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	<title>Regno Unito Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Regno Unito Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Campagna di Amnesty International per annullare le accuse contro Assange e impedirne l’estradizione</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Feb 2020 09:03:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p> Amnesty International Alla vigilia dell’udienza sull’estradizione di&#160;Julian Assange&#160;abbiamo lanciato una&#160;campagna&#160;per&#160;chiedere alle autorità degli Usa&#160;di&#160;annullare tutte le accuse&#160;di spionaggio o relative a questo reato in modo che egli sia prontamente&#160;rilasciato. Se quelle accuse non venissero&#46;&#46;&#46;</p>
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<h1></h1>



<p> <a href="https://www.pressenza.com/it/author/amnesty-international/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Amnesty International</a></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2019/05/xUS-Anklage_gegen_Julian-Assange_Totalangriff_auf_Pressefreiheit-720x508.jpg.pagespeed.ic.aakp80QGEn.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Campagna di Amnesty International per annullare le accuse contro Assange e impedirne l’estradizione"/></figure>



<p>Alla vigilia dell’udienza sull’estradizione di&nbsp;<strong>Julian Assange</strong>&nbsp;abbiamo lanciato una&nbsp;<strong>campagna</strong>&nbsp;per&nbsp;<strong>chiedere alle autorità degli Usa</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>annullare tutte le accuse</strong>&nbsp;di spionaggio o relative a questo reato in modo che egli sia prontamente&nbsp;<strong>rilasciato</strong>.</p>



<p>Se quelle accuse non venissero annullate, le autorità del Regno Unito dovrebbero&nbsp;<strong>assicurare che Julian Assange non sia estradato negli Usa</strong>, dove rischia di subire gravi violazioni dei diritti umani.</p>



<p>“<em>Gli incessanti tentativi del governo Usa di processare Julian Assange per aver reso pubblici documenti riguardanti anche possibili crimini di guerra commessi dalle forze armate statunitensi non sono altro che un assalto su larga scala al diritto alla libertà d’espressione</em>“, ha dichiarato in una&nbsp;<a href="https://www.amnesty.it/amnesty-international-lancia-una-campagna-per-annullare-le-accuse-nei-confronti-di-julian-assange/?utm_source=rss&utm_medium=rss">nota stampa</a>&nbsp;<strong>Massimo Moratti</strong>, vicedirettore di Amnesty International per l’Europa.</p>



<p>“<em>Il potenziale effetto raggelante verso i giornalisti e altre persone che denunciano le malefatte dei governi rendendo note informazioni ricevute da fonti credibili potrebbe avere profonde conseguenze sul diritto delle opinioni pubbliche a conoscere cosa stanno facendo i loro governi. Tutte le accuse mosse nei confronti di Julian Assange a seguito di tali attività devono essere annullate</em>“, ha aggiunto Moratti.</p>



<p>Le&nbsp;<strong>accuse contro Julian Assange</strong>&nbsp;derivano direttamente dalla&nbsp;<strong>pubblicazione di documenti segreti</strong>&nbsp;nell’ambito del suo lavoro con&nbsp;<strong>Wikileaks</strong>, attività che in quanto tale e di per sé non dovrebbe essere punita e che il&nbsp;<strong>giornalismo investigativo</strong>&nbsp;porta regolarmente avanti nell’ambito professionale.</p>



<p>“<em>Tutte le accuse su cui si fonda la richiesta di estradizione degli Usa dovrebbero essere annullate per consentire il pronto rilascio di Julian Assange. In caso contrario, le autorità britanniche hanno l’obbligo chiaro e inequivocabile di non trasferire Julian Assange negli Usa, dove egli rischia di subire gravi violazioni dei diritti umani</em>“, ha precisato Moratti.</p>



<p>“<em>Negli Usa, Julian Assange potrebbe essere sottoposto a condizioni detentive equivalenti a maltrattamento e tortura, compreso l’isolamento prolungato. Anche il rischio di subire un processo iniquo è molto concreto, data la campagna ostile promossa nei confronti di Julian Assange da funzionari Usa fino ai più alti livelli, che ha fortemente compromesso il suo diritto alla presunzione d’innocenza</em>“, ha concluso Moratti.</p>



