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	<title>imam Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>ANI l&#8217;Imamah</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 07:01:13 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Ivana Trevisani</p>
<p>Che le donne musulmane, con o senza velo, non sono mute, potrebbe essere quasi un&#8217;ovvietà, purtroppo il dilagare dei luoghi comuni intorno ai soggetti rende l&#8217;affermazione necessaria. Il vero problema infatti non è la mancanza di voce delle donne musulmane, quanto piuttosto il silenzio del sistema informativo in merito alla loro parola, al loro pensiero, al loro agire.</p>
<p>I veli in realtà sembrano stesi più sulle nostre ignoranze che sulle loro teste.</p>
<p>L&#8217;incontro alla Casa delle Donne di Milano con la Imamah di origine malese, ma residente a Los Angeles, Ani Zonneveld, è stato l&#8217;occasione per uno squarcio nella spessa cappa di ignoranza che avvolge le molteplici realtà delle donne musulmane.</p>
<p>La Imamah, già&#8230; una donna Imam che invita alla preghiera e la guida in moschea per donne e uomini che pregano insieme.</p>
<p>Comunque Ani ha voluto chiarire il valore e il senso che dà al suo ruolo di guida spirituale: non confinato nello stupore dell&#8217;eccezionalità della sua attribuzione a una donna, ma iscritto in un orizzonte molto più ampio “ Sono Imamah mio malgrado, quello che a me interessa veramente è l&#8217;aspetto teologico che dice le donne e gli uomini uguali, perchè questo può rendere migliore la vita di tutti e soprattutto per le donne musulmane.</p>
<p>A volte io invito alla preghiera e un maschio la conduce, altre volte viceversa un maschio invita e io conduco.” Una realtà che forse stupisce più una comunità cattolica credente o non credente che ancora non ha avuto la possibilità di vedere attribuire a una donna il ruolo di guida spirituale, ma di cui, nell&#8217;ambito musulmano della diaspora migratoria, Ani non è un caso isolato. Infatti nello stesso Nord Europa Sherin Khankan è Imam a Cophenaghen e Rabeya Muller lo è a Colonia e sono una decina nel solo mondo occidentale le donne imam.</p>
<p>In merito al movimento “Musulmani per i diritti umani” (“Muslim for Progressive Values”) che ha contribuito a fondare, con sedi oltre che negli Stati Uniti anche in Canada, Australia, Cile e in Europa in Francia, Belgio, Paesi Bassi Ani, l&#8217;imamah musicista e attivista, ci tiene a precisare “Non abbiamo inventato un nuovo Islam, ma ripreso il Corano; nel Corano uomini e donne sono spiriti uguali, e non esiste interdizione per la donna di invitare e condurre la preghiera. Del resto il Corano accetta anche i non credenti, basta che l&#8217;individuo sia una brava persona.</p>
<p>Nella prima moschea del Profeta (Maometto) la preghiera era aperta a donne e uomini insieme, lo stesso Profeta invitò Um Baraka a condurre la preghiera quando lui era assente: per 14 secoli ci hanno mentito!”</p>
<p>Già, ecco ricomparire l&#8217;inganno del patriarcato che piega al proprio volere di dominio e lo giustifica con un uso distorto e strumentale dei dogmi di fede e che purtroppo da sempre attraversa tutte le religioni.</p>
<p>Ce lo ha ricordato dal pubblico il professor Branca, islamologo dell&#8217;Università Cattolica di Milano, con l&#8217;abituale autocritica lucida e intelligente, dimostrando con due lancinanti esempi quanto la Bibbia sia misogina nel linguaggio“Troviamo la suocera di Pietro guarita da Gesù, suocera semplicemente, senza un nome e che presuppone quindi una moglie per Pietro, mai citata; o la madre dei figli di Zebedeo, anche lei senza un proprio nome.</p>
<p>Sono suocere di madri di mogli di, ma sono donne che non hanno un nome”</p>
<p>L&#8217;asserzione implicitamente rimanda al presupposto per cui il linguaggio riflette e rende menifesta la cifra di un pensiero e un atteggiamento della comunità, nella fattispecie segnata dal desiderio di dominio dei maschi nei confronti delle donne e il tentativo di cancellarne le identità non nominandole.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/Ani-Zonneveld.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9606" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/Ani-Zonneveld.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="843" height="474" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/Ani-Zonneveld.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 843w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/Ani-Zonneveld-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/Ani-Zonneveld-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 843px) 100vw, 843px" /></a></p>
<p>Continuando nello svelamento di sbrigativi luoghi comuni in meritò alla libertà femminile “Coprire le donne è senz&#8217;altro sessualizzarle, ma anche svestirle come in Occidente è usare sessualmente il corpo delle donne”, afferma con pacatezza ma decisione, questa donna minuta ma forte, senza velo in testa ma neppure nella conoscenza profonda e puntuale dei fondamenti religiosi della sua spiritualità, che la stessa Comunità le ha evidentemente riconosciuta accettandola come guida spirituale “L&#8217;Imam deve conoscere a fondo il Corano ed essere accettato dalla Umma (la Comunità), non è eletto/ordinato, come un prete.”</p>
<p>E uno snodo fondamentale tra religione e convivenza sociale è la famiglia fondata sul matrimonio, istituzione su cui ampiamente si gioca la strumentalizzazione delle indicazioni religiose</p>
<p>“Alle Nazioni Unite, in un mio intervento ho precisato che il Corano non sancisce il matrimonio a priori, è un contratto che si stipula tra due soggetti e dagòi stessi deve essere approvato, dall&#8217;uomo e dalla donna adulta . L&#8217;organizzaaione che ho fondato “Imam for she” ha una rete capillare di imam maschi che vanno nei villaggi a predicare il principio fondamentale del Corano per cui &#8216;le donne nel contratto matrimoniale possono dettare delle condizioni che il coniuge sarà tenuto a rispettare&#8217;. ” .</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/DDqI_QnUwAI6hoH.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-9607 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/DDqI_QnUwAI6hoH.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="325" height="325" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/DDqI_QnUwAI6hoH.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/DDqI_QnUwAI6hoH-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/DDqI_QnUwAI6hoH-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/DDqI_QnUwAI6hoH-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/DDqI_QnUwAI6hoH-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 325px) 100vw, 325px" /></a></p>
