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	<title>Putin Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Il fallimento del &#8220;Minority SafePack&#8221; a favore delle minoranze</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2022 08:22:15 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/parlamento-ue-770x375-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="770" height="375" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/parlamento-ue-770x375-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16749" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/parlamento-ue-770x375-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 770w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/parlamento-ue-770x375-1-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/parlamento-ue-770x375-1-768x374.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a></figure>



<p>L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) si rammarica per il fallimento dell’iniziativa popolare “Minority SafePack” a favore delle<br>minoranze davanti al Tribunale dell’Unione europea (organo di prima istanza della Corte di Giustizia, CGUE). Questa decisione deludente<br>permette agli Stati dell’UE di continuare a ignorare le loro minoranze e di accettarne la definitiva scomparsa. Contrariamente a quanto<br>sostengono la Commissione europea e la Corte di giustizia europea, le misure e i mezzi attuali non sono affatto sufficienti a preservare la diversità culturale dell’Europa. Al contrario, l’esempio della Polonia mostra come una singola minoranza – in questo caso la minoranza tedesca – sia discriminata dalla riduzione delle lezioni di tedesco nelle scuole. Questo accade perché al governo polacco non piacciono le posizioni tedesche all’interno dell’UE. Ma gli esempi non mancano per la maggior parte degli stati europei in cui vivono minoranze più o meno in declino e che avrebbero urgente bisogno di un sostegno.</p>



<p>Più di un milione di cittadini di numerosi Stati dell’UE hanno aderito all’iniziativa. Ha formulato raccomandazioni a livello europeo per<br>proteggere e promuovere la diversità culturale e linguistica. Tra questi, i programmi di sostegno alle piccole comunità linguistiche,<br>l’uguaglianza per le minoranze apolidi come i Rom, la creazione di un centro per la diversità linguistica e la ricerca sul valore aggiunto<br>delle minoranze in Europa. La protezione delle minoranze nazionali e la promozione della diversità culturale e linguistica dovrebbero diventare biettivi del Fondo europeo di sviluppo regionale. La Commissione non sembra vedere le opportunità che tali finanziamenti offrirebbero.<br>Invece, si nasconde dall’esplosività della questione delle minoranze. Di recente la questione minoranze è servita a Putin come giustificazione pretestuosa per il suo attacco all’Ucraina in violazione del diritto internazionale.</p>



<p>L’Unione federale delle nazionalità europee (FUEN), l’organizzazione ombrello delle minoranze europee, aveva avviato il processo nel 2011. La Commissione europea ha infine richiesto la raccolta di un milione di firme per il progetto entro un anno. Le soglie dovevano essere raggiunte in almeno sette Paesi, cosa che è stata fatta in ben undici. L’iniziativa ha consegnato gli ultimi 1,1 milioni di firme alla<br>Commissione nel gennaio 2020, che ha poi affermato di fare già abbastanza per la protezione delle minoranze. In questo modo, l’UE sta<br>portando ad absurdum il suo unico strumento di partecipazione diretta dei cittadini. Ai cittadini dell’UE si sta mandando come segnale che le loro preoccupazioni non sono importanti e che il loro impegno non vale la pena. Tutto questo fa solo il gioco dei nemici della democrazia.</p>
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		<title>La giornalista russa Maria Ovsyannikov è scomparsa: con il suo blitz televisivo ha gridato di non credere alla propaganda del Cremlino</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2022 13:30:49 +0000</pubDate>
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<p>Le Nazioni Unite (ONU) chiedono alle autorità russe che la giornalista anti-guerra, scomparsa dopo aver interrotto un notiziario in diretta sulla tv Channel One, non sia punita per aver esercitato il suo diritto alla libertà di parola. Le Nazioni Unite chiedono alle autorità russe che la giornalista anti-guerra, scomparsa dopo aver interrotto un notiziario in diretta sulla tv Channel One, non sia punita per aver esercitato il suo diritto alla libertà di parola. Lo riferisce il Guardian online. <strong>Maria Ovsyannikova</strong>, aveva alzato un cartello dietro l&#8217;anchorwoman dello studio e gridato slogan che denunciavano la guerra in Ucraina. Di lei non si hanno più notizie. Ravina Shamdasani, portavoce delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha chiesto che le autorità garantiscano che la donna «non subisca rappresaglie».</p>



<p>Lo riferisce il Guardian online.</p>



<p>Maria Ovsyannikova, aveva alzato un cartello dietro l&#8217;anchorwoman dello studio e gridato slogan che denunciavano la guerra in Ucraina. Di lei non si hanno più notizie.<br>    Ravina Shamdasani, portavoce delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha chiesto che le autorità garantiscano che la donna &#8220;non subisca rappresaglie&#8221;.<br>    Maria Ovsyannikova rischia 15 anni di reclusione. Lo scrive su Telegram l&#8217;avvocato della giornalista. &#8220;All&#8217;inizio &#8211; spiega Dmitry Zakhvatov &#8211; la polizia l&#8217;ha trattenuta volendo limitarsi a seguire il protocollo amministrativo. Ma il caso è stato poi preso in mano dalle alte autorità che hanno deciso di avviare un procedimento penale nei suoi confronti per divulgazione pubblica di informazioni consapevolmente false sull&#8217;uso delle forze armate russe&#8221;. Il caso, ha aggiunto, è ora in mano al presidente del comitato investigativo, Alexander Bastrykin.</p>



<p></p>



<p>&#8220;Fermate la guerra. Non credete alla propaganda. Vi stanno mentendo. Russi contro la guerra &#8220;, recita così il cartello con il quale la giornalista Marina Ovsyannikova ha fatto irruzione in studio mentre andava in onda in diretta il tg&nbsp; su Channel One, tv di stato della Russia. Alle spalle della collega, che in quel momento stava conducendo il telegiornale, Maria è comparsa per diversi secondo in video mostrando il cartello contro la guerra prima che il collegamento fosse interrotto. Stando a quanto riportato da Meduza la giornalista sarebbe stata arrestata prima di essere portata in commissariato: dovrà rispondere dell&#8217;accusa di aver violato la nuova legge sulla &#8220;disinformazione&#8221; che vieta di parlare del conflitto in corso come di una guerra.</p>



<p>Un vero e proprio atto dimostrativo da parte della giornalista che sembra collabori come redattrice per Channel One: poco prima di interrompere il tg ha infatti postato sui propri canali social un videomessaggio nel quale indica la Russia e il presidente Putin come unici responsabili di quanto sta accadendo in Ucraina: “Quello che sta accadendo in Ucraina è un crimine. La Russia è l&#8217;aggressore e la responsabilità di questa aggressione ricade sulla coscienza di un solo uomo: Vladimir Putin. Mio padre è ucraino. Mia madre è russa. E non sono mai stati nemici. E questa collana che indosso è un simbolo del fatto che la Russia deve porre fine immediatamente a questa guerra fratricida. E i nostri popoli fraterni potranno ancora fare la pace&#8221;.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/Marina-Ovsyannikov.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="561" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/Marina-Ovsyannikov-1024x561.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16203" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/Marina-Ovsyannikov-1024x561.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/Marina-Ovsyannikov-300x164.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/Marina-Ovsyannikov-768x421.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/Marina-Ovsyannikov-1536x842.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/Marina-Ovsyannikov.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1863w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>Ovsyannikova dopo avere anche gridato: «Fermate la guerra. No alla guerra» è di fatto stata prelevata dalla polizia e ad oggi non si sa dove sia stata portata. Gli avvocati non riescono a trovarla e alcune organizzazioni umanitarie temono il peggio. «Non credete alla propaganda. Vi stanno mentendo» ha ripetuto la giornalista.</p>



