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	<title>PIL Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Povertà: appello OMS ai governi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 08:23:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da labottegadelbarbieri.org) di Gianluca Cicinelli Welfare e sanità gratuita per tutti, rimozione delle barriere economiche che impediscono l’accesso ai servizi per le fasce economicamente deboli della popolazione, combattere le disparità di genere, costruzione di&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>(da labottegadelbarbieri.org)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="750" height="422" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/povertà.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15226" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/povertà.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 750w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/povertà-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p></p>



<p>di Gianluca Cicinelli</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft"><a href="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2021/04/bread-2542308_960_720.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2021/04/bread-2542308_960_720-300x158.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-109109"/></a></figure></div>



<p>Welfare e sanità gratuita per tutti, rimozione delle barriere economiche che impediscono l’accesso ai servizi per le fasce economicamente deboli della popolazione, combattere le disparità di genere, costruzione di quartieri sicuri, sani e inclusivi. Quelle che ormai, visti i tempi, sembrerebbero le conclusioni del comitato centrale degli ultimi bolscevichi superstiti, sono in realtà le proposte della moderatissima Organizzazione Mondiale della Sanità per fronteggiare l’aggravamento della povertà mondiale causato dalla pandemia da Covid.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2021/04/poverty-1148934_960_720.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2021/04/poverty-1148934_960_720-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-109110"/></a></figure></div>



<p>Abbiamo visto nei giorni scorsi come in Italia le persone che vivono al disotto della soglia di povertà sono diventate 5 milioni e 600 mila ma la stima nel mondo – dal momento in cui è cominciata l’ultima crisi sanitaria – è che ai poveri esistenti si siano aggiunte fra 119 e 124 milioni di persone.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2021/04/begging-1683496_960_720.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2021/04/begging-1683496_960_720-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-109111"/></a></figure></div>



<p>Il numero di persone che vivono sotto la soglia di povertà estrema era passato da 1 miliardo 895 milioni nel 1990 a 736 milioni nel 2015 grazie alle campagne lanciate negli scorsi anni dalle organizzazioni non governative di contrasto al fenomeno in accordo con l’azione delle Nazioni Unite; ma il covid ha riaperto drammaticamente la partita portando a un incremento esponenziale dei nuovi poveri. Secondo l’indicatore adottato dalla Banca Mondiale, contestato da molte Ong, la soglia della povertà è fissata sulla soglia di chi vive con 1,90 dollari al giorno, ma in realtà non si basa su una valutazione diretta del costo dei beni essenziali. Alzando l’asticella alle esigenze fondamentali – una dieta di almeno 2.100 calorie al giorno e uno spazio in cui vivere di almeno tre metri quadrati – la soglia sotto cui possiamo parlare di povertà assoluta è di 2,63 dollari nei Paesi in via di sviluppo e di 3,96 dollari in quelli ad alto reddito.&nbsp;<a href="https://www.osservatoriodiritti.it/2020/07/21/lotta-alla-poverta-nel-mondo/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Questi dati erano contenuti nell’ultimo rapporto delle Nazioni Unite sulla povertà estrema e i diritti umani del 7 luglio scorso</a>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2021/04/children-of-war-1172016_960_720.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2021/04/children-of-war-1172016_960_720-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-109112"/></a></figure></div>



<p>Già prima della crisi derivata dal covid, si leggeva nel rapporto, abbiamo sprecato un decennio nella lotta contro la povertà, con un trionfalismo fuori luogo che ha bloccato proprio le riforme che avrebbero potuto prevenire gli effetti peggiori della pandemia. Le stime rese note ieri dall’Oms sono di gran lunga peggiori delle previsioni fatte nel luglio scorso dall’Onu, ferme a 70 milioni di nuovi poveri, che in realtà sono tra i 119 e i 124 milioni. Le malattie e le morti per covid, secondo l’Oms, sono state più elevate fra i gruppi che affrontano discriminazioni, povertà, esclusione sociale in condizioni di vita e di lavoro quotidiane avverse, comprese le crisi umanitarie. I tassi di mortalità sotto i 5 anni fra i bambini delle famiglie più povere sono il doppio di quelli dei bambini delle famiglie più ricche. L’aspettativa di vita per le persone nei Paesi a basso reddito è di 16 anni inferiore a quella per le persone che vivono nei Paesi ad alto reddito.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2021/04/man-1550501_960_720.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2021/04/man-1550501_960_720-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-109113"/></a></figure></div>



