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	<title>italiani Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela: le nostre voci schiacciate dalla dittatura</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Aug 2024 10:35:10 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ven.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="678" height="381" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ven.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17651" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ven.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 678w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ven-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></a></figure>



<p><br>di Tini Codazzi</p>



<p></p>



<p>Ci sono molti modi per reprimere, mettere a tacere, censurare. Conosciamo già quelli più violenti generati dalla narco-dittatura di Nicolás Maduro, soprattutto nell&#8217;ultima settimana dopo le elezioni del 28 luglio. </p>



<p>Passaporti e aeroporto<br>In questo contesto di repressione e intimidazione, la cancellazione dei passaporti validi è l&#8217;ennesimo atto arbitrario del regime. Negli ultimi quattro giorni, il regime ha improvvisamente cancellato i passaporti di decine di oppositori, leader politici, giornalisti e attivisti per i diritti umani, sia dentro che fuori dal Venezuela. Nello Stato di Zulia (lo Stato del petrolio) sono state colpite più di 30 persone. All&#8217;estero non ci sono ancora dati più precisi, ma finora decine di persone hanno denunciato l&#8217;accaduto in Paesi come Cile, Colombia, Ecuador e Argentina. Non contenti di questa operazione, hanno anche iniziato una caccia alle streghe all&#8217;aeroporto internazionale Simón Bolívar. Cittadini che si sono recati in Venezuela probabilmente per votare e altri che stanno lasciando il Paese per motivi personali sono stati trattenuti all&#8217;aeroporto e hanno chiaramente subito il ritiro del passaporto. È successo ad esempio a Yendri Velásquez, attivista e difensore dei diritti LGBTQ+, alla professoressa di scienze politiche e attivista umanitaria Edni López,<br>quest’ultima è stata sequestrata dal Sebin. Ieri, venerdì, Edni Lopez è stata rilasciata con misure cautelari.</p>



<p><br>I Social Network<br>Lo scorso giovedì sera, il regime ha iniziato il progressivo blocco del social network X (antico Twitter) sui principali provider internet del Paese. Nicolás Maduro ha annunciato il ritiro della piattaforma per 10 giorni.<br>Il dittatore ha anche indicato Instagram, WhatsApp e Tik Tok (tra l&#8217;altro, quest&#8217;ultimo appartenente ai suoi amici cinesi…) come strumenti per la moltiplicazione dell&#8217;odio e la proliferazione del fascismo. Sappiamo che in tempi di crisi politica e sociale questi sono gli unici strumenti che i cittadini hanno per essere<br>informati e/o per denunciare. Youtube, grazie a pressioni interne ed esterne, ha cancellato due programmi venezuelani del regime che da anni venivano trasmessi in diretta su questa piattaforma per disinformare, creare panico e insultare le persone, facendo discorsi di odio e istigazione. Ebbene, Youtube li ha cancellati e rimossi dalla piattaforma. Il programma &#8220;Con el mazo dando&#8221; (tradotto letteralmente: Colpendo con una mazza) aveva raggiunto negli anni i 100mila iscritti, senza alcuna spiegazione da parte di Youtube, adesso fuori.</p>



<p><br>Arresti forzati<br>Aggiorniamo i dati sugli arresti forzati da parte del regime. Ad oggi, sabato 10 agosto 2024 alle ore 16.41, sono 1303 gli arresti verificati dal Foro Penal e così identificati: 116 adolescenti, 170 donne, 14 indigeni e il resto sono uomini. L&#8217;età media degli arrestati è di 20 anni.<br>Il Foro Penal informa inoltre che ieri sono stati condannati a un massimo di 30 anni, tra altri cittadini, un giovane autistico di nome Dario Estrada e il professore universitario Robert Franco. Nella più totale impunità e senza il diritto di essere difesi.</p>



<p><br>A livello internazionale<br>Le organizzazioni Transparencia Electoral, Alianza por Venezuela e il Forum argentino per la difesa della democrazia (FADD) hanno chiesto venerdì alla società argentina ExClé, che ha fornito supporto tecnologico al Consiglio nazionale elettorale venezuelano (CNE) durante le elezioni del 28 luglio, di chiarire le accuse di un presunto hackeraggio che avrebbe influenzato il conteggio dei voti. Questo hacking è stato denunciato dal CNE dopo la chiusura dei seggi ed è stato citato come motivo del ritardo nella pubblicazione dei risultati. E’ già stato dimostrato che il hackeraggio non è mai esistito, tra l’altro confermato dall’organizzazione non governativa Carter Center, presente in Venezuela il giorno delle elezioni per il monitoraggio elettorale.</p>



<p>L&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite Volker Türk invita le autorità venezuelane a rilasciare immediatamente tutte le persone detenute arbitrariamente. Tutti hanno il diritto di protestare pacificamente e di esprimere le proprie opinioni liberamente e senza paura&#8221;, ha dichiarato la sua portavoce, Liz Throssell.<br>Il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha espresso grande preoccupazione per gli italiani che vivono in Venezuela e ha dichiarato: &#8220;Probabilmente ci vorranno settimane e mesi di intenso lavoro politico e diplomatico per ripristinare la legittimità democratica delle istituzioni venezuelane. Tuttavia, il nostro governo è al fianco del popolo venezuelano”. Nei giorni scorsi sono stati arrestati all’incirca 100 cittadini che hanno origine italiane o discendenti di italiani, tra cui quattro leader dell&#8217;opposizione italo-<br>venezuelana, Williams Dávila, il deputato Americo De Grazia, l’ex sindaco Enzo Scarano e la vice presidente dello Stato Aragua Rita Capriti, quest’ultima è stata prelevata alla forza nella notte e portata ad un carcere nelle vicinanze. Si hanno informazioni del deputato De Grazia che è stato sequestrato e portato al Helicoide, Il centro di tortura più grande di America Latina. La Farnesina è in allarme. Italia crea una task force per monitorare la crisi e attivare il controllo di salute dei sequestrati italiani.</p>



<p><br>Attenzione: il regime è sotto pressione internazionale, è molto nervoso, quasi isterico, nel senso stretto del termine. L&#8217;unico elemento a suo favore è la violenza atroce ed esacerbata e il mondo intero lo sa. C’è chi è a favore e amico del regime come Cuba, Russia, Cina, Turchia… c’è chi si mantiene neutro come Colombia, Brasile e Messico. Quasi tutto il mondo occidentale sa che in Venezuela c’è un bagno di sangue.<br>L’importante è che ormai tutti lo sanno, c’è chi tace e c’è chi parla, ma tutti lo sanno. Domanda: quale Stato può governare generando violenza e perseguitando i cittadini a tutte le ore?</p>
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		<title>Discorso integrale di Mattarella</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2023 11:33:08 +0000</pubDate>
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<p>Associazione Per i Diritti umani ringrazia di cuore il Presidente Sergio Mattarella. </p>



<p>&#8220;Un anno addietro, rivolgendomi a voi in questa occasione, definivo i sette anni precedenti come impegnativi e complessi. Lo è stato anche l’anno trascorso, così denso di eventi politici e istituzionali di rilievo. L’elezione del Presidente della Repubblica, con la scelta del Parlamento e dei delegati delle Regioni che, in modo per me inatteso, mi impegna per un secondo mandato. Lo scioglimento anticipato delle Camere e le elezioni politiche, tenutesi, per la prima volta, in autunno. Il chiaro risultato elettorale ha consentito la veloce nascita del nuovo governo, guidato, per la prima volta, da una donna. È questa una novità di grande significato sociale e culturale, che era da tempo matura nel nostro Paese, oggi divenuta realtà.</p>



<p>Nell’arco di pochi anni si sono alternate al governo pressoché tutte le forze politiche presenti in Parlamento, in diverse coalizioni parlamentari. Quanto avvenuto le ha poste, tutte, in tempi diversi, di fronte alla necessità di misurarsi con le difficoltà del governare. Riconoscere la complessità, esercitare la responsabilità delle scelte, confrontarsi con i limiti imposti da una realtà sempre più caratterizzata da fenomeni globali: dalla pandemia alla guerra, dalla crisi energetica a quella alimentare, dai cambiamenti climatici ai fenomeni migratori.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://images2.gazzettaobjects.it/methode_image/2023/01/01/Altri_Mondi/Foto_Altri_Mondi/0f9ea0a24fe36261c8deafabfcc2e6d3-0009_528x329.jpg?v=202301010826&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<p>La concretezza della realtà ha così convocato ciascuno alla responsabilità. Sollecita tutti ad applicarsi all’urgenza di problemi che attendono risposte. La nostra democrazia si è dimostrata dunque, ancora una volta, una democrazia matura, compiuta, anche per questa esperienza, da tutti acquisita, di rappresentare e governare un grande Paese. È questa consapevolezza, nel rispetto della dialettica tra maggioranza e opposizione, che induce a una comune visione del nostro sistema democratico, al rispetto di regole che non possono essere disattese, del ruolo di ciascuno nella vita politica della Repubblica. Questo corrisponde allo spirito della Costituzione. Domani, primo gennaio, sarà il settantacinquesimo anniversario della sua entrata in vigore. La Costituzione resta la nostra bussola, il suo rispetto il nostro primario dovere; anche il mio.</p>



<p>Siamo in attesa di accogliere il nuovo anno ma anche in queste ore il pensiero non riesce a distogliersi dalla guerra che sta insanguinando il nostro Continente. Il 2022 è stato l’anno della folle guerra scatenata dalla Federazione russa. La risposta dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente è stata un pieno sostegno al Paese aggredito e al popolo ucraino, il quale con coraggio sta difendendo la propria libertà e i propri diritti. Se questo è stato l’anno della guerra, dobbiamo concentrare gli sforzi affinché il 2023 sia l’anno della fine delle ostilità, del silenzio delle armi, del fermarsi di questa disumana scia di sangue, di morti, di sofferenze.</p>



<p>La pace è parte fondativa dell’identità europea e, fin dall’inizio del conflitto, l’Europa cerca spiragli per raggiungerla nella giustizia e nella libertà. Alla pace esorta costantemente Papa Francesco, cui rivolgo, con grande affetto, un saluto riconoscente, esprimendogli il sentito cordoglio dell’Italia per la morte del Papa emerito Benedetto XVI. Si prova profonda tristezza per le tante vite umane perdute e perché, ogni giorno, vengono distrutte case, ospedali, scuole, teatri, trasformando città e paesi in un cumulo di rovine. Vengono bruciate, per armamenti, immani quantità di risorse finanziarie che, se destinate alla fame nel mondo, alla lotta alle malattie o alla povertà, sarebbero di sollievo per l’umanità. Di questi ulteriori gravi danni, la responsabilità ricade interamente su chi ha aggredito e non su chi si difende o su chi lo aiuta a difendersi. Pensiamoci: se l’aggressione avesse successo, altre la seguirebbero, con altre guerre, dai confini imprevedibili.</p>



<p>Non ci rassegniamo a questo presente. Il futuro non può essere questo. La speranza di pace è fondata anche sul rifiuto di una visione che fa tornare indietro la storia, di un oscurantismo fuori dal tempo e dalla ragione. Si basa soprattutto sulla forza della libertà. Sulla volontà di affermare la civiltà dei diritti. Qualcosa che è radicato nel cuore delle donne e degli uomini. Ancor più forte nelle nuove generazioni. Lo testimoniano le giovani dell’Iran, con il loro coraggio. Le donne afghane che lottano per la loro libertà. Quei ragazzi russi, che sfidano la repressione per dire il loro no alla guerra.</p>



<p>Gli ultimi anni sono stati duri. Ciò che abbiamo vissuto ha provocato o ha aggravato tensioni sociali, fratture, povertà. Dal Covid &#8211; purtroppo non ancora sconfitto definitivamente – abbiamo tratto insegnamenti da non dimenticare. Abbiamo compreso che la scienza, le istituzioni civili, la solidarietà concreta sono risorse preziose di una comunità, e tanto più sono efficaci quanto più sono capaci di integrarsi, di sostenersi a vicenda. Quanto più producono fiducia e responsabilità nelle persone. Occorre operare affinché quel presidio insostituibile di unità del Paese rappresentato dal Servizio sanitario nazionale si rafforzi, ponendo sempre più al centro la persona e i suoi bisogni concreti, nel territorio in cui vive.</p>