<p>Prima del blitz la giornalista russa ha anche registrato un video dalla sua casa che successivamente è stato&nbsp;diffuso dalla associazione per i diritti umani OVD-Info, in cui esprimeva la sua personale&nbsp;vergogna per un «conflitto fratricida, che mette contro due popoli. Io ho madre russa e padre ucraino e si amano».</p>



<p>«Purtroppo, per un certo numero di anni, ho lavorato a Channel One e ho lavorato alla propaganda del Cremlino, mi vergogno molto di questo in questo momento. Mi vergogno di aver permesso di dire bugie dallo schermo televisivo. Mi vergogno di aver permesso la zombificazione del popolo russo. Siamo stati in silenzio nel 2014 quando tutto questo era appena iniziato. Non siamo usciti a protestare quando il Cremlino ha avvelenato Navalny», ha detto, facendo riferimento al leader dell&#8217;opposizione.</p>



<p>«Stiamo solo guardando in silenzio questo regime anti-umano. E ora il mondo intero si è allontanato da noi e le prossime 10 generazioni non saranno in grado di pulirsi dalla vergogna di questa guerra fratricida» ha rimarcato la giornalista. Da quando è iniziato l&#8217;attacco alla Ucraina, la censura russa si è fatta particolarmente dura e in questi giorni ci sono state centinaia di persone arrestate dalla polizia anche solo per tenere in mano un cartello bianco. I giornalisti possono essere condannati anche a 15 anni di carcere. </p>
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		<title>Ucraina, Stilli (Ong italiane): “Governo arma Kiev e ci taglia i fondi”</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2022 09:03:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da dire.it) di Alessandra Fabbretti La portavoce: &#8220;Fondi a Zelensky sottratti alle risorse del fondo per l&#8217;Aiuto pubblico allo sviluppo&#8221;Condividi su facebook&#160;Condividi su twitter&#160;Condividi su whatsapp&#160;Condividi su email&#160;Condividi su print ROMA – “Un governo&#46;&#46;&#46;</p>
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<h1></h1>



<p>(da dire.it)</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.dire.it/wp-content/uploads/2022/03/202203020300871022601-e1646248450767.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="carro_armato_ucraina_leopoli"/></figure>



<p>di Alessandra Fabbretti </p>



<p></p>



<p>La portavoce: &#8220;Fondi a Zelensky sottratti alle risorse del fondo per l&#8217;Aiuto pubblico allo sviluppo&#8221;Condividi su facebook&nbsp;Condividi su twitter&nbsp;Condividi su whatsapp&nbsp;Condividi su email&nbsp;Condividi su print</p>



<p>ROMA – “Un governo che deve affrontare una guerra può occuparsi anche di fare&nbsp;<strong>assistenza umanitaria</strong>&nbsp;per la popolazione? No, e infatti in Ucraina&nbsp;<strong>le persone in questi giorni vengono aiutate dalle ong locali e internazionali,</strong>&nbsp;tra cui tante italiane che operano anche in Polonia o Moldavia. Nonostante ciò,&nbsp;<strong>il nostro governo ha stanziato 110 milioni di euro in aiuti umanitari da destinare non a loro, che sono presenti sul terreno, bensì all’esecutivo di Kiev</strong>&nbsp;che in questo momento non si capisce neanche dove sia e quanto margine di manovra abbia”.&nbsp;<strong>Silvia Stilli</strong>&nbsp;è la portavoce dell’<strong>Associazione delle ong italiane (Aoi)</strong>&nbsp;e per l’agenzia Dire commenta l’annuncio del governo italiano sullo<a href="https://www.dire.it/03-03-2022/712531-ucraina-con-leuropean-peace-facility-cresce-il-supporto-militare-europeo/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;stanziamento di 110 milioni di euro in “budget support” per l’Ucraina.</a>&nbsp;Per la responsabile, tale decisione presenta vari aspetti critici: “Primo, si tratta di<strong>&nbsp;denaro dato direttamente per le esigenze del governo ucraino, non vincolato a specifiche emergenze.&nbsp;</strong>Inoltre è stato preso dal fondo per<strong>&nbsp;l’Aiuto pubblico allo sviluppo</strong>“, in pratica il denaro che l’Italia accorda al ministero degli Esteri per finanziare gli interventi di cooperazione delle ong nei Paesi terzi.</p>



<p><strong>LEGGI ANCHE:&nbsp;<a href="https://www.dire.it/04-03-2022/712959-ucraina-loppositore-russo-di-putin-gozman-quanti-errori-usa-sulla-sicurezza-europea/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ucraina, l’oppositore russo Gozman: “Quanti errori Usa sulla sicurezza europea”</a></strong></p>



<p>Tale fondo, calcola Stilli, “con le integrazioni della legge di bilancio dovrebbe arrivare a 300 milioni di euro, ma devono essere ancora inseriti e per ora siamo a 240 milioni. È già una cifra contenuta rispetto alla mole di interventi che andrebbero fatti all’estero, e noi, per raggiungerla, ci siamo dovuti battere a lungo. Ora, circa la metà viene decurtata e assegnata a un governo che affronta una guerra, e che sarà quindi libero di impiegarla come meglio crede”.</p>



<p><strong>Riducendo il fondo all’Aiuto pubblico</strong>, avverte Stilli, “<strong>ne risentiranno quelle organizzazioni umanitarie che operano in gravi contesti umanitari e di crisi come l’Etiopia, la Siria, lo Yemen oppure il Mali o il Nige</strong>r”, ossia i Paesi da cui parte la maggior parte dei profughi che bussano alle porte dell’Europa. Secondo, dice la portavoce, “il governo italiano ha preso questa decisione senza neanche consultare noi che rappresentantiamo il terzo settore”. Stilli avverte: “Il Terzo settore parteciperà a un incontro con Andrea Orlando al ministero per il Lavoro e le politiche sociali solo oggi pomeriggio”.</p>



<p>Terzo, ma non meno importante, i<strong>l tema delle armi all’Ucraina.</strong>&nbsp;“<strong>Se da un lato si negano fondi alle ong presenti in Ucraina dall’altro si aumentano gli armamenti al Paese</strong>” lamenta Stilli. “Naturalmente riconosciamo il diritto inalienabile di un popolo di difendersi. Ma bisogna allora dire con chiarezza che l’Italia ha deciso di prendere le distanze dalla sua Costituzione – che all’articolo 11 ripudia la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti – e dal ruolo delle Nazioni Unite”.</p>



