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	<title>religion Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;Un gennaio dedicato a preghiere e messaggi di dialogo e di pace contro il terrorismo: #Uniticontrolaguerraallereligioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2017 07:32:16 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: xx-large;">   </span><span style="font-size: large;"><br />
</span></div>
<div><b><span style="font-size: large;">La Confederazione #Cristianinmoschea, la Co-mai e il Movimento &#8220;Uniti per Unire&#8221; invitano i fedeli dei diversi credi e i laici a rivolgere un pensiero o una preghiera di pace per le vittime degli attentati terroristici tutti i venerdì, i sabati e le domeniche di gennaio.</span></b></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-720.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7897" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-720.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="537" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-720.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 537w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/01/untitled-720-251x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 251w" sizes="(max-width: 537px) 100vw, 537px" /></a></div>
<div></div>
<div>Mentre è ancora aperta la caccia all&#8217;attentatore di Istanbul, dove la notte del 31 dicembre 39 persone sono state uccise nel Reina club a causa di un attentato rivendicato dall&#8217;Isis, in Italia, la Confederazione #Cristianinmoschea, le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e il Movimento Internazionale &#8220;Uniti per Unire&#8221;,  rilanciano per il mese di gennaio un appello di speranza e di solidarietà nei confronti delle vittime degli attentati terroristici.  Foad Aodi, Presidente delle Co-mai, Uniti per Unire, fondatore e portavoce di #Cristianinmoschea, invita, infatti, i fedeli di ogni credo religioso e i laici a dedicare questo mese &#8211; come annunciato l&#8217;1.01.2017 &#8211; una preghiera e dei messaggi espressi contro il terrorismo, a favore della pace: il venerdì nelle moschee, il sabato nelle sinagoghe e la domenica nelle chiese e,  in estensione, nei luoghi di culto delle altre confessioni.</div>
<div>L&#8217;appello di Aodi non è isolato: già il 31 luglio, più di 23 mila  musulmani in Italia hanno risposto al precedente invito #Musulmaninchiesa e si sono recati a pregare nelle chiese italiane per i loro &#8220;fratelli cristiani&#8221; a seguito degli attentati in Francia; l&#8217;11 e il 12 di settembre con l&#8217;appello #Cristianinmoschea, alla ricorrenza della Festività musulmana dell&#8217;Eid Al Adha, milioni di cristiani, musulmani, ebrei, fedeli delle altre religioni e laici si sono scambiati un segno di pace portando così avanti l&#8217;obiettivo del dialogo &#8220;porta a porta&#8221; nelle moschee, nei centri culturali, nei luoghi di culto  musulmani e nelle loro case.</div>
<div>Queste iniziative godono inoltre del sostegno di oltre 2000 tra Federazioni, Istituti, Sindacati, Università, Comunità, Associazioni e Ong internazionali che compongono la Confederazione omonima #Cristianinmoschea.</div>
<div></div>
<div>&#8220;Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno nuovo e per tutto il mese di gennaio, vogliamo intensificare il nostro impegno contrastando  chi porta avanti una guerra alle religioni che non e&#8217; guerra di religioni, con l&#8217;unione, con la forza del dialogo, con un messaggio o una preghiera di pace&#8221;, dichiara Aodi.</div>
<div></div>
<div>&#8220;Per questa ragione &#8211; aggiunge &#8211; portiamo avanti uniti e con coraggio la nostra missione internazionale, interreligiosa, interculturale  e laica. Siamo tutti figli di un unico Dio di amore e di pace. Per questo, il nostro lavoro coinvolge diversi attori della società civile che appartengono a tutte le religioni o sono laici, puntando ad abbattere il muro della paura e del pregiudizio per costruire una piramide di speranza contro la guerra alla democrazia e alla libertà&#8221;.</div>
<div></div>
<div>La ferma condanna al terrorismo è ribadita anche da diversi esponenti della Confederazione #Cristianinmoschea, della Co-mai e di &#8220;Uniti per Unire&#8221;.</div>
<div></div>
<div>Tra loro, Soufi Moustapha, Presidente del Congresso Islamico Europeo dell&#8217;Imam e predicatore in Italia e Imam della Moschea di Cesena afferma: &#8220;A nome del Congresso Islamico Europeo dell&#8217;Imam e predicatore, condanniamo tutti gli atti barbarici, tutte le violenze che sono dannosi sia alla società civile che all&#8217;umanità&#8221;.</div>
<div></div>
<div>Citando un versetto del Corano, l&#8217;Imam Salameh Ashour, Coordinatore del Dipartimento interreligioso delle Co-mai, afferma: &#8220;Oh gente, questa è la nostra &#8216;umma&#8217; (famiglia): è un&#8217;unica umma, io sono il Vostro Signore, adoratemi. Da questo versetto significativo &#8211; commenta &#8211; si rivela che la nostra umanità è unica; ancor prima di essere musulmani, ebrei, cristiani o atei siamo esseri umani. Questa consapevolezza deve essere alla base della nostra convivenza umana. Il nostro comportamento deve scaturire dai valori che sono impressi nella nostra stessa natura umana: quelli della giustizia, della pace e della fratellanza&#8221;.</div>
<div></div>
<div>Umberto Puato, Presidente di CulturAmbiente, dichiara: &#8220;Non potremo avere Pace nel Mondo senza Giustizia … e non potremo avere Futuro senza Memoria. Tutte le guerre, non hanno mai risolto alcuna pacifica convivenza, fin dai tempi più remoti, narrati nelle antiche scritture. Questa Pace per realizzarsi ha bisogno anche di concretezza: un lavoro, una famiglia, gli amici, la solidarietà, la nostra realizzazione personale, nel rispetto del Credo di ciascuno di noi e in un clima di serenità e Giustizia sociale. Il terrorismo, di qualunque genere, bellico, economico, psicologico, mina la costruzione del nostro Futuro e alla fine ci danneggia tutti, al di là di ogni realtà religiosa, etnica, politica, economica e sociale&#8221;.</div>
<div></div>
<div>Lucia Frustaci ed Ivon Ramzi, rispettivamente Presidente e Vice Presidente di Rise Onlus, rilasciano una dichiarazione congiunta: &#8220;L’inizio del nuovo anno era da tutti noi tanto atteso per cancellare dai nostri occhi il ricordo delle terribili immagini degli attentati terroristici che hanno sconvolto il cuore di tutti noi, nel corso del 2016. L’orribile ondata di sangue ci ha resi definitivamente tutti uguali, senza più distinzioni di religione, cultura o appartenenza etnica. Il dialogo fra culture &#8211; proseguono &#8211; è una strategia operativa, un metodo per superare le difficoltà, a volte il conflitto, dovuti ai diversi punti di vista possibili ed alle diverse forme espressive utilizzate. Per questo è di grande importanza il riconoscimento della uguale dignità di tutte le culture come prerequisito essenziale per la costruzione di una pacifica convivenza sociale&#8221;.</div>
<div></div>
<div>A questi messaggi si aggiunge anche quello di  Don. Denis Kibango, Parroco presso Villasia (Guidonia) originario del Congo: &#8220;Noi che crediamo al Dio di Abramo, nostro Padre nella fede, uniamoci in preghiera per le vittime e imploriamo il Padre celeste di aiutarci a sconfiggere la piaga del terrorismo e di darci la vera pace&#8221;.</div>
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		<title>Un sacerdote coraggioso divide la pittura, promuove l’unità﻿﻿﻿﻿</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2016 07:51:35 +0000</pubDate>
