<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>#periditittiumani Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/periditittiumani/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/periditittiumani/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Fri, 30 Aug 2019 07:51:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>#periditittiumani Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/periditittiumani/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Un bambino ogni giorno: la mancanza di dati mette a rischio il gruppo più vulnerabile &#8211; Rapporto delle Nazioni Unite sulla migrazione</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/08/30/12952/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/08/30/12952/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2019 07:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#periditittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[Afganistan]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[confine]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Corno d'Africa]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[frontiere]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[globale]]></category>
		<category><![CDATA[guerre]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[MSNA]]></category>
		<category><![CDATA[naufragio]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[OIM]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[politiche]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[rotta]]></category>
		<category><![CDATA[salvataggio]]></category>
		<category><![CDATA[Unicef]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<category><![CDATA[Yemen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12952</guid>

					<description><![CDATA[<p>Home&#160;› Sala stampa&#160;› Comunicati Stampa&#160;› Un bambino ogni giorno: la mancanza di dati mette a rischio il gruppo più vulnerabile &#8211; Rapporto sulle Nazioni Unite sulla migrazione BUn nuovo&#160; rapporto&#160;&#160;del Centro internazionale di&#160;analisi dei&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/08/30/12952/">Un bambino ogni giorno: la mancanza di dati mette a rischio il gruppo più vulnerabile &#8211; Rapporto delle Nazioni Unite sulla migrazione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="435" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/social-media-web1-1024x435.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12953" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/social-media-web1-1024x435.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/social-media-web1-300x127.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/social-media-web1-768x326.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/social-media-web1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1176w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<ol><li><a href="https://www.iom.int/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Home</a>&nbsp;›</li><li><a href="https://www.iom.int/press-room?utm_source=rss&utm_medium=rss">Sala stampa</a>&nbsp;›</li><li><a href="https://www.iom.int/press-room/press-releases?utm_source=rss&utm_medium=rss">Comunicati Stampa</a>&nbsp;›</li><li>Un bambino ogni giorno: la mancanza di dati mette a rischio il gruppo più vulnerabile &#8211; Rapporto sulle Nazioni Unite sulla migrazione</li><li><strong>B</strong>Un nuovo&nbsp; <a href="http://bit.ly/2x5Jhm1?utm_source=rss&utm_medium=rss">rapporto&nbsp;</a>&nbsp;del Centro internazionale di&nbsp;<a href="https://gmdac.iom.int/?utm_source=rss&utm_medium=rss">analisi dei dati sulla migrazione</a>&nbsp;(IOM) dell&#8217;Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM)&nbsp;&nbsp;evidenzia la necessità di&nbsp;<a href="https://gmdac.iom.int/?utm_source=rss&utm_medium=rss">disporre di</a>&nbsp;dati migliori sulle morti e le sparizioni dei migranti, in particolare quelle dei bambini migranti scomparsi.</li></ol>



<p>Il rapporto Fatal Journeys 4 di quest&#8217;anno si concentra sul tema della scomparsa di bambini migranti, dato il numero crescente di imbarchi in pericolosi viaggi di migranti.&nbsp;Secondo i dati della IOM, tra il 2014 e il 2018 sono stati segnalati morti o dispersi circa 1.600 bambini &#8211; una media di quasi uno ogni giorno &#8211; anche se molti altri non vengono registrati.</p>



<p>&#8220;Tragicamente, negli ultimi giorni ci è stato ricordato che i bambini sono tra i gruppi più vulnerabili di migranti&#8221;, ha dichiarato Frank Laczko, direttore del GMDAC di IOM.</p>



<p>&nbsp;“La mancanza di dati su età, caratteristiche e vulnerabilità dei bambini migranti scomparsi crea gravi lacune di protezione;&nbsp;rende molto difficile creare programmi e politiche progettati per proteggerli. &#8220;</p>



