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	<title>#NOCPR Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Al di là di quella porta</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 09:53:08 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17777" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Osservare un Centro di Permanenza per il Rimpatrio equivale a guardare un oggetto&nbsp;<strong>oscuro</strong>&nbsp;e allo stesso tempo&nbsp;<strong>invisibile</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>nascosto</strong>&nbsp;da alte mura impenetrabili. Più che un luogo il CPR è un&nbsp;<strong>non-luogo</strong>, progettato per essere nascosto e nascondere gli&nbsp;<strong>orrori</strong>&nbsp;che contiene. L’osservazione del CPR, complicata da&nbsp;<strong>opacità</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>ostracismo</strong>, ha imposto l’utilizzo di un&nbsp;<strong>metodo flessibile</strong>&nbsp;e di&nbsp;<strong>fonti e interventi diversissimi</strong>. La classica raccolta dati da analizzare si è rivelata impossibile a fronte della sostanziale inesistenza di dati ufficiali disponibili, e del rifiuto delle autorità a fornire quanto richiesto. Analizzare un CPR significa quindi&nbsp;<strong>aggirare ostacoli, ipotizzare, strappare prove&nbsp;</strong>lottando in tribunale e&nbsp;<strong>raccogliendo informazioni&nbsp;</strong>da trattenuti, parenti e loro legali,&nbsp;<strong>diversificare le fonti e metterle a confronto</strong>. È così che abbiamo proceduto.</p>



<p>“<strong>Dati, testimonianze, ricerche, cartelle&nbsp;</strong><strong>cliniche, accessi agli atti, accessi civici generalizzati, sopralluoghi, verifiche&nbsp;</strong>ci hanno permesso di intravedere ciò che avviene in un CPR e che rendiamo oggi pubblico. Abbiamo rilevato&nbsp;<strong>abusi, violenze e discriminazioni&nbsp;</strong>in tutti gli ambiti che abbiamo investigato” affermano le attiviste e gli attivisti del Naga e della Rete Mai più Lager – No ai CPR. “<strong>Le persone che vengono portate in un CPR non hanno commesso reati</strong>, ma solo un&nbsp;<strong>illecito amministrativo</strong>, ovvero essere irregolari sul territorio. Già di per sé il trattenimento,&nbsp;<strong>la limitazione della libertà personale, risulta essere una misura sproporzionata</strong>, ma tutto ciò che ne consegue rende questa misura&nbsp;<strong>intollerabile, inaccettabile e disumana</strong>”.</p>



<p>“Abbiamo raccolto testimonianze che attestano una sistematica&nbsp;<strong>violaz</strong><strong>ione del diritto alle cure</strong>; la visita di idoneità al trattenimento o non è svolta o è svolta senza strumenti diagnostici adeguati; la ‘visita medica’ di formale presa in carico da parte dell’Ente Gestore comprende&nbsp;<strong>umiliazioni e abusi</strong>&nbsp;quali, per esempio, la denudazione delle persone appena arrivate alla presenza del personale medico e di agenti di polizia e l’obbligo di fare flessioni per espellere eventuali oggetti nascosti nell’ano; abbiamo verificato il&nbsp;<strong>trattenimento di persone con malattie gravi e croniche</strong>, come un tumore cerebrale e gravi problemi di salute mentale; frequente è la&nbsp;<strong>mancanza di&nbsp;</strong><strong>personale medico&nbsp;</strong>e la&nbsp;<strong>sommarietà della gestione delle cartelle cliniche</strong>&nbsp;costituisce la regola, come pure costante è una&nbsp;<strong>sovrabbondante elargizione di psicofarmaci senza alcuna prescrizione specialistica</strong>” proseguono dal Naga e dalla Rete Mai più Lager – No ai CPR.</p>



<p>“Abbiamo ricevuto video che attestano la presenza di<strong>&nbsp;vermi nel cibo</strong>. Inoltre, evanescenti sono le figure<strong>&nbsp;che si occupano di mediazione linguistica, interpretariato e assistenza psicologica,</strong>&nbsp;che pure dovrebbero essere presentie, per contro, è&nbsp;<strong>debordante la presenza di agenti</strong>&nbsp;delle forze dell’ordine. Numerosissime sono le testimonianze di diffusi<strong>&nbsp;episodi di autolesionismo</strong>, labbra cucite, lamette ingoiate, tentativi di suicidio – soprattutto per impiccagione – &nbsp;e di percosse.&nbsp;<strong>14 sono i morti, dal 2018 al 2022,</strong>&nbsp;<strong>nei CPR d’Italia, con un</strong><strong>’età media di 33 anni</strong>. Persone nelle mani dello Stato che sono state dichiarate in condizioni di salute compatibili con il trattenimento.&nbsp;<strong>A queste morti abbiamo provato a dare un</strong><strong>’identità, ma 5 deceduti su 14, sono morti senza nome.</strong>&nbsp;Per 4 di loro non si sa nulla, né della loro identità né delle cause e circostanze del decesso.<strong>&nbsp;Inoltre i rimpatri vengono spesso effettuati con modalità violente</strong>&nbsp;(ammanettamento, persone legate alle sedie e spesso stordite dai farmaci) e avvengono anche verso Paesi dove il rimpatriato, nato e sempre vissuto in Italia, non aveva mai messo piede prima” affermano le attiviste e gli attivisti.</p>



<p>“Il tutto accade in un contesto di sostanziale&nbsp;<strong>impraticabilità di una tutela legale effettiva.</strong>&nbsp;Infine, anche all’uscita dal CPR, che si venga rimpatriati o rilasciati sul territorio, continuano gli abusi, considerata la frequentissima<strong>&nbsp;mancata riconsegna, alla fine del trattenimento, di soldi&nbsp;</strong>mandati dai familiari ai trattenuti. Siamo drammaticamente consapevoli che&nbsp;<strong>tutto ciò è solo la punta dell’iceberg</strong>. Sotto si nasconde molto di più. Quello che succede nei CPR non è frutto di una&nbsp;<em>malagestione</em>&nbsp;dei Centri, ma di&nbsp;<strong>chiare scelte politiche</strong>&nbsp;che si traducono in&nbsp;<strong>prassi e pratiche amministrative e di gestione illecite</strong><strong>&nbsp;e disumane, finanziate dai soldi pubblici</strong>. Con questo report abbiamo fatto la nostra parte, abbiamo cercato di far luce su ciò che si vuole nascondere. Facciamo ora appello a tutte e tutti&nbsp;<strong>per un’attivazione volta a reclamare l’abolizione dei CPR e contemporaneamente chiediamo al Governo, al Ministero dell’Interno, alla Prefettura e all’Amministrazione Comunale di contribuire, ciascuno per quanto di competenza, ad attuare l’unica soluzione possibile, realistica e necessaria: chiudere tutti i CPR d’Italia</strong>” concludono le attiviste e gli attivisti del Naga e dalla Rete Mai più Lager – No ai CPR.</p>



<p><strong><a href="https://naga.it/wp-content/uploads/2023/10/AL-DI-LA-DI-QUELLA-PORTA_Digitale.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SCARICA IL REPORT COMPLETO</a> – <a href="https://naga.it/wp-content/uploads/2023/10/SINTESI_AL-DI-LA-DI-QUELLA-PORTA_DEF.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SCARICA LA SINTESI</a> – <a href="https://naga.it/wp-content/uploads/2023/11/BEYOND-THAT-DOOR-summary-EN.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SCARICA LA SINTESI IN INGLESE</a></strong></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17776" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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		<title>NO CPR &#8211; NO LAGER di Stato a Milano, in Libia, in Albania&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2024 13:27:48 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p> </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/c.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/c-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17505" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/c-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/c-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/c-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/c-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/c.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>di Barbara Raccuglia</p>



<p><br>Associazione per i Diritti Umani  intende esprimere solidarietà e partecipazione alla mobilitazione, che si è svolta sabato 6 aprile, in memoria di chi ha perso la vita nei lager di Stato &#8211; cosiddetti Centri di Permanenza Temporanea &#8211;  per dare voce ai troppi, che ogni giorno subiscono torture, maltrattamenti, umiliazioni e indefiniti tempi di detenzione con la sola accusa di ritrovarsi in Italia, sprovvisti dei requisiti necessari previsti dalla legge italiana, ovvero senza visti, permessi di soggiorno e altra documentazione &#8220;idonea&#8221;.<br>(vedi https://www.meltingpot.org/2016/01/reato-di-clandestinita-facciamo-chiarezza/?utm_source=rss&utm_medium=rss<br>https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_14_3_1.page?contentId=GLO62257&amp;previsiousPage=mg_14_3#&utm_source=rss&utm_medium=rss<br>http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/ingresso-stranieri-italia).?utm_source=rss&utm_medium=rss<br>Scelte politiche che vanno in netto contrasto con i diritti umani, con il diritto internazionale  e con il diritto di asilo e di protezione internazionale. (https://temi.camera.it/leg19/post/19_pl18_il_diritto_di_asilo_e_l_attuazione_del_sistema_europeo_di_asilo.html#:~:text=Il%20diritto%20di%20asilo%20%C3%A8).?utm_source=rss&utm_medium=rss<br>Cinquemila sono state le persone in cammino, da piazza Tricolore fino al CPR di Via Corelli  a Milano, dove un blocco in antisommossa decide che non possiamo spingerci oltre; il corteo si ferma tra il cavalcavia Buccari Ortica e l&#8217;inizio di Via Corelli. Urliamo. Mettiamo la musica. Balliamo e cantiamo, insieme ai vivacissimi compagni in lotta per Gaza, quantomeno nella speranza che dall&#8217;interno possano sentire la nostra vicinanza.<br>Un corteo pieno di interventi, di testimonianze e di rappresentazioni teatrali che trattano le varie problematiche legate ai CPR. Dalla distribuzione di psicofarmaci, usati per stordire i migranti, agli atti di autolesionismo e purtroppo anche di suicidio. Sono stati infatti ricordati Moussa Balde e Ousmane Sylla.<br>(https://www.meltingpot.org/2023/05/per-moussa-balde-e-tutte-le-vittime-della-violenza-razzista-delle-frontiere/?utm_source=rss&utm_medium=rss<br>https://ilmanifesto.it/che-il-suo-corpo-torni-a-casa-la-famiglia-piange-sylla-ousmane).?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/VIDEO-2024-04-08-08-02-29.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/VIDEO-2024-04-06-16-52-05.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<p><br>Ringraziamo la rete MAI PIU&#8217; LAGER &#8211; NO CPR per avere organizzato la mobilitazione, e che grazie a un lavoro di indagine eseguito insieme al NAGA, sono stati finalmente portati alla luce fatti e testimonianze di grave disumanità, e che ad oggi hanno quantomeno messo sotto sequestro il CPR di Via Corelli.<br>CHIEDIAMO CHE VENGANO SUBITO CHIUSI TUTTI I LAGER &#8211; CPR.<br>CHIEDIAMO CHE VENGANO RIVISTE LE POLITICHE SULL&#8217;IMMIGRAZIONE.<br>CHIEDIAMO SUBITO UNA MAGGIORE ATTENZIONE DA PARTE DELLE ISTITUZIONI, SUI TEMI DELLA TUTELA, DELLA PROTEZIONE E<br>DELL&#8217;ACCOGLIENZA NEI CONFRONTI DI UNA PERSONA IN DIFFICOLTA&#8217; .</p>