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<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-658.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7442" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-658.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-658" width="704" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-658.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 704w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/untitled-658-300x273.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 704px) 100vw, 704px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Negli ultimi anni, alcune persone e alcuni gruppi all’interno e all’esterno dall’Iran hanno sollevato il tema dei diritti umani, della giustizia, della cultura dell’inclusione nel Paese. Anche se a questo coro si stanno unendo sempre più voci, è ancora raro vedere un sostegno espresso dalla classe ecclesiastica dell’Iran. Pertanto, quando un membro del clero dell’Iran parla a sostegno dei diritti dei cittadini e delle minoranze, ciò infonde speranza in moltissimi cuori.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Detto questo, l’ayatollah Abdol-Hamid Masoumi-Tehrani, un sacerdote di alto rango in Iran, che è anche calligrafo e artista, si distingue per il suo impegno pubblico verso l’unità. I suoi contributi all’armonia sociale in Iran hanno attirato l’attenzione e il consenso da molte parti del mondo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Recentemente l’ayatollah Tehrani ha dipinto una nuova opera che ha diviso in otto parti corrispondenti a otto gruppi religiosi del Paese. Ha dedicato queste parti del dipinto agli zoroastriani, agli ebrei, ai cristiani, ai mandei, agli iarsaniani, ai baha’i e ai musulmani sunniti e sciiti, considerandoli tutti «aspetti essenziali della cultura nazionale dell’Iran e serbatoi spirituali e religiosi dell’intera regione».</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">«La nostra identità nazionale sarebbe incompleta senza ciascuno di loro», scrive in una dichiarazione sul suo sito Web.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Le parti della sua pittura simboleggiano la frammentazione delle varie popolazioni che compongono la cittadinanza dell’Iran, una frammentazione che egli attribuisce al fanatismo religioso e a pretese di accesso privilegiato alla verità.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Spiegando il simbolismo delle divisioni del suo quadro, egli afferma: «Come il corpo politico della società umana soffre a causa di estraniamenti e separazioni, allo stesso modo ogni sezione di quest’opera sarebbe incompleta se non fosse accompagnata dalle altre sezioni. Questo pezzo è completo solo quando si mettono assieme tutte le parti».</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">In passato, l’ayatollah Tehrani ha fatto altri gesti di riconciliazione e di fraternità verso le minoranze religiose. Nell’aprile 2014, ad esempio, ha donato ai baha’i del mondo una riproduzione calligrafica di un versetto sacro tratto dagli scritti baha’i. Il suo gesto ha riconosciuto la persecuzione contro la minoranza religiosa più grande dell’Iran e nello stesso tempo ha auspicato che ai baha’i dell’Iran sia riconosciuto un legittimo posto accanto ai loro concittadini, nel lavoro per la prosperità e la felicità del Paese.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">I coraggiosi gesti di questo membro del clero iraniano hanno colpito molte persone dentro e fuori i confini del Paese e hanno ispirato alcuni suoi colleghi di altre confessioni musulmane, nonché di altre religioni del mondo, a offrire il proprio sostegno alle sue azioni per la pacifica convivenza religiosa.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Con questo ultimo gesto, l’ayatollah Tehrani coglie il desiderio di molti dei suoi concittadini che auspicano «un futuro in cui questa terra non appartenga solo a una certa religione, classe, etnia, o ideologia, ma appartenga a tutti gli iraniani, senza alcuna discriminazione».</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Articolo originale in inglese: <a href="http://news.bahai.org/story/1135?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://news.bahai.org/story/1135?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> </span></p>
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		<title>&#8220;Putin&#8217;s Russia: Really Back?&#8221;, Rapporto ISPI</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2016 09:22:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Attempts by Washington and Brussels to push Russia to the fringes of global politics because of the Ukrainian crisis seem to have failed. Thanks to its important role in mediating the Iranian nuclear agreement,&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Attempts by Washington and Brussels to push Russia to the fringes of global politics because of the Ukrainian crisis seem to have failed. Thanks to its important role in mediating the Iranian nuclear agreement, and to its unexpected military intervention in Syria, Moscow proved once again to be a key player in international politics. However, Russia’s recovered assertiveness may represents a challenge to the uncertain leadership of the West.</p>
<p>This volume aims to gauging Russia’s current role in the light of recent developments on the international stage. The overall Russian foreign policy strategy is examined by taking into account its most important issues: Ukraine and the relationship with the West; the Middle East (intervention in Syria, and ongoing relations with Turkey, Iran and Saudi Arabia); the development of the Eurasian Economic Union; the Russian pivot towards Asia, and China in particular. The volume also analyzes if and to what extent Moscow can fulfill its ambitions in a context of falling oil prices and international sanctions.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Aldo Ferrari</strong>, (PhD) teaches Armenian Language and Culture, History of Caucasus and Central Asia, and History of Russian Culture at Ca’ Foscari University in Venice. He is head of the Russia, Caucasus and Central Asia Programme at the Italian Institute for International Political Studies (ISPI) in Milan and President of ASIAC (Association of Italian Studies on Central Asia and the Caucasus).</p>
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<div>* <span id="DWT1132">The ISPI online papers are also published with the support of Fondazione Cariplo</span></div>
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<div><strong><a href="http://www.ispionline.it/it/EBook/Russia2016/PUTIN'S.RUSSIA_EBOOK.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">DOWNLOAD THE REPORT</a></strong></div>
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		<title>&#8220;Lettera a Papa Francesco: insieme in Moschea contro il terrorismo per abbattere i muri della paura e del pregiudizio con un messaggio di pace, di auguri e di solidarietà&#8221;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/09/06/lettera-a-papa-francesco-insieme-in-moschea-contro-il-terrorismo-per-abbattere-i-muri-della-paura-e-del-pregiudizio-con-un-messaggio-di-pace-di-auguri-e-di-solidarieta/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2016 08:25:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; #Cristianinmoschea, Foad Aodi (Co-mai): &#8220;Lettera a Papa Francesco: insieme in Moschea contro il terrorismo per abbattere i muri della paura e del pregiudizio con un messaggio di pace, di auguri e di solidarietà&#8221;&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-517.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6763" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-6763" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-517.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (517)" width="409" height="409" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-517.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 641w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-517-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-517-300x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-517-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-517-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 409px) 100vw, 409px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>#Cristianinmoschea, Foad Aodi (Co-mai): &#8220;Lettera a Papa Francesco: insieme in Moschea contro il terrorismo per abbattere i muri della paura e del pregiudizio con un messaggio di pace, di auguri e di solidarietà&#8221;</p>
