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	<title>residenza Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Lo &#8220;Ius Scholae&#8221;: è la prova del 9 per tutte le forze politiche </title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2022 08:48:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Amsi ,Co-mai e il Movimento Uniti per Unire: dopo tante delusioni ,annunci e promesse del passato questa volta le forze politiche non avranno scusanti Che cosa è la nuova proposta con lo Ius Scholae?&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/ius-scholae.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="735" height="416" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/ius-scholae.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16448" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/ius-scholae.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 735w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/ius-scholae-300x170.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></a></figure>



<h2><em>Amsi ,Co-mai e il Movimento Uniti per Unire: dopo tante delusioni ,annunci e promesse del passato questa volta le forze politiche non avranno scusanti</em></h2>



<p><strong>Che cosa è la nuova proposta con lo Ius Scholae</strong>? <em>La cittadinanza italiana può essere acquisita dal minore straniero nato in Italia o che vi ha fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età. Il minore deve risiedere legalmente in Italia e deve aver frequentato regolarmente, nel territorio nazionale, per almeno cinque anni, uno o più cicli scolastici presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale idonei al conseguimento di una qualifica professionale. Nel caso in cui la frequenza riguardi la scuola primaria, è altresì necessaria la conclusione positiva del corso. Il requisito della minore età si considera riferito al momento della presentazione dell&#8217;istanza o della richiesta da parte di uno dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale. La misura è stata modificata durante l&#8217;esame in commissione: è stata aggiunta la condizione della conclusione &#8220;positiva&#8221; dei 5 anni di elementari per ottenere la cittadinanza. Approvato anche l&#8217;emendamento che introduce la possibilità di considerare anche percorsi di formazione professionale per acquisire il diritto. È stato eliminato il requisito che imponeva che la richiesta fosse presentata da entrambi i genitori (quindi in linea teorica ora è sufficiente che uno dei due inoltri la domanda). Altra novità importante dopo i lavori della Commissione è l&#8217;eliminazione dal testo del requisito della residenza in Italia &#8220;ininterrotta&#8221;.&#8221;</em></p>



<p><em>Negli ultimi 13 anni abbiamo assistito a tanti annunci, promesse e proposte per quanto riguarda la riforma della cittadinanza italiana senza mai vedere realizzare una di queste proposte. 15 anni fa abbiamo iniziato a proporre di abbreviare il periodo della pratica della cittadinanza italiana a 5 anni e di promuovere cittadinanza per i figli dei migranti dopo un ciclo scolastico. Ci auspichiamo che questa volta le forze politiche abbiano il coraggio di andare avanti fino in fondo e impegnarsi in modo trasparente, senza finalità politiche e elettorali con lo scopo di prepararsi alla prossima campagna elettorale, come è successo in passato. Noi siamo stati tra le prime associazioni convocate dal presidente Giuseppe Brescia (Presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera e Relatore del provvedimento) per avanzare le nostre proposte a riguardo. Il Presidente Brescia è stato molto disponibile ad ascoltare tutte le nostre proposte e criticità. Abbiamo ribadito come sempre, tramite il nostro manifesto #BuonaImmigrazione basato sull&#8217;immigrazione programmata e sul rispetto del principio &#8220;Diritti e Doveri&#8221;, l&#8217;importanza della riforma della cittadinanza italiana e il coinvolgimento di tutti i migranti padri ,madri ,figli e nipoti visto che stiamo arrivati ormai alla terza e quarta generazione, come proponiamo ormai da anni con i nostri movimenti. Per essere un cittadino italiano bisogna amare l&#8217;Italia e avere il senso dell&#8217;appartenenza e il coinvolgimento alla vita quotidiana rispettando legge, abitudini culturali e religiose.</em></p>



<p><em>Nella stessa misura i cittadini e i professionisti di origine straniera ed i loro figli hanno il diritto di sentirsi cittadini di serie A e rispettare i loro diritti visto che rispettano i loro doveri. Questa volta sicuramente è la prova del 9 per tutte le forze politiche sia pro che contro la proposta per vedere effettivamente l&#8217;impegno politico di ogni partito. Gli esiti negativi delle proposte e gli annunci del passato hanno creato molta delusione ed illusione tra i cittadini di origine straniera ed i loro figli in Italia. Inoltre, questa delusione ha contribuito a modificare le percentuali di appartenenza e fiducia verso i partiti italiani sia a sinistra che a destra e al centro. </em></p>



<p><em>Per questo, avvertiamo tutti i partiti italiani di non giocare e strumentalizzare sulla pelle dei migranti e dei loro figli, per fini politici ed elettorali ,anche perché&#8217; i cittadini e i professionisti di origine straniera sono molto maturi e intelligenti a capire la vera realtà e la sincerità delle forze politiche per questo le forze politiche questa volta non avranno scusanti<strong>. Così<em><strong> dichiara il Presidente dell&#8217;Amsi (Associazione medici di origine straniera in Italia) e Co-mai (Comunità del mondo arabo in Italia), già 4 volte consigliere Omceo di Roma </strong></em></strong></em></p>
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		<title>La casa dei rifugiati. Guida all&#8217;autonomia abitativa dei titolari di protezione internazionale</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2021 09:24:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(Da asgi.it) ASGI, UNHCR e SUNIA lanciano una guida all’autonomia abitativa per aiutare i titolari di protezione internazionale ad orientarsi fra affitti, contratti, diritti e doveri di proprietari e inquilini Le difficoltà di accesso&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>(Da asgi.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="550" height="420" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/ALLOGGIO.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15266" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/ALLOGGIO.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 550w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/ALLOGGIO-300x229.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></figure>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>ASGI, UNHCR e SUNIA lanciano una guida all’autonomia abitativa per aiutare i titolari di protezione internazionale ad orientarsi fra affitti, contratti, diritti e doveri di proprietari e inquilini</p></blockquote>



<p>Le difficoltà di accesso all’alloggio rappresentano per i titolari di protezione internazionale uno degli ostacoli principali all’inclusione. Poter trovare casa, senza essere ostacolati da misure discriminatorie e ricevendo l’orientamento adeguato, rappresenta una passaggio chiave per la costruzione di un percorso di autonomia efficace.</p>



<p>Disponibile in italiano e in inglese, la guida si rivolge alle persone rifugiate e a tutte le organizzazioni che si occupano di sostegno all’inserimento abitativo. “<strong>La casa dei rifugiati</strong>” raccoglie informazioni puntuali sull’accesso alle “case popolari” e sull’affitto, con riferimento alle diverse forme contrattuali e ai diritti e doveri di proprietari e inquilini. Altre sezioni sono dedicate a specifici strumenti di tutela contro le discriminazioni e ad approfondimenti preziosi su iscrizione anagrafica e residenza.</p>



