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	<title>#Medioriente Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 08:38:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(testata giornalistica online fondata da Farid Adly. Direttore responsabile Federico Pedrocchi) Per ascoltare l’audio di oggi, 07 aprile 2025: CLICCA Le&#160;vignette sono&#160;QUI&#160;&#160; Le notizie Genocidio a Gaza I generali israeliani hanno dato ordine di sfollare da diverse zone&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17954" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>(testata giornalistica online fondata da Farid Adly. Dir<a>e</a>ttore r<a>e</a>sponsabile F<a>e</a>derico Pedrocchi)</p>



<p>Per ascoltar<a>e</a> l’audio di oggi, 07 aprile 2025: <a href="https://www.anbamed.it/2025/04/07/anbamed-1698-07-aprile-2025/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CLICCA</a></p>



<p>L<a>e</a>&nbsp;vignette sono&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/vignette/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a><a></a>&nbsp;&nbsp;<a></a></p>



<p><strong><em><u>Le notizie</u></em></strong></p>



<p><strong>Genocidio a Gaza</strong></p>



<p>I generali israeliani hanno dato ordine di sfollare da diverse zone di Deir el-Balah, nel centro di Gaza. Non sono bastati loro le operazioni di svuotare il nord e di trasformare Rafah in una città fantasma. Adesso vogliono svuotare anche il centro dalla Striscia, per mettere in pratica il piano di spezzettare Gaza in diversi bantustan.</p>



<p>Ieri sono arrivati negli ospedali 26 uccisi e 113 feriti.</p>



<p><strong><em>Il nostro commento quotidiano fisso:</em></strong><strong>&nbsp;Ci sono ancora coloro che obiettano che non si</strong>&nbsp;<strong>tratti di genocidio, basandosi su congetture</strong></p>



<p><strong>storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono:&nbsp;<em>“Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.</em></strong></p>



<p><strong>Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.</strong></p>



<p><strong>Se&nbsp;</strong><strong>q</strong><strong>uesto è un uomo.</strong></p>



<p><strong>Situazion</strong><strong>e umanitaria a Gaza</strong></p>



<p>Il divieto imposto dall’occupazione israeliana all’introduzione dei vaccini antipolio nella Striscia di Gaza costituisce una bomba a orologeria che minaccia la diffusione dell’epidemia. È un ulteriore attacco indiretto per sterminare i bambini nella Striscia di Gaza. 602 mila bambini sono in pericolo di contagio, se non saranno garantiti i vaccini.</p>



<p>Il problema sanitario nella Striscia di Gaza è arrivato a livelli pericolosi e catastrofici. 59% delle medicine essenziali e 37% delle attività mediche non hanno più stoccaggio nei depositi. La mancanza di rifornimenti umanitari aumenta l’insicurezza alimentare e causa numerosi casi di morte tra i bambini per malnutrizione.</p>



<p>Negli ospedali mancano le centrali per la produzione di ossigeno e i generatori elettrici sono in gravi condizioni di funzionamento a causa della mancanza di pezzi di ricambio e carburanti. Si è aggiunto adesso l’assassinio a sangue freddo dei soccorritori sanitari.</p>



<p>Non ultimo il problema dell’acqua potabile. La distruzione degli acquedotti e il bombardamento delle centrali di potabilizzazione hanno provocato la diffusione delle malattie della pelle e la diarrea, in stati gravi per i bambini.</p>



<p><strong>C</strong><strong>isgiordania</strong></p>



<p>Le operazioni militari contro Jenin e Tulkarem proseguono ad un ritmo che preannuncia una deportazione di massa. Dall’inizio delle operazioni, il 21 gennaio 2025, sono 45 mila i deportati dai 3 campi profughi. La giornata di ieri ha visto il ferimento di 2 giovani a Jenin e 3 a Betlemme. Gli arrestati nei rastrellamenti giornalieri sono stati, in tutta la Cisgiordania e nella sola giornata di ieri, 48 persone, soprattutto ragazzi che lanciavano pietre.</p>