<p>Per questi motivi l’Oms ha lanciato <strong>cinque azioni urgenti</strong> per un mondo più sano e più giusto. La più urgente è quella di rendere disponibili e a tutti coloro che ne hanno bisogno vaccini sicuri ed efficaci, ma anche risorse basilari come l’ossigeno medico, le mascherine, i test diagnostici e i medicinali. La seconda azione urgente è quella di investire nell’assistenza sanitaria di base, un obiettivo che i governi possono raggiungere semplicemente spendendo l’1% in più del Pil. Dare priorità alla salute e alla protezione sociale con appositi programmi nazionali è la terza azione proposta dall’Oms. C’è poi la necessità di costruire quartieri sicuri, sani e inclusivi, visto che l’80% della popolazione mondiale che vive in condizioni di estrema povertà vive nelle zone rurali. La quinta azione richiesta consiste nel rafforzare i dati e i sistemi di informazione sanitaria per capire dove esistono le disuguaglianze e affrontarle, visto che il covid ha prosperato fra le disuguaglianze nelle nostre società e le lacune nei nostri sistemi sanitari.</p>



<p></p>



<p></p>



<h3></h3>



<p></p>
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		<title>Lavoro, guadagno, pago, pretendo</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2021 07:44:42 +0000</pubDate>
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<p>(da naga.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="950" height="632" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/letizia-moratti-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15010" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/letizia-moratti-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 950w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/letizia-moratti-2-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/letizia-moratti-2-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /></figure>



<p><strong>La prima uscita pubblica in tema di salute</strong>&nbsp;di Letizia Moratti, Assessora al Welfare e Vicepresidente della Regione Lombardia è&nbsp;<strong>disastrosa e agghiacciante</strong>. Non ci dice come pensa di far ripartire il tracciamento, come migliorare la prevenzione e rafforzare la medicina territoriale, propone invece di&nbsp;<strong>inserire tra i criteri di distribuzione tra le Regioni dei vaccini, anche quello del PIL.</strong></p>



<p>Una dichiarazione che riassume chiaramente la<strong>&nbsp;visione politica padronale</strong>&nbsp;e, anche, lo spessore umano della giunta regionale. E le dichiarazioni appaiono ancora più inquietanti di fronte al&nbsp;<strong>disastro nella gestione della pandemia</strong>&nbsp;da parte del modello lombardo e, anche, di fronte al&nbsp;<strong>prezzo altissimo</strong>&nbsp;che la regione sta pagando in termini morti quotidiani.</p>



<p>Probabilmente e purtroppo non usciremo dalla pandemia con maggiore consapevolezza e un fiorire di nuove possibili visioni del mondo e della società, ma credevamo che, almeno, avessimo imparato che&nbsp;<strong>il virus colpisce indiscriminatamente e che quindi le soluzioni devono essere per forza collettive e indiscriminate.</strong></p>



<p>Evidentemente non è così, l’Assessora propone un ritorno agli anni ’80 nel 2021,<strong>&nbsp;una visione gretta, retrograda e, di classe, della società.</strong></p>



<p>Una società divisa, parcellizzata e dove<strong>&nbsp;la povertà, ancora una volta, è considerata come una colpa che rende meno meritevoli, anche di essere vaccinati.</strong></p>



