colpa delle politiche liberiste e neocoloniali, è stato privato di tutto. Al centro della loro azione c&#8217;è la persona che, in quanto tale, è portatrice di diritti inalienabili.<br>La piazza è la dimostrazione concreta che un altro mondo, non solo è possibile ma necessario. E per il solo fatto di esistere, diventa un atto di resistenza. Culturale, politica ed umana.<br>A Kanvala ci accompagna Sohail che da 2 mesi dorme lì. Ed ecco che quello che loro chiamano il &#8220;Grand hotel&#8221; si mostra in tutta la sua drammatica e brutale violenza: zanzare, ratti, tafani. Qua e là spuntano alcune tende o altri ripari di fortuna. Niente acqua, né luce, né servizi igienici.<br>Questo enorme silos &#8211; di proprietà di coop alleanza 3.0 che, alla faccia del tanto decantato spirito cooperativo, ha denunciato i migranti per violazione di proprietà privata &#8211; è oggi abitato da circa 300 persone che vivono in condizioni disumane. Con la connivenza dello Stato e delle forze dell&#8217;ordine.<br>Kanvala rappresenta l&#8217;abisso dell&#8217;umanità ed il fallimento della politica guardiamo Sohail e gli chiediamo come sia possibile tornare tutte le notti in questo posto. Lui ci sorride, mi chiede una sigaretta e, mentre aspira, candido risponde: «non è per sempre, è solo per un po&#8217;. Presto o tardi me ne andrò da qui».<br>E così, mentre torniamo nella piazza del mondo, la &#8220;politica della cura&#8221; di Lorena assume ancora più significato. È lei a restituire dignità ai corpi dei migranti. Ed allora ricomincia la vita.<br>Ma Kanvala resta. Negli occhi e nel cuore.<br>La Piazza del Mondo ti obbliga a scegliere.<br>E quella di decidere a chi dare cibo, vestiti e coperte è una delle scelte più difficili da compiere.<br>Mani che chiedono, corpi che ti circondano fino a soffocare, sguardi che implorano: tutti hanno bisogno<br>di tutto. Ma tutto per tutti non c&#8217;è.<br>Ed è in quel momento che arriva il peso della scelta. Perché una scelta va comunque fatta.</p>



<p>Allora cerchi di individuare quelli appena arrivati, li riconosci dai piedi e dagli sguardi. Poi provi a capire le età delle persone, perché sai che minori e anziani hanno la priorità. E Poi, quanto tutti chiedono, ti accorgi che in un angolo della piazza, in disparte, c&#8217;è qualcuno che non riesce a chiedere. Ed allora sei tu ad andare da lui portando con te viveri e calzature.<br>Poi ti guardi le mani e capisci che hai finito tutto. E cerchi le parole per spiegarlo a quelli che sono rimasti senza niente e che si accalcano attorno a te pur sapendo che non c&#8217;è più nulla.<br>Nel mentre, nelle panchine della piazza, le mani delle infermiere continuano a curare i corpi e la dignità dei migranti. Perché gli arrivi continuano. E la solidarietà pure.<br>Shahid ha 25 anni ed è a Trieste da un qualche mese. Manca dal Pakistan da 6 anni. Per arrivare qui ha attraversato mezza Asia e mezza Europa: Iran, Turchia, Grecia, Macedonia, Serbia, Bosnia, Croazia, Slovenia. A piedi. Chiama spesso la madre e le sorelle per tranquillizzarle, loro non sanno che anche lui è uno degli ospiti del &#8220;Grand hotel Kanvala&#8221;. Vorrebbe fare il sarto, lo stesso lavoro che faceva in Pakistan.<br>In un inglese stentato, racconta la sua odissea: «Il viaggio è molto difficile, attraversare le montagne è molto difficile. molti sono morti. E quando vedi morire un compagno di viaggio non puoi dimenticarlo».<br>Sohail ha 26 anni e viene dal Kashmir. È partito a marzo. È stato costretto a lasciare casa: militava in un partito che chiedeva autonomia politica ed economica dall&#8217;India. La prima tappa del viaggio è il Pakistan.<br>A casa lascia il padre, 5 fratelli e 2 sorelle. Quello che guadagna non è sufficiente a mantenere la famiglia e per questo riparte.<br>«I confini più difficili da attraversare sono stati quello iraniano e quello bulgaro. In Iran ci hanno preso,<br>spogliato e ci hanno sparato con proiettili di gomma, in Bulgaria i militari usano cani che sono addestrati ad azzannarci».<br>L&#8217;ultima tappa del suo viaggio è l&#8217;Ungheria. Qui decide di pagare un passeur. «Eravamo in 26 nascosti in un camion. Non so da dove siamo passati perché eravamo rinchiusi e non potevamo guardare fuori.<br>Abbiamo viaggiato per 13 ore ed alla fine siamo arrivati qui».</p>



