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	<title>garanzia Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Il Ministro della Salute blocchi la non-riforma sanitaria della Lombardia Moratti-Fontana</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jan 2022 09:17:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>RIMANDARE AL MITTENTE L’ENNESIMA LEGGE DELLA REGIONE LOMBARDIA PRO SANITA’ PRIVATA, LO CHIEDIAMO AL MINISTERO DELLA SALUTE Chiediamo al Ministro della Salute di esprimere la dovuta valutazione sull’esito della sperimentazione della legge &#160;regionale “Modifiche&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong>RIMANDARE AL MITTENTE L’ENNESIMA LEGGE DELLA REGIONE LOMBARDIA PRO SANITA’ PRIVATA, LO CHIEDIAMO AL MINISTERO DELLA SALUTE</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/ZiPFOxvXISzmKla-800x450-noPad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="800" height="450" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/ZiPFOxvXISzmKla-800x450-noPad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16068" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/ZiPFOxvXISzmKla-800x450-noPad.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/ZiPFOxvXISzmKla-800x450-noPad-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/ZiPFOxvXISzmKla-800x450-noPad-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>



<p>Chiediamo al Ministro della Salute di esprimere la dovuta valutazione sull’esito della sperimentazione della legge &nbsp;regionale “Modifiche al Titolo I e al Titolo VI della legge regionale 30 dicembre 2009 n. 33 (Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità)”, come formalmente statuito dal protocollo d’intesa tra l’allora Ministro della Salute e l’allora Presidente della Regione Lombardia e di esprimersi in merito a come la Regione Lombardia ha effettivamente recepito le richieste di modifiche con la L.R. 22/21 approvata a maggioranza dal Consiglio regionale e promulgata lo scorso 14 dicembre 2021.&nbsp;</p>



<p>Il Coordinamento Lombardo per il diritto alla salute – Campagna Dico 32 ha inviato lo scorso 27 dicembre una lettera aperta al Ministro della Salute affinché, nell’ambito dei poteri previsti dall’art. 127 della Costituzione Repubblicana, sollevi la questione di legittimità della legge regionale 22/2021.</p>



<p>La richiesta si fonda principalmente sulla distanza tra quanto richiesto dallo stesso Ministro tramite Agenas (lettera del 16.12.2020) e quanto contenuto nella legge : la confusa frammentazione di competenze tra ATS e ASST permane e viene resa ancora più evidente nel campo della programmazione; la funzione dei distretti non corrisponde a quanto richiesto; permangono ancora indefinite le effettive modalità di controllo degli erogatori privati accreditati.</p>



<p>Ma i motivi sono ancora più profondi perché la legge regionale 22/2021 conferma il contrasto tra le normative che si sono succedute in Lombardia dal 1997 ed i principi stabiliti dalla legge 833/1978 di riforma sanitaria nazionale. Contrasto portato alla luce dall’alto tasso di decessi dovuti al Covid-19 come pure della crisi sistemica della medicina territoriale e i limiti evidenti dell’ approccio ospedalocentrico e sbilanciato a favore delle strutture private.</p>



<p>Il modello lombardo di sanità, padre degli errori commessi, con il progressivo smantellamento della sanità pubblica, preventiva e territoriale (caratteristiche fondamentali di un servizio sanitario, ma non remunerative e non utili ad un “sistema” tendente alla competizione e privatizzazione) , è stato consentito tra le altre cose dalla regionalizzazione della sanità e la creazione di fatto di 21 servizi sanitari differenti, causa principale delle difficoltà di coordinamento che hanno ostacolato la tempestiva gestione dell’emergenza.</p>



<p>La legge 22/2021 introduce formalmente – prioritariamente per poter disporre dei finanziamenti – alcune indicazioni del PNRR (case di comunità, ospedali di comunità, medicina di prossimità) ma li stravolge in sede di attuazione aprendo anche questi ambiti al privato considerato “equivalente” al pubblico. Tende inoltre ad accentuare ulteriormente differenze di accesso ed erogazione dei servizi che diventano discriminanti per chi non dispone &nbsp;di forme di sanità integrativa (mutue, assicurazioni, welfare aziendale) che comunque non garantiscono gli stessi livelli di tutela per tutte le persone.</p>



<p>I cittadini sono trattati come clienti e non come persone portatrici di diritti (art. 32 della Costituzione).</p>



<p>La sanità lombarda necessita da anni di una revisione profonda. Ora è il momento di porla in atto, come hanno richiesto in modo articolato le realtà sociali che aderiscono al Coordinamento : deve prevedere un forte governo pubblico della sanità, basato su una chiara programmazione; la medicina territoriale deve essere organizzata in bacini d’utenza limitati per rispondere in modo mirato ai problemi di salute dando priorità alla prevenzione della malattia anche attraverso la partecipazione della cittadinanza; le Case e gli Ospedali di Comunità devono essere esclusivamente pubblici affinché ci si focalizzi sui risultati reali di salute e non su utili economici; le liste d’attesa devono essere trasparenti e il loro contenimento deve essere un obiettivo primario rientrando nei tempi previsti dai LEA, anche attraverso l’assunzione straordinaria di personale presso le strutture pubbliche; la libera professione all’interno delle strutture pubbliche deve essere eliminata; le RSA devono essere parte integrante del servizio sanitario nazionale; la richiesta di autonomia differenziata deve essere ritirata.</p>



<p>Se il ministero non solleverà rilievi all&#8217;impostazione della legge regionale lombarda 22/2021, confermandola, tali derive privatistiche potrebbero facilmente essere prese a modello da altre realtà regionali allontanando sempre di più il servizio sanitario da quanto previsto dalla riforma del 1978 e mettendo fortemente in discussione il diritto alla salute e la sua universalità e gratuità nel momento dell’erogazione, basata sulla fiscalità generale progressiva.</p>



<p>Per questi motivi chiediamo che il ministero ed il governo intervengano per bloccare la legge regionale lombarda 22/2021.</p>



<p>Coordinamento lombardo per il diritto alla salute &#8211; Campagna Dico 32!</p>



<p></p>



<p>Per firmare la petizione:  <a href="https://www.change.org/p/il-ministro-della-salute-blocchi-la-non-riforma-sanitaria-della-lombardia-moratti-fontana?utm_source=share_petition&amp;utm_medium=custom_url&amp;recruited_by_id=f2b05f30-719a-11ec-9412-9dc3485b2c6b&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.change.org/p/il-ministro-della-salute-blocchi-la-non-riforma-sanitaria-della-lombardia-moratti-fontana?utm_source=share_petition&amp;utm_medium=custom_url&amp;recruited_by_id=f2b05f30-719a-11ec-9412-9dc3485b2c6b&utm_source=rss&utm_medium=rss</a> </p>



