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	<title>istanza Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Lo &#8220;Ius Scholae&#8221;: è la prova del 9 per tutte le forze politiche </title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2022 08:48:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Amsi ,Co-mai e il Movimento Uniti per Unire: dopo tante delusioni ,annunci e promesse del passato questa volta le forze politiche non avranno scusanti Che cosa è la nuova proposta con lo Ius Scholae?&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/ius-scholae.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="735" height="416" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/ius-scholae.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16448" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/ius-scholae.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 735w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/ius-scholae-300x170.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></a></figure>



<h2><em>Amsi ,Co-mai e il Movimento Uniti per Unire: dopo tante delusioni ,annunci e promesse del passato questa volta le forze politiche non avranno scusanti</em></h2>



<p><strong>Che cosa è la nuova proposta con lo Ius Scholae</strong>? <em>La cittadinanza italiana può essere acquisita dal minore straniero nato in Italia o che vi ha fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età. Il minore deve risiedere legalmente in Italia e deve aver frequentato regolarmente, nel territorio nazionale, per almeno cinque anni, uno o più cicli scolastici presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale idonei al conseguimento di una qualifica professionale. Nel caso in cui la frequenza riguardi la scuola primaria, è altresì necessaria la conclusione positiva del corso. Il requisito della minore età si considera riferito al momento della presentazione dell&#8217;istanza o della richiesta da parte di uno dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale. La misura è stata modificata durante l&#8217;esame in commissione: è stata aggiunta la condizione della conclusione &#8220;positiva&#8221; dei 5 anni di elementari per ottenere la cittadinanza. Approvato anche l&#8217;emendamento che introduce la possibilità di considerare anche percorsi di formazione professionale per acquisire il diritto. È stato eliminato il requisito che imponeva che la richiesta fosse presentata da entrambi i genitori (quindi in linea teorica ora è sufficiente che uno dei due inoltri la domanda). Altra novità importante dopo i lavori della Commissione è l&#8217;eliminazione dal testo del requisito della residenza in Italia &#8220;ininterrotta&#8221;.&#8221;</em></p>



<p><em>Negli ultimi 13 anni abbiamo assistito a tanti annunci, promesse e proposte per quanto riguarda la riforma della cittadinanza italiana senza mai vedere realizzare una di queste proposte. 15 anni fa abbiamo iniziato a proporre di abbreviare il periodo della pratica della cittadinanza italiana a 5 anni e di promuovere cittadinanza per i figli dei migranti dopo un ciclo scolastico. Ci auspichiamo che questa volta le forze politiche abbiano il coraggio di andare avanti fino in fondo e impegnarsi in modo trasparente, senza finalità politiche e elettorali con lo scopo di prepararsi alla prossima campagna elettorale, come è successo in passato. Noi siamo stati tra le prime associazioni convocate dal presidente Giuseppe Brescia (Presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera e Relatore del provvedimento) per avanzare le nostre proposte a riguardo. Il Presidente Brescia è stato molto disponibile ad ascoltare tutte le nostre proposte e criticità. Abbiamo ribadito come sempre, tramite il nostro manifesto #BuonaImmigrazione basato sull&#8217;immigrazione programmata e sul rispetto del principio &#8220;Diritti e Doveri&#8221;, l&#8217;importanza della riforma della cittadinanza italiana e il coinvolgimento di tutti i migranti padri ,madri ,figli e nipoti visto che stiamo arrivati ormai alla terza e quarta generazione, come proponiamo ormai da anni con i nostri movimenti. Per essere un cittadino italiano bisogna amare l&#8217;Italia e avere il senso dell&#8217;appartenenza e il coinvolgimento alla vita quotidiana rispettando legge, abitudini culturali e religiose.</em></p>



