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	<title>soccorsi Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Venezuela. Sì, all&#8217;aiuto umanitario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2019 17:29:46 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/Medicos-del-tachira-480x357.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12106" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/Medicos-del-tachira-480x357.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="480" height="357" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/Medicos-del-tachira-480x357.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 480w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/Medicos-del-tachira-480x357-300x223.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></p>
<p>di Tini Codazzi</p>
<p>Il 23 febbraio è un giorno importante per il popolo venezuelano. E’ previsto che sabato prossimo abbia inizio l’entrata, attraverso il confine con la Colombia, di più di 250 tonnellate di alimenti, prodotti per l’igiene personale e integratori alimentari. Stati Uniti, Colombia, Brasile e Olanda sono i paesi che per ora hanno risposto con azioni pratiche, all’appello del Presidente incaricato Juan Guaidó. Un appello disperato ma senz’altro necessario quello di Guaidó per iniziare ad aiutare in modo deciso e concreto il popolo. In tante occasioni abbiamo parlato della grave crisi che attraversa la popolazione, senza alimenti e senza medicine di nessun genere, le stime in questo momento è che all’incirca 300.000 persone siano in serio pericolo di morte per denutrizione e malattie varie e la carenza di medicine sia arrivata al 90% in tutto il paese. Quindi una delle priorità di questo governo di transizione è quello dell’apertura del canale umanitario. Gli Stati Uniti hanno già inviato i generi di prima necessità che sono arrivati alla città colombiana di Cúcuta, nel confine con il Venezuela, così come sono già arrivate le 2,5 tonnellate provenienti da Puerto Rico. Il governo brasiliano ha messo a disposizione un altro punto di raccolta nel confine tra i due paesi e Olanda ha messo a disposizione un terzo punto per la raccolta di prodotti nell’isola di Curaçao, ubicata nel mare dei Caraibi. Venerdì scorso è apparsa la notizia che il Cile collaborerà con 7 tonnellate di beni di prima necessità. In questo momento, rappresentanti dell’Assemblea Nazionale e diverse associazioni e ONG che operano in Venezuela sono a Cúcuta per catalogare i prodotti e sistemarli e le forze armate colombiane stanno controllando la situazione.</p>
<p>Si è anche creata una rete di cittadini volontari chiamata “Voluntarios x Venezuela” con lo scopo di unire sforzi per appoggiare la Coalizione Aiuto e Libertà Venezuela, formata da un insieme di paesi e ONG nazionali e internazionali per assistere l’emergenza umanitaria nel paese e per essere pronti per sabato prossimo, 23 febbraio, ed aiutare nell’entrata degli alimenti e medicine.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/bloqueo_ayuda.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12107" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/bloqueo_ayuda.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="680" height="330" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/bloqueo_ayuda.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 680w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/bloqueo_ayuda-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></a></p>
<p>E’ sorprendente e anche schifosa la risposta che ha dato il governo dell’usurpatore Nicolás Maduro che nonostante tutto ancora nega che nel paese ci sia una crisi umanitaria. Quasi in contemporanea con l’arrivo del contingente umanitario, l’usurpatore ha dato ordine di bloccare con containers tutte le corsie del Ponte Internazionale “Las Tienditas”, che collega la città di Cúcuta con la provincia venezuelana di Ureña, per impedire il passaggio dei prodotti, anche le stremate forze armate venezuelane, in questo momento, stanno eseguendo ordini e vietano il passaggio di volontari che vivono nella Provincia di Ureña. Quello che forse non era previsto dall’usurpatore è il fatto che la richiesta di aiuto umanitario è stata fatta seguendo i protocolli di emergenza previsti dalla Convenzione di Ginevra, per cui, se lui intralcia l’entrata, allora subentrano grossi problemi a livello di diritto internazionale perché non si può vietare l’entrata di alimenti e medicine a popolazioni a rischio.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/militari-USA-con-aiuto-umanitario.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12108" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/militari-USA-con-aiuto-umanitario.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1024" height="598" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/militari-USA-con-aiuto-umanitario.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/militari-USA-con-aiuto-umanitario-300x175.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/militari-USA-con-aiuto-umanitario-768x449.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Parlando di aiuto umanitario, nelle settimane scorse, Maduro ha mandato a Cuba una nave con 100 tonnellate di materiale di costruzione e macchinari vari per mitigare i danni che il tornado dello scorso gennaio ha fatto nella capitale cubana. Ci dispiace enormemente per i cubani che continuano a soffrire da tanti anni, ma c’è da dire che un gesto simile l’usurpatore non l’ha mai fatto per il suo popolo, certo, lo fa per la vicina Cuba, che come sappiamo, gestisce completamente gli alti poteri del Venezuela, introdotta da anni come una piovra nelle più importanti istituzioni statali, militari e legislative del Venezuela.</p>
<p>Dall’altro canto, la ex vicepresidente Delsy Rodriguez ha dichiarato in TV che questo aiuto è contaminato ed avvelenato e che gli Stati Uniti stanno complottando per contaminare il popolo venezuelano attraverso cibo cancerogeno.</p>
<p>Tutte e tre le risposte sembrano uscite da un film delirante di serie c, questo gruppetto di persone che rappresenta l’entourage dell’usurpatore e completamente impazzito, dalle sue azioni e dichiarazioni non sa né cosa dire né come agire per tenere in piedi questa farsa che ormai, dopo 20 anni, non si sostiene più.</p>
<p>Quindi, abbiamo due appuntamenti importanti da seguire questa settimana:</p>
<p>Venerdì 22 febbraio: “Venezuela Aid Live” Grande concerto con cantanti internazionali per raccogliere fondi, tutto orchestrato dal magnate e filantropo della Virgin, Richard Branson. Per maggiore informazione: <a href="https://venezuelaaidlive.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://venezuelaaidlive.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>Sabato 23 febbraio: entrata della prima parte del contingente umanitario mandato dagli Stati Uniti.</p>
<p>Ci aggiorniamo presto con delle buone notizie!</p>
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		<title>Intervista a Regina Egle Liotta Catrambone, Direttrice del MOAS (Migrant Offshore Aid Station)</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2018 06:51:49 +0000</pubDate>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> ha intervistato, per voi, Regina Egle Liotta Catrambone, Direttrice del MOAS (Migrant Offshore Aid Station) e la ringrazia moltissimo per il tempo che ci ha voluto dedicare. Ringrazia anche Maria Grazia Patania per la disponibilità.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/MG_0178.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10546" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/MG_0178.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="5290" height="3527" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/MG_0178.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 5290w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/MG_0178-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/MG_0178-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/MG_0178-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 5290px) 100vw, 5290px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>
<p align="JUSTIFY"><b>Quali sono le attività svolte dalla sua organizzazione?</b></p>
</li>
</ol>
<p align="JUSTIFY">MOAS (Migrant Offshore Aid Station) è nata nel 2014 col semplice obiettivo di salvare vite umane in mare quando tutti gli occhi erano puntati sulle banchine dei porti, ma nessuno aveva idea di quante persone morissero senza nemmeno essere avvistate e soccorse.</p>
<p align="JUSTIFY">Abbiamo voluto colmare un vuoto lasciato dalle politiche migratorie europee e internazionali le cui lacune causavano un numero imprecisato di vittime che, nel tentativo di raggiungere un porto sicuro, perdevano la vita.</p>
<p align="JUSTIFY">Con la mia famiglia ci siamo chiesti cosa potessimo fare per rispondere all’appello di Papa Francesco contro la globalizzazione dell’indifferenza e a quello delle autorità italiane che nel mentre avevano avviato la missione Mare Nostrum.</p>
<p align="JUSTIFY">Da imprenditori e cittadini responsabili, abbiamo cercato di dare un contributo concreto per aiutare migliaia di persone in fuga da guerre, conflitti, persecuzioni, violenze o povertà estrema. E dunque dato che le persone morivano in mare abbiamo cercato una nave che fosse adatta alla missione di ricerca e soccorso: una volta trovata la Phoenix, l’abbiamo modificata in modo da aumentarne sicurezza e funzionalità e abbiamo costruito una piattaforma per il lancio/atterraggio dei droni che fino all’ottobre 2016 sono stati gli occhi del MOAS.</p>
<p align="JUSTIFY">Nella missione SAR dell’aprile-agosto 2017, invece, abbiamo usato un velivolo dotato della stessa tecnologia dei droni che ci ha aiutati a individuare imbarcazioni in difficoltà a stento rintracciabili sulla superficie del mare.</p>
<p align="JUSTIFY">Siamo orgogliosi di aver salvato e assistito durante le missioni SAR fra la rotta del Mediterraneo Centrale e l’Egeo <b>40 mila fra bambini, donne e uomini</b>.</p>
<p align="JUSTIFY">Siamo anche felici di aver ispirato altre organizzazioni a intraprendere per la prima volta missioni SAR in un spirito di collaborazione con loro e con le autorità che tramite l’MRCC di Roma coordinavano tutte le operazioni in mare.</p>
<p align="JUSTIFY">Per questo, siamo stati i primi a firmare il codice di condotta proposto dal governo italiano anche se poco dopo abbiamo deciso di sospendere la missione nel Mediterraneo Centrale, evitando di diventare indirettamente parte di un sistema di respingimenti collettivi.</p>
<p align="JUSTIFY">Alla luce del mutato scenario operativo, abbiamo scelto di non far parte di un meccanismo che non si preoccupa dei diritti e dell’incolumità delle persone, ma che mira soltanto a prevenire gli sbarchi sulle coste europee.</p>
<p align="JUSTIFY">Motivati dall’esodo in corso dal 25 agosto e dall’appello di Papa Francesco in difesa della minoranza musulmana e apolide dei Rohingya, abbiamo dunque deciso di riposizionare la Phoenix nel sud-est asiatico e, dopo aver consegnato 40 tonnellate di aiuti umanitari alle autorità bengalesi, abbiamo inaugurato due centri medici di assistenza primaria o “Aid Station” a Shamlapur e Unchiprang nella regione di Cox’s Bazar in Bangladesh.</p>
<p align="JUSTIFY">Da quel momento fino a fine marzo abbiamo assistito circa 60mila pazienti, di cui il 43% sono bambini e altrettante donne.</p>
<p align="JUSTIFY">Adesso stiamo lavorando incessantemente per prepararci all’imminente stagione monsonica che, con l’eventuale ciclone, metterebbe a ulteriore rischio le vite di migliaia di persone. Le ultime stime parlano di <b>850 mila persone in pericolo</b>, di cui <b>circa 230 mila solo nel mega campo di Kutupalong</b>.</p>
<p align="JUSTIFY">È evidente che, se non si agisce in modo coeso e col sostegno finanziario ed operativo della comunità internazionale tutta, le conseguenze saranno catastrofiche sia per i rifugiati Rohingya che per la popolazione locale bengalese.</p>
<ol start="2">
<li>
<p align="JUSTIFY"><b>Cosa rispondere a chi pronuncia lo slogan: &#8220;Aiutiamoli a casa loro&#8221;&#8230;?</b></p>
</li>
</ol>
<p align="JUSTIFY">Aiuta MOAS ad aiutare, rispondo! È quello che stiamo facendo adesso!</p>
<p align="JUSTIFY">Siamo talmente abituati ad affrontare la migrazione e le sfide ad essa connesse secondo un criterio di prossimità che non ci rendiamo conto di come nessuna distanza sia tanto grande da non poter essere superata da chi fugge per cercare pace, sicurezza ed una vita migliore.</p>
<p align="JUSTIFY">In Bangladesh stiamo intervenendo “a casa loro” e mi preme ricordare che <b>nel 2017 in Italia sono sbarcati circa</b> <b>9mila bengalesi</b>, secondo le stime ufficiali del Ministero dell’Interno. Questo significa che, se non evitiamo che la situazione peggiori esponenzialmente, probabilmente dovremo ben presto fare i conti con nuove ondate migratorie da parte di chi nella propria terra ha perso tutto, tranne la speranza di un futuro migliore.</p>
<p align="JUSTIFY">A livello globale, inoltre, bisogna pensare ad approcci condivisi e partecipati fra istituzioni politiche (ad ogni livello), organizzazioni umanitarie e società civile: solo così riusciremo a essere efficaci ed efficienti. Infine, per eliminare le cause che generano la migrazione, occorre attivare percorsi di sviluppo e informazione nei paesi di origine e transito. Purtroppo, la stragrande maggioranza delle persone che intraprendono i terribili viaggi verso l’Europa non hanno idea di cosa li attende ed è molta la disinformazione che alimenta false speranze.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma l’opinione pubblica e la politica in generale sembrano ripiegare costantemente su un egoismo che li fa interessare solo a quanto avviene attorno a noi, trascurando il resto e le sue conseguenze che inevitabilmente però finiscono per influenzare le nostre vite quotidiane.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_0341.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10547" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_0341.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="5134" height="3423" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_0341.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 5134w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_0341-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_0341-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/IMG_0341-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 5134px) 100vw, 5134px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">
<ol start="3">
<li>
<p align="JUSTIFY"><b>Quali nuove norme sarebbero opportune per agevolare le Ong che operano per il soccorso dei migranti in mare?</b></p>