<p></p>
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		<title>Agenzia dell&#8217;Unione Europea per i diritti fondamentali: pubblicato il settimo bollettino sulle conseguenze del COVID-19 in termini di diritti fondamentali</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2021 07:21:56 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="538" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/covid_vaccine-1024x538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15492" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/covid_vaccine-1024x538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/covid_vaccine-300x158.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/covid_vaccine-768x403.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/covid_vaccine.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il 16 Giugno l&#8217;<a href="https://fra.europa.eu/en/about-fra?utm_source=rss&utm_medium=rss">Agenzia dell&#8217;Unione Europea per i diritti fondamentali (FRA)</a> ha pubblicato il settimo bollettino FRA sulle conseguenze del <strong>COVID-19</strong> in termini di <strong>diritti fondamentali</strong>: in materia di <strong>parità di accesso ai vaccini</strong> viene analizzata la situazione dei 27 Paesi dell&#8217;Unione Europea per il periodo che va dal 1 Marzo al 30 Aprile 2021. Il bollettino si focalizza su due aspetti principali: la programmazione della distribuzione dei vaccini e la loro effettiva implementazione negli Stati membri. Affronta inoltre temi quali le campagne di informazione e comunicazione, le iscrizioni ai vaccini e la loro amministrazione.<br><br>L&#8217;utilizzo dei vaccini è un passo molto importante verso la sospensione delle restrizioni ai diritti fondamentali espressi nella Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione Europea, quali ad esempio la libertà di movimento, diritti in materia di occupazione e il diritto all&#8217;educazione. Assicurare il prima possibile la parità di accesso al vaccino gratuito per tutti è in linea con il <strong>principio di non discriminazione</strong> stabilito dal diritto dell&#8217;Unione Europea.<br><br>Gli Stati membri tendono a seguire le direttive delle autorità sanitarie europee ed internazionali, dando priorità di accesso ai vaccini a determinati gruppi; tuttavia si fa notare come i criteri seguiti per definire tali gruppi non abbiano tenuto conto di <strong>gruppi svantaggiati</strong> come i popoli romanì, i senzatetto o le persone tossicodipendenti. Inoltre in alcuni Paesi sono state rilevate presunte irregolarità nel rispettare le iscrizioni, violando in tal modo il principio di uguaglianza di accesso ai vaccini.<br><br>Il report originale è disponibile al sito riportato di seguito</p>



<p><a href="https://unipd-centrodirittiumani.it/public/docs/fra-2021-coronavirus-pandemic-eu-bulletin-vaccines_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Coronavirus pandemic in the EU &#8211; Fundamental Rights Implications: Vaccine rollout and equality of access in the EU &#8211; Bulletin 7</a> </p>
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		<title>La Corte Europea dei Diritti dell&#8217; Uomo di Strasburgo</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2020 08:24:30 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/4898970232_4ebbb1be4e_b-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14912" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/4898970232_4ebbb1be4e_b-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/4898970232_4ebbb1be4e_b-1-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/4898970232_4ebbb1be4e_b-1-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>di Alicia Brull Valle</p>



<p>I diritti umani sono una categoria molto ampia all&#8217;interno del diritto internazionale, che comprende un gran numero di prospettive e percezioni degli elementi che necessitano di protezione internazionale. Esiste quindi una legislazione in via di sviluppo sui diritti umani, con le relative istituzioni. In particolare, sono stati creati diversi organismi giudiziari per garantire il rispetto dei diritti umani in tutto il mondo. Per poterli considerare in modo accessibile e comprensibile, saranno tradotti in un linguaggio intelligibile, in particolare dal punto di vista dell&#8217;accessibilità individuale, della loro capacità di accettare i casi segnalati dai singoli, e del risultato in termini di attuazione dei diritti umani.</p>



<p>In questo caso, parleremo della Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo e di come sia aperta ai singoli la possibilità di presentare cause affinché la Corte possa riparare i danni causati ai diritti umani all&#8217;interno della sua giurisdizione. La Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo ha sede a Strasburgo (Francia) ed è stata creata dall&#8217;organizzazione internazionale del Consiglio d&#8217;Europa nel 1959. Il suo potere si basa sulla Convenzione Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo, e quindi la Corte può giudicare i casi di violazione dei diritti umani della Convenzione. La cosa importante da ricordare è che la Corte considera le cause intentate esclusivamente da singoli o da Stati, e quindi costituisce la piattaforma perfetta per portare le denunce in materia di diritti umani a livello giudiziario. Inoltre, l&#8217;individuo non deve necessariamente essere cittadino di uno Stato parte della Convenzione, rendendo la Corte accessibile a tutti.</p>



<p>Ma come funziona esattamente la Corte? Se un individuo ritiene che uno Stato parte della Convenzione Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo abbia violato i suoi diritti umani, il caso può essere deferito alla Corte. Sia le ONG che gli altri Stati possono adire la Corte, ma la maggior parte di casi sono portati da singoli individui. Per poter essere accettato, un caso deve rientrare in criteri specifici (riflessi nell&#8217;articolo 47 dello Statuto della Corte). I criteri includono l&#8217;esaurimento dei mezzi di ricorso interni, un termine di 6 mesi da applicare dopo che il caso è stato risolto in un tribunale nazionale, la denuncia deve essere basata sulla Convenzione Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo e il richiedente deve aver subito uno svantaggio significativo. In generale, è essenziale avere familiarità con tutti i requisiti per presentare un caso, in quanto cambiano frequentemente. Queste informazioni sono presentate in modo organizzato e intuitivo nel sito web della Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo, dedicato a diffondere l&#8217;azione della Corte in modo trasparente.</p>



<p>Una volta che un caso è stato portato in tribunale da un individuo, il caso deve passare attraverso un esame della sua ammissibilità, dopo di che può essere respinto o accettato dal tribunale. Questa procedura non è semplice e può richiedere un certo tempo prima che si giunga alla conclusione se respingere il caso o giudicarlo. Se il caso viene accettato dalla Corte, produce una sentenza su di esso, che è vincolante per lo Stato che viola i diritti umani dell&#8217;individuo. Lo Stato è obbligato a pagare un risarcimento alla vittima o ad adottare misure generali o individuali per garantire il rispetto dei diritti umani precedentemente violati. Ciò che è interessante è che la Corte controlla anche queste misure, garantendo il rispetto dei diritti umani.</p>



<p>In termini di cifre, la Corte ha giudicato 2.187 casi nel 2019. Più di 50.000 cause sono ancora pendenti dinanzi alla Corte, poiché il suo procedimento può durare molti anni, il che è uno svantaggio del Tribunale per i diritti umani. Tuttavia, si tratta di un meccanismo a disposizione dei singoli per lottare per i propri diritti umani e per cambiare le pratiche di violazione degli Stati.</p>
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		<title>Il CPR di Milano è un inferno</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2020 08:57:33 +0000</pubDate>
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<p>(Da #NOCPR)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="858" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-1-1024x858.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14893" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-1-1024x858.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-1-300x251.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-1-768x644.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-1-1536x1288.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1880w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>E&#8217; passata appena poco più di una settimana da quando abbiamo aperto la nostra rubrica social &#8220;Voci dal CPR&#8221; ed abbiamo raccolto già una valanga di episodi e fatto molte segnalazioni e denunce delle violazioni, le gravi carenze, i soprusi e i tentativi di suicidio (già almeno tre) che si sono registrati in questi giorni.<br>Ieri sera, la ripresa dei rimpatri dopo circa due settimane di blocco per isolamento (con imprigionati anche otto minori che lì proprio non potevano essere trattenuti) ha provocato un tentativo di suicidio e una grave protesta, sedata da un ingente numero di agenti di forze dell&#8217;ordine entrati nel centro in tenuta antisommossa.<br>La protesta pare abbia causato gravi danni alla struttura, che da indiscrezioni sarebbe ora in gran parte inagibile.<br>Lo scenario insomma è molto peggiore di quanto potessimo temere: un bando con costi al ribasso della Prefettura, ed una gestione spregiudicata che non garantisce neppure le dotazioni minime di cui all&#8217;appalto, con l&#8217;aggiunta dei frutti del trattato Italia -Tunisia che ha dato luogo ad una girandola di rimpatri a raffica (più di 200 dall&#8217;apertura di via Corelli) han dato luogo ad un centro che non è minimamente in grado di assolvere neppure il compito infame al quale sarebbe deputato.<br>Siamo sempre più convinti che il centro di via Corelli VADA CHIUSO IMMEDIATAMENTE, costituendo una vergogna per la città e per la regione intera: anche quando funzionante, figurarsi quando si tramuta in una trappola per corpi, vite e diritti violati.<br>Teniamo particolarmente alla condivisione delle notizie che riusciamo a veicolare all&#8217;esterno, considerato che chi è recluso si è visto sequestrarsi i telefonini all&#8217;ingresso e non ha in dotazione neppure i telefoni che per legge dovrebbero avere a disposizione: vi invitiamo alla lettura dei link qui sotto e alla loro condivisione, per poter essere voi, con noi, la loro voce.<br>Sono giorni in continua evoluzione, continueremo con i nostri aggiornamenti e vi invitiamo, per ricevere notizie tempestive, a seguire i nostri social.</p>



