<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>madri Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/madri/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/madri/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Sat, 25 Nov 2023 09:20:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>madri Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/madri/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Mi chiamo Donna e sono salva</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/11/25/mi-chiamo-donna-e-sono-salva/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/11/25/mi-chiamo-donna-e-sono-salva/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2023 09:18:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#donne]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[#violenzadigenere]]></category>
		<category><![CDATA[#violnzadonne]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[bambine]]></category>
		<category><![CDATA[compagne]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidi]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[generazioni]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[madri]]></category>
		<category><![CDATA[mogli]]></category>
		<category><![CDATA[patriarcato]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ragazze]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[sorelle]]></category>
		<category><![CDATA[stopviolenzasulledonne]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17291</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Antonella Cinquemani Mi chiamo Antonella ho 43 anni e sono felice perché sono salva.Le decisioni della mia vita hanno le caratteristiche di chi, fin da giovane, lotta per essere indipendente e non avere&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/11/25/mi-chiamo-donna-e-sono-salva/">Mi chiamo Donna e sono salva</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/no.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="853" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/no-1024x853.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17293" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/no-1024x853.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/no-300x250.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/no-768x640.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/no.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Antonella Cinquemani</p>



<p>Mi chiamo Antonella ho 43 anni e sono felice perché sono salva.<br>Le decisioni della mia vita hanno le caratteristiche di chi, fin da giovane, lotta per essere indipendente e non avere paura.<br>Tra lavori sottopagati, tentativi di manipolarmi e un esposto a chi aveva deciso che non potevo dire un no.<br>Sono un&#8217;insegnante, entrando in classe pensi sempre a prendere per mano i bambini e guidarli nella conoscenza del mondo,<br>nel migliore dei modi possibile affinchè siano pronti e sicuri.<br>Prepararli a godere delle cose belle, a mantenere viva la curiosità e a non arrendersi quando le cose si fanno difficili credendo in se stessi e affrontando le sfide.<br>Ma c&#8217;è una parte del mondo troppo difficile da spiegare,<br>Dove le principesse non girano serene nei boschi a raccogliere fiori, ma nemmeno prendono il treno ed escono la sera canticchiando tranquille.<br>Un giorno, sempre se non lo stanno già vedendo nella loro famiglia, dovranno affrontare la realtà non importa quanti sacrifici abbiano fatto: dottoresse, insegnanti, madri, con problemi economici o benestanti, in salute o con malattie e non<br>importa in quale posto del mondo siano, dovranno stare sempre attente in quanto donne e anche così putroppo potrebbe non bastare.<br>La mentalità, un&#8217;interpretazione errata della religione, un rifiuto, un problema psicologico o economico e l&#8217;incubo può avere inizio.<br>Sotto forma di discriminazione, di violenza, di persecuzione, coercizione un uomo inizierà a tenerle in pugno e si ritroveranno costrette a lottare per la loro vita.<br>Sempre se ne avranno e sempre qualcuno sentirà il loro grido.<br>Per non parlare poi del fatto che, se mai mostreranno le loro debolezze, se mai si fideranno di un uomo in intimità, li&#8217; avranno sbagliato di grosso: potranno infatti essere vittime di ricatti.<br>Invece se faranno le cose “per bene” e si sposeranno, allora saranno premiate ma questo non esclude che, un giorno, il il marito non decida che è il momento della loro fine.<br>Una vita di “se e ma”, quella di noi donne. E quanti nomi ci vengono in mente: Giulia Donato, Martina<br>Scialdone, Oriana Brunelli, Teresa Di Tondo, Alina Cristina Cozac,Yana Malayko, Melina Marino,<br>Santa Castorina,Iulia Astafieya, Sara Ruschi,Danjela Neza, Annalisa D&#8217;Auria&#8230;<br>Nomi che vediamo, come una carrellata di fronte ai nostri occhi, scorrere in ricordo di quanto sia brutale la violenza sulle donne.<br>Dolore e delusione è la sensazione che lasciano.<br>Dolore di non potere più vedere i loro sorrisi, dolore di chi avrebbe voluto tenerle tra le braccia proteggerle e non ha potuto.<br>E si sentono nell&#8217;aria i “perchè?” cosa l&#8217;ha spinto a fare tanto male.<br>Non esiste una risposta perchè nulla potrà mai giustificare.<br>Allora ci rendiamo conto di quanto siamo ancora lontane dall&#8217;essere libere.<br>Realizziamo che urliamo e non veniamo ascoltate e che l&#8217;urlo deve essere più forte.<br>La paura deve essere rimandata al mittente, a chi ogni giorno vuole farcela provare.  La paura: ferire<br>intimorire, rendere insicure noi donne.<br>La donna è debole solo fin quando crede di esserlo poi si rialza, inizia a combattere e vede la realtà: debolezza e insicurezza erano ciò che spingevano il suo carnefice a farle del male, a umiliarla  e<br>allora nasce sempre più il desiderio di mostrargli ,invece quanto può essere forte anche lei. A volte con successo, a volte con la triste tragedia come finale. Eppure vediamo vere eroine che lottano seppur consapevoli dei rischi, ma non più sono disposte a subire.<br>Per tutto questo è urgente urlare ..Sono Antonella, ho 43 anni e sono salva…Urlare anche per coloro che sono state uccise, perché vorrebbero tanto farlo ma purtroppo non possono più.<br>Sono Giulia ho scoperto bugie e tradimenti, ma sono salva,<br>Sono Annalisa avevo un compagno geloso ma sono salva&#8230;<br>Dire che non scendano le lacrime solo a scriverlo, è impossibile.<br>In questa giornata non smettiamo di ricordare, di parlare, di combattere affinchè un giorno, spiegando il mondo ad una bambina, potremmo dirle che è al sicuro.</p>



<p></p>



<p>NUMERO EMERGENZA VIOLENZA DONNE: 1522</p>



<p>GESTO PER CHIEDERE AIUTO:  </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/s.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="656" height="427" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/s.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17294" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/s.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 656w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/11/s-300x195.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 656px) 100vw, 656px" /></a></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/11/25/mi-chiamo-donna-e-sono-salva/">Mi chiamo Donna e sono salva</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/11/25/mi-chiamo-donna-e-sono-salva/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il carcere non è donna</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/04/21/il-carcere-non-e-donna/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/04/21/il-carcere-non-e-donna/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Apr 2023 09:13:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[garante]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[giustiziasociale]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[leggi]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[madri]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[norme]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[reinserimento]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sezioni]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[suicidi]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16928</guid>

					<description><![CDATA[<p>A cura di Alessandra Montesanto Riportiamo alcune parti del convegno online che si è tenuto il 18 aprile scorso sul tema della condizione femminile nelle carceri italiane, organizzato dalla Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia nell&#8217;ambito&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/04/21/il-carcere-non-e-donna/">Il carcere non è donna</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/detenuta-carcere.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="800" height="532" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/detenuta-carcere.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16929" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/detenuta-carcere.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/detenuta-carcere-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/detenuta-carcere-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>



<p>A cura di Alessandra Montesanto</p>



<p>Riportiamo alcune parti del convegno online che si è tenuto il 18 aprile scorso sul tema della condizione femminile nelle carceri italiane, organizzato dalla Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia nell&#8217;ambito del progetto “A scuola di libertà”.</p>



