<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>pace Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/pace/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/pace/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Jul 2026 08:52:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.15</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>pace Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/pace/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>“Io arrivo dall’inferno”. La guerra in Ucraina raccontata da Yuri Previtali</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2026/07/14/io-arrivo-dallinferno-la-guerra-in-ucraina-raccontata-da-yuri-previtali/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2026/07/14/io-arrivo-dallinferno-la-guerra-in-ucraina-raccontata-da-yuri-previtali/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:52:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[aiutiumanitari]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[geipolitica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18236</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Camilla Mercadante Yuri Previtali è nato il 13 agosto 1995 in provincia di Bergamo.Prima di partire per l’Ucraina faceva l’autotrasportatore. Oggi è un volontario combattente italiano e vive la guerra non solo al&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2026/07/14/io-arrivo-dallinferno-la-guerra-in-ucraina-raccontata-da-yuri-previtali/">“Io arrivo dall’inferno”. La guerra in Ucraina raccontata da Yuri Previtali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f1-scaled.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="474" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f1-474x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18237" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f1-474x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 474w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f1-139x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 139w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f1-768x1661.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f1-710x1536.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 710w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f1-947x2048.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 947w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f1-scaled.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1184w" sizes="(max-width: 474px) 100vw, 474px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>di Camilla Mercadante</p>



<p>Yuri Previtali è nato il 13 agosto 1995 in provincia di Bergamo.<br>Prima di partire per l’Ucraina faceva l’autotrasportatore. Oggi è un volontario combattente italiano e vive la guerra non solo al fronte,<br>ma anche dalla finestra di casa sua, a Kyiv.<br>Nella notte tra l’1 e il 2 luglio mi ha mandato un audio. «Buongiorno Cami, qua è stata una nottataccia a Kyiv». Ha parlato delle bombe,<br>di un palazzo colpito, di 20 civili mortə. In quel momento il bilancio era ancora provvisorio. Nelle ore successive, secondo le<br>ricostruzioni delle principali agenzie internazionali, l’attacco si è rivelato uno dei più letali subiti dalla capitale sin dall’inizio dell’anno:<br>la Russia ha lanciato 74 missili e 496 droni contro l’Ucraina, con Kyiv indicata come obiettivo principale. Il conteggio è salito ad<br>almeno 30 mortə e oltre 90 feritə; circa 130 edifici sono stati danneggiati, tra cui abitazioni, strutture mediche e un magazzino<br>della Croce Rossa. Poco dopo gli ho chiesto se stesse bene. Ha risposto che stavano bene lui, sua moglie e il bambino. «Per<br>fortuna», ha esclamato, ma ha aggiunto che un missile è caduto non molto lontano da casa loro.<br>Pochi giorni dopo, nella notte tra il 5 e il 6 luglio, Kyiv è stata ancora<br>colpita. In un video girato dalla finestra della sua dimora si vedono il buio e un lampo improvviso; poi si sentono le sirene e il rumore<br>delle esplosioni. La voce di Yuri è esasperata: «Porca puttana, di nuovo. Tutti i fottuti giorni. […] Hanno scatenato la guerra di nuovo<br>su Kyiv». I dati diffusi confermano che quel nuovo attacco ha provocato decine di mortə e feritə tra la città e la regione. Le<br>autorità ucraine hanno segnalato anche l’impiego dei missili balistici, difficili da intercettare senza sistemi di difesa aerea<br>adeguati.</p>



<p>Le cifre servono a comprendere la dimensione di ciò che accade, ma possono anche creare distanza: droni, missili, mortə, feritə,<br>edifici distrutti. Quando ascolto la voce di Yuri, quell’ordine si rompe. La guerra non è più soltanto una successione di numeri: è<br>una notte che entra nel sonno e dentro casa, fino a rendere impossibile sentirsi al sicuro. In un altro audio, con le sirene in<br>sottofondo, Yuri lo domanda quasi con rabbia: «Come cazzo si fa a dormire così?».<br>Fino a quattro anni fa Yuri si definiva una persona ordinaria. «Una persona ordinaria con una vita ordinaria», dice. È cresciuto in un<br>paese in provincia di Bergamo, dove il lavoro è una forma dieducazione. «Tutto ciò che si ottiene lo si suda con il lavoro», racconta. A 18 anni aveva già il primo contratto in un’officina meccanica, poi ha studiato per prendere la patente del camion e, a<br>23 anni, è salito su un mezzo pesante. Prima della guerra viveva da solo, in un bilocale in affitto, e lavorava come autista e<br>autotrasportatore. Nel fine settimana faceva anche il boscaiolo per guadagnare qualcosa in più. «Nella Bergamasca il lavoro fa parte<br>della nostra identità».<br>La sua storia, dunque, non nasce all’interno di un immaginario militare. Quando oggi viene presentato come un volontario italiano<br>in Ucraina, non rifiuta quella definizione. Anzi, la precisa: «Volontario combattente italiano». Ma prima di partire non aveva<br>mai avuto nulla a che fare con l’esercito. «Non sapevo nulla di armi o di combattimento», ammette.<br>La decisione è cominciata a maturare nell’agosto del 2022. Prima ancora del fronte, ci sono stati tre nomi diventati una soglia morale:<br>Irpin, Bucha, Mariupol. Nella nostra intervista, Yuri li cita senza la necessità di aggiungere molto. Sono luoghi che, nella memoria<br>della guerra, hanno smesso di essere solo città e sono diventati simboli della violenza contro lə civili.<br>A Irpin, il 6 marzo 2022, Human Rights Watch documentò il bombardamento ripetuto di un incrocio utilizzato dallə civili in fuga verso Kyiv: almeno otto persone furono uccise, tra cui due bambinə. L’organizzazione descrisse l’attacco probabilmente<br>illegale, indiscriminato e sproporzionato. A Bucha, dopo il ritiro delle forze russe tra la fine di marzo e l’inizio dell’aprile 2022, furono<br>trovati corpi di civili nelle strade, nelle case e nei luoghi di detenzione. Human Rights Watch registrò esecuzioni sommarie, uccisioni illegali, sparizioni forzate e torture durante l’occupazione russa. Mariupol, invece, assediata per settimane, si è trasformata in una delle memorie più devastanti dell’invasione: il 16 marzo 2022 il teatro drammatico della città, dove si erano rifugiatə centinaia di civili, fu distrutto da un attacco aereo russo. All’esterno era stata scritta la parola “children”, visibile dall’alto. Un’inchiesta di Associated Press ha stimato circa 600 mortə dentro e intorno all’edificio. Fu dopo queste immagini che Yuri non poté più restare fermo a guardare. «Ho visto un popolo in difficoltà, aggredito militarmente da uno Stato dieci volte più grande, a due passi dall’Italia e al confine europeo».<br>Il 28 febbraio 2023, infatti, attraversò il confine di Medyka, dalla Polonia verso l’Ucraina. Era su un FlixBus. Con lui viaggiavano donne, bambinə e anzianə. Al confine osservò alcuni militari ucraini uscire dal Paese, forse diretti all’estero per l’addestramento.<br>Arrivato a Leopoli, sentì per la prima volta la sirena antiaerea.<br>«Avevo i brividi», ricorda. «È difficile da spiegare quello che provavo. Non ci sono parole per definirlo. Sapevo che io dovevo<br>essere lì». Lo aveva detto soltanto al fratello e a pochə amichə, ma nessuno lo aveva preso sul serio. Addirittura, il fratello minore lo<br>accompagnò alla stazione pensando che Yuri stesse partendo per un viaggio in Europa, non per una guerra.<br>Quando ripercorre la sua scelta, utilizza spesso la parola “Europa”.<br>In alcune interviste si è definito un “partigiano europeo”,, gli chiedo che cosa significhi per lui questo termine. Risponde che, prima<br>ancora di essere italiano, si sente europeo: «Per me è normale chiamare un rumeno o un finlandese “fratello”. Nella mia visione siamo una grande famiglia con storia, cultura e identità molto simili tra loro».<br>L’Ucraina, a detta sua, non è un luogo remoto: è un Paese in cui c’è una guerra fuori dalla porta di casa nostra. Paragona il conflitto, sul<br>piano materiale, più alla Prima Guerra Mondiale che alla Seconda: trincee, artiglieria, distruzione. Tuttavia, quando pensa a Vladimir<br>Putin, il suo giudizio è politico e morale: lo delinea come «un dittatore vero e proprio». E afferma: «Mi dà fastidio che vieta i diritti<br>alle persone e la libertà: la cosa più preziosa che abbiamo e che appartiene a ognuno di noi».<br>Alla domanda sullə cittadinə russə contrariə alla guerra, non nega la loro esistenza. «Certo che ci sono», dice. «Ma non possono<br>manifestare la loro contrarietà, altrimenti finiscono in prigione. C’è un regime di paura».<br>Chi parte come volontario per una guerra, a volte, viene guardato con sospetto: idealista, incosciente, fanatico, avventuriero. Yuri non<br>respinge del tutto la parola “idealista”. La considera corretta.<br>«Siamo qui perché abbiamo qualcosa in cui crediamo così tanto da mettere in pericolo la nostra vita». Ma il punto non è la gloria, né il<br>denaro. «È da stupidi rischiare la vita per soldi o per gloria. Lo si fa per qualcosa in cui si crede: difendere il prossimo, gli indifesi<br>oppure non accettare le prepotenze altrui». In seguito chiarisce meglio ciò che intende: se uno Stato più forte può invadere un altro<br>Paese senza conseguenze, si crea un precedente. «Se nessuno reagisce, diamo un precedente e potrebbe essere che in futuro si<br>ripeta la stessa cosa. Se diciamo: io sono più forte di te, faccio quello che mi pare. Non funziona così, bisogna opporsi». Eppure, l’idealismo non protegge dalla morte. Alla domanda se si sia mai sentito impreparato, Yuri distingue. Militarmente dichiara di avere spirito di adattamento e di imparare in fretta. Umanamente, invece, no: «Non ero preparato alla morte. Non si è mai pronti a vederla in<br>faccia e in guerra purtroppo capita troppo spesso».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f2-scaled.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="473" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f2-473x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18238" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f2-473x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 473w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f2-139x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 139w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f2-768x1663.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f2-709x1536.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 709w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f2-946x2048.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 946w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f2-scaled.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1182w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /></a></figure>



<p>Ci sono stati momenti in cui la fede e la sua volontà lo hanno aiutato, ma non addolcisce nulla: «Psicologicamente la guerra ti devasta. Impari a vivere di giorno in giorno e a non pensare al futuro, impari a uccidere per sopravvivere, impari a vivere all’estremo».<br>Gli chiedo, quindi, che cosa si provi davanti alla morte del nemico.<br>La risposta non è quella di chi ha smesso di vedere l’altro come un essere umano. «A me è successo. Sono stato male, dopo pensavo alla persona che era dall’altra parte. Magari aveva famiglia, genitori, figli ed è morto in un campo lontano da loro e a migliaia di chilometri da casa. Però, purtroppo, in quel momento si trattava o di me o di lui». È una delle frasi più dure della sua testimonianza: la<br>consapevolezza della vita dell’altro e, contemporaneamente, la distinzione che per lui resta decisiva tra aggressione e difesa. «Io sto aiutando l’Ucraina a difendersi. Lui è venuto per aggredire, conquistare».<br>La parte più bella di Yuri emerge proprio qui: non nella durezza dello scontro, ma nel fatto che la guerra non riesce a cancellare del<br>tutto il pensiero sull’altro. Nemmeno quando l’altro è il nemico, nemmeno quando la scelta è tra vivere e morire.<br>Gli chiedo quale immagine della guerra gli sia rimasta più impressa.<br>Racconta di un’evacuazione. Le prime informazioni riguardavano due persone di cui non si avevano notizie e un morto. Arrivati a<br>circa un chilometro dalla linea di contatto, lui e i compagni incontrarono i due dispersi e li indirizzarono verso le retrovie.<br>Successivamente trovarono in un bunker un ragazzo tedesco di vent’anni, quello che era stato dato per morto. Era gravemente<br>ferito, ma vivo, e riusciva ancora a parlare. Attesero il momento adatto e lo misero su una barella per evacuarlo. Morì poco dopo,<br> perché le ferite erano troppo gravi. «Non lo auguro a nessuno».<br>Chiede una pausa. Quando torna, quasi mezz’ora dopo, scrive: «Fa male toccare certe storie, come puoi immaginare. Ne parlo già poco<br>di mio, ma li ricordo sempre. Ogni giorno penso a loro».</p>