<p>Ani ha riferito che in Burundi ci sono 26 Imam che vanno nei villaggi per organizzare Campi di formazione allo sport ma al contempo insegnano come leggere correttamente il Corano, “E&#8217; un&#8217;attività molto importante, le ragazze hanno solo queste voci per conoscere i lori diritti. Inoltre è importante sapere che nel Corano è detto che una credente deve sposare un credente, credente, ma non necessariamente musulmano”</p>
<p>“Del resto anche quando le coppie vengono da me per essere sposate non lo faccio così, con leggerezza, ma faccio loro alcune domande mirate per sondarne la consapevolezza”</p>
<p>La conclusione di Ani non ha certo bisogno di commenti o analisi, semplicemente ci lascia ammirazione per la sua semplice lucidità e speranza che l&#8217; enunciato possa diffondersi maggiormente, farsi pensiero e guidare l&#8217;agire anche di chi non legge il Corano</p>
<p>“Nel Corano è detto che nulla può cambiare se per primo non cambi te stesso”</p>
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		<title>#Cristianinmoschea, all&#8217;esecutivo uomini e donne di tutti i Paesi e le religioni con il sostegno di migliaia di organizzazioni aderenti unite a favore del dialogo&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2016 07:30:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Svoltosi il 22 dicembre a Roma l&#8217;evento #ANataleRegalaDialogo promosso da Co-mai, dal Movimento &#8220;Uniti per Unire&#8221; e il Comitato #Cristianinmoschea; centinaia di messaggi di solidarietà e di pace arrivati da tutta Italia Roma&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-705.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7808" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-705.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="855" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-705.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 855w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-705-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-705-768x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 855px) 100vw, 855px" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Svoltosi il 22 dicembre a Roma l&#8217;evento #ANataleRegalaDialogo promosso da Co-mai, dal Movimento &#8220;Uniti per Unire&#8221; e il Comitato #Cristianinmoschea; centinaia di messaggi di solidarietà e di pace arrivati da tutta Italia</strong></p>
<p><strong>Roma  23 dicembre 2016 &#8211;</strong>  Con un  appello alla pace e alla  solidarietà rivolto alle vittime degli attacchi del terrorismo, si è aperto ieri, 22 dicembre a Roma, l&#8217;evento<strong>#ANataleRegalaDialogo</strong>, promosso dalle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e dal Movimento Internazionale Uniti per Unire in collaborazione con il Comitato #Cristianinmoschea: presso il teatro Palco delle Valli di Roma, Imam, rappresentanti del mondo cattolico, delle Ambasciate, delle Istituzioni, delle Ong e delle Comunità italiane e di origine straniera,  hanno portato i loro messaggi a favore del dialogo interreligioso, per leggerli e condividerli con i partecipanti.</p>
<p>&#8220;Malgrado le circostanze dolorose e di terrore che molti Paesi stanno vivendo, rimane nostra fervida speranza che attraverso la nostra unità, il nostro impegno e il dialogo segneremo un passo a favore della pace&#8221;: lo scrive in un messaggio  l&#8217;Ambasciatore della Repubblica di Algeria in Italia, S. E. Abdelhamid Senouci Bereksi,  esprimendo i suoi auguri per il Natale e l&#8217;anno nuovo e il suo sostegno  alla pregressa iniziativa internazionale #Cristaninmoschea.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-704.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7809" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-704.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="855" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-704.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 855w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-704-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-704-768x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 855px) 100vw, 855px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il  Prof. Foad Aodi, Presidente delle Co-mai e di Uniti per Unire, a seguito di una lunga consultazione, annuncia ufficialmente l&#8217;istituzione della Confederazione internazionale ed inter religiosa che comprende le diverse organizzazioni, associazioni, comunità, Università, Centri islamici, sindacati e tutti i diversi attori che hanno aderito l&#8217;11 settembre all&#8217;evento storico #Cristianinmoschea. L&#8217;esecutivo dell&#8217;Ufficio di Presidenza  sarà così composto:</p>
<p><strong>Fondatore e Portavoce</strong> Foad Aodi; al <strong>Segretariato  Generale </strong>Nader Addak, Imam della Moschea di Trieste; Sami Salem, Imam della Moschea Al Fath di Roma; Sharif Lorenzini, Portavoce del Consiglio Supremo dell&#8217;Islam in Italia (Csi) e Presidente della Comunità Islamica d&#8217;Italia (Cidi); Umberto Puato, Presidente di CulturAmbiente; Jean Claude Calisesi, Consigliere Consolare per i francesi in Italia, Santa Sede, San Marino e Malta  e Laura Frustaci Presidente di Rise Onlus; al<strong> Coordinamento organizzativo</strong> Amir Yones, Presidente della Comunità egiziana a Torino; Dr. Ivo Pulcini, Presidente dell&#8217;Associazione &#8220;Tutti per un cuore&#8230; un cuore per tutti Onlus&#8221;; Federica Battafarano, Portavoce di Uniti per Unire; Dr. Fabio Massimo Abenavoli, Presidente di Emergenza Sorrisi Onlus e dell&#8217;Associazione Amicizia Italia &#8211; Iraq; Mounia Allali, Presidente del Forum delle Donne Marocchine in Italia; Kamel Belatouche, Presidente della Comunità Algerina in Italia; Najriss Azgagh (Marocco, Co-mai); Ali Muhaya, Portavoce della Comunità libica in Italia; Mohammed Khalili, Presidente della Comunità Giordana in Italia; Mohammed Alì Zaraket (Libano), Coordinatore Esecutivo delle Co-mai; Ivone Ramzi, (Egitto), Vice Presidente di Rise Onlus; Ensaf Simone Goppner (Tunsia, Co-mai); Ammiraglio Enrico La Rosa, Presidente dell&#8217;Associazione culturale Omega; Gazy Azam, Comunità drusa in Italia. Fanno parte dell&#8217;<strong>Ufficio di Presidenza di diritto </strong> in qualità di consiglieri i rappresentanti delle diverse realtà aderenti alla Confederazione.</p>