<p>L&#8217;UNICEF ha contribuito con un capitolo a questo ultimo rapporto e IOM non vede l&#8217;ora di lavorare a stretto contatto con loro in futuro.</p>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td><strong>Cinque anni di dati sui progetti di migranti scomparsi: altri risultati chiave</strong>Dal 2014,&nbsp;    <a href="https://missingmigrants.iom.int/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Missing Migrants Project</a> di IOM ha registrato a livello globale le morti di oltre 32.000             persone. Tra il 2014 e il 2018, oltre 17.900 persone sono morte o scomparse nel                       Mediterraneo: i resti di  quasi i due terzi di quelle vittime non sono stati recuperati.               Nonostante il conflitto nello  Yemen, le persone continuano a tentare la traversata marittima dal Corno d&#8217;Africa attraverso il  Mar Rosso e il Golfo di Aden: almeno 125 persone sono           annegate al largo delle coste dello Yemen nel 2018, rispetto alle 53 del 2017.Dei quasi 2.200  decessi registrati durante la migrazione nel sud-est asiatico tra il 2014 e il 2018, almeno        1.723 erano Rohingya. La maggior parte delle 288 morti registrate nell&#8217;Asia meridionale dal  2014 erano di migranti afgani. &nbsp;&nbsp;In Medio Oriente, tra il 2014 e il 2018 sono stati registrati 421 decessi; il numero più grande (145) nel 2018.Un numero crescente di decessi sul confine tra  Stati Uniti e Messico è stato registrato ogni anno dal 2014, per un totale di 1.907 su cinque     anni.</td></tr></tbody></table>



<p>L&#8217;attenzione puntuale ai minori è parte del contributo dell&#8217;OIM a un recente&nbsp;<a href="https://data.unicef.org/resources/call-action-protecting-children-move-starts-better-data/?utm_source=rss&utm_medium=rss">invito all&#8217;azione</a>&nbsp;lanciato dall&#8217;UNICEF, dall&#8217;UNHCR, dall&#8217;IOM, da Eurostat e dall&#8217;OCSE per migliorare i dati sui bambini migranti e rifugiati.</p>



<p>&#8220;I bambini che muoiono o scompaiono durante la migrazione dovrebbero essere una preoccupazione per tutti&#8221;, ha dichiarato Ann Singleton, Senior Research Fellow presso l&#8217;Università di Bristol e condirettore del rapporto.&nbsp;&#8220;C&#8217;è un urgente bisogno di migliori politiche e azioni, informate da dati migliori, per prevenire queste morti e proteggere i bambini&#8221;.</p>



<p><strong>Contenuto</strong></p>



<p>Il rapporto include capitoli che evidenziano le vulnerabilità dei bambini in movimento, gli obblighi legali degli Stati in merito alla morte e scomparsa dei bambini in movimento e le considerazioni etiche della ricerca su questo argomento delicato.</p>



<p>Sul numero crescente di bambini a rischio a livello globale, il rapporto rileva che spesso è difficile trovare dati sui migranti scomparsi disaggregati per età.&nbsp;Il rapporto rileva inoltre le misure da adottare per migliorare i dati sui minori migranti scomparsi per aiutare a prevenire tragedie future.&nbsp;Il capitolo conclusivo di Fatal Journeys 4 discute i piani di IOM per migliorare i dati sui bambini migranti scomparsi.</p>



<p>&#8220;È necessario agire con urgenza per migliorare la comprensione da parte del pubblico e dei responsabili politici delle vulnerabilità dei bambini e dei migranti&#8221;, ha affermato Julia Black, coordinatrice del progetto Missing Migrants Project della IOM e coeditrice del rapporto.</p>



<p><strong>Stime basse</strong></p>



<p>I ricercatori della IOM spiegano che la cifra globale dei decessi è probabilmente una stima bassa, dato che molti decessi non vengono mai segnalati né sono stati trovati.&nbsp;Allo stesso modo, la ricerca indica che il forte calo delle morti tra il 2017 e il 2018 &#8211; a 4.734 da 6.280 &#8211; deriva in gran parte da un calo del numero di migranti che usano la rotta del Mediterraneo centrale verso l&#8217;Europa, quando è diminuito il numero di attraversamenti registrati dal Nord Africa verso l&#8217;Italia a meno di 46.000 da oltre 144.000.</p>