<p>E il trauma non finisce quando si esce da una trincea o quando si rientra in Italia. Yuri indica il PTSD, il disturbo post-traumatico da stress, come una delle condizioni psichiatriche più comuni tra chi ha vissuto la guerra. Per lui, il problema non è solo riconoscere di stare male, ma trovare strutture disposte ad assistere chi ha combattuto.<br>«Un soldato riconosce il suo dolore e chiede aiuto, ma dall’altra parte devono esserci delle strutture pronte ad aiutarlo». In Ucraina<br>alcune stanno nascendo o sono già operative, ma spesso resta la barriera linguistica per i volontari stranieri. «È impensabile comunicare tramite il traduttore». In Italia, secondo la sua esperienza, manca un percorso dedicato per chi rientra dalla battaglia.<br>L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che, nei contesti di guerra, circa una persona su cinque sviluppi una<br>condizione di salute mentale. Applicando queste stime all’Ucraina, WHO Europe ha stimato che milioni di persone siano<br>potenzialmente colpite, con una quota significativa di condizioni<br>moderate o gravi. La testimonianza di Yuri, dunque, non è un caso isolato: si inserisce in un’emergenza collettiva, fisica e psicologica,<br>che l’invasione continua ad aggravare.<br>Nel racconto di Yuri la guerra cambia anche forma. Gli attacchi missilistici e quelli con i droni Shahed sulle città ucraine, spiega, ci<br>sono fin dal 2022. Ma al fronte, secondo lui, una svolta è arrivata nell’estate del 2024 con l’utilizzo sempre più ampio degli FPV,<br>piccoli droni pilotati in prima persona, veloci e imprevedibili. «Hanno cambiato totalmente gli schemi di questa guerra». In precedenza,<br>durante gli assalti o le rotazioni (i cambi periodici dei reparti al fronte), la preoccupazione principale era l’artiglieria. Ora i droni<br>colpiscono la fanteria, i veicoli e le posizioni (le aree occupate e difese dalle truppe). «Puoi essere super allenato, ma un drone sarà sempre più veloce di te». Non a caso, le analisi e i reportage dal fronte evidenziano la centralità crescente dei droni nel conflitto: piccoli FPV, sistemi di guerra elettronica, jamming (le interferenze elettroniche usate per disturbare o bloccare i segnali radio), intelligenza artificiale, droni guidati con la fibra ottica. È una corsa continua tra attacco e difesa, tra innovazione e sopravvivenza.<br>L’immagine tradizionale della guerra — i carri, le trincee, l’artiglieria — convive con un conflitto sempre più tecnologico, in cui un drone economico può decidere della vita di unə soldatə, colpire un veicolo, interrompere una rotazione o trasformare un movimento in un rischio mortale.<br>Negli ultimi mesi pure l’Ucraina ha intensificato gli attacchi in profondità contro le infrastrutture russe, soprattutto energetiche,<br>logistiche e militari. Yuri li legge come una risposta strategica e simbolica: far percepire alla Russia la guerra che ha scatenato.<br>Anche qui, però, la guerra apre diversi dilemmi. Le infrastrutture energetiche non sono mai un tema semplice: toccano il piano militare, quello economico, quello civile e quello geopolitico.<br>L’Europa ha ridotto drasticamente la propria dipendenza energetica dalla Russia, ma il distacco non avviene azionando un interruttore:<br>resta una questione estremamente complicata, tra il gas liquefatto, le forniture residue, i prodotti raffinati e i canali indiretti.<br>Quando parla di pace, poi, Yuri non cerca formule rassicuranti.<br>Ricorda che nel 2023, in trincea, parlava con gli altri volontari di quando sarebbe terminata la guerra e di cosa avrebbero fatto dopo.<br>«Siamo nel 2026 e siamo nella stessa situazione di allora».<br>Secondo lui, una pace vera non può coincidere con la resa dell’Ucraina. «Molti invocano la pace e chiedono all’Ucraina di<br>arrendersi, ma non dimentichiamo che se domani la Russia si ritira dall’Ucraina tutto finisce».<br>Intanto, la guerra continua a colpire chi non combatte. Yuri parla dellə ucrainə come di un popolo dotato di una resilienza straordinaria. Ad esempio, dopo un bombardamento ricostruiscono subito gli edifici, e durante gli inverni senza corrente elettrica<br>mandano avanti le attività con i generatori. «Il popolo si è abituato alla guerra, ma allo stesso tempo continua a vivere. Resistiamo, arrenderci non è tra le opzioni. Ne va del futuro del Paese e del suo popolo».<br>E lə bambinə? Sono tra le prime vittime invisibili di questa normalità deformata. Yuri racconta delle notti passate nei sotterranei, nelle<br>metropolitane, nei corridoi di cemento armato. Nelle zone più vicine al fronte, le scuole spesso non funzionano o vengono evitate per<br>proteggere lə minori. «Un bambino nato nel Donbass nel 2013, per esempio, ha conosciuto solo la guerra», dice. Ha cambiato casa,<br>visto le occupazioni, vissuto tra le sirene e la paura. «Sono dei traumi che segnano la crescita di un bambino». Reuters ha<br>documentato il peso di tutto questo sullə bambinə ucrainə: le sirene diventate routine, le lezioni nei rifugi, le famiglie sfollate e lə minori costrettə a crescere in un orizzonte di paura.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f3-scaled.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="473" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f3-473x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18239" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f3-473x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 473w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f3-139x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 139w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f3-768x1663.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f3-709x1536.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 709w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f3-946x2048.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 946w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f3-scaled.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1182w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /></a></figure>



<p><br>Nei primi nove mesi del 2024, secondo i dati, più di 50.000 bambinə hanno cercato un aiuto professionale per problemi di salute<br>mentale, circa tre volte più che nel 2023. The Guardian, citando la Global Coalition to Protect Education from Attack, ha riportato<br>che nel periodo 2024-2025 le aggressioni globali all’istruzione sono aumentati del 40%; l’Ucraina figura tra i casi più gravi, con circa 900 attacchi contro le scuole.<br>La guerra pesa in modo particolare anche sulla disabilità. Yuri si riferisce alle persone disabili, incluse quelle che hanno subito<br>amputazioni a causa del conflitto, sottolineando la fragilità economica e psicologica di chi vive già con una disabilità. In<br>Ucraina esistono diverse categorie di disabilità e forme di sostegno, tra cui l’assistenza sociale, gli aiuti economici e le pensioni<br>d’invalidità. Ma il problema non è solo amministrativo:<br>«Psicologicamente vivere in un Paese in conflitto non aiuta di certo».<br>Già nell’aprile del 2022, il Comitato ONU sui diritti delle persone con disabilità aveva avvertito che circa 2,7 milioni di persone<br>disabili in Ucraina erano a rischio: intrappolate o abbandonate nelle abitazioni, negli istituti e negli orfanotrofi, con difficoltà di accesso a farmaci essenziali, ossigeno, cibo, acqua, servizi igienici, assistenza quotidiana, informazioni d’emergenza e rifugi sicuri. È<br>una vulnerabilità dentro la vulnerabilità, perché la guerra non espone tuttə alle stesse minacce. Chi ha bisogno di supporto, cure,<br>accessibilità, assistenza o comunicazioni chiare rischia di rimanere indietro proprio quando il pericolo corre più veloce.<br>Gli chiedo che cosa stia dimenticando l’Italia. Risponde senza esitazione: «In Italia si dovrebbe parlare di più di quello che succede qui. Più reportage, più informazione. Secondo me non si percepisce totalmente quello che stanno vivendo qui, se ne parla troppo poco e la gente non ha interesse». Poi aggiunge che conosce molte persone impegnate nell’aiuto umanitario, perciò non è un’accusa indistinta. È una richiesta di attenzione.<br>La guerra, racconta, gli ha tolto la serenità e la spensieratezza che aveva in Italia, ma gli ha anche insegnato ad apprezzare ciò che<br>prima dava per scontato: l’acqua in casa, l’elettricità, un tetto sopra la testa, il cibo. «Ho imparato ad apprezzare ogni singolo momento<br>della vita e a essere grato di poter vivere».<br>Nonostante ciò, il ritorno in Italia è uno dei passaggi più difficili che deve affrontare. «Quando torno in Italia, mi sembra che sia un altro mondo. E ci vuole qualche giorno per adattarmi». Gli aerei, gli elicotteri, le persone che fanno progetti per il futuro: tutto gli appare distante. «A dire la verità mi sento molto fuori luogo. Io arrivo dall’inferno e le persone in Italia sembra vivano su un altro pianeta.<br>Ma la vita continua per loro, sono solo io che ho cambiato la mia».<br>È qui che il titolo dell’articolo trova il suo senso pieno. L’inferno non è soltanto il fronte. È anche il ritorno. È rientrare in un Paese in<br>pace e accorgersi che il proprio corpo è tornato a casa, ma una parte della mente è rimasta altrove; è vedere la normalità dellə altrə<br>e non riuscire più ad abitarla nello stesso modo.<br>All’interno di questa frattura, però, c’è anche una storia d’amore.<br>Nel dicembre del 2023 Yuri rilasciò un’intervista a ТСН (Телевізійна служба новин), il notiziario dell’emittente ucraina 1+1. La donna che sarebbe poi diventata sua moglie lo vide in TV e lo cercò sui social network. Iniziarono a scriversi, poi a sentirsi al telefono ogni giorno. Lei lo sostenne anche dal punto di vista pratico, mandandogli al fronte dolci fatti in casa e vari prodotti ucraini.<br>Nel marzo del 2025 lui andò a Vinnytsia e si incontrarono finalmente di persona. Le chiese di sposarlo. L’11 novembre 2025<br>convolarono a nozze a Kyiv. Al matrimonio c’erano italianə, ucrainə, americanə; un volontario finlandese con cui Yuri aveva combattuto<br>gli fece da testimone.<br>Quando gli chiedo se ci sia una persona ucraina che gli abbia cambiato il modo di vedere la guerra, pensa a lei. «Mia moglie mi<br>ha mostrato che c’è molto di più in Ucraina e non solo la guerra e il combattimento. Lei mi parla di futuro, di progetti, di famiglia…<br>mentre io prima di lei pensavo a sopravvivere, non a vivere».<br>È questa la parte più luminosa della sua storia: non il coraggio inteso come assenza di paura, ma la capacità di restare<br>attraversabile dal bene; di continuare a vedere lə civili, lə bambinə, le persone ferite, lə indifesə; di ricordare le morti; di non scambiare<br>la guerra per un’identità, anche dopo averla vissuta così da vicino.<br>Yuri non desidera essere visto come un eroe. Racconta soltanto una scelta personale e le sue conseguenze: il prezzo umano di una<br>guerra che moltə, in Italia, rischiano di percepire come distante. Ma non lo è.<br>Da lontano, la guerra può sembrare una notizia ripetitiva. Per Yuri, invece, è una notte che ricomincia. Ascoltandolo, continuo a farmi<br>una domanda: siamo davvero sicurə che allə soldatə piaccia uccidere? Che lo facciano sempre per vocazione, per gloria o per<br>amore della guerra? Le sue parole non assolvono la violenza e non la rendono giusta. Spiegano, però, che per alcune persone la<br>decisione di combattere nasce dal rifiuto di restare inerme davanti a ciò che ritengono un’ingiustizia.</p>