<p>La portavoce inquadra il sostegno militare italiano nella più ampia decisione dell’Ue di attivare per la prima volta l’<a href="https://www.dire.it/03-03-2022/712531-ucraina-con-leuropean-peace-facility-cresce-il-supporto-militare-europeo/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">European Peace Facility (Epf)</a>&nbsp;per fornire all’esercito ucraino armi ed equipaggiamenti. L’Epf è dotato di un fondo di 5,7 miliardi e in questi giorni la Commissione ha proposto agli Stati Ue di mobilitare 500 milioni per Kiev, pari a un decimo del budget complessivo.</p>



<p>LEGGI ANCHE:&nbsp;<a href="https://www.dire.it/03-03-2022/712531-ucraina-con-leuropean-peace-facility-cresce-il-supporto-militare-europeo/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Con l’European Peace Facility cresce il supporto militare Ue all’Ucraina</a></p>



<p>“<strong>L’Italia si è lasciata trascinare da una Ue debole e schizofrenica che tenta di assumere un ruolo a livello internazionale,</strong>&nbsp;commettendo un doppio errore strategico:<strong>&nbsp;agisce senza l’appoggio della Nato</strong>, che stimola ma non interviene, e<strong>&nbsp;decide senza consultare le Nazioni Unite.</strong>&nbsp;La&nbsp;<a href="https://www.dire.it/02-03-2022/712432-ucraina-lassemblea-generale-onu-condanna-laggressione-della-russia/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">risoluzione di condanna dell’operazione russa</a>&nbsp;in Ucraina attraverso l’Assemblea generale dell’Onu è arrivata dopo”. Anche sul piano delle sanzioni, “sono arrivate in modo tentennante e poi, come stiamo continuando a vedere, non stanno fermando l’offensiva di Mosca”.</p>