<p>“<em>Nel descrivere la propria esperienza in Italia le persone rifugiate evidenziano come molte difficoltà siano riconducibili alla mancanza di informazioni. Insieme all’inserimento lavorativo l’autonomia abitativa rappresenta un presupposto fondamentale per rafforzare l’inclusione sociale: questa pubblicazione è una ‘cassetta degli attrezzi</em>’,&nbsp;<em>utile ai rifugiati e ai molti operatori che sono impegnati nel sostenere il loro percorso di integrazione</em>”, dichiara Chiara Cardoletti, Rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino”.</p>



<p>“<em>Il diritto ad avere una casa è un diritto umano fondamentale, senza distinzioni di etnia o nazionalità</em>&nbsp;– aggiunge&nbsp;<strong>Lorenzo Trucco, Presidente dell’ASGI</strong>&nbsp;–&nbsp;<em>È dato di realtà che le persone rifugiate incontrano maggiori difficoltà ad accedere al mercato immobiliare privato e agli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Questa Guida offre una panoramica della legislazione di settore e costituisce un importante vademecum per orientarsi in una materia molto tecnica e di non immediata comprensione</em>”.</p>



<p>“<em>La Guida&nbsp;</em>– dice Stefano Chiappelli, Segretario generale del Sunia –&nbsp;<em>rappresenta un ulteriore contributo al riconoscimento del diritto alla casa per tutti e tutte. L’informazione è solo il primo passo, ma decisivo, che si aggiunge alle attività quotidiane della nostra organizzazione che contribuiscono a favorire la soluzione del bisogno alloggiativo e a promuovere la qualità dell’abitare</em>”.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>La versione in italiano della guida è disponibile&nbsp;<a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2021/04/guida-la-casa-dei-rifugiati-def-pagsingole.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a>&nbsp;in formato pdf.</p>



<p>La versione in inglese è disponibile&nbsp;<a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2021/04/guida-la-casa-dei-rifugiati-ENG-def-pagsingole.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a>.</p>
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		<title>Ancora chiuse le RSA. La disperazione dei parenti</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 07:03:57 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="620" height="340" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/casa_di_riposo_10.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14293" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/casa_di_riposo_10.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/casa_di_riposo_10-300x165.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></figure></div>



<p>Riceviamo ancora una lettera/denuncia da parte di una signora che ha la mamma in una RSA, nell&#8217; Oltrepo pavese. La situazione è  straziante per i parenti degli anziani; anziani e familiari non possono incontrarsi da vicino, ma solo guardarsi dalle finestre oppure parlarsi brevemente tramite un telefono cellulare, quando è possibile.</p>



<p>La situazione delle RSA in Lombardia rende chiara la politica in atto in Regione, le priorità in Italia&#8230;</p>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> chiede il commissariamento della Lombardia. </p>



<p>Ecco la lettera/denuncia:</p>



<p>Vi ho scoperto per caso, durante un girovagare nella mia disperazione alla ricerca di qualcuno a cui poter gridare la disumana condizione che ancora oggi 21 Giugno 2021, gli anziani di moltissime RSA compresa quella dove risiede mia mamma in Oltrepo pavese, stanno vivendo sulla loro pelle in completa solitudine. Io condivido pienamente la lettera scritta dai signori Titta e Umberto Falaschi di Cesano Boscone il 30 Maggio. Non è mia intenzione colpevolizzare la RSA in cui ci troviamo, non sono emerse particolari criticità, ma la struttura ad oggi, è ancora chiusa. Io da due settimane vedo la mamma dalla finestra aperta del piano terra per 15 minuti su appuntamento, una volta a settimana. Questo perchè nella residenza 1, in cui lei alloggia (in totale sono 4 divise per patologie o per richieste dei familiari), ci sono casi ancora positivi. Non è vita per me, per lei e per tutti quelli che dal 22 Febbraio sono stravolti nei loro affetti per il &#8220;distanziamento&#8221;.<br>Ma nel 2020, siamo sicuri di essere paesi civili? Riprendono tutte le attività, comprese le più rischiose come il campionato, tanto per i calciatori i tamponi ci sono sempre stati e sempre ci saranno, riprendono i voli internazionali lunghi e stipati come prima, musei, ristoranti, terme&#8230;.ma nessuno pensa a niente per venire incontro all&#8217;isolamento di già ben 4 mesi degli anziani. Perchè a nessuno importa veramente e non se ne parla mai.<br>Importa a noi parenti e francamente forse a troppo pochi, altrimenti non saremmo in queste condizioni.<br>Mia mamma ha un parkinson in fase avanzatissima, non riesce più nemmeno a parlare, impensabile tenere un telefono all&#8217;orecchio, impensabile mangiare, bere, grattarsi la testa se ne ha necessità. Io ero sempre là.<br>La chiamo tutti i giorni, se trovo un operatore disponibile le accosta il telefono perchè io le parli, altrimenti glielo lasciano in mano, lei non riesce a gestirlo e puntualmente schiaccia qualche tasto con i suoi movimenti involontari. Io la imboccavo, le davo sempre almeno un pasto al giorno, perchè lei è molto lenta, ma distingue i gusti e con pazienza non facevo frullare, ma schiacciavo cose morbide in modo da avere un composto semi solido e non liquido. Ora è dimagrita, è peggiorata. Piange anche al telefono e io con lei.<br>Io voglio che questa orrenda situazione non venga sotterrata in nome di un ottimismo falso, perchè noi non ci vedremo ancora per molto. Infatti la RSA ha già ventilato appuntamenti ad oltranza a tempo limitato, anche se le cose miglioreranno. Nessuno dovrebbe far finta di non saperlo. Ora la chiamano &#8220;precauzione&#8221;.<br>Se però pensassero a costruire tende campo climatizzate fuori dalle strutture per le visite parenti, o ci fosse più personale all&#8217;interno della struttura, forse noi potremmo vederci anche tutti i giorni, sempre fuori finestra, me ne farei una ragione se fosse un incontro quotidiano.<br>Mi rivolgo ai cari Politici, Protezione Civile, ATS lombardia:  non girate la testa. In un mondo dove tutti siamo diventati animalisti, dove non abbiamo cuore di lasciare  giustamente soli i nostri cani , perchè non pensiamo di far vivere dignitosamente anche agli anziani che non per vezzo, ma per necessità sanitarie non colmabili a casa propria, si trovano soli, nell&#8217;ultima  difficile fase della loro vita ?<br>Simona Campolunghi<br>Valle Salimbene (PV)</p>