<p><strong>Come Naga siamo molto preoccupati per questo avvio e ci batteremo perché i vaccini siano garantiti a tutte e a tutti, cittadine e cittadini stranieri irregolari compresi, pensi un po’ cara Assessora!</strong></p>
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		<title>Tutto quello che non vi hanno mai detto sull&#8217;immigrazione</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2016 08:51:45 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT">Un quadro aggiornatissimo sui flussi migratori e sul loro contributo reale allo sviluppo economico, culturale e sociale del paese. Senza eludere nessuno dei temi scottanti degli ultimi mesi: l&#8217;aumento eponenziale dei richiedenti asilo, l&#8217;impatto della crisi sulle migrazioni, il contributo degli stranieri all&#8217;economia italiana, i problemi di criminalità, l&#8217;integrazione fra le diverse culture e religioni.</p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/9788858125458_p0_v1_s192x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7673" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/12/9788858125458_p0_v1_s192x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="9788858125458_p0_v1_s192x300" width="183" height="300" /></a></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT">
<p align="LEFT">Questi gli argomenti del saggio intitolato <em>Tutto quello che non vi hanno mai detto sull&#8217;immigrazione</em>, <span style="color: #1c1c1c;">editori Laterza, scritto da Stefano Allievi e Gianpiero Dalla Zuanna.</span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;"><i><b>Associazione per i Diritti umani</b></i></span><span style="color: #1c1c1c;"> ha rivolto alcune domande a Stefano Allievi e lo ringrazia molto. </span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Quali sono le cause che portano qualcuno a parlare di “emergenza” migranti?</span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Innanzitutto i dati che indicano che in Italia c&#8217;è un calo demografico per cui aumentano in maniera esponenziale i pensionati e diminuiscono i lavoratori (e questo rende necessaria la presenza degli stranieri) e, inoltre, ci sono le spinte oggettive (guerre, fame) che spingono molte persone ad uscire dai Paesi d&#8217;origine. Un conto è ragionare sui flussi migratori e sulle politiche di accoglienza, un altro è lavorare anche sui Paesi di provenienza, aprendo prospettive di sviluppo in modo che le persone non siano costrette ad espatriare. </span><span style="color: #1c1c1c;">Detto questo, se non ci fosse l&#8217;immigrazione, in un Paese come l&#8217;Italia, sarebbe una tragedia perchè la prospettiva è quella di avere una società di vecchi. </span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Il filosofo David Miller sostiene che uno Stato abbia il diritto di porre limiti all&#8217;ingresso di stranieri: come commentare questa affermazione?</span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">E&#8217; quasi insensato porre la questione in termini perchè è un DOVERE degli Stati accogliere gli stranieri e a tal proposito sarebbe bene che ci fosse una politica comune. </span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Per roversciare alcuni luoghi comuni: qual è il contributo degli immigrati all&#8217;economia italiana?</span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">I migranti sono, per lo più, giovani o di mezza età e, quindi, in età lavorativa; producono più di IVA e consumano, in proporzione, meno stato sociale, a differenza del “peso” economico delle pensioni. </span><span style="color: #1c1c1c;">Poi c&#8217;è un altro aspetto importante che viene sottovalutato: la presenza di culture diverse, di lingue, di tradizioni, etc. può essere un valore in sé economico perchè ha un effetto di moltiplicatore. </span><span style="color: #1c1c1c;">Nel ciclo demografico, inoltre, se non ci fossero gli stranieri che fanno figli, ci sarebbero anche meno posti di lavoro; e, infine, le nuove generazioni sono quelle che studieranno in futuro, non ci sarebbero anche i matrimoni misti e così via&#8230; </span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">E&#8217; vero che le carceri italiane sono sovraffollate a causa degli stranieri?</span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Dobbiamo “ringraziare” la Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi: i colpevoli di certi reati, in altri Paesi europei, non stanno in carcere, ma altrove. Quindi sì, c&#8217;è una forte presenza di immigrati nelle carceri, molto superiore alla percentuale degli immigrati che lavorano (circa tre volte tanto) e questo è un problema. Ma bisogna andare ad analizzare le motivazioni: ad esempio, sono sovrarappresentati i reati contro il patrimonio, mentre sono sottorappresentati i reati più gravi.</span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Si è poi scoperto che molti immigrati sono dentro in quanto irregolari e che, invece, quando vengono regolarizzati, commettono molto meno reati. In Italia, oltretutto, nei tribunali e nelle carceri ci sono problemi legati alla lingua oppure vengono coinvolti avvocati d&#8217;ufficio con poca esperienza.</span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #1c1c1c;">Tornando alla legge Bossi-Fini, se la condizione di irregolarità non fosse tale (quando una persona irregaolare viene fermata dalla polizia, scappa, commette reato di resistenza a pubblico ufficiale o di resistenza aggravata) ci sarebbero meno presenze di immigrati negli istituti di pena perchè i reati legati al fatto di non avere i documenti verrebbero a cadere. </span></p>