<p>&#8220;Questo Comitato, divenuto una Confederazione internazionale e interreligiosa, rappresenta un&#8217;unione concreta a favore del dialogo contro il terrorismo, per abbattere insieme i muri della paura e del pregiudizio&#8221;, dichiara Aodi. &#8220;Ringraziamo la Grande Moschea e tutte le Moschee, i centri e le associazioni  islamici  in Italia &#8211; aggiunge &#8211; ma anche le diverse associazioni cattoliche o laiche per l&#8217;impegno che sostengono da anni a favore del dialogo interreligioso. Ringrazio in modo particolare il Prof. Omar Camilletti per la sua preziosa partecipazione e per il suo messaggio di pace&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-703.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7810" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-703.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1140" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-703.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1140w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-703-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-703-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/untitled-703-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1140px) 100vw, 1140px" /></a></p>
<p>Anche l&#8217;Imam della Moschea di Trieste Nader Addak è intervenuto esprimendo la sua preghiera di Natale a nome di tutti i musulmani d&#8217;Italia: &#8220;Nel giorno in cui i nostri fratelli cristiani ricordano la miracolosa nascita del Messaggero di Dio Altissimo, Gesù Cristo, figlio di Maria (cui un&#8217;intera sura del Corano è dedicata), uniamoci a loro nella comune preghiera: perché la misericordia di Dio abiti nei nostri cuori, rendendoci uomini e donne di pace, nelle nostre famiglie, nel nostro ambiente di lavoro e nelle nostre comunità di appartenenza, nella società italiana di cui tutti insieme facciamo parte&#8221;.</p>
<p>Seguono le letture  di solo alcuni dei numerosi messaggi scritti dai partecipanti o dagli aderenti che seguono #ANataleRegalaDialogo a distanza, tra i quali: Susanna Camusso, Segretario nazionale di CGL; Carmelo Barbagallo, Segretario nazionale di Uil; Salvatore Martinez, Presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo (Rns); Mons. Giancarlo Perego, Direttore Generale della Fondazione Migrantes, Ugo Melchionda, Presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS; il Centro Culturale Islamico di Cremona; il Centro Mecca Interculturale di Torino;  Ing. Giuseppe Rotunno, Segretario Generale del Comitato di Collegamento di Cattolici per una Civiltà dell&#8217;Amore con il Sacerdote libanese Abdu (messaggio di Luigi De Salvia di Religions for peace &#8211; Sezione Italiana); Ride _ Rete Italiana del Dialogo Euromediterraneo (trasmesso dal Ministro plenipotenziario Enrico Granara, Coordinatore delle Attività multilaterali per il Mediterraneo e per il Medio Oriente presso il MAE); Mounia Allali, Presidente del Forum delle Donne Marocchine in Italia; Giuseppe Papaleo, Presidente di IASEM &#8211; Istituto di Alti Studi Euro Mediterranei; Dr. Daniele Di Clemente (messaggio di Medicus Christi) e  Dr. Gabriele Ratini, Presidente di Forum International Press (messaggio dell&#8217;Università Anglo Cattolica UniSanPaolo) .</p>
<p>La serata è stata allietata  dalle performance della cantante Erika Arata accompagnata alla chitarra da Enrico Arata (Gruppo RoundAbout), del sassofonista Andrea Donini e dalle letture di Najriss Azgagh e dell&#8217;attrice teatrale Gabriela Corini.</p>
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		<title>&#8220;Lettera a Papa Francesco: insieme in Moschea contro il terrorismo per abbattere i muri della paura e del pregiudizio con un messaggio di pace, di auguri e di solidarietà&#8221;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/06/lettera-a-papa-francesco-insieme-in-moschea-contro-il-terrorismo-per-abbattere-i-muri-della-paura-e-del-pregiudizio-con-un-messaggio-di-pace-di-auguri-e-di-solidarieta/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2016 08:25:22 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-517.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6763" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-6763" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-517.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (517)" width="409" height="409" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-517.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 641w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-517-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-517-300x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-517-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-517-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 409px) 100vw, 409px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>#Cristianinmoschea, Foad Aodi (Co-mai): &#8220;Lettera a Papa Francesco: insieme in Moschea contro il terrorismo per abbattere i muri della paura e del pregiudizio con un messaggio di pace, di auguri e di solidarietà&#8221;</p>
<p>Più di 1000 tra Associazioni, Comunità e Organizzazioni internazionali aderiscono all&#8217;appello di Co-mai e &#8220;Uniti per Unire&#8221; a Papa Francesco per  l&#8217;11 e il 12 di settembre</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: black; font-family: 'Times New Roman'; font-size: 14pt;">Roma 5 settembre 2016 &#8211; &#8220;Riponiamo in Papa Francesco la nostra speranza per un rinascimento senza pregiudizi né paura che si costruisce con i mattoni della buona convivenza tra le religioni e le civiltà&#8221;: con questa premessa <b>Foad Aodi</b>, Focal Point per l&#8217;Integrazione per l&#8217;Alleanza delle Civiltà (UNAoC), Presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e del Movimento Internazionale &#8220;Uniti per Unire&#8221;, invia in data 2 settembre una lettera scritta &#8220;con il cuore in mano&#8221; a Papa Francesco, in cui chiede al Santo Padre di sostenere l&#8217;appello #Cristiani in Moschea, lanciato da Co-mai e Uniti per Unire per l&#8217;11 e il 12 di settembre. A sostenere l&#8217;appello oltre alle diverse moschee italiane, ci sono più di 1000 tra Comunità e Centri culturali arabi, islamici e di origine straniera in Italia, tra i quali le Comunità arabe italiane, Le Associazioni musulmane d&#8217;Italia,  il  Congresso islamico europeo degli imam e predicatore in Italia, il Consiglio Supremo dell&#8217;Islam in Italia (CSI). Tra gli aderenti si aggiungono un gran numero di  Associazioni, Federazioni, Istituzioni del Mondo del volontariato, dell&#8217;istruzione e  della ricerca  tra i quali l&#8217;Università Telematica Internazionale UNINETTUNO, la Fondazione Migrantes,  Avis Roma e la Lega Italiana dei diritti dell&#8217;uomo (Lidu).</span></p>
