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	<title>presidenza Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Elezioni insanguinate in Ecuador, l&#8217;appello della Rete NoBavaglio ai media: &#8220;Tenete accesi i riflettori sul voto, non abbandonate il popolo ecuadoriano&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 14:00:47 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>Associazione Per i Diritti umani, che fa parte della rete #NOBAVAGLIO, pubblica e condivide il seguente appello:</p>



<p><strong>di MARINO MURATORE</strong></p>



<p><strong>La RETE NOBAVAGLIO esprime solidarietà al popolo ecuadoriano nei giorni delle elezioni presidenziali. E lancia un appello ai media: “Tenete accesi i riflettori sul voto, non abbandonate il popolo ecuadoriano”</strong></p>



<p>Domenica 26 agosto 2023 si vota in Ecuador per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica dell’Ecuador, consultazione che è stata unita a un referendum sulle esplorazioni petrolifere in una importante regione dell’Amazzonia. Un periodo elettorale funestato il 10 agosto dalla uccisione del candidato presidente Fernando Villavicencio, durante un comizio pubblico. Villavicencio era un giornalista molto stimato dal popolo ecuadoriano per le sue denunce della corruzione pubblica, della criminalità legata al narcotraffico, in quanto grandi quantitativi di droga provenienti dalla Colombia transitano per il paese per essere imbarcati a Guayaquil, Esmeraldas, Manta e altri porti ecuadoriani. Una seconda pista del traffico della droga attraversa il paese, utilizzando la via fluviale dall’Amazzonia ai confini con il Perù e la Colombia.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://pressingweb.altervista.org/wp-content/uploads/2023/08/votoEC.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://pressingweb.altervista.org/wp-content/uploads/2023/08/votoEC.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-5251"/></a></figure>



<p><br>Villavicencio aveva più volte segnalato la complicità di molti politici, funzionari delle dogane, dirigenti di polizia con i diversi cartelli del narcotraffico, spesso in guerra tra loro. Il candidato presidente aveva denunciato la corruzione in una intervista televisiva anche lo stesso giorno nel quale è stato ucciso. Lui e il suo partito Construye, hanno portato all’attenzione internazionale la condizione terribile nelle quale sono confinati popoli amazzonici, come ad esempio gli Shuar e i Kofan che hanno la sfortuna di vivere in terre ricche di risorse petrolifere, controllate da un Governo che ha svenduto i giacimenti alle multinazionali e alla Cina.<br>In tale clima politico non deve stupire le moltitudini di omicidi quotidiani per regolamento di conti, gli assassini di sindaci e sindacalisti che lavorano per la giustizia,<br>La polizia nazionale ecuadoriana ha registrato 3.568 morti violente nei primi sei mesi di quest’anno, molto più delle 2.042 segnalate nello stesso periodo del 2022.<br>Lo scorso anno si è concluso con 4.600 morti violente, la cifra più alta nella storia del Paese e il doppio del totale nel 2021.<br>Solo in questi ultimi giorni è stato assassinato anche Pedro Briones, un altro candidato alla Presidenza della Repubblica dell’Ecuador. Inoltre la candidata all’Assemblea nazionale, Estefany Puente, ha subito un attacco armato, per fortuna è rimasta illesa.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://pressingweb.altervista.org/wp-content/uploads/2023/08/votoEC2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://pressingweb.altervista.org/wp-content/uploads/2023/08/votoEC2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-5255"/></a></figure>