<p></p>
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		<title>Report del Naga. Senza (s)campo</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Dec 2019 07:58:48 +0000</pubDate>
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<p>Tra gennaio 2018 e novembre 2019 attraverso&nbsp;visite sul campo, interviste e raccolta di dati, i volontari e le volontarie del&nbsp;Naga&nbsp;hanno analizzato in profondità&nbsp;il<strong>&nbsp;sistema dell’accoglienza e soprattutto della non accoglienz</strong><strong>a</strong>&nbsp;per richiedenti asilo e rifugiati, con particolare attenzione all’area milanese.L’irrigidimento delle politiche migratorie e la gestione emergenziale dell’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati hanno comportato un peggioramento&nbsp;nel 2018 e l’approvazione del cosiddetto decreto Salvini costituisce solo l’ultimo atto del&nbsp;deterioramento definitivo&nbsp;del sistema.&nbsp;<strong>Un sistema in cui l’accoglienza, da un lato, diventa sempre più sinonimo di&nbsp;detenzione amministrativa&nbsp;e, dall’altro, lascia fuori&nbsp;centinaia di persone che si trovano così a vivere per str</strong><strong>ad</strong><strong>a.</strong><br></p>



<p>Il report analizza i cambiamenti normativi e amministrativi che hanno portato allo smantellamento di un sistema già precario. Con il cosiddetto decreto Salvini, vengono introdotte disposizioni attraverso le quali l’accoglienza diventa strutturalmente un provvedimento accessorio, invece che parte integrante del diritto di asilo. Per esempio è negata ai richiedenti asilo la possibilità di avere la residenza; c’è un taglio netto nei servizi per chi è nei centri: si passa da 35€ a 18€ quota pro capite; non è più previsto il supporto psicologico; diventano sempre più frequenti espulsioni e allontanamenti dai centri con motivazioni illegittime. Emerge, dalle interviste fatte agli operatori dei centri di accoglienza, una generale valutazione negativa del nuovo capitolato d’appalto che comporta l’impossibilità di garantire un livello di accoglienza serio e adeguato alle esigenze degli ospiti.</p>



<p><strong>Una delle conseguenze più evidenti di questo peggioramento è il numero crescente di persone che si trovano fuori dall’accoglienza.</strong>&nbsp;A Milano sarebbero almeno 2.608 i senza fissa dimora, secondo l’ultimo censimento disponibile risalente alla primavera 2018. I volontari e le volontarie del&nbsp;Naga&nbsp;hanno visitato nel corso della ricerca diverse tipologie di insediamenti informali (strutture coperte abbandonate, spazi all’aperto, palazzine abbandonate e giardini pubblici) per fornire un identikit delle persone fuori dal sistema di accoglienza e restituire una fotografia di queste marginalità. Le persone incontrate hanno provenienze diverse e status giuridici eterogenei: da stranieri in attesa o nell’iter di formalizzazione della richiesta di protezione internazionale, a titolari di protezione, a stranieri con permesso di soggiorno in corso di validità, a cittadini italiani. Il minimo comune denominatore sembra essere l’instabilità abitativa, la precarietà occupazionale e salariale e la quasi totale assenza di tutele. Per quanto riguarda chi si trova al di fuori dell’accoglienza, il report descrive anche le risposte istituzionali, che si concretizzano prevalentemente in interventi numericamente insufficienti a favore dei senza fissa dimora e nella pratica costante degli sgomberi senza soluzioni alternative e giustificati dalla retorica della sicurezza e del decoro. Nella parte finale, è riportata un’analisi delle notizie dei media e di alcuni siti web.</p>



<p>“Nello svolgimento della nostra indagine, ci siamo trovati di fronte a uno<strong> scenario sempre più difficile con un abbassamento strutturale della tutela di diritti fondamentali</strong> e che va a incidere su tre dimensioni fondamentali di qualsiasi percorso di integrazione: la casa, il lavoro, i documenti”, affermano le volontarie e i volontari del Naga, “E’ necessario invertire la rotta e operare una revisione strutturale del diritto dell’immigrazione, trasformando un sistema respingente in Accoglienza vera. In questa direzione vanno le nostre proposte che mirano a incidere su livelli diversi e complementari. <strong>Chiediamo che: sia garantito un sistema di accoglienza sin dalla prima presentazione della domanda di protezione internazionale; vengano garantiti all’interno del sistema di accoglienza servizi assistenziali di base; venga uniformata l’accoglienza a un unico sistema; si ponga fine alla pratica di revocare illegittimamente le misure di accoglienza; venga attuata una politica regionale specifica per l’inserimento lavorativo dei richiedenti asilo e rifugiati; venga garantita l’assistenza sanitaria ai richiedenti asilo; vengano aboliti tutti i centri di detenzione amministrativa per migranti (CPR) e qualsiasi luogo di trattenimento forzato (come gli <em>hotspot</em></strong><strong>); i richiedenti asilo vengano iscritti all’anagrafe</strong>”, concludono le volontarie e i volontari.</p>



<p>“Il funzionamento del sistema di accoglienza è lo specchio della gestione del fenomeno migratorio nel nostro Paese:&nbsp;<strong>un mix tra razzismo istituzionale e normativo, logica emergenziale e violazione di diritti fondamentali</strong>”, afferma Sabina Alasia presidente&nbsp;Naga, “le conseguenze non possono che essere disastrose: i diritti sono trasformati in concessioni, l’accoglienza è utilizzata come strumento di controllo ed esclusione e la povertà e l’indigenza sono diventate delle colpe”, continua la Presidente, “è quindi&nbsp;<strong>necessario ripensare non solo l’intera gestione dell’accoglienza e dell’immigrazione, ma l’idea di società che ci viene proposta, dove la solidarietà non ha più luogo</strong>. Nonostante questo, per quanto riguarda la gestione del fenomeno migratorio, individuiamo almeno tre provvedimenti realizzabili che potrebbero essere l’inizio di un cambiamento significativo:&nbsp;<strong>l’abolizione della procedura d’ingresso attraverso il decreto flussi; la regolarizzazione ordinaria dei cittadini stranieri già sul territorio che svolgano un’attività lavorativa o che abbiano concreti legami familiari; l’introduzione del permesso di soggiorno europeo</strong>. Come&nbsp;Naga&nbsp;continueremo a monitorare la situazione, a denunciare ogni violazione dei diritti fondamentali e a offrire gratuitamente ai cittadini stranieri i nostri servizi di assistenza sanitaria, sociale e legale. Fino a quando ce ne sarà bisogno”, conclude Alasia.<strong>Scarica:</strong><br><strong><a href="https://naga.it/wp-content/uploads/2019/12/Report_Senza-scampo_Naga-5.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il Rapporto Completo</a></strong><br><strong><a href="https://naga.it/wp-content/uploads/2019/12/Abstract_ITA_Senza-scampo_Naga-1.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">L’ Abstract in Italiano</a></strong><br><strong><a href="https://naga.it/wp-content/uploads/2019/12/Abstract_EN_Senza-scampo_Naga-1.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">L’ Abstract in inglese</a></strong><br><strong><a href="https://naga.it/wp-content/uploads/2019/12/Silde_Senza-scampo_Naga.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Le slide</a></strong></p>
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		<title>Se questa è accoglienza</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jul 2019 07:56:35 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/5-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12753" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/5-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/5-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/5-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Sono sette, provenienti da realtà e paesi diversi, accomunati da storie e sofferenze indicibili, ridotti in schiavitù, detenuti minacciati e torturati in Libia, sfuggiti a sparatorie, sopravvissuti al mare e quando finalmente sono arrivati in Italia, per un attimo sperano di aver trovato futuro, speranza, diritti umani e umanità.</p>



