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	<title>persecuzione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela: repressione porta a porta</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Aug 2024 09:44:26 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p><br>Ricordate quando il dittatore disse che se non avesse vinto le elezioni, ci sarebbe stato un bagno di sangue?<br>Ha mantenuto la sua parola e il bagno di sangue è iniziato il 29 di luglio. E’ già chiaro per il mondo intero che siamo in presenza di uno Stato criminale, organizzato e repressivo. Sappiamo già cosa è successo dopo il 28 luglio e sappiamo già che sabato 3 agosto la Mesa de la Unidad Democratica, rappresentata da Maria Corina Machado, ha invitato i cittadini a manifestare pacificamente nelle strade del Paese. Il Venezuela non ha più paura, è sceso in piazza per difendere il suo voto. Nonostante le minacce ricevute dal regime<br>criminale, MCM è scesa in piazza con il suo popolo e ha parlato di legalità, coraggio, libertà e democrazia,<br>parole che sembrano scontate, ma in questo momento in Venezuela non lo sono. Il “Foro Penal de Venezuela” conferma che ci sono registrati 1010 detenuti dal 29 di luglio fino ad oggi, di cui 91 adolescenti. Molti cittadini non sono stati registrati dal Foro Penal, soprattutto nell’entroterra del Paese. Il dittatore Maduro nei suoi messaggi isterici al popolo è orgoglioso dei 2000 cittadini catturati per<br>aver manifestato pacificamente o per aver difeso il proprio voto. Massima punizione per i fascisti terroristi che hanno attentato contro il suo governo di pace, urla Maduro… E’ iniziata la caccia alle streghe e la persecuzione ai cittadini che hanno fatto da rappresentanti di lista e che lavoravano e si occupavano di controllare i voti durante le elezioni. Il dittatore ha annunciato in televisione la creazione di due prigioni in stile campo di concentramento per rieducare la popolazione, soprattutto i giovani. Sono già state uccise 22<br>persone, la più giovane aveva 15 anni. Le minacce sono costanti. Vengono rapiti leader politici dell&#8217;opposizione come Freddy Superlano, leader del partito Voluntad Popular. Giornalisti come la fotografa Daysi Peña, accusata di terrorismo, incitamento all&#8217;odio e vandalismo, solo per aver fatto il proprio lavoro durante le manifestazioni. La persecuzione ha come obbiettivo il cittadino comune. L&#8217;unico strumento di cui dispone il dittatore in questo momento è la violenza e la repressione accompagnate dalla tortura e<br>l’impunità. Le incursioni notturne sono il passatempo della polizia e della guardia nazionale. Ora, il grande problema è la forza militare, finché la forza militare sarà dalla sua parte, sarà difficile uscire da questa situazione in tempi brevi.<br>Noi continuiamo a lottare e non resteremo calmi, non ci fermeremo, non staremo zitti perché come dice Maria Corina: “¡Esta lucha es hasta el final!</p>
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		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Per non dimenticare e non ripetere</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Aug 2023 10:05:38 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto </p>



<p></p>



<p>Contro ogni sterile negazionismo e per comprendere fino in fondo l&#8217;importanza della Memoria, oggi vogliamo parlarvi di una sezione del museo Polin di Varsavia &#8211; premiato come Miglior Museo d&#8217;Europa nel 2016 &#8211; nato nell&#8217;area dove sorgeva il ghetto durante l&#8217;occupazione tedesca e  che raccoglie, in maniera originale e interattiva, la storia degli ebrei polacchi dal 500 d.C. ai nostri giorni. ma la sezione che ci riguarda è quella riservata alla Shoà o all&#8217;Olocausto. Non sono sinonimi, però, questi due lemmi: il primo, infatti, si riferisce al genocidio degli ebrei: etimologicamente significa &#8220;distruzione, catastrofe&#8221; senza considerare, quindi, il concetto di &#8220;sacrificio&#8221;. Il termine &#8220;olocausto&#8221;, invece, si riferisce allo sterminio di tutte le etnie e indica un&#8217;offerta, più o meno gradita, ad una qualche divinità, offerta basata sull&#8217;atto di bruciare totalmente la vittima sacrificale. Non vogliamo dimenticare un&#8217;altra parola: &#8220;porrajmos&#8221; che si riferisce, in particolare, allo sterminio delle comunità rom e dei sinti durante il nazifascismo che, letteralmente, significa &#8220;grande divoramento&#8221;. </p>



<p>Nelle sale progettate da due architetti finlandesi, il percorso inizia in penombra e si snoda tra fotografie di vari formati, scritte, elenchi di nomi, cartine geografiche, ma anche voci riprodotte, filmati, installazioni. La luce, mano a mano che la seconda Guerra mondiale volge al termine e con essa la tragedia per le minoranze, si schiarisce per andare incontro alla speranza, ma la speranza è flebile ed è per questo che consideriamo un bene ogni momento e ogni azione per riportare alla memoria il passato, per tramandarlo alle nuove generazioni, per non porre di nuovo le basi che hanno fatto sì che alcuni popoli o individui perdessero la propria umanità. </p>



<p>Leggiamo, ascoltiamo le testimonianza e facciamole nostre. Per non dimenticare e non ripetere. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17083" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/2-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Separazione e isolamento, repressione, vivere all&#8217;ombra della morte, deportazioni. </p>



<p>Subito dopo la Liberazione gli ebrei si registrano per ricevere aiuto e lasciare una traccia. &#8220;Sono vivo, esisto&#8221;. all&#8217;inizio si identificano su normali pezzi di carta, ma presto il Comitato centrale degli ebrei in Polonia (CKZP) introduce moduli di registrazione per standardizzare il processo. Sono circa 200.000 gli ebrei registrati.</p>



<p>Il 90% della comunità ebraica in Polonia morì nell&#8217;Olocausto. I tedeschi e i loro alleati uccisero 6.000.000 di ebrei in tutta Europa. il museo POLIN è stato eretto nel cuore dell&#8217;ex quartiere ebraico, trasformato in ghetto durante la Seconda Guerra Mondiale. </p>



<p>Almeno il 10% degli ebrei sopravvissuti non si è registrato presso i comitati ebraici per varie ragioni, inclusi i traumi della guerra e l&#8217;antisemitismo del dopoguerra. Alcuni credevano che la nazionalità non avrebbe avuto importanza nel nuovo sistema, altri non si sentivano ebrei. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17084" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/4-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="879" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-879x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17085" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-879x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 879w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-258x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 258w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-768x894.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1319x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1319w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/5-1759x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1759w" sizes="(max-width: 879px) 100vw, 879px" /></a></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="916" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-916x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17086" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-916x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 916w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-268x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 268w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-768x858.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-1374x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1374w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/21-1832x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1832w" sizes="(max-width: 916px) 100vw, 916px" /></a></figure>



<p>Nel ghetto sovraffollato ogni appartamento era pieno zeppo di occupanti. dopo le deportazioni rimasero solo 60.000 ebrei. Wladyslaw Szlengel ha scritto una poesia sul vuoto che lo circondava. e&#8217; stato ispirato da una nota &#8211; un elenco dei tanti inquilini che un tempo avevano vissuto insieme in un appartamento ora vuoto &#8211; nascosta dietro al suo campanello.  </p>



