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	<title>Lgbtq* Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>In scena Danilo e il suo &#8220;Rumore bianco&#8221;</title>
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<p></p>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Lo scorso anno ho partecipato ad un corso di teatro inclusivo a Milano voluto dal Teatro Lupi e Deinòs Teatri Bologna. È stata veramente una bellissima esperienza, la mia prima da attore e mi ha permesso di fare nuove conoscenze. Uno dei referenti del progetto di teatro, Alberto Corba, conoscendo il mio impegno per le tematiche lgbtquia+ mi ha messo in contatto con un attore che sta portando in giro per l&#8217;Italia uno spettacolo sul tema della transfobia e omofobia. Lo spettacolo in questione s&#8217;intitola &#8220;Rumore Bianco&#8221; e ha come unico attore in scena Danilo Napoli.</p>



<p>Il monologo avrà luogo nell&#8217;ambito del Milano Fringe Off Festival dal 2 al 5 ottobre.</p>



<p>Facciamo, ora, qualche domanda al protagonista di &#8220;Rumore Bianco, Danilo Napoli.</p>



<p><strong>Presentati:</strong></p>



<p>Mi chiamo Danilo Napoli e sono un attore e autore teatrale salernitano. Ma, principalmente, sono un ragazzo con la testa perennemente tra le nuvole, che fantastica su nuove storie e su situazioni improbabili. Di me dicono che sono simpatico e polemico, ma dopo tre ore non ce la fanno a sopportare la quantità di stupidaggini che dico e l’ampio ventaglio di improperi che ho scagliato contro l’attuale governo. È proprio per questo che ho cominciato a fare questo lavoro: scrivere mi dà la possibilità di mettere su carta tutte le storie, le battute che mi circolano per la testa; recitare mi dà la possibilità di farle sentire agli altri e di essere liberamente polemico senza contraddittorio!</p>



<p><strong>Chi sono gli attori e i registi che ti hanno ispirato?</strong></p>



<p>Prima di cominciare a recitare (cioè prima dei 16 anni), non conoscevo il teatro, ma conoscevo il cinema. Mi piacevano Di Caprio, Tarantino, Jack Nihcolson, Al Pacino, De Niro e tutti gli attori americani più famosi. Poi ho scoperto il teatro e Eduardo De Filippo, e credo che sia la figura che mi rappresenti di più, attualmente: sono anch’io attore e autore, come lui. Anche a me piace girare l’Italia con i miei spettacoli e sogno di mettermi a capo di una numerosa compagnia, un giorno.</p>



<p><strong>Cos&#8217;è per te il teatro?</strong></p>



<p>Ogni volta che vedo un palco, vedo una possibilità. Una possibilità di raccontare qualcosa a qualcuno, una possibilità di trasferire le mie emozioni e le mie idee a una platea. Il teatro, per me, è un contenitore di storie. Proprio come la mia testa.</p>



<p><strong>Come nasce questo spettacolo?</strong></p>



<p>Ero a cena con mia madre e suo marito e li sentii parlare di una zia (di lui) che aveva lasciato un’eredità dopo la sua morte. Fin qui tutto bene. Poi, il marito di mia madre comincia a raccontarci la sua storia a grandi linee, narrando quel che ricordava: Ursula, donna transgender (da lui ricordata affettuosamente come “zio Antonio”), era scappata da Salerno a causa dell’omofobia e della transfobia della famiglia e della città. Era così andata a Genova, era stata costretta a prostituirsi per sopravvivere e aveva accumulato ricchezze. Quella storia mi folgorò. Volevo saperne di più, allora feci qualche ricerca e decisi di ispirarmi alle sue vicissitudini per scrivere questo monologo.</p>



<p><strong>Cosa significa per te la storia rappresentata?</strong></p>



<p>Da membro della comunità LGBTQ+ questa storia mi tocca nell’anima. È una storia di odio e di oppressione, ma anche di perdono.</p>



<p><strong>Hai affrontato particolari difficoltà durante la preparazione?</strong></p>



<p>Le difficoltà ci sono sempre e sono sacrosante. Senza, non avremmo evoluzione. Ma Yari Gugliucci è stato in grado di prendere queste difficoltà e trasformarle in opportunità. Non lo ringrazierò mai abbastanza per il lavoro registico che ha fatto su di me e sul testo.</p>



