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	<title>#mondo Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 08:38:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(testata giornalistica online fondata da Farid Adly. Direttore responsabile Federico Pedrocchi) Per ascoltare l’audio di oggi, 07 aprile 2025: CLICCA Le&#160;vignette sono&#160;QUI&#160;&#160; Le notizie Genocidio a Gaza I generali israeliani hanno dato ordine di sfollare da diverse zone&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17954" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>(testata giornalistica online fondata da Farid Adly. Dir<a>e</a>ttore r<a>e</a>sponsabile F<a>e</a>derico Pedrocchi)</p>



<p>Per ascoltar<a>e</a> l’audio di oggi, 07 aprile 2025: <a href="https://www.anbamed.it/2025/04/07/anbamed-1698-07-aprile-2025/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CLICCA</a></p>



<p>L<a>e</a>&nbsp;vignette sono&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/vignette/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a><a></a>&nbsp;&nbsp;<a></a></p>



<p><strong><em><u>Le notizie</u></em></strong></p>



<p><strong>Genocidio a Gaza</strong></p>



<p>I generali israeliani hanno dato ordine di sfollare da diverse zone di Deir el-Balah, nel centro di Gaza. Non sono bastati loro le operazioni di svuotare il nord e di trasformare Rafah in una città fantasma. Adesso vogliono svuotare anche il centro dalla Striscia, per mettere in pratica il piano di spezzettare Gaza in diversi bantustan.</p>



<p>Ieri sono arrivati negli ospedali 26 uccisi e 113 feriti.</p>



<p><strong><em>Il nostro commento quotidiano fisso:</em></strong><strong>&nbsp;Ci sono ancora coloro che obiettano che non si</strong>&nbsp;<strong>tratti di genocidio, basandosi su congetture</strong></p>



<p><strong>storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono:&nbsp;<em>“Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.</em></strong></p>



<p><strong>Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.</strong></p>



<p><strong>Se&nbsp;</strong><strong>q</strong><strong>uesto è un uomo.</strong></p>



<p><strong>Situazion</strong><strong>e umanitaria a Gaza</strong></p>



<p>Il divieto imposto dall’occupazione israeliana all’introduzione dei vaccini antipolio nella Striscia di Gaza costituisce una bomba a orologeria che minaccia la diffusione dell’epidemia. È un ulteriore attacco indiretto per sterminare i bambini nella Striscia di Gaza. 602 mila bambini sono in pericolo di contagio, se non saranno garantiti i vaccini.</p>



<p>Il problema sanitario nella Striscia di Gaza è arrivato a livelli pericolosi e catastrofici. 59% delle medicine essenziali e 37% delle attività mediche non hanno più stoccaggio nei depositi. La mancanza di rifornimenti umanitari aumenta l’insicurezza alimentare e causa numerosi casi di morte tra i bambini per malnutrizione.</p>



<p>Negli ospedali mancano le centrali per la produzione di ossigeno e i generatori elettrici sono in gravi condizioni di funzionamento a causa della mancanza di pezzi di ricambio e carburanti. Si è aggiunto adesso l’assassinio a sangue freddo dei soccorritori sanitari.</p>



<p>Non ultimo il problema dell’acqua potabile. La distruzione degli acquedotti e il bombardamento delle centrali di potabilizzazione hanno provocato la diffusione delle malattie della pelle e la diarrea, in stati gravi per i bambini.</p>



<p><strong>C</strong><strong>isgiordania</strong></p>



<p>Le operazioni militari contro Jenin e Tulkarem proseguono ad un ritmo che preannuncia una deportazione di massa. Dall’inizio delle operazioni, il 21 gennaio 2025, sono 45 mila i deportati dai 3 campi profughi. La giornata di ieri ha visto il ferimento di 2 giovani a Jenin e 3 a Betlemme. Gli arrestati nei rastrellamenti giornalieri sono stati, in tutta la Cisgiordania e nella sola giornata di ieri, 48 persone, soprattutto ragazzi che lanciavano pietre.</p>



<p>I coloni armati continuano i loro attacchi contro terreni agricoli e di pascolo. Nel villaggio di Om-Safa, a nord di Ramallah, decine di coloni hanno sradicato olivi, sotto la protezione dei militari, che sono intervenuti soltanto per coprire la ritirata degli aggressori dal lancio di pietre dei nativi palestinesi.</p>



<p><strong>G</strong><strong>e</strong><strong>rusal</strong><strong>e</strong><strong>mm</strong><strong>e</strong></p>



<p>Nella località Batn el-Hawa di Selwan, adiacente alla moschea di Al-Aqsa, a Gerusalemme est occupata, la famiglia di Jamal Gheith è diventata un inferno. Un gruppo di coloni ebrei israeliani provenienti dagli Stati Uniti hanno occupato abusivamente il terrazzo sopra la loro casa, impedendo loro di accedere al vano lavanderia. Dopo una lunga e costosa battaglia giudiziaria, la famiglia Gheith ha vinto la causa, ma i coloni si rifiutano di eseguire l’ordinanza del tribunale e le autorità di occupazione non intervengono. Deportazione e pulizia etnica. &nbsp;</p>



<p><strong>Solidari</strong><strong>età Internazionale</strong></p>



<p>Si sono svolte in migliaia di città del mondo manifestazioni contro il genocidio a Gaza. La più partecipata e politicamente significativa è stata&nbsp;quella di Rabat, in Marocco. Decine di migliaia di persone sono scese in piazza per rivendicare la rottura delle relazioni diplomatiche con Israele.</p>



<p>I manifestanti hanno innalzato bandiere palestinesi e scandito slogan contro i crimini di Israele e contro le responsabilità degli Stati Uniti. Uno striscione riporta: “Netanyahu è un criminale di guerra”.</p>



<p><strong>Israele/USA</strong></p>



<p>Il criminale di guerra Netanyahu, dopo la visita a Orban sarà oggi alla Casa Bianca. Argomento della discussione come destabilizzare ulteriormente il M.O. con un attacco all’Iran. Il clima mediatico è stato preparato con le dichiarazioni del ministro della guerra di Tel Aviv, che ha parlato di aver i documenti che provano il finanziamento iraniano all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Propaganda bellicista.</p>



<p><strong>Libano</strong></p>



<p>Un bombardamento israeliano sul villaggio Zighin, vicino a Sour (Tiro) nel sud Libano, ha ucciso due lavoratori durante lo svolgimento di opere di riparazione delle strade divelte dall’esercito occupante prima di ritirarsi. L’esercito libanese ha dichiarato che i veicoli presi di mira erano un bulldozer ed un’escavatrice, smentendo le ripetute bugie del portavoce dell’esercito occupante, che parlava di un attacco mirato contro combattenti di Hezbollah. &nbsp;</p>



