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	<title>&#039;ndrangheta Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<item>
		<title>Maxi processo &#8220;Rinascita-Scott&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2021 08:37:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Udienze tutti i giorni, sei giorni alla settimana su sette e un Tribunale collegiale che sia esonerato dal trattare altri procedimenti penali. Solo così si potrà evitare la scadenza dei termini massimi di custodia&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="750" height="422" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15007" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 750w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-300x169.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p>“Udienze tutti i giorni, sei giorni alla settimana su sette e un Tribunale collegiale che sia esonerato dal trattare altri procedimenti penali. Solo così si potrà evitare la scadenza dei termini massimi di custodia cautelare degli imputati ed una loro scarcerazione”. È quanto affermato in serata in aula, prendendo la parola, dal procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, nel corso del maxi-processo Rinascita-Scott contro la ‘ndrangheta del Vibonese.&nbsp;</p>



<p>Pronta la risposta della presidente del Tribunale collegiale di Vibo, il giudice Brigida Cavasino: “Come Collegio faremo di tutto per evitare la scadenza dei termini di custodia cautelare per gli imputati detenuti, ma tenere udienze tutti i giorni è impensabile perché il lavoro dei giudici non avviene solo in udienza ma è rappresentato anche dallo studio delle carte, delle deposizioni e delle trascrizioni delle intercettazioni”. Le udienze sono state quindi calendarizzate sino al 29 gennaio prossimo quando, esaurite le questioni preliminari fra accusa e difesa, si potrà avere un quadro più definito su quante udienze a settimana verranno celebrate. Il processo conta al momento 329 imputati.</p>



<p>Mentre tutta Italia parla da giorni di un&#8217;autentico citrullo, inutile e dannoso per il paese, in Calabria, tra misure di sicurezza eccezionali e giornalisti da ogni parte del globo, è in corso il processo più imponente degli ultimi 30 anni.</p>



<p>**Quattrocento capi d’imputazione**<br>** più di 300 imputati **<br>** un esercito di avvocati **<br>** un plotone di giornalisti sbarcati a Lamezia da mezzo mondo**</p>



<p>Il maxi processo con numeri da capogiro, che vedrà alternarsi davanti alla Corte una sessantina tra pentiti e testimoni di giustizia, oltre a centinaia di testimoni tra accusa e difese in una corsa sfrenata che dovrebbe andare avanti ad un ritmo di cinque udienze settimanali.</p>



<p>«Quest’aula – ha detto Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro e coordinatore della maxi inchiesta che ha portato alla sbarra le più influenti cosche di ndrangheta del vibonese – è un simbolo di tecnologia e legalità: rispettosa delle norme anticovid con mille persone sedute a distanza di sicurezza ed ha la possibilità di fare 150 collegamenti video in diretta».<br>A dimostrare che in Calabria, se si vuole, tutto si può fare.</p>



<p>La cosa sconcertante che nessun Telegiornale, nessun giornale, nessun politico di ogni colore, abbia speso una sola parola di sostegno su questo straordinario uomo che da solo sta sfidando la ndrangheta.</p>



<p>Pieno sostegno a Nicola Gratteri da parte di Associazione Per i Diritti umani. </p>
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		<item>
		<title>Generazione Rosarno: dalla violenza alla legalità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2015 06:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continuiamo ad occuparci di lotta alle mafie e vi proponiamo il libro intitolato Generazione Rosarno di Serena Uccello, per Melampo edizioni. Si può nascere in una famiglia di &#8216;ndrangheta eppure scegliere una strada alternativa&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continuiamo ad occuparci di lotta alle mafie e vi proponiamo il libro intitolato Generazione Rosarno di Serena Uccello, per Melampo edizioni.</p>
