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	<title>Sport Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;Buone notizie&#8221;. Trasformare le difficoltà in opportunità</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 08:20:02 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Martina Foglia </p>



<p>Finalmente la rubrica &#8220;Buone Notizie&#8221; si arricchisce di un&#8217;altra bellissima storia che vi voglio raccontare! È la storia di Cinzia, una persona con disabilità, che vive la vita con intensità e passione. La sua storia ci insegna che, attraverso la determinazione, la costanza e la forza di volontà ,si possono raggiungere i propri obiettivi, i propri sogni . Inoltre ci insegna ,come dice il titolo di questa intervista e come dice lei stessa, a trasformare le difficoltà in opportunità, mettendosi costantemente in gioco. Ora lascio la parola a Cinzia e auguro a voi buona lettura!</p>



<p>1) Presentati&#8230; </p>



<p>Mi chiamo Cinzia Giordano, ho 25 anni e mi piace definirmi attraverso le diverse sfaccettature della mia vita. Prima di tutto sono una psicologa, abilitata da poco, e ho già iniziato a muovere i primi passi nel mondo del lavoro. Attualmente sto svolgendo un tirocinio di 200 ore presso il reparto di oncologia dell’Ospedale Sacco di Milano, esperienza che mi sta permettendo di approfondire la mia formazione clinica. Il mio percorso professionale è iniziato presso Spazio Vita Niguarda, dove ho avuto la possibilità di affiancare un’équipe multidisciplinare nel supporto a persone con disabilità e ai loro caregiver. Parallelamente, sono anche una sportiva: faccio parte della squadra di rugby in carrozzina ASD Dragons Milano, un’esperienza che mi insegna ogni giorno il valore del gioco di squadra e della determinazione. E naturalmente sono anche figlia, sorella e compagna, ruoli che arricchiscono e completano la mia identità. L’interesse per il tema della disabilità nasce anche dalla mia esperienza personale: convivo con una patologia neurodegenerativa, la Charcot-Marie-Tooth. Questo aspetto della mia vita, lungi dall’essere un limite, mi ha insegnato la resilienza, l’empatia e la voglia di mettermi in gioco, qualità che cerco di portare in ogni contesto umano e professionale. </p>



<p></p>



<p>2) So che stai studiando per diventare psicologa: Ti stai specializzando in una particolare branca della psicologia ovvero psicologia oncologica, cosa ti ha spinto a compiere questa scelta? </p>



<p>Si, sto svolgendo un master in psico-oncologia. La mia scelta di specializzarmi in psico-oncologia nasce dal desiderio di accompagnare le persone in uno dei momenti più delicati della loro vita. Durante il mio percorso accademico e durante il tirocinio ho potuto constatare l’importanza di un supporto psicologico mirato, capace di trasformare la paura e l’incertezza in forza e resilienza. Affrontare la dimensione emotiva legata a una diagnosi oncologica significa non solo lavorare sull’aspetto clinico, ma soprattutto offrire un sostegno che valorizza la persona nella sua interezza. In questo percorso, ho compreso che la psico-oncologia mi permette di unire la mia passione per la psicologia con la voglia di fare la differenza, aiutando chi vive situazioni di grande vulnerabilità a ritrovare la propria forza interiore. </p>



<p>3) So che stai quasi ultimando il tuo tirocinio presso il Centro Spazio vita, un centro che si occupa della socializzazione tra persone con disabilità attraverso attività ricreative e tecnologiche, come stai vivendo questa esperienza?</p>



<p>Il tirocinio presso il Centro Spazio Vita è stata un’esperienza davvero arricchente. Avere ultimato questo percorso mi permette di guardare indietro con soddisfazione per tutto ciò che ho imparato, sia a livello professionale che umano. Lavorare in un ambiente in cui la socializzazione viene promossa attraverso attività ricreative e l’uso della tecnologia mi ha fatto comprendere quanto piccoli momenti di condivisione possano trasformarsi in grandi opportunità di crescita per chi vive con disabilità. Questa esperienza mi ha insegnato il valore dell’ascolto, della collaborazione e della creatività, elementi fondamentali per costruire relazioni autentiche e significative. Sono convinta che queste competenze saranno preziose nel mio futuro percorso come psicologa, perché ogni incontro e ogni attività mi hanno arricchito e ispirato a continuare su questa strada con passione e dedizione. </p>



<p>4) So che sei tirocinante all&#8217;interno del progetto dei gruppi di Auto Mutuo Aiuto, raccontaci come ti trovi</p>



<p>L’esperienza nei gruppi di Auto Mutuo Aiuto è stata per me estremamente formativa e gratificante. Ogni incontro rappresenta un’occasione per ascoltare storie diverse, confrontarmi con emozioni autentiche e apprendere il valore della condivisione. Mi trovo in un ambiente accogliente e solidale, dove ogni contributo individuale si trasforma in una forza collettiva. Questa esperienza mi permette di mettere in pratica le mie competenze in psicologia e, al contempo, di crescere personalmente, rafforzando la mia empatia e la mia capacità di supporto. </p>



<p>5) Cosa pensi di aver insegnato alle persone con cui ti relazioni quotidianamente e tu pensi di aver imparato qualcosa da loro? </p>



<p>Credo di aver trasmesso alle persone con cui mi relaziono l’importanza dell’ascolto, del rispetto per l’unicità di ognuno e del valore della condivisione. Ho cercato di far capire che, anche nei momenti difficili, c’è sempre spazio per la crescita e la resilienza. Al contempo, ho imparato moltissimo dalle loro storie, dalla forza con cui affrontano le sfide e dalla capacità di trasformare le difficoltà in opportunità. Questa reciproca condivisione mi arricchisce e mi insegna ogni giorno quanto la diversità e l’empatia siano fondamentali per costruire relazioni autentiche. </p>



<p>6) Parlaci di questo curioso binomio, rugby-carrozzina: so che giochi in una squadra e che partecipate a un campionato, come mai hai scelto proprio questo sport singolare? </p>