</li>
</ol>
<p align="JUSTIFY">Credo sia indispensabile trovare delle norme condivise cui agire, oltre alla legislazione internazionale che fa certamente da cornice a qualsiasi attività in mare. Servirebbero più ordine e disciplina e un punto di partenza potrebbe essere la convocazione di un tavolo di esperti e professionisti del mare con conoscenze SAR (Ricerca e Soccorso) non solo da un punto di vista teorico, ma anche strettamente pratico. I negoziati, a mio avviso, andrebbero portati avanti invitando gli stati che accoglierebbero le persone soccorse in mare e che così avrebbero ulteriori garanzie sulla trasparenza dell’operato. In questo contesto, si potrebbe definire il codice operativo di coloro che, spinti dal desiderio di salvare vite umane in mare, decidono di impegnarsi in operazioni SAR. Fra i dettagli da discutere, andrebbero inseriti: standard minimi di training per gli operatori SAR, tipologia e caratteristiche delle navi da usare per ridurre al minimo i rischi e le difficoltà di chi viene salvato e di chi svolge i soccorsi oltre a caratteristiche precise sulla tipologia dei giubbotti di salvataggio da utilizzare e altro ancora. La chiave per migliorare in qualunque campo è condividere informazioni ed conoscenze maturate durante la propria esperienza e coordinare le attività al servizio dei più vulnerabili in un clima di dialogo costruttivo e aperta collaborazione.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/image2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10548" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/image2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1600" height="1066" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/image2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/image2-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/image2-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/image2-1024x682.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">
<ol start="4">
<li>
<p align="JUSTIFY"><b>Ultimamente alcune Ong sono state messe sotto accusa: cosa possono fare i governi italiano ed europei per tutelare il loro lavoro?</b></p>
</li>
</ol>
<p align="JUSTIFY">Il Diritto Internazionale codificato e le varie convenzioni che normano il Diritto del Mare offrono tutti gli strumenti necessari per tutelare la vita e salvaguardare i diritti delle persone. Quello che manca è la reale volontà di farlo. Nel 2013 dopo il terribile naufragio del 3 ottobre e gli altri a seguire, la priorità era salvare vite umane in mare. Nonostante le carenze e i tanti aspetti migliorabili, c’era comunque la volontà di agire per tutelare l’incolumità delle persone. Dal dicembre 2016 e per tutto il 2017 l’atmosfera generale è enormemente cambiata. Basta pensare alla macchina del fango e alle fake news sulle ONG che inizialmente venivano “lodate” e che poi sono diventate taxi del mare. Le navi umanitarie sono state al centro di una campagna denigratoria volta a screditarne l’operato e il clima di sospetto ha investito qualunque manifestazione di solidarietà, fomentata da alcuni politici e giornalisti. Purtroppo, però, la paura di ciò che non si conosce –salvati e salvatori- continuamente alimentata da chi semina odio non è priva di conseguenze, come hanno dimostrato gli episodi di cronaca in cui moventi razzisti hanno scatenato atti di violenza.</p>
<p align="JUSTIFY">Dobbiamo renderci conto che siamo tutti esseri umani e che i sentimenti che proviamo sono gli stessi ovunque. Abitiamo tutti lo stesso mondo e non possiamo illuderci che quanto avviene in una sua parte, per quanto remota, non ci coinvolga direttamente o indirettamente prima o poi. È veramente arrivato il momento di abbandonare odio e divisioni per scegliere una fattiva strada di pace, dialogo, fratellanza e solidarietà.</p>
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			</item>
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		<title>Lettera aperta ai parlamentari italiani ed europei. &#8220;La verità va gridata dai tetti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 16:15:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI ITALIANI ED EUROPEI «LA VERITA’ VA GRIDATA DAI TETTI». UNO STESSO FILO LEGA LE MORTI IN MARE DELL’11 OTTOBRE 2013 E QUELLE DEL 6 NOVEMBRE 2017: UNA POLITICA DI&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/135505-ld.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9832" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/135505-ld.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="320" height="213" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/135505-ld.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/135505-ld-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI ITALIANI ED EUROPEI</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;"><b>«</b></span><b>LA VERITA’ VA GRIDATA DAI TETTI</b><span style="font-family: Cambria, serif;"><b>».</b></span></p>
<p><b>UNO STESSO FILO LEGA </b><b>LE MORTI IN MARE DELL’11 OTTOBRE 2013 E QUELLE DEL 6 NOVEMBRE 2017: UNA POLITICA DI RESPINGIMENTO AFFIDATA ALL’ITALIA. CHIEDIAMO AI NOSTRI RAPPRESENTANTI DI AUDIRE I TESTIMONI DI QUELLE STRAGI E DI METTERE FINE ALLA SCELTA DISUMANA DEI RESPINGIMENTI IN LIBIA.</b></p>
<p>Gentili Membri del Parlamento europeo e della Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni,</p>
<p>siamo associazioni, Ong, attivisti della società civile italiana ed europea che si rivolgono a voi in quanto rappresentanti della sola istituzione democratica dell&#8217;UE – il Parlamento – deputato a rappresentare i cittadini.</p>
<p>Gentili Onorevoli del Parlamento italiano,</p>
<p>siamo associazioni, Ong, singoli attivisti della società civile italiana ed europea che si rivolgono a voi perché assumiate la responsabilità che vi compete su decisioni gravide di conseguenze per il diritto internazionale e la democrazia, assunte a livello governativo in assenza di confronto e votazione nella sola sede istituzionale che rappresenta i cittadini.</p>
<p><b>CHIEDIAMO</b> che l’attivista italiano testimone del comportamento criminale tenuto lo scorso 6 novembre dalla guardia costiera libica – finanziata con fondi UE gestiti dall&#8217;Italia e addestrata da personale dell&#8217;UE – sia audito con urgenza dal Parlamento italiano e dal Parlamento europeo riunito in sessione plenaria, o dalla sua competente Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni.</p>
<p>Cinque profughi sono annegati, tra questi un bambino di quattro anni, e almeno altri trentacinque risultano dispersi. Il materiale video pubblicato dalla Ong tedesca Sea-Watch<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote1sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote1anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">i</span></sup></a> mostra con chiarezza che la Guardia costiera libica, lungi dall’aver condotto un’operazione di <i>search and rescue</i>, ha agito in modo aggressivo e scoordinato per riportare i profughi in Libia, impedendo alla Ong e alle unità italiane e francesi presenti sulla scena del naufragio di procedere nelle operazioni di soccorso, già coordinate dal MRCC di Roma.</p>
<p>L’attivista Gennaro Giudetti ha affermato che la motovedetta libica «ha agganciato il gommone dei migranti, in quel momento bucato e quindi con decine di persone in mare, alcuni con il salvagente, molti altri senza nulla. […] Abbiamo dovuto farci largo tra persone che erano già annegate, per riuscire a raggiungere quelli che invece erano ancora in vita, per recuperarli. La situazione era abominevole: abbiamo tirato a bordo i superstiti con le braccia».<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote2sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote2anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">ii</span></sup></a></p>
<p>I quarantasette migranti recuperati in mare dall’equipaggio libico sono stati ammassati sul ponte e frustati per impedir loro di tuffarsi in mare e raggiungere i familiari a bordo dei gommoni della Sea-Watch3, che aveva intanto salvato cinquantanove persone. La motovedetta si è poi allontanata a tutta velocità, incurante del fatto che un naufrago fosse aggrappato a una cima sporgente da una paratia. La guardia costiera libica non si è fermata al disperato e ripetuto avvertimento dell’elicottero della Marina militare italiana, distintamente udibile sulle frequenze radio registrate dalla Sea-Watch 3.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote3sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote3anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">iii</span></sup></a></p>
<p><b>«</b>È stato terribile, abbiamo visto l&#8217;uomo gridare verso la moglie e poi buttarsi in acqua<span style="font-family: Cambria, serif;">»</span>, ha detto Giudetti, <span style="font-family: Cambria, serif;">«</span>si è aggrappato alla cima che i libici usavano per far salire a bordo i naufraghi, ma a quel punto la motovedetta ha fatto un balzo in avanti trascinandolo via e non siamo riusciti a salvarlo. I libici sono stati violenti e incauti, picchiavano i migranti con funi e mazze e – per incredibile che possa sembrare – ci tiravano patate contro, per renderci più difficili i soccorsi».<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote4sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote4anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">iv</span></sup></a></p>
<h2 class="western"><strong><span style="color: #00000a;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Un comportamento criminale, che viola le leggi internazionali e la legge del mare, rispondente alla volontà dei governi italiani e dell’Unione europea di bloccare l’arrivo dei profughi delegando alla Libia quella che altrimenti sarebbe una palese prassi di</span></span></span><span style="color: #00000a;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"><i> refoulement</i></span></span></span><span style="color: #00000a;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">, proibita dalla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo.</span></span></span></strong></h2>
<p><b>CHIEDIAMO</b> che il governo italiano sia chiamato a rendere conto davanti al Parlamento europeo circa l’accordo stretto tra Italia e Tripoli lo scorso 2 febbraio,<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote5sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote5anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">v</span></sup></a> alla luce del decreto con cui il ministero degli Esteri italiano ha conferito 2,5 milioni di euro al ministero dell&#8217;Interno per la rimessa in efficienza di quattro motovedette da consegnare alle autorità libiche. Tali fondi provengono dallo stanziamento di 200 milioni effettuato dal Parlamento italiano per il Fondo Africa destinato alla cooperazione,<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote6sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote6anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">vi</span></sup></a> motivo per cui l’Associazione Studi Giuridici per l’Immigrazione (ASGI) ha notificato un ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio contro il Ministero degli affari Esteri e del Ministero dell’interno.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote7sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote7anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">vii</span></sup></a></p>
<p>Siamo preoccupati dal fatto che non vi sia alcun controllo sul reale utilizzo dei fondi UE in Libia. Questa preoccupazione sembra confermata dalla risposta data dalla Commissione europea all’interrogazione scritta presentata lo scorso 5 settembre da ventuno parlamentari europei con riferimento alla denuncia dell&#8217;Associated Press, secondo cui i fondi versati dall’Italia al governo di Tripoli finirebbero alle milizie coinvolte nel traffico di esseri umani. I deputati chiedevano quali garanzie vi fossero che «il considerevole sostegno al governo libico, anche attraverso il Fondo fiduciario di emergenza per l&#8217;Africa e con un progetto con una dotazione finanziaria pari a 46 milioni di euro», non finisse nelle mani dei trafficanti di uomini.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote8sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote8anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">viii</span></sup></a></p>
<p>La risposta della Commissione è un groviglio di frasi ipotetiche che trovano sintesi in un paradosso: non ci sono controlli, ma se dai controlli dovesse risultare qualcosa, allora i programmi dell’UE verrebbero sospesi.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote9sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote9anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">ix</span></sup></a></p>
<p><b>CHIEDIAMO </b>al governo italiano, come cittadini dell’Unione, una risposta all’altezza della gravità dei fatti – quella che non ha avuto nemmeno il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, quando lo scorso 28 settembre ha chiesto chiarimenti in merito alla natura dell’accordo con la Libia e ai respingimenti di cui esso è causa.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote10sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote10anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">x</span></sup></a> La risposta del ministro dell’Interno Marco Minniti, infatti, è stata che non è l’Italia a respingere le persone, ma la Libia.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote11sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote11anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xi</span></sup></a> Una risposta «sostanzialmente vuota e certamente irrispettosa a fronte della conoscenza delle reali politiche di delega, aiuto e supporto dell’Italia alla Libia ed al contemporaneo ostacolo posto alle attività di ricerca e salvataggio in mare da parte delle Ong operanti nel Mediterraneo centrale».<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote12sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote12anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xii</span></sup></a></p>
<p>Il governo italiano e quello dell’Unione non possono non conoscere il rapporto del gruppo di esperti sulla Libia del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSMIL), che già un anno fa elencava «esecuzioni, torture, deprivazione di cibo, acqua e servizi igienici», e dichiarava che «i trafficanti di esseri umani, il Dipartimento di contrasto all’immigrazione illegale libico e le guardia costiera libica sono direttamente coinvolti nelle violazioni dei diritti umani».</p>