<p>Moderatrice: Ornella Favero, Direttrice della rivista Ristretti orizzonti e Presidente della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia.</p>



<p>Susanna Marietti di Antigone: grazie Ornella e grazie anche alle amiche di Sbarre di zucchero che poi sono state con noi lo scorso 8 Marzo, quando in una aula del Senato della Repubblica, Antigone ha presentato questo suo rapporto dal titolo “Dalla parte di Antigone”. Questo rapporto nasce da un viaggio collettivo dei mesi scorsi in cui abbiamo visitato tutti i luoghi della detenzione femminile in Italia che, come sapete, sono solamente quattro sulle 190 che ci sono in Italia, tra cui c&#8217;è Rebibbia a Roma che è il più grande carcere femminile d&#8217;Europa. E poi Venezia (La Giudecca), Pozzuoli e Trani. E poi abbiamo visitato le 44 sezioni femminili che sono invece ospitate all&#8217;interno di carceri a prevalenza maschile. Abbiamo visitato i quattro ICAM, istituti a custodia attenuata per madri. Siamo stati, inoltre, in tre istituti che recludono minorenni e donne che sono l&#8217;Istituto di Pontremoli, che è l&#8217;unico istituto penale per minorenni interamente femminile in Italia.</p>



<p>È stato un viaggio collettivo con attraverso l&#8217;Osservatorio di Antigone che da 25 anni è autorizzata dal ministero della Giustizia a visitare tutte le carceri italiane e che coinvolge oltre 80 persone.</p>



<p>La prima cosa che salta agli occhi è che le donne in carcere sono poche e sono poco criminali perché anche quando ci sono, hanno tendenzialmente pene brevi. Sono poche, significa che nelle carceri italiane costituiscono il 4,2% del totale e questa percentuale è più o meno stabile. Oscillando fra i 4,1 e il 4,3 trentini, ultimi vent&#8217;anni. Anomalia italiana, perché? No, sono una netta minoranza in ogni parte del mondo. Il sistema penitenziario è più clemente con le donne; in parte è vero. Perchè? Perchè, da fine &#8216;800, si è ipotizzato che il ruolo che tradizionalmente la società assegna alla donna sia più riservato rispetto a quello in prima linea dell&#8217;uomo. Però se poi andiamo a vedere, sia dal punto di vista diacronico, cioè nel tempo, quando si sono emancipati i costumi legati al ruolo femminile, ma anche nello spazio, cioè in Paesi dove pensiamo che le donne abbiano una rappresentanza assolutamente paritetica (ad esempio in Scandinavia), comunque molto più avanzata nel mondo del lavoro, nel mondo della politica eccetera notiamo che non ci sono tassi di detenzione superiori rispetto alla detenzione femminile in Italia quindi questa è una domanda che lascio aperte a tutti voi.</p>



<p>Torniamo all&#8217;Italia, appunto. La stragrande maggioranza delle donne detenute è ospitata nelle sezioni femminili all&#8217;interno di carceri maschili che sono molto differenti tra di loro, sia quantitativamente e di conseguenza anche qualitativamente perché vanno da sezioni che arrivano ad avere 120 donne detenute. Penso ad esempio a Milano, Bollate, Torino &#8230;fino a sezioni che hanno soltanto 2 3 4 come per esempio Mantova oppure Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia. Non sarebbe utile chiudere queste sezioni con pochissime detenute in base al principio di territorializzazione della pena che dice che la persona detenuta debba rimanere nel luogo vicino al proprio centro di riferimento sociale, dice la Legge, ma il problema è che se un direttore ha un carcere di 300 persone, di cui 293 sono uomini, verrà del tutto spontaneo convogliare le proprie risorse, spesso scarse (risorse di personale, del volontariato, lavorative) verso la parte maschile dell&#8217;Istituto. Non è possibile che ci si senta dire: Ebbene, per quelle poche donne come si fa a organizzare una classe scolastica che faccia venire i professori, pagati solo per 2,3,4 detenute? Ecco perchè noi di Antigone abbiamo chiesto aule &#8211; o luoghi di lvaoro in carcere &#8211; miste: per uomini e donne insieme, superando una mentalità e un pregiudizio anacronistico di “pericolosità” , se è vero che il carcere deve garantire una vita del tutto simile a quella che si potrebbe condurre all&#8217;esterno, salvo la limitazione della libertà per via della pena commissionata.</p>



<p>Un altro argomento importante: i figli. Le donne lo vanno a subire in maniera maggiore rispetto agli uomini, soprattutto per il fatto di essere madri, nella maggior parte dei casi, sono infatti il 70%. Chiunque sia entrato in un carcere femminile sa che l&#8217;allontanamento dai figli è un tema forte ed è anche una forma di stigmatizzazione della donna perchè viene considerata una cattiva madre. La donna è vittima di una stigmatizzazione in generale decisamente maggiore di quella dell&#8217;uomo perché la donna detenuta non ha risposto al suo ruolo sociale, al suo ruolo di brava madre e al suo ruolo di moglie. Il periodo di detenzione và a rompere o a indebolire i legami sociali o familiari, le detenute e i detenuti spesso interrompono le relazioni con i loro partner o anche con la famiglia di origine e via dicendo. In carcere ci stanno i grandi delinquenti, ma non sono loro che fanno la massa delle persone della massa personale, dove sono i poveracci che fuori non hanno voluto, non hanno saputo gestire diversamente la propria vita, ma è anche vero che si tratta di un problema politico: con diverse politiche sanitarie o politiche dell&#8217;housing sociale o politiche del lavoro, forse, le carceri non sarebbero così affollate a causa di situazioni di emarginazione sociale. E poi periodo di detenzione, non fa altro che approfondire proprio circolo vizioso che porta le persone che hanno commesso qualche reato minore a subire di nuovo lo stigma sociale.</p>



<p>Torniamo al tema dei figli. Negli scorsi decenni erano di più di quanto sono adesso i bambini in carcere. erano intorno alle 50, 60 unità e hanno oscillato per trent&#8217;anni attorno a questa cifra. Possiamo parlare di due leggi: nel 2001 la legge Finocchiaro sulla tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori e dieci anni dopo, nel 2011, una seconda legge che è tornata sul tema, ma nessuna delle due norme ha risolto il problema dei figli nelle carceri. Quand&#8217;è che è venuto a dimezzarsi il numero dei bambini in carcere? Quando è arrivata la pandemia. Quindi non è stato un evento di tipo normativo, ma è stato un evento fattuale, perché i magistrati di sorveglianza sono stati messi davanti a questo grande pericolo e hanno dovuto capire che temere dei bambini chiusi in un posto come il carcere di fronte al rischio che arrivasse la malattia era una follia e quindi li hanno messi fuori insieme alle mamme: quelle donne messe fuori fino al giorno prima erano pericolose criminali o potevano stare fuori anche prima che arrivasse la pandemia? Potevano stare fuori anche prima. Mi sembra ovvio. Io sono certa che se mi prendessi stanotte i 28 fascicoli delle 28 donne con figli che ora stanno in carcere passo la nottata a studiarmelo tutti e per 26, 27 di loro troverei una soluzione di una misura alternativa, una comunità, un qualcosa mi inventerei per ognuna di loro, e questo allora lo può fare anche la magistratura di sorveglianza. Non si tratta più di fare la legge perfetta, ma si tratta di cambiare la cultura del magistrato di sorveglianza. La strada da perseguire è quella di metterci i soldi e la volontà.</p>