<p><strong>Per Stilli, la soluzione per l’Ucraina resta la diplomazia</strong>. “Bisogna recuperare il ruolo delle Nazioni Unite sul piano dei negoziati” dice. “Senza, si perdono spazi di manovra e a rimetterci è la popolazione, come abbiamo visto ieri:<a href="https://www.dire.it/03-03-2022/712480-ucraina-slittati-a-oggi-i-colloqui-con-mosca-corte-penale-internazionale-apre-inchiesta-su-crimini-di-guerra/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;la Russia ha annunciato in modo unilaterale i corridoi umanitari</a>. Ora dobbiamo impegnarci per ottenere da Mosca che almeno le agenzie Onu possano monitorare i corridoi ed essere pienamente operative sul territorio assieme alle ong già presenti”.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/03/05/ucraina-stilli-ong-italiane-governo-arma-kiev-e-ci-taglia-i-fondi/">Ucraina, Stilli (Ong italiane): “Governo arma Kiev e ci taglia i fondi”</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>La società civile chiede protezione per i cittadini ucraini</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2022 08:48:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da Asgi.it)    Ucraina- Russia, le associazioni chiedono alle istituzioni azioni di tutela per i civili Assieme ad altre associazioni della società civile italiana stiamo seguendo quanto accade in Ucraina e abbiamo chiesto al Governo&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/refu-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="800" height="400" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/refu-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16154" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/refu-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/refu-1-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/03/refu-1-768x384.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-table alignright"><table><tbody><tr><td>(da Asgi.it) <strong><br></strong></td></tr><tr><td><a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_-8448900048786774299_?utm_source=rss&utm_medium=rss"></a><img loading="lazy" width="20" height="38" alt="" src="https://ci3.googleusercontent.com/proxy/iApuEZeK5iWSYG2LzTlOtppz-SDF0rmtKTNdTV-nXMlJvBcPANxZpEXlq26kUd_eb3QxbUoU-yhmtaxZ9dLmot-YNn-pDL5DUlt1iUM1r1cSkR4_wIHwqEXcBYN8Ehwo0nfmaCowbaxw5KwPpB1pNg9MmU2FOy8Zz61B2RyGod74WZXOrEaaXTt2F6uLqGtMff1LdwZARhNzbchWGPTgxiToX3gSbZA2EztqEaZhoZ3PpNMHEvS5Dwt5jkSe9E7-dHgnhzZkpK0b3v3w182MlCT45ZpcTbRb5GaRFo0PPS7mubaSJP001D7Fbv-wHUqvObhnLniDQ9VxD8Lz6WBsjWHJPjCPC4CcYjMouBTYjNox_nBS0ekB_XzuW0vHAy7YHzN4ZURFE0PJVmBjx3zw7g0oq8VjkRTp8TvllDdqgvaXzWhdskTVg5IKI4GSoyCvbxxk24QWq1yYwOeT=s0-d-e1-ft#https://2iwat.img.ag.d.sendibm3.com/im/1506285/407248b07fd3d8f7e8dc20606539d2491090c41e91c9c6c9f7e1162bd7833734.gif?e=tKSj4jMRxo2w_iY3UF1JMwTC_fgeP1vviBY0hU-QPzH6qTUFL43ETvsJ2zMA-aTkBUmZVqJMUBCX-QXeyVaghUUyQ8T9-OYb0K04AMzR2FkoYBDP0zCD7is_D1G-vGGVp64rX-S1ftCFpYxpIjGcktmQQbl0sz4IW1uh7_7T5O_hUMYE27VoiX7_ivlu92Tf4iGoFfz3ubfu-bQHjQ&utm_source=rss&utm_medium=rss"></td></tr><tr><td><a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_-8448900048786774299_?utm_source=rss&utm_medium=rss"></a> <img width="512" alt="" src="https://ci4.googleusercontent.com/proxy/CtGUWEj4JxpnXyaeAp0dYRyy7w15wfODuKMz3EEm5EfjaljG2CAk6hboAqhyyjh2ifaGnrWVR4xv02DdaCs1I84hJIIcerfKd4zzUbFrQgoTG0rzpNf11Nu5YnZqjinBZ4Fbnm22BfjHF3SMil0k2S-DcL3BWe8n4brbSfluFCvhfhZ43cxEJ3V0zz97FB0bVFNtBARd6LTu6EWDdAg8RPhNGjSzDpwwsAD2Wl-BevsVr4Q4Q_SGAd-Vt5S4ICzLmext_Wj3-NdNGP4vo-G_69M-xEb51oMc7L8qRwgBPdiEpOwGxRNaQ3DtQeq1QfO6iNTXZvmlqbwtTCLKxKAgeCwifG-mZV9nsPP7fi0jTx3XRAq6Cer8GgRqYH-Uj9arDvXQy1UIFaemy9X8X5z7FIbxiLHQcVd273In49oCKGCUU5RJ_2Ffn8AU-wlOPPv8oaD6ctfAVhHucFUqjjOxtSs_tP0Q2k9d7WQEDLNfOczv=s0-d-e1-ft#https://2iwat.img.ag.d.sendibm3.com/im/1506285/3ae4ec29e5b130e0bfebf7823d914a8fffbaea4c08cf9565a0332451ddafb631.jpg?e=1n5B0WoX91ezmvXaskXpnK1-rnF4qzwYtn7StEltt3D0uht7NxJEYCX51HvG4BEmfSv104G1ZrtsidIifpdfVnPDw7K7TrhYG8NWtafDP_tuO8lp1oVv1KD-szOxZvEpc2nZAuE8k4pMxUFmVhxZyFjuaw5EZXFnuiW8Q9f0EwBVpiO4URoCTYS11GhQ_JRUs-c0G8J6EPsSH6NW5b4mAsP5NoB_w4MIG2qrEO4&utm_source=rss&utm_medium=rss"> <br><br><strong>Ucraina- Russia, le associazioni chiedono alle istituzioni azioni di tutela per i civili</strong> Assieme ad altre associazioni della società civile italiana stiamo seguendo quanto accade in Ucraina e abbiamo chiesto al Governo italiano ed alle istituzioni europee di prendere le misure necessarie per poter accogliere i civili che cercheranno protezione negli Stati membri fuggendo dagli scontri in Ucraina.  <br><br><strong>Diverse le azioni che possono essere messe in campo sin da subito.</strong> Come richiesto dal Tavolo Asilo e Immigrazione <a href="https://2iwat.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/FEYQrMcm_SouRsqXPzLm7de1t7E0ammMppSvZ1DpYaXEg8dmWM0lbaagQOWvaWpNITra2FC3Y27JWzBrSycSSMfSEo1-qVESsRvNvISeGweXJkIqqn7K_974CnHxafiyLEzJqre2zNIx47XcL4UtGgQjtXwOEf4LBKm9Zjp2_3xhkYajkZxT3nmn3kGGowDpNVAfQt6r1OiJeEBtDoPPXwTWA3EiqUHkIWI8pSS6KZrF1QsEegXeGduQbf9vXIgPC66Gemii_46__CDG1LNWboUJ586Xgapzv_gEftu8qwrbaorpYyZxIpclhTccOXcyXgb0lAeTEFuC9KoNOT3fgtOVAm_nU1Zd6oSEwkcyRsnzJmp_MKY-a0WmRTbzlPc_aPB9A5AlvFTezVup9-CDk2Pw2iz7byE38w?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in un appello inviato al Governo e alle istituzioni europee</a>  è necessario: predisporre con urgenza un piano europeo di accoglienza con una suddivisione equa tra i Paesi membri; cancellare l&#8217;Ucraina dall’elenco dei c.d. Paesi di origine sicuri. La  Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili, associazione composta da 43 organizzazioni della società civile italiana, tra cui ASGI,  <a href="https://2iwat.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/-S5pRTM-EftxFheG9QG37uXXhHsnHOst6wgxO7ddq7nBxVZFfitH6HQRcVRTKOYpnL2zF2GUnQSbRA1tvHHLHgtHa5TIDf2exExt87r-J2jT3SGLlCxbXCxYObeijRv8GlLZDd5MaAL4HwIm0ozK2Vr2VlEx1zo5K-0vZmEQMYocJXBPfyOlPp_lEdFkPpWe56ktEtAqCoTsINGEKcrdWVvx6DmU0DWVuNwW68J6AxDXxHJIev1ZWqEbzk1rATG4bj-b_C1ze4HtAvLKkBaWODLy9tXZewj83ePoQ9itdy72WSj72LlPkUibTYtCVaBJcq_x8n4z6EpgGSUi6Sz4pWwQWXy0AHzdBrqJrC5IP7CN1E_3y-V8sJknUEVw74BfivQjE6joaacEHTqo7J-hxz4xCqKtmseFFeDU8ZjlSddifkhwo2Fqn2iNB5Abbcdz4wc?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nell&#8217;appello rivolto al Presidente del Consiglio Mario Draghi e al governo italiano</a> ha chiesto inoltre che:  si attivi la Temporary Protection Directive, una misura eccezionale per fornire protezione immediata e temporanea agli sfollati provenienti da paesi non UE e a coloro che non possono tornare nel loro paese d’origine;<br>si garantisca ai cittadini ucraini già residenti in Italia il rinnovo dei permessi di soggiorno, anche laddove gli stessi fossero scaduti. Garantendo al contempo un accesso rapido alle procedure di ricongiungimento familiare affinché le persone possano raggiungere i propri parenti in Italia attraverso viaggi sicuri.<br><br>Ucraina: Tavolo asilo e immigrazione, “si accolgano i profughi della guerra”<br><br><br><img loading="lazy" width="640" height="427" srcset="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2018/04/F_kate_Ausburn.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2018/04/F_kate_Ausburn-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" src="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2018/04/F_kate_Ausburn.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""><br>Si predisponga con urgenza un piano europeo d’accoglienza con una suddivisione equa tra i Paesi membri e non si consideri oltre l’Ucraina un Paese di origine sicuro.<br><br>È tornata la guerra in Europa. Un incubo che speravamo di esserci lasciati alle spalle ma di cui purtroppo non sembriamo in grado di liberarci.<br><br>D’altronde se non si lavora per costruire la pace, ma si alimentano confronti muscolari e si aumentano le spese militari, il risultato non può che essere tragico.<br>Il Tavolo asilo e Immigrazione esprime sgomento e preoccupazione per quel che sta succedendo in queste ore in Ucraina, in particolare per la sorte delle popolazioni civili coinvolte.<br><br>Siamo convinti che l’unica strada da perseguire sia quella della diplomazia.<br><br>In seguito ai bombardamenti e alle violenze migliaia di persone sono in fuga e cercheranno protezione. Facciamo appello al nostro governo e all’UE affinché le persone costrette a fuggire trovino le frontiere europee aperte e accessibili e affinché si predisponga con urgenza un piano europeo d’accoglienza con una suddivisione equa tra i Paesi membri. Per evidenti ragioni l’Ucraina va subito cancellata dall’elenco dei c.d. Paesi di origine sicuri.<br><br>Non possiamo e non vogliamo accettare nessuna ipotesi di chiusura di fronte alle vittime di una guerra scoppiata nel cuore dell’Europa e che i nostri governi troppo poco hanno fatto per scongiurare.<br><br>Per il Tavolo Asilo e Immigrazione: A BUON DIRITTO, ACLI, ACTION AID, AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA, ARCI, ASGI, CARITAS ITALIANA, CENTRO ASTALLI, CGIL, CIR, CNCA, EMERGENCY, EUROPASILO, FCEI, FOCUS – CASA DEI DIRITTI SOCIALI, FONDAZIONE MIGRANTES, INTERSOS, LEGAMBIENTE, MEDICI DEL MONDO ITALIA, MOVIMENTO ITALIANI SENZA CITTADINANZA, OXFAM ITALIA, REFUGEES WELCOME ITALIA, SAVE THE CHILDREN ITALIA, SIMM (Società Italiana di Medicina delle Migrazioni), UIL, UNIRE<br><br>Russia-Ucraina. Il governo si attivi per la protezione dei cittadini ucraini<br><br><br><img loading="lazy" width="800" height="400" srcset="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/07/Umbrella-Parade-2011London-photos-by-Astrid-Busser-Casas-and-Ivan-Ballester-Molina-www.trigueros.eu_-800x400.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/07/Umbrella-Parade-2011London-photos-by-Astrid-Busser-Casas-and-Ivan-Ballester-Molina-www.trigueros.eu_-800x400-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/07/Umbrella-Parade-2011London-photos-by-Astrid-Busser-Casas-and-Ivan-Ballester-Molina-www.trigueros.eu_-800x400-768x384.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" src="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/07/Umbrella-Parade-2011London-photos-by-Astrid-Busser-Casas-and-Ivan-Ballester-Molina-www.trigueros.eu_-800x400.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="codice"><br>Un appello rivolto al Presidente del Consiglio Mario Draghi e al governo italiano affinché ci si attivi, anche in sede UE, per la protezione dei cittadini ucraini in fuga dalla guerra. E’ quello lanciato oggi dalla <a href="https://cild.eu/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili</a>, associazione composta da 43 organizzazioni della società civile italiana, tra cui ASGI.<br><br>Di seguito il testo integrale dell’appello.<br><strong>Russia-Ucraina. Il governo si attivi per la protezione dei cittadini ucraini</strong><br><br>L’invasione russa dell’Ucraina sta portando molte persone a fuggire dalle principali città prese d’assalto dall’attacco unilaterale russo. I movimenti, in molti casi, sono ancora all’interno dei confini del paese ma è facile prevedere come la crisi umanitaria che la guerra comporterà potrà avere conseguenze anche sulle migrazioni verso l’Unione Europea.<br>I governi, che di comune accordo stanno prendendo posizione contro questo attacco, devono muoversi insieme anche nell’offrire accesso e sostegno a coloro che fuggono dal conflitto.<br>Anche se i cittadini ucraini possono entrare nell’area Schengen senza visto, il loro status all’interno dell’UE non garantisce l’accesso al lavoro, alla sanità e ad altri servizi fondamentali per la loro protezione, durante quello che potrebbe essere un conflitto prolungato. <br>Inoltre, i residenti non ucraini presenti nel paese, tra loro anche i difensori bielorussi dei diritti umani che sono fuggiti dalle repressioni del loro governo, non possono attraversare i confini dell’UE senza una documentazione che è attualmente difficile, se non impossibile, da ottenere all’interno dell’Ucraina.<br><br>Su queste basi, auspichiamo che il governo italiano si attivi, anche in sede UE, per:<br><br>– attivare la Temporary Protection Directive, una misura eccezionale per fornire protezione immediata e temporanea agli sfollati provenienti da paesi non UE e a coloro che non possono tornare nel loro paese d’origine. Il possibile esodo di massa potrebbe infatti mettere in difficoltà le normali pratiche di asilo, non permettendo di intervenire con la rapidità necessaria al fine di salvaguardare i diritti e la vita delle persone in fuga dal conflitto. Il  Presidente del Consiglio italiano potrebbe, in ogni caso, emanare immediatamente un decreto che preveda misure di protezione temporanea in favore delle persone in fuga dal conflitto, ai sensi dell’art. 20 d.lgs. 286/98;<br>– garantire l’accesso all’Europa dei residenti non ucraini in Ucraina ,che sono a maggior rischio a causa dell’attività militare russa e della possibile futura interferenza politica. Tra questi ci sono molti difensori dei diritti umani e attivisti dell’opposizione. A questi individui dovrebbe essere garantito un facile accesso al territorio e protezione;<br>– in linea con le linee guida dell’UE sui difensori dei diritti umani, fornire sostegno nell’accesso ai visti e ad altre forme di assistenza speciale ai difensori dei diritti umani e ai giornalisti in Ucraina che possono essere presi di mira per il loro lavoro, le loro convinzioni o il loro attivismo;<br>– garantire che, a fronte delle sanzioni che l’Europa sta varando in queste ore, si crei un sistema per cui i cittadini russi perseguitati dal governo (attivisti, giornalisti, difensori dei diritti umani, oppositori) possano continuare ad avere facile accesso ai visti per lasciare il proprio paese. Gli arresti a cui abbiamo assistito in queste ore nelle città russe ci fanno capire come anche all’interno del paese c’è una fascia di popolazione che va salvaguardata;<br>– garantire ai cittadini ucraini già residenti in Italia il rinnovo dei permessi di soggiorno, anche laddove gli stessi fossero scaduti. Garantendo al contempo un accesso rapido alle procedure di ricongiungimento familiare affinché le persone possano raggiungere i propri parenti in Italia attraverso viaggi sicuri;<br>– in ogni caso garantire l’accesso alla procedura di riconoscimento della protezione internazionale ed eliminare l’Ucraina dall’elenco dei Paesi d’origine sicuri.</td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Appello alle forze pacifiste e nonviolente italiane</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2022 09:06:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da Eirene Festival, festival dei libri per la pace e la nonviolenza di cui anche Associazione Per i Diritti umani farà parte, divulghiamo il seguente appello: come persone, enti, associazioni, organizzazioni, realtà editoriali, media&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>Da Eirene Festival, festival dei libri per la pace e la nonviolenza di cui anche Associazione Per i Diritti umani farà parte, divulghiamo il seguente appello: </p>



