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	<title>orientamento Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Andiamo al Pride perchè&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 08:20:44 +0000</pubDate>
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<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p>“Perchè credo che gli artefici del cambiamento dobbiamo essere noi in primis. Nel mio piccolo, voglio essere la protagonista della mia vita e combattere per ciò in cui credo. Infine, perchè siamo tutti essere umani e come tali, abbiamo diritto di vivere e di vedere riconosciuti e tutelati i diritti di tutt*”. Martina<br>“Partecipo al Pride per chi non ha l&#8217;opportunità o il privilegio di poter vivere liberə e fierə. Partecipo al Pride per dire loro “non siete solə”. Zen<br>“…Perchè è importante rivenicare i diritti parificati per tutti e mantenere saldi quelli che abbiamo ottenuto; non siamo solo corpi ma soggetti giuridici. Partecipo perchè rivendico la mia identità e il mio orientamento e perchè non siano motivo di propaganda, ma nemmeno un ostacolo per la mia esistenza.”. Ervin<br>“Come mamma Agedo voglio stare accanto ai ragazzi e vedere la gioia nei loro volti” Dolores<br>“Sostengo tutte le comunità discriminate, dimenticate e spesso ostacolate dalla classe politica. Amo vedere gli occhi felici dei partecipanti al Pride che sfilano orgogliosamente contro il perbenismo e l&#8217;ipocrisia borghese. Ho riscontrato, infine, calore umano soprattutto nella città piccole”. Anna<br>“C&#8217;è una battaglia importante da fare nella società e nella politica ed è giusto che chi vuole parteciparvi abbia il coraggio di scendere in piazza. Voglio anche portare la mia unicità e far capire che si può migliorare la società in vari contesti, come partiti, chiese sindacati e associazioni…” Emanuele<br>“Io partecipo per i diritti LGBTqai+ sempre più dimenticati dai nostri politici e per ricordare il mio amico Alessandro Rizzo che non c&#8217;è più”. Mattia<br>“Chiunque critichi il Pride, a qualsiasi titolo e per qualsiasi motivo, non sa cosa significa essere discriminati.” Stefano<br>“Per senso di appartenenza, di espressione politica, di manifesto del proprio Io”. Francesca</p>