<p><br>Seguiranno approfondimenti, negli articoli a venire.<br>Riportiamo e sosteniamo quanto è stato espresso sulle piattaforme, dalla rete MAI PIU&#8217; LAGER &#8211; NO CPR, che vi invitiamo a seguire:<br>https://www.facebook.com/NoaiCPR/?locale=it_IT&utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/pa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/pa-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17508" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/pa-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/pa-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/pa-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/pa-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/pa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/26ab.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="⚫" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f7e1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🟡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f534.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔴" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> MOBILITAZIONE PER LA CHIUSURA DI TUTTI I CPR <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f534.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔴" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f7e1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🟡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/26ab.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="⚫" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (Da #NOcpr)<br>La tortura legalizzata dei lager di Stato è ormai una innegabile certezza documentata da centinaia di foto, video, dossier e testimonianze, arrivate anche nelle le aule giudiziarie, a rivelare la vergogna finora tenuta nascosta.<br>La verità di oltre 25 anni di abusi, violenze e soprusi dietro le sbarre dei luoghi di detenzione amministrativa a danno di persone che, in gabbie nascoste nelle nostre città, vengono private della libertà personale non per un reato, ma per un illecito amministrativo che non possono non commettere: quello di non possedere un titolo di soggiorno che la legge non permette nei fatti di avere.<br>Questo odioso esempio di razzismo istituzionale (non esiste la detenzione amministrativa per un cittadin* italian*) è il colpo di coda dello stesso mostro che poggia la testa e le mani insanguinate sulle frontiere della Fortezza Europa, all&#8217;ingresso della quale il nostro paese svolge il suo compito infame di fido cane da guardia.<br>Tra i suoi frutti più amari:<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔸" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> il memorandum a firma Minniti che, prorogato, finanzia a tutt&#8217;oggi i lager libici e la guardia costiera che riporta all&#8217;inferno chi ne è sfuggito;<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔸" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> il trattato Italia-Tunisia a firma Lamorgese e rinnovato dalla Meloni, che dietro il paravento di scambi commerciali favorisce ogni anno la deportazione di migliaia di cittadini tunisini fuggiti dal proprio paese, in mano ad un dittatore xenofobo e affamatore;<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔸" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> il progressivo dilagare della detenzione amministrativa anche alle frontiere, che imprigiona e criminalizza non più solo chi è etichettato come &#8220;migrante economico&#8221; ma anche le stesse persone richiedenti asilo tutelate dalla Costituzione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/p.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="701" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/p-1024x701.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17506" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/p-1024x701.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/p-300x205.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/p-768x526.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/p-1536x1051.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/p.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1553w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br>Il tutto mentre ancora più subdola e sofisticata si prepara ad essere la violenza al varco dell&#8217;UE tramite l&#8217;utilizzo di schedature preventive e scanner biometrici a rubare identità e libertà di movimento a chiunque abbia più di sei anni.<br>Poi, il destino di chi osa varcare la soglia, sopravvivendo alle traversate e ai &#8220;game&#8221; balcanici, invece, è lo stesso di sempre: il ricatto della clandestinità e l&#8217;invisibilità totale, sotto la minaccia costante della deportazione, che aggiunge violenza a violenza, fisica e psichica.<br>Nel mezzo, la minaccia della detenzione amministrativa, che istituzionalizza quella violazione sistematica dei diritti fondamentali che apre, nelle nostre città, pericolose voragini. Aree grigie in cui la legge è sospesa e tutto è permesso, creando un arretramento dei diritti che costituisce un grave precedente non solo per chi ha a cuore la solidarietà con le persone migranti, ma per tutte e tutti.<br>E&#8217; infatti il banco di prova per l&#8217;avanzata dell&#8217;arbitrio dello Stato, che brandisce la clava del binomio &#8220;sicurezza &#8211; immigrazione&#8221; a suon di decreti liberticidi in bilico sulla finzione di un&#8217;emergenza perenne e sulla prospettazione di un pericolo costante per i nostri &#8220;valori&#8221;. Questo, al fine di legittimare l&#8217;utilizzo della violenza e della repressione generalizzata, dai manganelli nelle piazze, ai piccoli e grandi soprusi quotidiani.<br>Ed esempio scandaloso di tale avanzata repressiva che surfa sapientemente sull&#8217;onda emotiva è stato l&#8217;osceno e paradossale spettacolo di ministri dalla faccia di tolla, che, ai piedi di un relitto ancora caldo su una costa calabra, hanno usurpato il nome dell&#8217;ennesima strage di Stato, di mare, proprio per fare delle prospettive minnitiane del 2017 concreta realtà. Con, fra l&#8217;altro, il raddoppio del numero dei CPR e l&#8217;allungamento sei volte tanto dei tempi di detenzione massima. Per poi giungere all&#8217;aberrazione del progetto di delocalizzazione in territorio albanese di questo sistema, come un qualsiasi call center, al fine di proseguire ancora più indisturbati ed impuniti nell&#8217;azione di umiliazione della dignità umana di chi ha la colpa di non avere quel pezzo di carta che non gli si vuole dare.<br>Ebbene, ora che gli strumenti repressivi &#8211; affinati negli anni anche da una certa sinistra, nel gioco devastante di rincorsa delle destre in nome di sicurezza, decoro e legalità &#8211; sono nelle mani di uno dei governi più fascisti dalla nostra Repubblica mettendo in pericolo chiunque, non c&#8217;è neppure più il tempo di ricercare e rimpallarsi le colpe, che restano trasversali e ben evidenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/r.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="406" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/r-1024x406.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17507" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/r-1024x406.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/r-300x119.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/r-768x305.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/r-1536x609.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/04/r.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>E&#8217; invece il tempo di pretendere e ottenere con un vasto fronte un&#8217;inversione di rotta, la fine della violenza legalizzata, che nei centri di permanenza per il<br>rimpatrio vede la punta dell&#8217;iceberg e l&#8217;esempio più eclatante e simbolico.<br>Oltretutto, i fatti ora parlano più chiaro che mai: non esiste un &#8220;caso Milano&#8221;, non esiste un &#8220;caso Ousmane Sylla&#8221;; è la stessa detenzione amministrativa ad essere voluta e concepita come luogo di tortura psicofisica e di morte, a perenne monito per i futuri ingressi, e come prova muscolare a favor di telecamera in tempo di elezioni.<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/26a1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="⚡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />E se alla favoletta del modello di CPR propugnato da alcuni &#8220;democratici&#8221; &#8211; quello in cui i diritti vengano monitorati e rispettati &#8211; non abbiamo mai creduto, non ci crederemo proprio ora che le più recenti vicende del CPR di Milano ne dimostrano l&#8217;irrealizzabilità: commissariato dalla Procura, resta il lager di sempre, ripresentando le stesse atrocità che si ripetono da decenni in tutti i CPR, in tutte le città e qualunque sia il gestore: sono proprio concepiti così.<br>Non possiamo quindi assistere inerti alla moltiplicazione di questi luoghi di repressione e di lenta tortura psicofisica, né tantomeno alla loro rimozione forzata dalla visuale della società civile: ne va dei diritti di tutte e di tutti.<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/26a1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="⚡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />E&#8217; dovere ed interesse di ciascuno e ciascuna mobilitarsi perché vengano chiusi, a cominciare dal CPR di Milano, che già fu chiuso una decina di anni fa:<br>che sia un lager non lo diciamo solo noi e le circa 1850 persone rimaste impigliate tra le sue sbarre, ma una montagna di prove inequivocabili, anche sui tavoli di diverse Procure, davanti alle quali non è più possibile fingere di non sapere.</p>



<p><br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> UN LAGER COMMISSARIATO RESTA SEMPRE UN LAGER: NON ESISTE UN MODO GIUSTO PER FARE UNA COSA INGIUSTA.<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> I CPR VANNO CHIUSI TUTTI E SUBITO, COMINCIAMO DA VIA CORELLI!<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔶" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> NO CPR NO LAGER DI STATO, NE&#8217; A MILANO, NE&#8217; ALTROVE, NE&#8217; IN LIBIA NE&#8217; IN ALBANIA!</p>