<p>Altro tema affrontato nel rapporto di Antigone: le detenute trans. Sarebbe utile che il carcere adottasse personale esperto in politiche di genere e uno staff formato appositamente per loro anche perchè, spesso, sono inserite in sezioni maschili.</p>



<p>Così come ci sarebbe bisogno di uno sguardo più attento per le donne vittime di abusi e di violenze che, prima di tutto, necessitano di uno screening sanitario e psicologico e che poi vengano prese in carico a livello giudiziario e anche dopo l&#8217;uscita dal carcere perchè questo è un&#8217;altro grande probema in quanto tutte le detenute (e i detenuti) vivono nella paura di venire abbandonate e di non avere un dialogo con i servizi sociali del territorio. In effetti, ad oggi, non c&#8217;è una continuità di presa in carico. Una donna si trova spesso peggio di prima e frequentissimi sono gli episodi di depressione seria al momento dell&#8217;uscita dal carcere.</p>



<p>Testimonianza di un avvocato di Sbarre di Zucchero, Carlotta Toschi</p>



<p>Sbarre di Zucchero non è ancora un&#8217;associazione, ma un folto gruppo di persone, nato nel 2022, che si occupa di persone dentro e fuori dal carcere. Vogliamo essere un microfono che riporti al centro il tema del carcere. Soprattutto quello femminile, quando il carcere di donne è in un mondo di uomini, come recita e sottolinea, il nostro sottotitolo. Il gruppo è nato fisicamente a Verona e in pochissimo tempo ha raccolto partecipanti da tutta Italia. Abbiamo membri che sono ex detenuti, familiari di detenuti, attivisti, avvocati, volontari, garanti, giornalisti, una buona quota di polizia penitenziaria che ci affianca. Siamo diventati anche gruppi fisici, di pochi volontari e volontarie che all&#8217;inizio si sono aggregati, hanno dato via a un&#8217;organizzazione di eventi e convegni a Roma, Milano, Verona. Abbiamo raccolto abiti per tutte le carceri di Italia, abbiamo raccolto i generi di prima necessità anche per l&#8217;igiene personale a favore di detenuti e delle detenute in difficoltà. Abbiamo raccolto una storia di strette collaborazioni coi media, che ovviamente hanno interesse a coinvolgerci da tutta Italia, con realtà associative già presenti sul territorio, realtà storiche, ne cito solo alcune, a titolo meramente esemplificativo, per esempio, guardando poi a Roma la Fraternità Verona e da tante altre abbiamo ottenuto anche l&#8217;appoggio e la collaborazione concreta come Elemosiniere del Santo Padre, il Cardinale for. Cacciari e ovviamente moltissimi garanti delle persone private della libertà personale che teniamo a ringraziare in modo particolare per il lavoro capillare che fanno all&#8217;interno di tutte le carceri.</p>



<p>Sbarre di zucchero nasce per fare rete e parlare di carcere, di tutto quello che non va all&#8217;interno delle carceri e anche delle buone pratiche di cui farci promotori, mettiamo insieme tutte le nostre forze per dare un supporto ai detenuti, alle loro famiglie che troppo spesso soffrono ancora per le condizioni disumane in cui vivono i loro familiari. Noi siamo attivi quasi una volta a settimana. Ci piace metterci la faccia e testimoniare che si fa tanta fatica nel volontariato, ma io credo che ci sia un “Dopo il carcere”. È questo l&#8217;obiettivo di Sbarre: di andarselo a prendere. Vorrei leggere con voi le ultime parole d&#8217;amore scritte a penna su un foglietto a quadretti da Donatella Odo, che è morta suicida l&#8217;anno scorso. Un biglietto scritto al suo fidanzato: “Leo, Amore mio, mi dispiace, sei la cosa più bella che mi poteva accadere per la prima volta in vita mia; penso e so cosa vuol dire amare qualcuno, ma ho paura di tutto, di perderti e non lo sopporterei. Perdonami, sii forte, ti amo. E scusami”. Ecco noi ci focalizziamo su questo affinché nessuno abbia più paura di tutto, come è successo a Donatella.Vogliamo far conoscere la verità, che cosa significhi la detenzione, di modo che nessuno si senta abbandonato e che il carcere possa essere davvero quello strumento, assolvere a quella funzione di cui discutiamo tanto nell&#8217;articolo 27, comma tre della Costituzione: le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità; affinché quelle celle sovraffollate, inadeguate totalmente alla vita, non diventino più bare. Dobbiamo riportare al centro del dibattito italiano un tema che troppo spesso è legato ai margini della società, non viene preso assolutamente in considerazione dalla politica perché lo sappiamo, il carcere non porta voti. Mettiamo insieme le forze.</p>



<p>E&#8217; in programma, come dicevamo prima, la costituzione di un&#8217;associazione, cerchiamo persone appassionate, non cerchiamo soci, semplici soci ma persone innamorate della giustizia, delle seconde possibilità, perché tutti abbiamo diritto a una seconda opportunità. E perché quelle parole d&#8217;amore che sono state scritte da Donatella non rimangano nel buio. Non solo l&#8217;8 Marzo, dunque, la festa della donna ma ogni giorno deve essere un&#8217;occasione importante, a mio avviso, per ricordare che non siamo solo donne, ma siamo donne, madri, fidanzate, mogli&#8230; Dentro le sbarre, ma anche fuori. Un augurio a tutte le donne che sono qui con noi, che so che sono donne di cuore, donne forti che ogni giorno combattono con le difficoltà della vita, ma anche a tutte le donne deboli, perché noi possiamo essere la voce di tutte queste persone, che ciascuno possa trovare la forza in sè, forza che è anche dentro di noi per percorrere insieme un bellissimo cammino verso una riabilitazione e la restituzione in società.</p>



<p>Ornella Favero: ultimamente hanno tolto le cosiddette “telefonate in più”, cioè la telefonata quotidiana a casa, la possibilità di telefonare a casa ogni giorno, 10 minuti che già è una inezia rispetto alle effettive necessità, un diritto inserito durante la pandemia e che, oggi, appunto è stato eliminato. Le persone si sono , quindi, si sono trovate con la tessera telefonica che diceva che il numero di telefonate era già stato e che si è tornati a poter fare soltanto una telefonata a settimana e vi assicuro che questa è una cosa senza senso, una crudeltà inaudita quando l&#8217;unica forma di prevenzione dei suicidi è proprio quella di rafforzare i legami con il mondo esterno, gli affetti, con le persone care. Una rabbia terribile. Quindi vi chiedo, siccome c&#8217;è da far ripartire una campagna su questo, di essere solidali perché è veramente un tema fondamentale.</p>