<p><strong>Chi dovrebbe venire a vederti?</strong></p>



<p>I direttori artistici di tutti i teatri d’Italia… No, a parte gli scherzi, “Rumore bianco” è uno spettacolo per tutti. Nel corso della stagione passata sono venuti a vedermi adulti, anziani, ma anche adolescenti. Ovviamente, i membri della comunità LGBTQ+ possono rivedersi maggiormente nel personaggio, ma spero che verrà anche qualche omofobo (magari ignaro dell’argomento trattato) e che uscirà dal teatro con qualcosa che gli si è mosso dentro.</p>



<p><strong>Progetti per il futuro?</strong></p>



<p>Beh, innanzitutto, a ottobre saremo al Fringe Milano Off 2025 e ho voglia di spaccare tutto. Poi, sempre a ottobre, debutto a Salerno con il mio nuovo spettacolo “Lo spettacolo è stato annullato (causa fine del mondo)”, a tema disastri climatici, con cui poi andrò a Catania per il Fringe Catania Off 2025. A novembre voleremo a Barcellona (sì, in Spagna, non in Sicilia) per portare “Rumore bianco”, e proseguiremo con tutte le 28 date (finora) della tournée. Sto anche lavorando come formatore e dovrei mettermi a scrivere uno spettacolo nuovo da proporre come novità per la stagione prossima, ma sto usando ogni scusa possibile per ritardare il momento in cui mi siederò davanti al pc e, come dice Stephen King, mi metterò a sanguinare.</p>
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		<title>Emanuele: diritti e spiritualità</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jan 2024 09:20:42 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p><br>Recentemente, a seguito dell&#8217;intervista con la pastora Daniela Di Carlo, ho visitato la Chiesa Evangelica Metodista in via Porro Lambertenghi a Milano. Qui ho incontrato una vecchia conoscenza che sento “fratello di battaglie” politiche.<br>Ci incontriamo spesso ad eventi LGBTQI+ e non solo.<br>Si chiama Emanuele Crociani e ad oggi lo trovo cresciuto sia sul piano personale sia politico.<br>Uno di quei ragazzi che non si vedono né sentono, ma quando serve ci sono sempre.<br>In questa nostra chiacchierata mi ha parlato di politica, ma anche di spiritualità.</p>



<p><br>Ti vuoi presentare brevemente?</p>



<p><br>Sono Emanuele Crociani, ho 32 anni e lavoro come impiegato amministrativo. Sono cresciuto in una famiglia numerosa di un piccolo paese di campagna in provincia di Milano, ma da qualche anno vivo a Voghera con mio marito. Sono gay e mi sono unito civilmente da circa un anno. La mia passione è sempre stata la politica, ambito anche dei miei studi universitari. Ho coltivato anche altri interessi e<br>aspetti della mia personalità, tra cui la spiritualità che ha sempre avuto uno spazio molto importante.<br>Per riassumere, direi che sono un idealista che si impegna per cambiare il mondo, anche se spesso per la coerenza alle mie idee mi capita di essere una “minoranza”: in politica, nelle chiese, in sindacato…</p>



<p><br>Come ti sei avvicinato alla politica?</p>



<p><br>E’ una passione che mi era sorta in me quando ero ragazzino. La mia famiglia e il movimento spirituale che frequentavamo mi ha insegnato a combattere per i grandi ideali, e così ho pensato che la politica potesse essere la mia vocazione. Allora appena ho compiuto 16 anni mi sono iscritto alla giovanile del partito che a quel tempo sentivo più vicino a me (il Pd, che era stato appena fondato) ed ho coinvolto con il mio entusiasmo parte della mia famiglia. Nel mio piccolo Comune non ho avuto problemi con i compagni di partito. Il clima di fiducia mi ha aiutato a non allontanarmi dall’impegno politico dopo le prime inevitabili delusioni e sconfitte. Inoltre movimento spirituale che frequentavo assiduamente (il Movimento dei focolari) mi ha sempre mostrato la politica come una forma di amore civico. Sono anche riuscito a diventare consigliere comunale. Poi per coerenza con i miei ideali ho cambiato partito e mi sono spostato più a sinistra, approdando in Sinistra Italiana. Certo è più difficile arrivare al potere militando in un piccolo partito, ma sento che adesso sto davvero lottando coerentemente per quello in cui credo: ambiente, solidarietà, diritti…</p>