<p></p>



<p>&#8220;Mi chiamo Luca Greco e scrivo dalla provincia di Ferrara. Dal 14 al 19 agosto sono stato a Trieste, in piazza della libertà, dove Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi, i fondatori di &#8220;Linea d&#8217;ombra&#8221;, accolgono i migranti che arrivano dalla rotta balcanica. Quel che ho visto è umanamente insostenibile e penso che andrebbe data una grande visibilità a quel che avviene quotidianamente in quella piazza. Ho scritto ed ho fotografato per l&#8217;intera settimana e quello che vi propongo è appunto il frutto di questo lavoro di documentazione&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17136" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p2-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17138" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p2-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p2-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p2-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p2-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17139" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17140" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17141" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/p5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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		<title>Appello: non sulla nostra pelle. Casa, lavoro, diritti e documenti per tutte e tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 11:13:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani firma e divulga il seguente appello di Movimento Migranti. NON SULLA NOSTRA PELLECASA, LAVORO, DIRITTI E DOCUMENTI PER TUTTE E TUTTI Siamo quelli che sono sopravvissuti al Mediterraneo e&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/cutro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="775" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/cutro-1024x775.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16923" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/cutro-1024x775.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/cutro-300x227.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/cutro-768x581.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/cutro-1536x1163.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/cutro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1781w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>o</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Associazione Per i Diritti umani firma e divulga il seguente appello di Movimento Migranti.</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>NON SULLA NOSTRA PELLECASA, LAVORO, DIRITTI E DOCUMENTI PER TUTTE E TUTTI</td></tr><tr><td>Siamo quelli che sono sopravvissuti al Mediterraneo e alla Rotta Balcanica, che scappano da fame, guerre, catastrofi ecologiche, dal saccheggio delle nostre terre, dagli effetti delle vostre politiche neocoloniali e delle vostre multinazionali. Siamo i vostri braccianti, i vostri operai, i vostri badanti, i vostri facchini, i vostri negozianti.<br>Siamo la vostra ricchezza!