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	<title>MarcoOmizzolo Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Oro Verde – il sapore amaro del kiwi</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jun 2024 09:16:00 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="805" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-1024x805.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17607" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-1024x805.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-300x236.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-768x603.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-1536x1207.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-2048x1609.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br>La mostra fotografica sullo sfruttamento degli indiani sikh di Latina</p>



<p><br>L’ingiusta morte di Satnam Singh, rimasto coinvolto in un terribile incidente sul lavoro in un’azienda agricola di borgo Santa Maria, nella periferia di Latina, senza venire portato subito in ospedale, ci ricorda la situazione precaria e di sfruttamento vissuta da migliaia di braccianti migranti in tutta Italia.</p>



<p>La fotogiornalista Stefania Prandi denuncia, con una mostra fotografica, lo sfruttamento dei braccianti indiani nell’area dell’Agro Pontino e il traffico di esseri umani dall’India all’Italia. Le foto sono state realizzate tra la provincia di Latina e il Punjab, nelle province di Jalandhar e Amritsar con interviste ai lavoratori e alle loro famiglie.<br>Non solo paghe da fame, contratti irregolari e la costante minaccia della violenza. C’è anche il ricatto senza fine legato al permesso di soggiorno.<br>I salari non superano mai sette euro l’ora, e tendenzialmente sono più bassi, con una media tra i cinque e i sei euro. Ben al di sotto dei circa nove euro lordi all’ora stabiliti dal contratto provinciale come paga base di un operaio agricolo. Frequente lo stratagemma lavoro nero e «grigio».<br>Ricorrono i licenziamenti immotivati, l’assenza di servizi igienici adeguati, le pause troppo brevi e la mancanza di dispositivi di protezione obbligatori, come guanti e mascherine.<br>La mostra indaga lo sfruttamento dei lavoratori indiani che si nasconde dietro la filiera dei kiwi.<br>L’Italia è il principale produttore europeo di kiwi e il terzo al mondo dopo Cina e Nuova Zelanda.<br>Nei filari è presente una percentuale significativa di indiani di religione sikh, provenienti dal Punjab.<br>Secondo i dati Inps, i braccianti indiani in provincia di Latina sono quasi 9.500, con più di un milione di giornate registrate nei contratti a tempo determinato. Marco Omizzolo, docente di Sociopolitologia delle migrazioni all’Università La Sapienza di Roma, sotto protezione a causa delle minacce ricevute per il suo impegno di contrasto al caporalato nell’Agro Pontino, calcola che nell’area ci siano circa 30 mila persone appartenenti alla comunità sikh. Nella stima sono inclusi i senza permesso di soggiorno, i residenti in altre province e quanti, arrivati di recente, sfuggono ancora alle statistiche.<br>La mostra fotografica Oro Verde – il sapore amaro del kiwi è visitabile in anteprima nazionale a Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, nella sede di Visioni Urbane, fino al 26 giugno. Sarà poi allestita a Potenza, alla Cappella dei Celestini, dal 29 luglio nell’ambito del Festival delle notti bianche del libro.<br>Da settembre la mostra girerà nelle scuole e in altri luoghi pubblici d’Italia con l’intento di sensibilizzare sui temi del razzismo, dello sfruttamento del lavoro migrante e sulle filiere alimentari.<br>Oro verde è una mostra che nasce da un’inchiesta internazionale realizzata in collaborazione<br>IrpiMedia, Danwatch e The Wire e pubblicata su testate come il Manifesto, Internazionale, El Pais, Al Jazeera, The Wire, Taz, con il supporto del Journalismfund Europe.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="805" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-1024x805.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-1024x805.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-300x236.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-768x603.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-1536x1207.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-2048x1609.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Info@cityofpeace.it &#8211; 3338363473<br>Stefania Prandi<br>Stefania Prandi è giornalista professionista, scrittrice di reportage e inchieste e fotografa.<br>Si occupa di diritti umani, sfruttamento sul lavoro, violenza di genere, questioni sociali, ambiente e<br>cultura.<br>Tra le sue collaborazioni, testate internazionali e internazionali come The Guardian, National<br>Geographic, Al Jazeera, El País, Correctiv, Azione, Radiotelevisione svizzera, Taz, Danwatch,<br>IrpiMedia, Internazionale, il manifesto.<br>Ha lavorato con associazioni e organizzazioni non governative come ActionAid, Dry-Art, Time for<br>Equality e Fondazione città della pace per i bambini Basilicata.<br>Ha scritto tre libri. L’ultimo, edito da People, si intitola Le madri lontane e racconta le vite delle donne<br>rumene e bulgare che lavorano nei campi italiani e lasciano i loro figli nei Paesi di origine con le<br>nonne. Gli altri due sono: Oro rosso. Fragole, pomodori, molestie e sfruttamento nel Mediterraneo,<br>sulle braccianti che subiscono molestie sessuali, ricatti e stupri nelle serre di Italia, Spagna e<br>Marocco; Le conseguenze. I femminicidi e lo sguardo di chi resta sulle vittime di femminicidio e i loro<br>familiari. Questi ultimi sono stati pubblicati dalla casa editrice Settenove.<br>Stefania Prandi ha vinto grant e premi in Italia, Svizzera, Germania, Belgio e Stati Uniti. Tra i più<br>importanti: Fetisov Awards; Premio nazionale Fnsi “Dov&#8217;è Tina Merlin oggi?”; Fund for Women<br>Journalists – IWMF; Modern Slavery Unveiled Grant del Journalism Fund; National Geographic<br>Emergency Journalism Fund Grant; Henri Nannen Prize; Otto Brenner Prize; Volkart Stiftung Grant.<br>Interviene a festival ed eventi nazionali e internazionali e fa incontri nelle scuole.<br>Organizza e conduce workshop di giornalismo e insegna al Laboratorio di giornalismo femminista<br>promosso dal collettivo Femminismi contemporanei dell’Università di Venezia.<br>Le sue fotografie sono state esposte in sale museali, scuole, università e biblioteche in Italia e in<br>Europa.<br>Il suo sito è www.stefaniaprandi.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
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		<title>Perché occuparsi di diritti umani. Oggi più che mai</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2020 09:58:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il nostro viaggio di informazione continua. Ad arricchire gli incontri, la partecipazione di importanti esperti. Gli appuntamenti sono fissati, come sempre, sul canale Youtube dell’Associazione Per i Diritti Umani. Per rivedere gli incontri è&#46;&#46;&#46;</p>
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Il
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<p>Ad arricchire gli incontri, la partecipazione di importanti esperti.</p>