<p>Più di 1000 tra Associazioni, Comunità e Organizzazioni internazionali aderiscono all&#8217;appello di Co-mai e &#8220;Uniti per Unire&#8221; a Papa Francesco per  l&#8217;11 e il 12 di settembre</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: black; font-family: 'Times New Roman'; font-size: 14pt;">Roma 5 settembre 2016 &#8211; &#8220;Riponiamo in Papa Francesco la nostra speranza per un rinascimento senza pregiudizi né paura che si costruisce con i mattoni della buona convivenza tra le religioni e le civiltà&#8221;: con questa premessa <b>Foad Aodi</b>, Focal Point per l&#8217;Integrazione per l&#8217;Alleanza delle Civiltà (UNAoC), Presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e del Movimento Internazionale &#8220;Uniti per Unire&#8221;, invia in data 2 settembre una lettera scritta &#8220;con il cuore in mano&#8221; a Papa Francesco, in cui chiede al Santo Padre di sostenere l&#8217;appello #Cristiani in Moschea, lanciato da Co-mai e Uniti per Unire per l&#8217;11 e il 12 di settembre. A sostenere l&#8217;appello oltre alle diverse moschee italiane, ci sono più di 1000 tra Comunità e Centri culturali arabi, islamici e di origine straniera in Italia, tra i quali le Comunità arabe italiane, Le Associazioni musulmane d&#8217;Italia,  il  Congresso islamico europeo degli imam e predicatore in Italia, il Consiglio Supremo dell&#8217;Islam in Italia (CSI). Tra gli aderenti si aggiungono un gran numero di  Associazioni, Federazioni, Istituzioni del Mondo del volontariato, dell&#8217;istruzione e  della ricerca  tra i quali l&#8217;Università Telematica Internazionale UNINETTUNO, la Fondazione Migrantes,  Avis Roma e la Lega Italiana dei diritti dell&#8217;uomo (Lidu).</span></p>
<p><span style="color: black; font-family: 'Times New Roman'; font-size: 14pt;">Il programma consiste in un doppio appuntamento: l&#8217;11 e il 12 di settembre le moschee dal Nord a Sud d&#8217;Italia (Piemonte &#8211; Torino; Emilia Romagna &#8211; Bologna, Ravenna e Cesena; Lombardia &#8211; Milano e Mantova; Lazio &#8211; Roma &#8211; Moschea  di Marconi; Moschea di Centocelle;  Moschea del quartiere Laurentino e Moschea di Ostia Lido; Campania; Marche &#8211; Pesaro; Puglia &#8211; Bari; Sicilia &#8211;  Catania;  Sardegna) apriranno le loro porte liberamente ai visitatori cristiani, agli osservanti delle diverse fedi e ai laici. L&#8217;11 settembre,  dalle 17  alle 20, i  partecipanti si scambieranno un messaggio di pace per promuovere il dialogo, la conoscenza, la buona convivenza e l&#8217;unione  contro il terrorismo; il  12 settembre, moschee e luoghi di preghiera resteranno aperti a partire dalle 9.30 per uno scambio di auguri durante la celebrazione della grande Festività musulmana dell&#8217;Eid Al Adha. L&#8217;elenco completo delle moschee, dei sostenitori e degli aderenti all&#8217;iniziativa  è in attesa di ulteriori adesioni e sarà divulgato giovedì 8 settembre.  L&#8217;evento &#8211; come spiega il Focal Point &#8211; è dedicato a tutte le vittime degli attacchi terroristici e si apre anche con un pensiero di solidarietà rivolto ai familiari delle vittime del terremoto che ha colpito le Regioni italiane dell&#8217;Umbria, delle Marche e del Lazio.</span></p>
<p><span style="color: black; font-family: 'Times New Roman'; font-size: 14pt;">&#8220;Insieme alle Comunità arabe, alle Associazioni musulmane, alle Comunità di origine straniera, alle Istituzioni e al Mondo dell&#8217;istruzione, della ricerca,  della sanità e a tutti gli amici del not-for-profit, scriviamo una nuova pagina della storia italiana ed europea&#8221;, dichiara Aodi. &#8220;Trovando forza dal rispetto reciproco &#8211; aggiunge &#8211; vogliamo condividere questo momento di festa ma anche di dolore profondo che unisce l&#8217;Italia e il mondo arabo. Non si uccide nel nome della religione, ma nel nome del rispetto, dell&#8217;amore e della solidarietà si può costruire un futuro migliore. Spero dunque &#8211; come ho scritto nella lettera &#8211; di abbracciare Papa Francesco assieme a tutti i fratelli musulmani, cristiani e laici, domenica prossima in Moschea&#8221;. Conclude.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Santità Papa Francesco,</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>è con profonda stima e </i></span><span style="font-size: large;"><i>con rispetto</i></span><span style="font-size: large;"><i> altrettanto profondo che mi appello alla Sua veneranda Persona.</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>In questo momento storico tanto segnato dal terrore che lacera vite e anime per opera di quanti abbiamo definito &#8220;gli assassini delle religioni&#8221;, Le esprimo in qualità di Focal Point in Italia per l&#8217;Alleanza delle Civiltà (UNAoC); delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai); del Movimento Uniti per Unire, oltre che dalle seicento Federazioni, Unioni, Associazioni e Organizzazioni arabe, musulmane, italiane e di origine che ci sostengono, la mia sincera gratitudine per ogni gesto, per ogni azione o parola che ha ridato all&#8217;Occidente e al Mondo arabo e musulmano una nuova forza: quella di non perdere la fede e la speranza in un futuro di pace.</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Le Co-mai si riflettono in ogni carezza e abbraccio fisico o virtuale, dolcemente proferito nelle Sue preghiere, rivolto ai nostri fratelli migranti e a tutte le vittime dei conflitti irrisolti. Ancora Grazie, Sua Santità.</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Da parte nostra, abbiamo prestato ascolto alle Sue parole e  siamo andati avanti con coraggio. La nostra voce si è amplificata nella Sua voce per costruire ogni giorno occasioni di dialogo, per salvare la purezza delle religioni, contro chi cerca di inquinarne e strapparne le radici con una guerra alle religioni, che non ha niente a che vedere con una guerra di religioni.</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Seguendo questo orientamento sincero che va oltre i Paesi, le culture, le religioni, i colori e i partiti, abbiamo lanciato l&#8217;appello #Musulmaninchiesa, il 31 di luglio, dimostrando che il Mondo musulmano ed arabo condanna fermamente il terrorismo e si associa alla preghiera dei sacerdoti cristiani per le vittime degli attacchi del terrore. </i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Con successo, oltre 23 mila musulmani in Italia ci hanno sostenuto e si sono recati in chiesa, dando prova che la buona convivenza tra le religioni esiste e va difesa sia in Occidente che nei nostri Paesi di origine. Per questo motivo abbiamo invitato i cristiani che vivono nei Paesi arabi e musulmani a contribuire a costruire dove si trovano, quello che ci auguriamo possa essere un rinascimento senza conflitti e pregiudizi. </i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Siamo fieri che i membri delle Comunità del Mondo Arabo in Italia e dell&#8217;Associazione dei Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI) abbiano contribuito a donare il sangue alle vittime dei terremoti che hanno colpito l&#8217;Italia, sentendosi dei cittadini italiani a tutti gli effetti e lasciando intendere che siamo tutti figli di una stessa umanità.