<p>Si può nascere in una famiglia di &#8216;ndrangheta eppure scegliere una strada alternativa e rigettare la violenza? Si può amare un padre in carcere e riuscire lo stesso a prenderne le distanze, immaginando per sé un destino diverso, di libertà e di rispetto vero? Vive e pulsa in questo libro una scuola superiore in cui vengono abbattuti antichi e nuovi pregiudizi e privilegi, dove non esistono figli di boss né figli di collaboratori o di testimoni di giustizia, dove mille ragazzi e ragazze si ritrovano ogni mattina tutti uguali, senza dover sopportare il peso delle storie personali. Dove una leggerezza gentile e sconosciuta è capace di generare nuova cultura. Una scuola che è un autentico fortino piantato in una periferia geografica e sociale, da cui insegna le opportunità e le promesse del mondo. Si chiama Rosarno ma diventa alla fine simbolo di tutto il Sud.</p>
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width: 643px;">
<tbody>
<tr>
<td valign="TOP" width="643"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://4.bp.blogspot.com/-UFZi3jcVa-k/VmfTshopp5I/AAAAAAAADuY/EZqoHzfnkSc/s1600/GenUcc.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="400" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/12/GenUcc.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="283" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;Associazione<br />
per i Diritti umani ha intervistato per voi l&#8217;autrice e la ringrazia.</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Il libro è<br />
ambientato in Calabria, una terra bellissima e difficile. Quali sono<br />
i tratti della cultura tradizionale in cui affondano le radici della<br />
mentalità mafiosa?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questa domanda richiede un’analisi di<br />
tipo antropologico che non sono in grado di fare, non ne ho gli<br />
strumenti, né la formazione.  Posso però dare una chiave di lettura<br />
di tipo storico e sociale per spiegare perché la ‘ndrangheta è<br />
cresciuta così tanto in questi anni, in una situazione di<br />
sostanziale silenzio.  In questo senso la spiegazione è l’isolamento<br />
della Calabria. Isolamento geografico e culturale, appunto. Prendo in<br />
prestito il procuratore Giuseppe Pignatone, già capo della Procura<br />
di Reggio Calabria, oggi capo della procura di Roma: “la<br />
società calabrese è realmente isolata dal resto del paese. Non<br />
esiste la Calabria, ma esistono le Ca­labrie: la provincia di<br />
Reggio è totalmente diversa da quella di Cosenza o dall’alto<br />
Catanzarese. L’isolamento tra le diverse province e dell’intera<br />
regione è innanzitutto fisico. La rete via­ria inadeguata, i<br />
cantieri dell’A3, le carenze della rete ferrovia­ria, lo<br />
sbarramento fisico dello Stretto amplificano l’isolamento<br />
geografico”. All’isolamento geografico c’è poi da aggiungere<br />
quello informativo. Negli ultimi anni sui giornali di ’ndran­gheta<br />
si è scritto, forse poco o forse in modo discontinuo, titoli e<br />
commenti e inchieste. Ma prima? Prima di Duisburg, la strage di<br />
Duisburg, quella in cui, nell’agosto del 2007, furono uccise sei<br />
persone, o prima di più recenti ope­razioni che hanno portato,<br />
soprattutto in Lombardia e nel nord Italia, all’arresto di<br />
centinaia di persone? Qualche titolo di tan­to in tanto e poco<br />
altro. Di fatto ha ragione il procuratore capo di Roma quando parla<br />
di “cono d’ombra” ricordando come “l’agenzia Ansa sia a<br />
Catanzaro, la sede Rai a Cosenza” e che “nessuna testata<br />
nazionale ha una redazione in Calabria”, men­tre “il<br />
quotidiano più diffuso, la <i>Gazzetta<br />
del Sud </i>è<br />
un giornale di Messina che pubblica pagine sulla Calabria”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Quindi non saprei esattamente dire in<br />
quali tratti della cultura tradizione affondi la mentalità mafiosa,<br />
posso però dire che la mentalità mafiosa si nutre dell’isolamento<br />
e dell’assenza di cura da parte dello Stato e in questo isolamento<br />
cresce.