<p><br>Hai scritto, da battista ex-cattolico, circa l’ecumenismo e il rapporto con il cristianesimo e la<br>comunità LGBT+, vuoi dirci di più?</p>



<p><br>Per coniugare la spiritualità con l’omosessualità cercavo un approccio realmente coerente: ho cominciato a frequentare dei gruppi LGBTQ cristiani, sia protestanti sia cattolici. Gli ideali di fraternità appresi dal Movimento dei focolari mi hanno dato l’apertura mentale necessaria per conoscere anche le altre chiese. Ecumenismo significa in primo luogo questo: avere la mente aperta, essere curiosi.<br>Diciamo che dopo qualche anno lo “spirito protestante” in me ha prevalso: il loro impianto teologico mi sembrava più convincente, mi sentivo più accolto dalla comunità e il mio fidanzato della chiesa protestante battista mi ha accompagnato in questo percorso di cambiamento. Ma non dimenticherò mai la meravigliosa esperienza di fede vissuta con il Movimento dei focolari, che mi ha insegnato tra l’altro che l’ecumenismo è l’unità nella diversità, ed è un sentimento che deve nascere e crescere dal basso.<br>Così poi arriva il dialogo, la collaborazione, tante iniziative spirituali, culturali, artistiche… In ambito LGBT+: i gruppi cristiani “queer” che ho frequentato sono più o meno cinque (uno protestante valdese, uno protestante battista, uno legato al Movimento dei Focolari, due cattolici) perché penso che se non collaboriamo tra noi che siamo minoranza nella società rischiamo sia di essere esclusi dalle chiese sia<br>incompresi dal mondo LGBTQ laicista. Esclusi dalle chiese perché ci considerano peccatori, (anche se grandi passi in avanti sono stati fatti soprattutto in alcune chiese protestanti) ed esclusi dall’associazionismo laicista LGBTQ perché deridono i valori spirituali (ovviamente non tutte le associazioni LGBTQ sono laiciste, alcune sono sanamente laiche). Ora il mio compito nella chiesa battista è quello di rappresentarla nel Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano. Inoltre cerco in ogni modo di organizzare iniziative con i vari gruppi LGBTQ che ho frequentato, creando ponti e scrivendo articoli sia per il portale cattolico de La Tenda di Gionata sia per quello laico dell’associazione LGBTQ Il Grande Colibrì. Se volete approfondire potete cercare i miei articoli su quei portali.</p>



<p>Vuoi darci una tua opinione circa le recenti posizioni del Papa circa le Unioni Civili?</p>



<p><br>Questo papa ha per fortuna un approccio meno dogmatico sull’omosessualità, e finalmente sta facendo passare il messaggio che quando si parla di omosessualità si parla di persone. Eppure i documenti ufficiali sono ancora quelli di prima: l’omosessualità sarebbe intrinsecamente disordinata e via dicendo.<br>Recentemente il Papa ha affermato che le persone omosessuali possono ricevere una benedizione, ma non come coppie e nemmeno in una sorta di rito apposito. Cioè il Papa ha affermato che se un gay chiede di ricevere una benedizione un sacerdote se vuole può dargliela in forma privata. Non si tratta di benedire le unioni civili, come fanno molte chiese cristiane protestanti. I mass media vorrebbero un Papa progressista ma in realtà Bergoglio non lo è, lui ha un senso di umanità che va oltre i rigidi dogmi senza aver il coraggio però di abolirli. A mio parere un Papa progressista ci sarà solo se sarà donna.</p>