<p>Testimonianza di Micaela di Sbarre di Zucchero: io sono stata in carcere per un periodo e la telefonata, magari a un genitore o a un figlio è importantissima, ma se c&#8217;è a casa un problema e io òosso telefonare solo 1 volta alla settimana, resto con la preoccupazione per tutti quei giorni. Esiste la possibilità di fare telefonate straordinarie che sono due al mese, quindi una settimana +1, 2 al mese. Fanno sei telefonate in un mese che tu ti devi gestire con tutta la famiglia, quindi è veramente difficile mantenere un rapporto, anche se questi rapporti dovrebbero essere tutelati.</p>



<p>Per quanto riguarda le donne trans: nelle sezioni maschili non vengono messi con gli uomini, ma hanno delle sezioni apposite; in particolare, nella sezione femminile vengono inserite le donne omosessuali che a volte sono anche dei veri e propri uomini e questo spessissimo crea disagio perché tu, donna, ti trovi in cella assieme a un&#8217;altra donna che si comporta da uomo, ti fa delle avance, ti guarda in un certo modo etc. Credo, perciò, che anche per le donne omosessuali ci sarebbe biosgno di una sezione particolare.</p>



<p>Nella sezione femminile ci sono stata spesso le e donne fanno diventare la cella la casa loro perché, ad esempio, la tossicodipendente che vive per strada o la rom che vive in roulotte non hanno mai avuto mura attorno e l&#8217;arredamento con le tendine, le ciotole, o altro sono importanti per rendere la cella accogliente anche se, a volte, l&#8217;abbellimento può risultare eccessivo.</p>



<p>Non direi che gli uomini sono più “cattivi” delle donne, anche le donne sanno esserlo, soprattutto verso i sex-offender. A Verona c&#8217;era una mamma che aveva permesso al compagno di molestare il figlio è stata brutalmente picchiata; così come una rom che vaeva rubato un bambino e acui altre detenute hanno fatto saltare i denti, mentre la guardia diceva: “Stanno SOLO litigando”. Quindi non pensate che nel femminile sia più tranquillo. Per scrivere un buon report, bisognerebbe starci una settimana, 15 giorni, in un carcere e non qualche ora, per vivere realmente quello che succede in carcere e per capire. Cosa se ne fa una donna quando va fuori di avere imparato a farsi le unghie o a cucire un abito? Al maschile, per esempio a Verona, i detenuti imparano a fare gli odontotecnici oppure frequentano l&#8217;alberghiero, vanno all&#8217;università; al femminile non c&#8217;è tutto questo. Quindi credo che i diritti che hanno i maschi dovrebbero averli anche le donne.</p>



<p>Conoscevamo Donatella Odo: era tossicodipendente e aveva altri problemi, per cui le hanno portato via il figlio. Avrebbe avuto biosgno di sostegno, di aiuto psicologico, di amore. Invece è stata lasciata sola. Adesso siamo già a 15 suicidi quest&#8217;anno e non mi sembra che abbiano fatto qualcosa per prevenirli, anzi se ne parla sempre meno. Casino ne facciamo tanto e non smetteremo di farlo Donatella aveva persino scritto a Maria De Filippi: perché non si è fatta aiutare da chi era lì, da una casa famiglia, da un operatore, da qualcuno delle istituzioni? Lei era incinta di sette mesi e, una volta messa fuori dal carcere, nessuno l&#8217;ha presa in carico. Ora voi che siete tutti operatori del settore, dovreste darmi una risposta. Non c&#8217;era qualcuno che poteva accogliere una ragazza incinta di sette mesi? Ha dovuto andar per strada. Per strada? E dopo un mese dalla nascita c&#8217;era bisogno di portarle via il bambino? Non si poteva prenderli entrambi e metterli in una casa famiglia, non si poteva almeno provare a farla stare col suo bambino? Ci battiamo, quindi, proprio perché queste cose non accadano più!</p>



<p>Ornella Favero: vedo anche un sacco di ragazzi giovani in carcere e credo che ci sia che sia un momento particolarmente difficile. Per questo faccio un appello rispetto a una cosa così piccola come sembra quella delle telefonate, perché secondo me l&#8217;isolamento è la cosa più deleteria per le donne e per i giovani.</p>



<p>Mettiamo insieme tutte le nostre forze per dare un supporto ai detenuti e alle loro famiglie che troppo spesso soffrono ancora per le condizioni particolari di chi hanno in carcere.</p>



<p>Ridiamo la speranza, superando la paura.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/04/21/il-carcere-non-e-donna/">Il carcere non è donna</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/04/21/il-carcere-non-e-donna/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Maternità surrogata o gestazione per altri: il deposito della PDL per la legalizzazione e subito abbinamento in commissione Giustizia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/05/05/maternita-surrogata-o-gestazione-per-altri-il-deposito-della-pdl-per-la-legalizzazione-e-subito-abbinamento-in-commissione-giustizia/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/05/05/maternita-surrogata-o-gestazione-per-altri-il-deposito-della-pdl-per-la-legalizzazione-e-subito-abbinamento-in-commissione-giustizia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2021 08:12:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#AssociazioneLucaCoscioni]]></category>
		<category><![CDATA[#CertiDiritti]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[famigliearcobaleno]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[gestazione]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giuristi]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[madri]]></category>
		<category><![CDATA[maternitàsurrogata]]></category>
		<category><![CDATA[padri]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15297</guid>

					<description><![CDATA[<p>La surrogazione di maternità o maternità surrogata o gestazione per altri (spesso abbreviata in GPA) è una forma di procreazione assistita in cui una donna provvede alla gestazione per conto di una o più persone, che saranno il genitore&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/05/05/maternita-surrogata-o-gestazione-per-altri-il-deposito-della-pdl-per-la-legalizzazione-e-subito-abbinamento-in-commissione-giustizia/">Maternità surrogata o gestazione per altri: il deposito della PDL per la legalizzazione e subito abbinamento in commissione Giustizia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="712" height="376" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/FA5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15298" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/FA5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 712w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/FA5-300x158.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 712px) 100vw, 712px" /></figure>



<p>La surrogazione di maternità o maternità surrogata o <strong>gestazione</strong> per altri (spesso abbreviata in <strong>GPA</strong>) è una forma di procreazione assistita in cui una donna provvede alla <strong>gestazione</strong> per conto di una o più persone, che saranno il genitore o i genitori del nascituro.</p>



<p>Pubblichiamo il comunicato stampa dell&#8217;Associazione Luca Coscioni e Certi Diritti</p>



<p><em>&#8220;Ringraziamo le deputate e i deputati Guia Termini, Doriana Sarli,&nbsp; Riccardo Magi, Nicola Fratoianni ed Elisa Siragusa, depositari della proposta per la regolamentazione della gestazione solidale per altri. Un testo nato dal lavoro straordinario di numerosi giuristi e realtà associative per i diritti civili e la salute riproduttiva che è stato incardinato dall&#8217;associazione Coscioni e Certi Diritti.&#8221;</em></p>



<p>Lo dicono&nbsp;<strong>Filomena Gallo</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Leonardo Monaco</strong>&nbsp;rispettivamente segretari dell&#8217;Associazione Luca Coscioni e dell&#8217;Associazione Certi Diritti.</p>