<p><br>Numerose sono state le adesioni, in seguito l&#8217;elenco:</p>



<p><br>Abolish Frontex ROMA<br>AccoglierSi<br>ACRA ONG &#8211; Milano<br>ActionAid Italia<br>ADL Cobas<br>Anpi ATM Milano<br>ANPI Audrey Hepburn<br>ANPI Codè Montagnani-Marelli<br>Anpi Crescenzago<br>ANPI Onorina Brambilla &#8211; Pero<br>APS Giardini in Transito &#8211; Giardino Comunitario Lea Garofalo<br>APS Scighera<br>Arci Milano<br>Assemblea NoCPR Sardegna<br>Associazione Comitato Quartieri Case Popolari Calvairate-Molise-Ponti Odv<br>Associazione familiari e amici di Fausto e Iaio Odv e Ets<br>Associazione Libertà e Giustizia<br>Associazione ManifestA<br>Associazione Naga &#8211; Milano<br>Ass. Naz. Amicizia ItaliaCuba circolo di Milano<br>Associazione Nuove Radici<br>Associazione per i diritti umani<br>Associazione Progetto Arcobaleno aps<br>Associazione Studenti Universitari di Padova<br>Associazione Studi Giuridici Immigrazione<br>Associazione Todo Cambia APS<br>Associazione Tortora<br>Assopace Palestina Milano<br>Ateneo Libertario Milano<br>Baobab Experience<br>Cambio Passo Aps Onlus<br>Camera del Non Lavoro<br>Caminantes Treviso odv<br>Cantiere<br>Carovane Migranti<br>Casa delle Donne di Milano</p>



<p>Casa Don Gallo Rimini<br>Casa Madiba Network<br>Cascina Torchiera<br>Centro Donna Lilith aps<br>Chi si cura di te?<br>Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa &#8211; Milano<br>Circolo ARCI Agorà Cusano Milanino<br>Circolo Pink LGBTE Verona<br>Circolo Zanna Bianca Legambiente<br>Cnca Lombardia<br>Colectivo peruanos en Milan<br>Collettivo Anarchico Bandiera Nera<br>Collettivo Autonomo Erasmo<br>Collettivo d&#8217;Azione Territoriale (C.A.T.) di Cologno Monzese<br>Collettivo di ricerca-azione partecipata contro la detenzione e la violenza dei confini<br>Collettivo Edera<br>Collettivo Kasciavìt<br>Collettivo Lesbico Strasaffica*<br>Collettivo liceo classico Beccaria<br>Collettivo Marielle Roma Tre<br>Collettivo Politico Manzoni<br>Collettivo Rotte Balcaniche AV<br>Comitato Berta Vive Milano<br>Combinazione ODV<br>Como senza frontiere<br>Comunità islamica di Trento<br>Cooperativa Diapason<br>Corpi e terra<br>Corte Popolare Rho<br>COSPE Onlus<br>Costituzione Beni Comuni Aps<br>Csa Baraonda<br>Csa Pacì Paciana<br>Csoa Gabrio<br>DIEM25/Mera25 Italia<br>Dimensioni Diverse &#8211; Spazio di relazione e di pensiero odv<br>Disturbi Teatro<br>Enciclopediadelledonne.it<br>Europa Verde &#8211; Verdi<br>Fabbrica Utopie<br>Federazione Anarchica<br>FLAICA-CUB Torino e Città Metropolitana<br>Florence Must Act<br>Fondazione Gariwo<br>Giovani Democratici Milano Metropolitana<br>Giovani Palestinesi d&#8217;Italia<br>Giovani Palestinesi Milano<br>Human Rights Today &#8211; Milan in The World<br>I sentinelli di Milano<br>Italiani senza cittadinanza<br>La Casa del Mondo &#8211; Adjebadia</p>



<p>Lambretta<br>Lato B<br>Le Carbet<br>Le Veglie contro le morti in mare di Bergamo<br>Le Veglie Contro le Morti in Mare &#8211; Milano<br>Libera Milano Coordinamento Provinciale<br>Link &#8211; Coordinamento Universitario<br>Mai più CPR &#8211; Mai più lager &#8211; Torino<br>Marciona<br>M.A.S.H. Padova<br>Medicina Democratica ETS<br>Mediterranea Saving Humans<br>Mediterranea Saving Humans &#8211; Milano<br>Melitea<br>Memoria Antifascista<br>Milano Antifascista Antirazzista Meticcia e Solidale<br>Municipi Sociali Bologna<br>Murga Libre<br>Mutuo Soccorso Milano- Brigata Lena Modotti<br>Nabad Milano odv.<br>No Name Kitchen<br>NON UNA DI MENO<br>Off Topic Lab<br>Open Gates Padova<br>Open your borders<br>Ospiti in arrivo ODV &#8211; Udine<br>Parola agli Studenti<br>Partito Comunista Italiano Federazione di Milano<br>Partito Democratico Milano Metropolitana<br>Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Milano<br>Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea &#8211; Lombardia<br>Periplo ODV di Bari<br>Porti Aperti &#8211; Milano<br>Potere al Popolo Milano<br>Progetto Melting Pot Europa<br>Redazione di Comune / Benvenuti Ovunque<br>ResQ &#8211; People saving people<br>Rete della Conoscenza<br>Rete della Conoscenza Milano<br>Rete della Conoscenza Roma<br>Rete Italiana Antifascista<br>Rete Milano odv<br>Rete regionale No CPR No grandi centri Emilia Romagna<br>Refugees Welcome Italia &#8211; Gruppo Territoriale di Milano<br>Refugees Welcome Italia &#8211; Gruppo Territoriale di Torino<br>Reti di Pace laboratorio Monteverde Roma<br>Right 2 be Sicilia &#8211; Palermo<br>Samia insieme per l’uguaglianza<br>Scuola Binari<br>Sea-Watch Italia<br>Sinistra Anticapitalista</p>



<p>Sinistra Italiana &#8211; Milano metropolitana<br>Spazio Antispecista Catania<br>Spazio Stria Padova<br>St. Ambroeus FC<br>Stop Border Violence<br>Stop border Violence &#8211; Coordinamento bergamasca<br>STOP CPR- ROMA<br>Una città in comune &#8211; Pisa<br>Unione degli Studenti<br>Un Ponte Per &#8211; Comitato di Milano e Monza<br>Ya Basta! Bologna<br>ZAM<br>Zanë Kolektiv &#8211; Albania</p>
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		<title>Via libera della corte albanese all&#8217;accordo Italia-Albania</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Feb 2024 15:26:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Migranti, patto Italia-Albania: sì dalla Corte costituzionale albanese all’accordo. Cinque giudici supremi su nove non si oppongono all’intesa Roma-Tirana sui centri temporanei di accoglienza.️ Ora l’ultimo passaggio parlamentare in Albania, poi l’implementazione dell’accordo.️ la&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="960" height="960" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17406" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/mig-6-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></figure>



<p>&#8220;<em>Migranti, patto Italia-Albania: sì dalla Corte costituzionale albanese all’accordo.<br><br>Cinque giudici supremi su nove non si oppongono all’intesa Roma-Tirana sui centri temporanei di accoglienza. Ora l’ultimo passaggio parlamentare in Albania, poi l’implementazione dell’accordo.<br><br>la Corte costituzionale albanese vota a favore dell’accordo per la realizzazione dei centri di accoglienza dei migranti siglato dai governi italiano e albanese. A sostenerlo è una nota della Consulta che conferma così le anticipazioni del Corriere.<br><br><img alt="&#x1f538;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/15.0/1f538/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">La decisione<br>Secondo le fonti 5 giudici – su 9 – della Consulta locale hanno stabilito che l’intesa siglata a Roma dai premier Giorgia Meloni ed Edi Rama risulta «conforme» alla costituzione albanese. Dopo questo pronunciamento e un veloce passaggio parlamentare l’accordo potrà entrare in vigore.<br><br><img alt="&#x1f538;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/15.0/1f538/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Le motivazioni<br>«La Corte ha valutato che il “protocollo sulla migrazione” non stabilisce confini territoriali e neppure altera l’integrità territoriale della Repubblica d’Albania, pertanto non costituisce un accordo relativo al territorio dal punto di vista fisico», si legge nella nota ufficiale. E ancora: «La Corte ha valutato che nelle due zone in cui agisce il protocollo, si applica il diritto albanese, oltre al diritto italiano» e che «la Corte ha constatato che per i diritti e le libertà umane opera una giurisdizione duplice, il che significa che la giurisdizione italiana nelle due zone in questione non esclude la giurisdizione albanese». L’accordo, poi, «non crea nuovi diritti e libertà costituzionali e non impone restrizioni aggiuntive ai diritti e alle libertà umane esistenti, al di là di quanto previsto dall’ordinamento giuridico albanese».<br><br><img alt="&#x1f538;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/15.0/1f538/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Il patto<br>Lo scorso novembre Meloni e Rama hanno siglato l’intesa che prevede la realizzazione in Albania di due centri per l’identificazione e l’accoglienza dei migranti salvati nel Mediterraneo. La prima struttura, quella di «registrazione», secondo l’accordo dovrebbe sorgere al porto di Shëngjin, nel nord del Paese, mentre nell’entroterra dovrebbe essere costruito un centro di permanenza a Gjadër. Tirana si è offerta di accogliere fino a 3 mila migranti in attesa di sapere se possono mettere piede nel territorio italiano o devono essere rimpatriati, il tutto a spese di Roma. Il protocollo ha una validità di cinque anni, prorogabili automaticamente di altri cinque in assenza di rilievi da parte italiana o albanese.<br><br><img alt="&#x1f538;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/15.0/1f538/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Il ricorso<br>L’accordo era stato però fortemente osteggiato dall’opposizione albanese che, dopo aver raccolto le firme necessarie, aveva portato il patto Roma-Tirana alla Corte costituzionale. Il 13 dicembre scorso i giudici albanesi hanno ammesso il ricorso e lo scorso 18 gennaio hanno iniziato a esaminarlo. Due i punti da chiarire, in particolare: il presunto mancato rispetto della procedura di negoziazione e firma e la possibile violazione dei diritti umani.<br><br><img alt="&#x1f538;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/15.0/1f538/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Il voto<br>Negli ultimi giorni la Consulta ha poi ricevuto ulteriori documenti dalla parte ricorrente – oltre alle «memorie» difensive del governo – e dopo diverse ore di confronto, anche acceso, 5 giudici non muovono obiezioni all’accordo, gli altri 4 sì.&#8221;</em></p>
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		<title>Al di là di quella porta</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Dec 2023 10:28:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi è la giornata mondiale dei diritti umani. Per l&#8217;occasione pubblichiamo una rassegna, non esaustiva, degli articoli e dei servizi, radiofonici e televisivi, usciti in questi giorni che rilanciano la notizia dell’inchiesta aperta dalla&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/fin.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="810" height="810" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/fin.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17319" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/fin.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 810w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/fin-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/fin-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/fin-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/fin-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/fin-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<p>Oggi è la giornata mondiale dei diritti umani. Per l&#8217;occasione pubblichiamo una rassegna, non esaustiva, degli articoli e dei servizi, radiofonici e televisivi, usciti in questi giorni che rilanciano la notizia dell’inchiesta aperta dalla Procura di Milano sul CPR di Corelli.</p>