<p>Gli appuntamenti sono fissati, come sempre, sul canale Youtube dell’Associazione Per i Diritti Umani. </p>



<p>Per rivedere gli incontri è molto semplice: collegati al sito dell’Associazione o tramite i profili social dove è anche possibile trovare tutte le informazioni per partecipare ai prossimi incontri.
Il
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Gli
appuntamenti sono fissati, come sempre, sul canale
Youtube
dell’Associazione
Per i Diritti Umani.

</p>



<p>Per rivedere gli incontri è molto semplice: collegati al sito dell’Associazione o tramite i profili social dove è anche possibile trovare tutte le informazioni per partecipare ai prossimi incontri.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/flyer3-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13970" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/flyer3-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/flyer3-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/flyer3-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/flyer3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Domani, 5 maggio, ore 17 vi aspettiamo per l&#8217;incontro con MARCO OMIZZOLO !</strong></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Mafie-e-caporalato_2-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13971" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Mafie-e-caporalato_2-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Mafie-e-caporalato_2-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Mafie-e-caporalato_2-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Mafie-e-caporalato_2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Sotto padrone. Intervista a Marco Omizzolo</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Feb 2020 07:58:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Associazione Per i Diritti umani ha intervistato Marco Omizzolo, autore del saggio &#8220;Sotto padrone. Uomini, donne e caporali nell&#8217;agromafia italiana&#8221; (per Feltrinelli) e lo ringrazia molto per la disponibilità. Un viaggio&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
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<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>ha intervistato Marco Omizzolo, autore del saggio &#8220;Sotto padrone. Uomini, donne e caporali nell&#8217;agromafia italiana&#8221; (per Feltrinelli) e lo ringrazia molto per la disponibilità.</p>



<p>Un viaggio nel cuore delle agromafie, tra caporali che lucrano sul lavoro di donne e uomini, spesso stranieri, sfruttati nelle serre italiane. Braccianti indotti ad assumere sostanze dopanti per lavorare come schiavi. Ragazzi che muoiono &#8211; letteralmente &#8211; di fatica. Donne che ogni giorno subiscono ricatti e violenze sessuali. Un sistema pervasivo e predatorio che spinge alcuni lavoratori a suicidarsi, mentre padroni e padrini si spartiscono un bottino di circa 25 miliardi di euro l&#8217;anno. Un viaggio, quello di Omizzolo, condotto da infiltrato tra i braccianti indiani nell&#8217;Agro Pontino e proseguito fino alla regione indiana del Punjab, sulle tracce di un trafficante di esseri umani. Un&#8217;inchiesta sul campo che parte dall&#8217;osservazione e arriva alla mobilitazione: scioperi, manifestazioni, denunce per rovesciare un sistema che si può sconfiggere. </p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="324" height="499" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/51DXD-KMVmL._SX322_BO1204203200_.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13647" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/51DXD-KMVmL._SX322_BO1204203200_.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 324w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/51DXD-KMVmL._SX322_BO1204203200_-195x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 195w" sizes="(max-width: 324px) 100vw, 324px" /></figure></div>