<p>Alla vigilia dell’udienza sull’estradizione, abbiamo pubblicato il nostro&nbsp;<a href="https://www.amnesty.it/appelli/annullare-le-accuse-contro-julian-assange/?utm_source=rss&utm_medium=rss">appello</a>&nbsp;per chiedere agli Usa di&nbsp;<strong>annullare tutte le accuse contro Julian Assange</strong>.</p>



<p>Aggiungiamo che le norme e gli standard del&nbsp;<strong>diritto internazionale</strong>&nbsp;<strong>vietano il trasferimento di una persona verso un altro paese</strong>&nbsp;dove questa possa&nbsp;<strong>rischiare di subire gravi violazioni dei diritti umani</strong>. Se Julian Assange venisse estradato o trasferito in qualsiasi altro modo negli Usa, il Regno Unito violerebbe questo divieto.</p>
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		<title>Brexit: come proteggere i diritti di 4,5 milioni di cittadini</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 07:18:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Barbara Spinelli (GUE-NGL) è intervenuta nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo dedicata allo stato di avanzamento dei negoziati con il Regno Unito, alla presenza di Michel Barnier, capo negoziatore incaricato di preparare e&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Barbara Spinelli (GUE-NGL) è intervenuta nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo dedicata allo stato di avanzamento dei negoziati con il Regno Unito</em><em>, </em><em>alla presenza di Michel Barnier, capo negoziatore incaricato di preparare e condurre i negoziati con il Regno Unito a norma dell&#8217;articolo 50 del TUE, di Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea e di Matti Maasikas, viceministro estone per gli Affari europei. Di seguito l’intervento, tenuto in qualità di co-relatore </em><em>per il gruppo GUE/NGL della</em> Proposta di Risoluzione sullo stato di avanzamento dei negoziati con il Regno Unito <em>e di coordinatore per il gruppo GUE/NGL nel quadro dei negoziati avviati con il Regno Unito a seguito della notifica della sua intenzione di recedere dall&#8217;Unione europea.</em></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9321" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="162" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Con la risoluzione congiunta che sarà oggi messa al voto, questo Parlamento esprimerà un giudizio chiaro, che approvo: ancora non è possibile parlare di progressi sufficienti sui diritti dei cittadini, e la questione nord-irlandese è lungi dall’essere risolta.</p>
<p>Fin d’ora tuttavia mi chiedo: quale sarà la sorte degli accordi sui cittadini, il giorno in cui li considereremo sufficienti? Come potremo metterli al riparo da improvvise regressioni, dettate dal principio secondo cui <a href="http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2017/04/29-euco-brexit-guidelines/?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2017/04/29-euco-brexit-guidelines/&amp;source=gmail&amp;ust=1507273620211000&amp;usg=AFQjCNHbSma7RI4xCm937Zf2dCWsKYRyfw&utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>“nothing is agreed until everything is agreed</em>”</a>?</p>
<p>Saremo veramente disposti a chiedere ancora – agli Europei nel Regno Unito, agli Inglesi nell’Unione – di mettere in stand-by il loro futuro in attesa dell’accordo finale? Un’altra domanda concerne la libertà di movimento: quel che temo è che si profitti del Brexit per ridurre anche nell’Unione tale libertà, soprattutto per i lavori poco qualificati.</p>
<p>Spero che non vi saranno compromessi su questo. Che proteggeremo lo status di tutti i cittadini europei senza alcuna condizionalità.</p>
<p>Nonostante l’evidente unicità dell’accordo di recesso, è più che mai necessario spezzare il vincolo di dipendenza dell’accordo sui diritti da altri capitoli negoziali. In gioco non è solo una questione di certezza giuridica, ma la garanzia concreta a favore di milioni di cittadini».</p>
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		<title>&#8220;Stay human, Africa&#8221;: Migranti climatici e riflessioni sul caso</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jul 2017 10:34:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi Il mondo è diviso in due, che ci piaccia o no. Da un lato del ring troviamo la stanca Somalia con livelli di siccità altissimi e con fiumi divenuti ormai rigagnoli&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">di Veronica Tedeschi</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1084.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9125" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1084.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="610" height="261" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1084.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 610w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1084-300x128.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 610px) 100vw, 610px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Il mondo è diviso in due, che ci piaccia o no.</p>