<br>Siamo quelli che dormono nei ghetti dei campi, che dormono per strada, che non trovano casa, che pagano affitti stellari. <br>Guardati dall’alto in basso, trattati in modo razzista. Siamo le donne, anche noi lavoratrici e costruttrici di questo paese, che ai vostri occhi appaiono solo come corpi da abusare, sfruttare, violentare. Siamo le madri, le sorelle, le figlie anche di questo paese.<br>Siamo quelli che non hanno i documenti, che non accedono al sistema sanitario, che si infortunano di più, che muoiono di più. Quelli che non hanno rappresentanza politica, che non possono votare, quelli di cui parlano male al bar e al tg, carne da campagna elettorale.Non siamo animali, non siamo criminali, non vogliamo farvi pena: siamo solo in cerca di una vita migliore, siamo lavoratrici e lavoratori.<br>Come avete fatto voi. Come fate voi quando ancora oggi emigrate perché questo paese non assicura un futuro decente a nessuno. Abbiamo visto morire a Cutro tanti come noi. 91 persone, tanti bambini, a dieci metri dalla costa, per la criminale scelta di non intervenire. Abbiamo provato rabbia, dolore. Perché era prevedibile, era evitabile. Cutro rappresenta il fallimento delle politiche migratorie italiane ed europee degli ultimi trent’anni. Si prova a fermare gli sbarchi pagando criminali libici, appaltando ai campi di concentramento la gestione della frontiera, cercando di impedire alle ONG di salvare vite.<br>Ma tutto questo non serve.  È venuto il momento di dire basta a tutto questo. Siamo cinque milioni. Abbiamo una forza incredibile. Molti di noi sono in Italia già da anni, lottano, studiano, si organizzano, ottengono piccole e grandi vittorie. <br>È tempo di mettere insieme le comunità sul territorio, la rete di associazioni, di sindacati, di organizzazioni politiche che vogliono una gestione diversa delle frontiere e delle migrazioni. Abbiamo un’emergenza: impedire al Governo Meloni di varare l’ennesimo decreto assassino, che toglie la “protezione speciale”, uno dei canali fondamentali per chi scappa dai conflitti e dalla fame, e va creare ancora più clandestinità e guerra fra poveri. <br>Ma da questa emergenza vogliamo partire per rivendicare tutto quello che spetta alle classi popolari che in questi anni di crisi si sono impoverite mentre ricchi, speculatori e multinazionali si sono arricchiti sulle nostre spalle.<br>Vogliamo una mobilitazione che metta al centro i diritti di tutte e tutti quelli che oggi vengono esclusi. Perché, anche se ci vogliono dividere, noi abbiamo tutti gli stessi problemi di casa, salario, lavoro, servizi sociali, trasporti, scuola e sanità. Uniti possiamo essere una forza! <br><br><strong>FIRMA L&#8217;APPELLO: </strong><a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScjsyeINeyserWtze3BhWNVJMivsy4HaHpxqT0mwbvOILBczQ/viewform?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScjsyeINeyserWtze3BhWNVJMivsy4HaHpxqT0mwbvOILBczQ/viewform?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>6 febbraio 2023 &#8211; MIGRARE E&#8217; un DIRITTO !</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2023 10:38:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aderisce anche Associazione Per i Diritti umani 6 febbraio 2023 &#8211; MIGRARE È UN DIRITTO! Giornata globale di lotta contro il regime di morte nelle frontiere e per esigere verità,giustizia e riparazione per le&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>Aderisce anche Associazione Per i Diritti umani</p>