</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Adesso ci rivolgiamo a Lei, Sua Santità, perché sostenga insieme a noi l&#8217;appello #Cristianinmoschea che abbiamo lanciato per l&#8217;11 di settembre, data di una delle pagine più buie della storia, con l&#8217;attentato alle Torri gemelle a New York.</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Questa iniziativa che ha trovato l&#8217;adesione di tanti mussulmani in Italia attende ora le conferme delle moschee che apriranno le porte ai visitatori cristiani, laici o professanti altri credi, il giorno prima dell&#8217;importante festività musulmana dell&#8217;Eid.</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>La visita del cristiani alle moschee in questa data, indurrebbe alla comprensione che il pensiero d&#8217;amore supera il pensiero dell&#8217;odio, che il dialogo e la conoscenza superano il pregiudizio, che la luce della speranza è molto più forte dell&#8217;ombra della paura.</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Con il cuore in mano mi rimetto a Lei sperando di poterLa incontrare presto in Moschea, con tutti i fratelli musulmani, cristiani e laici.</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Fiducioso nella Sua cortese risposta e nel Suo fondamentale sostegno, Le rivolgo un sorriso oltre ai miei più cari saluti,</i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i><b>Foad Aodi</b></i></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><i>Focal Point per l&#8217;Integrazione in Italia per l&#8217;Allenza </i></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: large;"><i>delle Civiltà UNAoC</i></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: large;"><i>Presidente delle Co-mai e Uniti per Unire</i></span></span></p>
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		<title>«Siamo tutti baha’i» — lo spirito di solidarietà cresce a dismisura</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2016 07:04:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sana’a, Yemen, 23 agosto 2016, (BWNS) — Una straordinaria ondata di sostegno da parte di organizzazioni e di persone ha acceso la speranza nel cuore dei baha’i dello Yemen dopo i recenti arresti nel&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="western"><strong><span lang="it-IT">Sana’a, Yemen, 23 agosto 2016, (BWNS) — Una straordinaria ondata di sostegno da parte di organizzazioni e di persone ha acceso la speranza nel cuore dei baha’i dello Yemen dopo i recenti arresti nel Paese. Inoltre si è visto fino a che punto la spinta baha’i verso la costruzione dell’unità ha trovato una risposta in tante persone nel Paese e in tutta la regione. Una dichiarazione di sostegno apre con questa energica affermazione di solidarietà: </span><span lang="it-IT">«Siamo tutti baha’i».</span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Il 10 agosto, soldati armati e mascherati hanno fatto irruzione durante un incontro educativo organizzato congiuntamente dalla Fondazione per lo sviluppo Nida e dalla comunità baha’i dello Yemen sul tema valorizzazione morale e servizio. Più di sessanta partecipanti sono stati arrestati, tra i quali c’erano anche bambini e giovani. La metà erano baha’i e si ritiene che in questo momento una quindicina di loro siano ancora in carcere, comprese alcune giovani madri.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Ma il raid ha suscitato </span><span lang="it-IT"><b>una risposta senza precedenti da parte dei cittadini</b></span><span lang="it-IT"> e della società civile. Una capillare copertura da parte dei media della regione —televisione, Internet e stampa — ha evidenziato l’impegno costruttivo della comunità baha’i e l’infondatezza e l’illogicità degli arresti.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Due dei principali quotidiani pan-arabi — </span><span lang="it-IT"><b>Al-Arab e Al Quds Al-Arabi </b></span><span lang="it-IT">— hanno ampiamente raccontato l’evento. Tra le innumerevoli altre fonti di notizie che hanno pubblicato storie sul tema vi sono Al Morasel, Al Modon, Akhbar Al Khaleej, Gulf Eyes [gli occhi del Golfo], Al Masdar, Mosnad News, Savone Adan e Yemen Shabab.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">«Perché arrestare un pacifico gruppo di baha’i quando il paese è pieno di trafficanti d’armi, di bande, di fomentatori, di sabotatori, di spie e di terroristi in agguato? Con quale coraggio si arresta un gruppo di bambini e giovani indifesi, quando lo Yemen è pieno di migliaia di assassini, ladri, criminali, bande e milizie armate religiose?», chiede lo scrittore Sadiq Al-Qadi in un articolo su Al-Morasel News intitolato «Per amore della fede, della nazione e dell’umanità: liberate i baha’i».</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">«Che cosa ci guadagna il Paese perseguitando un gruppo che crede nell’obbedienza al proprio paese? Che cosa ci guadagna arrestando persone che considerano il lavoro un atto di preghiera e che si sforzano di servire la comunità?», prosegue l’articolo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">La Fondazione Nida e la comunità baha’i dello Yemen si occupano di programmi per la valorizzazione dei giovani affinché si orientino verso lo sviluppo sociale, morale e intellettuale della società in modo pratico. Entrambi hanno lavorato anche per migliorare la condizione delle donne e promuovere il concetto di parità e, in particolare, l’educazione delle bambine. Inoltre, la Fondazione Nida ha discusso con i capi tribali le profonde implicazioni della pace, della riconciliazione e della co-esistenza in quella società dilaniata dalla guerra.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Anche alcuni capi tribali e concittadini di varia provenienza hanno espresso il loro sostegno. Ad esempio, il sito del «The People of the Quran [Il popolo del Corano]» — un ordine religioso musulmano chiamato anche i Qurani, che conta milioni di seguaci in tutta la regione araba — ha evidenziato la natura pacifica del raduno educativo. Il sito ha dichiarato che l’evento si è svolto «in un’atmosfera di amore e fedeltà verso lo Yemen: un programma pieno di entusiasmo, determinazione e altruismo per servire la causa della pace e della convivenza, della costruzione della comunità e dell’unità tra i figli del Paese.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">«Siamo tutti baha’i!» incomincia la loro affermazione.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">«Se volete diffondere un’ideologia, mettetela in pratica! Questo riassume l’esperienza umana di qualsiasi nuovo modo di pensare», prosegue la dichiarazione.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">L’ufficio regionale di </span><span lang="it-IT"><b>Amnesty International</b></span><span lang="it-IT"> ha rilasciato una dichiarazione che condanna le azioni del governo. «Gli arresti arbitrari di alcuni baha’i i quali non hanno fatto nient’altro che partecipare a un pacifico evento della comunità è completamente ingiustificabile. È solo l’ultimo esempio della persecuzione delle fedi minoritarie da parte delle autorità», ha detto Magdalena Mughrabi, vicedirettrice dell’organizzazione del Programma per il Nord Africa e il Medio Oriente.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Anche i social media hanno pubblicato numerosi messaggi e i sostenitori dei baha’i hanno pubblicato molti hashtag, alcuni in inglese e altri in arabo, </span><span lang="it-IT"><b>#Free_Bahais</b></span><span lang="it-IT">; #Free_Bahai_Mothers; #Freedom_For_Bahais. Molti hashtag di questo tipo parlano degli arresti ed evidenziano la nobiltà del carattere e delle finalità dei baha’i.