<p>È ormai confermato. Nel CPR di Milano si trovano anche alcuni minori, almeno due, da più di due settimane. Ovviamente tunisini.</p>



<p>Presi nel mucchio, trasportati appena scesi dalla nave quarantena insieme agli altri e rinchiusi in via Corelli, hanno segnalato la loro minore età ma non sono stati creduti.</p>



<p>Con&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/NagaOnlus/?__tn__=kK*F&utm_source=rss&utm_medium=rss">Associazione Naga &#8211; Milano</a>&nbsp;abbiamo segnalato la cosa ai garanti nazionale e comunale dei diritti delle persone private della libertà individuale e al garante per l&#8217;infanzia e gli accertamenti han confermato che hanno effettivamente meno di diciotto anni.</p>



<p>Per la legge i minori sono inespellibili quindi non vi é motivo che siano in un CPR e il loro trattenimento è assolutamente illegittimo.</p>



<p>Come segnalato nella lettera ai garanti, han trascorso oltre due settimane esposti al contagio Covid (c&#8217;erano almeno due positivi nel centro), tra le immondizie che riempiono i corridoi perché la gestione evidentemente intende risparmiare sulla ditta di pulizie, e senza poter avere contatti con l&#8217;esterno e quindi nominare un avvocato di fiducia, perché il loro cellulare é stato sequestrato e i telefoni fissi previsti per legge non ci sono.</p>



<p>In questo periodo di isolamento totale della struttura, neppure gli avvocati han potuto avere accesso, come segnalato in altra denuncia che stiamo seguendo e di cui vi diremo.</p>



<p>Ci auguriamo che questi due ragazzi vengano liberati al più presto e che di loro chi di dovere si prenda adeguata cura.</p>



<p>Milano e la Lombardia tutta possono tollerare una struttura che pratica la detenzione amministrativa con modalità di deportazione etnica veloce &#8211; &#8220;a porte girevoli&#8221;, come dice la Lamorgese &#8211; e gestita al ribasso dei costi e dei diritti umani?</p>



<p><a href="https://www.facebook.com/NoaiCPR/photos/a.360214287883417/847022339202607/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">UN TENTATIVO DI SUICIDIO &#8211; NE&#8217; PSICOLOGI NE&#8217; MEDIATORI &#8211; ANCORA SENZA TELEFONI</a></p>



<p><a href="https://www.facebook.com/NoaiCPR/photos/a.360214287883417/848473605724147/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ALTRI 6 MINORI &#8211; CIBO SCADUTO, MANCANO COPERTE E MATERASSI &#8211; SEMPRE MENO TELEFONATE &#8211; SEMPRE PIU&#8217; SPORCIZIA</a></p>



<p></p>
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		<title>In lockdown: fuori e dentro il carcere</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2020 08:59:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vi aspettiamo domani, 11 giugno, alle ore 17.30 sul canale Youtube dell&#8217;Associazione Per i Diritti umani per un incontro con PATRIZIO GONNELLA, presidente di Antigone Onlus. Si parlerà di carceri, società, Diritto, Diritti umani,&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Vi aspettiamo domani, <strong>11 giugno, alle ore 17.30</strong> sul <em>canale Youtube </em>dell&#8217;<strong>Associazione Per i Diritti umani</strong> per un incontro con <strong>PATRIZIO GONNELLA</strong>, presidente di Antigone Onlus. </p>



<p>Si parlerà di carceri, società, Diritto, Diritti umani, Giustizia, prima dopo e durante il Covid-19</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="In lockdown: fuori e dentro il carcere" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/H6urz2m8jM8?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>L&#8217;Europa inizia a porre fine al blocco Per quanto riguarda i diritti umani dei migranti e dei rifugiati?</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/21/leuropa-inizia-a-porre-fine-al-blocco-per-quanto-riguarda-i-diritti-umani-dei-migranti-e-dei-rifugiati/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2020 10:35:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicazione del gruppo di lavoro sulla mobilitazione della 45a sessione del Tribunale permanente dei popoli sulle violazioni dei diritti umani dei migranti e dei rifugiati Violazioni dei diritti umani dei migranti e dei rifugiati14&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/05/21/leuropa-inizia-a-porre-fine-al-blocco-per-quanto-riguarda-i-diritti-umani-dei-migranti-e-dei-rifugiati/">L&#8217;Europa inizia a porre fine al blocco Per quanto riguarda i diritti umani dei migranti e dei rifugiati?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="845" height="321" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Logo-campaign-December-18-845x321-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14115" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Logo-campaign-December-18-845x321-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 845w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Logo-campaign-December-18-845x321-1-300x114.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Logo-campaign-December-18-845x321-1-768x292.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 845px) 100vw, 845px" /></figure></div>



<p><em>Comunicazione del gruppo di lavoro sulla mobilitazione della 45a sessione del Tribunale permanente dei popoli sulle violazioni dei diritti umani dei migranti e dei rifugiati Violazioni dei diritti umani dei migranti e dei rifugiati</em><br>14 maggio 2020</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>La crisi del coronavirus ha lasciato migliaia di morti in Europa, ma ha anche visto la nascita di nuove solidarietà, dal basso, tra e verso i più discriminati, quei &#8220;non-corpi&#8221; che in tutti i paesi sono emersi per affrontare i più gravi sfida per l&#8217;umanità in molti anni.&nbsp;Abbiamo anche visto che gli Stati, quando lo desiderano, possono investire milioni di euro per salvare aziende, posti di lavoro e vite umane.&nbsp;Chiediamo ai governi dell&#8217;UE di porre fine ai loro accordi bilaterali sull&#8217;esternalizzazione delle frontiere (con la Libia, la Turchia, il Marocco) in cui i respingimenti stanno portando a detenzioni in condizioni disastrose nei campi di questi paesi terzi e anche a fermare i suoi investimenti in campo militare attrezzature.&nbsp;Anziché,&nbsp;&nbsp;<a href="https://transnationalmigrantplatform.net/wp-content/uploads/2020/05/Communique-PPT-WGMov-14-May-EN-def-3.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">leggi di più inglese</a><a href="https://transnationalmigrantplatform.net/wp-content/uploads/2020/05/Comunicado-TPP-GT-Mov.-14-mayo_def.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lee mas Español</a><a href="https://transnationalmigrantplatform.net/wp-content/uploads/2020/05/Communiqu%C3%A9-TPP-GT-Mob.-14-ma-FR.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leggi la suite Français</a><a href="https://transnationalmigrantplatform.net/wp-content/uploads/2020/05/PPT-WG-MOv-TPP-Communique-Arabic.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">اقرأ المزيد باللغة العربية</a><a href="https://transnationalmigrantplatform.net/wp-content/uploads/2020/05/PPT-GTMob-Comunicato-TPP-GL-Mov.-ITA.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">per il mais italiano</a></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3>Invita la solidarietà a fare rumore sui social media<br><strong>Propuestas para una campana en los medios sociales&nbsp;</strong><strong>Proposte per una campagna su les</strong>&nbsp;social media<br><strong></strong></h3>