<p>I coloni armati continuano i loro attacchi contro terreni agricoli e di pascolo. Nel villaggio di Om-Safa, a nord di Ramallah, decine di coloni hanno sradicato olivi, sotto la protezione dei militari, che sono intervenuti soltanto per coprire la ritirata degli aggressori dal lancio di pietre dei nativi palestinesi.</p>



<p><strong>G</strong><strong>e</strong><strong>rusal</strong><strong>e</strong><strong>mm</strong><strong>e</strong></p>



<p>Nella località Batn el-Hawa di Selwan, adiacente alla moschea di Al-Aqsa, a Gerusalemme est occupata, la famiglia di Jamal Gheith è diventata un inferno. Un gruppo di coloni ebrei israeliani provenienti dagli Stati Uniti hanno occupato abusivamente il terrazzo sopra la loro casa, impedendo loro di accedere al vano lavanderia. Dopo una lunga e costosa battaglia giudiziaria, la famiglia Gheith ha vinto la causa, ma i coloni si rifiutano di eseguire l’ordinanza del tribunale e le autorità di occupazione non intervengono. Deportazione e pulizia etnica. &nbsp;</p>



<p><strong>Solidari</strong><strong>età Internazionale</strong></p>



<p>Si sono svolte in migliaia di città del mondo manifestazioni contro il genocidio a Gaza. La più partecipata e politicamente significativa è stata&nbsp;quella di Rabat, in Marocco. Decine di migliaia di persone sono scese in piazza per rivendicare la rottura delle relazioni diplomatiche con Israele.</p>



<p>I manifestanti hanno innalzato bandiere palestinesi e scandito slogan contro i crimini di Israele e contro le responsabilità degli Stati Uniti. Uno striscione riporta: “Netanyahu è un criminale di guerra”.</p>



<p><strong>Israele/USA</strong></p>



<p>Il criminale di guerra Netanyahu, dopo la visita a Orban sarà oggi alla Casa Bianca. Argomento della discussione come destabilizzare ulteriormente il M.O. con un attacco all’Iran. Il clima mediatico è stato preparato con le dichiarazioni del ministro della guerra di Tel Aviv, che ha parlato di aver i documenti che provano il finanziamento iraniano all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Propaganda bellicista.</p>



<p><strong>Libano</strong></p>



<p>Un bombardamento israeliano sul villaggio Zighin, vicino a Sour (Tiro) nel sud Libano, ha ucciso due lavoratori durante lo svolgimento di opere di riparazione delle strade divelte dall’esercito occupante prima di ritirarsi. L’esercito libanese ha dichiarato che i veicoli presi di mira erano un bulldozer ed un’escavatrice, smentendo le ripetute bugie del portavoce dell’esercito occupante, che parlava di un attacco mirato contro combattenti di Hezbollah. &nbsp;</p>



<p><strong>Algeria/Francia</strong></p>



<p>Dopo mesi di litigi e accuse reciproche, si è aperto un nuovo capitolo nelle relazioni tra Algeria e Francia. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot in visita ad Algeri ha annunciato domenica una &#8220;nuova fase di relazioni paritarie&#8221; con l&#8217;Algeria. È stato ricevuto da parte del presidente Abdelmadjid Tebboune e ha svolto colloqui con il suo omologo algerino, Ahmed Attaf. Al di là delle dichiarazioni diplomatiche edulcorate, le relazioni tra i due paesi sono arrivate a livelli alti di crisi a causa dell’atteggiamento colonialista dei politici di Parigi, soprattutto per i risarcimenti alle vittime dei crimini dell’esercito francese occupante ed in particolare degli esperimenti nucleari nel deserto algerino. La Francia di Macron, in una prima fase ha pensato di risolvere le divergenze con attacchi contro il governo algerino, l’inasprimento delle misure contro i migranti algerini, annullando o riducendo i visti e, infine, la strumentalizzazione della grave situazione dei diritti umani, calpestati dal regime algerino. Ma poi gli interessi economici sono prevalsi e il governo francese ha scelto la via della diplomazia.</p>