<p>Il rugby in carrozzina mi ha conquistata perché è uno sport in cui davvero tutti partono alla pari, indipendentemente dal tipo di disabilità o dalla forza fisica che hanno. In campo non conta solo la potenza: a fare la differenza sono la strategia, il gioco di squadra e l’intelligenza tattica. Anche il compagno che magari ha meno forza nelle braccia o nelle mani può essere fondamentale, perché ogni ruolo ha il suo peso e il suo valore. Questo mi ha colpito molto: ognuno è importante, nessuno è “di troppo”. Con i Dragons ho trovato un gruppo che funziona come una vera squadra, dove ci si completa a vicenda e si dimostra che la disabilità non toglie la possibilità di competere, divertirsi e sentirsi parte di qualcosa di grande. </p>



<p>7) Quali sono i valori che questo sport ti ha insegnato ? </p>



<p>Il rugby in carrozzina mi ha insegnato prima di tutto la resilienza, perché ogni partita è una sfida fisica e mentale che richiede di rialzarsi anche dopo una caduta. Poi il gioco di squadra: nessuno vince da solo, serve fiducia reciproca e la consapevolezza che ognuno porta un contributo fondamentale. Infine, la determinazione, quella forza che ti spinge a dare sempre il massimo, anche quando le circostanze sembrano avverse. </p>



<p>8) Come vivi oggi la tua condizione di disabilità? </p>



<p>La disabilità è parte della mia vita, ma non mi definisce interamente. Ho imparato a viverla come una sfida quotidiana, che mi spinge a trovare soluzioni, a non fermarmi davanti agli ostacoli e a trasformare i limiti in opportunità di crescita. Non è sempre facile, ma la mia esperienza personale mi aiuta a essere più empatica nel lavoro. </p>



<p>9) Qual è il motto della tua vita? (Se ne hai uno) </p>



<p>Se dovessi sceglierne uno direi: “Trasformare le difficoltà in possibilità”. È un pensiero che mi accompagna in ogni ambito, sia personale che professionale. </p>



<p>10) Come è Cinzia oggi? Descriviti in tre parole </p>



<p>Direi: determinata, empatica, curiosa </p>



<p>11) Progetti per il futuro? </p>



<p>Il mio ambizioso obiettivo è continuare a crescere come psicologa e, al contempo, costruire una carriera sportiva che possa portarmi lontano. Vorrei affinare le mie competenze in psico-oncologia, lavorare sia in ospedale che in contesti più flessibili, e portare avanti iniziative di sensibilizzazione sulla disabilità. Sul fronte sportivo, sogno di poter entrare nella nazionale italiana di rugby in carrozzina; poter rappresentare il mio paese sarebbe la conferma che il duro lavoro, la passione e il sacrificio fanno davvero la differenza.</p>



<p>Questa storia ci insegna che sei veramente credi in ciò che vuoi anche &#8220;l&#8217;impossibile&#8221;può diventare possibile&#8221;.</p>
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		<pubDate>Tue, 03 Sep 2024 07:39:03 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Martina Foglia </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="429" height="430" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17686" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 429w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/par-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 429px) 100vw, 429px" /></a></figure></div>



<p></p>



<p>Come molti di voi sapranno in questi giorni si stanno svolgendo le Paralimpiadi a Parigi, una bellissima occasione per parlare di Diritto allo sport e di sport accessibile. Lo faremo attraverso questa testimonianza/intervista ad Allegra Magenta una ragazza con disabilità motoria acquisita che ha trovato nello sport accessibile un modo per autodeterminarsi e per accrescere l&#8217;autonomia continuando a seguire le proprie passioni.</p>



<p>Vuoi presentarti?<br>Mio papà ha scelto di chiamarmi Allegra dopo avermi visto nascere, pare che già ridessi molto e devo dire che è un nome che mi piace e che mi si addice. Nel mondo sportivo mi chiamano tutti &#8220;Happy&#8221; perché le straniere australiane e americane non riuscivano a pronunciare bene il mio nome. Ho da sempre praticato sport e avendo due fratelli maschi sono sempre stata molto competitiva e grazie allo sport paraolimpico, anche dopo un grave incidente, ho potuto riprovare l’adrenalina competitiva.</p>



<p>Come è nata la tua passione per lo sport?<br>È nata grazie alla possibilità avuta da piccola di provarne molti tra cui: nuoto, judo, tennis per poi innamorarmi del softball (baseball femminile) e poi post incidente: scherma e del tennistavolo.<br>Credo proprio di potermi appassionare di qualunque sport, ricordo che appena dopo il mio incidente potevo solo muovere la testa e con collare e corsetto in carrozzina mi sono allenata con la cerbottana ed ero felice.</p>



<p>C&#8217;è stato qualcuno (tra i familiari, o qualche associazione sportiva) che ti ha sostenuto in questa tua passione?<br>Nel mondo del softball sicuramente il BSC Legnano dove ho giocato e nel 2007 vinto con la mia squadra lo scudetto italiano, la Coppa Italia e la Coppa delle coppe. Post incidente sicuramente la società di scherma a Niguarda creata dalla maestra Carolina Gambirasio e poi la mia attuale società di tennistavolo Nerviano.</p>



<p>Ricordi il momento in cui hai deciso di fare sport a livello agonistico e quali sono state le motivazioni ?<br>Inizialmente hanno creduto in me e mi hanno selezionato gli allenatori di softball, ma già all ascuola elementare,quando praticavo judo, il mio maestro voleva farmi gareggiare perché notava lo spirito agonistico. Ammetto che per la mia ottica fare sport ha senso per prepararsi al meglio e poi gareggiare; solo in gara infatti si valuta il livello di preparazione fisica e mentale e ci si confronta con avversari: sia vincendo sia perdendo si impara e si cresce sempre.</p>



<p>So che ti sei cimentata in più di uno sport, puoi raccontare le tue scelte?<br>Prima di tutto ho scelto la scherma perché durante il mio ricovero presso l’Unità spinale di Niguarda c’era la possibilità di provare e già da ricoverata andavo a curiosare in palestra. Dopo cinque anni ho capito che, anche se molto affascinante e divertente, è anche tanto asimmetrico dato che gli affondi vengono fatti lateralmente e per il mio fisico iniziava ad essere faticoso e sconsigliato. La seconda e per ora definitiva scelta è andata sul tennistavolo: è uno sport più corretto per il mio fisico (lesione midollare alta e amputazione al braccio destro) e mi permette di allenarmi più ore e performare con più facilità e poi si può gareggiare nel campionato dei normodotati perchè le regole e i materiali sono gli stessi: quindi la sfida è ancora più stimolante!</p>