<p><em>&#8220;Un Parlamento rispettoso della più alta giurisprudenza e dei diritti dei cittadini non meritava di esprimere solo la proposta repressiva e illiberale firmata Meloni e Carfagna. Auspichiamo l&#8217;abbinamento della nuova proposta all&#8217;iter in corso, per rendere partecipi del confronto tutte le voci impegnate a superare il turismo riproduttivo e le discriminazioni nei confronti degli aspiranti genitori&#8221;</em></p>



<p>Aggiungono in conclusione&nbsp;<strong>F. Gallo</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>L. Monaco</strong>:&nbsp;<em>&#8220;Lavorare per mettere a disposizione dei parlamentari una proposta di regolamentazione italiana della gestazione per altri solidale è il nostro modo di partecipare a un dibattito in cui persone singole e coppie chiedono alternative al &#8216;turismo dei diritti&#8217;, unica via percorribile a causa degli ultimi divieti della legge 40 del 2004. Nel 2021, anche alla luce dei recenti ammonimenti della Consulta sui diritti dei bambini delle famiglie arcobaleno, una risposta repressiva rappresenterebbe un colpevole passo indietro. La regolamentazione, infine, è anche un&#8217;arma fondamentale per ostacolare qualsiasi forma di sfruttamento e mancanza di tutela per tutti i soggetti coinvolti. Solo una legge tutelerà le gestanti, i nati e coloro che provano a fare famiglia con figli.&#8221;</em></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/05/05/maternita-surrogata-o-gestazione-per-altri-il-deposito-della-pdl-per-la-legalizzazione-e-subito-abbinamento-in-commissione-giustizia/">Maternità surrogata o gestazione per altri: il deposito della PDL per la legalizzazione e subito abbinamento in commissione Giustizia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/05/05/maternita-surrogata-o-gestazione-per-altri-il-deposito-della-pdl-per-la-legalizzazione-e-subito-abbinamento-in-commissione-giustizia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;America latina. I diritti negati&#8221;. Venezuela. Continuiamo a parlare di aborto</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/01/16/america-latina-i-diritti-negati-venezuela-continuiamo-a-parlare-di-aborto/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/01/16/america-latina-i-diritti-negati-venezuela-continuiamo-a-parlare-di-aborto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2021 10:42:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Americalatina]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[madri]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[narcotraffico]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[stupro]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14993</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi C’era una volta, in una cittadina a ovest di un paese dimenticato da Dio e da tutti, che una ragazzina di 13 anni, denutrita e di famiglia molto umile venne violentata&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/01/16/america-latina-i-diritti-negati-venezuela-continuiamo-a-parlare-di-aborto/">&#8220;America latina. I diritti negati&#8221;. Venezuela. Continuiamo a parlare di aborto</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="294" height="171" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/Vanessa-aborto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14994"/></figure>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p><em>C’era una volta, in una cittadina a ovest di un paese dimenticato da Dio e da tutti, che una ragazzina di 13 anni, denutrita e di famiglia molto umile venne violentata da un uomo. La ragazzina non sapeva cosa fare o con chi parlare. Ad un certo punto, incontrò una maestra di 31 anni, molto coinvolta nella difesa dei diritti delle donne, che dopo aver saputo dello stupro e della situazione di salute e di precarietà economica e sociale della famiglia, le spiegò le opzioni che aveva. La maestra pensava che quella gravidanza non potesse avere un finale felice, pensava che quella giovanissima donna non sarebbe stata in grado di far crescere in salute quel bimbo dentro la pancia, perché quel corpicino di 13 anni era martoriato dalla fame. La maestra decise di aiutarla e parlarle della possibilità per interrompere la gravidanza. Purtroppo, era la cosa migliore per quel futuro esserino, per la ragazza e per la sua famiglia, ma la polizia lo seppe e arrivò a casa della maestra e la portarono in carcere per aver commesso il </em><em><u>presunto</u></em><em> delitto di aver somministrato alla ragazza una pastiglia per abortire. Da quel momento sono passati tre mesi in cui la maestra è stata in isolamento, non ha avuto la possibilità di conoscere quali sono le implicazioni penali del suo presunto delitto, il suo avvocato non ha potuto accedere all’espediente di accusa. La Procura Generale, durante l&#8217;udienza preliminare, la accusò di aver indotto l&#8217;aborto. Tuttavia, il Tribunale di controllo dello Stato aggravò le accuse senza avere le prove. Era anche colpevole dei reati di racket e cospirazione per commettere un crimine, accuse che dovrebbero aumentare la pena che la maestra affronta.</em></p>



<p><em>Siamo arrivati ai giorni nostri, la maestra in questo momento è in arresto domiciliare in attesa del processo.</em></p>



<p>La cittadina a ovest è Merida. Il paese dimenticato da Dio e da tutti è il Venezuela e il nome della maestra attivista a favore delle donne è Vanessa Rosales. Il suo crimine: aver aiutato una minorenne vittima di violenza sessuale a interrompere una gravidanza prodotto di uno stupro. A questo punto: dov’è lo stupratore? È stato preso o punito o minimamente arrestato e in attesa di processo come è successo a Vanessa? Ancora no. Sembra che il governo abbia diramato un ordine di cattura contra questa persona, ma il caos giudiziario e sociale che c’è in Venezuela con questa narco dittatura è così grave che fa pensare che l’arresto dello stupratore non sia così prioritario come punire la maestra.</p>



<p>L’aborto in Venezuela è illegale. Il diritto ad abortire è un crimine, tranne i rari casi in cui, a seconda dei criteri medici, la vita della donna sia in pericolo. L’aborto indotto è un crimine, e una donna, se ritenuta colpevole, potrebbe scontare da 6 mesi a 2 anni di carcere. In caso di stupro, l&#8217;aborto non è consentito.</p>



<p>Per questo motivo, le innumerevoli associazioni e ONG per i diritti umani in Venezuela insistono sul fatto che questa questione deve essere discussa e l’aborto, depenalizzato, ma il popolo venezuelano è in mezzo ad una crisi umanitaria gravissima, come già sappiamo, nella più assoluta impunità e praticamente sequestrati da un governo narcotrafficante, probabilmente l’aborto non è una priorità per il governo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="249" height="202" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/aborto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14995"/></figure>



<p>Siccome l’aborto è illegale, anche la commercializzazione e il mercato nero delle pastiglie antiaborto lo sono e si fa molta speculazione. Ogni pastiglia ha dei prezzi esorbitanti e c’è bisogno di 12 pastiglie per interrompere una gravidanza di massimo 12 settimane, per cui pochissime donne possono acquistarle. Questa illegalità favorisce il contrabbando e le donne diventano le vittime, incrementando il livello di angoscia, stress e insicurezza sanitaria.</p>