<p></p>



<p>L&#8217;Azione continua&#8230;Due o tre uomini delle SS si presentano dove la polizia sta conducendo il rastrellamento, terrorizzando la popolazione con le loro urla, le fruste e le sparatorie. Le persone vengono uccise. </p>



<p>&#8220;Tutto si svolge ad un ritmo vertiginoso, sempre più veloce. Presto tutti i residenti saranno in piedi nel cortile, la selezione è finita. Non c&#8217;è tempo per tornare indietro, non c&#8217;è tempo per un&#8217;ultima occhiata in giro, non c&#8217;è tempo per eventuali ultime parole. anche se il tempo giusto per i funerali è lento e dignitoso, non ti è permesso camminare lentamente. Qui devi correre&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="945" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-945x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17087" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-945x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 945w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-277x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 277w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-768x833.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-1417x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1417w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/7-1889x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1889w" sizes="(max-width: 945px) 100vw, 945px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17088" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/8-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Aleksandra Sotowiejczyk-Guter (nata nel 1917), ghetto di Varsavia. &#8220;Da quando ho iniziato a portare con me il veleno, non sento più il mio cuore battere forte al suono degli stivali chiodati. Sento questo ansioso desiderio di vita, di libertà, di sole. un desiderio di poter attraversare la strada senza una toppa sulla schiena o sul petto, un desiderio per il tempo in cui ero pulita, quando avevo il mio letto. Un desiderio in cui ero un essere umano&#8221;. </p>



<p>Durante la Pasqua ebraica, gli ebrei religiosi erano alle prese con un dilemma morale: mangiare il pane o morire di fame. Chaim A. Kaplan, scrittore, insegnante e autore di libri di testo, ha scritto dettagli sulla vita religiosa nel ghetto. Dal 1933 al 1942 tenne un diario in ebraico e riuscì a trasferire le sue annotazioni fino all&#8217;agosto &#8217;42: &#8220;Gli operai muoiono di fame; mi rivolgo alle autorità per il diritto di acquistare cibo&#8230;&#8221;. Anche Emanuel Ringelblum teneva un diario in yddish e il 22 novembre 1940 fondò un archivio clandestino &#8220;Oyneg Shabes (Joy of Shabbath), così chiamato perchè la squadra si riuniva segretamente il sabato. Rischiando la vita, il team ha raccolto ogni brandello di prova: dagli avvisi ufficiali tedeschi e gli annunci dello Judenrat ai giornali clandestini, dalle tessere annonarie, involucri di caramelle, biglietti del tram agli inviti ad eventi, rapporti e studi su questioni sociali e mediche. hanno accumulato diari, lettere, saggi di bambini, resoconti di rifugiati e opere letterarie. Si trattava di espressioni fedeli di ciò che gli ebrei polacchi hanno vissuto, pensato e sofferto. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17094" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/24-1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17099" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/15-2048x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>&#8220;Siamo chiusi dietro a un doppio muro: dietro un muro di mattoni i nostri corpi, dietro un muro di silenzio fa&#8217; tacere le nostre anime&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-9" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="694" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-1024x694.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17092" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-1024x694.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-300x203.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-768x521.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-1536x1042.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/22-2048x1389.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-10" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17097" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/18-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p> &#8220;Quello che non si può gridare al mondo, seppelliremo nel terreno. Vorrei vivere per vedere il momento in cui questo grande tesoro potrà essere scavato, Una delle strade vicine è già bloccata. Gli stati d&#8217;animo sono terribili. Ci aspettiamo il peggio&#8230;&#8221; </p>



<p></p>



<p>I tedeschi sfruttavano gli ebrei come forza lavoro a buon mercato o gratuita. All&#8217;inizio ricevevano un salario molto basso e un piatto di zuppa. Spesso un lavoratore tornava a a casa contuso e sanguinante. Alcuni furono mandati nei campi di lavoro dove vissero in condizioni spaventose. </p>



<p>&#8220;Le porte sono davvero chiuse ora? Sì, lo sono. Chiuse sull&#8217;orda, sulla massa densa di persone all&#8217;interno. Attraverso piccole aperture in alto possiamo vedere teste e mani che iniziano ad agitarsi&#8230;.quando il treno parte&#8230;&#8221;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-11" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="749" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-749x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17095" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-749x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 749w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-219x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 219w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-768x1050.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1123x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1123w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-1498x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1498w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/3-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1872w" sizes="(max-width: 749px) 100vw, 749px" /></a></figure>



<p>Sebbene inizialmente la maggior parte degli ebrei preferisse l&#8217;occupazione sovietica a quella tedesca, non passò molto tempo che la mano pesante dei sovietici li schiacciasse. Dal febbraio 1940 al giugno 1941, i sovietici effettuarono quattro azioni di deportazione e reinsediarono circa 320.000 polacchi, inclusi 80.000 ebrei, a est, principalmente in Kazakistan e in Siberia. La maggior parte di loro morì di fame e per le dure condizioni di lavoro forzato.  </p>



<p>Dicevamo&#8230;la speranza: a volte può essere controproducente, soprattutto se guardiamo all&#8217;attualità. Ma noi vogliamo continuare a credere e a lottare per un mondo giusto e libero. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-12" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17096" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/08/interno-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>
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		<title>10 dicembre, Giornata dei Diritti Umani: mobilitazione internazionale per Julian Assange</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Dec 2022 10:16:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da pressenza.it) Il 10 dicembre si avvicina e in tutto il mondo si preparano eventi per chiedere la liberazione di Julian Assange, opporsi alla sua estradizione negli Stati Uniti e denunciare la gravissima violazione&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/Julian-e-Stella-rit.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="713" height="591" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/Julian-e-Stella-rit.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16774" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/Julian-e-Stella-rit.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 713w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/Julian-e-Stella-rit-300x249.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 713px) 100vw, 713px" /></a></figure>



<p></p>



<p>(da pressenza.it)</p>



<p>Il 10 dicembre si avvicina e in tutto il mondo si preparano eventi per chiedere la liberazione di Julian Assange, opporsi alla sua estradizione negli Stati Uniti e denunciare la gravissima violazione dei diritti umani di cui è vittima da anni. Come si ripete dovunque, non c’è in gioco solo la vita di un giornalista perseguitato per aver rivelato terribili crimini di guerra, ma anche la libertà di stampa e il nostro diritto di cittadini di essere informati sull’operato dei governi.</p>



<p>Come nel caso della&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2022/10/maratona-per-julian-assange-migliaia-di-persone-collegate-on-line-decine-di-eventi-e-molto-altro/?utm_source=rss&utm_medium=rss">maratona del 15 ottobre</a>, l’appello alla creatività degli attivisti ha dato luogo a eventi molto diversi tra loro, ma legati da un filo conduttore: la volontà non solo di protestare, ma anche di far sentire calore, gratitudine, vicinanza e solidarietà a un uomo prigioniero da anni in una minuscola cella. E con lui a tutti i prigionieri politici del mondo.</p>



