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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. González Urrutia: in esilio, ma vivo</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Sep 2024 07:54:47 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/urru.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/urru-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17698" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/urru-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/urru-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/urru-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/urru-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/urru.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br></p>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p>Ci sono due correnti di pensiero sulla decisione del presidente eletto del Venezuela, Edmundo González Urrutia, di chiedere asilo e andare in esilio in Spagna.<br>La prima è quella delle persone deluse, che pensavano che non avrebbe mai lasciato il Paese o che non avrebbe dovuto lasciarlo, interpretando questa decisione come sinonimo di vigliaccheria, di ricerca della via d&#8217;uscita più facile, pensando che la lotta dall’estero non potrebbe continuare.<br>La seconda scuola di pensiero, che è quella che condivido, è che il presidente eletto ormai non era più protetto in Venezuela e quindi lasciare (attenzione, non abbandonare) il Paese e andare in esilio significa rimanere protetti e vivi. Mi sembra meglio, in queste particolari e gravi circostanze, avere un presidente eletto vivo ma in esilio, che un presidente eletto ingiustamente imprigionato e torturato. In esilio dove può svolgere un lavoro diplomatico in tutto il mondo democratico occidentale, dove può dimostrare realmente e fisicamente di aver vinto le elezioni. Edmundo González Urrutia è un diplomatico di lunga data, un uomo molto rispettato a livello internazionale. Ciò che può fare per il Venezuela in questo momento critico sembrerebbe essere più efficace dall&#8217;estero che non dal Venezuela, dove era nascosto da più di un mese.<br>La goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha portato a questa amara decisione è stato l&#8217;episodio all’ambasciata argentina a Caracas. È di dominio pubblico che nell&#8217;ambasciata argentina, attualmente presidiata dal Brasile, si sono rifugiati 6 membri dell&#8217;opposizione e della squadra di Maria Corina Machado lo scorso marzo. Venerdì scorso, il regime ha revocato il consenso al Brasile per sorvegliare l&#8217;ambasciata argentina, così le forze di sicurezza hanno circondato l’edificio, hanno tolto l&#8217;elettricità, hanno chiuso le strade adiacenti, isolandola completamente. La condanna e il rifiuto totale sono arrevati immediatamente da parte dei governi dei due Paesi coinvolti, Argentina e Brasile, stava per verificarsi un grave incidente diplomatico che avrebbe complicato ancora di più la situazione. Il regime ha inviato un chiaro messaggio all’opposizione e anche all&#8217;ambasciata olandese, luogo in cui si era rifugiato Urrutia insieme alla moglie: qualsiasi sede diplomatica è vulnerabile in Venezuela, dove vige una dittatura e non esiste uno Stato di diritto. Il Ministero degli Esteri venezuelano ha consegnato all&#8217;Incaricato d&#8217;Affari del Regno dei Paesi Bassi, Robert Schuddeboom, una nota di protesta per quello che Maduro definisce “un comportamento illegale e di ingerenza della rappresentanza diplomatica”, nonostante questo il Ministro degli Esteri olandese continua a dichiarare con orgoglio l&#8217;aiuto che il suo Paese ha dato a Urrutia per quasi due mesi. Fin dall&#8217;inizio i Paesi Bassi lo hanno considerato come il presidente eletto. Come già sappiamo, Edmundo González ha lasciato il Paese a bordo di un aereo militare spagnolo. In cambio, si dice che abbia chiesto il rilascio dei prigionieri politici. Tuttavia, dopo due giorni, tutto tace da parte del regime.<br>Machado ha assicurato in conferenza stampa questo scorso lunedì che Edmundo svolgerà le sue funzioni di presidente eletto dall&#8217;esilio, ma ammette che questa nuova fase intensifica il rischio per lei. Mentre lei parlava, il presidente eletto ha rilasciato una dichiarazione dopo essere arrivato a Madrid. Ha detto: “Ho preso questa decisione pensando al Venezuela e al fatto che il nostro destino come Paese non può, non deve, essere quello di un conflitto di dolore e sofferenza (…) Solo la politica del dialogo può riportarci insieme come compatrioti. Solo la democrazia e la realizzazione della volontà popolare possono essere la strada per il nostro futuro come Paese e io continuerò a impegnarmi per questo”.<br>Mentre scriviamo queste righe, la diaspora venezuelana che vive nella capitale spagnola è scesa in piazza per manifestare il proprio sostegno a González Urrutia, radunandosi nella Plaza de las Cortes di Madrid, sede del Parlamento spagnolo, dove si sta discutendo la proposta del Partito Popolare di riconoscere ufficialmente e legalmente González come vincitore delle elezioni. Sarebbe un grande passo a livello internazionale e un punto a favore che aprirebbe alcune porte democratiche dove, come dice Maria Corina, si è già avviata la transizione.</p>