<p>Che rapporto hai con la competizione?<br>Di dipendenza direi. Mi piace essenzialmente la sensazione di mettermi alla prova e imparare e quindi conoscere meglio il mio corpo e la mia mente per migliorarmi.</p>



<p>Puoi raccontarci cosa ti ha portato a partecipare alle Olimpiadi di Rio come volontaria?<br>È stata un’esperienza unica, sono molto felice di aver partecipato anche perché credo che fossi l’unica volontaria con disabilità che ha attraversato l’oceano per fare servizio all’interno del villaggio olimpico. Sembrava di essere in un sogno ogni giorno. Lo consiglio a chiunque di fare domanda e provare questa esperienza; inoltre farlo in Brasile con lo spirito carioca è stato esaltante! Tra le esperienze più belle.</p>



<p>Cosa ricordi di quella meravigliosa esperienza, che emozioni e sensazioni hai provato e cosa ti ha insegnato?</p>



<p>Ricordo con i cuoricini agli occhi il gruppo di volontari con cui ho lavorato composto da una cinese, un americano, un inglese, un brasiliano e il responsabile dello Zimbabwe. Insomma un&#8217;esperienza internazionale e tanto stimolante.</p>



<p>Quale è secondo te il valore più importante che lo sport trasmette?</p>



<p>Rispetto nei confronti di avversari, arbitri,  e delle regole del gioco.</p>



<p>Il tuo motto? Se ne hai uno&#8230;</p>



<p>Beh, &#8220;Don’t worry be Happy&#8221; mi piace molto ed è coerente con il mio soprannome da atleta.</p>



<p>Cosa ti aspetti per il tuo futuro sportivo?</p>



<p>Di trovare il modo di allenarmi in modo costante, fare più gare possibili e mettere un po’ di soldi da parte per poter iscrivermi a tanti tornei internazionali e scalare il ranking mondiale. Il mio sogno è sicuramente quello di esserci come atleta italiana nelle prossime paraolimpiadi.</p>



<p>Quest&#8217; intervista ci dimostra che, credendo nelle proprie capacità, con costanza e determinazione, si può trovare sempre un&#8217;alternativa, una possibilità per continuare a coltivare le proprie aspirazioni!</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="640" height="640" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17687" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/09/oli-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>
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		<title>&#8220;Raccontarsi (a modo mio)&#8221;. Laura</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Mar 2023 13:36:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Progetto a cura di Jorida Mbroçi Correva l’anno 1989 a Parma nasceva una bimba che si scoprirà poi essere una bimba straordinariamente NoLimits Ma cosa significa ? Ecco ve lo racconto…. Io sono Laura&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>Progetto a cura di Jorida Mbroçi</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/jo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="640" height="427" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/jo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16898" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/jo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/jo-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure>



<p>Correva l’anno 1989 a Parma nasceva una bimba che si scoprirà poi essere una bimba straordinariamente NoLimits</p>



<p>Ma cosa significa ? Ecco ve lo racconto….</p>



<p>Io sono Laura</p>



<p>La mia storia straordinariamante nolimits inizia quando alla mia nascita si scopre che ho malformazione genetica con conseguenti problemi motori, e per questo dall’ età di 3 anni conduco la mia vita assieme al mio fedele compagno PIPPO, in realtà è un tutore che indosso tutto il giorno tutti i giorni e che mi permette di svolgere ogni attività quotidiana. Detta cosi sembra semplice ma in realtà poi semplice non lo è !. Dopo la mia nascita è iniziato un cammino che come hanno definito i medici sarà lungo e difficile, fatto nei primi anni di vita di fisioterapia quotidiana, ospedali e ospedali, interventi su interventi e tanto impegno da parte della mia famiglia. Ma questo cammino non è stato solo questo ! è stato un cammino fatto di obbiettivi e tanta forza, forza che nasceva proprio dal primo obbiettivo che i miei genitori si erano prefissati per me: MIA FIGLIA DEVE ESSERE IL PIU’ POSSIBILE AUTONOMA!. Assieme a tutto questo nel mio percorso si sono susseguite tutte le tappe di ogni bambino e come tale nonostante le difficoltà all’ età di tre anni è arrivato il momento del mio inserimento nella scuola materna, qui l’incontro con la mia maestra Adriana: per me non una semplice maestra, ma molto di più ! direi il simbolo della mia infanzia, è stata infatti la prima persona dopo la mia famiglia che non si è soffermata all’ aspetto esterno ma ha visto attraverso i miei occhi piccoli e furbi tanta forza e potenzialità.</p>



<p>Negli anni questa forza veniva sempre più a galla e alimentava in me tanto coraggio, il coraggio che mi ha permesso di raggiungere ogni traguardo che mi si poneva di fronte, questo per dire che tutta la mia vita è stata sempre un susseguirsi di traguardi. Il primo traguardo ? proprio all’ asilo: Quando Adriana si era prefissata per me di riuscire a farmi svolgere qualunque attività con i miei piccoli compagni, dai giochi , alle scale, e persino il ponte mobile dello scivolo, questo si che fu un traguardo non solo perché inaspettatamente nonostante le difficoltà motorie ci riuscì, ma anche perché fu la prima attività condivisa con i miei coetanei.</p>



<p>Gli anni passano l’asilo finisce si chiude un capitolo meraviglioso e se ne apre uno un po’ meno ! LA SCUOLA !!</p>



<p>Qui cominciano i problemi, non tanto legati alla mie difficoltà fisiche quanto piuttosto ai pregiudizi che le persone hanno nei confronti della disabilità, è con questi che da qui in poi ho dovuto e devo ancora lottare !! ma nonostante questo la scuola mi ha lasciato anche qualcosa di bello! in particolare alle superiori, dove ho fatto la prima scelta e ho seguito la mia passione per gli animali, in particolare i cavalli e ho scelto agraria.</p>