<p>Ma si sbagliano.</p>



<p><strong>Cibo</strong></p>



<p>Nel loro centro di accoglienza non esiste una cucina. Il cibo arriva già preconfezionato, ma sulle confezioni non vi è nessuna data di scadenza. Il cibo è poco e di pessima qualità e non c’è alcuna possibilità di chiedere il bis. Se viene fame tra un pasto e l’altro bisogna arrangiarsi con piccoli snack comprati con il pocket money (2 euro e mezzo al giorno). Gli orari dei pasti sono rigidissimi. Arrivare in ritardo di pochi minuti significa restare a digiuno e l’unico operatore del centro, Mister Hyde, butta via il cibo dei ritardatari affamati sotto i loro occhi pur di punirli per il ritardo. Nessuna flessibilità. Chi tarda a causa di un treno in ritardo resta a digiuno, anche se avvisa per tempo. Il pasto è anche il momento in cui si firma la presenza nel centro. Mr. Hyde mette in atto piccoli gesti provocatori, come sottrarre il foglio firme per impedire a chi arriva tardi di firmare. Chi non firma risulta assente, e il pocket money quel giorno non viene corrisposto.</p>



<p><strong>Mister Hyde</strong></p>



<p>Mister Hyde è l’unico operatore del centro. Lavora 24 ore al giorno. Riposa su una branda di fortuna posta nel suo ufficio. È sempre stanchissimo, litigioso, nervoso, scortese, irritabile, aggressivo verbalmente, urla e lamenta dolori di varia natura. Gli ospiti si accorgono della sua fatica e cercano di esprimere empatia, ma lui la rifiuta. Mr. Hyde è l’unico interlocutore degli ospiti. A lui ci si deve rivolgere per qualsiasi esigenza e a chi gli chiede qualcosa risponde:&nbsp;<em>animali, tornate in Africa; siete animali e non capite nulla; Africani e animali sono uguali; Voi siete degli animali, la vostra testa non funziona andate in Africa.</em>&nbsp;Ha qualche anno in più degli ospiti e alcuni di loro, in segno di rispetto, osano chiamarlo&nbsp;<em>padre.&nbsp;</em>Lui rifiuta il nomignolo dicendo&nbsp;<em>Non posso essere padre di un animale.&nbsp;</em>I nomignoli si accompagnano a minacce di allontanare dal centro chi osa lamentarsi. In alternativa Mister Hyde offre uno sprezzante silenzio dedicato al bersaglio di turno. Del tutto inutili sono i tentativi di parlare per trovare una convivenza serena. Impossibile sedersi al suo stesso tavolo e chiedere di parlare. Mr. Hyde si sottrae ai tentativi di confronto.</p>



<p><strong>Problemi Quotidiani</strong></p>



<p>Lampadine fulminate, qualche stanza senza luce per 2 mesi, e Mr. Hyde per mesi dice che chiamerà qualcuno a ripristinare la corrente; bagni rotti per mesi e dover andare a fare i propri bisogni nella stanza di altri; porte che non chiudono. La pulizia dei bagni e delle stanze è compito degli ospiti, ma mancano prodotti adeguati. Tubature con perdite; infiltrazioni e muffa in alcune stanze; sapone e dentifricio distribuiti in modo limitato; docce fredde segnalate a Mr. Hyde che risponde:&nbsp;<em>arrangiatevi</em>. Riscaldamento troppo basso, e alcuni ospiti costretti a comprare coperte e stufe elettriche; lenzuola coperte e cuscini mai sostituiti in 2 anni, e quando li lavano gli ospiti restano senza. La coperta ci mette 2 giorni ad asciugare. E poi il sapone che manca, per 2 mesi.</p>



<p><strong>Salute</strong></p>



<p>Il centro di accoglienza non è frequentato da medici né psicologi. Chi chiede di vedere un medico non viene esaudito. Qualcuno va in ospedale di sua iniziativa, per fare esami del sangue. In sostituzione delle visite richieste Mr. Hyde distribuisce a tutti pastiglie di OKI. Sporadicamente (una volta all’anno) qualcuno ricorda di avere fatto nel centro esami del sangue, i cui esiti non sono mai stati comunicati. Un ospite ha un’ernia allo stomaco e un problema a un occhio e a un orecchio. Mr. Hyde lo porta in ospedale per una visita, ma il medico parla solo con Mr. Hyde, che nulla riferisce all’interessato sul suo stato di salute. Il paziente poi viene operato allo stomaco e in seguito deve tornare in ospedale per un drenaggio. Sta malissimo, quel giorno ma anche con lui Mr. Hyde si limita a fornire pastiglie di OKI. Per farsi ascoltare da Mr. Hyde è costretto a chiedere l’intercessione del maestro di Italiano.&nbsp; Solo con insistenze faticosissime chi ne ha bisogno viene portato in ospedale. Ma c’è chi sviene nel Centro e non viene nemmeno chiamata l’ambulanza. Solo Mr. Hyde decide, in modo arbitrario, chi va accompagnato in ospedale. Qualcuno esasperato va in ospedale da solo, e Mr. Hyde si arrabbia, gli urla contro, lo tratta male e non fornisce le medicine prescritte dall’ospedale.&nbsp;<em>Troppo costose,&nbsp;</em>al loro posto il paziente riceve l’OKI. Un ospite ha un problema ai reni, causato da percosse subite in passato. Chiede più volte un consulto specialistico. Mr. Hyde alla fine cede e accompagna il ragazzo a una visita medica ma indica erroneamente un problema alla cervicale, e il referto medico risulta negativo.</p>



