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	<title>intercultura Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Cos&#8217;è il Ramadan</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 09:44:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani Il primo di marzo è iniziato il Ramadan per i musulmani. Di che cosa si tratta? Secondo la tradizione islamica è il mese in cui Maometto ricevette la rivelazione del Corano&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><br></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p>Il primo di marzo è iniziato il Ramadan per i musulmani. Di che cosa si tratta? Secondo la tradizione islamica è il mese in cui Maometto ricevette la rivelazione del Corano &#8220;come guida per gli uomini di retta direzione e salvezza&#8221; (Sura II, v. 185). Il nome deriva dalla radice &#8220;ar-ramad&#8221;, ovvero “calore cocente”. Questo mese sacro prevede il digiuno fino al tramonto, ma anche preghiera, meditazione e autodisciplina. Nell&#8217;Islam è molto importante l&#8217;intenzione: la partecipazione al Ramadan deve dunque essere perpetrata con serietà e consapevolezza. L’obiettivo del fedele musulmano è crescere spiritualmente e avvicinarsi ad Allah. Il digiuno è un obbligo per tutti i musulmani praticanti adulti e sani che, dalle prime luci dell&#8217;alba fino al tramonto, non possono mangiare, bere, fumare e praticare sesso.<br>Il digiuno si interrompe al tramonto con un dattero o un bicchiere d&#8217;acqua e segue poi il passo serale, detto &#8220;iftar&#8221;.<br>L&#8217;esonero dal digiuno è previsto per donne incinte, viaggiatori, anziani e donne durante il ciclo mestruale. Il mancato digiuno si può recuperare durante l’anno.<br>Il digiuno (sawn) è solo uno dei cinque doveri della fede islamica. Gli altri sono la professione di fede (kalima), la recita quotidiana delle cinque preghiere (salat), l&#8217;elargizione delle elemosine (zakat) e il compimento, almeno una volta nella vita, del pellegrinaggio (hagg) a La Mecca (Arabia Saudita).<br>La mancata osservanza di questi precetti, nelle comunità più osservanti, può portare all&#8217;imputazione del reato di apostasia. Il Ramadan è il mese più sacro dei musulmani &#8211; che sono circa 1,6 miliardi in tutto il mondo &#8211; e il periodo dell&#8217;anno in cui si celebra è lo stesso in tutti i Paesi islamici.<br>Non cade sempre nello stesso periodo del calendario gregoriano, perché quello degli islamici è un calendario lunare (l&#8217;anno lunare dura circa 11 giorni meno di quello solare), e la numerazione dell&#8217;anno non coincide perché i musulmani iniziano a contare dal nostro 622 d. C., quando Maometto lascò la Mecca per recarsi a Medina.<br>Ci sono cibi che si possono mangiare quando cala il sole. Ogni Paese ha le sue tradizioni: per esempio, in Tunisia, Algeria e Marocco viene preparato un cous-cous solo con agnello (non il pollo o il montone) e aggiunta di uvetta; in Siria e in Giordania invece si mangiano i &#8220;katai&#8221;, dolci con ripieno di cocco, nocciole tritate e zucchero.<br>Durante il Ramadan si bevono succhi di frutta, e nei Paesi del Maghreb quello di liquirizia, che alza la pressione sanguigna, perché chi digiuna ce l&#8217;ha più bassa del solito.<br>Ovunque, il Ramadan è un momento di condivisione e di unione. È usanza invitare i propri vicini e amici a condividere tutti insieme il pranzo serale e a recitare particolari preghiere dette &#8220;tarawih&#8221;. Il Ramadan termina dopo 29 o 30 giorni con una festa chiamata &#8220;&#8216;id al-fitr&#8221;, ovvero &#8220;la piccola festa&#8221;, durante la quale, oltre ad un pasto rituale, si fanno offerte per i più poveri della comunità.<br>Buon Ramadan a tutti!</p>



<p><br>Si ringraziano Focus e National Geographic</p>
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		<title>HIJRA: un pugno nello stomaco</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 09:52:58 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Il libro di oggi arriva dritto come un pugno nello stomaco. Sí, è così che l&#8217;ho sentito, infatti in diversi momenti mi sono dovuto fermare. Il dolore era troppo, era troppa l&#8217;immedesimazione col protagonista di questa storia.</p>



<p>La storia è quella di Saif Ur Rehman Raja, ovvero lo stesso autore di questa sentita autobiografia. Saif è cresciuto tra il Pakistan e l&#8217;Italia, ma non sente di appartenere a nessuno dei due Paesi.</p>



<p>Le case senza tetto pakistane sembrano attendere le piogge come fossero momenti di festa, in contrapposizione alla grigia Bolzano e ai suoi frequenti e minacciosi temporali. Due realtà molto differenti per il protagonista non solo per il clima, ma anche per il cibo e le festività. Il racconto non procede proprio in maniera cronologica, si passa da un Paese all&#8217;altro per farci cogliere il senso di alienazione dello scrittore. Il Pakistan e le sue spezie, descritte come magiche e un rifugio per un bambino che ama stare in cucina con le donne. Saif viene cresciuto dalla madre, suo unico punto di riferimento fino all&#8217;adolescenza. Il padre c&#8217;è solo per impartire disciplina, non c&#8217;è spazio per carezze e comprensione.</p>



<p>Vive sulla sua pelle cosa vuol dire razzismo, violenza domestica e sessuale e infine, omofobia. Ci fa vivere il suo dolore e la sua sofferenza.</p>



<p>Le ultime pagine sono dedicate al Saif di oggi, una persona che, lavorando sodo, tra le sofferenze, finalmente si riscatta.</p>



<p>Finalmente scopre il valore di essere figlio di due culture diverse.</p>



<p>Ora Saif è un pedagogista e scrittore. Questo libro ha già avuto vari riconoscimenti.</p>



<p>Il Saif di oggi può abbracciare quello di ieri e dirgli: &#8220;Ce l&#8217;hai fatta!&#8221;.</p>
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		<title>2 agosto: commemoriamo il Samudaripen, il genocidio nazifascista dei rom e dei sinti</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Aug 2023 08:19:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Ervin Bajrami Nella notte tra il 2 e il 3 agosto del &#8217;44  più di 500.000 persone periranno nelle camere a gas di Aushwitz Birkenau. In Polonia, il 2 agosto scorso, con Dikh&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>di Ervin Bajrami</p>



<p></p>



<p>Nella notte tra il 2 e il 3 agosto del &#8217;44  più di 500.000 persone periranno nelle camere a gas di Aushwitz Birkenau.</p>



<p>In Polonia, il 2 agosto scorso, con <em>Dikh He Na Bister</em> &nbsp;&#8211; Roma Genocide Remembrance &#8211; sono presenti più di 200 ragazze e ragazzi da 22 paesi diversi dell&#8217;Europa proprio per dire Dikh he na bister: &#8220;guarda e non dimenticare&#8221;.</p>



<p>Al rientro dal viaggio, il nostro amico attivista Ervin Bajrami ha deciso di fare alcune riflessioni importanti, che vi riportiamo, sulla situazione delle persone rom e sinte in Italia.</p>