<p>come persone, enti, associazioni, organizzazioni, realtà editoriali, media appartenenti al mondo nonviolento italiano chiediamo congiuntamente uno stop immediato agli scontri armati in Ucraina e condannare l’aggressione militare. Il primo obiettivo deve essere la protezione umanitaria di bambine, bambini, ragazze e ragazzi, di tutti i civili.</p>



<p>Chiediamo all’ONU, all’Unione Europea, al Governo italiano:<br>– iniziative di smilitarizzazione e disarmo, in particolare nucleare;<br>– nessun sostegno militare alla guerra;<br>– ripresa immediata del dialogo e della diplomazia.</p>



<p>Siamo convintə che un mondo nonviolento sia possibile e lo agiamo giorno dopo giorno.</p>



<p><a href="https://forms.gle/bFkP2W4vM95DGsAn6?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Per firmare l’appello &gt;&gt;&gt;</a></p>



<p><strong>Organizzazioni firmatarie al al 26/02/2022</strong></p>



<p><em>Movimento Nonviolento | Fondazione Alexander Langer Stiftung | Centro di Nonviolenza Attiva | Associazione Costruttori di Pace odv | Casa editrice Costruttori di Pace | La Comunità per lo sviluppo Umano – Ahimsa | Energia per i diritti umani – Milano | Mondo Senza Guerre e Senza Violenza | Multimage APS | Parcobello | Pressenza, Agenzia Stampa per la Pace e la Nonviolenza | Associazione per i Diritti umani | ildialogo.org | Rete di Cooperazione Educativa C’è speranza se accade | MSGV-Biodiversità Nonviolenta | ViviLambrate | MSGV | Coordinamento Genitori Democrazia Lombardia</em></p>
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		<title>Russia-Ucraina: è guerra</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 08:55:29 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>Poco, anzi nulla abbiamo imparato dal passato. Abbiamo sperato nelle sanzioni e nella diplomazia (e ancora vogliamo farlo), ma i nazionalismi e la sete di potere hanno dato l&#8217;avvio ad una guerra che la società civile ripudia, in Ucraina come in Russia. L&#8217;Occidente cosa farà? Quell&#8217;Occidente piegato alla politica imperialista di Vladimir Putin e al ricatto per l&#8217;approvvigionamento di gas&#8230;?</p>