<p><br>La RETE NOBAVAGLIO manifesta quindi solidarietà verso il popolo ecuadoriano, un popolo amico da decenni dell’Italia. Un popolo che ha visto partire verso l’Europa, in seguito ad una grave crisi economica avvenuta negli ottanta nel paese sudamericano, molte donne e uomini emigrati in Spagna e Italia per cercare lavoro e nuove opportunità. Le mete preferite nel nostro paese sono state Genova (per il suo rapporto secolare con il porto di Guayaquil) e successivamente Roma e Milano. In questi decenni così tantissimi cittadini italiani hanno usufruito della competenza, professionalità delle badanti, baby-sitter, lavoratrici in imprese di pulizie, operatrici socio sanitarie, operai provenienti dall’Ecuador. Uomini e donne spesso sfruttati, sottopagati che hanno però contribuito senza nessun riconoscimento al nostro benessere. Solo recentemente si stanno costituendo per cooperative sociali gestite direttamente da lavoratori e lavoratrici ecuadoriani.<br>La RETE NOBAVAGLIO quindi auspica che le elezioni in Ecuador possano volgersi in maniera democratica e manifesta il suo appoggio al nuovo candidato Presidente della Repubblica per il partito Construye, il giornalista Christian Zurita, amico di Villavicencio e che ha dichiarato che continuerà nello stesso spirito la lotta per la giustizia e contro la corruzione.<br>LA RETE NOBAVAGLIO si rende disponibile a fornire informazioni a tutti ii cittadini ecuadoriani che vorranno esprimere il loro voto attraverso il voto telematico, segnalando i luoghi di assistenza al voto on line nelle città di Roma; Genova e Milano</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela: la frode del 6 dicembre</title>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela-fraude.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14905" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela-fraude.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela-fraude-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela-fraude-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p>Con le cosiddette “elezioni parlamentari” dello scorso 6 dicembre, il regime Madurista (ormai il Chavismo è un ricordo) ottiene “ufficialmente” il controllo di tutti i poteri. Mancava il potere legislativo visto che la maggioranza dell’Assemblea Nazionale era in mano all’opposizione. Ebbene, domenica 6 dicembre, con appena 30% di partecipazione alle urne, con delle “elezioni” non riconosciute dall’Assemblea, non che dalla comunità internazionale, con in testa Stati Uniti e Comunità Europea, il Madurismo ottiene, secondo il Consiglio Nazionale Elettorale, gestito da loro stessi, la maggioranza dei seggi in Assemblea, cioè la potestà per cambiare leggi, crearne altre a loro scapito, manipolare la politica, affondare ancora di più l’economia e commettere crimini di ogni tipo, ma questa volta, “ufficialmente”. La farsa continua e la stampa internazionale ci casca sempre. Grandi titoloni in prima pagina: “Il Chavismo vince le elezioni in Venezuela”. Non ha vinto niente. Nicolás Maduro ha organizzato una giornata elettorale dove realmente hanno votato pochissimi fedeli, ha comunque manipolato i numeri, senza la presenza di partiti di opposizione, praticamente da solo, in mezzo ad un caos generato anche dal Covid-19, il regime ha poi conteggiato i pochi voti che aveva e quelli che non aveva, nel retro dei loro sporchi covi e ha proclamato al mondo la sua vittoria. I venezuelani sanno che questa è l’ennesima frode elettorale. Il 5 gennaio 2021, Juan Guaidó lascerà la presidenza del Parlamento e in quel momento sarà “ufficiale” il regime.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="640" height="360" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela-fraude2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14906" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela-fraude2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/Venezuela-fraude2-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p>L’opposizione venezuelana, per contrastare questo nuovo abuso di potere, ha organizzato dal 8 al 12 dicembre una consultazione popolare per rifiutare la frode delle elezioni legislative, una specie di referendum contenente queste tre domande:</p>



<ol><li>“Esigete la cessazione dell&#8217;usurpazione della presidenza da parte di Nicolás Maduro e chiedete elezioni presidenziali e parlamentari libere, eque e verificabili?”</li><li>Rifiutate l&#8217;evento del 6 dicembre organizzato dal regime di Nicolás Maduro e chiedete alla comunità internazionale di ignorarlo?&#8221;</li><li>Chiedete che siano prese le misure necessarie davanti alla comunità internazionale per attivare la cooperazione, l&#8217;accompagnamento e l&#8217;assistenza per salvare la nostra democrazia, assistere alla crisi umanitaria e proteggere la popolazione dai crimini contro l&#8217;umanità</li></ol>



<p>La consultazione è stata organizzata non solo presenziale nelle piazze del paese ma anche online; la diaspora ha potuto così esprimere la sua opinione attraverso internet. Il risultato è stato quasi di sei milioni di persone che hanno risposto Sì a tutti i tre i quesiti, all’interno delle frontiere venezuelane e in giro per il mondo. È chiaro che il regime è sempre più isolato, è sempre più nervoso e quindi vuole tutto il potere per avere “ufficialmente” sotto controllo la popolazione. È anche chiaro che la maggior parte della gente vuole indietro i loro diritti, sa quello che succede ma non riesce a parlare, a sopravvivere, soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria. Quello della libertà di scelta attraverso le elezioni è un diritto che rivogliono indietro tutti i venezuelani.</p>



<p>Stiamo a vedere se il 5 gennaio del 2021, giorno in cui Juan Guaidó perde il suo potere e la sua presidenza dell’Assemblea, i giornali del mondo pubblicheranno in modo corretto i titoli nelle loro prime pagine, cioè: “La dittatura in Venezuela, adesso, è ufficiale”.</p>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. La rielezione di Roch Kaborè in Burkina Faso</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2020 09:17:47 +0000</pubDate>
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<p>di Veronica Tedeschi</p>