<p><br>Casa: la questione casa e abitare sicuramente rimane una delle problematiche più grandi da affrontare in quanto ci ritroviamo con campi istituzionali creati ad hoc per le persone rifugiate dai Balcani (sistema adottato come unico) e che, ad oggi, ha portato alla terza generazione di ragazze e ragazzi che conoscono solo ed esclusivamente quel modo di abitare e non sono in grado di autodeterminarsi o hanno timore di lasciare quel sistema in quanto il mondo fuori non è dei migliori; anzi,  la propaganda politica a loro sfavore non ha fatto altro che incrementare la paura di uscire e ritrovarsi lontano dalla comunità. Ogni giorno assistiamo a sgomberi dai campi ma senza una soluzione alternativa e di conseguenza trasformiamo posti ritenuti &nbsp;&#8220;sicuri&#8221; (almeno per la comunità che si ritrova assieme) in gruppi di persone che, invece, si ritrovano in mezzo alla strada.&nbsp;</p>



<p><br>Lavoro: chi vive nel campo e ha la residenza all&#8217;interno di quest&#8217;ultimo fa una fatica enorme a trovare un posto di lavoro in quanto il campo è associato direttamente alla criminalità; quest&#8217;ultima esiste in questi ambiti, ma è una conseguenza che parte dal sistema -abitare in primis e sfocia in micro crimini dovuti alla mancanza di lavoro e diventa un&#8217;esigenza per sopravvivere creando, così, un cerchio infinito di causa/effetto.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="433" height="960" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17104" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 433w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/ro-135x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 135w" sizes="(max-width: 433px) 100vw, 433px" /></a></figure></div>



<p><br>Scuola: l&#8217;istruzione è un altro tassello importante in quanto moltissimi bambini rom e sinti amano la scuola e vorrebbero un futuro che da sogno si trasforma in realtà, ma il sistema delle scuola <em>lacho drom</em>, che ha lasciato dietro di sé analfabeti, viene ancora usato come metodo e lo stigma verso i bambini rom e sinti non fa che alimentare la paura e l&#8217;abbandono come conseguenza.</p>



<p><br>Politica: la situazione politica non è favorevole al cambiamento in quanto anzitutto le persone rom e sinti non sono riconosciute come minoranza e nemmeno le atrocità del nazifascismo sono riconosciute e questo non permette ai nostri giovani di riconoscersi in un&#8217;identità storica e culturale precisa e di conseguenza o si nascondono per avere una possibilità nella vita oppure nasce l&#8217;odio interiorizzato verso la comunità maggioritaria, dovuto non solo alla narrazione sbagliata ma soprattutto perché quest&#8217;ultima è l&#8217;unica narrazione accessibile nel periodo scolastico. Non dimentichiamoci che lo stigma e i pregiudizi sono anche il pane quotidiano della politica per sviare la nazione da discorsi importanti oppure per creare un nemico contro il quale combattere (es: borseggiatrici).</p>



<p><br>Situazione Sociale: la situazione sociale è la conseguenza di tutte le altre categorie, quindi drammatica. Soluzione: parliamoci, parliamo con le persone interessate prima di prendere qualsiasi tipo di decisione. Iniziamo dal riconoscimento per poi trovare un sistema-abitare che vada bene per tutti e affinché questo accada, viste le differenze, è necessaria una legge quadro in base alla quale ogni Comune si adatta parlando con la comunità rom o sinta. Il sistema scolastico potrebbe introdurre anche la Memoria delle persone rom e sinte così come la Cultura e la Storia per far sì che i nostri ragazzi possano arricchirsi di nozioni positive anziché di odio. Creiamo legami, ponti, comunichiamo per comprendere le reali necessità senza adottare un sistema paternalistico che dall&#8217;alto ci dice come e quando dovremmo attuare le diverse proposte per poi scoprire che non vanno bene, sprecando risorse, energia e bene comune con di fatto un nonnulla in mano e un iter che ricomincia da zero. Chi né paga le conseguenze? Chi subisce passivamente tutto ciò, ogni volta? Torniamo a fare politica partendo dal basso, cercando di ascoltare e comprendere senza giudizi e pregiudizi i bisogni reali delle persone, torniamo ad essere comunità, allargata, con le proprie differenze, ma come ben abbiamo compreso in questi ultimi anni non vi è ricchezza più grande delle diversità e del suo contributo per diventare migliori come persone, come comunità e come Stato.</p>



<p></p>



<p>Se volete sostenere un progetto interessante riguardo al tema, cliccate qui:<a href=" https://www.produzionidalbasso.com/project/il-genocidio-dei-rom-e-la-scoperta-della-propria-identita/?fbclid=PAAaaQWcT8BQfJB4mO7RjbDWsc3aenSobWpS3-YCNCq2XVKR_DjvnaRcL2blw&utm_source=rss&utm_medium=rss"> https://www.produzionidalbasso.com/project/il-genocidio-dei-rom-e-la-scoperta-della-propria-identita/?fbclid=PAAaaQWcT8BQfJB4mO7RjbDWsc3aenSobWpS3-YCNCq2XVKR_DjvnaRcL2blw&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p></p>
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		<title>&#8220;Raccontarsi (a modo mio): l&#8217;evento</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2022 09:38:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani è fiera di invitarvi all&#8217;evento relativo al progetto Raccontarsi (a modo mio)&#8221; a cura della nostra collaboratrice Jorida Mbroçi (Dervishi): domenica 9 ottobre &#8211; ore 1630 &#8211; presso la&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>Associazione Per i Diritti umani è fiera di invitarvi all&#8217;evento relativo al progetto Raccontarsi (a modo mio)&#8221; a cura della nostra collaboratrice Jorida Mbroçi (Dervishi):</p>



<p></p>



<p><strong>domenica 9 ottobre &#8211; ore 1630 &#8211; presso la Casa dei diritti di Milano</strong> (Via Edmondo De Amicis, 10, MM2, fermata Sant&#8217;Ambrogio)</p>



<p></p>



<p>Verranno raccontate storie di persone italiane e straniere; testimonianze di riscatto, di rinascita, di lotta con l&#8217;intento di dialogare con il pubblico per far emergere le parti più nobili dell&#8217;umanità, i princìpi positivi, la solidarietà che dovrebbe accompagnare ogni percorso di vita. Giovani e meno giovani, persone differenti per nazionalità, formazione, genere, personalità, diverse, ma uniche arricchiranno un pomeriggio all&#8217;insegna della riflessione, dell&#8217;allegria, del confronto. </p>



<p></p>



<p>Vi aspettiamo ! </p>



<p></p>



<p>Con il patrocinio della Commissione Pari opportunità e diritti civili del Comune di Milano; <strong>ringraziando Diana De Marchi, consigliera e presidente della commissione. </strong></p>
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		<title>Religion Today Film Festival: un compleanno importante per parlare di dialogo e di pace</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2022 07:33:21 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/284208215_5527528757265637_4754054262293720632_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="717" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/284208215_5527528757265637_4754054262293720632_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16551" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/284208215_5527528757265637_4754054262293720632_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 717w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/284208215_5527528757265637_4754054262293720632_n-210x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 210w" sizes="(max-width: 717px) 100vw, 717px" /></a></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Dal 14 al 21 settembre 2022 si terrà a Trento la XXVma edizione del Religion Today Film Festival, una nuova opportunità per partecipare alla proiezione di opere cinematografiche provenienti da molte aree del mondo e approfondire temi di grande attualità.</p>



<p>Nata nel 1997, la manifestazione è la prima a proporre film spirituali che affrontano gli argomenti spesso trascurati o male interpretati dalla politica, quali: le migrazioni, la multiculturalità, l&#8217;accoglienza, le conseguenze dei conflitti sulla società civile, le persecuzioni per le idee religiose e non solo&#8230;Tutto questo dopo il periodo buio della pandemia. Ecco, quindi, che un festival come quello trentino (che poi si sposterà anche a Bolzano, Roma, Venezia, Marina di Camerota) diventa ancora più attuale.</p>