<p>Associazione Per i Diritti umani e, come siamo cert*, tanti cittadini milanesi, scenderemo in piazza. </p>



<p>L&#8217;appuntamento è per stasera, 24 febbraio, alle ore 18 in Piazza della Scala. </p>



<p></p>



<p>Oppure: sabato 26 febbraio, alle ore 15 in Piazza Cairoli, Milano. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/gue.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="537" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/gue-1024x537.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16143" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/gue-1024x537.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/gue-300x157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/gue-768x402.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/gue-1536x805.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/gue.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Russia. Chiusa Memorial, la ONG dei diritti umani</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2022 08:31:30 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/Ong-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="810" height="486" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/Ong-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16062" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/Ong-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 810w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/Ong-1-300x180.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/01/Ong-1-768x461.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<p>Russia: la Corte Suprema ha ordinato la chiusura della <strong>più prestigiosa e longeva Ong nel Paese, Memorial International</strong>, in quello che appare come l&#8217;ultimo tentativo di mettere a tacere il poco rimasto della società civile.</p>



<p>Accogliendo la richiesta del procuratore generale, la Corte Suprema ha riconosciuto Memorial colpevole di violazione della controversa legge sugli agenti stranieri, già usata come una scure su diverse organizzazioni non governative e media indipendenti. La Ong non ha posto correttamente sui suoi materiali la necessaria etichetta di &#8216;agente straniero&#8217;,&nbsp;<strong>espressione che in Russia rievoca l&#8217;accusa di spia, di epoca sovietica</strong>.</p>



<p>Durante l&#8217;ultima udienza, i pubblici ministeri hanno anche affermato che Memorial &#8220;crea una falsa immagine dell&#8217;Urss come stato terrorista e denigra la memoria della Seconda guerra mondiale&#8221;, riabilitando &#8220;i criminali nazisti&#8221;.&nbsp;</p>



<p>&#8220;Vergogna, vergogna&#8221;, è stato il grido alzatosi tra i sostenitori della Ong in aula, dopo la lettura della sentenza. Fondata alla fine degli anni &#8217;80 a Mosca sulla scia dell&#8217;impegno, tra gli altri, anche del dissidente e Nobel per la Pace, Andrei Sacharov, Memorial <strong>si occupa di preservare la memoria delle vittime delle repressioni politiche in Urss e in Russia </strong>ed è stata il simbolo della democratizzazione post-sovietica del Paese.</p>



<p>Negli anni, ha creato un database delle vittime del Grande Terrore staliniano e del sistema dei gulag, ma allo stesso tempo ha sempre legato la commemorazione del passato alla lotta per i diritti umani nel presente: ha numerose filiali nella Federazione, una in Francia e in Repubblica Ceca e numerose associazioni omonime che si ispirano ai suoi valori in diversi Paesi, tra cui l&#8217;Italia, dove i suoi responsabili hanno appena chiesto un &#8220;incontro urgente&#8221; con la Farnesina per discutere il caso.</p>



<p>I vertici di Memorial hanno respinto le accuse, definendole &#8220;politicamente motivate&#8221; e hanno spiegato che&nbsp;<strong>solo un&#8217;insignificante quantità di materiale è stato pubblicato senza l&#8217;etichetta di &#8216;agente straniero&#8217;</strong>; il presidente della Ong, Yan Rachinsky, ha annunciato che faranno appello prima nei tribunali russi e poi, se necessario, alla Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo.</p>



<p>Fino alla sentenza di appello, Memorial promette di continuare il suo lavoro. &#8220;Chiudendo l&#8217;organizzazione, le autorità russe calpestano la memoria di milioni di vittime perse nel gulag&#8221;, ha denunciato Marie Struthers, direttrice di Amnesty International per l&#8217;Europa orientale e l&#8217;Asia centrale. Si tratta di uno &#8220;sfacciato e tragico tentativo di reprimere la libertà di espressione e di cancellare la storia&#8221;, ha commentato l&#8217;ambasciatore Usa a Mosca, John Sullivan.</p>



<p>La decisione dei giudici supremi arriva al termine di un annus horribilis per i diritti umani in Russia, iniziato a gennaio con&nbsp;<a href="https://www.agi.it/estero/news/2021-11-04/torture-fisiche-psicologiche-salsicce-fritte-navalny-carcere-pokrov-14438714/?utm_source=rss&utm_medium=rss">l&#8217;arresto dell&#8217;oppositore Aleksei Navalny</a>&nbsp;e continuato con la repressione sistematica delle voci critiche e non allineate al Cremlino. Senza nominarla direttamente, il presidente Vladimir Putin aveva, di recente, accusato Memorial di promuovere &#8220;terrorismo ed estremismo&#8221;.</p>



<p>Ed è proprio l&#8217;accusa di estremismo &#8211; con cui, per esempio, sono state chiuse quest&#8217;anno tutte le organizzazioni in Russia legate a Navalny &#8211; che ora Memorial dovrà affrontare domani in un procedimenti separato e che riguarda il suo Centro per i diritti umani.</p>



<p>Secondo Maksim Trudolyubov, senior fellow del Kennan Institute, il caso Memorial rientra nel più ampio &#8220;conflitto&#8221; di Mosca con l&#8217;Occidente: le autorità russe, ha scritto sulla testata indipendente Meduza, &#8220;<strong>non sono tanto interessate alle attività di questa Ong in patria</strong>, quanto alla sua popolarità in Europa, principalmente in Germania, dove il tema dei crimini del totalitarismo è estremamente importante&#8221;.</p>



<p>&#8220;Più una figura o un&#8217;organizzazione è visibile&#8221;, ha spiegato l&#8217;analista, &#8220;più &#8216;pesà nella strategia del conflitto&#8221; di Mosca con Europa e Usa e in cui &#8220;organizzazioni e personaggi significativi all&#8217;interno della Russia, compreso Memorial e Navalny, si stanno trasformando in merce di scambio&#8221; con cui il Cremlino cerca di ottenere leverage non potendo contare &#8211; tranne che per le forniture di gas &#8211; su molto altro che &#8220;la minaccia della forza&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Se Memorial viene sciolta, la voce più impegnata per i diritti umani in Russia scomparirà. La memoria delle vittime di numerosi crimini verrebbe cancellata &#8211; in modo tipicamente autocratico.</p>



<p>Vladimir Putin sta portando avanti un piano per far rivivere l&#8217;era di Stalin. Un&#8217;epoca di terrore di Stato durante la quale circa 20 milioni di presunti dissidenti furono internati in un sistema di campi penali, i famigerati gulag. Putin ora loda pubblicamente quest&#8217;epoca e fa sostituire le statue di Lenin con quelle di Stalin. In questa campagna, naturalmente, l&#8217;organizzazione Memorial, molto conosciuta a livello internazionale intralcia la sua strada. Memorial, come organizzazione per i diritti umani attiva in Russia e a livello internazionale, ha fatto un lavoro di rivalutazione unico: ha conservato e archiviato le memorie di circa 20 milioni di detenuti che furono<br>imprigionati tra il 1929 e il 1953. Ancora oggi, i dipendenti del Memorial si occupano dei familiari, ormai molto anziani, delle vittime<br>dei gulag. Molti di loro vivono ai margini della società.</p>