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Molte dichiarazioni di sostegno hanno trattato temi analoghi, vale a dire l’importanza delle attività dei baha’i per il miglioramento dello Yemen in un momento di estremo bisogno di sforzi costruttivi. Così travolgente e diffusa è stata la reazione della società yemenita a sostegno dei detenuti che alcuni si sono chiesti chi potrebbero essere i veri istigatori di questo incidente.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">L’ufficio della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite a New York ha rilasciato una dichiarazione fornendo i dettagli degli arresti.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Uno degli interventi più forti è stato fatto da </span><span lang="it-IT"><b>Arwa Othman</b></span><span lang="it-IT">, fino a poco fa ministro nel governo dello Yemen e ora attivista dei diritti umani. La signora Othman ha scritto: «Sicurezza nazionale: quale funzione hai oggi? Il paese è incendiato dalla guerra e voi avete dimenticato i vostri doveri e avete fatto irruzione in un incontro educativo per la gioventù che aveva lo stesso obiettivo dei testi di educazione civica che i vostri bambini studiano a scuola.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">La dichiarazione prosegue dicendo: «I bambini, i giovani e le donne che avete arrestato non sono nemici ai quali si deve dichiarare guerra e che bisogna arrestare, violando i loro diritti — soprattutto quelli dei bambini. Quali prove avete trovato tra i ritagli di carta e i pastelli che sia stato commesso un crimine?».</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Mettendo in evidenza il contrasto con i veri problemi della regione, la signora Othman ha dichiarato: «Quale minaccia vi ha spinti a entrare dell’edificio di una comunità come se ospitasse una cellula terroristica che stesse minacciando la sicurezza pubblica e la sovranità del Paese? Quali campi militari avete scoperto nei ricordi dei bambini, delle donne e degli adolescenti? Quali cellule dormienti di sedizione religiosa e settaria, all’opera per l’interesse dei nemici dello Yemen, avete trovato in quegli ambienti civilizzati?».</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Infine, riferendosi alle donne che erano state arrestate, ha scritto: «Che cosa vi è preso, che le avete arrestate? I loro figli soffrono per la loro perdita! Alcuni di quei bambini sono neonati! Cosa è successo a voi e al vostro onore, Sicurezza nazionale&#8221;?».</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Traduzione di Julio Savi, <a href="http://news.bahai.org/story/1118?utm_source=rss&utm_medium=rss">cliccare qui</a> per l’articolo in inglese.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-497.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6706" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6706" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-497.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (497)" width="448" height="448" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-497.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 448w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-497-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-497-300x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-497-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-497-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Immagine 1: “Libertà per i baha’i dello Yemen” è il messaggio di uno degli hashtag che circola nei social media del mondo arabo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-498.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6707" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6707" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-498.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (498)" width="512" height="384" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-498.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 512w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-498-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Immagine 2: Diversi messaggi circolano sui social media che richiedono la libertà per i baha’i e fanno appello all’unità e alla comprensione. Alcuni di questi messaggi da sinistra a destra: “Una società non può avanzare se continua a considerare come nemici coloro che sono diversi. </span>E’ pregiudizio cieco ed eresia contro gli altri. <span lang="it-IT">E’ un atto selvaggio commesso da coloro che pretendono di essere perfetti e vedono l’imperfezione in altri.” </span>“ I baha’i dello Yemen sono in prigione ingiustamente!” “Dite no alla violenza!”</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-499.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6708" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6708" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-499.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (499)" width="801" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-499.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 801w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-499-300x240.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-499-768x615.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Immagine 3: un esempio dei numerosi post sui social media a sostegno dei baha’i. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-500.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6709" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6709" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-500.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (500)" width="795" height="468" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-500.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 795w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-500-300x177.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-500-768x452.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Immagine 4: messaggi che richiedono il rilascio dei baha’i dalla prigione in Yemen appaiono ovunque nel mondo. “Liberate i prigionieri e le prigioniere baha’i” afferma l’immagine qui sopra.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-501.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6710" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6710" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-501.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (501)" width="785" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-501.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 785w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-501-300x245.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-501-768x627.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 785px) 100vw, 785px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Immagine 5: Ayman al-&#8216;Awami imprigionato, gli è stato impedito di attendere gli esami di maturità. Accusa: ha partecipato ad un seminario sul servizio alla comunità. </span>“Liberate i prigionieri baha’i dello Yemen!”</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-502.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6711" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6711" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-502.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (502)" width="335" height="230" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-502.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 335w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-502-300x206.