<p>So bene quanti italiani affrontano questi mesi con grandi preoccupazioni. L’inflazione, i costi dell’energia, le difficoltà di tante famiglie e imprese, l’aumento della povertà e del bisogno. La carenza di lavoro sottrae diritti e dignità: ancora troppo alto è il prezzo che paghiamo alla disoccupazione e alla precarietà. Allarma soprattutto la condizione di tanti ragazzi in difficoltà. La povertà minorile, dall’inizio della crisi globale del 2008 a oggi, è quadruplicata. Le differenze legate a fattori sociali, economici, organizzativi, sanitari tra i diversi territori del nostro Paese – tra Nord e Meridione, per le isole minori, per le zone interne &#8211; creano ingiustizie, feriscono il diritto all’uguaglianza.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://images2.gazzettaobjects.it/methode_image/2023/01/01/Altri_Mondi/Foto_Altri_Mondi/d2e7dc2abbf72fa7ddcd1d8728cf3ab5-0010_528x329.jpg?v=202301010826&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<p>Ci guida ancora la Costituzione, laddove prescrive che la Repubblica deve rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che ledono i diritti delle persone, la loro piena realizzazione. Senza distinzioni. La Repubblica siamo tutti noi. Insieme. Lo Stato nelle sue articolazioni, le Regioni, i Comuni, le Province. Le istituzioni, il Governo, il Parlamento. Le donne e gli uomini che lavorano nella pubblica amministrazione. I corpi intermedi, le associazioni. La vitalità del terzo settore, la generosità del volontariato. La Repubblica – la nostra Patria – è costituita dalle donne e dagli uomini che si impegnano per le loro famiglie. La Repubblica è nel senso civico di chi paga le imposte perché questo serve a far funzionare l’Italia e quindi al bene comune.</p>



<p>La Repubblica è nel sacrificio di chi, indossando una divisa, rischia per garantire la sicurezza di tutti. In Italia come in tante missioni internazionali. La Repubblica è nella fatica di chi lavora e nell’ansia di chi cerca il lavoro. Nell’impegno di chi studia. Nello spirito di solidarietà di chi si cura del prossimo. Nell’iniziativa di chi fa impresa e crea occupazione. Rimuovere gli ostacoli è un impegno da condividere, che richiede unità di intenti, coesione, forza morale. È grazie a tutto questo che l’Italia ha resistito e ha ottenuto risultati che inducono alla fiducia.</p>



<p>La nostra capacità di reagire alla crisi generata dalla pandemia è dimostrata dall’importante crescita economica che si è avuta nel 2021 e nel 2022. Le nostre imprese, a ogni livello, sono state in grado, appena possibile, di ripartire con slancio: hanno avuto la forza di reagire e, spesso, di rinnovarsi. Le esportazioni dei nostri prodotti hanno tenuto e sono anzi aumentate. L’Italia è tornata in brevissimo tempo a essere meta di migliaia di persone da ogni parte del mondo. La bellezza dei nostri luoghi e della nostra natura ha ripreso a esercitare una formidabile capacità attrattiva.</p>



<p>Dunque ci sono ragioni concrete che nutrono la nostra speranza ma è necessario uno sguardo d’orizzonte, una visione del futuro. Pensiamo alle nuove tecnologie, ai risultati straordinari della ricerca scientifica, della medicina, alle nuove frontiere dello spazio, alle esplorazioni sottomarine. Scenari impensabili fino a pochi anni fa e ora davanti a noi. Sfide globali, sempre. Perché è la modernità, con il suo continuo cambiamento, a essere globale. Ed è in questo scenario, per larghi verso inedito, che misuriamo il valore e l’attualità delle nostre scelte strategiche: l’Europa, la scelta occidentale, le nostre alleanze. La nostra primaria responsabilità nell’area che definiamo Mediterraneo allargato. Il nostro rapporto privilegiato con l’Africa. Dobbiamo stare dentro il nostro tempo, non in quello passato, con intelligenza e passione. Per farlo dobbiamo cambiare lo sguardo con cui interpretiamo la realtà.</p>



<p>Dobbiamo imparare a leggere il presente con gli occhi di domani. Pensare di rigettare il cambiamento, di rinunciare alla modernità non è soltanto un errore: è anche un’illusione. Il cambiamento va guidato, l’innovazione va interpretata per migliorare la nostra condizione di vita, ma non può essere rimossa. La sfida, piuttosto, è progettare il domani con coraggio. Mettere al sicuro il pianeta, e quindi il nostro futuro, il futuro dell’umanità, significa affrontare anzitutto con concretezza la questione della transizione energetica. L’energia è ciò che permette alle nostre società di vivere e progredire. Il complesso lavoro che occorre per passare dalle fonti tradizionali, inquinanti e dannose per salute e ambiente, alle energie rinnovabili, rappresenta la nuova frontiera dei nostri sistemi economici. Non è un caso se su questi temi, e in particolare per l’affermazione di una nuova cultura ecologista, registriamo la mobilitazione e la partecipazione da parte di tanti giovani.</p>



<p>L’altro cambiamento che stiamo vivendo, e di cui probabilmente fatichiamo tuttora a comprendere la portata, riguarda la trasformazione digitale. L’uso delle tecnologie digitali ha già modificato le nostre vite, le nostre abitudini e probabilmente i modi di pensare e vivere le relazioni interpersonali. Le nuove generazioni vivono già pienamente questa nuova dimensione. La quantità e la qualità dei dati, la loro velocità possono essere elementi posti al servizio della crescita delle persone e delle comunità. Possono consentire di superare arretratezze e divari, semplificare la vita dei cittadini e modernizzare la nostra società. Occorre compiere scelte adeguate, promuovendo una cultura digitale che garantisca le libertà dei cittadini.</p>



<p>Il terzo grande investimento sul futuro è quello sulla scuola, l’università, la ricerca scientifica. È lì che prepariamo i protagonisti del mondo di domani. Lì che formiamo le ragazze e i ragazzi che dovranno misurarsi con la complessità di quei fenomeni globali che richiederanno competenze adeguate, che oggi non sempre riusciamo a garantire. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza spinge l’Italia verso questi traguardi. Non possiamo permetterci di perdere questa occasione. Lo dobbiamo ai nostri giovani e al loro futuro.</p>



<p>Parlando dei giovani vorrei – per un momento — rivolgermi direttamente a loro: siamo tutti colpiti dalla tragedia dei tanti morti sulle strade. Troppi ragazzi perdono la vita di notte per incidenti d’auto, a causa della velocità, della leggerezza, del consumo di alcol o di stupefacenti. Quando guidate avete nelle vostre mani la vostra vita e quella degli altri. Non distruggetela per un momento di imprudenza. Non cancellate il vostro futuro. Care concittadine e cari concittadini, guardiamo al domani con uno sguardo nuovo. Guardiamo al domani con gli occhi dei giovani. Guardiamo i loro volti, raccogliamo le loro speranza. Facciamole nostre. Facciamo sì che il futuro delle giovani generazioni non sia soltanto quel che resta del presente ma sia il frutto di un esercizio di coscienza da parte nostra. Sfuggendo la pretesa di scegliere per loro, di condizionarne il percorso. La Repubblica vive della partecipazione di tutti. È questo il senso della libertà garantita dalla nostra democrazia. È anzitutto questa la ragione per cui abbiamo fiducia. Auguri!&#8221;</p>
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		<title>DiverCityinsieme: una festa per l&#8217;inclusione sociale</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2022 09:13:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>DIVERCITYINSIEME !!! Un nuovo evento in presenza organizzato da Associazione Per i Diritti umani (www.peridirittiumani.com). con il patrocinio di Agedo, del Comune di Milano e del Municipio 5 di Milano. Molte attività ludico-creative, incontri&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/DiverciTynsieme.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/DiverciTynsieme-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16209" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/DiverciTynsieme-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/DiverciTynsieme-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/DiverciTynsieme-768x1086.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/DiverciTynsieme-1086x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/DiverciTynsieme.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1131w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>



<p>DIVERCITYINSIEME !!! Un nuovo evento in presenza organizzato da Associazione Per i Diritti umani (<a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.peridirittiumani.com%2F%3Ffbclid%3DIwAR31eRMAAikAZ_1w0ZL39YCVN36xoqqUesOFseJHhb77-g9LcKAKDT4uIts&amp;h=AT3j00MytOkJNnOK6ToBnQdaU4LnUVAgvu1KkPXxfBpEZn--J-PH6cZ1ubQfoPbQEUmQ41LGr7--iCp_JkYfn7XMeJbTixHcRciwj2V7FS3nN6iK7jF6d_sbH-5plOAqYA&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT3STg1213CtvJXW4bqiC2_zhpSewmcfr5JRc074nBnn1ir35zn4IvGq8Fyr3sPrRC49w-zbS3oihFLCJ8HIfNk7Jf8Q4e2amHSvRwmP48UoGeVUV8ox745FIXz1QU2dXCSu96dorJi964oYEnr4i_hKEvft7VHQLLgeAMScD-zamGOE&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">www.peridirittiumani.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>). con il patrocinio di Agedo, del Comune di Milano e del Municipio 5 di Milano. </p>



<p>Molte attività ludico-creative, incontri interessanti, amicizie nuove e confronti. </p>



<p>Associazione Per i Diritti umani ringrazia di cuore Martina Foglia e Filippo Cinquemani per l&#8217;organizzazione e coloro che ci aiutano e ci sosterranno. </p>



<p>DOMENICA 10 APRILE a partire dalle ore 14 attività, musica e incontri per l&#8217;INCLUSIONE SOCIALE</p>



<p>Presso: Biblioteca chiesa rossa (MM2 Abbiategrasso, Milano)</p>



<p>Vi chiediamo un piccolo sostegno per questo evento e per i prossimi.</p>



<p>Venite a conoscerci e/o aiutateci!!! DAI!!! Con un immenso Grazie per chi vorrà donare e sostenere il nostro lavoro!!!Potete donare su: gofundme (Associazione Per i diritti umani). La piattaforma è supersicura, ve lo possiamo garantire. </p>



<p>Oppure al seguente IBAN: IT86 K030 6909 6061 0000 0074 882</p>
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		<title>&#8220;Dialogo con gli studenti&#8221;. Alice</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2020 06:34:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per il progetto a cura di Jorida Dervishi, &#8220;Dialogo con gli studenti&#8221;, oggi vi presentiamo Alice. Per conoscere la gioventù di oggi, per capire quali sono le aspettative delle ragazze e dei ragazzi, per&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/cda1be44-6375-4b7a-89ed-45647d1cc007-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14721" width="248" height="331" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/cda1be44-6375-4b7a-89ed-45647d1cc007-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/cda1be44-6375-4b7a-89ed-45647d1cc007-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/cda1be44-6375-4b7a-89ed-45647d1cc007.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1062w" sizes="(max-width: 248px) 100vw, 248px" /></figure>



<p>Per il progetto a cura di Jorida Dervishi, &#8220;Dialogo con gli studenti&#8221;, oggi vi presentiamo Alice.</p>



<p>Per conoscere la gioventù di oggi, per capire quali sono le aspettative delle ragazze e dei ragazzi, per sapere come vedono il Futuro e cosa pensano del Presente. </p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/IMG_7862.mov?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>


<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/10/21/dialogo-con-gli-studenti-alice/">&#8220;Dialogo con gli studenti&#8221;. Alice</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>Razzismo. Aodi: &#8220;Aumentano le aggressioni contro medici stranieri&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2019 07:59:54 +0000</pubDate>
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<h1></h1>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="600" height="315" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/2154_aodi.jpg_1575881923.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13355" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/2154_aodi.jpg_1575881923.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/2154_aodi.jpg_1575881923-300x158.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p>Il dipartimento della gioventù e seconda generazione dell&#8217;Associazioni medici di origine straniera in Italia (Amsi), che rappresenta i professionisti della sanità giovani di origine straniera, di cui circa 5000 medici under 35, si rivolge al Ministro della Salute&nbsp;<strong>Roberto Speranza</strong>&nbsp;ringraziandolo per l&#8217;impegno a favore di tutti i professioni della sanità in Italia, per l&#8217;aumento delle borse di specializzazione, il miglioramento del trattamento economico dei medici per combattere lo sfruttamento e il sotto pagamento&nbsp; impedendo cosi la loro fuga all&#8217;estero.</p>



