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	<title>generazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Ricominciare dalle relazioni: i giovani cercano legami, non solo risposte</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2025 08:11:57 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/Giovani-1200x800-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/Giovani-1200x800-1-1024x683.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18041" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/Giovani-1200x800-1-1024x683.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/Giovani-1200x800-1-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/Giovani-1200x800-1-768x512.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/Giovani-1200x800-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>(da: https://www.everyone4mentalhealth.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p></p>



<p><strong>Dai dati Toniolo-Ipsos un segnale chiaro: il benessere passa da reti affettive, fiducia e partecipazione</strong></p>



<p>In un tempo in cui si parla spesso del “disagio giovanile”, è utile fermarsi a leggere i dati, con attenzione ma senza catastrofismi. Lo fa il&nbsp;<em>Rapporto Giovani 2024</em>, pubblicato dall’<strong>Istituto Giuseppe Toniolo</strong>&nbsp;con la collaborazione di&nbsp;<strong>Ipsos</strong>&nbsp;e dell’<strong>Università Cattolica del Sacro Cuore</strong>, che offre uno spaccato articolato e documentato della condizione giovanile in Italia e nel mondo¹.</p>



<p>Dall’indagine, che ha coinvolto&nbsp;<strong>oltre 200.000 giovani in 22 Paesi</strong>, emerge un quadro complesso: nei Paesi più sviluppati, i giovani si dichiarano&nbsp;<strong>meno soddisfatti della propria vita</strong>&nbsp;rispetto a coetanei di contesti con minori risorse materiali. Questo paradosso ha una spiegazione:&nbsp;<strong>la ricchezza economica non basta, se mancano relazioni significative, fiducia e spazi di espressione</strong>.</p>



<p>In Italia, il 53% dei giovani tra i 18 e i 34 anni ritiene difficile costruire un futuro solido nel nostro Paese, ma il dato più interessante riguarda&nbsp;<strong>i fattori che migliorano il benessere percepito</strong>: chi frequenta comunità, gruppi sportivi, associazioni o ha relazioni stabili, mostra livelli di ottimismo e soddisfazione molto più alti².</p>



<p>Lo sottolinea anche&nbsp;<em>Avvenire</em>, che in un ampio dossier ha parlato di **“bene relazionale” come primo indicatore di salute psichica tra i giovani”**³. Un elemento ancora più rilevante se si considera che la&nbsp;<strong>solitudine</strong>&nbsp;è il primo predittore di disagio emotivo. Dove mancano legami autentici, aumentano&nbsp;<strong>ansia, insonnia e ritiri sociali</strong>. Ma dove ci sono reti vive, il benessere risale.</p>



<p>Il rapporto mostra anche che&nbsp;<strong>l’esperienza religiosa regolare</strong>&nbsp;(almeno una volta a settimana) è associata a un livello di soddisfazione più alto, così come la partecipazione civica e culturale. Non una questione di fede in sé, ma di&nbsp;<strong>spazi di senso e relazione</strong>.</p>



<p>Altri dati di contesto rafforzano questa lettura. Secondo l’ISTAT, in Italia ci sono&nbsp;<strong>10,6 milioni di giovani tra i 12 e i 29 anni</strong>, ma il&nbsp;<strong>19% è disoccupato</strong>&nbsp;e l’indice di vecchiaia è ormai a&nbsp;<strong>208 anziani ogni 100 minori</strong>⁴: un quadro che rende la voce delle nuove generazioni ancora più cruciale per il futuro del Paese.</p>



<p>Infine, il sonno e i social. Una ricerca delle Università di&nbsp;<strong>Cambridge</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Fudan</strong>&nbsp;ha mostrato che&nbsp;<strong>andare a dormire tardi e restare connessi fino a notte fonda</strong>&nbsp;ha un impatto diretto su benessere emotivo e concentrazione. Le&nbsp;<strong>ragazze sono più vulnerabili</strong>, con un indice di salute mentale inferiore a quello dei ragazzi (67,4 contro 74,3)⁵.</p>



<p>Ma il messaggio che emerge non è solo di fragilità. È anche e soprattutto un invito a&nbsp;<strong>coltivare relazioni autentiche</strong>, a costruire luoghi dove i giovani possano crescere, confrontarsi, sbagliare e ripartire. A investire, come società, su legami più che su performance.</p>



<p>Come scrive Alessandro Rosina, coordinatore scientifico del Rapporto:&nbsp;<em>“I giovani non chiedono risposte preconfezionate, ma condizioni per esprimere il proprio potenziale”</em>. E forse, proprio da qui, può partire una nuova alleanza tra le generazioni.</p>



<p><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f4cc.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="📌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></strong><strong>&nbsp;Fonti</strong></p>