<p>Secondo l’UNSMIL, «le intercettazioni di imbarcazioni di migranti da parte della guardia costiera libica hanno implicato azioni che possono costituire omicidi arbitrari».<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote13sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote13anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xiii</span></sup></a></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>CHIEDIAMO</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"> ai nostri rappresentanti nelle istituzioni italiane ed europee di valutare, alla luce dell’autorevole serie di denunce della gravità della situazione in Libia,</span></span><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote14sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote14anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xiv</span></sup></a><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"> le affermazioni fatte da rappresentanti del governo italiano e della Commissione europea sulla bontà dell’accordo con la Libia e il suo finanziamento.</span></span><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote15sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote15anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xv</span></sup></a></span></span></p>
<p><b>CHIEDIAMO</b> ai nostri rappresentanti nelle istituzioni italiane ed europee di agire per ottenere verità e giustizia sul filo rosso che lega le morti in mare dell’11 ottobre 2013 a quelle del 6 novembre 2017. Uno stesso accordo di respingimento continua a uccidere, oltre ai profughi nel Mar Mediterraneo, la democrazia nei nostri Parlamenti. Questo accordo – interrotto solo dall’operazione Mare nostrum e, alla sua dismissione, dall’entrata in azione delle Ong nelle operazioni di ricerca e soccorso – mostra ora in piena luce il suo volto criminale.</p>
<p>Per questo riteniamo un atto politico e umano non rinviabile l’ascolto della testimonianza del “naufragio dei bambini” dell’11 ottobre 2013 – portata da chi ha ricostruito l’infamante vicenda, il giornalista Fabrizio Gatti, e, se opportuno, i legali dei medici siriani che hanno perso i figli nel naufragio<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote16sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote16anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xvi</span></sup></a> – e l’ascolto della testimonianza dell’eccidio del 6 novembre 2017, portata dall’attivista per i diritti umani Gennaro Giudetti. Come lui, siamo convinti che la verità vada <span style="font-family: Cambria, serif;">«</span>gridata dai tetti<span style="font-family: Cambria, serif;">», perché non ci sommerga.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per le vostre adesioni su Change.org: <a href="https://www.change.org/p/naufragio-del-6-novembre-il-parlamento-ascolti-il-testimone-gennaro-giudetti-sui-crimini-della-libia?utm_source=rss&utm_medium=rss"> https://www.change.org/p/naufragio-del-6-novembre-il-parlamento-ascolti-il-testimone-gennaro-giudetti-sui-crimini-della-libia?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p align="RIGHT">28 novembre 2017</p>
<p>Osservatorio Carta di Milano &#8211; La solidarietà non è reato</p>
<p>ADIF &#8211; Associazione Diritti e Frontiere</p>
<p>Associazione per i Diritti Umani</p>
<p>ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione</p>
<p>ARCI</p>
<p>Associazione Costituzione Beni Comuni</p>
<p>Associazione K-Alma</p>
<p>Baobab Experience</p>
<p>Campagna LasciateCIEntrare</p>
<p>COSPE Onlus</p>
<p>Ex Opg &#8211; Je so&#8217; pazzo</p>
<p>Fondazione Casa della carità di Milano “Mario Abriani”</p>
<p>Hayat Onlus</p>
<p>Lunaria</p>
<p>Terre des Hommes Italia</p>
<p>ActionAid</p>
<p>Scuola di pace di Napoli</p>
<p>Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC</p>
<p>Vittorio Agnoletto, medico</p>
<p>Mario Agostinelli, Energia Felice</p>
<p>Alessandra Ballerini, avvocato</p>
<p>Diego Bianchi, conduttore televisivo, attore e regista</p>
<p>Daniele Biella, giornalista e scrittore</p>
<p>Stefano Bleggi, Progetto Melting Pot Europa</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;">Tony Bunyan, Statewatch</span></p>
<p>Paolo Cacciari, giornalista e scrittore</p>
<p>Enrico Calamai, ex console italiano a Buenos Aires</p>
<p>Annalisa Camilli, giornalista</p>
<p>Eleonora Camilli, giornalista</p>
<p>Cosimo Caridi, giornalista</p>
<p>Valerio Cataldi, giornalista</p>
<p>Francesca Chiavacci, presidente nazionale ARCI</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;">Laura Cima, scrittrice ecofemminista, Prima le persone</span></p>
<p>Don Luigi Ciotti, fondatore Associazione Gruppo Abele, presidente Associazione Libera</p>
<p>Marta Cosentino, giornalista</p>
<p>Andrea Costa, Baobab Experience Roma</p>
<p>Stefano Corradino, giornalista, direttore Articolo21</p>
<p>Raffaele Crocco, direttore Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo</p>
<p><a name="_GoBack"></a> Chiara Cuttitta, facoltà di giurisprudenza Università degli Studi di Milano</p>
<p>Paolo Cuttitta, docente di diritto della migrazione Vrije Universiteit Amsterdam</p>
<p>Stefania Dall’Oglio, esperta in diritti umani e diritto dell’immigrazione, docente master in Peace Studies Università di Roma Tre</p>
<p>Adele Del Guercio, Università degli Studi di Napoli L’Orientale</p>
<p>Cristiana Dell’Anna, attrice</p>
<p>Don Vitaliano Della Sala, parroco Mercogliano, Avellino</p>
<p>Erri De Luca, scrittore</p>
<p>Pino De Lucia Lumeno, responsabile immigrazione Legacoop Calabria</p>
<p>Giuseppe De Marzo, responsabile nazionale Libera per le Politiche sociali</p>
<p>Laura Di Lucia Coletti, presidente Associazione L’Altra Europa Laboratorio Venezia</p>
<p>Emilio Drudi, giornalista</p>
<p>Anna Falcone, avvocato</p>
<p>Luca Fazio, giornalista</p>
<p>Ciro Ferrara, calciatore</p>
<p>Vincenzo Ferrara, presidente Fondazione Cannavaro-Ferrara</p>
<p>Francesca Fornario, giornalista e scrittrice</p>
<p>Stefano Galieni, responsabile migrazione PRC</p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Riccardo Gatti, capomissione Proactiva Open Arms</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Beppe Giulietti, giornalista</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Patrizio Gonnella, presidente Antigone e Cild</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Maurizio Gressi, </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">segretario Presidente delegazione parlamentare italiana</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">presso </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Iniziativa Centro Europea (</span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">InCE) al Senato</span></span></span></span></p>
<p>Gabriella Guido, portavoce Campagna LasciateCIEntrare</p>
<p>Ben Hayes, Transnational institute</p>
<p>Charles Heller, Research Fellow al Centre for Research Architecture, Goldsmiths, University of London. Co-fondatore Forensic Oceanography e WatchTheMed</p>
<p>Francesca Lacaita, insegnante, DiEM25 Milano</p>
<p>Gad Lerner, giornalista</p>
<p>Antonella Leto, Forum siciliano dei movimenti per l&#8217;Acqua ed i Beni Comuni</p>
<p>Corallina Lopez Curti, ricercatrice</p>
<p>Yasha Maccanico, ricercatore e giornalista, Statewatch, University of Bristol</p>
<p>Anna Maffei, Pastora Chiesa Battista di Milano</p>
<p>Corrado Maffia, presidente Scuola di Pace di Napoli</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;">Antonello Mangano, Terre libere</span></p>
<p>Francesca Mannocchi, giornalista</p>
<p>Lorenzo Marsili, direttore European Alternatives, coordinatore DiEM25</p>
<p>Maruego, rapper</p>
<p>Antonio Mazzeo, giornalista</p>
<p><span lang="en-US">Susi Meret, Associate Professor, Institute of Culture and Global Studies, Aalborg University, Denmark</span></p>
<p>Filippo Miraglia, presidente ARCS e vice presidente ARCI</p>
<p>Emilio Molinari, Comitato italiano per un Contratto mondiale sull&#8217;acqua</p>
<p>Tomaso Montanari, presidente Libertà e Giustizia</p>
<p>Flore Murard-Yovanovitch, giornalista</p>
<p>Grazia Naletto, presidente Lunaria</p>
<p>Moni Ovadia, attore, regista e scrittore</p>
<p>Ernesto Pagano, scrittore</p>
<p>Salvatore Palidda, professore Università di Genova</p>
<p>Simon Parker, docente di Scienze Politiche, Università di York</p>
<p>Chiara Parolin, avvocato</p>
<p>Stefano Pasta, giornalista, Sant’Egidio</p>
<p>Steve Peers, professore School of Law University of Essex</p>
<p>Riccardo Petrella, economista politico</p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Lorenzo Pezzani, ricercatore al Centre for Research Architecture, Goldsmiths, University of London. Cofondatore </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Forensic Oceanoghraphy</i></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>WatchTheMed</i></span></span></span></span></p>
<p>Francesco Piccinini, direttore Fanpage.it</p>
<p>Paola Pietrandrea, coordinatrice DiEM25</p>
<p>Gaetano Placido, giornalista</p>
<p>Nancy Porsia, giornalista</p>
<p>Sara Prestianni, responsabile migrazione Sinistra Italiana</p>
<p>Roberta Radich, Coordinamento No Triv</p>
<p>Paola Regina, avvocato</p>
<p>Annamaria Rivera, antropologa, attivista e studiosa antirazzista</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;">Antonia Romano, consigliera comunale Trento</span></p>
<p>Silvia Rossetti, editor</p>
<p>Fabio Sanfilippo, giornalista</p>
<p>Roberto Saviano, scrittore</p>
<p>Nello Scavo, giornalista</p>
<p>Ilaria Sesana, giornalista</p>
<p>Mario Sommella, ex operaio, presidente Associazione Prima Le Persone</p>
<p>Barbara Spinelli, avvocato, Giuristi Democratici</p>
<p>Silvia Stilli, portavoce AOI (Associazione delle Organizzazioni Italiane di cooperazione e solidarietà internazionale)</p>
<p>Massimo Torelli, L’Altra Europa con Tsipras</p>
<p>Fulvio Vassallo Paleologo, presidente ADIF</p>
<p>Valeria Verdolini, ricercatrice</p>
<p>Guido Viale, sociologo</p>
<p>Giacomo Zandonini, giornalista</p>
<p>Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano</p>
<p>Padre Mussie Zerai, presidente Agenzia Habeshia</p>
<div id="sdendnote1">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote1anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote1sym">i</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> <a href="https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&amp;v=_phI-f_yFXQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&amp;v=_phI-f_yFXQ&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote2">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote2anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote2sym">ii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="font-size: small;"><a href="http://www.vita.it/it/article/2017/11/07/ministro-minniti-mi-incontri-le-racconto-lorrore/145020/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.vita.it/it/article/2017/11/07/ministro-minniti-mi-incontri-le-racconto-lorrore/145020/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote3">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote3anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote3sym">iii</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup><span style="font-family: Cambria, serif;"> Trascrizione della </span><span style="font-family: Cambria, serif;">registrazione:</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">00:01:13 </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Libyan coastguard, this is Italian Navy helicopter, people are jumping in the water. Stop your engine and please cooperate with Sea-Watch. Please, cooperate with Sea-Watch!</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">00:01:33 [&#8230;] </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>This is Italian Navy helicopter, channel 16, we want you to stop now, NOW, NOW! Lybian coastguard, lybian coastguard, you have one person on the right side, please stop your engine! Stop your engine!</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">00:02:03 </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Stop your engine now! Stop your engine! You have [&#8230;] on right side, please, stop!</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">00:02:17 </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Stop! Stop! Stop! Stop your engine, stop your engine now. Stop your engine now, please!</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=p4LU5-NoHVw&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0"><span style="font-family: Cambria, serif;">https://www.youtube.com/watch?v=p4LU5-NoHVw&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><span style="font-family: Cambria, serif;">.</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote4">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote4anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote4sym">iv</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/07/news/migranti_almeno_30_dispersi_nell_ultimo_naufragio-180480763/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-size: small;">http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/07/news/migranti_almeno_30_dispersi_nell_ultimo_naufragio-180480763/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><span style="font-size: small;"><b>.</b></span></p>
</div>