<p>Segnaliamo alcuni importanti eventi che arricchiscono il nutrito programma di questa edizione speciale: giovedì 15 alle ore 10, presso la Tenda di Abramo in Piazza Battisti, si terrà il forum “Women of faith for peace” e, lo stesso giorno, presso il Cinema Modena, a partire dalle ore 17 verranno proiettati due documentari e due cortometraggi tra cui “I wish our house had water” di Ghulam Yahya Jafari Mus che racconta, attraverso la scarsità di acqua, i problemi che il popolo afghano è costretto ad affrontare, da troppo tempo ormai. Ma molti sono i Paesi in gara grazie alle opere dei loro autori: Bangladesh, Iran, India, Turchia, Iraq, Nigeria, Marocco, Brasile, Israele&#8230;E anche l&#8217;Italia con, ad esempio, “Nascodino”, un documentario di Victoria Fiore &#8211; in collaborazione con la Gran Bretagna &#8211; che racconta la vicenda di Entoni, un ragazzino turbolento che vive nei Quartieri spagnoli di Napoli, e di sua nonna Dora determinata a guidarlo sulla strada giusta nonostante il suo passato criminale.</p>



<p>Sarà interessante anche il film breve intitolato “The smell of the field” di Adriana Yarmanova che proviene dall&#8217;Ucraina e che narra del rapporto complicato di una figlia con la madre alcolista.</p>



<p>Ma non solo Cinema: il Religion Today Film festival presenta anche mostre fotografiche (tra cui la bellissima “Laudato si&#8217;: emozioni per generare il cambiamento”), presentazioni di libri (“Alle origini della guarigione: sciamanesimo e neuroteologia” di Montura Editing, alla presenza dell&#8217;Ambasciatore culturale della Repubblica della Mongolia), masterclasses, matineè per le scuole.</p>



<p>Sabato 17 settembre il pubblico avrà l&#8217;occasione di assistere alla proiezione de “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini: un&#8217;opportunità per ritornare a rileggere il testo sacro anche da una prospettiva laica perchè il mito &#8211; QUEL mito &#8211; se riletto in chiave intellettuale, oltre che spirituale, può insegnare ancora molto e conferisce il coraggio di guardarci dentro con onestà per migliorarci e portatre avanti un&#8217;idea di umanità giusta e solidale.</p>



<p>Per consultare l&#8217;intero programma: https://www.religionfilm.com/it?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
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		<title>IFF. Integrazione Film Festival: a Bergamo l&#8217;intercultura è di casa</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2022 07:59:22 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16376" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>“Per la capacità di raccontare il valore delle origini e dell&#8217;appartenenza attraverso la nostra storia&#8230;”. Questa è la motivazione del premio come Miglior cortometraggio assegnato a <em>Il moro</em>, della regista italiana Daphne di Cinto: il figlio di una schiava africana e di Papa Clemente VII è erede della dinastia dei Medici e diventa il primo Duca di Firenze, nonostante le difficoltà della sua famiglia ad accettarlo, vincitore della 16ma edizione dell&#8217;Integrazione Film Festival che si è tenuta a Bergamo dal 10 al 15 maggio 2022. Un festival che si apre anche al mondo e alle culture che lo abitano con tredici opere in concorso che sono arrivate da tutti i continenti (tra cui: Egitto, Spagna, Brasile, Quatar, Francia, Iraq, Finlandia).</p>



<p>L&#8217;edizione di quest&#8217;anno, organizzata come sempre da Cooperativa Ruah e Lab80, ha avuto il piacere di avere in squadra come codirettore artistico Amir Ra, regista italiano di origini egiziane che ha regalato ai frequentatori della manifestazione anche la mostra del progetto “Origines. Noi siamo il futuro”, dedicato alla valorizzazione dei talenti di giovani di nuova generazione: le immagini di tredici ragazze e ragazzi che reinterpretano, in chiave contemporanea, il dipinto-manifesto “Il quarto stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo.</p>



<p>Due concorsi, per cortometraggi e per documentari: il premio come Miglior documentario è stato assegnato a <em>Tam Tam</em> <em>Basket</em> di Mohamed Kenawi dove dalla povertà di Castel Volturno, in provincia di Caserta, nasce un team di cestisti provenienti da famiglie migranti, ma il loro sogno si scontra con la legislatura (una legge sulla cittadinanza che, in Italia, non ha ancora visto la luce) e una società ancora poco inclusiva. Un film intersezionale che dà voce ai processi di integrazione possibile attraverso lo sport.</p>



<p>IFF ha avuto un grande successo di pubblico che ha partecipato a tutte le proiezioni, ha seguito le attività off e ha decretato come film maggiormente apprezzato <em>Connections</em> di Andrea Longhin che ha seguito la giovane protagonista turca, Selin Ardak, mentre pratica la sua passione per lo skateboard e ne fa un motivo, ancora una volta, di orgoglio e di inserimento nella società maggioritaria.</p>



<p>Fuori concorso, il film di apertura del festival è stato <em>Il legionario</em> di Hleb Papou in cui Daniel, italiano di seconda generazione, agente di polizia considera il gruppo di lavoro come una famiglia, nonostante tenga segreti ai colleghi la presenza di una madre e di un fratello che vivono in un palazzo occupato e sono minacciati di sgombero. Il fratello del protagonista, Patrick, è tra i più attivi all&#8217;interno del comitato degli occupanti e i due, dalle parti opposte della barricata, faticano a trovare un punto di accordo tra le diverse ideologie.</p>



<p>Come attività collaterale vogliamo segnalare la presenza di Marilena Delli Umuhoza e Ian Brennan &#8211; attivista, scrittrice e produttrice la prima e produttore pluripremiato il secondo &#8211; che hanno presentato il lavoro documentario in cui raccontano della realizzazione degli album musicali di artisti dei Paesi meno rappresentati in questo campo.</p>



<p>L&#8217;IFF-Intergazione Film Festival nasce vent&#8217;anni fa a Sarnico e con il tempo è cresciuto, diventando un punto di riferimento culturale importante perchè solo mettendosi dalla parte degli “altri” e solo tramite la conoscenza diretta si possono superare pregiudizi e stereotipi. La manifestazione bergamasca è capace, infatti, di raccontare realtà fortemente presenti sul territorio, superando anche i confini nazionali per portare sullo schermo storie ed esperienze autentiche o verosimili eper approfondire percorsi di intercultura e di inclusione sociale, oggi più che mai necessari.</p>



<p>L&#8217;Assessora alla Pace del Comune di Bergamo ha così commentato la riuscita della manifestazione: “Anche quest&#8217;anno la Provincia è orgogliosa di sostenere IFF. I valori che questo progetto promuove non sono soltanto condivisibili, ma vanno anche riaffermati con forza. Le istituzioni hanno il dovere di supportare il mondo della cultura quando si prende il compito di creare dialogo, raccontare esperienze diverse e quindi di contribuire alla creazione di una società interculturale, in cui l&#8217;integrazione tra tutti e tutte sia davvero possibile e anche bella e arricchente”.</p>
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		<title>Celebrazioni per il decimo anniversario della Sikhi Sewa Society</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2022 08:21:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’associazione Sikh per il dialogo e l’integrazione, Sikhi Sewa Society, celebra 10 anni dalla propria costituzione questo sabato, 2 aprile, presso il Tempio Sikh di Novellara, Reggio Emilia.Sikhi Sewa Society è un’organizzazione no profit,&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/sikh-675.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="675" height="275" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/sikh-675.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16245" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/sikh-675.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 675w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/sikh-675-300x122.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 675px) 100vw, 675px" /></a></figure>