<p>“Per la Rivolta, per tutte le soggettività queer che perdono la vita ogni giorno, per chi ha lottato e per chi continua a lottare”. Leo<br>“Il Pride non è soltanto una festa scollacciata, un po’ porca e irriverente. Il Pride è un atto politico forte travestito di lustrini per dire no a chi vuole l’omologazione dei desideri, delle persone, delle idee. Ecco perché sarò al Pride, per condividere con i partecipanti una visione altra della società, per dire no a chi calpesta i diritti e crede, per convenienza o per convinzione, che il desiderio sia soltanto uno. Sarò in corteo con la mia carrozzina e le mie protesi per dire no a chi vuole farci precipitare in una spirale d’odio e paura distruggendo con le bombe e con le parole la vita e la possibilità dell’amore Ci sarò perché io esisto e non sono uno sbaglio&#8221;. Gianfranco<br>“Creare un movimento di piazza fatto da migliaia di persone con disabilità che hanno forte potere contrattuale sul Governo e lo Stato.” Andrey<br>“Partecipo ai Pride perché è giusto far vedere al mondo che le persone sono un universo complesso di amore ed espressioni.” Vitto<br>“Se mi chiedi perchè partecipare al gay pride, la prima risposta che mi sale spontanea alle labbra, prima di poter pensare ad articolarne una complessa e impegnata, che suggerisca la misura della mia profondità, è: perchè è bello!<br>Mi sono trovata a Bergen, in Norvegia, sabato 21 giugno, proprio il giorno in cui il corteo del pride avrebbe sfilato per le vie della città e ho detto a mio marito e a mio figlio: non possiamo perdercelo.<br>E&#8217; stata un&#8217;esplosione di colore in una giornata inaspettatamente soleggiata. C&#8217;erano canzoni come<br>&#8220;YMCA&#8221; dei Village People o &#8220;Girls just wanna have fun&#8221; di Cindy Lauper che ti mettono addosso la voglia di saltare e ballare anche se a ballare sei negata come lo sono io.<br>Intorno al corteo e alle finestre c&#8217;era un sacco di gente; dalle signore anziane ai bambini, tutti avevano da qualche parte la bandiera con i colori dell&#8217;arcobaleno simbolo del pride, qualcuno la portava  addirittura dipinta in volto.<br>Tra le persone che sfilavano mi ha colpito in particolare una coppia di ragazze, bionde e luminose come lo sono le norvegesi, si tenevano per mano, ma una delle due aveva un seno scoperto, o meglio aveva scoperto una parte del petto dove un tempo c&#8217;era un seno e ora troneggiava una cicatrice rosso bluastra che raccontava una inequivocabile storia di dolore. Non era volgare esibizionismo il suo, tutt&#8217;altro, il suo sorriso era il sorriso fiero e grato di chi ha attraversato una tempesta ed è sopravvisuta.<br>Era bella di quella bellezza che non c&#8217;entra nulla con la perfezione. Che fosse omosessuale era un particolare irrilevante. Non perchè le nostre inclinazioni non contino, anzi dicono molto di noi, ma la nostra dignità, il nostro valore come persone ne prescinde totalmente.<br>Un giorno che al momento vedo ancora lontano forse questo sarà chiaro a tutti e il pride sarà solo una festa e non piu&#8217; (anche) una battaglia per i diritti civili. Quel giorno ci sarà solamente la sessualità in tutte le sue forme, senza bisogno di alcun suffisso. Fino ad allora il gay pride resta, oltre che bello, importante. E lo e&#8217; davvero per tutti, a prescindere dall&#8217;orientamento affettivo- sessuale, perchè come ha insegnato Terenzio &#8220;nulla di cio&#8217; che e&#8217; umano e&#8217; estraneo alla nostra natura&#8221;.<br>E&#8217; questa eredita&#8217; di gioia e colore, ma anche di impegno civile, che voglio resti di me a mio figlio. Ecco perche&#8217; al pride del 21 giugno noi c&#8217;eravamo!”. Heidi<br>“Per rivendicare una parte di me e siccome mi occupo di sostegno ai migranti, per manifestare per tutti quei popoli che non possono farlo liberamente”. Jonathan</p>



<p>“Premetto di non essere attivista, e confesso di essermi &#8220;scontrato&#8221; con un Pride a Milano del tutto per caso. Questa fu la mia iniziazione. Rimanendone -da subito, questo sì-folgorato e stupito positivamente. Il clima che si respira tra quella calca eterogenea e spesso disordinata è quello di una festa, a cui è consentito &#8220;imbucarsi&#8221; senza temere biasimi. Tra i partecipanti trovi tutta, davvero tutta l&#8217;umanità LIBERA, con tutte le culture e gli strati sociali. Chi si traveste con abiti più o meno improbabili, chi sfila con una determinazione che mi spaventa (temi di politica internazionale molto delicati), chi è desideroso di una famiglia &#8220;altra&#8221; e vorrebbe soltanto gridare al mondo che in questo non ci sia niente di male. E in mezzo a tutto gente che semplicemente esprime la propria solidarietà, e vuole ballare per la strada come in tutto il resto dell&#8217; anno non sarebbe concesso. AL DI LÀ DELLE SCELTE E DEGLI ORIENTAMENTI DI CIASCUNO.<br>Io respiro questa aria di libertà, e considero questa come la vera magía: lo vedo persino negli sguardi di quelli che si affacciano pigramente alle finestre, disturbati dal frastuono del passaggio del corteo. Termino con una citazione di Torrisi: &#8220;OGNI TANTO, LO SO, SOGNI ANCHE TU, E SOGNI DI NOI&#8221;. Enrico</p>



<p></p>



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		<title>Il Mese del Pride: tra promesse e traguardi ancora da raggiungere</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2022 07:26:30 +0000</pubDate>
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<p>di Nicole Fraccaroli</p>