<p><strong>Documenti</strong></p>



<p>Gli ospiti del Centro non conoscono i loro diritti. Mr. Hyde ne approfitta. Alcuni ospiti non sono mai stati accompagnati in questura a richiedere il permesso di soggiorno, e a causa di questo non hanno potuto accettare offerte di lavoro. Ad altri Mr. Hyde non ha comunicato per tempo la data dell’audizione alla Commissione Territoriale per Riconoscimento dello Stato di Protezione. Uno addirittura ha “bucato” quell’appuntamento. Mr. Hyde e questura si rimpallano a vicenda la responsabilità dell’accaduto. Un altro ha dovuto scoprire quella data da solo, andando in questura, e ne è venuto a conoscenza solo a ridosso dell’appuntamento.&nbsp; Un altro ha perso l’occasione di lavorare in un ristorante perché non ha la residenza, e Mr. Hyde non gli ha dato alcuna spiegazione.&nbsp; Alcuni però venivano portati in comune a richiedere la residenza in Comune. Insomma, la residenza o il rinnovo del permesso di soggiorno vengono “concessi” da Mr. Hyde come favori personali, secondo criteri meschini. Nel Centro My Hyde non dà informazioni sulla procedura di domanda di asilo. Chi riceve un diniego deve trovarsi da solo l’avvocato per proporre ricorso.</p>



<p><strong>Iniziativa</strong></p>



<p>Stremati e umiliati, gli ospiti del Centro scrivono una lettera per la Prefettura in cui lamentano le carenze del Centro e, soprattutto, il comportamento di Mr. Hyde. Conservano la lettera e sperano di avere l’occasione di consegnarla di persona alla Prefettura. Mandano una mail in prefettura chiedendo di essere ricevuti. Nessuna risposta.&nbsp; Sollecitano. Nessuna risposta. Attendono fiduciosi e sbagliano.</p>



<p><strong>Casus belli</strong></p>



<p>Un giorno qualsiasi una lampadina fulminata e un problema medico trascurato fanno partire una discussione banale con Mr. Hyde. Stavolta però chi si lamenta non accetta supinamente le grida offensive di Mr. Hyde e risponde con pari tono.&nbsp;<em>Come è possibile che ogni volta che ci lamentiamo perché dobbiamo dirti qualcosa tu cominci a fare così?&nbsp;</em>Il tono della voce attira altri ospiti dalle loro stanze, e tutti si uniscono alle lamentele. Non urlano, non c’è un clima intimidatorio o aggressivo. Tutti parlano ed esprimo le ragioni per cui sono lì. Lamentano che vengono offesi e umiliati, chiamati animali, e che non vengono ascoltati, e sono trattati male. Dicono chiaramente che vogliono riferire le loro lamentele ai carabinieri, e uno di loro li chiama. A sua volta Mr. Hyde chiama i carabinieri, dopo essere uscito dal Centro e dopo che gli ospiti lo hanno seguito fuori, desiderosi di incontrare i carabinieri per parlare con loro. Gli ospiti del campo non vogliono più Mr. Hyde. Scrivono frasi ingenue di protesta alla lavagna come&nbsp;<em>Mr. Hyde vai via.&nbsp;</em>Quando i carabinieri arrivano parlano con Mr. Hyde e con due ospiti del centro, quelli che se la cavano meglio con l’italiano. I due fanno da portavoce. Espongono le carenze del centro, e descrivono il comportamento opinabile dell’operatore responsabile, chiedendo che lo stesso venga allontanato e sostituito. Mr. Hyde poi torna nel centro verso le 23:00 a prendere i suoi effetti personali e va via. Al suo posto arriva una operatrice gentile. Un ospite commenta:&nbsp;<em>Fino a quando c’era Mr. Hyde ci sentivamo come in Africa, con la nuova operatrice finalmente sentiamo di essere arrivati in Italia.</em></p>



<p><strong>Pochi giorni dopo</strong></p>



<p>Mr. Hyde ritorna, intorno alle 5:00 del mattino, accompagnato da inquirenti che tirano giù dal letto 9 ospiti del campo e notificano loro 9 provvedimenti di revoca accoglienza, con l’accusa di avere aggredito fisicamente Mr. Hyde e di averlo minacciato di morte. Hanno mezz’ora di tempo per mettere i loro vestiti in sacchi di plastica forniti al momento, e andare in strada. Tutti sono sconvolti e terrorizzati, i 9 con le revoche e gli altri che sanno bene come avrebbero potuto trovarsi al loro posto. Mr. Hyde torna a lavorare nel Centro, più arrogante che mai.</p>



<p><strong>Naga</strong></p>



<p>Perché sono tanti, e bisogna raccogliere bene le loro testimonianze, i volontari del Naga ascoltano i ragazzi separatamente e tutte le versioni raccolte convergono. Uno dei 9 revocati scappa immediatamente e non ne vuole sapere più nulla dell’Italia. Un altro è talmente spaventato che decide di non ricorrere all’assistenza legale che gli viene offerta. Con fatica il Naga riesce anche a raccogliere qualche testimonianza di chi è ancora nel centro. Gli ospiti rimasti non vogliono parlare, sono intimoriti e temono di fare la fine dei loro 9 compagni più sfortunati. I pochi che parlano confermano la versione degli altri. Nessuna aggressione, nessuna minaccia, solo lamentele legittime e pacifiche, già riferite ai carabinieri il giorno dell’intervento. Il Naga manda finalmente la lettera scritta tempo prima per la prefettura. La prefettura risponde ringraziando e rassicurando che la situazione descritta non corrisponde a quanto da loro riscontrato nelle loro visite al Centro. No comment.</p>



<p>Un legale collaboratore del Naga prepara e notifica 7 ricorsi contro le revoche dell’accoglienza. Aspettiamo ora il responso della giustizia, nel frattempo Mr. Hyde è tornato a gestire il Centro con le stesse modalità.&nbsp; Come Naga continueremo a monitorare la situazione e a dare assistenza e accoglienza, la nostra, a chi viene negata.&nbsp;<strong>#siamounportosicuro</strong></p>