<p><em>«In un’elezione c’è sempre un vincitore e delle persone che perdono. Questo, però, non deve dissuaderci dal fatto che siamo tutti burkinabé e che tutti, insieme, dobbiamo costruire un Burkina Faso migliore».</em></p>



<p>In Burkina Faso le scuole sono chiuse, non per il Coronavirus ma per la violenza. Un paese stremato da terrorismo e povertà che, negli ultimi cinque anni ha imboccato la strada del caos. Gli attacchi da parte dei gruppi jihadisti si sono moltiplicati quasi uno al giorno: oltre 1200 morti, più di un milione di sfollati, intere parti del Paese sfuggite all’autorità.</p>



<p>Polizia ed esercito non sono in grado di arrestare le violenze nel paese ma, nonostante questo, la corsa alla Presidenza si è svolta in modo più o meno tranquillo.</p>



<p>Il 22 novembre in Burkina Faso si sono tenute le elezioni presidenziali, tra contestazioni e violenze, soprattutto in relazione al fatto che più di 400.000 persone non hanno potuto votare a causa dello smarrimento dei loro documenti conseguente ai numerosi attacchi terroristici che stanno interessando il paese in questi ultimi mesi. Queste elezioni, tanto acclamate dal popolo, avevano lo scopo di metter fine agli attentati di matrice terroristica che hanno portato ad un gran numero di sfollati e ad un’instabilità economica e politica. I candidati alla presidenza erano l’ex Ministro delle Finanze Zéprin Diabré, Eddie Komboigo e il presidente uscente Kaborè che ha avuto la meglio vincendo nuovamente.</p>



<p>Altri cinque anni di presidenza, per far ripartire il paese e produrre quel tanto agognato sviluppo e cambiamento che la “terra degli uomini retti” da troppo tempo reclama.</p>



<p>Gli avversari di Kaboré hanno contestato la validità dei risultati (Kaborè vince con quasi il 58%) e denunciato brogli, ma la commissione elettorale ha respinto le accuse e una missione di osservatori internazionali ha dichiarato che le elezioni si sono svolte correttamente. Roch Kaboré, che era stato eletto per il primo mandato nel 2015, ha basato la sua campagna elettorale sull’aver reso gratuita l’assistenza sanitaria a tutti i bambini sotto i 5 anni e sull’aver asfaltato alcune delle strade che attraversano il paese.</p>



<p><em>Il presidente pigro</em>, così viene chiamato, ha anche la grande caratteristica di essere un riconciliatore da sempre aperto nell’aiutare il suo paese con impegno e interesse. Il terrorismo, però, si sa, usa armi scorrette che anche un buon presidente (che negli anni bui del regime di Compaorè tirò fuori la forza dei burkinabè) non riesce a contrastare.</p>



<p>Kaboré non si smentisce, continua a promettere «consultazioni permanenti per costruire un Burkina Faso migliore. Metterò tutto il mio impegno affinché in una consultazione permanente si possa lavorare insieme per la pace e lo sviluppo del nostro Paese».</p>