<p><span style="color: black; font-family: 'Times New Roman'; font-size: 14pt;">Il programma consiste in un doppio appuntamento: l&#8217;11 e il 12 di settembre le moschee dal Nord a Sud d&#8217;Italia (Piemonte &#8211; Torino; Emilia Romagna &#8211; Bologna, Ravenna e Cesena; Lombardia &#8211; Milano e Mantova; Lazio &#8211; Roma &#8211; Moschea  di Marconi; Moschea di Centocelle;  Moschea del quartiere Laurentino e Moschea di Ostia Lido; Campania; Marche &#8211; Pesaro; Puglia &#8211; Bari; Sicilia &#8211;  Catania;  Sardegna) apriranno le loro porte liberamente ai visitatori cristiani, agli osservanti delle diverse fedi e ai laici. L&#8217;11 settembre,  dalle 17  alle 20, i  partecipanti si scambieranno un messaggio di pace per promuovere il dialogo, la conoscenza, la buona convivenza e l&#8217;unione  contro il terrorismo; il  12 settembre, moschee e luoghi di preghiera resteranno aperti a partire dalle 9.30 per uno scambio di auguri durante la celebrazione della grande Festività musulmana dell&#8217;Eid Al Adha. L&#8217;elenco completo delle moschee, dei sostenitori e degli aderenti all&#8217;iniziativa  è in attesa di ulteriori adesioni e sarà divulgato giovedì 8 settembre.  L&#8217;evento &#8211; come spiega il Focal Point &#8211; è dedicato a tutte le vittime degli attacchi terroristici e si apre anche con un pensiero di solidarietà rivolto ai familiari delle vittime del terremoto che ha colpito le Regioni italiane dell&#8217;Umbria, delle Marche e del Lazio.</span></p>
<p><span style="color: black; font-family: 'Times New Roman'; font-size: 14pt;">&#8220;Insieme alle Comunità arabe, alle Associazioni musulmane, alle Comunità di origine straniera, alle Istituzioni e al Mondo dell&#8217;istruzione, della ricerca,  della sanità e a tutti gli amici del not-for-profit, scriviamo una nuova pagina della storia italiana ed europea&#8221;, dichiara Aodi. &#8220;Trovando forza dal rispetto reciproco &#8211; aggiunge &#8211; vogliamo condividere questo momento di festa ma anche di dolore profondo che unisce l&#8217;Italia e il mondo arabo. Non si uccide nel nome della religione, ma nel nome del rispetto, dell&#8217;amore e della solidarietà si può costruire un futuro migliore. Spero dunque &#8211; come ho scritto nella lettera &#8211; di abbracciare Papa Francesco assieme a tutti i fratelli musulmani, cristiani e laici, domenica prossima in Moschea&#8221;. Conclude.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Santità Papa Francesco,</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>è con profonda stima e </i></span><span style="font-size: large;"><i>con rispetto</i></span><span style="font-size: large;"><i> altrettanto profondo che mi appello alla Sua veneranda Persona.</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>In questo momento storico tanto segnato dal terrore che lacera vite e anime per opera di quanti abbiamo definito &#8220;gli assassini delle religioni&#8221;, Le esprimo in qualità di Focal Point in Italia per l&#8217;Alleanza delle Civiltà (UNAoC); delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai); del Movimento Uniti per Unire, oltre che dalle seicento Federazioni, Unioni, Associazioni e Organizzazioni arabe, musulmane, italiane e di origine che ci sostengono, la mia sincera gratitudine per ogni gesto, per ogni azione o parola che ha ridato all&#8217;Occidente e al Mondo arabo e musulmano una nuova forza: quella di non perdere la fede e la speranza in un futuro di pace.</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Le Co-mai si riflettono in ogni carezza e abbraccio fisico o virtuale, dolcemente proferito nelle Sue preghiere, rivolto ai nostri fratelli migranti e a tutte le vittime dei conflitti irrisolti. Ancora Grazie, Sua Santità.</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Da parte nostra, abbiamo prestato ascolto alle Sue parole e  siamo andati avanti con coraggio. La nostra voce si è amplificata nella Sua voce per costruire ogni giorno occasioni di dialogo, per salvare la purezza delle religioni, contro chi cerca di inquinarne e strapparne le radici con una guerra alle religioni, che non ha niente a che vedere con una guerra di religioni.</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Seguendo questo orientamento sincero che va oltre i Paesi, le culture, le religioni, i colori e i partiti, abbiamo lanciato l&#8217;appello #Musulmaninchiesa, il 31 di luglio, dimostrando che il Mondo musulmano ed arabo condanna fermamente il terrorismo e si associa alla preghiera dei sacerdoti cristiani per le vittime degli attacchi del terrore. </i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Con successo, oltre 23 mila musulmani in Italia ci hanno sostenuto e si sono recati in chiesa, dando prova che la buona convivenza tra le religioni esiste e va difesa sia in Occidente che nei nostri Paesi di origine. Per questo motivo abbiamo invitato i cristiani che vivono nei Paesi arabi e musulmani a contribuire a costruire dove si trovano, quello che ci auguriamo possa essere un rinascimento senza conflitti e pregiudizi. </i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Siamo fieri che i membri delle Comunità del Mondo Arabo in Italia e dell&#8217;Associazione dei Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI) abbiano contribuito a donare il sangue alle vittime dei terremoti che hanno colpito l&#8217;Italia, sentendosi dei cittadini italiani a tutti gli effetti e lasciando intendere che siamo tutti figli di una stessa umanità.</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Adesso ci rivolgiamo a Lei, Sua Santità, perché sostenga insieme a noi l&#8217;appello #Cristianinmoschea che abbiamo lanciato per l&#8217;11 di settembre, data di una delle pagine più buie della storia, con l&#8217;attentato alle Torri gemelle a New York.</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Questa iniziativa che ha trovato l&#8217;adesione di tanti mussulmani in Italia attende ora le conferme delle moschee che apriranno le porte ai visitatori cristiani, laici o professanti altri credi, il giorno prima dell&#8217;importante festività musulmana dell&#8217;Eid.