<p>È urgentemente necessario che l&#8217;UE e i suoi Stati membri riprendano la responsabilità di salvare vite umane e garantire l&#8217;esercizio dei diritti umani a tutti i migranti e rifugiati.&nbsp;Non possiamo continuare a negare i diritti di quei milioni di persone che compongono le comunità e i popoli migranti e rifugiati.</p>



<h4><strong>QUANDO: </strong> Giovedì 21 maggio, 2020 &#8211; un lancio congiunto alle 12:00 CET<br><br><strong>CUÁNDO</strong> : <strong>giovedì</strong> 21 maggio 2020: marzo alle 12.00 CET e otra vez, giovedì 28 maggio 2020.<br><br><strong>QUAND: </strong> jeudi 21 mai 2020 &#8211; lancia congiunta alle 12.00 CET e aussi jeudi 28 maggio alle 12h00 CET</h4>



<h3><strong>COME</strong>&nbsp;:</h3>



<ul><li><em><strong>Invia il comunicato</strong></em>&nbsp;alle autorità governative a livello nazionale e alle commissioni parlamentari &#8211; Migrazione, asilo e diritti umani, nonché alle autorità a livello di città.&nbsp;Questo deve essere avviato dalle organizzazioni partecipanti.&nbsp;<br>ESP:<em>&nbsp;Llevar a cabo un&#8217;accoglienza intensiva di media sociali con l&#8217;apice del mensaje e delle richieste del Comunicado &#8211; podemos utilizar los hashtags y los twitter handle abajo&nbsp;<br>FR: Faisons une campagne intensive in the médias sociaux pour soutenir the message et the demandes of Communique et utilizzare gli hashtg e le notizie su Twitter ci-dessous</em></li></ul>



<ul><li><strong>Includi i seguenti # nei tuoi tweet /&nbsp;Hasthags à inclure</strong>&nbsp;/&nbsp;<strong>Hasthags a incluir:</strong>&nbsp;#PeoplesVSBorders, #PeoplesVSWalls, #RegularizationNow, #PapersForAll</li></ul>



<ul><li><strong>Possibili messaggi su Twitter o Facebook I</strong><br>migranti e i rifugiati lavorano in settori chiave come l&#8217;agricoltura o l&#8217;assistenza, il più delle volte senza alcuna protezione né riconoscimento dei loro # diritti #PapersForAll @vonderleyen @eucopresident @EP_President&nbsp;&nbsp;<a href="https://bit.ly/migrantrightshumanrights?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://bit.ly/migrantrightshumanrights?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br><br># Le misure di regolarizzazione adottate finora nell&#8217;Unione europea garantiscono il lavoro solo in settori chiave dell&#8217;economia senza garantire la protezione dei diritti umani delle persone #PeoplesvsBorders @vonderleyen @eucopresident @EP_President&nbsp;&nbsp;<a href="https://bit.ly/migrantrightshumanrights?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://bit.ly/migrantrightshumanrights?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br><br>Una #Regularizzazione generalizzata e completa Ora tutti i popoli migranti e rifugiati nell&#8217;UE sono essenziali e urgenti affinché possano finalmente esercitare correttamente i loro diritti di lavoro, sociali e sanitari, a loro vantaggio e quelli della società nel suo complesso @vonderleyen @eucopresident @ EP_President&nbsp;&nbsp;<a href="https://bit.ly/migrantrightshumanrights?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://bit.ly/migrantrightshumanrights?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br><br>Chiediamo ai governi #EU di porre fine ai loro accordi bilaterali sull&#8217;esternalizzazione delle frontiere (con la Libia, la Turchia, il Marocco, ecc.) In cui i respingimenti portano a arresti arbitrari, repressione indiscriminata e schiavitù condizioni nei campi.&nbsp;@vonderleyen @eucopresident @EP_President&nbsp;&nbsp;<a href="https://bit.ly/migrantrightshumanrights?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://bit.ly/migrantrightshumanrights?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br><br>Le misure sanitarie nell&#8217;UE # vengono utilizzate per violare l&#8217;HHRR di migranti e rifugiati, che sono bloccati, bloccati in un limbo dove non possono circolare, tornare nei loro paesi di origine o incontrare le loro famiglie #PeoplesvsBorders @vonderleyen @eucopresident @EP_President @JanezLenarcic<br><br>Current Il divieto #EU di #SearchAndRescue e sbarco di migranti e rifugiati bloccati nel #Mediterraneo è un crimine contro l&#8217;umanità # PeoplesvsBorders @ vonderleyen @eucopresident @EP_President @JFLopezAguilar&nbsp;<a href="https://bit.ly/migrantrightshumanrights?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://bit.ly/migrantrightshumanrueResign?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br><br>#EU dei migranti e dei rifugiati bloccati nel #mediterraneo è un crimine contro l&#8217;umanità #PeoplesvsBorders&nbsp;@MBachelet @UN_SPExperts @FilippoGrandi<a href="https://bit.ly/migrantrightshumanrights?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://bit.ly/migrantrightshumanrights?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br><br>Chiediamo a #EU e agli Stati membri di interrompere i suoi investimenti in attrezzature militari e di riprendere urgentemente la responsabilità di salvare vite umane e garantire l&#8217;esercizio dei diritti umani per tutti i migranti e rifugiati @ vonderleyen @eucopresident @EP_President&nbsp;</li></ul>



<p><a href="https://transnationalmigrantplatform.net/wp-content/uploads/2020/05/Messages-social-media-campaign-may-20.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Link ai messaggi in francese e spagnolo</a></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://transnationalmigrantplatform.net/wp-content/uploads/2020/05/Picture-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-3720"/></figure>



<p>UTILIZZARE la seguente immagine / Immagine come utente / Imagen a usar:</p>



<h3><strong>OBIETTIVO SOCIAL MEDIA AZIONE</strong></h3>



<ul><li>Presidente Commissione europea: Von der Leyen: @vonderleyen&nbsp;&nbsp;<a href="https://twitter.com/vonderleyen?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://twitter.com/vonderleyen?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></li><li>Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel @eucopresident&nbsp;</li><li>Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli @EP_President&nbsp;</li><li>Commissario CE per la migrazione e l&#8217;asilo / affari interni: @YlvaJohansson&nbsp;&nbsp;<a href="https://twitter.com/YlvaJohansson?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://twitter.com/YlvaJohansson?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></li><li>Commissario CE &#8211; European Life of Life: @MargSchinas&nbsp;&nbsp;<a href="https://twitter.com/MargSchinas?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://twitter.com/MargSchinas?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></li><li>Commissario CE per la gestione delle crisi.&nbsp;@JanezLenarcic (&nbsp;&nbsp;<a href="https://twitter.com/JanezLenarcic?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://twitter.com/JanezLenarcic?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>&nbsp;)</li><li>Commissione europea generale: @EU_Commission&nbsp;&nbsp;<a href="https://twitter.com/EU_Commission?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://twitter.com/EU_Commission?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></li></ul>