<p>ULTIMA ORA! (delle 17.00, 11 settembre 2024) Una buona notizia: </p>



<p>Con 177 voti a favore e 164 contrari, il Congresso spagnolo riconosce EGU come presidente eletto del Venezuela. Il Partito Popolare ha ricevuto il sostegno del Partito Nazionalista Basco per ottenere la maggioranza. Tuttavia, Pedro Sánchez ha rinviato il riconoscimento di Edmundo González per &#8220;cercare una mediazione in Venezuela&#8221;. &#8220;Fino alla fine dell&#8217;anno dobbiamo mantenere un margine per trovare una via d&#8217;uscita al fine di trasmettere la volontà del popolo venezuelano alle urne&#8221;. Nei prossimi giorni e al suo ritorno dall&#8217;Asia, si troverà faccia a faccia con Edmundo. È lì che scopriremo le restrizioni o la libertà che il presidente eletto venezuelano avrà per continuare la lotta per la sua proclamazione, ora dall&#8217;esilio.</p>
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		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. A Madrid la prima retrospettiva estera dell&#8217;artista tedesco André Butzer</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 09:06:04 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7946-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7946-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16976" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7946-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7946-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7946-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7946-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7946-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p>E&#8217; la prima retrospettiva all&#8217;estero dedicata ad André Butzer dal titolo che riporta il nome dello stesso artista, esposta fino al 10 settembre 2023 al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, in occasione del 50mo anniversario del pittore.</p>



<p>L&#8217;esposizione comprende 22 opere realizzate tra il 1999 e il 2022.</p>



<p>La convinzione di Butzer è quella che &#8220;i dipinti siano luoghi della più grande disperazione e della più grande speranza&#8221;, soprattutto in un&#8217;epoca difficile come quella contemporanea, e quindi &#8220;più vicini alla gioia e all&#8217;aiuto di cui abbiamo tanto bisogno&#8221; (dal catalogo).</p>



<p>Alcune opere sono molto colorate, presentano un tratto volutamente infantile e con rimandi alle fiabe; altre sono in bianco e nero o in sfumature di grigio; tutte molto materiche, pastose: sembra quasi, a volte, che il segno esca dalla tela e vada incontro ai visitatori, coinvolgendoli nella serenità inconsapevole dei bambini o nella paura e nella violenza degli adulti. </p>



<p></p>



<p>Segue&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7944-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7944-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16977" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7944-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7944-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7944-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7944-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7944-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7948-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7948-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16978" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7948-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7948-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7948-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7948-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7948-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7949-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7949-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16979" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7949-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7949-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7949-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7949-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7949-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Classe 1973, nato a Stoccarda, André Butzer predilige la figura umana, ma spesso questa è deformata, infantilizzata,, decostruita: gli occhi grandi e vuoti ricordano alcuni personaggi di Walt Disney, altri rimandano ai ritratti degli Espressionisti e questo mostra la vasta cultura iconografica del pittore che spazia dall&#8217;Arte classica a quella moderna-contemporanea, per passare dalla Comunicazione anche postmoderna, come si evince dall&#8217;uso psichedelico delle tinte. </p>



<p></p>



<p>Segue&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7951-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7951-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16980" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7951-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7951-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7951-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7951-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7951-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7940-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7940-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16985" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7940-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7940-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7940-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7940-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7940-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Nella serie intitolata semplicemente &#8220;N&#8221; e iniziata nel 2010, l&#8217;artista si riferisce alla Nasa e si discosta dall&#8217;uso dei colori squillanti, più felici e divertenti, per raccogliersi  &#8211; e far raccogliere gli spettatori &#8211; in una riflessione più drammatica sul Presente, spegnendo i quadri e segnando lo spazio più scuro e malinconico con linee chiare, bianche, nette oppure con linee e volti turbati, schiacciati, &#8220;mossi&#8221; come le emozioni più recondite e sepolte nell&#8217;animo umano. La riflessione, però, riguarda anche l&#8217;origine dell&#8217;opera d&#8217;arte: Nasa è l&#8217;acronimo dell&#8217;organizzazione americana per la navigazione spaziale e, grazie al pensiero concettuale di Butzman, diventa quel non-luogo, quel cosmo primordiale da cui nasce la creatività e la successiva riflessione artistica, con il lavoro concreto.</p>