<p><strong>Come si sono svolte le ricerche per
la preparazione di questo libro? </strong>
</p>



<p>Il libro “Sotto padrone” fa sintesi
di circa 12 anni di ricerca sociale e immersione nella comunità
indiana dell&#8217;Agro Pontino e poi è espressione di un lungo percorso
di analisi, studio e ricerca sul tema lavoro e immigrazione. Dunque,
il libro si è composto, metaforicamente, di analisi e ricerche
sviluppate all&#8217;interno di questo percorso che ha sempre richiesto
approfondimento, aggiornamento e messa in discussione di ogni stato
di certezza. Le ricerche sono state bibliografiche ma soprattutto
sperimentate nel territorio pontino mediante l&#8217;osservazione
partecipata, elementi di sociologia visuale, raccolta di storie di
vita, analisi di sociologia delle migrazioni e dei processi economici
e sociali, entografia e metodologia applicata. La combinazione di
queste competenze, sommate ai dati e alle informazioni assunte nel
territorio pontino, ha sviluppato e articolato la riflessione
contenuta nel libro. 
</p>



<p><strong>Su cosa è basato il sistema di
sfruttamento nelle serre italiane? </strong>
</p>



<p>Su diversi fattori. In primis sul
processo di svilimento e squalificazione del lavoro, delle sue
relazioni sindacali e dunque di rappresentanza, di liberazione quale
dinamica di base, per precipitare nella sua delegittimazione e
nell&#8217;accettazione, anche collettiva, di riforme che ne hanno
mortificato la natura fino a comprendere lo sfruttamento come una
delle sue condizioni di base, quasi costituente. E poi i processi di
ghettizzazione ed emarginazione della fragilità a partire dalla
condizione giuridica e di classe dei migranti braccianti, considerati
inferiori per natura quando invece lo sono per legge e interesse. Lo
sfruttamento e le agromafie sono state incentivate in questo Paese e
le riforme che le hanno prodotte addirittura considerate necessarie
per generare sviluppo. Quest&#8217;ultimo però, da distinguere dal
progresso come ricorda Pasolini, ha riprodotto il rapporto
padrone-schiavo, come anche recentemente le Nazioni Unite hanno
ricordato e con esso anche un sistema di diseguaglianze ed
emarginazione, ora certificato e rafforzato dai decreti Sicurezza,
come recentemente ha ricordato Amnesty International Italia con il
suo studio “I sommersi dell&#8217;accoglienza”. Siamo a nuove forme di
schiavitù in un Paese che ha all&#8217;articolo 1 della sua Costituzione
un richiamo fortissimo al lavoro come generativo della democrazia.
Oggi siamo, come ricorda l&#8217;Eurispes, ad un business economico
complessivo delle agromafie di circa 25 miliardi di euro. Soldi che
vengono riciclati nel sistema economico ufficiale sino ad intossicare
le relazioni sociali e a riprodurre vincoli di classe rigidissimi.</p>



<p><strong>Nello sfruttamento sono coinvolte
anche le donne. In che misura?</strong></p>



<p>Hanno varie funzione e interpretano diversi ruoli. Quello più diffuso riguarda la condizione di ulteriore emarginazione, sfruttamento e violenza che esse subiscono. In genere percepiscono una retribuzione del 30% inferiore a quella dei loro colleghi e connazionali uomini. Inoltre in alcuni casi esse subiscono, come accade nelle campagne di Vittoria, in Sicilia, in Puglia e nell&#8217;Agro Pontino, ricatti e violenze sessuali perpetrate da padroni e caporali privi di scrupoli che così continuano ad usarle solo come corpi per soddisfare le loro ansie di profitto, di potere e sessuali.</p>



<p><strong>Può riportare alcuni esempi di
sentenze a vostro favore?</strong></p>



<p>Nell&#8217;Agro Pontino ci sono decine di
processi aperti ma ancora pochi sono arrivati a sentenza. Siamo però
fiduciosi che questo accadrà molto presto e speriamo che le sentenze
di condanna siano completamente eseguibili. 
</p>