<p><br>L’associazione Sikh per il dialogo e l’integrazione, Sikhi Sewa Society, celebra 10 anni dalla propria costituzione questo sabato, 2 aprile, presso il Tempio Sikh di Novellara, Reggio Emilia.<br>Sikhi Sewa Society è un’organizzazione no profit, fondata proprio a Novellara, con l’intento e la volontà di costruire un ponte tra i valori della cultura Sikh, di quella italiana e di tutte le altre presenti in Europa. Il nostro desiderio di divulgare aspetti della nostra cultura si traduce nella stesura di testi che aiutino a comprenderla: lo facciamo attraverso la pubblicazione di libri e la creazione di eventi dedicati a chiunque sia curioso di conoscere e capire la realtà Sikh.<br>Nel corso degli ultimi dieci anni abbiamo pubblicato oltre nove volumi trattanti di argomenti diversi del Sikhismo e distribuito gratuitamente oltre 100 mila copie. Le pubblicazioni, insieme ai svariati eventi multi-culturali e multi-religiosi ai quali abbiamo partecipato e organizzato con varie associazioni italiane, hanno creato una maggiore sensibilità culturale nei confronti della<br>conoscenza del Sikhismo da parte della popolazione italiana. L’informazione e il dialogo sono stati punti chiave della filosofia della società fin dall’inizio e continueranno ad esserlo negli anni a venire.</p>



<p><br>Tra le varie collaborazioni con le associazioni italiane, una delle più rilevanti è quella con le associazioni che trattano e sostengono i diritti umani, in quanto la parità e l’equità tra gli esseri umani, sono uno dei fondamentali precetti del Sikhismo.<br>Tratteremo più nel dettaglio tutte le varie attività e le collaborazioni degli anni passati e quelli a venire nel corso dell’evento che si terrà il giorno sabato 2 aprile, al Tempio Sikh di Novellara<br>(Via Lorenzo Bandini, 7 – 42017) a partire dalle ore 12.00.</p>



<p><br>Il focus principale dell’evento sarà sulla Competizione tra i giovani nei canti sacri, nella quale i partecipanti, suddivisi tra diverse fasce di età, si esibiranno in canti religiosi, con la partecipazione di gruppi da tutta Italia.</p>



<p><br>Inoltre ci saranno diverse attività che si svolgeranno nel corso della giornata:</p>



<ul><li>Esibizioni di Gatka, Arte Marziale Sikh</li><li>Workshop sul Turbante, con possibilità di farsi legare un turbante</li><li>Esposizione mostra sul Sikhismo e sul contributo dei soldati Sikh in Italia ed Europa<br>durante le guerre mondiali</li><li>Interventi dei vari ospiti</li><li>Presentazione nuovi progetti della Sikhi Sewa Society<br>Durante l’intero corso della giornata rimarrà aperta la mensa comunitaria, la quale servirà,<br>gratuitamente a tutti i presenti, pasti vegetariani tipici della cucina indiana.<br>Approfittiamo di questa opportunità per estendere l’invito a chiunque sia interessato a<br>partecipare.</li></ul>
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		<title>Raccontarsi (a modo mio): Boris e il suo primo viaggio in Albania</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 08:30:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Progetto a cura di Jorida Dervishi Ciao, io sono Boris, sono nato e cresciuto a Marghera in provincia di Venezia, città da dove proviene la parte familiare di mia mamma; mio papà proviene dalla&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Progetto a cura di Jorida Dervishi</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/boris.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/boris-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16173" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/boris-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/boris-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/boris-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/boris.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1040w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br>Ciao, io sono Boris, sono nato e cresciuto a Marghera in provincia di Venezia, città da dove proviene la parte familiare di mia mamma; mio papà proviene dalla Riviera del Brenta.<br>I miei studi passati mi avevano portato ad essere un Segretario d’azienda con rapporti per l’estero. Poi però la vita mi ha voluto<br>nella ristorazione; in cucina principalmente.<br>Ho iniziato poco dopo la fine dei miei studi, ero un lavapiatti in un ristorante a Venezia. Qui per otto mesi ho lavato le stoviglie, le<br>pareti, frigoriferi e friggitrici.<br>Finché è arrivato il mio momento di imparare a muovermi in cucina e imparare i vari compiti di un aiuto cuoco; fino a divenire Capo<br>Cuoco. Son sempre stato molto curioso, quindi ho voluto apprendere anche il mestiere del pizzaiolo e quando serviva quella del cameriere.<br>Questa nuova passione mi ha portato a conoscere molto bene le materie prime e come valorizzarle nei vari usi. Mentre per me che sono un pò timido ancora oggi,  fare il cameriere mi ha fatto diventare un pò più estroverso e mi ha insegnato anche come rapportarmi con la clientela.<br>In seguito è arrivato il momento di nuove esperienze di cui due estere; la prima, dove ho lavorato per pochi mesi in una boulangerie a Parigi e qualche anno fa a Londra. Questo nel mio bagaglio di esperienze mi è servito molto per aprire la mente verso diversi stili di vita.<br>Insieme a un altro collega abbiamo iniziato a co-gestire un locale grazie anche alla fiducia dei due proprietari che lavoravano accanto a noi, lasciandoci però abbastanza libertà di gestire ordini e lavoro. Ho appreso, quindi, anche l’arte del gelato artigianale.<br>Infine, forse il percorso più bello sia per la location sia per il lavoro e le persone con cui lavoravo, il mio ritorno alla<br>ristorazione a livelli più alti stavolta sempre a Venezia. Un percorso un pò più difficile perché mi ci sono voluti  un paio di mesi<br>perchè da 15 anni non avevo più a che fare con la cucina ma alla fine ce l&#8217;ho fatta.<br>Dopo c’è stato un periodo abbastanza tremendo sul piano della salute e son tornato tra i banchi di scuola dove ho preso la<br>qualifica effettiva (quella sul campo l’avevo già acquisita da anni) come Pasticciere.<br><br>Ho lavorato per circa un paio d’anni per due pasticcierie a Venezia (di cui l’ultima è una storica), ma purtroppo ho avuto una ricaduta.<br>Da qui in poi ho dovuto abbandonare l’ambiente della ristorazione; ma mi son rialzato nuovamente e ho ripreso in mano i libri, questa<br>volta tornando alle radici e frequentando con ottimi voti un corso per Programmatori e gestione di siti web e di e-commerce che attualmente è quello che faccio.<br><br>Il  mio primo viaggio in Albania</p>