</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Da dove può o<br />
deve ripartire la cultura della legalità?
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il  mio libro è sostanzialmente<br />
ambientato in una scuola. Un scuola sotto molti aspetti speciale<br />
perché è riuscita a compiere la sfida della inclusione. A far<br />
convivere cioè i figli di vittime, con i figli dei boss, con figli<br />
dei collaboratori. A far loro condividere tempo, spazio e sogni. Ecco<br />
la cultura della legalità deve, secondo me, essere meno slogan, meno<br />
pratica convegnistica, e più pedagogia del Bene. Come dice la<br />
ricercatrice Ombretta Ingrascì la pedagogia bianca che si oppone a<br />
quella nera della violenza.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Come si svolge la<br />
lotta alle mafie a Rosarno (e in altri luoghi)?</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm; orphans: 2; widows: 2;">
La<br />
lotta alle mafie è stata a lungo repressione. E l’aspetto<br />
repressivo è e deve restare centrale. In questi anni sono stati<br />
raggiunti risultati importantissimi. Tuttavia i risultati si sono<br />
cominciati a vedere anche su lungo periodo quando accanto alla<br />
repressione c’è la formazione. In questo caso uso le parole della<br />
scrittrice Evelina Santangelo che ho intervistato per il libro:  “Non<br />
è un caso, credo, che in Sicilia il momento di maggiore forza della<br />
lotta alla mafia sia stato quando si è creata una saldatura tra il<br />
braccio operativo di chi deve condurre l’attività investigativa e<br />
repressiva e il mon­do della formazione. Perché è evidente che<br />
la lotta alla mafia è lotta alla sottocultura mafiosa. E questa<br />
lotta si può condurre solo se c’è collaborazione tra tutte le<br />
forze in campo”.</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Quanto sono<br />
importanti le donne nel tramandare il valore della vita ?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Le donne sono fondamentali. Così come<br />
sono loro a tramandare il codice della violenza dai padri ai figli,<br />
sono loro che sempre in nome dei figli possono rompere la catena del<br />
sangue. E in questi ultimi anni in Calabria ma non solo abbiamo avuto<br />
diversi esempi. Penso a Lea Garofalo, ma anche a Maria Concetta<br />
Cacciola, che purtroppo hanno pagato con la vita la loro scelta di<br />
rottura. Ma penso anche a Giusy Pesce che invece è riuscita a<br />
salvare se stessa e i suoi figli scegliendo la strada della<br />
collaborazione.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questo sono le sue parole che spiegano<br />
più di mille analisi.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“<i>Se<br />
io non cambio strada e non li porto con me, quando uscirò il bambino<br />
potrebbe già essere in un carcere mino­rile, e comunque gli<br />
metteranno al più presto una pistola in mano; le due bimbe invece<br />
dovranno sposare due uomi­ni di ’ndrangheta e saranno costrette<br />
a seguirli. Io voglio provare a costruire un futuro diverso per<br />
loro&#8230; Io potrei anche cavarmela con qualche anno di carcere ma<br />
nessuno libererebbe i miei figli da un destino già segnato. Quando<br />
il mio bambino, una volta, ha detto che da grande avrebbe voluto fare<br />
il carabiniere, suo zio l’ha preso a botte, poi gli ha promesso che<br />
una pistola gliel’avrebbe regalata lui&#8230; Un giorno che io gli<br />
chiesi a mio figlio ‘Che cosa vuoi fare quando sei veramente<br />
grande?’ E lui mi rispose ‘Il carabi­niere’, loro lo<br />
aggredirono: ‘Che stai dicendo, scemo, stor­to!’, tipo loro<br />
hanno questo carattere, parlavano così, con i bambini hanno una<br />
delicatezza particolare</i>”.</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Qual è l&#8217;operato<br />
dei giudici e delle istituzioni per salvare i giovani che<br />
appartengono a famiglie malavitose?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Anche<br />
in questo caso voglio rispondere raccontando un aneddoto che riporto<br />
nel libro. Un pomeriggio un piccolo gruppo di studenti del liceo<br />
Raffaele Piria di Rosarno sta partecipando a un seminario tenuto da<br />