<p>Sono tutte problematiche già sollevate e denunciate dall&#8217;Amsi nei vari convegni e nell&#8217;ultimo congresso del 30.11 oltre che negli incontri istituzionali avuti negli ultimi 5 anni nelle statistiche Amsi in collaborazione con il movimento internazionale&nbsp;<strong>Uniti per Unire</strong>&nbsp;e dell&#8217;Unione Medica Euro Mediterranea (<strong>UMEM</strong>).</p>



<p><em>&#8220;I nostri medici e professionisti giovani, nella loro riunione del dipartimento gioventù, hanno espresso da una parte molta soddisfazione per gli sforzi che sta affrontando il <strong>Ministero della Salute</strong> con il Ministro Roberto Speranza, il vice ministro <strong>Pierpaolo Sileri</strong> e la Sottosegretaria <strong>Sandra Zampa</strong> per le varie problematiche della sanità di oggi (carenza medici, fuga dei cervelli, trattamento economico, borse di specializzazione e le aggressioni nei confronti dei professionisti della sanità), ma non nascondono il loro rammarico per non aver trovato ad oggi né proposte né soluzioni riguardo l&#8217;obbligo della cittadinanza per poter sostenere i concorsi pubblici per i medici stranieri e affrontare le discriminazioni e <strong>aggressioni razziste</strong> nei confronti del medici e professionisti stranieri che sono in aumento negli ultimi 3 anni del 35%, con più di 300 segnalazioni nel 2019 all&#8217;Amsi da tutte le regioni (in particolare, Veneto, Lombardia e Trentino), come chiede la nostra associazione a livello nazionale in un momento di grande carenza di specialisti e circa 4000 medici lasciano l&#8217;Italia ogni anno per una meta migliore dal punto di vista economico, per la ricerca, attività scientifica e per le condizioni burocratiche che tante volte soffocano l&#8217;attività professionale e la serenità degli stessi medici italiani e di origine straniera. Questi ultimi hanno in più problematiche da affrontare: il permesso di soggiorno, certificazione di lingua italiana C1 come costo e tempi per produrla come è successo quest&#8217;anno con 1000 medici giovani stranieri per accedere ai concorsi di specializzazione&#8221;</em>, così dichiara il presidente dell&#8217;Amsi e Membro del Gruppo Salute Globale Fnomceo <strong>Foad Aodi</strong>.</p>
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		<title>Migrantour, Bologna</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2018 07:43:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>MIGRANTOUR: un&#8217;iniziativa interessantissima che vede le comunità straniere accompagnare gruppi di persone nei luoghi della loro quotidianità. Percorsi tra Arte, Storia, Religione&#8230;e Vita. Un&#8217;idea utile per l&#8217;inclusione e lo scambio tra italiani, italiani di&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/logoMigrantour.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10620" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/logoMigrantour.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="383" height="134" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/logoMigrantour.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 383w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/logoMigrantour-300x105.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 383px) 100vw, 383px" /></a></p>
<p>MIGRANTOUR: un&#8217;iniziativa interessantissima che vede le comunità straniere accompagnare gruppi di persone nei luoghi della loro quotidianità. Percorsi tra Arte, Storia, Religione&#8230;e Vita.</p>
<p>Un&#8217;idea utile per l&#8217;inclusione e lo scambio tra italiani, italiani di seconda generazione, cittadini immigrati.</p>
<p>Le ragazze e i ragazzi di MIGRANTOUR (accompagnatori multiculturali e preparatissimi) organizzano passeggiate in varie città: Milano, Firenze, Bologna, Torino, etc&#8230;che si possono prenotare sul sito <span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><a href="http://www.mygrantour.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.mygrantour.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span></span></p>
<p><i><b>Associazione per i Diritti umani</b></i> ha partecipato, lo scorso 21 aprile, al Migrantour di Bologna e ringrazia tantissimo Alì, Filomena, il simpaticissimo Presidente e i rappresentanti delle comunità che ci hanno accolto, in questo persorso, nei luoghi di culto e ci hanno dato molte informazioni interessanti che non vi sveliamo perchè vi consigliamo vivamente di partecipare alle passeggiate di persona!</p>
<p>Vi possiamo solo dire che abbiamo visitato: un luogo di preghiera islamica, una Chiesa cattolica (che accoglie la comunità peruviana e altre latinoamericane), un tempio valdese e abbiamo avuto l&#8217;occasione di ascoltare le parole di una ragazza di religione Baha&#8217;i (di cui abbiamo parlato più volte su questo sito).</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_143243.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10621" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_143243.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4160" height="2336" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_143243.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_143243-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_143243-768x431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_143243-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4160px) 100vw, 4160px" /></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_150421.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-10622" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_150421.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_150421.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_150421-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_150421-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_150421-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_151601.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10623" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_151601.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_151601.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_151601-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_151601-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_151601-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_151746.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10624" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_151746.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_151746.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_151746-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_151746-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_151746-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_161952.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10625" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_161952.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_161952.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_161952-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_161952-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_161952-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_162332.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10627" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_162332.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4160" height="2336" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_162332.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_162332-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_162332-768x431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_162332-1024x575.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4160px) 100vw, 4160px" /></a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_155022.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10628" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_155022.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_155022.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_155022-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_155022-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_155022-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_155125.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10629" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_155125.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_155125.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_155125-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_155125-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_155125-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_141616.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-9" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10630" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_141616.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2336" height="4160" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_141616.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2336w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_141616-168x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 168w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_141616-768x1368.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_20180421_141616-575x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 575w" sizes="(max-width: 2336px) 100vw, 2336px" /></a></p>
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		<title>Lettera aperta ai parlamentari italiani ed europei. &#8220;La verità va gridata dai tetti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 16:15:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI ITALIANI ED EUROPEI «LA VERITA’ VA GRIDATA DAI TETTI». UNO STESSO FILO LEGA LE MORTI IN MARE DELL’11 OTTOBRE 2013 E QUELLE DEL 6 NOVEMBRE 2017: UNA POLITICA DI&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/135505-ld.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9832" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/135505-ld.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="320" height="213" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/135505-ld.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/135505-ld-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI ITALIANI ED EUROPEI</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;"><b>«</b></span><b>LA VERITA’ VA GRIDATA DAI TETTI</b><span style="font-family: Cambria, serif;"><b>».</b></span></p>
<p><b>UNO STESSO FILO LEGA </b><b>LE MORTI IN MARE DELL’11 OTTOBRE 2013 E QUELLE DEL 6 NOVEMBRE 2017: UNA POLITICA DI RESPINGIMENTO AFFIDATA ALL’ITALIA. CHIEDIAMO AI NOSTRI RAPPRESENTANTI DI AUDIRE I TESTIMONI DI QUELLE STRAGI E DI METTERE FINE ALLA SCELTA DISUMANA DEI RESPINGIMENTI IN LIBIA.</b></p>
<p>Gentili Membri del Parlamento europeo e della Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni,</p>
<p>siamo associazioni, Ong, attivisti della società civile italiana ed europea che si rivolgono a voi in quanto rappresentanti della sola istituzione democratica dell&#8217;UE – il Parlamento – deputato a rappresentare i cittadini.</p>
<p>Gentili Onorevoli del Parlamento italiano,</p>
<p>siamo associazioni, Ong, singoli attivisti della società civile italiana ed europea che si rivolgono a voi perché assumiate la responsabilità che vi compete su decisioni gravide di conseguenze per il diritto internazionale e la democrazia, assunte a livello governativo in assenza di confronto e votazione nella sola sede istituzionale che rappresenta i cittadini.</p>
<p><b>CHIEDIAMO</b> che l’attivista italiano testimone del comportamento criminale tenuto lo scorso 6 novembre dalla guardia costiera libica – finanziata con fondi UE gestiti dall&#8217;Italia e addestrata da personale dell&#8217;UE – sia audito con urgenza dal Parlamento italiano e dal Parlamento europeo riunito in sessione plenaria, o dalla sua competente Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni.</p>
<p>Cinque profughi sono annegati, tra questi un bambino di quattro anni, e almeno altri trentacinque risultano dispersi. Il materiale video pubblicato dalla Ong tedesca Sea-Watch<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote1sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote1anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">i</span></sup></a> mostra con chiarezza che la Guardia costiera libica, lungi dall’aver condotto un’operazione di <i>search and rescue</i>, ha agito in modo aggressivo e scoordinato per riportare i profughi in Libia, impedendo alla Ong e alle unità italiane e francesi presenti sulla scena del naufragio di procedere nelle operazioni di soccorso, già coordinate dal MRCC di Roma.</p>
<p>L’attivista Gennaro Giudetti ha affermato che la motovedetta libica «ha agganciato il gommone dei migranti, in quel momento bucato e quindi con decine di persone in mare, alcuni con il salvagente, molti altri senza nulla. […] Abbiamo dovuto farci largo tra persone che erano già annegate, per riuscire a raggiungere quelli che invece erano ancora in vita, per recuperarli. La situazione era abominevole: abbiamo tirato a bordo i superstiti con le braccia».<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote2sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote2anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">ii</span></sup></a></p>
<p>I quarantasette migranti recuperati in mare dall’equipaggio libico sono stati ammassati sul ponte e frustati per impedir loro di tuffarsi in mare e raggiungere i familiari a bordo dei gommoni della Sea-Watch3, che aveva intanto salvato cinquantanove persone. La motovedetta si è poi allontanata a tutta velocità, incurante del fatto che un naufrago fosse aggrappato a una cima sporgente da una paratia. La guardia costiera libica non si è fermata al disperato e ripetuto avvertimento dell’elicottero della Marina militare italiana, distintamente udibile sulle frequenze radio registrate dalla Sea-Watch 3.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote3sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote3anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">iii</span></sup></a></p>
<p><b>«</b>È stato terribile, abbiamo visto l&#8217;uomo gridare verso la moglie e poi buttarsi in acqua<span style="font-family: Cambria, serif;">»</span>, ha detto Giudetti, <span style="font-family: Cambria, serif;">«</span>si è aggrappato alla cima che i libici usavano per far salire a bordo i naufraghi, ma a quel punto la motovedetta ha fatto un balzo in avanti trascinandolo via e non siamo riusciti a salvarlo. I libici sono stati violenti e incauti, picchiavano i migranti con funi e mazze e – per incredibile che possa sembrare – ci tiravano patate contro, per renderci più difficili i soccorsi».<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote4sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote4anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">iv</span></sup></a></p>
<h2 class="western"><strong><span style="color: #00000a;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Un comportamento criminale, che viola le leggi internazionali e la legge del mare, rispondente alla volontà dei governi italiani e dell’Unione europea di bloccare l’arrivo dei profughi delegando alla Libia quella che altrimenti sarebbe una palese prassi di</span></span></span><span style="color: #00000a;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"><i> refoulement</i></span></span></span><span style="color: #00000a;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">, proibita dalla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo.</span></span></span></strong></h2>
<p><b>CHIEDIAMO</b> che il governo italiano sia chiamato a rendere conto davanti al Parlamento europeo circa l’accordo stretto tra Italia e Tripoli lo scorso 2 febbraio,<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote5sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote5anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">v</span></sup></a> alla luce del decreto con cui il ministero degli Esteri italiano ha conferito 2,5 milioni di euro al ministero dell&#8217;Interno per la rimessa in efficienza di quattro motovedette da consegnare alle autorità libiche. Tali fondi provengono dallo stanziamento di 200 milioni effettuato dal Parlamento italiano per il Fondo Africa destinato alla cooperazione,<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote6sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote6anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">vi</span></sup></a> motivo per cui l’Associazione Studi Giuridici per l’Immigrazione (ASGI) ha notificato un ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio contro il Ministero degli affari Esteri e del Ministero dell’interno.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote7sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote7anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">vii</span></sup></a></p>