<p><strong><img loading="lazy" src="https://lh3.googleusercontent.com/D6WLpJM3k6rvrkOXFmc_FSPC_M5BxHDEnnlTorQEHm3isq4ayD0qPPvOmvmYROX1BrK0xF6Yu6bEaDUmNdM7o29WxpCQZ1J7D2DUsi8Y8CvNg0IV7OJkeG75iFjxosmIFJMDD1f0jHI0jCwpNwEi5jsyTJqElJbrvEn_GMujjzXRVMDiWmWjkTvYKUxX3H3TchDBv1JbGA?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="490" height="146"></strong></p>



<p>6 febbraio 2023 &#8211; MIGRARE È UN DIRITTO!</p>



<p>Giornata globale di lotta contro il regime di morte nelle frontiere e per esigere verità,<br>giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e per le loro famiglie.</p>



<p>Siamo parenti, amici e amiche di persone decedute, disperse e/o vittime di scomparsa forzata lungo le frontiere di terra<br>o di mare, in Europa, in Africa, in America.<br>Siamo persone sopravvissute al tentativo di attraversare le frontiere alla ricerca di un futuro migliore.<br>Siamo cittadini/e solidali che offrono aiuto alle persone immigrate durante il viaggio fornendo loro soccorso medico,<br>cibo, vestiti e supporto quando si trovano in situazioni di pericolo affinché il loro viaggio abbia un lieto fine.<br>Siamo attivisti che hanno raccolto le voci di queste persone immigrate prima che sparissero, che si adoperano per<br>cercare di identificare i corpi senza nome nelle zone di confine e che danno loro una degna sepoltura.<br>Siamo una grande famiglia che non ha confini e non ha nazionalità, una grande famiglia che lotta contro i regimi di<br>morte imposti in tutte le frontiere del mondo e che si batte per affermare il diritto di migrare, la libertà di circolazione e<br>la giustizia globale per tutti e tutte.<br>Anno dopo anno assistiamo al massacro in atto lungo le frontiere e nei luoghi di detenzione progettati per scoraggiare le<br>partenze delle persone migranti. Non possiamo dimenticare queste vittime! Non vogliamo restare in silenzio di fronte a<br>ciò che accade!</p>



<p><br>A febbraio 2020, ci siamo riuniti/e a Oujda, in Marocco, per organizzare la prima grande CommemorAzione. In<br>quell’occasione abbiamo scelto il 6 febbraio, giorno della strage di Tarajal, come data simbolica contro la<br>militarizzazione delle frontiere e per la libertà di circolazione da celebrare con eventi organizzati in tutto il mondo.<br>A settembre 2022 ci siamo riuniti a Zarziz, in Tunisia, per la seconda grande CommemorAzione e abbiamo confermato la<br>nostra volontà di continuare a lavorare insieme perché il 6 febbraio diventi la giornata in cui si uniscono tutte le lotte<br>che numerose organizzazioni portano avanti ogni giorno per denunciare il regime di morte nelle frontiere e per esigere<br>verità, giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e per le loro famiglie.</p>



<p><br>Chiediamo a tutte le organizzazioni sociali e politiche, laiche e religiose, ai gruppi e collettivi dei parenti delle vittime<br>della migrazione, ai singoli cittadini e cittadine di tutti i paesi del mondo di organizzare iniziative di protesta e<br>sensibilizzazione il 6 febbraio 2023.</p>



<p><br>Vi invitiamo ad usare il logo riportato in alto, insieme ai vostri propri loghi, come elemento per evidenziare il<br>collegamento tra tutte le diverse iniziative. Tutti gli eventi che si realizzeranno potranno essere pubblicati nella pagina<br>Facebook Commemor-Action</p>



<p><br>Migrare per vivere, non per morire!<br>Sono persone non numeri!<br>Libertà di movimento per tutti e tutte!</p>
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		<title>Restoring Family Link: ricerca di una persona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Aug 2022 08:56:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiediamo una vostra collaborazione per una ricerca di 1 persona. La persona da cercare è Jahanzeb Jabarkhel, maschio, nato il 01-01-2001 a Nangharar, Hessarak district. Fratello maggiore del richiedente (foto allegata), è fuggito dall&#8217;Afganistan&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/Missione_CRI_Quarantena_AlanKurdi_AitaMari_82-1-1-768x417-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="417" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/Missione_CRI_Quarantena_AlanKurdi_AitaMari_82-1-1-768x417-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16540" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/Missione_CRI_Quarantena_AlanKurdi_AitaMari_82-1-1-768x417-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/Missione_CRI_Quarantena_AlanKurdi_AitaMari_82-1-1-768x417-2-300x163.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Chiediamo una vostra collaborazione per una ricerca di 1 persona.</p>



<p>La persona da cercare è <strong>Jahanzeb Jabarkhel,</strong> maschio, nato il 01-01-2001 a Nangharar, Hessarak district. Fratello maggiore del richiedente (foto allegata), è fuggito dall&#8217;Afganistan nel 2018 insieme al richiedente. Lo zio materno ha organizzato il loro viaggio in Francia. Nel 2019 sono arrivati in Turchia e hanno soggiornato a Istanbul per un anno e qualche mese; poi in Bosnia per circa 6 mesi. Il richiedente e Jahanzeb Jabarkhel hanno perso i contatti durante un tentativo di attraversare il confine verso l&#8217;Austria, intorno a giugno-luglio 2020.</p>



