<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>giustizia Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/giustizia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/giustizia/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Sat, 14 Feb 2026 08:38:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>giustizia Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/giustizia/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>World Report 2026: crisi globale dei diritti umani</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2026/02/14/world-report-2026-crisi-globale-dei-diritti-umani/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2026/02/14/world-report-2026-crisi-globale-dei-diritti-umani/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 08:38:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[denunce]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governance]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18214</guid>

					<description><![CDATA[<p>(da: https://centridiricerca.unicatt.it/) Il World Report 2026, pubblicato da Human Rights Watch nel febbraio 2026, fotografa uno dei momenti più critici per i diritti umani dal dopoguerra a oggi. Il rapporto, giunto alla sua 36ª edizione e basato&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2026/02/14/world-report-2026-crisi-globale-dei-diritti-umani/">World Report 2026: crisi globale dei diritti umani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="950" height="632" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18215" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 950w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /></a></figure>



<p></p>



<p>(da: https://centridiricerca.unicatt.it/)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p></p>



<p>Il<em> </em><a href="https://www.hrw.org/world-report/2026?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>World Report 2026</em>, pubblicato da <em>Human Rights Watch</em></a> nel febbraio 2026, fotografa uno dei momenti più critici per i diritti umani dal dopoguerra a oggi. Il rapporto, giunto alla sua 36ª edizione e basato su ricerche in oltre cento paesi, non si limita a denunciare violazioni diffuse, ma interpreta tendenze globali che definiscono la traiettoria dei diritti fondamentali nel primo venticinquennio del XXI secolo.</p>



<p>Secondo il direttore esecutivo Philippe Bolopion — che apre il report con un saggio introduttivo — “porre freno all’onda autoritaria che travolge il mondo è la sfida di una generazione”, mettendo in guardia contro la regressione di istituzioni democratiche, libertà civili e stato di diritto.</p>



<p>Questa “recessione democratica”, come molti media internazionali hanno definito i contenuti principali del rapporto, è tanto sistemica quanto trasversale: coinvolge Stati Uniti, Unione Europea, Asia, Africa e Americhe, e riguarda tanto le democrazie consolidate quanto i regimi autoritari.&nbsp;</p>



<p>Un elemento centrale del&nbsp;<em>World Report 2026</em>&nbsp;è il tema dell’erosione delle garanzie democratiche e delle protezioni per i diritti umani. I governi, in diverse regioni del mondo, hanno risposto alle crisi politiche, economiche e sociali con misure restrittive che limitano la libertà di stampa, di associazione e di espressione, e indeboliscono i controlli istituzionali sui poteri esecutivi.&nbsp;</p>



<p>In particolare, il rapporto evidenzia come gli abusi commessi sotto l’amministrazione Trump negli Stati Uniti — tra intimidazioni di oppositori, erosione dell’indipendenza giudiziaria e degrado delle libertà civili — non siano fenomeni isolati, ma parte di una tendenza più ampia che alimenta l’autoritarismo globale.</p>



<p>Bolopion e i ricercatori di HRW sottolineano che senza una risposta concertata delle democrazie rispettose dei diritti umani — come l’Unione Europea, il Regno Unito e il Canada — il sistema internazionale basato sulle regole rischia di sgretolarsi.</p>



<p>Il rapporto analizza la situazione nei paesi dell’Africa meridionale, denunciando gravi abusi e la mancanza di giustizia per le vittime. In Angola e Mozambico le forze di sicurezza hanno risposto alle proteste con uso eccessivo della forza, provocando morti e feriti. In Eswatini non è stata assicurata nessuna responsabilità per la repressione dei movimenti pro-democrazia del 2021. Nel Sudan, la guerra civile continua a mietere vittime tra i civili e a distruggere infrastrutture essenziali. Il rapporto sottolinea che le forze del Rapid Support Forces (RSF) hanno eseguito uccisioni sommarie, detenzioni arbitrarie, saccheggi e violenze sessuali in Darfur, mentre entrambe le parti in conflitto hanno colpito infrastrutture critiche per la sopravvivenza delle comunità civili.</p>



<p>Nell’Unione Europea, malgrado progressi formali su alcuni diritti economici e sociali, persistono gravi rischi legati alla politica migratoria restrittiva, alle discriminazioni razziali e all’influenza di narrazioni di estrema destra nella politica mainstream. La UE affronta così la contraddizione tra un quadro normativo formale di tutela dei diritti e la concreta implementazione, che spesso resta frammentata o insufficiente.</p>



<p>In Nord Corea, le restrizioni legate alla pandemia e il controllo statale continuano a erodere il diritto alla sicurezza alimentare, alla salute e al benessere delle famiglie, con impatti particolarmente significativi sulle donne e sui gruppi più vulnerabili.</p>



<p>Il contesto globale del 2025 è stato segnato da una diffusa mobilitazione sociale, spesso accompagnata da repressioni brutali da parte degli Stati. Un caso emblematico è quello dell’Iran, dove la rivolta popolare iniziata alla fine del 2025 si è tradotta in repressioni di massa nel 2026. Secondo fonti indipendenti e organizzazioni di diritti umani, migliaia di manifestanti sono stati uccisi e arrestati, mentre le autorità hanno adottato misure sistematiche per eliminare il dissenso.</p>



<p>Questa dinamica emerge anche nella narrazione del World Report: i movimenti di protesta, pur segnati da aspirazioni di libertà e giustizia, sono spesso soffocati da forze statali che privilegiano il controllo politico alla protezione dei diritti umani.</p>



<p>Al di là dei singoli casi, il significato più profondo del&nbsp;<em>World Report 2026</em>&nbsp;è nella diagnosi di una crisi istituzionale globale dei diritti umani. Non si tratta solo di conflitti armati o di abusi specifici: è l’erosione delle garanzie democratiche di base e la legittimazione di politiche autoritarie che segnano una svolta preoccupante.&nbsp;</p>



<p>HRW osserva come i governi — anche in contesti democratici — usino strumenti giuridici e tecnologici per sorvegliare, controllare e talvolta criminalizzare l’opposizione e la società civile. Questi trend non sono isolati: sono parte di una narrativa che lega sicurezza, ordine pubblico e potere esecutivo a scapito delle libertà fondamentali.</p>



<p>Il&nbsp;<em>World Report 2026</em>&nbsp;non si limita a denunciare le violazioni, ma lancia un appello chiaro alla cooperazione internazionale e all’impegno delle società civili. Bolopion esorta le democrazie a cooperare più strettamente per difendere lo “ordine internazionale basato sulle regole” e per opporsi alla normalizzazione delle misure autoritarie.&nbsp;</p>



<p>In un mondo dove la maggioranza della popolazione vive sotto regimi autoritari o in transizione verso tali modelli, secondo HRW la difesa dei diritti umani deve essere una priorità non solo retorica, ma operativa. Ciò richiede investimenti nella protezione delle libertà fondamentali, nel sostegno ai difensori dei diritti umani, nella trasparenza istituzionale e nella solidarietà transnazionale delle comunità democratiche.</p>



<p>Il&nbsp;<em>World Report 2026</em>&nbsp;di&nbsp;<em>Human Rights Watch</em>&nbsp;ci consegna un quadro globale segnato da tensioni profonde tra aspirazioni di libertà e pratiche autoritarie, tra norme internazionali e politiche nazionali che ne minano l’efficacia. Pur nelle sue dimensioni geopolitiche diverse, la mappa delle violazioni dei diritti umani rivela un elemento comune: la fragilità delle garanzie democratiche quando questi diritti non sono sostenuti da istituzioni robuste e da una società civile vigile.</p>



<p>Per chi si occupa di politica, istituzioni e diritti umani — come la comunità di Polidemos — il rapporto non è solo una lettura, ma un richiamo all’azione: riflettere sui legami tra governance, libertà civili e giustizia sociale, e promuovere strumenti concreti per difendere i diritti fondamentali nell’arena globale come in quella locale.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2026/02/14/world-report-2026-crisi-globale-dei-diritti-umani/">World Report 2026: crisi globale dei diritti umani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2026/02/14/world-report-2026-crisi-globale-dei-diritti-umani/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Attivismo: un contributo al cambiamento</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/09/01/attivismo-un-contributo-al-cambiamento/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/09/01/attivismo-un-contributo-al-cambiamento/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2025 08:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[attivisti]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanzaattiva]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[impegno]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[retesociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilitasociale]]></category>
		<category><![CDATA[uguaglianza]]></category>
		<category><![CDATA[valori]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18160</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Martina Foglia Diceva una canzone: &#8220;ho visto un posto che mi piace si chiama mondo&#8221;; beh posso dire con certezza che per quanto mi riguarda il mondo attuale non mi piace per nulla,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/09/01/attivismo-un-contributo-al-cambiamento/">Attivismo: un contributo al cambiamento</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/att-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="750" height="497" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/att-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18161" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/att-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 750w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/att--300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Martina Foglia</p>