<ul><li>Alta Commissione delle Nazioni Unite @MBachelet</li><li>Relatore speciale per i diritti dei migranti @UN_SPExperts</li><li>Generale @Refugees&nbsp;&nbsp;<a href="https://twitter.com/Refugees?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://twitter.com/Refugees?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></li><li>Commissario: @FilippoGrandi&nbsp;&nbsp;<a href="https://twitter.com/FilippoGrandi?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://twitter.com/FilippoGrandi?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></li></ul>
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		<title>Le nuove sfide per lo sviluppo sostenibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2020 08:53:49 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="500" height="500" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/obiettivi-dellagenda-2030-per-lo-sviluppo-sostenibile-02.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14074" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/obiettivi-dellagenda-2030-per-lo-sviluppo-sostenibile-02.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/obiettivi-dellagenda-2030-per-lo-sviluppo-sostenibile-02-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/obiettivi-dellagenda-2030-per-lo-sviluppo-sostenibile-02-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/obiettivi-dellagenda-2030-per-lo-sviluppo-sostenibile-02-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/obiettivi-dellagenda-2030-per-lo-sviluppo-sostenibile-02-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure></div>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>ha incontrato Nicola Mazon &#8211; di <strong>AIESEC </strong>Verona &#8211; che ha parlato delle nuove sfide per lo sviluppo sostenibile, in particolare dopo essere stati colpiti, a livello globale, da una pandemia. </p>



<p>AIESEC è un nostro partner e ci ha fatto molto piacere invitare un giovane preparato perchè i <em>giovani </em>sono i professionisti del <em>Futuro</em>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Il Covid-19 e le nuove sfide per gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs)" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/oKA-dcFepvk?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Il diritto allo studio è anche un dovere: il nostro speech presso l&#8217; ONU di Ginevra</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/12/10/il-diritto-allo-studio-e-anche-un-dovere-il-nostro-speech-presso-l-onu-di-ginevra/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2019 09:32:17 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/12/10/il-diritto-allo-studio-e-anche-un-dovere-il-nostro-speech-presso-l-onu-di-ginevra/">Il diritto allo studio è anche un dovere: il nostro speech presso l&#8217; ONU di Ginevra</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="517" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/IMG-4277-1024x517.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13346" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/IMG-4277-1024x517.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/IMG-4277-300x151.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/IMG-4277-768x388.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>è stata invitata al convegno internazionale dal titolo &#8220;Human Rights: where are we at? Past and Future&#8221; organizzato da Associazione per i diritti umani e la tolleranza Onlus, presso le Nazioni Unite di Ginevra dove ha preso parte al panel relativo al tema dell&#8217;Educazione.  Si ringraziano  di cuore le organizzatrici e gli altri ospiti.</p>



<p></p>



<p>L&#8217;intervento di Associazione Per i diritti umani (con Alessandra Montesanto) presso l&#8217;ONU di Ginevra, 9 dicembre 2019</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/b-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13345" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/b-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/b-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/b-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/b.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Il diritto allo studio è anche un dovere</strong></p>



<p>Oggi
sono qui come responsabile dell&#8217;Associazione Per i Diritti umani di
Milano, Italia. Un associazione culturale che tenta da quasi sette
anni di divulgare l&#8217;importanza della tutela dei diritti umani
attraverso la cultura. E non è facile perchè in questa nostra
epoca, la cultura non fa parte delle priorità quotidiane. Cosa
significa “Fare cultura”? “A cosa serve la Cultura?”: queste
sono domande che oggi bisogna rimettere al centro della riflessione. 
</p>



<p>La
Cultura serve a migliorarci come persone, a combattere il pensiero
unico, a contrastare gli slogan che condizionano la nostra economia e
una certa politica, a non permettere di essere manipolati. 
</p>



<p>La
cultura è necessaria per poter esprimere le nostre opinioni dopo un
attento lavoro di approfondimento sui temi presi in considerazione,
per far emergere i nostri bisogni, per capire che le nostre necessità
valgono tanto quelle di un altro, per essere liberi di esprimerci
come meglio possiamo nel rispetto, sempre, degli altri.</p>



<p>Fare
cultura significa fare politica perchè si prendono decisioni
(professionali), si operano scelte (etiche), si orientano i pensieri
e le azioni e in questo modo, ogni individuo, forma l&#8217;opinione
pubblica, la direzione di un governo, il benessere o meno della
società in cui vive.</p>



<p>Sono
oltre 120 milioni
i bambini ai quali è negato il fondamentale diritto all&#8217;istruzione
di base, e in oltre metà dei casi si tratta di bambine.
Ecco perchè
Associazione Per i Diritti umani si è costituita come associazione
culturale, improntata, in particolare modo, alla formazione dei
giovani. Il
trentesimo anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui
Diritti dell’Infanzia e Adolescenza ci ricorda che, se da un lato
importanti risultati sono stati raggiunti, dall’altro, la
protezione e implementazione dei diritti dei minori resta ancora una
priorità.

</p>



<p>Come
associazione siamo partiti da un sito che è diventato, con il tempo,
un organo di stampa, un periodico quotidiano nazionale su cui diamo,
ogni giorno, notizie, pubblichiamo analisi e interviste, saggi e
proposte con l&#8217;intento di monitorare la tutela (o meno) dei diritti
umani nelle varie aree del mondo. Ci poniamo, quindi, come
osservatorio che dà voce a chi spesso non viene ascoltato: testimoni
diretti di situazioni difficili (di zone di guerra o di paesi in cui
operano movimenti di protesta), attivisti di Ong (per quanto riguarda
il tema delle migrazioni che ci sta molto a cuore), giornalisti e
reporter. <br>Ma questo non crediamo che possa essere sufficiente.
Bisogna lavorare nel nostro Paese, nelle nostre città, nei nostri
quartieri con un&#8217;azione capillare di informazione e di
sensibilizzazione che porti poi ad azioni sempre più concrete.
Informazione: questo è un settore che meriterebbe un discorso a
parte. Non è facile neanche fare una corretta informazione: vanno
sempre controllate e confrontate le fonti. Durante i nostri percorsi
di formazione nelle scuole partiamo dalla lettura di una stessa
notizia, uscita su testate giornalistiche diverse per analizzare come
l&#8217;argomento sia stato preso in considerazione: titolo (più o meno
sensazionalistico), stile del linguaggio, selezione dei termini,
concetti a cui viene data la priorità e messaggio che si intende far
passare. In Italia abbiamo garantita la libertà di espressione e
dobbiamo farne tesoro per re-imparare a farne un buon uso. 
</p>