<p>La fotografia di seguito è della persona richiedente aiuto per la ricerca</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/Caso-jpg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/Caso-jpg-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16538" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/Caso-jpg-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/Caso-jpg-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/Caso-jpg-768x1087.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/Caso-jpg-1085x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1085w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/Caso-jpg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1240w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Ogni anno migliaia di famiglie vengono separate a causa di conflitti armati, situazioni di violenza, disastri, migrazioni o altre circostanze che richiedono una risposta umanitaria. La Croce Rossa Italiana e le altre Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, insieme al Comitato Internazionale di Croce Rossa, operano in tutto il mondo per rintracciare i familiari e ristabilire il legame con i loro cari. Questo impegno si traduce nella ricerca dei congiunti scomparsi, nel ristabilimento e mantenimento dei loro contatti, nel supporto alla riunificazione e nel tentativo di chiarire la sorte dei dispersi, anche attraverso attività volte a facilitare l’identificazione dei corpi senza nome.</p>



<p>Per la ricerca di familiari in Europa e nel caso di contatti interrotti con i propri congiunti durante il percorso migratorio verso l’Europa, è possibile consultare il sito web Trace the Face al link <a href="http://www.tracetheface.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.tracetheface.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>. Il sito contiene le foto di familiari alla ricerca dei loro cari. Coloro che desiderano rintracciare i loro congiunti possono farlo attraverso la pubblicazione delle loro foto online o su poster della Croce Rossa diffusi pubblicamente. Il familiare scomparso che visualizza la foto potrà contattarci e ristabilire il legame con il parente che lo sta cercando.</p>
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		<title>Ad Atene il forum europeo sulla disabilità</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2022 08:47:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è tenuta ad Atene l’Assemblea Generale dell’EDF,&#160;Forum Europeo sulla Disabilità&#160;che ha portato al rinnovo degli&#160;organi direttivi&#160;per il periodo 2022-2026 con l’inserimento nel&#160;Consiglio di tre membri italiani&#160;(Bosisio Fazzi, Griffo e Cirrincione) e a rilevanti&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/disabili-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="500" height="333" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/disabili-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16504" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/disabili-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/disabili-1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></figure></div>



<p>Si è tenuta ad Atene l’<a href="https://www.edf-feph.org/elections-ukraine-womens-rights-becoming-green-our-general-assembly-2022/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Assemblea Generale dell’EDF</strong></a>,&nbsp;<strong>Forum Europeo sulla Disabilità</strong>&nbsp;che ha portato al rinnovo degli&nbsp;<a href="https://www.edf-feph.org/meet-our-new-executive-committee-and-board/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>organi direttivi</strong></a>&nbsp;per il periodo 2022-2026 con l’inserimento nel<strong>&nbsp;Consiglio di tre membri italiani&nbsp;</strong>(<strong>Bosisio Fazzi, Griffo e Cirrincione</strong>) e a rilevanti risultati rispetto a temi di grande rilievo.</p>