<p>Il fatto è che forse Vanessa era in possesso di queste pastiglie che come abbiamo detto, sono illegali, ma la difesa di una donna o come in questo caso di una minorenne stuprata dovrebbe essere la priorità. Quando il mondo maschilista e politico capirà che le donne, piccole o grandi che siano, hanno il sacrosanto diritto di decidere se avere o non avere un figlio. Quando capiranno che c’è bisogno di assistenza a livello fisico e psicologico dopo aver subito uno stupro. Quando capiranno che la donna ha diritto ad essere informata sulle opzioni che ha dopo una violazione. Quando si capirà, soprattutto nei paesi sottosviluppati, che la situazione delle gravidanze non desiderate è un grande problema… beh, in quel momento si potrà andare avanti, in quel momento inizierà a cambiare il far west dell’aborto, che giorno dopo giorno crea delle vittime e nuoce la vita di donne e di futuri bambini.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/01/16/america-latina-i-diritti-negati-venezuela-continuiamo-a-parlare-di-aborto/">&#8220;America latina. I diritti negati&#8221;. Venezuela. Continuiamo a parlare di aborto</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/01/16/america-latina-i-diritti-negati-venezuela-continuiamo-a-parlare-di-aborto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sono nata libera, ma anche oggi sono incatenata</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/11/28/sono-nata-libera-ma-anche-oggi-sono-incatenata/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/11/28/sono-nata-libera-ma-anche-oggi-sono-incatenata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2020 10:37:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Albania]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[coraggio]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[emancipazione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[figlie]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[madri]]></category>
		<category><![CDATA[maschilismo]]></category>
		<category><![CDATA[matrimoniforzati]]></category>
		<category><![CDATA[mentalità]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14848</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Xhulia Lamaj Oggi in Albania una percentuale alta  dei genitori pretendono di comportarsi con i loro bambini , come se fossero i loro padroni di vita. Sono guidati da idee conservatrici per tutela&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/11/28/sono-nata-libera-ma-anche-oggi-sono-incatenata/">Sono nata libera, ma anche oggi sono incatenata</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Xhulia Lamaj</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/19ac1bda-c63d-49d4-8f12-9eb3ff27b636-1024x768-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14849" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/19ac1bda-c63d-49d4-8f12-9eb3ff27b636-1024x768-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/19ac1bda-c63d-49d4-8f12-9eb3ff27b636-1024x768-1-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/19ac1bda-c63d-49d4-8f12-9eb3ff27b636-1024x768-1-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Oggi in Albania una percentuale alta  dei genitori pretendono di comportarsi con i loro bambini , come se fossero i loro padroni di vita. Sono guidati da idee conservatrici per tutela dei propri figli. Il loro consiglio sarebbe :” Fai come dico io” ; ogni cosa si fa per il loro bene. Ogni errore fatto viene coperto per il benessere e l’educazione dei figli. Il bambino nasce come una creatura innocente e ha bisogno di amore ,molto amore , per crescere con salute. È come quella piantina nuova che ha bisogno di cura, impegno per diventare un albero grande. Questo vuol dire molto sforzo, tempo e pazienza. Però non può dare ragione ai genitori se vogliono diventare tutori della loro vita. Il percorso che sceglieranno i propri bambini , sia femmina o maschio , è un loro diritto. Un cammino con alti e bassi , non ha importanza. L’importante è la fiducia nelle loro forze, per raggiungere il loro traguardo. La cosiddetta compassione si trasforma in debolezza della loro personalità. Questa debolezza benevola si presuppone continuerà anche dopo l’adolescenza , lasciando una debole educazione e raffigurazione sbagliata della libertà. Non puoi dire alla bambina o al bambino ; &#8211; Tu continuerai questa professione , perché so io qual è la giusta per te. No! Farà quello che vuole lui: studierà per la Facoltà che vuole, lavorerà dove si trova meglio perché è  diritto di ogni individuo quello di essere libero e indipendente per le decisioni che prenderà. Nella nostra società ognuno sta aprendo gli  occhi  e sta capendo che niente di male viene dalla formazione scolastica. Anni fa non si poteva pensare questa cosa , soprattutto nelle zone rurali. Le ragioni sono diverse. L’ Albania anche oggi è un posto povero, però la povertà non ha impedito agli albanesi di avere cultura e conoscenza. È la mentalità delle persone povere di conoscenza a far sì che  i giovani restino nell’ignoranza, soprattutto  le ragazze che  soffrono di più. Loro sono considerate deboli, quindi per i genitori è più facile sposarle in età piccola. Nella nostra società l’orgoglio e l’onore di un uomo dipende dal modo in cui si comportano le  femmine della loro famiglia, incapaci di controllare il comportamento sessuale, preferiscono darle al padrone, uomo futuro delle figlie. La ragazza da quando nasce deve stare zitta, obbediente, non esprimere i propri pensieri. Deve accettare ogni decisione di suo padre. Nei paesini lontani dalla città non si poteva sentire che la ragazza studiava in qualche università, che vivesse in un alloggio o casa in affitto. Solo il matrimonio simbolizzava il preludio alla felicità. I sogni , le speranze si spegnevano e si spengono anche oggi, vanno via con la rugiada del mattino, si sciolgono come la neve a maggio. E da qui inizia il grande calvario degli sforzi.</p>



<p>Lei si chiama Alma , ha 17  anni e adesso è diventata mamma, però sola. Il suo matrimonio con un uomo che non conosceva l’ha fatta scontrare con una realtà piena di sofferenze. Sposata senza volerlo, senza andare a scuola e casalinga. Alma si doveva arrendere all’ego maschilista del suo nuovo padrone di cui ha affrontato anche la violenza fisica da parte di suo marito. È finita in tribunale per poter avere richiesta di ordine di protezione e altri documenti. Dopo tanta burocrazia, Alma ha divorziato. Certe ragazze hanno il supporto dei propri genitori, certe no, per ragioni economiche. Alma prima calma, bella, silenziosa supportata dalla famiglia , sta lottando per se stessa. Anche se lavora in nero, sta cercando di uscire dal burrone dove l’hanno buttata. Come sempre in questi casi la colpevole è sempre la donna, lei ha la colpa perché ha alzato la voce, lei doveva sopportare suo marito, che anche se rientrava ubriaco, anche se la violentava può essere normale, perché chi ti ama ti colpisce, perché l’uomo affronta tutti i problemi di casa, lui deve lavorare e mantenere la famiglia , ed è normale arrabbiarsi e lo stress del giorno lo deve scaricare sul corpo della moglie. Questa è la logica di certe persone, che colpevolizzano le loro donne anche quando vengono ferite e addirittura ammazzate dai loro mariti, fratelli, padri. Un&#8217;altra brutta storia si è sentita in questi giorni: il fratello uccide sua sorella per proteggere la dignità della propria famiglia. Che patetico. Appena l’onore viene violato emerge la legge delle montagne  che non chiede come o perché, ma vuole essere solo rispettata.  Come può una società cosi sviluppata far accadere queste cose? Signori dovete stare con i piedi per terra: non capite che cosa state facendo? Chi siete voi per giudicare? Lo sviluppo di un paese si vede quando una donna ha voce in famiglia e nella società. “ Una storia  sentita è, o fratello , la miseria che ti resta nella gola e ti prende dentro la tristezza.” Questo versetto di Migjeni descrive bene la tristezza delle storie che appartengono a molte donne. Le madri, timide e silenziose, percepiscono la tristezza fin dalla nascita delle loro figlie femmine, insieme al loro latte benedetto e alla paura imposta… Le crescono educandole  ad avere paura dei  loro padri, ad avere paura dal loro compagno di classe perché è un uomo forte ecc.. Puoi chiamare una paura &#8220;concezione precoce&#8221; che senza volere si eredita di generazione in  generazione . In ogni tempo, in ogni situazione si è vista nella Storia , scritta o no , l’intelligenza , la forza e la potenza della donna, e non solo in Albania. Lì dove il coraggio era più grande, lì ha trionfato. Una delle tante è Ina . Adesso la sua vita naviga in libertà. Ina, una donna semplice, però piena di valori d’anima che le hanno dato l&#8217; impulso di uscire dalla prigione della famiglia , con pazienza e coraggio e che può diventare un esempio per molte donne, ragazze, ovunque siano. Le catene  delle persone devono spezzarsi perché i genitori non sono padroni del bambino, l’uomo non è padrone della donna. Nessuno può imporre alla donna quello che non vuole. La vita ti insegna più dei libri , a volte e si possono affrontare tutte queste cose , il disprezzo si può tollerare anche se ti fa male, la povertà si tollera anche se il corpo soffre , però la negazione  della parola , le catene invisibili della schiavitù nessuno sono è più duri da affrontare. Un cuore libero, un occhio sorridente che conosce  il valore della libertà , non si può barattare con nessuna moneta, d&#8217;oro o d&#8217; argento. </p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/11/28/sono-nata-libera-ma-anche-oggi-sono-incatenata/">Sono nata libera, ma anche oggi sono incatenata</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/11/28/sono-nata-libera-ma-anche-oggi-sono-incatenata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;La mia storia è la tua storia&#8221;. La storia di Ismete</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/07/04/la-mia-storia-e-la-tua-storia-la-storia-di-ismete/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/07/04/la-mia-storia-e-la-tua-storia-la-storia-di-ismete/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2020 07:53:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Albania]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[madri]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mogli]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizi]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[vit]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14336</guid>