<p><br>Un ultimo messaggio?</p>



<p><br>A volte mi prende lo sconforto a vedere il disastro attorno a noi: guerre, inquinamento, ingiustizie, fascismo, omofobia, transfobia, xenofobia, nazionalismo, guerre sante, genocidi, femminicidi e violenze gratuite… Al Consiglio Comunale del mio piccolo Comune, per convincere i consiglieri comunali a dare la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, qualche anno fa, ho detto una cosa che per me è sempre validissima: siamo tutti minoranza, lo siamo in qualche aspetto o per qualche tempo della vita. Allora per questo invito tutti a sostenere le minoranze, tutte quante: religiose, sindacali, politiche, di orientamento (ed io ora mi ci trovo in tutte queste quattro), e tutte le altre che il disegno nazista ha voluto cancellare (tra cui rom, malati mentali, diversamente abili…). All’unanimità Liliana Segre è diventata cittadina onoraria di Robecco sul Naviglio. Questo identico discorso lo ho pronunciato in Comune un&#8217;altra volta, il giorno della mia Unione Civile, davanti agli invitati. Ed è il messaggio che vorrei lasciare a tutti: aiutiamoci tra noi e non arrendiamoci mai! Se tra noi prevarrà questa solidarietà diverremo “cittadini onorari del mondo” e riusciremo a realizzare i nostri sogni.</p>



<p><br>Concludo rigraziando personalmente Emanuele per la persona che è, perché ci ricorda quanto sia<br>importante avere una coscienza civile e coltivare la propria spiritualità. Continua così!<br>Alla prossima intervista!</p>
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		<title>Divercitynsieme, la diversità come risorsa. Il programma dell&#8217;evento sull&#8217;inclusione sociale</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Apr 2023 09:00:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Care e cari, Associazione Per i diritti umani è felice di pubblicare il programma dell&#8217;evento da lei promosso intitolato: DIVERCITYNSIEME, LA DIVERSITA COME RISORSA. Molte attività ludico-creative, tanta bella musica, cultura ad alto livello.&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16917" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div-768x1087.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div-1086x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div-1447x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1447w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1653w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>



<p>Care e cari,</p>



<p><strong><em>Associazione Per i diritti umani</em></strong> è felice di pubblicare il programma dell&#8217;evento da lei promosso intitolato: DIVERCITYNSIEME, LA DIVERSITA COME RISORSA.</p>



<p>Molte attività ludico-creative, tanta bella musica, cultura ad alto livello. Insomma, ce ne sarà per tutti i gusti! </p>



<p>L&#8217;evento è rivolto a tutta la cittadinanza per abbattere gli stereotipi e i pregiudizi tramite la conoscenza reciproca, la riflessione, l&#8217;ascolto di persone che hanno un&#8217;esperienza di vita interessante da condividere, i colori e la bellezza dell&#8217;Arte che aiuta ad esprimere le emozioni&#8230;e tanto, tanto altro.</p>



<p>Siamo tutt* stranieri, siamo tutt*Lgbtq*, siamo tutt*disabili, siamo tutt* PERSONE, uniche nel modo di stare in questo mondo, nelle opportunità ricevute, nella capacità di reagire alle difficoltà, nella volontà di dare e di darsi agli Altri, ma tutte uguali nel provare sentimenti, nella possibilità di elaborare concetti e di farli circolare con il linguaggio (o i linguaggi), e nella consapevolezza di essere mortali. Quindi: vogliamoci bene perchè questa è l&#8217;unica via per far progredire l&#8217;umanità nel miglior modo possibile. </p>



<p>Diamo il buon esempio alle generazioni future e impariamo, anche, da loro. </p>



<p>Facciamo di ciascuno quel NOI che non ci farà sentire mai più soli di fronte al Destino, singolo e comune. </p>



<p>Vi aspettiam<strong>o: domenica 14 maggio, ore 11-18, presso biblioteca Chiesa Rossa, MILANO, Via San Domenico Savio, 3 (MM 2, linea verde, fermata ABBIATEGRASSO). </strong></p>