<p>Siamo preoccupati dal fatto che non vi sia alcun controllo sul reale utilizzo dei fondi UE in Libia. Questa preoccupazione sembra confermata dalla risposta data dalla Commissione europea all’interrogazione scritta presentata lo scorso 5 settembre da ventuno parlamentari europei con riferimento alla denuncia dell&#8217;Associated Press, secondo cui i fondi versati dall’Italia al governo di Tripoli finirebbero alle milizie coinvolte nel traffico di esseri umani. I deputati chiedevano quali garanzie vi fossero che «il considerevole sostegno al governo libico, anche attraverso il Fondo fiduciario di emergenza per l&#8217;Africa e con un progetto con una dotazione finanziaria pari a 46 milioni di euro», non finisse nelle mani dei trafficanti di uomini.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote8sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote8anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">viii</span></sup></a></p>
<p>La risposta della Commissione è un groviglio di frasi ipotetiche che trovano sintesi in un paradosso: non ci sono controlli, ma se dai controlli dovesse risultare qualcosa, allora i programmi dell’UE verrebbero sospesi.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote9sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote9anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">ix</span></sup></a></p>
<p><b>CHIEDIAMO </b>al governo italiano, come cittadini dell’Unione, una risposta all’altezza della gravità dei fatti – quella che non ha avuto nemmeno il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, quando lo scorso 28 settembre ha chiesto chiarimenti in merito alla natura dell’accordo con la Libia e ai respingimenti di cui esso è causa.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote10sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote10anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">x</span></sup></a> La risposta del ministro dell’Interno Marco Minniti, infatti, è stata che non è l’Italia a respingere le persone, ma la Libia.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote11sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote11anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xi</span></sup></a> Una risposta «sostanzialmente vuota e certamente irrispettosa a fronte della conoscenza delle reali politiche di delega, aiuto e supporto dell’Italia alla Libia ed al contemporaneo ostacolo posto alle attività di ricerca e salvataggio in mare da parte delle Ong operanti nel Mediterraneo centrale».<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote12sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote12anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xii</span></sup></a></p>
<p>Il governo italiano e quello dell’Unione non possono non conoscere il rapporto del gruppo di esperti sulla Libia del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSMIL), che già un anno fa elencava «esecuzioni, torture, deprivazione di cibo, acqua e servizi igienici», e dichiarava che «i trafficanti di esseri umani, il Dipartimento di contrasto all’immigrazione illegale libico e le guardia costiera libica sono direttamente coinvolti nelle violazioni dei diritti umani».</p>
<p>Secondo l’UNSMIL, «le intercettazioni di imbarcazioni di migranti da parte della guardia costiera libica hanno implicato azioni che possono costituire omicidi arbitrari».<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote13sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote13anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xiii</span></sup></a></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>CHIEDIAMO</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"> ai nostri rappresentanti nelle istituzioni italiane ed europee di valutare, alla luce dell’autorevole serie di denunce della gravità della situazione in Libia,</span></span><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote14sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote14anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xiv</span></sup></a><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"> le affermazioni fatte da rappresentanti del governo italiano e della Commissione europea sulla bontà dell’accordo con la Libia e il suo finanziamento.</span></span><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote15sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote15anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xv</span></sup></a></span></span></p>
<p><b>CHIEDIAMO</b> ai nostri rappresentanti nelle istituzioni italiane ed europee di agire per ottenere verità e giustizia sul filo rosso che lega le morti in mare dell’11 ottobre 2013 a quelle del 6 novembre 2017. Uno stesso accordo di respingimento continua a uccidere, oltre ai profughi nel Mar Mediterraneo, la democrazia nei nostri Parlamenti. Questo accordo – interrotto solo dall’operazione Mare nostrum e, alla sua dismissione, dall’entrata in azione delle Ong nelle operazioni di ricerca e soccorso – mostra ora in piena luce il suo volto criminale.</p>
<p>Per questo riteniamo un atto politico e umano non rinviabile l’ascolto della testimonianza del “naufragio dei bambini” dell’11 ottobre 2013 – portata da chi ha ricostruito l’infamante vicenda, il giornalista Fabrizio Gatti, e, se opportuno, i legali dei medici siriani che hanno perso i figli nel naufragio<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote16sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote16anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xvi</span></sup></a> – e l’ascolto della testimonianza dell’eccidio del 6 novembre 2017, portata dall’attivista per i diritti umani Gennaro Giudetti. Come lui, siamo convinti che la verità vada <span style="font-family: Cambria, serif;">«</span>gridata dai tetti<span style="font-family: Cambria, serif;">», perché non ci sommerga.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per le vostre adesioni su Change.org: <a href="https://www.change.org/p/naufragio-del-6-novembre-il-parlamento-ascolti-il-testimone-gennaro-giudetti-sui-crimini-della-libia?utm_source=rss&utm_medium=rss"> https://www.change.org/p/naufragio-del-6-novembre-il-parlamento-ascolti-il-testimone-gennaro-giudetti-sui-crimini-della-libia?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p align="RIGHT">28 novembre 2017</p>
<p>Osservatorio Carta di Milano &#8211; La solidarietà non è reato</p>
<p>ADIF &#8211; Associazione Diritti e Frontiere</p>
<p>Associazione per i Diritti Umani</p>
<p>ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione</p>
<p>ARCI</p>
<p>Associazione Costituzione Beni Comuni</p>
<p>Associazione K-Alma</p>
<p>Baobab Experience</p>
<p>Campagna LasciateCIEntrare</p>
<p>COSPE Onlus</p>
<p>Ex Opg &#8211; Je so&#8217; pazzo</p>
<p>Fondazione Casa della carità di Milano “Mario Abriani”</p>
<p>Hayat Onlus</p>
<p>Lunaria</p>
<p>Terre des Hommes Italia</p>
<p>ActionAid</p>
<p>Scuola di pace di Napoli</p>
<p>Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC</p>
<p>Vittorio Agnoletto, medico</p>
<p>Mario Agostinelli, Energia Felice</p>
<p>Alessandra Ballerini, avvocato</p>
<p>Diego Bianchi, conduttore televisivo, attore e regista</p>
<p>Daniele Biella, giornalista e scrittore</p>
<p>Stefano Bleggi, Progetto Melting Pot Europa</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;">Tony Bunyan, Statewatch</span></p>
<p>Paolo Cacciari, giornalista e scrittore</p>
<p>Enrico Calamai, ex console italiano a Buenos Aires</p>
<p>Annalisa Camilli, giornalista</p>
<p>Eleonora Camilli, giornalista</p>
<p>Cosimo Caridi, giornalista</p>
<p>Valerio Cataldi, giornalista</p>
<p>Francesca Chiavacci, presidente nazionale ARCI</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;">Laura Cima, scrittrice ecofemminista, Prima le persone</span></p>
<p>Don Luigi Ciotti, fondatore Associazione Gruppo Abele, presidente Associazione Libera</p>
<p>Marta Cosentino, giornalista</p>
<p>Andrea Costa, Baobab Experience Roma</p>
<p>Stefano Corradino, giornalista, direttore Articolo21</p>
<p>Raffaele Crocco, direttore Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo</p>
<p><a name="_GoBack"></a> Chiara Cuttitta, facoltà di giurisprudenza Università degli Studi di Milano</p>
<p>Paolo Cuttitta, docente di diritto della migrazione Vrije Universiteit Amsterdam</p>
<p>Stefania Dall’Oglio, esperta in diritti umani e diritto dell’immigrazione, docente master in Peace Studies Università di Roma Tre</p>
<p>Adele Del Guercio, Università degli Studi di Napoli L’Orientale</p>
<p>Cristiana Dell’Anna, attrice</p>
<p>Don Vitaliano Della Sala, parroco Mercogliano, Avellino</p>
<p>Erri De Luca, scrittore</p>
<p>Pino De Lucia Lumeno, responsabile immigrazione Legacoop Calabria</p>
<p>Giuseppe De Marzo, responsabile nazionale Libera per le Politiche sociali</p>
<p>Laura Di Lucia Coletti, presidente Associazione L’Altra Europa Laboratorio Venezia</p>
<p>Emilio Drudi, giornalista</p>
<p>Anna Falcone, avvocato</p>
<p>Luca Fazio, giornalista</p>
<p>Ciro Ferrara, calciatore</p>
<p>Vincenzo Ferrara, presidente Fondazione Cannavaro-Ferrara</p>
<p>Francesca Fornario, giornalista e scrittrice</p>
<p>Stefano Galieni, responsabile migrazione PRC</p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Riccardo Gatti, capomissione Proactiva Open Arms</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Beppe Giulietti, giornalista</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Patrizio Gonnella, presidente Antigone e Cild</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Maurizio Gressi, </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">segretario Presidente delegazione parlamentare italiana</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">presso </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Iniziativa Centro Europea (</span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">InCE) al Senato</span></span></span></span></p>
<p>Gabriella Guido, portavoce Campagna LasciateCIEntrare</p>
<p>Ben Hayes, Transnational institute</p>
<p>Charles Heller, Research Fellow al Centre for Research Architecture, Goldsmiths, University of London. Co-fondatore Forensic Oceanography e WatchTheMed</p>
<p>Francesca Lacaita, insegnante, DiEM25 Milano</p>
<p>Gad Lerner, giornalista</p>
<p>Antonella Leto, Forum siciliano dei movimenti per l&#8217;Acqua ed i Beni Comuni</p>
<p>Corallina Lopez Curti, ricercatrice</p>
<p>Yasha Maccanico, ricercatore e giornalista, Statewatch, University of Bristol</p>
<p>Anna Maffei, Pastora Chiesa Battista di Milano</p>
<p>Corrado Maffia, presidente Scuola di Pace di Napoli</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;">Antonello Mangano, Terre libere</span></p>
<p>Francesca Mannocchi, giornalista</p>
<p>Lorenzo Marsili, direttore European Alternatives, coordinatore DiEM25</p>
<p>Maruego, rapper</p>
<p>Antonio Mazzeo, giornalista</p>
<p><span lang="en-US">Susi Meret, Associate Professor, Institute of Culture and Global Studies, Aalborg University, Denmark</span></p>
<p>Filippo Miraglia, presidente ARCS e vice presidente ARCI</p>
<p>Emilio Molinari, Comitato italiano per un Contratto mondiale sull&#8217;acqua</p>
<p>Tomaso Montanari, presidente Libertà e Giustizia</p>
<p>Flore Murard-Yovanovitch, giornalista</p>
<p>Grazia Naletto, presidente Lunaria</p>
<p>Moni Ovadia, attore, regista e scrittore</p>
<p>Ernesto Pagano, scrittore</p>
<p>Salvatore Palidda, professore Università di Genova</p>
<p>Simon Parker, docente di Scienze Politiche, Università di York</p>
<p>Chiara Parolin, avvocato</p>
<p>Stefano Pasta, giornalista, Sant’Egidio</p>
<p>Steve Peers, professore School of Law University of Essex</p>
<p>Riccardo Petrella, economista politico</p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Lorenzo Pezzani, ricercatore al Centre for Research Architecture, Goldsmiths, University of London. Cofondatore </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Forensic Oceanoghraphy</i></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>WatchTheMed</i></span></span></span></span></p>
<p>Francesco Piccinini, direttore Fanpage.it</p>
<p>Paola Pietrandrea, coordinatrice DiEM25</p>
<p>Gaetano Placido, giornalista</p>
<p>Nancy Porsia, giornalista</p>
<p>Sara Prestianni, responsabile migrazione Sinistra Italiana</p>
<p>Roberta Radich, Coordinamento No Triv</p>
<p>Paola Regina, avvocato</p>
<p>Annamaria Rivera, antropologa, attivista e studiosa antirazzista</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;">Antonia Romano, consigliera comunale Trento</span></p>
<p>Silvia Rossetti, editor</p>
<p>Fabio Sanfilippo, giornalista</p>
<p>Roberto Saviano, scrittore</p>
<p>Nello Scavo, giornalista</p>
<p>Ilaria Sesana, giornalista</p>
<p>Mario Sommella, ex operaio, presidente Associazione Prima Le Persone</p>
<p>Barbara Spinelli, avvocato, Giuristi Democratici</p>
<p>Silvia Stilli, portavoce AOI (Associazione delle Organizzazioni Italiane di cooperazione e solidarietà internazionale)</p>
<p>Massimo Torelli, L’Altra Europa con Tsipras</p>
<p>Fulvio Vassallo Paleologo, presidente ADIF</p>
<p>Valeria Verdolini, ricercatrice</p>
<p>Guido Viale, sociologo</p>
<p>Giacomo Zandonini, giornalista</p>
<p>Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano</p>
<p>Padre Mussie Zerai, presidente Agenzia Habeshia</p>
<div id="sdendnote1">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote1anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote1sym">i</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> <a href="https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&amp;v=_phI-f_yFXQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&amp;v=_phI-f_yFXQ&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote2">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote2anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote2sym">ii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="font-size: small;"><a href="http://www.vita.it/it/article/2017/11/07/ministro-minniti-mi-incontri-le-racconto-lorrore/145020/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.vita.it/it/article/2017/11/07/ministro-minniti-mi-incontri-le-racconto-lorrore/145020/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote3">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote3anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote3sym">iii</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup><span style="font-family: Cambria, serif;"> Trascrizione della </span><span style="font-family: Cambria, serif;">registrazione:</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">00:01:13 </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Libyan coastguard, this is Italian Navy helicopter, people are jumping in the water. Stop your engine and please cooperate with Sea-Watch. Please, cooperate with Sea-Watch!</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">00:01:33 [&#8230;] </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>This is Italian Navy helicopter, channel 16, we want you to stop now, NOW, NOW! Lybian coastguard, lybian coastguard, you have one person on the right side, please stop your engine! Stop your engine!</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">00:02:03 </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Stop your engine now! Stop your engine! You have [&#8230;] on right side, please, stop!</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">00:02:17 </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Stop! Stop! Stop! Stop your engine, stop your engine now. Stop your engine now, please!</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=p4LU5-NoHVw&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0"><span style="font-family: Cambria, serif;">https://www.youtube.com/watch?v=p4LU5-NoHVw&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><span style="font-family: Cambria, serif;">.</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote4">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote4anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote4sym">iv</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/07/news/migranti_almeno_30_dispersi_nell_ultimo_naufragio-180480763/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-size: small;">http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/07/news/migranti_almeno_30_dispersi_nell_ultimo_naufragio-180480763/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><span style="font-size: small;"><b>.</b></span></p>
</div>