<p>Nella Russia di oggi, la società civile è sistematicamente criminalizzata. L&#8217;assurda legge sugli &#8220;agenti stranieri&#8221; non è l&#8217;unico strumento. Dall&#8217;inizio degli anni 2000, la Russia ha perseguito una politica di strangolamento burocratico delle ONG e dei media critici con mezzi apparentemente democratici o legali. Le organizzazioni devono rispettare ostacoli burocratici molto gonfiati e canali amministrativi<br>quasi impossibili. I finanziamenti interni sono stati bloccati e quelli esteri sono criminalizzati. Se le organizzazioni accettano denaro<br>dall&#8217;estero, sono considerate agenti stranieri e devono mettere questa etichetta anche sulle loro pubblicazioni. Inoltre, c&#8217;è un&#8217;interpretazione eccessivamente ampia della legislazione antiterrorismo, che impone arbitrariamente pene elevate.</p>



<p>Il modello russo di criminalizzazione graduale dello spazio pubblico è chiamato nel mondo accademico &#8220;shrinking spaces&#8221;. Molti altri stati hanno adottato queste pratiche, tra cui India, Cina, Brasile o Ecuador.<br></p>



<p></p>
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		<title>Idlib e l&#8217;equivoco dei media italiani</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 08:12:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>a cura di Alessandra Montesanto Associazione Per i Diritti umani ha parlato con il reporter Amedeo Ricucci che, sempre gentilmente e in maniera molto chiara, spiega la situazione a Idlib e l&#8217;equivoco veicolato dai&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/03/04/idlib-e-lequivoco-dei-media-italiani/">Idlib e l&#8217;equivoco dei media italiani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<p>a cura di Alessandra Montesanto</p>



<p><em>Associazione Per i Diritti umani</em> ha parlato con il reporter Amedeo Ricucci che, sempre gentilmente e in maniera molto chiara, spiega la situazione a Idlib e l&#8217;equivoco veicolato dai media italiani. Ecco le sue parole. </p>



<p></p>



<p>La prima cosa da chiarire &#8211; che non viene chiarita dai media italiani &#8211; sulla situazione di Idlib è che si sta alimentando l&#8217;equivoco che i profughi siriani ammassati tra il confine terrestre tra Grecia e Turchia &#8211; così come i profughi che prendono i boat people e vanno dalla costa turca verso le isole di Lesbo o di Kyos – siano siriani di Idlib in fuga dai bombardamenti: NON E&#8217; ASSOLUTAMENTE VERO. A Idlib si continua bombardare, ci sono migliaia di siriani intrappolati nella terra addossata al confine turco perchè in realtà Erdogan sta solo minacciando l&#8217;Europa di aprire i confini, ma non li ha affatto aperti e ha lasciato passare solo qualche profugo per poterlo immortalare con le telecamere per alimentare la sua propaganda. Ad esempio, ha lasciato passare la famosa bambina a cui il papà raccontava che i bombardamenti erano soltanto un gioco, ma in realtà si contano sulle dita delle mani i profughi a cui Erdogan ha aperto la porta.</p>



<p>Il confine turco ha sigillato il muro che è stato costruito negli anni scorsi e Erdogan sta semplicemente facendo della propaganda perchè vuole che l&#8217;Europa intervenga per risolvere la situazione che si è creata a Idlib, cioè il fatto che lui e Putin non sono d&#8217;accordo su come spartirsi quell&#8217;area: mentre il regime di Assad, appoggiato dai Russi, vorrebbe sgomberarlo completamente dalla popolazione siriana e spedire i profughi in Turchia perchè la gente che vive a Idlib è composta da siriani che sono stati evacuati da zone e città riconquistate dal regime, ad esempio Aleppo o Duma vicino a Damasco, e le famiglie dei combattenti non volevano stare sotto il regime di Assad per cui sono state deportate con i  camion verso Idlib;  Idlib è, quindi, un concentrato di popolazione di cui il regime non sa che farsene e quindi vorrebbe riconquistare tutta quell&#8217;area vicino al confine turco &#8211; d&#8217;altronde quella è terra siriana &#8211; mentre Erdogan, che presidia quella zona e che dà un appoggio alle forze siriane ribelli che  comandano a Idlib, vorrebbe che questi tre milioni di siriani venissero spalmati lungo una terra di confine in modo da creare una zona cuscinetto che Erdogan e la Turchia sfrutterebbero per i loro scopi politici, per evitare che  i curdi possano stare a ridosso della frontiera, quindi per evitare contatti tra i curdi siriani e i curdi turchi.  </p>



<p>L&#8217;equivoco che si sta alimentando
riguarda chi sono i profughi che si stanno ammassando alla frontiera
terrestre tra Turchia e Grecia. Sono profughi che stanno in Siria da
anni e li hanno portati alla frontiera con i pullman, non a caso
Erdogan dice che sono 90 mila quando invece le Nazioni Unite dicono
che sono al massimo 15 mila, cioè c&#8217;è un gioco della propaganda che
si sta facendo sulla pelle dei profughi siriani che stanno 
continuando ad essere bombardati, che stanno morendo o che stanno al
freddo, intrappolati tra il regime di Assad e i russi che bombardano
e la frontiera turca che resta chiusa. 
</p>
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		<title>Occupazione turca della Siria settentrionale</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Feb 2020 08:19:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Diversi luoghi della Siria settentrionale sotto occupazione tagliati fuori dalla fornitura d&#8217;acqua La potenza occupante turca nella Siria settentrionale ha completamente tagliato la fornitura d&#8217;acqua alla città di Al Hasakeh e ad altri villaggi&#46;&#46;&#46;</p>
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<p> <br>Diversi luoghi della Siria settentrionale sotto occupazione tagliati fuori dalla fornitura d&#8217;acqua</p>



<p></p>



<p>La potenza occupante turca nella Siria settentrionale ha completamente tagliato la fornitura d&#8217;acqua alla città di Al Hasakeh e ad altri villaggi del nord-est della Siria. Lo riferiscono la radio locale indipendente <a rel="noreferrer noopener" href="http://arta.fm/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">arta.fm</a> e l&#8217;Osservatorio siriano per i diritti umani in Gran Bretagna, nonché i referenti locali dell&#8217;Associazione per i popoli minacciati (APM). Secondo i rapporti, i soldati turchi e le milizie siriano-islamiche alleate con loro sono entrati nell&#8217;impianto di depurazione dell&#8217;acqua nella regione di Ras Al Ain (in curdo Serê Kaniyê) e hanno cacciato il personale. Di conseguenza, la fornitura di acqua potabile alla popolazione delle regioni colpite è stata interrotta.</p>