<p>I burkinabè hanno riassegnato la loro fiducia e speranza in quest’uomo che ha davanti a sé cinque anni per risollevare il paese e contrastare il terrorismo, buon lavoro!</p>
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		<title>Manhattan,Co-mai,solidarietà ,condanna con  l&#8217;impegno a favore dell&#8217;integrazione e dialogo porta a porta ,No alle maniere e toni forti di Trump</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2016 08:32:36 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6911" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-6911" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (534)" width="377" height="377" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 641w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534-300x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-534-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 377px) 100vw, 377px" /></a></b></span></div>
<div><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"><b> </b></span></div>
<p><span style="font-size: large;">Un ordigno nascosto in un cassonetto è esploso ieri sera a Manhattan, tra la 23ma strada e la 7ma avenue nel quartiere di Chelsea, causando almeno 29 feriti di cui uno in gravi condizioni. L&#8217;esplosione che ha scosso il quartiere di Chelsea, nel cuore di Manhattan, è stata fortissima: i social media, immediatamente inondati di commenti e notizie, raccontano che il rumore è stato sentito anche sull&#8217;altra sponda del fiume Hudson, ad Hoboken.<br />
</span></p>
<div><span style="font-size: large;">In attesa di altri elementi e dettagli riguardo il gravissimo attentato,le comunità del mondo arabo in Italia ( Co-mai)esprime la solidarietà all&#8217;America ed ai feriti ed ai loro famigliari ,condanniamo come sempre qualsiasi  tipo di violenza e di terrorismo senza ambiguità perchè nessuno può uccidere o provocare violenza o attentati nel nome del dio cosi dichiara Foad Aodi Presidente delle Co-mai e del movimento internazionale Uniti per Unire e Focal Point per l&#8217;integrazione in Italia per l&#8217;alleanza tra le civiltà -UNAoC che ribadisce il nostro impegno a livello nazionale ed internazionale contro il terrorismo ed a favore del dialogo e l&#8217;integrazione Porta a Porta per combattere anche&#8217; i lupi solitari.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">il grande successo popolare di #cristianinmoschea l&#8217;11 e 12.09 ha messo proprio l&#8217;importanza dell&#8217;integrazione ed il dialogo &#8220;Porta a Porta ed il coinvolgimento delle comunità ed associazioni musulmane,arabe e di origine straniera sia osservanti che laici  per abbattere il muro del silenzio,dell&#8217;indifferenza ,dell&#8217;ambiguità e della confusione per combattere il muro del pregiudizio e della paura da una parte e la guerra alle religioni dall&#8217;altra parte.</span></div>
<div><span style="font-size: large;">Per proseguire il nostro impegno a favore dell&#8217;alleanza tra le civiltà,le culture e le religioni il presidente delle Co-mai  fa&#8217; gli auguri alla Comunità Ebraica per la giornata della cultura .</span></div>
<div><span style="font-size: large;">infine Aodi invita tutti alla cautela e responsabilità nelle loro dichiarazioni compreso il candidato Trump che utilizza termini molto forti e minacciosi contro gli immigrati ,i musulmani e gli arabi che penalizzano l&#8217;integrazione ed il dialogo con il vero mondo islamico e mondo arabo.</span></div>
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		<title>Salviamo Leonard Peltier: attivista a favore dei nativi indiani</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2016 08:04:40 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/th-88.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6880" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6880" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/th-88.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (88)" width="296" height="221" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo scorso 12 settembre dalle 18 alle 20 si è svolta una manifestazione a Milano davanti al consolato USA per la liberazione dell’indiano Leonard Peltier :  <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Leonard_Peltier?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://it.wikipedia.org/wiki/Leonard_Peltier?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>Andrea, un attivista venuto da Barcellona, ci ha  raccontato al microfono episodi tragici della vita degli indiani e di Leonard. Leonard è veramente una bella figura che ha lottato per i diritti degli indiani; pochi giorni fa ha compiuto  72 anni, di cui  41 trascorsi in prigione  senza aver commesso il delitto, come appurato durante il processo ( è  stato accusato di aver ucciso  due militari).</p>
<p>ORA dobbiamo continuare la pressione perché Obama firmi la sua liberazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/th-89.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6881" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-6881 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/th-89.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (89)" width="145" height="136" /><br />
</a></p>
<p>Se Obama non firma, come ha detto lo stesso Peltier, la paura che la sua vita finisca tra quelle mura è altissima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questi ultimi mesi di legislatura di Obama continuiamo a fare  alcune  piccole cose:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>°   scrivere al presidente Obama, anche semplicemente  FREE LEONARD PELTIER</p>
<ul>
<li>Email President Obama: <a href="http://www.whitehouse.gov/contact/submit-questions-and-comments?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.whitehouse.gov/contact/submit-questions-and-comments&amp;source=gmail&amp;ust=1473925622362000&amp;usg=AFQjCNHRismDpsveGvgcRmkPqslUEjdcLA&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.whitehouse.gov/contact/submit-questions-and-comments?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>;</li>