<p><strong>Algeria/Francia</strong></p>



<p>Dopo mesi di litigi e accuse reciproche, si è aperto un nuovo capitolo nelle relazioni tra Algeria e Francia. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot in visita ad Algeri ha annunciato domenica una &#8220;nuova fase di relazioni paritarie&#8221; con l&#8217;Algeria. È stato ricevuto da parte del presidente Abdelmadjid Tebboune e ha svolto colloqui con il suo omologo algerino, Ahmed Attaf. Al di là delle dichiarazioni diplomatiche edulcorate, le relazioni tra i due paesi sono arrivate a livelli alti di crisi a causa dell’atteggiamento colonialista dei politici di Parigi, soprattutto per i risarcimenti alle vittime dei crimini dell’esercito francese occupante ed in particolare degli esperimenti nucleari nel deserto algerino. La Francia di Macron, in una prima fase ha pensato di risolvere le divergenze con attacchi contro il governo algerino, l’inasprimento delle misure contro i migranti algerini, annullando o riducendo i visti e, infine, la strumentalizzazione della grave situazione dei diritti umani, calpestati dal regime algerino. Ma poi gli interessi economici sono prevalsi e il governo francese ha scelto la via della diplomazia.</p>



<p><strong>Tunisia</strong></p>



<p>Le autorità tunisine hanno smantellato tendopoli nelle foreste del sud del paese, che ospitavano circa settemila migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana e hanno iniziato le deportazioni forzate di alcuni di loro.</p>



<p>La Tunisia, nella sua funzione di cane di guardia delle coste italiane, sta affrontando una crisi migratoria senza precedenti, con migliaia di persone provenienti da paesi sub-sahariani che affluiscono nel paese, cercando di raggiungere l’Europa in barca dalla costa tunisina, ma rimangono intrappolati in Tunisia in condizioni misere, senza lavoro e senza diritti. I problemi nati dalla presenza di migliaia di migranti disoccupati e accampati in luoghi di fortuna ha sviluppato un movimento xenofobo che il potere alimenta per distrarre le masse dalle vere colpe della crisi economica che attanaglia il paese. Le retate di deportazione di massa, chiamate falsamente dal presidente Saied rimpatrio volontario, sono diventate all’ordine del giorno.</p>



<p><strong>Cultura in trinc</strong><strong>ea</strong></p>



<p>Alla Fiera del libro per l’infanzia di Bologna, le copie di un manifesto contro la guerra sono andate a ruba. Nel senso che sono state rubate. Il titolo LIBRI NON GUERRA &#8211; e&nbsp;il sottotitolo “473 milioni di bambini vivono in zon<strong>e</strong>&nbsp;di conflitto” (dati del sito Save&nbsp;the&nbsp;children). Guardate l’illustrazione e i contorni della vicenda:&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/04/06/cultura-in-trincea/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cliccata</a>!</p>



<p><strong>App</strong><strong>ello p</strong><strong>er il dott.</strong><strong>&nbsp;Hussam Abu Safiya&nbsp;</strong></p>



<p>Firmate l’app<a>e</a>llo per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,pr<a>e</a>so in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il&nbsp;coraggioso m<a>e</a>dico è reo di non aver&nbsp;abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite.&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2024/12/31/appello-urgente-per-il-dott-hussam-abu-safia-direttore-dellospedale-kamal-adwan/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>clicca</strong></a><strong>&nbsp; p</strong><strong>er aderire.&nbsp;</strong>Stiamo traducendo l’appello in italiano, su richiesta di molti lettori.</p>



<p><strong>Solidarietà/Al-Najdah</strong></p>



<p>A<span class="has-inline-color has-black-color">bbiamo parlato ieri pomeriggio (la sera, per il fuso orario di Gaza) con la direttrice di Al-Najdah. Ci ha descritto una situazione drammatica: <em>&#8220;La situazione è molto grave. Ringraziamo dio che abbiamo l&#8217;aria </em></span><em><span class="has-inline-color has-black-color">da r<a>espirare. Le nostr</a>e</span></em><span class="has-inline-color has-black-color"><em> scorte di acqua e cibo stanno esaurendo e i depositi dell&#8217;ONU cominciano a chiudere, per mancanza di materiale. La farina è finita e tutti i panifici hanno chiuso i battenti. </em></span></p>



<p><em>Ci sentiamo in trappola, ma resistiamo. I nostri tendoni nei campi di sfollati funzionano soprattutto per distrarre i bambini con attività di istruzione e ludiche. Riusciamo ancora a cucinare del riso con salsa, senza olio però. Qualch<a><span class="has-inline-color has-black-color">e volta riusciamo ad aggiungere nel pentolone una scatoletta di tonno ed i bambini ne vanno felici. Possiamo andare avanti così per altri 10 giorni e poi se non arriveranno altre scorte, non sapremo cosa fare. Sul mercato oramai non si riesce a reperire nulla, anche la verdura che molti hanno piantato tra i ruderi delle case bombardate non si trovano più nei mercati. </span></a></em></p>



<p><em>Vi chiediamo di fare rumore, per smuovere le coscienze dei potenti della terra, per far pressioni sul governo occupante. Sapere che ci siete è un supporto&nbsp;enorme per i nostri bimbi. I disegni che ci avete mandato sono stati un motivo di gioia. Dal punto di vista psicologico è importantissimo. Grazie per tutto&nbsp;quel che state fac</em><em>endo&#8221;.</em></p>



<p>Siamo a 21 adozioni a distanza in un mese esatto dall’inizio della campagna.&nbsp;Molte anche le quote una tantum per i pasti caldi alle&nbsp;famiglie&nbsp;con bambini/e&nbsp;orfani/e. Un risultato eccellente. Grazie a voi, cari lettori di Anbamed, adesso siamo in grado&nbsp;di trasferire le somme raccolte al conto corrente dell’associazione delle donne di sinistra di Gaza, Al-Najdah (Soccorso sociale).&nbsp;Il totale delle donazioni ricevute in un mese, dal 3 al 31 marzo 2025, è di 8.050 euro.</p>



<p>Vi daremo conto documentale del trasferimento bancario, appena le operazioni saranno andate a termine.</p>



<p>Ci sono arrivati in banca dei contributi per adozioni, ma non abbiamo ricevuto comunicazioni dagli affidatari, che non riusciamo a contattare. Preghiamo i donatori di scriverci per avvisarci e fornirci i loro contatti email e telefonici, per semplificare le comunicazioni.</p>



<p>Ci arrivano ancora diverse&nbsp;proposte di gruppi di amici che si mettono insieme, per raccogliere i fondi necessari per coprire la spesa di un anno: 600 euro.</p>