<p>Proprio da questo nasce l’idea di Team Assange&nbsp;<strong>Sydney&nbsp;</strong>di aggiungere all’abituale presidio davanti all’ufficio del Primo Ministro australiano Anthony Albanese un momento per riflettere, meditare, pregare e mandare pensieri positivi di benessere, forza e libertà per Julian. Con lo stesso spirito a&nbsp;<strong>Londra&nbsp;</strong>il presidio di solidarietà davanti alla&nbsp;<strong>Prigione di Belmarsh</strong>&nbsp;si arricchirà con nastri gialli e 40 piccole lanterne di carta per illuminare l’oscurità ed esprimere calore e vicinanza ad Assange. Lanterne che verranno accese anche ad&nbsp;<strong>Amburgo.&nbsp;</strong>Al Parco di Studio e Riflessione di&nbsp;<strong>Attigliano</strong>&nbsp;si terrà una cerimonia di benessere per Assange e per tutti i prigionieri politici del mondo e a&nbsp;<strong>Trieste</strong>&nbsp;una fiaccolata.</p>



<p>A&nbsp;<strong>Manchester&nbsp;</strong>la vena artistica degli attivisti già manifestata il 15 ottobre si tradurrà in un’azione stradale nella centrale Market Street con musica e discorsi. Musica anche a&nbsp;<strong>Ulm</strong>, mentre a&nbsp;<strong>New York&nbsp;</strong>Countdown to Freedom e NYC Free Assange organizzeranno un presidio davanti al Consolato Britannico. A&nbsp;<strong>Tenochtitlan&nbsp;</strong>il presidio della Coalición Vida y Libertad Julian Assange davanti all’ambasciata del Regno Unito proseguirà con una marcia fino all’ambasciata degli USA. Una marcia si terrà anche a&nbsp;<strong>Norimberga</strong>&nbsp;e a&nbsp;<strong>Brisbane&nbsp;</strong>verranno organizzate assemblee.</p>



<p>Una forma di protesta che si ripeterà in molti luoghi è quella del flash mob “Bring your chair”: la vedremo, organizzata in molti casi da Free&nbsp;Assange&nbsp;Wave, a&nbsp;<strong>Barcellona, Girona</strong>,&nbsp;<strong>Mar del Plata, Parigi, Vienna, Colonia, Bruxelles, Namur, Adelaide, Magnetic Island, Viseu, Reggio Emilia&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Perugia</strong>, in alcune città, come&nbsp;<strong>Como</strong>,&nbsp;<strong>Milano e Roma</strong>, nella versione Stand4Truth.</p>



<p>E sempre a&nbsp;<strong>Roma</strong>, davanti all’ambasciata del Regno Unito a Porta Pia, gli attivisti di Free Assange Italia costruiranno una pila di scatole-regalo natalizie, leggendo al microfono le relative etichette, ognuna delle quali menzionerà una&nbsp;rivelazione di WikiLeaks e il corrispondente diritto umano che è stato così tutelato, come ringraziamento ad Assange per aver difeso i nostri diritti. A&nbsp;<strong>Reggio Emilia</strong>&nbsp;il flash mob sarà seguito da un incontro con vari interventi e uno spazio politico-musicale.</p>



<p>La&nbsp;<a href="https://www.24hassange.org/it/iniziative/?utm_source=rss&utm_medium=rss">mappa</a>&nbsp;delle iniziative, in continuo aggiornamento, si può consultare nel sito&nbsp;<a href="https://www.24hassange.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.24hassange.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>&nbsp;ed è aperta fino all’ultimo a nuove segnalazioni scrivendo alla mail&nbsp;<a href="mailto:24hAssange@proton.me">24hAssange@proton.me</a>. Al momento sono previsti eventi in Italia, Spagna, Francia, Belgio, Germania, Austria, Portogallo, Regno Unito, Messico, Argentina, Stati Uniti e Australia.</p>



<p>Come si era detto il 15 ottobre, le iniziative per Julian Assange continuano e continueranno. Solo la pressione dell’opinione pubblica mondiale potrà ottenere la sua liberazione.</p>
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		<title>Porrajmos – Sa Mudaripen: il grande genocidio di Rom e Sinti mai terminato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2022 11:23:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/porrajmos-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="512" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/porrajmos-3-1024x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16510" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/porrajmos-3-1024x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/porrajmos-3-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/porrajmos-3-768x384.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/porrajmos-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1140w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>In quel campo c’erano tantissimi bambini, molti di quei bambini certamente erano nati in quel recinto […]. La notte del 2 agosto 1944, ero rinchiuso ed era notte e la notte nel lager c’era il coprifuoco, però ho sentito tutto. In piena notte sentimmo urlare in tedesco e l’abbaiare dei cani, dettero l’ordine di aprire le baracche del campo degli zingari, da lì grida, pianti e qualche colpo di arma da fuoco. All’improvviso, dopo più di due ore, solo silenzio e dalle nostre finestre, poco dopo, il bagliore delle fiamme altissime del crematorio. La mattina, il primo pensiero fu quello di volgere lo sguardo verso lo&nbsp;<em>Zigeunerlager</em>&nbsp;che era completamente vuoto, c’era solo silenzio e le finestre delle baracche che sbattevano”.</p>



<p>Piero Terracina (Ebreo, sopravvissuto ad Aushwitz)</p>



<p>La comunità Rom e Sinta in Italia conta circa 180.000 individui il 70% e oltre di questi è cittadino italiano, molte delle famiglie sono presenti sul territorio nazionale dal 1300 la maggioranza di questi a combattuto nella Resistenza.</p>



<p>Perché la data del 2 agosto è importante da ricordare? Cosa succede in quell’occasione?</p>



<p>Il 2 Agosto del ’44 precisamente la notte del 1 agosto intere famiglie presenti nello Zigeunerlager  verranno sterminate nelle camere a gas ma questo non fu il primo tentativo da parte dei nazisti di sterminare il popolo Rom e Sinto. Il primo tentativo avvenne il 16 maggio del ’44 ma le persone all’interno dello <em>Zigeunerlager</em>, avvisati di quanto stava per accadere, diedero vita alla prima rivolta, armati di pietre, bastoni e tanta voglia di resistere cacciarono le SS e riuscirono a sopravvivere per altri tre mesi circa prima della fatidica notte. Tale rivolta, una delle più simboliche e importanti, ad oggi non viene menzionata da nessuno e il ricordo rimane vivo solo nel nostro popolo che porta avanti la memoria di ciò che fu e la testimonianza di quanto accade nei giorni nostri.</p>



<p>Ad oggi la situazione è migliorata?</p>



<p>Assolutamente no, oggi l’antiziganismo è molto forte nel nostro Paese ed è soprattutto istituzionale.</p>



<p>Il segretario di Maserada della Lega Nord scrive su Facebook: “Cosa si lancia a uno zingaro che sta affogando?&#8230;. La moglie e i figli”</p>