<p>¹ Istituto Toniolo,&nbsp;<em>La condizione giovanile in Italia – Rapporto Giovani 2024</em>, Il Mulino, 2024 →&nbsp;<a href="https://www.istitutotoniolo.it/la-difficile-speranza-dei-giovani-italiani/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">istitutotoniolo.it</a><br>² Ivi, dati Ipsos, sezione benessere soggettivo e relazioni.<br>³ Massimo Calvi, “Il malessere dei giovani, guaio globale”,&nbsp;<em>Avvenire</em>, 16 maggio 2025.<br>⁴ ISTAT, Giovani 2023, dati riportati in&nbsp;<em>Avvenire</em>, 16 maggio 2025.<br>⁵ Studio Cambridge–Fudan, citato in&nbsp;<em>Avvenire</em>, 16 maggio 2025.</p>
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		<title>“LibriLiberi”. Disegnavo pappagalli verdi alla fermata del metrò. La storia di Ahmed Malis</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2020 08:33:40 +0000</pubDate>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Non è un romanzo, è qualcosa di più, di diverso. Si tratta di una storia, quella vera di Ahmed Malis, un ragazzo di nuova generazione che vive con la sua famiglia nel quartiere Giambellino a Milano, raccontata tra Letteratura e diario, attraverso le voci di Ahmed, dei suoi parenti, dei suoi amici.</p>



<p>E&#8217; l&#8217;ultimo libro della brava Nicoletta Bortolotti &#8211; già autrice di opere narrative di successo come “Chiamami sottovoce” da cui è stato tratto un docufilm per Rai3 &#8211; dal titolo <em>Disegnavo pappagalli verdi alla fermata del metrò. La storia di Ahmed Malis</em>, per Giunti.</p>



<p>Ahmed, in fondo, è ancora “un bambino di diciannove anni”, cresciuto in mezzo alla strada, sulle panchine della periferia cittadina (Gianbellino, Corvetto, Lorenteggio), dove i giovani sono spesso emarginati, annichiliti dalla noia, dalla mancanza di Futuro ed esprimono il loro tedio e la loro rabbia tra una fumata di erba e graffiti colorati. Quel bambino, cresciuto in fretta, parlava l&#8217;arabo perchè è di origine egiziana e ha un talento per il disegno: la matita riprende l&#8217;ambiente circostante e lo rende migliore, come in un film, come in un sogno perchè tanti sono i sogni e le aspettative di Mariam, di Isko il filippino, di Islam, di Amina, ma anche di Sara la “ragazza-nebbia”: i giovani traditi, in parte, dagli adulti poco presenti, indaffarati a tirare avanti la famiglia, grigi come i palazzi, spenti, mentre loro, le ragazze e i ragazzi, tentano di riconcorrere il Domani al ritmo di un futuro incerto, claudicante: rap e hip hop fanno da sottofondo alla quotidianità piena di parole, di strani gesti, di un codice tutto loro per comprendere il disagio, per esprimerlo, per rimbalzarselo addosso come una palla. Trip, killare, meme, habibi, drum: termini arabi e slang che costituiscono un linguaggio segreto, espressionista, proprio della strada e poi quello più poetico dell&#8217;autrice che, con grande delicatezza commenta ciò che si limita ad ascoltare e a registrare sulla pagina, in un connubio lirico e crudo che fa commuovere.</p>