Michele Prestipino allora procuratore aggiunto a Reggio Calabria,<br />
oggi a Roma. I ragazzi stanno lavorando su un libro, un romanzo La<br />
vita obliqua di Enzo Siciliano. E quel giorno in particolare stanno<br />
discutendo della vendetta,  esattamente di qual è la differenza tra<br />
chiedere giustizia invece di  vendetta. A un certo punto Prestipino<br />
si rivolge ad un ragazzo in prima fila e dice: “Vieni<br />
Carmelo, tu che pensi?”. Carmelo si avvicina e Prestipino lo tira a<br />
sé allungandogli un braccio sulle spalle. Il movimento<br />
di entrambi è spontaneo. E mi colpisce molto. Mi colpisce perché<br />
Carmelo è Carmelo Bellocco. Anche i Bellocco sono una famiglia<br />
sminuzzata tra morti, latitanti ed ergastolani. Alcuni di questi<br />
arresti portano pure la firma di Prestipino, così la na­turalezza<br />
con cui il primo ha accolto il secondo e il secondo si è fatto<br />
accogliere mi appare inedita e mi appare straordinaria. Ho così<br />
compreso che solo l’accoglienza può far passare il messaggio che<br />
non esiste una predestinazione al Male ma che ognuno può riscattare<br />
se stesso. L’accoglienza e anche il sostegno.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
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</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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			</item>
		<item>
		<title>La cooperativa “Giovani in vita” ottiene l&#8217;attenzione delle istituzioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2015 04:55:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In merito alla notizia sulle minacce da parte della mafia nei confronti della Cooperativa “Giovani in vita” (leggi precedente nostro post), pubblichiamo il seguente comunicato: Il Vice Presidente della Regione Calabria Antonio Viscomi, insieme&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/09/08/la-cooperativa-giovani-in-vita-ottiene/">La cooperativa “Giovani in vita” ottiene l&#8217;attenzione delle istituzioni</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In merito alla notizia sulle minacce da parte della mafia nei confronti della Cooperativa “Giovani in vita” (leggi precedente nostro post), pubblichiamo il seguente comunicato: </p>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Il Vice Presidente<br />
della Regione Calabria Antonio Viscomi, insieme all’Assessore alle<br />
Politiche Sociali Federica Roccisano, oggi 31/08/2015 a Sinopoli a<br />
manifestare solidarietà alla Coop. Soc. Giovani in Vita</b></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ad attirare l’attenzione delle<br />
Istituzioni sono state le ultime vicende che hanno interessato la<br />
Cooperativa Sociale Giovani in Vita diretta da Domenico Luppino:
</div>
<p></p>
<ul>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
in data 11 agosto presso i terreni<br />
 sequestrati alla Famiglia Oliveri e ricadenti in agro del comune di<br />
 Anoia, la Cooperativa ha subito il furto di un mezzo agricolo<br />
 depositato all’interno di un capannone;</div>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
il 19 agosto incendiati alcuni<br />
 alberi di ulivo di proprietà del direttore generale Domenico<br />
 Luppino;</div>
<li>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
in data 25 agosto, di nuovo presso<br />
 i terreni di Anoia, ennesimo atto intimidatorio con esplicita<br />
 minaccia di morte nei confronti del direttore generale Domenico<br />
 Luppino.</div>
</li>
</li>
</li>
</ul>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L’incontro di oggi, presso la sede<br />
della Cooperativa, ha posto in evidenza le difficoltà oggettive<br />
della Cooperativa nell’operare in un contesto non facile.<br />
Ricordiamo, infatti, che la cooperativa opera su territori confiscati<br />
alla ‘ndrangheta.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
I rappresentanti istituzionali Viscomi<br />
e Roccisano hanno espresso la loro vicinanza al direttore e ad alcuni<br />
dei collaboratori presenti riconoscendo il valore etico e sociale<br />
dell’operato di Giovani in Vita; hanno inoltre mostrato interesse e<br />
disponibilità a valutare le possibili iniziative volte a tutelare<br />
chi opera su terreni confiscati alla ‘ndrangheta.