<p><strong>Rischio aumentato</strong></p>



<p>Tuttavia, il rischio di morte lungo questa via è aumentato.&nbsp;Come spiegato nel rapporto, i tassi di mortalità possono essere calcolati in diversi modi.&nbsp;Tuttavia, anche le stime più prudenti suggeriscono che 1 su 35 persone che attraversano il Mediterraneo centrale sono morte nel 2018, rispetto a 1 su 50 nel 2017. Inoltre, il numero di decessi di migranti registrati lungo la rotta del Mediterraneo occidentale in Spagna è aumentato nettamente da 224 nel 2017 a 811 nel 2018, poiché un numero crescente di migranti ha utilizzato questa rotta per raggiungere l&#8217;Europa.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/08/30/12952/">Un bambino ogni giorno: la mancanza di dati mette a rischio il gruppo più vulnerabile &#8211; Rapporto delle Nazioni Unite sulla migrazione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/08/30/12952/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ANI l&#8217;Imamah</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/10/10/ani-limamah/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/10/10/ani-limamah/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 07:01:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#periditittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[arabe]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[Corano]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dogma]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[imam]]></category>
		<category><![CDATA[imamah]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Maometto]]></category>
		<category><![CDATA[maschi]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[moglie]]></category>
		<category><![CDATA[musulmani]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[patriarcato]]></category>
		<category><![CDATA[preghiera]]></category>
		<category><![CDATA[profeta]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sociologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[velo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=9605</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Ivana Trevisani Che le donne musulmane, con o senza velo, non sono mute, potrebbe essere quasi un&#8217;ovvietà, purtroppo il dilagare dei luoghi comuni intorno ai soggetti rende l&#8217;affermazione necessaria. Il vero problema infatti&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/10/10/ani-limamah/">ANI l&#8217;Imamah</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Ivana Trevisani</p>
<p>Che le donne musulmane, con o senza velo, non sono mute, potrebbe essere quasi un&#8217;ovvietà, purtroppo il dilagare dei luoghi comuni intorno ai soggetti rende l&#8217;affermazione necessaria. Il vero problema infatti non è la mancanza di voce delle donne musulmane, quanto piuttosto il silenzio del sistema informativo in merito alla loro parola, al loro pensiero, al loro agire.</p>
<p>I veli in realtà sembrano stesi più sulle nostre ignoranze che sulle loro teste.</p>
<p>L&#8217;incontro alla Casa delle Donne di Milano con la Imamah di origine malese, ma residente a Los Angeles, Ani Zonneveld, è stato l&#8217;occasione per uno squarcio nella spessa cappa di ignoranza che avvolge le molteplici realtà delle donne musulmane.</p>
<p>La Imamah, già&#8230; una donna Imam che invita alla preghiera e la guida in moschea per donne e uomini che pregano insieme.</p>
<p>Comunque Ani ha voluto chiarire il valore e il senso che dà al suo ruolo di guida spirituale: non confinato nello stupore dell&#8217;eccezionalità della sua attribuzione a una donna, ma iscritto in un orizzonte molto più ampio “ Sono Imamah mio malgrado, quello che a me interessa veramente è l&#8217;aspetto teologico che dice le donne e gli uomini uguali, perchè questo può rendere migliore la vita di tutti e soprattutto per le donne musulmane.</p>
<p>A volte io invito alla preghiera e un maschio la conduce, altre volte viceversa un maschio invita e io conduco.” Una realtà che forse stupisce più una comunità cattolica credente o non credente che ancora non ha avuto la possibilità di vedere attribuire a una donna il ruolo di guida spirituale, ma di cui, nell&#8217;ambito musulmano della diaspora migratoria, Ani non è un caso isolato. Infatti nello stesso Nord Europa Sherin Khankan è Imam a Cophenaghen e Rabeya Muller lo è a Colonia e sono una decina nel solo mondo occidentale le donne imam.</p>
<p>In merito al movimento “Musulmani per i diritti umani” (“Muslim for Progressive Values”) che ha contribuito a fondare, con sedi oltre che negli Stati Uniti anche in Canada, Australia, Cile e in Europa in Francia, Belgio, Paesi Bassi Ani, l&#8217;imamah musicista e attivista, ci tiene a precisare “Non abbiamo inventato un nuovo Islam, ma ripreso il Corano; nel Corano uomini e donne sono spiriti uguali, e non esiste interdizione per la donna di invitare e condurre la preghiera. Del resto il Corano accetta anche i non credenti, basta che l&#8217;individuo sia una brava persona.</p>