</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>La visita del cristiani alle moschee in questa data, indurrebbe alla comprensione che il pensiero d&#8217;amore supera il pensiero dell&#8217;odio, che il dialogo e la conoscenza superano il pregiudizio, che la luce della speranza è molto più forte dell&#8217;ombra della paura.</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Con il cuore in mano mi rimetto a Lei sperando di poterLa incontrare presto in Moschea, con tutti i fratelli musulmani, cristiani e laici.</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Fiducioso nella Sua cortese risposta e nel Suo fondamentale sostegno, Le rivolgo un sorriso oltre ai miei più cari saluti,</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i><b>Foad Aodi</b></i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Focal Point per l&#8217;Integrazione in Italia per l&#8217;Allenza </i></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: large;"><i>delle Civiltà UNAoC</i></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: large;"><i>Presidente delle Co-mai e Uniti per Unire</i></span></span></p>
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		<title>Manifesto Uniti per Unire ;&#8221;Alleanza Medica, Culturale e Religiosa contro il franchising  del  terrore e il terrorismo fai da te&#8221;.</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/07/30/manifesto-uniti-per-unire-alleanza-medica-culturale-e-religiosa-contro-il-franchising-del-terrore-e-il-terrorismo-fai-da-te/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2016 08:56:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A seguito dell&#8217;attentato avvenuto ad Ansbak, in cui un immigrato affetto da disturbi mentali ha fatto esplodere una bomba nel mezzo di un festival, con una stima temporanea di 12 morti e feriti, Foad&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/07/30/manifesto-uniti-per-unire-alleanza-medica-culturale-e-religiosa-contro-il-franchising-del-terrore-e-il-terrorismo-fai-da-te/">Manifesto Uniti per Unire ;&#8221;Alleanza Medica, Culturale e Religiosa contro il franchising  del  terrore e il terrorismo fai da te&#8221;.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<div><b><span style="font-size: x-large;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-426.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6441" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6441" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-426.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (426)" width="427" height="509" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-426.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 427w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-426-252x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 252w" sizes="(max-width: 427px) 100vw, 427px" /></a></span></b></div>
<div dir="ltr">A seguito dell&#8217;attentato avvenuto ad Ansbak, in cui un immigrato affetto da disturbi mentali ha fatto esplodere una bomba nel mezzo di un festival, con una stima temporanea di 12 morti e feriti, Foad Aodi, Focal Point per l&#8217;Integrazione in Italia per l&#8217;Alleanza delle Civiltà (UNAoC) ,Presidente di Uniti per Unire, dell&#8217;Associazione dei Medici di Origine Straniera in Italia (Amsi) e delle Comunità del Mondo  Arabo in Italia rivolge un appello alle Comunità aderenti per la prevenzione del terrorismo &#8220;domestico&#8221; fai da te attraverso l&#8217;azione collaborativa dei medici e professionisti della Sanità  d&#8217;Europa  e le comunità di origine straniera: &#8220;Dopo la Francia, un nuovo attentato allunga la catena delle stragi in Europa. Dal profilo degli ultimi terroristi, si evince che si tratta di individui disturbati a livello psicologico, che si trovano  in difficoltà economica e soprattutto non sono veri musulmani&#8221; dichiara Aodi. &#8220;È il caso &#8211; aggiunge &#8211; dei killer di Ansbak ,di Nizza e di Monaco .Urge un intervento contro i disagi sociali e psicologici degli immigrati. Il Daesh sfrutta i singoli per fare propaganda e accrescere il suo &#8220;franchising del terrore&#8221; che si sta moltiplicando a causa del terrorismo fai da te e proprio per i disagi psicologici ,economici e sociale vissuti dai  killer. Queste persone colmano un vuoto con la violenza e attirano i media e l&#8217;attenzione mondiale&#8221;.</div>
<div dir="ltr">Il presidente di Uniti x Unire e Focal Point per l&#8217;Integrazione in Italia per l&#8217;Alleanza delle Civiltà (UNAoC) Prof.Foad Aodi  definisce i punti del manifesto</div>
<div dir="ltr">&#8221; Alleanza Medica &#8211; Culturale-Religiosa  contro il franchising   del  terrore e quello  fai da te&#8221;.</div>
<div dir="ltr">&#8220;Ci proponiamo di sostenere nuove politiche congiunte a favore dei punti seguenti:</div>
<div dir="ltr"> 1) integrazione  attraverso una legge  per l&#8217;immigrazione europea con il rispetto del principio diritti e doveri;<br />
2) maggior prevenzione e sicurezza coinvolgendo tutte le comunità ed associazioni straniere e religiose .<br />
3) istituzione del dipartimento &#8220;Medicina internazionale contro il terrorismo&#8221;;<br />
4)  ritorno alla visita medica del servizio militare per la prevenzione;<br />
5) maggior prevenzione nelle scuole per i fenomeni di bullismo, le discriminazioni religiose e razziali;<br />
6) archiviare  la cattiva informazione e le strumentalizzazioni politiche;<br />
7)promuovere tavoli di lavoro Inter-religiosi e  interculturali sia a livello religioso  che nazionale;<br />
8)no alle moschee e agli Imam fai da te. Istituzione di un Albo per gli Imam compreso l&#8217;insegnamento della lingua e cultura italiana ,una formazione civica e una conoscenza del ordinamento italiano;<br />
9)intensificare l&#8217;istruzione senza confini e la  cooperazione internazionale ed economica con i nostri paesi di origine mediante i servizi socio-sanitari;<br />
10)promuovere campagne di prevenzione ed aggiornamento professionale in sanità ed immigrazione&#8221;. Chiarisce Aodi</div>