<p>E&#8217; vero che quella vita a disegnare, a vagare, a parlare può essere vuota di senso, ma si può riempire con piccole azioni illegali e grandi gesti di affetto e solidarietà: un inizio per rimanere attaccati all&#8217;umanità come una tellina allo scoglio. E di umanità, nei quartieri in cui Ahmed ci accompagna, ce n&#8217;è davvero tanta. Il cinico senzatetto e il suo cagnolino ne sono un esempio e ricordano la dolce malinconia di <em>Umberto D. </em>di Vittorio De Sica. Il titolo del libro ricorda quello di un altro film: <em>Pomodori verdi fritti alla fermata del treno</em>, del 1991, in cui un coro di personaggi, nel Sud degli Stati Uniti negli anni&#8217;30, cerca di adattarsi ai cambiamenti portati dallla Modernità. Di cosa si nutre la nostra Post-Modernità? Di connessioni virtuali, di mancanza di tutele per le categorie umili, di poca inclusione per gli stranieri, di disinteresse verso quelli che saranno i nuovi attori della cittadinanza. “I tuoi disegni fanno cagare”, dice qualcuno ad Ahmed: ma per lui questa frase è uno stimolo, invece, per migliorarsi sia come artista sia come Uomo perchè lui sa, adesso sa, che “l&#8217; essenza dell&#8217;Arte, più che nel creare, sta nel trasformare”. E un tratto, un segno sono l&#8217;inizio di un cambiamento economico, sociale e interiore&#8230;Come nel sapere regalare una rosa finta, ma pur sempre una rosa.</p>
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		<title>Dossier statistico Immigrazione 2018: oltre le mistificazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2018 07:48:59 +0000</pubDate>
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/invito-doss-2018_piccolo_fronte1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11584" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/invito-doss-2018_piccolo_fronte1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2539" height="1240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/invito-doss-2018_piccolo_fronte1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 2539w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/invito-doss-2018_piccolo_fronte1-300x147.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/invito-doss-2018_piccolo_fronte1-768x375.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/invito-doss-2018_piccolo_fronte1-1024x500.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 2539px) 100vw, 2539px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>Sono 5.1 milioni gli straneri che risiedono in Italia alla fine del 2017: l’8% della popolazione totale. Più della metà dei residenti stranieri in Italia provengono da paesi europei mentre solo un quinto del totale viene dall’Africa. Questi dati sono del Centro Studi e Ricerche IDOS che, in partenariato con il centro studi Confronti e con la collaborazione dell’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) ha redatto, grazie anche al sostegno dei fondi Otto per Mille della Tavola Valdese, il Dossier Statistico Immigrazione 2018, presentato il 25 ottobre in varie città d’Italia</p>
<p>Le vittime dei naufragi nel Mar Mediterraneo nei primi nove mesi di quest&#8217; anno sono 1.733 secondo le stime dell’Oim, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, e il Dossier spiega chiaramente come ciò sia accaduto dopo gli accordi stipulati tra Italia e Libia nel 2017; secondo i famigerati accordi, l&#8217;Italia fornisce le risorse economiche che permettono alla Libia di fermare chi, in mancanza di adeguati corridori umanitari, tenta la via del mare.</p>
<p>Il Dossier espone dati chiaramente contrari ai presupposti della teoria dell’invasione: il maggior numero di migranti risiede in Europa (83,8 milioni), ma viene sottolineato che in Europa si parla di migrazioni interne nei due terzi dei casi. Inoltre, a fronte di 68,5 milioni di migranti forzati al mondo, i paesi con i più alti numeri di rifugiati accolti sono la Turchia (3,5 milioni), il Pakistan (1,4 milioni), l’Uganda (1.350mila), il Libano (1 milione) e l’Iran (970mila).</p>
<p>Per quanto riguarda i richiedenti asilo: l’Italia ospita circa 354mila persone, meno di Germania (1,4 milioni) e Francia (400 mila). Mettendo in rapporto il numero di rifugiati e richiedenti asilo con il totale della popolazione del paese ospitante viene rivelato come in Europa così come in Italia essi costituiscano lo 0,6%. In Libano, per fare un paragone, si calcola un rifugiato ogni 6 abitanti. Altro che slogan e propaganda, qui sono le ricerche sul campo a parlare.</p>
<p>Un altro tema importante è quello del lavoro: due terzi degli occupati stranieri in Italia si dedicano a lavori spesso precari e potenzialmente pericolosi, lavori per i quali più di un terzo degli stranieri lavoratori è sottostimato perchè , in realtà, possiede un grado di istruzione più qualificante; le imprese gestite da migranti in Italia sono quasi 590.000.</p>
<p>Il 10% degli alunni nelle scuole è straniero o di nuova generazione, sempre contro ogni mistificazione.</p>
<p>Infine non dimentichiamo che nel 2017 gli immigrati hanno inviato circa 5.075.116 migliaia di euro di rimesse ai propri Paesi d&#8217;origine.</p>