<p>Poi arrivano le conseguenze: la morte, il trauma, l’impossibilità di tornare davvero alla vita di prima. Nessuna scelta, in guerra, è<br>semplice. Forse non esiste una risposta capace di contenere tutto: la necessità di difendere qualcuno, la responsabilità di togliere una<br>vita, la paura di perdere la propria e ciò che rimane quando le armi tacciono.<br>«Come cazzo si fa a dormire così?», chiede Yuri.<br>Non lo so, Yuri. Non lo so.<br>So, però, che se un giorno potessi intervistarti di nuovo, vorrei farti domande diverse. Vorrei chiederti qual è stata la strada più bella<br>percorsa con il camion, che cosa ti manca delle montagne bergamasche, quale musica ascolti durante i viaggi e dove vorresti<br>andare senza avere una guerra ad aspettarti all’arrivo. Vorrei sentirti raccontare una giornata tranquilla, una di quelle in cui non<br>accade nulla di eccezionale e proprio per questo ogni cosa acquista valore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f4.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="472" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f4-472x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f4-472x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 472w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f4-138x300.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 138w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f4-708x1536.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 708w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/07/f4.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 738w" sizes="(max-width: 472px) 100vw, 472px" /></a></figure>



<p><br>Mi piacerebbe che un giorno la guerra fosse solamente un tassello della tua storia. Che qualcuno ti chiedesse chi sei e che tu potessi<br>rispondere parlando di un viaggio, di una montagna, di un progetto ancora da realizzare o di un posto nel quale ti senti a casa.<br>Non so come si faccia a dormire sotto le bombe. Ma spero che arrivino molte notti quiete in cui il buio non faccia più paura e tu<br>possa chiudere gli occhi sapendo che, al risveglio, ti attende semplicemente la tua vita.<br>Io ci sarò sempre.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2026/07/14/io-arrivo-dallinferno-la-guerra-in-ucraina-raccontata-da-yuri-previtali/">“Io arrivo dall’inferno”. La guerra in Ucraina raccontata da Yuri Previtali</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2026/07/14/io-arrivo-dallinferno-la-guerra-in-ucraina-raccontata-da-yuri-previtali/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Siria: Kobanê, simbolo di speranza, è nuovamente minacciata dagli islamisti – Appello alla protesta pacifica</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 11:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[curdi]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[islamismi]]></category>
		<category><![CDATA[Kobane]]></category>
		<category><![CDATA[minoranze]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[Scià]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18210</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli attacchi genocidi del regime islamista di Damasco contro le zone curde nel nord-est della Siria continuano. Decine di migliaia di curdi sono in fuga. Intere città e regioni sono circondate e isolate dal&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/">Siria: Kobanê, simbolo di speranza, è nuovamente minacciata dagli islamisti – Appello alla protesta pacifica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="700" height="466" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18211" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></figure>



<p>Gli attacchi genocidi del regime islamista di Damasco contro le zone curde nel nord-est della Siria continuano. Decine di migliaia di curdi sono in fuga. Intere città e regioni sono circondate e isolate dal mondo esterno, senza possibilità di ricevere medicinali, generi alimentari o carburante, riferisce l’Associazione per i popoli minacciati (APM/GfbV).</p>



<p>Nelle zone conquistate si dà la caccia ai curdi. Particolarmente drammatica è la situazione nella leggendaria città curda di Kobanê, che<br>nel 2014 ha resistito allo ”Stato Islamico” (IS). Da lì è partita la liberazione della regione dall’IS. A Kobanê sono state interrotte le forniture di acqua ed elettricità. Anche l’accesso a Internet è stato bloccato. I radicali islamici continuano ad avanzare. L’interruzione<br>intenzionale dei servizi di base sta provocando una crisi umanitaria. I civili, tra cui bambini e anziani, sono intrappolati nell’oscurità e non<br>hanno accesso ai servizi di base.</p>



<p>A quanto pare, il regime siriano vuole vendicarsi di Kobanê perché la città è un simbolo della lotta contro l’IS. Per i curdi – e per il mondo intero – Kobanê è un simbolo di speranza e di resistenza contro l’Islam radicale.</p>



<p>Di fronte ai continui attacchi delle truppe del regime islamista siriano contro la popolazione curda nel nord-est del Paese, centinaia di<br>migliaia di curdi e membri di altre minoranze siriane minacciate scendono in piazza in tutto il mondo per protestare. In questo contesto,<br>l’Associazione per i popoli minacciati fa appello ai curdi, ai drusi, agli alawiti e alle persone solidali in tutta Europa che protestano<br>affinché manifestino esclusivamente in modo pacifico. Anche se il dolore di fronte alle notizie sempre più drammatiche provenienti dalla Siria non conosce limiti, invitiamo tutti i manifestanti a protestare pacificamente. La rabbia per l’inerzia, l’indifferenza e persino il<br>sostegno al regime islamista di Damasco da parte dell’amministrazione Trump, dei governi e leader di partito in Europa è comprensibile. Non lasciatevi provocare da questo e dai siriani che dall’Europa sostengono il regime islamista! Chiediamo ai media di parlare con i membri delle minoranze siriane e di non minimizzare il regime islamista. Gran parte dell’opinione pubblica tedesca ed italiana è dalla parte delle minoranze perseguitate.</p>



<p>Tra i sunniti arabi siriani ci sono molte persone che rifiutano l’Islam radicale e si impegnano per la democrazia nel loro Paese. Molti sunniti arabi siriani attualmente tacciono, forse perché sperano che gli islamisti radicali porteranno la democrazia in Siria. Proprio come molte persone in Iran dopo il 1979, quando il regime di Khomeini salì al potere. Speravano in maggiori libertà per l’Iran dopo la terribile dittatura dello Scià. Ma molto presto questi siriani, proprio come allora gli iraniani, rimarranno delusi. Perché l’Islam radicale – sia sciita che sunnita – non ha portato più libertà in nessun luogo, ma solo più guerra, violenza, terrore e odio tra etnie e comunità religiose.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/">Siria: Kobanê, simbolo di speranza, è nuovamente minacciata dagli islamisti – Appello alla protesta pacifica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sostegno alla Global Sumud Flotilla</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/09/03/sostegno-alla-global-sumud-flotilla/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/09/03/sostegno-alla-global-sumud-flotilla/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 12:49:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[aiutiumanitari]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[attivisti]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[GlobalSumudFlotilla]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[messaggio]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[nave]]></category>
		<category><![CDATA[nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[StrisciadiGaza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18164</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani sostiene la Global Sumud Flotilla. Portare aiuti alla popolazione palestinese! Questa è una delle priorità a livello mondiale. La Global Sumud Flottilla è una missione che ha come obiettivo&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/09/03/sostegno-alla-global-sumud-flotilla/">Sostegno alla Global Sumud Flotilla</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/GSF.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="447" height="203" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/GSF.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18167" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/GSF.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 447w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/GSF-300x136.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 447px) 100vw, 447px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/Video-ApDU.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<p>Associazione Per i Diritti umani sostiene la Global Sumud Flotilla.</p>



<p>Portare aiuti alla popolazione palestinese! Questa è una delle priorità a livello mondiale.</p>



<p>La Global Sumud Flottilla è una missione che ha come obiettivo proprio quello di rompere il blocco imposto dal governo israeliano all&#8217;accesso via mare per la Striscia di Gaza, in modo da poter raggiungere il territorio e portare aiuti umanitari di ogni tipo. Si tratta di una spedizione internazionale e di un&#8217;iniziativa indipendente che vede protagonisti attivisti e professionisti di 44 Paesi; oltre a porre fine all&#8217;assedio, la GSF ha come intento quello di portare un messaggio di Pace e di nonviolenza attiva. </p>



<p>Partita da Barcellona lo scorso 31 agosto, ha visto coinvolti anche i portuali di Genova (che hanno fatto sentire la voce negli ultimi giorni con ulteriori iniziative meritevoli di attenzione) e quelli siciliani per quanto riguarda l&#8217;Italia. Il 4 settembre seguirà un&#8217;altra partenza da Tunisi e da latri porti europei. Con la speranza che l&#8217;esempio e la sensibilizzazione illumini le decisioni dal basso e dall&#8217;alto, per un mondo più giusto e un futuro sicuro. </p>



<p>Ringraziamo Anna Mognaschi, dell&#8217;Associazione Per i Diritti umani, per il video. </p>



<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/09/03/sostegno-alla-global-sumud-flotilla/">Sostegno alla Global Sumud Flotilla</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/09/03/sostegno-alla-global-sumud-flotilla/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/Video-ApDU.mp4" length="79933063" type="video/mp4" />

			</item>
		<item>
		<title>Yurii Sheliazenko: “Bene le proteste, ma tra gli ucraini c’è ancora chi crede nella guerra”</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/08/05/yurii-sheliazenko-bene-le-proteste-ma-tra-gli-ucraini-ce-ancora-chi-crede-nella-guerra/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/08/05/yurii-sheliazenko-bene-le-proteste-ma-tra-gli-ucraini-ce-ancora-chi-crede-nella-guerra/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 08:33:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[comunitainternazionale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[pacifismo]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[soldati obiezione]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Zelensky]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18123</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mauro Carlo Zanella (da pressenza.com) Quest’articolo è disponibile anche in:&#160;Greco A Kiev ho incontrato&#160;Yurii Sheliazenko, obiettore di coscienza quacchero e dirigente del&#160;Movimento Pacifista Ucraino, che avevo conosciuto e&#160;intervistato&#160;durante il mio viaggio in Ucraina nell’agosto&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/08/05/yurii-sheliazenko-bene-le-proteste-ma-tra-gli-ucraini-ce-ancora-chi-crede-nella-guerra/">Yurii Sheliazenko: “Bene le proteste, ma tra gli ucraini c’è ancora chi crede nella guerra”</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/campagna-obiezione-guerra-820x461-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="820" height="461" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/campagna-obiezione-guerra-820x461-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18124" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/campagna-obiezione-guerra-820x461-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/campagna-obiezione-guerra-820x461-1-300x169.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/campagna-obiezione-guerra-820x461-1-768x432.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></a></figure>



<p><a href="https://www.pressenza.com/it/author/mauro-zanella/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Mauro Carlo Zanella</a> (da pressenza.com) </p>



<p>Quest’articolo è disponibile anche in:&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/el/2025/08/yuri-seliazenko-oi-diamartyries-einai-thetikes-alla-metaxi-ton-oukranon-yparxei-akoma-ekeinoi-pu-pistevoun-ston-polemo/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Greco</a></p>



<p><em>A Kiev ho incontrato</em>&nbsp;<em>Yurii Sheliazenko, obiettore di coscienza quacchero e dirigente del&nbsp;</em><em>Movimento Pacifista Ucraino, che avevo conosciuto e&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2024/08/yurii-sheliazenkho-dobbiamo-cambiare-la-narrativa-dellinevitabilita-della-guerra/?utm_source=rss&utm_medium=rss">intervistato</a>&nbsp;durante il mio viaggio in Ucraina nell’agosto dell’anno scorso e il suo amico&nbsp;</em><em>Artem Denysov, anch’egli quacchero. Mi hanno portato nel complesso residenziale “Fayna Town”</em><em>&nbsp;dove abita Artem, una sorta di città nella città</em><em>, cinto da cancellate e controllato da vigilantes. All’interno negozi, farmacia e scuola privata, molti alberi, prati e diverse aree gioco per bambini. Artem ci ha mostrato una palazzina ancora vuota danneggiata da un drone russo in pieno giorno, che ha terrorizzato gli abitanti senza per fortuna fare molti danni.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2025/08/palazzina-colpita-da-drone-russo.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-2624361"/></figure>



<p><em>Abbiamo toccato diversi temi, che sintetizzo qui di seguito.</em></p>



<p><strong>Yurii, puoi parlarmi della tua attuale situazione legale? Al momento hai qualche restrizione alla tua libertà personale?</strong></p>