<p>Foto: I. Carmassi</p>
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		<title>I Comuni rispettino la normativa: l’iscrizione anagrafica va garantita anche ai richiedenti asilo nonostante la legge Salvini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 10:21:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani aderisce alla seguente iniziativa e la sottoscrive. &#160; Una formale richiesta di iscrivere all’anagrafe i richiedenti asilo è stata inviata a oltre 90 Comuni di Italia e all’Anci da&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="artHeading">
<h1 dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/182338979-9daa70d4-5a37-40e3-9fa3-cc3108f131b5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12296" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/182338979-9daa70d4-5a37-40e3-9fa3-cc3108f131b5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="560" height="315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/182338979-9daa70d4-5a37-40e3-9fa3-cc3108f131b5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/182338979-9daa70d4-5a37-40e3-9fa3-cc3108f131b5-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></h1>
<h2 dir="ltr"></h2>
<h2 dir="ltr">Associazione Per i Diritti umani aderisce alla seguente iniziativa e la sottoscrive.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2 dir="ltr">Una formale richiesta di iscrivere all’anagrafe i richiedenti asilo è stata inviata a oltre 90 Comuni di Italia e all’Anci da una serie di associazioni che si battono sul tema dell’inclusione e dell’accoglienza</h2>
<div class="artAbstract" dir="ltr">
<p>L’iniziativa che ha come obiettivo quello di chiedere ai sindaci di prendere posizione sulla questione del diritto ad una anagrafe, segue la recente sentenza di Scandicci in seguito a ricorso di richiedente asilo seguito dall’avvocato Consoli di Asgi che ha portato l’ordinanza del Tribunale di Firenze del 18 marzo 2019 dove si è affermata l’inesistenza del divieto di iscrizione anagrafica e l’ obbligo al Sindaco di Scandicci, in questo caso, ad iscrivere un richiedente asilo.<br class="autobr" />Tra le associazioni firmatarie della lettera figurano: <strong>Campagna LasciateCIEntrare, Melting Pot Europa, Naga Onlus, Legalteam Italia, Mai più Lager &#8211; No ai CPR</strong>. <br class="autobr" />Il ricorso ha sottolineato una scorretta interpretazione delle norme previste dalla legge 132/2018 che ha precluso la possibilità, non soltanto ai richiedenti asilo, ma anche ai titolari di protezione sussidiaria, dell’iscrizione anagrafica. La legge di fatto non abolisce il diritto all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, ma modifica soltanto la procedura semplificata per tale iscrizione. <br class="autobr" />Secondo gli esperti infatti “<i>… per i richiedenti la protezione internazionale la regolarità del soggiorno, più che dal permesso di soggiorno che teoricamente potrebbero anche non ritirare o ottenere in ritardo come spesso accade, è comprovata dall’avvio del procedimento volto al riconoscimento della fondatezza della pretesa di protezione e quindi (tralasciando in questo contesto la semplice dichiarazione di volontà) dalla compilazione del cd. “modello C3”, e/o dalla identificazione effettuata dalla questura nell’occasione. L’uno o entrambi i documenti certificano la regolarità del soggiorno in Italia, assolvendo perfettamente alle condizioni previste dalla legge per l’iscrizione anagrafica</i>”.</p>
</div>
<div class="artChapo" dir="ltr">
<p><strong>Lo spazio per intervenire e per porre fine ad una ingiustizia che, tra le altre cose, complica la vita anche alle amministrazioni comunali, quindi c’è. I sindaci che hanno cuore l’interesse della collettività prendano dunque posizione.</strong></p>
</div>
</div>
<div id="artText" dir="ltr">
<p>La Campagna LasciateCIEntrare da anni denuncia le diverse discrezionalità degli uffici amministrativi per il diritto all’iscrizione anagrafica di richiedenti asilo e persone straniere nel territorio italiano<span class="spip_note_ref"> [<a id="nh1" class="spip_note" title="La Residenza: un diritto a esercitare altri diritti, Convegno formativo (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb1?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">1</a>]</span>.</p>
<p>Dopo la conversione del D.L. 113/2018, entrato in vigore il 5 ottobre 2018, nella Legge “Salvini” 132/2018, è stata preclusa la possibilità di iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo e, in alcuni casi, è stata impedita <strong>persino a titolari di protezione sussidiaria</strong>, per un’erronea interpretazione della legge.<br class="autobr" />L’aggiunta all’articolo 4 della Legge 142 del 2015 del comma 1 bis secondo cui «<i>Il permesso di soggiorno di cui al comma 1 non costituisce titolo per l’iscrizione anagrafica ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, e dell’articolo 6, comma 7, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286</i>» ha causato la materiale impossibilità di iscrizione all’anagrafe di centinaia e centinaia di persone, che si sono viste negare un diritto soggettivo fondamentale, creando un discrimine contrario alla nostra Costituzione, che sancisce che «<i>Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali</i>».</p>
<p>Cionondimeno, in tale contesto, diversi sindaci, basandosi anche sulle osservazioni e gli approfondimenti di diversi giuristi esperti in materia (avvocate Daniela Consoli e. Nazzarena Zorzella<span class="spip_note_ref"> [<a id="nh2" class="spip_note" title="Daniela Consoli e Nazzarena Zorzella, L’iscrizione anagrafica e l’accesso ai (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb2?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">2</a>]</span>; professore di Filosofia del Diritto Emilio Santoro<span class="spip_note_ref"> [<a id="nh3" class="spip_note" title="Emilio Santoro, In direzione ostinata e contraria. Parere sull’iscrizione (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb3?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">3</a>]</span>), si sono opposti al divieto d’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, assumendosi responsabilità personali di firma, come ad esempio il Sindaco Leoluca Orlando della città di Palermo e Stefania Bonaldi della città di Crema. Ciò in rispetto non solo della Costituzione (ad es. artt. 3 e 16), ma anche delle norme nazionali gerarchicamente superiori alla legge 132 del 2018: contrasterebbe infatti con l’art. 2 del Protocollo n. 4 allegato alla CEDU, ratificato e reso esecutivo in Italia con DPR 14 aprile 1982, n. 217 sulla <i>Libertà di circolazione</i>, che sancisce: «<i>Chiunque si trovi regolarmente sul territorio di uno Stato ha il diritto di circolarvi liberamente e di fissarvi liberamente la sua residenza</i>», e con l’art. 12 del Patto internazionale sui diritti civili e politici: «<i>Ogni individuo che si trovi legalmente nel territorio di uno Stato ha diritto alla libertà di movimento e alla libertà di scelta della residenza in quel territorio</i>», adottato dall’Assemblea generale il 16 dicembre 1966, e reso esecutivo in Italia con legge. n. 881 del 25 ottobre 1977.</p>
<blockquote class="spip"><p>Secondo gli esperti la Legge Salvini non abolisce infatti il diritto all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, ma semplicemente la procedura semplificata per tale iscrizione.</p></blockquote>
<p>In particolare specificano Consoli e Zorzella «<i>La norma, come detto, non pone un divieto e tuttavia nell’escludere che il permesso per richiesta asilo non rientri tra la documentazione utile per l’iscrizione anagrafica non ne individua un altro e dunque è compito dell’interprete procedere, colmando la lacuna e risalendo alla funzione che nell’ambito del diritto/dovere alla residenza anagrafica svolge l’esibizione del permesso di soggiorno.</i></p>