<p><strong>Tunisia</strong></p>



<p>Le autorità tunisine hanno smantellato tendopoli nelle foreste del sud del paese, che ospitavano circa settemila migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana e hanno iniziato le deportazioni forzate di alcuni di loro.</p>



<p>La Tunisia, nella sua funzione di cane di guardia delle coste italiane, sta affrontando una crisi migratoria senza precedenti, con migliaia di persone provenienti da paesi sub-sahariani che affluiscono nel paese, cercando di raggiungere l’Europa in barca dalla costa tunisina, ma rimangono intrappolati in Tunisia in condizioni misere, senza lavoro e senza diritti. I problemi nati dalla presenza di migliaia di migranti disoccupati e accampati in luoghi di fortuna ha sviluppato un movimento xenofobo che il potere alimenta per distrarre le masse dalle vere colpe della crisi economica che attanaglia il paese. Le retate di deportazione di massa, chiamate falsamente dal presidente Saied rimpatrio volontario, sono diventate all’ordine del giorno.</p>



<p><strong>Cultura in trinc</strong><strong>ea</strong></p>



<p>Alla Fiera del libro per l’infanzia di Bologna, le copie di un manifesto contro la guerra sono andate a ruba. Nel senso che sono state rubate. Il titolo LIBRI NON GUERRA &#8211; e&nbsp;il sottotitolo “473 milioni di bambini vivono in zon<strong>e</strong>&nbsp;di conflitto” (dati del sito Save&nbsp;the&nbsp;children). Guardate l’illustrazione e i contorni della vicenda:&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/04/06/cultura-in-trincea/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cliccata</a>!</p>



<p><strong>App</strong><strong>ello p</strong><strong>er il dott.</strong><strong>&nbsp;Hussam Abu Safiya&nbsp;</strong></p>



<p>Firmate l’app<a>e</a>llo per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,pr<a>e</a>so in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il&nbsp;coraggioso m<a>e</a>dico è reo di non aver&nbsp;abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite.&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2024/12/31/appello-urgente-per-il-dott-hussam-abu-safia-direttore-dellospedale-kamal-adwan/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>clicca</strong></a><strong>&nbsp; p</strong><strong>er aderire.&nbsp;</strong>Stiamo traducendo l’appello in italiano, su richiesta di molti lettori.</p>



<p><strong>Solidarietà/Al-Najdah</strong></p>



<p>A<span class="has-inline-color has-black-color">bbiamo parlato ieri pomeriggio (la sera, per il fuso orario di Gaza) con la direttrice di Al-Najdah. Ci ha descritto una situazione drammatica: <em>&#8220;La situazione è molto grave. Ringraziamo dio che abbiamo l&#8217;aria </em></span><em><span class="has-inline-color has-black-color">da r<a>espirare. Le nostr</a>e</span></em><span class="has-inline-color has-black-color"><em> scorte di acqua e cibo stanno esaurendo e i depositi dell&#8217;ONU cominciano a chiudere, per mancanza di materiale. La farina è finita e tutti i panifici hanno chiuso i battenti. </em></span></p>



<p><em>Ci sentiamo in trappola, ma resistiamo. I nostri tendoni nei campi di sfollati funzionano soprattutto per distrarre i bambini con attività di istruzione e ludiche. Riusciamo ancora a cucinare del riso con salsa, senza olio però. Qualch<a><span class="has-inline-color has-black-color">e volta riusciamo ad aggiungere nel pentolone una scatoletta di tonno ed i bambini ne vanno felici. Possiamo andare avanti così per altri 10 giorni e poi se non arriveranno altre scorte, non sapremo cosa fare. Sul mercato oramai non si riesce a reperire nulla, anche la verdura che molti hanno piantato tra i ruderi delle case bombardate non si trovano più nei mercati. </span></a></em></p>



<p><em>Vi chiediamo di fare rumore, per smuovere le coscienze dei potenti della terra, per far pressioni sul governo occupante. Sapere che ci siete è un supporto&nbsp;enorme per i nostri bimbi. I disegni che ci avete mandato sono stati un motivo di gioia. Dal punto di vista psicologico è importantissimo. Grazie per tutto&nbsp;quel che state fac</em><em>endo&#8221;.</em></p>