<p>Nella sola città di Al Hasakeh vivono più di di 200.000 persone di origine curda, araba, assira/aramaica e armena e di fede musulmana, cristiana e yezida. Sono 200.000 persone che ora si trovano a dover sopravvivere senza acqua potabile e pulita, spiega Kamal Sido, esperto per il Medio Oriente dell&#8217;APM. &#8220;L&#8217;azione della Turchia dimostra ancora una volta che sta facendo tutto il possibile per consolidare il suo potere nel Nord della Siria e per combattere l&#8217;autogestione autonoma della popolazione civile che vi abita. Proteggere il popolo, come sostiene il governo di Ankara e come chiede la NATO, non è affatto lo scopo della potenza occupante turca. Uno Stato realmente interessato al destino della popolazione civile non taglierebbe l&#8217;acqua potabile a centinaia di migliaia di persone per far rispettare obiettivi politici o interessi geopolitici&#8221;, ha commentato Sido. &#8220;Con questa politica, la Turchia sta calpestando il diritto umanitario internazionale&#8221;.</p>



<p>Mentre la comunità internazionale condanna giustamente ogni attacco di Assad e di Putin alla provincia di Idlib, controllata dagli islamisti, dove la popolazione civile siriana soffre in modo inimmaginabile, non è altrettanto decisa nel condannare le massicce violazioni dei diritti umani e i crimini di guerra che la Turchia, Stato membro della NATO,<br>continua a commettere contro le minoranze nel nord della Siria. </p>
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		<title>Anna POLITKOVSKAJA: morire di Putin</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Oct 2019 10:04:07 +0000</pubDate>
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<p>di Gianluca Cicinelli (da labottegadelbarbieri.org)</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="350" height="262" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/Cicinelli-Politkovskayafoto1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13130" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/Cicinelli-Politkovskayafoto1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 350w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/Cicinelli-Politkovskayafoto1-300x225.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Cosa rimane oggi – oltre a un premio dedicato alla sua memoria – dell’impegno civile e dell’attività giornalistica di Anna Politkovskaja? Se su queste pagine della “bottega” fossimo melensi potremmo riversare tanta retorica; invece il giornalismo dimentica Anna Politkovskaja, assassinata il 7 ottobre del 2008 a Mosca, proprio perché dei fatti (del racconto spietato della guerra sporca in Cecenia in particolare) lei aveva fatto la sua ragione di vita e non merita assolutamente alcuna retorica. Perché quando i giornalisti coraggiosi vengono uccisi il lutto dura un giorno e poi la grande industria della notizia riprende a scorrere come se nulla fosse successo, come se la libertà d’informare a costo della vita fosse l’eccentricità di alcuni individui e non una precisa scelta civile e politica da diffondere.</p>



<p>Sappiamo tutti che Anna Politkovskaja è stata uccisa per la precisa volontà di togliere di mezzo la più pericolosa minaccia alle attività criminali in Cecenia del governo russo, guidato ieri come oggi da Vladimir Putin. Il giorno successivo alla sua morte la polizia sequestrò il computer che conteneva la sua inchiesta dettagliatissima sulle torture commesse in Cecenia dagli squadroni delle forze di sicurezza locali, legate a Mosca. La denuncia dei crimini fu comunque pubblicata grazie al coraggio dell’editore della&nbsp;<em>Novaja Gazeta</em>, Dmitrij Muratov, per cui lavorava la Politkovskaja, che riuscì a ricostruire il lavoro della collega dagli appunti non sequestrati dalla polizia. Su un punto non si può che essere d’accordo con Putin, che dopo la sua morte, sminuendone comunque l’importanza nella vita politica russa, sottolineò che «il suo omicidio ha fatto più danni delle sue pubblicazioni».</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="http://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2019/10/Cicinelli-Politkovskayafoto3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="http://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2019/10/Cicinelli-Politkovskayafoto3-300x180.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-86591"/></a></figure>



<p>«Certe volte, le persone pagano con la vita il fatto di dire ad alta voce ciò che pensano. Infatti, una persona può perfino essere uccisa semplicemente per avermi dato una informazione. Non sono la sola ad essere in pericolo e ho esempi che lo possono provare». Così raccontò il suo lavoro in un’intervista a Reporters Sans Frontières lo stesso anno della sua morte.</p>



<p>Anna Politkovskaja era nata a New York nel 1958, figlia di diplomatici sovietici, ma iniziò a scrivere a Mosca sulla&nbsp;<em>Izvestija</em>&nbsp;per poi passare (dopo altre esperienze lavorative) alla&nbsp;<em>Novaja Gazeta</em>&nbsp;nel 99, un anno dopo il suo primo viaggio in Cecenia, per cui lavorerà fino alla morte. Dedicherà alla Cecenia e alle repubbliche caucasiche più di duecento articoli in cui denuncia le violenze dell’esercito russo e attacca, grazie alle testimonianze della popolazione locale, le scelte politiche di Putin. Suo è un libro tratto da racconti di testimoni diretti sul massacro di Beslan, al teatro Dubrovka, dove fece da ponte per la trattativa con i separatisti ceceni ma invano: moriranno 40 dei 140 ostaggi a causa dei gas introdotti dalle forze speciali nel teatro.</p>



<p>Da allora le minacce di morte nei suoi confronti diventano sempre più frequenti. Nel 2001 deve fuggire a Vienna per le intimidazioni di un ufficiale dell’Omon, la polizia russa presente nelle ex repubbliche sovietiche, Sergei Lapin (poi condannato per questo) ma non si arrende e continua imperterrita la sua opera di controinformazione. Riceve in Occidente molti premi per i suoi articoli ma questa pressione internazionale non basterà a fermare la mano dei killer. Proseguirà a scrivere fino al 7 ottobre, giorno del compleanno di Vladimir Putin, del 2006 quando quattro colpi di pistola a Mosca metteranno fine alla sua vita. Gli assassini l’aspettano al piano terra, davanti all’ascensore: tre colpi al corpo e il colpo di grazia alla nuca quando è già in terra.</p>



<p>La polizia rinviene accanto al cadavere una pistola Makarov PM e quattro bossoli. Il mandante e l’esecutore sono ancora oggi sconosciuti. O forse no.</p>



<p><em>Qui trovate in italiano il materiale dell’ultimo articolo di Anna Politkovskaja</em></p>



<p><a href="https://www.balcanicaucaso.org/Tutte-le-notizie/I-materiali-dell-ultimo-articolo-di-Anna-Politkovskaya-34821?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.balcanicaucaso.org/Tutte-le-notizie/I-materiali-dell-ultimo-articolo-di-Anna-Politkovskaya-34821?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><em>Qui invece un suo articolo in cui parla di sè e del suo impegno civile, tradotto da Internazionale, pubblicato originariamente per Another sky, un’antologia curata dall’associazione English Pen.</em></p>



<p><a href="https://www.internazionale.it/opinione/anna-politkovskaja/2006/10/26/il-mio-lavoro-a-ogni-costo?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.internazionale.it/opinione/anna-politkovskaja/2006/10/26/il-mio-lavoro-a-ogni-costo?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/10/13/anna-politkovskaja-morire-di-putin/">Anna POLITKOVSKAJA: morire di Putin</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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