</div>
<p></p>
<div style="line-height: 115%; margin-bottom: 0.35cm; orphans: 2; widows: 2;">
<p>Finalmente una risposta da parte delle Istituzioni che hanno il<br />
<b>Dovere</b> di sostenere attivamente, e non solo formalmente, tutte<br />
quelle realtà tanto positive quanto fragili che affondano le proprie<br />
radici in un contesto che da sempre tende ad isolarle.</div>
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		<title>Storia di una cooperativa sociale minacciata dalla mafia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2015 07:56:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>27 agosto 2015: l&#8217;ennesima intimidazione. questa volta una minaccia di morte rivolta al direttore generare della Cooperativa Giovani in Vita, Domenico Luppino.&#160; &#160; &#160; La Cooperativa Sociale Giovani in Vita conta oggi 26 soci&#46;&#46;&#46;</p>
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</div>
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</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
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<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p>27<br />
agosto 2015: l&#8217;ennesima intimidazione. questa volta una minaccia di<br />
morte rivolta al direttore generare della Cooperativa Giovani in<br />
Vita, Domenico Luppino.&nbsp; </p>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
&nbsp;</div>
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&nbsp;</div>
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<p>La Cooperativa Sociale Giovani in Vita conta oggi 26 soci ed è nata nel nell&#8217;ambito del PON Sicurezza e Sviluppo nel Mezzogiorno d&#8217;Italia 2002-2006 come risultato di un progetto del Consorzio di nove comuni della Piana di Gioia Tauro denominato &#8220;Impegno Giovani&#8221; di cui faceva parte il comune di Sinopoli, allora amministrato da Domenico Luppino (oggi Direttore Generale della Cooperativa) e da questi fortemente voluta anche per dare una risposta concreta alle diverse intimidazioni subite da parte della criminalità organizzata. </p>
<p> La Cooperativa aveva ed ha come principale finalità il recupero di soggetti svantaggiati attraverso l&#8217;offerta di un&#8217;opportunità di lavoro sia nel settore agricolo, con la coltivazione e produzione sui terreni confiscati alla &#8216;ndrangheta, sia nel campo dei servizi offerti anche e soprattutto ad altri imprenditori agricoli vittime della mafia che hanno difficoltà a reperire le maestranze disposte a lavorare sui loro terreni.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
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<a href="http://1.bp.blogspot.com/-Y2ciPcGPOW0/VeGA_sQnMPI/AAAAAAAADDs/PqPif6Mtx-0/s1600/unnamed%2B%2528167%2529.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" height="239" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/08/unnamed-%28167%29.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="320" /></a></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p> La cooperativa opera su un totale di circa 700 ettari di terreni coltivati a uliveto, agrumeto e seminativo divisi tra confiscati, sequestrati o di proprietà di altre aziende agricole private. Risale al 2008 l’assegnazione dei primi terreni (circa trenta ettari) confiscati ad alcune famiglie malavitose dei comuni di Oppido Mamertina e Varapodio, entrambi in prov. di Reggio Calabria, e Limbadi (provincia di Vibo Valentia) e di Sinopoli stesso. La nostra scelta di offrire un&#8217;opportunità LEGALE di lavoro a uomini e donne del posto, ha da sempre riscontrato l&#8217;opposizione da parte di molte persone e talvolta anche da parte di taluni che, in maniera nemmeno tanto velata e seppur lontani dalla &#8216;ndrangheta, ci hanno &#8220;suggerito&#8221; di &#8220;lasciar perdere&#8221; perché &#8220;contro certe realtà è una battaglia persa&#8221; (cit. testuale). Per non parlare poi dei vari attentati, furti, incendi e quant&#8217;altro, che la Cooperativa, e ancor più il direttore Luppino, hanno subito sistematicamente in oltre dieci anni di attività.&nbsp; </p>