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		<title>Musulmani d&#8217;italia ,#noimettiamolafacciacontroDaesh.</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2016 06:49:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(Foto Larepubblica.it) &#160; Musulmani d&#8217;italia: dedichiamo la festività di Eidi alla preghiera per le vittime del terrorismo, dell&#8217;immigrazioni e per i rifugiati. &#8216;Un Ramadam di sangue come non se ne erano mai visti prima&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/203422078-af297871-f6d6-4986-8aae-4ee4998ea5b3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6266" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6266" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/203422078-af297871-f6d6-4986-8aae-4ee4998ea5b3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="203422078-af297871-f6d6-4986-8aae-4ee4998ea5b3" width="978" height="400" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/203422078-af297871-f6d6-4986-8aae-4ee4998ea5b3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 978w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/203422078-af297871-f6d6-4986-8aae-4ee4998ea5b3-300x123.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/203422078-af297871-f6d6-4986-8aae-4ee4998ea5b3-768x314.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 978px) 100vw, 978px" /></a></p>
<p>(Foto Larepubblica.it)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Musulmani d&#8217;italia: dedichiamo la festività di Eidi alla preghiera per le vittime del terrorismo, dell&#8217;immigrazioni e per i rifugiati.</p>
<p><span style="font-size: medium;">&#8216;Un Ramadam di sangue come non se ne erano mai visti prima d&#8217;ora&#8217; così il Prof. Foad Aodi Presidente delle Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) e Focal Point in Italia per l&#8217;integrazione per l&#8217;Alleanza delle Civiltà (UNAoC) descrive gli eventi che hanno insanguinato gli ultimi giorni. Ma Daesh è oggi più debole che mai &#8211; ne è sicuro Aodi &#8211; &#8216;rimane un simbolo di terrore che si basa sugli attacchi di lupi solitari che poi il &#8220;Consorzio del terrore  di Daesh&#8221; si accredita senza che vi siano reali prove del suo coinvolgimento&#8217;. &#8216;Per stroncare Daesh in crisi e fermare il &#8220;Franchising del Terrore&#8221; &#8211; continua Aodi &#8211; bisogna andare oltre la condanna senza se e senza ma, che la Co-mai ha già espresso con forza dall&#8217;inizio della comparsa di Daesh ed ha risposto in tempo reale sabato 2.07 davanti alla Farnesina all&#8217;appello del Ministro Paolo Gentiloni e del Presidente del Consiglio Matteo Renzi . Occorre bloccare il controllo di droga, armi, riciclaggio, propaganda mediatica, i lupi solitari  che nutrono il Califfato&#8217; e non solo. &#8216;La lotta a Daesh , che tenta di innescare la terza guerra mondiale, quella dello scontro inter-religioso e interculturale, deve puntare sulla lotta militare, economica e mediatica, e fare scudo contro il razzismo strumentalizzato di politici razzisti ed estremisti e Tv , Giornali e Radio &#8211; ormai schierati in modo netto contro l`islam e gli immigrati e non ci coinvolgono mai per paura di essere smentiti e smascherare la loro strumentalizzazione mediatica &#8211;  che alimenta il rancore dei lupi solitari in occidente. Meschini nel dichiarare che i musulmani non fanno nessuna dichiarazione contro il terrorismo sapendo di mentire e di promuovere una cattiva informazione che non aiuta la buona convivenza e l&#8217;integrazione&#8217;. </span></p>
<div><span style="font-size: medium;"> </span></div>
<div><span style="font-size: medium;">Lanciamo Il nostro appello #<wbr />noimettiamolafacciacontroDaesh a tutti le comunità ,associazioni e cittadini italiani, arabi, musulmani, ebrei e di origine straniera  &#8211; conclude Aodi &#8211; e dedichiamo questo Ramadan di sangue e la festa sacra dell&#8217;Eid che sarà celebrata giovedì alle vittime del terrorismo e dell&#8217;immigrazione irregolare e ai rifugiati: non canti di gioia ma preghiera nelle Moschee per i morti e contro la violenza ed il terrorismo cieco che non ha religione ne&#8217; civiltà.</span></div>
<div><span style="font-size: medium;"><br />
&#8216;Dare più voce alla comunità straniera e islamica in Italia attraverso accordi per la libertà di culto, evitando l&#8217;interpretazione del Corano fai da te, No alle moschee ed imam  fai da te  e lotta alle discriminazioni razziste` questo &#8211; secondo Aodi &#8211; deve essere l&#8217;atteggiamento dell&#8217;UE. L&#8217;impegno dell&#8217;Europa della solidarietà &#8211; conclude Il Presidente della Co-mai &#8211; deve sostanziarsi nella cooperazione economica e sanitaria con i paesi di origine e nel sostegno responsabile all&#8217;immigrazione, mentre i profughi continuano a morire nel viaggio della speranza di una vita libera e al riparo da violenze e abusi, di cui sono vittime soprattutto donne e bambini.<b></b><i><b><br />
</b></i></span></div>
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		<title>&#8220;Via il velo dall&#8217;indifferenza, dallo sfruttamento dei minori immigrati e dai mercati neri&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2016 07:45:42 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Di Foad Aodi</p>
<div></div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/ob_3eff99_foad-aodi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6045" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class=" wp-image-6045 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/ob_3eff99_foad-aodi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="ob_3eff99_foad-aodi" width="452" height="258" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/ob_3eff99_foad-aodi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 469w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/ob_3eff99_foad-aodi-300x171.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 452px) 100vw, 452px" /></a></div>
<div>&#8220;Ringraziamo i giornalisti che lavorano come noi per togliere dagli occhi di certi Governi europei il velo dell&#8217;indifferenza, mentre in Europa i bambini immigrati continuano a scomparire (più del8%), e diventano le vittime dei mercati neri, del lavoro illegale, dello sfruttamento sessuale e del traffico degli organi&#8221;: sono le parole di Foad Aodi, Presidente dell&#8217;Associazione dei Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI), delle  Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e  Focal Point in Italia per l&#8217;Integrazione per l&#8217;Alleanza delle Civiltà (UNAoC), che commenta la puntata del programma  &#8220;Piazza Pulita&#8221;, andata in onda ieri sull&#8217;emittente televisiva La7, con un approfondimento sui bambini siriani sfruttati in Turchia nelle aziende tessili.</div>