<p align="JUSTIFY">Da un lato del ring troviamo la stanca Somalia con livelli di siccità altissimi e con fiumi divenuti ormai rigagnoli e dall’altra il Regno Unito che vanta ogni anno 565 chili di cibo a persona sprecati.</p>
<p align="JUSTIFY">Sarebbe troppo banale scrivere un articolo su quanto l’Occidente sia bravo a sprecare e su quanto in Africa si muoia di fame; mi piacerebbe infatti approfondire la situazione reale di questi paesi a partire dalla prima citata: la Somalia.</p>
<p align="JUSTIFY">Dal 1960 la storia di questo paese può essere riassunta in poche parole: dittatura e guerra. Ad aggravare l’instabile situazione politica, che non sarà approfondita in questo articolo, dal 2011 si è aggiunta una carestia di ingente portata che ancora oggi sta avendo delle conseguenze durissime. La siccità degli ultimi anni ha creato un disastro umanitario che ha destabilizzato ulteriormente la situazione dell’Africa orientale. Circa 6 milioni di persone si sono trasformate in profughi, quelli che a noi occidentali piace chiamare profughi climatici ma per i quali all’interno della Convenzione di Ginevra, non vige nessuno status di riconoscimento. Ciò significa che coloro che sono costretti a scappare a causa del cambiamento climatico, amplificatore di condizioni di vulnerabilità preesistenti come nel caso della Somalia, non hanno diritto allo status di rifugiato. Si trovano in un limbo tra coloro che scelgono di abbandonare il proprio paese in cerca di migliori condizioni di vita, e gli sfollati, repentinamente costretti da eventi esterni e calamità naturali allo spostamento.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel Sud della Somalia, il fiume Giuba è divenuto un rigagnolo, i bambini sono stati costretti a lasciare le scuole e i vecchi si lasciano morire. L’assenza di piogge in queste zone, che presumibilmente continuerà ancora per molti mesi, ha trasformato il terreno in terra non coltivabile e ha portato ad un assenza di acqua tale da costringere le persone a scappare.</p>
<p align="JUSTIFY">Anche le conseguenze sanitarie sono disastrose, l’assenza di acqua pulita ha portato ad un aumento dei casi di colera, si stimano circa 300 nuovi contagi al giorno, con decine di vittime.</p>
<p align="JUSTIFY">La Somalia non è sola in questa lotta alla fame e al cambiamento climatico, nel ring troviamo al suo fianco anche l’Etiopia o, ancora la Nigeria. In Etiopia la stagione delle piogge è ormai divenuta inesistente “Non ci sono più le mezze stagioni”.</p>
<p align="JUSTIFY">Nella regione etiope di Yabelo circa l’80% del bestiame è andato perduto e milioni di persone hanno iniziato a spostarsi per sfuggire a un clima tanto perfido.</p>
<p align="JUSTIFY">Nonostante la fame e il cambiamento climatico siano stati evidenziati come potenziale minaccia dalla maggior parte dei governi mondiali sembra ancora complicato agire per garantire il diritto dell’uomo a vivere in un ambiente sano. Perché, riconosciuta la gravità di questa situazione, non si riesce ad assicurare uno status ottimale a tutti?</p>
<p align="JUSTIFY">Analizzando la situazione attuale, le “incombenze” di Stati Uniti ed Europa ad oggi sono sicuramente l’avanzata dello Stato Islamico e la crisi economica globale che stanno mettendo in discussione la nostra sicurezza e la nostra tranquillità; molte risorse, infatti, sono giustamente destinate a queste problematiche. Nulla di sbagliato in questa frase, i governi stanno agendo più o meno bene per garantire la sicurezza dei proprio cittadini; ma cosa possiamo fare noi? Possiamo fare qualcosa?</p>
<p align="JUSTIFY">Secondo la FAO il Regno Unito spreca 565 chili di cibo a persona ogni anno, in Germania circa 20 milioni di tonnellate di cibo vengono gettate via (circa 575 chili a persona annui). Ancora, ogni norvegese scarta circa 630 chili di prodotti alimentari ancora edibili in anno e per finire il Canada, uno dei paesi più sviluppati al mondo, vanta il primato di avere Toronto come peggiore città a livello di rifiuti alimentari.</p>
<p align="JUSTIFY">Queste poche parole non sono state riportare per incolpare ciascuno di noi dei cambiamenti climatici in corso oggi in Africa (sarebbe stupido farlo), vogliono solo suscitare un minimo di consapevolezza sull’importanza delle nostre azioni, piccole o grandi che siano.</p>
<p align="JUSTIFY">Non possiamo di certo affermare che il non sprecare il nostro pranzo possa salvare la vita di qualcuno ma dobbiamo essere consapevoli che ogni cosa che facciamo potrebbe essere, nell’insieme di uno Stato, importante e magari modificare l’andamento di qualcosa.</p>