<p></p>



<p>Segue&#8230;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7943-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7943-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16981" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7943-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7943-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7943-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7943-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7943-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>La luce è importante, così come la relazione con chi osserva: bisogna entrare nel quadro, sorridere oppure preoccuparsi. Il quadro finisce per crearsi proprio grazie al rapporto con chi è davanti e si viene a creare, così, un gioco di specchi, un osmosi &#8211; che è poi il vero obiettivo di ogni opera culturale &#8211; che non può lasciare indifferenti. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7953-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7953-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16982" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7953-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7953-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7953-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7953-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/IMG-7953-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Vertice NATO a Madrid</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2022 08:18:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Nato non deve applicare due pesi e due misure agli attacchi cheviolano il diritto internazionale Se la Nato vuole criticare in modo credibile l’attacco illegale della Russia all’Ucraina, deve anche condannare gli attacchi&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><br>La Nato non deve applicare due pesi e due misure agli attacchi che<br>violano il diritto internazionale</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/nato.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="562" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/nato-1024x562.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16442" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/nato-1024x562.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/nato-300x165.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/nato-768x421.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/nato.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Se la Nato vuole criticare in modo credibile l’attacco illegale della Russia all’Ucraina, deve anche condannare gli attacchi illegali dei suoi<br>Stati membri. È quanto chiede l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) all’inizio del vertice NATO del 29 giugno a Madrid. Se uno Stato bombarda la popolazione civile di un Paese vicino, la sua appartenenza alla NATO non deve proteggerlo dalle critiche. La Turchia terrorizza da anni i Paesi confinanti, Siria e Iraq, con attacchi di droni e missili e occupa i loro territori. Nessuno Stato della NATO ha ancora osato protestare contro questa situazione o portare i crimini di guerra della Turchia all’ordine del giorno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.</p>



<p>Soprattutto i membri delle minoranze etniche e religiose sono ripetutamente presi di mira. Agli occhi di queste persone, i discorsi<br>occidentali sui valori e sulla morale perdono ogni credibilità. Non hanno altra scelta che dimettersi. In rappresentanza della Nato e in<br>combutta con le milizie islamiste, la Turchia li sta cacciando dalle loro case e li sta costringendo a fuggire. La Turchia poi regala le case degli sfollati agli alleati islamisti. In questo modo, sta espandendo la sua sfera d’influenza e modificando la struttura demografica delle aree precedentemente curde di Siria e Iraq – un’altra evidente violazione del diritto internazionale.</p>



<p>Il fatto che la NATO e i suoi colleghi in Ucraina insistano sulla validità del diritto internazionale è assolutamente giusto. Il fatto che<br>accettino in silenzio le continue violazioni della legge da parte della Turchia mina il diritto internazionale e tutte le istituzioni che lo proteggono a lungo termine. La Nato deve usare il vertice di Madrid per richiamare la Turchia all’ordine. Altrimenti, l’intero sistema giuridico internazionale perderà legittimità. A lungo andare, il risultato potrebbe essere un vero fallimento.</p>