<p>I miei arresti domiciliari sono terminati nel febbraio 2024, ma non ho potuto trasferirmi all’estero e qualsiasi viaggio all’interno dell’Ucraina è rischioso. Il nostro amico Oleksandr Ivanov è stato arruolato con la forza mentre era in viaggio turistico in Bessarabia. Non ho alcun obbligo formale di rimanere a Kiev, ma lo faccio perché qualsiasi tentativo di trasferirmi potrebbe essere interpretato come un tentativo di fuga e potrei essere privato della libertà; inoltre, non riesco a immaginare dove potrei realisticamente vivere e lavorare meglio che a Kiev, date le attuali circostanze e il divieto di viaggiare all’estero.</p>



<p>Al momento posso muovermi con cautela a Kiev, perché i reclutatori militari stanno dando la caccia alle persone per le strade per arruolarle con la forza, picchiandole e sequestrando loro gli smartphone. Sono sottoposto a un processo per motivi politici a causa della mia visione pacifista del mondo e per una lettera inviata al presidente Zelensky con una dichiarazione intitolata “Agenda di pace per l’Ucraina e il mondo”, in cui si invita a resistere in modo nonviolento all’aggressione russa e a proteggere il diritto umano all’obiezione di coscienza al servizio militare.</p>



<p>La prossima udienza è fissata per l’11 settembre. Al momento le udienze sono in fase preparatoria e io sto presentando reclami relativi a numerose violazioni commesse durante le indagini preliminari: il sequestro del mio computer e del mio smartphone, la pubblicazione di un comunicato stampa dei servizi di sicurezza ucraini che mi dipingeva come un nemico e un criminale, non solo come un sospettato, e che ha scatenato una campagna diffamatoria sui media, l’accesso non autorizzato alle mie cartelle cliniche e ai miei conti bancari, l’eccessiva intrusione nella mia casa e nella mia vita privata, comunicazioni mobili con ordinanze del tribunale formulate in modo vago e molte altre irregolarità tecniche da parte degli investigatori.</p>



<p>Non hanno trovato alcuna prova di attività illegali nella mia vita, perché sono un avvocato e mi impegno molto per rispettare le leggi dell’Ucraina, ma hanno violato in modo sproporzionato la mia privacy ottenendo molte informazioni sensibili su di me e privandomi dei mezzi per svolgere il mio lavoro professionale di difensore dei diritti umani, probabilmente con l’intenzione di esercitare pressioni su di me e sui miei contatti. Sebbene io sia resistente alle pressioni, ho avuto l’impressione che su altre persone tali pressioni abbiano avuto più successo, ostacolando il mio lavoro a favore dei diritti umani e della pace.</p>



<p>Vorrei aggiungere che in Ucraina l’obiezione di coscienza per motivi religiosi non viene riconosciuta. Al momento siamo in contatto con dodici persone che si sono dichiarate pubblicamente obiettori di coscienza, rifiutandosi di partire per il fronte. Appartengono tutte a confessioni religiose minori, fedeli ai loro principi pacifisti e nonviolenti, come Quaccheri, Testimoni di Geova e Avventisti del Settimo Giorno. Questi sono i loro nomi: &nbsp;Adamovyc, &nbsp;Bezsonov, Chyzhof, Ivanushchenko, Khomenko, Kryushenko, Nechayuk, Nosenko, Radashko, Semchuk, Skilar, Solonets.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2025/08/nomi-e-facce-obiettori-coscienza.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-2624362"/></figure>



<p>Le chiese ufficiali ucraine, sia quelle che riconoscono l’autorità del papa che quelle propriamente ortodosse, invece appoggiano la guerra contro i russi.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2025/08/Chiesa-ucraina-appoggia-esercito.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-2624363"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2025/08/prete-e-soldati-ucraini.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-2624364"/></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2025/08/mostra-cattolica-pro-guerra-a-Leopoli.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-2624365"/></figure>



<p><em>Esposizione religiosa a favore della guerra a Leopoli</em></p>



<p>Dalla parte opposta il patriarca di Mosca Cirillo I, la cui autorità é riconosciuta dagli ortodossi di madrelingua russa, ha dichiarato: “Ci troviamo in una guerra che ha assunto un significato metafisico. Le parate dei gay dimostrano che il peccato è una variabile del comportamento umano. Questa guerra è contro chi sostiene i gay, come il mondo occidentale.”</p>



<p>La persecuzione degli obiettori di coscienza avviene nonostante l’articolo 35 della Costituzione ucraina, valido anche durante la legge marziale, preveda il diritto di sostituire il servizio militare con un servizio alternativo non militare.</p>



<p><strong>Che cosa pensi del movimento che è sceso in piazza contro la corruzione?</strong></p>



<p>La forte reazione popolare dopo l’approvazione della legge 12414 dimostra che l’Ucraina ha preservato una cultura della democrazia e delle proteste pacifiche. La legge 12414 era uno strumento per aumentare il controllo presidenziale sulle forze dell’ordine, introdotto in modo arbitrario per fermare le indagini sulla cerchia ristretta di Zelensky. Ha ridotto l’indipendenza dei pubblici ministeri e delle agenzie anticorruzione e ha conferito ampi poteri incontrollati al procuratore generale, che viene nominato dal presidente.</p>



<p>Zelensky ha reagito alle proteste introducendo un nuovo disegno di legge con il numero 13533, che è stato approvato e firmato, ripristinando l’indipendenza delle istituzioni anticorruzione – Ufficio Nazionale Anti-Corruzione (NABU) e Procura Specializzata Anti-Corruzione (SAPO).</p>



<p>Nonostante Zelensky affermi di aver ascoltato il popolo, ha piuttosto creato un alibi per rivendicare la sua innocenza, mentre gli agenti della NABU sono ancora sotto indagine da parte dei servizi di sicurezza ucraini controllati dal presidente con il pretesto dell’influenza russa. il nuovo disegno di legge mira anche a limitare tale influenza, il che significa che Zelensky insisterà sul fatto che l’attacco alla NABU con la perquisizione delle case di 20 agenti senza autorizzazione giudiziaria è “giustificato”. Questo scandalo non finirà facilmente e aumenterà le tensioni politiche nel Paese, già sotto pressione per l’aggressione russa e le perdite al fronte.</p>



<p>È positivo che le proteste siano state principalmente pacifiche, ma d’altra parte gli animi sono accesi, con molti slogan osceni e non ci sono state proteste contro le politiche militariste; al contrario, la gente ripone ancora troppa fiducia nella guerra, nell’esercito e nella punizione dei nemici esterni e interni, come l’élite al potere, ritenuta corrotta. Se la popolazione continuerà a essere ossessionata dalla credenza che la giustizia possa arrivare solo attraverso la violenza, ciò rafforzerà il militarismo autocratico e distruggerà la democrazia che la gente spera di proteggere con le sue proteste.</p>



<p>Ci sono però altri tipi di proteste meno riportati dai media, che contraddicono il sostegno alla guerra e riguardano soprattutto le zone rurali, quelle che pagano il tributo più alto di caduti. Dopo le recenti notizie di tortura a morte di un coscritto in un autobus militare, preso a calci e a scariche elettriche – caso che è oggetto di un’indagine ufficiale da parte dell’Ufficio Investigativo dello Stato – alcune persone hanno fermato uno di questi autobus e hanno liberato con la forza i coscritti detenuti e trasportati al fronte.</p>



<p>A Vinnycja, nell’Ucraina centrale, molti manifestanti sono scesi in piazza per chiedere il rilascio delle reclute detenute illegalmente e private dei loro telefoni cellulari e la polizia li ha dispersi violentemente usando gas lacrimogeni e arrestando cinque persone con l’accusa di aver tentato di occupare un edificio governativo, il che sembra esagerato. I media hanno anche riportato notizie di una risposta violenta da parte degli abitanti di un villaggio nel sud del Paese alle retate di reclutamento. Probabilmente assisteremo a ulteriori proteste e rivolte contro le attuali detenzioni arbitrarie e le torture, violazioni palesi del diritto umano all’obiezione di coscienza al servizio militare, denunciate dai commissari per i diritti umani delle Nazioni Unite e del Consiglio d’Europa. Purtroppo, i media mainstream hanno politiche di autocensura riguardo alle violazioni dei diritti umani durante la mobilitazione; di solito diffondono comunicati stampa ufficiali e non chiedono commenti ai difensori dei diritti umani. Questa politica è sostenuta dall’autorità nazionale di regolamentazione dei media, secondo la quale qualsiasi critica alla mobilitazione favorisce il nemico.</p>



<p>A proposito, il Consiglio nazionale per la regolamentazione dei media non ha registrato il mio media online “Free Civilians. Herald of Peace and Conscientious Objection”, pur sapendo che è contrario alla legge, probabilmente a causa di una lettera fuorviante e pressante dei servizi di sicurezza ucraini. La mia causa contro l’autorità di regolamentazione dei media è in tribunale, ma per strani motivi un semplice caso che si dovrebbe risolvere in due mesi non è stato risolto in un anno.<a href="mailto:info@example.com?&amp;subject=Yurii%20Sheliazenko%3A%20%E2%80%9CBene%20le%20proteste%2C%20ma%20tra%20gli%20ucraini%20c%E2%80%99%C3%A8%20ancora%20chi%20crede%20nella%20guerra%E2%80%9D&amp;body=https://www.pressenza.com/it/2025/08/yurii-sheliazenko-bene-le-proteste-ma-tra-gli-ucraini-ce-ancora-chi-crede-nella-guerra/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/08/05/yurii-sheliazenko-bene-le-proteste-ma-tra-gli-ucraini-ce-ancora-chi-crede-nella-guerra/">Yurii Sheliazenko: “Bene le proteste, ma tra gli ucraini c’è ancora chi crede nella guerra”</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/08/05/yurii-sheliazenko-bene-le-proteste-ma-tra-gli-ucraini-ce-ancora-chi-crede-nella-guerra/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Diario di sopravvivenza nella Striscia di Gaza: la testimonianza di Hussain</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/07/18/diario-di-sopravvivenza-nella-striscia-di-gaza-la-testimonianza-di-hussain/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/07/18/diario-di-sopravvivenza-nella-striscia-di-gaza-la-testimonianza-di-hussain/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2025 09:05:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[comunitainternazionale]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[servizi]]></category>
		<category><![CDATA[StrisciadiGaza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18083</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Camilla Mercadante Vive a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Si chiama Hussain, ha 29 anni, e oggi condivide una tenda con dieci persone:i suoi genitori, i fratelli, la moglie di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/07/18/diario-di-sopravvivenza-nella-striscia-di-gaza-la-testimonianza-di-hussain/">Diario di sopravvivenza nella Striscia di Gaza: la testimonianza di Hussain</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/gaza.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/gaza-1024x576.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18087" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/gaza-1024x576.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/gaza-300x169.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/gaza-768x432.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/gaza.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Camilla Mercadante</p>



<p>Vive a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Si chiama Hussain, ha 29 anni, e oggi condivide una tenda con dieci persone:<br>i suoi genitori, i fratelli, la moglie di uno di loro e due bambinə.<br>Prima della guerra, ciascun nucleo familiare aveva una casa propria. Attualmente, invece, vivono tuttə insieme nella fame e nel<br>dolore, sospesə tra le macerie del presente e l’attesa di una vita diversa, degna del suo nome.<br>Ho conosciuto Hussain per caso, su Instagram, grazie a un post in cui chiedeva aiuto per la sua famiglia. Comunicare non è stato<br>semplice: le barriere linguistiche, la delicatezza dell’argomento, la paura di risultare invasiva in un momento così tragico. Eppure,<br>sebbene con qualche esitazione, si è fidato di me. Mi ha raccontato il suo quotidiano sotto le bombe, i sogni spezzati e la speranza &#8211; <br>ancora viva &#8211; di ritrovare la pace perduta.<br>Mentre raccoglievo le sue risposte, sentivo le lacrime salire agli occhi. È difficile restare neutrə &#8211; e ancora di più restare inermi &#8211; <br>quando davanti a te c’è qualcunə che ha perso tutto: la casa, il lavoro, la salute, ə parenti. E continua comunque a parlarti con rispetto, con gentilezza. Quasi scusandosi di dare fastidio.</p>