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		<title>Le devastazioni del BREXIT</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2016 07:41:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; Barbara Spinelli, eurodeputata del GUE/NGL, ha preso la parola nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo che si è tenuta  a Strasburgo, criticando le dichiarazioni del Presidente del Consiglio europeo Donald&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/th-21-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5302" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5302" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/th-21-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (21)" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Barbara Spinelli, eurodeputata del GUE/NGL, ha preso la parola nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo che si è tenuta  a Strasburgo, criticando le dichiarazioni del Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e del Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, presenti in aula per riferire sulle Conclusioni del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2016.</p>
<p>«Il Brexit», ha detto Barbara Spinelli, «potrebbe essere più devastante per noi che per il Regno Unito. C&#8217;è xenofobia nel voto inglese, ma c&#8217;è dell&#8217;altro: e se fingiamo di ignorarlo, la xenofobia si impadronirà dell&#8217;Europa. La nemesi del Brexit non cade dal cielo: prima venne il disprezzo con cui l&#8217;Unione seppellì il referendum greco anti-austerità. Avevamo un anno per riconoscere che era una vittoria di Pirro. Un anno sprecato. Ora che ci inventeremo? Delegare più sovranità? I Paesi restanti non l&#8217;accetteranno. Colpevolizzare il suffragio universale? Ci punirà ancora di più. La guerra di classe non è finita. Le vecchie classi impoverite, e le nuove che abbiamo privato di un nome, ci dicono, come il Commendatore nel Don Giovanni: &#8220;Ah, tempo più non v&#8217;è&#8221;. Delegare poteri crescenti a un&#8217;oligarchia sempre più sorda al suffragio universale non serve. Solo cambiare radicalmente le politiche, e democratizzarle, può servire a qualcosa».</p>
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		<item>
		<title>Chiamata urgente per la solidarietà internazionale: scioperi della fame in UK nei centri di detenzione dei migranti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2015 06:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Ambasciata]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[CIE]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Uk]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Centinaia di persone sono in sciopero della fame in più della metà dei centri di detenzione per immigrati del Regno Unito. Questa è la più grande rivolta contro il sistema di detenzione razzista della&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Centinaia<br />
 di persone sono in sciopero della fame in più della metà dei<br />
 centri di detenzione per immigrati del Regno Unito. Questa è la più<br />
 grande rivolta contro il sistema di detenzione razzista della Gran<br />
 Bretagna da un decennio.</p>
<p>La gente sta parlando attraverso un<br />
 blog &#8211;<br />Detenuti Voices https://detainedvoices.wordpress.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss &#8211;<br />
 e<br />Standoff Films https://www.facebook.com/standoffilms).?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
<p>Per<br />
 fare pressione internazionale sul governo del Regno Unito, abbiamo<br />
 bisogno di proteste di solidarietà fuori dalel ambasciate<br />
 britanniche, alti commissariati e consolati nei vostri Paesi, il più<br />
 presto possibile. Abbiamo anche bisogno di giornalisti stranieri per<br />
 coprire lo sciopero della fame.</p>
<p>Fateci sapere se ci potete<br />
 aiutare a fare questo. Le persone all&#8217;interno sono estremamente<br />
 motivate di sapere se la conoscenza della loro protesta si sta<br />
 diffondendo. Ogni copertura è una vittoria.</p>
<p>Messaggi di<br />
 supporto / foto possono essere inviate a detainedvoices@riseup.net.<br />
 Se volete parlare con un portavoce dei detenuti possiamo anche<br />
 mettervi in contatto.</p>
<p>Le proteste arrivano dopo che un canale<br />
 TV ha divulgato filmati segreti dall&#8217;interno di queste prigioni<br />
 razziste:</p>
<p>Channel<br />
 4<br />(Http://www.channel4.com/news/harmondsworth-immigration-detention-centre-undercover-video).?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
<p>Guarda<br />
 Corporate<br />http://www.corporatewatch.org/news/2015/mar/04/harmondsworth-immigration-detention-centre-secret-filming-mitie?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
<p>Ma<br />
 la copertura mediatica nel Regno Unito è stata quasi interamente<br />