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 335px) 100vw, 335px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Immagine 6: “Il silenzio è un crimine! Liberate i baha’i dello Yemen. Liberate questi individui onerevoli!”</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-503.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6712" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6712" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-503.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (503)" width="540" height="438" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-503.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 540w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-503-300x243.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Immagine 7: numerosi post circolano nei social media a sostegno dei baha’i.</span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/08/30/siamo-tutti-bahai-lo-spirito-di-solidarieta-cresce-a-dismisura/">«Siamo tutti baha’i» — lo spirito di solidarietà cresce a dismisura</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>Parlare di sufismo e libertà di culto</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2016 08:05:57 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Care amiche e cari amici,</p>
<p>ecco per voi un breve video che <em>l&#8217;Associazione per i Diritti umani</em> ha realizzato con un amico SUFI, incontrato in Bosnia e, precisamente, in un piccolo paradiso che si chiama Blagaj. Abbiamo parlato di sufismo e di libertà di culto. Seguitelo perché vi darà una notizia curiosa&#8230;Sperando sempre di farVi cosa gradita.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/cU-Q31Ca0vo?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0066.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6682" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-6682" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0066-1024x685.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="DSC_0066" width="720" height="482" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0066-1024x685.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0066-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0066-768x514.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0069.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6683" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-6683" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0069-1024x685.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="DSC_0069" width="720" height="482" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0069-1024x685.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0069-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0069-768x514.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
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		<title>Yemen: le autorità Huthi devono rilasciare i baha’i detenuti e porre fine al giro di vite contro le minoranze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Aug 2016 15:08:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fonte: Amnesty International Traduzione di G.S. Anayati 17 Agosto 2016 Il gruppo armato Huthi che controlla parti dello Yemen deve assicurare immediatamente il rilascio dei 27 membri della religione Baha’i che sono stati detenuti&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="western" lang="it-IT" align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-470.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6633" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6633" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-470.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (470)" width="567" height="243" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-470.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 567w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-470-300x129.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 567px) 100vw, 567px" /></a></h1>
<p><span lang="it-IT">Fonte: </span><span style="color: #0563c1;"><span lang="zxx"><u><a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/08/yemen-huthi-authorities-must-release-detained-bahais-end-crackdown-on-minorities/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span lang="it-IT">Amnesty International</span></a></u></span></span><span lang="it-IT"> Traduzione di G.S. Anayati </span></p>
<p lang="it-IT">17 Agosto 2016</p>
<p lang="it-IT">Il gruppo armato Huthi che controlla parti dello Yemen deve assicurare immediatamente il rilascio dei 27 membri della religione Baha’i che sono stati detenuti nella capitale, Sana’a, per una settimana, senza accuse, in un palese caso di persecuzione di una minoranza religiosa, ha affermato oggi Amnesty International.</p>
<p lang="it-IT">Funzionari armati del Bureau della Sicurezza Nazionale (NSB) dello Yemen, che lavora mano nella mano con le autorità armate Huthi, coperti da passamontagna, hanno preso d’assalto un incontro di giovani Baha’i a Sana’a il 10 agosto, arrestando 65 persone tra cui 14 donne e sei persone sotto i 18 anni, senza un mandato di arresto. Altri arresti sono stati compiuti ieri.</p>
<p>“<span lang="it-IT">L’arresto arbitrario di persone baha’i per aver partecipato ad un evento comunitario pacifico è completamente ingiustificabile. Questo è solo l’esempio più recente della persecuzione che le autorità conducono contro le religioni minoritarie,” ha affermato Magdalena Mughrabi, Deputy Director di Amnesty International per il Programma del Medio Oriente e del Nord Africa.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-469.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6634" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class=" wp-image-6634 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-469-1024x462.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (469)" width="483" height="218" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-469-1024x462.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-469-300x135.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-469-768x347.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-469.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1070w" sizes="(max-width: 483px) 100vw, 483px" /></a></p>
<p>“<span lang="it-IT">Gli Huthi devono porre fine alle molestie contro le minoranze e rispettare il diritto di libertà religiosa, un diritto che è racchiuso nella costituzione del paese stesso e nelle norme di diritto internazionale.”</span></p>
<p lang="it-IT">Alcuni dei partecipanti detenuti sono stati rilasciati, mentre i fratelli al-Sakkaf, mariti di due donne arrestate, sono stati convocati al NSB e in seguito arrestati. Ancora 27 rimangono in custodia dell’agenzia, senza avere accesso ad avvocati o a visite famigliari.</p>
<p lang="it-IT">La detenzione di baha’i a causa della loro fede viola gli obblighi dello Yemen sotto il diritto internazionale e sembra essere parte di un più ampio giro di vite contro le minoranze da parte delle autorità Huthi. I baha’i venivano perseguitati a causa della loro fede anche sotto l’ex presidente Ali Abdullah Saleh prima del conflitto armato.</p>
<p lang="it-IT">I fratelli al-Sakkaf erano già stati arrestati dalle autorità Huthi nel marzo 2015, tenuti in custodia per due giorni, ed erano stati interrogati a riguardo della loro fede e di altri membri della comunità. Erano stati rilasciati senza accuse.</p>
<p lang="it-IT">Il Patto Internazionale per i Diritti Civili e Politici (ICCPR), che lo Yemen ratificò nel 1987, garantisce il diritto di ognuno di adottare la religione o il credo di propria scelta e di praticare la propria religione “individualmente o.. con altri e in pubblico o in privato”.</p>