<p> L&#8217;idea che ci spinge, però, ad andare avanti sulla nostra strada, e anzi a cercare sempre nuove opportunità di crescita e miglioramento per il nostro territorio, è la convinzione che solo attraverso la creazione di occasioni di lavoro, alternative al profitto &#8220;facile&#8221; proposto dalle organizzazioni criminali, riusciremo ad essere uomini e donne veramente liberi, anzi, come ci piace dire&#8230; </p>
<p> uomini e donne ‘NDRANGHETA FREE </p>
<p> Ecco perché da alcuni anni, ormai, abbiamo intrapreso un nuovo impegno confezionando la marmellata prodotta con le arance, i limoni, le clementine e gli altri frutti dei terreni confiscati e l&#8217;imbottigliamento dell&#8217;olio, fino a poco tempo fa venduto sfuso all&#8217;ingrosso, realizzato con le olive raccolte nei terreni di Sinopoli, Oppido Mamertina e Limbadi. </p>
<p> Nonostante gli svariati tentativi di impedirci o quantomeno ostacolarci nel nostro lavoro, stiamo proseguendo con fermezza sulla nostra strada e stiamo portando avanti il nostro progetto. Anzi, il nostro impegno nella ricerca di nuove opportunità di lavoro per la crescita della Cooperativa stessa e quindi degli uomini e delle donne che la compongono, è sempre maggiore. Ecco perché da meno di un anno abbiamo aperto un nostro punto vendita a Firenze ed un altro è in fase di apertura a Messina; abbiamo anche avviato un laboratorio di pasticceria e prodotti da forno sempre a Firenze e stiamo collaborando con Associazioni, Cooperative e altre realtà pubbliche e private di rilevanza anche nazionale e internazionale. </p>
<p> Giovani in Vita, solo per parlare degli ultimi anni, si è resa promotrice di alcune importanti iniziative sociali quali la costituzione di una Rete di Imprese denominata Calabria Solidale (un progetto di Chico Mendes Coop. Scarl di Milano) – rete di produttori calabresi che promuovono i principi di legalità, trasparenza, solidarietà, rispetto del lavoro, tutela dell’ambiente e del territorio e che mette in relazione piccoli agricoltori di una delle regioni italiane con maggiori difficoltà di sviluppo con i consumatori solidali – e di una Cooperativa di Comunità (TENORCA Terre Normanne di Calabria) finalizzata al recupero dal rischio di estinzione di un intero Comune, quello di Arena in provincia di VV, e al recupero di una specie di legume, il fagiolo Zicca Janca, coltura che sta scomparendo; la sottoscrizione di un Patto di Collaborazione con la &#8220;Misericordia di Firenze&#8221; per la fornitura a titolo gratuito delle eccedenze alimentari e dei prodotti in scadenza per la redistribuzione alle persone in difficoltà; un accordo di collaborazione con Emergency, finalizzata alla fornitura di prodotti alimentari e al riconoscimento di una parte del ricavato delle vendite alla stessa Associazione; una collaborazione con l’Associazione &#8220;SOS Rosarno&#8221; finalizzata all&#8217;impiego di migranti africani ospiti della tendopoli di San Ferdinando. </p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
Cooperativa ha anche avviato rilevanti rapporti commerciali con<br />
realtà quali SIAF, importante azienda pubblico-privata specializzata<br />
nelle forniture per le mense scolastiche e ospedaliere, e CTM<br />
Altromercato, la principale organizzazione di fair trade presente in<br />
Italia (con circa 300 Botteghe del Mondo) e tra le principali a<br />
livello internazionale.</p>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
https://www.facebook.com/pages/Cooperativa-Giovani-In-Vita-RC/344764342204778?ref=aymt_homepage_panel&utm_source=rss&utm_medium=rss</div>
<p></p>
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