<div id="sdendnote5">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote5anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote5sym">v</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/02/news/migranti_accordo_italia-libia_ecco_cosa_contiene_in_memorandum-157464439/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/02/news/migranti_accordo_italialibia_ecco_cosa_contiene_in_memorandum-157464439/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote6">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote6anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote6sym">vi</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup> <span style="font-family: Cambria, serif;"><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote7">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote7anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote7sym">vii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> L’avvocato Giulia Crescini spiega: «Abbiamo chiesto un accesso agli atti e abbiamo visto che uno dei decreti del ministero parla di 2,5 milioni di euro per il trasporto e la sistemazione delle motovedette, soldi che rientrano quindi nel  finanziamento dell’apparato militare libico». <a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-italia-ricorso-fondi-cooperazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-italia-ricorso-fondi-cooperazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote8">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote8anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote8sym">viii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> Interrogazione di Elly Schlein alla Commissione europea, 5 settembre 2017, <a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2017-005531+0+DOC+XML+V0//IT&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2017-005531+0+DOC+XML+V0//IT&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></span><span style="color: #00000a;"><span style="font-size: small;">.</span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote9">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote9anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote9sym">ix</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> <a href="http://barbara-spinelli.it/2017/11/09/insufficiente-risposta-della-commissione-due-interrogazioni-sulla-libia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://barbara-spinelli.it/2017/11/09/insufficiente-risposta-della-commissione-due-interrogazioni-sulla-libia/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote10">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote10anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote10sym">x</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> <a href="https://rm.coe.int/letter-to-the-minister-of-interior-of-italy-regarding-government-s-res/168075baea?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://rm.coe.int/letter-to-the-minister-of-interior-of-italy-regarding-government-s-res/168075baea?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote11">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote11anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote11sym">xi</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> <a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/11/2017_10_11_lettera_Minniti_COE.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/11/2017_10_11_lettera_Minniti_COE.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote12">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote12anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote12sym">xii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="font-size: small;"><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote13">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote13anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote13sym">xiii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US">United Nations Support Mission in Libya (UNMSIL) and Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights (OHCHR), </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US"><i>Detained and dehumanized</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US">, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">13 dicembre 2016, </span></span><a href="http://www.ohchr.org/Documents/Countries/LY/DetainedAndDehumanised_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-size: small;">http://www.ohchr.org/Documents/Countries/LY/DetainedAndDehumanised_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">. Si veda anche</span></span> <span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US">S/2017/466 </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US">(final report of the Panel of Experts on Libya established pursuant to resolution 1973).</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote14">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote14anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote14sym">xiv</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">●</span> <span style="font-family: Cambria, serif;"><u>8 maggio 2017</u></span><span style="font-family: Cambria, serif;">, il procuratore della Corte penale internazionale Fatou Bensouda riferisce al Consiglio di sicurezza dell’ONU sulle violazioni dei diritti umani in Libia, dicendosi «profondamente allarmata dai rapporti secondo cui migliaia di migranti vulnerabili, compresi donne e bambini, vengono detenuti in centri spesso in condizioni inumane». <a href="http://webtv.un.org/search/-fatou-bensouda-icc-prosecutor-on-the-situation-in-libya-security-council-7934th-meeting/5426325092001?term=bensouda&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://webtv.un.org/search/-fatou-bensouda-icc-prosecutor-on-the-situation-in-libya-security-council-7934th-meeting/5426325092001?term=bensouda&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">18 maggio 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, l’Ong tedesca Sea-Watch denuncia alla Corte penale internazionale dell’Aja il tentato speronamento in acque internazionali da parte della guardia costiera libica mentre la sua nave si apprestava a eseguire un salvataggio, aveva aperto il fuoco ad altezza d’uomo contro un peschereccio carico di migranti e aveva riportato i migranti in Libia, violando il principio di non-refoulement. <a href="https://sea-watch.org/en/17246/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://sea-watch.org/en/17246/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">1° giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, il gruppo di esperti sulla Libia del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite pubblica un rapporto che parla di «esecuzioni, torture, deprivazione di cibo, acqua e servizi igienici», e dichiara che «i trafficanti di esseri umani, il Dipartimento di contrasto all’immigrazione illegale libico e le guardia costiera libica sono direttamente coinvolti nelle violazioni dei diritti umani». </span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">Letter dated 1 June 2017 from the Panel of Experts on Libya established pursuant to resolution 1973 (2011) addressed to the President of the Security Council,</span></em><span style="font-family: Cambria, serif;"> §104.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><a href="http://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/N1711623.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/N1711623.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">19 giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, Human Rights Watch afferma che «le forze libiche hanno esibito un atteggiamento irresponsabile, tale da mettere in pericolo le persone a cui venivano in aiuto, e per questo motivo l’Italia e altri Paesi dell’Unione europea non dovrebbero cedere il controllo delle operazioni di soccorso in acque internazionali alle forze libiche». Judith Sunderland, </span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">Ue: delegare i soccorsi alla Libia significa mettere vite a repentaglio,</span></em><span style="font-family: Cambria, serif;"> <a href="https://www.hrw.org/it/news/2017/06/19/305148?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.hrw.org/it/news/2017/06/19/305148?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">20 giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, il rappresentante speciale dell’ONU in Libia, Martin Kobler, afferma davanti alla Commissione affari esteri (AFET) del Parlamento europeo: «Sconsiglio di continuare la formazione della guardia costiera libica in assenza di un vigile controllo internazionale. […] Su Youtube potete vede tutto, comprese le guardie costiere libiche che respingono le persone e le gettano in acqua perché anneghino, oppure le riportano sulle spiagge. L’Unione europea dovrebbe cominciare a riflettere su come evitare le violazioni commesse da coloro che essa stessa sta formando». Martin Kobler</span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">, L’UE doit arrêter de former les garde-côtes libyens!, </span></em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><em><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><u><a href="https://club.bruxelles2.eu/login/?_s2member_vars=catg..level..2..post..92279..LzIwMTcvMDYvbHVlLWRvaXQtYXJyZXRlci1kZS1mb3JtZXItbGVzLWdhcmRlLWNvdGVzLWxpYnllbnMtbWFydGluLWtvYmxlci8%3D&amp;_s2member_sig=1498912483-63cecc2e7e71c092e5dc074110ca679c&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://club.bruxelles2.eu/login/?_s2member_vars=catg..level..2..post..92279..LzIwMTcvMDYvbHVlLWRvaXQtYXJyZXRlci1kZS1mb3JtZXItbGVzLWdhcmRlLWNvdGVzLWxpYnllbnMtbWFydGluLWtvYmxlci8%3D&amp;_s2member_sig=1498912483-63cecc2e7e71c092e5dc074110ca679c&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></span></em></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">21 giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, Amnesty International lancia un monito alle istituzioni europee</span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>:</i></span><em><span style="font-family: Cambria, serif;"><b> </b></span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;">«L’UE sta consentendo alla guardia costiera libica di riportare migranti e rifugiati sulla terraferma in un Paese dove le detenzioni illegali, la tortura e lo stupro sono la regola. Mentre rafforza l’operatività della guardia costiera libica, l’Unione chiude gli occhi di fronte ai gravi rischi insiti in questa cooperazione»</span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;">, </span></em><a href="https://www.amnesty.it/amnesty-international-sulla-richiesta-collaborazione-la-guardia-costiera-libica/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria, serif;">https://www.amnesty.it/amnesty-international-sulla-richiesta-collaborazione-la-guardia-costiera-libica/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">28 giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, l’Upper Tribunal di Londra sentenzia che non è possibile effettuare rimpatri in Libia in considerazione del livello di violenza nel Paese, tale da mettere a rischio la vita o l’incolumità delle persone. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">Upper Tribunal (Immigration and Asylum Chamber), </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>The Immigration Acts</i></span><span style="font-family: Cambria, serif;">. </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>«</i></span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">The violence in Libya has reached such a high level that substantial grounds are shown for believing that a returning civilian would, solely on account of his presence on the territory of that country or region, face a real risk of being subject to a threat to his life or person</span></em><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>»</i></span><span style="font-family: Cambria, serif;">, <a href="http://www.statewatch.org/news/2017/jun/uk-immigration-asylum-tribunal-zmm-v-home-sec-returns-to-libya-28-6-17.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.statewatch.org/news/2017/jun/uk-immigration-asylum-tribunal-zmm-v-home-sec-returns-to-libya-28-6-17.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">15 agosto 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, </span><span style="font-family: Cambria, serif;">Agnès Callamard, relatrice speciale dell’OHCHR sulle esecuzioni extra-giudiziarie, sommarie o arbitrarie, pubblica un rapporto in cui si legge che «alcuni Stati fanno affidamento su una politica di extraterritorialità per fermare i migranti prima che giungano sul loro territorio ed entrino nel loro controllo o giurisdizione [con riferimento al vertice informale sul Mediterraneo centrale tenutosi a Tallin il 6 luglio 2017]. Tali politiche possono includere assistenza, finanziamento e addestramento di agenzie di altri Paesi per l’arresto, la detenzione, il processo, il soccorso o lo sbarco e il rimpatrio di rifugiati e migranti. Queste politiche sollevano serie preoccupazioni quando le agenzie o gli Stati riceventi siano ritenuti responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, compresa la violazione del diritto alla vita». </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Unlawful death of refugees and migrants. Note by the Secretary General</i></span><span style="font-family: Cambria, serif;">, 15 agosto 2017,</span><span style="font-family: Cambria, serif;"> <a href="http://undocs.org/A/72/335?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://undocs.org/A/72/335?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>, § 36, p. 17.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> </u><span style="font-size: small;"><u>14 novembre 2017</u></span><span style="font-size: small;">, l’Alto commissario Onu per i diritti umani </span><span style="font-size: small;">Zeid Ra’ad Al Hussein dichiara «disumana la politica dell’Unione europea di assistere le autorità libiche nell’intercettare i migranti nel Mediterraneo e riportarli nelle terrificanti prigioni in Libia. La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell’umanità», </span><span style="font-size: small;"><a href="http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=22393&amp;LangID=E&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=22393&amp;LangID=E&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