<p>I cavalli una passione un po’ folle vista la mia disabilità, come del resto tante cose di me , ma è grazie a questa mia passione se per diverso tempo sono riuscita a fuggire alla realtà e ritrovarmi in momenti dove tutto sembrava possibile. I cavalli non sono stati e non sono la mia unica passione, l’altro sport del cuore è il nuoto.</p>



<p>A questo sport mi sono avvicinata per dovere nei riguardi della mia salute, la fisioterapia da piccola è il nuoto da grande, ma ben presto è diventato parte di me!. In merito ci sarebbe tanto da dire…. Se inizialmente era solo un dovere negli anni grazie all’ incontro con la mia istruttrice Katia, che come Adriana tanto aveva percepito dal mio sguardo, ho iniziato un percorso per imparare a nuotare, all’ inizio pareva impossibile, giorno dopo giorno vedendo i miei progressi ad un certo punto Katia, forse per gioco, mi propose di partecipare ad una gara studentesca e da li, come dico spesso, il germe dell’agonismo non mi ha più lasciato.</p>



<p>Le gare sono state e sono un tassello molto importante di me, il motivo ? Semplice ! in acqua riesco ad esprimere ciò che a parole non mi riesce bene, riesco ad esprimere la forza che mi contraddistingue ma che negli anni forse per le diverse difficoltà che ho dovuto affrontare si è nascosta dentro di me. Il nuoto mi ha regalato tanto, mi ha aiutato a crescere mi ha permesso di togliermi diverse soddisfazioni, TANTE DIREI !! l’ ultima due anni fa ! Quando sono stata inserita in una squadra di normodotati, dopo diversi anni in squadre di persone con disabilità.</p>



<p>Questa la mia grande vittoria!!</p>



<p>Il bello dello sport, è che ti permette nonostante le difficoltà di dimostrare che si hanno anche delle abilità, per questo credo che ad oggi lo sport è forse l’unico mezzo ancora capace di sconfiggere certe barriere. Come si può capire da questo racconto sono sempre stata e sono ancora oggi una sognatrice .. Il sogno di questa bimba cresciuta ?? Dopo le superiori ? Continuare a studiare e intraprendere la carriera universitaria.</p>



<p>Anche in questo caso ho scelto secondo le mie passioni tralasciando quello che il mondo intorno reputava più adatto a me, cosi mi iscrivo al corso di laurea triennale del dipartimento di Medicina Veterinaria di Parma data la mia passione per gli animali, di certo non una scelta convenzionale per una ragazza con disabilità. Se dovessi descrivere questo percorso direi semplicemente un percorso “a montagne russe”: se da un lato i diversi esami da sostenere e la consapevolezza di ciò che io volevo raggiungere, ossia la laurea e un lavoro diverso da quello che la società immagina persona con disabilità, mi facevano volare alto, dall’ altro ci sono state diverse persone che più e più volte hanno messo in dubbio la mia riuscita facendomi ritornare giù proprio come nelle montagne russe. Ma nonostante il percorso difficile ancora una volta non smesso di credere nei miei sogni e anche questa volta arrivo al mio obbiettivo, ed ecco arrivare il 18 FEBBRAIO 2016… anche io sono diventata dottoressa, una DOTTORESSA UN PO’ SPECIALE !. Descrivere a parole il valore di quel giorno è quasi impossibile, un misto di incredulità ed una gioia immensa, a volte ancora oggi se ci ripenso mi sembra ancora impossibile che si sia avverato. Posso affermare con assoluta certezza, che quel giorno rappresenta per me la prima volta in cui al di fuori di una piscina io sia riuscita a dimostrare le mie capacità al resto del mondo. La gioia provata quel giorno non posso dire sia la stesso sentimento che ricordo nei due anni successivi, decisamente NO!, infatti dopo la laurea inizia il calvario (come lo chiamo io) della ricerca del lavoro.</p>



<p>Due anni in cui ancora una volta mi sono trovata divisa tra quello che erano i miei obbiettivi con la realtà: ero assolutamente determinata a voler trovare un posto di lavoro nell’ ambito della sicurezza alimentare, dati i miei studi universitari, cosi come ero altrettanto convinta che nonostante le difficoltà motorie sarei stata in grado di svolgere il lavoro, in fondo era solo questione di organizzazione, magari con qualche variabile pensavo io. La realtà che mi sono trovata di fronte in quei due anni purtroppo era ben diversa; una realtà in cui il personale di vari uffici di collocamento sia dedicati alle persone con disabilità che uffici di collocamento generici, (le ho provate tutte), appena leggevano il curriculum trovavano incompatibile la mia condizione con l’ambito lavorativo che cercavo, e senza mezzi termini a volte, mi dicevano <em>“ cara mia farai molta a fatica a trovare ciò che vuoi forse dovresti ripensare al tuo lavoro ideale”. </em>In quelle parole capì subito il grande problema che mi apprestavo a fronteggiare, tra l’altro presente ancora oggi nella nostra società ossia: considerare la disabilità come un ostacolo e fonte di problemi piuttosto che come potenziale risorsa, unitamente al grande luogo comune che vede la persona con disabilità solo in grado di lavorare soltanto dietro una scrivania e rispondere solo al telefono. Tutto questo scenario è stato assai difficile da sopportare e soprattutto mantenere la lucidità sul mio obbiettivo ma grazie alla mia grande voglia di riscatto e con il supporto dei miei genitori sono riuscita a non mollare, ed ecco finalmente che a Novembre 2017 vengo contatta dall’ ufficio di collocamento dedicato alle persone con disabilità del Comune di Parma per un colloquio di lavoro, ma non uno qualunque proprio quello desiderato da sempre e per un gioco del destino nell’azienda a cui da sempre aspiravo, quasi stentavo a crederci, invece era proprio cosi!.</p>



<p>So passati 5 anni da quel 8 Gennaio 2018 e nell’ incredulità del mondo del lavoro posso dire finalmente che dopo tante fatiche e difficoltà oggi sorrido ogni giorno pensando al mio passato e guardando al presente che mi vede membro di un team di controllo qualità alimentare.</p>



<p>Questa è un po’ in breve la mia storia, una semplice testimonianza che spero assieme ad altre serva alla società d’oggi per rendersi conto di quanto ancora c’è da fare per noi persone con disabilità per non farci sentire diversi ma diversamente unici come tutti.</p>
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		<title>Oltre le differenze: un video su diritti e sport</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Sep 2021 08:01:01 +0000</pubDate>
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<p>Che bello quando i giovani ci contattano per proporci i loro lavori sul tema dei diritti!</p>



