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	<title>nuoveschiavitù Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Oro Verde – il sapore amaro del kiwi</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jun 2024 09:16:00 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="805" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-1024x805.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17607" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-1024x805.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-300x236.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-768x603.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-1536x1207.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-7-a-2048x1609.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br>La mostra fotografica sullo sfruttamento degli indiani sikh di Latina</p>



<p><br>L’ingiusta morte di Satnam Singh, rimasto coinvolto in un terribile incidente sul lavoro in un’azienda agricola di borgo Santa Maria, nella periferia di Latina, senza venire portato subito in ospedale, ci ricorda la situazione precaria e di sfruttamento vissuta da migliaia di braccianti migranti in tutta Italia.</p>



<p>La fotogiornalista Stefania Prandi denuncia, con una mostra fotografica, lo sfruttamento dei braccianti indiani nell’area dell’Agro Pontino e il traffico di esseri umani dall’India all’Italia. Le foto sono state realizzate tra la provincia di Latina e il Punjab, nelle province di Jalandhar e Amritsar con interviste ai lavoratori e alle loro famiglie.<br>Non solo paghe da fame, contratti irregolari e la costante minaccia della violenza. C’è anche il ricatto senza fine legato al permesso di soggiorno.<br>I salari non superano mai sette euro l’ora, e tendenzialmente sono più bassi, con una media tra i cinque e i sei euro. Ben al di sotto dei circa nove euro lordi all’ora stabiliti dal contratto provinciale come paga base di un operaio agricolo. Frequente lo stratagemma lavoro nero e «grigio».<br>Ricorrono i licenziamenti immotivati, l’assenza di servizi igienici adeguati, le pause troppo brevi e la mancanza di dispositivi di protezione obbligatori, come guanti e mascherine.<br>La mostra indaga lo sfruttamento dei lavoratori indiani che si nasconde dietro la filiera dei kiwi.<br>L’Italia è il principale produttore europeo di kiwi e il terzo al mondo dopo Cina e Nuova Zelanda.<br>Nei filari è presente una percentuale significativa di indiani di religione sikh, provenienti dal Punjab.<br>Secondo i dati Inps, i braccianti indiani in provincia di Latina sono quasi 9.500, con più di un milione di giornate registrate nei contratti a tempo determinato. Marco Omizzolo, docente di Sociopolitologia delle migrazioni all’Università La Sapienza di Roma, sotto protezione a causa delle minacce ricevute per il suo impegno di contrasto al caporalato nell’Agro Pontino, calcola che nell’area ci siano circa 30 mila persone appartenenti alla comunità sikh. Nella stima sono inclusi i senza permesso di soggiorno, i residenti in altre province e quanti, arrivati di recente, sfuggono ancora alle statistiche.<br>La mostra fotografica Oro Verde – il sapore amaro del kiwi è visitabile in anteprima nazionale a Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, nella sede di Visioni Urbane, fino al 26 giugno. Sarà poi allestita a Potenza, alla Cappella dei Celestini, dal 29 luglio nell’ambito del Festival delle notti bianche del libro.<br>Da settembre la mostra girerà nelle scuole e in altri luoghi pubblici d’Italia con l’intento di sensibilizzare sui temi del razzismo, dello sfruttamento del lavoro migrante e sulle filiere alimentari.<br>Oro verde è una mostra che nasce da un’inchiesta internazionale realizzata in collaborazione<br>IrpiMedia, Danwatch e The Wire e pubblicata su testate come il Manifesto, Internazionale, El Pais, Al Jazeera, The Wire, Taz, con il supporto del Journalismfund Europe.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="805" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-1024x805.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-1024x805.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-300x236.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-768x603.