<p></p>



<p>Diceva una canzone: &#8220;ho visto un posto che mi piace si chiama mondo&#8221;; beh posso dire con certezza che per quanto mi riguarda il mondo attuale non mi piace per nulla, lo stiamo portando alla deriva. L&#8217;essere umano con il suo comportamento folle, il suo atteggiamento di superiorità ed egoismo sta rendendo il globo terrestre un posto invivibile e inospitale&#8230; Viviamo in un mondo intriso di odio: guerre (non solo le due macro guerre raccontate dai mass-media, ma ce ne sono tantissime altre taciute volontariamente), discriminazioni e violenza di genere e di orientamento sessuale, discriminazioni razziali nonché contro le persone con disabilità come me&#8230;Da tempo assisto a tutto questo, ma è solo da qualche anno che mi sono posta e continuo a pormi un interrogativo: come posso agire nel mio piccolo per contrastare tutto ciò?  Voglio e devo fare qualcosa per provare a illuminare la mente anche solo di una persona per far sì che rifletta su ciò che sta accadendo e magari, dopo questa riflessione, desideri unirsi a me come parte attiva del lungo processo di cambiamento! Ma come si fa a cambiare il mondo&#8230;? Questo non ve lo so dire, non ho una risposta tanto complessa quanto lo è la domanda, quel che è certo è che so di aver trovato un modo per provare a renderlo migliore; da quando sono attivista dell&#8217;associazione Per i Diritti Umani mi sento parte attiva di qualcosa, una piccola goccia nel mare, un piccolo ingranaggio ma che insieme a tante altre persone può contribuire, attraverso la scrittura di articoli di denuncia e informazione sulla violazione dei diritti umani in Italia e nel mondo e attraverso la promozione di eventi che valorizzano l&#8217;inclusione e la diversità, a sviluppare una coscienza critica dentro di noi e in chi sceglie di seguirci nelle nostre iniziative! </p>



<p>Secondo la mia personale esperienza da attivista ancora principiante, non basta solo aderire ad un evento che sostiene una determinata causa e poi dire c&#8217;ero anch&#8217;io, essere attivistə non significa certo fare numero, significa bensì credere fino in fondo alla causa che si è scelto di sostenere. Altra cosa importante è sapere selezionare: essere attivistə non significa partecipare a tutti gli eventi indistintamente o a tutte le manifestazioni, significa partecipare a eventi o manifestazioni che corrispondono ai valori imprescindibili della singola persona. Per me sono: l&#8217;uguaglianza, la pace, la giustizia e l&#8217;accoglienza verso l&#8217;Altro. Per essere attivistə ci vuole un&#8217;altra condizione fondamentale: il tempo. Ognuno di noi ha i propri impegni lavorativi e familiari e non sempre è possibile partecipare personalmente ad eventi o manifestazioni, ma lo si può fare condividendo sui social idee e notizie che possano fare riflettere le persone. Ognuno di noi può essere attivistə con i suoi tempi e modi, è l&#8217;interesse e l&#8217;empatia verso tutti gli essere umani che spinge a farlo, se non c&#8217;è questo interesse ognuno rimane a coltivare il proprio orticello. Io non condanno assolutamente questa scelta, dico solo che alla lunga può essere rischiosa perché ci si può trovare in un mondo dove non ci si riconosce, in balia di ciò che qualcun altro ha costruito al posto nostro! Secondo la mia personale esperienza, un&#8217;altra cosa è molto importante nel mondo dell&#8217;attivismo: la collaborazione tra associazioni, fondazioni, enti, realtà con scopi simili.  Per me è importante perché, collaborando, si crea RETE, quella rete che è fondamentale per generare, infondere e diffondere informazioni e conoscenza su tematiche sociali. Molto spesso dall&#8217;informazione si può sviluppare in noi il seme della curiosità E da qui ci si interroga su come si può agire per porre l&#8217;accento su un problema di interesse sociale che ci riguarda tuttə. </p>



<p>Il compito del nostro periodico online <a href="http://www.peridirittiumani.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.peridirittiumani.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> e dei nostri eventi è quello di informare e denunciare la violazione dei diritti umani in Italia e nel mondo. Nel paragrafo precedente vi ho parlato di collaborazione associativa e di quanto sia importante: a tal proposito vi volevo ricordare che nel mese di settembre proporremo due eventi con tematiche sociali differenti che troverete sulla pagina social dell&#8217;associazione e sul nostro sito; entrambi gli eventi si avvalgono della collaborazione di altre associazioni. </p>



<p>Concludo questo articolo parlando di gratitudine, un sentimento meraviglioso che molto spesso sottovalutiamo. Volevo dire grazie a due persone che mi hanno fatto scoprire e amare il mondo dell&#8217;attivismo non farò nomi chi legge sa! Ormai l&#8217;attivismo è parte imprescindibile di me e lo sarà sempre!</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/09/01/attivismo-un-contributo-al-cambiamento/">Attivismo: un contributo al cambiamento</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/09/01/attivismo-un-contributo-al-cambiamento/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il &#8220;Modello Albania&#8221;: un laboratorio autoritario alle porte dell&#8217;Europa</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/08/30/il-modello-albania-un-laboratorio-autoritario-alle-porte-delleuropa/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/08/30/il-modello-albania-un-laboratorio-autoritario-alle-porte-delleuropa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2025 09:46:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Albania]]></category>
		<category><![CDATA[ASGI]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[CPR]]></category>
		<category><![CDATA[decretolegge]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[dirittodiasilo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[rimpatrio]]></category>
		<category><![CDATA[trasferimento]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[violazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18157</guid>