<p>Dunque, gli stranieri sono una risorsa per il nostro Paese sempre più retrogrado e ignorante. E saranno gli stranieri a salvarlo con il loro impegno, con la loro fatica, con la loro forza, con i loro valori.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Crediti formativi per insegnanti/studenti</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2016 10:09:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani in collaborazione con Centro Asteria, propone 4 incontri formativi rivolti a  Docenti – Studenti sui temi di attualità e legati ai diritti umani. A chi seguirà gli incontri verranno&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Associazione per i Diritti umani</em> in collaborazione con Centro Asteria, propone 4 incontri formativi rivolti a  Docenti – Studenti sui temi di attualità e legati ai diritti umani. A chi seguirà gli incontri verranno consegnati i CREDITI richiesti dagli albi e dal mondo scolastico per certificare l’aggiornamento professionale.</p>
<p>E questa è una delle prime novità proposte dall’<em>Associazione per i Diritti umani</em> per l’anno 2016/2017 !!  Seguiteci!!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>12 NOVEMBRE, ore 9.30 – 12.30 Migrazioni e politiche europee</strong></p>
<p><a title="" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/daniele-Biella.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6450" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMQ==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" class="wp-image-6450 alignleft" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/daniele-Biella.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="daniele-Biella" width="180" height="134" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/daniele-Biella.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/daniele-Biella-300x224.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /></a>Incontro con il giornalista <strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/?s=DANIELE+BIELLA&utm_source=rss&utm_medium=rss">DANIELE BIELLA</a></strong>, autore del libro “Nawal, l’angelo dei profughi” e <strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/?s=VERONICA+TEDESCHI&utm_source=rss&utm_medium=rss">VERONICA TEDESCHI</a></strong> (giurista).  Approfondimento sulle politiche italiane ed europee sul tema dell’<strong>accoglienza</strong>. Conoscere l’iter burocratico per accedere allo status di <strong>rifugiato</strong> e al <strong>permesso di soggiorno</strong> o di <strong>transito</strong> e capire anche quali sono le <strong>debolezze e la falle del  sistema culturale -sociale-politico in Italia e in Europa</strong>, in tema di migrazioni (con un approfondimento sulla distinzione tra migrante/rifugiato/profugo)</p>
<p>Chiusura iscrizioni 2/11/2016</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>28 GENNAIO, ore 9.30 – 12.30 Tra regimi e democrazie in Medioriente</strong></p>
<p>Incontro con il g<a title="" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/acconcia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6449" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMA==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" class=" wp-image-6449 alignleft" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/acconcia-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" sizes="(max-width: 215px) 100vw, 215px" srcset="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/acconcia-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/acconcia-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/acconcia-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" alt="acconcia" width="215" height="121" /></a>iornalista e saggista <strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/?s=giuseppe+acconcia&utm_source=rss&utm_medium=rss">GIUSEPPE ACCONCIA</a></strong> per capire cosa sta accadendo nel <strong>mondo arabo</strong>, in particolare in <strong>Siria</strong> e nello <strong>Yemen</strong>, per conoscere i cambiamenti in atto in <strong>Iran</strong> e per approfondire il rapporto dell’Occidente con quest’area del mondo.</p>
<p>L’Europa e tutto l’Occidente sono collusi con Isis? Come distinguere tra Islam religioso e Islam politico?</p>
<p>Chiusura iscrizioni 15/01/2016</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>18 FEBBRAIO, ore 9.30 – 12.30 La scuola per combattere le mafie</strong></p>
<p><a title="" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/serena-uccello.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6451" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMg==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" class=" wp-image-6451 alignleft" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/serena-uccello.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="serena uccello" width="205" height="115" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/serena-uccello.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/serena-uccello-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 205px) 100vw, 205px" /></a>Incontro con la giornalista <a href="http://www.peridirittiumani.com/?s=SERENA+UCCELLO&utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>SERENA UCCELLO</strong></a>, autrice del romanzo/inchiesta “Generazione Rosarno”: il libro è tratto da un’esperienza che la giornalista ha fatto con gli alunni di un liceo della cittadina calabrese, parenti di boss mafiosi. Si affrontano i temi delle forme di <strong>lotta alla criminalità</strong>, dell’importanza dell’<strong>istruzione</strong>, di scelte etiche e libere per cittadini onesti e consapevoli; assenza o presenza dello Stato; coraggio di coloro (intellettuali e non) che, ogni giorno, si battono per affermare l’<strong>educazione alla legalità</strong> e i valori positivi.</p>
<p>Chiusura iscrizioni 10/02/2017</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>25 MARZO, ore 9.30 – 12.30 Le nuove forme di schiavitù e la lotta alla tratta degli esseri umani</strong></p>