<p>Tutti i giorni arrivano altri messaggi di lettori di Anbamed esprimendo interesse al progetto e richieste di approfondimento.&nbsp;<strong><em>“Ore Felici per i Bambini di Gaza, adozioni a distanza&nbsp;</em></strong><strong><em>e pasti caldi”&nbsp;</em></strong>è la cosa giusta.&nbsp;</p>



<p>Il sito IdeeInFormazione ha pubblicato in Homepage il nostro appello alle adozioni a distanza per i bambini/e di Gaza.&nbsp;<a href="https://www.ideeinformazione.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Guarda!</a></p>



<p>Il direttivo di ACM ha deciso di donare agli affidatari due libri, pubblicati per promuovere l’attività di sostegno ai bambini/e: “<strong>Artisti per Gaza</strong>” (un catalogo di opere d’arte) e “<strong>Al di là di sé.</strong>&nbsp;<strong>Le opere di Vincenzo Dazzi per i bambini di Gaza” –</strong>&nbsp;Mesogea editore (catalogo e raccolta di scritti).</p>



<p>Mandateci gli indirizzi postali. Grazie!</p>



<p>Anbamed e Associazione Culturale Mediterraneo hanno lanciato un appello per il finanziamento di un progetto di adozioni a distanza di bambini&nbsp;e bambine&nbsp;palestinesi. Un’iniziativa realizzata con l’associazione di donne di sinistra, Al-Najdah (Soccorso sociale).&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/03/03/al-najdah-soccorso-sociale-malgrado-le-ferite-in-sostegno-dellinfanzia-a-gaza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca</a></p>



<p>Continuano ad arrivare richieste di informazioni più dettagliate, alle quali oltre al messaggio diretto, risponderemo anche con un articolo specifico pubblico.</p>



<p>Per partecipare al progetto:&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/03/03/al-najdah-soccorso-sociale-malgrado-le-ferite-in-sostegno-dellinfanzia-a-gaza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>clicca</strong></a></p>



<p><strong>N</strong><strong>otizi</strong><strong>e dal mondo&nbsp; &nbsp;</strong></p>



<p>Sono passati tr<a>e</a>&nbsp;anni, un mese&nbsp;e&nbsp;12 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.</p>
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		<title>La persecuzione di un&#8217;etnia ci riguarda</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Feb 2025 08:27:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Perchè ancora oggi un popolo viene discriminato? Com&#8217;è possibile che persone vengano perseguitate a causa del colore della pelle o della forma degli occhi? La Storia si ripete, è vero, e&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/02/15/la-persecuzione-di-unetnia-ci-riguarda/">La persecuzione di un&#8217;etnia ci riguarda</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/af.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/af-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17897" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/af-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/af-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/af-768x1086.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/af-1086x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/02/af.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1131w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto </p>



<p>Perchè ancora oggi un popolo viene discriminato? Com&#8217;è possibile che persone vengano perseguitate a causa del colore della pelle o della forma degli occhi? La Storia si ripete, è vero, e l&#8217;umanità non vuole imparare nulla dal Passato. </p>



<p>Ecco il motivo per cui DOMENICA 9 MARZO alle ore 1530, presso Biblioteca Chiesa Rossa (Milano, MM2 Abiategrasso) Associazione Per i Diritti umani presenterà il saggio di Claudio Concas dal titolo: &#8220;Voci dall&#8217;hazaristan. Storia del popolo hazara fra discriminazione, marginalizzazione sociale e massacri etnici&#8221; con le importanti testimonianze di Fatima Haidari e Sediqa Sharifi, giovani donne preparate e impegnate per un mondo più giusto. Modera l&#8217;incontro: Kambiz Gulistani, che ringraziamo per la disponibilità.</p>



<p>Viaggeremo in Afghanistan, un Paese in mano all&#8217;ottusa e feroce violenza dei talebani; ascolteremo parole dure e racconti di rinascita; cercheremo di capire la situazione geopolitica di quell&#8217;area del mondo e i conflitti interni; scopriremo come noi &#8211; nati in un diverso luogo &#8211; possiamo apportare il nostro sostegno a chi è riuscito a fuggire, dando voce a chi subisce o ha subito vessazioni, massacri, perdite&#8230;Anche in Occidente, in Europa, in Italia, vicino e dentro le nostre città abbiamo guardato negli occhi le conseguenze dei conflitti, delle persecuzioni, il genocidio di intere etnie e minoranze eppure&#8230;Si parla di nuovo di violazioni dei diritti fondamentali, in maniera più o meno velata e istituzionalizzata. Se non siamo in grado di cogliere i segnali di un ritorno ad un potere ottuso e crudele, non sapremo come difenderci, qui come all&#8217;estero. </p>



<p>Parlare, anzi approfondire la situazione degli hazara in Afghanistan e fuori dal Paese è parlare anche di noi, italiani e non&#8230;Di noi come comunità sociali che stanno perdendo la propria umanità, ma anche di coloro che, al contrario, la coltivano ogni giorno con tenacia e fatica pur di non perdere il significato della Memoria e affinché questa serva a migliorare il presente e il Futuro. In nome di tutte e di tutti. </p>



<p></p>



<p>Vi aspettiamo quindi:</p>



<p></p>



<p><strong>DOMENICA 9 MARZO</strong></p>



<p><strong>ore 15.30</strong></p>



<p><strong>presso Biblioteca Chiesa rossa , Via San Domenico Savio, 3 (MM2, Abbiategrasso) a Milano</strong></p>



<p></p>
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		<title>Per il Venezuela, per la vera democrazia, per noi tutte/i</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2024 14:11:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ieri pomeriggio, ha partecipato alla manifestazione organizzata da PlataformaUnitariaItalia Per tutta l&#8217;estate ha seguito le elezioni nel Paese latinomaericano, elezioni che non sono ancora approdate ad un risultato certo&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="771" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-1024x771.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17726" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-1024x771.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-300x226.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-768x578.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1-1536x1156.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Associazione Per i Diritti umani ieri pomeriggio, ha partecipato alla manifestazione organizzata da PlataformaUnitariaItalia </p>



<p>Per tutta l&#8217;estate ha seguito le elezioni nel Paese latinomaericano, elezioni che non sono ancora approdate ad un risultato certo e democratico, così come emerso dai voti della popolazione. A Milano, in piazza San Babila, tante persone si sono riunite per chiedere, a gran voce, che vengano dichiarati e presi in considerazione i veri numeri e non quelli diffusi dalla propaganda di regime. Molti i prigioniri politici, anche giovani; molte le proteste in Venezuela e all&#8217;estero; è ora che la libertà di espressione, così come Verità e Giustizia, si affermino lì, come in altri (troppi) Paesi nel mondo. A tale proposito, durante la manifestazione, Associazione Per i Diriti umani ha letto il seguente comunicato: </p>