					<description><![CDATA[<p>(da asgi.it) Il &#8220;Modello Albania&#8221;: un laboratorio autoritario alle porte dell&#8217;Europa L&#8217;introduzione del Protocollo Italia-Albania e le sue prime applicazioni, le modifiche legislative apportate dal Decreto Legge n. 37/2025 e i trasferimenti dai CPR italiani, i rimpatri e da&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/08/30/il-modello-albania-un-laboratorio-autoritario-alle-porte-delleuropa/">Il &#8220;Modello Albania&#8221;: un laboratorio autoritario alle porte dell&#8217;Europa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>(da asgi.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/albania_aprile_2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="810" height="477" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/albania_aprile_2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18158" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/albania_aprile_2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 810w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/albania_aprile_2-300x177.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/albania_aprile_2-768x452.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Il &#8220;Modello Albania&#8221;: un laboratorio autoritario alle porte dell&#8217;Europa</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>L&#8217;introduzione del <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeFuBoPryUp1BrYxBqIoT/rUHMTKrKXkP0?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><u>Protocollo Italia-Alban</u></strong></a><a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeG13GYgvfzAfxOFvobOj/DhSdUrM0N3YL?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><u>ia</u></strong></a><strong> e le sue prime applicazioni</strong>, le modifiche legislative apportate dal <strong>Decreto Legge n. 37/2025</strong> <strong>e i trasferimenti dai CPR italiani, i rimpatri</strong> e da ultimo la prosecuzione dei trasferimenti nonostante il rinvio della Corte di Cassazione alla CGUE, rappresentano i punti di svolta del c.d. Modello Albania, che ridefinisce il trattamento delle persone migranti all&#8217;interno di un paradigma sempre più <strong>punitivo e restrittivo</strong> e che introduce ulteriori elementi di criticità, in un contesto già connotato da gravissime illegittimità rispetto all’impianto costituzionale, <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeG7uihVsr9KA3DYfmtyz/37BsFekIrDF_?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come da ultimo affermato dalla </a><a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeGEmAqKq2JTe92rPlCZF/AvqfPob_kDvR?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>Corte Costituzionale</u></a>. L&#8217;<strong>ASGI</strong>, insieme ad altre organizzazioni e al <strong>Tavolo Asilo e Immigrazione</strong>, ha denunciato <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeGLdcz9nDTd8EsA9jV9V/Fzsf9gRBaBKD?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>sin dall&#8217;inizio</u></a> i profili di illegittimità di questo accordo. Il Protocollo, firmato nel novembre 2023, pone le basi per <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeGSV57ykOdmcKhSthnjl/iJr-qWVYpbn4?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>violazioni dei diritti fondamentali</u></a>, minando il principio di <strong>non respingimento</strong> e autorizzando forme di <strong>detenzione illegittima</strong>. La sua approvazione senza una legge di ratifica conforme all&#8217;<strong>art. 80 della Costituzione</strong> ha sollevato <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeGZMXGnhZnw6QWldg6K1/GJeRLtelwHYN?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>forti dubbi di costituzionalità</u></a>. <br>In origine si prevedeva il trattenimento di persone in arrivo in Italia via mare imbarcate su mezzi delle autorità italiane, laddove il Protocollo Italia-Albania (e legge di ratifica n. 14/2024) consente di portare in Albania i richiedenti asilo provenienti da Paese di origine sicura e trattenerli nell’hotspot di Shengjin e nel CPR di Gjader al fine di esaminare la loro richiesta di protezione internazionale mediante una procedura accelerata e di frontiera. Fin dal primo momento e nel corso delle prime operazioni sono risultate evidenti le <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeGgDzPceky5aWM4NeOuH/C_aCvwy70ATk?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>numerose criticità e violazioni</u></a>. Già in questa prima fase, questo sistema di esternalizzazione del controllo migratorio ha mostrato tutta la sua illegittimità ed è stato messo in discussione dalla <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeGn5RYRbw8F4cBN7chUX/kWbl1vHN1k07?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>giurisprudenza</u></a> in relazione all’applicazione del <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeGtwthGZ7IOYi0frb04n/z-oRqfmN2kle?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>concetto di paese di origine sicuro</u></a>, determinando la sospensione delle procedure di frontiera in attesa della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea nell’ambito dei giudizi riuniti C-758/24 e C-759/24. <strong>Un cambio di paradigma nelle politiche migratorie: gli sviluppi del c.d. modello Albania</strong>Laboratorio di sperimentazioni autoritarie, il cosiddetto “Modello Albania”, ha praticato con il <strong>Decreto Legge 37/2025</strong> una nuova strada, ossia il <strong>trasferimento coatto di persone migranti già trattenute nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio</strong> (CPR) situati in Italia, su cui ASGI ha elaborato un&#8217;<a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsDhYHeahmCovIgBP3yxxB/birkWI8Yhd1U?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>analisi giuridica</u></a> e a cui è stata dedicata un’approfondita analisi nell’ultima <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsE9szr168Ik5Yk0msxhfF/FnrEn4-Fi2Tx?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>relazione dell’Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione</u></a> dedicata alla detenzione del cittadino straniero, che ha evidenziato svariati profili di illegittimità della novella normativa. La possibilità di trasferire forzatamente all&#8217;estero persone già in attesa di espulsione dai CPR italiani non ha a che fare con esigenze logistiche, dato che la capacità ricettiva dei CPR italiani è ben lontana dalla saturazione. <br>La scelta di trasferire coattivamente le persone costituisce una <strong>misura a carattere punitivo</strong> e un atto gravemente ostile nei confronti di tutte le persone vincolate al rinnovo del permesso di soggiorno e, quindi, potenzialmente esposte, in caso di perdita del diritto al soggiorno, al trasferimento coatto in Albania. Il cosiddetto <strong>&#8220;Modello Albania&#8221;</strong> non solo colpisce i diritti dei migranti, ma riduce progressivamente le garanzie costituzionali per tutti. In questo senso, si pone in linea con il recente decreto sulla sicurezza, la libertà di manifestazione del pensiero, il diritto all’abitazione, i diritti delle persone detenute ad esercitare i propri diritti anche all’interno dei contesti detentivi, su cui sono stati sollevati dubbi di legittimità nella <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsEcDi3RUUOfFonqAhwRNJ/ViDULy5awsnb?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>relazione del Massimario della Corte di Cassazione</u></a>. È inoltre un sistema che introduce un <strong>trattamento radicalmente differenziato</strong> per chi è sottoposto a detenzione o trattenimento in CPR determinando, tra le altre, anche una scala gerarchica tra le persone, sintomatica di un regime autoritario. Da ultimo il <strong>rinvio alla CGUE da parte della Corte di Cassazione</strong>, con l’ordinanza n. 23105/2025,depositata il 20 giugno 2025, avrebbe dovuto condurre ad immediata cessazione del trattenimento in Albania e alla sospensione dei trasferimenti almeno fino a quando la Corte di giustizia dell’Unione europea non avrà fatto piena chiarezza sulla compatibilità delle varie fasi del cosiddetto &#8220;modello Albania&#8221; con il diritto dell’Unione. Infatti, la Corte ha sollevato gravissimi dubbi di legittimità relativamente all’intero impianto del progetto Albania, che vanno ad attaccarne proprio i presupposti e le fondamenta. <br>Oltre a sollevare questioni di <strong>compatibilità</strong> <strong>con il diritto dell’Unione</strong>, la Corte evidenzia come le aree situate in Albania <strong>non possano essere considerate parte integrante dello stato italiano</strong>, mettendo anche in discussione la <strong>proporzionalità dei trattenimenti</strong> in Albania. Tuttavia il governo <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsF4YQFrsqUaQ4rfYWvB5N/AaywW4J2hWKQ?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>persevera</u></a> in una prassi la cui conformità al diritto dell’UE risulta attualmente oggetto di seri dubbi interpretativi.  <strong>La compatibilità con il diritto UE</strong>. Il trasferimento delle persone già trattenute in Italia presso il CPR di Gjadër solleva infatti gravi dubbi di compatibilità con il diritto UE, in particolare alla luce dei <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsFWt8SIHCaVaKvUwLtunR/oZpmoxnFtfmQ?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>rimpatri effettuati direttamente dall’Albania verso l’Egitto il 9 maggio 2025</u></a>: un volo charter partito da Roma e diretto a Il Cairo ha fatto tappa all’aeroporto internazionale di Tirana solo per far salire a bordo cinque persone di origine egiziana. Sebbene la Commissione Europea abbia finora tenuto un <strong>atteggiamento piuttosto ambiguo</strong>, sostenendo l’inapplicabilità del diritto dell’Unione e la sola applicazione della normativa italiana, è evidente che il rimpatrio effettuato dall’Italia da suolo e infrastrutture albanesi (quale l’aeroporto di Tirana, per esempio) crea <strong>non poche questioni di conformità alla normativa eurounitaria</strong>. Durante tali operazioni di rimpatrio, infatti, le Autorità italiane non hanno alcuna possibilità concreta di assicurare  i diritti e le garanzie che la Direttiva Rimpatri prescrive in materia di esecuzione dei rimpatri di cittadini di paesi terzi; in particolare, <strong>l’Italia non può assicurare la proporzionalità dei mezzi di coercizione, la ragionevolezza dell’uso della forza, e il monitoraggio effettivo delle operazioni </strong>che sono di fatto poste sotto il controllo delle Autorità albanesi. ASGI ha elaborato un&#8217;<a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsFzDqeifYgQkazKKAseVV/rTSD-7oABTdm?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">analisi giuridica</a> degli ultimi avvenimenti. <strong>Monitoraggio e denuncia delle violazioni</strong>Alla luce di ciò appare fondamentale condurre azioni di monitoraggio, strutturare strategie di supporto legale e un&#8217;azione sistematica di decostruzione critica e di contronarrazione rispetto all’iniziativa del governo italiano.Grazie alle <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsGRYYr93umLur39hzrODZ/71pAsfHT6SeJ?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>missioni di monitoraggio</u></a> condotte dal <strong>Tavolo Asilo e Immigrazione</strong>, con il supporto di parlamentari italiani ed europei, sono state documentate <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsGttH3ZSGsH576z5oq7vd/encw91FIuJvZ?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><u>numerose violazioni</u></strong></a><strong> sistemiche degli standard previsti dalle direttive europee in materia di asilo e accoglienza, </strong>nei centri albanesi adibiti al trattenimento. <br>Report e testimonianze evidenziano: <strong>trasferimenti forzati senza comunicazione preventiva adeguata, </strong><a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsHMDzFzqcyCFNAoTdordh/mFcbFskcxpkG?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><u>condizioni di trasporto degradanti</u></strong></a>, con l&#8217;uso di fascette o manette, <strong>grave sofferenza psicofisica e episodi di autolesionismo</strong> tra i migranti trattenuti, <strong>accesso negato alla tutela legale</strong>, con ostacoli alla difesa e mancata informazione sulle procedure, ccondizioni di trattenimento inadeguate e violazione del <strong>diritto alla salute</strong>.<br> <strong>Un allarme per la democrazia</strong>. L&#8217;ASGI chiede la <strong>dismissione immediata delle strutture detentive situate in Albania </strong> e l’abbandono del <strong>Protocollo Italia-Albania</strong>, in quanto lesivo dei diritti fondamentali. Le sentenze già ottenute dimostrano la fragilità giuridica di questo sistema, che continua ad essere più uno <strong>strumento di propaganda</strong> giocato sui diritti delle persone, che una politica di gestione dei flussi migratori. Le politiche di contenimento della mobilità non riguardano solo i migranti: testano strategie che potrebbero in futuro essere <strong>estese ad altri ambiti sociali</strong>, minando i diritti di tutti. Contestare queste misure significa <strong>difendere i principi democratici e riaffermare la centralità dei diritti umani</strong>.</td></tr></tbody></table></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/08/30/il-modello-albania-un-laboratorio-autoritario-alle-porte-delleuropa/">Il &#8220;Modello Albania&#8221;: un laboratorio autoritario alle porte dell&#8217;Europa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/08/30/il-modello-albania-un-laboratorio-autoritario-alle-porte-delleuropa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Senza respiro”, Presentato il XXI rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/06/02/senza-respiro-presentato-il-xxi-rapporto-di-antigone-sulle-condizioni-di-detenzione/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/06/02/senza-respiro-presentato-il-xxi-rapporto-di-antigone-sulle-condizioni-di-detenzione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2025 09:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#associazioneantigone]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
		<category><![CDATA[decretosicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[detenzione]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[misurealternative]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[reinserimento]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18035</guid>

					<description><![CDATA[<p>È stato presentato a Roma il XXI Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia, intitolato “Senza respiro”. Un titolo che non è una metafora, ma una fotografia lucida di un sistema penitenziario&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/06/02/senza-respiro-presentato-il-xxi-rapporto-di-antigone-sulle-condizioni-di-detenzione/">“Senza respiro”, Presentato il XXI rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/antigone_senza_respiro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/antigone_senza_respiro-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18036" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/antigone_senza_respiro-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/antigone_senza_respiro-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/antigone_senza_respiro-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/antigone_senza_respiro-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/06/antigone_senza_respiro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>È stato presentato a Roma il XXI Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia, intitolato “Senza respiro”. Un titolo che non è una metafora, ma una fotografia lucida di un sistema penitenziario al collasso, dove detenuti, operatori e istituzioni sono sempre più in affanno.</p>