<p><em>Nella stessa misura i cittadini e i professionisti di origine straniera ed i loro figli hanno il diritto di sentirsi cittadini di serie A e rispettare i loro diritti visto che rispettano i loro doveri. Questa volta sicuramente è la prova del 9 per tutte le forze politiche sia pro che contro la proposta per vedere effettivamente l&#8217;impegno politico di ogni partito. Gli esiti negativi delle proposte e gli annunci del passato hanno creato molta delusione ed illusione tra i cittadini di origine straniera ed i loro figli in Italia. Inoltre, questa delusione ha contribuito a modificare le percentuali di appartenenza e fiducia verso i partiti italiani sia a sinistra che a destra e al centro. </em></p>



<p><em>Per questo, avvertiamo tutti i partiti italiani di non giocare e strumentalizzare sulla pelle dei migranti e dei loro figli, per fini politici ed elettorali ,anche perché&#8217; i cittadini e i professionisti di origine straniera sono molto maturi e intelligenti a capire la vera realtà e la sincerità delle forze politiche per questo le forze politiche questa volta non avranno scusanti<strong>. Così<em><strong> dichiara il Presidente dell&#8217;Amsi (Associazione medici di origine straniera in Italia) e Co-mai (Comunità del mondo arabo in Italia), già 4 volte consigliere Omceo di Roma </strong></em></strong></em></p>
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		<title>Processo d&#8217;appello per genocidio contro Ratko Mladic</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2020 07:24:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il tribunale blocca la tattica temporeggiatrice della difesa   Due donne davanti alle bare delle vittime di Srebrenica. Foto: archivio GfbV. Martedì prossimo 25 agosto, inizierà all&#8217;Aia il processo di appello per Ratko Mladic.&#46;&#46;&#46;</p>
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<h1>Il tribunale blocca la tattica temporeggiatrice della difesa</h1>



<p></p>



<p><img loading="lazy" width="425" height="319" src="https://ci6.googleusercontent.com/proxy/_8Yejs_KJf782Dmwo8aQTp0I46yrLCdSimu5zdtL5xWHPUxhefgnBd3KCpaCqKnlc71eWBwiSzsCn-H1ovkxmYu6sCAlt7Jqxw=s0-d-e1-ft#http://www.gfbv.it/2c-stampa/2020/200824srebrenica.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Due donne davanti alle bare delle vittime di Srebrenica. Foto: archivio GfbV."> </p>



<p>Due donne davanti alle bare delle vittime di Srebrenica. Foto: archivio GfbV.</p>