<li>Postare un commento sulla pagina Facebook di Obama: <a href="https://www.facebook.com/potus/?fref=ts&amp;hc_location=ufi&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/potus/?fref%3Dts%26hc_location%3Dufi&amp;source=gmail&amp;ust=1473925622362000&amp;usg=AFQjCNG1ZuIgdgHvJ3yx68uN4YqUhMM5yA&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.facebook.com/potus/?fref=ts&amp;hc_location=ufi&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>or message him at <a href="https://www.facebook.com/whitehouse?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/whitehouse&amp;source=gmail&amp;ust=1473925622363000&amp;usg=AFQjCNF-EjxX4EZHPRAC05NQ4K2i-7UcGg&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.facebook.com/whitehouse?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>(or <a href="https://m.me/whitehouse?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://m.me/whitehouse&amp;source=gmail&amp;ust=1473925622363000&amp;usg=AFQjCNEOwERPrXo6aKS4LVtLwhc22J1nMQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://m.me/whitehouse?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>); maggiori info sul sito ufficiale: <a href="http://www.whoisleonardpeltier.info/?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.whoisleonardpeltier.info/&amp;source=gmail&amp;ust=1473925622363000&amp;usg=AFQjCNFQ1cIYKn565fURhANlBx-iNJH11w&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.whoisleonardpeltier.info/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;<em>Con circa 2,2 milioni di detenuti, la percentuale di incarcerazione degli Stati Uniti è seconda nel mondo solo alle Seychelles: gli Usa, che rappresentano circa il 4,5% della popolazione del pianeta, hanno oltre il 25% dei prigionieri, circa<strong> un milione di origine afro-americana</strong>.</em>&#8221;</p>
<p>Articolo completo:</p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/28/carceri-private-negli-usa-stop-al-rinnovo-dei-contratti-fine-di-un-business-da-18-miliardi-che-imbarazza-clinton-e-trump/2999156/?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/28/carceri-private-negli-usa-stop-al-rinnovo-dei-contratti-fine-di-un-business-da-18-miliardi-che-imbarazza-clinton-e-trump/2999156/&amp;source=gmail&amp;ust=1473925622363000&amp;usg=AFQjCNHGwPmQ0ZJG3OOtyW3NDMqUEyaaPA&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/28/carceri-private-negli-usa-stop-al-rinnovo-dei-contratti-fine-di-un-business-da-18-miliardi-che-imbarazza-clinton-e-trump/2999156/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Stay human, Africa!&#8221;: Democrazia familiari &#8220;dinosaure&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2016 08:44:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  di Veronica Tedeschi L’immagine dell’Africa è piena di pregiudizi e pietismo, indotti in primo luogo dal giornalismo occidentale. L’Africa si sta rialzando ed è in continua evoluzione. C’è, però, un problema che incombe&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-321.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5982" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5982" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-321.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (321)" width="860" height="502" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-321.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 860w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-321-300x175.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-321-768x448.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 860px) 100vw, 860px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-333.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5985" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""> </a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">di Veronica Tedeschi</span></span></p>
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<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;">L’immagine dell’Africa è piena di pregiudizi e pietismo, indotti in primo luogo dal giornalismo occidentale. L’Africa si sta rialzando ed è in continua evoluzione. </span></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><a name="_GoBack"></a><span style="font-family: Arial, serif;">C’è, però, un problema che incombe sui paesi africani da anni: le così dette classi dirigenti “dinosauri” &#8211; come ama chiamarle Raffaele Masto &#8211; o, per meglio capirci, quelle finte democrazie africane governate da Presidenti troppo attaccati alla poltrona. Personaggi che hanno modificato le Costituzioni pur di potersi ricandidare o che hanno scatenato guerre civili all’interno dei paesi per le loro continue candidature.</span></p>
<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;">Quelli che vedrete di seguito sono solo alcuni dei Presidenti che governano paesi africani da decenni senza possibilità di cambiamento. Questo è uno dei problemi dell’Africa e questa è la criticità che l’Occidente dovrebbe affrontare per prima: lo sradicamento di questi personaggi una volta per tutte.</span></p>
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<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-322.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5983" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5983 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-322.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (322)" width="292" height="164" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-322.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 624w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-322-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 292px) 100vw, 292px" /></a>Teodoro Obiang Nguema</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">. Presidente della </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Guinea Equatoriale </b></span><span style="font-family: Arial, serif;">dal 1979. Capo di Stato più longevo di tutta l’Africa, negli anni 90 ha condotto una politica basata sullo sfruttamento dei giacimenti petroliferi presenti nel suo Stato.</span></p>
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<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-334.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5984" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-5984 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-334.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (334)" width="275" height="183" /></a>  Denis Sassou Nhuesso</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">. Presidente della </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Repubblica Democratica del Congo</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> dal 1979.</span></p>