<p>Dallo scorso 28 luglio Associazione Per i diritti umani ha seguito le vicende politiche in Venezuela, in occasione delle elezioni all&#8217;interno del Paese latinoamericano. Perchè dare spazio a un Paese così lontano dall&#8217;Italia che si trova addirittura in un altro continente? Perchè la nostra associazione e il nostro giornale online PERIDIRITTIUMANI.COM vogliono essere un osservatorio su ciò che accade in Italia e nel mondo in tema, appunto, di diritti umani e civili.</p>



<p>In Venezuela ormai da troppo tempo vige una dittatura e il regime di Maduro si ostina, ancora oggi, a negare di aver perso; Maduro e i suoi hanno perso perchè i cittadini informati, la maggioranza dei cittadini venezuelani dentro e fuori il Paese, ha votato per l&#8217;avversario Gonzales Urrutìa, un uomo coraggioso che lotta per i diritti di tutte e di tutti, cercando, così, di riformare il Paese in termini di democrazia, giustizia, sanità, economia, istruzione contro un regime che si appoggia, al contrario, alla corruzione e al narcotraffico.</p>



<p>Perchè parlare di tutto questo, in Italia? Perchè oggi manifestare a fianco del Venezuela e dei venezuelani? Perchè quello che accade lì, così come in Iran oppure in Cina o in Egitto, ci riguarda.</p>



<p>Oggi in Venezuela molti cittadini, intellettuali e non, sono prigionieri politici; oggi in Iran le donne e i dissidenti sono vittime di violenze di ogni tipo; ricordiamo i casi di Giulio Regeni e di Patrik Zaki in Egitto? E i cristiani perseguitati dal governo cinese? Molte sono le violazioni e le negazioni dei diritti umani: la libertà di espressione, ad esempio,si esercita tramite un articolo su un giornale, tramite una manifestazione pubblica, tramite un libro, tramite un pensiero espresso sui mass-media, tramite la stesura di una tesi universitaria, tramite un murale dipinto su un muro della città..: ognuno ha il diritto di esprimersi SENZA però ledere la libertà altrui, senza offendere le credenze altrui, senza violenza verbale o fisica. Negare la libertà di espressione, in ogni sua forma, significa imbavagliare il confronto pacifico, il dibattito serio, significa avere PAURA del contraddittorio; e, nel caso delle elezioni in Venezuela, negare la vittoria dell&#8217;opposizione significa tentare di mettere a tacere la voce della maggioranza informata e onesta: quante e quanti di noi, qui in Italia, si sentono informati e onesti? Quanti di noi donne e giovani, in Italia, vogliono esprimere le proprie opinioni su temi dei diritti civili e dei diritti umani, come le donne e i giovani in Iran? Quanti di noi, in Italia, vogliono poter muoversi liberamente tra i diversi Paesi europei ed extraeuropei, senza rischaire la propria vita sulle zattere della morte o senza viveri attraverso i deserti? Quanti di noi, in Italia, vogliono un lavoro pagato e tutelato in termini di sicurezza?<br>Parlare oggi pomeriggio e ogni giorno di diritti umani significa, da una parte, mettersi nei panni di chi NON ha diritti e rischia la vita, la galera o la tortura per affermarli di nuovo nel proprio Paese, e parlare oggi pomeriggio e tutti i giorni di diritti umani significa, dall&#8217;altra parte, capire quanto noi, che forse siamo nati nella parte del mondo un po&#8217; più consapevole, siamo privilegiati perchè viviamo in Paesi che sono Repubbliche democratiche; ma mai come in quest&#8217;epoca dobbiamo chiederci per quanto tempo ancora avremo la possibilità di usufruire di questi diritti civili e umani? E quanto tempo abbiamo impiegato per vederli affermati? E quanti ancora sono da affermare?</p>



<p>NON bisogna MAI dare per scontato un diritto acquisito! Dobbiamo continuare a stare all&#8217;erta e dobbiamo appoggiare le istanze di libertà, di giustizia e di democrazia che ci arrivano dai cittadini degli altri Paesi del mondo: non importa che lingua parliamo, di che colore sia la nostra pelle; non importa che fede professiamo o a quale genere apparteniamo, l&#8217;età che abbiamo: siamo tutte persone !!! Nessuno più deve subire alcun tipo di violenza: NO alla violenza di Stato, No alla violenza personale, No alla violenza psicologica, No a tutte le forme di violenza. Tutte le persone devono poter vivere in serenità e nel rispetto reciproco. Insegnamolo ai nostri bambini, insegnamolo ai nostri giovani perchè loro possono davvero cambiare le cose, loro che sono le future donne, i futuri uomini, i futuri cittadini con diritto di voto, i futuri professionisti che aiuteranno i cittadini comuni che, a loro volta, si aiuteranno a vicenda. Facciamo di noi una COMUNITA&#8217; UMANA. Grazie.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="576" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-576x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17727" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-576x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 576w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-169x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-768x1365.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2-864x1536.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 864w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/ven2.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Say his name: TOOMAJ SALEHI !</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2024 11:11:51 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://mail.google.com/mail/u/0?ui=2&amp;ik=9b3c4fb47e&amp;attid=0.1&amp;permmsgid=msg-f:1799601418889100879&amp;th=18f977f4ae2c7e4f&amp;view=fimg&amp;fur=ip&amp;sz=s0-l75-ft&amp;attbid=ANGjdJ9l1-epaDi0Zx0h0yMit9ZbQvyMbgpObhTPSLjU9TJtDNJ9wPWXL_JA1aHglWOUCLThm0N8kgUS4JOp2MbRZXtOljZHumLWvC8j9KTqKmo7dUIdcoieZfcPgC4&amp;disp=emb&amp;realattid=ii_18f96dcfa27cb971f161&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<p></p>



<p>Di Barbara Raccuglia</p>



<p></p>



<p>Continuano a Milano le proteste contro le barbarie inflitte da Ali Khamenei ed Ebrahim Raisi sul popolo iraniano, che si sta ribellando a circa 50 anni di violenze e leggi coercitive.<br>Consapevoli del rischio di cadere in pene severe, come la morte per impiccaggione, gli attivist* non si fermano.</p>