<p>“Possono partecipare tutti: basta avere un qualsiasi mezzo di locomozione che cammini, più è grosso e più va veloce sarà facilitato nella raccolta dei punti”. E&#8217; questa la descrizione del gioco “Acciacca lo zingaro”, Forza nuova, Roma Sud.</p>



<p>Giancarlo Gentilini Lega: settembre 2008: «<em>Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari. Io ne ho distrutti due a Treviso. E adesso non ce n&#8217;è più neanche uno. Voglio eliminare i bambini che vanno a rubare agli anziani.</em></p>



<p><em>Ci ricordiamo della capotreno che ai microfoni disse: “Via gli zingari dal convoglio, alla prossima scendete perché avete rotto”</em></p>



<p><em>Il caso di Casal Bruciato? Dove una famiglia Rom ha avuto una casa popolare regolarmente assegnata, quando la famiglia si presentò per entrarvi, cori fascisti e atti violenti seguirono la famiglia per impedirne l’entrata in casa, tanto da dover far intervenire le forze dell’ordine.</em></p>



<p><em>Il caso di Torre Maura dove venne calpestato il pane pur di non farlo arrivare al campo Rom al quale era destinato. In quest’occasione un ragazzo di 15 anni interverrà a difesa delle persone Rom alle quali era destinato il pane, dandoci una grande lezione di vita.</em></p>



<p>La&nbsp;<strong>legge 20 luglio 2000, n. 211</strong>&nbsp;(&#8220;<em>Istituzione del &#8220;Giorno della Memoria&#8221; in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti</em>&#8220;) è una&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_ordinaria?utm_source=rss&utm_medium=rss">legge ordinaria</a>&nbsp;della&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_italiana?utm_source=rss&utm_medium=rss">Repubblica italiana</a>&nbsp;emanata per l&#8217;istituzione della&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_della_Memoria?utm_source=rss&utm_medium=rss">Giornata della Memoria</a>&nbsp;e pubblicata nella&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gazzetta_Ufficiale_della_Repubblica_Italiana?utm_source=rss&utm_medium=rss">Gazzetta Ufficiale</a>&nbsp;n. 177 del 31 luglio 2000, non cita in alcun modo le persone Rom e Sinte.</p>



<p>«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, &#8220;Giorno della Memoria&#8221;, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.»</p>



<p>Ad oggi L’Italia riconosce 12 minoranze storico – linguistiche presenti sul suolo nazionale nell&#8217;articolo 6 della Costituzione tranne una, la più numerosa d’Europa quella dei Rom e Sinti appunto.</p>



<p>La strada è ancora lunga e a tal proposito ci terrei a chiudere con la citazione di uno dei sopravvisuti del campo che è Karl Stojka:</p>



<p>“<em>Noi Rom e Sinti siamo come i fiori di questa terra. Ci possono calpestare, ci possono eradicare, gassare, ci possono bruciare, ci possono ammazzare – ma come i fiori noi torniamo comunque sempre”</em></p>
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		<title>Feminist Asylum : per un effettivo riconoscimento dei motivi d&#8217;asilo propri alle donne, ragazze e persone LGBTIQA+</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2021 08:09:00 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="820" height="461" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/fem.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15793" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/fem.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/fem-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/fem-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></figure>



<p></p>



<p>Le violenze sessuali e sessiste (in particolare le violenze domestiche, lo sfruttamento sessuale, il matrimonio forzato, le mutilazioni genitali, la tratta di esseri umani, le legislazioni discriminatorie, il ripudio, la privazione dei figli) sono altrettanti motivi specifici alle donne, le ragazze e le persone LGBTIQA+ a fuggire dal loro paese e a chiedere asilo in Europa.</p>



<p>Fuggire, mettersi in cammino significa quasi sistematicamente essere esposte alla violenza e allo sfruttamento lungo tutto il loro percorso migratorio: violenza sessuale esercitata dai passatori o nei campi profughi, sfruttamento sessuale o lavoro forzato, reclusione nelle reti di tratta dei paesi di transito &#8211; incluso nei paesi europei &#8211; minacce, traumi e pericoli subiti dai loro figli-e. Arrivate in Europa, le attendono procedure di asilo inadeguate e un&#8217;accoglienza indegna!</p>



<p>Questo benché, dal 2008, la Convenzione sulla lotta contro la tratta di esseri umani abbia stabilito l&#8217;obbligo di accogliere in Europa le vittime della tratta e le condizioni necessarie per questo. Poi nel 2011, la Convenzione di Istanbul, firmata da tutti i Paesi europei, ha esteso i motivi d’asilo previsti dalla Convenzione di Ginevra del 1951 alla persecuzione e alla violenza contro le donne legata al genere: in questi casi la protezione internazionale è un diritto!</p>



<p>Dobbiamo però constatare che nella pratica i Paesi d&#8217;Europa raramente rispettano i loro impegni: le ragioni delle domande d’asilo legate alle violenze fondate sul genere non vengono prese in considerazione, sia perché le condizioni di ascolto e di analisi non sono favorevoli alla messa in luce di queste specifiche violenze, sia perché questi obblighi di accoglienza vengono ignorati dai rappresentanti delle autorità nazionali.</p>



<p>Noi militanti che viviamo in Europa vogliamo che le cose cambino. Ci rifiutiamo di accettare che le persone vittime di violenza di genere, invece di essere protette, continuino ad essere trattate come indesiderabili. Vogliamo far sentire la nostra voce ai leader europei affinché motivi specifici dell&#8217;asilo per donne, ragazze e persone LGBTIQA+ siano effettivamente riconosciuti. Oggi, 11 novembre 2021, invitiamo i popoli d&#8217;Europa a sostenere questo nostro approccio civico firmando la petizione europea, disponibile in diverse lingue sul sito <a href="http://www.feministasylum.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><u>www.feministasylum.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</u></a>.</p>



<p>Questa petizione è indirizzata alla Commissione Europea, al Parlamento Europeo, al Consiglio Europeo e a tutti i governi nazionali dell&#8217;area Schengen. Chiede che siano messe in atto misure concrete per garantire che tutte le convenzioni internazionali firmate in Europa e nell&#8217;area Schengen non rimangano lettera morta.</p>



<p>&nbsp;Noi richiediamo:</p>



<p>&nbsp;• il dispiegamento da parte della Commissione Europea e dei governi nazionali dei mezzi necessari per mettere in atto procedure e strutture adeguate all’effettivo riconoscimento dei motivi di asilo specifici per donne, ragazze e persone LGBTIQA+;</p>



<p>&nbsp;• l&#8217;effettiva applicazione della Convenzione di Istanbul e della Convenzione sulla lotta contro la tratta di esseri umani &#8211; garantita dall&#8217;istituzione di una struttura europea di monitoraggio &#8211; affinché le vittime di violenza di genere siano riconosciute, sostenute e beneficino di protezione internazionale;</p>



<p>&nbsp;• vie legali agevolate permettenti a donne, ragazze e persone LGBTIQA+ di deporre una domanda asilo in Europa.</p>