<p>Così
come è garantita – con la scolarizzazione obbligatoria fino ai 16
anni e poi per chi può permettersela – una buona istruzione. Il
Diritto all&#8217;istruzione, corrisponderebbe ad avere insegnanti e
docenti preparati, strutture idonee, testi di alto livello, ma come
si evince dal titolo di questo mio intervento, l&#8217;istruzione deve
essere un diritto fondamentale, ma è anche un dovere. Per chi svolge
la professione di insegnante, il dovere riguarda la volontà di
aggiornarsi – in particolare se si parla di diritti umani,
l&#8217;aggiornamento deve essere continuo -, di approfondire per non
rimanere legati ad una comunicazione mainstream e superficiale
(quindi spesso errata o deviante); il dovere del docente riguarda la
volontà di sapersi confrontare con altri professionisti; di
confrontarsi anche con gli stimoli e le provocazioni, spesso
interessanti, che vengono dagli studenti stessi; il dovere di chi
insegna è quello di essere una guida e un esempio anche nella
pratica quotidiana del lavoro, della condivisione, della
progettazione di azioni concrete che vadano verso la costruzione di
un Bene comune. Avere
accesso alla scuola  è molto più che imparare a leggere, scrivere e
far di conto. In un paese a basso reddito e con alti tassi di
incremento demografico, le nuove generazioni rappresentano la
ricchezza più importante
e la migliore speranza di spezzare la catena che collega ignoranza,
povertà, sfruttamento e sottosviluppo. La storia insegna che nessuna
società è mai uscita dal sottosviluppo senza un cospicuo
investimento nel proprio capitale umano. Per questo l&#8217;istruzione è
considerato un diritto umano fondamentale e uno dei più importanti
fra gli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio sanciti nel 2000
dall&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;ONU.</p>



<p>L&#8217;istruzione
è un dovere anche per chi ha la fortuna e il privilegio di
usufruirne. Gli studenti devono avere la volontà di ampliare la
propria conoscenza, soprattutto oggi che abbiamo a disposizione le
tecnologie in grado di farci viaggiare anche stando fermi o di
comparare le informazioni e di farle circolare. Non si può sprecare
il bagaglio umano, tecnologico, digitale, intellettuale, ma è un
dovere trovare l&#8217;entusiasmo e il piacere di nutrirsi di conoscenza. E
questo dovere vale per tutti, giovani e adulti. Così si garantisce
l&#8217;evoluzione dell&#8217;umanità.</p>



<p>Associazione
Per i Diritti umani , per i motivi di cui sopra, ha deciso fin
dall&#8217;inizio di utilizzare tutti i linguaggi dell&#8217;Arte e della Cultura
per veicolare i valori della Giustizia, dell&#8217;Uguaglianza e del
Rispetto. 
</p>



<p>Lavoriamo
direttamente nelle scuole di primo e di secondo grado con progetti
che affrontano di volta in volta, temi di stretta attualità:
migrazioni, hate speech, Ed. all&#8217;ambiente, condizione femminile, Ed.
civica, diritti dei minori, per citarne alcuni, coinvolgendo le
ragazze e i ragazzi in maniera diretta con laboratori (di arte, di
fotografia, di giornalismo, di cinema) che vanno ad essere
complementari alle lezioni tenute dai nostri esperti (giuristi,
giornalisti, attivisti). Spesso i nostri percorsi terminano con la
restituzione del lavoro svolto all&#8217;interno dell&#8217;istituto scolastico e
alla cittadinanza tramite mostre, reading, e altre attività
pubbliche, vòlte sempre alla sensibilizzazione che parte dai
giovani.</p>



<p>Il
nostro giornale online è a disposizione per qualsiasi apporto utile
provenga dagli studenti ed è disponibile su 
<a href="http://www.peridirittiumani.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.peridirittiumani.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>

</p>



<p>I giovani sono i cittadini di domani, molti di loro saranno i nuovi professionisti, alcuni i futuri politici: si deve, quindi, partire da una giusta formazione rivolta ai valori positivi se vogliamo indirizzare il mondo verso il meglio, per tutte e per tutti.  </p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/a-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13347" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/a-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/a-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/a.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/PHOTO-2019-12-09-13-58-43-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13349" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/PHOTO-2019-12-09-13-58-43-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/PHOTO-2019-12-09-13-58-43-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/PHOTO-2019-12-09-13-58-43.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Il Diritto all’Equo Processo in Egitto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2019 07:43:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli In Egitto, il libero accesso al sistema giudiziario e all&#8217;assistenza legale sono diritti costituzionali. Questo concetto può essere trovato in vari strumenti legislativi, tra cui il codice di procedura penale, il&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2></h2>



<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="460" height="245" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/diritto-equo-processo-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13015" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/diritto-equo-processo-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 460w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/diritto-equo-processo-1-300x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 460px) 100vw, 460px" /></figure></div>



<p>In Egitto, il libero accesso al sistema giudiziario e all&#8217;assistenza legale sono diritti costituzionali. Questo concetto può essere trovato in vari strumenti legislativi, tra cui il codice di procedura penale, il diritto di famiglia, il diritto minorile, e il diritto di difesa. La Corte suprema d&#8217;Egitto, la Corte di Cassazione, ha affermato questo principio nelle sue sentenze.</p>



<p> Il
diritto alla consulenza legale gratuita è obbligatorio davanti ai
tribunali penali. Nei tribunali familiari, gli uffici di assistenza
legale e gli uffici di risoluzione delle controversie forniscono
servizi di assistenza legale gratuiti. Allo stesso modo, nei
tribunali di primo grado e nei tribunali del lavoro, gli uffici di
assistenza legale forniscono assistenza legale e consulenza alle
donne vittime di violenza e alle parti in causa. I tribunali minorili
richiedono anche l&#8217;uso di un pannello speciale e procedimenti
speciali per garantire assistenza legale gratuita e un&#8217;effettiva
rappresentanza legale. Le cliniche legali, un&#8217;aggiunta relativamente
recente, forniscono anche assistenza legale gratuita.</p>



<p>Di
conseguenza, la parità di accesso alla giustizia è spesso citata
come un diritto fondamentale, ma dall&#8217;altra parte è fuori dalla
portata di molte persone svantaggiate a causa della mancanza di una
rappresentanza legale accessibile. Garantire il diritto a una
rappresentanza legale efficiente e completa dinanzi ai tribunali è
fondamentale per un sistema giudiziario ben funzionante e per
costruire la fiducia del pubblico nel settore della giustizia. Per
enfatizzare il concetto alla base del diritto a un processo equo,
negli ultimi anni alcuni strumenti giuridici internazionali hanno
affrontato il concetto di assistenza legale come mezzo per facilitare
il libero accesso alla giustizia e garantire un processo equo. Ad
esempio, nel dicembre 2012, l&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite
ha adottato i principi e le linee guida sull&#8217;accesso agli aiuti
legali nei sistemi di giustizia penale; mentre a settembre 2015,
l&#8217;Assemblea Generale ha emesso un&#8217;altra risoluzione che identificava
diciassette obiettivi per la sua agenda 2030 per lo sviluppo
sostenibile, compreso un uguale accesso alla giustizia per tutti. 
</p>



<p>In
Egitto, le pratiche dello Stato mostrano chiaramente una violazione
del diritto a un processo equo su basi continue e profonde. L&#8217;autore
di questo documento ritiene significativo dimostrare tali violazioni,
riconoscere i motivi violati che sono in conflitto con le
disposizioni citate.</p>