<p><u>● <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Il 17 novembre 2017</span></span></u><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"> l’Avvenire pubblica la notizia di un </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">«</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">coordinamento comune italo-libico sul fronte delle operazioni SAR</span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">»</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">, </span></span><a href="http://cartadiroma.waypress.eu//RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM5021.TIF&amp;subcod=20171117&amp;numPag=1&amp;&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-size: small;">http://cartadiroma.waypress.eu//RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM5021.TIF&amp;subcod=20171117&amp;numPag=1&amp;&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">.</span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote15">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote15anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote15sym">xv</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">● </span><span style="font-family: Cambria, serif;">Il 28 giugno 2017, l</span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">’</span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;">Alto rappresentante Federica Mogherini, in risposta a</span></em><i> </i><em><span style="font-family: Cambria, serif;">un’interrogazione parlamentare</span></em><span style="font-family: Cambria, serif;">,</span><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup> <span style="font-family: Cambria, serif;">ha reiterato a nome della Commissione europea il sostegno, anche finanziario, alla guardia costiera libica, con un ossimoro che la strage del 6 novembre rende inaccettabile: «</span><span style="font-family: Cambria, serif;">L&#8217;UE finanzia la formazione della guardia costiera libica e sostiene una gestione della migrazione basata sui diritti in Libia», </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2017-001542&amp;language=IT&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2017-001542&amp;language=IT&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p>● <span style="font-size: small;">L’8 novembre 2017, a due giorni dalla strage al largo della Libia, il prefetto italiano Mario Morcone, capo di Gabinetto del ministero dell’Interno e consigliere del ministro Minniti, ha affermato: </span><span style="font-size: small;">«Io </span><span style="font-size: small;">non seguo le stupidaggini che dice Amnesty International, né il responsabile dei diritti umani europeo [il commissario dei Diritti umani del Consiglio d’Europa</span><span style="font-size: small;">, ndr]. </span><span style="font-size: small;">L’Italia non ha mai rispedito nessuno in Libia</span><span style="font-size: small;">. Noi abbiamo solo consentito che la Guardia costiera libica salvasse le persone e le riportasse in Libia, ma lo ha fatto la Guardia costiera libica, non lo hanno fatto le navi italiane». </span><span style="font-size: small;"><a href="http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/554175/Polemica-Morcone-Caritas-Falsita-sulla-Libia-l-Italia-non-respinge?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/554175/Polemica-Morcone-Caritas-Falsita-sulla-Libia-l-Italia-non-respinge?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">Alla</span><b> </b><span style="font-family: Cambria, serif;">richiesta di accesso agli atti sul numero di respingimenti in ciascun Paese, da maggio 2016 a maggio 2017, presentata dall’Associazione ADIF, è stato risposto che i respingimenti dall’Italia alla Libia sono stati 60, rispondenti a cittadini libici (di cui 5 donne e 55 uomini).</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote16">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote16anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote16sym">xvi</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup><span style="font-family: Cambria, serif;"> Nel documentario </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Un unico destino</i></span><span style="font-family: Cambria, serif;">, pubblicato il 14 ottobre 2017, il giornalista italiano Fabrizio Gatti ha ricostruito il naufragio del 13 ottobre 2013, nel quale morirono 268 profughi siriani in fuga dalla guerra, tra cui 60 bambini, a bordo di un barcone crivellato di colpi da un’unità libica: un massacro causato dalla volontaria omissione di soccorso della Marina italiana, il cui pattugliatore Libra, che si trovava a 45’ dalla scena del naufragio, è intervenuto più di cinque ore dopo la richiesta di aiuto, incalzato e costretto dalla Marina maltese. <a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2013/11/07/news/la-verita-sul-naufragio-di-lampedusa-quella-strage-si-poteva-evitare-1.140363?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://espresso.repubblica.it/inchieste/2013/11/07/news/la-verita-sul-naufragio-di-lampedusa-quella-strage-si-poteva-evitare-1.140363?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Il 13 novembre 2017, dopo numerose richieste di archiviazione, il Giudice per le indagini preliminari di Roma ha stabilito che il comandante della sala operativa della Marina militare italiana e il collega della Guardia costiera debbano essere processati per omissione di atti di ufficio e omicidio colposo, </span><span style="font-size: small;">accogliendo gran parte delle richieste dei familiari delle vittime, rappresentati dagli avvocati Alessandra Ballerini, Emiliano Benzi e Arturo Salerni.</span><span style="font-size: small;"> <a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/13/news/strage-dei-bambini-le-motivazioni-del-giudice-quegli-ufficiali-hanno-ritardato-i-soccorsi-1.314253?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/13/news/strage-dei-bambini-le-motivazioni-del-giudice-quegli-ufficiali-hanno-ritardato-i-soccorsi-1.314253?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>;</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2017/05/12/news/migranti_il_medico_del_naufragio_cosi_l_italia_ha_lasciato_annegare_i_miei_bambini-165222594/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.repubblica.it/cronaca/2017/05/12/news/migranti_il_medico_del_naufragio_cosi_l_italia_ha_lasciato_annegare_i_miei_bambini-165222594/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>_______________________________________________________</p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">OPEN LETTER TO THE MEMBERS OF ITALIAN PARLIAMENT AND EUROPEAN PARLIAMENT</span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>«THE TRUTH MUST BE SHOUTED FROM THE ROOFTOPS»</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>The deaths in the Mediterranean Sea on 11 October 2013 and on 6 November 2017 are bound by the same thread: the policy of rejecting migrants entrusted to Italy. We ask our representatives to convene the witnesses of those slaughters and listen to their testimonies, in order to stop the inhuman practice of returning migrants to Libya.</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> Dear Members of the European Parliament and of the Committee on Civil Liberties, Justice and Home Affairs,</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">We are associations, NGOs, individual activists from Italian and European civil society, who call upon you as representatives of the only democratic institution of the EU &#8211; the Parliament &#8211; appointed to represent its citizens.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> Honorable Members of the Italian Parliament,</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">We are associations, NGOs, individual activists from Italian and European civil society who ask you to assume your responsibility for the decisions adopted by governments, without a discussion and a vote in the only institution representing citizens, which are laden with consequences affecting both international law and democracy.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> that the Italian activist who witnessed the criminal behavior by the Libyan Coast Guard on 6 November – financed through EU funding managed by Italy and trained by EU staff – be urgently heard in audition by the Italian Parliament and the European Parliament convened in a plenary session, or by its Civil Liberties, Justice and Home Affairs Committee, which is competent to address such issues.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">Five refugees drowned, including a four-year-old child, and at least another thirty-five people are missing. The video footage released by the German NGO, Sea-Watch,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote1sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote1anc">i</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> clearly shows that the Libyan Coast Guard, far from undertaking a “search and rescue” operation, acted in an aggressive and uncoordinated way to bring the refugees back to Libya, preventing the NGO and the Italian and French naval units present on the scene of the shipwreck from carrying out rescue operations, which were already coordinated by the MRCC in Rome.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">A</span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">ctivist Gennaro Giudetti stated that the Libyan patrol boat «hooked the migrants’ rubber dinghy, which was pierced at the time, and hence there were dozens of people in the sea, some with life jackets, and many others without anything. [&#8230;] We had to advance between those who had already drowned to manage to reach those who were still alive, to recover them. The situation was abominable: we pulled the survivors on board with our arms».</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote2sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote2anc">ii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">The forty-seven migrants recovered at sea by the Libyan crew were packed on the deck and whipped to prevent them from diving into the sea and reaching their families on board of the Sea-Watch3 dinghies, which, in the meantime, had saved fifty-nine people. The patrol boat then headed away at full speed, disregarding of the fact that a shipwrecked person was clinging to a rope stretching out from a bulkhead. The Libyan coast guard did not even stop after the desperate and repeated warnings coming from the Italian Navy&#8217;s helicopter, although they were distinctly audible on the radio frequencies recorded by Sea-Watch 3.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote3sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote3anc">iii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">«It was terrible, we saw the man shouting towards his wife and then diving into the water», said Gennaro Giudetti, «he clung to the rope that the Libyans used to bring the shipwrecked people on board, but in that moment the patrol boat leapt forward, dragging him away and we could not save him. The Libyans were violent and reckless, they beat the migrants with ropes and clubs, and &#8211; incredible as this may seem &#8211; they were throwing potatoes at us to make the rescue more difficult».</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote4sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote4anc">iv</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">This is criminal behavior that violates international laws and the law of the sea, deriving from the will of Italian and European governments to block the arrival of refugees by delegating to Libya what would otherwise be a manifest practice of </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><i>refoulement</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> forbidden by the European Convention of Human Rights.</span></span></span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> that the Italian Government be called to account to the European Parliament for the agreement reached between Italy and Tripoli on past 2 February,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote5sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote5anc">v</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> in the light of the Decree through which the Italian Foreign Ministry allocated € 2.5 million to the Ministry of Interior to service four patrol boats and make them work efficiently, to be delivered to the Libyan authorities. These funds come from the 200 million euro allocation agreed by the Italian Parliament for the Africa Fund for Cooperation,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote6sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote6anc">vi</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> which is the reason why the Association for Juridical Studies on Immigration (ASGI) has notified submission of a complaint to the Lazio Regional Administrative Court against the Ministry of Foreign Affairs and the Ministry of the Interior.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote7sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote7anc">vii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">We are worried about the fact that there is no control over the actual use of EU funds in Libya. This concern appears to be confirmed by the European Commission&#8217;s answer to the written question submitted to Parliament on 5 September by 21 MEPs in connection with the reports by Associated Press that the funds paid by Italy to the Tripoli government allegedly end up being received by the militias involved in trafficking human beings. The MEPs asked what guarantees there were that «the substantial support to the Libyan government, including through the Emergency Trust Fund for Africa and a project with a budget of € 46 million» would not end up in the hands of people traffickers.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote8sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote8anc">viii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">The Commission&#8217;s answer was a tangle of hypothetical phrases that can be summarized as a paradox: there are no controls, but in case something should emerge from controls, then the EU programs would be suspended.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote9sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote9anc">ix</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> the Italian Government, as citizens of the Union, for a response which is proportionate to the seriousness of the facts &#8211; a response which even the Commissioner for Human Rights of the Council of Europe did not receive when, on 28 September, he asked for clarifications about the nature of the agreement with Libya and the returns it is causing.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote10sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote10anc">x</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> Interior Minister Marco Minniti&#8217;s response was that it was not Italy who rejected people, but Libya which stopped them leaving.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote11sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote11anc">xi</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> Such an answer was «substantially meaningless and certainly disrespectful considering the knowledge of the actual policies of delegation, assistance and support by Italy to Libya, as well as the obstacle simultaneously placed in the way of the search and rescue efforts by NGOs operating in the central Mediterranean».</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote12sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote12anc">xii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">The Italian and European governments certainly know about the report by the Group of Experts on Libya of the United Nations Security Council (UNSMIL), which already listed «executions, acts of torture, deprivation of food, water and sanitary fittings» one year ago, and stated that «human traffickers, the Libyan Illegal Immigration Department and the Libyan Coast Guard are directly involved in human rights violations». According to UNSMIL, «the interceptions of migrant boats by the Libyan coast guard have entailed actions that may constitute arbitrary killings».</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote13sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote13anc">xiii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> our representatives in the Italian and European institutions to evaluate, in the light of the authoritative series of reports on the seriousness of the situation in Libya,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote14sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote14anc">xiv</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> the statements issued by representatives of the Italian Government and the European Commission on the positive nature of the agreement with Libya and its financing.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote15sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote15anc">xv</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> our representatives in the Italian and European institutions to act in order to obtain truth and justice about the thread which connects the deaths at sea on 11 October 2013 to those of 6 November 2017. The same agreement to prevent arrivals continues to kill, not only refugees in the Mediterranean Sea, but also democracy in our parliaments. This agreement – interrupted only by the Mare nostrum operation and, when it was disbanded, by the start of activities by NGOs in search and rescue operations – now displays in full its criminal side.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">This is why we believe that listening to the testimony of the “shipwreck of children” on 11 October 2013 – by the person who reconstructed the shameful affair, journalist Fabrizio Gatti, and, if appropriate, the lawyers of the Syrian doctors who lost their children in the shipwreck,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote16sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote16anc">xvi</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> – as well as listening to the testimony of the killings on 6 November 2017 by the human rights activist Gennaro Giudetti is a political and human act that can’t be postponed any longer. Like Giudetti, we strongly believe that the truth must be «shouted from the rooftops», to prevent it from overwhelming us. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">28 November 2017</span></span></p>