<p></p>



<p>Ogni anno, durante il mese di giugno, la comunità LGBT+ festeggia in diversi modi. In tutto il mondo, durante questo mese si tengono vari eventi per riconoscere l&#8217;influenza che le persone LGBT+ hanno avuto in tutto il mondo. Perché è stato scelto giugno? Perché è quando si sono verificati gli Stonewall Riots (“<em>disordini</em>”), nel 1969.</p>



<p>I disordini sono stati provocati da un raid che ha avuto luogo durante la mattina presto, allo Stonewall Inn nel Greenwich Village, a Manhattan. La comunità LGBT+ ha tenuto una serie di manifestazioni spontanee per protestare contro il raid e per chiedere l&#8217;istituzione di luoghi in cui gay e lesbiche potessero recarsi ed essere aperti sul loro orientamento sessuale. In tali luoghi non ci dovrebbero essere timori di essere arrestati. Le rivolte sono servite da catalizzatore per i diritti delle persone LGBT+ e in 6 mesi si sono formati due gruppi di attivisti gay a New York. Negli anni trascorsi dall&#8217;evento, sono state formate molte organizzazioni per i diritti dei gay. Non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo.</p>



<p>Chi ha iniziato la celebrazione di giugno? Conosciuta come la &#8220;Mother of Pride&#8221;, è stata Brenda Howard a coordinare la prima marcia LGBT Pride. Oltre a suscitare l&#8217;idea per una settimana di eventi intorno al Pride Day. Questi eventi si sono poi trasformati nelle celebrazioni LGBT annuali che si tengono ogni giugno.</p>



<p>Che cos’è LGBT o Gay Pride? È un movimento che celebra la diversità sessuale. Per le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) è un modo per protestare contro la discriminazione e la violenza. Promuove la loro dignità, la parità di diritti, l&#8217;autoaffermazione ed è un modo per aumentare la consapevolezza della società sui problemi che devono affrontare.</p>



<p>Oltre ad essere una celebrazione lunga un mese, il mese del Pride è anche un&#8217;opportunità per protestare pacificamente e aumentare la consapevolezza politica sulle questioni attuali che la comunità deve affrontare. Le sfilate sono una caratteristica importante del mese del Pride e ci sono molte feste di strada, eventi della comunità, letture di poesie, discorsi in pubblico, festival di strada e sessioni educative, tutti coperti dai media mainstream e che attirano milioni di partecipanti.</p>



<p>La New York Pride Parade è una delle sfilate più grandi e famose che si siano svolte, con circa 500.000 persone che vi partecipavano quando ha raggiunto il suo 25° anniversario.</p>



<p>Il Pride Month è così importante perché segna l&#8217;inizio di un enorme cambiamento all&#8217;interno della comunità LGBT+, così come le più ampie implicazioni sociali. Sebbene permangano atteggiamenti e ingiustizie, abbiamo fatto molta strada dai disordini del 1969 e perseverando in questa lunga tradizione continuiamo a sensibilizzare, migliorare gli atteggiamenti della società e incoraggiare l&#8217;inclusività.</p>



<p>Negli Stati Uniti d’America questa ricorrenza è particolarmente sentita e celebrata in numerosi angoli del Paese.</p>



<p>Come lo stesso Presidente Americano Biden ha dichiarato recentemente, oggi i diritti degli americani LGBTQI+ sono sotto attacco incessante. I membri della comunità LGBTQI+, in particolare le persone di colore e le persone trans, continuano a subire discriminazioni e sforzi persistenti e crudeli per minare i loro diritti umani. Negli Stati Uniti è stato introdotta e approvata una seria e pericolosa legislazione anti-LGBTQI+, che prende di mira i bambini transgender e i loro genitori e interferisce con il loro accesso all&#8217;assistenza sanitaria. Questi attacchi inconcepibili hanno lasciato innumerevoli famiglie LGBTQI+ nella paura e nel dolore. Tutto ciò è stato particolarmente difficile per i giovani LGBTQI+, il 45% dei quali ha seriamente considerato di tentare il suicidio nell&#8217;ultimo anno, una realtà devastante.</p>