<p></p>



<p>Ed ecco a voi il PROGRAMMA!:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/programma-evento.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="819" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/programma-evento-819x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16916" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/programma-evento-819x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 819w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/programma-evento-240x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 240w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/programma-evento-768x960.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/programma-evento.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></a></figure>
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		<title>Viaggiando si impara. La storia di Rosario Miranda</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2022 10:27:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto In questi giorni siamo a Tenerife e,come abitudine durante i nostri percorsi, cerchiamo storie da far conoscere: oggi vogliamo raccontarvi quella di Rosario Miranda, diventata un&#8217;icona Lgbtq dell&#8217;isola delle Canarie e&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>In questi giorni siamo a Tenerife e,come abitudine durante i nostri percorsi, cerchiamo storie da far conoscere: oggi vogliamo raccontarvi quella di Rosario Miranda, diventata un&#8217;icona Lgbtq dell&#8217;isola delle Canarie e non solo.</p>



<p>Rosario nasce a Buenavista, nel nord, nel 1937 ed è deceduta nel 2004 e ha, quindi, provato sulla propria pelle cosa significhi vivere sotto dittatura (quella franchista). La mancanza di informazioni e riferimenti culturali ha fatto erroneamente credere a molte persone che Rosario fosse soltanto un &#8220;uomo travestito&#8221; quando invece ha effettuato un vero e proprio processo di transizione di genere; tuttavia sulla sua lapide compare, ancora oggi, un nome che non LE corrisponde: Domingo Regalado. </p>



<p>Fin da piccolo/a ha patito la propria condizione psicologica, poi da adulto/a è diventato/a un uomo molto saggio a cui in molti si rivolgevano per chiedere consigli di varia natura, ma ad un certo punto ha deciso di svelarsi in quanto donna, senza vergogna né paura.</p>



<p>“Rosario ha passato un periodo difficile, anche durante gli anni della rivendicazione; la situazione delle persone transgender nelle zone rurali è ancora preoccupante”, ha dichiarato il Consiglio comunale di Tenerife in una nota di alcuni anni fa.</p>



<p>La contadina, Rosario, ha avuto il coraggio di mostrarsi pubblicamente e, nel tempo, è diventata un&#8217;icona famosa Lgbtq non solo nelle Canarie, ma anche oltre i loro confini, mostrando la propria essenza; una donna che ha lottato per l&#8217;inclusione delle persone transgender in tempi in cui il tema non era ancora di grande attualità come oggi.</p>



<p>Nel 2002, il regista canario David Baute ha girato un film documentario sulla vita di Rosario, già online su YouTube, e menzionato anche nel libro &#8220;El látigo y la pluma&#8221; (2004) di Fernando Olmeda.</p>



<p>Di seguito il film di David Baute (in spagnolo, ma ben comprensibile). </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="IX Entrega de los Premios al Activismo LGBTI Rosario Miranda (2020)" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/s-DkkrGr8Bw?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Hit the Road Jack!: il mio cambio di prospettiva tra i colori rainbow, la musica e la disAbilità</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2022 08:55:36 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/lu.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/lu-683x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16491" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/lu-683x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 683w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/lu-200x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/lu-768x1152.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/lu-1024x1536.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/lu.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1365w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></a></figure>



<p>di Luca Stelitano</p>



<p></p>



<p>Mi chiamo Luca, ho trentaquattro anni e fino a pochi anni fa vedevo la mia disabilità come un limite. Ci tengo a chiarire che, per alcune esperienze che i ‘camminanti’ possono fare con maggiore libertà, il doversi muovere con una sedia a rotelle, per quanto arancione e sbrilluccicante e con ruote da fuori strada questa possa essere; mette in risalto il lato difficoltoso del convivere con un corpo non conforme.</p>



<p>Scrivo questo articolo dopo aver riflettuto a lungo sul percorso personale che ho avuto la fortuna di poter fare, scrivo questo articolo da individuo felice che ha voglia di condividere con voi una serie di esperienze cruciali del proprio percorso di vita. Sono convinto di aver trovato il mio centro e il mio essere nell’esperienza che sto facendo da ormai otto anni presso l’associazione artistico musicale <em>l’Ottava</em>, i cui corsi riprenderanno a settembre 2022 e i cui insegnanti mi hanno guidato molto nella modifica di alcuni miei comportamenti; l’affetto e la dedizione dei miei insegnanti, uniti al fatto che siano persone in grado di sostenere ognuno degli allievi in progetti esterni alla scuola mi ha portato ad affrontare, con tranquillità inaspettata e piacevole, l’evento che l’associazione ‘per i diritti umani’ ha organizzato in data 10 aprile 2022: i mio cambio di prospettiva sulla disabilità è partito, ufficialmente, dal fatto che noi che cantiamo siamo degli &#8220;spaccaballe&#8221; (come direbbe la mia insegnante di tecnica del canto Augusta Trebeschi); dalla necessità di provare <em>canzone </em>di Lucio Dalla con la Band milanese Allegromoderato: per l’occasione ho preso il treno e sono andato per la prima volta a Milano per i fatti miei, dovendomi organizzare anche gli spostamenti in loco (dalla stazione centrale alla sala prove, dalla sala prove alla stazione).</p>