<p><br>Il mio primo ricordo sull’Albania purtroppo coincide con gli sbarchi dai gommoni (fino ad allora ne avevo letto solo sui libri di Storia<br>riguardanti il periodo fascista).<br>C’era e c’è ancora molta ignoranza a riguardo, oggi. All&#8217;inizio ho avuto modo di conoscere la Storia delle migrazioni superficialmente tramite due colleghi albanesi. Poi ho fatto amicizia con una ragazza albanese che un giorno dopo avermi raccontato varie sfaccettature del Paese, mi propose andare a visitarlo.<br>Partimmo in macchina i primi giorni di agosto, in direzione Trieste; senza usare l’autostrada perché era uno di quei giorni in cui te lo<br>sconsigliano. Arrivammo al confine con la Slovenia verso le 6 del mattino e da qui proseguimmo per la costa con la sua vista<br>spettacolare.<br>Dopo aver effettuato un paio di soste ci trovammo in coda per l’entrata in Montenegro (e si prolungò per 4 ore), qui trovammo un<br>appartamento per riposare la notte.<br>Al mattino ripartimmo in direzione del traghetto di Kotor che ci portava dall’altra parte del lago (qui il paesaggio mi ricordò<br>alcune scene del Signore degli Anelli);  proseguimmo per Muriqan che mi avrebbe aperto le porte dell’Albania.<br>Arrivammo all’appartamento dei suoi genitori a Tirana verso le 14. E subito ricevetti una bellissima accoglienza; in serata mi<br>portarono fuori in un locale lì vicino e fu il mio primo dei tanti incontri con la cucina albanese.<br>Il mattino dopo andammo a visitare Scutari (Shkoder) e mi piacque moltissimo. La mia amica e i suoi familiari erano originari di questa località e mi portarono a fare un bel giro della città di cui visitammo il centro e la parte storica. Una cosa che mi rimase impressa fu il modo di convivere tranquillo tra le diverse religioni, con le chiese e la moschea vicine l’une all’altra.<br><br>La passeggiata nel centro storico è rimasta memorabile: in parte ricorda molto le vie di Firenze. Vorrei ritornarci per visitare <br>il castello.<br>La sera stessa fui portato a divertirmi nel quartiere più cool di Tirana: il Blloku. Qui c’è una varietà di locali anche internazionali, alcuni con personale albanesi ritornati in patria per portare la propria esperienza acquisita all’estero.<br>La mattina dopo un giro veloce attraverso la vita della capitale e colazione in uno dei tanti bar. Dopo la colazione andammo a  visitare il Castello di Berat; una cosa molto bella e ancor più bello ci fermammo a mangiare nella città che è un altra meraviglia.<br>Nel pomeriggio altri luoghi di Tirana quali. la scuola di musica, la piramide e il centro commerciale Toptani. Infine cenammo con altre<br>specialità, stavolta nei locali della Pedonalja.<br>I giorni successivi li passammo a Golem. Un paese nei pressi di Durazzo. Questa è stata la mia prima spiaggia albanese; semplice ma<br>nel contesto affascinante; con molti locali alle sue spalle dove ho avuto modo di vedere il primo il primo di molti tramonti favolosi.<br>Abbiamo passeggiato anche per Durazzo, ho visto il centro, la torre veneziana e l’Anfiteatro Romano con le mura. Infine<br>abbiamo cenato sul lungomare. Prima di far ritorno mi hanno portato verso la scalinata illuminata.<br>L’ultimo giorno a Tirana siamo stati al parco con il lago artificiale. Un parco grande e bellissimo; <br>l’ultimo pranzo lo abbiamo fatto in un bel locale Vila Korca. Il pomeriggio l’ho dedicato a fare un pò di acquisti per fare regali al mio<br>ritorno oppure tenermi come ricordo.<br>Verso mezzanotte siamo ripartiti alla volta di casa, prendendo l&#8217;autostrada. Il mattino dopo mi ha preso una<br>nostalgia mista a tristezza perché quei luoghi e quella gente mi mancavano già; l’ho rinominata “mal d’Albania”.<br>Ad oggi ci son ritornato altre volte visitandola dal sud al nord, dalle spiagge alle montagne. Son cresciute anche le mie conoscenze con altre persone albanesi e alcune son divenute anche collaborazioni lavorative.<br>Mi mancano ancora alcuni posti da vedere, tra i tanti Fier o Lezhe; ma li ho già messi in lista per i prossimi viaggi.<br>Cosa consiglierei? Di visitarla come visitereste un qualsiasi altro luogo importante e famoso. Sarà un esperienza che non dimenticherete<br>facilmente; ma soprattutto una gentilezza verso l’ospite ormai rara al giorno d’oggi.<br><br>Concludo ringraziando quella famiglia per tutto quello che mi ha regalato in questo mio primo viaggio e la loro enorme disponibilità per avermi ospitato e accompagnato. Anche un&#8217; altra amica per i seguenti viaggi fatti e grazie a te Jorida per la possibilità (anche se  scritta in modo un poco confusionale) di raccontare; ma soprattutto un ringraziamento per i ricordi e le emozioni forti provate quella prima volta.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20200909_215347-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="564" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20200909_215347-564x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16174" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20200909_215347-564x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 564w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20200909_215347-165x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 165w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20200909_215347-768x1395.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20200909_215347-846x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 846w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20200909_215347-1128x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1128w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20200909_215347-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1409w" sizes="(max-width: 564px) 100vw, 564px" /></a><figcaption>fbthdr</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171043.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="364" height="480" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171043.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16175" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171043.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 364w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171043-228x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 228w" sizes="(max-width: 364px) 100vw, 364px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171143.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="371" height="480" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171143.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16176" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171143.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 371w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171143-232x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 232w" sizes="(max-width: 371px) 100vw, 371px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171707.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="385" height="480" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171707.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16177" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171707.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 385w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220128_171707-241x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 241w" sizes="(max-width: 385px) 100vw, 385px" /></a></figure>



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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220202_202353.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="370" height="480" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220202_202353.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16179" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220202_202353.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 370w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220202_202353-231x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 231w" sizes="(max-width: 370px) 100vw, 370px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220202_202410.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="374" height="480" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220202_202410.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16181" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220202_202410.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 374w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/IMG_20220202_202410-234x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 234w" sizes="(max-width: 374px) 100vw, 374px" /></a></figure>



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		<title>Raccontarsi (a modo mio): Marjola Saliu</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Feb 2022 08:50:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A cura di Jorida Dervishi Marjola Saliu, nata nel 1982 a Mallakaster, Albania da una famiglia di insegnanti. Cresciuta tra i libri, scopro prestissimo la mia passione per la scrittura. Scrivo poesie da quando&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>A cura di Jorida Dervishi</p>



<p></p>



<p>Marjola Saliu, nata nel 1982 a Mallakaster, Albania da una famiglia di insegnanti. Cresciuta tra i libri, scopro prestissimo la mia passione per la scrittura. Scrivo poesie da quando avevo 12 anni vincendo anche diversi premi regionali. Laureata nel 2004 all&#8217;Università di Valona presso la Facoltà di Infermieristica Generale con il massimo dei voti. Nonostante il titolo di studio, la passione per la letteratura non mi ha mai abbandonata.</p>



<p>Da maggio 2007 vive in Italia. Nel 2017 ho partecipato al concorso Premio Internazionale di Poesia &#8221; Giulietta e Romeo Savorgnan&#8221; organizzato dall&#8217;Accademia Città di Udine e viene classificata quinta. La poesia (Il volto dell&#8217;anima) è stata inclusa nell&#8217; antologia che loro pubblicano ogni anno .</p>



<p>Scrive in entrambe le lingue.</p>



<p>A giugno del 2020 ha autopubblicato il suo primo e-book su Amazon Kindle &#8220;Il diritto di sognare&#8221;.</p>



<p>In collaborazione con un bravissimo autore emergente Dave Given, hapubblicato il dicembre scorso la raccolta poetica &#8221; L&#8217;amore è un apostrofo nero tra le parole distinti e distanti&#8221;</p>



<p></p>



<p>Marjola afferma:</p>



<p>la poesia mi accompagna da sempre. È la mia migliore amica, la mia confidente, la mia psicologa.</p>



<p>Attraverso lei riesco a capirmi meglio e di conseguenza anche a capire gli altri e farmi capire.</p>



<p>Per una persona timida e introversa come me è stata ed è un importante canale di comunicazione con il mondo esterno.</p>



<p>Scrivendo sono riuscita a costruire ponti che mi hanno portato al cuore di tante meravigliose persone.</p>



<p>La poesia è in gran parte emozione e quindi si nutre di qualsiasi cosa che mi fa emozionare.</p>