<p>Il video che pubblichiamo oggi è di Gabriele Bordin, di Riva del Garda (TN) che così si presenta: </p>



<p>Ciao! Sono un ragazzo di 18 anni e frequento il Liceo artistico dove studio cinema e fotografia, le mie più grandi passioni. Quest’estate ho colto l’occasione di partecipare a un concorso video sui diritti dello sport e mi sono messo subito all’opera. Indipendentemente dal voto, dato da una giuria, volevo mostrare il mio spot, le mie capacità e il significato del video a più persone possibili! Far capire così alle persone che lo sport può essere una possibilità di esprimere se stessi e le proprie potenzialità al di là di ogni pregiudizio e diversità.</p>



<p></p>



<p><strong><em>Associazione per i Diritti umani </em></strong>ringrazia molto Gabriele e chiede ad altri di farsi avanti! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f642.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="OLTRE LE DIFFERENZE" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/oQkqrNrv6Wg?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Le nostre visioni periferiche</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2021 07:39:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi siamo felici di presentare un nuovo progetto realizzato dalla classe 3D del Liceo delle Scienze Umane di Lercara Friddi (PA), realizzato a seguito del laboratorio sul libro intitolato &#8220;Visioni periferiche. La narrazione dell&#8217;hinterland&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Oggi siamo felici di presentare un nuovo progetto realizzato dalla classe 3D del Liceo delle Scienze Umane di Lercara Friddi (PA), realizzato a seguito del laboratorio sul libro intitolato &#8220;Visioni periferiche. La narrazione dell&#8217;hinterland in Italia e nel mondo&#8221;, Multimage. </p>



<p>Un progetto, questo, eseguito con molta passione e ricerca da parte delle studentesse e degli studenti che si sono messi in gioco e hanno perfettamente colto l&#8217;intento del testo perchè dalle parole&#8230;bisogna passare ai fatti e a proposte concrete per migliorare il territorio in cui viviamo. </p>



<p>Questo vuol dire far parte della cittadinanza attiva. </p>



<p>Ringraziamo ancora la prof.ssa Claudia Sferlazza e i suoi ragazzi!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0001-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15324" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0001-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0001-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0001-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0001.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0002-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15325" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0002-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0002-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0002-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0002.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0003-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15326" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0003-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0003-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0003-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0003.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0004-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15327" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0004-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0004-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0004-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0004.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0010-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15328" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0010-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0010-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0010-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0010.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0014-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15336" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0014-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0014-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0014-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/05/Le-nostre-visioni-periferiche-3D-Lercara-Friddi_page-0014.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>“Art(e)Attualità”. World Press Photo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2020 08:46:49 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="980" height="653" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/020_World-Press-Photo-Story-of-the-Year-Nominee_Romain-Laurendeau.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14252" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/020_World-Press-Photo-Story-of-the-Year-Nominee_Romain-Laurendeau.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 980w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/020_World-Press-Photo-Story-of-the-Year-Nominee_Romain-Laurendeau-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/020_World-Press-Photo-Story-of-the-Year-Nominee_Romain-Laurendeau-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /><figcaption>© Romain Laurendeau, Francia<em>Kho, the Genesis of a Revolt</em>&#8220;Kho&#8221; significa &#8220;fratello&#8221; ed il progetto parla dei giovani e del loro ruolo nell&#8217;ispirare <a href="https://www.ilpost.it/2019/03/09/proteste-algeria-spiegato/?utm_source=rss&utm_medium=rss">le grandi proteste in Algeria del 2019</a>. Nella foto si vedono tifosi durante una partita ad Algeri, 22 novembre 2014<a href="https://www.worldpressphoto.org?utm_source=rss&utm_medium=rss">World Press Photo</a></figcaption></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>E&#8217; da tanto che non scriviamo per questa rubrica e torniamo a farlo, nella fase 2 della pandemia che ha colpito il mondo, in una maniera un po&#8217; diversa dal solito. Gli anni scorsi abbiamo visitato l&#8217;esposizione delle fotografie vincitrici del World Press Photo presso la galleria Sozzani a Milano e vi abbiamo riportato molte immagini dei professionisti in gara; il Covid-19 non ci ha permesso di farlo ancora, ma il contest si è svolto ugualmente e ve ne possiamo dare notizia. E&#8217; importante, ancora di più di questi tempi, perchè l&#8217;attualità è stata complicata da un evento straordinario e inaspettato. I fotoreporter hanno viaggiato, si sono mischiati con il Presente e ne hanno riportato le difficoltà, le opportunità, le crisi, le istanze&#8230;125 i Paesi raccontati, sempre tante le categorie prese in considerazione: ambiente, general news, vita quotidiana, sport, ritratti&#8230;</p>



<p>La storia dell&#8217;anno è quella di Romain Laurendeau che ha documentato le manifestazioni in Algeria e lo stesso autore ha dichiarato: “E&#8217; stato impossibile per me non riconoscermi in questi giovani, stanchi di questa situazione nel Paese che chiedono di vivere come tutti gli altri”, una narrazione potente sulle proteste del 2019; dal nord Africa al sud con Yasuyoshi Chiba, vincitore del premio per la Foto dell&#8217;anno dal titolo <em>Straight Voice </em>in cui è ripreso un ragazzo, illuminato dalla luce dei cellulari, mentre recita una poesia a una manifestazione in Sudan attorniato da persone che battono le mani: il presidente della giuria del World Press Photo, Lekgetho Makola, ha motivato la scelta dicendo: “&#8230;soprattutto nel periodo in cui viviamo, pieno di violenza e conflitti, è importante avere un&#8217;immagine che ispiri le persone”.</p>



<p>Ma l&#8217;importante esposizione ha visto anche il racconto dei funerali delle vittime del volo Ethiopian Airlines 302, di una donna armena affetta dalla “sindrome della rassegnazione”, della lotta dei curdi in Iraq, e della più grande conferenza sulla difesa in Medio Oriente.</p>