<p>Siamo a 21 adozioni a distanza in un mese esatto dall’inizio della campagna.&nbsp;Molte anche le quote una tantum per i pasti caldi alle&nbsp;famiglie&nbsp;con bambini/e&nbsp;orfani/e. Un risultato eccellente. Grazie a voi, cari lettori di Anbamed, adesso siamo in grado&nbsp;di trasferire le somme raccolte al conto corrente dell’associazione delle donne di sinistra di Gaza, Al-Najdah (Soccorso sociale).&nbsp;Il totale delle donazioni ricevute in un mese, dal 3 al 31 marzo 2025, è di 8.050 euro.</p>



<p>Vi daremo conto documentale del trasferimento bancario, appena le operazioni saranno andate a termine.</p>



<p>Ci sono arrivati in banca dei contributi per adozioni, ma non abbiamo ricevuto comunicazioni dagli affidatari, che non riusciamo a contattare. Preghiamo i donatori di scriverci per avvisarci e fornirci i loro contatti email e telefonici, per semplificare le comunicazioni.</p>



<p>Ci arrivano ancora diverse&nbsp;proposte di gruppi di amici che si mettono insieme, per raccogliere i fondi necessari per coprire la spesa di un anno: 600 euro.</p>



<p>Tutti i giorni arrivano altri messaggi di lettori di Anbamed esprimendo interesse al progetto e richieste di approfondimento.&nbsp;<strong><em>“Ore Felici per i Bambini di Gaza, adozioni a distanza&nbsp;</em></strong><strong><em>e pasti caldi”&nbsp;</em></strong>è la cosa giusta.&nbsp;</p>



<p>Il sito IdeeInFormazione ha pubblicato in Homepage il nostro appello alle adozioni a distanza per i bambini/e di Gaza.&nbsp;<a href="https://www.ideeinformazione.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Guarda!</a></p>



<p>Il direttivo di ACM ha deciso di donare agli affidatari due libri, pubblicati per promuovere l’attività di sostegno ai bambini/e: “<strong>Artisti per Gaza</strong>” (un catalogo di opere d’arte) e “<strong>Al di là di sé.</strong>&nbsp;<strong>Le opere di Vincenzo Dazzi per i bambini di Gaza” –</strong>&nbsp;Mesogea editore (catalogo e raccolta di scritti).</p>



<p>Mandateci gli indirizzi postali. Grazie!</p>



<p>Anbamed e Associazione Culturale Mediterraneo hanno lanciato un appello per il finanziamento di un progetto di adozioni a distanza di bambini&nbsp;e bambine&nbsp;palestinesi. Un’iniziativa realizzata con l’associazione di donne di sinistra, Al-Najdah (Soccorso sociale).&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/03/03/al-najdah-soccorso-sociale-malgrado-le-ferite-in-sostegno-dellinfanzia-a-gaza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca</a></p>



<p>Continuano ad arrivare richieste di informazioni più dettagliate, alle quali oltre al messaggio diretto, risponderemo anche con un articolo specifico pubblico.</p>



<p>Per partecipare al progetto:&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/03/03/al-najdah-soccorso-sociale-malgrado-le-ferite-in-sostegno-dellinfanzia-a-gaza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>clicca</strong></a></p>



<p><strong>N</strong><strong>otizi</strong><strong>e dal mondo&nbsp; &nbsp;</strong></p>



<p>Sono passati tr<a>e</a>&nbsp;anni, un mese&nbsp;e&nbsp;12 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.</p>
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		<title>&#8220;Tuteliamo la popolazione palestinese e libanese ed in particolare bambini, donne ed anziani con aiuti sanitari ed umanitari&#8221;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/10/02/tuteliamo-la-popolazione-palestinese-e-libanese-ed-in-particolare-bambini-donne-ed-anziani-con-aiuti-sanitari-ed-umanitari/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 10:55:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Umem-Co-mai-Unione Arabi del 48, Aodi: Tanti sono i piccoli villaggi, senza rifugio, a rischio di finire sotto i missili, dove vivono “gli arabi-palestinesi del 48”, collocati geograficamente in Israele, sia al nord, ai confini&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/iran.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="800" height="450" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/iran.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17732" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/iran.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/iran-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/iran-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>