<p>Piccoli grandi atti di coraggio, azioni nonviolente e dimostrative: c&#8217;è chi si mette a ballare per le strade di Teheran, senza velo &#8230; chi mira a far cadere i turbanti dei passanti, con un simpatico schiaffetto&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=rwT2-VyEIpQ&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://www.youtube.com/watch?v=rwT2-VyEIpQ&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>&nbsp;&#8230; e poi c&#8217;è chi scrive canzoni&#8230; come&nbsp;&nbsp;TOOMAJ SALEHI.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://mail.google.com/mail/u/0?ui=2&amp;ik=9b3c4fb47e&amp;attid=0.2&amp;permmsgid=msg-f:1799601418889100879&amp;th=18f977f4ae2c7e4f&amp;view=fimg&amp;fur=ip&amp;sz=s0-l75-ft&amp;attbid=ANGjdJ8tAdT_wOQfOjr8rXjNybIq4swUpaov72tKGzhQRA76VACi7HRy_ZKfLspv-BOgU7nkRmLQuBnMj-a1lL35JhURWMMQPYu8CMlk6Um1eNjzONXKrOj8UBo9BGg&amp;disp=emb&amp;realattid=ii_18f96dcfa27cb971f162&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<p><br>Toomaj, è un cantante rapper iraniano di 34 anni, noto principalmente per le sue canzoni di protesta riguardanti le questioni sociali dell&#8217;Iran e le politiche del suo governo. E’ stato purtroppo arrestato, e condannato a morte, con le accuse di &#8220;insulto all&#8217;autorità suprema&#8221;, di fare propaganda contro il regime, e per aver partecipato a delle proteste nel 2022, insieme ad altri compagn* del movimento Donna Vita Libertà.</p>



<p>Domenica 19 maggio ci siamo trovate/i in piazza Cordusio, a Milano, per raccontare alla gente di Toomaj, di Saman Yasin, Mahsa Amini, Sousan Hasanzadeh, Parkhshan Azizi .. (per citarne alcuni..), dei tanti/e che stanno subendo ingiustizie e torture&#8230; Per far conoscere la vera storia dell&#8217;Iran, viva di Anime coraggiose, pronte a donarsi completamente in virtù di un importante cambiamento politico. </p>



<p>Che non siano mai invane, le morti, di una generazione che sta gettando le basi oggi per una democrazia del domani.</p>



<p>Ho visto alcuni passanti commuoversi o fare domande. </p>



<p>Mentre Rayane Tribazi (nota attivista per Jin, Jîyan, Azadî‎, ژن، ژیان، ئازادی‎), parlava col microfono di quanto sopra, una donna ha ripetutamente portato la mano sul suo cuore, per poi rivolgerla verso di noi quasi a manifestare la sua solidarietà verso il movimento. Ho visto tre adolescenti di etnia araba inginocchiarsi e porgere un bacio con la mano sulla foto di Toomaj.</p>



<p>Chiudo questo breve resoconto, con le parole di Leyla Mandrelli (nota attivista, nella città di Milano): <em>Toomaj è l&#8217;incarnazione di chi non vuole più questa dittatura che ha puntato per 44 anni sulla divisione, sul separare il popolo iraniano allontanando i centri urbani dalle periferie,le popolazioni nomadi da quelle stanziali,le donne dagli uomini,le donne credenti e osservanti della religione per scelta, da quelle che le regole imposte dalla religione obbligatoria non le vogliono. Un Regime che ha voluto dividere le tante etnie, le tante lingue locali parlate in Iran, le tante confessioni religiose, tra cui anche quella di chi non crede in nessun dio. Un Regime che ha  spaccato i ceti sociali in povertà e ricchezza. </em></p>



<p><em>Toomaj incarna l&#8217;unità. L&#8217;unità nelle sue molteplici differenze positive. Toomaj incarna la bellezza del coraggio,la forza del superare la paura,la determinazione nel volersi riprendere la libertà,la consapevolezza che la lotta si fa esponendosi, pagando in prima persona. Toomaj è l&#8217;Iran e l&#8217;Iran è Toomaj. Per questo è soprannominato il figlio dell&#8217;Iran. Ogni iraniano che sia tale, che abbia dunque una coscienza, non può dimenticare Toomaj perché Toomaj non ha mai dimenticato ogni singolo iraniano. Per noi ha lottato e paga con le sue parole musicate e le sue azioni vissute.</em></p>



<p><em>Grazie, caro Toomaj, Toomaj e Aziz. UNITI SIAMO FIUMI, SIAMO IL MAREETTEHADE ROOD HAIMDARYAIM</em></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Iran, la nuova protesta è il «lancio del turbante» dei religiosi" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/rwT2-VyEIpQ?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>ll diritto d’asilo. Report 2023. Liberi di scegliere se migrare o restare?</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/12/18/ll-diritto-dasilo-report-2023-liberi-di-scegliere-se-migrare-o-restare/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 11:53:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’edizione del 2023 la Fondazione Migrantes arriva alla settima edizione del rapporto dedicato al mondo dei richiedenti asilo e dei rifugiati. Un lavoro scritto da un’equipe di autrici ed autori che si lasciano&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/asilo.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="661" height="943" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/asilo.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17332" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/asilo.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 661w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/asilo-210x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 210w" sizes="(max-width: 661px) 100vw, 661px" /></a></figure>



<p>Con l’edizione del 2023 la Fondazione Migrantes arriva alla settima edizione del rapporto dedicato al mondo dei richiedenti asilo e dei rifugiati. Un lavoro scritto da un’equipe di autrici ed autori che si lasciano “toccare e interrogare” dalle sofferenze e dalle contraddizioni che le persone in fuga nel mondo raccontano o portano scritte nei loro volti e nei loro corpi. Anche quest’anno un simile sguardo è cruciale per leggere dati, norme, politiche e storie di un’Unione europea e un’Italia che non solo stanno erodendo il diritto d’asilo, ma stanno addirittura tentando di smantellarne i capisaldi.</p>



<p>In questo quadro di pesanti violazioni dei diritti umani e delle convenzioni internazionali, ogni strumento sembra valido per perseguire lo scopo di escludere e per contrarre lo spazio della protezione internazionale e dei diritti di richiedenti asilo e rifugiati: dagli accordi tra Paesi a prassi discutibili, sia nella gestione alle frontiere che fuori dalle questure, che nell’accesso ad accoglienze sempre più precarie e prive di servizi essenziali, quali l’orientamento legale, il supporto psicologico e la mediazione linguistica. E tutto ciò avviene in un quadro in cui le guerre e altre crisi hanno portato il numero delle persone in fuga nel mondo al più elevato livello di sempre – oltre i 110 milioni di persone in fuga nel mondo – benché siano sempre pochi in proporzione i migranti che cercano ottengono protezione in Europa e in Italia.</p>