<p><a title="" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/anna-pozzi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6452" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMw==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" class=" wp-image-6452 alignleft" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/anna-pozzi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="anna pozzi" width="203" height="153" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/anna-pozzi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 480w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/anna-pozzi-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 203px) 100vw, 203px" /></a>Incontro con la giornalista <strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/?s=ANNA+POZZI&utm_source=rss&utm_medium=rss">ANNA POZZI</a></strong>, aiutrice del saggio “Mercanti di schiavi. Tratta e schiavitù nel XXI secolo”: si identificano le <strong>forme di schiavitù</strong>, evidenti e sotterranee, in atto nelle società contemporanee dei Paesi poveri, ma anche in aree ricche del mondo.</p>
<p>Cosa si intende per tratta? Quali le finalità e chi ne è maggiormente coinvolto? In particolare verrà fatto riferimento alle condizioni dei minori e alle possibili forme di tutela.</p>
<p>Chiusura iscrizioni 18/03/2017</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gli incontri si terranno presso il Centro Asteria, Piazza Carrara 17.1 – ang. Via G. da Cermenate, 2  (MM2 –  Romolo – Milano)</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ingresso libero. </strong></p>
<p><strong>QUOTA per ogni singolo incontro: 20 euro PER CHI RICHIEDE I CREDITI FORMATIVI.<br />
</strong></p>
<p><strong> INSEGNATI, STUDENTI per i crediti  e per partecipare agli incontri sono pregati di iscriversi mandando il nominativo e il titolo dell’incontro a:  </strong><a href="mailto:peridirittiumani@gmail.com"><strong>peridirittiumani@gmail.com</strong></a></p>
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		<title>Un bacio: il film di Cotroneo, il bullismo, l&#8217;accettazione di sé e degli altri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2016 07:11:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  Lorenzo ha sedici anni e ha già vissuto esperienze difficili: dopo essere stato affidato ad una famiglia estranea quando era più piccolo, ora viene adottato da altri genitori e si trascefersice, per questo,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Lorenzo ha sedici anni e ha già vissuto esperienze difficili: dopo essere stato affidato ad una famiglia estranea quando era più piccolo, ora viene adottato da altri genitori e si trascefersice, per questo, nella città di Udine. Lorenzo si mostra sicuro di sé, ma ha la necessità continua di rifugiarsi nel mondo della fantasia. Lorenzo è dichiaratamente omosessuale. Conoscerà Blu, figlia di imprenditori, aspirante scrittrice, reagisce con aggressività alle provocazioni perchè viene di continuo definita “ragazza leggera” dai compagni di scuola; al gruppo si unirà Antonio, di origini più umili degli altri, abile nello sport e che deve convivere con la perdita del fratello maggiore, morto in un incidente stradale.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il gruppo si crea e si chiude in un&#8217;amicizia serrata e protettiva; i tre giovani erigono barriere e costruiscono un guscio per lasciarne al di fuori famiglie sensibili, ma inacapaci di comprendere i loro stati d&#8217;animo fino in fondo e coetanei superficiali e crudeli, maschi e femmine senza distinzioni. Tutto bene fino a quando il guscio si spezza a causa di un bacio: un gesto, un impulso, una richiesta di amore che tutto ottiene in cambio, tranne l&#8217;affermazione di quel sentimento. Lorenzo, Antonio e Blu saranno costretti ad affrontare gli aspetti più fragili e complicati della propria identità, a scapito di una serenità tanto fragile quanto loro stessi, ma riusciranno a trovare la forza di una ribellione che li farà crescere, con dolore sì, ma forse un po&#8217; più liberi. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Jules, Jim e Catherine correvano insieme incontro o contro al mondo; la celebre scena del film di Truffaut viene omaggiata anche nella nuova pellicola di Ivan Cotroneo che – dopo </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>La criptonite nella borsa</i></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, in cui faceva ossevare la realtà ad un bambino del meridione – torna a parlare di giovani con lo sguardo critico di tre adolescenti: Lorenzo, Blu e Antonio. Sposta la narrazione al nord, in una città di provincia dove gli occhi sono puntati più spesso su tutti, dove il pettegolezzo è facile così come una certa chiusura mentale, soprattutto verso chi si pone come anticonformista.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">La timidezza di Antonio, la femminilità mista ad arroganza di Lorenzo, la finta spavalderia di Blu non rientrano nei canoni standardizzati di ragazze, ragazzi e adulti benestanti, omologati e sicuri delle proprie granitiche opinioni. E allora i tre outsiders decidono di fare “muro contro muro”: una solida amicizia contro il muro dei pregiudizi. Solo loro tre, tre solitudini che vanno a creare un nucleo isolato. Una monade che vaga nello spazio, subissata da scherzi, soprusi e insulti. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">I genitori dei tre protagonisti sono presenti, ma sono anche loro persone con limiti e difficoltà: cercano di proteggere i propri figli, ma a volte i loro tentativi sono inadeguati. Importante, però, il discorso del padre adottivo di Lorenzo che dice al Preside del liceo frequentato dal figlio: “ Non voglio che mio figlio sia tollerato”. Il termine “tolleranza” implica una concessione, una sfumatura di sopportazione di una circostanza negativa; invece il film di Cotroneo sottolinea il valore della parola “rispetto”. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">A proposito di sguardo: il regista &#8211; che con questo film riadatta un suo racconto insieme alla creatività delicata di Monica Rametta &#8211; non usa la cinepresa come strumento per raccontare e giudicare, ma osserva, mostra e tenta di capire da cosa siano dettati i comportamenti di tutte e di tutti. E&#8217; una sguardo antropologico e sociologico, attento e profondo, che ricorda, per certi aspetti, </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>Il capitale umano</i></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> di Virzì. Una ricerca che parte dai giovani, per allargarsi alle famiglie e alla scuola, microcosmi (famiglia e scuola) in cui ci si allena a far parte della società, microcosmi in cui gli adulti dovrebbero essere modelli positivi, ma si rivelano spesso fallaci e in cui i più giovani devono imparare anche da soli a trovare la propria strada e ad affermare il diritto di essere accettati per quello che sono. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Cotroneo afferma la libertà di essere se stessi, ma non dimentica, giustamente, di sottolineare che l&#8217;affermazione di sé non deve mai essere disgiunta dalla comprensione e dal riconoscimento dei diritti e del valore degli altri. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il gruppo formato da Lorenzo, Blu e Antonio finisce con l&#8217;essere una gabbia, uno spazio dove dare senso ad un&#8217;autoreferenzialità che allontana dal mondo esterno e questo è un altro sintomo di disagio. Per crescere, e farlo davvero, bisogna saper affrontare le circostanze con equilibrio, senza nascondersi dietro agli schermi della tecnologia, dietro alle fantasie e a mondi immaginari, dietro a rapporti virtuali o amicizie simbiotiche. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Tutti e tre i ragazzi urlano un forte bisogno d&#8217;amore, ma il sentimento vero si può affermare spezzando i cordoni ombelicali, qualunque essi siano: con un genitore, con un amico, con un fratello. Correre sì, incontro alla vita, non per fuggirla, ma per buttarcisi con entusiasmo. Ecco allora che lo stile del racconto cinematografico ricorda i videoclip, montaggio veloce e fotografia sparata, colonna sonora che unisce il passato ( i genitori che fanno parte della generazione degli anni&#8217;80, dell&#8217;edonismo reaganiano, del “tutto era possibile”) e il presente e quella canzone di Mika, intitolata</span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i> Hurts </i></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;">che, a tradurne il testo, si capisce quanto sia diegetica con ciò che il film vuole dire. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il look eccentrico di Lorenzo, le lettere che Blu scrive ad una sé grande e immaginaria, il fratello/feticcio di Antonio: tre maschere, tre alter ego, tre scudi verso una società cinica e ignorante, in cui il bullismo e l&#8217;omofobia negli istituti scolastici, dove si dovrebbero insegnare ben altri valori, va di pari passo con l&#8217;ottusità etica e politica, la mancanza di educazione e la violenza, spesso brutale in quest&#8217;epoca che alcuni studiosi, tempo fa, hanno definito come l&#8217;epoca “delle passioni tristi”. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/Z9_plfUIx_k?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>La comunità cinese a Milano e una storia autobiografica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2016 08:56:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua la manifestazione &#8220;D(I)RITTi al CENTRO!&#8221; &#160; &#160; Martedì 16 febbraio si parla di migrazioni, della comunità cinese a Milano (tema tanto attuale&#8230;.), di una storia del Passato che si intreccia al nostro Presente.&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua la manifestazione &#8220;D(I)RITTi al CENTRO!&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/primavere-VERT.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5218" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-5218" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/primavere-VERT-709x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="primavere-VERT" width="709" height="1024" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/primavere-VERT-709x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 709w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/primavere-VERT-208x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 208w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/primavere-VERT-768x1110.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/primavere-VERT.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w" sizes="(max-width: 709px) 100vw, 709px" /></a></p>
<p>Martedì 16 febbraio si parla di migrazioni, della comunità cinese a Milano (tema tanto attuale&#8230;.), di una storia del Passato che si intreccia al nostro Presente. Sarà presentata la graphic novel intitolata PRIMAVERE E AUTUNNI alla presenza degli autori, Ciaj Rocchi e Matteo Demonte, ed. Beccogiallo.</p>