<p>Apriamo lo sguardo e non rimaniamo indifferenti: quello che accade lontano da noi è, in realtà, molto vicino. Ma per capirlo bisogna andare in profondità.</p>
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		<title>Nuove linee guida del Comitato Olimpico internazionale sull&#8217;espressione di opinioni politiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2020 07:49:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Proibita qualsiasi forma di espressione politica ma vale comunque l&#8217;assegnazione dei giochi alla Cina L&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) critica fortemente le nuove regole redatte dal Comitato Olimpico Internazionale (IOC) relative all&#8217;espressione di&#46;&#46;&#46;</p>
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<p> <br>Proibita qualsiasi forma di espressione politica ma vale comunque l&#8217;assegnazione dei giochi alla Cina</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="433" height="513" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/Pechino2022-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13498" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/Pechino2022-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 433w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/Pechino2022-1-253x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 253w" sizes="(max-width: 433px) 100vw, 433px" /></figure></div>



<p></p>



<p>L&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) critica fortemente le nuove regole redatte dal Comitato Olimpico Internazionale (IOC) relative all&#8217;espressione di opinioni politiche durante i Giochi Olimpici. Chi ha<br>deciso le nuove regole di fatto finge di ignorare la realtà di questo mondo e toglie dignità agli atleti.</p>



<p>Al più tardi durante i Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022 le nuove regole potrebbero già essere messe in crisi. Lo IOC ha infatti assegnato i Giochi Olimpici a un paese che commette crimini contro<br>l&#8217;umanità e viola gravemente i diritti umani della propria popolazione.<br>In Cina, gli atleti uiguri e kazachi sono spesso internati in campi rieducativi a causa del loro credo e della loro appartenenza etnica. Si tratta non solo di gravi crimini contro l&#8217;umanità ma anche di una<br>fondamentale violazione dello spirito olimpico. E&#8217; già grave che lo IOC faccia finta di non vedere queste violazioni ma è del tutto antidemocratico e inappropriato che lo IOC tenti di proibire qualsiasi protesta relativa a situazioni dei diritti umani.</p>



<p>Le nuove linee guida sull&#8217;espressione di opinioni politiche durante i giochi olimpici fissate la scorsa settimana dallo IOC mirano a proibire e reprimere qualunque forma di protesta o di gesto politico durante le cerimonie di premiazione o durante le cerimonie di apertura e/o chiusura dei giochi olimpici. Per lo IOC, gesti di protesta spesso molto<br>coraggiosi da parte degli atleti sembrano costituire un problema invece di essere colti come opportunità per impegnarsi a favore dei diritti umani, per rinnovare lo spirito olimpico e per rispondere in modo positivo alle critiche che vengono spesso mosse contro lo stesso IOC e i giochi olimpici in generale.</p>



<p>In tal senso, l&#8217;APM vuole ricordare il caso del maratoneta etiope Feyisa Lilesa che ai giochi olimpici del 2016 di Rio de Janeiro ha attraversato la linea d&#8217;arrivo con le braccia incrociate per richiamare l&#8217;attenzione mondiale sulla repressione in corso nel suo paese contro la popolazione Oromo. La protesta vista in mondovisione ha fatto sì che l&#8217;atleta per anni non abbia più potuto tornare nel suo paese se non rischiando la vita. Per la popolazione etiope però, l&#8217;atleta è diventato un eroe e il suo gesto ha rafforzato notevolmente il movimento per la<br>democratizzazione del paese. Lilesa ha potuto tornare a casa solo nell&#8217;ottobre del 2018 e nell&#8217;aprile 2019 il nuovo governo etiope ha onorato Lilesa per i suoi meriti nel processo di democratizzazione del paese. </p>
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		<title>[CALL FOR PAPER] ‘A tutto campo’: ricerche, intrecci, riflessioni su sport e criminalità</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2019 06:57:00 +0000</pubDate>
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<p>Ci sembra un&#8217;ottima iniziativa, questa proposta da associazione Antigone Onlus !</p>



<ul class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/calcio_ipm_bari-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" data-id="12685" data-link="http://www.peridirittiumani.com/?attachment_id=12685&utm_source=rss&utm_medium=rss" class="wp-image-12685" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/calcio_ipm_bari-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/calcio_ipm_bari-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/calcio_ipm_bari-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/calcio_ipm_bari.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul>



<p>Guardare allo sport, alla sua organizzazione, ai fenomeni che a vario titolo intersecano questo ambito di vita sociale, ha l’indubbio vantaggio di vedere all’opera, potremmo dire quasi in laboratorio, le dinamiche che in senso più generale attraversano la società. Nella forma moderna di sport che si è istituzionalizzata nel Novecento, è possibile distinguere nettamente gli stessi processi che hanno contraddistinto la società fordista e tardo fordista: secolarizzazione, eguaglianza (in senso almeno formale), specializzazione, razionalizzazione, organizzazione burocratica, quantificazione e mito della performance (Gutmann, 1978). Lo sport rappresenta in questo senso un’arena di comportamenti, strutture e relazioni tale da costituire un’occasione unica per studiare la complessità della vita sociale. Scelte individuali o organizzative, dinamiche di gruppo, decisioni, legami sociali, processi di socializzazione, comportamenti devianti, subculture, sono alcune delle questioni che possono costituire il focus di analisi sociologica dello sport (Frey &amp; Eitzen, 1991). Come fenomeno prodotto dalla fase matura della modernità, lo sport rappresenta un campo (Bourdieu, 1979), un ambito sociale dotato di forti strutture di senso e di significato, un fatto sociale totale Russo (2004), le cui implicazioni vanno dalla sfera giuridica, a quella medica, a quella economica, da quella politica a quella scientifica.</p>