<div id="sdendnote5">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote5anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote5sym">v</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/02/news/migranti_accordo_italia-libia_ecco_cosa_contiene_in_memorandum-157464439/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/02/news/migranti_accordo_italialibia_ecco_cosa_contiene_in_memorandum-157464439/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote6">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote6anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote6sym">vi</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup> <span style="font-family: Cambria, serif;"><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote7">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote7anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote7sym">vii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> L’avvocato Giulia Crescini spiega: «Abbiamo chiesto un accesso agli atti e abbiamo visto che uno dei decreti del ministero parla di 2,5 milioni di euro per il trasporto e la sistemazione delle motovedette, soldi che rientrano quindi nel  finanziamento dell’apparato militare libico». <a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-italia-ricorso-fondi-cooperazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-italia-ricorso-fondi-cooperazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote8">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote8anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote8sym">viii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> Interrogazione di Elly Schlein alla Commissione europea, 5 settembre 2017, <a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2017-005531+0+DOC+XML+V0//IT&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2017-005531+0+DOC+XML+V0//IT&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></span><span style="color: #00000a;"><span style="font-size: small;">.</span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote9">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote9anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote9sym">ix</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> <a href="http://barbara-spinelli.it/2017/11/09/insufficiente-risposta-della-commissione-due-interrogazioni-sulla-libia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://barbara-spinelli.it/2017/11/09/insufficiente-risposta-della-commissione-due-interrogazioni-sulla-libia/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote10">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote10anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote10sym">x</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> <a href="https://rm.coe.int/letter-to-the-minister-of-interior-of-italy-regarding-government-s-res/168075baea?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://rm.coe.int/letter-to-the-minister-of-interior-of-italy-regarding-government-s-res/168075baea?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote11">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote11anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote11sym">xi</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> <a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/11/2017_10_11_lettera_Minniti_COE.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/11/2017_10_11_lettera_Minniti_COE.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote12">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote12anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote12sym">xii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="font-size: small;"><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote13">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote13anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote13sym">xiii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US">United Nations Support Mission in Libya (UNMSIL) and Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights (OHCHR), </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US"><i>Detained and dehumanized</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US">, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">13 dicembre 2016, </span></span><a href="http://www.ohchr.org/Documents/Countries/LY/DetainedAndDehumanised_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-size: small;">http://www.ohchr.org/Documents/Countries/LY/DetainedAndDehumanised_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">. Si veda anche</span></span> <span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US">S/2017/466 </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US">(final report of the Panel of Experts on Libya established pursuant to resolution 1973).</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote14">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote14anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote14sym">xiv</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">●</span> <span style="font-family: Cambria, serif;"><u>8 maggio 2017</u></span><span style="font-family: Cambria, serif;">, il procuratore della Corte penale internazionale Fatou Bensouda riferisce al Consiglio di sicurezza dell’ONU sulle violazioni dei diritti umani in Libia, dicendosi «profondamente allarmata dai rapporti secondo cui migliaia di migranti vulnerabili, compresi donne e bambini, vengono detenuti in centri spesso in condizioni inumane». <a href="http://webtv.un.org/search/-fatou-bensouda-icc-prosecutor-on-the-situation-in-libya-security-council-7934th-meeting/5426325092001?term=bensouda&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://webtv.un.org/search/-fatou-bensouda-icc-prosecutor-on-the-situation-in-libya-security-council-7934th-meeting/5426325092001?term=bensouda&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">18 maggio 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, l’Ong tedesca Sea-Watch denuncia alla Corte penale internazionale dell’Aja il tentato speronamento in acque internazionali da parte della guardia costiera libica mentre la sua nave si apprestava a eseguire un salvataggio, aveva aperto il fuoco ad altezza d’uomo contro un peschereccio carico di migranti e aveva riportato i migranti in Libia, violando il principio di non-refoulement. <a href="https://sea-watch.org/en/17246/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://sea-watch.org/en/17246/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">1° giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, il gruppo di esperti sulla Libia del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite pubblica un rapporto che parla di «esecuzioni, torture, deprivazione di cibo, acqua e servizi igienici», e dichiara che «i trafficanti di esseri umani, il Dipartimento di contrasto all’immigrazione illegale libico e le guardia costiera libica sono direttamente coinvolti nelle violazioni dei diritti umani». </span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">Letter dated 1 June 2017 from the Panel of Experts on Libya established pursuant to resolution 1973 (2011) addressed to the President of the Security Council,</span></em><span style="font-family: Cambria, serif;"> §104.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><a href="http://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/N1711623.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/N1711623.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">19 giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, Human Rights Watch afferma che «le forze libiche hanno esibito un atteggiamento irresponsabile, tale da mettere in pericolo le persone a cui venivano in aiuto, e per questo motivo l’Italia e altri Paesi dell’Unione europea non dovrebbero cedere il controllo delle operazioni di soccorso in acque internazionali alle forze libiche». Judith Sunderland, </span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">Ue: delegare i soccorsi alla Libia significa mettere vite a repentaglio,</span></em><span style="font-family: Cambria, serif;"> <a href="https://www.hrw.org/it/news/2017/06/19/305148?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.hrw.org/it/news/2017/06/19/305148?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">20 giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, il rappresentante speciale dell’ONU in Libia, Martin Kobler, afferma davanti alla Commissione affari esteri (AFET) del Parlamento europeo: «Sconsiglio di continuare la formazione della guardia costiera libica in assenza di un vigile controllo internazionale. […] Su Youtube potete vede tutto, comprese le guardie costiere libiche che respingono le persone e le gettano in acqua perché anneghino, oppure le riportano sulle spiagge. L’Unione europea dovrebbe cominciare a riflettere su come evitare le violazioni commesse da coloro che essa stessa sta formando». Martin Kobler</span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">, L’UE doit arrêter de former les garde-côtes libyens!, </span></em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><em><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><u><a href="https://club.bruxelles2.eu/login/?_s2member_vars=catg..level..2..post..92279..LzIwMTcvMDYvbHVlLWRvaXQtYXJyZXRlci1kZS1mb3JtZXItbGVzLWdhcmRlLWNvdGVzLWxpYnllbnMtbWFydGluLWtvYmxlci8%3D&amp;_s2member_sig=1498912483-63cecc2e7e71c092e5dc074110ca679c&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://club.bruxelles2.eu/login/?_s2member_vars=catg..level..2..post..92279..LzIwMTcvMDYvbHVlLWRvaXQtYXJyZXRlci1kZS1mb3JtZXItbGVzLWdhcmRlLWNvdGVzLWxpYnllbnMtbWFydGluLWtvYmxlci8%3D&amp;_s2member_sig=1498912483-63cecc2e7e71c092e5dc074110ca679c&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></span></em></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">21 giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, Amnesty International lancia un monito alle istituzioni europee</span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>:</i></span><em><span style="font-family: Cambria, serif;"><b> </b></span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;">«L’UE sta consentendo alla guardia costiera libica di riportare migranti e rifugiati sulla terraferma in un Paese dove le detenzioni illegali, la tortura e lo stupro sono la regola. Mentre rafforza l’operatività della guardia costiera libica, l’Unione chiude gli occhi di fronte ai gravi rischi insiti in questa cooperazione»</span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;">, </span></em><a href="https://www.amnesty.it/amnesty-international-sulla-richiesta-collaborazione-la-guardia-costiera-libica/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria, serif;">https://www.amnesty.it/amnesty-international-sulla-richiesta-collaborazione-la-guardia-costiera-libica/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">28 giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, l’Upper Tribunal di Londra sentenzia che non è possibile effettuare rimpatri in Libia in considerazione del livello di violenza nel Paese, tale da mettere a rischio la vita o l’incolumità delle persone. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">Upper Tribunal (Immigration and Asylum Chamber), </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>The Immigration Acts</i></span><span style="font-family: Cambria, serif;">. </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>«</i></span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">The violence in Libya has reached such a high level that substantial grounds are shown for believing that a returning civilian would, solely on account of his presence on the territory of that country or region, face a real risk of being subject to a threat to his life or person</span></em><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>»</i></span><span style="font-family: Cambria, serif;">, <a href="http://www.statewatch.org/news/2017/jun/uk-immigration-asylum-tribunal-zmm-v-home-sec-returns-to-libya-28-6-17.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.statewatch.org/news/2017/jun/uk-immigration-asylum-tribunal-zmm-v-home-sec-returns-to-libya-28-6-17.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">15 agosto 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, </span><span style="font-family: Cambria, serif;">Agnès Callamard, relatrice speciale dell’OHCHR sulle esecuzioni extra-giudiziarie, sommarie o arbitrarie, pubblica un rapporto in cui si legge che «alcuni Stati fanno affidamento su una politica di extraterritorialità per fermare i migranti prima che giungano sul loro territorio ed entrino nel loro controllo o giurisdizione [con riferimento al vertice informale sul Mediterraneo centrale tenutosi a Tallin il 6 luglio 2017]. Tali politiche possono includere assistenza, finanziamento e addestramento di agenzie di altri Paesi per l’arresto, la detenzione, il processo, il soccorso o lo sbarco e il rimpatrio di rifugiati e migranti. Queste politiche sollevano serie preoccupazioni quando le agenzie o gli Stati riceventi siano ritenuti responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, compresa la violazione del diritto alla vita». </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Unlawful death of refugees and migrants. Note by the Secretary General</i></span><span style="font-family: Cambria, serif;">, 15 agosto 2017,</span><span style="font-family: Cambria, serif;"> <a href="http://undocs.org/A/72/335?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://undocs.org/A/72/335?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>, § 36, p. 17.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> </u><span style="font-size: small;"><u>14 novembre 2017</u></span><span style="font-size: small;">, l’Alto commissario Onu per i diritti umani </span><span style="font-size: small;">Zeid Ra’ad Al Hussein dichiara «disumana la politica dell’Unione europea di assistere le autorità libiche nell’intercettare i migranti nel Mediterraneo e riportarli nelle terrificanti prigioni in Libia. La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell’umanità», </span><span style="font-size: small;"><a href="http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=22393&amp;LangID=E&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=22393&amp;LangID=E&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
<p><u>● <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Il 17 novembre 2017</span></span></u><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"> l’Avvenire pubblica la notizia di un </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">«</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">coordinamento comune italo-libico sul fronte delle operazioni SAR</span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">»</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">, </span></span><a href="http://cartadiroma.waypress.eu//RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM5021.TIF&amp;subcod=20171117&amp;numPag=1&amp;&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-size: small;">http://cartadiroma.waypress.eu//RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM5021.TIF&amp;subcod=20171117&amp;numPag=1&amp;&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">.</span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote15">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote15anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote15sym">xv</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">● </span><span style="font-family: Cambria, serif;">Il 28 giugno 2017, l</span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">’</span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;">Alto rappresentante Federica Mogherini, in risposta a</span></em><i> </i><em><span style="font-family: Cambria, serif;">un’interrogazione parlamentare</span></em><span style="font-family: Cambria, serif;">,</span><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup> <span style="font-family: Cambria, serif;">ha reiterato a nome della Commissione europea il sostegno, anche finanziario, alla guardia costiera libica, con un ossimoro che la strage del 6 novembre rende inaccettabile: «</span><span style="font-family: Cambria, serif;">L&#8217;UE finanzia la formazione della guardia costiera libica e sostiene una gestione della migrazione basata sui diritti in Libia», </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2017-001542&amp;language=IT&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2017-001542&amp;language=IT&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p>● <span style="font-size: small;">L’8 novembre 2017, a due giorni dalla strage al largo della Libia, il prefetto italiano Mario Morcone, capo di Gabinetto del ministero dell’Interno e consigliere del ministro Minniti, ha affermato: </span><span style="font-size: small;">«Io </span><span style="font-size: small;">non seguo le stupidaggini che dice Amnesty International, né il responsabile dei diritti umani europeo [il commissario dei Diritti umani del Consiglio d’Europa</span><span style="font-size: small;">, ndr]. </span><span style="font-size: small;">L’Italia non ha mai rispedito nessuno in Libia</span><span style="font-size: small;">. Noi abbiamo solo consentito che la Guardia costiera libica salvasse le persone e le riportasse in Libia, ma lo ha fatto la Guardia costiera libica, non lo hanno fatto le navi italiane». </span><span style="font-size: small;"><a href="http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/554175/Polemica-Morcone-Caritas-Falsita-sulla-Libia-l-Italia-non-respinge?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/554175/Polemica-Morcone-Caritas-Falsita-sulla-Libia-l-Italia-non-respinge?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">Alla</span><b> </b><span style="font-family: Cambria, serif;">richiesta di accesso agli atti sul numero di respingimenti in ciascun Paese, da maggio 2016 a maggio 2017, presentata dall’Associazione ADIF, è stato risposto che i respingimenti dall’Italia alla Libia sono stati 60, rispondenti a cittadini libici (di cui 5 donne e 55 uomini).