<p>(Ricordiamo che proprio in questi giorni si celebra il Capodanno cinese e Via Paolo Sarpi si animerà di colori e di lanterne!)</p>
<p>Martedì 16 febbraio, ore 19.00, presso il Bistrot del tempo ritrovato (Via Foppa, 4 &#8211; MM Sant&#8217;Agostino, Milano).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;incontro e la manifestazione sono organizzati dall&#8217;Associazione per i Diritti umani.</p>
<p>Vi aspettiamo numerosi!!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;omicidio di &#8220;Abba&#8221;: ricordare e riflettere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Sep 2014 05:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, 14 settembre, ricorre l&#8217;anniversario dell&#8217;uccisione, a Milano, di un ragazzo italiano di origini africane. Ammazzato di botte per motivi razziali. E il fattaccio è accaduto pochi anni fa. Riportiamo qui di seguito l&#8217;intervista&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
Oggi, 14 settembre, ricorre<br />
l&#8217;anniversario dell&#8217;uccisione, a Milano, di un ragazzo italiano di<br />
origini africane. Ammazzato di botte per motivi razziali. E il<br />
fattaccio è accaduto pochi anni fa. Riportiamo qui di seguito<br />
l&#8217;intervista che abbiamo fatto ad uno dei relaizzatori del bellissimo<br />
cortometraggio dal titolo <i>Da<br />
nessun&#8217;altra parte.</i></p>
<p><i>Da nessun&#8217; altra parte</i><br />
di Sami El Kelsh, Guido Ingenito e<br />
Antonio Gualano, menzione speciale del concorso “Vola alto”,<br />
racconta una storia attraverso una lettera. La storia è quella<br />
dell&#8217;uccisione di Abdoul Abba Guiebre, che era chiamato semplicemente<br />
“Abba” e la lettera è quella di un giornalista serio. </p>
<p>Abbiamo<br />
rivolto alcune domande a Guido Ingenito, uno degli autori del<br />
cortometraggio, che ringraziamo.</p>
<p>Ricordiamo<br />
che cosa è accaduto nel 2008&#8230;</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A Milano<br />
è accaduto un fatto di cronaca: un ragazzo di origini africane, a<br />
causa di un suo piccolo furto in un bar, è stato aggredito dai<br />
proprietari fino a perdere la vita. Alla base del pestaggio c&#8217;erano<br />
forti motivi razziali. 
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Abba era<br />
italiano, nato e cresciuto in Italia, ma per il colore della pelle<br />
non era considerato esattamente italiano come lo stereotipo<br />
pretenderebbe, almeno da parte di coloro che lo hanno aggredito.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
nasce l&#8217;idea del corto e perchè la scelta dell&#8217;animazione per<br />
raccontare un fatto così tragico?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il corto<br />
è nato come lavoro di tesi di laurea del regista, Sami el Kelsh, in<br />
“Nuove tecnologie per l&#8217;Arte”. Sami era già interessato<br />
all&#8217;animazione <i>stop-motion<br />
</i>e,<br />
per questo cortometraggio di fine anno, mi ha coinvolto perchè ho<br />
sempre avuto la passione per la scrittura, così ho scritto il<br />
soggetto e la sceneggiatura per questo film.
</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Sami,<br />
all&#8217;epoca, lavorava part-time nel reparto edicola di un supermercato<br />
e si era imbattuto in “Peacereporter” sul quale aveva trovato la<br />
lettera del giornalista Marco Formigoni, il quale chiedeva all&#8217;ex<br />
sindaco Moratti come poter spiegare al proprio figlio adottato un<br />
omicidio razziale come quello di Abba. Questa lettera lo aveva molto<br />
colpito e, quando me l&#8217;ha sottoposta, devo ammettere che ha coinvolto<br />
molto anche me.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Io<br />
ho dei cugini adottati e di origine straniera e per me era una<br />
situazione naturale: la lettera, invece, pone un punto di vista<br />
originale e forte. E&#8217; difficile, infatti, spiegare un omicidio<br />
razziale a un bambino che si sente italiano anche se non lo è di<br />
origine.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Da<br />
una parte, quindi, c&#8217;era l&#8217;interesse per una tecnica molto complessa<br />
e, dall&#8217;altra, per un messaggio importante: abbiamo unito le due<br />
intenzioni ed è nato il film.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Milano<br />
è una città razzista?</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Sinceramente<br />
credo di sì perchè c&#8217;è ancora un antico sistema di preconcetti per<br />
cui, chi arriva qui da fuori, non è familiare, non è conosciuto e,<br />
quindi, suscita timore. La mentalità è ancora quella di tenersi<br />
lontano dall&#8217;immigrato, dal “diverso” in generale. E&#8217; quello che<br />
respiro io. Inoltre c&#8217;è, anche a livello di informazione e a livello<br />
politico, la volontà di fomentare questa continua emarginazione.</div>
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			</item>
		<item>
		<title>18 +: un film sui nuovi italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2014 04:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo rivolto alcune domande a Kazi Tipu, regista del film 18 +, che sta ottenendo molto successo in vari festival cinematografici, tra cui l&#8217; International Short Film Froum Festival, Dhaka Bangladesh. Un documentario sui&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
rivolto alcune domande a Kazi Tipu, regista del film <i>18<br />
+</i>,<br />