<p>Nel 2024 l’Osservatorio di Antigone ha visitato 95 istituti penitenziari per adulti e la maggior parte degli istituti penali per minorenni in tutta Italia, da Bolzano ad Agrigento. Il quadro emerso è drammatico: sovraffollamento record, carenza di personale, diritti compressi e una deriva punitiva che mette a rischio la tenuta costituzionale del sistema.</p>



<p>Al 30 aprile 2025 i detenuti in Italia erano 62.445, a fronte di una capienza regolamentare di 51.280 posti. Ma considerando i posti non disponibili (oltre 4.000), il tasso reale di affollamento è del 133%, con circa 16.000 persone che non hanno un posto regolamentare. 58 carceri su 189 hanno un tasso di sovraffollamento superiore al 150%. Gli istituti più affollati al momento sono Milano San Vittore (220%), seguito da Foggia (212%) e Lucca (205%). In tutti e tre i casi ci sono più del doppio delle persone che quelle carceri potrebbero e dovrebbero contenere.&nbsp;</p>



<p>Negli ultimi due anni la popolazione detenuta è cresciuta di oltre 5.000 unità, mentre la capienza effettiva è diminuita di 900 posti. Negli ultimi mesi ogni sessanta giorni sono entrate in carcere 300 persone in più. Dinanzi a quanto sta accadendo l’unica risposta dell’Esecutivo passa da un piano per l’edilizia penitenziaria che, proprio per i numeri e per la loro crescita, non può essere in alcun modo la soluzione. Considerando che mediamente un istituto in Italia ospita 300 persone, ogni due mesi dovremmo aggiungere un nuovo carcere al piano di edilizia.&nbsp;</p>



<p>Questo anche a fronte di un attivismo penale del governo che ha un impatto diretto e drammatico sul carcere. Con il decreto sicurezza, approvato ad aprile 2025 e in discussione in Parlamento per la sua conversione in legge, è stato introdotto tra gli altri un nuovo reato che punisce anche le proteste pacifiche e non violente con pene più alte di quelle previste per i maltrattamenti in famiglia, escludendo le persone detenute anche dal possibile accesso alle misure alternative, come avviene per i reati di mafia e terrorismo. Se si considera che dal nel 2024 si sono contati 1.500 episodi di protesta, coinvolgendo almeno 6.000 persone detenute, se ognuna di loro fosse stata condannata in media a 4 anni di carcere, si rischierebbero 24.000 anni di carcere in più per chi sta già scontando una pena.</p>



<p>Proteste che generalmente riguardano le persone detenute più fragili, quelle con più problematiche e che si sanno fare meno la galera: tossicodipendenti, senza dimora, stranieri senza difesa legale, persone con problemi psichiatrici. Categorie che rappresentano anche la maggior parte di chi ha pene brevi. Al momento il 51,2% dei detenuti con condanna definitiva ha meno di tre anni da scontare, soglia che consente – almeno teoricamente – l’accesso a misure alternative. Più di 1.370 persone sono in carcere per pene inferiori a un anno.</p>



<p>Ma il sovraffollamento non colpisce solo le carceri per adulti. Per la prima volta nella storia interessa anche gli istituti penali per minorenni dove sono 611 i ragazzi detenuti (di cui 27 ragazze). Un record storico che ha caratteri preoccupanti se si pensa al fatto che alla fine del 2022 negli Ipm c’erano 381 persone. Frutto del decreto Caivano che ha fatto crescere enormemente i numeri, soprattutto dei ragazzi in custodia cautelare (il 65% dei minorenni è infatti recluso senza una condanna definitiva).</p>



<p>Di fronte a questa situazione Antigone ha avanzato tre proposte che si possono rendere immediatamente operative: Un atto di clemenza per i detenuti con residuo pena inferiore ai 2 anni; provvedimenti collettivi di misura alternativa decisi dai Consigli di disciplina da riunirsi in forma straordinaria per discutere grazie e altri provvedimenti per detenuti che abbiano meno di un anno di pena; divieto di nuove carcerazioni, se non in casi eccezionali, se non vi è un posto regolamentare disponibile.</p>



<p>Durante la presentazione Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, ha chiamato ad una grande alleanza costituzionale.&nbsp;“Di fronte a tutto questo &#8211; ha detto &#8211; dobbiamo costruire una grande alleanza di tutti coloro che intendano muoversi nel solco dell&#8217;articolo 27 della Costituzione, a partire dalle Università, dalle associazioni, dal mondo delle professioni e dai sindacati. Il carcere non va trasformato in una trincea di guerra. Chi usa toni militareschi o guerrafondai per orientare e gestire la vita carceraria commette un gravissimo atto di insubordinazione costituzionale che renderà durissima la vita degli stessi poliziotti. É necessario che a partire dal linguaggio si ridefinisca un senso comune della pena e quanto meno non si metta mai in discussione la necessità di tutelare sempre la dignità di tutte le persone private della libertà. Le parole forti di Papa Francesco per una pena mite e mai disumana, nonché il suo discorso contro i mercanti della paura, speriamo restino un monito per tutti. Non è stato ascoltato in vita. Speriamo lo sia dopo la sua morte”.&nbsp;</p>



<p>Il rapporto completo è disponibile su&nbsp;<a href="http://www.rapportoantigone.it./?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.rapportoantigone.it.?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/06/02/senza-respiro-presentato-il-xxi-rapporto-di-antigone-sulle-condizioni-di-detenzione/">“Senza respiro”, Presentato il XXI rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/06/02/senza-respiro-presentato-il-xxi-rapporto-di-antigone-sulle-condizioni-di-detenzione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Un sito per le persone scomparse del Mali e non solo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/05/24/stay-human-africa-un-sito-per-le-persone-scomparse-del-mali-e-non-solo/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/05/24/stay-human-africa-un-sito-per-le-persone-scomparse-del-mali-e-non-solo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 May 2025 10:14:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Stay Human Africa]]></category>
		<category><![CDATA[#Africa]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[#Todocambia]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[emigrati]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[familiari]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[guerracivile]]></category>
		<category><![CDATA[Mali]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[personescomparse]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[verità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18021</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un altro importante traguardo reso possibile dal progetto “Dalla testimonianza al protagonismo: le madri dei migranti dispersi nel Mediterraneo promotrici di diritti e di attività generatrici di reddito in Mali e in Senegal”, promosso&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/05/24/stay-human-africa-un-sito-per-le-persone-scomparse-del-mali-e-non-solo/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Un sito per le persone scomparse del Mali e non solo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/ma.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="871" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/ma-1024x871.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18022" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/ma-1024x871.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/ma-300x255.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/ma-768x654.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/ma-1536x1307.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/ma.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Un altro importante traguardo reso possibile dal progetto “Dalla testimonianza al protagonismo: le madri dei migranti dispersi nel Mediterraneo promotrici di diritti e di attività generatrici di reddito in Mali e in Senegal”, promosso dalle associazioni Abarekà Nandree ODV, Todo Cambia e&nbsp;Énergie pour les Droits de l&#8217;Homme Sénégal&nbsp;e finanziato dall&#8217;Otto per Mille della Chiesa Valdese.</p>



<p>Il progetto ha l&#8217;obiettivo di promuovere l&#8217;autonomia e la partecipazione democratica delle famiglie dei migranti dispersi, mediante attività generatrici di reddito portate avanti dalle donne appartenenti a queste famiglie e con il sostegno alla loro mobilitazione per verità e giustizia sulla sorte dei loro cari.</p>



<p>La Sezione Mali è composta da 10 video-interviste ad alcune delle 42 donne parti attive del progetto e da una fotogallery che raccoglie le immagini dei loro parenti scomparsi, vittime delle frontiere. Grazie alle testimonianze di queste donne, le famiglie hanno potuto dare voce e dignità alle tragiche storie di migrazione dei loro parenti morti o dispersi nel tentativo di raggiungere l&#8217;Europa dal Mali alla ricerca di una vita migliore per se stessi e per le loro famiglie.</p>



<p>Mariam Kanta, Houlale Baniele, Sara Diabate, Aoua Sangare, Tah Coulibaly, Aminata Kone, Niele Samake, Fatoumata Aba Toure, Ami Konate e Kadia Cisse. Per noi, forse, sono solo dei nomi non sempre facili da pronunciare. Ascoltando le loro testimonianze e connettendoci emotivamente con gli effetti che la tragica scomparsa dei loro cari ha avuto sulle loro famiglie in termini psicologici, sociali ed economici, appare evidente che queste donne sono, invece, esempio di resilienza e di lotta quotidiana affinché la memoria dei loro genitori non si perda nell&#8217;indifferenza e nel cinismo dei Governi europei e di quelli locali&nbsp;.</p>



<p>La raccolta delle foto dei dispersi maliani che compongono la fotogallery e le 10 video-interviste della Sezione sono frutto del prezioso lavoro di supporto svolto in Mali dai partner locali, GRAM&nbsp;(Groupe de Recherche et d&#8217;Actions sur les Migrations)&nbsp;e ADEM&nbsp;(Association pour la Défense des Emigrés Maliens)&nbsp;che da anni lavorano nel Paese e in rete con altre associazioni europee, per difesa la diritti dei migranti e per denunciare la strage dei morti e disperdersi alle frontiere.</p>