<p>Per quanto riguarda la mia successiva partecipazione sia al Gay Pride di Milano, che al Disability Pride, mi sono fatto un po’ prendere la mano dal senso di libertà che questa prima esperienza da solo mi aveva dato e di recente, per essere precisi il 9 luglio 2022, questa ondata di libertà si è conclusa positivamente, dal momento che sono stato uno dei ventimila partecipanti al corteo che poneva fine al Pride Month di Brescia; ma affrontiamo un’esperienza per volta.</p>



<p>Prima di esporre le mie impressioni sulla parata di persone LGBTQ+ tenutasi in quel di Milano il 2 luglio scorso, vorrei precisare che, forse sbagliando, non sono il tipo che fa molta vita mondana, per cui non amo la musica da discoteca; specialmente se questa si sovrappone a quella prodotta da altri carri; certo il giorno della parata è, per tutta la comunità LGBTQ+, una festa, un modo per farsi sentire forte (e promuovere, in alcuni casi, un’immagine eccessivamente abilista della virilità). Ora non posso affermare che la parata milanese non sia stata inclusiva, ma se è necessario organizzare, sull’onda del Gay Pride, una manifestazione che, solo il giorno dopo, coinvolga persone disabili da tutta Italia, evidentemente non viviamo ancora in una società pienamente inclusiva, vi pare?</p>



<p>Tra le due manifestazioni, come si sarà compreso da quanto ho spiegato fino a questo momento, ho preferito il Disability Pride tenutosi il 3 luglio 2022; sebbene Milano non sia esattamente una città a prova di sedie a rotelle (e lo dimostra la protesta dell’associazione abbatti le barriere riguardo all’assenza della rampa per entrare in una struttura alberghiera sita al terzo piano di un palazzo al quale noi carrozzati potevamo accedere, se non muniti di sedia a rotelle elettrica, grazie ad uno degli inservienti della struttura che ci sollevava per farci superare il gradino all’ingresso); ho trovato che, in generale, il flusso di gente fosse meglio gestito, io stesso ho potuto sganciarmi dai miei accompagnatori che, per l’occasione, sono stati Filippo Cinquemani, Martina Foglia e Barbara Raccuglia</p>



<p>Il corteo del 3 luglio ha svolto lo stesso percorso del Milano Pride, con la sola differenza del punto di partenza: il giorno precedente, infatti, il corteo era partito dalla stazione centrale ed era terminato in parco Sempione, presso l’arco della pace; noi carrozzati siamo partiti dalla stazione della metropolitana Porta Garibaldi e siamo giunti all’arco della Pace. Il corteo in generale è stato molto meno caotico e siamo stati accompagnati da un gruppo di percussionisti dai costumi e dal trucco coloratissimi.</p>



<p>Poco prima che il corteo del Disability Pride milanese partisse, mi è giunta voce che, nella mia città – cioè a Brescia- il corteo per il Gay Pride era previsto in data 9 luglio 2022. In quest’occasione ho potuto ammirare e godere di una organizzazione della sfilata che definirei esemplare, rispettosa ed altamente inclusiva. I City Angels della città si sono prodigati perché vi fosse una zona tranquilla, lontana dal frastuono dei carri e sono stati così gentili da spingermi per tutto il corteo. Sul palco si sono poi avvicendati vari esponenti a rappresentanza delle persone non binarie, degli asessuali, dei disabili (tra cui ricordo l’intervento di Simone Riflesso); insomma è stato un pride pacifico e divertente, che mi ha permesso di scoprire angoli della mia città che non conoscevo.</p>