<p><br>È proprio nell’intersecarsi di queste diverse sfere, delle diverse logiche che ne caratterizzano il funzionamento che si intende stimolare l’attenzione degli studiosi. Se, come abbiamo visto, lo sport è un microcosmo sociale, in alcune situazioni, esso si presenta come una “palestra” dove sperimentare orientamenti normativi e pratiche da diffondere poi in ambiti diversi di vita sociale.&nbsp;<br>Come primo esempio della messa in opera di pratiche di controllo estese poi in senso generale, possiamo richiamare le vicende riguardanti l’introduzione nel 1989 nel nostro ordinamento del c.d. DASPO, un dispositivo di controllo, limitativo della libertà personale con l’obiettivo di contrastare il fenomeno della violenza negli stadi. In questo caso le curve hanno rappresentato una sorta di laboratorio di sperimentazione di forme di repressione che troveranno poi applicazione in altri ambiti della vita sociale. Con il decreto Minniti del 2017, infatti, sono introdotte nel nostro ordinamento due figure giuridiche modellate sul DASPO sportivo: il c.d. DASPO urbano e l’arresto in flagranza differita, quest’ultimo introdotto già nel 2010 negli stadi. Misure controverse e criticate già nella loro applicazione al campo sportivo, che, tuttavia, permettono di veicolare un messaggio potente ed efficace in termini di governo e controllo del territorio, diversificando tra persone “per bene” e persone “per male”.&nbsp;<br>Un altro ambito che mostra la porosità dei confini e le contaminazioni tra mondo sportivo e società è quello che concerne il consumo di sostanze tra gli atleti. Anche se la logica strettamente proibizionistica ha mostrato tutte le sue debolezze nel regolamentare un fenomeno così diffuso socialmente come quello del consumo di sostanze psicoattive, è con la medesima logica che il legislatore nel 2000 interviene nel campo sportivo per cercare di contrastare l’utilizzo di sostanze dopanti tra gli atleti (Altopiedi, 2008).&nbsp;<br>Fenomeni corruttivi hanno riguardato a più riprese il mondo dello sport professionistico e non solo. Si tratta di comportamenti che coprono un ampio spettro di condotte: dalla corruzione legata agli appalti per la costruzione degli impianti sportivi, alla truffa, alle frodi sportive, al c.d. doping amministrativo, ecc. Sempre a titolo d’esempio, possiamo ricordare il ruolo giocato dalla criminalità organizzata in diversi ambiti del “contenitore” sportivo. Si pensi alle infiltrazioni mafiose all’interno delle tifoserie, in particolare nel tifo organizzato delle curve negli stadi; o al mondo delle scommesse clandestine (non soltanto con riferimento alla disciplina calcistica).&nbsp;<br>Un altro tema che merita certamente un’attenta riflessione è la questione del razzismo in ambito sportivo: Ad esempio: come vengono perseguiti gli episodi di razzismo (si pensi ai cori razzisti negli stadi)? Quali strumenti giuridici sono usati per contrastare e/o punire questo fenomeno? Chi viene perseguito? E, per converso: il mondo dello sport offre degli esempi di integrazione “concreta” che vanno oltre le saltuarie campagne antirazziste promosse dalle istituzioni sportive (si pensi alla campagna della UEFA in occasione delle coppe europee di calcio)?</p>



<p>Il numero monografico della rivista vuole riflettere a tutto campo sui temi su delineati, con contributi di riflessioni teorica e descrizioni di ricerche sul campo, verificando il senso delle politiche di intervento adottate e la loro effettività.</p>



<p>Gli abstract e gli articoli in Italiano, inglese, francese o spagnolo vanno inviati in formato .doc al seguente indirizzo:&nbsp;<a href="mailto:rivista@associazioneantigone.it">rivista@associazioneantigone.it</a>&nbsp;e in cc agli indirizzi mail dei curatori del volume&nbsp;<a href="mailto:rosalba.altopiedi@uniupo.it">rosalba.altopiedi@uniupo.it</a><a href="mailto:massimiliano.verga@unimib.it">massimiliano.verga@unimib.it</a></p>



<p>Si prega di allegare all&#8217;abstract il nome dell&#8217;autore, un indirizzo mail, e una breve nota biografica con indicazione dell’affiliazione.</p>



<p>Si prega di prendere visione della sezione “Invia un articolo a questo indirizzo&nbsp;<a href="http://www.osservatorioantigone.it/rivista/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=50&amp;Itemid=57&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.osservatorioantigone.it/rivista/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=50&amp;Itemid=&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>&nbsp;per conoscere i dettagli della procedura di referaggio e delle norme editoriali per la redazione degli articoli.</p>



<p>Scadenza invio abstract: 15/06/2019&nbsp;<br>Scadenza invio articoli: 15/09/2019</p>



<p>[<a href="https://www.antigone.it/upload2/uploads/docs/Callrivistaantigonesport.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">CALL FOR PAPER: ING/FRA</a>]<br></p>
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		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Word Press Photo: un viaggio nell&#8217;attualità</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jun 2019 10:56:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Uno dei fotografi italiani premiati, Lorenzo Tugnoli, vince il premio principale della categoria “Notizie generali” con un progetto commissionato dal Washington Post sulla crisi umanitaria in Yemen: il fotografo, classe &#8217;79,&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/20190526_143558-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12660" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/20190526_143558-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/20190526_143558-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/20190526_143558-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Uno dei fotografi italiani premiati, Lorenzo Tugnoli, vince il premio principale della categoria “Notizie generali” con un progetto commissionato dal Washington Post sulla crisi umanitaria in Yemen: il fotografo, classe &#8217;79, ha ripreso gli effetti tragici dell&#8217;embargo totale sullo Yemen voluto dall&#8217;Arabia Saudita, lo Yemen in cui ormai 8 milioni di persone rischiano di morire di fame, quando non di malattie; questo è uno dei tanti lavori presentati al WORD PRESS PHOTO, giunto alla sua 62ma edizione, in mostra a Milano presso la Galleria Sozzani, come ogni anno.</p>



<p>Il photo contest più prestigioso al
mondo, dedicato ai fotoreporter, documenta gli eventi accaduti su
questa Terra disastrata per volontà e responsabilità tutte umane,
solo in parte naturali. 
</p>



<p>Un dato importante, doveroso da
sottolineare, è che per questa edizione si è registrato un
significativo aumento delle donne reporter rispetto ai concorsi
precedenti: tra i 43 finalisti selezionati, 14 sono donne, il 32%.</p>