<p>Questa petizione è lanciata dalla coalizione <em>Feminist Asylum</em>, che riunisce già fin d’ora movimenti, collettivi, associazioni, partiti e sindacati impegnati nella difesa dei diritti delle e dei migranti e dei diritti delle donne e delle persone LGBTIQA+.</p>



<p>La campagna per la raccolta firme proseguirà per 6 mesi, consentendo ad altri collettivi civici, ma anche a qualsiasi persona di far sentire la propria voce e di manifestare il proprio sostegno per porre fine alle politiche di chiusura dei Paesi europei.</p>



<p>I paesi d&#8217;Europa hanno i mezzi per essere una terra di asilo degna di questo nome. Chiunque abbia subito violenze sessiste e sessuali nel proprio Paese o sulla via dell&#8217;esilio deve ottenere asilo e beneficiare di condizioni di accoglienza e di cura che consentano loro di ricostruire la propria vita in sicurezza. Ci rifiutiamo di essere complici delle politiche di esclusione e di morte che colpiscono delle persone che si trovano in situazioni delle più precarie al mondo. Non rinunceremo a questa lotta volta al rispetto del diritto fondamentale delle donne e delle persone LGBTIQA+ di ogni paese a vivere in dignità e sicurezza.</p>
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		<title>Aiutateci a far evacuare da Kabul Mr. Khaliq Dad ALIZADA, artista e dissidente afghano</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2021 08:10:08 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Con la presente, <strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>(con Amin Wahidi, regista e poeta hazara, Marco Sonseri, fumettista) lancia un appello affinché le istituzioni, i media, le e gli attiviste/i si mobilitino per aiutare il Sig. ALIZADA e la sua famiglia a scappare da Kabul al più presto. </p>



<p>Vi chiediamo, quindi, per favore: di firmarmarla, di rimandarcela e di farla circolare. </p>



<p>Noi provvediamo a farla arrivare a chi ha (o avrebbe) il potere di fare qualcosa di concreto. </p>



<p>Grazie. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="883" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-1-883x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15627" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-1-883x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 883w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-1-259x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 259w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-1-768x891.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-1-1324x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1324w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1737w" sizes="(max-width: 883px) 100vw, 883px" /><figcaption>@Khaliq Dad Alizada</figcaption></figure>



<p>Milano, 18 settembre 2021<br><br><strong>Alle istituzioni, alle organizzazioni per la tutela dei diritti umani e degli artisti, alle ambasciate estere e alle agenzie di cooperazione internazionale</strong></p>



<p>Con la presente, Associazione Per i Diritti umani vorrebbe chiedere un aiuto urgente per quanto riguarda un artista afgano, caricaturista e fumettista, che ha lottato contro il fondamentalismo attraverso la sua arte.<br><br>Il Sig. ALIZADA è il caricaturista e fumettista più acclamato dell&#8217;Afghanistan che ha lavorato con acclamati giornali nazionali come DAILY AFGHANISTAN e OUTLOOK AFGHANISTAN come caricaturista. Ha anche lavorato nella sezione MEDIA delle forze ISAF a Kabul.<br><br>Il sig. Alizada è stato uno dei critici più diretti dei talebani e dei fondamentalisti in generale, e la sua caricatura raffigura chiaramente il volto brutale dei fondamentalisti e dei terroristi talebani in Afghanistan, quindi è uno dei primi obiettivi dei talebani e ha urgente bisogno di protezione.<br><br>Attualmente vive a Kabul, in clandestinità. Cambia la sua posizione, vivendo nelle case dei parenti, per essere salvato dalle mani dei talebani.<br><br>Il signor ALIZADA e la sua famiglia hanno urgente bisogno di essere evacuati dall&#8217;Afghanistan, altrimenti saranno puniti, torturati e persino uccisi dai talebani solo per la sua arte e le sue critiche.</p>



<p>Dal 2006 ad oggi ha collaborato con due quotidiani &#8220;Afghanistan&#8221; e &#8220;Outlook Afghanistan&#8221; come vignettista pubblicando una vignetta al giorno. Finora il totale delle vignette pubblicate ha raggiunto le 4.000 copie dove la maggior parte di esse mostrava il terrore e i crimini che i talebani hanno perpetrato fino ad oggi.</p>



<p><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.dailyafghanistan.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://www.dailyafghanistan.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> <a rel="noreferrer noopener" href="mailto:Thedailyafghanistan@yahoo.com" target="_blank">Thedailyafghanistan@yahoo.com</a> <a rel="noreferrer noopener" href="http://www.outlookafghanistan.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://www.outlookafghanistan.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> <a rel="noreferrer noopener" href="mailto:outlookafghanistan@gmail.com" target="_blank">outlookafghanistan@gmail.com</a><br><br>In 10 anni ha pubblicato più di 100 vignette contro i talebani che hanno ricevuto avvertimenti in pericolo di vita e hanno fatto sì che vivessi la mia vita nascosta.</p>



<p><br>Nel 2005 ha fondato la rivista mensile &#8220;Shakhgoi&#8221; e ho creato dozzine di vignette contro i talebani.</p>



<p><br>Nel 2016 ha fondato la rivista specializzata di fumetti e ha pubblicato decine di vignette contro i talebani.</p>



<p>Le caricature del sig. ALIZADA vengono pubblicate sui giornali nazionali afghani: <a href="http://www.outlookafghanistan.net/assets/epaper/August%2007,%202021/OUTLOOK.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://www.outlookafghanistan.net/assets/epaper/August%2007,%202021/OUTLOOK.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>&nbsp;<a href="http://www.outlookafghanistan.net/assets/epaper/August%2004,%202021/OUTLOOK.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://www.outlookafghanistan.net/assets/epaper/August%2004,%202021/OUTLOOK.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>&nbsp;<a href="http://www.outlookafghanistan.net/assets/epaper/August%2001,%202021/OUTLOOK.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://www.outlookafghanistan.net/assets/epaper/August%2001,%202021/OUTLOOK.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>&nbsp;<a href="http://www.dailyafghanistan.com/assets/epaper/4271-04-08-2021/Today%20Epaper.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://www.dailyafghanistan.com/assets/epaper/4271-04-08-2021/Today%20Epaper.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>&nbsp;<a href="http://www.dailyafghanistan.com/assets/epaper/4268-01-08-2021/Today%20Epaper.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://www.dailyafghanistan.com/assets/epaper/4268-01-08-2021/Today%20Epaper.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><br><br><strong>ALIZADA</strong><strong> è uno degli artisti più vulnerabili e bisognosi di questi tempi che dovrebbe essere evacuato dall&#8217;Afghanistan. Chiediamo l&#8217;intervento tempestivo delle istituzioni italiane, delle ambasciate e delle organizzazioni che possano aiutare il Sig. ALIZADA e la sua famiglia.</strong></p>



<p><strong>Per ulteriori informazioni e per un vostro gentile riscontro, potete scrivere al seguente indirizzo email: </strong><a href="mailto:peridirittiumani@gmail.com"><strong>peridirittiumani@gmail.com</strong></a><br><br>Cordiali saluti,</p>