<p>Vedi anche:<br><br>Veto di Erdogan all’allargamento della Nato:<br><a href="http://www.popoli-min.it/veto-di-erdogan-allallargamento-della-nato/?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">www.popoli-min.it/veto-di-erdogan-allallargamento-della-nato/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br>16.2.2022<br>Politica di islamizzazione aggressiva per creare divisione e mantenere<br>il potere:<br><a href="http://www.popoli-min.it/politica-di-islamizzazione-aggressiva-per-creare-divisione-e-mantenere-il-potere/?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">www.popoli-min.it/politica-di-islamizzazione-aggressiva-per-creare-divisione-e-mantenere-il-potere/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Barbara Spinelli e 190 intellettuali, accademici e parlamentari europei chiedono il rispetto dello stato di diritto in Spagna e sollecitano una mediazione europea in una lettera aperta al Presidente della Commissione Juncker</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Nov 2017 11:47:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Albena Azmanova, Barbara Spinelli e 190 intellettuali, accademici e parlamentari europei chiedono il rispetto dello stato di diritto in Spagna e sollecitano una mediazione europea in una lettera aperta al Presidente della Commissione Juncker,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b><em>Albena Azmanova, Barbara Spinelli e 190 intellettuali, accademici e parlamentari europei chiedono il rispetto dello stato di diritto in Spagna e sollecitano una mediazione europea in una lettera aperta al Presidente della Commissione Juncker, al Presidente del Consiglio europeo Tusk e per conoscenza al Primo vice presidente Frans Timmermans</em></b></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-9321 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="162" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3 novembre 2017</p>
<p>Caro presidente Juncker, caro presidente Tusk,</p>
<p>siamo accademici, politici, intellettuali, eurodeputati, e ci rivolgiamo a Voi per esprimere le seguenti preoccupazioni:</p>
<p>L’Unione ha proclamato che lo stato di diritto e il rispetto dei diritti fondamentali sono vincolanti per gli Stati membri (articoli 2 e 6 del Trattato di Lisbona). La leadership UE è stata il custode di queste norme, da ultimo nel contrastare gli attacchi del governo polacco all’indipendenza dei giudici e le limitazioni delle libertà della società civile e dei media in Ungheria.</p>
<p>Tuttavia, siamo profondamente preoccupati dal modo in cui le istituzioni UE stanno condonando la violazione dello stato di diritto in Spagna, in particolare per quanto riguarda l’atteggiamento delle autorità spagnole verso il referendum del 1 ottobre sull’indipendenza catalana. Non prendiamo posizione sulla sostanza della disputa concernente la sovranità territoriale, e siamo coscienti dei difetti procedurali nell’organizzazione del referendum. La nostra preoccupazione centrale riguarda l’applicazione dello stato di diritto in uno Stato membro dell’UE.</p>
<p>Il governo spagnolo ha giustificato le proprie azioni invocando la difesa o il ripristino dell’ordine costituzionale. L’Unione ha dichiarato che si tratta di affari interni alla Spagna. In effetti, nelle democrazie liberali le questioni di sovranità nazionale sono interne. Tuttavia, il <em>modo</em> in cui le autorità spagnole hanno trattato la domanda di indipendenza espressa da una parte significativa dei catalani costituisce una violazione dello stato di diritto, e precisamente:</p>
<p>1/ Il Tribunale costituzionale spagnolo ha proibito il referendum sull’indipendenza indetto per il 1 ottobre, così come la sessione del Parlamento catalano programmata per il 9 ottobre, denunciando la violazione dell’articolo 2 della Costituzione che stabilisce l’unità indissolubile della nazione, e rendendo dunque illegale la secessione. Tuttavia, applicando in tal modo l’articolo 2, il Tribunale ha violato precise disposizioni costituzionali sulla libertà di riunione pacifica e di parola – i due principii incarnati dai referendum e dalle deliberazioni parlamentari, indipendentemente dalla materia su cui si esplicano. Senza interferire nelle controversie costituzionali in Spagna o nel suo codice penale, notiamo che applicare una disposizione costituzionale violando i diritti fondamentali è una caricatura della giustizia. Le sentenze del Tribunale, e le azioni governative alle quali queste sentenze hanno fornito una base legale, violano quindi sia lo spirito sia la lettera dello stato di diritto.</p>
<p>2/ Nei giorni che hanno preceduto il referendum le autorità spagnole hanno attuato una serie di azioni repressive contro funzionari pubblici, parlamentari, sindaci, media, società e cittadini. L’oscuramento di Internet e altre reti di comunicazione durante e dopo la campagna referendaria hanno avuto conseguenze gravi sulla libera espressione.</p>
<p>3/ Nel giorno del referendum, la polizia spagnola è ricorsa all’uso eccessivo della forza e della violenza contro votanti e dimostranti pacifici, secondo Human Rights Watch. Si tratta di un incontrovertibile abuso di potere nell’applicazione della legge.</p>
<p>4/ L’arresto e l’incarcerazione il 16 ottobre di Jordi Cuixart e Jordi Sànchez (presidenti rispettivamente dell’Assemblea Nazionale Catalana e di Omnium Cultural) con l’accusa di sedizione è un esempio di mala giustizia. I fatti all’origine dell’incriminazione vanno qualificati non come sedizione, ma come libero esercizio del diritto di manifestazione pacifica, sancito nell’articolo 21 della Costituzione spagnola.</p>