<p lang="it-IT">Il codice penale dello Yemen tuttavia impone punizione per il “crimine” di apostasia così come per tentare di convertire musulmani ad altre fedi.</p>
<p lang="it-IT">La detenzione dei baha’i per una settimana senza accuse e senza che il caso venga presentato ad una corte viola la disposizione della costituzione yemenita, che prevede che chiunque venga arrestato, debba essere presentato ad una corte entro 24 ore dall’arresto.</p>
<p lang="it-IT">In un caso analogo, il membro baha’i Hamed Haydara è in attesa dell’udienza finale in tribunale il 25 settembre 2016. Fu arrestato nel dicembre 2013 e accusato di aver tentato di convertire musulmani alla fede baha’i.</p>
<p><a name="_GoBack"></a><span lang="it-IT">Le accuse mosse contro di lui, tra le altre, sono di apostasia, di lavorare per il governo israeliano e di minare l’indipendenza dello stato yemenita, tutte accuse che implicano una condanna a morte per la legge dello Yemen.</span></p>
<p lang="it-IT">Amnesty International è contraria alla pena di morte in ogni caso e senza eccezione.</p>
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		<title>Alleanza per la Formazione oltre i confini con Doctor&#8217;s Life, voce internazionale dei medici stranieri laureati in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2016 07:41:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato  a Roma il nuovo palinsesto del canale Doctor&#8217;s Life alla presenza del  Direttore di Adnkronos Dr. Giuseppe Pasquale Marra, del Presidente dell&#8217;Associazione dei Medici di Origine Straniera in Italia Prof. Foad Aodi  e dei maggiori esperti&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-large;"><b><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-458.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6623" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-6623" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-458-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (458)" width="720" height="405" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-458-1024x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-458-300x169.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-458-768x432.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-458.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1140w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></span></b></span></p>
<p><span style="font-size: large;"><b><span style="color: #2b2a2a; font-family: 'Trebuchet MS';">Presentato  a Roma il nuovo palinsesto del canale Doctor&#8217;s Life alla presenza del  Direttore di Adnkronos Dr. </span></b><b><span style="font-family: 'Trebuchet MS';">Giuseppe Pasquale Marra, </span></b><b><span style="color: #2b2a2a; font-family: 'Trebuchet MS';">del Presidente dell&#8217;Associazione dei Medici di Origine Straniera in Italia Prof. Foad Aodi  e</span></b><b><span style="font-family: 'Trebuchet MS';"> dei maggiori esperti dell&#8217;informazione e della ricerca scientifica.</span></b></span></p>
<p><span style="color: #2b2a2a; font-family: 'Trebuchet MS'; font-size: 14pt;">&#8220;Il 70% dei medici di origine straniera torna nei loro Paesi dopo la laurea in Italia, ma conserva il legame con l&#8217;Italia anche attraverso l&#8217;aggiornamento professionale di Doctor&#8217;s Life. Grazie al gruppo Adnkronos, per aver riportato la nostra voce con grande professionalità dal 2000, trasmettendo in tempo reale notizie, ricerche e dati statistici dai nostri Paesi di origine su immigrazione, Sanità e cooperazione internazionale&#8221;: è  il benvenuto del<b> </b><b></b><b>Prof. Foad Aodi,</b> Fondatore e Presidente dell&#8217;Associazione dei Medici di Origine Straniera in Italia (Amsi), Membro della Commissione &#8220;Salute Globale&#8221; della Federazione Nazionale dell&#8217;Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri FNOMCeO e Consigliere della Fondazione dell&#8217;Ordine dei Medici di Roma, al nuovo palinsesto di Doctor&#8217;s Life, il primo canale per formare e informare i medici italiani e stranieri edito da Adnkronos Salute, in onda sul canale 440 della piattaforma SKY. Il lancio ufficiale è avvenuto recentemente a Roma presso il Palazzo dell&#8217;Informazione in Piazza Mastai, alla ricorrenza del 5°anniversario di compleanno di Doctor&#8217;s Life. Il canale trasmetterà a partire da settembre talk show, interviste e mini-documentari su argomenti innovativi di carattere scientifico ed  erogherà corsi ECM. A riportarlo sono i Membri del Comitato Scientifico Doctor&#8217;s Life, introdotti dalla giornalista di Adnkronos Salute <b>Margherita Lopes</b>.  </span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-459.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6624" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-6624 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-459.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (459)" width="361" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-459.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 361w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-459-169x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w" sizes="(max-width: 361px) 100vw, 361px" /></a></p>
<p><span style="color: black; font-family: 'Trebuchet MS'; font-size: 14pt;">Dopo aver esteso i suoi ringraziamenti al promotore dell&#8217;evento, il Cavaliere del Lavoro <b>Giuseppe Pasquale Marra</b>, </span><span style="color: #2b2a2a; font-family: 'Trebuchet MS'; font-size: 14pt;">Aodi riporta dinnanzi ai maggiori esperti nazionali della Sanità, della ricerca e dell&#8217;informazione, le significative statistiche di AMSI e avanza le sue proposte: &#8220;In Italia 17 mila medici, 37 mila e 200 infermieri, 4000 fisioterapisti, 3.500 farmacisti e 270 psicologi sono di origine straniera provenienti da tutti i continenti. In circa 16 anni &#8211; prosegue &#8211; abbiamo organizzato più di 440 corsi e convegni di aggiornamento professionale internazionale e interdisciplinare. Chiediamo di dedicare il 30% dei corsi erogati da Doctor&#8217;s Life a immigrazione e Sanità, con la finalità di arricchire il bagaglio formativo dei Professionisti della Sanità italiani e di origine straniera, con un aggiornamento continuo sulle patologie emergenti e con una sezione sulle patologie riscontrate dagli immigrati nel corso del loro viaggio. Ci avvaliamo per questo dell&#8217;esperienza degli ambulatori AMSI per stranieri, maturata dal 2001, e della nostra rete di oltre 400 Associazioni e Comunità italiane e di origine straniere, che collaborano e aderisco ad Uniti per Unire ed Amsi. Dobbiamo cogliere la grande occasione fornitaci da Doctor&#8217;s Life per evidenziare quel filo conduttore che c&#8217;è tra medicina, cultura e religione. Va intensificata la prevenzione tra tutti i cittadini, italiani e di origine straniera, con un&#8217;attenzione particolare agli adolescenti e ai giovani. Inoltre, va promossa la ricerca scientifica sullo stile di vita, sull&#8217;alimentazione e sulle sindromi ansiose e depressive  degli immigrati e  dei rifugiati. Vanno combattute le cure fai da te, le pratiche illegali come la mutilazione dei genitali femminili (MGF) e va autorizzata a livello nazionale la pratica della circoncisione&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #2b2a2a; font-family: 'Trebuchet MS'; font-size: 14pt;">Segue la proposta dell&#8217;europarlamentare <b>Lara Comi</b>, volta alla costituzione di un tavolo di lavoro concentrato sulla ricerca scientifica, attraverso il quale il nostro Paese possa fruire dei fondi europei per la ricerca, alla stregua degli altri Paesi Ue, &#8220;semplicemente più capaci di cogliere questa opportunità&#8221;. L&#8217;europarlamentare ha invitato l&#8217;Amsi alla collaborazione, al fine di vigilare sulla circolazione dei medici in Europa e sul riconoscimento dei loro titoli di studio e professionali conseguiti all&#8217;estero per ottimizzarli. </span></p>