 limitata ad un unico canale televisivo &#8211; Channel 4:<br />
 http://www.channel4.com/news/harmondsworth-immigration-detention-centre-hunger-strike).?utm_source=rss&utm_medium=rss<br />L&#8217;unica<br />
 altra copertura consistente proviene da Russia Today:<br />
 http://rt.com/uk/240205-detention-center-hunger-strike/).?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
<p>Le<br />
 persone detenute e coinvolte nelle proteste chiedono che la loro<br />
 lotta sia conosciuta da tutti.</p>
<p>Ci sono state azioni di<br />
 solidarietà: se volete, potete vedere Raids Anti:<br />
 <u><a href="https://network23.org/antiraids/2015/03/12/ongoing-resistance-at-harmondsworth-and-colnbrook-detention-centres/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://network23.org/antiraids/2015/03/12/ongoing-resistance-at-harmondsworth-and-colnbrook-detention-centres/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></p>
<div dir="LTR" id="Sezione10">
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
<br />E&#8217;<br />
 stato anche bloccato un autobus che stava portando alcune persone in<br />
 aereoporto per essere deportate in Afghanistan.</p>
<p>Amore,<br />
 rabbia e solidarietà</div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;">
________________________________________________________________________________</div>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Urgent<br />
call for international solidarity:  hunger strikes in UK migrant<br />
detention centres</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Hundreds<br />
of people are on hunger strike in over half of the UK&#8217;s immigration<br />
detention centres. This is the biggest uprising against Britain&#8217;s<br />
racist detention system for a decade.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
People<br />
are speaking out through a blog &#8211;
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Detained<br />
Voices https://detainedvoices.wordpress.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss &#8211; and
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Standoff<br />
Films https://www.facebook.com/standoffilms).?utm_source=rss&utm_medium=rss
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
To put<br />
international pressure on the UK government, we need solidarity<br />
protests outside British Embassies, High Commissions and Consulates<br />
in your countries, as soon as possible. We also need foreign<br />
journalists to cover the hunger strike.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Please<br />
let us know if you can help organise this. People inside are hugely<br />
motivated to know that knowledge of their protest is spreading. Any<br />
coverage is a win.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Supportive<br />
messages/photos can be sent to detainedvoices@riseup.net. If you<br />
would like to speak to a media spokesperson from those detained we<br />
can also put you in contact.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
The<br />
protests come after a TV channel released secret footage from inside<br />
these racist prisons:
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Channel<br />
4
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
(http://www.channel4.com/news/harmondsworth-immigration-detention-centre-undercover-video).?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Corporate<br />
Watch
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
http://www.corporatewatch.org/news/2015/mar/04/harmondsworth-immigration-detention-centre-secret-filming-mitie?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
But<br />
media coverage in the UK has been almost entirely restricted to a<br />
single TV channel &#8211; Channel 4:<br />
http://www.channel4.com/news/harmondsworth-immigration-detention-centre-hunger-strike).?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
The only<br />
consistent other coverage comes from Russia Today:<br />
http://rt.com/uk/240205-detention-center-hunger-strike/).?utm_source=rss&utm_medium=rss
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
People<br />
detained and involved in the protests ask that their struggle be<br />
known by all.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
There<br />
have been UK solidarity actions regularly over the last week. See<br />
Anti Raids:<br />
https://network23.org/antiraids/2015/03/12/ongoing-resistance-at-harmondsworth-and-colnbrook-detention-centres/?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A bus<br />
taking people to the airport due to be deported to Afghanistan was<br />
also blocked.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Love,<br />
rage and solidarity
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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