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		<title>Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2016 07:41:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi Il 29 settembre, presso la sede della CGIL di Monza, Raffaele Crocco, giornalista Rai e inviato speciale in zone di guerra, ha presentato l’ultima edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">di Veronica Tedeschi</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-587.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7174" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-587.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-587" width="540" height="349" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-587.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 540w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-587-300x194.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;">Il 29 settembre, presso la sede della CGIL di Monza, Raffaele Crocco, giornalista Rai e inviato speciale in zone di guerra, ha presentato l’ultima edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti nel mondo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;">L’ultima edizione del 2015, parzialmente differente rispetto alle precedenti, contiene alcune mappe esplicative di diversi argomenti quali la presenza di caschi blu nel mondo, la diffusione del land grabbing e molte altre. Sono mappe che rappresentano il territorio secondo la logica di Peters, rappresentando, quindi, i territori nella loro grandezza naturale, a differenza di quello che accadeva con la cartina di Mercatore, palesemente eurocentrica, nella quale l’Africa veniva rappresentata molto piccola.</span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Arial, serif;">In questi ultimi anni”, inizia Crocco, “sento un forte movimento contro la guerra, ovunque vi è volontà di interromperla, come se la guerra fosse un’abitudine da cambiare. L’errore più grande che stiamo facendo è non essere ancora riusciti a tradurre la pace in normalità”.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;">Questo atlante è stato creato dall’esperienza di alcuni giornalisti che hanno vissuto sul campo guerra e povertà e che hanno potuto osservare come la guerra sia un effetto e non una causa. I motivi che scatenano una guerra sono molti ma tra i più gravi troviamo miliardi di persone che rischiano di morire di fame, circa 200. 000. 000 persone che non hanno acceso alla sanità e 80 persone in tutto il mondo che detengono un patrimonio pari al Pil dei 40 paesi più poveri nel mondo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;">A questo discorso bisogna anche aggiungere che nel mondo abbiamo due grandi associazioni di paesi: da un lato la</span><span style="font-family: Arial, serif;"><b> brix</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">, l’associazione di cinque paesi tra le maggiori economie emergenti: Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica. Dal lato opposto il </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>G7</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">, del quale l’Italia fa ancora oggi parte, composto dai 7 ministri dell’Economia </span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;">delle sette nazioni sviluppate con la ricchezza netta più grande al mondo: Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti e Canada. Questa divisione in “club” è già da sola rappresentativa della mala distribuzione della ricchezza nel mondo. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;">“<span style="font-family: Arial, serif;">Non dobbiamo mai dimenticare l’importanza della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che io preferisco chiamare Dichiarazione universale dei diritti della persona, non solo dell’uomo. È importante non darla per scontato come fanno abitualmente i nostri politici. Nessun partito italiano ha negli obiettivi la riforma delle Nazioni Unite e noi elettori non abbiamo detto nulla su questa mancanza”.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;">A fine intervento, Crocco mostra alcune delle mappe contenute nell’atlante, due in particolare. La prima sul </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><b>land grabbing</b></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;">, una pratica di acquisizione su larga scala di terreni agricoli in paesi in via di sviluppo, mediante affitto o di grandi estensioni agrarie da parte di compagnie transnazionali. Nel suo intervento il giornalista intende sottolineare la negatività di questa pratica, perché le popolazioni del luogo sono obbligate a spostarsi dal loro habitat e perché così facendo si sta favorendo la rinascita del latifondo, duramente combattuto in passato.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;">La seconda cartina mostrata è quella sui </span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;"><b>muri nel mondo</b></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, serif;">: 18, di cui 15 costruiti negli ultimi 15 anni. Tutto questo è spaventoso, le popolazioni cercano di isolarsi da altre persone, cercando di sfuggire ai flussi migratori come fossero vulcani pieni di lava pronti ad eruttare. Come se le persone possano essere paragonate a del fuoco che invade la tua casa. La migrazione, ricorda Crocco, esiste da sempre: anni fa siamo stati noi a migrare, poi sono stati gli albanesi, successivamente ancora i romeni, ora sono africani e siriani. Cosa cambia?</span></span></p>