<p><span style="color: black; font-family: 'Trebuchet MS'; font-size: 14pt;">&#8220;L&#8217;Amsi accoglie con entusiasmo questo invito, mettendo a disposizione tutta la sua esperienza in materia di riconoscimento dei titoli di studio&#8221;, risponde Aodi. &#8220;Occorre vigilare &#8211; prosegue il Presidente di Amsi &#8211; sulla circolazione in Europa dei medici e degli operatori sanitari. I titoli di studio rilasciati dalle Università devono seguire degli standard di qualità ed essere riconosciuti in maniera uniforme. Molti errori sono stati compiuti in passato creando illusioni sui posti di lavoro, come la strategia attuata dal cancelliere tedesco Angela Merkel, che ha proposto di facilitare l&#8217;accesso ai soli rifugiati siriani qualificati in Germania, provocando  così  la fuga dei Professionisti della Sanità siriani dall&#8217;Italia e dagli altri Paesi verso la Germania. Speriamo di contribuire sensibilmente allo scambio socio-sanitario tra tutti i Professionisti della Sanità in Italia, mettendo al centro dell&#8217;attenzione il paziente e la solidarietà&#8221;. Conclude. </span></p>
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<p><span class="aVW"><strong><span id=":ok">4</span> allegati</strong></span></p>
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		<title>Parlare di Islam e capire le differenze</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2016 08:24:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione per i Diritti umani, lo scorso autunno ha invitato OMAR JIBRIL, dell&#8217;associazione Giovani Musulmani d&#8217;Italia (GMI), insieme a Monica Macchi, esperta di mondo arabo e Veronica Tedeschi, giurista. Un incontro per parlare di&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;Associazione per i Diritti umani</em>, lo scorso autunno ha invitato OMAR JIBRIL, dell&#8217;associazione Giovani Musulmani d&#8217;Italia (GMI), insieme a Monica Macchi, esperta di mondo arabo e Veronica Tedeschi, giurista.</p>
<p>Un incontro per parlare di Islam e delle sue sfaccettature, di migrazioni e di pregiudizi. Pubblichiamo oggi questo video alla luce degli ultimi attentati in Thailandia, in Afghanistan, Pakistan, in Francia e in altri Paesi per riflettere insieme e per capire cosa stia accadendo in questo nostro bistrattato e bellissimo mondo.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Altre voci dai paesi islamici chiedono all&#8217;Iran di smettere di perseguitare i baha’i</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2016 06:56:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Traduzione da BWN  a cura di S. G. Anayati &#160; Un gruppo di avvocati del Bangladesh si è unito al crescente numero di intellettuali, leader religiosi e professionisti musulmani di tutto il mondo che&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span lang="it-IT">Traduzione da <a href="http://news.bahai.org/story/1115?utm_source=rss&utm_medium=rss">BWN</a>  a cura di S. G. Anayati</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">Un gruppo di avvocati del Bangladesh si è unito al crescente numero di intellettuali, leader religiosi e professionisti musulmani di tutto il mondo che chiedono di porre fine alla persecuzione dei baha’i in Iran.</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-441.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6572" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6572" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-441.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (441)" width="596" height="444" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-441.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 596w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-441-300x223.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 596px) 100vw, 596px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">In una <a href="http://news.bahai.org/sites/news.bahai.org/files/documentlibrary/1115_bangladesh-statement.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">lettera del 29 maggio 2016</a>, firmata da una dozzina di «professionisti del diritto del Bangladesh», il gruppo afferma che desidera «esprimere la… [sua] condanna del governo dell&#8217;Iran per aver arrestato i baha’i, tra cui sette dirigenti, solo a causa del loro credo religioso e per averli messi in prigione senza alcun ricorso a un tribunale».</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">La lettera prosegue dicendo: «Che i baha’i siano una comunità pacifica e la più numerosa minoranza dell&#8217;Iran e siano sottoposti a un programma premeditato di ostilità da parte del governo che ha chiuso loro le porte di tutte le opportunità socio-economiche come posti di lavoro, istruzione e sicurezza è contrario alle norme di qualsiasi società civilizzata e assolutamente inaccettabile!».</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Il gruppo conclude chiedendo l&#8217;immediata liberazione dei sette dirigenti baha’i imprigionati. Esorta inoltre l&#8217;Iran a fermare la sua campagna di propaganda anti baha’i.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">I dodici avvocati del Bangladesh si aggiungono ad un crescente numero di capi religiosi, studiosi e attivisti dei diritti umani musulmani di tutto il mondo che hanno deciso di parlare pubblicamente contro la recente persecuzione sistematica dei baha’i da parte dell&#8217;Iran.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Nel mese di maggio, ad esempio, <a href="http://iranpresswatch.org/post/14709/?utm_source=rss&utm_medium=rss">cinque studiosi religiosi iraniani hanno pubblicato una dichiarazione</a> che denuncia l&#8217;oppressione dei baha’i da parte dell&#8217;Iran e chiede tolleranza nei confronti di coloro che hanno un credo diverso.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Abdolali Bazargan, Hasan Fereshtian, Mohsen Kadivar, Sedigheh Vasmaghi e Hasan Yousefi-Eshkevari hanno osservato che, come afferma Iran Press Watch, i «seguaci della religione baha’i sono stati oppressi a causa della loro religione e delle loro credenze per decenni».</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">«La critica e il rifiuto delle credenze di una setta o di una religione non possono giustificare la violenza e la tirannia contro i suoi seguaci», hanno detto i cinque studiosi, aggiungendo che «l&#8217;Islam sostiene la libertà di religione e di credo. Molti versetti del Corano affermano questo importante concetto».</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Anche altri capi religiosi musulmani hanno incominciato a lanciare analoghi appelli alla tolleranza verso i baha&#8217;i.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">L’azione dell’ayatollah Tehrani, che ha anche offerto ai baha’i del mondo un’opera di calligrafia miniata con una frase tratta dagli scritti di Baha&#8217;u&#8217;llah, invocando la convivenza religiosa con i baha&#8217;i, è <a href="http://news.bahai.org/story/1009?utm_source=rss&utm_medium=rss">stata elogiata da molti leader religiosi musulmani</a>.</span></p>
<p align="JUSTIFY"> <span lang="it-IT">Fra questi c’è il dottor Ghaleb Bencheikh, un teologo musulmano assai rispettato e ben noto in Francia per la sua promozione di attività interreligiose che nel 2014 ha condannato la persecuzione dei baha’i da parte dell’Iran dicendo che essa avviene «nel disprezzo del diritto» ed è «un intollerabile scandalo».</span></p>
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