<p>Nella prima moschea del Profeta (Maometto) la preghiera era aperta a donne e uomini insieme, lo stesso Profeta invitò Um Baraka a condurre la preghiera quando lui era assente: per 14 secoli ci hanno mentito!”</p>
<p>Già, ecco ricomparire l&#8217;inganno del patriarcato che piega al proprio volere di dominio e lo giustifica con un uso distorto e strumentale dei dogmi di fede e che purtroppo da sempre attraversa tutte le religioni.</p>
<p>Ce lo ha ricordato dal pubblico il professor Branca, islamologo dell&#8217;Università Cattolica di Milano, con l&#8217;abituale autocritica lucida e intelligente, dimostrando con due lancinanti esempi quanto la Bibbia sia misogina nel linguaggio“Troviamo la suocera di Pietro guarita da Gesù, suocera semplicemente, senza un nome e che presuppone quindi una moglie per Pietro, mai citata; o la madre dei figli di Zebedeo, anche lei senza un proprio nome.</p>
<p>Sono suocere di madri di mogli di, ma sono donne che non hanno un nome”</p>
<p>L&#8217;asserzione implicitamente rimanda al presupposto per cui il linguaggio riflette e rende menifesta la cifra di un pensiero e un atteggiamento della comunità, nella fattispecie segnata dal desiderio di dominio dei maschi nei confronti delle donne e il tentativo di cancellarne le identità non nominandole.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/Ani-Zonneveld.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9606" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/Ani-Zonneveld.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="843" height="474" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/Ani-Zonneveld.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 843w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/Ani-Zonneveld-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/Ani-Zonneveld-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 843px) 100vw, 843px" /></a></p>
<p>Continuando nello svelamento di sbrigativi luoghi comuni in meritò alla libertà femminile “Coprire le donne è senz&#8217;altro sessualizzarle, ma anche svestirle come in Occidente è usare sessualmente il corpo delle donne”, afferma con pacatezza ma decisione, questa donna minuta ma forte, senza velo in testa ma neppure nella conoscenza profonda e puntuale dei fondamenti religiosi della sua spiritualità, che la stessa Comunità le ha evidentemente riconosciuta accettandola come guida spirituale “L&#8217;Imam deve conoscere a fondo il Corano ed essere accettato dalla Umma (la Comunità), non è eletto/ordinato, come un prete.”</p>
<p>E uno snodo fondamentale tra religione e convivenza sociale è la famiglia fondata sul matrimonio, istituzione su cui ampiamente si gioca la strumentalizzazione delle indicazioni religiose</p>
<p>“Alle Nazioni Unite, in un mio intervento ho precisato che il Corano non sancisce il matrimonio a priori, è un contratto che si stipula tra due soggetti e dagòi stessi deve essere approvato, dall&#8217;uomo e dalla donna adulta . L&#8217;organizzaaione che ho fondato “Imam for she” ha una rete capillare di imam maschi che vanno nei villaggi a predicare il principio fondamentale del Corano per cui &#8216;le donne nel contratto matrimoniale possono dettare delle condizioni che il coniuge sarà tenuto a rispettare&#8217;. ” .</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/DDqI_QnUwAI6hoH.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-9607 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/DDqI_QnUwAI6hoH.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="325" height="325" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/DDqI_QnUwAI6hoH.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/DDqI_QnUwAI6hoH-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/DDqI_QnUwAI6hoH-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/DDqI_QnUwAI6hoH-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/DDqI_QnUwAI6hoH-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 325px) 100vw, 325px" /></a></p>
<p>Ani ha riferito che in Burundi ci sono 26 Imam che vanno nei villaggi per organizzare Campi di formazione allo sport ma al contempo insegnano come leggere correttamente il Corano, “E&#8217; un&#8217;attività molto importante, le ragazze hanno solo queste voci per conoscere i lori diritti. Inoltre è importante sapere che nel Corano è detto che una credente deve sposare un credente, credente, ma non necessariamente musulmano”</p>
<p>“Del resto anche quando le coppie vengono da me per essere sposate non lo faccio così, con leggerezza, ma faccio loro alcune domande mirate per sondarne la consapevolezza”</p>
<p>La conclusione di Ani non ha certo bisogno di commenti o analisi, semplicemente ci lascia ammirazione per la sua semplice lucidità e speranza che l&#8217; enunciato possa diffondersi maggiormente, farsi pensiero e guidare l&#8217;agire anche di chi non legge il Corano</p>
<p>“Nel Corano è detto che nulla può cambiare se per primo non cambi te stesso”</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/10/10/ani-limamah/">ANI l&#8217;Imamah</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/10/10/ani-limamah/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