<p><em>&#8220;I bianchi vanno e vengono dal nostro Paese a loro piacimento (e in sicurezza). Al contrario, quando i nostri genitori decidono di partire, li aspetta la morte. Mi piacerebbe vedere tutti trattati equamente!&#8221;,</em>&nbsp;afferma nella sua intervista Aminata Koné che ha perso il marito nel disperato tentativo di arrivare in Europa. Alla sua voce si aggiunge quella di Sara Diabaté che sa di aver perso la madre e la sorellina ingoiate dalle onde del Mar Mediterraneo:&nbsp;<em>&#8220;siamo stufi di vedere i nostri genitori, fratelli, sorelle che lasciano il Paese e muoiono. Vogliamo giustizia!&#8221;</em></p>



<p>Questa Sezione è un modo per dare voce alle migliaia di famiglie maliane rimaste in un limbo senza scadenza e per amplificare la loro richiesta di Verità, Giustizia e Dignità affinché superi il Mediterraneo e arrivi in Europa restituendoci ciò che ormai facciamo fati a ricordare: i morti alle frontiere NON SONO NUMERI ma VITE UMANE.</p>



<p>Sezione Mali e fotogallery:&nbsp;<a href="https://missingattheborders.org/mali?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://missingattheborders.org/mali?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Testimonianze delle famiglie:&nbsp;<a href="https://missingattheborders.org/testimonials?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://missingattheborders.org/testimonials?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/05/24/stay-human-africa-un-sito-per-le-persone-scomparse-del-mali-e-non-solo/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Un sito per le persone scomparse del Mali e non solo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/05/24/stay-human-africa-un-sito-per-le-persone-scomparse-del-mali-e-non-solo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Terzo trasferimento migranti in Albania: violati i tempi di convalida per il trattenimento dei migranti­</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/01/30/terzo-trasferimento-migranti-in-albania-violati-i-tempi-di-convalida-per-il-trattenimento-dei-migranti/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/01/30/terzo-trasferimento-migranti-in-albania-violati-i-tempi-di-convalida-per-il-trattenimento-dei-migranti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2025 10:45:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Albania]]></category>
		<category><![CDATA[ASGI]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[avvocati]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[frontiera]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[governoitaliano]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[OIM]]></category>
		<category><![CDATA[sbarchi]]></category>
		<category><![CDATA[trasferimento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17883</guid>

					<description><![CDATA[<p>(da asgi.it) Le autorità di pubblica sicurezza devono comunicare il trattenimento delle persone all&#8217;Autorità giudiziaria entro le prime 48 ore. Tuttavia, per le persone trasferite in Albania questa scadenza sembra essere ignorata, poiché il&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/01/30/terzo-trasferimento-migranti-in-albania-violati-i-tempi-di-convalida-per-il-trattenimento-dei-migranti/">Terzo trasferimento migranti in Albania: violati i tempi di convalida per il trattenimento dei migranti­</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>(da asgi.it)</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/albania-migranti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="538" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/albania-migranti-1024x538.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17884" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/albania-migranti-1024x538.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/albania-migranti-300x158.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/albania-migranti-768x403.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/01/albania-migranti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Le autorità di pubblica sicurezza devono comunicare il trattenimento delle persone all&#8217;Autorità giudiziaria entro le prime 48 ore. Tuttavia, per le persone trasferite in Albania questa scadenza sembra essere ignorata, poiché il trattenimento effettivo è iniziato già con la &#8220;selezione&#8221; dei migranti in alto mare. Questo processo segna l&#8217;inizio della privazione della libertà personale, che prosegue poi con il trasferimento in Albania e la successiva formalizzazione della detenzione al momento dello sbarco.  Questa è una delle illegittimità che sono state riscontrate durante il terzo trasferimento avviato nei giorni scorsi dall’Italia verso l’Albania e nonostante la Corte di giustizia europea non si sia ancora espressa sulla questione dei trattenimenti in Albania e sulla lista dei paesi sicuri, come richiesto da diversi tribunali italiani negli ultimi mesi. La sentenza della Corte è attesa nei prossimi mesi. La nave Cassiopea della marina militare italiana è partita per l’Albania con 49 persone a bordo, migranti intercettati nelle acque internazionali davanti a Lampedusa che saranno trasferiti nei centri di detenzione di Shëngjin e poi di Gjadër, dove saranno sottoposti a una procedura accelerata di frontiera. Le persone arrivano dall&#8217;Egitto e dal Bangladesh, come nelle due operazioni precedenti, ma anche da Costa d&#8217;Avorio e Gambia, quindi da paesi considerati sicuri secondo la lista approvata dall&#8217;esecutivo. <br> Diversamente dalle operazioni precedenti, a bordo della nave militare non erano presenti operatori dell&#8217;Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) che non ha supervisionato lo screening per determinare chi può essere sottoposto a procedure accelerate di frontiera e trasferito in Albania e chi no. Recentemente, è cambiato il giudice competente per la convalida dei trattenimenti dei migranti trasferiti in Albania: questa volta saranno i giudici delle Corti d’Appello (in composizione monocratica) a dover esprimersi.<br>Come ASGI <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeFuBoPryUp1BrYxBqIoT/eM9UF9jDg8jX?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>abbiamo aggiornato la sintesi di alcune delle possibili eccezioni sollevabili durante le convalide dei trattenimenti in frontiera e in Albania</u></a>, un documento non esaustivo, ma utile per offrire uno spunto di riflessione per i difensori, fornendo un quadro generale delle questioni sollevabili. Per una maggiore fruibilità, il testo è volutamente privo di approfondimenti giuridici complessi, al fine di agevolare una rapida consultazione.­</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeG13GYgvfzAfxOFvobOj/llvbR2w2U8Qo?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eccezioni possibili da sollevare in procedura di frontiera &#8211; aggiornate</a></td></tr></tbody></table></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/01/30/terzo-trasferimento-migranti-in-albania-violati-i-tempi-di-convalida-per-il-trattenimento-dei-migranti/">Terzo trasferimento migranti in Albania: violati i tempi di convalida per il trattenimento dei migranti­</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/01/30/terzo-trasferimento-migranti-in-albania-violati-i-tempi-di-convalida-per-il-trattenimento-dei-migranti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una sentenza della Corte dei diritti dell&#8217;Uomo. Per restare umani</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/11/28/una-sentenza-della-corte-dei-diritti-delluomo-per-restare-umani/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/11/28/una-sentenza-della-corte-dei-diritti-delluomo-per-restare-umani/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 13:30:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#Mastrogiovanni]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[#psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[#salutementale]]></category>
		<category><![CDATA[CEDU]]></category>
		<category><![CDATA[codicepenale]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[pazienti]]></category>
		<category><![CDATA[psichiatria]]></category>
		<category><![CDATA[riforma]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<category><![CDATA[umanità]]></category>
		<category><![CDATA[violazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17797</guid>

					<description><![CDATA[<p>(di Damiano Aliprandi, www.news-forumsalutementale.it) Associazione Per i diritti umani, nel 2025, si occuperà del tema del benessere mentale e oggi pubblichiamo questa notizia importante. Per la prima volta, grazie all’impegno di L’Altro Diritto –&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/11/28/una-sentenza-della-corte-dei-diritti-delluomo-per-restare-umani/">Una sentenza della Corte dei diritti dell&#8217;Uomo. Per restare umani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/men.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="700" height="465" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/men.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17798" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/men.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/men-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></figure>



<p></p>



<p>(di Damiano Aliprandi, www.news-forumsalutementale.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss </p>



<p></p>



<p><strong>Associazione Per i diritti umani, nel 2025, si occuperà del tema del benessere mentale e oggi pubblichiamo questa notizia importante.</strong></p>



<p>Per la prima volta, grazie all’impegno di L’Altro Diritto – Società della Ragione Onlus e Fondazione Franco Basaglia, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha stabilito che l’Italia ha violato i diritti umani di un paziente psichiatrico, immobilizzato con forza e trattato con farmaci pesanti in un ospedale. Questa pratica è stata condannata come inumana e degradante. La recente sentenza della CEDU nel caso Lavorgna c. Italia rappresenta un precedente di grande rilievo per il sistema giudiziario italiano, poiché è la prima volta che la Corte condanna l’Italia per violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo in un caso di contenzione meccanica e farmacologica all’interno di un reparto psichiatrico. La sentenza riconosce che il trattamento riservato al paziente durante la sua degenza presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell’Ospedale di Melzo è stato inumano e degradante, in violazione del divieto assoluto di trattamenti inumani e degradanti stabilito dall’articolo 3 della Convenzione.</p>