<p>L&#8217;Istituto
del Cairo per gli studi sui diritti umani, in collaborazione con la
Commissione egiziana per i diritti e le libertà e la campagna &#8220;No
Trials for Civilians&#8221;, ha preparato un rapporto sul diritto a un
processo equo in Egitto negli ultimi cinque anni. Il rapporto fa
parte di una serie di altri rapporti presentati da gruppi
indipendenti al Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani,
nel contesto della seconda revisione periodica universale dell&#8217;Egitto
in materia di diritti umani.</p>



<p>Il
rapporto rileva che in Egitto dal 2010 manifestanti antigovernativi,
attivisti, difensori dei diritti umani e figure di opposizione
politica sono stati sottoposti a processi iniqui nei tribunali
ordinari e militari. Sono stati accusati in base a leggi che non
soddisfano gli standard sui diritti umani e non hanno ottenuto i loro
diritti di processo, il che ha portato a pene particolarmente severe.
Allo stesso tempo, nessun personale di sicurezza è stato ritenuto
responsabile per gravi abusi. Secondo la procedura preliminare,
nessuno può essere arrestato, perquisito, imprigionato o avere la
propria libertà limitata in alcun modo se non per ordine
giudiziario. Deve essere immediatamente informato della causa e ha il
diritto di contattare immediatamente la famiglia e gli avvocati. Deve
essere portato dinanzi all&#8217;autorità inquirente entro 24 ore e non
può essere interrogato se non in presenza di un avvocato. Ogni
persona la cui libertà è limitata ha il diritto di contestare
l&#8217;ordine con i tribunali; l&#8217;appello deve essere giudicato entro una
settimana o la persona deve essere rilasciata. Inoltre, ogni persona
arrestata deve essere trattata in modo da preservare la propria
dignità e non essere soggetta a tortura, intimidazione, coercizione
o danno fisico o psicologico. Le persone detenute possono essere
trattenute solo in strutture dedicate con adeguate condizioni
umanitarie e sanitarie; una violazione di queste disposizioni è un
reato soggetto a sanzioni penali. 
</p>



<p>Secondo
le disposizioni citate, esistono regole, diritti da riconoscere e
responsabilità da assumere. Ma i rapporti mostrano una realtà molto
diversa. In realtà è documentato come le autorità rifiutino
costantemente di informare immediatamente i sospettati in marito alla
causa del loro arresto. Ad alcuni viene negato un avvocato o è
impedito di parlare in privato con il proprio avvocato prima di
essere interrogato. Ai cittadini viene inoltre negato il diritto a un
processo tempestivo o alla liberazione dalla detenzione preventiva,
che, secondo il rapporto, è diventato uno strumento per imporre pene
detentive senza processo anziché un mezzo legittimo per promuovere
la sicurezza pubblica. 
</p>



<p>Ad
esempio, 529 persone sono state condannate in relazione alla violenza
nel governatorato di Minya nell&#8217;agosto 2013 e i loro fascicoli sono
stati deferiti per esame della pena di morte. Questa sentenza è
stata pronunciata dopo solo due sedute di prova, una delle quali è
durata solo 30 minuti, in assenza sia degli imputati che dei loro
avvocati. Inoltre, non furono chiamati i testimoni della difesa e
agli imputati non fu permesso di testimoniare a propria difesa. In un
altro caso, 21 manifestanti, tra cui sette bambini, sono stati
condannati a 11 anni di carcere per aver organizzato una
manifestazione a sostegno del deposto presidente Mohamed Morsi. In
linea con i principi dei diritti umani, i manifestanti pacifici non
dovrebbero essere soggetti a sanzioni, in particolare penali. 
</p>



<p>Nel
dicembre 2012, una nuova costituzione è stata approvata in un
referendum pubblico e una modificata è stata nuovamente approvata
nel gennaio 2014. Sebbene entrambe le costituzioni garantiscano il
rispetto dei diritti umani durante la detenzione preventiva e il
processo, entrambi i documenti consentono anche ai civili di essere
processati in tribunali militari. Questa è una violazione dei
diritti umani in sé e per sé, ma è ancora più grave se si
considera che i tribunali militari mancano di garanzie di pieno
processo. È un dato di fatto, il rapporto esamina a quanti civili
rinviati ai processi militari sono stati negati i loro diritti prima
e durante il processo, rilevando che la legge non prescrive garanzie
per proteggere i diritti dei civili che appaiono davanti al
procuratore militare, incluso il diritto di sapere le accuse a loro
carico e l&#8217;accesso garantito a un avvocato. Gli avvocati spesso
incontrano difficoltà nell&#8217;ottenere i fascicoli per i tribunali
militari e quindi non sono in grado di preparare una difesa adeguata.</p>



<p>Nell&#8217;ottobre
2014 il presidente ha approvato la legge 136/2014, che espande la
giurisdizione dei tribunali militari per includere i crimini di
trasgressione contro le strutture pubbliche e la proprietà e quindi
si è registrato un aumento del numero di persone deferite a questi
tribunali, che mancano di garanzie di equo processo.</p>



<p>È
ancora l&#8217;Istituto del Cairo per gli studi sui diritti umani a
denunciare la situazione sempre più drammatica: gravi irregolarità
tra cui torture e confessioni forzate, sparizioni forzate, procedure
irregolari e distorte, tra cui ripetuti interrogatori degli imputati
senza i loro avvocati, e affidamento a incoerenti, distorte e
inaffidabili testimonianza e prove. Queste violazioni ricorrenti del
giusto processo confermano il pregiudizio unilaterale a favore
dell&#8217;accusa e contro gli imputati. Ad esempio, prima di affrontare
l&#8217;accusa nel caso Kerdasa, dove nel 2014 sei cittadini egiziani (tra
cui un droghiere, studenti di ingegneria e imprese) sono stati
giustiziati in fretta nel giro di poco meno di una settimana dopo
essere stati condannati in processi politicizzati, e gli imputati
hanno dichiarato che le loro confessioni sono state forzate a causa
della tortura che hanno subito. 
</p>



<p>La
sentenza del tribunale nel caso Kerdasa si basava esclusivamente su
rapporti di indagine di polizia, anche se sono stati gli agenti di
polizia che presumibilmente hanno torturato gli imputati, come
raccontato da uno degli avvocati degli imputati. Inoltre, i rapporti
di indagine della polizia non sono stati supportati da alcuna prova
materiale e sono disseminati di incoerenze. Come asserito
dall&#8217;Istituto, da luglio 2013 ad oggi, le autorità statali egiziane
hanno emesso almeno 2.532 condanne a morte, eseguendo almeno 165
persone dopo processi che erano in gran parte né liberi né equi; e
dall&#8217;inizio del 2018, 175 persone in undici casi sono state
condannate a morte in Egitto. 
</p>



<p>Come
reso chiaro da tali esempi e affermazioni, i diritti fondamentali
sono negati, ignorati o severamente ridotti, compresi i diritti alla
difesa e un processo dinanzi al proprio giudice naturale e il
principio di un processo pubblico. Il sistema giudiziario militare è
anche incline a estrarre confessioni usando pratiche illegali come la
tortura e la sparizione forzata, come dettagliato nei rapporti. 
</p>