<p>Mi chiamo Luca, ho trentaquattro anni ed è vero, sono disabile, ma il punto è che NON SONO la mia disabilità.</p>
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		<title>Il Mese del Pride: tra promesse e traguardi ancora da raggiungere</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2022 07:26:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Nicole Fraccaroli Ogni anno, durante il mese di giugno, la comunità LGBT+ festeggia in diversi modi. In tutto il mondo, durante questo mese si tengono vari eventi per riconoscere l&#8217;influenza che le persone&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



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<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<p></p>



<p>Ogni anno, durante il mese di giugno, la comunità LGBT+ festeggia in diversi modi. In tutto il mondo, durante questo mese si tengono vari eventi per riconoscere l&#8217;influenza che le persone LGBT+ hanno avuto in tutto il mondo. Perché è stato scelto giugno? Perché è quando si sono verificati gli Stonewall Riots (“<em>disordini</em>”), nel 1969.</p>



<p>I disordini sono stati provocati da un raid che ha avuto luogo durante la mattina presto, allo Stonewall Inn nel Greenwich Village, a Manhattan. La comunità LGBT+ ha tenuto una serie di manifestazioni spontanee per protestare contro il raid e per chiedere l&#8217;istituzione di luoghi in cui gay e lesbiche potessero recarsi ed essere aperti sul loro orientamento sessuale. In tali luoghi non ci dovrebbero essere timori di essere arrestati. Le rivolte sono servite da catalizzatore per i diritti delle persone LGBT+ e in 6 mesi si sono formati due gruppi di attivisti gay a New York. Negli anni trascorsi dall&#8217;evento, sono state formate molte organizzazioni per i diritti dei gay. Non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo.</p>



<p>Chi ha iniziato la celebrazione di giugno? Conosciuta come la &#8220;Mother of Pride&#8221;, è stata Brenda Howard a coordinare la prima marcia LGBT Pride. Oltre a suscitare l&#8217;idea per una settimana di eventi intorno al Pride Day. Questi eventi si sono poi trasformati nelle celebrazioni LGBT annuali che si tengono ogni giugno.</p>



<p>Che cos’è LGBT o Gay Pride? È un movimento che celebra la diversità sessuale. Per le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) è un modo per protestare contro la discriminazione e la violenza. Promuove la loro dignità, la parità di diritti, l&#8217;autoaffermazione ed è un modo per aumentare la consapevolezza della società sui problemi che devono affrontare.</p>



<p>Oltre ad essere una celebrazione lunga un mese, il mese del Pride è anche un&#8217;opportunità per protestare pacificamente e aumentare la consapevolezza politica sulle questioni attuali che la comunità deve affrontare. Le sfilate sono una caratteristica importante del mese del Pride e ci sono molte feste di strada, eventi della comunità, letture di poesie, discorsi in pubblico, festival di strada e sessioni educative, tutti coperti dai media mainstream e che attirano milioni di partecipanti.</p>



<p>La New York Pride Parade è una delle sfilate più grandi e famose che si siano svolte, con circa 500.000 persone che vi partecipavano quando ha raggiunto il suo 25° anniversario.</p>



<p>Il Pride Month è così importante perché segna l&#8217;inizio di un enorme cambiamento all&#8217;interno della comunità LGBT+, così come le più ampie implicazioni sociali. Sebbene permangano atteggiamenti e ingiustizie, abbiamo fatto molta strada dai disordini del 1969 e perseverando in questa lunga tradizione continuiamo a sensibilizzare, migliorare gli atteggiamenti della società e incoraggiare l&#8217;inclusività.</p>



<p>Negli Stati Uniti d’America questa ricorrenza è particolarmente sentita e celebrata in numerosi angoli del Paese.</p>