<p><strong>Umem-Co-mai-Unione Arabi del 48, Aodi: Tanti sono i piccoli villaggi, senza rifugio, a rischio di finire sotto i missili, dove vivono “gli arabi-palestinesi del 48”, collocati geograficamente in Israele, sia al nord, ai confini con il Libano, sia al centro, nella zona del Triangolo, vicino a Tel Aviv.</strong></p>



<p><strong>Aodi: Tuteliamo la popolazione palestinese e libanese ed in particolare bambini, donne ed anziani con aiuti sanitari ed umanitari. E’ aumentala del 45% la sindrome ansiosa tra i civili e dell’83% quella tra i bambini in Palestina e in Libano.</strong></p>



<p>Ecco le dichiarazioni del Prof. Foad Aodi, medico e giornalista internazionale, presidente e leader di Amsi, Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, di Umem, Unione Medica Euromediterranea, di Co-mai, Comunità del Mondo Arabo in Italia, e membro dell’Unione Arabi del 48, di cui è fondatore, in merito all’evolversi della delicata situazione in Medioriente.</p>



<p>Tutte le associazioni sopra citate portano avanti accurate indagini di geo-politica internazionale grazie a numerosi corrispondenti nel mondo, sia giornalisti che professionisti sanitari, nonché grazie al supporto di Radio Co-mai Internazionale, presente in oltre 120 paesi del mondo.</p>



<p>Aodi fornisce costantemente, ai media italiani, notizie e indagini aggiornate sulle tensioni che avvengono in Medioriente, in particolare in Palestina ed in Libano, dove segue l’evolversi della delicata situazione dall’inizio del conflitto, fornendo indagini aggiornate su quanto accade a livello umanitario e sanitario.</p>



<p>«Il Medio Oriente, e di riflesso il mondo intero, vivono un momento molto difficile, con quello che è da tempo un vero e proprio bagno di sangue, che purtroppo non accenna a placarsi e non conosce la parola fine, per quanto riguarda gli scontri e i conflitti, in quella che, senza dubbio alcuno, è l’area del pianeta, storicamente, da sempre più tormentata che esista».</p>



<p>«Non escludiamo, e non è una esagerazione, se la situazione dovesse perdurare, ora che è entrato “in gioco” anche l’Iran&nbsp;che di certo nell’attaccare Israele lancia una sfida aperta e pericolosa agli Stati Uniti, storico paese alleato degli israeliani, di arrivare a una terza guerra mondiale. Non è affatto una esagerazione, perché non facciamo altro che registrare morti e feriti, giorno dopo giorno. Lo scontro inoltre si sta allargando drammaticamente. Tante persone non sanno che ci sono tanti piccoli villaggi dove vivono “gli arabi-palestinesi del 48”, collocati geograficamente in Israele, sia al nord, ai confini con il Libano, sia al centro, nella zona del Triangolo, vicino a Tel Aviv. Vorrei spiegare ancora una volta ai media e ai lettori che gli arabi-palestinesi che vivono sul territorio israeliano, come spesso leggiamo nei miei comunicati stampa e nei miei interventi, vengono chiamati “arabi del 48”, termine da cui poi è stato coniato anche il nome del movimento Unione Arabi del 48 di cui faccio parte. Tanti razzi sono finiti proprio su questi villaggi dove vivono i palestinesi. E uno di questi è Jaljulia, dove sono nato, sull&#8217;autostrada veloce 6. Considerando tante di queste località, se non la maggior parte, qui la popolazione non ha rifugi, ed è più che mai a rischio. I sindaci locali, per la verità, ci raccontano i nostri corrispondenti, hanno immediatamente allertato la popolazione locale, nel momento in cui è iniziato l&#8217;attacco dell&#8217;Iran ad Israele. Hanno fornito messaggi a tutti i loro concittadini di rimanere nelle case o rifugiarsi nelle scuole, per chi non possiede una abitazione sicura e forte. Purtroppo non hanno luoghi sicuri dove rifugiarsi, non hanno la possibilità di stare tranquilli, sono maggiormente esposti, a differenza di come accade nella parte di Israele dove vivono gli ebrei. Si registra, in questo momento, una vera e propria esplosione di paura e terrore, specialmente per noi palestinesi che viviamo all&#8217;estero, nel seguire la sorte dei nostri familiari, dei nostri cugini, che stanno in Palestina, in Libano e in tutti “i paesi arabi del 1948” che si trovano in Israele. Per questo, a nome delle associazioni che presiedo, rivolgiamo l’ennesimo appello alle forze internazionali di fermare questa atroce guerra, di arrivare finalmente al cessate il fuoco, e poi di fornire immediati umanitari-sanitari, sia per la Palestina che per il Libano, anche perché in Libano la situazione è molto grave, ci sono tanti bambini che giorno dopo giorno stanno morendo, anche se si sta muovendo lentamente “la macchina di aiuti internazionali”. Per questo, a nome dei nostri movimenti, rivolgiamo l’ennesimo appello di deporre le armi, di sostenere i corridoi umanitari-sanitari, di aumentare gli aiuti internazionali, di aprire una conferenza internazionale per il Medio Oriente, e tutelare anche i palestinesi arabi del 1948 che vivono in Israele.</p>