<p>Perché vivete tuttə insieme?</p>



<p><br>“All’inizio ogni famiglia aveva la propria casa, ma adesso le nostre abitazioni sono state completamente distrutte dalla guerra e ci siamo rifugiatə nelle tende.”</p>



<p>Come vivevate prima dell’attuale conflitto tra Israele e Gaza?</p>



<p><br>So che purtroppo non è la prima volta che la Striscia di Gaza viene colpita, ma questa guerra &#8211; guidata dal governo di Netanyahu &#8211; è stata definita da molte organizzazioni internazionali come un possibile genocidio. </p>



<p>Secondo te, la vita era migliore, uguale o peggiore prima del 7 ottobre 2023?</p>



<p>“Prima la nostra vita era molto migliore. Avevamo delle case, una vita dignitosa, un reddito. Avevamo dellə amichə, una grande famiglia. Purtroppo ho perso più di 50 persone, di cui 27 erano parenti.”</p>



<p>In mezzo a tanto dolore, cosa ti dà ancora la forza per andare avanti? “Mio padre, mia madre, la mia famiglia e i figli di mio fratello.”</p>



<p>Da quando è iniziata questa guerra, c’è un momento o un’immagine che ti ha spezzato il cuore e che non riesci a dimenticare? Forse qualcosa che riguarda ə tuoə nipotinə, Majed e Mayar, o un ricordo che ti porti dentro ogni giorno?</p>



<p><br>“Tantissimi eventi e immagini, sorella. Sono troppi i momenti che ci portiamo dentro.”</p>



<p>Vuoi raccontarmene uno?</p>



<p><br>“È una domanda davvero difficile. Forse non riesco a descriverli.”</p>



<p>Qual è l’effetto del suono costante delle sirene e delle esplosioni sulla vostra vita quotidiana e sulla vostra salute<br>mentale?</p>



<p><br>“Sinceramente ci siamo abituatə. All’inizio avevamo tantissima paura, ma adesso succede sempre e siamo tristemente abituatə.<br>La nostra condizione mentale è pessima.”</p>



<p>La maggior parte delle volte mangiate alimenti estremi, come foglie, erba o cibo avariato. Posso chiederti, con tutto il rispetto, se riuscite davvero a nutrirvi in questa maniera, oppure spesso il corpo reagisce male?</p>



<p><br>“Certo, sentiamo nausea e abbiamo problemi di digestione. A volte<br>ci ammaliamo.”</p>



<p>Che tipo di cibo mangiate, quando riuscite a trovarlo?</p>



<p><br>“Dipendiamo dai cibi in scatola. Fagioli, piselli, ceci, fave, lenticchie, riso, pasta.”</p>



<p>È cambiato il costo della vita a Gaza da quando è iniziata la guerra. I prezzi dei beni essenziali, tra cui cibo, acqua e<br>medicine, sono aumentati. Riuscite ancora a trovare ciò di cui avete bisogno? Fammi un paio di esempi sui prezzi dei<br>prodotti alimentari.</p>



<p><br>“I prezzi sono alle stelle. Un chilo di pomodori costa 25 dollari. Le patate 30, il riso 15, le lenticchie 10.”</p>



<p>Secondo te, chi trae profitto da questa situazione? Che cosa provate quando pensate al fatto che all’interno della Striscia<br>tutto sia diventato merce rara e inaccessibile?</p>



<p><br>“Ci sentiamo impotenti. A guadagnarci sono solo ə commercianti che collaborano con l’occupazione israeliana.”</p>



<p>Com’è la situazione sanitaria a Gaza, al momento?</p>



<p><br>“Il sistema sanitario è completamente crollato. Nemmeno antibiotici o medicine si trovano più.”</p>



<p>So che il tuo nipotino Majed, di tre anni e mezzo, ha avuto una malattia della pelle. Cosa è successo? Avete capito da cosa è stata causata? Siete riuscitə a curarlo?</p>



<p><br>“A causa dell’acqua contaminata, tutto il suo corpo si era riempito di bolle rosse, aveva tanto dolore e un prurito molto forte. Dopo un<br>mese e mezzo di cure siamo riuscitə a farlo guarire.”</p>



<p>È stato curato in ospedale?</p>



<p><br>“Sì, insieme a un medico esperto in erbe naturali.”</p>



<p>Avete dovuto pagare le cure? Se sì, quanto?</p>



<p><br>“Sì, ma non ricordo con precisione il costo. Erano circa 600 dollari.”</p>



<p>Chi ha pagato?</p>



<p><br>“La somma è arrivata tramite la campagna di raccolta fondi.”</p>



<p>In generale, a Gaza, avete accesso ad acqua pulita, servizi igienici e almeno a un minimo di condizioni adeguate per<br>proteggervi dalle malattie? E se no, tu e la tua famiglia siete riuscitə a trovare delle soluzioni alternative?<br>&#8220;Onestamente, sono quasi del tutto inesistenti. E no, non abbiamo trovato delle soluzioni.&#8221;</p>



<p>Prima della guerra lavoravi in un negozio di abbigliamento, unica fonte di reddito per la tua famiglia. Cosa è successo al<br>negozio? Riuscite ancora a guadagnare qualcosa da quel lavoro, oggi?</p>



<p><br>“Il negozio è stato distrutto. Tutta la merce è andata bruciata.”</p>



<p>Hai avviato una raccolta fondi su Chuffed per aiutare te e la tua famiglia a sopravvivere e, magari un giorno, ricominciare.<br>Perché l’hai creata? Cosa speri che accada grazie a questa campagna?</p>



<p><br>“Dopo che ho perso il negozio e i soldi, ho deciso di creare una raccolta fondi con l’aiuto di un’amica. L’obiettivo è ottenere il denaro<br>necessario per soddisfare i nostri bisogni primari. E poi grazie al vostro sostegno, quando la guerra finirà, spero di poter ricominciare da capo e riaprire il negozio con quei soldi.”</p>



<p>Ə tuoə genitorə sono anziani. Come stanno, fisicamente ed emotivamente?</p>



<p><br>“Mio padre è molto stanco. Tuttə noi siamo a pezzi. Mia madre ha l’eczema alle mani. Sono piene di vesciche e ha la pelle spaccata.”</p>



<p>E la state curando?</p>



<p><br>“No. Qui non esiste un trattamento.”</p>



<p>Che opinione hai del rapporto tra Israele e Gaza, in particolare sulle decisioni del governo israeliano e dell’attacco di Hamas<br>del 7 ottobre?</p>



<p><br>“Non so rispondere.”</p>



<p>Ti faccio una domanda delicata, ma sentiti liberissimo di non rispondere, anche per ragioni di sicurezza personale e<br>famigliare. Tu, personalmente, cosa pensi di Netanyahu? E se potessi immaginare una fine possibile per la guerra attuale,<br>secondo te chi — o cosa — potrebbe davvero fermarla? Qualunque pensiero ti venga in mente va bene, anche se<br>crudo.</p>



<p><br>“Netanyahu è un criminale di guerra e un mostro. Forse la fine della guerra è vicina. Magari le pressioni su Netanyahu da parte di Trump, dell’Unione Europea e dei Paesi del Golfo porteranno alla pace.”</p>



<p>Nonostante tutto quello che stai passando, sei ancora in grado di immaginare un futuro diverso? Hai un sogno per il tuo<br>futuro o per quello della tua famiglia?</p>



<p><br>“Sì, ho un sogno e sento di avere un futuro, ma ho bisogno di aiuto perché a causa della guerra ho perso tutto. Il mio sogno è uscire da<br>questo Paese, aprire un’attività, sposarmi e avere una famiglia come tuttə ə giovani del mondo.”</p>



<p>Per concludere, vuoi mandare un messaggio al governo di Netanyahu, allə leader mondiali o a tutte le persone che leggeranno la tua storia?</p>



<p><br>“Voglio vivere in pace. Siate al mio fianco. Aiutatemi, vi prego.”</p>



<p>La testimonianza di Hussain si inserisce in un contesto umanitario devastante. Secondo le Nazioni Unite, il 93% della popolazione<br>della Striscia di Gaza è colpita da una grave privazione alimentare e 470.000 persone vivono già in condizioni di fame acuta, come<br>denunciato dal Segretario Generale dell’ONU António Guterres in un comunicato ufficiale pubblicato il 2 aprile 2025. A confermare la<br>criticità della situazione è anche l’UNICEF, che nel rapporto rilasciato il 17 giugno 2025 ha stimato che almeno 71.000 bambinə<br>sotto i cinque anni e oltre 17.000 madri sono a rischio di malnutrizione grave.<br>La situazione peggiora se si guarda ai dati clinici sul campo. A marzo 2025, infatti, l’UNRWA ha reso noto che unə bambinə su<br>dieci visitatə nelle sue cliniche soffre di malnutrizione estrema.<br>Intanto, secondo un’analisi resa pubblica dal Financial Times il 9 aprile 2025, il blocco imposto da Israele ha fatto salire i prezzi dei<br>rifornimenti alimentari fino al +312%, rendendo il cibo un lusso per ə gazawi.<br>Alla fame si aggiunge il collasso sanitario. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato nel suo aggiornamento del 13 maggio 2025 che circa l’80% delle strutture ospedaliere nella Striscia è oggi fuori uso, inagibile o gravemente danneggiato.<br>Mancano antibiotici, antidolorifici e persino disinfettanti di base.<br>L’acqua pulita è praticamente assente: il sistema idrico è stato distrutto, e la crisi igienico-sanitaria ha portato a una diffusione di<br>malattie infettive &#8211; soprattutto tra ə bambinə.<br>E allora viene spontaneo chiedersi: come possono ə principali leader della comunità internazionale, compresa la Presidente<br>italiana del Consiglio Giorgia Meloni, continuare a mantenere una posizione ambigua o addirittura silente di fronte a una catastrofe<br>umanitaria di tali proporzioni? Come può il governo italiano ribadire il proprio “sostegno incondizionato” a Israele, evitando<br>sistematicamente di nominare la Palestina, ignorando la realtà di migliaia di vittime civili, bambinə denutritə, ospedali rasi al suolo e<br>famiglie interamente sterminate? Le risposte, seppur scomode, sono sotto gli occhi di chiunque: interessi geopolitici, accordi<br>bilaterali di natura economica, militare e commerciale; alleanze strategiche che prevalgono sistematicamente sul rispetto dei diritti umani e sul diritto internazionale. Dietro questa apparente realpolitik si cela una pericolosa forma di complicità, alimentata da<br>un silenzio che sa di resa morale e politica.<br>Come cittadini e cittadine, come giornalistə, lettorə, testimoni, abbiamo ancora il potere &#8211; e il dovere &#8211; di non accettare una<br>narrazione dominante. Possiamo e dobbiamo scegliere da che parte stare. E non è necessario ricoprire un ruolo istituzionale per<br>farlo: basta rifiutare l’indifferenza, denunciare le ingiustizie, amplificare le voci che il mondo prova a zittire e donare a chi ne ha<br>necessità.</p>



<p>A tuttə voi che state leggendo: se credete che nessuno debba sopravvivere tra le macerie nell’indifferenza generale, potete fare la<br>differenza. La famiglia di Hussain ha attivato una raccolta fondi su Chuffed.org, una piattaforma sicura, trasparente e senza commissioni &#8211; pensata per sostenere cause umanitarie in tutto il mondo. Donare è semplice: si può contribuire con una cifra unica o attivare una donazione mensile ricorrente &#8211; un vero e proprio abbonamento solidale &#8211; che può essere interrotto in qualsiasi momento, con un solo clic. Anche pochi euro possono trasformarsi in cibo, acqua, cure mediche e riparo. Non possiamo fermare la guerra, ma possiamo fare qualcosa di concreto per la sopravvivenza di queste persone e decidere di non voltarci dall’altra parte. Abbiamo la possibilità di difendere insieme la dignità umana.<br>Non dovremmo sprecarla.</p>



<p><br>Di seguito, troverete il link che vi porterà alla raccolta fondi di Hussain: </p>