<div></div>
<div></div>
<div> &#8220;I bambini di origine siriana di un metro e poco più di altezza, pagati cinque lire al giorno per lavorare nelle fabbriche, e le ripetute scomparse di minori non accompagnati, non sono storie di fantascienza &#8211; prosegue &#8211; ma l&#8217;amara realtà che viviamo da Europei, e nei confronti della quale ad oggi siamo impotenti. Mentre a Istanbul si svolge il primo World Humanitarian summit, convocato dall&#8217;Onu per sviluppare un piano d&#8217;azione comune, per creare servizi e fornire aiuti umanitari a tutte le comunità umane che siano colpite dalle calamità e dalle guerre, ribadiamo il nostro appello al Governo Italiano ad aumentare la sicurezza internazionale, collaborando con le Comunità arabe e musulmane, italiane ed europee. Quanti bambini dobbiamo ancora perdere prima di unire le forze e trovare delle soluzioni? Inoltre, ci associamo a quanto recentemente dichiarato dal Presidente  Renzi, che ha esternato la necessità di dovere prima di tutto lavorare dall&#8217;Africa,  creando le condizioni opportune per gestire e controllare i flussi migratori&#8221;.</div>
<div>Pur lanciando il suo appello con una nota di amarezza, tuttavia, il Focal Point non perde la speranza in quella che definisce,&#8221;la nostra enorme risorsa&#8221;, rappresentata dal dialogo tra le culture e le religioni.</div>
<div>&#8220;Abbiamo assistito ieri all&#8217;incontro storico che ha avuto luogo  in Vaticano tra Papa Francesco e l&#8217;Imam sunnita di al-Azhar, lo sceicco Ahmad al-Tayyeb. Grazie Papa Francesco &#8211; aggiunge Aodi &#8211;  per aver accolto  e abbracciato al- Tayyeb, lanciando ancora una volta un messaggio nitido  di pace, di rispetto e di buona convivenza tra i musulmani e i cristiani. Non ci stancheremo mai di ripetere che non si può costruire alcun dialogo, se non ci togliamo dagli occhi il velo del pregiudizio che offusca il dramma dell&#8217;immigrazione e strumentalizza il mondo arabo e islamico, che, al contrario, è pronto a combattere il terrorismo e a costruire un futuro di pace&#8221;. Conclude.</div>
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		<title>“VenerdIslam”: la parola Madanyya</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 06:44:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  di Monica Macchi Continuiamo l’incursione nel vocabolario dell’Islam in preparazione dell’incontro con il prof. Massimo Campanini, il 28 aprile al Centro Asteria di Milano, ore 19. MADANYYA Questa parola è apparsa in Piazza&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i> </i></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">di Monica Macchi</p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">Continuiamo l’incursione nel vocabolario dell’Islam in preparazione dell’incontro con il prof. Massimo Campanini, il 28 aprile al Centro Asteria di Milano, ore 19.</p>
<p align="JUSTIFY">
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/madanyya.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5664" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-large wp-image-5664" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/madanyya-562x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" width="562" height="1024" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/madanyya-562x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 562w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/madanyya-165x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 165w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/madanyya-768x1401.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/madanyya.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1406w" sizes="(max-width: 562px) 100vw, 562px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="CENTER">MADANYYA</p>
<p align="CENTER">
<p align="JUSTIFY">Questa parola è apparsa in Piazza Tahrir quando Rami Essam, il cantante simbolo della rivoluzione cantava: “Kulluna ihda wahda wa talabna haga wahda: madanyya” cioè “Siamo tutti un’unica mano e abbiamo un’unica richiesta: madanyya!”. Ma cosa significa “Madanyya”? Questa parola ha avuto e ha tuttora diverse traduzioni: qualcuno ha proposto “civilismo”, qualcuno “civismo”, Khaled Fouad Allam optava per “secolarismo” e altri ancora usano il termine “laicità” che però tradizionalmente in arabo è 3almanyya la cui radice è 3ilm “scienza, educazione” ma che nel linguaggio corrente ha assunto un disvalore come simbolo della “miscredenza” dell’Occidente e che è quindi caduto in disuso.</p>
<p align="JUSTIFY">Personalmente credo che più della traduzione, sia importante coglierne il significato che come si evince dalla foto qui sotto è duplice in quanto Madanyya ricomprende “non religioso e non militare” e assume un significato dirompente rispetto all’Islam inteso come “din wa dawla” (religione e Stato) collocandosi nel solco del superamento del mito identitario che dalla distinzione tra reato e peccato teorizzata da Ibn Rushd (Averroè) e Ibn Bajja (Avempace) arriva sino alla teologia di Mahmoud Taha che fa risalire l’uguaglianza alla separazione tra spirituale e legislativo.</p>
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		<title>VenerdIslam: la parola “DAWLA”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 06:55:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  di Monica Macchi Continuiamo l’incursione nel vocabolario dell’Islam in preparazione dell’incontro con il Prof. Massimo Campanini, inocntro organizzato dall&#8217;Associazione per i Diritti umani, il 28 aprile , alle ore 19, presso il Centro&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/cop-26.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5610" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5610" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/cop-26.