<p>La residenza, secondo la definizione del codice civile, è, semplicemente il &#8220;luogo in cui la persona ha la dimora abituale&#8221; (art. 43, comma 2, cc). Ora se il cittadino italiano dovrà dimostrare unicamente la stabile permanenza in un luogo e la volontà di rimanervi (cfr. a titolo d’esempio, Cass., sez. II, 14 marzo 1986, n. 1738; Cass. 5 febbraio 1985, n. 791; Cass. Sez. I, 21 giugno 1955, n. 1925; Cass. Sez. I, 17 ottobre 1955 n. 3226; Cass. Sez. II, 17 gennaio 1972 n. 126), il cittadino straniero dovrà dimostrare anche di essere regolarmente soggiornante in Italia, come espressamente richiede la legge 1228/1954, cd. “legge anagrafica” e il DPR n. 223/1989, cd. “regolamento anagrafico” (art. 6, comma 7, d.lgs 286/1998).<br class="autobr" />Come precisato nelle Linee guida 2014 elaborate in collaborazione con il Ministero dell’interno &#8220;Devono ritenersi illegittime quelle prassi volte a richiedere agli stranieri, in aggiunta alla dimora abituale e alla regolarità del soggiorno, ulteriori condizioni per l’iscrizione anagrafica&#8221; (cfr. Circ. Min. Interno, n. 8 del 1995; n. 2 del 1997).</p>
<p>Posto quindi che l’esibizione del permesso di soggiorno, ai fini della iscrizione anagrafica, assolve al compito di dimostrare la regolare presenza del cittadino non comunitario sul territorio italiano, gli interpreti e gli ufficiali di Governo dovranno chiedersi, nel silenzio del legislatore, quale documento possa, invece del permesso di soggiorno, assolvere alla funzione voluta dalla legge.</p>
<p><i>Ed invero, per i richiedenti la protezione internazionale <strong>la regolarità del soggiorno</strong>, più che dal permesso di soggiorno che teoricamente potrebbero anche non ritirare o ottenere in ritardo come spesso accade, <strong>è comprovata dall’avvio del procedimento volto al riconoscimento della fondatezza della pretesa di protezione e quindi (tralasciando in questo contesto la semplice dichiarazione di volontà) dalla compilazione del cd. “modello C3”, e/o dalla identificazione effettuata dalla questura nell’occasione. L’uno o entrambi i documenti certificano la regolarità del soggiorno in Italia, assolvendo perfettamente alle condizioni previste dalla legge per l’iscrizione anagrafica</strong></i>».</p>
<p>Secondo la legge anagrafica, il sindaco ha dunque l’obbligo di procedere alle iscrizioni anagrafiche secondo le modalità previste dalla legge e dal regolamento anagrafico. Eventualmente non lo facesse, i richiedenti asilo potrebbero rivolgersi al giudice per chiedere di ordinare all’anagrafe del Comune in cui sono accolti di provvedere all’iscrizione, e il sindaco potrebbe essere chiamato a rispondere dei danni procurati dalla ritardata iscrizione.</p>
<p>È del 18 marzo 2019, l’ordinanza del Tribunale di Firenze<span class="spip_note_ref"> [<a id="nh4" class="spip_note" title="Ordinanza Tribunale di Firenze, RG n. 361/2019 del 18 marzo 2019 (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb4?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">4</a>]</span> che, a seguito di ricorso per mancata iscrizione anagrafica di un richiedente asilo, <strong>ha affermato l’inesistenza del divieto di iscrizione anagrafica, obbligando il Sindaco di Scandicci a iscrivere il richiedente asilo</strong><span class="spip_note_ref"> [<a id="nh5" class="spip_note" title="Duccio Facchini, Iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo: il “decreto (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb5?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">5</a>]</span>.</p>
<p>Per quanto sopra esposto, chiediamo che venga garantito da tutti i Comuni il diritto di iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, per porre fine al più presto a quest’odiosa pratica lesiva dei diritti delle persone e indegna di un Paese civile.</p>
</div>
<h2>Note</h2>
<div id="nb1">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 1" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh1?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">1</a>] </span><i>La Residenza: un diritto a esercitare altri diritti</i>, Convegno formativo svolto a Bari, il 15 giugno 2018 (<a class="spip_url spip_out auto" href="https://www.lasciatecientrare.it/la-residenza-un-diritto-a-esercitare-altri-diritti-il-convegno-formativo-on-line/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">https://www.lasciatecientrare.it/la-residenza-un-diritto-a-esercitare-altri-diritti-il-convegno-formativo-on-line/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
</div>
<div id="nb2">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 2" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh2?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">2</a>] </span>Daniela Consoli e Nazzarena Zorzella, <i>L’iscrizione anagrafica e l’accesso ai servizi territoriali dei richiedenti asilo ai tempi del salvinismo</i>, &#8220;Diritti senza confini&#8221;, 8 gennaio 2019 (<a class="spip_url spip_out auto" href="http://questionegiustizia.it/articolo/l-iscrizione-anagrafica-e-l-accesso-ai-servizi-territoriali-dei-richiedenti-asilo-ai-tempi-del-salvinismo_08-01-2019.php?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">http://questionegiustizia.it/articolo/l-iscrizione-anagrafica-e-l-accesso-ai-servizi-territoriali-dei-richiedenti-asilo-ai-tempi-del-salvinismo_08-01-2019.php?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).</p>
</div>
<div id="nb3">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 3" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh3?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">3</a>] </span>Emilio Santoro, <i>In direzione ostinata e contraria. Parere sull’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo alla luce del Decreto Salvini</i>, &#8220;L’altro diritto&#8221;, 2019 (<a class="spip_url spip_out auto" href="http://www.altrodiritto.unifi.it/adirmigranti/parere-decreto-salvini.htm?fbclid=IwAR0D0gbv80Wer_tMmHy-sccju_tVyhluu8PxTCbVi25zRE8iIaJraullxQU#n3&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">http://www.altrodiritto.unifi.it/adirmigranti/parere-decreto-salvini.htm?fbclid=IwAR0D0gbv80Wer_tMmHy-sccju_tVyhluu8PxTCbVi25zRE8iIaJraullxQU#n3&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).</p>
</div>
<div id="nb4">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 4" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh4?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">4</a>] </span>Ordinanza Tribunale di Firenze, RG n. 361/2019 del 18 marzo 2019 (<a class="spip_url spip_out auto" href="http://www.questionegiustizia.it/doc/ord_trib_firenze_361_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">http://www.questionegiustizia.it/doc/ord_trib_firenze_361_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).</p>
</div>
<div id="nb5">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 5" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh5?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">5</a>] </span>Duccio Facchini, <i>Iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo: il “decreto Salvini” ha sconfitto se stesso</i>, &#8220;Altraeconomia&#8221;, 22 Marzo 2019 (<a class="spip_url spip_out auto" href="https://altreconomia.it/iscrizione-anagrafica-richiedenti-asilo-decreto-salvini/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">https://altreconomia.it/iscrizione-anagrafica-richiedenti-asilo-decreto-salvini/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Residenza negata ai rifugiati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2014 04:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[asilo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
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		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