<p>Il caso coinvolge Matteo Lavorgna, diciannovenne all’epoca dei fatti, affetto da un disturbo psicotico non altrimenti specificato. Il giovane era stato ricoverato volontariamente il 30 settembre 2014 su consiglio del suo psichiatra, il quale aveva ritenuto necessario un intervento protetto per evitare che la situazione degenerasse. Tuttavia, in seguito a un episodio di aggressività verso i genitori durante una visita, lo SPDC aveva applicato misure di contenzione meccanica, immobilizzando Lavorgna al letto per quasi otto giorni consecutivi, nonostante fosse già sottoposto a pesanti sedazioni farmacologiche. Il ricorso, depositato presso la CEDU, si basava sulla denuncia del giovane per maltrattamenti e coercizione da parte del personale medico, con accuse riguardanti anche l’omissione di un’adeguata verifica sulla necessità di prolungare la contenzione meccanica, nonostante Lavorgna fosse in stato di calma apparente e sotto controllo medico. In Italia, la sua denuncia era stata archiviata dal tribunale, che aveva ritenuto legittimo l’uso della contenzione in quanto misura necessaria per evitare rischi futuri.</p>



<p>Nella sentenza del 7 novembre scorso, la Corte di Strasburgo ha stabilito che il trattamento subito da Lavorgna costituisce una violazione sostanziale e procedurale dell’articolo 3 della Convenzione. La Corte ha, infatti, evidenziato come la prolungata contenzione meccanica non fosse giustificabile, in quanto la condizione di pericolo che ne aveva determinato l’applicazione non persisteva più con tale intensità, mancando così di motivazioni oggettive e necessarie. Inoltre, la Corte ha censurato l’inefficacia dell’indagine condotta in Italia, non ritenendola conforme agli standard richiesti per un accertamento trasparente e indipendente. Gli interventi delle due associazioni sopracitate hanno contribuito in modo significativo alla decisione della Corte, sostenendo che, in assenza di norme chiare sui limiti della contenzione meccanica in ambito psichiatrico, tale pratica debba essere giustificata solo in casi di necessità assoluta e comprovata, come prevede l’articolo 54 del Codice penale. Le organizzazioni hanno evidenziato che la contenzione non può essere usata a scopo cautelare, ma esclusivamente per rispondere a un pericolo concreto e imminente, come confermato dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione italiana nel caso Mastrogiovanni.</p>



<p>La decisione della CEDU apre un’importante riflessione sulla necessità di stabilire regolamentazioni più precise e rigide in merito all’uso della contenzione in contesti psichiatrici. Il caso Lavorgna solleva interrogativi su un utilizzo della contenzione che appare non solo ingiustificato dal punto di vista della necessità medica, ma anche lesivo della dignità umana. Tale pratica si pone in contrasto con il principio di proporzionalità richiesto per le misure restrittive della libertà individuale. Inoltre, la sentenza sollecita una riforma dei protocolli sanitari italiani, poiché attualmente mancano norme specifiche che disciplinino la contenzione meccanica e farmacologica. La Corte Europea ha ribadito che la contenzione meccanica non deve essere considerata un intervento terapeutico, ma un mezzo di sicurezza, utilizzabile solo come ultima risorsa e per il minor tempo possibile. La condanna dell’Italia segna, quindi, un passo significativo verso una maggiore tutela dei diritti delle persone affette da disturbi psichiatrici e potrebbe stimolare il legislatore italiano a intervenire con normative specifiche, in linea con gli standard di diritti umani delineati dalla CEDU e dalle linee guida del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura (CPT).Una sentenza della Corte dei diritti dell&#8217;Uomo. Per restare umani.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/11/28/una-sentenza-della-corte-dei-diritti-delluomo-per-restare-umani/">Una sentenza della Corte dei diritti dell&#8217;Uomo. Per restare umani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/11/28/una-sentenza-della-corte-dei-diritti-delluomo-per-restare-umani/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dietro ogni etichetta c&#8217;è una persona</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/11/13/dietro-ogni-etichetta-ce-una-persona/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/11/13/dietro-ogni-etichetta-ce-una-persona/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 09:07:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[canzone]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[reinserimentosociale]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianza]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17779</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Sabrina Minervini “Se t&#8217;inoltrerai lungo le calate dei vecchi moliIn quell&#8217;aria spessa, carica di sale, gonfia di odoriLì ci troverai i ladri, gli assassini e il tipo stranoQuello che ha venduto per tremila&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/11/13/dietro-ogni-etichetta-ce-una-persona/">Dietro ogni etichetta c&#8217;è una persona</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-1-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17780" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-1-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-1-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Sabrina Minervini<br></p>



<p></p>



<p>“<em>Se t&#8217;inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli<br>In quell&#8217;aria spessa, carica di sale, gonfia di odori<br>Lì ci troverai i ladri, gli assassini e il tipo strano<br>Quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano<br>Se tu penserai e giudicherai da buon borghese<br>Li condannerai a cinquemila anni più le spese<br>Ma se capirai, se li cercherai fino in fondo<br>Se non sono gigli, son pur sempre figli, vittime di questo mondo</em>“</p>



<p><br>Questa è l’ultima strofa de “La città vecchia” (Fabrizio De André)<br>Non ci sono parole più adatte per spiegare l’importanza di non giudicare una persona da ciò che ha fatto, ma dal conoscere<br>prima i motivi che ha spinto l’individuo a commettere un qualsiasi reato.<br>Cercherò di spiegarvi le mie sensazioni di quando ho assistito ad un evento presso il teatro del carcere di Opera, uno dei tantissimi<br>organizzati dal dottor Juri Aparo, psicologo e psicoterapeuta presso diverse carceri milanesi.<br>Durante questo evento è stato possibile ascoltare alcune testimonianze di detenuti che hanno commesso dei reati ed i motivi<br>che li hanno spinti a commetterli. Inoltre hanno ammesso che, durante il loro percorso in carcere, hanno preso totale<br>consapevolezza di ciò che hanno fatto e hanno raccontato la loro storia di vita.<br>Oltre alle testimonianze toccanti dei detenuti ci sono stati alcuni collegamenti musicali scelti in base ad ogni storia; ad ogni testimonianza, infatti, era collegata una canzone di Fabrizio De Andrè poiché i personaggi di questo cantautore si<br>rispecchiano molto con le storie raccontate.<br>Ad aiutarli nel loro cambiamento è stato soprattutto il “gruppo della trasgressione” coordinato dal dottor Juri Aparo, un gruppo formato da detenuti, ex detenuti, studenti, dove è possibile analizzare il proprio percorso di vita e confrontarlo con alcuni personaggi come<br>Caravaggio o Dostoevskij; ad esempio grazie all&#8217;analisi del romanzo “Delitto e castigo&#8221; è stato incredibile quanto i membri di questo gruppo si siano resi consapevoli “dell’esistenza dell’altro” e che il dolore è sia di chi subisce il reato sia di chi lo commette.<br>E’ stata davvero toccante la testimonianza di una madre che ha detto: “quando ti ammazzano un figlio ti verrebbe da chiuderti in te<br>stessa e piegarti dal dolore, io per non piegarmi ho voluto entrare in carcere e conoscere il dolore che è presente all’interno.”<br>Assistendo a questo evento mi sono resa ancora più conto di non dover “etichettare” una persona per quello che si sa di lei o per quello<br>che ha fatto, ma di ascoltare prima la sua storia.<br>Ascoltare le testimonianze di ex detenuti che sono diventati genitori, lavoratori, che sono cambiati in meglio mi fa capire che il lavoro di autoanalisi svolto da questo gruppo è qualcosa di straordinario e ascoltare le persone che stanno ancora scontando la loro pena in<br>carcere mi ha dato un’idea limpida di ciò che vorrebbero per il proprio futuro sia per se stessi sia per i loro cari e mi ha resa ancora più<br>consapevole di ciò che vuol dire mettersi in discussione .<br>Concludo dicendo che questo tipo di lavoro non serve solo a chi ha commesso o ha subìto un reato ma anche alla gente “comune&#8221;<br>disposta a non fermarsi alle apparenze e a non rimanere “chiusa “nelle proprie convinzioni ma che, al contrario, può imparare a non ”condannare a cinquemila anni &#8220;, ma a crescere e a conoscere questo mondo di cui non si sa mai abbastanza.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/11/13/dietro-ogni-etichetta-ce-una-persona/">Dietro ogni etichetta c&#8217;è una persona</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/11/13/dietro-ogni-etichetta-ce-una-persona/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Per il Venezuela, per la vera democrazia, per noi tutte/i</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/29/per-il-venezuela-per-la-vera-democrazia-per-noi-tutte-i/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/29/per-il-venezuela-per-la-vera-democrazia-per-noi-tutte-i/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2024 14:11:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[estero]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[libertadiespressione]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[prigionieripolitici]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17725</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ieri pomeriggio, ha partecipato alla manifestazione organizzata da PlataformaUnitariaItalia Per tutta l&#8217;estate ha seguito le elezioni nel Paese latinomaericano, elezioni che non sono ancora approdate ad un risultato certo&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/09/29/per-il-venezuela-per-la-vera-democrazia-per-noi-tutte-i/">Per il Venezuela, per la vera democrazia, per noi tutte/i</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="771" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-1024x771.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17726" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-1024x771.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-300x226.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-768x578.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-1536x1156.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Associazione Per i Diritti umani ieri pomeriggio, ha partecipato alla manifestazione organizzata da PlataformaUnitariaItalia </p>