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="cop (26)" width="170" height="272" /></a></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">di Monica Macchi</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Continuiamo l’incursione nel vocabolario dell’Islam in preparazione dell’incontro con il Prof. Massimo Campanini, inocntro organizzato dall&#8217;Associazione per i Diritti umani, il 28 aprile , alle ore 19, presso il Centro Asteria di Milano. </span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><b>DAWLA</b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Questa è la parola araba che indica lo Stato e la radice è quella di “girare, ruotare” che sottolinea il ruolo delle dinastie e famiglie che si alternano al potere. Lo Stato moderno nell’Europa occidentale nato dopo Westfalia è caratterizzato dal territorio, dalla burocrazia e dal principio del “Cuius regio, eius religio”. Nell’Islam invece il Califfato aveva confini labili ed era transnazionale, non esistevano catasti né prelievo delle tasse e l’Islam ne era l’orizzonte onnicomprensivo: ebbene nel pensiero politico classico nessuno ha mai definito il Califfato come Dawla islamyya, ossìa “Stato Islamico” acronimo oggi di Daesh. Quindi il Califfato non è né può rappresentare l’’immagine simbolica dell’Islam unito e vincente di Daesh: già Rashid Rida sosteneva che il Califfo deve essere Khoreiscita ed esperto in scienza religiosa, deve essere legittimato dal riconoscimento degli ulema e dal consenso del popolo. Daesh frantuma l’unità della Umma in una nuova fitna: e si moltiplicano le prese di distanza degli Ulema (soprattutto siriani, ma non solo…) che denunciano le incompatibilità tra Daesh e Islam. Islam che in un’ottica cesaropapista è sempre stato controllato e utilizzato dallo Stato come mezzo di legittimazione a partire dalla khutba, il sermone del venerdì che inizia con l’elogio del governante di turno.</span></span></p>
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		<title>Le donne musulmane, il Progetto Aisha e la lotta alla discriminazione (anche in bicicletta)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2016 06:50:40 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Milano: da Via Padova a Piazza Oberdan, in bicicletta.</p>
<p>Un&#8217;iniziativa – che si è svolta domenica 13 marzo – organizzata dalle associazioni islamiche dopo la dichiarazione dell&#8217;imam di Segrate che aveva considerato inopportuno, per le donne, muoversi con le due ruote. La dichiarazione è stata ritrattata, ma la biciclettata è stata significativa anche per dire NO alla violenza e alla discriminazione nei confronti delle donne.</p>
<p>In questa occasione, l&#8217;<i>Associazione per i Diritti umani</i> ha rivolto alcune domande a Sumaya Abdel Khader, attivista, che ci ha illustrato il PROGETTO AISHA e la ringrazia tantissimo.</p>
<p>Il progetto è a cura del CAIM (Coordinamento delle Associazioni Islamiche di Milano e Monza e Brianza) e si pone l&#8217;obiettivo di operare sul tema della violenza e delle discriminazioni contro le donne, in particolare delle donne musulmane.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/943985_928242320604832_5499807585555464294_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5472" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5472" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/943985_928242320604832_5499807585555464294_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="943985_928242320604832_5499807585555464294_n" width="960" height="360" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/943985_928242320604832_5499807585555464294_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/943985_928242320604832_5499807585555464294_n-300x113.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/943985_928242320604832_5499807585555464294_n-768x288.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In che modo si declina il progetto? Quali le attività proposte?</p>
<p>Il progetto si declina attorno a tre punti principali: la sensibilizzazione, la formazione e la prevenzione/assistenza.</p>
<p>Per quanto riguarda la sensibilizzazione, attaverso alcune campagne informative, vogliamo far prendere coscienza dell&#8217;esistenza del problema della violenza contro le donne all&#8217;interno della comunità islamica e cercare di parlarne. Il secondo passo riguarda la formazione di donne che diventino punti di riferimento per coloro che si trovano in difficoltà e questo lavoro formativo verrà svolto in collaborazione con i centri istituzionali. La terza fase si rivolge agli imam e si pone l&#8217;obiettivo di metterli in grado di riconoscere la violenza (spesso sottovalutata) per poi avviare dei percorsi di aiuto della vittima.</p>
<p>Il progetto, quindi, si rivolge anche agli uomini?</p>
<p>Sì, in fonso sono gli imam che si occupano dll&#8217;educazione all&#8217;interno delle comunità musulmane.</p>
<p>Abbiamo chiesto loro di inserire – anche nei sermoni del venerdì – discorsi legati al rispetto della donna o della parità di genere proprio per lanciare un messaggio chiaro ai fedeli e cominciare a cambiare la mentalità, laddove ce n&#8217;è bisogno.</p>
<p>L&#8217;esperienza della migrazione può aumentare il rischio di violenza sulle donne?</p>
<p>In generale sì, ma i dati dicono la violenza contro le donne è uguale fra italiani e immigrati.</p>
<p>La migrazione può essere un fattore di rischio perchè crea frustrazione, stress e tanti altri elementi che possono creare disagi all&#8217;interno delle famiglie: ad esempio, nelle famiglie sudamericane, dove le donne sono fortemente emancipate, alcuni uomini reagiscono con la violenza proprio perchè frustrati. Comunque, al saldo dei conti, anche in base ai dati forniti dall&#8217;Associazione Giuristi, l&#8217;esperienza migratoria non incide così tanto.</p>
<p>Quali sono le altre radici in cui si annidano violenza e discriminazione?</p>
<p>Per quanto riguarda la comunità musulmana, un altro elemento è dato dai retaggi culturali: alcune persone provengono da Paesi in cui le tradizioni mettono la donna in secondo piano, o sanciscono la punizione corporea come giusta così come le mutilazioni. Non è, quindi, un fattore religioso, ma culturale.</p>
<p>E&#8217; vero, poi, che la violenza è “giustificata” anche da una lettura errata del testo sacro perchè i versetti vengono letti in modo decontestualizzato, alla lettera, senza considerare l&#8217;epoca in cui sono stati scritti.</p>
<p>In che modo si può agevolare l&#8217;inclusione delle donne musulmane nella società italiana ?</p>
<p>Innanzitutto cominciando a cambiare lo sguardo: non sono tutte sottomesse, povere e senza istruzione. Nei confronti delle immigrate, in particolare, non bisogna aspettare che siano loro a fare il primo passo per venireci incontro, ma lo dobbiamo fare noi che abbiamo una situazione di vita più stabile.</p>
<p>Se vengono coinvolte in attività di vario genere, la loro risposta è molto positiva perchè si sentono aiutate nell&#8217;uscire dai loro schemi e nel vedere se stesse in una nuova prospettiva.</p>
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