<p>Un’inchiesta fondata su molti elementi già descritti nel dossier&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQbkIj?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">‘Al di là di quella porta’&nbsp;</a>realizzato dal Naga&nbsp;in collaborazione con la rete&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQblIt?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mai più lager – NO ai CPR</a>&nbsp;.</p>



<p>Esprimiamo&nbsp;la nostra soddisfazione per quanto accaduto e aggiungiamo l’auspicio che la luce che ha squarciato l’opacità del centro milanese contribuisca, innanzitutto, alla sua chiusura e, subito dopo, a quella di tutti gli altri CPR italiani.</p>



<p>Luoghi che andrebbero chiusi a prescindere da episodi di malagestione perché è lo stesso istituto della detenzione amministrativa che andrebbe abolito.</p>



<p>A maggior ragione quando viene attuato su base discriminatoria perché destinato ai soli cittadini stranieri.</p>



<p>*L’articolo di Fanpage:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQbmID?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui&nbsp;</a></p>



<p>*Il servizio video di Fanpage:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQb0Dt?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui</a></p>



<p>*L’articolo di Il Giorno:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQb1DD?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui&nbsp;&nbsp;</a></p>



<p>*L’articolo di Il Fatto Quotidiano:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQb2Jt?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui</a>&nbsp;</p>



<p>* L’articolo di&nbsp;Altreconomia:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQb3JD?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui&nbsp;</a></p>



<p>* L’articolo di&nbsp;Sky tg24:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQb4HN?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui</a>&nbsp;</p>



<p>* Gli articoli di&nbsp;Corriere della Sera:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQb5Gj?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQbkZQb?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a></p>



<p>* L’articolo di&nbsp;la Repubblica:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQbkZGf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui</a></p>



<p>* Il servizio del GR di&nbsp;Radio Popolare&nbsp;dal minuto 19:01:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQbkZwt?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui</a>&nbsp;</p>



<p>* Il servizio del&nbsp;TG LA7&nbsp;dal minuto 19:30:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQbkZmx?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui</a></p>



<p>* Il servizio del&nbsp;Tg3&nbsp;dal minuto 25:30:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQbkAQ4?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui</a></p>
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		<title>Non solo naufragi, anche detenzioni disumane</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Mar 2023 10:16:22 +0000</pubDate>
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<p>(da noaicpr e naga.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/terapia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/terapia-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16884" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/terapia-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/terapia-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/terapia-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/terapia-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/terapia-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/terapia-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/terapia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Le immagini andate in onda su Striscia la Notizia lo scorso 20 gennaio, provenienti dal centro di permanenza per il rimpatrio di Palazzo San Gervasio (Potenza), aprono uno spiraglio sugli abusi e sulle violazioni dei diritti e della stessa dignità umana che purtroppo si ripetono tutto il giorno, tutti i giorni, in tutti i CPR di Italia, sistematicamente, da quasi 25 anni.</p>



<p><br>&#8220;<em>No, non si tratta di Guantanamo e non si tratta neanche di una prigione&#8221;</em>, ma ci assomiglia parecchio, come si nota nel servizio, ed è chiamato proprio &#8220;La Guantanamo d&#8217;Italia&#8221; quel CPR al confine tra Basilicata e Puglia.</p>



<p><br><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f4a5;" src="https://ci6.googleusercontent.com/proxy/GuPqR6TFq6w1AbbKvKD1yCdbm2w9gS7uGOeT58io830ew5aqav6piSkH-3t7TqF-zbwkGyJzqet0N0UEgUS3PGctZLZlHzqCyVlOEsh2t9XRJ1MWCGEv=s0-d-e1-ft#https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t99/1.5/16/1f4a5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Il centro &#8211; è bene che a Milano lo si tenga ben presente &#8211; è gestito dalla stessa società del CPR di Milano, Martinina S.r.l. (già Engel S.r.l.), che ha da poco ottenuto dalla Prefettura il rinnovo dell&#8217;appalto.</p>



<p><br>Da questa società dipendono direttore, operatori e personale, anche sanitario interni alla struttura Palazzo San Gervasio come di Milano, dove si consumano gli abusi e le gravi violazioni, anche del diritto alla salute, che vi raccontiamo tutti i giorni, oggetto dei report-denuncia dello scorso luglio al quale abbiamo collaborato dopo un accesso a sorpresa <img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f449;" src="https://ci4.googleusercontent.com/proxy/fSiPOWJuynUnpjw-D_ussC9gPKWFZDLS6m9z1vQamzMBfNQbPbVslDVX_YDjpUiEPHH_gSZpH56789EGQIpWDKWJPVgirKM-06TYocELNZYXKNIXwW8L=s0-d-e1-ft#https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/taa/1.5/16/1f449.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fbit.ly%2F3RIqGUY%3Ffbclid%3DIwAR0OGkCFFQU0-L7A2HUJs8uD_Sb8J5pR-eo6Zj1T4V0Cs9XOZnK8rQRt3-g&amp;h=AT0lK7VPoNjcGY4mv-i7t_umHEdS5x3vKxBqc3NfsNSSJAhbN0830tIBaxmhgkLrWDTZkJy_vwUvkRgY46Ej1YOZ7-rCN2VuY-BRkYxPRY5RiUraRHFXnZ7TtOlDOO9Xxg&amp;__tn__=-UK&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bit.ly/3RIqGUY</a></p>



<p><br>Nel servizio, il primo e più interessante di due sul tema, compaiono anche due attivist* della nostra Rete, intervistat* durante la mobilitazione &#8220;Sconfiniamo&#8221;&#8221; dello scorso 18 dicembre a Milano.<br>Dopo la spiegazione del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, che illustra come in quei luoghi vengano trattenute persone &#8220;amministrativamente irregolari&#8221; perché arrivate senza documenti, o con premesso scaduto o perso per aver perso il lavoro, tutti insieme ad altri usciti dal carcere dopo avere espiato la propria pena, si passa alle immagini delle celle.<br>Ogni stanza ospita 4 persone in 25 mq e un bagno senza la porta e tutto lo scarno arredamento è in cemento; l&#8217;unico collegamento con l&#8217;esterno è una gabbia che si affaccia sul cortile del CPR di Palazzo San Gervasio, mentre non esistono aree comuni. <em>&#8220;Non dovrebbe essere un carcere ma ci assomiglia parecchio</em>&#8220;, dice la giornalista prima di mostrare persone accompagnate nel centro trascinate legate con con fascette di contenzione ai polsi.<br>Ma, come dicevamo, lo &#8220;scoop&#8221; del servizio è qualcosa che invece è tutt&#8217;altro che straordinario, per chi conosce la realtà.<br>Straordinario, piuttosto, è che siano uscite queste riprese dal centro, nel quale vengono sequestrati i cellulari ai trattenuti e ogni ripresa è vietata.</p>



<p><br>Finalmente le denunce di tanti anni prendono forma visibile.</p>



<p><br><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x26a1;" src="https://ci6.googleusercontent.com/proxy/yZs_FrColvb7xtne2DeFIcFseCp88trJkK_8qLdD5C_Q7JSJibMHsjotioN09BqUr3vU_Ogj8W8fkyG_YrVxfJeMSDgLJe9sKIjRAWyTebV8UbLOBiQ=s0-d-e1-ft#https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/te4/1.5/16/26a1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Dopo la nostra attivista, che rappresenta lo smodato utilizzo di psicofarmaci (Rivotril), utilizzato per tenere sedati ragazzi giovani e forti, abbandonati a loro stessi, al fine di prevenire giuste e legittime proteste, la conferma di quanto detto viene dalle immagini riprese dall&#8217;ambulatorio del CPR di Palazzo San Gervasio.</p>