<p><strong>In quali modi si può portare avanti
la lotta alle agromafie?</strong></p>



<p>Direi mediante alcune riforme di
sistema a partire da una riforma finalmente espansiva e rafforzativa
dei diritti del relativo mercato del lavoro, riforma del welfare che
vada incontro al disagio e lo sappia risolvere nella direzione del
suo superamento, approfondendo il tema di continuo per accrescere il
nostro livello di consapevolezza e di azione conseguente matura anche
dal punto di vista politico. Si tratta di un percorso lungo e
faticoso ma necessario, altrimenti continueremo a descrivere un
sistema che risulterà sempre invincibile pur non essendolo.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/02/19/sotto-padrone-intervista-a-marco-omizzolo/">Sotto padrone. Intervista a Marco Omizzolo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>Premio Diritti Umani Stefano Cucchi Onlus 2019 Alla Comunità Sikh Di Latina Per La Battaglia Per I Diritti Dei Lavoratori Nell’Agro Pontino, Gullotta E Ioia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/10/23/premio-diritti-umani-stefano-cucchi-onlus-2019-alla-comunita-sikh-di-latina-per-la-battaglia-per-i-diritti-dei-lavoratori-nellagro-pontino-gullotta-e-ioia/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Oct 2019 09:48:09 +0000</pubDate>
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<p>(da Tempimoderni.net)</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="620" height="339" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/cucchi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13173" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/cucchi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/cucchi-300x164.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></figure></div>



<p>Giuseppe Gullotta, Pietro Ioia e la comunità Sikh di Latina che porta avanti la battaglia per i diritti dei lavoratori nell’Agro Pontino. Sono questi i vincitori del Premio Diritti Umani 2019 dell’Associazione Stefano Cucchi Onlus: verranno conferiti domani all’Angelo Mai a Roma, nel corso della prima della due giorni del Quinto Memorial Stefano Cucchi a Roma. I premi sono realizzati come ogni anno da Mauro Biani.A ritirare il premio, Giuseppe Gullotta, Pietro Ioia e Gurmukh Singh, presidente della comunità indiana del Lazio.<strong>I premi</strong>C’è un numero che accomuna Gullotta e Ioia: 22. Sono gli anni che entrambi hanno passato in carcere. Il primo da innocente: si tratta di uno degli errori giudiziari più gravi della storia della Repubblica. A 18 anni si è autoaccusato di aver ucciso due giovani carabinieri: la sua confessione era stata estorta con botte, violenze e torture. Il secondo da colpevole: entrato per piccoli reati, in breve tempo è diventato un narcotrafficante internazionale di hashish e cocaina. Ha scontato la sua pena in 20 diversi istituti penitenziari e ha pagato i suoi errori: «Ho regalato gli anni migliori della mia vita alla carceri, non ho visto i miei figli crescere e per questo ho deciso di cambiare vita», dice sempre. Ma è riuscito a conquistarsi una seconda possibilità nella vita e ha avuto il coraggio di denunciare l’abuso e la sospensione dello stato di diritto, portando allo scoperto quello che accadeva nella cosiddetta Cella Zero del carcere di Poggioreale, dove Ioia ha trascorso sette anni di reclusione. «La Cella zero è un luogo di tortura e violenza, situata al piano terra della struttura: di giorno era utilizzata come smistamento, per le visite mediche e per i colloqui per poi divenire di sera luogo di tortura dove i detenuti erano pestati», spiega.</p>



<p>&nbsp;«Dimenticati e abbandonati dalle istituzioni: quelle di Ioia e di Gullotta sono storie esemplari di quegli “organi” malati ancora presenti nel “corpo” della giustizia italiana», spiegano dall’Associazione Stefano Cucchi Onlus. «Dimenticati dalla società» come lo sono i Sikh di Latina: sfruttati e ricattati nell’Agro Pontino, «hanno trovato la forza di sollevarsi e di far sentire la propria voce per una giustizia che dovrebbe semplicemente essere la normalità», dice ancora la Cucchi Onlus.</p>