<p>Martedì prossimo 25 agosto, inizierà all&#8217;Aia il processo di appello per Ratko Mladic. Il tribunale dell&#8217;ONU aveva condannato il comandante in capo dei serbi bosniaci all&#8217;ergastolo nel 2017 per genocidio, crimini contro l&#8217;umanità e violazioni delle leggi o degli usi di guerra. Le udienze di appello sono già state rinviate tre volte. La difesa del carnefice di Bosnia ha ovviamente tentato una tattica dilatoria affinché il settantasettenne possa non vivere abbastanza per vedere la sentenza finale. Tuttavia, il tribunale responsabile del procedimento ha smascherato la tattica e ha annunciato la sua intenzione di iniziare definitivamente le udienze il 25 agosto. Nove anni dopo l&#8217;inizio delle trattative e 25 anni dopo il genocidio di Srebrenica, i parenti delle vittime meritano finalmente giustizia.<br><br>Dopo 16 anni di fuga, Mladic è stato arrestato nel marzo 2011. Nel 2018 ha presentato ricorso contro la sentenza del Tribunale dell&#8217;Aia. Già prima della prima udienza, la difesa di Mladic aveva chiesto la ricusazione di tre giudici per presunta mancanza d&#8217;imparzialità e terzietà. Una seconda udienza ha dovuto essere rinviata a causa di un intervento medico. Al terzo tentativo, le restrizioni di viaggio dovute alla pandemia hanno impedito ad alcuni giudici di partecipare. Mladic stesso se lo desidera potrà partecipare al processo in video dalla sua cella.<br><br>La comunità internazionale continua a fallire nella prevenzione del genocidio e nella coerente attuazione della sua responsabilità nella protezione delle vittime. Ma anche l&#8217;azione penale dopo tali atrocità deve diventare più efficace. Perché se i colpevoli la fanno franca per anni di impunità, altri sono incoraggiati a commettere atti simili. Mladic è anche responsabile di genocidio in sei comunità bosniache vicine a Srebrenica, e deve essere condannato anche per questo. Tuttavia, poiché inizialmente è stato assolto per i crimini commessi a Kljuc, Kotor Varoš, Sanski Most, Prijedor, Vlasenica e Foca, l&#8217;accusa ha fatto ricorso anche in appello. Ci aspettiamo che il tribunale confermi il verdetto di prima istanza e riconosca la responsabilità di Mladic per i crimini commessi anche nelle altre sei comunità bosniache. Per l&#8217;Associazione per i popoli minacciati (APM) si spera che la glorificazione di questo brutale massacratore termini con questo processo e la narrazione della negazione del genocidio sia così messa a tacere per sempre.<br><br>Il Meccanismo internazionale per le funzioni residue dei tribunali penali ad hoc (IRMCT) è responsabile del caso Mladic. Questo tribunale è il successore legale del Tribunale penale internazionale per l&#8217;ex Jugoslavia e del Tribunale penale internazionale per il Ruanda. Sono previste due giornate, il 25 e il 26 agosto, per le udienze d&#8217;appello. Il pubblico non avrà accesso all&#8217;aula, ma il procedimento sarà trasmesso sul sito web dell&#8217;IRMCT (<a href="https://www.irmct.org/en/cases/mict-courtroom-broadcast?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.irmct.org/en/cases/mict-courtroom-broadcast?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>) con un differimento di 30 minuti.</p>
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		<title>Da Strasburgo la Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo interviene sulla vicenda dei rom di Giugliano imponendo il rispetto dei diritti umani</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2019 07:03:27 +0000</pubDate>
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<p><br>Con una decisione di importanza fondamentale, <strong>la Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo</strong>, con sede a Strasburgo, riconoscendo il diritto all&#8217;unità familiare e la necessità di adottare misure provvisorie,&nbsp;<strong>ha imposto al Governo italiano di fornire un alloggio adeguato alle famiglie rom&nbsp;</strong>che, dopo lo sgombero forzato avvenuto a Giugliano, nei giorni scorsi, supportati da Associazione 21 luglio e da European Roma Rights Centre, avevano presentato ricorso.</p>



<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="640" height="480" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/unnamed-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="12525" data-link="http://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=12525&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-12525" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/unnamed-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/05/unnamed-3-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure></li></ul>



<p><strong>Antefatto</strong></p>



<p>Lo scorso 5 aprile 2019, con Ordinanza sindacale n. 29, per circa 450 persone residenti nell&#8217;insediamento di via del Vaticale nel Comune di Giugliano era stato disposto dall&#8217;Amministrazione Comunale<strong>&nbsp;lo sgombero per motivi di salubrità e salute pubblica&nbsp;</strong>prevedendo solo su carta anche l’accompagnamento dei Servizi sociali comunali nel ricollocamento abitativo.<br>Ma la mattina del 10 maggio 2019<strong>&nbsp;le Forze dell’Ordine avevano attivato l’allontanamento coatto delle famiglie</strong>&nbsp;dall’insediamento di via del Viaticale. Secondo le numerose testimonianze raccolte, sia prima che durante le operazioni di sgombero alle persone era stato verbalmente intimato di uscire dal territorio di Giugliano pena la cancellazione anagrafica e l’allontanamento dei minori. Non avendo altra possibilità e costantemente sorvegliati dalle Forze dell’Ordine, la<strong>&nbsp;comunità rom di Giugliano si era divisa tra il territorio del Comune di Villa Literno e quello di Castel Volturno</strong>. Da quest’ultimo era stata allontanata dopo poche ore. Le 450 persone rom si erano, quindi, ricongiunte nella serata dello stesso giorno in un’area dismessa nella zona industriale di Giugliano.</p>



<p><strong>La nuova collocazione si è rivelata da subito totalmente inadeguata</strong></p>