<p>Non rinuncia questo volume a proporre in ogni settore – dall’ambito più legale a quello più sociale ed etico – possibili modalità per uscire dall’impasse, prendendo ancora una volta spunto dalle parole di papa Francesco proposte per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR) del 2023 Liberi di scegliere se migrare o restare: parole che rappresentano l’orizzonte di senso in cui si riuscirebbero a risolvere molte delle questioni poste dall’attuale scenario, ma che necessitano con urgenza di azioni concrete per ridare dignità a chi è in fuga e cerca protezione che al momento – anziché essere libero di pensare se migrare o restare – si trova sempre più spesso “intrappolato” e “trattenuto”.</p>



<p>L’augurio è che questo volume possa anche quest’anno aiutare a costruire un sapere fondato rispetto a chi è in fuga, a chi arriva a chiedere protezione nel nostro continente e nel nostro Paese, che ci aiuti a restare o ritornare “umani”, capaci di costruire finalmente quelle azioni concrete che ci facciano togliere il punto interrogativo che abbiamo inserito nel sottotitolo – liberi di pensare se migrare o restare?</p>



<p><strong>DOWNLOAD</strong><br>•&nbsp;<a href="https://www.migrantes.it/wp-content/uploads/sites/50/2023/12/Sintesi-DD2023.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Sintesi Report Diritto d&#8217;Asilo 2023</a></p>
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		<title>Israele Palestina, pace utopia necessaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Dec 2023 10:50:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>10 dicembre, Giornata mondiale dei diritti umani. Pubblichiamo il link alla registrazione dell’interessantissima serata che si è svolta lunedì 4 dicembre a Milano “Israele Palestina Pace Utopia Necessaria” (1451) ISRAELE PALESTINA, PACE UTOPIA NECESSARIA &#8211;&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/gaza.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="810" height="486" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/gaza.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17322" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/gaza.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 810w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/gaza-300x180.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/gaza-768x461.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>10 dicembre, Giornata mondiale dei diritti umani.</p>



<p>Pubblichiamo il link alla registrazione dell’interessantissima serata che si è svolta lunedì 4 dicembre a Milano “Israele Palestina Pace Utopia Necessaria” <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Do_29sL4EPA&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">(1451) ISRAELE PALESTINA, PACE UTOPIA NECESSARIA &#8211; YouTube</a> organizzata da CostituzioneBeniComuni (la registrazione inizia al min.1,06)</p>



<p>E&#8217; stata un’occasione unica per approfondire aspetti specifici: con testimoni presenti sul campo come Shula da Israele e Jacopo Intini appena rientrato da Gaza dove ha lavorato per due anni come cooperante; con esperti quali Moni Ovadia e Ali Rashid che hanno ricostruito le origini del conflitto dentro una dimensione storica;  ricercatori come Guido Veronese, che insegna anche all’Università di Gaza; giornalisti come Marco Tarquinio al quale abbiamo chiesto qual è la strategia di Papa Francesco e Duccio Facchini che ci ha aggiornato sulle dimensioni dell’export dell’industria bellica italiana; associazioni che lavorano nell’ambito della solidarietà come Salaam Ragazzi dell’Olivo Milano impegnata nell’affido a distanza di bambini palestinesi di Gaza, della maggioranza dei quali non hanno più alcuna notizia.(Per chi fosse interessato: IT48X0501801600000011047719 Intestato a: Salaam Ragazzi dell’Olivo- Comitato di Milano-Onlus Causale: Donazione emergenza Gaza)</p>



<p></p>



<p>Ringraziamo Vittorio Agnoletto per la condivisione. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="ISRAELE PALESTINA, PACE UTOPIA NECESSARIA" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/Do_29sL4EPA?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>&#8220;Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2023 14:36:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Barbara Raccuglia Un tintinnio arrabbiato liberato al cielo e che avanza per le strade del mondo.&#160; Chi usa un mazzo di chiavi. Chi usa la voce. Pentole fischietti e tamburi. Qualsiasi cosa pur&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/inizio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="747" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/inizio-1024x747.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17302" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/inizio-1024x747.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/inizio-300x219.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/inizio-768x560.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/inizio-1536x1121.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/inizio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>di Barbara Raccuglia</p>



<p></p>



<p>Un tintinnio arrabbiato liberato al cielo e che avanza per le strade del mondo.&nbsp; Chi usa un mazzo di chiavi. Chi usa la voce. Pentole fischietti e tamburi. Qualsiasi cosa pur di fare rumore, pur di farsi sentire&#8230; Per dare voce a tutte quelle donne e bambine, che insieme a Giulia Cecchettin, sono state brutalmente uccise da una cultura patriarcale e maschilista, storicamente radicata in troppi uomini  e in alcune donne.&nbsp;Le donne vengono spesso descritte come vittime. Questo è vero, ma non dobbiamo dimenticare che siamo anche tra i principali agenti del cambiamento nelle società. Un nome a caso? Rosa Parks.&nbsp;Decise e determinate nel conquistare insieme agli uomini uno spazio neutro dove una nuova concezione di essere sociale possa nascere e svilupparsi. Come Vida Movahed,&nbsp;<em>&nbsp;la ragazza di via della rivoluzione,</em>&nbsp;che nel 2017, si è tolta il velo e lo ha sventolato come una bandiera bianca, in una strada centrale di Teheran, ma ad oggi ancora in carcere, con l&#8217;accusa di incoraggiamento alla prostituzione.<br>Eravamo in tante e in tanti alla manifestazione del 25 novembre a Milano, organizzata dal movimento &#8221; Non una di meno&#8221;. A commuovermi è quasi sempre la vivace partecipazione maschile; a seguito del tragico fatto di Giulia, diverse migliaia di persone in vesti viola sono scese in piazza anche in Francia per condannare la violenza contro le donne. Scarpe rosse e bandiere tricolori anche a&nbsp;New York dove due ragazze italiane, in collaborazione con Italian Women USA Community, si sono date appuntamento in Times Square per manifestare un segnale di forte vicinanza con la famiglia Cecchettin e l&#8217;Italia. A Roma, anche Fiorella Mannoia, Malika Ayane, Noemi, Luca Zingaretti, Ferzan Ozpetec&nbsp;insieme ai 500 000&nbsp;manifestanti. A Istanbul tentano un corteo, purtroppo bloccato dalla polizia in tenuta antisommossa; 2 mila in corteo a Madrid, con i ministri del partito socialista. Non mancano le polemiche a Genova, contro l&#8217;idea di attuare corsi di autodifesa, dove si urla la  necessità di educazione e prevenzione. A Roma partecipa anche il presidente Mattarella, con il suo discorso: &#8221; Dietro alle violenze verso le donne, il fallimento della società&#8221;; A Palermo un coro di 80 donne che cantano in dialetto siciliano la &#8220;ninna nanna di tutte le matri&#8221;; In Brasile una fila di scarpe con nomi di donne sulla spiaggia di Copacabana a Rio. Cortei in Bulgaria, Turchia, Cile e Guatemala.T ante le camminate arrabbiate, anche a Messina, Parma, Ravenna, Viareggio, Trieste, Udine. A Rimini sfilano in 5 mila con 106 palloncini rossi.15 mila a Torino. In 30 mila&nbsp;ci arrabbiamo da Largo Cairoli fino in Duomo, a Milano.<br>&#8221;&nbsp;<em>Quando esco voglio essere libera, e non coraggiosa</em>.&#8221; Recita uno dei tanti cartelli, che faccio anche mio.<br>Sono tante le donne che si sono rispecchiate nella storia di Giulia Cecchettin, e grazie alla diffusione dei suoi messaggi vocali, sempre più donne stanno prendendo consapevolezza di ritrovarsi in qualche modo vittime di atteggiamenti manipolatori e aggressivi. Lo affermano i centri antiviolenza che hanno visto in questi giorni l&#8217;intensificarsi di segnalazioni.</p>