<p>Ecco le nostre indagini aggiornate sulla drammatica situazione in Palestina e in Libano, con i numeri atroci di un conflitto senza fine.</p>



<p><strong>STRISCIA DI GAZA, I NUMERI AGGIORNATI DAI NOSTRI MEDICI LOCALI DEL CONFLITTO, DOPO IL 361ESIMO GIORNO DI GUERRA.</strong></p>



<p><strong>INDAGINI AGGIORNATE AL 1 OTTOBRE 2024</strong>.</p>



<p>&#8211; 361 i giorni i dall’inizio della guerra</p>



<p>&#8211; 51.615 tra deceduti e dispersi</p>



<p>&#8211; 10.000 sono solo i dispersi.</p>



<p>&#8211; 41.615 sono i deceduti effettivi morti a causa del conflitto a fuoco</p>



<p>&#8211; 16.891 sono le vittime tra i bambini</p>



<p>&#8211; 171 sono i bambini morti appena nati</p>



<p>&#8211; 710 sono i bambini morti con età inferiore a un anno</p>



<p>&#8211; 36 sono i bambini morti a causa della carestia</p>



<p>&#8211; 11.458 sono i decessi femminili</p>



<p>&#8211; 986 sono le vittime tra il personale medico</p>



<p>&#8211; 85 sono le vittime tra membri della protezione civile</p>



<p>. 174 sono giornalisti internazionali che hanno perso la vita</p>



<p>&#8211; 520 sono i deceduti recuperati da fosse comuni</p>



<p>&#8211; 96.359 sono ad oggi i feriti</p>



<p>&#8211; 396 sono i giornalisti feriti</p>



<p>&#8211; Il 69% delle vittime sono bambini e donne</p>



<p>&#8211; 25.973 bambini sono rimasti orfani di entrambi i genitori o almeno uno di essi</p>



<p>&#8211; 3.500 bambini rischiano di morire per malnutrizione e mancanza di cibo</p>



<p>&#8211; 146 i giorni dalla chiusura di tutti i valichi nella Striscia di Gaza</p>



<p>&#8211; 12.000 i feriti che hanno necessità di farsi curare all&#8217;estero</p>



<p>&#8211; 10.000 malati di cancro rischiano la morte e hanno bisogno di cure</p>



<p>&#8211; 3.000 i pazienti con varie malattie che necessitano di cure all&#8217;estero</p>



<p>&#8211; 1.737.524 &#8211; contagiati da malattie infettive a seguito degli sfollamenti</p>