<p> «Sono storie di giustizia negata. Hanno fatto sentire la loro voce e vogliamo contribuire alle battaglie che portano coraggiosamente avanti», dice Ilaria Cucchi, presidente dell’associazione. «La mia famiglia, da dieci lunghi anni, sa bene cosa vuol dire trovarsi davanti a muri da abbattere. Camminiamo insieme nella lotta per una giustizia che sia tale anche per gli ultimi: il velo può essere squarciato».<strong>Il Memorial Stefano Cucchi</strong> «Dieci anni senza Stefano. Umanità in marcia»: è questo il titolo del 5° Memorial Stefano Cucchi, che si è tenuto il 12 e 13 ottobre a Roma, a dieci anni dalla morte, mentre era nelle mani dello Stato, di questo ragazzo di 31 anni che ormai tutta Italia conosce.</p>



<p>&nbsp;«La morte di Stefano Cucchi è entrata nella Storia del Paese. Quanto accaduto dieci anni fa ha oltrepassato le mura delle carceri e le aule processuali, è diventato oggetto di dibattito pubblico, fatto politico, giornalistico e, insieme, motivo di risveglio della coscienza civile di un Paese intero», spiegano le realtà promotrici del Memorial: l’Associazione Stefano Cucchi Onlus, Il Comitato Promotore Memorial Stefano Cucchi e l’Associazione Comunitaria.</p>
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		<title>Tempo d&#8217;estate, tempo di sfruttamento</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Aug 2018 08:13:38 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/08/07/tempo-destate-tempo-di-sfruttamento/">Tempo d&#8217;estate, tempo di sfruttamento</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si susseguono, purtroppo come ogni estate, le notizie dei decessi di immigrati nei campi agricoli, a causa del lavoro estenuante, dello sfruttamento, del caldo&#8230;Lavoro che svolgono per poter guadagnare pochissimi euro.</p>
<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> ha più volte preso in considerazione l&#8217;argomento, per denunciare i fatti e per chiedere che venga posta fine a questa nuova forma di schiavitù. Ecco, per voi, alcuni articoli e interviste che abbiamo realizzato nel tempo, ma non ci fermeremo!</p>
<p>Se inserite nel campo &#8220;Ricerca&#8221; della nostra homepage la parola &#8220;caporalato&#8221;, troverete tante altre notizie e approfondimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="N6iknXkCWQ"><p><a href="http://www.peridirittiumani.com/2016/05/31/convegno-sfruttamento-dei-sikh-nei-campi-agricoli-italiani/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Convegno: sfruttamento dei Sikh nei campi agricoli italiani</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="http://www.peridirittiumani.com/2016/05/31/convegno-sfruttamento-dei-sikh-nei-campi-agricoli-italiani/embed/#?secret=N6iknXkCWQ&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-secret="N6iknXkCWQ" width="500" height="282" title="&#8220;Convegno: sfruttamento dei Sikh nei campi agricoli italiani&#8221; &#8212; Per I Diritti Umani" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="H71sWLwJIF"><p><a href="http://www.peridirittiumani.com/2016/06/24/mercanti-di-schiavi-tratta-e-sfruttamento-nel-xxi-secolo/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Mercanti di schiavi   &#8211;  Tratta e sfruttamento nel XXI secolo</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="http://www.peridirittiumani.com/2016/06/24/mercanti-di-schiavi-tratta-e-sfruttamento-nel-xxi-secolo/embed/#?secret=H71sWLwJIF&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-secret="H71sWLwJIF" width="500" height="282" title="&#8220;Mercanti di schiavi   &#8211;  Tratta e sfruttamento nel XXI secolo&#8221; &#8212; Per I Diritti Umani" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="bxTZ1AnkYe"><p><a href="http://www.peridirittiumani.com/2013/04/02/una-proposta-in-piu-per-combattere-i/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Una proposta in più per combattere il caporalato</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="http://www.peridirittiumani.com/2013/04/02/una-proposta-in-piu-per-combattere-i/embed/#?secret=bxTZ1AnkYe&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-secret="bxTZ1AnkYe" width="500" height="282" title="&#8220;Una proposta in più per combattere il caporalato&#8221; &#8212; Per I Diritti Umani" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="w7XSgMynFj"><p><a href="http://www.peridirittiumani.com/2015/09/17/non-e-tempo-di-annunci-le-proposte/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Non è tempo di annunci: le proposte #possibili sul caporalato</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="http://www.peridirittiumani.com/2015/09/17/non-e-tempo-di-annunci-le-proposte/embed/#?secret=w7XSgMynFj&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-secret="w7XSgMynFj" width="500" height="282" title="&#8220;Non è tempo di annunci: le proposte #possibili sul caporalato&#8221; &#8212; Per I Diritti Umani" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/08/07/tempo-destate-tempo-di-sfruttamento/">Tempo d&#8217;estate, tempo di sfruttamento</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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