<div id="sdendnote1">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote1anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote1sym"><span style="color: #0000ff;">i</span></a> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&amp;v=_phI-f_yFXQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&amp;v=_phI-f_yFXQ&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote2">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote2anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote2sym"><span style="color: #0000ff;">ii</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.vita.it/it/article/2017/11/07/ministro-minniti-mi-incontri-le-racconto-lorrore/145020/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.vita.it/it/article/2017/11/07/ministro-minniti-mi-incontri-le-racconto-lorrore/145020/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote3">
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote3anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote3sym">iii</a></span></span></p>
<p><sup></sup> <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">Trascript of the recording</span></span></span><strong><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">:</span></span></span></strong></p>
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">00:01:13 </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><i>Libyan coastguard, this is Italian Navy helicopter, people are jumping in the water. Stop your engine and please cooperate with Sea-Watch. Please, cooperate with Sea-Watch!</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">00:01:33 [&#8230;] </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><i>This is Italian Navy helicopter, channel 16, we want you to stop now, NOW, NOW! Lybian coastguard, lybian coastguard, you have one person on the right side, please stop your engine! Stop your engine!</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">00:02:03 </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><i>Stop your engine now! Stop your engine! You have [&#8230;] on right side, please, stop!</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">00:02:17 </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><i>Stop! Stop! Stop! Stop your engine, stop your engine now. Stop your engine now, please!</i></span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.youtube.com/watch?v=p4LU5-NoHVw&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-1"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">https://www.youtube.com/watch?v=p4LU5-NoHVw&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><strong><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></strong></p>
</div>
<div id="sdendnote4">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote4anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote4sym"><span style="color: #0000ff;">iv</span></a><u><a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/07/news/migranti_almeno_30_dispersi_nell_ultimo_naufragio-180480763/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #0000ff;">http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/07/news/migranti_almeno_30_dispersi_nell_ultimo_naufragio-180480763/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></u><b>.</b></p>
</div>
<div id="sdendnote5">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote5anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote5sym"><span style="color: #0000ff;">v</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/02/news/migranti_accordo_italia-libia_ecco_cosa_contiene_in_memorandum-157464439/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/02/news/migranti_accordo_italialibia_ecco_cosa_contiene_in_memorandum-157464439/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote6">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote6anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote6sym"><span style="color: #0000ff;">vi</span></a> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote7">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote7anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote7sym"><span style="color: #0000ff;">vii</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span lang="en">Lawyer Giulia Crescini explains: «We have asked for access to the files and we have seen that one of the ministry decrees concerns 2.5 million euros for the transportation and repairs of the patrol boats, money that hence forms part of the financing of the Libyan military apparatus». </span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-italia-ricorso-fondi-cooperazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-italia-ricorso-fondi-cooperazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote8">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote8anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote8sym"><span style="color: #0000ff;">viii</span></a> Elly Schlein’s question to the European Commission, 5 September 2017. <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2017-005531+0+DOC+XML+V0//IT&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2017-005531+0+DOC+XML+V0//IT&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote9">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote9anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote9sym"><span style="color: #0000ff;">ix</span></a> <span lang="en-GB">Barbara Spinelli: </span><span lang="en-GB"><i>Inadequate answer from the Commission. Two questions about Libya</i></span> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://barbara-spinelli.it/2017/11/09/insufficiente-risposta-della-commissione-due-interrogazioni-sulla-libia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://barbara-spinelli.it/2017/11/09/insufficiente-risposta-della-commissione-due-interrogazioni-sulla-libia/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote10">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote10anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote10sym"><span style="color: #0000ff;">x</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://rm.coe.int/letter-to-the-minister-of-interior-of-italy-regarding-government-s-res/168075baea?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://rm.coe.int/letter-to-the-minister-of-interior-of-italy-regarding-government-s-res/168075baea?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote11">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote11anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote11sym"><span style="color: #0000ff;">xi</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/11/2017_10_11_lettera_Minniti_COE.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/11/2017_10_11_lettera_Minniti_COE.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote12">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote12anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote12sym"><span style="color: #0000ff;">xii</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote13">
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote13anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote13sym">xiii</a></span></span></p>
<p><sup></sup> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US">United Nations Support Mission in Libya (UNMSIL) and Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights (OHCHR), </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US"><i>Detained and </i></span></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US"><i>dehumanized</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US">, </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">13 december</span></span><b> </b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">2016, </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.ohchr.org/Documents/Countries/LY/DetainedAndDehumanised_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://www.ohchr.org/Documents/Countries/LY/DetainedAndDehumanised_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote14">
<p align="JUSTIFY"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote14anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote14sym"><span style="color: #0000ff;">xiv</span></a> <span style="font-size: medium;"><span lang="en">●</span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> On 8 May 2017, the Attorney at the International Criminal Court Fatou Bensouda reports to the UN Security Council on human rights violations in Libya, saying she is «deeply alarmed by the reports that thousands of vulnerable migrants, including women and children, are detained in centers often in inhumane conditions». </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://webtv.un.org/search/-fatou-bensouda-icc-prosecutor-on-the-situation-in-libya-security-council-7934th-meeting/5426325092001?term=bensouda&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://webtv.un.org/search/-fatou-bensouda-icc-prosecutor-on-the-situation-in-libya-security-council-7934th-meeting/5426325092001?term=bensouda&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">18 May 2017: </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">the German NGO Sea-Watch reports to the Hague</span></span> <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">International Criminal </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">Court the attempted ramming in international waters, by the Libyan Coast Guard, of their ship: while they were about to rescue some shipwrecked people, it opened fire at body height against a fishing vessel loaded with migrants and took migrants back to Libya, violating the principle of </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><i>non-refoulement</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">. </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><a href="https://sea-watch.org/en/17246/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://sea-watch.org/en/17246/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></u></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 1 June 2017, the Group of Experts about Libya of the United Nations Security Council published a report on «executions, acts of torture, deprivation of food, water and sanitation&#8217;, stating that «traffickers of human beings, the Libyan Department against illegal immigration and the Libyan Coast Guard are directly involved in human rights violations». </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><i>Letter dated 1 June 2017 from the Panel of Experts on Libya established pursuant to resolution 1973 (2011) addressed to the President of the Security Council, §104.</i></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/N1711623.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;"><span lang="en-GB">https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/N1711623.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">19 June 2017, Human Rights Watch states that «Libyan forces have shown an irresponsible attitude to endanger the people they are helping, and for this reason, Italy and other EU countries should not give up the control of rescue operations</span></span></span> <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">in international waters to the Libyan forces». Judith Sunderland, EU: Delegating relief to Libya means putting lives at risk, </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.hrw.org/it/news/2017/06/19/305148?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;"><span lang="en-GB">https://www.hrw.org/it/news/2017/06/19/305148?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 20 June 2017, the UN Special Representative in Libya, Martin Kobler, said, in front of the European Parliament&#8217;s Foreign Affairs Committee (AFET): «It is not advisable to continue the formation of the Libyan Coast Guard without a vigilant international control. [&#8230;] On Youtube you can see everything, including the Libyan coast guards who block people and throw them into the water to drown, or they take them back to the beaches. The European Union should begin to reflect on how to avoid the violations committed by those who are trained by the European Union itself». Martin Kobler, </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><i>L’UE doit arrêter de former les garde-côtes libyens</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">!, </span></span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://club.bruxelles2.eu/login/?_s2member_vars=catg..level..2..post..92279..LzIwMTcvMDYvbHVlLWRvaXQtYXJyZXRlci1kZS1mb3JtZXItbGVzLWdhcmRlLWNvdGVzLWxpYnllbnMtbWFydGluLWtvYmxlci8%3D&amp;_s2member_sig=1498912483-63cecc2e7e71c092e5dc074110ca679c&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">https://club.bruxelles2.eu/login/?