<p>Come lo stesso Presidente Americano Biden ha dichiarato recentemente, oggi i diritti degli americani LGBTQI+ sono sotto attacco incessante. I membri della comunità LGBTQI+, in particolare le persone di colore e le persone trans, continuano a subire discriminazioni e sforzi persistenti e crudeli per minare i loro diritti umani. Negli Stati Uniti è stato introdotta e approvata una seria e pericolosa legislazione anti-LGBTQI+, che prende di mira i bambini transgender e i loro genitori e interferisce con il loro accesso all&#8217;assistenza sanitaria. Questi attacchi inconcepibili hanno lasciato innumerevoli famiglie LGBTQI+ nella paura e nel dolore. Tutto ciò è stato particolarmente difficile per i giovani LGBTQI+, il 45% dei quali ha seriamente considerato di tentare il suicidio nell&#8217;ultimo anno, una realtà devastante.</p>



<p>Il mese del Pride è cominciato, ma l’Italia non ha ancora una legge efficiente che permetta di prevenire e contrastare concretamente la discriminazione e violenza contro la comunità Lgbtqia+, misoginia e abilismo.</p>



<p>I dati esistenti dimostrano l’urgenza di riforme legislative: solo nel 2020 l’Osservatorio del Ministero dell’Interno per la Sicurezza Contro gli Stati Discriminatori (Oscad) ha comunicato all’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa di aver registrato 1111 crimini o discorsi d’odio. Di questi, 71 “per orientamento sessuale-identità di genere”, tra cui 1 caso di omicidio, 19 aggressioni fisiche, 28 di incitamento alla violenza; 192 “per disabilità”, di cui 1 omicidio, 44 aggressioni fisiche, 9 casi di violenza sessuale, 6 di incitamento alla violenza.</p>



<p>Scene di vita quotidiana di persone LGBT in Italia oggi: episodi di odio, spesso accompagnati dalla minaccia o dalla violenza vera e propria, che rimangono sotto la soglia della visibilità.&nbsp;</p>



<p>Una realtà che combacia con le informazioni che arrivano dalle varie associazioni LGBT sparse per l’Italia e che rilevano in tempo reale la situazione.</p>



<p>Sembra dunque essere un clima omo e transfobico quello che contraddistingue l’Italia, un Paese dove il 32% degli intervistati dall’<a href="https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/infographics_2019_lgbti_final.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Eurobarometro</a>&nbsp;(l’ultima edizione è del 2019) si dice in “totale disaccordo” con la frase «Gay, lesbiche, bisessuali dovrebbero avere gli stessi diritti degli eterosessuali», contro una media del 24% dell’Unione Europea.</p>



<p>La maggior parte dei Paesi membri dell’Unione Europea&nbsp;ha una legislazione che estende i crimini d’odio all’omotransfobia. Se l’Unione Europea&nbsp;ha iniziato a parlarne già dagli anni 2000, è stato nel 2010 che il comitato dei ministri ha espresso&nbsp;la prima raccomandazione&nbsp;che chiedeva di adottare misure legislative per il contrasto ai crimini d’odio a causa sia “dell’orientamento sessuale” che “dell’identità di genere”.&nbsp;</p>



<p>L’Italia però sta ancora aspettando. Attualmente il nostro Paese non ha legiferato in materia, insieme ad altri 7 Paesi tra cui Bulgaria&nbsp;e&nbsp;Repubblica Ceca.</p>



<p>È importante ricordare che il concetto di&nbsp;identità di genere, non solo era già nella raccomandazione dell’Unione Europea del 2010, ma è anche nella&nbsp;Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne ratificata dal&nbsp;Parlamento italiano&nbsp;nel 2013 ove si parla esplicitamente di tutela delle vittime dalle discriminazioni sulla base, tra le altre cose, di sesso e identità di genere.</p>



<p>Questo mese è dunque importante per ricordarci quanta strada sia stata percorsa fino ad oggi e quanti ostacoli siano stati superati; ma il mese del Pride ci dimostra soprattutto che non c’è libertà fino a quando tutte le persone si possono sentire veramente libere di essere chi desiderano essere, senza ripercussioni o conseguenze. Il mese del Pride è l’esempio di quanti passi debbano essere ancora percorsi, scritti e accettati.</p>
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		<title>Un nostro commento sul dl Zan</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2021 14:22:20 +0000</pubDate>
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<p>Un commento di Andrea de Chiara sul dl Zan. Diffondiamo la vera informazione, non quella che vogliono farci credere.</p>



<p>Perchè è stato affossato?</p>



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