<p>Perchè è stato scelto proprio il 25 novembre come giornata mondiale contro i femminicidi e la violenza sulle donne? Per la storia di tre sorelle, Minerva e Maria Teresa Mirabal, che in data 25 novembre 1960 sono state violentate, seviziate e barbaramente uccise su ordine del dittatore Rafael Leonida Trujillo, nella Repubblica Dominicana. Le coraggiose <em>LAS MARIPOSAS</em> (Le Farfalle), nome in codice da loro usato, per le loro battaglie in nome della libertà e in opposizione al regime sanguinario e maschilista. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/mari.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="660" height="370" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/mari.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17304" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/mari.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 660w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/mari-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></a></figure>



<p>L&#8217;uccisione delle tre sorelle Mirabal, contrariamente alle previsioni del dittatore, scosse le coscienze e Las Mariposas divennero un simbolo di forza e di resistenza. Nel 1980 durante il primo Incontro Internazionale Femminista in Colombia, la Repubblica Domenicana propose come emblema della violenza contro le donne il triplice assassinio delle sorelle Mirabal. Nel 1999 l&#8217;assemblea generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione 54/134, ha designato il 25 novembre come Giornata Internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne, in onore de Las Mariposas.</p>



<p><br>Se domani non rispondo alle tue telefonate, mamma.<br>Se non ti dico che torno per cena.<br>Se domani, mami, vedi che il taxi non arriva.<br>Può darsi che io sia avvolta nelle lenzuola di un albergo,<br>su una strada, o in un sacco nero (Mara, Micaela, Majo, Mariana).<br>Può darsi che sia in una valigia o abbandonata su una spiaggia (Emily, Shirley).<br>Non spaventarti, mamma, se vedi che mi hanno pugnalata (Luz Marina).<br>Non urlare se vedi che mi hanno trascinata (Arlette).<br>Mammina, non piangere se ti dicono che mi hanno impalata (Lucía).<br>Ti diranno che sono stata io, che non ho urlato,<br>che erano i miei vestiti, che era l’alcol nel mio sangue.<br>Ti diranno che è stato per l’orario, perché ero da sola.<br>Che quello psicopatico del mio ex aveva dei motivi,<br>che lo avevo tradito, che ero una puttana.</p>



<p>Ti diranno che ho vissuto, mamma,<br>che mi ero permessa di volare troppo in alto in un mondo senz’aria.<br>Ti giuro, mamma, che sono morta combattendo.<br>Ti giuro, cara mamma, che ho urlato davvero forte mentre volavo.<br>Si ricorderà di me, ma’, saprà che sarò stata io a rovinarlo,<br>quando mi riconoscerà nel volto di tutte quelle che gli urleranno contro il mio nome.<br>Perché so, mamma, che tu non ti arrenderai.<br>Però, per quanto tu possa volerlo fare, non imbrigliare mia sorella.<br>Non rinchiudere le mie cugine, non vietare niente alle tue nipoti.<br>Non è colpa loro, mamma, così come non è stata nemmeno colpa mia.<br>Sono loro, saranno sempre loro, gli uomini.<br>Lotta per le loro ali, visto che le mie me le hanno tagliate.<br>Lotta perché siano libere e possano volare più in alto di me.<br>Combatti perché possano urlare più forte di me.<br>Perché possano vivere senza paura, mamma, proprio come ho fatto io.<br>Mammina, non piangere sulle mie ceneri.<br>Se domani sono io, mamma,<br>se domani non torno, distruggi tutto.<br>Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima.</p>



<p>{Cristina Torres-Cáceres — Se domani non torno}. <strong><em>A Giulia</em></strong>.<br>* Nel titolo una poesia di Ivan&nbsp;<a href="http://www.i-v-a-n.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://www.i-v-a-n.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Ultima ora: Patrick Zaki è libero</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jul 2023 16:11:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A poche ore dalla condanna, #PatrickZaki ha ricevuto la grazia da Al Sisi. Felicissimo per lui, ma è facile intuirne i motivi reali, gli “scambi” tra Italia ed Egitto, sempre le convenienze reciproche…Meloni e&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/zak-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="380" height="208" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/zak-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17057" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/zak-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 380w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/zak-1-300x164.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 380px) 100vw, 380px" /></a></figure></div>



<p>A poche ore dalla condanna, <a href="https://www.facebook.com/hashtag/patrickzaki?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZVR2xQBYxxsipXKn6QlhmgYafsN0bhAVeqpZVwgpWAJMrBM0wDEJMtrDDVvT6kNMhoNKPQEYhGiYKUyRm68HWzQjMrkmvyKk7zacLnyzgOVpn-1UBZ2NsrCIzqFXRw-IwcsP7DCRGV9zz0TcQYy6ucBR2DVKcdtv-_3uwRJmLHkzA&amp;__tn__=*NK-R&utm_source=rss&utm_medium=rss">#PatrickZaki</a> ha ricevuto la grazia da Al Sisi. Felicissimo per lui, ma è facile intuirne i motivi reali, gli “scambi” tra Italia ed Egitto, sempre le convenienze reciproche…Meloni e Al Sisi staranno gongolando. Ma almeno <a href="https://www.facebook.com/hashtag/patrick?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZVR2xQBYxxsipXKn6QlhmgYafsN0bhAVeqpZVwgpWAJMrBM0wDEJMtrDDVvT6kNMhoNKPQEYhGiYKUyRm68HWzQjMrkmvyKk7zacLnyzgOVpn-1UBZ2NsrCIzqFXRw-IwcsP7DCRGV9zz0TcQYy6ucBR2DVKcdtv-_3uwRJmLHkzA&amp;__tn__=*NK-R&utm_source=rss&utm_medium=rss">#Patrick</a> é libero !!!</p>
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		<title>Cittadinanza onoraria di Roma a Julian Assange</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2023 09:45:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Appello a tutti i consiglieri comunali e al sindaco Gualtieri in difesa della libertà dell’informazione e per la democrazia. QUESTA settimana sarà decisiva per la campagna lanciata e sostenuta  da centinaia di associazioni, gruppi,&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/ass.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="598" height="320" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/ass.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17050" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/ass.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 598w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/ass-300x161.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 598px) 100vw, 598px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Appello a tutti i consiglieri comunali e al sindaco Gualtieri in difesa della libertà dell’informazione e per la democrazia.</p>