<p><br><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f4a5;" src="https://ci6.googleusercontent.com/proxy/GuPqR6TFq6w1AbbKvKD1yCdbm2w9gS7uGOeT58io830ew5aqav6piSkH-3t7TqF-zbwkGyJzqet0N0UEgUS3PGctZLZlHzqCyVlOEsh2t9XRJ1MWCGEv=s0-d-e1-ft#https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t99/1.5/16/1f4a5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f4a5;" src="https://ci6.googleusercontent.com/proxy/GuPqR6TFq6w1AbbKvKD1yCdbm2w9gS7uGOeT58io830ew5aqav6piSkH-3t7TqF-zbwkGyJzqet0N0UEgUS3PGctZLZlHzqCyVlOEsh2t9XRJ1MWCGEv=s0-d-e1-ft#https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t99/1.5/16/1f4a5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Si distingue un migrante seduto su un lettino circondato dalle forze dell&#8217;ordine, legato, cui viene somministrata quella che viene chiamata &#8220;la terapia&#8221;, con la minaccia che altrimenti non sarà slegato: un potente cocktail di sedativi.</p>



<p><br><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f4a5;" src="https://ci6.googleusercontent.com/proxy/GuPqR6TFq6w1AbbKvKD1yCdbm2w9gS7uGOeT58io830ew5aqav6piSkH-3t7TqF-zbwkGyJzqet0N0UEgUS3PGctZLZlHzqCyVlOEsh2t9XRJ1MWCGEv=s0-d-e1-ft#https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t99/1.5/16/1f4a5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">&#8220;<em>Prendi la terapia! Io parlo una volta&#8221; Prendi la terapia e io ti slego. Se non prendi la terapia, rimani così</em>&#8221; , urla un addetto del personale sanitario.<img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f4a5;" src="https://ci6.googleusercontent.com/proxy/GuPqR6TFq6w1AbbKvKD1yCdbm2w9gS7uGOeT58io830ew5aqav6piSkH-3t7TqF-zbwkGyJzqet0N0UEgUS3PGctZLZlHzqCyVlOEsh2t9XRJ1MWCGEv=s0-d-e1-ft#https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t99/1.5/16/1f4a5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"></p>



<p><br><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f4a5;" src="https://ci6.googleusercontent.com/proxy/GuPqR6TFq6w1AbbKvKD1yCdbm2w9gS7uGOeT58io830ew5aqav6piSkH-3t7TqF-zbwkGyJzqet0N0UEgUS3PGctZLZlHzqCyVlOEsh2t9XRJ1MWCGEv=s0-d-e1-ft#https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t99/1.5/16/1f4a5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">&#8220;<em>C&#8217;è tutto: c&#8217;è il Rivotril, c&#8217;è il Tavor, c&#8217;è il Talofen</em>&#8220;</p>



<p><br><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f4a5;" src="https://ci6.googleusercontent.com/proxy/GuPqR6TFq6w1AbbKvKD1yCdbm2w9gS7uGOeT58io830ew5aqav6piSkH-3t7TqF-zbwkGyJzqet0N0UEgUS3PGctZLZlHzqCyVlOEsh2t9XRJ1MWCGEv=s0-d-e1-ft#https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t99/1.5/16/1f4a5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">La persona legata appare imboccata a forza: &#8220;<em>ingoia, ingoia!</em>&#8221; e poi un beffardo &#8220;<em>Aah! Aah!</em>&#8221; ad invitare ad aprire la bocca per dimostrare di avere inghiottito tutto.</p>



<p><br>Già la presenza di agenti (molti agenti) nel corso di una visita medica &#8211; se così si può chiamare &#8211; è assolutamente illegittima. Ma questo video è una &#8220;summa&#8221; di abusi e violazioni di diritti e della stessa dignità della persona umana, che è difficile elencare tutti gli illeciti consumati, a danno di persone innocenti affidate allo Stato, e da questi rinchiuse in gabbie solo perchè nate in certe nazioni &#8220;sbagliate&#8221;<br>E&#8217; da 25 anni che i CPR esistono ed hanno contato più di 30 morti &#8211; come racconta uno di noi durante l&#8217;intervista &#8211; L&#8217;ultimo, si ricorda nel servizio, è del 19 dicembre scorso, quando un ragazzo marocchino è morto nel CPR di Brindisi Restinco asfissiato per un incendio appiccato a seguito di una protesta.</p>



<p><br><strong>Qui il nostro post con il video, che vi chiediamo di condividere</strong>: <a href="https://www.facebook.com/NoaiCPR/videos/1579960742416857?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;PRENDI LA TERAPIA E TI SLEGO&#8221;</a></p>
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		<title>A Gradisca si muore: sappiamo chi è Stato</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/09/03/a-gradisca-si-muore-sappiamo-chi-e-stato/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Sep 2022 16:27:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Da nocpr.it) Due giorni fa, il 31 agosto 2022, un ventottenne pakistano del quale non sappiamo il nome si è ammazzato nel Cpr di Gradisca d’Isonzo. Era entrato un’ora prima. Si è ammazzato in&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/cpr.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="720" height="509" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/cpr.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16585" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/cpr.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/cpr-300x212.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></figure>



<p>(Da nocpr.it)</p>



<p></p>



<p>Due giorni fa, il 31 agosto 2022, un ventottenne pakistano del quale non sappiamo il nome si è ammazzato nel Cpr di Gradisca d’Isonzo. Era entrato un’ora prima.</p>



<p>Si è ammazzato in camera; l’hanno trovato i suoi compagni di reclusione.</p>



<p><strong>Voci da dietro al muro</strong></p>



<p>Da dietro le mura del CPR ci gridano che il ragazzo pakistano «ha fatto la corda» subito dopo l’incontro con il Giudice di pace di Gorizia che aveva confermato la sua permanenza nel centro per tre mesi. Ci chiedono di dire che si è ucciso dalla disperazione per quella scelta sulla sua vita. Ci dicono che era nella zona blu, dove tolgono i telefoni e dove vanno le persone appena entrate. I detenuti ci dicono che gli operatori del centro tengono loro nascosto il nome del ragazzo, nonostante le loro richieste.</p>



<p>Ci raccontano che molti, dopo le udienze con il Giudice di pace, si sentono male e altri hanno provato a impiccarsi, salvati poi dai compagni di stanza. Raccontano che in quei momenti si sta molto male e si perde la testa. Ci raccontano che è peggio di qualsiasi carcere e che nel cibo vengono messi psicofarmaci. Ci chiedono che parlamentari e giornalisti raccontino quello che succede realmente nei CPR ed entrino.</p>



<p>Chi ci parla ci dice di temere per la sua incolumità per quello che ci sta raccontando. Ci dice che si sta esponendo per tutti ma che i militari lo stanno guardando. Ci fornisce il suo nome e indirizzo perché teme per la sua vita, per il solo fatto di raccontare quello che succede. E noi lo sappiamo bene, ricordiamo come fosse ieri le deportazioni seriali e il sequestro immediato dei telefoni di tutti i detenuti che avevano testimoniato la notte della morte di Vakhtang.</p>



<p>Qui di seguito pubblichiamo due dei molti video ricevuti da dentro: un video a riguardo è stato pubblicato anche ieri da LasciateCIEntrare. Video Player</p>



<p><video width="352" height="640" preload="metadata" src="https://nofrontierefvg.noblogs.org/files/2022/09/settembre-1-Copia.mp4?_=1&utm_source=rss&utm_medium=rss">00:0000:46Video Player</video></p>



<p><video width="368" height="656" preload="metadata" src="https://nofrontierefvg.noblogs.org/files/2022/09/settembre-2-Copia.mp4?_=2&utm_source=rss&utm_medium=rss">00:0000:00</p>



<p><strong>Repressione della solidarietà (con pistola puntata)</strong></p>



<p>La sera del primo settembre, alcuni solidali sono passati davanti al Cpr per mostrare solidarietà ai reclusi e ascoltare le loro voci sulla morte del ragazzo pakistano. Mentre stavano lì,&nbsp;è arrivata una volante dei carabinieri, chiamata dal personale del Cpr insospettito dalla presenza di alcune persone fuori da quelle mura.&nbsp;</p>



<p>Da una delle volanti, è uscito un carabiniere che ha cominciato a correre, non molto velocemente, puntando la pistola contro uno dei solidali.&nbsp;Le persone sono state perquisite e i cellulari sequestrati momentaneamente. Dopo un po’ di tempo, i solidali sono stati portati in caserma per essere identificati, dove hanno avuto la convalida del fermo di dodici ore.&nbsp;In caserma, uno dei solidali è stato costretto a una perquisizione integrale e a spogliarsi completamente.</p>



<p>L’esistenza del Cpr necessita del silenzio: la sola presenza di qualcuno nelle sue vicinanze origina sospetto e si tramuta in fermi, perquisizioni e, come successe ad altri solidali nel 2019, fogli di via dal territorio comunale. Il Cpr è istituzionalmente un luogo del quale bisogna ignorare l’esistenza, anche nei giorni in cui ammazza qualcuno.&nbsp;</p>



<p>La violenza dell’arma puntata non ha alcuna giustificazione: la reazione poliziesca spropositata di fronte a un ragazzo bianco che non stava commettendo nessun reato ci interroga su quale sia il livello di soprusi al quale sono costrette ogni giorno le persone che non hanno la tutela della cittadinanza. Gli abusi di potere e la violenza razzista istituzionale tengono in piedi i Cpr ogni giorno.</p>



<p><strong>Il commento indegno della garante</strong></p>



<p>La Garante per i diritti delle persone recluse del comune di Gradisca, Giovanna Corbatto, commenta sul&nbsp;<a href="https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2022/09/01/news/migrantesi_toglie_la_vita_al_centro_per_i_rimpatri_digradisca_era_entrato_da_solo_unora_nella_struttura-8118665?utm_source=rss&utm_medium=rss">Messaggero veneto</a>: «Non sappiamo se e quali fantasmi si portasse dietro, se la sua drammatica decisione sia stata pianificata o improvvisata, se avesse patologie. Avendo trascorso solo un’ora al Cpr sarei prudente nel citare le condizioni di vita all’interno come causa o concausa di un gesto così estremo».</p>