<p><a href="https://chuffed.org/project/124752-urgent-help-hussain-rebuild-after-gaza-war?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://chuffed.org/project/124752-urgent-help-hussain-rebuild-after-gaza-war?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/ga2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="819" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/ga2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18088" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/ga2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 819w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/ga2-240x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 240w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/07/ga2-768x960.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></a></figure>



<p><br>Articolo editato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale*</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/07/18/diario-di-sopravvivenza-nella-striscia-di-gaza-la-testimonianza-di-hussain/">Diario di sopravvivenza nella Striscia di Gaza: la testimonianza di Hussain</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/07/18/diario-di-sopravvivenza-nella-striscia-di-gaza-la-testimonianza-di-hussain/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Operazione Colomba per i campesinos</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/05/27/america-latina-diritti-negati-operazione-colomba-per-i-campesinos/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/05/27/america-latina-diritti-negati-operazione-colomba-per-i-campesinos/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 08:13:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#Operazionecolomba]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Americalatina]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[campesinos]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donazione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18025</guid>

					<description><![CDATA[<p>Operazione Colomba e il suo gruppo di volontari promuovono la pace, parte della Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini (don Oreste Benzi). Operazione Colomba opera in luoghi di guerra e di conflitto costante, trovate&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/05/27/america-latina-diritti-negati-operazione-colomba-per-i-campesinos/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Operazione Colomba per i campesinos</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/col.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="772" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/col.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18026" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/col.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/col-300x226.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/col-768x579.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Operazione Colomba e il suo gruppo di volontari promuovono la pace, parte della Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini (don Oreste Benzi). Operazione Colomba opera in luoghi di guerra e di conflitto costante, trovate tutte le informazioni qui: <a href="https://www.operazionecolomba.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.operazionecolomba.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><br>Tra gli altri progetti, in Colombia sono attivi presso la comunità di pace di San Josecito, nei pressi di Apartadó, nella parte nord-occidentale del Paese. Si tratta di una comunità di pace di campesinos minacciati da organizzazioni molto più grandi e violente, che mirano a sottrarre loro la terra per utilizzarla in coltivazioni di coca e banane. </p>



<p>La presenza di volontari internazionali serve per accompagnare i membri della comunità nella vita quotidiana e nei loro spostamenti tra un villaggio e l&#8217;altro, come deterrenza nei confronti di chi li minaccia. </p>



<p>Riceviamo da uno di loro il link a questa raccolta fondi che ha lanciato a sostegno della comunità: ht<a href="tps://daicistai.apg23.org/campaign/proteggere-percorsi-e-diritti-umani/">tps://daicistai.apg23.org/campaign/proteggere-percorsi-e-diritti-umani/</a></p>



<p>Non lo facciamo mai, ma questa volta vi chiediamo di contribuire (come potete).</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/05/27/america-latina-diritti-negati-operazione-colomba-per-i-campesinos/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Operazione Colomba per i campesinos</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/05/27/america-latina-diritti-negati-operazione-colomba-per-i-campesinos/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scioglimento del PKK: manca ancora la volontà della Turchia di impegnarsi in seri negoziati di pace</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/05/17/scioglimento-del-pkk-manca-ancora-la-volonta-della-turchia-di-impegnarsi-in-seri-negoziati-di-pace/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/05/17/scioglimento-del-pkk-manca-ancora-la-volonta-della-turchia-di-impegnarsi-in-seri-negoziati-di-pace/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 May 2025 12:08:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[curdi]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[dirittointernazionale]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[negoziati]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ocalan]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[Pkk]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18005</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nonostante la decisione finale del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) di deporre le armi e sciogliersi, l’Associazione per i PopoliMinacciati (APM) non vede alcuna volontà da parte della Turchia di avviare seri negoziati&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/05/17/scioglimento-del-pkk-manca-ancora-la-volonta-della-turchia-di-impegnarsi-in-seri-negoziati-di-pace/">Scioglimento del PKK: manca ancora la volontà della Turchia di impegnarsi in seri negoziati di pace</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/agi.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="724" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/agi-1024x724.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18006" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/agi-1024x724.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/agi-300x212.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/agi-768x543.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/05/agi.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Nonostante la decisione finale del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) di deporre le armi e sciogliersi, l’Associazione per i Popoli<br>Minacciati (APM) non vede alcuna volontà da parte della Turchia di avviare seri negoziati di pace con i curdi.</p>



<p>“Dopo quasi mezzo secolo, la storia del PKK volge al termine. Questopasso storico è avvenuto solo perché lo ha chiesto il leader del PKK<br>Abdullah Öcalan, imprigionato in Turchia dal 1999. Non è prevedibile che lo Stato turco ponga fine alla persecuzione dei curdi in Turchia e compia passi concreti per risolvere la questione curda”, afferma il dottor Kamal Sido, esperto per il Medio Oriente dell’organizzazione per i diritti umani. Passi importanti per una soluzione pacifica sono il riconoscimento dell’autonomia regionale per i curdi in Turchia, il riconoscimento del curdo come lingua nazionale e la liberazione di tutti i prigionieri politici curdi, compreso il rilascio di Abdullah Öcalan.</p>



<p>Se la Turchia e i suoi alleati della NATO fossero interessati a una soluzione pacifica del conflitto con i curdi, avrebbero rapidamente<br>compiuto passi concreti in questa direzione. Tuttavia, non sembra che ci saranno negoziati di pace seri. Pertanto, l’opinione pubblica<br>democratica, il parlamento turco e i Paesi della NATO devono fare pressione sul governo turco affinché ponga fine al conflitto in<br>Kurdistan e nelle zone limitrofe riconoscendo i diritti dei curdi.</p>



<p>La Turchia deve ritirare immediatamente tutte le sue truppe di occupazione dall’Iraq settentrionale e dalla Siria settentrionale. Ci<br>sono almeno 25 basi militari turche nella sola regione curdo-siriana di Afrin, che è stata occupata dalla Turchia nel 2018 in violazione del<br>diritto internazionale. L’esercito turco deve lasciare immediatamente le aree curde al di fuori della Turchia e cessare tutti gli attacchi contro gli obiettivi curdi. I curdi, compreso il PKK, non creeranno la pace unilateralmente. Anche la Turchia e i suoi alleati della NATO devono lavorare per una soluzione pacifica.</p>



<p>I curdi, ma anche altre minoranze etniche e religiose, temono ora che le milizie islamiste sostenute dalla Turchia, attive in Turchia, Siria e<br>altri Paesi, li attacchino sempre più spesso, dato che il PKK e altre organizzazioni sono state determinanti per sconfiggere lo “Stato<br>Islamico” (IS) e altre organizzazioni islamiste.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/05/17/scioglimento-del-pkk-manca-ancora-la-volonta-della-turchia-di-impegnarsi-in-seri-negoziati-di-pace/">Scioglimento del PKK: manca ancora la volontà della Turchia di impegnarsi in seri negoziati di pace</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/05/17/scioglimento-del-pkk-manca-ancora-la-volonta-della-turchia-di-impegnarsi-in-seri-negoziati-di-pace/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ti parlo Luna</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/04/11/ti-parlo-luna/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/04/11/ti-parlo-luna/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 08:40:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[esistere]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[essere]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[percorsointeriore]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[voce]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17965</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Jorida Dervishi Mbroci Nella quiete della notte, un&#8217;anima smarrita si apre alla luna, confidandole le proprie paure e dolori. Tra le ombre della solitudine, nasce un dialogo intimo che porta una flebile speranza.&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/04/11/ti-parlo-luna/">Ti parlo Luna</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/jo-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/jo-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17966" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/jo-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/jo-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/jo-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/jo-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/jo-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Jorida Dervishi Mbroci</p>



<p>Nella quiete della notte, un&#8217;anima smarrita si apre alla luna, confidandole le proprie paure e dolori. Tra le ombre della solitudine, nasce un dialogo intimo che porta una flebile speranza. La luna, immutabile nel suo splendore, diventa compagna di segreti, portando una luce di conforto nel buio dell&#8217;animo. Una storia di resilienza e legame si dipana tra lacrime e confidenze, tra un cuore spezzato e una presenza costante nel firmamento.</p>



<p>&#8220;La luna rimane il mio unico baluardo, la confidente delle notti mute in cui il dolore urla silenzioso. Nel suo bagliore, cerco conforto, una costante di cui ho disperato bisogno. Tra le ombre dell&#8217;abbandono, la sua presenza mi salva dall&#8217;oblio che avvolge il mio cuore solitario.&#8221;</p>



<p>“Ci sei sempre, vero?” mormoro, la voce appena un soffio nel vento. È la stessa domanda di sempre, ogni notte, quando tutto il resto tace e solo lei rimane ad ascoltarmi. Ho bisogno di sapere che almeno la luna non se ne andrà. Perché tutto il resto, tutto ciò che conoscevo, se n’è già andato. E dentro di me non è rimasto altro che un vuoto freddo, un’assenza che mi pesa sul petto come una pietra.</p>



<p>“Sai, a volte…” comincio, incerta, e poi l’aria si fa più tagliente, come se anche la notte trattenesse il fiato. “A volte ho paura. Non di qualcosa di preciso, ma di tutto. Della solitudine. Del tempo che passa e non restituisce nulla. Di non avere più nessuno a cui aggrapparmi.” La voce mi trema. “Ho perso troppo, Luna. E adesso non so più come andare avanti.”</p>



<p>Queste parole le ho già dette. Forse ieri, forse la settimana scorsa. Forse ogni sera da quando il mondo mi è crollato addosso. Ma non importa, perché lei non si stanca mai di ascoltare.</p>



<p>Il vento sospira tra gli alberi, una carezza gelida che mi sfiora la pelle. La luna rimane là, alta nel cielo, silenziosa e distante, eppure la sua luce è l’unica cosa che non mi fa sentire completamente persa.</p>



<p>“Mi capita di fingere che vada tutto bene, di sorridere quando dentro sento solo il vuoto. Ma la verità è che mi sento abbandonata. Come se il mondo mi avesse lasciata indietro, come se fossi diventata l’eco sbiadita di qualcosa che non esiste più.”</p>



<p>Chiudo gli occhi per un istante, il cuore che batte più forte. Il cielo sopra di me è immenso, sterminato, eppure dentro questa vastità io mi sento piccola, fragile, quasi trasparente.</p>



<p>“Ho bisogno di qualcuno che mi veda davvero, che non mi lasci scivolare via come se non esistessi. Ho bisogno di sapere che, anche se tutto sembra crollare, non sono davvero sola.”</p>



<p>La luna splende, immutabile, e nel suo bagliore c’è un riflesso che mi fa sentire meno spezzata. Lei non ha risposte da darmi, non ha parole da offrire, ma non importa. È qui. Mi ascolta. Come fa ogni sera, senza stancarsi mai.</p>



<p>“Forse è per questo che ti parlo, Luna,” sussurro, mentre la brezza mi accarezza il viso con la delicatezza di un ricordo. “Perché tu non mi abbandoni. Sei qui, sempre, senza condizioni, senza aspettative. E a volte, credo che sia l’unica cosa che riesca a darmi un po’ di pace.”</p>



<p>E così, sotto il suo sguardo silenzioso, sento il peso nel petto farsi un po’ più leggero. Un segreto sussurrato al cielo, una piccola, impercettibile liberazione. Forse domani sera sarò ancora qui, a dirle le stesse cose, a cercare risposte che non verranno mai. Ma almeno lei continuerà a esserci. Sempre.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/04/11/ti-parlo-luna/">Ti parlo Luna</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/04/11/ti-parlo-luna/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/04/07/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-18/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/04/07/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-18/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 08:38:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[#Medioriente]]></category>
		<category><![CDATA[#mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridieirriumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cisgiordania]]></category>
		<category><![CDATA[conflittti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[popolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17953</guid>