<p><br>Matteo Grop, presidente Associazione Per i Diritti umani</p>



<p>Associazione Per i Diritti umani – Milano, Italia</p>



<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.peridirittiumani.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>FB, IG, Twitter, Linkedin</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="813" height="891" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-2-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15628" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-2-.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 813w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-2--274x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 274w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/caricatura-2--768x842.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 813px) 100vw, 813px" /><figcaption>Khaliq Dad Alizada</figcaption></figure>
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		<title>Un appello di donne afghane di diverse nazionalità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Aug 2021 06:59:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Afghanistan: &#8220;Non abbandonateci!&#8221; &#8220;Non abbandonateci!&#8221;: un appello che risuona dai tempi del primo sanguinoso dominio talebano di 20 anni fa. Un appello che è stato ascoltato in Alto Adige. Le donne della SVP hanno&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="660" height="368" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/donne-afghane.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15590" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/donne-afghane.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 660w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/donne-afghane-300x167.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></figure>



<p></p>



<p>Afghanistan: &#8220;Non abbandonateci!&#8221;<br></p>



<p>&#8220;Non abbandonateci!&#8221;: un appello che risuona dai tempi del primo sanguinoso dominio talebano di 20 anni fa. Un appello che è stato ascoltato in Alto Adige. Le donne della SVP hanno raccolto donazioni per l&#8217;ONG Shuhada guidata dall&#8217;attivista per i diritti delle donne Sima Samar. A quel tempo, Margit Bergmann, un&#8217;insegnante di Bolzano, era impegnata con l&#8217;organizzazione svizzera Omid di Evelina Colavita per raccogliere fondi per scuole. In questo modo sono state finanziate scuole per ragazze afghane in esilio in Pakistan. Un aiuto, ormai spesso citato, ma fatto davvero sul terreno.</p>



<p>A venti anni di distanza, in seguito alla liberazione dell&#8217;Afghanistan dai Talebani, gli islamisti sono tornati. Gli aiuti di allora e i 20 anni di ricostruzione sono stati vani. Questo rende ancora più utile e umano l&#8217;aiuto delle due province autonome dell&#8217;Alto Adige e del Trentino. I Verdi fanno bene a esprimersi a favore dell&#8217;accoglienza di ragazze e donne. Sono tra le prime vittime della nuova-vecchia dittatura talebana.</p>



<p>Nel 1999, prima della caduta dei Talebani, Hanifa Nawed aveva informato il pubblico europeo sulle violazioni dei diritti umani del regime di terrore dei Talebani su invito dell&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati. All&#8217;epoca, nell&#8217;Afghanistan controllato dai Talebani era in vigore una radicale apartheid di genere: le donne potevano uscire di casa solo se accompagnate da un parente maschio. Erano costrette a indossare il tipico burqa afghano su tutto il corpo. Se le loro caviglie<br>erano visibili, venivano punite. Non erano autorizzate a svolgere alcuna professione. Le ragazze non potevano andare a scuola, non potevano completare alcuna formazione. Anche l&#8217;assistenza medica per le donne è stata fortemente limitata dai Talebani.</p>



<p>Soprattutto nei centri urbani, il burqa è diventato uno strumento dei talebani per umiliare le donne istruite e in parte già emancipate. Il burqa è diventato un simbolo visibile della sottomissione e della disparità di trattamento delle donne. La violenza contro le donne, gli abusi, gli stupri, erano all&#8217;ordine del giorno. Hanifa Nawed aveva accusato di saccenteria gli europei che avevano dichiarato l&#8217;Islam radicale come parte dell&#8217;identità culturale dell&#8217;Afghanistan.</p>



<p>L&#8217;esperto di Afghanistan Michael Pohly aveva descritto i Talebani, sponsorizzati dal Pakistan e un tempo dagli USA, come islamofascisti. I Talebani, la maggior parte dei quali appartengono al gruppo etnico di maggioranza pashtun, combattono non solo le donne ma anche le altre nazionalità come gli Hazara o i Tagiki. Ancora uno sguardo indietro:<br>&#8220;Nell&#8217;ottobre 1998, i Talebani decretarono che tutti i non musulmani in Afghanistan dovevano indossare un pezzo di stoffa gialla come segno distintivo. Particolarmente colpite da questo regolamento discriminatorio sono le circa 50 famiglie indù che vivono ancora principalmente a Kandahar nel sud dell&#8217;Afghanistan, la roccaforte dei Talebani, parlano correntemente il pashto e hanno passaporti afghani.<br>Alla vigilia dell&#8217;invasione sovietica, si stima che in Afghanistan vivessero ancora 20.000 Indù e 15.000 Sikh, i cui antenati si erano stabiliti lì nel XVII secolo&#8221;, scriveva Andreas Selmeci sulla rivista dell&#8217;APM &#8220;pogrom&#8221; nel 1999.</p>



<p>In una conferenza stampa, i Talebani hanno annunciato che avrebbero rispettato le donne. Ma strettamente all&#8217;interno delle linee guida dell&#8217;Islam. Non è una buona prospettiva per le ragazze e le donne. Ecco perché sosteniamo la mozione dei Verdi per non abbandonare le donne in Afghanistan. L&#8217;Alto Adige e il Trentino dovrebbero avere il coraggio di<br>accogliere ragazze e donne afghane e offrire loro una nuova casa.</p>
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		<title>Dichiarazione della Diaspora Hazara in merito ai “colloqui di pace intra-afghani” a Doha, Qatar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2020 07:04:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(traduzione a cura di Jorida Dervishi) In Afghanistan la pace non può essere raggiunta senza garantire e salvaguardare la sicurezza e i diritti umani degli Hazara e delle altre comunità perseguitate Il processo di&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="741" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/vecchi-uomini-di-hazara-afghanistan-kabul-akt7rf-1024x741.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14706" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/vecchi-uomini-di-hazara-afghanistan-kabul-akt7rf-1024x741.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/vecchi-uomini-di-hazara-afghanistan-kabul-akt7rf-300x217.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/vecchi-uomini-di-hazara-afghanistan-kabul-akt7rf-768x556.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/vecchi-uomini-di-hazara-afghanistan-kabul-akt7rf.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>(traduzione a cura di Jorida Dervishi)</p>



<p><strong>In Afghanistan la pace non può essere raggiunta senza garantire e salvaguardare la sicurezza e i diritti umani degli Hazara e delle altre comunità perseguitate</strong></p>



<p></p>



<p>Il processo di pace in corso,&nbsp; è un’opportunità per stabilire pace e a lungo termine in Afghanistan. Al fine di garantire il successo dei negoziati, la comunità Hazara incoraggia il fermo impegno delle parti negoziali, nonché gli stati di sostegno e le organizzazioni internazionali per proteggere i principi fondamentali dei diritti umani, della giustizia, della libertà di religione e di credo, la regola della legge e l’uguaglianza di tutti i cittadini dell’Afghanistan. Vogliamo fortemente che la guerra e le sofferenze finiscano da tutte le parti. Allo stesso tempo, sottolineiamo che qualsiasi soluzione politica deve considerare sia la storia che le diverse esigenze, interessi e preoccupazioni di tutti i cittadini dell’Afghanistan, in particolare i gruppi etnici storicamente perseguitati ed emarginati come gli Hazara.</p>