<p>Oltre al consueto confronto riguardo alle azioni di&nbsp;<strong>monitoraggio</strong>&nbsp;<strong>sull’applicazione della</strong>&nbsp;<a href="https://www.un.org/development/desa/disabilities/convention-on-the-rights-of-persons-with-disabilities.html?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>CRPD</strong></a><strong>&nbsp;da parte dell’UE&nbsp;</strong>e gli interventi degli esponenti delle Istituzioni Europee e del movimento associativo internazionale delle persone con disabilità, nella due giorni di Atene è stata innanzitutto&nbsp;<strong>approvata una risoluzione sulla pace&nbsp;</strong>(a breve la pubblicazione) e ampio spazio è stato ovviamente dedicato alla<strong>&nbsp;guerra in</strong>&nbsp;<strong>Ucraina</strong>&nbsp;e al lavoro svolto da&nbsp;<strong>EDF,</strong>&nbsp;supportato finanziariamente da&nbsp;<a href="https://www.cbm.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>CBM</strong></a>, e dalle altre organizzazioni aderenti al Forum, tra cui la&nbsp;<a href="https://www.uiciechi.it/attivitainternazionali/fid.asp?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>FID</strong></a>&nbsp;(Forum Italiano sulla Disabilità). Sull’attuale situazione hanno riferito gli esponenti delle varie organizzazioni nazionali attivamente impegnate quali&nbsp;<strong>Lettonia</strong>,&nbsp;<strong>Slovacchia</strong>,&nbsp;<strong>Lituania</strong>,&nbsp;<strong>Romania</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Croazia.</strong>&nbsp;In primo piano l’urgenza di&nbsp;<strong>intervenire</strong>&nbsp;a favore delle tante persone con disabilità&nbsp;<strong>istituzionalizzate</strong>, in particolar modo di quelle con&nbsp;<strong>disabilità intellettive&nbsp;</strong>come evidenziato da&nbsp;<a href="http://www.inclusion-europe.eu/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Inclusion Europe</strong></a>&nbsp;e<strong>&nbsp;&nbsp;</strong>dalla&nbsp;<a href="http://www.nopazzia.com/enusp.html?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Rete europea di (ex) utenti e sopravvissuti della psichiatria</strong></a><strong>,&nbsp;</strong>la quale chiede di<em>«sostenere il<strong>&nbsp;passaggio dall’istituto&nbsp;</strong>all’<strong>assistenza basata sulla comunità nel processo di ricostruzione</strong>&nbsp;i<strong>n Ucraina</strong>»</em>.</p>



<p><strong>Gordon Rattray</strong>, coordinatore del&nbsp;<strong>Programma EDF per l’Ucraina</strong>, ha esposto gli&nbsp;<strong>obiettivi primari</strong>&nbsp;per cui si sta lavorando:<em>”<strong>affrontare i bisogni immediati</strong>&nbsp;delle persone con disabilità (cibo e beni di prima necessità, fornire loro&nbsp;<strong>informazioni accessibili&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>tecnologie assistive</strong>,<strong>&nbsp;trasporti accessibili</strong>&nbsp;<strong>da e per i rifugi</strong>,&nbsp;<strong>verso le frontiere e i rifugi di transito</strong>”.&nbsp;</em>In rilievo anche l&#8217;obiettivo di&nbsp;<strong>promuovere l’inclusione della disabilità&nbsp;</strong>all’interno della<strong>&nbsp;risposta umanitaria “</strong><em>da parte delle principali organizzazioni e dei dipartimenti governativi che forniscono&nbsp;<strong>aiuti ai rifugiati ucrain</strong>i”,&nbsp;</em>utilizzando ad esempio l’<strong>esperienza diretta</strong>&nbsp;delle persone con disabilità nell<strong>’offrire</strong>&nbsp;<strong>formazione sulla sicurezza e sulla raccolta dei dati.</strong></p>