_s2member_vars=catg..level..2..post..92279..LzIwMTcvMDYvbHVlLWRvaXQtYXJyZXRlci1kZS1mb3JtZXItbGVzLWdhcmRlLWNvdGVzLWxpYnllbnMtbWFydGluLWtvYmxlci8%3D&amp;_s2member_sig=1498912483-63cecc2e7e71c092e5dc074110ca679c&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><em><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><u>.</u></span></span></span></em></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">21 June 2017, Amnesty International warns the European institutions: «The EU is allowing the Libyan Coast Guard to take migrants and refugees back to the dry land in a country where illegal detentions, torture and rape are the rule. While strengthening the operations of the Libyan Coast Guard, the Union closes its eyes in the face of the serious risks inherent in this cooperation».</span></span></span> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.amnesty.it/amnesty-international-sulla-richiesta-collaborazione-la-guardia-costiera-libica/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">https://www.amnesty.it/amnesty-international-sulla-richiesta-collaborazione-la-guardia-costiera-libica/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p>● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 28 June 2017, the Upper Tribunal in London stated that it is not possible to enact repatriations to Libya, considering the level of violence present in the country, which is liable to endanger lives or safety of people. Upper Tribunal (Immigration and Asylum Chamber), The Immigration Acts. «The violence in Libya has reached such a high level that substantial grounds are shown for believing that a returning civilian would, solely on account of his presence on the territory of that country or region, face a real risk of being subject to a threat to his life or person».</span></span></span> <span style="color: #0000ff;"><u><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.statewatch.org/news/2017/jun/uk-immigration-asylum-tribunal-zmm-v-home-sec-returns-to-libya-28-6-17.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.statewatch.org/news/2017/jun/uk-immigration-asylum-tribunal-zmm-v-home-sec-returns-to-libya-28-6-17.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></u></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">15 August </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">2017, Agnès Callamard, Special Rapporteur of the OHCHR on extrajudicial, summary or arbitrary executions, publishes a report stating that «some states rely on an extraterritoriality policy to stop migrants before they reach their territory and enter their control or jurisdiction [with reference to the informal summit on the Central Mediterranean held in Tallinn on 6 July 2017]. These policies may include assistance, funding and training of other country agencies for the arrest, detention, process, rescue or landing and repatriation of refugees and migrants. These policies raise serious concerns when the agencies or recipient states are held responsible for serious human rights violations, including the violation of the right to life». Unlawful death of refugees and migrants. Note</span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"> by the Secretary General, 15 agosto 2017. </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://undocs.org/A/72/335?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://undocs.org/A/72/335?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"> , § 36, p. 17.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 14 November 2017, the UN High Commissioner for Human Rights, Zeid Ra&#8217;ad Al Hussein, declared «inhumane EU policy to assist the Libyan authorities in intercepting migrants in the Mediterranean and taking them back to the terrible prisons in Libya. The suffering of migrants detained in Libya is an outrage to the conscience of humanity».</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=22393&amp;LangID=E&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=22393&amp;LangID=E&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p>● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 17 November 2017, “L’Avvenire” publishes the news of a «joint Italo-Libyan coordination on the SAR front». </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://cartadiroma.waypress.eu//RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM5021.TIF&amp;subcod=20171117&amp;numPag=1&amp;&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://cartadiroma.waypress.eu//RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM5021.TIF&amp;subcod=20171117&amp;numPag=1&amp;&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote15">
<p align="JUSTIFY"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote15anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote15sym"><span style="color: #0000ff;">xv</span></a> <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 28 June 2017, High Representative Federica Mogherini, in response to a parliamentary question, in the name of the European Commission, reaffirmed the support, also financial, to the Libyan Coast Guard with an oxymoron that the 6 November massacre makes unacceptable: «The EU finances the training of the Libyan Coast Guard and supports the rights-based management of migration in Libya».</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2017-001542&amp;language=IT&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2017-001542&amp;language=IT&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 8 November 2017, two days after the massacre off the Libyan coast, Italian Prefect Mario Morcone, head of the Cabinet of the Interior Ministry and Advisor of Minister Minniti, said: «I don’t care about stupid things Amnesty International or the person responsible for European human rights (Council of Europe Human Rights Commissioner, ndr)say. Italy has never sent anyone back to Libya. We only allowed the Libyan Coast Guard to rescue people and take them back to Libya, but the Libyan Coast Guard did so, Italian ships did not».</span></span></span> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/554175/Polemica-Morcone-Caritas-Falsita-sulla-Libia-l-Italia-non-respinge?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/554175/Polemica-Morcone-Caritas-Falsita-sulla-Libia-l-Italia-non-respinge?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">. </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">An access to documents request on the number of returns to each country, from May 2016 to May 2017, submitted by the ADIF (Associazione Diritti e Frontiere) Association, the answer was that the returns from Italy to Libya were 60, corresponding to Libyan citizens (5 women and 55 men).</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote16">
<p align="JUSTIFY"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote16anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote16sym"><span style="color: #0000ff;">xvi</span></a><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"> I</span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">n the documentary </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><i>Un unico destino</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"> (“One unique Fate”), published on 14 October 2017, Italian reporter Fabrizio Gatti reconstructed the shipwreck on 13 October 2013, in which 268 Syrian refugees fleeing the war, including 60 children, died in a boat which sank, riddled with bullets by a Libyan unit: a massacre caused by the voluntary omission of rescue by the Italian Navy, whose patrol boat Libra, which was 45 minutes away from the scene of the shipwreck, intervened more than five hours after the request for help, urged and compelled to do so by the Maltese Navy.</span></span></span> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2013/11/07/news/la-verita-sul-naufragio-di-lampedusa-quella-strage-si-poteva-evitare-1.140363?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://espresso.repubblica.it/inchieste/2013/11/07/news/la-verita-sul-naufragio-di-lampedusa-quella-strage-si-poteva-evitare-1.140363?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p lang="en-GB" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">On 13 November 2017, after many applications to dismiss the case, the Judge for Preliminary Investigations in Rome ruled that the commander of the Operational Room of the Italian Navy and his colleague of the Coast Guard have to be prosecuted for negligence of duty and manslaughter, granting a large part of the requests of the victims’ families, represented by lawyers Alessandra Ballerini, Emiliano Benzi and Arturo Salerni. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><u><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/13/news/strage-dei-bambini-le-motivazioni-del-giudice-quegli-ufficiali-hanno-ritardato-i-soccorsi-1.314253?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/13/news/strage-dei-bambini-le-motivazioni-del-giudice-quegli-ufficiali-hanno-ritardato-i-soccorsi-1.314253?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></u></span></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le Ong rispondono a testa alta alle accuse, continuando a salvare vite umane.</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Apr 2017 08:37:19 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/04/30/le-ong-rispondono-a-testa-alta-alle-accuse-continuando-a-salvare-vite-umane/">Le Ong rispondono a testa alta alle accuse, continuando a salvare vite umane.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-929.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8607" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-929.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1356" height="293" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-929.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1356w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-929-300x65.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-929-768x166.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/untitled-929-1024x221.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1356px) 100vw, 1356px" /></a></div>
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<div style="color: #555555; line-height: 120%; font-family: Arial,'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif;">
<div style="text-align: left; color: #555555; line-height: 14px; font-family: Arial,'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; font-size: 12px;">
<p>L&#8217;Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale “AOI”, il Coordinamento italiano delle Ong internazionali <strong>“CINI”</strong>, <strong>“LINK 2007</strong> Cooperazione in rete”, in rappresentanza delle Ong e Osc impegnate in cooperazione internazionale, aiuto umanitario e accoglienza di rifugiati e migranti, <strong>esprimono indignazione e condanna in merito alle gravi dichiarazioni e accuse di alcuni parlamentari e personaggi politici</strong> nei confronti delle Ong umanitarie che con navi private soccorrono in mare i naufraghi provenienti dalle coste libiche, vittime dei trafficanti.</p>
<p><strong>In particolare ci riferiamo alle dichiarazioni dell’on. Luigi di Maio, del M5S, Vice Presidente della Camera.</strong> Sue le parole: <em>&#8220;le organizzazioni non governative sono accusate di un fatto gravissimo, sia dai rapporti Frontex che dalla magistratura, di essere in combutta con i trafficanti di uomini, con gli scafisti, e addirittura, in un caso e in un rapporto, di aver trasportato criminali&#8221;</em>. Egli definisce ‘ipocrita’ chi intende difenderle, dimostrando il grado di superficialità, ignoranza della realtà e strumentalizzazione che sta diffondendosi anche ai più alti livelli istituzionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Esprimiamo pubblicamente e con forza il nostro pieno sostegno alle Ong impegnate nei soccorsi in mare</strong>, che da qualche mese stanno subendo attacchi gravissimi e non giustificati per il solo fatto di salvare vite umane. Il presunto “ruolo oscuro” che viene genericamente loro addebitato dimostra la volontà di denigrare il mondo dell’umanitarismo, che per definizione agisce secondo i principi di umanità, imparzialità, non discriminazione, indipendenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’aumento drammatico delle morti in mare e le migliaia di salvataggi a seguito dei naufragi dei barconi dei trafficanti &#8211; dovuti anche alla <strong>mancanza di canali regolari di ingresso in Europa</strong> &#8211; sono da alcuni ormai considerati una normalità e si rischia l’assuefazione a queste tragedie evitabili e alle sofferenze che esse comportano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma c’è chi, nella società, nella politica e nei media non accetta questo tipo di “normalità” e non tollera il rumore sguaiato e grossolano di chi, senza avere alcuna visione, strategia politica e capacità propositiva, si rifiuta di guardare la realtà e di affrontarla salvaguardando i valori di umanità e solidarietà, che sono alla base della nostra convivenza. A loro facciamo appello, a livello governativo, politico, sociale, mediatico, perché si uniscano a noi nel <strong>reagire a questa deriva che colpevolizza ingiustamente e strumentalizza le Ong, invece di interrogarsi sulle responsabilità delle politiche europee in relazione alle morti in mare.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>E’ di fronte al ritiro delle istituzioni, a politiche migratorie fallimentari e alle scelte prevalentemente securitarie e di corto respiro dell’Unione europea e degli Stati membri, che <strong>alcune Ong italiane ed europee si sono sentite in dovere di avviare nel Mediterraneo centrale attività di ricerca e soccorso di bambini, donne e uomini in balia delle onde</strong> e in grave pericolo di vita. Dando così fastidio a chi, pur di limitare gli arrivi, è disposto a chiudere gli occhi di fronte all’enorme tragedia umanitaria che, in definitiva, rappresenta il declino della nostra civiltà e dei suoi valori.<br />