<p>Per tutta l&#8217;estate ha seguito le elezioni nel Paese latinomaericano, elezioni che non sono ancora approdate ad un risultato certo e democratico, così come emerso dai voti della popolazione. A Milano, in piazza San Babila, tante persone si sono riunite per chiedere, a gran voce, che vengano dichiarati e presi in considerazione i veri numeri e non quelli diffusi dalla propaganda di regime. Molti i prigioniri politici, anche giovani; molte le proteste in Venezuela e all&#8217;estero; è ora che la libertà di espressione, così come Verità e Giustizia, si affermino lì, come in altri (troppi) Paesi nel mondo. A tale proposito, durante la manifestazione, Associazione Per i Diriti umani ha letto il seguente comunicato: </p>



<p>Dallo scorso 28 luglio Associazione Per i diritti umani ha seguito le vicende politiche in Venezuela, in occasione delle elezioni all&#8217;interno del Paese latinoamericano. Perchè dare spazio a un Paese così lontano dall&#8217;Italia che si trova addirittura in un altro continente? Perchè la nostra associazione e il nostro giornale online PERIDIRITTIUMANI.COM vogliono essere un osservatorio su ciò che accade in Italia e nel mondo in tema, appunto, di diritti umani e civili.</p>



<p>In Venezuela ormai da troppo tempo vige una dittatura e il regime di Maduro si ostina, ancora oggi, a negare di aver perso; Maduro e i suoi hanno perso perchè i cittadini informati, la maggioranza dei cittadini venezuelani dentro e fuori il Paese, ha votato per l&#8217;avversario Gonzales Urrutìa, un uomo coraggioso che lotta per i diritti di tutte e di tutti, cercando, così, di riformare il Paese in termini di democrazia, giustizia, sanità, economia, istruzione contro un regime che si appoggia, al contrario, alla corruzione e al narcotraffico.</p>



<p>Perchè parlare di tutto questo, in Italia? Perchè oggi manifestare a fianco del Venezuela e dei venezuelani? Perchè quello che accade lì, così come in Iran oppure in Cina o in Egitto, ci riguarda.</p>



<p>Oggi in Venezuela molti cittadini, intellettuali e non, sono prigionieri politici; oggi in Iran le donne e i dissidenti sono vittime di violenze di ogni tipo; ricordiamo i casi di Giulio Regeni e di Patrik Zaki in Egitto? E i cristiani perseguitati dal governo cinese? Molte sono le violazioni e le negazioni dei diritti umani: la libertà di espressione, ad esempio,si esercita tramite un articolo su un giornale, tramite una manifestazione pubblica, tramite un libro, tramite un pensiero espresso sui mass-media, tramite la stesura di una tesi universitaria, tramite un murale dipinto su un muro della città..: ognuno ha il diritto di esprimersi SENZA però ledere la libertà altrui, senza offendere le credenze altrui, senza violenza verbale o fisica. Negare la libertà di espressione, in ogni sua forma, significa imbavagliare il confronto pacifico, il dibattito serio, significa avere PAURA del contraddittorio; e, nel caso delle elezioni in Venezuela, negare la vittoria dell&#8217;opposizione significa tentare di mettere a tacere la voce della maggioranza informata e onesta: quante e quanti di noi, qui in Italia, si sentono informati e onesti? Quanti di noi donne e giovani, in Italia, vogliono esprimere le proprie opinioni su temi dei diritti civili e dei diritti umani, come le donne e i giovani in Iran? Quanti di noi, in Italia, vogliono poter muoversi liberamente tra i diversi Paesi europei ed extraeuropei, senza rischaire la propria vita sulle zattere della morte o senza viveri attraverso i deserti? Quanti di noi, in Italia, vogliono un lavoro pagato e tutelato in termini di sicurezza?<br>Parlare oggi pomeriggio e ogni giorno di diritti umani significa, da una parte, mettersi nei panni di chi NON ha diritti e rischia la vita, la galera o la tortura per affermarli di nuovo nel proprio Paese, e parlare oggi pomeriggio e tutti i giorni di diritti umani significa, dall&#8217;altra parte, capire quanto noi, che forse siamo nati nella parte del mondo un po&#8217; più consapevole, siamo privilegiati perchè viviamo in Paesi che sono Repubbliche democratiche; ma mai come in quest&#8217;epoca dobbiamo chiederci per quanto tempo ancora avremo la possibilità di usufruire di questi diritti civili e umani? E quanto tempo abbiamo impiegato per vederli affermati? E quanti ancora sono da affermare?</p>



<p>NON bisogna MAI dare per scontato un diritto acquisito! Dobbiamo continuare a stare all&#8217;erta e dobbiamo appoggiare le istanze di libertà, di giustizia e di democrazia che ci arrivano dai cittadini degli altri Paesi del mondo: non importa che lingua parliamo, di che colore sia la nostra pelle; non importa che fede professiamo o a quale genere apparteniamo, l&#8217;età che abbiamo: siamo tutte persone !!! Nessuno più deve subire alcun tipo di violenza: NO alla violenza di Stato, No alla violenza personale, No alla violenza psicologica, No a tutte le forme di violenza. Tutte le persone devono poter vivere in serenità e nel rispetto reciproco. Insegnamolo ai nostri bambini, insegnamolo ai nostri giovani perchè loro possono davvero cambiare le cose, loro che sono le future donne, i futuri uomini, i futuri cittadini con diritto di voto, i futuri professionisti che aiuteranno i cittadini comuni che, a loro volta, si aiuteranno a vicenda. Facciamo di noi una COMUNITA&#8217; UMANA. Grazie.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="576" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-576x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17727" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-576x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 576w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-169x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-768x1365.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-864x1536.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 864w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/09/29/per-il-venezuela-per-la-vera-democrazia-per-noi-tutte-i/">Per il Venezuela, per la vera democrazia, per noi tutte/i</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/09/29/per-il-venezuela-per-la-vera-democrazia-per-noi-tutte-i/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela: urliamo LIBERTA!</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/20/america-latina-diritti-negati-venezuela-urliamo-liberta/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/20/america-latina-diritti-negati-venezuela-urliamo-liberta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Aug 2024 12:19:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Americalatina]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governoitaliano]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17662</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi Il Venezuela e 320 città in tutto il mondo hanno risposto all&#8217;appello di María Corina Machado per il sabato 17 agosto. Al grido di Ha vinto Venezuela, grande protesta per la&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/08/20/america-latina-diritti-negati-venezuela-urliamo-liberta/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela: urliamo LIBERTA!</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ve.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="693" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ve.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17663" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ve.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ve-300x203.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ve-768x520.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br>di Tini Codazzi </p>



<p></p>



<p>Il Venezuela e 320 città in tutto il mondo hanno risposto all&#8217;appello di María Corina Machado per il sabato 17 agosto. Al grido di Ha vinto Venezuela, grande protesta per la verità, siamo scesi in piazza per dimostrare che non abbiamo paura, per chiedere il rispetto della decisione presa da più di 7 milioni di venezuelani che hanno votato per Edmundo González Urrutia. Durante la manifestazione a Caracas è apparsa María Corina Machado che, con un discorso pieno di speranza, ha detto: “Questo è il momento di raccogliere. Non c&#8217;è<br>nulla che sia al di sopra della voce del popolo sovrano e il sovrano ha parlato il 28 luglio”. Machado ha sottolineato che ciò che è accaduto il 28 e il 29 luglio ha paralizzato il mondo, riferendosi al lavoro di raccolta e pubblicazione di gran parte delle schede elettorali in 24 ore. La leader dell&#8217;opposizione ha affermato che le manifestazioni pacifiche continueranno, ma con “intelligenza, prudenza, resilienza e audacia”. Ha inoltre sottolineato che finora il Consiglio Nazionale Elettorale non ha presentato i risultati<br>elettorali e li ha sfidati a presentare i verbali: “che stampino i verbali falsi, perché così ci daranno la prova della frode; noi abbiamo la prova della vittoria”. In chiusura del suo discorso, ha ribadito il suo impegno per il Venezuela “hasta el final” (fino alla fine).<br>Questa settimana che si è appena conclusa è stata molto importante, sono stati fatti passi incredibili per ottenere ciò che tutti aspettano, la libertà per il popolo venezuelano. Questa libertà è vicina.<br>Il politologo e avvocato venezuelano Orlando Viera Blanco, residente in Canada, informa il mondo di aver consegnato alla Corte penale internazionale dell&#8217;Aia altri 56 casi di crimini contro l&#8217;umanità commessi in Venezuela. Il numero dei casi sale così a 702. Non solo i casi di violazione dei diritti umani, ma anche un rapporto completo e una denuncia della catena di comando del regime di Nicolás Maduro. Dalla presidenza e vicepresidenza della Repubblica, passando per i capi delle autorità pubbliche, i capi militari delle Forze armate fino a tutte le forze di repressione create dal regime, sia da Chávez che di Maduro, cioè tutte quelle istituzioni repressive come la Direzione generale del controspionaggio militare, il temuto SEBIN-Servizio nazionale di intelligence bolivariano (in breve i torturatori e i sequestratori del popolo) e le forze di polizia generali. Nomi e cognomi di tutti sono depositati presso la Corte penale internazionale.<br>L’Organizzazione degli Stati Americani ha firmato per consenso una risoluzione sulle elezioni in Venezuela.<br>Questa dichiarazione è stata firmata da 21 Paesi, oltre all&#8217;importante collaborazione dell&#8217;intera Unione Europea. In sintesi, chiedono al regime il rispetto dei diritti umani in tutte le loro forme, la cessazione della violenza e della repressione, la pubblicazione dei risultati elettorali (verbali elettorali) e l’avviamento delle conversazioni tra le parti affinché ci sia una transizione verso la democrazia in pace e nel rispetto della decisione del popolo venezuelano che si è manifestato il giorno delle elezioni. Si tratta indubbiamente di un<br>duro colpo per Nicolás Maduro, sempre più isolato e nervoso.<br>Quattro presidenti di importanti università americane hanno candidato María Corina Machado al Premio Nobel per la Pace 2025. Si tratta di Madeline Pumariega, Kenneth A. Jessel, David Armstrong e Mike Allen, rispettivamente rettori del Miami Dade College, della Florida International University, della Saint Thomas University e della Barry University. La conferenza stampa si è tenuta presso il Museo della Diaspora Cubana di Miami.<br>Al 18/08 alle 22.44 il numero di arresti arbitrari verificati dal Foro Penal dopo le elezioni è di 1503, di cui 129 adolescenti, 14 indigeni, 18 persone con disabilità e 200 donne. Non dimentichiamolo.<br>Il mondo sa già che la democrazia in Venezuela ha vinto e che questa lotta è #hastaelfinal #GanóVzla</p>