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<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-333.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5985" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5985 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-333.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (333)" width="388" height="233" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-333.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 460w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-333-300x180.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 388px) 100vw, 388px" /></a>   Yahya Jammeh</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> . Presidente del </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Gambia;</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> assunse il potere nel 1994 con un golpe. È fortemente criticato dalla comunità internazionale per le sue politiche apertamente in contrasto con i diritti umani e per il suo atteggiamento repressivo nei confronti degli omosessuali.</span></p>
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</span></p>
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<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b>  <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-332.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5986" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5986 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-332.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (332)" width="284" height="152" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-332.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-332-300x161.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 284px) 100vw, 284px" /></a> Josè Eduardo dos Santos.</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> Presidente dell’</span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Angola </b></span><span style="font-family: Arial, serif;">dal 1979. Nonostante le accuse di corruzione e repressione della libertà di espressione che hanno segnato la sua lunga amministrazione, nel 2010 venne eletto per un nuovo mandato, secondo il dettato della Costituzione che non prevede più l’elezione diretta del Presidente.</span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-331.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5987" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5987 alignleft" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-331.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (331)" width="364" height="242" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-331.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 709w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-331-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 364px) 100vw, 364px" /></a>  Mohamed Abdelaziz</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">. Presidente in esilio della </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Repubblica Democratica Araba dei Sahraui.</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> Nazionalista laico, ha alle sue spalle ben 40 anni di presidenza.</span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-330.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5988" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5988 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-330.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (330)" width="231" height="130" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-330.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-330-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 231px) 100vw, 231px" /></a>    Paul Biya</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> . Secondo presidente del </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Camerun</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">, carica che ricopre da più di un trentennio (dal 1982).<br />
</span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b>    <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-329.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5989" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5989 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-329.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (329)" width="334" height="209" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-329.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-329-300x188.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 334px) 100vw, 334px" /></a> Robert Mugabe</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">. Dal 1987 ricopre la carica di Presidente dello </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Zimbawe.</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> È accusato di aver instaurato un regime dittatoriale nel suo Pese, gli è impedita l’entrata nell’Unione Europea e negli Stati Uniti, tranne per la partecipazione di eventi organizzati dalle Nazioni Unite.<br />
</span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-328.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5990" data-rel="lightbox-image-9" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5990 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-328.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (328)" width="254" height="164" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-328.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 631w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-328-300x194.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 254px) 100vw, 254px" /></a>     Yoweri Museveni </b></span><span style="font-family: Arial, serif;">. Presidente dell’</span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Uganda</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> dal 1986.</span> <span style="font-family: Arial, serif;">Ha apportato una relativa stabilità e crescita economica all&#8217;Uganda dopo decenni di ribellioni e guerre civili, esclusa la situazione delle regioni settentrionali del paese.<br />