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-1536x1207.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/06/Mostra-kiwi-24-2048x1609.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Info@cityofpeace.it &#8211; 3338363473<br>Stefania Prandi<br>Stefania Prandi è giornalista professionista, scrittrice di reportage e inchieste e fotografa.<br>Si occupa di diritti umani, sfruttamento sul lavoro, violenza di genere, questioni sociali, ambiente e<br>cultura.<br>Tra le sue collaborazioni, testate internazionali e internazionali come The Guardian, National<br>Geographic, Al Jazeera, El País, Correctiv, Azione, Radiotelevisione svizzera, Taz, Danwatch,<br>IrpiMedia, Internazionale, il manifesto.<br>Ha lavorato con associazioni e organizzazioni non governative come ActionAid, Dry-Art, Time for<br>Equality e Fondazione città della pace per i bambini Basilicata.<br>Ha scritto tre libri. L’ultimo, edito da People, si intitola Le madri lontane e racconta le vite delle donne<br>rumene e bulgare che lavorano nei campi italiani e lasciano i loro figli nei Paesi di origine con le<br>nonne. Gli altri due sono: Oro rosso. Fragole, pomodori, molestie e sfruttamento nel Mediterraneo,<br>sulle braccianti che subiscono molestie sessuali, ricatti e stupri nelle serre di Italia, Spagna e<br>Marocco; Le conseguenze. I femminicidi e lo sguardo di chi resta sulle vittime di femminicidio e i loro<br>familiari. Questi ultimi sono stati pubblicati dalla casa editrice Settenove.<br>Stefania Prandi ha vinto grant e premi in Italia, Svizzera, Germania, Belgio e Stati Uniti. Tra i più<br>importanti: Fetisov Awards; Premio nazionale Fnsi “Dov&#8217;è Tina Merlin oggi?”; Fund for Women<br>Journalists – IWMF; Modern Slavery Unveiled Grant del Journalism Fund; National Geographic<br>Emergency Journalism Fund Grant; Henri Nannen Prize; Otto Brenner Prize; Volkart Stiftung Grant.<br>Interviene a festival ed eventi nazionali e internazionali e fa incontri nelle scuole.<br>Organizza e conduce workshop di giornalismo e insegna al Laboratorio di giornalismo femminista<br>promosso dal collettivo Femminismi contemporanei dell’Università di Venezia.<br>Le sue fotografie sono state esposte in sale museali, scuole, università e biblioteche in Italia e in<br>Europa.<br>Il suo sito è www.stefaniaprandi.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
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		<title>Oltre il ghetto &#8211; Terza edizione</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Aug 2023 08:49:37 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/g.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="390" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/g-1024x390.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17120" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/g-1024x390.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/g-300x114.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/g-768x293.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/g-1536x586.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/g-2048x781.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong>OLTRE IL GHETTO  &#8211; Terza Edizione </strong><br><em> <br>Torna il contest contro il caporalato: una chiamata al racconto rivolta alle imprese e una chiamata alle arti rivolta ai creativi. In palio anche un premio giornalistico. <br></em><br><br><img width="600" alt="" src="https://ci6.googleusercontent.com/proxy/5zAcYEtIFoKLqPCgWT1f_6KIotfDSiIijsLhNjeDUok3RIcjOIpdK-0GSPVsbfHpCr_LDn-6O0tYxgIddSpGDgWpGHpRFS073GTzZbzdEv7MmjyzTFoQRMfYfq-5I3sPwrwGtJM3SxQdvK4d6XKqL-1Rp4uRJg=s0-d-e1-ft#https://mcusercontent.com/147d6a00a95a1c5f12df6f20c/images/13c74c6d-4916-b138-17ab-a06d0385da97.png?utm_source=rss&utm_medium=rss"><br><br>Ritorna il contest “Oltre il ghetto” per parlare di sfruttamento lavorativo delle persone migranti e di buone pratiche per il contrasto del caporalato in <strong>Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia</strong>, puntando i riflettori sulle storie di chi è riuscito a emanciparsi, ma anche sulle realtà imprenditoriali che mettono in campo esperienze di inclusione e di lavoro dignitoso. <br><br><strong>Sono quattro le sezioni previste da questa terza edizione</strong>:<br>la prima Sezione è dedicata alle<strong> imprese</strong> con un contest narrativo rivolto a tutte le attività a carattere imprenditoriale attive in Puglia, Calabria, Sicilia, Campania e Basilicata, che potranno candidarsi raccontando, attraverso un apposito form, le loro buone pratiche di economia etica.  <br><br>La seconda Sezione, invece, si rivolge alle <strong>organizzazioni del privato sociale </strong>impegnate nel contrasto al caporalato e attive nel favorire esperienze di emersione dallo sfruttamento lavorativo di persone migranti, chiamate a raccontare le storie di liberazione ed emancipazione dallo sfruttamento lavorativo di persone migranti, sempre con riferimento alle cinque regioni del Sud Italia: Puglia, Calabria, Campania, Sicilia e Basilicata. <br><br>Tra tutte quelle pervenute, le 3 migliori storie provenienti da ciascuna delle due sezioni di concorso, saranno premiate entrando a far parte della narrazione contenuta  in due video-reportage professionali che saranno realizzati e poi caricati sul canale YouTube del progetto, divulgati sui canali istituzionali disponibili e su tutte le community attive del progetto P.I.U.SUPREME.<br>Inoltre, concorreranno ai due premi finali di 2.500 euro ciascuno che si aggiudicherà rispettivamente l’impresa e l’associazione la cui storia, raccontata all’interno dei videoreportage, avrà totalizzato il numero maggiore di like, nel tempo di permanenza stabilito, sulla pagina Facebook di P.I.U.SUPREME.  <br><br><br>La terza sezione &#8211; <strong>ILLUSTRAZIONE </strong>&#8211; si rivolge ai creativi: graphic designer, illustratori e chiunque voglia esprimere la propria creatività realizzando un manifesto sui temi del rispetto dei diritti e dell’inclusione socio-lavorativa dei lavoratori migranti, del contrasto al caporalato, del consumo critico, della filiera etica. I manifesti potranno essere anche opere non originali e potranno essere candidati da un team o da un singolo autore. 5 opere selezionate dalla giuria del contest, fra quelle pervenute, diventeranno materiale di una mostra web e fruiranno di una ampia diffusione attraverso tutti i canali istituzionali e i social media legati al progetto.  <br>Delle suddette 5 opere, quella che avrà ottenuto il numero maggiore di like, nel tempo di permanenza stabilito, sulla pagina Facebook di P.I.U.SUPREME, si aggiudicherà un premio in denaro del valore di 1.000 euro.  <br><br>La quarta e ultima sezione del contest è quella riservata al <strong>Premio Giornalistico </strong>e si rivolge ai <strong>giornalisti </strong>che vogliano candidare inchieste giornalistiche (articoli, reportage fotogiornalistici, podcast d’inchiesta, videoreportage e servizi televisivi), realizzate nelle 5 Regioni del Sud Italia, negli anni 2022 e 2023, che hanno raccontato i temi di “Oltre il ghetto” (caporalato, sfruttamento lavorativo, inclusione e condizioni di vita dei migranti).<br>Lo staff tecnico del contest provvederà alla assegnazione del premio in denaro del valore di 1.000 euro e di una targa all’autore del servizio vincitore.<br><br> <img width="564" alt="" src="https://ci5.googleusercontent.com/proxy/Cq4u8XLMD-ZThatk2SKrCLp88C-cogKBuWZms9y6qAMd5g4E3UaTWZG5TEgEHBzEiYRdzNa6_HZDVO-HoTZDnd7FfWFoh0ju_XOMQNgDPCT6G_bs4SUoNvAoPbJus1f9F4kyfU4rsK2GdYTkgX8UHom7fVHiYX4=s0-d-e1-ft#https://mcusercontent.com/147d6a00a95a1c5f12df6f20c/images/390d97de-d34b-98b6-ea86-01b7517cdded.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss"><br><br><strong>Per partecipare alla SEZIONE IMPRESE ETICHE: </strong><br>il rappresentante legale dell’impresa o microimpresa &#8211; operante in Puglia, Calabria, Campania, Basilicata, Sicilia &#8211; dovrà compilare entro l’1 settembre 2023 il form online del contest, disponibile qui: <a href="https://cooperativacameraasud.us7.list-manage.com/track/click?u=147d6a00a95a1c5f12df6f20c&amp;id=1a5950b8a4&amp;e=981236aa3e&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://forms.gle/Hi4seVM9GG2kUz1q9?