<strong>L’operato delle Ong, coordinato con i centri istituzionali operativi, non è purtroppo sufficiente per affrontare la tragedia del traffico di vite umane</strong> nel Mediterraneo occidentale, ma certamente ha contribuito e contribuisce in modo significativo a far sì che il numero di persone inermi in fuga da violenza, guerra e povertà non sia spaventosamente più ampio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante le “notizie” di reati che vengono fatte circolare, <strong>finora nessuna Ong risulta essere stata accusata dalla magistratura.</strong> Qualora la magistratura stessa dovesse rilevare elementi a suo parere tali da procedere contro alcune,<strong> la nostra ferma richiesta è che venga fatta chiarezza al più presto.</strong> Ma con la medesima enfasi oggi chiediamo che <strong>cessi immediatamente ogni forma di generica denigrazione e diffamazione a mezzo stampa per pura strumentalizzazione politica.</strong> Le audizioni parlamentari in corso presso la Commissione Difesa del Senato stanno contribuendo a verificare l’operato delle singole Ong e chiarire eventuali equivoci ed escludere compromissioni delle organizzazioni umanitarie nei traffici di vite umane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Certamente l’Agenzia europea Frontex non ha mai definito ‘taxi del mare’ le imbarcazioni delle Ong, come invece l’on. Di Maio ha scritto e detto in questi giorni.</strong><br />
Ricordiamo che anche l’operazione militare italiana di salvataggio “Mare Nostrum” è stata accusata nel settembre 2014 da Frontex di produrre un effetto di <em>pull factor</em>, inducendo indirettamente i trafficanti a portare sui gommoni un numero maggiore di persone nella certezza della loro ‘salvezza’ da parte delle navi militari italiane vicine alle acque libiche. Ma con la chiusura di “Mare Nostrum”, nel novembre dello stesso anno, le partenze sono continuate e perfino aumentate, contraddicendo oggettivamente la valutazione di Frontex. <strong>E’ la vicinanza dell’Europa il vero <em>pull factor</em> e le istituzioni politiche europee e italiane dovrebbero ben saperlo.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le Ong impegnate nel soccorso in mare hanno più volte ribadito che non vi è, né potrebbe esserci, alcun interesse economico lucrativo nelle loro attività, rendendosi inoltre disponibili a qualsiasi controllo istituzionale in merito. Sono in mare per sopperire alla decisione di Frontex di <em>“vigilare, non salvare”</em>, operano in stretto raccordo con la nostra Guardia Costiera e le Capitanerie di porto, come confermato dal comando di Eunavfor Med.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le loro attività di salvataggio sono realizzate con fondi privati, con il sostegno di fondazioni e attraverso libere donazioni di cittadini, senza finanziamenti pubblici.</strong> I vertici della Guardia di Finanza, ascoltati dalla Commissione Difesa del Senato, hanno poi <strong>negato l’esistenza all’oggi di prove di collegamenti fra Ong e organizzazioni che gestiscono il traffico di migranti</strong>, come invece si continua subdolamente ad affermare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel nostro ruolo di rappresentanti di importanti reti di Ong e Organizzazioni della Società Civile, nel condannare la superficialità e la gravità delle citate affermazioni denigratorie delle attività umanitarie di ricerca e salvataggio delle Ong &#8211; oggi anche a livello di alte responsabilità istituzionali &#8211; <strong>ribadiamo l’esigenza che esse siano valutate dal Parlamento italiano: per la gratuità delle accuse che contengono e per la conseguente distorta informazione mediatica.</strong> Quest’ultima rischia di minare la fiducia dei cittadini e dei nostri stessi sostenitori in merito all’onestà, la trasparenza, l’efficacia degli interventi umanitari e di cooperazione internazionale, <strong>allontanando l’opinione pubblica dal ‘farsi protagonista’ della solidarietà attiva e della cooperazione per lo sviluppo dei Paesi più poveri</strong>, vero argine alle migrazioni della disperazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Silvia Stilli – Portavoce AOI<br />
Antonio Raimondi – Portavoce CINI<br />
Paolo Dieci – Presidente Link 2007</p>
</div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
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		<title>Messaggio di condoglianze al popolo e al governo d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2016 07:13:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  I Popoli Indigeni del Biafra (IPOB), sotto il leadership di Nnamdi Kanu, si unisce all&#8217;Italia e simpatizza per le vittime del devastante terremoto che ha colpito il centro Italia nelle prime ore del&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><b><i> </i></b></p>
<p dir="ltr"><i>I Popoli Indigeni del Biafra (IPOB), sotto il </i><i>leadership</i> di Nnamdi Kanu, si unisce all&#8217;Italia e simpatizza per le vittime del devastante terremoto che ha colpito il centro Italia nelle prime ore del 24 agosto 2016 ed è vicino ai sopravvissuti e ai parenti di coloro che hanno perso la vita.</p>
<p dir="ltr">Tutte le comunità di IPOB nel mondo, ma soprattutto in Italia, esprimono piena vicinanza alle persone e alle comunità profondamente colpite da questo disastro e grande apprezzamento per tutti coloro che si sono mobilitati  per portare sollievo e sostegno alle popolazioni colpite. Che Chukwu Okike Abiama (DIO) dia conforto alle famiglie che hanno perso i loro cari in questo terribile terremoto.</p>
<p dir="ltr">Firmato</p>
<p dir="ltr">Sig Uchenna Asiegbu<br />
Responsabile Direzione di Stato popolazioni indigene del Biafra</p>
<p dir="ltr">
<p dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-516.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6760" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6760" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-516.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (516)" width="453" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-516.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 453w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-516-212x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w" sizes="(max-width: 453px) 100vw, 453px" /></a></p>
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		<title>L’Abruzzo non dimentica, resiste.</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2016 08:42:39 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-508.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6726" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6726" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-508.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (508)" width="960" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-508.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-508-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-508-768x513.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Patrizia Angelozzi (scrittrice e comunicazione sociale) con le @immagini di Mario Sabatini, photoreporter.</p>
<p><em>L&#8217;Associazione per i Diritti umani</em> ringrazia moltissimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un Abruzzo forte e gentile, non dimentica le ferite. Neanche le cicatrici che fanno ancora male.<br />
In verità l’unica certezza che abbiamo è l’essere consapevoli che alcune regioni sono molte esposte ai rischi del terremoto. Insieme a questa consapevolezza, allo stesso modo esiste un Paese pronto alla solidarietà, all’immediatezza dei volontari, di quanti preposti agli aiuti di esperti di settore. Così come è avvenuto dai primi istanti di quel 24 Agosto dopo le 3.36.<br />
L’avvicendarsi di iniziative nate dentro le anime di quanti si sono resi partecipi e pronti è un meraviglioso messaggio, di vicinanza e sostegno, a dimostrazione che l’umano non solo esiste ma ha voglia di resistere.</p>
<p>In una intervista pubblicata sul Sole24 Ore, Roberto Museo, direttore di CSVNet dichiara “il rischio che va assolutamente evitato è che gli abitanti dei luoghi colpiti dal terremoto non riescano a ritrovare condizioni per ricostruire un futuro di lavoro, affetti, relazioni e per questo abbandonino la propria terra. Avendo ben chiaro un obiettivo: non abbandonare le persone e i luoghi colpiti dal sisma dopo un primo momento di visibilità».</p>
<p>CSVnet è la rete che sta coordinando, in collegamento con l&#8217;autorità pubblica e la Protezione civile, le iniziative delle organizzazioni di volontariato su tutto il territorio nazionale. Roberto Museo è un aquilano, che nella notte del 6 aprile 2009 uscì con la famiglia dalla sua casa, per rientrarvi 2.675 giorni dopo, in una abitazione integralmente ricostruita con criteri antisismici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-509.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6727" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6727" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-509.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (509)" width="960" height="639" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-509.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-509-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-509-768x511.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a><br />
PROTEZIONE CIVILE, VASTO,<br />
Fin dai primissimi momenti hanno messo in moto la ‘macchina della solidarietà’, coadiuvati dalla presenza di Eustacchio Frangione, a capo dell’intera organizzazione che si è trovato davanti ad una generosità Vastese che in soli due giorni e mezzo ha attivato una rete umana straordinaria. Queste le sue parole: “Siete meravigliosi ! Non solo noi della Protezione Civile ci siamo impegnati ma i nostri cittadini che senza lodi, senza articoli, senza stemmi e senza nulla in cambio, nel silenzio dell’umiltà e della vicinanza hanno messo insieme scatola dopo scatola, pacco dopo pacco, busta dopo busta e consegnato presso la nostra sede, materiali e beni di prima necessità in quantità impensabili, andando via in un silenzio che definirei religioso”. Sono arrivate disponibilità da centinaia di cittadini disposti ognuno con le proprie professionalità a “fare”, idraulici, falegnami, elettricisti, panettieri. Quelle che chiameremo le ‘risorse umane’.</p>
<p>DA TERAMO<br />
Il vigile del fuoco di Teramo, Massimo Caico, in servizio da oltre venti anni, fin dalle prime ore ha scavato con le mani oltre le macerie ed è riuscito a recuperare le sorelle Giulia e Giorgia Rinaldo. Giorgia di 4 anni ce l’ha fatta, mentre Giulia rimasta abbracciata l’ha protetta con il suo corpo senza riuscire a sopravvivere. “Non dimenticherò mai i suoi occhi” racconta, sommersa dalla terra e salvata dal corpo della sorella più grande.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-504.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6728" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6728" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-504.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (504)" width="960" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-504.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-504-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-504-768x513.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PESCARA DEL TRONTO.<br />
Tanti i soccorritori già all&#8217;opera subito dopo, in vari punti. Assistere a genitori estratti vivi in cerca dei propri figli è stato lacerante. In una città dallo scenario surreale.</p>
<p>VIGILI DEL FUOCO</p>
<p>Impegnati a recuperare vite dimenticano di bere, mangiare, dormire, quasi di respirare..</p>
<p>L’intervento dei cani Labrador ha permesso di individuare molte situazioni e per questo insistere, con addosso la paura che fosse come a L’Aquila.<br />
Hanno estratto corpi mentre le scosse continuavano ed un solo respiro restituiva la forza di continuare. Ricominciare.<br />
Vedere vite spezzate non è umano. Raccontano: “tristezza e senso di impotenza, i pensieri si accavallavano mentre avremmo voluto essere più veloci, arrivare prima. Ma prima, quando? Come?”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>CONSORZIO COOPERATIVE SOCIALI MATRIX , Centri di accoglienza immigrati<br />
I richiedenti asilo politico, ospiti nei centri del chietino, si sono resi disponibili fin dai primissimi momenti, come in un coro dalle mille voci. I responsabili di struttura hanno sostenuto le proposte comunicando la disponibilità alla Protezione Civile Regione Abruzzo.<br />
Sono quindi in attesa di autorizzazioni e coordinamento i numerosi immigrati &#8211; cinque squadre da dodici ognuna &#8211; dei CAS del Consorzio Matrix che vogliono aiutare e rendersi utili nel modo in cui sia necessario.<br />
Il dolore non conosce colori o etnie. E loro lo sanno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-510.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6729" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6729" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-510.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (510)" width="855" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-510.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 855w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-510-300x225.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-510-768x576.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 855px) 100vw, 855px" /></a></p>
<p>TUTTE LE VITTIME<br />
Un mondo Associativo pronto a darsi da fare insieme alle singole persone che tutte insieme si sono adoperate, mentre i numeri del bilancio ufficiale del terremoto che ha devastato Accumuli, Amatrice, Arquata e Pescara del Tronto, aggiornato di ora in ora parla di 292 vittime con ultime due estratte dalle macerie ad Amatrice. Molte di loro devono ancora essere identificate. Il bilancio è diffuso da Titti Postiglione, capo della gestione emergenze della Protezione civile.<br />
Hotel Roma<br />
Continua il lavoro delle squadre di soccorso, i vigili del fuoco hanno recuperato altri due corpi, mentre proseguono gli scavi per il recupero di altre persone rimaste sotto le macerie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-507.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6730" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6730" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-507.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (507)" width="960" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-507.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-507-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-507-768x513.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p><span style="color: #252525;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-505.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6731" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6731" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-505.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (505)" width="960" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-505.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-505-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/untitled-505-768x513.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/09/01/labruzzo-non-dimentica-resiste/">L’Abruzzo non dimentica, resiste.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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