<p>Le 73 famiglie, attualmente accampate in quell&#8217;area,&nbsp;<strong>non dispongono di riparo alcuno</strong>, sono costrette a dormire all’interno delle autovetture o all’aperto, malgrado le difficili condizioni atmosferiche, non hanno elettricità,&nbsp;<strong>sono prive di acqua potabile e servizi igienici</strong>. I 105 minori frequentanti le scuole dell’obbligo sono stati costretti ad interrompere la frequenza scolastica. Associazione 21 luglio si è da subito mobilitata con una Conferenza stampa straordinaria presso la Sala Stampa della Camera e con un appello online per denunciare&nbsp;<strong>i diritti violati dalle autorità in occasione dello sgombero forzato&nbsp;</strong>e per chiedere al Comune di Giugliano un intervento urgente volto ad offrire soluzioni alloggiative adeguate e dignitose per tutte le persone, garantendo loro l&#8217;accesso ai servizi base e il ripristino della frequenza scolastica per i minori in età scolare e promuovendo il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo.<br>Ieri è arrivata la decisione da Strasburgo che, in riferimento ai ricorrenti, ha imposto al Governo italiano di garantire un alloggio adeguato ai minori e alle loro famiglie.</p>



<p><strong>I commenti delle organizzazioni</strong></p>



<p>Secondo Carlo Stasolla, che dopo la decisione della Corte ha interrotto lo sciopero della fame iniziato domenica scorsa, &#8220;L&#8217;arretramento dei diritti delle comunità più marginalizzate, registrato in Italia soprattutto nell&#8217;ultimo anno, oggi segna un clamoroso stop.&nbsp;<strong>Sulla vicenda di Giugliano, Associazione 21 luglio è stata la prima a denunciare la sistematica violazione dei diritti</strong>, ha promosso appelli, ha organizzato conferenze stampa, ha supportato e affiancato le famiglie che hanno proposto il ricorso alla Corte Europea,&nbsp;per raggiungere un obiettivo semplice e chiaro: ristabilire i principi della Costituzione italiana su quell&#8217;area della periferia giuglianese dove i diritti fondamentali erano stati definitivamente rimossi dalle stesse istituzioni locali che avrebbero dovuto garantirli. È giunta l&#8217;ora che venga spezzato il circolo vizioso che ha tenuto per trent&#8217;anni la comunità rom di Giugliano vittima del ricatto e della paura e da domani dobbiamo tutti lavorare per un futuro che parli il linguaggio del rispetto della dignità umana e dell&#8217;inclusione. Su Giugliano &#8211; ha concluso Stasolla &#8211;&nbsp;<strong>da oggi l&#8217;Europa ha acceso un faro che illumina tutta l&#8217;Italia</strong>&nbsp;e che tutti abbiamo il dovere di mantenere acceso: il faro dell&#8217;antidiscriminazione e degli stessi diritti sanciti dall&#8217;articolo 2 e 3 della Costituzione italiana che nessuno, a qualunque titolo, può arrogarsi la presunzione di spegnere&#8221;.</p>



<p>&#8220;<strong>Questa decisione rompe il lungo ciclo degli sgomberi forzati</strong>&nbsp;che da molto tempo tormenta questa comunità, e più in generale i rom in Italia&#8221;, ha affermato Jonathan Lee dello European Roma Rights Centre. &#8220;Quando le autorità sradicano le famiglie rom dai loro contesti abitativi, sanno bene che ciò comporterà l&#8217;abbandono della scuola per i bambini, la perdita del lavoro per i genitori. Nonostante la famiglia dovrà insomma ricominciare da zero, le autorità procedono comunque con lo sgombero forzato.&nbsp;<strong>La Corte ha confermato che l&#8217;Italia non è al di sopra della legge</strong>&nbsp;e non può, indiscriminatamente, rendere i rom senzatetto. I membri di questa comunità hanno ottenuto una grande vittoria contro la discriminazione e contro le politiche dell&#8217;odio che perpetuano l&#8217;esclusione dei rom in Italia.&#8221;<br></p>
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