<p></p>



<p>QUESTA settimana sarà decisiva per la campagna lanciata e sostenuta  da centinaia di associazioni, gruppi, organizzazioni politiche, sindacali e giornali e case editrici che chiedono un gesto non solo per Julian Assange ma in  difesa della libertà d’informazione.<br>Rilanciamo l&#8217;appello a tutti i consiglieri del Comune di Roma e al sindaco Roberto Gualtieri perché siano parte attiva di questa battaglia per i diritti e la libertà di tutti e che venga approvata la mozione che conceda la cittadinanza onoraria a Julian Assange <br><img alt="&#x1f5e3;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/15.0/1f5e3_fe0f/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">RETE #NOBAVAGLIO &#8211; LIBERI DI ESSERE INFORMATI, di cui Associazione Per i Diritti umani fa parte.</p>



<p>Da tempo molte associazioni &#8211; Free Assange Italia, Italiani per Assange, La mia voce per Assange, Fnsi,  Amnesty Italia, Articolo 21, Usigrai, Odg, Anpi, Rete NoBavaglio &#8211; si sono mobilitate perché si metta fine alla persecuzione e sia liberato Julian Assange: &#8220;Fare informazione e il giornalismo non sono un reato&#8221;.<br>Oggi rilanciamo la richiesta, già rivolta in altre città,  ai sindaci dei comuni d&#8217;Italia perché venga conferita la cittadinanza onoraria a Julian Assange: un gesto di umanità ma anche un segnale forte in difesa della libertà d’informazione, che, per chi come noi ne ha fatto il centro della sua azione, rappresenta un pilastro della democrazia, tanto più importante in un periodo di guerra e di tensioni internazionali come quello che il mondo sta attraversando.<br>Julian Assange, fondatore di Wikileaks, dal 2019 è detenuto nel carcere britannico di Belmarsh, in attesa di estradizione negli USA, dove rischia fino a oltre 150 anni di carcere, accusato di aver divulgato informazioni sensibili per la sicurezza nazionale, senza che sia mai stato dimostrato che tali informazioni abbiamo messo in pericolo delle vite umane.<br>Eppure il numero e l’autorevolezza delle istituzioni e degli organismi internazionali e delle figure che hanno preso posizione per la sua liberazione non dovrebbero lasciare adito a dubbi. Dopo averlo visitato in prigione nel 2019 l’inviato dell’ONU Nils Melzer ha dichiarato che Assange mostrava “tutti i sintomi tipici di una prolungata esposizione a tortura psicologica” e si è detto contrario all’estradizione, mentre l’anno scorso Michelle Bachelet, Alta commissaria ONU per i Diritti Umani, incontrando la moglie e i legali, ha espresso preoccupazione per l’impatto di questa vicenda sulla libertà d’informazione.<br>Anche la Commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatović, all’interno di una lettera inviata al Ministro degli Interni del Regno Unito, Priti Patel, ha osservato “consentire l’estradizione di Assange su questa base avrebbe un effetto raggelante sulla libertà dei media e, in ultima analisi, potrebbe ostacolare la stampa nello svolgimento del suo compito di fornitore di informazioni e di guardia pubblica nelle società democratiche”. Agnés Callamard, segretaria generale di Amnesty International ha chiesto al Regno Unito di annullare l’estradizione e agli USA di far cadere le accuse, così che Assange possa essere liberato. Il premio Nobel per la pace Adolfo Maria Perez Esquivel ha parlato di “politica repressiva, che viola il diritto alla libertà di stampa, puntano a controllare i mezzi di comunicazione”.<br>L&#8217;Ordine nazionale dei giornalisti e 19 sindacati dei giornalisti europei, tra cui la FNSI italiana, hanno accolto Assange tra i propri iscritti. Ma pare che quest’ondata di appelli a suo favore e di solidarietà internazionale senza precedenti non sia sufficiente a smuovere la politica.  Per queste ragioni rivolgiamo questo appello, oltreché al sindaco di Roma, ai sindaci di tutti i comuni d&#8217;Italia auspicando che sia compiuto un atto formale per concedere la cittadinanza onoraria a Julian Assange.    </p>



<p>La campagna è stata presentata dai promotori giovedì 11 maggio 2023 presso la Casa della Memoria e della Storia<br>Video<a href="https://fb.watch/kBEIOE--yJ/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://fb.watch/kBEIOE&#8211;yJ/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>(Le adesioni di associazioni, comitati, organizzazioni, gruppi e reti di cittadini, sindacati, testate giornalistiche e case editrici sono in aggiornamento. Per aderire si può inviare una mail a <a href="mailto:freeassange.retenobavaglio@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">freeassange.retenobavaglio@gmail.com</a>)</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Il Covid-19 e le nuove sfide per gli obiettivi di sviluppo sostenibile</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2020 09:32:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani oggi ha il piacere di invitarvi alla diretta streaming con Nicolas Mazon, di AIESEC Verona che parlerà delle nuove sfide per gli obiettivi sostenibili, in tempo di pandemia. Oggi&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>oggi ha il piacere di invitarvi</p>



<p>alla diretta streaming con Nicolas Mazon, di AIESEC Verona che parlerà delle nuove sfide per gli <strong>obiettivi sostenibili</strong>, in tempo di pandemia.</p>



<p>Oggi più che mai è importante riflettere sullo <strong>sviluppo sostenibile</strong>, per tutelare l&#8217;ambiente in cui viviamo e prendercene cura per le <em>future generazioni</em>. E noi diamo la parola, oggi, proprio a un giovane <em>cittadino</em>!</p>



<p>A stasera!</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/aieseeeeeeec-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14044" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/aieseeeeeeec-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/aieseeeeeeec-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/aieseeeeeeec-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/aieseeeeeeec-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/aieseeeeeeec.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p> </p>



<p></p>



<p></p>
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