<p>Il meccanismo messo in atto da Corbatto è quello della colpevolizzazione della vittima (<em>victim blaming</em>): di fronte a un ragazzo che si è ammazzato dentro una struttura sulla decenza della quale lei stessa dovrebbe sorvegliare, Corbatto si rifiuta di riconoscere le responsabilità istituzionali e dà letteralmente la colpa alla vittima.</p>



<p>Il Cpr è uno spazio letale: si tratta di un dato innegabile, confermato dal susseguirsi delle morti. Chi muore lì dentro, in qualunque modo muoia, è un morto istituzionale, cioè un morto di Stato.</p>



<p><strong>Quasi tre anni di un luogo letale</strong></p>



<p>Nel lager di Gradisca d’Isonzo, sono già morte troppe persone.</p>



<p>07/12/2021:&nbsp;<strong>Ezzeddine Anani</strong>, uomo marocchino di 41 anni, si toglie la vita nella cella in cui era recluso in isolamento per quarantena Covid.</p>



<p>14/07/2020:&nbsp;<strong>Orgest Turia</strong>&nbsp;muore in seguito a un’overdose e un suo compagno di stanza scampa alla stessa sorte. Mentre il prefetto di Gorizia Marchesiello dice che tutto va bene, dapprima la stampa locale diffonde la voce di una nuova morte per rissa, poi la sindaca Tomasinsig e rappresentanti della polizia ripropongono la narrazione infame dei detenuti tossici e dello spaccio di sostanze all’insaputa dei carcerieri. In realtà, Turia non è tossicodipendente, è un uomo di origini albanesi portato in Cpr perché trovato senza passaporto.</p>



<p>18/01/2020:&nbsp;<strong>Vakhtang Enukidze</strong>, cittadino georgiano trentottenne, viene ammazzato, secondo i testimoni, dalle botte ricevute dalle guardie armate della struttura. A seguito della sua morte tutti i testimoni vengono deportati, i loro cellulari sequestrati, la famiglia di Vakhtang Enukidze in Georgia subisce forti pressioni per non prendere parte a un processo penale e, ad oggi, non è stato comunicato alcun esito ufficiale dell’autopsia sul corpo.</p>



<p>30/04/2014:&nbsp;<strong>Majid el Khodra</strong>&nbsp;muore in ospedale a Trieste, dopo mesi di coma, dopo una caduta dal tetto dell’allora Cie di Gradisca, ad agosto dell’anno precedente. Ai suoi familiari viene negata per mesi la possibilità di vederlo. Dopo la sua morte, il Cie chiude, per riaprire qualche anno dopo con il nuovo nome di Cpr.</p>



<p>L’elenco dei nomi delle persone morte dentro il Cpr ci ricorda che ad ammazzare non sono mai «i fantasmi»: sono le leggi, le istituzioni, i rappresentati razzisti dello Stato. L’elenco dei nomi delle persone morte dentro il Cpr ci dice che quel posto, che è stato voluto da tutti i governi, non è riformabile. Ci richiama a mobilitarci perché, se il Cpr continuerà a esistere, la gente continuerà a morirci dentro.</p>



<p><strong>Migrant lives matter.</strong></p>
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		<title>&#8220;Luoghi idonei&#8221; a violare la dignità e deportazioni a mani legate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2021 08:12:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(da nocpr.it) &#8220;LUOGHI IDONEI&#8221; A VIOLARE LA DIGNITA&#8217; E DEPORTAZIONI A MANI LEGATE E&#8217; stato reso pubblico sul sito del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale il &#8220;Rapporto tematico sulle&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>(da nocpr.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="945" height="937" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/luo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15779" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/luo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 945w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/luo-300x297.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/luo-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/luo-768x761.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/luo-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w" sizes="(max-width: 945px) 100vw, 945px" /></figure>



<p></p>



<p>&#8220;LUOGHI IDONEI&#8221; A VIOLARE LA DIGNITA&#8217; E DEPORTAZIONI A MANI LEGATE</p>



<p>E&#8217; stato reso pubblico sul sito del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale il &#8220;Rapporto tematico sulle visite alle strutture diverse e idonee utilizzate dall&#8217;autorità di pubblica sicurezza per il trattenimento della persona straniera ai sensi dell&#8217;articolo 13, comma 5 bis TUI&#8221;.<br><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f447;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t4f/1/16/1f447.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><br><a href="https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/gnpl/it/dettaglio_contenuto.page?contentId=CNG12254&amp;modelId=10019&amp;fbclid=IwAR1fBhIq6dYxeMpbM2rtbq_NIZtw_NQmHqOiPLvkUvr-JZSmMfOtV_-pHsU&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/&#8230;/dettagl&#8230;?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f4a5;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t40/1/16/1f4a5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Perché sì, se esiste in Italia, per chi viene trovato privo del permesso di soggiorno, qualcosa di peggio che i CPR, allora sono i &#8220;luoghi idonei&#8221;: luoghi &#8220;dematerializzati&#8221;, in cui allo stato qualcuno decide discrezionalmente che essi possano essere rinchiusi, in alternativa al CPR. Luoghi in totale balia delle forze dell&#8217;ordine e senza controllo e possibilità di monitoraggio, perché neppure si sa dove siano.&nbsp;<img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f4a5;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t40/1/16/1f4a5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Sono stati introdotti dal c.d. &#8220;decreto sicurezza Salvini&#8221; che anche su questo punto non è stato modificato dalla attuale ministra.</p>



<p>Il Garante ne ha visitati in tre questure diverse (Parma, Bologna e Trieste), ed il risultato è quel che si temeva, che in sintesi vi riportiamo di seguito.</p>



<p>A questo rapporto ha risposto il Ministero dell&#8217;Interno con una relazione che trovate alla stessa pagina, con rassicurazioni di circostanza, approfittando anche per rispondere a (meglio dire &#8220;cercare di giustificare senza riuscirci&#8221;, se non &#8220;ammettere&#8221;) i rilievi di altro rapporto del Garante relativo alle criticità emerse nel corso delle operazioni di rimpatrio, per l&#8217;abuso delle modalità coercitive (si ricorda che oltretutto si tratta di persone che non hanno commesso reati).</p>



<p>Anche di questa risposta riportiamo più avanti i punti salienti.</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f534;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t6e/1/16/1f534.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">&nbsp;I &#8220;non luoghi&#8221;, i porti franchi dal diritto, i posti dove si fa eccezione ai diritti fondamentali, sono molti più di quelli che si possa pensare (oltre ai &#8220;luoghi idonei&#8221;: hotspot, navi quarantena, zone sterili degli aeroporti) ed i CPR ne costituiscono solo &#8220;la punta dell&#8217;iceberg&#8221;, la parte più evidente, benché restino inaccessibili.<img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f4a5;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t40/1/16/1f4a5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">E&#8217; una questione di inammissibili &#8220;deroghe&#8221; sui diritti umani che riguarda tutte e tutti e non solo le persone migranti!</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f536;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t70/1/16/1f536.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">&nbsp;IL RAPPORTO DEL GARANTE SUI &#8220;LUOGHI IDONEI&#8221;</p>



<p>&#8220;La possibilità di utilizzare «strutture diverse [dai Centri di cui all’articolo 14] e idonee nella<br>disponibilità dell&#8217;Autorità di pubblica sicurezza e locali idonei presso l’ufficio di frontiera interessato» per trattenere temporaneamente lo straniero espulso destinatario di un provvedimento di accompagnamento alla frontiera è stata introdotta con il decreto-legge 4 ottobre 2018 n. 1131.</p>



<p>Fin da subito il Garante nazionale, con il parere espresso nell’ambito dell’iter di conversione dell’atto governativo, ha rilevato che la fattispecie detentiva sollevava numerosi profili di criticità relativi, in particolare, all’assenza esplicita di una disciplina delle condizioni di trattenimento e alla formulazione eccessivamente generica della norma, che oltre a non individuare in maniera puntuale i nuovi luoghi di privazione della libertà, rinvia a una vaga nozione di ‘idoneità’ per la loro determinazione. (&#8230;)</p>



<p>Si fa diretto riferimento alle strutture diverse e idonee utilizzabili dall’Autorità di Pubblica<br>sicurezza per il trattenimento del cittadino straniero fino all’udienza di convalida, ma le considerazioni espresse sono<br>ugualmente riferibili, ove compatibili, ai locali idonei presso l&#8217;Ufficio di frontiera ove, sempre ai sensi dell’articolo 13, comma 5-bis T.U. Imm., la persona straniera può essere trattenuta sino all&#8217;esecuzione dell&#8217;effettivo allontanamento e<br>comunque non oltre le quarantotto ore successive all&#8217;udienza di convalida. (&#8230;)</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">I locali individuati dalle Questure di Parma e Bologna consistono in due ampie stanze situate al pianterreno simili tra loro e sotto molteplici aspetti non conformi alla normativa e agli standard di settore. (&#8230;)</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Gli ambienti sono completamente vuoti e come unico elemento di arredo hanno una panca in muratura (Parma) o metallo (Bologna) lungo una delle pareti, che funge sia da seduta che da giaciglio per il riposo notturno. Anche solo valutando tale aspetto, appare difficile considerare tali locali come rispondenti ad «adeguati requisiti igienico-sanitari e abitativi», anche in considerazione dello stato di ammaloramento e di<br>sporcizia delle pareti. Fatte salve le coperte, nessun ulteriore materiale, come effetti letterecci e materasso, viene fornito per il pernottamento. Tale parametro deve, peraltro, essere considerato anche a tutela delle persone fermate a fini identificativi nei casi in cui siano costrette a trascorrere la notte in Questura.</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Risultano, altresì, completamente assenti tavoli e sedute per la consumazione dei pasti; i bagni (privi di doccia) sono esterni, fruibili pertanto solo con l’intervento del personale di Polizia.</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Un ulteriore disallineamento dagli standard internazionali è rappresentato dall’assenza di un pulsante di chiamata azionabile dall’interno per eventuali necessità.</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">I locali sono, tuttavia, videosorvegliati sia attraverso telecamere interne ai locali, sia tramite una telecamera posta in corridoio. Nei locali della Questura di Bologna, inoltre, le persone sono sottoposte a una continua sorveglianza a vista<br>da parte del personale situato nel locale adiacente: le stanze hanno infatti una parete a vetro che consente una visione completa dell’ambiente da parte di chi si trovi nella sala di controllo contigua posta tra le due stanze. Nel caso di contestuale utilizzo dei due locali disponibili, una simile configurazione determina, pertanto, una violazione della privacy delle persone trattenute, particolarmente grave nel caso di permanenza di cittadini stranieri di sesso diverso, che possono vedersi attraverso le pareti divisorie in vetro.</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Secondo quanto riferito, la capienza massima per stanza è pari a due persone, ma dalla disamina dei registri è emersa in qualche caso la presenza complessiva contemporanea, tra i due locali, di cinque persone.</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Nello specifico, a Parma e Bologna particolarmente critica è apparsa la prassi di trattenere all’ingresso il telefono personale della persona interessata. All’interno dei locali di trattenimento il cittadino straniero non<br>ha pertanto alcuna possibilità di esercizio della libertà di corrispondenza telefonica con l’esterno prevista dalla legge. A Bologna è stato assicurato che, in caso di richiesta, il dispositivo personale viene riconsegnato per il temporaneo utilizzo, anche se, come è stato fatto notare nel corso della visita, la mancanza di una specifica informativa rispetto a tale possibilità ne vanifica di fatto l’esercizio. (&#8230;)</p>