					<description><![CDATA[<p>(testata giornalistica online fondata da Farid Adly. Direttore responsabile Federico Pedrocchi) Per ascoltare l’audio di oggi, 07 aprile 2025: CLICCA Le&#160;vignette sono&#160;QUI&#160;&#160; Le notizie Genocidio a Gaza I generali israeliani hanno dato ordine di sfollare da diverse zone&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/04/07/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-18/">Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17954" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/04/disegno-Gianluca-Costantini-x-Gaza-20250318-1024x1024-1-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>(testata giornalistica online fondata da Farid Adly. Dir<a>e</a>ttore r<a>e</a>sponsabile F<a>e</a>derico Pedrocchi)</p>



<p>Per ascoltar<a>e</a> l’audio di oggi, 07 aprile 2025: <a href="https://www.anbamed.it/2025/04/07/anbamed-1698-07-aprile-2025/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CLICCA</a></p>



<p>L<a>e</a>&nbsp;vignette sono&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/vignette/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a><a></a>&nbsp;&nbsp;<a></a></p>



<p><strong><em><u>Le notizie</u></em></strong></p>



<p><strong>Genocidio a Gaza</strong></p>



<p>I generali israeliani hanno dato ordine di sfollare da diverse zone di Deir el-Balah, nel centro di Gaza. Non sono bastati loro le operazioni di svuotare il nord e di trasformare Rafah in una città fantasma. Adesso vogliono svuotare anche il centro dalla Striscia, per mettere in pratica il piano di spezzettare Gaza in diversi bantustan.</p>



<p>Ieri sono arrivati negli ospedali 26 uccisi e 113 feriti.</p>



<p><strong><em>Il nostro commento quotidiano fisso:</em></strong><strong>&nbsp;Ci sono ancora coloro che obiettano che non si</strong>&nbsp;<strong>tratti di genocidio, basandosi su congetture</strong></p>



<p><strong>storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono:&nbsp;<em>“Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.</em></strong></p>



<p><strong>Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.</strong></p>



<p><strong>Se&nbsp;</strong><strong>q</strong><strong>uesto è un uomo.</strong></p>



<p><strong>Situazion</strong><strong>e umanitaria a Gaza</strong></p>



<p>Il divieto imposto dall’occupazione israeliana all’introduzione dei vaccini antipolio nella Striscia di Gaza costituisce una bomba a orologeria che minaccia la diffusione dell’epidemia. È un ulteriore attacco indiretto per sterminare i bambini nella Striscia di Gaza. 602 mila bambini sono in pericolo di contagio, se non saranno garantiti i vaccini.</p>



<p>Il problema sanitario nella Striscia di Gaza è arrivato a livelli pericolosi e catastrofici. 59% delle medicine essenziali e 37% delle attività mediche non hanno più stoccaggio nei depositi. La mancanza di rifornimenti umanitari aumenta l’insicurezza alimentare e causa numerosi casi di morte tra i bambini per malnutrizione.</p>



<p>Negli ospedali mancano le centrali per la produzione di ossigeno e i generatori elettrici sono in gravi condizioni di funzionamento a causa della mancanza di pezzi di ricambio e carburanti. Si è aggiunto adesso l’assassinio a sangue freddo dei soccorritori sanitari.</p>



<p>Non ultimo il problema dell’acqua potabile. La distruzione degli acquedotti e il bombardamento delle centrali di potabilizzazione hanno provocato la diffusione delle malattie della pelle e la diarrea, in stati gravi per i bambini.</p>



<p><strong>C</strong><strong>isgiordania</strong></p>



<p>Le operazioni militari contro Jenin e Tulkarem proseguono ad un ritmo che preannuncia una deportazione di massa. Dall’inizio delle operazioni, il 21 gennaio 2025, sono 45 mila i deportati dai 3 campi profughi. La giornata di ieri ha visto il ferimento di 2 giovani a Jenin e 3 a Betlemme. Gli arrestati nei rastrellamenti giornalieri sono stati, in tutta la Cisgiordania e nella sola giornata di ieri, 48 persone, soprattutto ragazzi che lanciavano pietre.</p>



<p>I coloni armati continuano i loro attacchi contro terreni agricoli e di pascolo. Nel villaggio di Om-Safa, a nord di Ramallah, decine di coloni hanno sradicato olivi, sotto la protezione dei militari, che sono intervenuti soltanto per coprire la ritirata degli aggressori dal lancio di pietre dei nativi palestinesi.</p>



<p><strong>G</strong><strong>e</strong><strong>rusal</strong><strong>e</strong><strong>mm</strong><strong>e</strong></p>



<p>Nella località Batn el-Hawa di Selwan, adiacente alla moschea di Al-Aqsa, a Gerusalemme est occupata, la famiglia di Jamal Gheith è diventata un inferno. Un gruppo di coloni ebrei israeliani provenienti dagli Stati Uniti hanno occupato abusivamente il terrazzo sopra la loro casa, impedendo loro di accedere al vano lavanderia. Dopo una lunga e costosa battaglia giudiziaria, la famiglia Gheith ha vinto la causa, ma i coloni si rifiutano di eseguire l’ordinanza del tribunale e le autorità di occupazione non intervengono. Deportazione e pulizia etnica. &nbsp;</p>



<p><strong>Solidari</strong><strong>età Internazionale</strong></p>



<p>Si sono svolte in migliaia di città del mondo manifestazioni contro il genocidio a Gaza. La più partecipata e politicamente significativa è stata&nbsp;quella di Rabat, in Marocco. Decine di migliaia di persone sono scese in piazza per rivendicare la rottura delle relazioni diplomatiche con Israele.</p>



<p>I manifestanti hanno innalzato bandiere palestinesi e scandito slogan contro i crimini di Israele e contro le responsabilità degli Stati Uniti. Uno striscione riporta: “Netanyahu è un criminale di guerra”.</p>



<p><strong>Israele/USA</strong></p>



<p>Il criminale di guerra Netanyahu, dopo la visita a Orban sarà oggi alla Casa Bianca. Argomento della discussione come destabilizzare ulteriormente il M.O. con un attacco all’Iran. Il clima mediatico è stato preparato con le dichiarazioni del ministro della guerra di Tel Aviv, che ha parlato di aver i documenti che provano il finanziamento iraniano all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Propaganda bellicista.</p>



<p><strong>Libano</strong></p>



<p>Un bombardamento israeliano sul villaggio Zighin, vicino a Sour (Tiro) nel sud Libano, ha ucciso due lavoratori durante lo svolgimento di opere di riparazione delle strade divelte dall’esercito occupante prima di ritirarsi. L’esercito libanese ha dichiarato che i veicoli presi di mira erano un bulldozer ed un’escavatrice, smentendo le ripetute bugie del portavoce dell’esercito occupante, che parlava di un attacco mirato contro combattenti di Hezbollah. &nbsp;</p>



<p><strong>Algeria/Francia</strong></p>



<p>Dopo mesi di litigi e accuse reciproche, si è aperto un nuovo capitolo nelle relazioni tra Algeria e Francia. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot in visita ad Algeri ha annunciato domenica una &#8220;nuova fase di relazioni paritarie&#8221; con l&#8217;Algeria. È stato ricevuto da parte del presidente Abdelmadjid Tebboune e ha svolto colloqui con il suo omologo algerino, Ahmed Attaf. Al di là delle dichiarazioni diplomatiche edulcorate, le relazioni tra i due paesi sono arrivate a livelli alti di crisi a causa dell’atteggiamento colonialista dei politici di Parigi, soprattutto per i risarcimenti alle vittime dei crimini dell’esercito francese occupante ed in particolare degli esperimenti nucleari nel deserto algerino. La Francia di Macron, in una prima fase ha pensato di risolvere le divergenze con attacchi contro il governo algerino, l’inasprimento delle misure contro i migranti algerini, annullando o riducendo i visti e, infine, la strumentalizzazione della grave situazione dei diritti umani, calpestati dal regime algerino. Ma poi gli interessi economici sono prevalsi e il governo francese ha scelto la via della diplomazia.</p>



<p><strong>Tunisia</strong></p>



<p>Le autorità tunisine hanno smantellato tendopoli nelle foreste del sud del paese, che ospitavano circa settemila migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana e hanno iniziato le deportazioni forzate di alcuni di loro.</p>



<p>La Tunisia, nella sua funzione di cane di guardia delle coste italiane, sta affrontando una crisi migratoria senza precedenti, con migliaia di persone provenienti da paesi sub-sahariani che affluiscono nel paese, cercando di raggiungere l’Europa in barca dalla costa tunisina, ma rimangono intrappolati in Tunisia in condizioni misere, senza lavoro e senza diritti. I problemi nati dalla presenza di migliaia di migranti disoccupati e accampati in luoghi di fortuna ha sviluppato un movimento xenofobo che il potere alimenta per distrarre le masse dalle vere colpe della crisi economica che attanaglia il paese. Le retate di deportazione di massa, chiamate falsamente dal presidente Saied rimpatrio volontario, sono diventate all’ordine del giorno.</p>



<p><strong>Cultura in trinc</strong><strong>ea</strong></p>



<p>Alla Fiera del libro per l’infanzia di Bologna, le copie di un manifesto contro la guerra sono andate a ruba. Nel senso che sono state rubate. Il titolo LIBRI NON GUERRA &#8211; e&nbsp;il sottotitolo “473 milioni di bambini vivono in zon<strong>e</strong>&nbsp;di conflitto” (dati del sito Save&nbsp;the&nbsp;children). Guardate l’illustrazione e i contorni della vicenda:&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/04/06/cultura-in-trincea/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cliccata</a>!</p>



<p><strong>App</strong><strong>ello p</strong><strong>er il dott.</strong><strong>&nbsp;Hussam Abu Safiya&nbsp;</strong></p>



<p>Firmate l’app<a>e</a>llo per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,pr<a>e</a>so in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il&nbsp;coraggioso m<a>e</a>dico è reo di non aver&nbsp;abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite.&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2024/12/31/appello-urgente-per-il-dott-hussam-abu-safia-direttore-dellospedale-kamal-adwan/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>clicca</strong></a><strong>&nbsp; p</strong><strong>er aderire.&nbsp;</strong>Stiamo traducendo l’appello in italiano, su richiesta di molti lettori.</p>



<p><strong>Solidarietà/Al-Najdah</strong></p>



<p>A<span class="has-inline-color has-black-color">bbiamo parlato ieri pomeriggio (la sera, per il fuso orario di Gaza) con la direttrice di Al-Najdah. Ci ha descritto una situazione drammatica: <em>&#8220;La situazione è molto grave. Ringraziamo dio che abbiamo l&#8217;aria </em></span><em><span class="has-inline-color has-black-color">da r<a>espirare. Le nostr</a>e</span></em><span class="has-inline-color has-black-color"><em> scorte di acqua e cibo stanno esaurendo e i depositi dell&#8217;ONU cominciano a chiudere, per mancanza di materiale. La farina è finita e tutti i panifici hanno chiuso i battenti. </em></span></p>



<p><em>Ci sentiamo in trappola, ma resistiamo. I nostri tendoni nei campi di sfollati funzionano soprattutto per distrarre i bambini con attività di istruzione e ludiche. Riusciamo ancora a cucinare del riso con salsa, senza olio però. Qualch<a><span class="has-inline-color has-black-color">e volta riusciamo ad aggiungere nel pentolone una scatoletta di tonno ed i bambini ne vanno felici. Possiamo andare avanti così per altri 10 giorni e poi se non arriveranno altre scorte, non sapremo cosa fare. Sul mercato oramai non si riesce a reperire nulla, anche la verdura che molti hanno piantato tra i ruderi delle case bombardate non si trovano più nei mercati. </span></a></em></p>



<p><em>Vi chiediamo di fare rumore, per smuovere le coscienze dei potenti della terra, per far pressioni sul governo occupante. Sapere che ci siete è un supporto&nbsp;enorme per i nostri bimbi. I disegni che ci avete mandato sono stati un motivo di gioia. Dal punto di vista psicologico è importantissimo. Grazie per tutto&nbsp;quel che state fac</em><em>endo&#8221;.</em></p>