</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote16">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote16anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote16sym">xvi</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup><span style="font-family: Cambria, serif;"> Nel documentario </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Un unico destino</i></span><span style="font-family: Cambria, serif;">, pubblicato il 14 ottobre 2017, il giornalista italiano Fabrizio Gatti ha ricostruito il naufragio del 13 ottobre 2013, nel quale morirono 268 profughi siriani in fuga dalla guerra, tra cui 60 bambini, a bordo di un barcone crivellato di colpi da un’unità libica: un massacro causato dalla volontaria omissione di soccorso della Marina italiana, il cui pattugliatore Libra, che si trovava a 45’ dalla scena del naufragio, è intervenuto più di cinque ore dopo la richiesta di aiuto, incalzato e costretto dalla Marina maltese. <a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2013/11/07/news/la-verita-sul-naufragio-di-lampedusa-quella-strage-si-poteva-evitare-1.140363?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://espresso.repubblica.it/inchieste/2013/11/07/news/la-verita-sul-naufragio-di-lampedusa-quella-strage-si-poteva-evitare-1.140363?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Il 13 novembre 2017, dopo numerose richieste di archiviazione, il Giudice per le indagini preliminari di Roma ha stabilito che il comandante della sala operativa della Marina militare italiana e il collega della Guardia costiera debbano essere processati per omissione di atti di ufficio e omicidio colposo, </span><span style="font-size: small;">accogliendo gran parte delle richieste dei familiari delle vittime, rappresentati dagli avvocati Alessandra Ballerini, Emiliano Benzi e Arturo Salerni.</span><span style="font-size: small;"> <a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/13/news/strage-dei-bambini-le-motivazioni-del-giudice-quegli-ufficiali-hanno-ritardato-i-soccorsi-1.314253?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/13/news/strage-dei-bambini-le-motivazioni-del-giudice-quegli-ufficiali-hanno-ritardato-i-soccorsi-1.314253?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>;</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2017/05/12/news/migranti_il_medico_del_naufragio_cosi_l_italia_ha_lasciato_annegare_i_miei_bambini-165222594/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.repubblica.it/cronaca/2017/05/12/news/migranti_il_medico_del_naufragio_cosi_l_italia_ha_lasciato_annegare_i_miei_bambini-165222594/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>_______________________________________________________</p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">OPEN LETTER TO THE MEMBERS OF ITALIAN PARLIAMENT AND EUROPEAN PARLIAMENT</span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>«THE TRUTH MUST BE SHOUTED FROM THE ROOFTOPS»</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>The deaths in the Mediterranean Sea on 11 October 2013 and on 6 November 2017 are bound by the same thread: the policy of rejecting migrants entrusted to Italy. We ask our representatives to convene the witnesses of those slaughters and listen to their testimonies, in order to stop the inhuman practice of returning migrants to Libya.</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> Dear Members of the European Parliament and of the Committee on Civil Liberties, Justice and Home Affairs,</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">We are associations, NGOs, individual activists from Italian and European civil society, who call upon you as representatives of the only democratic institution of the EU &#8211; the Parliament &#8211; appointed to represent its citizens.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> Honorable Members of the Italian Parliament,</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">We are associations, NGOs, individual activists from Italian and European civil society who ask you to assume your responsibility for the decisions adopted by governments, without a discussion and a vote in the only institution representing citizens, which are laden with consequences affecting both international law and democracy.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> that the Italian activist who witnessed the criminal behavior by the Libyan Coast Guard on 6 November – financed through EU funding managed by Italy and trained by EU staff – be urgently heard in audition by the Italian Parliament and the European Parliament convened in a plenary session, or by its Civil Liberties, Justice and Home Affairs Committee, which is competent to address such issues.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">Five refugees drowned, including a four-year-old child, and at least another thirty-five people are missing. The video footage released by the German NGO, Sea-Watch,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote1sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote1anc">i</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> clearly shows that the Libyan Coast Guard, far from undertaking a “search and rescue” operation, acted in an aggressive and uncoordinated way to bring the refugees back to Libya, preventing the NGO and the Italian and French naval units present on the scene of the shipwreck from carrying out rescue operations, which were already coordinated by the MRCC in Rome.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">A</span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">ctivist Gennaro Giudetti stated that the Libyan patrol boat «hooked the migrants’ rubber dinghy, which was pierced at the time, and hence there were dozens of people in the sea, some with life jackets, and many others without anything. [&#8230;] We had to advance between those who had already drowned to manage to reach those who were still alive, to recover them. The situation was abominable: we pulled the survivors on board with our arms».</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote2sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote2anc">ii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">The forty-seven migrants recovered at sea by the Libyan crew were packed on the deck and whipped to prevent them from diving into the sea and reaching their families on board of the Sea-Watch3 dinghies, which, in the meantime, had saved fifty-nine people. The patrol boat then headed away at full speed, disregarding of the fact that a shipwrecked person was clinging to a rope stretching out from a bulkhead. The Libyan coast guard did not even stop after the desperate and repeated warnings coming from the Italian Navy&#8217;s helicopter, although they were distinctly audible on the radio frequencies recorded by Sea-Watch 3.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote3sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote3anc">iii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">«It was terrible, we saw the man shouting towards his wife and then diving into the water», said Gennaro Giudetti, «he clung to the rope that the Libyans used to bring the shipwrecked people on board, but in that moment the patrol boat leapt forward, dragging him away and we could not save him. The Libyans were violent and reckless, they beat the migrants with ropes and clubs, and &#8211; incredible as this may seem &#8211; they were throwing potatoes at us to make the rescue more difficult».</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote4sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote4anc">iv</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">This is criminal behavior that violates international laws and the law of the sea, deriving from the will of Italian and European governments to block the arrival of refugees by delegating to Libya what would otherwise be a manifest practice of </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><i>refoulement</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> forbidden by the European Convention of Human Rights.</span></span></span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> that the Italian Government be called to account to the European Parliament for the agreement reached between Italy and Tripoli on past 2 February,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote5sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote5anc">v</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> in the light of the Decree through which the Italian Foreign Ministry allocated € 2.5 million to the Ministry of Interior to service four patrol boats and make them work efficiently, to be delivered to the Libyan authorities. These funds come from the 200 million euro allocation agreed by the Italian Parliament for the Africa Fund for Cooperation,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote6sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote6anc">vi</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> which is the reason why the Association for Juridical Studies on Immigration (ASGI) has notified submission of a complaint to the Lazio Regional Administrative Court against the Ministry of Foreign Affairs and the Ministry of the Interior.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote7sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote7anc">vii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">We are worried about the fact that there is no control over the actual use of EU funds in Libya. This concern appears to be confirmed by the European Commission&#8217;s answer to the written question submitted to Parliament on 5 September by 21 MEPs in connection with the reports by Associated Press that the funds paid by Italy to the Tripoli government allegedly end up being received by the militias involved in trafficking human beings. The MEPs asked what guarantees there were that «the substantial support to the Libyan government, including through the Emergency Trust Fund for Africa and a project with a budget of € 46 million» would not end up in the hands of people traffickers.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote8sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote8anc">viii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">The Commission&#8217;s answer was a tangle of hypothetical phrases that can be summarized as a paradox: there are no controls, but in case something should emerge from controls, then the EU programs would be suspended.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote9sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote9anc">ix</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> the Italian Government, as citizens of the Union, for a response which is proportionate to the seriousness of the facts &#8211; a response which even the Commissioner for Human Rights of the Council of Europe did not receive when, on 28 September, he asked for clarifications about the nature of the agreement with Libya and the returns it is causing.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote10sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote10anc">x</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> Interior Minister Marco Minniti&#8217;s response was that it was not Italy who rejected people, but Libya which stopped them leaving.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote11sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote11anc">xi</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> Such an answer was «substantially meaningless and certainly disrespectful considering the knowledge of the actual policies of delegation, assistance and support by Italy to Libya, as well as the obstacle simultaneously placed in the way of the search and rescue efforts by NGOs operating in the central Mediterranean».</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote12sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote12anc">xii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">The Italian and European governments certainly know about the report by the Group of Experts on Libya of the United Nations Security Council (UNSMIL), which already listed «executions, acts of torture, deprivation of food, water and sanitary fittings» one year ago, and stated that «human traffickers, the Libyan Illegal Immigration Department and the Libyan Coast Guard are directly involved in human rights violations». According to UNSMIL, «the interceptions of migrant boats by the Libyan coast guard have entailed actions that may constitute arbitrary killings».</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote13sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote13anc">xiii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> our representatives in the Italian and European institutions to evaluate, in the light of the authoritative series of reports on the seriousness of the situation in Libya,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote14sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote14anc">xiv</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> the statements issued by representatives of the Italian Government and the European Commission on the positive nature of the agreement with Libya and its financing.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote15sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote15anc">xv</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> our representatives in the Italian and European institutions to act in order to obtain truth and justice about the thread which connects the deaths at sea on 11 October 2013 to those of 6 November 2017. The same agreement to prevent arrivals continues to kill, not only refugees in the Mediterranean Sea, but also democracy in our parliaments. This agreement – interrupted only by the Mare nostrum operation and, when it was disbanded, by the start of activities by NGOs in search and rescue operations – now displays in full its criminal side.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">This is why we believe that listening to the testimony of the “shipwreck of children” on 11 October 2013 – by the person who reconstructed the shameful affair, journalist Fabrizio Gatti, and, if appropriate, the lawyers of the Syrian doctors who lost their children in the shipwreck,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote16sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote16anc">xvi</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> – as well as listening to the testimony of the killings on 6 November 2017 by the human rights activist Gennaro Giudetti is a political and human act that can’t be postponed any longer. Like Giudetti, we strongly believe that the truth must be «shouted from the rooftops», to prevent it from overwhelming us. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">28 November 2017</span></span></p>
<div id="sdendnote1">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote1anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote1sym"><span style="color: #0000ff;">i</span></a> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&amp;v=_phI-f_yFXQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&amp;v=_phI-f_yFXQ&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote2">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote2anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote2sym"><span style="color: #0000ff;">ii</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.vita.it/it/article/2017/11/07/ministro-minniti-mi-incontri-le-racconto-lorrore/145020/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.vita.it/it/article/2017/11/07/ministro-minniti-mi-incontri-le-racconto-lorrore/145020/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote3">
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote3anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote3sym">iii</a></span></span></p>
<p><sup></sup> <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">Trascript of the recording</span></span></span><strong><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">:</span></span></span></strong></p>
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">00:01:13 </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><i>Libyan coastguard, this is Italian Navy helicopter, people are jumping in the water. Stop your engine and please cooperate with Sea-Watch. Please, cooperate with Sea-Watch!</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">00:01:33 [&#8230;] </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><i>This is Italian Navy helicopter, channel 16, we want you to stop now, NOW, NOW! Lybian coastguard, lybian coastguard, you have one person on the right side, please stop your engine! Stop your engine!</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">00:02:03 </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><i>Stop your engine now! Stop your engine! You have [&#8230;] on right side, please, stop!</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">00:02:17 </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><i>Stop! Stop! Stop! Stop your engine, stop your engine now. Stop your engine now, please!</i></span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.youtube.com/watch?v=p4LU5-NoHVw&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-1"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">https://www.youtube.com/watch?v=p4LU5-NoHVw&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><strong><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></strong></p>