</span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-327.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5991" data-rel="lightbox-image-10" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5991 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-327.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (327)" width="253" height="161" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-327.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 787w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-327-300x191.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-327-768x490.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 253px) 100vw, 253px" /></a>    </b></span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Alpha Condè.</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> Presidente della </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Guinea </b></span><span style="font-family: Arial, serif;">dal 2010. Ha subito un attentato da parte di alcune persone di spicco del precedente regime nel quale è rimasto ucciso un uomo della sua scorta.</span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-326.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5992" data-rel="lightbox-image-11" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5992 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-326.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (326)" width="248" height="188" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-326.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 360w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-326-300x228.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 248px) 100vw, 248px" /></a>     </b></span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Isayas Afewerki</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">. Presidente dell’ </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Eritrea </b></span><span style="font-family: Arial, serif;">dal 1993, da quando il paese si è dichiarato indipendente dall’Etiopia.</span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-325.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5993" data-rel="lightbox-image-12" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5993 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-325.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (325)" width="211" height="135" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-325.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 784w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-325-300x192.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-325-768x492.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 211px) 100vw, 211px" /></a>     Pierre Nkurunziza</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">. Presidente del </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Burundi</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> dal 2005. Il 21 luglio 2015 il Burundi ha votato per le elezioni presidenziali.  Il risultato non è diverso da quanto ci si aspettava: Pierre Nkurunziza è stato rieletto per un terzo mandato con il 69% delle preferenze. </span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;">LEGGI ANCHE: </span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/2015/08/08/elezioni-non-credibili/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Arial, serif;">Elezioni non credibili – Per I Diritti Umani</span></a></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b>  <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-324.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5994" data-rel="lightbox-image-13" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5994 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-324.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (324)" width="230" height="173" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-324.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 669w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-324-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 230px) 100vw, 230px" /></a>    Joseph Kabila</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">. Presidente della </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Repubblica democratica del Congo</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> dal 2001 in seguito all’assassinio di suo padre.<br />
</span></p>
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<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><b> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-323.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5995" data-rel="lightbox-image-14" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5995 alignnone" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-323.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (323)" width="178" height="133" /></a>   Paul Kagame</b></span><span style="font-family: Arial, serif;">. Presidente del </span><span style="font-family: Arial, serif;"><b>Rwanda.</b></span><span style="font-family: Arial, serif;"> 51 anni, molto popolare nelle zone rurali del paese,<br />
meno nella capitale Bujumbura, secondo i suoi avversari è spietato e<br />
corrotto e la sua decisione di candidarsi ad un terzo<br />
mandato,<br />
accettata il 5 maggio 2015 dalla Corte Costituzionale, ha scatenato nel<br />
paese una serie di rivolte che hanno portato a più di 30 morti.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"> LEGGI ANCHE: </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;"> <a href="http://www.peridirittiumani.com/2015/06/13/un-presidente-che-non-cede/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Un Presidente che non cede – Per I Diritti Umani</a><br />
</span></p>
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			</item>
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		<title>Le raccomandazioni Ue sui diritti umani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2014 04:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty]]></category>
		<category><![CDATA[asilo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; già iniziata la rappresentanza semestrale dell&#8217;Italia dell&#8217;Unione europea e vogliamo ricordare le raccomandazioni che Amnesty International ha voluto fare, sollecitando un&#8217;attenzione più capillare ai temi inerenti i diritti umani, in Italia e nel&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
E&#8217; già<br />
iniziata la rappresentanza semestrale dell&#8217;Italia dell&#8217;Unione europea<br />
e vogliamo ricordare le raccomandazioni che Amnesty International ha<br />
voluto fare, sollecitando un&#8217;attenzione più capillare ai temi<br />
inerenti i diritti umani, in Italia e nel resto del mondo. </p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/10/124203950-7e7b2384-0806-4da0-9246-82c080d695c5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/10/124203950-7e7b2384-0806-4da0-9246-82c080d695c5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“Raccomandazioni<br />
alla presidenza italiana dell&#8217;Unione europea”, proprio così si<br />
chiama il testo inviato e diffuso dalla Ong in cui si chiede che<br />
tutti gli Stati membri, compresi quelli nuovi, e la Commissione che<br />
entrerà in funzione nel corso dell&#8217;anno, diano delle direttive certe<br />
per portare a compimento un&#8217;azione sicura nella tutela della libertà,<br />