<p>In particolare, sottolineiamo l’importanza di proteggere la sicurezza dei diritti umani di tutti i gruppi svantaggiati o emarginati come le donne, le minoranze religiose come indù e sikh e le comunità perseguitate, in particolare gli Hazara, che sono state vittime di violenze etniche e settarie in tutta la storia moderna dell’Afghanistan. I talebani hanno commesso atrocità di massa contro i civili Hazara, compresi i massacri di Mazar-i-Sharif [1998], dove hanno pubblicamente dichiarato la loro intenzione di uccidere gli Hazara basandosi solo sulla loro etnia e fede. Altri massacri hanno avuto luogo a Yakawlang [2001], Robatak [2000] e Mirza Olang [2017], così come in altri luoghi. I talebani hanno anche distrutto i nostri siti del patrimonio culturale come le statue di Buddha [2001] a Bamiyan.</p>



<p>Anche in anni più recenti gli Hazara hanno subito violenze mirate da parte di gruppi estremisti, in particolare talebani. Ci rammarichiamo che il governo afghano sia stato costantemente negligente nel proteggere il popolo Hazara, né abbia rivolto le richieste dei suoi cittadini Hazara per una maggiore sicurezza e giustizia per le vittime di violenze mirate. Siamo preoccupati per le crescenti offensive dei talebani negli ultimi mesi nelle regioni popolate da Hazara, dove hanno minacciato le comunità locali e ucciso civili. Ciò ha inevitabilmente portato a profonde apprensioni e sfiducia, suscitando preoccupazione nella comunità Hazara circa le opinioni e gli impegni dei talebani per la pace.</p>



<p>Dalla storia sappiamo o conosciamo le&nbsp; relazioni dei talebani con gli Hazara, per ciò è essenziale che i negoziati di pace in corso a Doha affrontano le preoccupazioni fondamentali degli Hazara e garantiscano&nbsp; i loro diritti costituzionali esistenti in una potenziale soluzione di pace. Portiamo attenzione a queste realtà non per impedire il progresso, ma per garantire che la pace con i talebani sia raggiunta in un quadro che possa proteggere efficacemente i diritti, la dignità e le vite degli Hazara, così come quelli di altre popolazioni vulnerabili, comprese le donne e varie etno-religiose e gruppi&nbsp; in Afghanistan. La sicurezza del popolo Hazara non è negoziabile. Garantire i diritti fondamentali tutelati dalla costituzione degli Hazara e di altri gruppi perseguitati in Afghanistan deve essere parte integrante di qualsiasi accordo di pace con i talebani.</p>



<p><strong>RICONOSCIMENTO:</strong>&nbsp;il negoziato di pace dovrebbe riconoscere la persecuzione storica degli Hazara basata sulla loro fede ed etnia da parte dei talebani e garantire che:</p>



<ul><li>In quanto gruppo culturale ed etnico distinto, i diritti fondamentali e le preoccupazioni sulla sicurezza degli Hazara sono riconosciuti e protetti nei negoziati di pace.</li><li>In quanto musulmani prevalentemente sciiti, i diritti religiosi degli Hazara sono riconosciuti come nell’attuale Costituzione dell’Afghanistan e che le loro opportunità come eguali cittadini dell’Afghanistan non sono limitate a causa delle loro convinzioni settarie.</li></ul>



<p><strong>INCLUSIONE:</strong>&nbsp;un accordo di pace deve garantire la piena ed equa partecipazione degli Hazara alla struttura del governo e al sistema politico post-pace:</p>



<ul><li>Chiediamo che l’accordo di pace con i talebani garantisca la piena inclusione degli Hazara e di altri gruppi etnici nel sistema politico post-pace e nella struttura governativa e fornisca loro pari opportunità di prendere parte a tutte le sfere della vita pubblica in Afghanistan.</li></ul>



<p><strong>SICUREZZA:&nbsp;</strong>In mezzo alla crescente vulnerabilità degli Hazara alla violenza etnica e settaria, in particolare da parte dei Talebani, è imperativo che la sicurezza degli Hazara sia garantita nei negoziati di pace:</p>



<ul><li>Il governo dell’Afghanistan e la comunità internazionale coinvolta nel sostenere i negoziati di pace devono adottare misure per proteggere i gruppi etno-religiosi come gli Hazara dalle minacce di violenza a sfondo religioso, inclusi massacri, sfollamenti forzati, uccisioni mirate e rapimenti.</li><li>Per dimostrare e impegnarsi in buona fede nel processo di pace, i talebani devono cessare immediatamente tutti gli attacchi contro le regioni Hazara e i civili in tutto l’Afghanistan.</li></ul>



<p><strong>DEMOCRAZIA:</strong>&nbsp;I principi democratici, i diritti umani e le libertà fondamentali garantiti nella costituzione dell’Afghanistan devono essere protetti come risultato dei negoziati di pace con i talebani:</p>



<ul><li>Gli Hazara credono che la sicurezza di tutti i cittadini in Afghanistan possa essere garantita solo all’interno di un sistema politico democratico. Per questo motivo, sosteniamo solo un sistema politico basato su elezioni libere ed eque in cui tutti i cittadini abbiano pari diritti e opportunità di eleggere i propri rappresentanti e leader di governo. La Costituzione dell’Afghanistan è tra i più importanti risultati conseguiti dopo il 2001 e deve essere protetta; Il capitolo due [Diritti fondamentali e doveri dei cittadini] non è negoziabile.</li></ul>



<p><strong>UGUAGLIANZA:</strong>&nbsp;Uno stato finale al negoziato di pace dovrebbe eliminare la disuguaglianza, le ingiustizie sistemiche e strutturali che perpetuano ed esacerbano l’emarginazione socio-economica e politica degli Hazara in Afghanistan:</p>



<ul><li>La giustizia e l’uguaglianza sono le basi di una pace duratura. I “negoziati di pace intra-afghani” e il potenziale accordo di pace previsto devono garantire l’uguaglianza di tutti i cittadini dell’Afghanistan indipendentemente dalle loro identità e affiliazioni collettive etniche, religiose, di genere, culturali e di altro tipo.</li><li>&nbsp;Tutti i cittadini dell’Afghanistan devono godere di pari opportunità per partecipare alla vita pubblica del loro paese, compresa l’opportunità di eleggere ed essere eletti a cariche politiche a qualsiasi livello sulla base di principi democratici universali.</li><li>Al fine di garantire l’uguaglianza di tutti i cittadini, i negoziati di pace devono rispettare gli impegni e gli obblighi internazionali in materia di diritti umani dell’Afghanistan [ad es. Dichiarazione universale dei diritti umani, Convenzione sulla prevenzione e la punizione del crimine di genocidio, Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, Patto internazionale sui diritti civili e politici e altri trattati].&nbsp;</li></ul>