<p></p>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>aderisce al seguente appello:</p>



<p>Le Associazioni Italo-Venezuelane in Italia denunciano la repressione in Venezuela e invocano l&#8217;azione del Governo italiano: appello per il rilascio immediato dei prigionieri politici italiani e venezuelani e per il riconoscimento della verità elettorale.</p>



<p><br>Roma, 19 agosto 2024— Le Associazioni Italo-Venezuelane registrate in Italia esprimono con forza la loro preoccupazione per la drammatica situazione che sta attraversando il Venezuela, dove si sta registrando una tragica escalation di repressione, violazioni dei diritti umani e persecuzione politica.<br>Le recenti elezioni presidenziali del 28 luglio 2024, segnate da gravi irregolarità e denunciate come fraudolente da molti Paesi della comunità internazionale nonché dalle più importanti ONG globali, hanno ulteriormente aggravato la situazione nel Paese. La vittoria attribuita dal Consiglio Nazionale Elettorale a Nicolás Maduro, a causa delle evidenze di brogli elettorali, ha scatenato proteste in tutto<br>il Venezuela; proteste alle quali il regime ha risposto con una brutale repressione.<br>Secondo i dati forniti da diverse organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International e Foro Penal, si contano oltre 1.503 arresti arbitrari (tra cui 129 minorenni e 18 persone portatori di handicap, attualizzazioni sul sito del Foro Penal *https://foropenal.com/)?utm_source=rss&utm_medium=rss mentre le morti tra i manifestanti hanno raggiunto le 24 unità. La strategia di terrore intrapresa con violenza inaudita dalla dittatura chavista è tale per cui addirittura &#8211; caso senza precedenti &#8211; le cifre fornite da Maduro in persona (oltre 2000) sono superiori a quelle indicate dalle organizzazioni non governative. Oltre a ciò, il regime di Maduro è stato inoltre accusato di utilizzare la tortura e la forza per soffocare il dissenso e le proteste pacifiche, in quello che è ormai considerato uno scenario di sistematica<br>violazione dei diritti umani di proporzioni preoccupanti.<br>Tra le vittime di questa ondata repressiva, si annoverano anche cittadini e dirigenti politici con doppia cittadinanza italiana e venezuelana, ingiustamente incarcerati e privati della loro libertà per motivi puramente politici. Tra questi, ricordiamo Enzo Scarano, Williams Dávila, Rita Capriti e Americo De Grazia, ai quali si aggiungono i casi già noti da anni di Hugo Marino, Oreste Alfredo Schiavo e Juan Carlos Marrufo Capozzi; ma in totale, al momento, secondo i dati incrociati forniti dalle diverse ONG che lavorano sul campo e dalle denunce dei familiari, sarebbero un centinaio i cittadini italo- venezuelani detenuti o sequestrati dagli apparati di repressione e tortura del regime chavista. La detenzione di così tanti nostri concittadini rappresenta, per la comunità italo-venezuelana, una ferita<br>aperta di laceranti proporzioni.<br>Alla luce di questa drammatica situazione, le Associazioni Italo-Venezuelane in Italia chiedono con urgenza e determinazione:</p>



<ol><li>Il riconoscimento da parte delle autorità italiane della legittima vittoria elettorale di<br>Edmundo Gonzalez Urrutia, che secondo la Costituzione e la legge della Repubblica del<br>Venezuela è pertanto il Presidente eletto per il termine presidenziale 2025 &#8211; 2031. (come<br>dimostrato dai registri fatti grazie ai testimoni dei seggi in Venezuela e all’estero consultabili sul sito<br>**https://resultadosconvzla.com/)?utm_source=rss&utm_medium=rss</li><li>Il rilascio immediato di tutti i detenuti politici, inclusi i numerosissimi venezuelani con<br>cittadinanza italiana, ingiustamente incarcerati dalle autorità venezuelane in completa<br>violazione dei principi di giustizia e legalità interna e internazionale.</li><li>L&#8217;impegno della comunità internazionale a monitorare attentamente la situazione in<br>Venezuela e a sostenere iniziative volte a ristabilire la democrazia e garantire il rispetto dei<br>diritti umani nel Paese.</li></ol>



<p></p>



<p>Le Associazioni Italo-Venezuelane fanno appello al Governo italiano affinché prenda con decisione<br>il ruolo di capofila in Europa e guidi gli sforzi internazionali per il riconoscimento della verità elettorale<br>e la tutela dei diritti umani in Venezuela. L&#8217;Italia ha la responsabilità storica e morale di sostenere<br>con fermezza la libertà, la giustizia e il rispetto dei diritti fondamentali, valori che sono alla base della<br>nostra democrazia e rappresentano insostituibile garanzia di sicurezza, pace e prosperità nel<br>mondo.<br>Vista l&#8217;assoluta necessità di azione da parte della comunità internazionale, le Associazioni rivolgono<br>anche un appello a tutti coloro che credono nei diritti umani e nella giustizia, affinché non restino<br>indifferenti. La solidarietà internazionale e il sostegno attivo sono cruciali per restituire democrazia,<br>diritti, speranza e dignità al popolo venezuelano.<br>Non è il momento di chiudere gli occhi davanti a queste ingiustizie. È il momento di agire.</p>



<p></p>



<p>Gabriella Castaldo, presidente<br>Casa Italo Venezuelana</p>



<p>Mikela Policastro, presidente<br>Viva Venezuela in Italia</p>



<p>Sandra Bucci, presidente<br>APEVEREIT</p>



<p>Odilia Quattrini, presidente<br>Venezuela Viva ODV</p>



<p>Liz Omaña, presidente<br>Venezuela Italia Mondo</p>



<p>Le Associazioni Italo-Venezuelane fanno appello al Governo italiano affinché prenda con decisione<br>il ruolo di capofila in Europa e guidi gli sforzi internazionali per il riconoscimento della verità elettorale<br>e la tutela dei diritti umani in Venezuela. L&#8217;Italia ha la responsabilità storica e morale di sostenere<br>con fermezza la libertà, la giustizia e il rispetto dei diritti fondamentali, valori che sono alla base della<br>nostra democrazia e rappresentano insostituibile garanzia di sicurezza, pace e prosperità nel<br>mondo.<br>Vista l&#8217;assoluta necessità di azione da parte della comunità internazionale, le Associazioni rivolgono<br>anche un appello a tutti coloro che credono nei diritti umani e nella giustizia, affinché non restino<br>indifferenti. La solidarietà internazionale e il sostegno attivo sono cruciali per restituire democrazia,<br>diritti, speranza e dignità al popolo venezuelano.<br>Non è il momento di chiudere gli occhi davanti a queste ingiustizie. È il momento di agire.</p>



<p>*Per dati attualizzati sulle detenzioni: https://foropenal.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss<br>**Per consultare le schede elettorali dei seggi di votazione: https://resultadosconvzla.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p></p>



<p><br></p>



<p>Mercedes Vásquez, presidente<br>Insieme per il Venezuela</p>



<p>Maria Requena, presidente<br>Venezuela in Piemonte</p>



<p>Mikela Policastro, presidente<br>Viva Venezuela in Italia</p>



<p>Edoardo Leombruni, presidente<br>ALI ONLUS</p>



<p>Gabriella Castaldo, presidente<br>Casa Italo Venezuelana</p>



<p>Marinellys Tremamunno, presidente<br>Venezuela, La Piccola Venezia</p>



<p>Celestina di Pasquale, presidente<br>Asociación Simon Bolivar</p>



<p>Sandra Bucci, presidente<br>APEVEREIT</p>



<p>Odilia Quattrini, presidente<br>Venezuela Viva ODV</p>



<p>Liz Omaña, presidente<br>Venezuela Italia Mondo</p>



<p></p>



<p></p>



<p>*Per dati attualizzati sulle detenzioni: https://foropenal.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss<br>**Per consultare le schede elettorali dei seggi di votazione: https://resultadosconvzla.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/08/20/america-latina-diritti-negati-venezuela-urliamo-liberta/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela: urliamo LIBERTA!</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/20/america-latina-diritti-negati-venezuela-urliamo-liberta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