<p>Il governo spagnolo, nello sforzo di salvaguardare la sovranità dello Stato e l’indivisibilità della nazione, ha violato diritti e libertà basilari, garantiti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dagli articoli 2 e 6 del Trattato di Lisbona. <em>In nessun Paese membro la violazione dei diritti e delle libertà tutelati dalla legge internazionale ed europea può essere un affare interno. Il silenzio dell’UE e il suo rifiuto di mediazioni inventive è ingiustificabile. </em></p>
<p>Le misure del governo spagnolo non possono giustificarsi come azioni volte a proteggere lo stato di diritto, anche se basate su specifiche disposizioni legali. Contrariamente al “governo per mezzo della legge” (<em>rule-by-law)</em>, applicata in forza di norme emanate attraverso una corretta procedura legale o emesse da un’autorità pubblica, lo stato di diritto (<em>rule of law)</em> implica la contemporanea salvaguardia dei diritti e delle libertà fondamentali – una legge è vincolante non semplicemente perché proceduralmente corretta, ma perché rappresenta al tempo stesso la giustizia. È quest’accezione di stato di diritto a conferire legittimità alle autorità pubbliche nelle democrazie liberali.</p>
<p>Chiediamo dunque alla Commissione di esaminare la situazione in Spagna nel quadro dello stato di diritto, come ha fatto per altri Stati membri.</p>
<p>La leadership UE ha ribadito che la violenza non può essere uno strumento in politica, eppure ha implicitamente condonato le azioni della polizia spagnola, considerando le azioni del governo di Madrid in linea con lo stato di diritto. Tale versione riduzionista e menomata dello stato di diritto non deve diventare il nuovo senso comune politico in Europa. È pericoloso e rischia di causare danni a lungo termine nell’Unione. Chiediamo perciò al Consiglio europeo e alla Commissione di fare il necessario per restaurare il principio dello stato di diritto quale fondamento della democrazia liberale in Europa, contrastando ogni forma di abuso di potere commesso dagli Stati membri. In assenza di ciò, e di seri sforzi di mediazione, l’UE rischia di perdere la fiducia dei suoi cittadini.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Referendum in Catalogna: il governo usa la violenza</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Oct 2017 07:01:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani si associa al seguente comunicato e denuncia la gravità dei fatti accaduti in Spagna nei confronti delle elezioni in Catalogna. Un duro colpo alla democrazia. &#160; &#160; L&#8217;Associazione per&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani si associa al seguente comunicato e denuncia la gravità dei fatti accaduti in Spagna nei confronti delle elezioni in Catalogna. Un duro colpo alla democrazia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/th-169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9519" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/th-169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) accusa il governo della Spagna di aver usato metodi da dittatura militare contro i Catalani intenzionati a votare al referendum sull&#8217;indipendenza. Il massiccio schieramento della Guardia Civil in Catalogna e la violenza esercitata da questa contro persone inermi non parla certo a favore della democrazia spagnola e ha sicuramente contribuito a rafforzare il desiderio di indipendenza di molti Catalani. Le persone più anziane ricordano ancora la violenza della Guardia Civil durante la dittatura fascista di Francisco Franco, durante la quale proprio la Guardia Civil, tristemente famosa anche per le torture commesse, costituiva il maggiore strumento di repressione.</p>
<p>Il governo conservatore di Madrid ha finora rifiutato ogni forma di dialogo ed è anche l&#8217;unico responsabile delle violenze commesse ieri durante le operazioni di voto al referendum per l&#8217;indipendenza catalana. La storia del partito popolare spagnolo PP, attualmente al governo di Madrid, è peraltro strettamente legata alla storia della Guardia Civil poiché furono proprio simpatizzanti del regime dittatoriale di Francisco Franco a fondare il partito.</p>
<p>Il governo spagnolo ha definito il referendum una farsa illegale e non conforme alle regole. Per bloccare il voto, il governo ha inviato la polizia militare a sequestrare schede e urne elettorali e a chiudere i locali di voto. Il referendum è stato preceduto da anni di stasi sul piano delle politiche di autonomia a causa della totale chiusura del governo centrale sostenuto dai suoi rappresentanti alla Corte Costituzionale. Non a caso infatti le comunità autonome della Catalogna e dei Paesi Baschi chiedono da tempo di avere una propria rappresentanza alla Corte Costituzionale.</p>
<p>Nel 1979 il 59% dei catalani partecipò al referendum per lo statuto di autonomia della Catalogna nel quale la popolazione si espresse chiaramente a favore dell&#8217;autonomia. Nel 2006 solo il 49% della popolazione catalana si recò al referendum per un nuovo statuto di autonomia, la maggioranza dei votanti si espresse comunque a favore di un nuovo statuto. Su pressione del PP il nuovo statuto fu bocciato dalla Corte Costituzionale ma nel 2014 gli stessi giudici sottolinearono nel loro verdetto che &#8220;il diritto a decidere&#8221; chiesto da Catalani e Baschi sarebbe stato legittimo se supportato costituzionalmente e a tale scopo invitarono al dialogo e alla collaborazione tra governo centrale e comunità autonome. Il governo semplicemente ignorò l&#8217;invito dei giudici.</p>
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