che sta ottenendo molto successo in vari festival cinematografici,<br />
tra cui l&#8217; International Short Film Froum Festival, Dhaka Bangladesh.<br />
Un documentario sui temi di attualità che riguardano i giovani,<br />
figli di immigrati, la cittadinanza, il loro futuro e quello della<br />
nostra società.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Ringraziamo<br />
molto Kazi Tipu per questo racconto.
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width: 498px;">
<tbody>
<tr>
<td width="498">
&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>
<p>&nbsp; </td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Cosa<br />
significa essere ragazzi di &#8220;seconda generazione&#8221;?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Seconda<br />
generazione vuol dire, secondo me, tante cose e riguarda tante<br />
situazioni diverse ma essenzialmente sono il nostro prossimo futuro,<br />
il nuovo mondo.  Per il momento sono in mezzo tra la storia vecchia<br />
ed il futuro ed hanno sulle spalle il peso di questa incertezza<br />
rispetto alle loro speranze ed alle loro difficoltà di  vivere in<br />
una situazione stabile, sicura. Sono i ricercatori che sperimentano<br />
la possibilità  di creare una vero mondo più aperto e pacifico.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quali<br />
sono i problemi della legge italiana riguardo la cittadinanza?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
C&#8217;è<br />
tanta difficoltà . Molti ragazzi vivono in Italia, studiano in<br />
Italia, fanno il tifo e si innamorano ma non sono a tutti gli effetti<br />
 italiani. Ritrovano tante  difficoltà per legge perché la legge dà<br />
loro la possibilità di chiedere la cittadinanza solo a 18 anni ed il<br />
percorso é molto lungo . Discutono, studiano la  storia dell&#8217;Italia,<br />
la amano, sono educati per essere cittadini ma non possono esprimere<br />
i loro diritti di cittadinanza.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
quotidianità, a Milano, di un ragazzo di origini straniere è uguale<br />
a quella di un italiano: ma qual è il rapporto con la cultura dei<br />
genitori?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Credo<br />
di no. Sono situazioni molto diverse. Le comunità spesso hanno una<br />
cultura che si chiude in sé per difendere le proprie tradizioni e la<br />
propria identità. E i ragazzi sono divisi, a scuola, in giro<br />
condividono la cultura ed i modi dei loro compagni italiani  o di<br />
altre comunità, quando tornano  a casa ritrovano la  famiglia con i<br />
suoi  valori  tradizionali che spesso non capisce la loro situazione<br />
. Quindi questi  ragazzi  devono affrontare   molte difficoltà anche<br />
perché devono confrontarsi con tradizioni e metodi diversi, ma li<br />
vedo molto attivi, molto pieni di energia positiva e arrivare anche<br />
tra i primi nelle graduatorie scolastiche. Le difficoltà li faranno<br />
diventare più forti e speriamo che cresca anche la capacità di<br />
convivere e di condividere.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quali<br />
sono i sogni e le aspettative per il futuro? E quali sono le paure?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quelli<br />
di tutti i giovani: avere una famiglia, sistemarsi. La maggior parte<br />
vuol restare in Italia e quindi sperano in un lavoro qualificato e<br />
stabile. Altri vogliono tornare nei loro paesi e praticare quello che<br />
hanno imparato. Tutto è molto fluido. Altri si trasferiscono in<br />
altre nazioni dove le comunità sono più organizzate e ci sono più<br />
prospettive. La paura è l&#8217;incertezza , dover tornare indietro, non<br />
avere delle radici solide, non essere in nessun luogo.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Come<br />
e quando è stato realizzato il film?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quando<br />
ho finito il  mio studio all&#8217; Accademia del Cinema a Bologna poi mi<br />
sono  spostato a Venezia Mestre. Era  la fine del 2012 . Dove io<br />
abitavo ho trovato una ragazzo bengalese di 18 anni che si chiama<br />
Imran. Ho passato quasi 7 mesi con lui per capire bene chi sono loro,<br />
quale rapporto aveva con la sua famiglia , che cosa faceva, che cosa<br />
stava pensando del suo futuro. Nel 2013 a maggio uno dei responsabili<br />
della comunità di  Milano mi ha proposto di girare un film a Milano.<br />
 Così é cominciata l&#8217;avventura.  Ho trovato molta collaborazione<br />
nella comunità, nel Comune di Milano, la Scuola del  Cinema, nell<br />
&#8216;Arci , Film Commission Lombardia, Centro Internazionale di<br />
Drammaturgia  contemporanea Outis e tante altre.  Ho conosciuto tanti<br />
giovani Bengalesi, Dell&#8217;Est Europa, Sudamericani, Africani. Un mondo<br />
ricco e variegato di storie e di  emozioni che mi hanno fatto capire<br />
l&#8217;importanza del nostro tempo e di raccontarlo con ottimismo. Così<br />
sono riuscito a  fare un piccolo film che mi ha aiutato a capire<br />
tante cose, ad entrare in un nuovo mondo. Il film era partito da un<br />
progetto di 120 minuti ora é di 52 per dargli maggior ritmo ed<br />
intensità. Ora il film dopo essere stato presentato alle Comunità<br />
di Milano, di Venezia, di Bolzano, di Monza, sarà presentato  a<br />
Venezia il 3 settembre nel  Venice Film Meeting multisala Astra. Al<br />
Lido . Il futuro. Insh Aallah
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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