<p>Il mese del Pride è cominciato, ma l’Italia non ha ancora una legge efficiente che permetta di prevenire e contrastare concretamente la discriminazione e violenza contro la comunità Lgbtqia+, misoginia e abilismo.</p>



<p>I dati esistenti dimostrano l’urgenza di riforme legislative: solo nel 2020 l’Osservatorio del Ministero dell’Interno per la Sicurezza Contro gli Stati Discriminatori (Oscad) ha comunicato all’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa di aver registrato 1111 crimini o discorsi d’odio. Di questi, 71 “per orientamento sessuale-identità di genere”, tra cui 1 caso di omicidio, 19 aggressioni fisiche, 28 di incitamento alla violenza; 192 “per disabilità”, di cui 1 omicidio, 44 aggressioni fisiche, 9 casi di violenza sessuale, 6 di incitamento alla violenza.</p>



<p>Scene di vita quotidiana di persone LGBT in Italia oggi: episodi di odio, spesso accompagnati dalla minaccia o dalla violenza vera e propria, che rimangono sotto la soglia della visibilità.&nbsp;</p>



<p>Una realtà che combacia con le informazioni che arrivano dalle varie associazioni LGBT sparse per l’Italia e che rilevano in tempo reale la situazione.</p>



<p>Sembra dunque essere un clima omo e transfobico quello che contraddistingue l’Italia, un Paese dove il 32% degli intervistati dall’<a href="https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/infographics_2019_lgbti_final.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Eurobarometro</a>&nbsp;(l’ultima edizione è del 2019) si dice in “totale disaccordo” con la frase «Gay, lesbiche, bisessuali dovrebbero avere gli stessi diritti degli eterosessuali», contro una media del 24% dell’Unione Europea.</p>



<p>La maggior parte dei Paesi membri dell’Unione Europea&nbsp;ha una legislazione che estende i crimini d’odio all’omotransfobia. Se l’Unione Europea&nbsp;ha iniziato a parlarne già dagli anni 2000, è stato nel 2010 che il comitato dei ministri ha espresso&nbsp;la prima raccomandazione&nbsp;che chiedeva di adottare misure legislative per il contrasto ai crimini d’odio a causa sia “dell’orientamento sessuale” che “dell’identità di genere”.&nbsp;</p>



<p>L’Italia però sta ancora aspettando. Attualmente il nostro Paese non ha legiferato in materia, insieme ad altri 7 Paesi tra cui Bulgaria&nbsp;e&nbsp;Repubblica Ceca.</p>



<p>È importante ricordare che il concetto di&nbsp;identità di genere, non solo era già nella raccomandazione dell’Unione Europea del 2010, ma è anche nella&nbsp;Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne ratificata dal&nbsp;Parlamento italiano&nbsp;nel 2013 ove si parla esplicitamente di tutela delle vittime dalle discriminazioni sulla base, tra le altre cose, di sesso e identità di genere.</p>



<p>Questo mese è dunque importante per ricordarci quanta strada sia stata percorsa fino ad oggi e quanti ostacoli siano stati superati; ma il mese del Pride ci dimostra soprattutto che non c’è libertà fino a quando tutte le persone si possono sentire veramente libere di essere chi desiderano essere, senza ripercussioni o conseguenze. Il mese del Pride è l’esempio di quanti passi debbano essere ancora percorsi, scritti e accettati.</p>
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		<title>Orgoglio LGBTQA e la legge sull&#8217;omotransfobia</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2020 08:11:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Si è da poco concluso il mese dedicato ai temi che riguardano i diritti LGBTQA e Associazione Per i Diritti umani ne ha parlato con Filippo Cinquemani, attivista, che ringrazia molto.&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Si è da poco concluso il mese dedicato ai temi che riguardano i diritti LGBTQA e <strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> ne ha parlato con Filippo Cinquemani, attivista, che ringrazia molto. Ecco l&#8217;intervista: </p>