<p>Che sia uno sguardo femminile o
maschile, le 140 immagini sono finestre sul mondo, squarci, spesso
dolorosi, sulla nostra attualità. L&#8217;iraniana Forough Alaei,
vincitrice nella sezione Sport, riflette sul fatto che alle donne del
suo Paese è vietato assistere alle partite di calcio nazionali: si
ritrae, quindi, travestita da uomo per introdursi all&#8217;interno dello
stadio dove viene protetta dai tifosi mentre realizza questo
reportage. La guerra civile siriana a Ghouta è ritratta da una
fotografia di Mohamed Badra, che riceve il premio “Spot news”;
Brent Sirton studia l&#8217;antibracconaggio e l&#8217;attività di una donna in
questo settore, presso un Parco nazionale in Zimbabwe, per la
categoria “Ambiente”; un&#8217;ex combattente delle FARC incita dopo lo
scioglimento del gruppo, immagine scattata da Catalina Martin-Chico
per la sezione “Contemporary issue”.. E molto altro&#8230;</p>



<p>Il premio principale Word Press Photo
of the Year è stato assegnato a John Moore , statunitense, per la
foto di una bambina honduregna che piange ai piedi della madre
fermata dalla polizia di frontiera tra Messico e USA, sezione “Spot
news”.</p>



<p>Ecco, per voi, alcuni scatti.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="912" height="1024" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/1-e1559995469145-912x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12637" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/1-e1559995469145-912x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 912w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/1-e1559995469145-267x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 267w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/1-e1559995469145-768x862.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="731" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/2-e1559995656310-1024x731.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12638" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/2-e1559995656310-1024x731.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/2-e1559995656310-300x214.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/2-e1559995656310-768x548.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="498" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/3-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12640" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/3-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/3-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/3-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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		<title>Immigrazione. Foad Aodi (Amsi); Aumento del 40 % di episodi di discriminazione nei confronti di cittadini, alunni e professionisti stranieri nel 2018</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/03/01/immigrazione-foad-aodi-amsi-aumento-del-40-di-episodi-di-discriminazione-nei-confronti-di-cittadini-alunni-e-professionisti-stranieri-nel-2018/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2019 07:33:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Amsi ,Co-mai e Uniti per Unire; servono soluzioni politiche ,mediatiche , culturali e unità sociale . Così l&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia(Amsi) e le comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) con&#46;&#46;&#46;</p>
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<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b><i></i></b><b><i>Amsi ,Co-mai e Uniti per Unire; servono soluzioni politiche ,mediatiche , culturali e unità sociale .</i></b></p>
</div>
<div dir="auto"><i></i><i>Così l&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia(<b>Amsi</b>) e le comunità del mondo arabo in Italia (<b>Co-mai</b>) con il Movimento <b>&#8220;Uniti per Unire&#8221; </b>e le circa 1000 associazioni e Comunità aderenti lanciano il loro grido d&#8217;allarme contro i ripetuti episodi di razzismo e discriminazione nei confronti di migranti e figli di immigrati sia a scuola che fuori .</i><i><br />
</i></div>
<div dir="auto"><i>Con grande preoccupazione registriamo presso lo sportello Amsi e Co-mai un aumento del <b>40% </b>di  segnalazioni di episodi di discriminazione nei confronti dei professionisti ,migranti e loro figli nell’arco dell&#8217;ultimo anno del 2018 nell&#8217;ambito lavorativo ,scolastico ,univeristario ,trasporti ,sanitario e nei posti pubblici anche dal punto di vista del colore della pelle o religione o il modo di vestirsi .</i><i><br />
</i></div>
<div dir="auto"><i>Esprimiamo solidarietà nei confronti di tutti i cittadini e alunni e ai loro  famigliari che hanno subito atti di razzismo.</i><i><br />
</i></div>
<div dir="auto"><i>Ribadiamo che l&#8217;Italia non è un paese razzista ma  siamo preoccupati per questo continuo aumento di segnalazioni di episodi di razzismo e discriminazioni nei confronti dei cittadini di origine straniera in Italia e per l&#8217;atmosfera mai vista in passato dal punto di vista dello scontro politico e la paura verso il diverso e proposte politiche discriminatorie nei confronti degli immigrati stessi .Così dichiara <b>Foad Aodi </b>medico Fondatore di  Amsi e Co-mai ,invitando tutte le forze politiche di unirsi contro il razzismo e di non amplificare messaggi poco educativi e che possono dare messaggi pericolosi e sbagliati ai giovani e non .</i><i><br />
</i></div>
<div dir="auto"><i>Noi abbiamo bisogna di una scuola che insegna e promuovi  la convivenza e la conoscenza culturale e dialogo e rispetto inter religioso e non dividere i bambini in categorie in base alla nazionalità,colore di belle o la religione ,abbiamo bisogno di una società senza crisi di identità e allarmismi e paura verso il diverso,abbiamo bisogna di musica e Festival di Sanremo aperto a tutti senza quote e divisioni tra musica italiana e straniera visto il suo valore universale come lo sport ,l&#8217;arte ,il calcio e la danza ,abbiamo bisogna di una politica che sappia parlare a tutta la società italiana e non dividerla in italiani e stranieri e non  avanzare proposte di legge con profumo di razzismo e discriminazione per fini politici elettorali ,Noi abbiamo bisogno di buona informazione e libertà di espressione dando comunicazioni giuste ,verificate e educative ,Noi abbiamo bisogno di combattere il razzismo con le proposte politiche ,mediatiche e culturale  senza strumentalizzazioni politiche e no al #RazzismoalContrario e al vittimismo per ogni episodio che va prima verificato per non creare allarme razzismo sociale.</i><i><br />
</i></div>
<div dir="auto"><i>Infine <b>Aodi</b> si rivolge al mondo delle comunità e associazioni di origine straniera in Italia di  organizzarsi di più e intensificare la collaborazione con le istituzioni italiane e le forze politiche impegnandosi in politica e mettendosi in gioco pari ai candidati italiani  combattendo ogni forma di individualismo  che non aiuta nessuno e noi diciamo con fermezza no a partiti politici solo per cittadini stranieri o  religiose  o dividersi in continenti  a nome nostro perché crediamo che l&#8217;integrazione si fa in due e non aiuta  separarsi e chiudersi in partiti o comunità chiuse dando alibi a chi vuole alimentare paure e discriminazioni nei confronti di stranieri ,africani ,arabi ,musulmani .</i></div>
</div>
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