</div>
<div id="sdendnote4">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote4anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote4sym"><span style="color: #0000ff;">iv</span></a><u><a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/07/news/migranti_almeno_30_dispersi_nell_ultimo_naufragio-180480763/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #0000ff;">http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/07/news/migranti_almeno_30_dispersi_nell_ultimo_naufragio-180480763/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></u><b>.</b></p>
</div>
<div id="sdendnote5">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote5anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote5sym"><span style="color: #0000ff;">v</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/02/news/migranti_accordo_italia-libia_ecco_cosa_contiene_in_memorandum-157464439/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/02/news/migranti_accordo_italialibia_ecco_cosa_contiene_in_memorandum-157464439/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote6">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote6anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote6sym"><span style="color: #0000ff;">vi</span></a> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote7">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote7anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote7sym"><span style="color: #0000ff;">vii</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span lang="en">Lawyer Giulia Crescini explains: «We have asked for access to the files and we have seen that one of the ministry decrees concerns 2.5 million euros for the transportation and repairs of the patrol boats, money that hence forms part of the financing of the Libyan military apparatus». </span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-italia-ricorso-fondi-cooperazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-italia-ricorso-fondi-cooperazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote8">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote8anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote8sym"><span style="color: #0000ff;">viii</span></a> Elly Schlein’s question to the European Commission, 5 September 2017. <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2017-005531+0+DOC+XML+V0//IT&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2017-005531+0+DOC+XML+V0//IT&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote9">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote9anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote9sym"><span style="color: #0000ff;">ix</span></a> <span lang="en-GB">Barbara Spinelli: </span><span lang="en-GB"><i>Inadequate answer from the Commission. Two questions about Libya</i></span> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://barbara-spinelli.it/2017/11/09/insufficiente-risposta-della-commissione-due-interrogazioni-sulla-libia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://barbara-spinelli.it/2017/11/09/insufficiente-risposta-della-commissione-due-interrogazioni-sulla-libia/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote10">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote10anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote10sym"><span style="color: #0000ff;">x</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://rm.coe.int/letter-to-the-minister-of-interior-of-italy-regarding-government-s-res/168075baea?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://rm.coe.int/letter-to-the-minister-of-interior-of-italy-regarding-government-s-res/168075baea?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote11">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote11anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote11sym"><span style="color: #0000ff;">xi</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/11/2017_10_11_lettera_Minniti_COE.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/11/2017_10_11_lettera_Minniti_COE.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote12">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote12anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote12sym"><span style="color: #0000ff;">xii</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote13">
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote13anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote13sym">xiii</a></span></span></p>
<p><sup></sup> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US">United Nations Support Mission in Libya (UNMSIL) and Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights (OHCHR), </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US"><i>Detained and </i></span></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US"><i>dehumanized</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US">, </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">13 december</span></span><b> </b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">2016, </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.ohchr.org/Documents/Countries/LY/DetainedAndDehumanised_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://www.ohchr.org/Documents/Countries/LY/DetainedAndDehumanised_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote14">
<p align="JUSTIFY"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote14anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote14sym"><span style="color: #0000ff;">xiv</span></a> <span style="font-size: medium;"><span lang="en">●</span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> On 8 May 2017, the Attorney at the International Criminal Court Fatou Bensouda reports to the UN Security Council on human rights violations in Libya, saying she is «deeply alarmed by the reports that thousands of vulnerable migrants, including women and children, are detained in centers often in inhumane conditions». </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://webtv.un.org/search/-fatou-bensouda-icc-prosecutor-on-the-situation-in-libya-security-council-7934th-meeting/5426325092001?term=bensouda&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://webtv.un.org/search/-fatou-bensouda-icc-prosecutor-on-the-situation-in-libya-security-council-7934th-meeting/5426325092001?term=bensouda&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">18 May 2017: </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">the German NGO Sea-Watch reports to the Hague</span></span> <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">International Criminal </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">Court the attempted ramming in international waters, by the Libyan Coast Guard, of their ship: while they were about to rescue some shipwrecked people, it opened fire at body height against a fishing vessel loaded with migrants and took migrants back to Libya, violating the principle of </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><i>non-refoulement</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">. </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><a href="https://sea-watch.org/en/17246/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://sea-watch.org/en/17246/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></u></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 1 June 2017, the Group of Experts about Libya of the United Nations Security Council published a report on «executions, acts of torture, deprivation of food, water and sanitation&#8217;, stating that «traffickers of human beings, the Libyan Department against illegal immigration and the Libyan Coast Guard are directly involved in human rights violations». </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><i>Letter dated 1 June 2017 from the Panel of Experts on Libya established pursuant to resolution 1973 (2011) addressed to the President of the Security Council, §104.</i></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/N1711623.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;"><span lang="en-GB">https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/N1711623.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">19 June 2017, Human Rights Watch states that «Libyan forces have shown an irresponsible attitude to endanger the people they are helping, and for this reason, Italy and other EU countries should not give up the control of rescue operations</span></span></span> <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">in international waters to the Libyan forces». Judith Sunderland, EU: Delegating relief to Libya means putting lives at risk, </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.hrw.org/it/news/2017/06/19/305148?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;"><span lang="en-GB">https://www.hrw.org/it/news/2017/06/19/305148?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 20 June 2017, the UN Special Representative in Libya, Martin Kobler, said, in front of the European Parliament&#8217;s Foreign Affairs Committee (AFET): «It is not advisable to continue the formation of the Libyan Coast Guard without a vigilant international control. [&#8230;] On Youtube you can see everything, including the Libyan coast guards who block people and throw them into the water to drown, or they take them back to the beaches. The European Union should begin to reflect on how to avoid the violations committed by those who are trained by the European Union itself». Martin Kobler, </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><i>L’UE doit arrêter de former les garde-côtes libyens</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">!, </span></span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://club.bruxelles2.eu/login/?_s2member_vars=catg..level..2..post..92279..LzIwMTcvMDYvbHVlLWRvaXQtYXJyZXRlci1kZS1mb3JtZXItbGVzLWdhcmRlLWNvdGVzLWxpYnllbnMtbWFydGluLWtvYmxlci8%3D&amp;_s2member_sig=1498912483-63cecc2e7e71c092e5dc074110ca679c&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">https://club.bruxelles2.eu/login/?_s2member_vars=catg..level..2..post..92279..LzIwMTcvMDYvbHVlLWRvaXQtYXJyZXRlci1kZS1mb3JtZXItbGVzLWdhcmRlLWNvdGVzLWxpYnllbnMtbWFydGluLWtvYmxlci8%3D&amp;_s2member_sig=1498912483-63cecc2e7e71c092e5dc074110ca679c&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><em><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><u>.</u></span></span></span></em></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">21 June 2017, Amnesty International warns the European institutions: «The EU is allowing the Libyan Coast Guard to take migrants and refugees back to the dry land in a country where illegal detentions, torture and rape are the rule. While strengthening the operations of the Libyan Coast Guard, the Union closes its eyes in the face of the serious risks inherent in this cooperation».</span></span></span> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.amnesty.it/amnesty-international-sulla-richiesta-collaborazione-la-guardia-costiera-libica/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">https://www.amnesty.it/amnesty-international-sulla-richiesta-collaborazione-la-guardia-costiera-libica/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p>● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 28 June 2017, the Upper Tribunal in London stated that it is not possible to enact repatriations to Libya, considering the level of violence present in the country, which is liable to endanger lives or safety of people. Upper Tribunal (Immigration and Asylum Chamber), The Immigration Acts. «The violence in Libya has reached such a high level that substantial grounds are shown for believing that a returning civilian would, solely on account of his presence on the territory of that country or region, face a real risk of being subject to a threat to his life or person».</span></span></span> <span style="color: #0000ff;"><u><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.statewatch.org/news/2017/jun/uk-immigration-asylum-tribunal-zmm-v-home-sec-returns-to-libya-28-6-17.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.statewatch.org/news/2017/jun/uk-immigration-asylum-tribunal-zmm-v-home-sec-returns-to-libya-28-6-17.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></u></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">15 August </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">2017, Agnès Callamard, Special Rapporteur of the OHCHR on extrajudicial, summary or arbitrary executions, publishes a report stating that «some states rely on an extraterritoriality policy to stop migrants before they reach their territory and enter their control or jurisdiction [with reference to the informal summit on the Central Mediterranean held in Tallinn on 6 July 2017]. These policies may include assistance, funding and training of other country agencies for the arrest, detention, process, rescue or landing and repatriation of refugees and migrants. These policies raise serious concerns when the agencies or recipient states are held responsible for serious human rights violations, including the violation of the right to life». Unlawful death of refugees and migrants. Note</span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"> by the Secretary General, 15 agosto 2017. </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://undocs.org/A/72/335?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://undocs.org/A/72/335?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"> , § 36, p. 17.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 14 November 2017, the UN High Commissioner for Human Rights, Zeid Ra&#8217;ad Al Hussein, declared «inhumane EU policy to assist the Libyan authorities in intercepting migrants in the Mediterranean and taking them back to the terrible prisons in Libya. The suffering of migrants detained in Libya is an outrage to the conscience of humanity».</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=22393&amp;LangID=E&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=22393&amp;LangID=E&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p>● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 17 November 2017, “L’Avvenire” publishes the news of a «joint Italo-Libyan coordination on the SAR front». </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://cartadiroma.waypress.eu//RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM5021.TIF&amp;subcod=20171117&amp;numPag=1&amp;&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://cartadiroma.waypress.eu//RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM5021.TIF&amp;subcod=20171117&amp;numPag=1&amp;&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote15">
<p align="JUSTIFY"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote15anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote15sym"><span style="color: #0000ff;">xv</span></a> <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 28 June 2017, High Representative Federica Mogherini, in response to a parliamentary question, in the name of the European Commission, reaffirmed the support, also financial, to the Libyan Coast Guard with an oxymoron that the 6 November massacre makes unacceptable: «The EU finances the training of the Libyan Coast Guard and supports the rights-based management of migration in Libya».</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2017-001542&amp;language=IT&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2017-001542&amp;language=IT&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 8 November 2017, two days after the massacre off the Libyan coast, Italian Prefect Mario Morcone, head of the Cabinet of the Interior Ministry and Advisor of Minister Minniti, said: «I don’t care about stupid things Amnesty International or the person responsible for European human rights (Council of Europe Human Rights Commissioner, ndr)say. Italy has never sent anyone back to Libya. We only allowed the Libyan Coast Guard to rescue people and take them back to Libya, but the Libyan Coast Guard did so, Italian ships did not».</span></span></span> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/554175/Polemica-Morcone-Caritas-Falsita-sulla-Libia-l-Italia-non-respinge?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/554175/Polemica-Morcone-Caritas-Falsita-sulla-Libia-l-Italia-non-respinge?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">. </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">An access to documents request on the number of returns to each country, from May 2016 to May 2017, submitted by the ADIF (Associazione Diritti e Frontiere) Association, the answer was that the returns from Italy to Libya were 60, corresponding to Libyan citizens (5 women and 55 men).</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote16">