<p><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f538;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t72/1/16/1f538.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Trattandosi di stanze multifunzionali, utilizzate sia in caso di fermo identificativo che di esecuzione di<br>espulsione, non tutte le collocazioni sono sottoposte a convalida dell’Autorità giudiziaria..<br>Anche nell’ipotesi di trattenimento a fini espulsivi il vaglio dell’Autorità giudiziaria nel corso delle visite è risultato, tuttavia, talvolta omesso (&#8230;) Quand’anche presente, comunque, il vaglio del Giudice della convalida negli atti consultati è apparso essenzialmente ristretto a un’attività meramente cartolare, priva di iniziativa istruttoria. (&#8230; )I casi esaminati rilevano come lo strumento sia utilizzato con estrema flessibilità dall’Autorità di Pubblica Sicurezza per rispondere a esigenze restrittive determinate da necessità di carattere organizzativo e come talvolta il coinvolgimento dell’Autorità giudiziaria sia particolarmente carente. (&#8230;)&#8221;<br><img loading="lazy" height="16" width="16" alt="&#x1f447;" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t4f/1/16/1f447.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><br><a href="https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/gnpl/resources/cms/documents/7bee01431139e97f902fe931e0fdb355.pdf?fbclid=IwAR3MRILplwfbMvj9Jmg6ib9uIMnEn2pSDrk-k8DRx_i1hFDlgiw9tkFlpCM&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/&#8230;/7bee014&#8230;?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>#NOCPR. Apertura del CPR a Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2020 07:27:16 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="600" height="503" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/83043674_634401307131379_7759105372253585408_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14675" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/83043674_634401307131379_7759105372253585408_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/83043674_634401307131379_7759105372253585408_o-300x252.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>



<p>Dopo i recenti casi di morte all’interno di vari CPR italiani, il comitato #NOCPR ha intervistato Alda Re di <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.lasciatecientrare.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">LasciateCIEntrare</a> per cercare di capire un mondo che raramente riceve l’attenzione dei media.</p>



<p>(A Milano è stato aperto un nuovo CPR!)</p>



<p>Dopo la realizzazione di quest’intervista, è morto a Gradisca d’Isonzo, CPR aperto di recente, un migrante georgiano, le testimonianze sono inquietanti, speriamo che si giunga ad accertare davvero le cause della tragedia.</p>



<p>I CPR (Centri di permanenza per il rimpatrio) sono luoghi nei quali vengono tenuti i migranti, le cui richieste d’asilo non sono state accolte, in attesa di essere rimpatriati nei paesi d’origine.</p>



<p>Il governo prevede di aprire altri CPR.</p>



<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="&quot;Il CPR è un buco nero, intervista ad Alda Re di LasciateCIEntrare" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/qqdDkt56LRI?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>



<p>A Torino si terrà un presidio di tre giorni, dal&nbsp; 31 gennaio al 2 febbraio:&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/events/3810520298961835/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.facebook.com/events/3810520298961835/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><strong>Parliamo del ragazzo che è morto a luglio</strong>&nbsp;</p>



<p>Faisal, bengalese, è stato trovato morto il mattino del 9 luglio.&nbsp;</p>



<p>Aveva 32 anni ed era in questa zona che nel CPR si definisce ospedaletto; in realtà dietro il nome si mistifica una parvenza di zona dedicata alla medicina, ma di medico non c’è niente anzi non esiste neanche una presenza fissa né di infermieri né di medici.&nbsp;</p>



<p>Qui non c’è proprio quel tipo di servizio; è una zona che normalmente è deputata all’isolamento, anche se l’isolamento non è previsto per legge nel CPR perché il CPR non dovrebbe essere una carcerazione, dovrebbe essere un luogo di trattenimento in attesa dell’espulsione.</p>



<p>In realtà è peggio di un carcere perché non è normato ed ogni CPR viene gestito da compagnie private: qui a Torino c’è la GEPSA che oltre al CPR di Torino gestisce 11 carceri private sul territorio europeo.&nbsp;</p>



<p>Faisal è stato trovato il 9 mattino morto nel suo letto; alcune testimonianze raccontano che durante la notte lui avesse chiesto aiuto, ma non è stato riferito a nessuno, le guardie non si sono mosse, non c’era il medico presente nella struttura.&nbsp;</p>



<p>Morto di? Morte, perché nel CPR si muore perché si muore non ci sono cause.&nbsp;</p>



<p>Ovviamente parliamo di soggetti relativamente giovani ed in salute come l’ultimo morto di quattro giorni fa al CPR di Caltanissetta che aveva 34 anni.</p>



<p>Quindi il 9 luglio i suoi compagni lo trovano e circola questa mail che dimostra che già da giorni erano stati chiamati il 118 ed allertata la prefettura sulla presenza di soggetti che stavano male fisicamente e chiedevano supporto medico; questo supporto medico non è arrivato. La notizia arriva ai media che normalmente non si occupano dei CPR.</p>



<p><strong>Chi supervisiona i CPR dal punto di vista delle istituzioni?</strong></p>



<p>Il prefetto è deputato alla supervisione del CPR e normalmente rifiuta ogni richiesta di ingresso per problemi di ordine pubblico.</p>



<p>Neanche le ambulanze entrano e dentro il CPR ci sono svariati problemi sanitari: atti di autolesionismo perché la gente crolla, casi di persone che sono entrate dentro con il cancro o in cura per AIDS o in cura per tossicodipendenza costrette a sospendere le cure.</p>



<p>Quest’estate una persona completamente disabile che non era in grado di stare in piedi doveva essere legato dai suoi compagni di detenzione per accedere ai servizi igienici del CPR che sono tutte turche, fra l’altro le persone che fanno parte di categorie vulnerabili, per legge, non dovrebbero entrare nei CPR</p>



<p><strong>Secondo fonti di stampa, un’altissima percentuale delle persone chiuse nei CPR hanno commesso reati di tipo sessuale</strong></p>



<p>Falso, falso, completamente falso.&nbsp; L’internamento nel CPR, che non a caso si chiama centro per i rimpatri, è previsto prevalentemente per le persone che vivono in strada senza la legittimità di un documento quindi non possiedono un permesso di soggiorno, né sono riconosciuti come rifugiati o sotto protezione internazionale.&nbsp;</p>



<p>Una minima parte di loro arrivano dal carcere e non è mai stato fatto nessun tipo di controllo ISTAT su chi arrivi dal carcere, perché chiunque sia finito in carcere senza documenti per aver commesso un reato, anche dopo un lungo periodo di carcerazione, fa automaticamente un passaggio al CPR dove ha tempi di detenzione completamente diversi da quelli normali.&nbsp;</p>



<p>La maggior parte di chi arriva al CPR dal carcere è stato condannato per piccolo spaccio,&nbsp; furto, ma sono assolutamente una minima parte e tra l’altro per questi soggetti, che vengono falsamente dichiarati pericolosi, non è previsto nemmeno il rimpatrio.</p>



<p>Ripeto, non c’è nessuna stima che dia un’idea di chi arriva al CPR dal carcere,&nbsp; sono in assoluta minoranza rispetto ai numeri generali; tantomeno esistono dati sul tipo di reati contestati a questa minoranza: i dati che citi sono ovviamente un opera di disinformazione per annullare l’empatia che si può provare nei confronti di questi soggetti&nbsp;</p>



<p>Tra l’altro la mistificazione agisce anche ad un altro livello, perché proprio quelli su cui si vuole costruire l’idea del soggetto migrante pericoloso sono gli unici che non verranno rimpatriati; se tu arrivi dal carcere puoi stare al massimo 45 giorni detenuto nel CPR e quei 45 giorni non bastano a fare tutti i passaggi burocratici necessari al rimpatrio.&nbsp;</p>



<p>Questi soggetti, su cui si crea un allarmismo falso, sono gli unici che escono dal CPR con le proprie gambe, gli altri che vengono presi per strada e che per legge possono stare fino a 180 giorni nel CPR e che in realtà restano dentro proprio 180 giorni, vengono rimpatriati coercitivamente.</p>