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		<category><![CDATA[residenza]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[UNHCR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stato da poco approvato, in Italia, il decreto legge denominato “Piano Casa” secondo il quale è vietato l&#8217;accesso alla registrazione della residenza per coloro che occupano illegalmente un edificio. Secondo l&#8217;UNHCR (L&#8217;Alto commissariato&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato<br />
da poco approvato, in Italia, il decreto legge denominato “Piano<br />
Casa” secondo il quale è vietato l&#8217;accesso alla registrazione<br />
della residenza per coloro che occupano illegalmente un edificio. </p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Secondo<br />
l&#8217;UNHCR (L&#8217;Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati)<br />
questo comporterebbe un ostacolo maggiore nell&#8217;inclusione dei<br />
rifugiati in Italia che causarebbe anche una spirale di isolamento:<br />
sarebbe difficile, per i richiedenti asilo, accedere alle cure<br />
sanitarie, iscrivere i bambini a scuola, trovare un lavoro legale.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;UNHCR<br />
ricorda quante migliaia di persone siano costrette a sopravvivere in<br />
palazzi abbandonati nelle più grandi città (Milano, Torino, Roma ad<br />
esempio), sia per una mancanza di attenzione nei loro riguardi sia<br />
per le contraddizioni burocratiche: senza la resindenza, infatti, non<br />
è possibile ottenere una carta di identità e senza questo documento<br />
è, ovviamente, impossibile accedere ai servizi socio-sanitari di<br />
base con una conseguente privazione dei diritti fondamentali.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dall&#8217;Italia<br />
alla Turchia.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </div>
<p>
﻿﻿﻿﻿﻿</p>
<table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/untitled-2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/05/untitled-2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="240" width="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;"><a href="http://www.baruda.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.baruda.net?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217; Alto<br />
commissariato delle Nazioni Unite è protagonsita anche ad Ankara, ma<br />
in un altro senso: oltre 45 giorni di una resistenza tenace che si<br />
sta svolgendo in un parcheggio, in Via Tiflis, proprio davanti alla<br />
sede dell&#8217;UNHCR. Si tratta di rifugiati afghani &#8211; donne, uomini e<br />
anche bambini &#8211; che protestatno per i gravi ritardi nelle risposte<br />
alle loro richieste di asilo politico.&nbsp;&nbsp;
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
comunità afghana in Turchia si è riunita grazie a Internet e a<br />
Skype per poi radunarsi nel parcheggio, con tendopoli e cartelli<br />
scritti in persiano, turco e inglese. Tutti chiedono che venga dato<br />
risalto alla protesta perchè temono di essere deportati di nuovo in<br />
Afghanistan e di dover tornare sotto l&#8217;incubo del regime talebano, ma<br />
nello stesso tempo, sono stremati dal fatto di dover rimanere<br />
bloccati in un “limbo”, senza destinazione, senza lavoro, senza<br />
casa e senza nessun tipo di assistenza, anche perchè per molti di<br />
loro, privi della cittadinanza UE, la Turchia può essere soltanto un<br />
Paese di transito.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
C&#8217;è chi<br />
ha iniziato lo sciopero della fame e c&#8217;è chi si è cucito le labbra:<br />
ma siamo noi a dover dare voce a chi ha provato a chiedere più volte<br />
e poco è stato ascoltato.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;emergenza Nord Africa continua&#8230;nel Villaggio olimpico di Torino</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/04/10/lemergenza-nord-africa-continuane/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2013/04/10/lemergenza-nord-africa-continuane/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 04:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[asilo politico]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[noed africa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dapprima 150 profughi e rifugiati, tra cui molte donne con figli e minori non accompagnati. Poi sono diventati 400 e aumenteranno. Si tratta delle persone che – con la fine del piano “Emergenza Nord&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dapprima<br />
150 profughi e rifugiati, tra cui molte donne con figli e minori non<br />
accompagnati. Poi sono diventati 400 e aumenteranno. Si tratta delle<br />
persone che – con la fine del piano “Emergenza Nord Africa, di<br />
cui abbiamo parlato in un precedente articolo, finanziato dal<br />
Ministero dell&#8217;Interno e  arrivato allo scorso dicembre con la fine<br />
dei fondi e la chiusura dei centri di accoglienza – si sono<br />
ritrovate in mezzo a una strada, con soli 500 euro per rimpatriare<br />
oppure rimanere in Italia, senza lavoro, senza assistenza, senza<br />
dimora.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Molti di<br />
questi richiedenti asilo hanno, allora, cercato rifugio nei locali<br />
dell&#8217;ex Villaggio Olimpico di Torino: si tratta di tre palazzine<br />
rimaste invendute dopo le Olimpiadi del 2006.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
percentuale dei profughi e dei migranti che hanno occupato questi<br />
spazi è bassa rispetto alle mille e cinquecento persone che sono<br />
arrivate in Piemonte, dal 2011 ad oggi, in seguito soprattutto alla<br />
crisi in Libia e che sono in attesa di una risposta alla loro domanda<br />
di asilo politico. Con la fine del piano predisposto dal Ministero,<br />
ora la competenza degli interventi appartiene, non più alla<br />
Protezione civile, ma alle prefetture e alle amministrazioni locali.<br />
Il questore del capoluogo piemontese, Antonino Cufalo, ha dichiarato<br />
che: “ E&#8217; una questione che non si risolve in termini di ordine<br />
pubblico, ma è una situazione complessa, oggetto di approfondimento<br />
ed è in via prioritaria una questione umanitaria”. E l&#8217;assessore<br />
alle Politiche sociali, Elide Tisi, ha aggiunto: “ Alcune strutture<br />
hanno gestito bene l&#8217;accoglienza, altre meno: non è stato fatto<br />
alcun controllo” e ha promesso che la sua attenzione sarà rivolta<br />
a tutti, ma in particolare alle persone più vulnerabili: donne,<br />
bambini, anziani, famiglie e persone con problemi psichici o fisici.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nessuno,<br />
per adesso, ha chiesto lo sgombero delle palazzine: né la proprietà,<br />
né la prefettura, né la città.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
I<br />
profughi chiedono, innanzitutto, la regolarizzazione della loro<br />
posizione, la residenza e la possibilità di avere una casa. E,<br />
mentre i politici cercano soluzioni, la società civile dà un<br />
segnale positivo. Molti cittadini, infatti, hanno portato aiuti:<br />
borse con indumenti, materassi, cibo e due televisori.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
prossimo 19 aprile, infine, il Movimento rifugiati e profughi ha<br />
organizzato, sempre a Torino, un&#8217;assemblea per continuare ad<br />
esprimere solidarietà ai migranti e per attirare l&#8217;attenzione sui<br />
problemi dell&#8217;accoglienza di chi è costretto a lasciare il proprio<br />
Paese a causa di guerre e di violenze.
</div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
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<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
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<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
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<p></p>
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