<p>Questo può essere un soffio di vento, il mare, le onde, l&#8217;universo intero ma soprattutto le persone.</p>



<p>Le persone con le loro storie, le loro passioni, le loro preoccupazioni.</p>



<p>Divento ricca ogni volta che qualcuno leggendomi, prende il coraggio di scrivermi raccontando un pezzo del proprio cuore e della propria vita.</p>



<p>La poesia può passare solo da cuore a cuore secondo me. Non c&#8217;è altra via.</p>



<p>E se quello che scrivo sarà rimasto in almeno uno di questi cuori, ne sarà valsa la pena.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p>Tu mi hai</p>



<p>in ogni piccola rivoluzione</p>



<p>che mi fai scoppiare dentro.</p>



<p>Tu mi hai</p>



<p>ogni volta che ti sposti</p>



<p>per mettermi al centro.</p>



<p>Tu mi hai</p>



<p>tutta, intera, senza esclusione alcuna</p>



<p>tu mi hai</p>



<p>in un modo assoluto e profondo</p>



<p>come non hai mai avuto nessuna.</p>



<p>Tu mi hai</p>



<p>in ogni piccolo respiro</p>



<p>mi hai</p>



<p>anche quando cerchi di prendermi in giro.</p>



<p>Mi hai, ti ho, ci abbiamo</p>



<p>e fino ad ora l&#8217;amore che conoscevamo</p>



<p>era un involucro vuoto e deserto</p>



<p>ora che mi hai, ora che ti ho</p>



<p>tutto l&#8217;universo abbiamo dentro.</p>



<p>…</p>



<p>Ci può essere mai musica dentro la morte?</p>



<p>O siamo noi che per paura la vestiamo di suoni?</p>



<p>Ci può essere mai una melodia</p>



<p>Quando insieme all&#8217;innocenza</p>



<p>Ti bruciano la vita e i sogni?</p>



<p>Che musica può esserci dentro l&#8217;oblio</p>



<p>Dentro la miseria,la fame,la paura</p>



<p>Che musica c&#8217;è dentro un addio</p>



<p>Che spera di trovare a questo mal di vivere, oltremare una cura.</p>



<p>Ci può essere musica dentro la morte</p>



<p>In questo viaggio insensato chiamato storia</p>



<p>Ci inventiamo alibi per non vedere la nostra brutta sorte</p>



<p>Alziamo il volume per non sentire le urla della memoria.</p>



<p>Può mai vivere la musica dentro il vuoto</p>



<p>Questo grande vuoto in cui tutti ormai viviamo</p>



<p>Il mare diventa una montagna di vite dimenticate</p>



<p>E noi intanto altre morti fintamente commemoriamo.</p>



<p>…</p>



<p>Mi sento così piccola</p>



<p>e nonostante questo</p>



<p>sembra che non ci sia</p>



<p>posto per me</p>



<p>in questo grande universo&#8230;</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Una campagna per la legge sulla cittadinanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2022 08:53:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla *Rete per la Cittadinanza*, formata da attivist* che vogliono cambiare l&#8217;attuale legge sulla cittadinanza. Lo scorso luglio abbiamo lanciato la campagna *_Dalla parte giusta della storia_* e quest’anno proseguiamo le azioni per stimolare&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/BLM-Roma-jpg-scaled-p8ga8tid1t9leh0za8duhk7xjz47f93vrpw8vyvxc8.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="500" height="500" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/BLM-Roma-jpg-scaled-p8ga8tid1t9leh0za8duhk7xjz47f93vrpw8vyvxc8.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16114" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/BLM-Roma-jpg-scaled-p8ga8tid1t9leh0za8duhk7xjz47f93vrpw8vyvxc8.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/BLM-Roma-jpg-scaled-p8ga8tid1t9leh0za8duhk7xjz47f93vrpw8vyvxc8-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/BLM-Roma-jpg-scaled-p8ga8tid1t9leh0za8duhk7xjz47f93vrpw8vyvxc8-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/BLM-Roma-jpg-scaled-p8ga8tid1t9leh0za8duhk7xjz47f93vrpw8vyvxc8-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/BLM-Roma-jpg-scaled-p8ga8tid1t9leh0za8duhk7xjz47f93vrpw8vyvxc8-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></figure>



<p>Dalla *Rete per la Cittadinanza*, formata da attivist* che vogliono cambiare l&#8217;attuale legge sulla cittadinanza.</p>



<p>Lo scorso luglio abbiamo lanciato la campagna *_Dalla parte giusta della storia_* e quest’anno proseguiamo le azioni per stimolare un pensiero critico e ottenere una riforma al più presto.</p>



<p>*Il prossimo 5 febbraio l’attuale legge compirà 30 anni* e ancora rimane intatta causando ingiustizie, discriminazioni e cittadini di serie B. Come Rete vorremmo coinvolgere cittadine e cittadini nella prossima azione online, che fa parte di una campagna di mobilitazione digitale più ampia. Vogliamo infatti spingere le Istituzioni a prendere un impegno serio (come se fosse una relazione amorosa non corrisposta) con tutte le persone che ad oggi non sono riconosciute cittadine italiane, sugellando infine un “matrimonio” simbolico.</p>



<p>La prima azione sarà online e abbiamo bisogno del vostro sostegno: per sensibilizzare i vostri followers sul tema, vi invitiamo a *condividere* sui vostri profili un post/storia con due foto che ritraggano voi o i vostri genitori 30 anni fa (nel 1992) e oggi (2022), sottolineando il cambiamento sociale avvenuto negli ultimi 30 anni, mentre nessun passo avanti è stato fatto sull’attuale legge.</p>



<p>Siamo profondamente convint* che un vostro supporto nella diffusione della campagna o una semplice condivisione dei contenuti porterebbe un contributo prezioso per dar voce ai tanti e tante Italian* senza cittadinanza.</p>



<p>Qui trovate il sito della nostra Rete, per conoscerci meglio:&nbsp;<a href="http://www.dallapartegiustadellastoria.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.dallapartegiustadellastoria.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Se volete schierarvi “dalla parte giusta della storia” e partecipare alla campagna, potete contattarci ai seguenti contatti. Vi daremo tutte le info nel dettaglio per agire insieme il 5 febbraio!</p>



<p>• <a href="mailto:mail%3Ariformacittadinanza@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mail:riformacittadinanza@gmail.com</a></p>



<h1>La campagna</h1>



<p>Ogni periodo storico è attraversato da forti dibattiti e contrapposizioni quando si tratta di allargare i beneficiari dei diritti percepiti come fondamentali con un forte peso ideologico. Non soltanto quando si tratta di ampliare a destinatari percepiti come esterni al territorio ma anche tra membri riconosciuti della collettività.</p>



<p>In Italia più di un milione di persone nate da genitori stranieri, cresciute e attive nel tessuto sociale italiano, vivono senza un riconoscimento formale della loro appartenenza allo stato italiano. L’attuale legge per la cittadinanza Legge nº 91 del 1992, regola l’acquisizione della cittadinanza italiana è quello dello ius sanguinis. In base ad esso, è italiano chi ha almeno un genitore italiano, a prescindere da dove sia nato. Questa legge non rispecchia più l’attuale società italiana, tiene in ostaggio vite e opportunità per il nostro paese.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://dallapartegiustadellastoria.it/wp-content/uploads/elementor/thumbs/gayatri-malhotra-WzfqobnrSVc-unsplash-scaled-p9dxdojnncqg6kbjv66cuyi53xbcwfcc4m1e9tw7ps.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="dallapartegiustadellastoria" title="dallapartegiustadellastoria"/></figure>