					<description><![CDATA[<p>a cura di Jorida Dervishi Mi chiamo Ismete Selmanaj, sono nata a Durazzo, in Albania. Nel 1991 mi laureai  all&#8217;Università di Tirana presso la Facoltà di Ingegneria Edile. (All&#8217;epoca era lo Stato che decideva&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/07/04/la-mia-storia-e-la-tua-storia-la-storia-di-ismete/">&#8220;La mia storia è la tua storia&#8221;. La storia di Ismete</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/sssssssssssssssssssssssssssssssssssssssss-3-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14338" width="380" height="507" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/sssssssssssssssssssssssssssssssssssssssss-3-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/sssssssssssssssssssssssssssssssssssssssss-3-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/sssssssssssssssssssssssssssssssssssssssss-3-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/sssssssssssssssssssssssssssssssssssssssss-3-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/sssssssssssssssssssssssssssssssssssssssss-3-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 380px) 100vw, 380px" /></figure></div>



<p>a cura di Jorida Dervishi</p>



<p>Mi chiamo Ismete Selmanaj, sono nata a Durazzo, in Albania. Nel 1991 mi laureai  all&#8217;Università di Tirana presso la Facoltà di Ingegneria Edile. (All&#8217;epoca era lo Stato che decideva il tuo profilo di studio e ti mandavano dove c&#8217;era più bisogno, seguendo le esigenze dello Stato). Malgrado questi miei studi scientifici, la passione per la letteratura mi ha accompagnata sin da quando ero bambina e non mi ha mai abbandonata.  L&#8217;Albania è la madre, la culla che mi ha scosso. Ė lì che ho imparato l&#8217;alfabeto, sono andata a scuola per la prima volta; lì ho detto le prime parole, ho fatto i primi passi; lì ho le mie radici. Eravamo una famiglia normale, ma nelle famiglie normali, durante il comunismo,  il cibo spesso mancava, come in quasi tutte le famiglie in quell&#8217;epoca. La fame è una malattia brutta perché ti prende il cervello. Non puoi resistere alla fame. Fortunatamente i miei figli non hanno dovuto fare la fila per comprare il pane, non hanno mangiato secondo le razioni prefissate [da chi comandava]. Perché (la quantità del cibo che veniva distribuita doveva essere calcolata secondo il numero delle persone presenti in una famiglia. Adesso ricordo sorridendo…Mi rendo conto del fatto che, anche se ciò che puoi fare è soltanto una piccola goccia nel mare, può darsi che sia proprio quella a dare significato alla tua esistenza. Ma ci sono altre prime volte e le ho vissute in Italia. Qui sono diventata madre per la prima volta. (All&#8217;età di 25 anni nacque mio figlio più grande). E sempre qui ho partecipato alle  (discussioni) in alcune aule  universitarie come relatrice  per parlare dell&#8217;Albania. Praticamente metà del  mio cuore ė nel luogo in cui sono nata e cresciuta; e l&#8217;altra  metà  nel luogo in cui ho ottenuto i miei primi successi e ho realizzato i miei sogni. </p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="VID 20200608 WA0000" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/16-Ro6nCyLU?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/07/04/la-mia-storia-e-la-tua-storia-la-storia-di-ismete/">&#8220;La mia storia è la tua storia&#8221;. La storia di Ismete</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/07/04/la-mia-storia-e-la-tua-storia-la-storia-di-ismete/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Migrazioni e famiglie transnazionali</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/16/migrazioni-e-famiglie-transnazionali-2/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/16/migrazioni-e-famiglie-transnazionali-2/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2020 11:04:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[caritas]]></category>
		<category><![CDATA[collaboratrici]]></category>
		<category><![CDATA[contratti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritttiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[estero]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[immigrate]]></category>
		<category><![CDATA[intercultura]]></category>
		<category><![CDATA[istanze]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratrici]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[madri]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[regolarizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[sanatoria]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[univeristà]]></category>
		<category><![CDATA[webinar]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14054</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ecco per voi il video del webinar &#8220;Migrazioni e famiglie transnazionali&#8221; organizzato da Associazione Donne Romene in Italia (A.D.R.I.) e Associazione Per i Diritti umani, in occasione della Giornata Internazionale della Famiglia. Tema importante&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/05/16/migrazioni-e-famiglie-transnazionali-2/">Migrazioni e famiglie transnazionali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ecco per voi il video del webinar &#8220;<strong>Migrazioni e famiglie transnazionali</strong>&#8221; organizzato da <strong>Associazione Donne Romene in Italia (A.D.R.I.) e Associazione Per i Diritti umani</strong>, in occasione della Giornata Internazionale della Famiglia.</p>



<p>Tema importante che ha coinvolto ospiti di rilievo (che ringraziamo) e altri argomenti di stretta attualità: migrazioni, figli sospesi, diritti delle <strong>donne</strong>, l &#8216;importanza delle <em>reti sociali, la responsabilità della politica, la riorganizzazione del welfare.</em></p>