<p>Giugno è il mese dell”orgoglio” Lgbt: cosa rappresenta, per te, un pride?</p>



<p>Il Pride per me è soprattutto un&#8217;occasione di festa. Lo vivo come la festa della libera espressione e questa definizione trovo che sia ogni anno più calzante. Nel corso degli anni la manifestazione si è modificata. Oggi l&#8217;aspetto più folkloristico, che pur ha la sua importanza, ha ceduto il posto alla dimensione più strettamente sociale. Ci sono nuove soggettività che scendono in piazza con la volontà di far sentire la propria voce. Lo scorso anno, in vari pride sono intervenuti dal palco persone con disabilità per esempio. C&#8217;è da aggiungere che oggi il pride non è solo parata ma una settimana intera di eventi per la sensibilizzazione riguardo le tematiche LGBTQIA+. Colgo l&#8217;occasione per invitare ad assistere alla prossima parata tutti quelli che non hanno avuto mai modo di assistervi, perché solo così si può capire cos&#8217;è davvero un pride e ci si può rendere conto che ci si può anche emozionare.</p>



<p>L&#8217;acronimo dei diritti diventa sempre più lungo (Lgbtqa&#8230;), ma non può risultare fuorviante e complesso per chi non è ancora sensibilizzato sui questi temi?</p>



<p>Diciamo che è l&#8217;essere umano ad essere complesso. Alla battaglia di gay, lesbiche e trans si sono aggiunte nuove soggettività che hanno bisogno di sostegno in quanto anch&#8217;esse minoranze. Penso agli asessuali e agli intersessuali che grazie anche alle nuove conquiste sociali, sono a marciare ai Pride. Purtroppo restistono degli atteggiamenti che mirano, invece, all&#8217;esclusione sociale anche all&#8217;interno della comunità omosessuale. In questi casi mi sembra di assistere a delle &#8220;guerre tra poveri&#8221;. Fare parte di una minoranza dovrebbe, invece, rendere più sensibili nei confronti di coloro che affrontano una situazione simile se non più difficile.</p>



<p>Cosa ne pensi del disegno di legge sull&#8217;omofobia recentemente depositato alla Camera?</p>



<p>Finalmente dopo 25 anni si sta arrivando a qualcosa di concreto. Rischia fino a 4 anni chi<br>istiga alla violenza omofobica. Personalmente credo che la violenza omofobica esiste perché c&#8217;è una cultura che la incoraggia. Una cultura che sostiene ancora che i gay sono malati e l’omosessualità si può curare, che le donne trans non sono donne e che le famiglie con due mamme o due papà non sono vere famiglie. Questi concetti passano in nome della libertà d&#8217;opinione.</p>



<p>Dal 19 al 27 giugno anche Milano sarà coinvolta nella Pride Week, che si svolge in modalità online. Hai seguito alcuni incontri interessanti? Ce ne vuoi parlare?</p>



<p>Da gay e disabile mi ha colpito molto l&#8217;intervista fatta ad Anna Senatore sulla figura dell&#8217;assistente sessuale. È stato anche bello vedere come la comunità LGBTQIA+ non si sia persa d&#8217;animo nonostante l&#8217;emergenza covid. Oltre alle Pride Week Online, a settembre ci sarà il consueto appuntamento con il Mix di Milano, festival del cinema gay, lesbico e queer culture.<br></p>



<p>Puoi darci qualche informazione sul Rainbow Social Fund?</p>



<p>Si tratta di un fondo si solidarietà alimentato da una campagna di foundraising. Nasce per aiutare le persone LGBTQIA+ che sono in difficoltà anche a causa della pandemia. Due sono i progetti importanti legati a questo fondo finora: uno riguarda il garantire un contesto abitativo dignitoso e protetto a chi è nel bisogno. L&#8217;altro progetto riguarda un fondo di Mutuo soccorso pensato dal comune per aiutare le attività commerciali e non. So che sono in programma altre iniziative di questo tipo.</p>



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