<h2>Perché scegliere di essere &#8220;Dalla Parte Giusta Della Storia:</h2>



<p>Per difendere i propri diritti in quanto donne, lavoratori/lavoratrici, giovani, comunità LGBTQA+ e così via, occorre innanzitutto essere riconosciute come cittadine e cittadini e esercitare il potere di tradurre il dissenso in voto. I cittadini di origine straniera, pur vivendo queste intersezioni, non incidono sull’agenda politica poiché possono scegliere la propria rappresentanza e far sì che la propria voce abbia un peso.</p>



<p>Scegliamo di mobilitarci ancora una volta per i diritti di tutte e di tutti. Scegliamo di essere dalla parte giusta della storia e sensibilizzare l’opinione pubblica all’urgenza che rappresenta questa riforma, vogliamo portare la politica a parlarne senza anteporre bisogni personali e dati non fattuali. </p>



<p>IUS ELIGENDI – DIRITTO DI SCEGLIERE</p>



<p>I quattro criteri intorno ai quali deve essere strutturata la riforma della cittadinanza</p>



<p><br>La cittadinanza è un istituto fondamentale dello Stato: circoscrive l’insieme dei membri della società che hanno pieni diritti e possono pienamente influire sulle scelte politiche che riguardano la propria vita, il proprio territorio, la società.<br>Dal 5 febbraio 1992 &#8211; giorno dell’approvazione della legge sulla cittadinanza attualmente in vigore &#8211; ci separano quasi ventinove anni. Da quel momento la nostra società è fortemente cambiata in numerosi aspetti, dovuti anche alla mobilità delle persone attraverso i confini. Il censimento del 1991 registrò la presenza di 356.159 cittadini stranieri residenti. Oggi, invece, i cittadini di origine straniera residenti in Italia sono 5 milioni e 382 mila. Le comunità che abitano i nostri territori sono arricchite da complessità culturali e biografiche che le rendono più varie, ricche e plurali. Alla luce di questa trasformazione strutturale, la legge n. 91 del 1992<br>appare radicalmente anacronistica.<br>Chi, figlio di genitori stranieri, nasce, cresce e vive stabilmente in Italia, è sottoposto a una normativa ea prassi amministrative inique, arbitrarie, escludenti. Il diritto di scelta è disatteso.<br>Il risultato è la sistematica e generalizzata difficoltà di accesso al riconoscimento della cittadinanza che determina la condizione di stranieri nel paese nel quale si è nati o cresciuti.<br>Il dibattito sulla possibile riforma della cittadinanza è un’occasione per mettere in evidenza tutti i limiti dell’attuale normativa. Alla luce della pluralità dei percorsi personali e della complessa condizione delle nuove generazioni, è indispensabile riformare la legge della<br>cittadinanza in modo che siano riconosciute pari opportunità per chi, a vario titolo, ha un background migratorio.<br>È indispensabile che la normativa prenda atto dell’evoluzione culturale, sociale e demografica della popolazione residente in Italia. L’iter parlamentare in corso, che potrebbe condurre a un disegno di legge che possa ridefinire la normativa sulla cittadinanza, è l’occasione giusta per mettere radicalmente in discussione la logica attuale dell’istituto e promuovere un’idea nuova di cittadinanza, finalmente inclusiva, aperta, accessibile. È quindi necessario approvare una nuova legge sulla cittadinanza.<br>Questa, però, non è una legge qualsiasi. Sono in gioco diritti essenziali e l’appartenenza stessa alla comunità politica e, con essi, le biografie di milioni di persone. Non è sufficiente immaginare di approvare una qualsiasi legge: la definizione dei possibili nuovi criteri per acquisire la cittadinanza è un passaggio delicatissimo, atteso da moltissime persone, e ha direttamente a che fare con la qualità della democrazia e con le condizioni materiali di vita.<br>Quella sulla cittadinanza, infatti, è una normativa peculiare: ridefinisce i confini dell’appartenenza all’ordinamento giuridico e la dialettica tra inclusione ed esclusione. È necessario che la nuova legge sia all’altezza delle aspettative delle donne, degli uomini, delle bambine e dei bambini formalmente esclusi dai criteri attuali. È indispensabile che sia adeguata alle caratteristiche dell’Italia di oggi, in vista dell’Italia di domani: interculturale, inclusiva, solidale.</p>



<p>È una riforma allo stesso tempo indispensabile e delicata: posizionarsi pro o contro la legge a prescindere dal suo contenuto specifico è un approccio ideologico da rifiutare. È urgente un’inversione di tendenza rispetto gli ultimi 30 anni. La cittadinanza non deve più essere la fabbrica della differenza ma può contribuire all’immaginazione e alla costruzione di una società più aperta ed eguale.<br>I quattro criteri fondamentali che verranno descritti in seguito costituiscono l’architrave per una buona legge sulla cittadinanza. Non si ha l’obiettivo di produrre un elenco onnicomprensivo di tutte le disposizioni che dovrebbero essere previste nella nuova normativa: sono numerose e richiedono un grado di approfondimento che non è possibile restituire in questa sede.<br>Viceversa, si fornisce, in maniera sintetica, qual è il contenuto minimo a partire dal quale può essere valutata la qualità della possibile nuova legge sulla cittadinanza.</p>



<p><br>I QUATTRO CRITERI FONDAMENTALI PER UN CAMBIAMENTO SIGNIFICATIVO</p>



<p>DIRITTO DI CITTADINANZA PER CHI NASCE IN ITALIA</p>



<p><br>È necessario prevedere che sia cittadino italiano chi, figlio di genitori stranieri, nasce nel territorio della Repubblica. Inoltre, è opportuno prevedere che lo sia anche chi nasce nel territorio della Repubblica da genitori stranieri di cui almeno uno sia nato in Italia, senza<br>ulteriori requisiti. Queste due previsioni consentono di ricondurre la cittadinanza in una dimensione territoriale. La prima ipotesi può rappresentare una forma di ius soli potenzialmente adeguato alle caratteristiche dell’Italia odierna, la seconda consentirebbe<br>l’emersione dalla marginalità per molti cittadini stranieri &#8211; ad esempio di origine rom &#8211; privi di cittadinanza (e a volte di titolo di soggiorno) nonostante siano nei fatti italiani anche da tre generazioni.<br>Appare opportuno, in relazione alla prima ipotesi descritta, evitare che ad esempio si preveda che ai fini del riconoscimento della cittadinanza italiana i genitori debbano avere la titolarità del permesso di soggiorno UE per lungo soggiornanti o il possesso del reddito<br>funzionale al suo rilascio. In particolare appare opportuno non introdurre requisiti che abbiano a che fare con le condizioni economiche dei genitori dei bambini che nascono in Italia. Sarebbe un’inaccettabile discriminazioni, ancor più ingiusta in un contesto di crisi<br>economica.<br>È necessario che il diritto alla cittadinanza per nascita sul suolo italiano non sia soggetto a scadenze ma che, al contrario, possa poter essere esercitato in qualsiasi momento</p>



<p>DIRITTO DI CITTADINANZA PER CHI CRESCE IN ITALIA</p>



<p><br>È necessario prevedere delle modalità specifiche di riconoscimento della cittadinanza per chi, non essendo nato in Italia, cresce nel nostro paese. Il cd. ius soli, infatti, non può essere l’unico canale di riconoscimento per i minori stranieri. Allo stato attuale, infatti, chi arriva in Italia da minore non ha alcuna possibilità di riconoscimento della cittadinanza al di là degli<br>angusti canali della cd. naturalizzazione.<br>Il riconoscimento della cittadinanza può essere ricollegato &#8211; trattandosi di minori soggetti all’obbligo scolastico &#8211; alla frequenza di un corso di istruzione primaria, secondaria di primo grado, secondaria superiore o di un percorso di istruzione e formazione professionale. </p>