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>, e inviare una mail all’indirizzo <a href="mailto:oltreilghetto@supremeitalia.org" target="_blank" rel="noreferrer noopener">oltreilghetto@supremeitalia.org</a> contenente regolamento e dichiarazione privacy in formato pdf compilati e firmati, fotocopia del documento di identità del rappresentante legale, lo statuto dell’organizzazione, il curriculum dell’organizzazione (che sarà oggetto di valutazione della giuria), l’iscrizione al Registro delle Imprese. <br><br><br><strong>Per partecipare alla SEZIONE STORIE DI LIBERTÀ:</strong><br>il rappresentante legale dell’ente &#8211; operante in Puglia, Calabria, Campania, Basilicata, Sicilia &#8211; dovrà compilare entro l’1 settembre 2023 il form online del contest, disponibile qui: <a href="https://cooperativacameraasud.us7.list-manage.com/track/click?u=147d6a00a95a1c5f12df6f20c&amp;id=9009bf5753&amp;e=981236aa3e&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://forms.gle/Ea7TjfY97bwxTGed8?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>, e inviare una mail all’indirizzo <a href="mailto:oltreilghetto@supremeitalia.org" target="_blank" rel="noreferrer noopener">oltreilghetto@supremeitalia.org</a> contenente regolamento e dichiarazione privacy in formato pdf compilati e firmati, fotocopia del documento di identità del rappresentante legale, lo statuto dell’organizzazione, il curriculum dell’organizzazione (che sarà oggetto di valutazione della giuria).<br><br><br><strong>Per partecipare alla SEZIONE ILLUSTRAZIONE:</strong><br>i candidati dovranno compilare e inviare entro il 17 settembre 2023 il form online disponibile qui: <a href="https://cooperativacameraasud.us7.list-manage.com/track/click?u=147d6a00a95a1c5f12df6f20c&amp;id=4974bb5b76&amp;e=981236aa3e&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://forms.gle/uHgpFCrYWTob7xTa7?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> e mandare per posta elettronica i propri elaborati a <a href="mailto:oltreilghetto@supremeitalia.org" target="_blank" rel="noreferrer noopener">oltreilghetto@supremeitalia.org</a>  (usando i consueti sistemi di trasmissione di file di grandi dimensioni come wetransfer) accompagnati dal documento di identità dell’autore. <br><br><br><strong>Per partecipare alla SEZIONE PREMIO GIORNALISTICO:</strong><br>i giornalisti  dovranno compilare e inviare entro il 17 settembre 2023 il form online disponibile qui: <a href="https://cooperativacameraasud.us7.list-manage.com/track/click?u=147d6a00a95a1c5f12df6f20c&amp;id=ab33c26cbf&amp;e=981236aa3e&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://forms.gle/qQUAahbWB9xWQXvJA?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> e mandare per posta elettronica l’inchiesta giornalistica (articoli, reportage fotogiornalistici, podcast d’inchiesta, videoreportage e servizi televisivi) che intende candidare a <a href="mailto:oltreilghetto@supremeitalia.org" target="_blank" rel="noreferrer noopener">oltreilghetto@supremeitalia.org</a>  (usando i consueti sistemi di trasmissione di file di grandi dimensioni come wetransfer) accompagnati dal documento di identità dell’autore<br><br><br><strong>Per ulteriori informazioni: <br>Angelo Romano 373 773 5061<br><a href="mailto:oltreilghetto@supremeitalia.org" target="_blank" rel="noreferrer noopener">oltreilghetto@supremeitalia.org</a></strong><br><br><em>“Oltre il ghetto”, un’iniziativa organizzata nell’ambito del progetto indetto nell’ambito del progetto “P.I.U.SUPREME” Percorsi Individualizzati di Uscita dallo sfruttamento”, Convenzione dell’8 marzo 2019 e successivi Addendum a valere sul Fondo Sociale Europeo, Programma Operativo Nazionale “Inclusione” 2014-2020 Asse 3 – Priorità di Investimento 9i &#8211; Obiettivo Specifico 9.2.3. Sotto Azione III &#8211; Prevenzione e contrasto del lavoro irregolare e dello sfruttamento nel settore agricolo, CUP: B35B19000250006, intende promuovere un’azione di sensibilizzazione sul tema dello sfruttamento lavorativo dei cittadini di Paesi terzi attraverso una rinnovata cultura delle legalità e dell’accoglienza. </em></td></tr><tr><td><a href="https://cooperativacameraasud.us7.list-manage.com/track/click?u=147d6a00a95a1c5f12df6f20c&amp;id=589393c312&amp;e=981236aa3e&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>La piaga del caporalato</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jul 2023 13:37:31 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/caporalato.