<p>&#8211; 71.338 le infezioni registrate di epatite c tra gli sfollati</p>



<p>&#8211; Circa 60.000 donne incinte sono a rischio a causa della mancanza di assistenza sanitaria</p>



<p>&#8211; 350.000 i pazienti malati cronici a rischio a causa della scarsa e lenta introduzione di farmaci</p>



<p>&#8211; 310 i casi di arresto di personale sanitario</p>



<p>&#8211; 36) casi di arresto di giornalisti i cui nomi sono noti</p>



<p>&#8211; 2 milioni sono ad oggi glisfollati nella Striscia di Gaza</p>



<p>&#8211; 100.000 tende si sono consumate e sono diventate inadatte agli sfollati</p>



<p>&#8211; 125 le scuole e le università completamente distrutte</p>



<p>&#8211; 337) scuole e università parzialmente distrutte.</p>



<p>&#8211; 11.500 studenti uccisi durante la guerra</p>



<p>&#8211; 750 insegnanti, tra uomini e donne, hanno perso la vita</p>



<p>&#8211; 115 scienziati, professori universitari e ricercatori sono deceduti a causa del conflitto</p>



<p>&#8211; 611 le moschee completamente distrutte</p>



<p>&#8211; 214 moschee parzialmente distrutte</p>



<p>&#8211; 3 chiese prese di mira e distrutte</p>



<p>&#8211; 150.000 unità abitative sono state completamente distrutte</p>



<p>&#8211; 80.000 unità abitative sono inabitabili</p>



<p>&#8211; 200.000 unità abitative sono state parzialmente distrutte</p>



<p>&#8211; 34 gli ospedali dismessi</p>



<p>&#8211; 80 centri sanitari sono stati dismessi</p>



<p>&#8211; 162 le istituzioni sanitarie che sono state prese di mira</p>



<p>&#8211; 131 ambulanze sono state prese di mira</p>



<p>&#8211; 206 siti archeologici e del patrimonio distrutti</p>



<p>&#8211; 3.130 km di reti elettriche sono state distrutte</p>



<p>&#8211; 36 strutture sportive, tra stadi e palestre, sono state distrutti</p>



<p>&#8211; 700 pozzi d&#8217;acqua sono stati distrutti e dismessi.</p>



<p>&#8211; 86% tasso di distruzione nella Striscia di Gaza</p>



<p>&#8211; 33 miliardi di dollari di perdite a causa della guerra.</p>



<p>&#8211; 650 mila bambino vivono nelle macerie e nelle case distrutte a Gaza</p>



<p>Inoltre:</p>



<p>&#8211; In Libano si calcolano fin ora 920 e 2630 feriti dall’inziio del conflitto, il 23 settembre scorso.</p>



<p>&#8211; Più di un milione e 250 mila sono gli sfollati in Libano.</p>



<p>&#8211; C’è da registrare, tra le nostre indagini recenti, un aumento enorme del 45% di psicosi e disturbi psicologici tra i bambini, in particolare tra gli alunni delle scuole, specialmente quelli che vivono nei paesi arabo-palestinesi in Israele, visto che non hanno rifugi sicuri come i loro coetanei ebrei.</p>



<p><strong><em>Così il Prof. Foad Aodi, Medico e Giornalista divulgatore scientifico; Presidente dell&#8217;UMEM, Unione Medica Euromediterranea, esperto di salute globale, corrispondente dall’Italia per prestigiose testate straniere, Presidente di Amsi, Associazione Medici di Origini Straniera in Italia, del Movimento Internazionale Uniti per Unire, , membro del Direttivo Aisi, Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti, direttore sanitario e portavoce della USEM e Nazionale del Regno delle due Sicilie, corrispondente dall’Italia per Agenzie di Stampa, giornali e Tv di&nbsp; Paesi Arabi e del Golfo, nonché docente all’Università di Tor Vergata e già 4 volte Consigliere dell’Ordine di Roma e membro registro esperti della Fnomceo e ancora direttore sanitario del Centro Medico Iris Italia.</em></strong></p>
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