<p>Gli aggiornamenti sul lavoro svolto dal Forum nei diversi settori hanno evidenziato risultati ottenuti nella&nbsp;<strong>lotta alle violenza di genere,&nbsp;</strong>con riferimento alla&nbsp;<a href="https://you.wemove.eu/campaigns/end-forced-sterilisation-in-the-eu-now?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>petizione</strong></a>&nbsp;lanciata per porre fine alle&nbsp;<strong>sterilizzazioni forzate</strong>&nbsp;eall’adozione di una una&nbsp;<a href="https://www.edf-feph.org/content/uploads/2022/06/DOC-AGA-22-06-14-Declaration-on-women-and-girls-with-disabilities.doc?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>dichiarazione</strong></a><strong>&nbsp;sui diritti delle donne e delle ragazze con disabilità (</strong>ad aprire la strada a un terzo Manifesto su tale tema nel 2023), e nella riforma della&nbsp;<a href="https://www.edf-feph.org/publications/human-rights-report-2022-political-participation-of-persons-with-disabilities/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Legge Elettorale dell’Unione Europea</strong></a>&nbsp;ad&nbsp;<strong>estendere il diritto di voto&nbsp;</strong>a tutte le persone con disabilità ”<em>riconoscendo&nbsp;<strong>uguale capacità giuridica</strong>&nbsp;in tutti gli aspetti della vita”&nbsp;</em>&nbsp;secondo l’<strong>Art. 12</strong>&nbsp;della&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/disabilita-e-non-autosufficienza/focus-on/Convenzione-ONU/Documents/Convenzione%20ONU.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Convenzione ONU</strong></a><strong>&nbsp;sui Diritti delle Persone con Disabilità</strong></p>



<p>E’ stata inoltre analizzata criticamente la&nbsp;<a href="http://www.superando.it/files/2021/03/strategia-europea-2020-2030-italiano.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Strategia Europea</strong></a><strong>&nbsp;per i Diritti delle Persone con Disabilità 2021-2030</strong>, mettendo in luce la necessità di<strong>&nbsp;potenziare l’azione europea</strong>&nbsp;e il fatto che&nbsp;<em>&nbsp;“i suoi&nbsp;<strong>obiettivi</strong>&nbsp;possono essere raggiunti&nbsp;<strong>solo</strong>&nbsp;attraverso un&#8217;<strong>azione coordinata</strong>&nbsp;<strong>a livello sia nazionale che dell&#8217;UE</strong>, con un forte impegno degli Stati membri e delle autorità regionali e locali per realizzare le azioni proposte dalla Commissione”.</em></p>



<p>Il Forum ha deciso di ospitare un&nbsp;<strong>Parlamento Europeo delle Persone con Disabilità</strong>&nbsp;nella primavera del prossimo anno, sul tema “<em>Costruire un futuro inclusivo per le persone con disabilità nell’Unione Europea”.</em></p>



<p>Altro rilevante risultato riguarda l’ambito&nbsp;<strong>Green</strong>: considerando lo&nbsp;<strong>sproporzionato impatto dei cambiamenti climatici sulle persone con disabilità</strong>, il Forum si è assunto l’impegno di realizzare approfonditi&nbsp;<strong>studi</strong>&nbsp;sull&#8217;argomento e l’adozione di una&nbsp;<strong>Green Policy</strong>, volta a creare un movimento per la disabilità più sostenibile e responsabile dal punto di vista ambientale.</p>
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		<title>6 febbraio 2022 &#8211; MIGRARE È UN DIRITTO!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jan 2022 11:15:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giornata globale di lotta contro il regime di morte nelle frontiere e per esigere verità, giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e per le loro famiglie Siamo parenti, amici e amiche di&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/logo-italiano.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="765" height="228" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/logo-italiano.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15978" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/logo-italiano.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 765w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/logo-italiano-300x89.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 765px) 100vw, 765px" /></a></figure>



<p><strong><br></strong></p>



<p><em>Giornata globale di lotta contro il regime di morte nelle frontiere e per esigere verità, giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e per le loro famiglie</em></p>



<p>Siamo parenti, amici e amiche di persone decedute, disperse e/o vittime di scomparsa forzata lungo le frontiere di terra o di mare, in Europa, in Africa, in America.</p>



<p>Siamo persone sopravvissute al tentativo di attraversare le frontiere alla ricerca di un futuro migliore.</p>