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="577" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/caporalato-1024x577.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17070" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/caporalato-1024x577.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/caporalato-300x169.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/caporalato-768x432.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/caporalato-1536x865.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/caporalato.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>di Martina Foglia</p>



<p>Scrivo questo articolo con molta amarezza nel cuore. Questo scritto vuole affrontare un fenomeno molto preoccupante che accade nel nostro Paese e che ciclicamente viene affrontato anche da noi e da altri media.<br>Una questione ancora oggi irrisolta che mi addolora, mi ferisce nel profondo, mi fa pensare quanto l&#8217;essere umano in determinate circostanze, possa essere crudele e spietato; vi voglio parlare di un fenomeno che contrariamente a quanto si pensi non è concentrato solo nel sud Italia, ma nell&#8217;intera penisola: il caporalato ovvero, un sistema di reclutamento e di sfruttamento della manodopera, in prevalenza extracomunitaria &#8211; senza utilizzare, quindi, quelli che sono i canali tradizionali messi a disposizione dallo Stato (come ad esempio l&#8217;ufficio di collocamento e strutture similari). </p>



<p>Questa forma di sfruttamento di manodopera è presente un po&#8217; in tutti i settori dell&#8217;economia come nei trasporti o nel settore terziario ,ma soprattutto è ormai un fenomeno radicato nel settore agricolo che già di per sé è un settore problematico, stagionale con contratti brevi e a termine e vincolato alle variazioni climatiche e atmosferiche.  Il caporale, persona comune senza nessuna qualifica, fungendo da intermediario tra lavoratore e azienda agricola, sfrutta proprio l&#8217;elemento dei contratti precari di lavoro e della stagionalità del settore, approfitta del lavoratore per proporre una paga  al di sotto del minimo salariale e senza neanche le minime condizioni di sicurezza. Per non parlare delle condizioni abitative in cui vivono i lavoratori: baraccopoli fatiscenti in lamiera o costruite con materiali di scarto dove non esistono neanche le minime condizioni igieniche! Dall&#8217;altra parte il lavoratore ha un&#8217;unica alternativa se vuole dare sostentamento alla propria famiglia che spesso è anche numerosa: accettare questi impieghi con la speranza di poter dare un futuro migliore ai propri figli.<br>Lavorano ore e ore sotto il sole cocente o la pioggia incessante per una retribuzione da fame.<br>Molto spesso non sanno neanche quali siano le tutele a garanzia dei loro diritti, non conoscendo le leggi italiane in materia.<br>Dove va a finire la dignità di queste persone? Ogni giorno queste persone non hanno la sicurezza di poter tornare dalle loro famiglie! Molti, infatti, muoiono di sfinimento o per il troppo caldo; molti di questi lavoratori sfruttati hanno bambini piccoli costretti a rimanere a casa da soli 12/13 ore e devono occuparsi di tutto: farsi autonomamente da mangiare, occuparsi delle faccende domestiche, fare i compiti e andare a letto. Tutto questo perché i genitori non sono ancora tornati dal lavoro nei campi : anche questo è sfruttamento e violazione di un diritto: il diritto all&#8217;infanzia. </p>



<p>Quante storie del genere dovremmo ancora sentire prima che il governo, le regioni, le istituzioni pongano fine a queste forme di schiavitù? Siamo bravi solo a parlare, ma molto poco ad agire. Non voglio generalizzare perché so che esistono realtà associative che si impegnano ogni giorno nel denunciare questo fenomeno, ma so che non vengono adeguatamente supportate e e soprattutto ascoltate dagli enti preposti. </p>



<p>Quando si sente parlare di schiavitù la nostra mente è portata ancora a pensare a realtà come l&#8217;Africa o l&#8217;India, insomma i cosiddetti &#8220;Paesi  del terzo mondo&#8221;, ma la realtà è che la schiavitù esiste anche in Italia e nei paesi cosiddetti &#8220;civilizzati&#8221;.</p>
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