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		<title>26° &#8220;Stay human: Africa!&#8221; : Festival del Cinema Africa, Asia e America Latina: Africa, il futuro del continente “vero”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Apr 2016 08:38:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anche questa settimana un articolo della rubrica &#8220;Stay human: Africa!&#8221;, a cura di Veronica Tedeschi, in occasione del Festival del cinema africano, d&#8217;Asia e America latina che si è da poco concluso a Milano.&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><b>Anche questa settimana un articolo della rubrica &#8220;Stay human: Africa!&#8221;, a cura di Veronica Tedeschi, in occasione del Festival del cinema africano, d&#8217;Asia e America latina che si è da poco concluso a Milano. </b></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/logo-b-m1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5668" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5668" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/logo-b-m1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="logo-b-m1" width="546" height="153" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/logo-b-m1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 546w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/logo-b-m1-300x84.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 546px) 100vw, 546px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">L’Africa è una fonte di risorse ancora da sfruttare per l’umanità”.</span></span></p>
<p>di Veronica Tedeschi (con la vignetta di &#8220;La Carruski)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><a name="_GoBack"></a><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Con queste parole, pronunciate da un intellettuale africano, si apre la seconda serata del 26° Festival del Cinema Africa, Asia, e America Latina. Marco Trovato, Direttore della rivista </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Africa</i></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">, introduce gli argomenti della serata, che hanno come focus il futuro del continente africano.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Argomento forse spinoso ma sviscerato in modo minuzioso dal Direttore e dai redattori della rivista, i quali, continuamente a contatto con la realtà di cui scrivono, meglio comprendono le complessità e i punti di forza di questo continente.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">L’immagine dell’Africa è ancora piena di pregiudizi e pietismo, indotti in primo luogo dal giornalismo italiano che molto spesso preferisce mettere in risalto le problematiche e non i punti di forza o le evoluzioni di queste popolazioni. Trovato, invece, dice di avere il “fiato corto”, il soggetto che lui studia è in continuo movimento, in continua evoluzione e per tale motivo gli capita di avere difficoltà nel raccontare un continente che continua a cambiare.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La parola passa ai redattori delle riviste “Africa” e “Africa e Affari”, giornalisti che passano 6 mesi su 12 in giro per l’Africa, per studiarla e per scriverne. Ricollegandosi all’ultima battuta di Trovato, Massimo Zaurrini – giornalista di </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Africa e Affari</i></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> – inizia il suo discorso con un paragone tra i due grandi continenti, Europa e Africa. L’Europa è un continente vecchio, molto più lento nelle evoluzioni. L’Etiopia, per esempio, cresce e cambia a vista d’occhio, in pochi anni le baraccopoli sono state affiancate dai grattacieli; e ancora, si potrebbero fare decine di esempi di Stati africani in evoluzione. In questo senso, ci si porta dietro una brutta eredità del fare informazione; spesso il giornalismo italiano dà un racconto univoco di ciò che è l’Africa ma, come per l’Europa, questo è sbagliatissimo. Così come non possono mettersi a confronto un danese con un siciliano, è un paragone impossibile quello tra etiopi e senegalesi.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Fino a pochi anni fa per andare in Africa, dovevo munirmi di due telefoni: il mio smartphone per la scheda italiana e un telefono vecchio per la scheda africana. Oggi, invece, sono costretto a portarmi due smartphone, perché la loro tecnologia si è evoluta e la loro scheda non funziona più in un vecchio telefono, come succede in Italia”.  <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-271.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5669" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5669 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-271.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (271)" width="500" height="374" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-271.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 670w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/untitled-271-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il secondo giornalista a prendere la parola è Raffaele Masto – redattore della rivista </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Africa</i></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">. L’attenzione ora viene spostata sulle questioni geopolitiche e, nello specifico, del perché la popolazione africana non viene chiamata ad intervenire nel disegno del suo futuro. È così da sempre, già dai tempi della colonizzazione; oggi, però, continuando su questa linea di pensiero si fa un errore ancora più grave perché le popolazioni africane hanno una capacità creativa di inventare e creare il mondo che in Europa non c’è più. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Questo non vuol dire che i rischi non esistano. I problemi dell’Africa sono molteplici, a partire dalle classi dirigenti “dinosauri” che sono al potere da generazioni e che modificano le costituzioni per consentire loro il rinnovo del mandato. Le così dette “dittature familiari” sono il punto cruciale delle problematiche africane e bisognerebbe agire su queste. Nelle baraccopoli, dove le persone sono costrette ad arrangiarsi, vige una importante e funzionante economia di sussistenza che evidenzia una delle tante capacità di questa popolazione di arrangiarsi ed evolversi.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">L’interessante dibattito continua con l’intervento di Gianfranco Belgrano – giornalista della rivista </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Africa</i></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> – il quale continua a parlare di geopolitica discostandosi, però, dall’idea di Masto. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il presidenzialismo all’africana è voluto anche dalla classe bassa della popolazione che vive nelle campagne. Queste persone hanno paura di cambiare, sono molto conservatrici”.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">A questo bisogna agganciare anche l’interesse di alcuni stati europei a mantenere certi dittatori, per esempio la Francia, avendo molti finanziamenti in Gabon, non ha alcun interesse a che questo Stato cambi presidente.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Per smuovere qualcosa realmente bisogna concentrarsi anche sulla cooperazione allo sviluppo e sul riconoscimento di partner sinceri che abbiano voglia di investire. La maggioranza dei progetti sostenibili in Africa funziona ma, ammette Belgrano, alcuni aiuti sono stati un fardello per lo sviluppo.<br />
Si riprende l’esempio dell’Etiopia, stato emblematico a livello di evoluzione. Il pil sta correndo e la crescita è visibile ma non dimentichiamoci che il governo etiope soffoca la libertà di stampa e utilizza la violenza per reprimere la resistenza. O ancora, in Mozambico ci sono molte industrie in crescita ma nessuna di queste è in mano ad un mozambicano, queste aziende sono tutte di proprietà di occidentali o sudafricani. Bisognerebbe creare valore aggiunto, qualsiasi cibo coltivato in uno stato africano non dovrebbe essere esportato appena raccolto, se venisse fatta una prima lavorazione in loco sicuramente si potrebbero trarre dei vantaggi anche per la popolazione locale, bilanciando i guadagni.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La serata continua e si conclude tra dibattiti, domande e confronti, che hanno come punto fermo la presenza di una effettiva crescita in Africa che continuerà negli anni e che è necessario mettere in luce e far conoscere a tutti gli occidentali scettici.</span></span></p>
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		<title>Il valore dell&#8217;immigrazione</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2015 14:55:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>PER PARTECIPARE E’ NECESSARIO INVIARE RICHIESTA DI ACCREDITO&#160; ENTRO IL 26 GENNAIO. PER L’ACCREDITAMENTO&#160;CLICCA QUI O INVIA UNA MAIL A info@fondazioneleonemoressa.org Il volume verrà distribuito ai partecipanti fino ad esaurimento copie. &#160; per informazioni:&#160;&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/01/untitled-9.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/01/untitled-9.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="530" width="640" /></a></div>
<div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;">
<b>PER PARTECIPARE E’ NECESSARIO INVIARE RICHIESTA DI ACCREDITO&nbsp;</b><u></u><u></u></div>
<div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;">
<b>ENTRO IL 26 GENNAIO.</b><u></u><u></u></div>
<div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;">
<b>PER L’ACCREDITAMENTO&nbsp;</b><b><a href="https://docs.google.com/forms/d/1Y6A5pG3wj2L2c-D2ZW49N-lpI6J9lWm188UGRhChZlk/viewform?usp=send_form&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">CLICCA QUI</a></b><b> O INVIA UNA MAIL A </b><b><a href="mailto:info@fondazioneleonemoressa.org" target="_blank">info@fondazioneleonemoressa.org</a></b><u></u><u></u></div>
<div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;">
<b>Il volume verrà distribuito ai partecipanti fino ad esaurimento copie.</b><u></u><u></u></div>
<div>
<div class="MsoNormal">
<img loading="lazy" border="0" class="CToWUd a6T" height="270" src="https://ci5.googleusercontent.com/proxy/BLSnd4tE_u3xeL8TStcy2JxXxa3Ilx0n3KuF5XHMgifjfJjy_TVGq35OI3G086aTba9hx4CMgq66TCrTlAS60M8=s0-d-e1-ft#http://img2.ymlp222.net/kgxr_Cattura2_1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="599" /></p>
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<p><u></u><u></u>
</div>
</div>
<div class="MsoNormal">
<u></u>&nbsp;<u></u></div>
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width: 100%px;">
<tbody>
<tr>
<td style="padding: 3pt;">
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width: 100%px;">
<tbody>
<tr>
<td style="padding: 0cm;">
<div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;">
per informazioni:<b>&nbsp;</b><u></u><u></u></div>
<div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;">
Fondazione Leone Moressa<u></u><u></u></div>
<div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;">
Via Torre Belfredo 81/e, 30171 Mestre (Venezia)<u></u><u></u></div>
<div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;">
<a href="mailto:info@fondazioneleonemoressa.org" target="_blank">info@fondazioneleonemoressa.org</a>, <a href="http://www.fondazioneleonemoressa.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">www.fondazioneleonemoressa.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><u></u><u></u></div>
<div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;">
tel&nbsp; 041&nbsp;610734&nbsp;&nbsp; cell &nbsp;338 6774612<u></u><u></u></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div class="MsoNormal">
<u></u><u></u></div>
<div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;">
<u></u>&nbsp;<u></u></div>
<div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;">
<b>Per partecipare al Convegno segnalare il proprio nominativo a <a href="mailto:info@fondazioneleonemoressa.it" target="_blank">info@fondazioneleonemoressa.it</a> oppure a Silvia De Marchi <a href="mailto:silvia.demarchi@camera.it" target="_blank">silvia.demarchi@camera.it</a><u></u><u></u></b></div>
<div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;">
<b>Per gli uomini è obbligatoria la giacca.<u></u><u></u></b></div>
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