<p align="JUSTIFY"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote16anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote16sym"><span style="color: #0000ff;">xvi</span></a><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"> I</span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">n the documentary </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><i>Un unico destino</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"> (“One unique Fate”), published on 14 October 2017, Italian reporter Fabrizio Gatti reconstructed the shipwreck on 13 October 2013, in which 268 Syrian refugees fleeing the war, including 60 children, died in a boat which sank, riddled with bullets by a Libyan unit: a massacre caused by the voluntary omission of rescue by the Italian Navy, whose patrol boat Libra, which was 45 minutes away from the scene of the shipwreck, intervened more than five hours after the request for help, urged and compelled to do so by the Maltese Navy.</span></span></span> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2013/11/07/news/la-verita-sul-naufragio-di-lampedusa-quella-strage-si-poteva-evitare-1.140363?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://espresso.repubblica.it/inchieste/2013/11/07/news/la-verita-sul-naufragio-di-lampedusa-quella-strage-si-poteva-evitare-1.140363?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p lang="en-GB" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">On 13 November 2017, after many applications to dismiss the case, the Judge for Preliminary Investigations in Rome ruled that the commander of the Operational Room of the Italian Navy and his colleague of the Coast Guard have to be prosecuted for negligence of duty and manslaughter, granting a large part of the requests of the victims’ families, represented by lawyers Alessandra Ballerini, Emiliano Benzi and Arturo Salerni. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><u><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/13/news/strage-dei-bambini-le-motivazioni-del-giudice-quegli-ufficiali-hanno-ritardato-i-soccorsi-1.314253?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/13/news/strage-dei-bambini-le-motivazioni-del-giudice-quegli-ufficiali-hanno-ritardato-i-soccorsi-1.314253?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></u></span></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Donne e madri migranti: famiglia, lavoro e sacrifici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jul 2017 08:15:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Associazione per i Diritti umani, con Laura Notaro, ha partecipato al Congresso mondiale dei diritti umani. Questo è il nostro intervento/appello: &#160; Donne e madri migranti: famiglia, lavoro e sacrifici Buongiorno, innanzitutto ringrazio&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1066.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9093" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1066.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="361" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1066.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 361w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1066-169x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w" sizes="(max-width: 361px) 100vw, 361px" /></a></p>
<p><strong>Associazione per i Diritti umani, con Laura Notaro, ha partecipato al Congresso mondiale dei diritti umani.</strong></p>
<p><strong>Questo è il nostro intervento/appello:</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Donne e madri migranti: famiglia, lavoro e sacrifici</strong></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Buongiorno, </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">innanzitutto ringrazio Alicia Erazo per questo invito e ringrazio voi per essere qui.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Questa mattina parlerò di un argomento che ci sta molto a cuore: quello delle donne immigrate che lavorano in Italia, in particolare come collaboratrici domestiche.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Lo scorso febbraio, Associazione per i Diritti umani ha organizzato un convegno con Silvia Dumitrache (Associazione Donne Rumene in Italia) su questo tema. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Abbiamo ascoltato le parole di signore rumene, moldave, peruviane, perché sono di tante nazionalità le donne che lasciano il proprio Paese e la propria famiglia per cercare lavoro qui o in altri Paesi europei, in cui le condizioni economiche e di vita sembrano essere migliori. Ma qual è il prezzo pagato per queste donne (giovani e meno giovani) e per le loro famiglie, rimaste nel territorio di origine?</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">I figli hanno diritto ad avere le loro madri accanto, così come le mogli e i mariti hanno il diritto di crescerli insieme. I genitori delle donne emigrate &#8211; spesso anziani – sono costretti a non vedere per molti anni le figlie e si ritrovano a sostituirle. A questo proposito vi consiglio la visione del documentario intitolato “Figli sospesi” (passato come SPECIALE anche al TG1) che parla proprio degli </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>orfani bianchi, left behind. </b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">E&#8217; importante sensibilizzare, con ogni mezzo, per poi fare rete e proposte concrete alle istituzioni; crediamo sia importante una collaborazione concreta tra le autorità italiane e quelle dei Paesi di provenienza delle lavoratrici. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Crediamo sia importante l&#8217;ascolto delle loro testimonianze per raccogliere i dati necessari per capirne i bisogni e migliorarne le condizioni di vita e di lavoro. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Le signore che trovano lavoro in Italia come collaboratrici domestiche hanno spesso alle spalle lunghi percorsi di studi o altre professionalità più qualificate, ma di questo non si parla mai abbastanza. E&#8217; una prima difficoltà che, tra l&#8217;altro, accomuna le donne italiane e le donne straniere perché molte italiane sono soggette ad un sistema lavorativo che le penalizza.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Soltanto in Romania sono 750 mila i bambini che, almeno per un periodo, hanno vissuto senza una madre. Bisogna investire, anche economicamente, affinché i genitori possano fare i genitori, perché le madri lavorano lontano e i padri, in molti casi purtroppo, si lasciano andare e così i minori e i ragazzi più grandi si sentono abbandonati oppure, come dicevo prima, vengono allevati dai nonni. Esistono situazioni positive in cui i membri di una famiglia si aiutano a vicenda e i bambini vanno a scuola, ma in tanti si ritrovano soltanto a lavorare nelle campagne. A questo, inoltre, si aggiunge la sofferenza della madre all&#8217;estero.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Da una ricerca sociologica &#8211; riportata dalla Dott.ssa Paola Benizzone, basata sulle interviste a donne dell&#8217;Est Europa (tra cui ucraine) e asiatiche (filippine, in particolare) – emerge che la situazione delle donne rumene è leggermente privilegiata perché godono della libertà di circolazione all&#8217;interno dell&#8217;Unione europea e questo è un altro diritto su cui è necessario porre l&#8217;accento. L&#8217;assenza di confini, infatti, permette il ricongiungimento con i figli, le visite dei parenti e la circolarità del genitore. Le donne latinoamericane, ad esempio, entrano in Italia con il Visto turistico e, per rimanere a lavorare qui, devono essere regolarizzate dal datore di lavoro, ma quanti sono disposti a farlo? E quanto tempo passa prima di ottenere il permesso di soggiorno? Come vediamo, il tema di cui stiamo parlando stamattina ne porta con sé molti altri.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il lavoro domestico e (così come quello sessuale sulle strade) sono i settori in cui si può parlare di “riduzione in quasi schiavitù”: spesso le donne subiscono molestie, sono sottopagate, il loro lavoro non è soggetto a tutele pensionistiche. Anche se una madre è lontana, non smette di essere genitore: pensa al benessere dei figli e invia denaro ai propri familiari, pur essendo costretta a delegare la propria genitorialità ad altre persone. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La lontananza dal nucleo familiare è un trauma per queste donne e per i loro familiari. Le persone si ammalano. I nostri cari si ammalano e vengono seguiti dalle ragazze e dalle donne straniere; ma anche loro si possono ammalare. Come tutelare la loro salute? Quali sono i diritti sanitari per coloro che non vengono regolarizzate? Ho conosciuto molte donne che avevano paura di recarsi dal medico proprio perché senza documenti. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">E, infine, quanti conoscono la situazione psicologica di queste donne? La solitudine, l&#8217;isolamento, la mancanza di tempo per sé stesse, la lontananza dai figli e dai propri cari: tutto questo può contribuire al fatto che si ammalino di depressione, una malattia grave, ma invisibile.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Noi tutte e tutti siamo chiamati in causa: dobbiamo trovare i punti in comune con queste donne e rimettere al centro l’empatia. Dobbiamo interrogarci anche su quale sia diventato il nostro rapporto con la malattia, la morte, la cura e come conciliamo la famiglia e il lavoro. Le istituzioni (i governi, i ministeri) hanno il dovere di attuare politiche serie di inclusione che riguardano tutti gli aspetti della vita di una persona, italiana o straniera che sia. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Grazie.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1065.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9094" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1065.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1140" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1065.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1140w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1065-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1065-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1065-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1140px) 100vw, 1140px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1068.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9095" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1068.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="361" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1068.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 361w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1068-169x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w" sizes="(max-width: 361px) 100vw, 361px" /></a></p>
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		<title>L&#8217;esercito silenzioso delle donne migranti e le loro famiglie lontane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2017 11:36:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i diritti umani PRESENTA L’ESERCITO SILENZIOSO DELLE DONNE MIGRANTI E LE LORO FAMIGLIE LONTANE DOMENICA 22 GENNAIO 2016 ore 16.00 presso SPAZIO DOGANA Via Dogana, 2 (MM Duomo) Milano &#8211; Ingresso gratuito&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><strong>Associazione per i diritti umani</strong></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial, serif;">PRESENTA</span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: x-large;"><b>L’ESERCITO SILENZIOSO DELLE DONNE MIGRANTI E LE LORO FAMIGLIE LONTANE</b></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: x-large;"><b>DOMENICA 22 GENNAIO 2016</b></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: x-large;"><b>ore 16.00</b></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial, serif;">presso</span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><b>SPAZIO DOGANA</b></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Via Dogana, 2 (MM Duomo)<br />
Milano</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> &#8211; Ingresso gratuito &#8211; </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Milano 1 gennaio 2017, </span></span><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;">Associazione per i Diritti umani e A.D.R.I. presentano un incontro di approfondimento dal titolo </span></span><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“L’esercito silenzioso delle donne migranti e le loro famiglie lontane”</b></span></span><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;">: donne che si inseriscono nella quotidianità delle famiglie italiane, ne condividono i problemi e l&#8217;intimità, facendosi carico della fatica e delle preoccupazioni anche a scapito della loro stressa vita privata. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;">Per dare voce a chi e più fragile, per conoscere e capire i diritti, i doveri e le possibilità di migliorare le loro condizioni di vita, verrà proiettato il reportage “Figli sospesi” realizzato da Speciale Tg1, un viaggio nella Romania poco conosciuta, quella da cui emigrano coloro che portano avanti le nostre case, i nostri figli, i nostri anziani. Un reportage, che verrà seguito da un dibattito, in cui si raccontano le storie di madri, di quelle donne che hanno dovuto lasciare il proprio Paese e le loro famiglie per venire a lavorare in Italia cercando di garantire un futuro migliore ai propri figli. Ma quanti sono gli italiani che conoscono, anche avendola in casa, l’altra faccia dell’emigrazione?</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Relatori</b></span></span><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;">:</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Silvia Dumitrache,</b></span></span><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;"> Presidente Associazione Donne Romene in Italia &#8211; A.D.R.I.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Diana De Marchi, </b></span></span><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;">Consigliera Comunale Milano Presidente Commissione pari opportunità e diritti civili, insegnante </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Paola Bonizzoni,</b></span></span><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;"> Sociologa e ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell&#8217;Università degli Studi di Milano</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Elienor Llanes Castillo,</b></span></span><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;"> Presidente MAIA &#8211; Migrants&#8217; Advocacy for Integration Association, Filippine</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Antonio Buozzi, </b>G</span></span><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;">iornalista e consulente di comunicazione</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Veronica Silva, </b></span></span><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;">antropologa</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;">Modera </span></span><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alessandra Montesanto</b></span></span><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;">, vicepresidente Associazione per i Diritti umani</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/15801303_1044512905657017_1512162604_n-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7831" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/15801303_1044512905657017_1512162604_n-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="399" height="258" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/15801303_1044512905657017_1512162604_n-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 399w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/15801303_1044512905657017_1512162604_n-2-300x194.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 399px) 100vw, 399px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;">Dopo la proiezione del reportage seguirà un dibattito aperto a tutti.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;">Per informazioni:</span></span></p>
<p><span style="font-family: Batang, serif;"><span style="font-size: medium;">Associazione Per i Diritti Umani<br />
info@peridirittiumani.com<br />
www.peridirittiumani.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></p>
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		<title>Francesco Mastrogiovanni: per non dimenticare la sua vicenda e quella di altri&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2016 12:42:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Grazia Serra ci ha inviato il video seguente. Grazia è nipote del Signor Francesco Mastrogiovanni, vittima, suo malgrado, della situazione tragica degli OPG italiani, della malasanità, dell&#8217;incuria e dell&#8217;indifferenza da parte dello Stato.&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Grazia Serra<em> ci ha inviato il video seguente. </em>Grazia è nipote del Signor Francesco Mastrogiovanni, vittima, suo malgrado, della situazione tragica degli OPG italiani, della malasanità, dell&#8217;incuria e dell&#8217;indifferenza da parte dello Stato.</p>
<p>Vi consigliamo di seguirlo con attenzione.</p>
<p><em>L&#8217;Associazione per i Diritti umani</em> ringrazia molto Grazia Serra.</p>
<p>#DiamoVoceaFranco</p>
<p>#FracescoMastrogiovanni</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/N-S55bkAC38?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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