<p>È indispensabile che sia certificata la frequenza e non il conseguimento di un titolo: sarebbe doppiamente ingiusto discriminare chi, a vario titolo, incontra ostacoli nel suo percorso di formazione e configurerebbe un complessivo travisamento del ruolo degli insegnanti che si troverebbero a decidere sul riconoscimento di un diritto così determinante. In aggiunta, è indispensabile tenere presente che gli studenti con background migratorio, alla luce dei dati forniti dal MIUR, sono maggiormente esposti a fenomeni come il ritardo e l’abbandono scolastico: sarebbe un’ingiusta punizione proprio nei confronti di chi avrebbe bisogno di<br>sostegno e inclusione.<br>È necessario che le previsioni di riconoscimento fondate sulla frequenza di un ciclo di studio non siano le uniche a disposizione di chi cresce in Italia. È opportuno prevedere forme di riconoscimento per chi arriva da minore in Italia, legate alla permanenza sul territorio<br>italiano&#8230;</p>



<p>DIRITTO DI CITTADINANZA PER CHI VIVE STABILMENTE IN ITALIA</p>



<p><br>È necessario ridisegnare l’istituto dell’acquisto della cittadinanza in ragione della stabile residenza in Italia &#8211; la cd. naturalizzazione. Attualmente la cd. naturalizzazione ha natura premiale: viene certificato, attraverso discutibili criteri, il buon esito del percorso di inclusione intrapreso dal cittadino straniero. È indispensabile ribaltare la logica: è necessario prevedere criteri significativamente più accessibili in quanto l’acquisizione  della cittadinanza più che un premio deve essere intesa come un incentivo per favorire l’inclusione socio-lavorativa e la partecipazione alla vita politica e sociale.</p>



<p>Attualmente il tempo ordinario di residenza legale per tale riconoscimento è, per gli stranieri non comunitari, di dieci anni, ai quali vanno aggiunti i tre anni dell’iter procedurale che, nei fatti, sono anche considerevolmente più lunghi. È una tempistica assolutamente incongrua: deve essere significativamente ridotta. Quanto al criterio del reddito, non si può fare a meno di notare che finisce per configurare un’ingiusta discriminazione nei confronti di chi non possiede un lavoro adeguato a conseguire le cifre richieste. Si tratta di una previsione che non favorisce l’emersione dalla ricattabilità di chi è esposto al costante rinnovo del permesso di soggiorno e, in ragione di ciò, è più vulnerabile nel mercato del lavoro.<br>Anche il requisito della residenza continuativa è escludente: punisce chi, spesso senza alcuna colpa, non ha continuità nell’iscrizione anagrafica. Appare opportuno che la presenza sul territorio italiano possa anche essere certificata con documentazione di altro tipo (a titolo di esempio: certificazioni scolastiche e formative, contratti di lavoro, documentazione sanitario, ecc).<br>Una revisione significativa dei criteri di riconoscimento della cittadinanza per chi vive stabilmente in Italia può configurare il diritto ad ottenere la cittadinanza del posto dove si abita stabilmente: si tratterebbe di un significativo cambio di paradigma. È una prospettiva<br>convincente, che sostanzia un’idea di cittadinanza che si congeda dai privilegi attuali e che consente (anche) a chi ha un background migratorio di esercitare il diritto al territorio e alla partecipazione civica</p>



<p></p>



<p>PROCEDURE PIÙ RAPIDE, CRITERI CERTI E DISPOSIZIONI TRANSITORIE</p>



<p>Il conseguimento della cittadinanza italiana può essere rappresentato, allo stato attuale, come una lunghissima e iniqua corsa ad ostacoli. I 36 mesi configurati dall’ultimo intervento del legislatore non rappresentano una mediazione accettabile. In aggiunta, la pubblica amministrazione ha allo stato attuale ampio potere discrezionale. La qualità delle procedure<br>è un fondamentale indicatore della qualità della democrazia: in quest’ottica la riforma della cittadinanza non può che definire procedure significativamente diverse da quelle attualmente in vigore.<br>Innanzitutto è necessario fare in modo che il percorso giuridico verso la cittadinanza sia concepito, per tutte le ipotesi, come un diritto soggettivo e non un interesse legittimo, con tutte le garanzie ad esso associate. È necessario arginare la discrezionalità della pubblica<br>amministrazione, disciplinando per legge i requisiti previsti.<br>Quanto ai tempi, è necessario ragionare su due linee di intervento. È necessario introdurre il criterio del silenzio-assenso per fare in modo che l’eventuale mancata risposta della pubblica amministrazione determini l’esito positivo della domanda. Tale disposizione può<br>indubbiamente prevenire l’inerzia della pubblica amministrazione. Con riferimento alla specifica durata del procedimento, è necessario ridurre &#8211; in maniera significativa e sostanziale &#8211; i 36 mesi attualmente configurati.<br>In ogni caso, appare indispensabile che ai fini del conseguimento della cittadinanza da parte del figlio di colui che ottiene la cittadinanza italiana sia rilevante la minore età al momento della presentazione della domanda, anche qualora tale figlio nel corso dell’iter di esame della domanda dovesse diventare maggiorenne.<br>Per quanto riguarda il costo dell’inoltro della domanda &#8211; innalzato a 250 euro dalla legge 132/18 -, anch’esso nei fatti determina una selezione in ragione delle disponibilità economiche del potenziale cittadino italiano. Bisogna considerevolmente abbassare tale<br>previsione.<br>Infine &#8211; ma è un aspetto determinante &#8211; è assolutamente indispensabile prevedere una disciplina transitoria: è necessario che venga riconosciuta la cittadinanza italiana a coloro che al momento dell’entrata in vigore della legge abbiano maturato i requisiti previsti nella<br>nuova disciplina.</p>



<p><br>Appunti finali: un’idea diversa di cittadinanza per un’idea diversa di società Quanto esposto non è un elenco onnicomprensivo delle previsioni che dovrebbero essere contenute nella nuova legge sulla cittadinanza. Ci sono disposizioni ugualmente importanti<br>che per necessità di sintesi non sono trattate in questa sede.<br>In ogni caso, i quattro criteri fondamentali, se posti al centro dell’auspicabile riforma, possono essere in grado di definire una nuova politica della cittadinanza: questo fondamentale istituto può essere ridisegnato e può assumere finalmente un volto non escludente e discriminante.<br>Se questo non dovesse avvenire in questa fase politica, il tema è destinato a riemergere costantemente, finché la legislazione non sia allineata con la composizione della società e i nuovi soggetti di diritto: le trasformazioni in corso richiedono un’inevitabile presa d’atto e un conseguente riconoscimento giuridico.<br>Questo istituto è stato storicamente modellato e rimodellato sulla base delle spinte che si muovono dal basso e nella mutata composizione della popolazione. In questa fondamentale fase storica e politica è opportuno affermare, in ogni sede utile, un’idea dinamica, non statica e in costante divenire della cittadinanza. Abbiamo bisogno di un istituto dalla natura espansiva, capace di tendere verso l’uguaglianza e l’universalizzazione dei diritti.<br>È necessario, in ultimo, tenere a mente che il diritto può avere un ruolo performativo: la disparità nei diritti genera la percezione dell’altro come diseguale, la parità dei diritti contribuisce a una percezione diffusa di uguaglianza tra pari.</p>



<p><br></p>
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