<p><strong>RESPONSABILITÀ:</strong>&nbsp;deve esistere un meccanismo di responsabilità legalmente vincolante e pre-negoziato che garantisca i diritti e la sicurezza del popolo Hazara, che possa offrire linee guida chiare su ciò che attiverà meccanismi di applicazione nel caso in cui i talebani non rispettino le leggi sui diritti umani:</p>



<ul><li>Ulteriori aiuti internazionali e sostegno alla ricostruzione devono dipendere dalla protezione e dalla promozione dei diritti dei gruppi vulnerabili e svantaggiati come le donne e le comunità perseguitate come gli Hazara.</li><li>I Talebani hanno dimostrato di non aderire alle leggi internazionali sui diritti umani e ai valori democratici. Chiediamo pertanto che i Talebani riconoscano tutti i documenti internazionali relativi ai diritti umani che l’Afghanistan ha firmato. Chiediamo inoltre che la comunità internazionale coinvolta nel processo di pace assicuri che i valori dei diritti umani siano sostenuti durante i negoziati di pace e che i Talebani siano ritenuti responsabili in caso di violazione delle leggi sui diritti umani, inclusa la continuazione della violenza mirata contro gli Hazara.&nbsp;</li></ul>



<p><strong>Dichiarazione rilascita da:&nbsp;</strong>Hazara International, Hazara Council of Great Britain, World Hazara Council, Canadian-Hazara Humanitarian Services, Salsal Association in Sweden, The Hazara Research Collective, Hazara Kulturverein Hamburg, Katib Cultural Association in Denmark, World Ismaili Hazara Network in Canada, and Baba Mazari Foundation in Australia.</p>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Arrestato l&#8217;eroe ispiratore del film Hotel Rwanda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2020 08:22:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="800" height="449" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Hotel-Rwanda.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14576" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Hotel-Rwanda.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Hotel-Rwanda-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/Hotel-Rwanda-768x431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>di Veronica Tedeschi</p>



<p><em>Hotel Rwanda,</em> un film da me spesso consigliato, anche per il tramite di questa rubrica. Un film che racconta in maniera esplicita il comportamento degli europei durante il genocidio in Rwanda, frettolosi nel rimpatriare i propri cittadini e non curanti della sofferenza della popolazione civile. Un film che racconta la paura delle persone di etnia tutsi presenti nel Paese che, nell’arco di 100 giorni, furono sterminate (morirono circa 800.000 persone)<sup> </sup><a href="#sdfootnote1sym"><sup>1</sup></a>.</p>



<p>Il protagonista del film è il proprietario di un albergo che dà rifugio agli sfollati e che, protetto dai caschi blu dell’ONU, riesce in quei giorni a salvare molte vite. Nella realtà questo eroe si chiama Paul Rusesabagina e pochi giorni fa è stato arrestato con le accuse di terrorismo e appartenenza a banda armata.</p>



<p>“Rusesabagina è sospettato di essere fondatore, leader, sponsor e membro di bande violente, armate ed estremiste”, ha detto Mulangira Thierry, portavoce del Rwanda Investigations Office, che lo ha preso in custodia presso la stazione di polizia di Remera, nella capitale. L’uomo è stato fermato durante una conferenza stampa a Kigali.</p>



<p>Paul Kagame, attuale presidente del Rwanda e figura fondamentale per la conclusione del genocidio del 1994, è stato diverse volte attaccato da Ruesebagina il quale ha accettato l’esilio in Belgio prima e negli Stati Uniti poi.</p>



<p>&#8220;L’attuale governo diventa ogni anno meno democratico. Non c&#8217;è&nbsp;né&nbsp;potere condiviso né&nbsp;spazio politico. Penso che Kagame sia diventato un dittatore milionario a cui importa della propria fortuna, non dei ruandesi&#8221;.</p>



<p>Da sempre militante per il suo paese, ha creato una fondazione per favorire la riconciliazione e prevenire ulteriori genocidi e, forse, a causa di questa sua inimicizia con il Presidente, si trova ora in carcere.</p>



<p>Nelle ultime ore ha dichiarato di stare bene e di essere trattato con rispetto.</p>



<p>Rimaniamo comunque con il fiato sospeso per le sue sorti e curiosi di verificare le fondamenta delle sue accuse. La famiglia ritiene con certezza che questo sia un arresto illegale, quasi una persecuzione politica considerato che negli ultimi anni più volte Rusesabagina è divenuto bersaglio facile di critiche e denunce, a causa dei suoi attacchi alla Presidenza.</p>



<p><a href="#sdfootnote1anc">1</a><sup></sup> Per un approfondimento sul genocidio in Rwanda: <a href="https://www.peridirittiumani.com/2016/01/30/stay-human-africa-il-genocidio-in-rwanda-a-nessuno-di-noi-viene-data-la-possibilita-di-scegliere-dove-nascere-e-crescere/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.peridirittiumani.com/2016/01/30/stay-human-africa-il-genocidio-in-rwanda-a-nessuno-di-noi-viene-data-la-possibilita-di-scegliere-dove-nascere-e-crescere/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>La fine dell&#8217;attivista Ibrahim Gökçek</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2020 09:12:37 +0000</pubDate>
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<p>Sebbene il Governo turco, di fronte all’indignazione internazionale, avesse finalmente ceduto, dando la possibilità al Grup Yorum di ritornare a suonare, le condizioni ormai troppo critiche di Ibrahim Gökçek, non gli hanno permesso di veder realizzato il suo sogno.</p>



<p>Il tutto dopo 323 lunghissimi giorni di agonia e astinenza dal cibo, e dopo aver dovuto dare l’addio ad altri due attivisti, nonché membri del suo gruppo, Helin Bolek (23 anni) e Mustafa Kocak (28 anni).</p>



<p>Il Grup Yorum, band socialista internazionalista, si contraddistinse per i suoi testi socialmente impegnati tra cui, ad esempio, l’affermazione della libertà di espressione dei Kurdi. L’ultimo concerto della band si tenne del 2015, quando i membri furono, successivamente, perseguitati e incarcerati dal governo turco. Accusati non solo di terrorismo ma di essere collegati militarmente al Fronte rivoluzionario di liberazione del popolo (DHKP-C), organizzazione di sinistra fuori legge in Turchia, nonostante i loro continui dinieghi in merito a qualsiasi legame con organizzazioni politiche.</p>



<p>Il 2019 fu l’anno in cui ebbe inizio la protesta di Ibrahim Gökçek e dei suoi compagni che aveva come obiettivo la scarcerazione immediata degli altri membri del gruppo arrestati, la cancellazione del mandato di cattura per gli altri colleghi della band e del divieto di esibizione.</p>



<p>Soltanto pochi giorni fa si è assistito ad una parziale vittoria perché, almeno una delle loro richieste, la revoca del divieto di esibizione, era stata accettata dal governo della Stato turco, con la possibilità di tenere un concerto il prossimo 3 Luglio.</p>



<p>Purtroppo, anche il bassista del Grup Yorum non ce l’ha fatta e non potrà essere lì a suonare per la sua vittoria.</p>
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