<p>Siamo a 21 adozioni a distanza in un mese esatto dall’inizio della campagna.&nbsp;Molte anche le quote una tantum per i pasti caldi alle&nbsp;famiglie&nbsp;con bambini/e&nbsp;orfani/e. Un risultato eccellente. Grazie a voi, cari lettori di Anbamed, adesso siamo in grado&nbsp;di trasferire le somme raccolte al conto corrente dell’associazione delle donne di sinistra di Gaza, Al-Najdah (Soccorso sociale).&nbsp;Il totale delle donazioni ricevute in un mese, dal 3 al 31 marzo 2025, è di 8.050 euro.</p>



<p>Vi daremo conto documentale del trasferimento bancario, appena le operazioni saranno andate a termine.</p>



<p>Ci sono arrivati in banca dei contributi per adozioni, ma non abbiamo ricevuto comunicazioni dagli affidatari, che non riusciamo a contattare. Preghiamo i donatori di scriverci per avvisarci e fornirci i loro contatti email e telefonici, per semplificare le comunicazioni.</p>



<p>Ci arrivano ancora diverse&nbsp;proposte di gruppi di amici che si mettono insieme, per raccogliere i fondi necessari per coprire la spesa di un anno: 600 euro.</p>



<p>Tutti i giorni arrivano altri messaggi di lettori di Anbamed esprimendo interesse al progetto e richieste di approfondimento.&nbsp;<strong><em>“Ore Felici per i Bambini di Gaza, adozioni a distanza&nbsp;</em></strong><strong><em>e pasti caldi”&nbsp;</em></strong>è la cosa giusta.&nbsp;</p>



<p>Il sito IdeeInFormazione ha pubblicato in Homepage il nostro appello alle adozioni a distanza per i bambini/e di Gaza.&nbsp;<a href="https://www.ideeinformazione.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Guarda!</a></p>



<p>Il direttivo di ACM ha deciso di donare agli affidatari due libri, pubblicati per promuovere l’attività di sostegno ai bambini/e: “<strong>Artisti per Gaza</strong>” (un catalogo di opere d’arte) e “<strong>Al di là di sé.</strong>&nbsp;<strong>Le opere di Vincenzo Dazzi per i bambini di Gaza” –</strong>&nbsp;Mesogea editore (catalogo e raccolta di scritti).</p>



<p>Mandateci gli indirizzi postali. Grazie!</p>



<p>Anbamed e Associazione Culturale Mediterraneo hanno lanciato un appello per il finanziamento di un progetto di adozioni a distanza di bambini&nbsp;e bambine&nbsp;palestinesi. Un’iniziativa realizzata con l’associazione di donne di sinistra, Al-Najdah (Soccorso sociale).&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/03/03/al-najdah-soccorso-sociale-malgrado-le-ferite-in-sostegno-dellinfanzia-a-gaza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca</a></p>



<p>Continuano ad arrivare richieste di informazioni più dettagliate, alle quali oltre al messaggio diretto, risponderemo anche con un articolo specifico pubblico.</p>



<p>Per partecipare al progetto:&nbsp;<a href="https://www.anbamed.it/2025/03/03/al-najdah-soccorso-sociale-malgrado-le-ferite-in-sostegno-dellinfanzia-a-gaza/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>clicca</strong></a></p>



<p><strong>N</strong><strong>otizi</strong><strong>e dal mondo&nbsp; &nbsp;</strong></p>



<p>Sono passati tr<a>e</a>&nbsp;anni, un mese&nbsp;e&nbsp;12 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/04/07/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-18/">Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/04/07/anbamed-notizie-dal-sud-est-del-mediterraneo-18/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SIRIA LIBERA: il nuovo capitolo di una terra millenaria</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/12/09/siria-libera-il-nuovo-capitolo-di-una-terra-millenaria/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/12/09/siria-libera-il-nuovo-capitolo-di-una-terra-millenaria/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 11:26:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#Assad]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[#Siria]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Medioreiente]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[siriani]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17812</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Barbara Raccuglia Da piazza Fontana, fino al Duomo a Milano, tutta stretta nel mio cappotto per il gelo, decido di andare a prendere la metropolitana, per fare ritorno verso casa.&#8220;Casa&#8221;, che per il&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/12/09/siria-libera-il-nuovo-capitolo-di-una-terra-millenaria/">SIRIA LIBERA: il nuovo capitolo di una terra millenaria</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Barbara Raccuglia </p>



<p>Da piazza Fontana, fino al Duomo a Milano, tutta stretta nel mio cappotto per il gelo, decido di andare a prendere la metropolitana, per fare ritorno verso casa.<br>&#8220;Casa&#8221;, che per il popolo siriano può essere stato, per molto tempo, sinonimo di perdita e di dolore, come mi ha confidato una ragazzina di 16 anni: &#8220;&#8230;è che finalmente sai, possiamo tornare a casa!&#8221;.<br>Dal mio cappuccio, intravedo bandiere in festa. Interrompo il mio tragitto e decido subito di cambiare percorso, attratta da musiche arabe&#8230;<br>Vedo volti felici, di donne e di uomini. Di bambini e di bambine.<br>Si abbracciano. Si baciano. Si stringono. Cantano e ballano, non curandosi dell&#8217;opacità del cielo.<br>Ho visto qualcuno piangere, con una rosa tra le dita e ho domandato perchè. Ho iniziato a fermare le persone &#8230;Cosa è successo ? Chi siete? Cosa state festeggiando?<br>&#8220;Siamo qui perchè abbiamo finito 50 anni di regime, 50 anni di torture, 50 anni di un partito solo&#8230;O voti quello o voti quello. Non avevamo la democrazia. Non potevamo esprimere i nostri consensi per dire che non vogliamo più quel presidente. Siamo qui per una rivoluzione pacifica, durata undici mesi., ma hanno cominciato a bombardar sul nostro Paese, per disperdere le manifestazioni&#8230;E adesso, finalmente, è arrivato il momento di gioire per tutta la popolazione siriana. Per tutte le religioni in Siria. La Siria è sempre stata religiosa e abbiamo sempre vissuto in pace. Vogliamo tornare a vivere in pace come abbiamo vissuto sempre. &#8220;Viva l&#8217;Italia e viva la Siria libera&#8221;: così mi ha risposto Yasser, un uomo siriano.</p>



<p>Tra gelo e bandiere, ubriaca di curiosità, vengo accompagnata da Souer, portavoce dell&#8217;associazione &#8220;Insieme per la Siria&#8221;: &#8220;noi siamo qui, insieme, per la liberazione della Siria, dopo 53 anni di dominio della famiglia di Assad, padre e figlio, che hanno distrutto il Paese e hanno fatto dieci milioni di sfollati. Un milione quasi, di vittime. Hanno aperto le prigioni ieri: migliaia di donne e bambini imprigionati ingiustamente. Noi stiamo festeggiando la Libertà. Questa è una rivoluzione che è iniziata nel 2011 e crediamo che oggi sia proprio una giornata storica per la Siria e per la liberazione da questo tiranno! &#8220;<br>Ieri una “cellula operativa per la liberazione di Damasco” ha dichiarato in televisione la liberazione della città di Damasco,  la caduta del tiranno Bashar al Assad, il rilascio di tutti i prigionieri, ingiustamente detenuti, nelle carceri del regime.<br>La liberazione della Siria: un processo lungo e complesso.<br>La questione della liberazione della Siria è uno dei capitoli più drammatici della storia recente del Medioriente. Il Paese è stato devastato da oltre un decennio di guerra civile, iniziata nel 2011 con proteste pacifiche contro il regime autoritario di Bashar al-Assad e come parte del più ampio movimento delle &#8220;Primavere Arabe&#8221;. La risposta repressiva del governo ha portato a una spirale di violenza, trasformando il conflitto in una guerra regionale e internazionale con l&#8217;intervento anche di potenze come Russia, Stati Uniti, Iran e Turchia.<br>La &#8220;liberazione&#8221; della Siria assume significati diversi a seconda delle prospettive politiche. Per il regime di Assad e i suoi alleati, la riconquista dei territori ribelli rappresenta una vittoria contro il terrorismo e una riaffermazione della sovranità nazionale. Tuttavia, per l&#8217;opposizione siriana e le popolazioni che hanno vissuto sotto il controllo del regime, il termine &#8220;liberazione&#8221; può suonare come un&#8217;ironia amara, dato che molte di queste aree sono state distrutte e i civili hanno subito gravi violazioni dei diritti umani.<br>Un altro aspetto cruciale è il ruolo delle forze curde nel nord-est del paese. Queste hanno combattuto l&#8217;ISIS con l&#8217;appoggio della coalizione internazionale, ma le loro aspirazioni di autonomia si scontrano con l&#8217;opposizione del governo centrale della Turchia. La liberazione delle aree sotto il controllo dell&#8217;ISIS è stata un successo importante, ma ha lasciato in sospeso il futuro politico della regione.<br>L&#8217;area appare frammentata; intere regioni, come Idlib, sono ancora controllate da forze ribelli, mentre l&#8217;influenza di attori esterni continua a complicare l&#8217;ipotesi di una soluzione duratura, ma la ricostruzione e il ritorno dei rifugiati, è oggi, una realtà possibile.<br>La Liberazione della Siria non può essere vista solo come un evento militare, ma come un processo che potrebbe portare alla rinascita di un Paese, senza dimenticare di tenere sempre in alto le bandiere della Pace.<br>A questo proposito, suggerisco la visione di un film: LE NUOTATRICI, disponibile su Netflix, della regista Sally El Hosaini.</p>



<p></p>



<p>A seguire foto e video di testimonianze </p>



<p></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="594" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto1-1-594x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="17814" data-full-url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-link="https://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=17814&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-17814" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto1-1-594x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 594w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto1-1-174x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 174w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w" sizes="(max-width: 594px) 100vw, 594px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="695" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto2-695x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="17815" data-full-url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-link="https://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=17815&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-17815" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto2-695x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 695w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto2-204x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 204w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto2-768x1131.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto2-1043x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1043w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/foto2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 695px) 100vw, 695px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-54-30.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-54-30-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="17816" data-full-url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-54-30.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-link="https://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=17816&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-17816" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-54-30-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-54-30-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-54-30-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-54-30-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-54-30.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-58-39.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="576" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-58-39-576x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="17817" data-full-url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-58-39.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-link="https://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=17817&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-17817" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-58-39-576x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 576w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-58-39-169x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-58-39-768x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-58-39-864x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 864w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-20-58-39.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-01-34.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="720" height="404" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-01-34.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="17818" data-full-url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-01-34.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-link="https://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=17818&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-17818" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-01-34.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-01-34-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-03-08.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-03-08-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="17819" data-full-url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-03-08.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-link="https://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=17819&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-17819" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-03-08-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-03-08-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-03-08-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-03-08-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-03-08.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-10-51.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="578" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-10-51-1024x578.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="17820" data-full-url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-10-51.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-link="https://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=17820&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-17820" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-10-51-1024x578.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-10-51-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-10-51-768x434.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-10-51.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1275w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-12-34.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="566" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-12-34-1024x566.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="17822" data-full-url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-12-34.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-link="https://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=17822&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-17822" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-12-34-1024x566.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-12-34-300x166.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-12-34-768x425.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/PHOTO-2024-12-08-21-12-34.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1302w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></li></ul></figure>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-04.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-19.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-19_1.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-26.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-19_2.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/12/09/siria-libera-il-nuovo-capitolo-di-una-terra-millenaria/">SIRIA LIBERA: il nuovo capitolo di una terra millenaria</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/12/09/siria-libera-il-nuovo-capitolo-di-una-terra-millenaria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-04.mp4" length="5431190" type="video/mp4" />
<enclosure url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-19.mp4" length="5175559" type="video/mp4" />
<enclosure url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-19_1.mp4" length="3911895" type="video/mp4" />
<enclosure url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-26.mp4" length="1543707" type="video/mp4" />
<enclosure url="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/12/VIDEO-2024-12-08-20-53-19_2.mp4" length="7555804" type="video/mp4" />

			</item>
	</channel>
</rss>