<p>Questa è la realtà del CPR, una macchina che non è normata per cui ogni cooperativa o ente gestore decide cosa succede al proprio interno, ne dispone gli orari dei medici piuttosto che no; il medico è privato, non c’è nessuno aggancio tra i CPR e la sanità pubblica quindi non c’è neanche nessuna verifica; per esempio quando dicevo prima che all’interno del CPR ci entrano anche soggetti che magari la sanità pubblica prima ha trattato per una serie di patologie come il cancro, una volta entrati nel CPR interrompono tutte le terapie.</p>



<p><strong>I CPR italiani sono dati in gestione a strutture private?</strong></p>



<p>Assolutamente sì. Si fa una gara d’appalto al ribasso, chi vince la gara gestisce la struttura e lo Stato fornisce il servizio repressivo di controllo, all’interno del CPR ci sono sempre in contemporanea Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Forze Armate con un rapporto uno ad uno con i migranti “ospiti”.</p>



<p><strong>Siete una rete di attivisti che immagino monitori la situazione…</strong></p>



<p>Tenta di monitorare la situazione, nel senso che noi riusciamo a fare una buona comunicazione nei CPR come quello di Torino dove vengono lasciati i telefonini;&nbsp; la disposizione dell’ente gestore di Torino predispone che ogni migrante posso avere il proprio telefonino, ma gli spaccano la telecamera perché non vogliono che vengano filmate cose all’interno. L’ingegno delle persone ripara le telecamere quindi noi riusciamo ad avere un contatto quotidiano e a monitorare la situazione, ma non riusciamo a monitorare direttamente, perché la prefettura ci nega l’accesso, l’unica possibilità che abbiamo è quella di appoggiarci sui parlamentari.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>I parlamentari come figura istituzionale hanno il diritto alla misura ispettiva, si possono presentare davanti a qualsiasi istituzione e richiedere di visitarla; pochissimi parlamentari sono disponibili a farlo per i CPR.</p>



<p><strong>C’è una regia comune, come è stato ipotizzato, p</strong><strong>er recenti proteste che si sono verificate nei CPR italiani?</strong></p>



<p>Se per regia comune intendi che da fuori attivisti e militanti di vario genere siano riusciti a mettere d’accordo tutti i CPR affinché le rivolte scoppiassero in contemporanea, la risposta è No, è falso.&nbsp;</p>



<p>La regia comune sono i CPR stessi; in ogni CPR in Italia tutte le carenze che io posso dimostrare su Torino sono presenti in vario grado a seconda dell’argomento di cui parliamo: il cibo, l’assistenza medica, l’efficacia del rimpatrio, la violenza degli organi di controllo.&nbsp;</p>



<p>Questa è la regia comune: il CPR è veramente un pozzo nero in cui il degrado a cui vengono sottoposte queste persone è altissimo.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Parliamo di strutture che per lo più sono fatiscenti: quest’estate hanno fatto girare video in cui in un CPR durante un temporale estivo pioveva dal tetto e scorreva l’acqua sui fili elettrici nelle zone dove le persone dormono.&nbsp;</p>



<p>Nelle stanze quattro per quattro metri ci dormono normalmente sette persone con un bagno adiacente in cui non c’è neanche la porta di divisione e in quella stanza devono consumare anche i pasti, contravvenendo a tutte le norme igieniche.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>I pasti arrivano ovunque di bassissima qualità e ovunque sono insufficienti, non si può fare neanche un caffè, non c’è niente.&nbsp;</p>



<p>Quindi se di regia comune si può parlare è quella dello Stato che costruisce questi pozzi neri e mette le persone nella condizione di esplodere perché non hanno nessun altro modo di dimostrare la propria contrarietà a come vivono: se la società civile viene completamente espulsa loro come fanno a richiamare l’attenzione su di sé, come fanno a liberarsi da un gioco che li mette nella condizione di essere rimpatriati coercitivamente verso un luogo dove la maggior parte delle volte sono scappati e magari sono arrivati in Italia per pura fortuna perché sanno che moltissimi sono morti.</p>



<p><strong>Pochi giorni fa è morto un ragazzo a Caltanissetta che cosa ci puoi dire?</strong></p>



<p>E’ morto di morte. Non lo sappiamo come. La salma viene presa e portata, fuori ci sarà poi il medico legale che farà il suo lavoro.&nbsp; L’unico dato positivo rispetto a questo ragazzo è che siamo riusciti ad avvisare subito la sua famiglia perché invece nel caso di Faisal siamo riusciti ad avvisare la sua famiglia a dicembre mentre lui è morto a luglio.&nbsp;</p>



<p>I suoi compagni di sventura dicono che non stava bene, diceva di avere mal di stomaco ed era indebolito dalle condizioni di vita nel CPR: fai conto che nei primi due mesi di detenzione quasi tutti perdono almeno 10 kg di peso sia per lo stress che per colpa del cibo perché veramente è di bassissimo livello.&nbsp;</p>



<p>In un CPR il medico, come ti dicevo, è privato e non c’è sempre modo ottenerlo. Noi abbiamo denunciato vari casi di intervento sanitario tardivo o insufficiente: ad esempio un migrante tenta l’impiccagione, viene tirato giù dai compagni e visitato da un medico dopo tre ore che gli suggerisce di stare disteso per un po’. Un altro ingoia le pile e del detersivo, chiamiamo da fuori l’ambulanza che non arriva perchè non la fanno entrare, chiamiamo il centro anti-veleni che ci impone di portarlo immediatamente in ospedale, come se noi potessimo farlo. Il medico del CPR gli prescrive una purga e lo rimpatriano 4 giorni dopo con ancora tutto lo stomaco.</p>



<p>L’unica cosa che è uscita anche sui giornali perché è stata dichiarata in tribunale dal medico responsabile del CPR di Torino è l’abbondante utilizzo del Rivotril, un farmaco che viene utilizzato per trattare l’epilessia e che quindi combina nei propri effetti un calmante per la testa ed è un miorilassante.&nbsp;</p>



<p><strong>Quindi questo farmaco viene distribuito in maniera coatta…&nbsp;</strong></p>



<p>No, questo farmaco viene distribuito su richiesta solo che la pressione vitale dentro il CPR è molto alta e normalmente viene anche richiesto dalle persone, poi abbiamo avuto moltissime volte la denuncia del sospetto di utilizzo di questo farmaco all’interno dei pasti, pasti dopo i quali molti denunciano sonnolenza, addormentamento, il corpo che molla, sospetto che non si può provare non potendo analizzare il pasto.&nbsp;</p>



<p><strong>In un articolo sull’ultima manifestazione che c’è stata davanti al CPR di Torino i manifestanti sono stati etichettati come anarchici. L’attivismo che riguarda la situazione dei CPR è un attivismo formato da persone che possono essere a tuo parere etichettate come anarchici?</strong></p>



<p>Si, nel senso che questo argomento tocca veramente poca società civile: c’è una buona base anarchica che se ne occupa da sempre e una parte di attivisti che viene dal mondo dell’associazionismo.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>L’attività di denuncia sul CPR paga pegno alla mala informazione ed alla disinformazione perché su questo argomento si muovono veramente entrambe: dichiarare che 90% dei rinchiusi nel CPR sono detenuti per reati sessuali è falso e tu che lo scrivi lo sai che è falso e lo fai solo per rompere l’empatia; poi c’è la malainformazione cioè il fatto che del CPR banalmente non se ne parli mai e che quando se ne parla sembra quasi che sia una macchina che funziona, ma se si considera che, con tutti i soldi che si spendono per il sistema dei CPR, con tutte le vessazioni che si fanno patire alle persone, si rimpatriano una media di 150-200 persone al mese evidentemente i CPR non funzionano per quelli che sono dentro la macchina, il CPR funziona fuori perchè è una macchina con cui si controllano i grandi numeri: se io che sono un migrante arrivo sul territorio italiano, non mi viene riconosciuto nessun diritto, mi tocca accettare il lavoro nero e lo sfruttamento e soprattutto entro nelle pieghe sociali di chi scompare perché sennò devo iniziare il gioco dell’oca e ripartire da dove sono partito.</p>



<p>…</p>



<p>Una mattina normale al CPR si svolge così: la sveglia avviene come se fossimo in caserma, tutti di colpo sono messi in piedi e iniziano quelli che io definisco, senza temere di sbagliare, rastrellamenti perché quando tu vieni rimpatriato nessuno te lo comunica, non hai neanche modo di dirlo alla tua famiglia; al mattino ti svegli passano gli ispettori ti guardano, lo sguardo viene posato su di te,&nbsp; 1..2..3 viene spostato immediatamente in celle sotterranee da cui inizi ad aspettare qualche Charlie, così vengono definiti gli operatori civili della struttura, vada a recuperare le tue quattro cose, te le portano in cella e tu aspetti il blindato della polizia che ti trasporterà all’aeroporto, il cellulare ti è già stato tolto e tu non puoi avvisare nessuno.&nbsp;</p>



<p>Se arrivi in aeroporto sanguinante per gesti autolesionisti o per le botte dei tuoi accompagnatori il comandante dell’aereo può rifiutare di imbarcarti, ma vieni imbarcato sull’aereo dopo.</p>



<p>Questa è la condizione di sveglia del mattino.</p>



<p>Dopodiché si rientra nelle stanze da sette persone senza nessuna porta che divide dai servizi igienici e quindi la privacy è azzerata. Verso le 10 arriva una tazza di latte annacquato con due gocce di caffè e due biscotti ed una bottiglia da un litro d’acqua che dovrà bastare per tutta la giornata. Il resto della giornata passa nella più totale inattività.</p>



<p>Verso le 14 arriva il pranzo costituito da questi vassoietti di plastica con il cellophane sopra con una scadenza molto netta di poche ore perché in poco tempo diventa immangiabile.</p>
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