<p>Siamo cittadini/e solidali che offrono aiuto alle persone immigrate durante il viaggio fornendo loro soccorso medico, cibo, vestiti e supporto quando si trovano in situazioni di pericolo affinché il loro viaggio abbia un lieto fine.</p>



<p>Siamo attivisti che hanno raccolto le voci di queste persone immigrate prima che sparissero, che si adoperano per cercare di identificare i corpi senza nome nelle zone di confine e che danno loro una degna sepoltura.</p>



<p>Siamo una grande famiglia che non ha confini e non ha nazionalità, una grande famiglia che lotta contro i regimi di morte imposti in tutte le frontiere del mondo e che si batte per affermare il diritto di migrare, la libertà di circolazione e la giustizia globale per tutti e tutte.</p>



<p>Anno dopo anno assistiamo al massacro in atto nelle frontiere e nei luoghi di detenzione progettati per scoraggiare le partenze delle persone migranti. Non possiamo dimenticare queste vittime! Non vogliamo restare in silenzio di fronte a ciò che accade!</p>



<p>Per ciò abbiamo deciso di unire le nostre forze, nel rispetto delle singole diversità, per denunciare la violenza mortale dei regimi di frontiera del mondo e per commemorare le persone decedute, disperse e /o vittime di sparizione forzata nel Mar Mediterraneo, nel Sahara, lungo la rotta balcanica, nella Frontera Sur messicana, nel deserto di Arizona e ovunque nel mondo.</p>



<p>Accusiamo i responsabili di questo genocidio in corso: i governi che militarizzando il controllo delle frontiere interne ed esterne rendono sempre più pericolose le rotte migratorie.</p>



<p>Il 6 febbraio del 2014 la polizia di frontiera spagnola massacrò almeno 15 persone che cercavano di attraversare il confine verso l’enclave spagnola di Ceuta. Dopo anni di contenzioso legale i tribunali spagnoli hanno assolto gli agenti della Guardia Civil affermando che nessun reato è stato commesso.</p>



<p>Nessuna giustizia è stata ancora fatta nei confronti delle vittime e dei loro familiari!</p>



<p>Il 6 febbraio del 2019 alcuni gruppi di familiari di migranti deceduti, dispersi e/o vittime di sparizione forzata si sono incontrati a Oujda (Marocco) per la prima giornata di CommemorAzione delle vittime dell’immigrazione e di denuncia della violenza nelle frontiere.</p>



<p>La strage di Tarajal è il simbolo di ciò che accade ogni giorno da oltre 20 anni: vittime senza giustizia, tombe senza nome, confini senza diritti, per ciò a Oujda abbiamo deciso di continuare il percorso delle CommemorAzioni, ogni anno il 6 febbraio, per trasformare il dolore in un’azione collettiva.</p>



<p>Chiediamo a tutte le organizzazioni sociali e politiche, laiche e religiose, ai gruppi e collettivi dei parenti delle vittime della migrazione, ai singoli cittadini e cittadine di tutti i paesi del mondo di organizzare iniziative di protesta e sensibilizzazione in merito a questa situazione.</p>



<p>Vi invitiamo ad usare il logo riportato in alto, insieme ai vostri propri loghi, come elemento per evidenziare il collegamento tra tutte le diverse iniziative. Tutti gli eventi che si realizzeranno saranno pubblicati nella pagina Facebook&nbsp;<strong>Comemor-Action</strong></p>



<p>Facciamo appello alle reti che da molti anni organizzano eventi in occasione della strage di Tarajal, per unire le forze e connettere le diverse iniziative affinchè il 6 febbraio possa trasformarsi in una Giornata Globale di lotta contro il regime di morte nelle frontiere e per esigere verità, giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e per le loro famiglie.</p>



<p><strong>Migrare per vivere, non per morire!</strong></p>



<p><strong>Sono persone non numeri!</strong></p>



<p><strong>Libertà di movimento per tutti e tutte!</strong></p>
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