della sicurezza e della giustizia, come ha sostenuto Antonio<br />
Marchesi, presidente di Amnesty Italia, durante la presentazione del<br />
testo a Roma nei mesi scorsi: “ L&#8217;Italia ha l&#8217;occasione di<br />
assicurare un nuovo avvio per i diritti umani tanto all&#8217;interno<br />
dell&#8217;Ue quanto oltre le sue frontiere. La presidenza italiana dovrà<br />
lavorare insieme ai leader dell&#8217;Ue per reagire sollecitamente alle<br />
sfide poste ai diritti umani al suo interno, alle sue frontiere e a<br />
livello globale. Collettivamente, i leader europei dovranno usare i<br />
loro nuovi mandati per rielaborare le agende, impegnarsi di nuovo<br />
rispetto a promesse su cui si è temporeggiato e assicurare che il<br />
rispetto dei diritti umani sia il fondamento di tutte le politiche e<br />
le prassi dell&#8217;Ue”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;agenda,<br />
secondo Amensty, deve considerare, tra le priorità, il tema<br />
dell&#8217;immigrazione e dell&#8217;asilo: “ Mentre l&#8217;Europa erige barriere<br />
più alte nel tentativo di tenere fuori migranti e rifugiati, in mare<br />
si perdono vite umane. L&#8217;Italia conosce troppo bene i pericoli insiti<br />
nel voltare le spalle alla realtà dell&#8217;immigrazione. Speriamo che,<br />
con la sua esperienza in materia, la presidenza italiana sia in grado<br />
di riuscire dove gli altri hanno fallito e di assicurare un approccio<br />
basato sulla protezione più che sulla sicurezza nella gestione<br />
dell&#8217;immigrazione, per rispettare i diritti umani e salvare vite<br />
umane” ha chiesto Gianni Ruffini, direttore generale di Amnesty<br />
International.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nel<br />
documento viene chiesto inoltre: una legislazione<br />
anti-discriminazione per proteggere le persone da odio e violenza;<br />
una protezione maggiore per le persone di etnia rom, nel rispetto<br />
della Direttiva sull&#8217;uguaglianza razziale; un sostegno forte e<br />
concreto alla lotta contro la violenza sulle donne, comprendendo<br />
anche la lotta contro le mutilazioni genitali femminili.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Non è<br />
da dimenticare, infine, la prevenzione verso ogni atto che possa<br />
essere classificato come “tortura” di un individuo verso un<br />
altro.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ci si<br />
augura davvero che il rispetto dei diritti umani sia alla base di<br />
ogni politica, in Italia e all&#8217;estero. Ma siamo consapevoli del fatto<br />
che il cammino sia ancora lungo.
</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0.5cm;">
<strong>Tavola<br />
Rotonda sull’Aiuto Umanitario</p>
<p>Venerdì, 10 Ottobre  2014,<br />
09.15 – 16.30</p>
<p> AULA “ALDO MORO&#8221;, PALAZZO<br />
FARNESINA<br />Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione<br />
Internazionale, ROMA</strong></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0.5cm;">
In<br />
occasione del semestre di Presidenza Italiana dell’Ue, questo<br />
seminario vede la partecipazione delle Ong italiane ed europee che<br />
operano nel settore umanitario e di altri attori coinvolti. L’evento<br />
vuole contribuire a compiere dei passi in avanti su alcuni specifici<br />
temi attualmente in discussione nell’Unione Europa. è una valida<br />
occasione per esaminare le connessioni esistenti fra l&#8217;UE e la realtà<br />
nazionale in merito alle politiche ed alla pratica dell’aiuto<br />
umanitario.
</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0.5cm;">
<b>Programma<br />
</b>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
09.15<br />
– 09.45<b><br />Registrazione<br />
dei partecipanti</b></p>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
09:45<br />
– 10:00<b><br />Introduzione</b><br />Nino<br />
Sergi, Link 2007 e Nicolas Borsinger, Presidente VOICE</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
10:00<br />
– 11.30<b><br />Crisi<br />
internazionali e aiuto umanitario europeo – Le sfide nel<br />
2014/2015</b>Lapo<br />
Pistelli, Vice Ministro Affari Esteri e Cooperazione Internazionale.<br />
<br />Claus Sørensen, Direttore Generale DG ECHO, Commissione Europea</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
11.30<br />
– 13.00<b><br />La<br />
prospettiva nazionale</b><br />
vista dalle ONG – Sandro De Luca, Link 2007 <br /><b>La<br />
prospettiva europea</b><br />
vista dalle ONG &#8211; Kathrin Schick, VOICE<br />Q &amp; A<br /><b>Commento</b><br />
di Giampaolo Cantini, Direttore Generale DGCS, Ministero Affari&nbsp;<br />
Esteri e Cooperazione internazionale.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
<i>Lunch<br />
13.00-14.00</i></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
14.00<br />
-15.00<b><br />Prima<br />
sessione: Una più stretta collaborazione, ma con chi?</b><br /><i>Uno<br />
sguardo alle modalità con cui gli approcci di gestione delle crisi<br />
si adattano all’aiuto umanitario, quali sono le relazioni che<br />
intercorrono e se c&#8217;è spazio per una maggiore collaborazione con gli<br />
altri attori operativi</i></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
15.15<br />
– 16.15<b><br />Seconda<br />
Sessione: Maggiori esigenze &#8211; meno risorse?</b><br />Relatore:<br />
Ester Martinez, Save the Children<br />Marco Rotelli (INTERSOS), Luigi<br />
D’Angelo (Dipartimento di Protezione Civile), Dominic Crowley<br />
(Concern Worldwide), Peter Runge (Care Germania)<br />Dibattito<br /><em>Coffee<br />
break 15.00</em></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
15.15<br />
– 16.15<b><br />Seconda<br />
Sessione: Maggiori esigenze &#8211; meno risorse?</b><br /><i>Uno<br />
sguardo alle sfide per reperire le risorse necessarie per l&#8217;azione<br />
umanitaria nell’attuale contesto finanziario. In assenza di<br />
finanziamenti c&#8217;è ancora</i><br />
<i>spazio<br />
per i principi umanitari? Come si può dare priorità ai bisogni? </i>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
<i>Relatore:<br />
Jean-Michel Grand (ACF)</i><br />Nada<br />
Ziwawi(GVC), Lorena D’Ayala Valva (CESVI) tbc, Celia Cranfield<br />
(VOICE), Youri Saadallah (NRC), Marek Stys (People in Need) tbc.<b><br /></b></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
Dibattito</div>
<p>
16.15– 16.30<br />
<b><br />Conclusioni<br />
e chiusura</b><br />Mario<br />
Baldi, Presidente COHAFA e Nicolas Borsinger, Presidente VOICE</p>
<p>&nbsp;</p></div>
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