<p>A
riconoscere e condannare tali violazioni gravi e disumane, sono stati
ovviamente diversi altri organi e meccanismi internazionali; e uno di
loro con la sua voce globale è Amnesty International, che si è
focalizzato sulle violazioni dei diritti umani commesse dal governo
egiziano attraverso il suo rapporto 2017-2018. Qui, la routine
pericolosa e disumana è ben enfatizzata: arresti e detenzioni
arbitrari seguiti da processi gravemente iniqui; manifestanti
pacifici, giornalisti e difensori dei diritti umani soggetti a
processi ingiusti di massa sono continuati davanti a tribunali civili
e militari, con dozzine di condannati a morte. Secondo le
informazioni di base di Amnesty International, nell&#8217;aprile 2017, il
Presidente al-Sisi ha approvato una nuova serie di emendamenti
legislativi che indeboliscono le garanzie di un processo equo e
facilitano arresti arbitrari, detenzione a tempo indeterminato,
sparizioni forzate e l&#8217;approvazione di più sentenze. 
</p>



<p>Gli
emendamenti hanno anche permesso ai tribunali penali di elencare
persone ed entità in &#8220;liste del terrorismo&#8221; basate
esclusivamente su informazioni di polizia. A maggio, il presidente
al-Sisi ha firmato una nuova legge draconiana che conferisce alle
autorità ampi poteri per negare la registrazione delle ONG,
sciogliere le ONG e licenziare i loro consigli di amministrazione. La
legge prevedeva anche la reclusione di cinque anni per la
pubblicazione di ricerche senza il permesso del governo. La tortura e
altri maltrattamenti sono rimasti di routine nei luoghi di detenzione
ufficiali ed erano sistematici nei centri di detenzione gestiti dalla
National Security Agency. Amnesty International sottolinea inoltre
che la modifica del regolamento interno del Ministero degli Interni,
che consente di aumentare la detenzione in isolamento fino a sei
mesi, riflette una pratica che può equivalere a tortura o altri
maltrattamenti. 
</p>



<p>Inoltre,
il Comitato per i Diritti Umani ha affermato che &#8220;i requisiti
fondamentali di un processo equo devono essere rispettati durante uno
stato di emergenza&#8221; in relazione a tutti i processi penali. E ha
anche affermato che &#8220;il requisito di competenza, indipendenza e
imparzialità di un tribunale ai sensi dell&#8217;articolo 14 del Patto sui
Diritti Sociali-Civili-Politici, paragrafo 1, è un diritto assoluto
che non è soggetto ad alcuna eccezione&#8221;.</p>



<p>La
Corte Internazionale di Giustizia ha adottato la seguente posizione:
i rami dell’esecutivo, legislativo e giudiziario non devono in
alcun caso invocare una situazione di crisi per limitare la
competenza o la capacità della magistratura di svolgere le sue
funzioni essenziali, di trasferire tali funzioni a organi non
giudiziari , per eludere i procedimenti giudiziari, controllare o
rivedere le decisioni.</p>



<p>Da
tali dichiarazioni si trae una conclusione importante: in tempi di
crisi, solo i tribunali dovrebbero dispensare la giustizia e solo un
tribunale dovrebbe cercare di condannare una persona per un reato.
Ogni persona ha diritto a un giusto processo da parte di un tribunale
o tribunale indipendente e imparziale istituito dalla legge. In tempi
di crisi, i civili devono essere processati solo da tribunali
ordinari, tranne quando regole speciali di diritto internazionale
consentono ai tribunali militari di processare civili. Tutti questi
procedimenti devono rispettare le garanzie minime intrinseche di un
processo equo. In particolare i governi non devono, neppure in tempi
di emergenza, derogare o sospendere la presunzione di innocenza; il
diritto di essere informato dell&#8217;accusa, il diritto alla difesa; il
diritto di verificare le prove; il divieto di utilizzare le
informazioni ottenute sotto tortura o altre gravi violazioni dei
diritti umani; la non retroattività della responsabilità penale e
il diritto di ricorso giurisdizionale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Associazione Antigone in Palestina per la tutela dei diritti umani dei detenuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2019 07:33:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Antigone, in questi giorni, si è recata in Palestina per un corso di formazione sul monitoraggio dei diritti umani nei centri di detenzione, una buona e riuscita collaborazione tra il Ministero della Giustizia&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Associazione Antigone, in questi giorni, si è recata in Palestina per un corso di formazione sul monitoraggio dei diritti umani nei centri di detenzione, una buona e riuscita collaborazione tra il Ministero della Giustizia palestinese e l&#8217;Italia (con l&#8217; Agenzia Italiana per la cooperazione allo Sviluppo) nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Karama&#8221;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12227" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="637" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina-768x510.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>(da www.antigone.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
<p>Ramallah, 14 Marzo 2019 &#8211; Questa settimana, una delegazione italiana del Garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale e della nostra associazione ha svolto una missione in Palestina per realizzare una tre giorni di formazione rivolta ai funzionari del Ministero della Giustizia e ai suoi partner, allo scopo di presentare e trasferire best practices italiane e metodologie utilizzate nel monitoraggio dei diritti umani nei centri di privazione di libertà.</p>
<p>Questa missione si inserisce nel quadro del progetto Karama: verso un sistema rispettoso dei diritti umani e della dignità delle persone, finanziato da AICS Gerusalemme (Agenzia Italiana per la cooperazione allo Sviluppo), e ribadisce la cooperazione su questo terreno, avviata con la visita dei funzionari del Ministero della Giustizia Palestinese presso l’omologo Ministero italiano a novembre 2014, sul tema “Diritti umani e organizzazione penitenziaria”.</p>
<p>Durante le giornate di formazione, gli esperti Michele Miravalle e Susanna Marietti hanno raccontato l’esperienza della nostra associazione ed analizzato gli strumenti adottati durante il monitoraggio, sia attraverso spiegazioni teoriche che esercizi partecipati, con un approfondimento sul carcere dal punto di vista di chi lo dirige o svolge funzioni di sicurezza, affrontato dal nostro Presidente Patrizio Gonnella.</p>
<p>Il Presidente del Garante Mauro Palma e il Responsabile delle Relazioni Internazionali Alessandro Albano hanno poi contribuito alle sessioni di formazione esplorando i compiti di un’istituzione di garanzia, con particolare riferimento alla Convenzione Internazionale contro la tortura e al suo protocollo aggiuntivo, cui la Palestina ha aderito e che prevede un meccanismo universale di controllo dei luoghi di detenzione.</p>
<p>Il Presidente Palma e il Presidente Gonnella, accompagnati dal Direttore AICS Cristina Natoli, hanno incontrato il Procuratore Generale Akram Alkahteb, che ha sottolineato gli eccellenti risultati della cooperazione tra Italia e Palestina in materia di tutela dei diritti dei minori.</p>
<p>Il Ministro della Giustizia Palestinese Ali Abu Diak ha infine accolto Palma, Gonnella e Natoli, insieme al Vice Console d’Italia a Gerusalemme Luigi Mattirolo, per ringraziare del supporto italiano all’istituzione della Unità per i Diritti Umani in seno al Ministero della Giustizia. In occasione dell’incontro, il Vice Console Mattirolo ha consegnato le chiavi di una vettura, donata dal progetto AICS e necessaria alla Unità per effettuare i monitoraggi nei centri di detenzione.</p>
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