<p>Buon ascolto!</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Webinar: Migrazioni e famiglie transnazionali" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/oMPPj7qMPMM?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="679" height="960" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/97927985_2700582626716695_7846302240678608896_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14055" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/97927985_2700582626716695_7846302240678608896_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 679w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/97927985_2700582626716695_7846302240678608896_o-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w" sizes="(max-width: 679px) 100vw, 679px" /></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/05/16/migrazioni-e-famiglie-transnazionali-2/">Migrazioni e famiglie transnazionali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/16/migrazioni-e-famiglie-transnazionali-2/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Migrazioni e famiglie transnazionali</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/14/migrazioni-e-famiglie-transnazionali/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/14/migrazioni-e-famiglie-transnazionali/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2020 08:47:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attività]]></category>
		<category><![CDATA[bambine]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[fenomeno]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[madri]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[mariti]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mogli]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[padri]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[regolarizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[ricongiungimenti]]></category>
		<category><![CDATA[ruoli]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sociologia]]></category>
		<category><![CDATA[sociologo]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[tavola rotonda]]></category>
		<category><![CDATA[transnazionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[webinar]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14040</guid>

					<description><![CDATA[<p>In occasione della Giornata Internazionale della Famiglia Associazione Donne Romene in Italia &#8211; ADRI e Associazione per i Diritti Umani vi invitano all’evento: MIGRAZIONI E FAMIGLIE TRANSNAZIONALI VENERDI 15 MAGGIO, ORE 18 Partecipanti: Maurizio&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/05/14/migrazioni-e-famiglie-transnazionali/">Migrazioni e famiglie transnazionali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="275" height="183" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14041"/></figure></div>



<p><strong><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">In occasione della Giornata Internazionale della Famiglia</span></strong></p>



<p><strong>Associazione Donne Romene in Italia &#8211; ADRI</strong> e <strong>Associazione per i Diritti Umani</strong> </p>



<p>vi invitano all’evento:</p>



<p><span class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>MIGRAZIONI E FAMIGLIE TRANSNAZIONALI</strong></span></p>



<p><strong><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">VENERDI 15 MAGGIO, ORE 18</span></strong></p>



<p><strong>Partecipanti:</strong></p>



<p><strong>Maurizio Ambrosini,&nbsp;</strong>Sociologo,Professore presso il&nbsp;Dip.Scienze sociali e politiche dell&#8217;università Statale di Milano</p>



<p><strong>Maria Grazia Vergari,&nbsp;</strong>Psicologa, Docente invitato della Pontificia Facoltà di Scienze dell&#8217;Educazione Auxilium di Roma</p>



<p><strong>Marco Balzano,&nbsp;</strong>scrittore, insegnante. Collabora con le pagine culturali del Corriere della Sera</p>



<p><strong>Alessandra Montesanto,&nbsp;</strong>vicepresidente Associazione Per i Diritti Umani</p>



<p>Modera: <strong>Silvia Dumitrache</strong>, Presidente A.D.R.I.</p>



<p><strong>POP – Il Giornale Popolare</strong>, partner media<br></p>



<p><strong><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">In diretta streaming su piattaforma Zoom: </span></strong></p>



<p><a href="https://ayno.zoom.us/j/98598444058?pwd=cm1hbklGSk5ObkYyMmw5Um9VK01odz09&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://ayno.zoom.us/j/98598444058?pwd=cm1hbklGSk5ObkYyMmw5Um9VK01odz09&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/05/14/migrazioni-e-famiglie-transnazionali/">Migrazioni e famiglie transnazionali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/14/migrazioni-e-famiglie-transnazionali/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Donne Romene in Italia. Diritti e rappresentanza</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/08/donne-romene-in-italia-diritti-e-rappresentanza/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/08/donne-romene-in-italia-diritti-e-rappresentanza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2020 09:53:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza]]></category>
		<category><![CDATA[assitenza]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[badanti]]></category>
		<category><![CDATA[collaboratrici]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[contartti]]></category>
		<category><![CDATA[diretta]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[figlie]]></category>
		<category><![CDATA[immigrate]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[incontro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratrici]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[madri]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mogli]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio]]></category>
		<category><![CDATA[proposta]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza]]></category>
		<category><![CDATA[romania]]></category>
		<category><![CDATA[romene]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sostegno]]></category>
		<category><![CDATA[sostentamento]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[straniere]]></category>
		<category><![CDATA[streaming]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14006</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi, 8 maggio, alle ore 18.30 Associazione Per i Diritti umani propone la diretta streaming sul suo canale Youtube con SILVIA DUMITRACHE, Presidente di A.D.R.I., Associazione Donne Romene in Italia che ci parlerà dei&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/05/08/donne-romene-in-italia-diritti-e-rappresentanza/">Donne Romene in Italia. Diritti e rappresentanza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi, 8 maggio, alle ore 18.30 <strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>propone la diretta streaming sul suo canale Youtube con <strong>SILVIA DUMITRACHE</strong>, Presidente di A.D.R.I., <strong>Associazione Donne Romene in Italia</strong> che ci parlerà dei diritti delle donne (madri, mogli, figlie) che lasciano il proprio Paese d&#8217;origine per recarsi all&#8217;estero in cerca di un <em>lavoro </em>per mantenere se stesse e la propria <em>famiglia </em>lontana.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14007" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/uuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Abbia spostato l&#8217;orario degli incontri per permettere a più persone di seguire le dirette. A più tardi! </p>



<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/05/08/donne-romene-in-italia-diritti-e-rappresentanza/">Donne Romene in Italia. Diritti e rappresentanza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/08/donne-romene-in-italia-diritti-e-rappresentanza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Amina al Zeer di Progetto Aisha</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/04/26/amina-al-zeer-di-progetto-aisha/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/04/26/amina-al-zeer-di-progetto-aisha/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2020 09:06:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[I nostri video]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte per scuole e università]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[#peidirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[allontanamento]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[avvocati]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[centri]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[compiti]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[espertienze]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[madri]]></category>
		<category><![CDATA[mariti]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
		<category><![CDATA[soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[sostegno]]></category>
		<category><![CDATA[sostentamento]]></category>
		<category><![CDATA[spesa]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[streaming]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianza]]></category>
		<category><![CDATA[tribunali]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[visite]]></category>
		<category><![CDATA[volontari]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[webinar]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=13924</guid>

					<description><![CDATA[<p>Se volete ascoltare l&#8217;intervento di Amina Al Zeer di Progetto Aisha: Esperienze di donne durante la pandemia, cliccate sulla freccina. Vi ringraziamo perchè siete in tante e tanti a seguire i nostri streaming e&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/04/26/amina-al-zeer-di-progetto-aisha/">Amina al Zeer di Progetto Aisha</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="300" height="300" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/182215896-ab920499-3bed-40fc-8ddd-dbed41f82c6a.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13925" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/182215896-ab920499-3bed-40fc-8ddd-dbed41f82c6a.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/182215896-ab920499-3bed-40fc-8ddd-dbed41f82c6a-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/182215896-ab920499-3bed-40fc-8ddd-dbed41f82c6a-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>



<p> </p>



<p>Se volete ascoltare l&#8217;intervento di Amina Al Zeer di Progetto Aisha: Esperienze di donne durante la pandemia, cliccate sulla freccina. </p>



<p>Vi ringraziamo perchè siete in tante e tanti a seguire i nostri streaming e speriamo che siano utili per capire meglio l&#8217;attualità e per approntare nuove buone pratiche!</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/ABzuvxBFn7E?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p><br><br></p>



<p><br></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/04/26/amina-al-zeer-di-progetto-aisha/">Amina al Zeer di Progetto Aisha</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/04/26/amina-al-zeer-di-progetto-aisha/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
